Salmo della settimana: nr. 68, 5 -6.20-21
(dopo la Festa del Ringraziamento)
Salmi 68:5 Dio è padre degli orfani e difensore delle vedove
nella sua santa dimora;
Salmi 68:6 a quelli che sono soli Dio dà una famiglia,
libera i prigionieri e dà loro prosperità;
solo i ribelli risiedono in terra arida.
Salmi 68:20 Il nostro Dio è un Dio che libera;
Dio, il SIGNORE ci preserva dalla morte.
Salmi 68:21 Ma Dio schiaccerà il capo dei suoi nemici,
la testa chiomata di chi vive nel peccato.
L'uomo guarda all'apparenza ma il signore guarda al cuore
(versetto dell'anno delle Losungen, tratto da 1 Sam 16,7)
Più cose opera la preghiera di quelle che il mondo possa sognare.
Lascia dunque che la tua voce zampilli come una fonte per me, notte e
giorno.
Che cosa è l'uomo più di una pecora o di una capra che nutre una vita
cieca dentro il proprio cervello se, conoscendo Dio, non alza le mani
in preghiera
Per se stesso e per quelli che lo chiamano amico?
E così tutta la terra rotonda, da ogni parte, è legata con catene
d'oro ai piedi d'oro.
(Da Gandhi "L'arte di vivere" – preghiera di Tennyson)
Il socialismo biblico
Il socialismo biblico non è un socialismo con una tinteggiatura
religiosa, ma vuole semmai un cristianesimo integrale, senza alcuna
riduzione. Mette in rilievo il senso sociale dello stesso senza per
questo negarne il senso individuale.
Questo significa che il "socialismo religioso" (questa è la
definizione normalmente usata oggi sebbene Ragaz preferisse sempre
parlare sempre di socialismo biblico) non è un cristianesimo
modernizzato, razionalista e liberale. Sottoscrive i dogmi della
Chiesa senza farne delle forme intellettuali o la "conditio sine qua
non" di tutto il resto. Il fatto centrale è semmai la comunione con
gli altri e l'amore, in quanto segni del discepolo e della sequela.
La salvezza individuale (secondo lo schema di Agostino) prende valore
quando si mette al servizio della redenzione sociale, della
liberazione di un mondo imprigionato nel peccato, nel pericolo, nella
guerra, nella povertà ma ugualmente oggetto di una promessa di un
cielo nuovo e di una terra nuova.
In quanto correttivo di un individualismo troppo pronunciato, il
socialismo religioso corre il rischio di diventare lui stesso troppo
unilaterale. Ma scopre l'impegno sociale precisamente là dove il
religioso è più profondo, per esempio nel messaggio di Pasqua che
abolisce la potenza della morte e stabilisce il potere di Dio. Il
socialismo religioso non vuole e non può proporre quindi un messaggio
cristiano al ribasso!
In altri termini il socialismo religioso non aggiunge il sociale
all'individuale ma tende semmai proprio a una nuova comprensione del
cristianesimo.
Si tratta di passare da un cristianesimo statico, di un mondo finito
e di un'attitudine pessimista, a un cristianesimo dinamico ove Dio
rinnova senza far cessare il mondo, rivoluzionandolo in permanenza,
verso un Regno di Dio che abolisce il capitalismo (Moloch) e il
militarismo (Baal) nella prospettiva della Speranza che attende la
venuta di Dio. In questo consiste l'attitudine rivoluzionaria del
cristianesimo e la sua lotta contro la forma statica del religioso in
favore di quella dinamica.
Il socialismo religioso possiede dunque una sua dogmatica che è
profetica e anti-intelletttuale allo stesso tempo ed è costituita
dall'attenzione donata al Dio vivente e alla Fede nel suo Regno. Il
metodo si ispira a Matteo 6,33: "Cercate prima di tutto il Regno e la
sua giustizia", la comprensione della Bibbia, di Cristo, dell'uomo,
ecc. vi saranno date per conseguenza.
Dall'altro lato il socialismo religioso vuole essere integralmente
socialista, mettendo in evidenza il suo valore religioso. Egli
riconosce nel movimento socialista (quello federalista, non violento
e democratico, quindi non statalista, per meglio intenderci)
un'irruzione della verità che la Chiesa avrebbe dovuto difendere (ma
non lo ha fatto né nel passato né lo fa oggi e molto probabilmente
non lo farà neanche domani!). E' per questo ragione che questa verità
si manifesta anche oggi attraverso delle forme atee e anticristiane.
