Parola per giovedì 9 ottobre 2003
Gedeone rispose loro:
"Io non regnerò su di voi,
né mio figlio regnerà su di voi;
il SIGNORE è colui che regnerà su di voi!"
Giudici 8:23
Gesù disse:
"Il maggiore tra di voi sia vostro servitore."
Matteo 23:11
... Se dovessi considerare il solo "Discorso della montagna" per la mia
interpretazione non esiterei a dire "Sì sono un cristiano".
(Ghandhi, Una grande anima - Pensieri spirituali per la vita concreta, Red
edizioni)
Informazione: l'incontro di sabato prossimo a Legnano (MI)alle ore
17.00 su Leonhard Ragaz si terrà in ogni caso, anche se in quello
stesso giorno molte persone hanno deciso di partecipare alla marcia
per la pace di Assisi del 12 c.m. e saranno pertanto già in viaggio in serata.
Mi dispiace sinceramente per l'inconveniente ma tengo a precisare che lo
slittamento al sabato successivo non è possibile per via
dell'inaugurazione a Milano della nuova chiesa metodista, ricostruita
dopo l'alluvione. Il bel motto scelto per l'occasione sarà "Il mondo
è la mia parrocchia". Auguro ai musicisti e ai membri di chiesa
metodista qui iscritti ogni bene e benedizione del Signore.
Da parte mia posso impegnarmi comunque in un servizio auto dalla stazione
delle FFSS di Legnano (da Milano occorre raggiungere in ogni caso la stazione di
Porta Garibaldi o il passsante ferroviario)al luogo dell'incontro.
Maurizio
Cellulare 338/1211439
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Articoli tratti da www.riforma.it
Dove sta andando la scuola?
La scuola rimane ancora, nella caduta delle ideologie, luogo di battaglie e di
interventi che mirano più a lasciare un segno di parte che di impegno comune
Gianfranco Hofer
TRA sorrisi e discorsi augurali delle autorità, interviste a bambini studenti e
qualche genitore, agitazioni annunciate e in atto di dirigenti e docenti, è
iniziato l’anno scolastico; la stampa e soprattutto le reti televisive hanno
riproposto i soliti stereotipi conditi di qualche nota di colore, puntando per
una volta i riflettori sulla scuola. Fa notizia la differenziazione dell’inizio
nelle regioni italiane e nei singoli istituti, enfatizzato come segno di
autonomia, regionale e di istituto. Di sicuramente positivo vi è che, bene o
male, da tre anni si parte con pressoché tutti i docenti in cattedra grazie
all’autonomia degli istituti, diventata legge, che permette ai dirigenti
scolastici di nominare gli incaricati annuali nel caso di non effettuazione
delle nomine in luglio da parte dei Centri dei servizi amministrativi (Csa), gli
ex provveditorati.
In realtà rimane fondamentale il rapporto studente-docente nella scuola, oltre e
nonostante ogni assetto organizzativo, in una struttura che sembra congiurare a
non garantirlo e sostenerlo, ma piuttosto a complicarlo e demotivarlo. Problemi
di edilizia scolastica ben lontani dalla soluzione, progressiva diminuzione
delle risorse quanto a docenti e investimenti, una riforma iniziata, ritirata in
buona parte, ripartita con affanno e a pezzi; ciò nella schizofrenia di
un’importanza fondamentale dell’istruzione per il paese, da tutti ribadita, che
non riesce a tradursi in concreto impegno prioritario.
La scuola rimane ancora, nella caduta delle ideologie, luogo di battaglie e di
interventi che mirano a lasciare il segno di parte, più che impegno comune da
affrontare con una prospettiva culturalmente ampia e con i migliori supporti
della didattica e della tecnica; logiche antiche, piccole, davanti a sfide
culturali, economiche, organizzative e sociali planetarie, nell’avanzare di
un’Europa sempre più interconnessa, in una globalizzazione con l’incontro
epocale di culture, motivo di più al dialogo e non a deleterie chiusure e
contrapposizioni. La politica gridata, le diverse impostazioni che si scontrano
piuttosto che dialogare e approfondire, non volendo tener conto di quanto sia
condivisibile, o per lo meno sperimentare la validità dei provvedimenti
precedenti prima di cassarli; lo «spoil system» introdotto attualmente per le
alte dirigenze ma in via di estensione strisciante, portano nella scuola non
poca preoccupazione disorientamento.
