Ordini, torna l'ipotesi decreto Le misure compatibili al vaglio di An
L'altalena della riforma delle professioni, ieri, è andata in direzione del decreto legge. Affermato il suo ruolo quale garante del sistema degli Ordini, tanto da aver promosso l'ennesimo tavolo sulla riforma, Alleanza nazionale è disposta ad anticipare alcune misure nel decreto legge sulla competitività. Nino Lo Presti, il responsabile "professioni" di An, ha pronta una proposta di cui discuterà oggi con il vicepresidente vicario, Ignazio La Russa. La riunione servirà per mettere a punto il dossier alla vigilia dell'incontro tra La Russa, il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, e il sottosegretario alla Giustzia, Michele Vietti. «Nel decreto legge - spiega Lo Presti - dovrebbero essere inserite alcune misure che favoriscano la competitività dei professionisti». Secondo Lo Presti, l'articolato dovrebbe prevedere: la possibilità di costituire società di persone; l'apertura alla pubblicità; alcune tutele per i praticanti; il riconoscimento delle associazioni, a patto che gli iscritti non svolgano attività «tipiche e qualificanti» degli appartenenti agli Ordini; il limite del 50% per i rappresentanti degli Ordini nelle commissioni di abilitazione. Questa norma figura anche nell'ultima versione del Dl, con l'obbligo di iscrizione all'Albo per chi esercita- in forma subordinata- attività per cui si richiede l'abilitazione. Intanto, il sottosegretario all'Istruzione, Maria Grazia Siliquini, chiede un tavolo in cui partecipino, oltre all'Economia e alla Giustizia, anche i ministeri dell'Istruzione ( competente su formazione e accesso alle professioni) e per gli Affari regionali. «Nel tavolo tecnico- spiega Siliquini- sarà possibile svolgere un esame approfondito dei diversi temi giuridici e costruire soluzioni condivise per un unico progetto di legge " ad hoc", così da completare la riforma strutturale del sistema ordinistico. Saranno, dunque, risolti, oltre ai problemi relativi all'organizzazione, alle società, alla deontologia, anche quelli della formazione, del tirocinio adeguatamente ricompensato e degli esami di Stato. Tutto ciò, in un contesto completo, organico e partecipato in cui siano compresi quegli importanti contributi che abbiamo più volte condiviso con i rappresentanti degli Ordini e delle Associazioni». Siliquini è anche convinta che «siano maturi i tempi per inserire i rappresentanti del sistema professionale tra le parti datoriali nelle contrattazioni con il Governo». Al tavolo come " controparte" dell'Esecutivo, dunque, dovrebbero sedere anche gli Ordini, che pure sono enti pubblici. Dal sottosegretario arriva poi una bordata al sistema di accreditamento degli iscritti da parte delle Associazioni. «L'articolo 33 della Costituzione - afferma il sottosegretario - prevede l'accertamento dell'idoneità all'esercizio della professione intellettuale tramite esame di Stato, a garanzia minima della qualità della prestazione svolta nei confronti del cittadino utente. Ritengo, dunque, che non potrà essere lasciata a strutture organizzative autonome delle Associazioni professionali la valutazione dei requisiti di accesso alle stesse». Intanto, tra i professionisti c'è chi rompe le righe della prudenza. Il nuovo tavolo sulle professioni - secondo Maurizio de Tilla, presidente dell'Adepp (l'associazione delle Casse di previdenza private) - rischia di essere «una presa in giro». «È inutile - dice de Tilla - cominciare da capo, con un tavolo di messa a punto dei testi che sono già stati valutati dalle professioni. Adesso occorre soltanto prendere il testo e farne un disegno di legge, con qualche anticipazione che potrebbe andare nel decreto legge». Il testo cui de Tilla fa riferimento è il "Vietti bis", messo a punto in autunno dal sottosegretario alla Giustizia.
Tratto da Il Sole-24 Ore dell'8 Marzo 2005 a firma Maria Carla De Cesari
Salve a tutti..
vorrei sapere se ci sono novità riguardo alla scadenza del transitorio
per sostenere l'Esame di Stato con il vecchio modo!!!
