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Messaggi: Mostra riassunti messaggi   (Raggruppa per argomento) Disponi per data v  
#110 Da: "ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Sab 12 Lu 2008 6:29 am
Oggetto: Visita il sito www.ecumenici.eu
ecumenici
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Buone vacanze dalla redazone

#109 Da: "ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Sab 23 Feb 2008 11:36 am
Oggetto: Aggiornamento
ecumenici
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Le attività della newsletter Ecumenici riprendono su Yahoo.it
http://it.groups.yahoo.com/group/newsletter_ecumenici/ su questo link

Cordialmente

Maurizio Benazzi
Infoline 338 1211439

#108 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Lun 1 Mar 2004 6:51 pm
Oggetto: Appello contro quel falso di Dio di Mel Gibson...
ecumenici
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Dalle notizie ENI di oggi:

Les protestations et les controverses redoublent d'intensité après
la sortie du film "La Passion du Christ"

New York, le 1er mars (ENI) - Le film du réalisateur Mel Gibson sur
les dernières heures de la vie de Jésus a été présenté aux Etats-
Unis, suscitant des longues files d'attente, de nombreuses
protestations et toutes sortes de réactions, certaines parfois
cinglantes. "La Passion du Christ" - film que certains responsables
religieux  qualifient d'antisémite à cause de  sa présentation des
juifs - a été projeté le mercredi des Cendres (le 25 février),
dépassant tous les records d'affluence pour une production à thème
religieux. (ENI-04-0082\F)


Chi fosse interessato alla redazione di un documento teologico
interconfessionale e inter-religioso di protesta contro l'uscita in
Italia del film "The Passion" e contestualmente - per i cristiani -
alla richiesta di sbattezzarsi presso la parrocchia cattolica
d'infanzia, è pregato di contattare il fondatore di Ecumenici,
scrivendo a ecumenici@... Grazie.
Maurizio Benazzi


Chi desidera ricevere la newsletter è invitato a contattare il
fondatore della ML: al momento circola infatti fuori dal circuito di
Yahoo.

#107 Da: "ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mar 20 Gen 2004 8:20 pm
Oggetto: Per la libertà di pensiero, di coscienza e di religione in Italia e in Francia!
mauriziobenazzi
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Le newsletter di "Ecumenici" e "Nuovi orientamenti ecumenici" si riservano di contattare nei prossimi giorni le associazioni per la difesa dei diritti umani e della manifestazione del pensiero religioso e politico, per fornire loro informazioni urgenti : il presente invito è rivolto anche ad Associazioni qui non iscritte.

I membri  delle Mailing List che non gradissero rendere noto il proprio indirizzo elettronico a tali Associazioni sono invitati a espletare le formalità di disdetta di adesione entro i prossimi due giorni. Li ringraziamo in ogni caso per averci seguito fin qui.

Grazie poi a tutti per la collaborazione che vorrete riservarci in un prossimo futuro.

Osserviamo che la protesta delle comunità islamiche, che qui riportiamo, si inserisce nel quadro delle nostre argomentazioni circa il rispetto della libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Auguriamo all´UCOII ogni successo nelle loro iniziative.

Un cordiale saluto non violento a tutt*

Maurizio Benazzi

 

---------------------------------------------

UCOII

Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia

 

Lettera ai centri ed alle associazioni islamiche

Questione Hijab

 

cari fratelli e sorelle,

 Ø³Ù„ام عليكم ورحمة الله ...

         ci sono momenti in cui tacere e non reagire equivale a negare la propria dignità di uomini e di credenti.

Quello che sta per succedere in Francia a danno delle nostre sorelle, le nostre figlie che portano l´hijab è un fatto di assoluta gravità che non può non destare il nostro sdegno e la nostra conseguente protesta civile.

Il tre febbraio è previsto il voto parlamentare di un provvedimento di legge che proibirà alle nostre sorelle di frequentare la scuola pubblica portando l´hijab.

Dietro l´affermazione di voler tutelare i valori laici della scuola e delle istituzioni c´è in realtà la volontà di voler imporre a tutti quanti, ed in particolare ai musulmani (le musulmane nella fattispecie), il laicismo di Stato che nulla a che fare con il concetto di laicità.

Nell´accezione contemporanea, quasi unanimemente intesa in Occidente, la laicità è l´imparzialità, l´equidistanza degli Stati da ogni forma religiosa.

Lo Stato laico tutela credenti e non credenti ponendosi come garante della libertà religiosa dei suoi cittadini vigilando al contempo affinché nessuna forma dottrinale prevarichi il diritto comune e la libertà di coscienza.