La scansione dei cicli
La cosiddetta «riforma dei cicli», varata dal centro-sinistra, è stata
cancellata dal governo attuale; rimane la precedente legge dell’autonomia
giuridica e amministrativa degli istituti scolastici. Si prospetta
sostanzialmente una diversa scansione dei cicli, con il precoce sdoppiamento del
canale licei e formazione professionale con i possibili rientri. È stato
approvato in aprile il quadro generale della riforma, a cui seguiranno i
decreti; il primo è stato annunciato a ridosso della ripresa della scuola dal
ministro Moratti e dal presidente del Consiglio Berlusconi. L’anno si avvia con
la possibilità di iscrizione a 5 anni e mezzo, l’informatica e l’inglese, la
promessa di 8 milioni di euro per la scuola nei prossimi quattro anni, ma anche
con l’abolizione del tempo prolungato che stava riscuotendo sempre maggior
successo e senza l’obbligo scolastico fino alla prima classe delle superiori,
certo anomalo ma proposto a suo tempo in prospettiva di innalzamento
dell’istruzione per tutti. La passione dei cicli sta già proponendo
all’università che il 3+2 (laurea breve e specializzazione), ormai partito,
venga sostituito dall’1+4, la cosiddetta Y (anno introduttivo e laurea). Tra le
scelte di fondo della riforma del centro-destra, peraltro annunciate e in via di
realizzazione, vi sono i canali licei e formazione professionale con scelta
anticipata, e un progressivo incoraggiamento della scuola privata ottenuto con
leggi sulla scuola paritaria.
Intanto, nel vuoto attuale delle norme generali, nazionali e ora regionali, da
anni la scuola viene retta praticamente dai contratti sindacali, nei quali si
trovano le indicazioni dell’organizzazione legate all’impegno del personale:
quello appena approvato ignora il vicepreside, assegna due e non più di due
collaboratori, le figure funzionali all’offerta formativa che formavano lo staff
direttivo della scuola vengono disincentivate; scuole che con gli accorpamenti
ormai si attestano attorno ai mille studenti risultano scarsamente gestibili; i
finanziamenti al fondo degli istituti autonomi in tre anni è calato del 40%,
prevedendo minuziose contrattazioni sul nulla. Contratti che invece non riescono
a far riconoscere anche dal punto di vista economico la funzione del docente; si
è giunti a un leggero aumento, poco più dell’inflazione e non il balzo e
l’adeguamento all’Europa, per impegno e remunerazione. Meglio è andata ai
dirigenti, comunque non pareggiati a livello delle altre dirigenze dello stato
(che non di rado dirigono nulla); rimangono scoperte, nella complessità attuale
legislativa e finanziaria, un terzo di dirigenze. Nel contempo si garantisce il
ruolo ai docenti di religione, mai osato da nessun governo Dc, e si accentua il
finanziamento alle scuole private.
I problemi scarsamente percepiti
Rimangono aperti i molti problemi, scarsamente percepiti dall’opinione pubblica,
sui quali va fatta attenzione in un momento decisivo di riforma e dalla
soluzione dei quali la riforma va giudicata. In primo luogo quello dell’edilizia
e della manutenzione di un patrimonio scolastico fatiscente, fuori dalle norme
di sicurezza, lontano dalle esigenze di funzionalità didattica, che gli enti
locali sono incapaci di gestire. L’autonomia degli istituti, che dovrebbe
semplificare procedimenti, far risparmiare, sta invece complicando il sistema
con un centro ancora ipertrofico, i nuovi uffici regionali che non decollano, i
provveditorati che tendono a rinascere nei Csa, per cui gli istituti hanno ancor
più referenti da tacitare con controlli e monitoraggi piuttosto che capacità di
intervento diretto; ciò in assenza della revisione degli organi collegiale e
nella persistenza di carrozzoni costosi quali gli Irrse. Continuano le
incertezze, finanziarie e legislative, nel settore decisivo della formazione,
della valutazione e del reclutamento docenti, nella loro carriera, con le lotte
infinite in un mostruoso sistema di graduatorie (sei fasce e ulteriori
sottofasce), probabilmente unico al mondo; da due anni non vi sono immissioni in
ruolo con il rischio di ingigantire il precariato. Una coraggiosa scelta di
investimenti, che punti sull’innalzamento generale di cultura e competenze,
certo scarsamente compatibile con il finanziamento alla scuola privata, finora
contenuto ma certo significativo, che fa presagire uno smantellamento della
scuola pubblica, in cui la parola d’ordine è il risparmio, o per lo meno un
impegno sempre minore dello stato, con risultato identico. All’orizzonte vi è la
novità delle Regioni nell’organizzazione della scuola, in raccordo con la
cultura e realtà locale, ancora tutto da modellare. Infine la laicità della
scuola, il suo valore per una cultura aperta: la religione cattolica non ha mai
ricevuto tanto nel settore scolastico, con l’insegnamento della religione dalla
scuola materna che comporta un costoso e fallimentare regime di alternative,
l’immissione in ruolo dello stato dei docenti di religione scelti dal vescovo,
il sostegno alle scuole private religiose.