Grazie a tutti
Ciao
Ti ringrazio molto per la tua rassicurante risposta.
Il mio timore era il seguente :
coloro che faranno l'esame di stato nel 2005 (ovvero prima del
fatidico 2006 anno fino al quale e' garantito l'esame di stato
secondo le vecchie modalita'per gli studenti vecchio ordinamento),
potranno sostenerlo senza fare il tirocinio pre-esame del quale si
parla nella rassegna stampa e nella mozione contenuta nell'ultimo
file caricato? O meglio....secondo la legge emanata l'anno scorso
sono garantite le vecchie modalita' d'esame fino al 2006, ma e'
garantito anche l'accesso all'esame secondo le vecchie modalita'?
Grazie, ciao.
--- In MovNazDpr328@yahoogroups.com, "giorgio" <g.saggiomo@t...> ha
scritto:
> Ciao sono Giorgio da Napoli, ingegnere edile mi sono iscritto
all'ordine degli ingegneri di napoli questo mese ed ho potuto
iscrivermi come:
> a.. ingegnere civile ed ambientale
> b.. ingegnere industriale
> c.. ingegnere dell'informazione
> Nella categoria senior, non desideravo altro, i nostri sforzi sono
stati premiati.
> ----- Original Message -----
> From: lgl999
> To: MovNazDpr328
> Sent: Thursday, October 21, 2004 5:22 PM
> Subject: [MovNazDpr328] Esame di stato
>
>
>
> Ho letto la rassegna stampa. Vorrei chiedere se e' possibile che
modifichino non le modalita' di svolgimento dell'esame di stato, ma
le modalita' di iscrizione all'ordine. Grazie, ciao, Laura.
>
>
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Ciao,
desideriamo farti sapere che, nella sezione File del gruppo
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Cordiali saluti,
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salve a tutti,
volevo sapere se vi erano delle novità per prolungamento ad oltre il
2006 della modalità (e l'iscrizione) del vecchio esame di stato,
oppure la fine del 2006 è definitiva.
Cordiali saluti.
Ho letto la rassegna stampa. Vorrei chiedere se e' possibile che modifichino non le modalita' di svolgimento dell'esame di stato, ma le modalita' di iscrizione all'ordine. Grazie, ciao, Laura.
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Ho letto la rassegna stampa. Vorrei chiedere se e' possibile che modifichino non
le modalita' di svolgimento dell'esame di stato, ma le modalita' di iscrizione
all'ordine. Grazie, ciao, Laura.
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Riforma delle professioni
da fare presto, lasciandosi alle spalle la querelle sulla paternità del
provvedimento. Sul tema della riforma delle professioni è intervenuto ieri a
Stresa, a un convegno dell’Udc, il sottosegretario alla Giustizia,
Michele Vietti, autore della proposta di legge che da un anno e mezzo è ferma
al Ministero, chiudendo definitivamente le polemiche su chi deve essere
l’autore della riforma.
«Non mi appassiona la querelle — ha detto Vietti —,
l’importante è che si faccia una legge il più condivisa possibile e al
più presto possibile. È necessario — ha continuato — che
l’ipotesi di riforma degli ordinamenti professionali approdi in
Parlamento, venga messa a confronto con le altre proposte e diventi legge entro
questa legislatura». I rischi paventati sono quelli che l’Italia subisca
un’iniziativa a livello europeo «e forse ancor peggio — ha
affermato Vietti — di subire iniziative legislative scoordinate da parte
delle Regioni. Non possiamo immaginare che le regole delle professioni siano
diverse dal Trentino alla Sicilia». Il capogruppo dell’Udc alla Camera,
Luca Volontè ha detto di sperare «che il Governo prenda una decisione
finalmente determinata e definitiva entro 15 giorni sulla proposta di legge di
riforma delle professioni.