In tal forma esso si assume la responsabilità e l´onere di gestire lo spazio pubblico, sia esso scolastico, sanitario, giudiziario e ovunque si espleta una funzione istituzionale, in modo tale che l´appartenenza o la non appartenenza ad una comunità religiosa non determini discriminazioni, esclusioni, violenze.

In buona sostanza lo Stato deve garantire la sua laicità ma non può imporre il laicismo ai cittadini.

Erede diretta di una mentalità coloniale la Francia di Stasi e Chirac non vuole accettare la realtà conseguente al suo passato: la presenza di oltre cinque milioni di musulmani sul suo territorio, la metà dei quali cittadini francesi a pieno titolo.

Le motivazioni addotte dalla commissione Stasi e dal presidente Chirac a sostegno della necessità di un provvedimento legislativo che vieti formalmente quelle che sono state definite "manifestazioni di ostentazione religiosa" nella scuola e nella funzione pubblica sono del tutto pretestuose, confuse e denotano dell´incapacità di comprendere nel tessuto culturale della nazione una parte consistente dei suoi cittadini.

Anche dal punto di vista formale equiparare l´hijab a una sorta di simbolo religioso è del tutto scorretto. Esso infatti fa parte del culto liberamente scelto e praticato dalle musulmane in ottemperanza ai precetti divini: vietarlo configura una gravissima limitazione della libertà religiosa sancite nella Dichiarazione Universale dei diritti dell´Uomo che la Francia ha sottoscritto e che, tra l´altro recita:

ARTICOLO 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesioni del suo onore e della sua reputazione.

Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

ARTICOLO 18

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione (...)

e la libertà di manifestare isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

ARTICOLO 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione

Se si giungesse ad impedire con la forza alle nostre sorelle in Francia di recarsi a scuola con l´hijab sarebbe la più brutale aggressione alla libertà religiosa mai perpetrata in Occidente dopo le tragedie della seconda guerra mondiale.

Un siffatto provvedimento costituirebbe una reale diminuzione dei diritti civili e, ben lungi da produrre quella maggiore integrazione sostenuta da alcuni, si risolverebbe in una sostanziale discriminazione della comunità islamica in un paese dell´Unione Europea.

Cari fratelli e sorelle,

in tutta Europa la comunità islamica si sta mobilitando per far sentire la sua voce affinché una legge ingiusta e liberticida come quella in progetto non venga mai approvata, e in questa mobilitazione non siamo soli.

Sono con noi milioni di uomini e donne che hanno a cuore la giustizia e la libertà, religiosi e veri laici che vedono chiaramente la logica discriminatoria di un tale provvedimento. Uomini e donne che come noi sanno che la libertà di culto e il rispetto dello Stato verso l´identità religiosa e culturale dei cittadini è uno dei cardini del diritto democratico.

E´ quindi necessario attivarci in ogni maniera lecita e pacifica per dimostrare il nostro disagio e la nostra contrarietà.

Alcune iniziative locali con sit-in di protesta davanti sedi consolari della Repubblica francese in Italia.hanno già avuto luogo anche in Italia sabato 17 e altre sono in programma per sabato 24.

     E´ stata proposta una grande manifestazione nazionale a Roma nei pressi dell´ambasciata francese, in concomitanza con una giornata europea di protesta.

Vi invitiamo inoltre a organizzare ovunque sia possibile attività di comunicazione esterna (conferenze, dibattiti, tende in piazza e quant´altro la vostra creatività e capacità vi suggeriranno)

per informazioni tecniche (autorizzazioni, modalità di svolgimento) e problematiche varie che potessero insorgere contattate

telefono 337656045 . 3472580070, 3356450000,

fax 0731817658, 0183764735, 0461609679 email: hijab_liberta@...

 


#106 Da: "ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Lun 19 Gen 2004 11:51 am
Oggetto: . Censurato
mauriziobenazzi
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#105 Da: "ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Sab 17 Gen 2004 4:16 pm
Oggetto: Preghiera per i nostri censori (di messaggi e di indirizzi elettronici)
mauriziobenazzi
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Numero unico ridotto per questa settimana: sabato prossimo appariranno solo la preghiera e la posta ricevuta.

 

 

La nostra protesta, che è ad oltranza, si fonderà comunque sulla preghiera: fateci sapere quale sono le Vostre eventuali iniziative di solidarietà non violenta contro la censura, che subiamo qui ormai quotidianamente. Grazie.

Maurizio

 

PS: il travaso delle e-mail su Yahoo France proseguirà comunque anche nei prossimi giorni!

 

 

Salmo della settimana nr. 105 – Tratto dalle losungen

 

Celebrate il SIGNORE, invocate il suo nome;

fate conoscere i suoi prodigi tra i popoli.

 

Cantate e salmeggiate a lui,

meditate su tutte le sue meraviglie

 

Esultate per il suo santo nome;

gioisca il cuore di quanti cercano il SIGNORE!

