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Un primo sguardo sull'induismo   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #82 di 110 |

Si ritiene - a partire da questo numero - di dover dare qui uno spazio alla religione induista, significativa fonte spirituale dell’India di tutti i tempi e non solo. Questa vuol essere anche un’occasione per iniziare un percorso di approfondimento religioso e non, che sappia porre le basi di un autentico dialogo, nel rispetto delle specificità e delle differenze identitarie. Senza la conoscenza non è tra l’altro possibile alcuna conversazione fra gli esseri umani e si offre solo un terreno fertile per la barbarie del pensiero imperante dello scontro fra le civiltà. In primis fra oriente e occidente.

A proposito mi permetto di dare un piccolo suggerimento valido per tutt* : togliamoci le lenti deformate dei media italiani e leggiamo queste pagine senza spirito di contrapposizione o prevenzione.

Grazie.

Maurizio Benazzi

 

Si consiglia la lettura integrale del sito http://www.hinduism.it da cui sono attinte le informazioni qui esposte

 

 

 

L’Unione Induista Italiana, Sanatana Dharma Samgha, è un’importante realtà sorta per la tutela, il coordinamento, la pratica e lo studio della cultura e della religione induista. Associazione nazionale, riconosciuta da istituzioni religiose e culturali internazionali, l’U.I.I. - pur operando da anni - si è data una veste anche formale nel 1996 ed è cresciuta grazie alla condivisione di grandi ideali e all’aspirazione di vivere coerentemente scelte religiose e spirituali da parte di molti centri, di scuole di yoga, di associazioni e di singoli individui, appartenenti già da molto tempo a correnti induiste o che seguono l’insegnamento di maestri indù.

Si propone di divulgare le antiche tradizioni favorendo la collaborazione di tutti i gruppi e persone che praticano culti induisti perseguendo obiettivi comuni, nel rispetto della reciproca diversità e libertà. L’Unione Induista Italiana è stata riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano, con decreto del Presidente della Repubblica del 29 dicembre 2000, come Confessione religiosa.


DECALOGO DELL’UNIONE INDUISTA ITALIANA
L’Unione Induista Italiana si propone di favorire:
1.  
La conoscenza dei principi e delle tradizioni religiose induiste.
2.  
La divulgazione della cultura tradizionale e, in particolare:
- filosofia -
- culti e ritualistica -
- arte -
- scienza e medicina -
- yoga -

3.   La difesa dei diritti religiosi e l’uguaglianza di tutte le religioni, sostenendo anche un reale dialogo interreligioso.
4.   Le celebrazioni di samskara, puja e festività indù.
5.   La pubblicazione di libri, riviste e opere varie sul pensiero indiano.
6.   La partecipazione alla vita sociale e l’impegno di solidarietà verso i più deboli.
7.   L’educazione al pluralismo religioso nelle scuole.
8.   Le pratiche spirituali di ascesi: yoga e meditazione.
9.   L’organizzazione di congressi, incontri e seminari.
10.   La creazione di corsi di formazione nelle varie discipline induiste: yoga, ayurveda, danza, arte, lingua sanscrita, filosofia, ecc.

Cos’è l’Induismo?
Sanatana Dharma: Religione eterna e universale

Il dharma esiste, come spirito delle religioni, nel cuore di ogni essere.

"Unite i vostri propositi, unite i vostri cuori. Possano i vostri spiriti essere uno nel dharma. Possiate voi abitare a lungo insieme in unità e concordia."
(Rig Veda)

Sanatana significa "eterno", per cui sanatana dharma è ciò che sostiene e nutre "eternamente" tutto ciò che esiste e ha origine dall’Uno Assoluto.
Dharma è totalità e include le etiche umane, come l’assenza di violenza, la giustizia, la verità e l’amore. Dharma è protezione della natura e di ogni essere vivente.

Una religione senza inizio e senza fine

Il sanatana dharma è eterno, è sempre esistito e non ha subito l’intervento dell’uomo, quindi è apaurusheya.