Diversamente — ha aggiunto — daremo vita a un’iniziativa
parlamentare bipartisan». Secondo Volonté potrebbe anche essere utile inserire
questa riforma insieme a quella del diritto fallimentare, nel collegato alla
Finanziaria sulla competitività. A Stresa era presente anche il responsabile
delle professioni per la Margherita, Perluigi Mantini, che ha confermato il
"contributo costruttivo alla proposta di legge" da parte del suo
partito. «Il testo della legge — ha rilevato Giuseppe Lupoi, coordinatore
nazionale del Colap, il coordinamento delle libere associazioni professionali
— non ci convince appieno, ma preferiamo avere una norma che accoglie
diverse nostre richieste e rimandare al futuro ulteriori aggiustamenti». Tra i
rappresentanti dei professionisti intervenuti al convegno, Maurizio De Tilla,
presidente dell’Adepp, l’associazione che riunisce le casse
previdenziali dei professionisti, ha chiesto al Governo di presentare entro
fine ottobre il testo della riforma e di approvarlo entro l’anno, mentre
il vicepresidente del Comitato unitario professioni (Cup), Roberto Orlandi, ha
chiesto «pari dignità tra il sistema ordinistico e quello associativo».
Tratto
da il sole 24 ore del 3 Ottobre 2004
a firma di FILIPPO BONSIGNORE
«Il
Senato Accademico dell'Università degli studi della Basilicata delibera di
sospendere l'inizio delle lezioni» per protesta col disegno di legge di
riforma
POTENZA
- «Il Senato Accademico dell’ Università degli studi della Basilicata
delibera di sospendere l’ inizio delle lezioni finchè il Ministro non accetterà
un autentico confronto con la comunità accademica di base, rinunciando alla
richiesta di delega, e invita studenti e docenti ad un’ ampia
mobilitazione e ad una attenta vigilanza». Lo si legge in un documento
approvato oggi all’ unanimità dal Senato accademico dell’
Università della Basilicata.
«Il Senato - si legge nella nota - giudica il disegno di legge sullo stato
giuridico della docenza universitaria un ulteriore, deleterio passo sulla via
della dequalificazione della formazione universitaria. Esso appare ispirato a
un’ idea di università che non può assolutamente essere condivisa da
chi continua a credere in principi quali il primato della ricerca,
l’inscindibile nesso tra ricerca e didattica, la maturazione dello
studente e del futuro studioso attraverso il contatto continuo con chi
appassionatamente e quotidianamente elabora (e non solo trasmette) il sapere,
l’ indipendenza e la libertà della ricerca e dell’ insegnamento».
«Il testo del decreto - prosegue la nota - per converso, pare chiaramente
prefigurare una università - se così ancora potrà chiamarsi - obbligata ad
affidare in larga misura l’ insegnamento a figure precarie, che non
potranno offrire agli studenti quel totale impegno che solo la piena
partecipazione alla vita della comunità accademica consente e a cui non verrà
garantito, o addirittura neppure richiesto, di sviluppare una propria
attività di ricerca in spirito di libertà e con fiducia nell’
avvenire».
05/10/2004 – Formazione permanente per gli iscritti e disciplina
delle società multidisciplinari tra i professionisti. Sono questi gli obiettivi
principali delle due proposte di legge per la riforma degli ordini. La mozione
che prevede la messa a punto dei due provvedimenti è stata approvata
all’unanimità dall’assemblea dei delegati in occasione del 49°
Congresso nazionale di categoria conclusosi a Bergamo lo scorso 17 settembre.
Obbligatorietà del tirocinio pre-esame e formazione permanente degli iscritti
da un lato, e riforma delle strutture societarie professionali e
interprofessionali per far fronte alla multidisciplinarietà richiesta dal
mercato.
Entro una decina di giorni dovrebbe arrivare inoltre il nuovo regolamento
elettorale che consente anche ai laureati triennali di votare i propri
rappresentanti - come prevede il Dpr 328/2001. Questo in vista anche del
rinnovo dei consigli nazionali entro il prossimo 31 dicembre.
No, il mio PC non ne e' affetto..
Ciao e alla prossima,
Carlo Monaco.
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From : MovNazDpr328@yahoogroups.com
To : MovNazDpr328@yahoogroups.com
Cc :
Date : 21 Apr 2004 00:35:38 -0000
Subject : [MovNazDpr328] Digest Number 33
> Questo numero contiene 1 messaggio.
>
> Argomenti in questa selezione:
>
> 1. Me la fareste questa cortesia?