 

Cercate il SIGNORE e la sua forza,

cercate sempre il suo volto!

 

Ricordatevi dei prodigi fatti da lui,

dei suoi miracoli e dei giudizi della sua bocca,

 

voi, figli d'Abraamo, suo servo,

discendenza di Giacobbe, suoi eletti!

 

Egli, il SIGNORE, è il nostro Dio;

i suoi giudizi si estendono su tutta la terra.

 

Egli si ricorda per sempre del suo patto,

della parola da lui data per mille generazioni,

 

del patto che fece con Abraamo,

del giuramento che fece a Isacco,

 

che confermò a Giacobbe come uno statuto,

a Israele come un patto eterno,

 

dicendo: «Ti darò il paese di Canaan

come vostra eredità».

 

Non erano allora che poca gente,

pochissimi e stranieri nel paese,

 

e andavano da una nazione all'altra,

da un regno a un altro popolo.

 

Egli non permise che alcuno li opprimesse;

per amor loro castigò dei re,

 

dicendo: «Non toccate i miei unti

e non fate alcun male ai miei profeti».

 

Poi chiamò la carestia nel paese

e fece mancare il pane che li sostentava.

 

Mandò davanti a loro un uomo,

Giuseppe, che fu venduto come schiavo.

 

Gli legarono i piedi con ceppi;

fu oppresso con catene di ferro,

 

finché si avverò quanto aveva predetto,

e la parola del SIGNORE gli rese giustizia.

 

Il re lo fece slegare,

il dominatore di popoli lo liberò;

 

lo stabilì signore della sua casa

e governatore di tutti i suoi beni,

 

per istruire i prìncipi secondo il suo giudizio

e insegnare ai suoi anziani la sapienza.

 

Allora Israele venne in Egitto,

e Giacobbe soggiornò nel paese di Cam.

 

Dio moltiplicò grandemente il suo popolo,

e lo rese più potente dei suoi avversari.

 

Poi mutò il cuore di questi; essi odiarono il suo popolo

e tramarono inganni contro i suoi servi.

 

Egli mandò Mosè, suo servo,

e Aaronne, che aveva scelto.

 

Essi operarono in mezzo a loro i miracoli da lui ordinati,

fecero dei prodigi nella terra di Cam.

 

Mandò le tenebre e si fece buio,

eppure non osservarono le sue parole.

 

Cambiò le acque in sangue

e fece morire i loro pesci.

 

La terra brulicò di rane,

fin nelle camere dei loro re.

 

Egli parlò, e vennero mosche velenose

e zanzare in tutto il loro territorio.

 

Mandò loro grandine invece di pioggia,

fiamme di fuoco sul loro paese.

 

Colpì le loro vigne e i loro fichi

e spezzò gli alberi del loro territorio.

 

Egli parlò e vennero cavallette e bruchi innumerevoli,

 

che divorarono tutta l'erba del paese

e mangiarono il frutto della loro terra.

 

Poi colpì tutti i primogeniti nel loro paese,

le primizie del loro vigore.

 

E fece uscire gli Israeliti con argento e oro,

e nessuno vacillò nelle sue tribù.

 

Gli Egiziani si rallegrarono della loro partenza,

perché erano presi da terrore a causa loro.

 

Egli distese una nuvola per ripararli

e accese un fuoco per illuminarli di notte.

 

A loro richiesta fece venire delle quaglie

e li saziò con il pane del cielo.

 

Aprì la roccia e ne scaturirono acque:

esse scorrevano come fiume nel deserto.

 

Egli si ricordò della sua santa parola

e anche d'Abraamo, suo servo.

 

Fece uscire il suo popolo con letizia,

e i suoi eletti con grida di gioia.

 

Diede loro le terre delle nazioni

ed essi ereditarono il frutto della fatica dei popoli,

 

perché osservassero i suoi statuti

e ubbidissero alle sue leggi.

Alleluia.

 

 

 

Posta ricevuta

 

 

 

Maurizio ma cosa succede alla tue liste???

 

Di quali abusi stai parlando? Forse ho perduto qualche email..

 

Un abbraccio sincero!

 

Loredana Morandi

 

Ci censurano i messaggi su Yahoo Italia (esattamente su "Nuovi orientamenti ecumenici"), nel senso che non li recapitano: vedi ad es. l'articolo su Bobbio mai recapitato a molti…. Per questo ho avviato il trasferimento degli indirizzi elettronici anche sulla ML di G.B. e Irlanda (114 iscritti attualmente) e Francia (299 iscritti ad oggi). In quest'ultimo caso però (supereremo presto i 400, con le nuove adesioni) molte decine di essi non ricevo i messaggi... non risultano nemmeno sull'elenco degli iscritti, sebbene il numero generale di adesione ne tenga conto. Una sorta di "dispersi" nel sito web di Yahoo.