Molte cose potrebbero cambiare e stanno cambiando nella scuola, nel disinteresse
e nella distrazione dei più, rassicurati dagli spot d’inizio anno; e non in
meglio, ma in peggio, per la scuola di tutti.
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Amnistia per il cemento illegale
I nuovi condoni del governo
Giorgio Gardiol
Alcuni ritengono che un piccolo terrazzo in più, un muretto in giardino, un
alloggetto nella mansarda per il figlio che diventa indipendente, un garage per
la seconda automobile, anche se realizzati fuori dalle regole, non possano
nuocere a nessuno. Altri pensano che i piani regolatori siano cervellotici e
ingiusti, e salutano con sollievo voci di provvedimenti di sanatoria. È a questi
cittadini e potenziali elettori che devono aver pensato il presidente del
Consiglio Berlusconi e il ministro Tremonti, quando hanno deciso di proporre un
nuovo condono edilizio anche nel 2003. Perché turbare i loro sonni, creare
angosce della possibile sanzione penale di un giudice che può persino ordinare
la demolizione del manufatto illegale? Tranquilli, il governo è comprensivo e
«condona». Con 100 euro per metro quadro di «cemento illegale» passa la paura e
le casse «vuote» dello stato si riempiono.
Secondo le stime del Cresme, il numero delle costruzioni fuorilegge nel 2002 è
stato di 30.281 (con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente). La
superficie complessiva dell’abusivismo edilizio è stata nell’anno di 4 milioni
204.380 metri quadrati con un valore immobiliare stimabile in 2.102 milioni di
euro. Il 55% del nuovo abusivismo edilizio si concentra nelle quattro regioni a
tradizionale presenza mafiosa (nell’ordine, come numero di case illegali,
Campania, Sicilia, Puglia e Calabria). Sempre in queste quattro regioni, il
26,5% degli immobili costruiti nel 2002 è abusivo, ovvero poco più di una casa
su quattro. Di nuovo in queste quattro regioni, si concentra il 47,7% delle
infrazioni accertate dalle forze dell’ordine nel ciclo del cemento Tuttavia il
condono non riguarderà solo l’anno scorso, ma un decennio: si riapriranno i
termini del condono del 1994. Tutte le costruzione abusive costruite fino al 30
marzo 2003 potranno essere sanate. Ma la lobby dei parlamentari ha già pronti
emendamenti per estendere il periodo a tutto il 2003.
Dal condono arriveranno almeno 2 miliardi di euro, ma il ministro Tremonti punta
ai 5 miliardi. Oltre al cosiddetto «abusivismo di necessità» si punta perciò
anche alla legalizzazione di tutta l’attività abu- siva. L’attesa del condono
edilizio, già annunciato e poi ritirato per la Finanziaria del 2002, ha
sviluppato l’industria del «mattone selvaggio». Alcuni procuratori generali,
all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2003, avevano stigmatizzato questo
comportamento del governo, osservando come di fatto si indeboliva l’azione di
contrasto all’illegalità di sindaci, forze dell’ordine, magistrati. Un
provvedimento, quello del governo, che però non sta trovando consensi socia- li.
Neppure l’Ance, l’associazio-ne dei costrutto- ri edili, approva: «Sanare a
posteriori comportamenti illeciti significa penalizzare gli imprenditori che
agiscono nella legalità, vanificare ogni sforzo per un corretto uso del
territorio e dell’ambiente e contribuire a rendere ancora più incerte le regole
che disciplinano le scelte imprenditoriali».
È un’ipotesi di condono che sembra incostituzionale. Infatti, se si vuole
procedere a un minicondono che non preveda aumenti di volumetrie, si va a
interferire con la competenza urbanistica delle Regioni in materia di
trasformazioni edilizie mentre se si pensa a un condono che sana la costruzione
illegale di nuove volumetrie, la violazione è anche penale e, di conseguenza,
non si tratta di solo condono ma di «amnistia» impropria. Un’amnistia che
riguarderebbe oltre mezzo secolo di comportamenti illeciti. La legge 47/85 (del
governo Craxi) ha stabilito il condono per tutti gli abusi realizzati sino al 31
ottobre ’83, la legge finanziaria ’95 (primo governo Berlusconi) ha creato la
possibilità di sanatoria per gli abusi realizzati tra il 1º novembre ’83 e il 31
dicembre ’93, e se passasse un nuovo condono questo riguarderebbe gli abusi dal
1º gennaio ’94 fino a quest’anno. In pratica dal dopoguerra a oggi tutti gli
abusi sono sanabili. Di più l’abusivismo di quest’ultimo decennio non è più «di
necessità»: è un «abusivismo di seconde case», in aree demaniali e di pregio
ambientale.