> Da: "movimentodpr328" <movimentodpr328@...>
>
>
> ________________________________________________________________________
> ________________________________________________________________________
>
> Messaggio: 1
> Data: Tue, 20 Apr 2004 11:27:27 -0000
> Da: "movimentodpr328" <movimentodpr328@...>
> Oggetto: Me la fareste questa cortesia?
>
> Controllereste gentilmente i vostri PC circa la presenza del
> virus "w32.netsky@mm" e dei suoi simili?
> Per esempio, sul sito della symantec, ci sono indicazioni sulle sue
> caratteristiche e come fare per eliminarlo.
>
> http://www-cu.symantec.com/region/it/techsupp/avcenter/venc/data/it-
> w32.netsky@...
> (copiatelo nella barra degli indirizzi)
>
> Cordiali Saluti
> Giuseppe Gratis
>
> PS: capisco che il mio appello potrebbe risulta superfluo e non è
> detto che, necessariamente, qualcuno di voi ne sia infetto, visto che
> il nostro indirizzo di posta è sparso per l'Italia!
> Vi chiedo questo ulteriore controllo a titolo personale.
>
> PS: chiaramente, ci sono indicazioni anche sui siti di altre società
> del settore:
>
> http://it.mcafee.com/virusInfo/default.asp?
> id=description&virus_k=104470#indications
>
> http://www.kaspersky.com/
>
> http://www.pandasoftware.com/home/
>
> http://www.grisoft.com/us/us_index.php
>
> http://www.sophos.it/
>
> e altri antivirus che voi utilizziate.
>
>
>
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http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=401264&chId=39&artType=Articolo&
back=0
Università - Il modello a «Y» per le lauree di primo livello proposto dal
ministro Moratti incontra numerose adesioni
Gli atenei chiedono più flessibilità
Il «3+2» criticato per il farraginoso riconoscimento dei crediti - C'è però
il rischio-confusione indotto da nuovi interventi
Novità in vista per l'università italiana. Mentre stanno arrivando i primi
laureati triennali, la struttura del «3+2» è rimessa in discussione. Dopo il
parere favorevole del Consiglio di Stato si apre infatti la strada per il
progetto di riforma studiato dal Miur con commissione guidata da Adriano De
Maio. Tra i cambiamenti possibili (si veda l'articolo a fianco) spicca
l'introduzione di percorsi a «Y» per le lauree triennali, che
differenzieranno i corsi più professionalizzanti da quelli pensati per chi
intende proseguire, e la nuova struttura delle lauree specialistiche, che
saranno articolate su 120 crediti autonomi. Flessibilità bloccata. Di
possibili modifiche all'ordinamento si parla da tempo, in seguito alle
critiche espresse da alcune facoltà sull'eccessiva rigidità del sistema. Il
«3+2», si sostiene, doveva introdurre una buona dose di flessibilità nei
percorsi di studio, consentendo un'ampia scelta di corsi specialistici ai
laureati triennali e favorendo anche la mobilità tra classi di laurea
affini, anche in diversi atenei, grazie al mutuo riconoscimento dei crediti.