 

…Stiamo a vedere.

 

Spero tutto ok per te.

Ciao

Maurizio

 

 

Sono interessato a continuare a ricevere le newsletter. Mi dispiace per gli abusi. Spero che riprendiate presto.

 

don Michele D’Agomi

 

 

 

Vorrei informazioni sul vostro movimento. Francesco.

Potreste rispondermi al mio indirizzo: francescocasarola@...

 

 

Abbiamo ricevuto tutti i messaggi tranne “Addio, caro senatore Bobbio”

ornif@...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


#104 Da: "Maurizio Benazzi" <ecumenici@...>
Data: Sab 17 Gen 2004 9:51 am
Oggetto: Chiusi per protesta contro gli abusi di Yahoo France e Italia
mauriziobenazzi
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Quando si sarà regolarizzata la situazione della gestione iscritti
delle ML di Yahoo questa newsletter riprenderà a uscire
regolarmente... troppi sono gli abusi che registriamo ai nostri danni.

Questo è un servizio gratuito in favore dell'ecumenismo della gente e
non un'attività da censurare!

Maurizio Benazzi

#102 Da: "Maurizio Benazzi" <ecumenici@...>
Data: Lun 12 Gen 2004 7:16 pm
Oggetto: Conferma della ricezione del messaggio inviato pochi minuti or sono.
mauriziobenazzi
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Con questo messaggio chiediamo la conferma della ricezione del
messaggio avente come oggetto "richieste urgenti", inoltrato pochi
minuti or sono.

Stando ad una prima verifica, molte persone non lo avrebbero ricevuto
pur essendo ancora qui iscritti; il passaggio sui siti di Francia e
Gran Bretagna non è stato infatti ancora ultimato.

Vi chiediamo pertanto di collaborare inviandoci un breve messaggio di
riscontro della ricezione. Grazie a tutt*

#101 Da: "ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Lun 12 Gen 2004 6:56 pm
Oggetto: Richieste urgenti
mauriziobenazzi
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Dal sito ufficiale del Comune di Milano leggiamo il seguente comunicato stampa, senza ulteriori dettagli:

 

Bollettino dei redditi dei Consiglieri comunali


Giovanni Marra - Presidenza del Consiglio

Consiglio Comunale


09/10/2003




Domani, venerdì 10 ottobre, dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle ore 14,30 alle ore 17,00 a Palazzo Marino (presso la segreteria del presidente del Consiglio comunale, Giovanni Marra, 2° piano, stanza n° 13) verrà distribuito il

BOLLETTINO DEI REDDITI DEI CONSIGLIERI COMUNALI
(REDDITI DELL'ANNO 2001, dICHIARAZIONI DEL 2002)

 

 

Chiediamo a coloro che sono in possesso dei dati di diffonderli, inoltrandoceli a mezzo e-mail. Verranno resi noti pubblicamente nei prossimi giorni se possibile con l’indicazione delle assenze ai lavori di Consiglio e Commissioni. Ringraziamo per la collaborazione anche chi vorrà trasmetterci quelli percepiti dai dipendenti ATM di Milano, secondo mansioni ricoperte e scale di anzianità maturate… oltre agli arretrati mai riscossi.

Utile sarebbe inoltre conoscere anche il bilancio societario.

 

Riteniamo in tal modo di fornire un quadro meno sommario della complessa questione sullo sciopero di oggi.

 

 

--------------------------------------------

 

 

 

Precisazione

 

Nel tentativo di offrire un piccolo contributo alla chiarificazione della nostra linea di fondo in tema di non violenza precisiamo che talune posizioni emerse nel corso dell’assemblea “Forum contro la guerra” di Milano non rispecchiamo il contenuto del nostro manifesto.  Ce ne dissociamo apertamente laddove si ritiene che vi siano “guerre giustificabili” o “politicamente accettabili”; la stessa convinzione è stata espressa del resto nei giorni scorsi all’amico Fabio Q., per le sue ipotesi espresse su altra Mailing List, avente un sostanziale o identico contenuto. E molto tempo prima ancora nei confronti di deputate/i dei DS, che sui media nazionali, avevano sostenuto in passato le ragioni di taluni interventi armati… Chiediamo inoltre alle organizzazioni cattoliche aderenti a quel Forum di esprimersi anch’esse e senza equivoci su questo aspetto, non irrilevante pare per gli organizzatori. Sapremo con precisione - quanto meno - con chi possiamo collaborare, senza riserva alcuna…

 

Ovviamente non c’è nessuna posizione censoria nei confronti di chiunque, ma solo il dovere etico della trasparenza, al fine di non ingenerare equivoci di fondo. Chi scrive considera “figli di Dio” anche il/i nemico/i…

 

 

M.B.

