Care lettrici e lettori,
non siamo ancora alla metà del lavoro di travaso degli indirizzi elettronici su Yahoo France ma pare che iniziano a sorgere dei problemi anche su questo gestore estero. L’impatto informativo esterno della ML è stato molto buono: tutti i principali gruppi di discussione ne hanno riportato il manifesto in lingua francese; alcuni ne hanno tratto spunto per avviare al loro interno riflessioni sul confronto anche con l’islam, altri invece come France catholique figurano sostanzialmente con un pessimo autoritratto di censore; solo un paio di piccolissimi gruppi di verdi locali si sono sentiti infastiditi dall’iniziativa internazionalista (come del resto anche la locale sezione italiana di Greenpeace, qualche gruppo del PDCI di Mark Bernardini e un paio di gruppi cittadini dei DS della toscana (FI - Isolotto e Arezzo) oltre alla comprensibile stizza di chi si oppone all’accordo di Ginevra, da noi sostenuto…
Vi informo che come moderatore ho la possibilità di aggiungere solo 10 e-mail al giorno e a conti fatti risultano in questi ultimi giorni ben 272 gli iscritti, con un solo giorno di personale inattività: sono quindi molte le decine di persone che si sono aggiunte durante queste feste alla mailing list creata la sera del 8-12-03.
Col messaggio del 31 dicembre 2003 ho purtroppo constatato che ai nuovi iscritti non vengono inspiegabilmente recapitati i messaggi. Fra queste persone sono comprese anche coloro che hanno fatto l’autoiscrizione, in piena autonomia. Questi stessi indirizzi elettronici non appaiono nel display di gestione del moderatore.
Da stasera pertanto attiveremo una nuova ML su Gran Bretagna e Irlanda. Vedremo insomma chi si stanca per primo… La lotta prosegue!
Chi non risulterà ancora iscritto su Yahoo France potrà quindi esserlo su http://uk.groups.yahoo.com/group/LeonhardRagaz/
Ecco comunque uno dei due ultimi messaggi in parte bloccati; l’altro lo trovate su http://fr.groups.yahoo.com/group/ecumenici/
Un caro saluto
MB
PS: è confermata la pubblicazione di scritti e pensieri dall’ortodossia cristiana, dall’islam ticinese, ecc. ecc.
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La sura del
mattino del Corano (93): Nel nome di Dio, clemente e misericordioso! Per il Mattino - Per la Notte che calma s'abbuia! - Il Signore tuo non t'ha abbandonato né t'odia - e l'altra vita ti
sarà più bella della prima, - e ti darà Dio, e ne sarai contento. - Non t'ha
trovato orfano e t'ha dato riparo? - Non t'ha trovato errante e t'ha dato la Via? - Non t'ha trovato povero e t'ha dato dovizia di beni? - Dunque l'orfano, non
maltrattarlo - dunque il mendicante non scacciarlo. - Ma piuttosto racconta a
tutti quanto è buono il Signore! -
In questo numero si segnalano un paio di pagine tratte da Ecumenici su http://www.topica.com/lists/ecumenici/read Ci scusiamo per i 247 kb dovuti alle tante foto e links qui inseriti ma crediamo che ne valga la pena: è comunque un’eccezione.
L’adesione su www.topica.com è libera ed è possibile la lettura dei messaggi senza l’iscrizione: occorre, in tal caso, memorizzare la pagina sopraindicata sulla propria lista dei siti preferiti e consultarla di tanto in tanto.
Buona lettura!
In questo numero:
- P come preghiera. Sovversiva.
