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Pieno sostegno ai Comitati referendari - Dichiarazioni dei SDI e a   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #88 di 110 |

Questa newsletter si schiera in favore della raccolta di firme immediata per la revisione sostanziale della Legge sulla procreazione assistita, in approvazione al Parlamento. Sosterremo i Comitati referendari che nasceranno spontaneamente in Italia già da domani stesso. Daremo inoltre spazio a tutte le forze politiche che coraggiosamente si sono schierate contro quella che è stata già definita una delle Leggi più oscurantiste d' Europa, poco attenta ai risultati attuali della ricerca scientifica.  

Siamo inoltre aperti alla collaborazione con altre ML per il sostegno operativo alla campagna di controinformazione su questo argomento

Scrivere a: ecumenici@...

 

 

Dichiarazioni dei SDI

 

“La legge che, articolo dopo articolo, si sta licenziando al Senato, sta diventando ancora peggiore per il metodo di quanto già fosse per il merito”.

Lo afferma la senatrice dei Socialisti Democratici Italiani Maria Rosaria Manieri.

“L’opposizione non ha proposto la liceità delle ‘nonne madri’ né l’estensione  alle coppie gay: c’era condivisione sulla necessità di individuare dei confini, ma la maggioranza ha rifiutato ogni possibile miglioramento dei contenuti, e già questo è grave. Ma ancor più grave è che il Governo si sia schierato in una legge che va a toccare punti delicatissimi, come il diritto umano di un uomo e di una donna di avere un figlio e di come averlo. Oggi – continua la senatrice dello Sdi si valica un limite, si nega responsabilità e dignità alle coppie nel nome di un principio superiore degno di uno Stato etico che sa delimitare con precisione ciò che è bene e ciò che è male nella sfera dell’intimità familiare. Oggi si vota una legge talebana o, come ha detto un sottosegretario, che per coerenza dovrebbe dimettersi, una legge Burka. È la vittoria di una nuova stagione degli integralismi, che sembravano scomparsi dall’Italia e dall’Europa e di un metodo di

governo che in ogni settore in cui si legifera ricorre ad una maggioranza contingentata”.

 

Roma, 10 dicembre 2003

 

 

PROCREAZIONE: BOSELLI, IN QUESTA MATERIA GIUSTO IL REFERENDUM

 

“Sono pienamente d’accordo – afferma il presidente dello Sdi, Enrico Boselli - con quanto ha detto Antonio Maccanico a proposito di questa pessima legge sulla fecondazione assistita che ci fa fare un passo indietro. Mi sembra assai opportuno che, se non ci saranno modifiche sostanziali su questa materia, si affidi l’ultima parola ai cittadini con un

referendum, come è già avvenuto con il divorzio e l’aborto. Il referendum è uno strumento che è adatto soprattutto in materie nelle quali sono in gioco valori di carattere etico. La libertà di coscienza che vale per ciascun deputato e ciascun senatore, a maggior ragione vale per ciascun cittadino, che a questo punto è opportuno che si pronunci”.

 

Roma, 10 dicembre 2003

 

 

Dichiarazioni a NEV

 

 

PROCREAZIONE ASSISTITA: NON C'È CHE DA AUGURARSI DI ESSERE FERTILI "NATURALMENTE"

di Erika Tomassone, pastora valdese

 

La legge sulla procreazione medicalmente assistita che sta per essere approvata definitivamente dal Parlamento, è una delle più oscurantiste d' Europa e purtroppo poco attenta ai risultati attuali della ricerca scientifica. Da un lato è giusto che vi sia una legge atta a regolare una materia che può diventare terreno di ogni sorta di eccessi. D'altro lato, l' attuale legge rende la procreazione medicalmente assistita un calvario incredibile per chi sia nella condizione di ricorrervi, a partire dalla selezione delle coppie conviventi o coniugate, purché di sesso diverso, che desiderano ricorrervi. Immaginiamo le quantità di analisi cui sottoporsi, volte ad assicurare l' assoluta impossibilità di avere un figlio attraverso altre vie. Si passa poi all'accesso al programma incontrando comunque ancora ostacoli di tipo "informativo". La domanda sarà: "Avete preso in considerazione l'adozione?" Dopo la stimolazione ormonale, potranno essere prodotti solo tre embrioni, tutti e tre da impiantare. Questo punto è assai controverso dalla comunità scientifica che denuncia l'irresponsabilità di tale limitazione, in quanto ha per conseguenza, nuove stimolazioni ormonali in caso di insuccesso. Dopo che l'embrione è stato impiantato per le donne si apre la strada comune a tutte le altre donne, vale a dire ecografie ed indagini. Dal momento che è vietato fare diagnosi su eventuali malattie genetiche dell'embrione prima dell'impianto, si aspetterà come tutte di sapere se il feto è sano, e poi - dopo tutta questa trafila piena di ostacoli - si rischia pure di dover decidere per l'aborto terapeutico. La legge, se letta tutta d'un fiato lascia due brutte impressioni: innanzitutto più che regolare, scoraggia in molti modi, il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, tenendo conto anche della questione finanziaria. In secondo luogo, non prende sul serio la fotografia attuale delle situazioni in cui un bambino o una bambina potrebbe crescere, ma ribadisce un modello obsoleto di famiglia. In questo modo lascia ampio spazio alla ricerca di soluzioni alternative ad esempio nei paesi europei in cui le leggi sono più aperte alla realtà delle loro società, per chi può ovviamente. Un punto che lascia l'amaro in bocca è lo spostamento sul prodotto del concepimento, come portatore di diritto, per non parlare del non riconoscimento di una certa asimmetria tra uomo e donna nella procreazione. Il testo della legge, pone all'inizio uno stanziamento a favore della ricerca scientifica, volta ad analizzare le cause di sterilità ed infertilità in vista della loro rimozione. Sembra un nobile intento, ma in me apre scenari di inutilità preoccupante. Come esempio, possiamo considerare la ricerca degli effetti dell'amianto sulla salute umana. Ci sono voluti anni per assicurare il nesso e ancora anni per sostituire l' amianto con altri materiali e sono certa che l'opera è ben lontano da essere completata. Figuriamoci come si possono trovare in tempi ragionevoli, cause provate e documentate sulla sterilità per poi riuscire a rimuoverle in maniera da rendere inutile la procreazione assistita. E se poi tra le cause provate, alcune toccassero interessi economici, ci troveremmo veramente davanti ad un vicolo cieco. In alternativa che cosa resta? Augurarsi di essere fertili e procreare "naturalmente" e soprattutto non avanzare dei diritti se si è una coppia omosessuale, o una donna singola. Questo è il succo della legge. C'è da chiedersi se proprio questo punto non ne sia il vero obiettivo: ribadire che cosa è oggi una famiglia in Italia e relegare nella marginalità qualunque altra esperienza umana.

 

 

 

 



Mer 10 Dic 2003 7:47 pm

mauriziobenazzi
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mauriziobenazzi
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