"All’inizio il non esistente non era, né era l’esistente; la terra non era né il firmamento, né ciò che è oltre; non vi era né morte né immortalità; non vi era segno né della notte né del giorno. Quell’Uno respirava senza estraneo respiro, con la propria natura, oltre a lui non vi era nulla. All’inizio sorse la divina volontà, questo fu il primo seme della mente del Creatore. Quelli che possono vedere oltre unendo la loro mente al loro cuore, trovano il vincolo che lega l’esistente al non esistente, il non esistente esistendo nell’esistente."
(Nasadya Sukta)

Sanatana dharma è la religione che non è stata rivelata da nessun uomo, che ricorre nei cicli dell’universo, riflette armonia con le leggi dell’universo e con il bisogno innato dell’uomo di cercare un dialogo con Dio.

È eterno e i suoi valori non sono mutabili nel tempo. È universale e in esso troveremo tutti i concetti etici, morali, filosofici ed esoterici presenti in ogni linguaggio spirituale. È rivolta a tutti gli esseri viventi, in qualunque luogo o tempo. È stato, infatti, percepito dai veggenti che, dal vasto oceano della Conoscenza senza fine, seppero estrarne un’essenza, una piccola parte, ma sufficiente a promuovere il benessere, la felicità e la salvezza dell’essere umano: il Veda. Il Veda non è la rivelazione di Dio, ma i suoni stessi di Dio. Veda significa Conoscenza nella sua forma trascendente, luce, Dio.

Dio è Uno, ma i saggi lo chiamano con nomi diversi
L’Induismo è una religione monoteista.

"Conosce la verità chi conosce questo Dio come Uno.
Né secondo, né terzo, né quarto Egli è chiamato; né quinto, né sesto, né settimo Egli è chiamato; né ottavo, né nono, né decimo Egli è chiamato; Egli sopravvive a tutto ciò che respira e non respira; egli possiede il potere supremo. Egli è Uno, Uno solo, in Lui tutti i poteri divini diventano Uno soltanto."
(Atharva Veda)

L’induismo crede in un unico Dio, che si esprime in infiniti modi e forme, affinché ogni essere umano possa trovare la strada per realizzarlo.

Unità nella diversità
L’Induismo è una religione estremamente liberale, tollerante e universale.

"Vedi l’unità nella diversità, l’Uno divino appare nelle molte forme, immensa è la sua vastità, indescrivibile la sua gloria. Tutte le infinite terre, i soli e i pianeti che sono visti e quelli oltre la nostra percezione, esistono per suo comando. Accesa in varie forme, l’eterna fiamma è Una. Illuminando il mondo con i raggi dorati all’alba, dipingendo le nubi della sera con cangianti colori, il sole è uno."
(Rig Veda)

Composto da una miriade di fedi, culture e filosofie, unisce milioni di persone nel mondo attorno a grandi principi di base, rispettando le reciproche diversità e valorizzando la particolarità di ogni individuo.

Karma è responsabilità
La possibiltà di realizzare la propria natura divina attraverso l’azione consapevole.

"È detto che una persona consiste di desideri. Come è il suo desiderio, così è la sua volontà. Com’è la sua volontà, così è la sua azione. Qualsiasi azione si compia, quella si raccoglierà.
Come si agisce così si diventa. Si diventa virtuosi per azioni virtuose, si diventa cattivi per cattive azioni."
(Bhagavadgita)

La legge del karma non è rassegnazione o fatalismo, bensì responsabilità nell’agire: "ciò che si semina si raccoglie".

La sofferenza nasce da avidya, l’ignoranza. Seguendo il dharma e attraverso l’agire disinteressato, l’uomo supera i condizionamenti da lui stesso generati e conquista l’unica vera libertà, quella dal proprio ego.


Samsara, il ciclo delle incarnazioni
La nascita e la morte non sono altro che momenti di mutamento nell’eterno flusso della vita.

"Come un uomo smettendo i vestiti usati, ne prende altri nuovi, così proprio l’anima incarnata, smettendo i corpi logori, viene ad assumerne altri nuovi."
(Bhagavadgita)

Samsara è il cerchio della nascita, della morte, della rinascita, della nuova vita e poi ancora della morte, e così all’infinito.