- Un triangolo viola segno ancora vivo contro gli eserciti… e non solo contro quello del regime hitleriano
“….Nessuno può costringermi a puntare un’arma contro un mio simile” – Il valore di una testimonianza
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P come preghiera. Sovversiva
di Matilde Passa
La preghiera è lotta con Dio. La preghiera è dialogo con Dio, è culto del cuore. La preghiera è invocazione dell'uomo a Dio e di Dio all'uomo. La preghiera è pace e tumulto. La preghiera è lode di Dio e gratitudine. La preghiera è profondità dell'intelletto e discesa nella propria interiorità. Si potrebbe andare avanti se non all'infinito, quantomeno fino alla fine dei nostri tempi, nel riportare le definizioni che racchiudono le molte sfumature di un'attività dell'uomo che appartiene a tutte le esperienze religiose. Appartiene all'uomo come il respiro e al respiro è intimamente legata. Si intitolava proprio "Preghiera, respiro delle religioni", la XXXVI sessione di formazione ecumenica organizzata dal Sae (Segretariato per le attività ecumeniche) a Chianciano. Sei giorni densi di interventi, relazioni, dibattiti, gruppi di studio aventi come scopo il dialogo tra cristiani e tra non cristiani attraverso la preghiera. Ebrei, cattolici, protestanti, ortodossi, musulmani, induisti, buddisti, hanno raccontato pratiche e significati dei modi scelti dalle loro confessioni per rivolgersi al Dio unico, hanno alternato celebrazioni diverse, hanno verificato se sia possibile non tanto superare le divergenze, ma ritrovarsi insieme per pregare l'unico Dio, come già il concilio Vaticano II aveva auspicato. Ma non è facile dissodare il terreno della fede. Talvolta è la paura di smarrire l'identità, di "tradire" le proprie credenze, ad arrestare il movimento prima del passo decisivo. Tal'altra è l'audacia di alcune interpretazioni che aprono dimensioni inconsuete nella pagina biblica a provocare animate discussioni. È accaduto nel corso di un gruppo di lavoro dedicato a "La donna e la preghiera", dove la pastora battista Elisabeth Green ha agitato le acque delineando una preghiera "sovversiva". Quella delle donne. Lei, credente evangelica, nutritasi alla riflessione teorica del femminismo, si è richiamata al pensiero di Luce Irigaray per rileggere alcuni passi del Nuovo Testamento, come il Magnificat recitato da Maria che ha appena ricevuto la visita dell'angelo e che, di fronte a Elisabetta, pronuncia le celebri parole "L'anima mia magnifica il Signore". Ripercorriamo con lei un itinerario ardito e appassionante anche per chi non crede. Perché ha scelto come punto di riferimento il pensiero di Luce Irigaray? "Perché è una filosofa che assume nel suo pensiero l'essere donna. Pensa, parla, scrive a partire dalla consapevolezza di essere donna in un mondo costruito socialmente e simbolicamente al maschile. Inoltre riflette sull'aria, sul soffio, sul respiro, mettendolo in rapporto alla spiritualità femminile. Scrive in "Il respiro delle donne": "Il respiro delle donne? È il primo gesto del loro nascere a se stesse, della loro venuta al mondo spirituale. Respirare è il primo gesto di autonomia del vivente". Lei stessa prende spunto dall'Annunciazione mettendo il respiro delle donne in relazione con Maria. Anche se non condivido le sue conclusioni trovo suggestivo il suo pensiero. Inoltre le riflessioni che fa sul respiro sono frutto di un incontro tra Oriente e Occidente. Per un convegno che vuole essere non solo interconfessionale ma anche interreligioso mi è sembrata un'apertura utile". Perché il respiro è così importante nella ricerca spirituale femminile? "Secondo Irigaray il respiro, quest'atto così naturale dell'essere umano è stato dimenticato, soffocato dalle parole. Come lei ricorda una spiritualità che privilegi la parola, il testo scritto e l'imperativo (invece della poesia o dell'inno di lode ad esempio) rischia di essere mortifera. Il respiro permette alla donna di muoversi senza perdersi, di rimanere in sé e di tornare a sé. Attraverso il soffio vitale la donna rinasce alla sua libertà. La Irigaray si rifà all'esperienza dello yoga, ma io credo che la sua intuizione possa essere letta anche in una prospettiva cristiana, nell'ottica di una preghiera come respiro delle donne. Per l'apostolo Paolo la preghiera è opera dello Spirito, ma noi sappiamo che la parola "ruah" in ebraico ha molti significati: vento, venticello, respiro,soffio, aria. Lo Spirito dà vita a una serie di