Anche per venire incontro ad una parte significativa degli orientamenti dei nostri lettori e lettrici, aderenti o simpatizzanti alla nuova formazione “Sinistra europea”, si ritiene di dover modificare il manifesto di questa ML, omettendo - già nelle prossime ore - il riferimento specifico ad “Aprile per la sinistra”. Auguriamo anche a questa forza politica il pieno e consapevole sviluppo delle tematiche della non violenza, auspicando forma attive di collaborazione proprio in questa direzione, nel solo interesse dell’Europa e della pace, fondata sulla giustizia.
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Su “ecumenici” in http://www.topica.com/lists/ecumenici/ è stato pubblicato un interessante articolo in inglese di controinformazione americana sui crimini contro l’umanità.
La guerra segreta dell’indonesia
Fonte: The New York Times
Traduzione a cura di Fabio Quattrocchi
3 Gennaio 2003 - La guerriglia nella
provincia Indonesiana di Aceh dura da piu' di 25 anni, ma e' stata
"seppellita". In Maggio, il governo ha rotto le trattative di pace, ha
dichiarato la legge marziale e inviato 40,000 truppe. Da allora, l'Aceh e'
stata chiusa al mondo esterno. I giornalisti stranieri, i gruppi a difesa dei
diritti umani e i diplomatici non possono accedervi. Per mesi, il governo ha
cacciato anche gruppi come l'Unicef e il World Food Program, che forniscono
assistenza ai civili. I giornalisti Indonesiani possono andare in Aceh, ma le
pressioni politiche e le intimidazioni militari gli hanno impedito di
pubblicare qualcosa in piu' delle posizioni ufficiali. I gruppi locali a difesa
dei diritti umani, colpiti dai militari, si nascondono.
Le autorita' Indonesiane affermano di aver chiuso
l'accesso agli stranieri per la loro stessa sicurezza. Infatti, in passato,
alcuni sono stati rapiti dai guerriglieri. Ma i pericoli presenti in Aceh
vengono in gran parte dall'esercito e dalla polizia paramilitare. Anche quando
numerosi osservatori erano presenti, la provincia era teatro di scontri e
uccisioni, con un omicidio o un sequestro di persona al giorno. L'80-90% di quei
crimini e' stato commesso dalle forze del governo. Crimini minori erano anche
diffusi, dato che i soldati integravano il loro salario basso con saccheggi ed
estorsioni.
Oggi le truppe governative in Aceh godono di
maggiori poteri e senza alcun controllo sostanziale. In alcuni casi, hanno
commesso crimini brutali nella guerra a Timor Est nel 1999. Un generale e'
stato condannato alla prigione per crimini di guerra ma, misteriosamente, e' in
Aceh. Prima del blackout di notizie, le agenzie umanitarie hanno denunciato che
centinaia di scuole sono state bruciate. Nessuno sa da chi, e non c'e' stata
alcun indagine. In Ottobre e Novembre, Human Rights Watch ha intervistato 85
rifugiati Acehnesi arrivati in Malaysia. I rifugiati non sono un campione
rappresentativo delle popolazione Acehnese, ma tutti affermavano di essere
stati vittima o testimone di abusi da parte delle truppe.
Alcune autorita' Indonesiane negano gli abusi. ma
un ex ministro della difesa, adesso ambasciatore, ha sostenuto che le truppe
semplicemente non possono essere controllate in questa guerra. Il governo di
Jakarta pensa chiaramente di avere poche ragioni per tentare di farlo. La
guerra in Aceh e' enormemente popolare tra gli Indonesiani, che considerano la
perdita di Timor Est come una umiliazione nazionale. Aceh ha petrolio e gas, e
il governo ne ha bisogno.
A Washington, il Dipartimento di Stato ha
pubblicamente criticato il comportamento dell'Indonesia in Aceh e ha detto che
la guerra non puo' essere vinta militarmente e va affrontata con i negoziati.
Ma l'amministrazione Bush non vuole offendere uno dei partner nella guerra al
terrorismo, cosi' e' stata riluttante a fare pressioni che conterebbero
realmente: ad esempio protestando per l'uso delle armi Americane, come gli
F-16, in Aceh, e rendendo il rispetto dei diritti umani una delle condizioni da
rispettare per ricevere gli aiuti che gli USA forniscono, come le armi per la
polizia e l'addestramento militare.
Secondo Human Rights Watch, la politica
dell'amministrazione per fermare le atrocita' in Aceh non solo e' fallimentare
e non fa pressioni per timore di offendere un partner, ma e' ben peggiore.
Quando alcuni Achenesi hanno accusato la ESSO di complicita' nelle atrocita'
dell'esercito Indonesiano in Aceh, l'amministrazione ha chiesto al tribunale
Americano presso cui si stava svolgendo il processo di non procedere perche'
l'azione legale avrebbe potuto scoraggiare la cooperazione di Jakarta nel
combattere il terrorismo. Cio' manda un messaggio terribile: fin quando il
governo Indonesiano aiuta a proteggere gli Americani dalla violenza arbitraria,
e' libero di imporre violenza arbitraria ai suoi stessi cittadini.
Il comportamento abusivo danneggia la causa di
Jakarta. Il separatismo Acehnese inizio' per ottenere autonomia economica e
politica. Ma adesso la guerra non riguarda piu' quei temi, ma la brutalita'
dell'esercito, motivo per il quale gli Acehnesi appoggiano la guerriglia o vi
si uniscono. Le misure per controllare il comportamento delle truppe,
proteggere i civili e permettere agli osservatori di entrare in Aceh non hanno
forti sostenitori a Jakarta; ma sono cruciali per persuadere gli Acehnesi ad
abbandonare il separatismo e la guerriglia, e negoziare un accordo che mantenga
la provincia all'interno dell'Indonesia.
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