In realtà questo accade di rado perché, come spiega Sandro Rogari, preside
della facoltà di scienze politiche all'Università di Firenze, «il sistema di
riconoscimento dei crediti acquisiti è complesso e farraginoso, non è
uniforme a livello nazionale ed è facile che uno studente che cambia ateneo
o facoltà si veda attribuiti consistenti debiti formativi. Per questo
accanto ai percorsi bisogna ripensare anche il regolamento delle classi di
laurea». Svincolare la laurea di specializzazione dal triennio è visto con
favore in molte facoltà, a partire da ingegneria. «L'attuale sistema dei
crediti - riflette il rettore del Politecnico di Milano, Giulio Ballio -
rende praticamente impossibile il passaggio tra classi di laurea affini
anche quando gli studenti hanno le competenze adeguate». «Tuttavia - avverte
Andrea Stella, presidente della Conferenza dei rettori di ingegneria - la
nuova formulazione consente qualunque cosa e sta alla serietà dell'ateneo
evitare che, ad esempio, un laureato triennale in scienze economiche si
iscriva a una laurea specialistica in ingegneria gestionale». Giurisprudenza
in attesa. Le nuove proposte incontrano qualche perplessità a
giurisprudenza, che da tempo invoca dei correttivi al «3+2». «La Commissione
ministeriale - spiega Vincenzo Ferrari, preside della facoltà all'Università
Statale di Milano - ha agito senza consultarci, e giovedì prossimo la
Conferenza dei presidi di giurisprudenza si riunirà per chiedere
ufficialmente di avere voce in capitolo». Al di là degli aspetti di metodo,
le facoltà di giurisprudenza sono state tra le più critiche nei confronti
del modello «3+2» perché, come sottolinea Ferrari, «in tutta Europa gli
studi giuridici hanno un percorso unitario, e imporre agli studenti il
"catenaccio" di una laurea triennale significa far perdere loro molti mesi
per la preparazione e discussione della tesi». Per ovviare a questo problema
i giuristi propongono una formula inedita, il «5-2»: lo studente si iscrive
a un percorso quinquennale che, però, prevede la possibilità di essere
interrotto dopo tre anni, senza una distinzione iniziale sul fronte dei
programmi didattici tra aspiranti triennalisti (chi ad esempio vuol
diventare giurista d'impresa) e chi punta invece a diventare avvocato,
notaio o magistrato. In ogni caso sul percorso formativo si sta interrogando
anche la commissione presieduta dal sottosegretario all'Istruzione, Maria
Grazia Siliquini, nell'ambito della riforma dell'accesso alle professioni
legali. Eccesso di riforme. Non tutti, comunque, vedono con favore
l'introduzione di nuovi cambiamenti. «Oggi - spiega Enrica Amaturo, preside
di sociologia e presidente della Commissione didattica dell'Ateneo Federico
II di Napoli - in ogni facoltà ci sono già gli studenti "residui" del
vecchio ordinamento e quelli del nuovo. Introdurre un'ulteriore novità
rappresenterebbe un dramma per il personale di ateneo che non sarebbe in
grado di gestirla e sarebbe impossibile svolgere le necessarie attività di
orientamento per gli studenti, confusi dal rapido succedersi dei
cambiamenti». Per questa ragione, secondo la Amaturo, «più che discutere di
modelli astratti sarebbe utile concedere all'ordinamento i tempi tecnici di
adeguamento». I master. Per allineare l'Italia alla terminologia Ue il Miur
vorrebbe cambiare la denominazione dei corsi di laurea specialistica in
«master», senza però precisare cosa accadrà degli attuali corsi di master.
«Il problema di denominazione - mette in guardia Walter Tega, prorettore
alla didattica all'Almamater di Bologna - nasconde il pericolo scomparsa dei
master universitari, che hanno registrato un notevole successo (90 titoli e
1.300 studenti solo a Bologna) e che hanno creato ampi canali di dialogo tra
università e mondo del lavoro». FEDERICA MICARDI GIANNI TROVATI
Lunedí 26 Aprile 2004
Perche' di fatto Ing. Informatica e informatica sono state equiparate
e lo stesso non è avvenuto (ai fini dei concorsi) con le altre classi
dell'ingegneria dell'informazione?
La sentenza del TAR Puglia:
19 Gennaio 2004 - Svolta per i dottori del vecchio ordinamento
Ricorso al TAR della Puglia accolto.
Il Dott. Rocco Ciardo, laureato in Scienze dell'informazione, ha diritto di
accedere all'esame di Stato per l'accesso al terzo settore dell'ordine
degli
ingegneri. Lecce - 19 gennaio 2004
Il mio dubbio e':
-quindi possono scriversi SOLO all'ALBO B... o anche all'ALBO A?
In tutti i modi e' una vergogna!
Cordiali saluti.
--------------------------------------------------------------------------------\
--------------------------------------------------------------------------------
Rispondo alla domanda di Gabriele:
Non ho trovato riferimenti specifici quindi non saprei.
Ad ogni buon conto per ora può sostenere l'esame di Stato soltanto colui che ha
presentato ricorso e che lo ha vinto, non tutti gli altri.