cantici, lodi rivolte a Dio e il Magnificat pronunciato da Maria è opera dello Spirito. È come se lei, ispirando l'aria divina, l'espirasse in lode a Dio. È come se il soffio di Dio soffiasse attraverso di lei producendo preghiera". Spirito dell'uomo, della donna in questo caso, e spirito di Dio sono la stessa cosa,allora? "I teologi, nel corso dei secoli hanno sempre cercato di distinguere tra lo spirito santo e lo spirito umano, ma se pensiamo allo spirito come "il vento che soffia dove vuole" aria che possiamo respirare, sembra difficile mantenere questa distinzione. Non è possibile che esiste, si chiede il teologo Moltmann, piuttosto una continuità tra lo spirito dell'essere umano e lo Spirito di Dio? "Proprio perché lo Spirito di Dio è nell'uomo,lo spirito dell'uomo si autotrascende in Dio", dice Moltmann. Lo spirito di Maria, esultando in un Dio suo salvatore sembra un esempio di tale autotrascendenza umana, del respirare all'unisono. Come lei ricorda, per la Irigaray il moltiplicarsi inutile di parole è sintomo dell'alienazione dal soffio vitale, della separazione tra parola e vita. Invece Maria usa le parole. Sono parole diverse quelle della preghiera? Nell'incontro tra Maria ed Elisabetta, se si pone attenzione al susseguirsi degli eventi, ci si accorge che lo Spirito circola come l'aria tra le due donne e produce una preghiera, il Magnificat, un inno di lode, che secondo Irigaray è la forma privilegiata di preghiera in quanto utilizza il respiro "in maniera diversa dall'obbedienza a una parola". Così "restiamo più vicini alle divinità che coltivano e conservano la vita" Quando la preghiera diventa sovversiva? "Quando la donna diventa sempre più consapevole della propria autonomia. Quando "Torna in sé per rinascere libera" le cose non potranno maipiù essere le stesse. In altre parole, poiché le donne possano veramente rinascere libere e rimanerlo il mondo in cui viviamo,il mondo fatto a misura dell'uomo (e non della donna) ha bisogno di essere trasformato. Deve essere, cioè, messo sottosopra. Il mondo che l'uomo ha costruito è attraversato, infatti, da una serie di relazioni di potere, intese come relazioni di dominio e di sottomissione. Esso consiste in strutture moltiplicative di dominio, di sfruttamento, un ordine sia simbolico che sociale che disumanizza le donne e una parte degli uomini. Come ha messo in evidenza la teologia della liberazione, è possibile leggere tutta l'azione di Dio nella storia come una sovversione di questo tipo di rapporti di potere. Perché la donna diventi veramente libera è necessario un cambiamento radicale nelle nostre strutture sociali e simboliche, cambiamento operato dallo Spirito divino. Nel momento in cui Maria concepisce senza il soccorso dell'uomo le strutture patriarcali fondate sulla genealogia maschile vengono di fatto scardinate. In questo caso il docile respiro che pervade in modo ritmato e regolare le nostre vite diventa una tempesta forte e potente che, nelle parole di Maria, disperde i superbi, fa cadere i potenti dai troni, rimanda i ricchi a mani vuote, innalzagli umili e colma di beni gli affamati. A questo punto,allora, la preghiera delle donne diventa respiro sovversivo, rivoluzionario".
l'Unità 5 agosto 1999 http://www.unita.it/images/2003dicembre/xmas/pastore.html
Segnalazione di Loredana Morandi tratta dalla ML di “Geopolitica”
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Al mito del servire la patria una testimonianza “fuori dal coro”… valida ieri e oggi !
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LA PAGINA DELLA STAMPA DI Vedi anche la pagina
dedicata alle sue news |
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LINZER RUNDSHAU - 25 GIUGNO 2003 PREMIO CINEMATOGRAFICO PER ENGLEITNER EBENSEE / La settimana scorsa è apparsa su Rundschau una grande intervista su Leopold Engleitner: in modo commovente il 97enne testimone di Geova ha raccontato della sua prigionia nei campi di concentramento nazisti e dell’ostracismo sofferto anche dopo la fine della guerra. Pochi giorni dopo l’intervista il cittadino di St. Wolfgang è stato ancora al centro dell’attenzione: Il film documentario su Engleitner “Mai e poi mai” del giovane produttore cinematografico Bernhard Rammerstorfer è stato premiato al Festival delle Nazioni di Ebensee con “l’Orso d’oro” fra oltre 500 concorrenti. F:RS |
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OOERUNDSCHAU DEL 18 GIUGNO 2003 "NON HA ASCOLTATO NESSUNO!"
