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REAZIONI ALLA LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #93 di 110 |

Sono riusciti ad umiliare un sentimento delicato e privato come il desiderio di avere un figlio. Hanno offeso le donne. E già parlano di rivedere la legge sull'aborto. "Una cosa alla volta", ha risposto a domanda il leghista Calderoni. Ma il desiderio di un figlio non è solo, anche se preminentemente, femminile. Si sono accaniti contro un desiderio. Di donne, di uomini, di omosessuali. Hanno deciso che è legittimo solo se, quando fai l'amore, uno spermatozoo raggiunge l'ovulo femminile. Se non succede perché la natura matrigna l'impedisce, non puoi ricorrere alla scienza. E il desiderio diventa reato.      

 

     

PROCREAZIONE ASSISTITA

 

DILIBERTO: LA LEGGE VA CANCELLATA

"Con Berlusconi l'Italia sta tornando al Medio Evo. La legge sulla procreazione assistita non è solo vergognosa e oscurantista, è la dimostrazione, una volta di più, della volontà prevaricatrice ed illiberale che anima questo governo. La legge sa solo discriminare, obbligare, vietare. Offende la libertà e la laicità dello Stato. Offende le persone. Viene criminalizzato il libero desiderio di maternità, vengono discriminati gli omosessuali con una norma esplicita. Viene preclusa la ricerca sulle cellule staminali, togliendo la speranza a tanti malati, impedendo la crescita civile di questo Paese. Non a caso la condanna da parte di tutta la comunità scientifica è durissima. Ma è anche molto grave che Rutelli si sia schierato a favore. Ho sempre un grande rispetto per le opinioni personali. Quando però si ricopre un ruolo dirigente, si ha il dovere di riflettere e di tacere, perché in quel caso la scelta può avere contraccolpi gravi. E' necessaria ed urgente una riunione di tutte le opposizioni perché la legge va cancellata utilizzando tutti i mezzi possibili, compreso lo strumento referendario".

 

UNA LEGGE IPOCRITA E CONFESSIONALE

 

Maura Cossutta

 

E' una legge sbagliata e inefficace, ipocrita e pericolosa. E' la prima legge confessionale della storia della Repubblica, che sancisce la sacralità dell'embrione. Non come valore, ma come principio ordinatore da inscrivere nella legislazione. All'articolo 1 è scritto infatti che il concepito è da tutelare come se fosse una persona: è questo il passaggio decisivo, che segna uno spartiacque. Si introduce un diritto e quindi un obbligo: la legge e quindi lo Stato deve garantire la tutela dell'embrione, innanzitutto. E' una torsione grave, che rimuove gli orientamenti consolidati della nostra cultura giuridica, che stravolge il nostro codice civile, che azzera - soprattutto - decenni di conquiste, di diritti e di libertà delle donne.
Dall'articolo 1 discende tutto il resto. Il divieto di praticare tecniche di procreazione eterologa, il divieto di congelare gli embrioni, il divieto di utilizzare per finalità di ricerca scientifica embrioni già congelati, inutilizzati da anni e che aspettano solo di divenire nel tempo non più vitali. E nessuna risposta viene data alle migliaia di donne e di coppie che attendevano invece questa legge per superare i loro problemi di sterilità, che la tecnica omologa non riesce a risolvere. Nessuna risposta neppure a quelle giovani donne che sanno di avere una malattia geneticamente trasmissibile e che la sola tecnica omologa condanna a non avere figli. Il divieto dell'eterologa è assoluto, senza condizioni.
Ma c'è di più. Anche per la tecnica omologa, la legge impone divieti. Senza logica, al di là di ogni ragionevolezza, contro ogni evidenza scientifica. E' vietata infatti la produzione di più di tre embrioni, perché è vietato congelare gli embrioni, anche se è stato dimostrato che l'efficacia e la sicurezza della tecnica prevede la possibilità di produrre embrioni in eccesso, proprio perché è noto che gli insuccessi con soli tre embrioni impiantati in utero sono assai frequenti. Per fare un nuovo tentativo, con questa legge, le donne non potranno più avere disponibili i loro embrioni già congelati, ma dovranno sottoporsi a nuovi bombardamenti ormonali per produrne altri, con conseguenze sulla loro salute.