 

 

 

 

 

 


#100 Da: "ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Dom 11 Gen 2004 7:36 pm
Oggetto: Cambiamento del manifesto della ML
mauriziobenazzi
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Anche per venire incontro ad una parte significativa degli orientamenti dei nostri lettori e lettrici, aderenti o simpatizzanti alla nuova formazione “Sinistra europea”, si ritiene di dover modificare il manifesto di questa ML, omettendo - già nelle prossime ore - il riferimento specifico ad “Aprile per la sinistra”. Auguriamo anche a questa forza politica il pieno e consapevole sviluppo delle tematiche della non violenza, auspicando forma attive di collaborazione proprio in questa direzione, nel solo interesse dell’Europa e della pace, fondata sulla giustizia.

 

 

---------------------------------------------------------------------------

 

 

Su “ecumenici” in http://www.topica.com/lists/ecumenici/ è stato pubblicato un interessante articolo in inglese di controinformazione americana sui crimini contro l’umanità.

 

 

La guerra segreta dell’indonesia

 

Fonte: The New York Times
Traduzione a cura di Fabio Quattrocchi

 

3 Gennaio 2003 - La guerriglia nella provincia Indonesiana di Aceh dura da piu' di 25 anni, ma e' stata "seppellita". In Maggio, il governo ha rotto le trattative di pace, ha dichiarato la legge marziale e inviato 40,000 truppe. Da allora, l'Aceh e' stata chiusa al mondo esterno. I giornalisti stranieri, i gruppi a difesa dei diritti umani e i diplomatici non possono accedervi. Per mesi, il governo ha cacciato anche gruppi come l'Unicef e il World Food Program, che forniscono assistenza ai civili. I giornalisti Indonesiani possono andare in Aceh, ma le pressioni politiche e le intimidazioni militari gli hanno impedito di pubblicare qualcosa in piu' delle posizioni ufficiali. I gruppi locali a difesa dei diritti umani, colpiti dai militari, si nascondono.

Le autorita' Indonesiane affermano di aver chiuso l'accesso agli stranieri per la loro stessa sicurezza. Infatti, in passato, alcuni sono stati rapiti dai guerriglieri. Ma i pericoli presenti in Aceh vengono in gran parte dall'esercito e dalla polizia paramilitare. Anche quando numerosi osservatori erano presenti, la provincia era teatro di scontri e uccisioni, con un omicidio o un sequestro di persona al giorno. L'80-90% di quei crimini e' stato commesso dalle forze del governo. Crimini minori erano anche diffusi, dato che i soldati integravano il loro salario basso con saccheggi ed estorsioni.

Oggi le truppe governative in Aceh godono di maggiori poteri e senza alcun controllo sostanziale. In alcuni casi, hanno commesso crimini brutali nella guerra a Timor Est nel 1999. Un generale e' stato condannato alla prigione per crimini di guerra ma, misteriosamente, e' in Aceh. Prima del blackout di notizie, le agenzie umanitarie hanno denunciato che centinaia di scuole sono state bruciate. Nessuno sa da chi, e non c'e' stata alcun indagine. In Ottobre e Novembre, Human Rights Watch ha intervistato 85 rifugiati Acehnesi arrivati in Malaysia. I rifugiati non sono un campione rappresentativo delle popolazione Acehnese, ma tutti affermavano di essere stati vittima o testimone di abusi da parte delle truppe.

Alcune autorita' Indonesiane negano gli abusi. ma un ex ministro della difesa, adesso ambasciatore, ha sostenuto che le truppe semplicemente non possono essere controllate in questa guerra. Il governo di Jakarta pensa chiaramente di avere poche ragioni per tentare di farlo. La guerra in Aceh e' enormemente popolare tra gli Indonesiani, che considerano la perdita di Timor Est come una umiliazione nazionale. Aceh ha petrolio e gas, e il governo ne ha bisogno.

A Washington, il Dipartimento di Stato ha pubblicamente criticato il comportamento dell'Indonesia in Aceh e ha detto che la guerra non puo' essere vinta militarmente e va affrontata con i negoziati. Ma l'amministrazione Bush non vuole offendere uno dei partner nella guerra al terrorismo, cosi' e' stata riluttante a fare pressioni che conterebbero realmente: ad esempio protestando per l'uso delle armi Americane, come gli F-16, in Aceh, e rendendo il rispetto dei diritti umani una delle condizioni da rispettare per ricevere gli aiuti che gli USA forniscono, come le armi per la polizia e l'addestramento militare.