Leopold
Engleitner (97), una stella della storia contemporanea, con gli
Dopo decenni di
occultamento la Repubblica e la Regione l’hanno messa repentinamente al
centro dell’attenzione in manifestazioni pubbliche. Questo trattamento
è falso? Con la consapevolezza di essere
nel giusto. Noi eravamo nel giusto. Questo ci ha consentito di superare
queste prove, senza nutrire odio. "QUESTA SOFFERENZA NON L’HA VOLUTA DIO" Questa sofferenza non l’ha voluta Dio. L’Iddio che noi adoriamo vuole solo il bene dell’umanità. Perciò ha stabilito molti buoni principi, che se fossero osservati recherebbero solo beneficio a tutti gli uomini. Tuttavia sono sempre in gioco delle forze contrastanti, Dio e il Diavolo. Le dittature sono le forze ostili. Noi eravamo molto tolleranti verso chi non condivideva le nostre opinioni. Infatti si deve portare pazienza. Bisogna dirsi: Io sono nel giusto, gli altri falliranno. Questa convinzione ci ha aiutato. Qual è stata per Lei la più grande ingiustizia nel periodo in cui ha subito ostracismo e prigionia? È stato l’ostracismo quand’ero giovane, perché ero già molto devoto. Altrettanto durante il periodo nazista e anche dopo la guerra. Quando cominciai a lavorare come cantoniere, mi sentii dire dal capo cantoniere: voi detenuti dei campi di concentramento siete marmaglia! Questa osservazione mi faceva male. Ma era la sua convinzione. Lì entrò in gioco la mia tolleranza. Non gli detti risposta. Pensai che sarebbe venuto il mio tempo. Sembra che sia venuto, perché mi ha mandato un saluto, dicendomi che mi pensa e che quel che mi è accaduto è stato ingiusto. "NON È IL DOLORE FISICO, MA L’INGIUSTIZIA CHE FA SOFFRIRE" Come mai non dice che le cose peggiori sono state il dolore fisico, i maltrattamenti in prigione e nei campi di concentramento, la fame? Non è il dolore fisico, ma
l’ingiustizia che fa soffrire. Ci è stata fatta molta ingiustizia e
questa fa senz’altro soffrire. Se tutti si fossero opposti alla guerra,
non si sarebbe combattuto. Siamo rafforzati dalla sicura promessa contenuta
nella Bibbia: Verrà il tempo in cui non ci saranno più guerre. Ne siamo
fermamente convinti. Sono già accadute delle cose che hanno portato repentini
cambiamenti. Siamo stati sempre disdegnati come setta sebbene avessimo desiderato gli stessi riconoscimenti di Jägerstätter. Lui è stato rispettato perché è rimasto cattolico. Io ho conosciuto suo cugino Hans Huber che è diventato testimone di Geova e che per questo motivo non ha ricevuto più latte da nessuno a St. Radegund, tranne che dalla madre di Franz Jägerstätter. Anche questo ha contribuito a motivare in Jägerstätter l’obiezione di coscienza. Nei mesi
scorsi i Suoi incontri con i giovani sono stati molto commoventi. La gioventù
di adesso ha pochi principi religiosi e non ha un buon rapporto con la
coscienza. Qual è stato il periodo migliore dei Suoi quasi 98 anni? Oggi. Naturalmente. Perché mi è stato concesso di vivere quest’esperienza. La rivendicazione è quella di constatare che la mia convinzione era giusta. Ne ero fermamente convinto. INFO: Altri particolari su questa esistenza movimentata e ligia ai principi religiosi si possono leggere sulla homepage dell’autore Bernhard Rammerstorfer: www.rammerstorfer.cc 0699/10203049 |
I seguenti articoli sono stati tradotti dal tedesco da un nostro collaboratore.