Questo condono è un fatto clamoroso, che non ha eguali al mondo, indecente sia
sotto il profilo dell’etica e del diritto per non dire degli enormi problemi
ambientali, paesaggistici e urbanistici.
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Notizie da NEV - Roma
AD ECUMENE (VELLETRI) IL XV CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE GIOVANILE EVANGELICA
ITALIANA
L'identità protestante in dialogo nell'orizzonte italiano ed internazionale
Roma (NEV), 8 ottobre 2003 - Dal 16 al 19 ottobre, si svolgerà ad Ecumene
(Velletri, Roma) il XV Congresso della Federazione giovanile evangelica
italiana (FGEI). Il Congresso - che si riunisce ogni due anni e mezzo - sarà
un'occasione per riflettere sulla domanda "Chi siamo e come siamo?", ossia l
'identità capita a partire dalle relazioni ed attraverso di esse. "Il 'chi
siamo?' non è in mano nostra, ma è delle relazioni che viviamo nel mondo.
Quali sono queste relazioni come Federazione, a chi ci accompagniamo per
costruire la nostra identità? Questi sono alcuni degli interrogativi che ci
poniamo" spiega il pastore battista Sandro Spanu, segretario della FGEI.
La FGEI è una rete di gruppi locali e singoli giovani legati alle chiese
battiste, metodiste e valdesi italiane; ma è anche e soprattutto un luogo di
riflessione e di impegno evangelico per quei giovani che cercano di
esprimere una comune testimonianza cristiana nella società. In questa linea
acquisiscono importanza anche le relazioni con i movimenti internazionali
ecumenici e denominazionali di cui la FGEI fa parte. E' infatti membro della
Movimento cristiano studenti (WSCF) con sede a Ginevra, e del Consiglio
ecumenico giovanile d'Europa (EYCE). "Queste realtà rappresentano un terreno
prezioso per la crescita e la formazione dei giovani iscritti alla FGEI"
tiene a sottolineare Spanu.
I momenti di riflessione saranno veicolati dai gruppi tematici del Congresso
ai quali sarà dedicata la serata del venerdì 17 ottobre, e verteranno su:
Grazia e identità; Servizio e potere; Discepolato e gruppi. Il sabato
mattina sarà dedicato ai "laboratori": qui si parlerà tra le altre cose del
come si lavora "per progetti". "Da una parte la FGEI da trent'anni progetta
per lavorare con i giovani evangelici. Di fatto, ogni mozione di un
Congresso è un 'progetto', ma ci rendiamo conto che la FGEI non è
strutturata per lavorare per progetti, inteso come 'fund-raising': si impone
un ripensamento sul nostro lavoro affinché la FGEI sia in grado di
progettare, realizzare e rendicontare, e abbia delle persone che possano
formarsi per farlo" afferma ancora Spanu.
Sono attesi ad Ecumene più di un centinaio di partecipanti tra ospiti e
delegati dei gruppi locali giovanili in Italia. Questi ultimi avranno il
compito di eleggere un Consiglio nazionale (composto da sette persone) e
definirne il mandato per i successivi 30 mesi. Il Congresso si concluderà
domenica pomeriggio 19 ottobre con un culto. (nev/gc)
ASSEMBLEA FCEI: PRONTA LA RELAZIONE DEL CONSIGLIO
"Ricercare l'utile degli altri per fare così il nostro bene comune"
Roma (NEV), 8 ottobre2003 - Il Consiglio della Federazione delle chiese
evangeliche in Italia (FCEI) nella sua ultima riunione ha ratificato la sua
relazione all'Assemblea. La tredicesima Assemblea della FCEI - che si terrà
dal 30 ottobre al 2 novembre a Torre Pellice (TO) - avrà come motto:
"Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri"
(I Corinzi 10,24).
