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Fecondazione assistita: la posizione di noi cristiani in favore del   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #80 di 110 |

Parola per venerdì 5 dicembre 2003

 

Non avrai da temere improvvisi spaventi,

perché il SIGNORE sarà la tua sicurezza.

Proverbi 3:25.26

 

Gesù disse:

"Chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato."

Marco 13:13

 

“Eppure resterò forse a Canaan…” e intanto sono da un pezzo nel deserto e si tratta soltanto di visioni di disperazione, specialmente nei periodi nei quali anche là sono il più misero di tutti. Ma a Canaan devo rappresentare l’unico paese della speranza, perché per gli uomini non esiste un terzo paese

(Franz Kafka)

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Oggi in “Ecumenici” sul portale USA potete leggere : “La prigione segreta di Israele – una vergogna!”

Precisiamo che le richieste di iscrizione su Ecumenici devono essere effettuate direttamente alla pagina

http://www.topica.com/lists/ecumenici/

cliccando la voce “Join this list”

 

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Avviso

 

Chi non desiderasse vedere eventualmente il proprio nominativo “importato” su un sito francese, ricevendo così anche le scomuniche istituzionali, ecc. ecc.,  è pregato di dare la propria disdetta a questa ML nelle prossime ore: potete avvalervi sia della funzione automatizzata indicata in fondo ad ogni messaggio sia scrivendo un messaggio a ecumenici@... , avente come oggetto “rimozione” .

 

 

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Il volantino che condividiamo della CGIL - Settore “Nuovi Diritti”

 

 

Se il Senato della Repubblica, riunito da mercoledì 3 dicembre per l'esame della proposta di legge sulla fecondazione assistita, forte dei suoi numeri di maggioranza, approvasse definitivamente il provvedimento nella sua versione attuale, l'Italia acquisirebbe una norma ideologica, pericolosa, devastante e palesemente anticostituzionale, arretrata rispetto alle leggi degli altri Paesi europei e avversa alle indicazioni della comunità scientifica internazionale.

 

Riteniamo che un Paese civile debba sempre legiferare nel massimo rispetto dell'autonomia e della laicità delle istituzioni e che una legge sulla procreazione medicalmente assistita debba, in primo luogo, garantire salute per la madre e per il nascituro, fermi restando il pieno riconoscimento dell'autodeterminazione femminile, conquistata in anni di difficili battaglie e la necessità di partecipare al progresso scientifico.

 

Ribadiamo che in Italia ciò che é realmente urgente e improrogabile in materia di procreazione assistita e clonazione terapeutica é:

 

 ·   la regolamentazione efficace e sicura dei centri dove si effettuano gli interventi;

 

 ·    il rispetto per le opportunità che la ricerca mette a disposizione per malattie oggi incurabili

 

contro quanto é previsto invece  nella proposta di legge in discussione, già approvata alla Camera, e cioè un testo retrivo che

 

-sposta la decisione della maternità dalla donna alla coppia;

 

-impedisce la revoca del consenso all'impianto dell'embrione;

 

-vieta la possibilità di ricorrere a donatore o donatrice;

 

-crea un pericoloso presupposto contro la legge 194 sull'interruzione volontaria della gravidanza;

 

-impedisce il congelamento degli embrioni;

 

-non consente il ricorso alle tecniche per evitare la trasmissione di malattie genetiche;

 

-pone il limite di tre embrioni a ogni impianto, aumentando i rischi per la salute;

 

-proibisce definitivamente la ricerca sulle cellule staminali embrionali.

 

E necessario oggi più che mai dar valore al nostro impegno politico, che donne e uomini che credono nella libertà si mobilitino contro la violenza di questo volgare sopruso, che vi sia un'azione parlamentare fortissima e una opposizione compatta, che la protesta popolare sia convinta e forte in tutto il Paese, affinché questa legge non venga approvata con tali inaccettabili contenuti.

 

 

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Tratta dalla ML di “Movimento”: un pò per pensarci su, un pò per provocare ma anche per suggerire nuove piste di riflessione individuale e di gruppo. E’ dedicata a un lettore cattolico che in questi ultimi tempi ama particolarmente l’ironia (garbata a dir il vero) sui percorsi “in salita” …

 

Felicità della negazione o negazione della felicità?

di marvin@...