Secondo Human Rights Watch, la politica dell'amministrazione per fermare le atrocita' in Aceh non solo e' fallimentare e non fa pressioni per timore di offendere un partner, ma e' ben peggiore. Quando alcuni Achenesi hanno accusato la ESSO di complicita' nelle atrocita' dell'esercito Indonesiano in Aceh, l'amministrazione ha chiesto al tribunale Americano presso cui si stava svolgendo il processo di non procedere perche' l'azione legale avrebbe potuto scoraggiare la cooperazione di Jakarta nel combattere il terrorismo. Cio' manda un messaggio terribile: fin quando il governo Indonesiano aiuta a proteggere gli Americani dalla violenza arbitraria, e' libero di imporre violenza arbitraria ai suoi stessi cittadini.

Il comportamento abusivo danneggia la causa di Jakarta. Il separatismo Acehnese inizio' per ottenere autonomia economica e politica. Ma adesso la guerra non riguarda piu' quei temi, ma la brutalita' dell'esercito, motivo per il quale gli Acehnesi appoggiano la guerriglia o vi si uniscono. Le misure per controllare il comportamento delle truppe, proteggere i civili e permettere agli osservatori di entrare in Aceh non hanno forti sostenitori a Jakarta; ma sono cruciali per persuadere gli Acehnesi ad abbandonare il separatismo e la guerriglia, e negoziare un accordo che mantenga la provincia all'interno dell'Indonesia.

 

Articoli correlati sempre a cura di Fabio:
Indonesia: Liberta' di informazione in pericolo in Aceh
http://ecquologia.it/sito/pag574.map?action=single&field.joined.id=23429&field.joined.singleid=23659
Indonesia: Bush chiede l'abbandono di un processo contro la ESSO
http://ecquologia.it/sito/pag574.map?action=single&field.joined.id=23429&field.joined.singleid=23492


#99 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Sab 10 Gen 2004 7:18 pm
Oggetto: Addio caro senatore Bobbio: noi la ricordiamo così...
mauriziobenazzi
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Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze

(Politica e cultura, 1955)

 

(Da LA STAMPA del 17/9/2002)

Il problema centrale del mondo contemporaneo è il riconoscimento dei diritti umani.
Da Kant discende la convinzione che l´importanza attribuita alla dignità umana è il segno del progresso morale di una società


Il brano che pubblichiamo in questa pagina è una sintesi della bella introduzione che la studiosa Teresa Chataway ha scritto per l´edizione inglese dell´Autobiografia di Bobbio, che esce in questi giorni per i tipi della casa editrice Polity, con un suggestivo titolo: A Political Life, traduzione firmata da Allan Cameron. L´editore Laterza ha pubblicato l´Autobiografia di Norberto Bobbio (a cura di Alberto Papuzzi) nel maggio del 1997. Il volume venne presentato alla Fiera del Libro di Torino. L´introduzione della Chataway presenta il filosofo al pubblico inglese e ne spiega l´importanza proprio alla luce del contesto britannico e della cultura inglese. L´Autobiografia è già stata edita in Spagna (dall´editore Santillana Taurus), in Grecia (da Ekkremes), in Portogallo (da Bizancio) e in Brasile (da Campus). Altri libri di Bobbio sono già tradotti in inglese.

" (…) Bobbio sostiene che il riconoscimento e la tutela dei diritti umani, che sono la conditio sine qua non per la sopravvivenza della democrazia, sono il problema centrale del mondo contemporaneo. Da Kant discende la sua idea secondo la quale l'importanza attribuita alla dignità umana è un segno premonitore del progresso morale della società.

La teoria dei diritti di Bobbio s'ispira inoltre al Rousseau del Contratto sociale, nonché a Hobbes, Locke e altri giusnaturalisti.
Secondo Bobbio i diritti naturali sono diritti "storici", nati in momenti diversi e soggetti a trasformazioni ed espansioni.

Dopo la seconda guerra mondiale la teoria dei diritti umani si è evoluta principalmente in due direzioni: l'universalità e la moltiplicazione.

Nel diritto internazionale l'universalità è considerata il punto di partenza per trasformare il diritto tradizionale "delle genti" in diritto "individuale".
Potenzialmente questa trasformazione riconosce all'individuo la facoltà di mettere in discussione il proprio Stato per qualsiasi questione riguardante i propri diritti. In teoria ogni individuo è cittadino non soltanto di un solo Stato ma anche del mondo. La moltiplicazione dei diritti umani viene vista come un fenomeno sociale.

Questa analisi spiega l'origine dei diritti, i rapporti con la società nonché il nesso fra il mutamento sociale e la comparsa di nuovi diritti. Il classico diritto alla libertà si è esteso ai diritti politici, sociali e di altro tipo, con il fine ultimo di difendere i tre valori fondamentali della società: la vita, la libertà e la sicurezza economica.