Nella sua relazione il Consiglio FCEI rileva di aver incontrato nell'ultimo
triennio non poche difficoltà. In questi anni del terrorismo di matrice
religiosa e della guerra ideologica, la situazione è cambiata: "Riaffiorano
atteggiamenti del tipo 'chi non è con me è contro di me' - si legge nella
relazione all'Assemblea -. Per definizione, in quanto minoranza ispirata
dalla Parola di Dio, non possiamo mai essere completamente con qualcuno! Ma
forse proprio questo ci può dare nuovo slancio per il futuro: la nostra
testimonianza è tanto più necessaria in quanto è controcorrente". La scelta
del versetto per l'Assemblea è stata fatta in questa prospettiva. Il
Consiglio ha scelto una parola che è "contro la chiusura e l'egoismo:
nazionale, regionale, religioso, razziale, individuale. Crediamo in un mondo
dove si possa vivere, lavorare, credere con gli altri: valorizzando la
specificità e l'identità di ciascuno (ci teniamo tanto alla nostra!), ma
rifiutando il principio per cui posso trovare il mio utile solo nel male del
mio vicino. Certo, per recare questo annuncio agli altri, dobbiamo prima di
tutto viverlo tra di noi. Che il Signore ci consenta nella nostra Assemblea
di ricercare l'utile degli altri per fare così il nostro bene comune!" si
legge nella premessa della relazione.
Al Consiglio che conclude il proprio mandato con l'Assemblea 2003, nonché ai
dipendenti, al Comitato Generale e a tutti gli organi della FCEI, è toccato
in sorte un periodo di "vacche magre", in cui ha dovuto fare realisticamente
i conti con un ridimensionamento delle risorse - umane ed economiche - di
cui il piccolo protestantesimo federato italiano dispone. "Il realismo è uno
dei sentimenti che hanno ispirato in questo triennio il lavoro degli organi
della FCEI; l'altro è stato sempre la speranza" sottolineano però i
Consiglieri.
Circa 200 persone, fra delegati delle chiese membro, osservatori ed ospiti,
esamineranno a Torre Pellice l'operato del Consiglio e dei vari Servizi
della FCEI, proporranno le linee progettuali per il prossimo triennio ed
eleggeranno i nuovi organi esecutivi (vedi scheda in questo numero).
(nev/gc)
ROMA: TRENTENNALE DELLA COMUNITÀ DI BASE DI SAN PAOLO FUORI LE MURA
Il "dissenso cattolico" e la partecipazione evangelica
Roma (NEV), 8 ottobre 2003 - La Comunità cristiana di base di San Paolo il 4
e 5 ottobre ha celebrato a Roma i trent'anni di esistenza, iniziata dopo che
l'allora abate di San Paolo fuori le Mura, Giovanni Franzoni, fu di fatto
costretto dal Vaticano a dimettersi a causa della sua lettera pastorale "La
terra è di Dio", per cui - con i fedeli a lui più legati - lasciò la
basilica Ostiense e nel settembre 1973 avviò quella Comunità che si è
sviluppata fino ad oggi.
Per riflettere sul trentennale è stata organizzata una tavola rotonda
introdotta dal biblista Giuseppe Barbaglio, che ha illustrato il modello di
comunità cristiana proposto dal Nuovo Testamento. Poi, la pastora valdese
Letizia Tomassone ha parlato di come lei, evangelica, valutasse il "dissenso
cattolico". La pastora ha rilevato che la Comunità di San Paolo - e, in
generale, le Comunità di base italiane (CDB) - hanno molto insistito sul
"sacerdozio universale", un tema decisivo per la Riforma ma che, ha aggiunto
la pastora, talora nella vita concreta non sempre viene adeguatamente
vissuto dalle comunità evangeliche. Per il futuro, ha detto la Tomassone, le
CDB, come tutte le comunità cristiane, hanno un impegno gravoso:
approfondire alcuni temi - come la teologia del corpo - e "mostrare" dei
segni sacramentali che sappiano parlare alle donne e agli uomini del terzo
millennio.
Franzoni, da parte sua, ha detto che il "dissenso cattolico" non vuole
essere "dissidenza" rispetto alla propria Chiesa storica di origine, ma
piuttosto un atto di amore per contribuire, nei limiti del possibile, a
richiamare la propria Chiesa alla "continua riforma" necessaria per essere
fedeli all'Evangelo.
Alla "due giorni" - molto affollata, e presenti anche diversi evangelici - è
stata presentata la riedizione de "La terra è di Dio" (pubblicata da Com
Nuovi Tempi), arricchita di un commento attualizzante di Raniero La Valle,
di una riflessione della stessa Comunità di San Paolo che racconta la sua
storia, e di "ri-trattazioni" di Franzoni che riprende e allarga i temi - la
terra, e lo spazio, come beni di tutta l'umanità - da lui toccati nel '73 e
poi approfonditi in successivi libri. (nev/gu)
AFFARE TELEKOM SERBIA: PERROTTA NON È PASTORE VALDESE
Lo assicura il moderatore della Tavola Valdese, Gianni Genre
Roma (NEV), 8 ottobre 2003 - Il moderatore della Tavola Valdese, il pastore
Gianni Genre, in riferimento alla notizia pubblicata il 1° ottobre su alcuni
organi di stampa nazionali secondo cui nello scandalo Telekom Serbia sarebbe
implicato un certo Giuseppe Perrotta, autodefinitosi "pastore valdese", ha
mandato il giorno stesso la seguente smentita ai direttori dei quotidiani
"Corriere della sera" e "La Stampa":
"Per evitare ogni tipo di equivoco o fraintendimento nei Suoi lettori,
ritengo bene precisare che tal Giuseppe Perrotta è persona sconosciuta alla
Tavola Valdese, organo rappresentativo delle Chiese valdesi, e in ogni caso
che egli assolutamente non è un pastore valdese; del tutto priva di
fondamento è dunque l'affermazione su tal Giuseppe Perrotta riportata dal
Suo giornale.