Caterina Rinaldo
19 Gennaio 2004 - Svolta per i dottori del vecchio ordinamento Ricorso al TAR della Puglia accolto. Il Dott. Rocco Ciardo, laureato in Scienze dell'informazione, ha diritto di accedere all'esame di Stato per l'accesso al terzo settore dell'ordine degli ingegneri. Lecce - 19 gennaio 2004
TAR Puglia- ItaliaOggi 24.01.2004 p. 43 Con sentenza 19.01.2004, n. 635/2004, il TAR Puglia precisa che il laureato in scienze dell'informazione prima del 2001 può partecipare all'esame di Stato per l'iscrizione all'Ordine degli Ingegneri.
Modifiche al DPR 328/01 - Psicologi e Dottori in tecniche psicologiche
Pubblichiamo il testo di modifica al D.P.R. 328/01 che la Camera ha votato l'11 giugno scorso e che passa al Senato per l'approvazione definitiva.
Psicologi, arriva la qualifica di Dottore in tecniche psicologiche Novità in arrivo per chi esercita la professione di psicologo. La Camera dei deputati, in sede di conversione del Decreto Legge 105/2003 recante disposizioni urgenti per l'Università e gli Enti di Ricerca, ha approvato un emendamento del Governo che modifica il D.P.R. 328/2001 relativo agli esami di acceso alle professioni, con particolare riferimento all'ambito degli psicologi. Coloro che conseguono un titolo di studio triennale, si potranno iscrivere all'Ordine degli Psicologi con la qualifica professionale di "Dottore in tecniche psicologiche";, differenziando tra chi avrà la competenza per il settore dei contesti sociali, organizzativi e del lavoro ovvero chi si occuperà del settore dei servizi alla persona e alla comunità. I laureati triennali, iscritti all'Ordine dopo il superamento dell'esame di Stato, potranno svolgere le attività di rispettiva competenza con la necessaria collaborazione di uno psicologo, ad eccezione di alcune attività esecutive o relative a protocolli e procedure standardizzate. Pur conservando la validità dei corsi universitari triennali, si è stabilito che per l'esercizio autonomo di tutta la professione di psicologo è necessaria una formazione universitaria completa con un percorso di studi di cinque anni.
Il sottosegretario di Stato al Miur, Maria Grazia Siliquini, ha commentato con grande entusiasmo questo importante passaggio parlamentare che ha coronato un lungo lavoro portato avanti di concerto con l'Ordine degli Psicologi e con la Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Psicologia. La senatrice Siliquini ha affermato che "In questo modo, l'Italia si allinea normativamente con gli altri Paesi Occidentali nei quali è richiesto un minimo di cinque anni di formazione. Tale provvedimento ha ottenuto il voto favorevole di tutta la maggioranza e la semplice astensione dell'opposizione, ad evidenziarne un'ampia condivisione"; Inoltre, il Sottosegretario ha rimarcato l'importante passaggio che ha permesso di prorogare fino al 2006 lo svolgimento delle prove degli esami di Stato secondo l'ordinamento previgente allo stesso D.P.R. 328/2001 per coloro che conseguiranno la laurea secondo il vecchio ordinamento. --------------------------------------------------
Il titolo di "psicologo iunior", previsto dall'articolo 50.3 DPR 328/01", viene sostituito con i titoli professionali di "dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro" e di "dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità"".
> Premessa: risposta alla e-mail di Simone che riporto di seguito in
un unico messaggio.
>
> Si potrà sostenere il vecchio esame di Stato 2 prove anzichè 4 e
iscriversi a tutto l'Albo fino alla fine del 2006.
> E' la legge e ti garantisce dei diritti che nessuno può negarti,
postare la notizia va sempre bene, rileggere il testo di legge è
interessante, sottopporlo agli scettici divino...
>
> Ciao ciao
Caterina Rinaldo
> --------------------------------------------------------------------
------------
>
> Ciao, chiedo scusa ma ho una domanda; qui a Fi gira voce che nei 2
anni
> tra 2004 e 2006 si farà sì l'esame vecchia maniera, ma con
iscrizione al
> nuovo albo (quindi solo una "specialità"). Ora, sono io che non
vevo capito
> bene l'ultima legge (che è possibile, preso da troppo ottimismo) o
è uno
> di quei casi in cui devo o stare zitto, o agire per vie legali o,
per l'appunto,
> postare la notizia? Se sapete qualcosa potete rispondermi? Intanto
mi rileggerò
> il testo della legge, grazie.