 
E ancora, sempre per la omologa, è vietato impiantare meno dei tre embrioni prodotti, anche se uno di questi dovesse risultare malato, anche se poi la donna sarà costretta ad abortire. Tutti comprendono che questa non è più una legge sulle tecniche. E' diventata la legge sull'embrione. Una legge ideologica. E' solo un disgustoso insieme di divieti, sulle tecniche, ma - non dimentichiamolo - anche su chi può accedere alle tecniche, su chi può essere, per legge, un buon genitore e chi no (il divieto è per le donne single, per le coppie omosessuali). Ma è una legge tanto ideologica, quanto ipocrita. Chi sarà infatti quel tribunale che costringerà una donna a farsi impiantare in utero un embrione malato? O chi controllerà la veridicità del certificato di matrimonio o di stabile convivenza ad una donna che chiederà di accedere alla tecnica omologa presentandosi con un uomo? E ancora: come si fa a rimuovere, dietro l'ipocrita rassicurazione della difesa strenua della purezza di un principio, la realtà della solita doppia morale? Una per i poveracci e un'altra per i ricchi? Anche questa legge riconferma le disuguaglianze di censo, di classe. Come sempre, come ieri, prima della 194 (quando le donne povere erano costrette ad andare dalle mammane e quelle ricche potevano migrare nelle cliniche dei Paesi stranieri), anche oggi l'accesso ai traguardi dello sviluppo tecnologico e scientifico è negato solo ad alcune. Le altre se ne andranno senza ostacoli e senza sofferenze nei Paesi dove le tecniche sono permesse.

 
Invece di regolamentare i rischi di un mercato della riproduzione, si è scelto di fare una legge che lo nega nel principio, ma lo asseconda nella pratica. E sulla procreazione si costruiscono modernissime diseguaglianze, trasformando il diritto alla procreazione in un diritto esigibile rispetto al censo, all'appartenenza sociale. Allora, per tutto questo, perché tanti parlamentari della Margherita l'hanno votata, senza imbarazzi, insieme alle destre? Hanno detto: è un voto di coscienza, come se fosse normale che proprio su un voto di coscienza possa esserci così tanta distanza tra le forze politiche del centrosinistra, di una coalizione che proprio sull'insieme di valori dovrebbe essere e sentirsi unita. Prima della politica, c'è sempre la cultura politica, l'orizzonte ideale in cui le scelte politiche si collocano. La laicità è il nostro comune orizzonte? O l'identità religiosa è considerata un prius cui subordinare la ricerca responsabile di un'etica condivisa?

 
E' stato un errore, non il solo (penso all'emendamento alla finanziaria sull'assegno per non abortire e dare in adozione il nato). Ne vogliamo discutere, come coalizione e come sinistra. E, con franchezza, auspichiamo che non sia questo il segno della lista unitaria che sta nascendo: non sarebbe un buon segno.

 

 

CENTRO STUDI TEOLOGICI

                                                                             

 

LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA : UNA LEGGE OTTUSA E METAFISICA - E' UNA LEGGE SCRITTA DAL CLERO  E NON DAI POLITICI - FUORI DAL CONTESTO LEGISLATIVO EUROPEO - LEGITTIMA L'OBIEZIONE DI COSCIENZA-

 

Si sono sprecate le definizioni della legge che si sta approvando in Senato e che stamane ha vietato l'inseminazione "eterologa" (con seme di donatore esterno alla coppia).

Il Centro Studi Teologici di Milano - che sull'argomento ha dedicato studi ed interventi non ultimo quello di Trento il 7 dicembre scorso, con esponenti di Chiese cristiane protestanti ed evangeliche - la definisce una "legge ottusa e metafisica".

Ottusa perchè è chiusa al progresso scientifico e demonizza le scienze stesse, proibendo - con presupposti etici e confessionali  indimostrabili - alcune tecniche o limitandone l'azione (proibizione del congelamento di embrioni e obbligo del numero ridotto di tre embrioni per ogni inseminazione) e metafisica poichè ha deciso, con l'illuminazione dei politici che sono ignoranti in materia, che l'embrione è una "persona",  e come tale è intangibile.

Mentre gli scienziati e i ricercatori sono demonizzati alla stregua di "apprendisti stregoni", ci si è affidarti agli assiomi ideologici cattolici di "santoni" dell'etica e del diritto umano.

L'esclusione poi di tutta una serie di soggetti e di persone : le donne single, le coppie omosessuali, le coppie portatrici di anomalie genetiche ecc.,(che potrebbero essere curate attraverso interventi ad hoc) per non parlare dell'obbligo di far nascere bambini malati geneticamente una volta concepiti,  la rende pure una legge "crudele" e disumana.

Contro il progresso umano, sociale e scientifico.

Certo una legge che produce contraddizioni e conflitti di coscienza e che viola diritti fondamentali e indisponibili della persona e della coppia,delle scelte nella vita privata e intima delle persone,non può pretendere di essere rispettata.

Una legge che - per imporre un'unica visione etica (cattolica) della sessualità,della famiglia , delle relazioni,del nascere e del concepire - viola ogni altro diritto all'autodeterminazione e la stessa libertà plurale non può pretendere d'essere applicata.

Tutti coloro che non sono credenti e cattolici cosa devono fare ?

a  parte i  tanti cattolici stessi dissenzienti...