Per Bobbio questa estensione dei diritti umani fornisce una prova storica della compatibilità fra socialismo e liberalismo.
Egli sostiene ottimisticamente che oggi più che in passato viviamo e lavoriamo in un universo di "valori condivisi", quelli della democrazia liberale, intesi come "regole del gioco" della convivenza democratica.

Queste regole presuppongono il riconoscimento dei diritti umani e puntano ad eliminare l'uso della forza nella risoluzione dei conflitti sociali.

Se ci soffermiamo ad osservare la lotta per i diritti in una prospettiva storica, noteremo che via via ci sono stati diversi fronti e tre controparti fondamentali: il potere religioso (la Chiesa), il potere politico (le guerre di conquista) e il potere economico (il capitalismo).

Oggi le minacce per la vita, la libertà e la sicurezza arrivano dal potere scientifico e dalle sue molteplici applicazioni tecniche.

Le società moderne sono caratterizzate dal progresso rapido e irreversibile e dalla trasformazione tecnologica e tecnocratica su scala globale.

Di conseguenza, sia nel dibattito all'interno degli stati che in quello internazionale si affacciano nuovi diritti, che Bobbio chiama "di terza e quarta generazione".


In sintesi, Bobbio colloca il nesso fra diritti, democrazia e pace alla base della convivenza democratica fra gli stati e dell'ulteriore democratizzazione internazionale. (…) ".

Teresa Chataway

 


#98 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Gio 8 Gen 2004 8:16 pm
Oggetto: Quel genio di Levinas!
mauriziobenazzi
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Informiamo che alla data odierna sono tornati visibili tutti gli indirizzi elettronici su Yahoo France e che la ML è visibile anche nella directory di Topica.com, dopo oltre un mese di “oscuramento”. Vi terremo informati, se ce lo consentiranno…

 

------------------------------------------------

 

 

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze

(Deuteronomio 6,5)

 

Amare Dio con tutto il cuore, con tutto l’intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come te stesso, è molto di più di tutti gli olocausti e i sacrifici

(Marco 12,33)

 

 

 

L’amore di Dio non può invecchiare; cancella la colpa e la maledizione. Lavora anche oggi alla nuova creazione. E’ nascosto nelle tenebre

Della nostra anima e della nostra storia. Ma non è completamente nascosto per quelli che sono afferrati dalla sua realtà. “Non lo vedete?” dice il profeta. Non lo vediamo?...

(Paul Tillich, teologo socialista)

 

 

 

Quel genio di Levinas…

 

Per le strade di Atene e Gerusalemme


Orme di vita IL SOBRIO EBRAISMO LITUANO dell'infanzia, l'adesione entusiastica alle impalpabili atmosfere di Strasburgo. Quindi Parigi, la guerra, la prigionia, la shoà. E poi gli incontri. Con Blanchot e Jean Wahl, Husserl e Heidegger. Per Jaca Book, «La vita e la traccia», l'attesa biografia di Emmanuel Lévinas firmata da Salomon Malka
Traiettorie parallele La filosofia e l'ebraismo come luoghi fondativi di un pensiero che voleva resuscitare il religioso nel cuore del filosofico
Tutti i nomi degli uomini Un'insonne e incessante ricerca dell'Altro. Volto e nome proprio di un'etica che Lévinas viveva come turbamento e passione


OTTAVIO DI GRAZIA
Emmanuel Lévinas muore a Parigi il 25 dicembre 1995, giorno in cui i cristiani celebrano il Natale e gli ebrei terminano Chanukkah, la festa delle luci. Venne sepolto al cimitero di Pantin, in un grigio mattino, battuto dal vento e dalla pioggia. Una folla raccolta di amici, colleghi, discepoli, curiosi dava l'addio a uno dei più grandi filosofi del secolo appena trascorso. Quel giorno Jacques Derrida pronunciò l'orazione funebre con la voce rotta dall'emozione che il vento quasi copriva. Un mattino d'inverno che rendeva più duro l'addio. «Alla vita di Lévinas poteva ormai seguire la traccia».

Ed è quello che ha fatto Salomon Malka (scrittore, giornalista, allievo di Lévinas) con questo libro cui ha consacrato cinque anni di ricerca - Emmanuel Lévinas. La vita e la traccia, Jaca Book, Milano 2003, pp. 302, euro 24,00 - che ci accompagna, con una minuziosa ricostruzione, attraverso i sentieri, le tappe di una vita e di un'opera che hanno segnato la storia del mondo contemporaneo.

Si tratta dell'attesa biografia di un filosofo che non ha cessato e non cesserà di interrogarci e di scuotere il nostro modo di pensare, le nostre certezze, le nostre sicurezze.