 

 

 

 

La società occidentale contemporanea - quella dell'abbondanza, della frenesia e dell'accessorio elevato a rango di bene di prima necessità - trova il suo acerrimo nemico nell'unico stato umano che non può in nessun modo omologare, e quindi sconfiggere: il dolore. Il dolore, infatti, che per natura non accetta compromessi, è la sola arma in grado di minare la natura di un individuo che, parlando da un punto di vista prettamente sociale, smette di fatto di vestire il ruolo di cittadino passivo e di automa che compie una determinata sequenza di azioni nella più completa apatia. Una persona che soffre si concentra innanzitutto sulla sua stessa sofferenza, è costretta - volente o nolente - a svolgere un'indagine sulla sua vita, è obbligata a mettere in secondo piano le abituali attività per lasciare spazio a delle riflessioni, che col tempo diventano sempre più profonde.

Di fatto, una persona che soffre pensa, e se pensa è portata a fare delle valutazioni e a trarre delle conclusioni, che a loro volta conducono inevitabilmente a delle scelte. Scelte che non vengono prese a caso, perchè il dolore ti porta ad essere anche estremamente critico e lucido, e che quindi sono frutto di un lavoro di riceca della verità. Perchè nel dolore si finisce inevitabilmente per cercare la verità, la quale non è mai una e assoluta, siamo d'accordo, ma che di certo non è quella che ti vogliono imporre, perchè altrimenti lascerebbero che venisse fuori da sè senza il bisogno di un'ostentazione tanto costante e pressante. E invece, nella società in cui è la televisione a portarti dritto dritto verso determinate mete, senza che tu te ne accorga, in modo subdolo e meschino, questo è ciò che di più negativo possa accadere. Con la politica al servizio delle multinazionali che detengono anche il totale controllo dei mass-media, cosa c'è di più nefasto di una persona che decide di muoversi liberamente e di prendere le proprie scelte secondo quanto è la testa ad indicargli, e non il telecomando? Per questo, il compito della società è arrivare alla negazione del dolore, che non comporta necessariamente la sua estirpazione, quanto piuttosto il suo camuffamento.

E cosa c'è di meglio di una felicità posticcia in grado di nascondere l'evidenza e, contemporaneamene, capace di riportare l'individuo alla trance cui è quotidianamente sottoposto? Non è l'effettiva situazione psicologica di una persona ad essere rilevante; l'importante è che, nel momento in cui sta male, non solo non reagisca, ma nemmeno se ne accorga. L'importante è che non arrivi al punto di una reale presa di coscienza, piccola o grande che sia, perchè questa stessa innescherebbe un meccanismo che condurrebbe il soggetto a tramutarsi in essere pensante, e di conseguenza smetterebbe di vestire i panni del cittadino-consumatore-elettore-burattino. Che poi, in questo modo, gli si neghi la possibilità di essere felice veramente - perchè solo percorrendo tutte le tappe del dolore di può aspirare a qualche goccia di felciità - non ha nessuna rilevanza. Anzi, si rivela un punto a favore di quella matrice che mira a un'insoddisfazione generale ma latente, che pare calmarsi grazie alla marea di surrogati che trovano nei grandi magazzini o talvolta sugli scaffali di una farmacia, salvo poi ripresentarsi puntualmente per continuare ad essere placata con lo stesso identico trattamento. Se la pubblicità è l'anima del commercio, allora il dolore può essere considerato la sua spina nel fianco. E di dolore ce n'è tanto in ognuno di noi, ma celato, imbavagliato in quel luogo dove lo abbiamo relegato in cambio di un'esistenza piatta e vuota che siamo stati noi a volere ma che, paradossalmente, sembra stancarci appena apriamo gli occhi la mattina. Riscoprire e vivere il dolore equivale a riscoprire e a vivere la vita nella maniera più ampia possibile, è rinascere ogni volta pur continuando a crescere, è tranciare nettamente il filo spinato tessuto da quei burattinai che fanno di tutto per tenerci vincolati a loro.

 

 

 

 

 

 

 



Gio 4 Dic 2003 8:40 pm

mauriziobenazzi
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mauriziobenazzi
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