A questo punto rovesciando la prospettiva : chi non è credente e non è cattolico può fare un'obiezione di coscienza,  e non attenersi al suo dettato, (tra l'altro ben poco costituzionale), un'obiezione di coscienza legittima al pari di quelle concesse in altre questioni fondamentali ai cattolici.

 

                                            Prof. Giovanni Felice Mapelli

                            Coordinatore del Comitato Direttivo dei Teologi del

                                 CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO

 

 

CENTRO ECUMENICO

Via Varese,10

20121 MILANO

tel. 339.52.800.21

fax 178.6020.154

 

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Disobbedienza attiva , in favore delle donne !

 

Nella newsletter dei socialisti di Boselli (SDI) leggiamo fra l’altro  questa interessante iniziativa di disobbedienza civile.

Questa ML seguirà l’eventuale campagna informativa curata da Maria Rosaria Manieri se in favore delle donne con minori possibilità economiche-finanziarie

 

FECONDAZIONE: MANIERI, AIUTEREMO CHI VUOLE ANDARE ALL’ESTERO.

 

Un’ associazione per aiutare le donne che andranno all’estero per ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita vietate in Italia. L’idea è della senatrice dei socialisti italiani Maria Rosaria Manieri. “Siamo pronti - annuncia - a costituire un’associazione che aiuti,sostenga e tuteli le donne che dovranno andare all’estero per sfuggire ai vincoli assurdi che questa legge impone”. Secondo la senatrice, la divisione emersa nella discussione sulla legge è stata quella tra conservatori e progressisti e non tra laici e cattolici. “E questo - sottolinea - impone una riflessione anche di tipo politico su cosa debba caratterizzare uno schieramento riformista”. “Si impone un chiarimento all’interno dell’Ulivo - conclude - anche per impedire una deriva che minaccia di mettere in discussione altri punti ormai acquisiti, come la legge sull’aborto”.

 

ANSA – Roma, 12 dicembre 2003

 

 

La posizione di Massimo Villone della Sinistra dei DS, tratta da “Il Manifesto” di oggi

 

«Oscurantista, medievale, giuridicamente sbagliata, politicamente inaccettabile». Il giudizio, «sereno e pacato», sulla legge sulla procreazione di Massimo Villone, senatore della sinistra Ds e giurista, è questo. Pacato e meno sereno, invece, è il suo giudizio sullo stato dell'Ulivo che c'è e della lista unica che ci sarà: «La vicenda di questa legge dimostra che le forzature non funzionano. Non si può ridurre quello che è successo con la Margherita a un incidente di percorso», e infatti Villone è tra quelli che chiedono la convocazione di una direzione dei Ds per discuterne.

Da giurista prima che da membro dell'opposizione: non state votando una legge incostituzionale?

Di profili di incostituzionalità il testo ne presenta più di uno, come ho già sostenuto in aula. Una norma che impone l'impianto di un embrione malato è due volte lesiva dell'art. 32 della Costituzione, perché mette a rischio la salute della donna costringendola di fatto a un aborto e perché le impone una sorta di trattamento sanitario obbligatorio. Inoltre la legge configura una diversità di trattamento, lesiva dell'art.3, fra coniugati e coppie di fatto: una coppia di coniugati non perde il diritto alla procreazione assistita se lui o lei va a vivere altrove per lavoro, una coppia di fatto sì perché non risulta più «convivente».

Quasi tutta la comunità scientifica si è pronunciata contro questa legge. Non è inquietante che il parlamento non riesca a tenerne conto?

Altro che. Sono agli atti pagine e pagine di resoconti delle audizioni con medici e scienziati, piene di giudizi demolitori. Come si fa a fare una legge che tutto il mondo scientifico considera sbagliata e inapplicabile? Fino a qualche anno fa non sarebbe stato pensabile. Anche qui c'è il segno di una mutazione genetica, è il caso di dire, del paese. Perfino più che in vicende come quella della Cirami. In quel caso c'è una legge di parte tagliata su interessi di parte. In questo, c'è uno sbandamento del corpo legislativo su principi di fondo della convivenza.

 

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Invito gli iscritti e i simpatizzanti del PRC e Verdi  a trasmettermi quanto prima le dichiarazioni, i commenti e le iniziative  che intendono intraprendere i gruppi femminili e/o le associazioni a loro collegate, a livello nazionale. Grazie.

            …Continuiamo ad occuparci della gente e dei suoi reali problemi   J  

 

 

           



Gio 11 Dic 2003 8:28 pm

mauriziobenazzi
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Sono riusciti ad umiliare un sentimento delicato e privato come il desiderio di avere un figlio. Hanno offeso le donne. E già parlano di rivedere la legge...
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mauriziobenazzi
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12 Dic 2003
1:57 am
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