Riflessione a cura di Gioele Bianchi responabile del settore
giovanile.
Da Rovigo
Barechi nafshi et adonay vechal cheravay et shem cadeshò.
Barechi nafshi et adonay vehal tishchechi cal-ghemulaiv.
Ha solechà lecal 'aonechi ha rofè lechal thachaluaichi
Ha goel mishachat chaiaichi ha me' atrechi chesed ve rachamim
Ha mashbi' a ba tov 'e deiech thitchadesh canesher ne' uraiechi.
Benedici anima mia il Signore e tutto quello che è in me benedica il
suo santo nome.
Benedici anima mia il Signore e non dimenticare alcuno dei suoi
benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe e risana tutte le tue infermità,
Salva la tua vita dalla fossa, ti corona di bontà e compassioni,
Egli sazia di beni la tua esistenza e ti fa ringiovanire come
l'aquila.
Salmo di David 103: 1-5
Quando una legge è ingiusta può essere necessario disobbedirle. Un
giovane che si rifiuta di fare il soldato e di imparare ad uccidere
viene chiamato obiettore di coscienza. In molti paesi egli viene
ancora messo in carcere ed il nonviolento accetta di andarci, pagando
così di persona. Questo terzo gradino della lotta nonviolenta si usa
soltanto dopo una buona preparazione: durante tutta la lotta
nonviolenta ci si sforza di non odiare, anzi addirittura di amare
l’avversario. Si può ricorrere anche al digiuno che è una potente
arma nonviolenta. Ma la nonviolenza, prima di essere un metodo di
lotta è un atteggiamento spirituale: è l’applicazione dell’amo=
re
nella vita personale, sociale e politica.
Quando parliamo di obiezione di coscienza intendiamo solitamente la
condizione in cui si trova una persona la quale si rifiuta di fare il
servizio militare. ma esistono diversi tipi di obiezione di
coscienza:
Dopo una lunga lotta non violenta in Italia nel dicembre 1972, è
stata fatta una legge che permette agli obiettori di coscienza di
fare il servizio civile invece di quello militare. I giovani di leva
devono presentare la domanda entro 60 giorni dalla visita di leva.
Per gli studenti la domanda di rinvio va presentata entro il 31
dicembre di ciascun anno, fino al compimento del venticinquesimo,
ventiseiesimo o ventisettesimo anno di età, per corsi di laurea
rispettivamente di quattro, cinque o sei anni. Questa domanda, con
firma autenticata va inviata al ministero della difesa (per maggiori
informazioni, rivolgersi alle sedi LOC.)
Esiste poi l'obiezione di coscienza alle spese militari: alcune
persone si rifiutano, sempre per motivi di coscienza, di pagare una
parte delle tasse. Hanno calcolato che almeno il 5, 5 % di questo
denaro viene speso per gli armamenti, per la preparazione della
guerra. Così destinano questa parte delle loro tasse (che dichiarano
onestamente) a progetti di pace come l'ambasciata di pace in Kossovo
o di aiuti al terzo mondo, nella speranza che venga presto
riconosciuto il diritto all'opposizione fiscale per ragioni di
coscienza. Per informazioni sulla campagna italiana per l'obiezione
fiscale alle spese militari: centro per la non violenza: via Milano,
65 25128 Brescia telefono:030317474.
L'obiezione di coscienza al lavoro per la guerra: chi non può per
coscenza fare un lavoro che prepara alla guerra, come la
fabbricazione delle armi o a una ricerca scientifica per trovare
nuovi modi di uccidere, può rifiutarsi, diventa allora un obiettore
al lavoro bellico. Se perde il posto può rivolgersi a Maurizio
Soggioro, via Palestro 25 21040 Cislao (Varese), è in contatto
con la rete di assistenza per casi simili.
Dopo molti anni di dure lotte, oggi, in Italia è riconosciuto il
diritto all'obiezione di coscienza.
Non dimentichiamo che fino a pochi anni fa, anche in Italia chi si
rifiutava di prestare il servizio militare veniva arrestato e poteva
subire una pena, anche carceraria. Pochi giorni fa l'insegnante di
diritto della mia classe parlava del servizio militare e
dell'obiezione di coscienza, e diceva che se oggi, nel nostro paese,
scoppiasse una guerra, tutti, sarebbero arruolati, per andare a
combattere. Per fortuna in Italia non è scoppiata la guerra, però
mentre ascoltavo queste conversazioni mi è venuto da pensare, se
fosse veramente giusto un ragionamento di questo tipo, ovvero che
tutti gli uomini maggiorenni, in caso di guerra debbono
obbligatoriamente andare a combattere.
Ora che né il servizio militare né quello civile sono più
obbligatori, entrambi i settori sono dovuti ricorrere alla pubblicità
per farsi conoscere e apprezzare, anche se i giovani, hanno già
scelto tutti… fra servizio militare e servizio civile è meglio il
militare… perché? Beh, per la divisa, per le armi, per l’assurd=
a
convinzione che guerre e “missioni di “peace keeping” fra=
virgolette
possano risolvere i reali problemi che subiscono le popolazioni del
mondo.
Nella maggio parte dei casi i giovani che non sono più soggetti alla
legge di leva obbligatoria, preferiscono arruolarsi e sprecare una
parte della loro vita (pensando di aiutare così la patria, e la gente
del proprio paese.)