A tutela dell'immagine e della reputazione delle Chiese valdesi che
rappresento, chiedo che il Suo giornale - anche ai sensi della legge sulla
stampa - voglia pubblicare con il dovuto rilievo questa mia precisazione".
La precisazione del moderatore, nella fattispecie, si riferisce ai seguenti
stralci di giornale: il "Corriere della sera" del 1° ottobre recita a pagina
11: "E, in contemporanea l'interrogatorio dell'ultimo arrestato, Giuseppe
Perrotta, pastore valdese detto il Professore, che ha fornito una ulteriore
versione della movimentazione dei 120 milioni di dollari:..". A pagina 11 de
"La Stampa" della stesso giorno invece si legge: "Sul personaggio Perrotta
così si è espresso Mares con i pm: «Si pavesava come religioso facente parte
di una comunità valdese di cui era capo e di cui amministrava i fondi»".
(nev/gc)
(NEV/ENI) - La "road map" per la pace in Medio Oriente è fallita; la pace in
Iraq ci sarà solo quando finirà l'occupazione israeliana dei Territori
Palestinesi. E' la posizione del vescovo anglicano di Gerusalemme, Riah Abu
El-Assal, espressa in una dura dichiarazione rilasciata all'agenzia di
informazioni ENI, del Consiglio ecumenico delle chiese. Il vescovo anglicano
ha anche auspicato un embargo internazionale per i prodotti israeliani
provenienti dai Territori occupati perché - ha detto - "Ormai le parole non
hanno più senso, contano solo i fatti".
(NEV) - La Commissione delle Chiese per i Migranti in Europa (CCME) ha
tenuto il 4 ottobre a Roma un incontro sulle questioni delle chiese dei
migranti e la presenza degli evangelici immigrati in Europa. La riunione si
è svolta in vista del convegno europeo "Essere Chiesa Insieme/Uniti nelle
diversità" che si terrà a fine marzo 2004 a Ciampino, Roma. Il gruppo di
studio ha concordato con il gruppo di lavoro della Federazione delle chiese
evangeliche in Italia i temi per il convegno: liturgia e musica; missione:
evangelizzazione, testimonianza, presenza nella società; la lettura della
Bibbia (diversi approcci); comportamenti culturali; dialogo o conflitto.
Inoltre un gruppo approfondirà lo studio della dimensione europea della
questione.
(NEV/ADN) - Giudizio sostanzialmente favorevole da parte della chiesa
avventista per la bozza della Convenzione Europea. "Il preambolo riporta i
valori che sono alla base dell'umanesimo: uguaglianza degli esseri umani,
libertà, rispetto della ragione e dice che l'Europa si ispira alle eredità
culturali religiose e umanistiche che l'hanno caratterizzata nel tempo - ha
dichiarato Dora Bognandi, responsabile del Dipartimento per la libertà
religiosa dell'Unione italiana delle chiese avventiste -. Tutti hanno pari
dignità e tutti devono godere delle stesse opportunità. Perciò i valori non
sono da ricercare in una espressione religiosa - ha concluso - ma in
principi generali condivisibili da tutti".
(NEV/ENI) - Dura condanna della politica dei governi africani nei confronti
dell'AIDS e dei paesi più ricchi del mondo che non si impegnano
adeguatamente nella lotta contro la diffusione della malattia nel continente
africano. L'ha espressa l'arcivescovo anglicano Desmond Tutu (già Premio
Nobel per la pace nel 1984) che a Nairobi ha definito "totalmente
insopportabile la scelta di alcuni governi di destinare invece somme enormi
per acquisire armamenti per contrastare nemici inesistenti".