La fruizione dei desideri accumulati nelle esperienze è la spinta essenziale che, fino al suo totale esaurimento, determina il fenomeno di ritornare in un altro corpo. Dissolvendo il velo della separazione e dell’ignoranza, si realizza lo scopo unico della vita, la realizzazione del Sé immortale.

Purushartha, i quattro scopi della vita
I principi che regolano la vita dell’uomo nel suo divenire:

il loro conseguimento mira alla realizzazione di un’esistenza felice, soddisfacendo i bisogni materiali e spirituali in armonia con le norme etiche e in vista dello scopo ultimo.

Dharma, l’ordine etico universale
Il principio che mette in armonia gli altri scopi dell’esistenza e rappresenta le leggi etiche universali che governano tutto il cosmo manifesto.

Artha, il benessere
La realizzazione del benessere in generale, in relazione anche alle condizioni materiali e ai mezzi necessari per mantenere un buon stato di salute e una condizione sociale soddisfacente.

Kama, il desiderio
Il desiderio che sostiene qualsiasi azione conforme al dharma e un’armoniosa fruizione dei piaceri sensoriali e dei beni di cui si dispone.

Moksha, la liberazione
Liberazione dal ciclo delle incarnazioni e dalla schiavitù dell’ego, per riconoscere quello che siamo sempre stati, uno in Dio e uno con Dio.

Fine ultimo della vita e compimento di un lungo cammino evolutivo è il riconoscimento, a cui ogni essere vivente giungerà, della propria natura divina o meglio che l’unica Realtà, al di là della illusorietà del mondo, è Dio.

COME SI DIVENTA INDUISTI
L’induismo non esercita mai il proselitismo e quindi l’adesione ad esso è una libera scelta di vita e di pensiero. La vera conversione non è un semplice cambiamento di opinione religiosa, ma una trasformazione interiore di mente e di cuore. L’induismo è alieno all’idea di conversione, perché ogni persona che segue le leggi eterne o sanatana dharma è un induista.

Da tempi immemorabili l’induismo è conosciuto come sanatana dharma. Dharma è l’eterna verità che sostiene la vita nella sua pienezza e bellezza.

L’induismo come eterna verità ha una lunga storia di accettazione di chiunque sia sulla via sostenuta dalle leggi divine del sanatana dharma. L’induismo nella sua vera essenza non discrimina nessuno. In qualsiasi tempo e luogo, se un individuo è devoto a questa verità eterna, egli sta abbracciando la religione induista. L’induismo è probabilmente la fede più universale ed accogliente di tutti i tempi.

Un famoso Shankaracarya di Kanci affermava con un certo umorismo: "Tutti nasciamo indù, ma i nostri genitori poi ci convertono". Naturalmente vi è una profonda verità dietro queste parole: sanatana dharma è ciò che nutre e sostiene la nostra vita, è la parola che alimenta i nostri cuori, che è eternamente presente nella volontà divina.

Quindi, è un devoto induista colui che:
• segue le eterne verità contenute nei Veda e negli Agama;
• crede nella unicità di Dio;
• crede nella legge del karma, nella reincarnazione e nella liberazione, moksha;
• pratica l’adorazione interiore ed esteriore;
• crede nella protezione della vita ad ogni livello;
• purifica ogni stadio dell’esistenza con i dovuti samskara.

Chi desidera formalizzare la sua appartenenza e vivere pienamente la sua aspirazione spirituale, rendendo la sua fede evidente e quindi viverla con coerenza, può diventare induista con la cerimonia formale della namakarana samskara (ricevere sacralmente il nome), preceduta dalle dovute purificazioni e officiata da svami o pandit dell’U.I.I. In questo modo egli aderisce pienamente e lealmente ai principi della religione induista sia socialmente che individualmente.

 

LE TRADIZIONI SPIRITUALI

Dio è Uno e appare in molte forme, ma ogni forma è Lui.

"Un lago ha diverse rive. Ad una, gli indù con vasi attingono l’acqua e la chiamano jal, ad un’altra i musulmani l’attingono con otri di cuoio e la chiamano pani. Ad una terza i cristiani la chiamano acqua.

La sostanza è una con nomi differenti e perciò ognuno va ricercando la stessa sostanza. Solo il clima, l’indole ed il nome creano le differenze.

