Secondo l'intelligence francese sono già 1700 i soldati statunitensi che hanno disertato in questi mesi 1,700 U.S. soldiers quit Iraq: French magazine
PARIS, Dec 04, 2003 (Kyodo via COMTEX) -- One thousand and seven hundred U.S. soldiers have deserted their posts in Iraq, with many of them failing to return to military duty after getting permission to go back to the United States, according to the French weekly magazine Le Canard Enchaine.
The magazine, known for its satires and exposes, said the French intelligence agency obtained the information from what it described an "American colleague."
Citing a senior French official posted in Washington, the magazine also said that 7,000 U.S. soldiers have left Iraq allegedly due to psychological troubles and other illnesses.
Some 2,200 others sustained serious injuries including the loss of limbs, it said.
2003 Kyodo News (c) Established 1945
Estratto da “Ecumenici” di ieri:
In breve:
Kabul, 10 dic. - (Adnkronos)
Sei bambini sono rimasti uccisi durante un'operazione condotta dalle forze
militari americane nell'est dell'Afghanistan. A darne notizia e' stato oggi un
portavoce militare statunitense: e' la seconda volta in una settimana che
azioni condotte nel paese contro presunti esponenti dei Taleban e di Al Qaeda
provocano vittime tra i civili, in particolare tra i bambini.
I bambini sono rimasti uccisi venerdi', ha spiegato il colonnello Bryan Hilferty,
durante un attacco sferrato contro un deposito situato nei pressi della citta'
orientale di Gardez, all'interno del quale si sapeva che un comandante afgano,
il Mullah Jalani, teneva nascoste delle armi. I corpi delle vittime sono stati
scoperti il giorno dopo l'attacco, che non ha portato all'arresto di Jalani,
anche se ha permesso di fermare altri nove sospetti. Sabato un altro attacco
dei militari americani che davano la caccia ad un sospetto Taleban aveva
causato la morte di 9 bambini nella vicina provincia di Ghazni.
Iraq: governo giapponese decide di inviare le truppe
(ANSA) - TOKYO, 9 DIC - Il governo giapponese del
premier Koizumi ha deciso formalmente l'invio di un contingente militare in
Iraq. E' la prima volta dal 1945 che soldati giapponesi sono inviati in
missione in un paese dove sono in corso combattimenti. Il piano approvato dal
governo prevede che l'invio del contingente di terra, aria e mare, composta da
circa 1.110 uomini, avverra' a partire dal 15 dicembre per un periodo di un
anno, prolungabile in caso di necessita'.
(ANSA) - LONDRA, 9 DIC - La Gran Bretagna ha speso oltre 90 milioni di sterline in missili, bombe e munizioni durante i primi 12 giorni di guerra in Iraq. La cifra, pari a circa 125 milioni di euro, copre solo 12 giorni di guerra, dal 20 al 31 marzo, perche' sono disponibili solo i dati relativi all'anno fiscale finito, appunto, il 31 marzo. Per la Gb finora il costo della 'guerra contro il terrorismo', sia in Afghanistan sia in Iraq, e' stati pari a circa 5,5 miliardi di sterline.
Iraq: 31 soldati Usa feriti da autobomba nel Nord
(ANSA) - BAGHDAD, 9 DIC - Trentuno soldati americani
sono stati feriti dall'esplosione di una autobomba nel nord dell'Iraq. Lo hanno
detto le forze armate Usa. Il maggiore Trey Cate della 101/a divisione
aviotrasportata ha detto che i soldati della base di Tal Afar, a ovest della citta'
di Mossul, hanno aperto il fuoco contro un veicolo che non si era fermato a un
ingresso della base. A quel punto il veicolo e' esploso, ha detto il maggiore,
aggiungendo che e' stato con ogni evidenza un attentato suicida.
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Gli ortodossi serbi sperano e optano per il ritorno della monarchia:
Ci domandiamo se questa possa anche garantire meglio il silenzio sulle violazioni dei diritti umani e sui crimini di guerra perpetrati fino a non molti anni fa…
ENI-Infos - 10 décembre 2003
Le patriarche orthodoxe serbe Pavle demande le rétablissement de la monarchie dans son pays
Varsovie, le 10 décembre (ENI) - Le patriarche Pavle de l'Eglise orthodoxe serbe est devenu le premier chef religieux d'Europe orientale à déclarer publiquement qu'il souhaitait le rétablissement de la monarchie dans son pays. Le patriarchi Pavle a expliqué que la décision d'abolir la monarchie en 1945 "était la conséquence d'une tyrannie" et que la décision devrait être "annulée par tout véritable système démocratique".
La déclaration du patriarche intervient avant les élections parlementaires prévues pour la fin décembre et en vue desquelles le parti politique du Mouvement du renouveau serbe réclame la réintroduction de la monarchie.