(NEV/BT) - "State con noi, pregate con noi, evangelizzate con noi": così si
è rivolto alla Convenzione battista del Sud (la più grande organizzazione
denominazionale degli Stati Uniti) il presidente dell'Alleanza battista
mondiale, pastore Billy Kim, nel tentativo di superare i contrasti che hanno
spinto la Convenzione sull'orlo della scissione. Il contenzioso è nato dalla
decisione dell'Alleanza mondiale di accettare l'adesione della "Comunione
cooperativa battista", a sua volta nata da una scissione della Convenzione.
Uno dei punti controversi è l'ordinazione pastorale delle donne, osteggiata
dai teologi della Convenzione.
(NEV) - Nel giugno 1973, la lettera pastorale "La terra è di Dio" dell'
allora abate di San Paolo fuori le Mura a Roma, Giovanni Franzoni, portava
in pratica alla costituzione della Comunità ecclesiale di base di San Paolo.
Trenta anni di una esperienza, ancora in corso, che la Comunità ha voluto
ricordare ripubblicando il testo della lettera, arricchito da uno sguardo
più ampio sui problemi teologici e geopolitici che la salvaguardia dell'
ecosistema e l'affermazione della giustizia internazionale pongono ai
credenti di oggi. E' "La terra è di Dio; testi, commenti, ri-trattazioni"
(Edizioni Com-Nuovi Tempi, pagg. 183, euro 12,0); una riflessione sui grandi
temi che all'alba del Terzo millennio incombono sui politici, sulle chiese e
sulla gente di scienza: pace, giustizia e salvaguardia del Creato. Edizioni
CNT, via Firenze 38, 00184 Roma.
((NEV/WCCI) - E' in corso fino al 15 ottobre l'ultima visita pastorale in
Angola del segretario generale uscente del Consiglio ecumenico delle chiese,
Konrad Raiser. Una visita - ha spiegato - per capire in che modo la grande
famiglia ecumenica mondiale può aiutare le chiese locali nel difficile
tentativo di sanare la ferite della lunga guerra civile dalla quale il paese
sta emergendo.
(NEV/BIP) - A San Paolo, Brasile, è in costruzione quello che è stato
definito "il più grande edificio religioso del continente latinoamericano".
Sarà il tempio della Chiesa pentecostale "Dio è amore", fondata nel 1962 dal
brasiliano David Miranda che conta oltre 770 mila fedeli in Brasile. Grande
come un campo di calcio, il nuovo tempio potrà ospitare 18 mila fedeli
seduti e circa 60 mila in piedi.
(NEV/BIP) - Un rotolo di quattro chilometri e 200 metri: è la Bibbia scritta
a mano in quattro giorni dai partecipanti alla Conferenza annuale dell'
Alleanza evangelica della Germania, che hanno voluto così festeggiare l'Anno
della Bibbia. E' stata richiesta l'iscrizione nel Guinnes dei primati.
APPUNTAMENTI
VENEZIA - Giovedì 9 ottobre, al Centro culturale Palazzo Cavagnis, tavola
rotonda su "Le religioni nel tempo della globalizzazione". Alle 17 nella
sede di Castello 5170, con Paolo Naso, Gadi Luzzatto Voghera, Adel Jabbar,
Simone Morandini.
ARICCIA (Roma) - Dal 10 al 12, convegno del movimento femminile "Dorotea" su
"Chi sono, dove sto andando?", coordinato dalla teologa Elizabeth Green. Dal
venerdì sera nel tempio battista di via Chigi 44.
SASSONE (Roma) - Dal 10 al 12, convegno nazionale del Movimento di rinascita
cristiana sul tema "Abbattere i muri, costruire i sentieri di pace".
Segreteria, tel. 06.68.65.358.
BERGAMO - Sabato 11, primo incontro del ciclo "Storia di chiese, storia di
città", a cura del Centro culturale Protestante. Dalle 16 nella Sala
Capitolare del Museo Storico, con relazioni di Gian Paolo Romagnani, Gabriel
la Ballesio, Antonino Piscitello.
MILANO - Sabato 11, a cura del Centro culturale protestante, incontro su
"Leggere la Bibbia ogni giorno", con Maria Cristina Bartolomei, Angelo
Casati, Paolo de Petris. Alle 17 nella sede di via Sforza 12 a.
TORINO - Mercoledì 15, nel quadro delle celebrazioni per il 150° anno di
fondazione del tempio valdese della città, inaugurazione della mostra "Da
Valdo di Lione alla chiesa valdese". Alle 18 nell'atrio del tempio, corso
Vittorio Emanuele 23.
TELEVISIONE - Domenica 12, alle 24 circa su RAIDUE, la rubrica
"Protestantesimo" manda in onda servizi su un progetto della Chiesa
presbiteriana in Ghana e su un raduno delle chiese evangeliche del centro
sud d'Italia. Replica lunedì 13 alle 24 circa sempre su RAIDUE.