Lasciate che ogni uomo segua la sua via."

(Ramakrishna)

 

Nell’induismo troviamo ogni tipo di visione teologica, dal dualismo teistico al più assoluto monismo. Al suo interno vi è posto per tutti, nessuno escluso.

Tra le molte tradizioni spirituali e religiose esistenti, fondate sulle sacre scritture e sull’insegnamento dei Maestri, ve ne sono quattro ritenute le più diffuse, riferite alle divinità più popolari. Al loro interno esistono molte tradizioni talvolta simili, talvolta molto differenti tra loro.

Esse sono rispettivamente: Shaiva, riferita a Shiva, Shakta, riferita alla Shakti o Madre Divina, Ganapatya, riferita a Ganesha, Vaishnava, riferita a Vishnu.

Il culto Saurya è oggi meno diffuso, ma è compreso nella tradizione Smarta, che è la tradizione più ortodossa, che rispetta la shruti - la rivelazione - e comprende nel suo culto le cinque tradizioni sopra citate.

 

LE SACRE SCRITTURE

Tutto il sapere dell’uomo è nella Conoscenza (Vidya) che, sin dalle origini del tempo, risiede nel suo cuore ed emerge quando egli è in perfetta identità con Dio

Sruti: "ciò che è ascoltato"
Nell’induismo esiste un corpo di testi sacri detti Veda, ritenuti l’autorità; essi contengono la Conoscenza che venne percepita e rivelata dagli antichi veggenti, i rishi.

Smriti: "ciò che è ricordato"
Si riferisce a quelle scritture che non sono rivelate, ma "ricordate", quindi rappresentano la tradizione che viene tramandata distinguendosi dal Veda, la sacra conoscenza "udita".
Nella Smriti sono inclusi trattati normativi, codici di leggi indù, poemi di carattere popolare-leggendario, che comprendono il Ramayana e il Mahabharata, e miti, leggende, allegorie che esprimono l’essenza dei Veda in forma più popolare.

Tantra
Fonti principali del tantrismo, contengono parti dedicate alla dottrina, ai rituali, all’adorazione, a tecniche spirituali. Ne fanno parte gli Agama, "ciò che è stato tramandato", che si rifanno ad un’antica tradizione - riguardante l’adorazione della divinità e i suoi aspetti filosofici, psicologici e ritualistici - rivelata, trasmessa oralmente e poi trascritta.

 

CENTRI YOGA E PRATICANTI
Quando lo yogi unisce il suo respiro con omkara o è unito con il Tutto in molteplici vie, ciò è detto yoga. Questa unione di respiro, mente e sensi, la rinuncia all’effimero, ciò è detto yoga. Yajur Veda.
I centri yoga avranno la possibilità di:

  • mantenere i propri centri sempre vivi e ricchi di stimoli attraverso tutte le iniziative dell'Unione che si svolgeranno sia a livello locale sia nazionale, con spettacoli, dimostrazioni, conferenze, dibattiti ecc.
  • Usufruire delle visite di maestri appartenenti alle più famose tradizioni dello yoga, vedanta, tantra ecc.
  • Usufruire di corsi di formazione, abilitazione e aggiornamento ricevendo i relativi attestati e diplomi
  • Ricevere un certificato di appartenenza del proprio centro all'Unione Induista Italiana, oltre alle tessere personali

Associarsi all'Unione Induista Italiana non interferisce minimamente con l'eventuale appartenenza alle varie federazioni yoga o similari; al contrario, è tra gli obiettivi dell'U.I.I. collaborare con chiunque, persona, gruppo, associazione, che sia sinceramente interessato alla religione o cultura induista

 

UNIONE INDUISTA ITALIANA ®
SANATANA DHARMA SAMGHA


e-mail hinduism@...


Per informazioni: Via Nazionale Piemonte 22/C - 17043 Carcare (SV)
Tel. 019/5898907 - Fax 019/584838 -
sede legale: Via Fulcieri Paulucci del Calboli 5 - Roma

 

 



Sab 6 Dic 2003 10:42 pm

mauriziobenazzi
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mauriziobenazzi
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6 Dic 2003
10:44 pm
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