Nel salone dell’orientamento della mia città (si tratta di una grande=
sala dell’ ex zuccherificio, ora adibita a mostre o a fiere, in
questo caso la sala era stata utilizzata dagli studenti e dai docenti
diversi istituti della provincia per sponsorizzare la propria scuola
o università)
Lo stand più fornito e che subito attirava l’attenzione dei
visitatori era proprio quello dell’esercito, che era una vera e
propria ricostruzione di una tenda mimetica con 2 televisori che
mostravano alcune immagini di addestramenti militari… le armi bene in=
mostra sulla scrivania, 15 tipi diversi di volantini a colori,
plastificati, 3 manichini con indosso le uniformi della marina
militare, e alcune giacche mimetiche, un uniforme di pilota
dell’aereonautica, un uniforma da alpino.
Un ufficiale dell’esercito italiano, gentilissimo e sorridente dava
informazioni e rispondeva alle domande provenienti dalla “fiumanaR=
21; di
ragazzini che invadevano lo stand.
E non c’è nessuno che spiega a questi ragazzi che la guerra vera è
diversa da come ci viene presentata dal signor Bush, dai giornali…
dalla televisione…
Si fanno tanti giri di parole su queste guerre che ci stiamo
dimenticando che la guerra è una cosa sola: omicidio… puro e semplice=
omicidio, non ci sono ragioni umanitarie dietro a un omicidio come ci
vogliono far credere i politici.
I giovani sono tanto attirati dal militarismo perché non hanno mai
vissuto sulla loro pelle la guerra.
E’ facile essere d’accordo sulla guerra in Iraq quando si è lon=
tani
mille miglia dai bombardamenti e dalle case che crollano.
Anche i giovani americani che si arruolarono nella guerra nel Vietnam
erano illusi che arruolandosi avrebbero potuto servire la loro patria
e l’umanità, mentre invece hanno solo servito l’odio, il fanati=
smo e
l’intolleranza.
Fintanto che alcuni stati si arrogano il diritto di possedere per
loro “difesa personale” delle armi atomiche o nucleari o…=
di
distruzione di massa (e non sto parlando più di tanto dell’Iraq o
della Siria, ma di un impero a noi ben noto… gli Stati uniti
d’America…)
Non potremmo mai conoscere cosa sia la pace.
Una strofa di una canzone di Bennato diceva: “Non è amore: legittima =
difesa: Prima sparo e dopo chiedo scusa”
I militari sono assolutamente inutili in un paese in pace… oppure
essi stessi troveranno un pretesto in ogni modo per creare un
conflitto… una guerra!
Il peace keeping è una cosa assurda… il militare… un uomo inve=
ntato
dallo stato e creato appositamente per FARE LA GUERRA che va a
portare o a mantenere la pace…
Direbbe Benigni:
“Sarebbe come se Craxi scrivesse un libro sull’onestà!”
Come può un uomo armato portare la pace?
L’arma e l’uomo che la usa… il militarismo è solo lo stad=
io più
avanzato di questo rapporto millenario: da sempre c’è stata un’=
arma e
un uomo che la usa per offendere, ora qualcuno vuole farci credere
che l’arma serve prima di tutto per difendere e che chi la usa per
l’offesa è maggiormente punibile rispetto a chi la usa per difesa.
Nel piccolo monologo finale di un noto film di Charles Chaplin, il
protagonista , condannato a morte per aver ucciso la moglie, in poche
parole dice:
Ora, io mi ritrovo qui, condannato a morte per aver ucciso UNA sola
persona, e intanto se fossi stato in guerra e ne avessi uccisa, non
una ma duecento non sarei stato punito… ma anzi, forse addirittura
premiato! Ecco vedete il numero delle vittime fa la legalità!
Certe volte mi stupisco come sia possibile che un organo inutile,
dannoso e potenzialmente distruttivo come è l’esercito sia potuto
permanere nello stato moderno.
E lo stesso discorso vale per le armi… pensate, ci sembra che in
Europa ci sia la pace, ma non è così… c’è guerra fredda, ogni n=
azione
ha delle armi pazzesche, dei missili, delle bombe, è vero non vengono
usate, ma il fatto che ci sono non è rassicurante e io penso che se
queste armi esistono potrebbero essere usate anche domani se
l’esercito e il governo lo ritenessero necessario.
La soluzione è il disarmo totale, non si può pretendere che un altro
stato si disarmi mentre invece un altro rimanga armato fino ai denti.
E’ assurdo che in alcuni stati americani siano puniti con la pena
capitale alcuni civili, detenuti malati di mente, mentre invece dei
militari, per niente malati di mente ammazzano altri civili in altri
paesi.
L’antimilitarismo è uno dei fondamenti della nonviolenza e della
coscienza pacifica.
Non si può dichiararsi a favore della pace e della convivenza
pacifica fra i popoli e poi, al momento opportuno schierarsi dalla
parte dell’esercito.
Oltre al fatto, naturalmente che per un cristiano, ebreo o mussulmano
non è possibile prestare giuramento sotto le armi a delle cose
fallaci, fragili e traballanti: (come lo sono tutte le cose umane) lo
stato, la costituzione o il presidente.