RADIO - Ogni domenica mattina alle 7,30 su RAI Radiouno, "Culto Evangelico"
manda in onda una predicazione (12 ottobre, pastore Giovanni Anziani),
notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e commenti di attualità.
SCHEDA
LE ATTIVITA' DELLA FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA: I SERVIZI
La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI,
www.fedevangelica.it) opera concretamente attraverso i suoi "Servizi". Opera
altresì attraverso l'ufficio di Presidenza e una serie di Commissioni e
gruppi di lavoro nominati dal Consiglio FCEI (vedi per queste attività della
FCEI la scheda sul prossimo NEV).
I "Servizi" sono attualmente tre: il Servizio Stampa, Radio e Televisione
(SSRTV), il Servizio Istruzione ed Educazione (SIE), il Servizio Rifugiati e
Migranti (SRM). Il primo e l'ultimo hanno sede a Roma, dov'è anche l'ufficio
di presidenza; il SIE ha sede a Milano.
Al Servizio Stampa, Radio e Televisione fanno capo il "Culto evangelico"
radiofonico, l'Agenzia stampa "NEV-Notizie evangeliche" e la trasmissione
televisiva "Protestantesimo".
L'Agenzia stampa NEV-Notizie evangeliche, fondata nel 1971, è l'agenzia
stampa della FCEI. Attualmente l'attività dell'agenzia NEV include: un
bollettino settimanale (distribuito via e-mail), un bollettino mensile su
carta (notizie e rassegna stampa del mese), un bollettino mensile in
inglese, la diffusione di comunicati stampa. L'Agenzia Stampa NEV organizza
inoltre conferenze stampa e l'attività di ufficio stampa in occasione di
particolari momenti della vita delle chiese. Si occupa di favorire e
sviluppare il contatto con i giornalisti per promuovere l'informazione sul
protestantesimo, il movimento ecumenico e il dialogo interreligioso a
livello nazionale e internazionale.
Il Culto Evangelico viene trasmesso sul primo programma radiofonico della
RAI ogni domenica mattina alle 7.30. La trasmissione di un culto evangelico
alla radio è gestita a livello nazionale dal 1967 dalla FCEI. Alla
predicazione, svolta a rotazione da pastori e laici delle varie chiese
evangeliche italiane, seguono un notiziario dal mondo evangelico e rubriche
di attualità, colloquio con gli ascoltatori ed ecumenismo. I testi delle
rubriche vengono pubblicati dal settimanale evangelico "Riforma". Dal 1960
viene stampato il bollettino quindicinale Culto Radio, che pubblica i testi
delle meditazioni trasmesse.
Protestantesimo è una rubrica religioso-culturale di RAIDUE trasmessa per la
prima volta il 4 gennaio del 1973; è a cura della FCEI e va in onda a
domeniche alterne (in alternanza con la rubrica di cultura ebraica "Sorgente
di vita") alle ore 0.30 circa, e in replica il lunedì successivo sempre alle
ore 0.30 e dopo una settimana, il lunedì mattina alle ore 9.30. La rubrica
offre dibattiti su temi teologici ed etici, servizi di attualità sulla vita
delle chiese evangeliche in Italia e all'estero, profili storici, studi
biblici. Cura inoltre quattro culti in Eurovisione all'anno, due dei quali
da chiese protestanti di altri paesi.
Il Servizio Istruzione ed Educazione (SIE) della FCEI si occupa della
catechesi dei bambini e dei ragazzi e della preparazione dei monitori e per
questo scopo produce materiale didattico per tre fasce d'età dai quattro ai
tredici anni e pubblica la rivista "La Scuola Domenicale" per la formazione
dei monitori. Vengono curati in modo particolare la musica e i canti tramite
raccolte di canti e audiocassette. Inoltre, dal 1998, il SIE cura una
collana di libri per ragazzi, edita dalle editrici Claudiana/Elledici.
Il Servizio Rifugiati e Migranti (SRM) della FCEI si adopera per la tutela
dei diritti degli immigrati. Le aree di lavoro sono l'intervento sociale
(assistenza legale a rifugiati e richiedenti asilo, consulenza, corsi di
formazione), il lavoro politico (per una legislazione che rispetti i diritti
degli immigrati, insieme ad altre associazioni religiose e laiche),
l'informazione nelle chiese e la promozione dell'integrazione fra credenti
di origine italiana e straniera. Il SRM fa anche parte della Consulta
nazionale sull'immigrazione presso il Ministero del Lavoro e della
Previdenza sociale ed è membro fondatore del Consiglio Italiano per i
Rifugiati (CIR). (ottobre 2003)