>
> >>-- Messaggio originale --
> >>Date: 8 Jan 2004 06:44:02 -0000
> >>From: MovNazDpr328@yahoogroups.com
> >>To: MovNazDpr328@yahoogroups.com
> >>Subject: [MovNazDpr328] Digest Number 27
> >>Reply-To: MovNazDpr328@yahoogroups.com
> >>
> >>
> >>Questo numero contiene 1 messaggio.
> >>
> >>Argomenti in questa selezione:
> >>
> >> 1. Suggerimenti...
> >> Da: "movimentodpr328" <movimentodpr328@y...>
> >>
> >>
>
>>____________________________________________________________________
____
>
>>____________________________________________________________________
____
> >>
> >>Messaggio: 1
> >> Data: Wed, 7 Jan 2004 17:11:17 +0100
> >> Da: "movimentodpr328" <movimentodpr328@y...>
> >> Oggetto: Suggerimenti...
> >>
> >>Se nelle vostre città, le cose non vanno come dovrebbero,
> >>ossia come è stato stabilito dalla Legge 11 luglio 2003, n° 170
pubblicata
> >>sulla Gazzetta Ufficiale n°160 del 12 luglio 2003 (legge di
conversione
> del
> >>D.L. 105/03 http://utenti.lycos.it/dpr328/dprsito/2006.htm),
> >>di alternative, ce ne sono poche:
> >>
> >>1) subire l'abuso (opzione sconsigliata);
> >>2) dirlo in lista e, costituito o meno un folto gruppo di persone
della
> >>vostra città, risolvere la questione in via bonaria, recandosi,
con legge
> >>alla mano, presso la sede degli uffici dell'ordine professionale
della
> >>vostra città;
> >>3) procedere per via legale.
> >>
> >>Rendete partecipe la lista delle vostre disavventure, sapere che
l'Italia
> >>non funziona tutta allo stesso modo dispiace, ma forse può
servire a farla
> >>funzionare meglio.
> >>Sapere di problematiche intercorse prima, durante o dopo la prova
d'esame,
> >>e
> >>soprattutto come sono state risolte, serve a tutti noi ed è una
ragione
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> >>cui questa lista è ancora in vita.
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> >>Salutoni
> >>Giuseppe Gratis
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> >>Movimento Nazionale DPR328 - www.dpr328.too.it
> >>Coordinamento Nazionale
> >>mailing list: http://it.groups.yahoo.com/group/movnazdpr328
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> >>Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale del Movimento
Nazionale
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Se nelle vostre città, le cose non vanno come dovrebbero, ossia come è stato stabilito dalla Legge 11 luglio 2003, n° 170 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n°160 del 12 luglio 2003 (legge di conversione del D.L. 105/03 http://utenti.lycos.it/dpr328/dprsito/2006.htm), di alternative, ce ne sono poche:
1) subire l'abuso (opzione sconsigliata); 2) dirlo in lista e, costituito o meno un folto gruppo di persone della vostra città, risolvere la questione in via bonaria, recandosi, con legge alla mano, presso la sede degli uffici dell'ordine professionale della vostra città; 3) procedere per via legale.
Rendete partecipe la lista delle vostre disavventure, sapere che l'Italia non funziona tutta allo stesso modo dispiace, ma forse può servire a farla funzionare meglio. Sapere di problematiche intercorse prima, durante o dopo la prova d'esame, e soprattutto come sono state risolte, serve a tutti noi ed è una ragione per cui questa lista è ancora in vita.
L'articolo spiega come e in virtù di quali leggi, sia diverso l'esame di Stato, per coloro che decidano di trasferirsi da Edile (V.O.) ad Edile-Architettura (N.O.).
Colgo l'occasione per ricordare che domani, Giovedì 04 Dicembre 2003 alle ore 16:00 presso l'Aula Magna della Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari, si terrà l'incontro fra studenti e docenti relativo al nuovo corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura (classe 4/S).
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Grazie e buon lavoro
Movimento Nazionale DPR328
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