Ragaz era del resto lontano dall'idea di un recupero dei socialisti
(di diversa estrazione) nell'ambito della Chiesa stabilita. Il Regno
di Dio sulla terra zampilla dunque dal socialismo che gli dà una
portata o valenza religiosa alla quale le/i socialiste/i religiosi ci
rendono attenti.
Ragaz ha semmai la pretesa che il socialismo non può durare senza
questa lettura "messianica". Destinata a convincere sia i cristiani
che i socialisti, la sua tesi principale è quella del fondamento
religioso del socialismo, elemento essenziale anche del messaggio
dell'ebreo risorto.
Ragaz lo chiama più precisamente il socialismo biblico, eterno che ha
come base Dio, l'uomo, lo Spirito, il fratello, la Grazia, il
servizio e la Speranza. Quale rivoluzione potrà infatti essere più
radicale di quella che sopprime mammona col sevizio e la spada (le
armi) con la croce?
Una precisazione importante s'aggiunge: tutto il socialismo è
contenuto nel messaggio del Regno di Dio. Ma c'è di più: c'è la
vittoria sul peccato, sul mondo (questo mondo di mammona), sulla
morte.
Il socialismo religioso non identifica però il Regno di Dio col
socialismo, come vuole la leggenda. La liberazione sociale viene in
definitiva con la venuta del Regno di Dio e non l'inverso. La
redenzione sociale è un prolungamento dell'Incarnazione, l'ordine in
Cristo deve divenire l'ordine del mondo nuovo.
In altre parole il socialismo religioso non aggiunge un'altra forma
di socialismo a quelli esistenti ma mira ad una comprensione adeguata
dell'insieme del socialismo umano, pacifista, antimilitarista,
fondato su un principio di giustizia e solidarietà sociale al tempo
stesso.
Se il socialismo religioso prende le parti dei più poveri,
all'insegna di Gesù, propone dei modelli passeggeri: la cooperativa,
la solidarietà col sindacato socialista, l'educazione pubblica. Il
socialismo religioso è a ben vedere aperto allo stesso tempo agli
ambinetalisti, ai comunisti e ai socialdemocratici. Il dibattito su
questo aspetto è e rimane aperto: il fine del socialismo vede una
lotta dura contro tutte le degenerazioni del materialismo volgare, lo
spirito della violenza e la demagogia populista.
In conclusione potremmo dire che il il socialismo religioso non è
un "bastardo" ma il figlio legittimo della verità cristiana e del
rinnovamento del mondo attuale. Con molte nuances possibili. Esso non
è che uno strumento provvisorio mirante a risvegliare i cristiani
affinché realizzano la loro vocazione sociale. Il socialismo si
compie in questo risveglio. Il socialismo religioso rinvia al Regno
ove né il socialismo né il socialismo religioso stesso saranno
necessari, (si riferisce alla prospettiva escatologica dei tempi
ultimi) sebbene cristianesimo e socialismo hanno una loro verità
comune e profonda.
(Dalla conferenza del 1926 "Cosa è il socialismo religioso?" di
Leonhard Ragaz, traduzione a cura di Maurizio Benazzi)
Conferma la tua partecipazione all'incontro sul socialismo biblico di
Leonhard Ragaz, tenuto da Maurizio Benazzi, diplomato in Teologia,
"Venga il tuo Regno!"
Sabato 11 aprile 2003 ore 17.00 a Legnano (MI) – E' necessaria una
chiamata telefonica al 338-1211439
per l'adesione.
Questo incontro è destinato in particolar modo a chi vive fuori o ai
margini delle chiese cristiane (comprese quelle evangeliche), a chi
vive insomma il "cristianesimo all'aria aperta", ai socialisti di
qualunque estrazione, agli ebrei delusi dal conformismo dei loro
ambienti religiosi, ai non credenti.
Insomma, abbiamo buone ragioni per pensare che sia un incontro
proprio per Te!
La conferenza è possibile riproporla anche nell'ambito di incontri
sindacali, di partiti di sinistra, gruppi ambientalisti ed
ecologisti, centri sociali giovanili, social - forum e incontri di
movimenti informali, anche ecclesiastici.