Non si può separare un cammino di pensiero dal volto che lo ha incarnato, né si possono separare i libri dai luoghi, dalle relazioni, dagli incontri che ne hanno segnato la maturazione, la difficile composizione.

La vita e la traccia, dunque. «Ma di cosa è fatta una vita filosofica? A cosa assomiglia la vita di un filosofo?». Le domande di Malka non hanno a che fare con una banale curiosità biografica. Del resto nessuna biografia può dirsi completa. Anch'essa sarà condizionata dalla nostra interpretazione. Una vita può essere disponibile, a portata di mano. E' di tutti e di nessuno. Certo, può essere ripercorsa ma mai catturata nelle maglie di un sistema biografico che curva una intera esistenza e la piega alle nostre necessità. Così è dell'opera di una vita. Anche i libri sono a portata di mano, ma se non se ne vuole fare degli oggetti spenti e opachi vanno tenuti aperti, continuamente interrogati per proseguire un cammino avviato da una voce che seppure spenta, continua a parlarci.

Volti, voci, luoghi. Rue Michel-Ange a Parigi, la casa di Lévinas. Comincia qui il lungo viaggio di Malka. Comincia nell'intimità familiare fatta di cose semplici, da un accoglienza sull'uscio della porta dell'appartamento dei Lévinas. Il filosofo con l'abito stropicciato e la moglie «un po' ripiegata su se stessa».

Accoglienza fatta di parole semplici, dirette, di una gentilezza innata accompagnata da un sorriso.

L'indagine di Malka comincia dai luoghi che hanno visto nascere il filosofo francese.

La prima tappa è nella sua città natale: Kaunas (o Kovno), in Lituania dove il filosofo nasce il 30 dicembre 1905. In famiglia si parla il russo. La sua infanzia è immediatamente intrisa di valori religiosi. La sua è infatti una famiglia praticante, si reca in sinagoga, mangia kasher, si rispetta lo Shabbat, si celebrano le feste ebraiche. «E' un ambiente religioso senza eccessi, inserito nella tradizione lituana, dove la vita quotidiana è scandita dalle usanze ebraiche». L'ebraismo lituano dominato dalla gigantesca figura del Gaon di Vilna si è sempre caratterizzato per la sua sobrietà e per una rigorosa interpretazione della tradizione religiosa che i fratelli Lévinas ricevono grazie a un precettore
ebreo a domicilio. Il padre libraio trasmette il suo amore per i libri. La grande cultura russa non poteva lasciare indifferente Lévinas che, infatti, vi attinge a piene mani.

Nel 1923 Lévinas giunge a Strasburgo, città dalle impalpabili atmosfere, città di confine, sospesa tra due mondi: quello francese e quello tedesco. Per il giovane lituano si tratta di un ambiente meraviglioso in cui potersi adattare al suo esilio che sarà quello definitivo. Studia filosofia, si laurea nel 1927. Cominciano gli incontri che segneranno la sua vita: quello con Maurice Blanchot innanzitutto.

La scena filosofica francese era, allora, dominata da un notevole fermento e aperta a diverse correnti e influenze. L'eredità del XIX secolo con il positivismo di Auguste Comte o l'epistemologia di Cournot pesano ancora. Ma da un lato le scienze umane rivendicano tutto il loro peso e dall'altro la religione, la spiritualità ritornano ad essere un campo di riflessione teorica e di ricerca storica. Le prime traduzioni dell'opera di Freud; la sociologia con la rivoluzione metodologica proposta da Durkheim; la linguistica di De Sussurre, l'etnologia di Mauss; l'effetto dell'opera di Bergson, di Maritain o di Etienne Gilson partecipano a quel rimescolamento dei saperi che formano lo sfondo di un momento decisivo della cultura europea.

Ma ben presto Lévinas va oltre. Tra l'estate del 1928 e l'inverno 1928-29 si reca a Friburgo in Brisgovia, in Germania. Intende studiare con Husserl e incontra Heidegger. Sono incontri cruciali con due giganti del pensiero che segneranno profondamente il cammino di pensiero di Lévinas. Infatti tutta la riflessione filosofica successiva porterà i segni di questi due grandi maestri a cui si aggiungerà la ripresa in profondità del pensiero ebraico. Sarà proprio il giovane studioso a far conoscere in Francia Husserl e la fenomenologia. E a Husserl dedica il suo primo libro La teoria dell'intuizione nella fenomenologia di Husserl.

Il rapporto con Heidegger sarà segnato per sempre dalla sua adesione al nazismo.

Divenuto cittadino francese, nel 1932 torna in Lituania per sposare Raissa Levi, la figlia dei suoi vicini, la compagna di una vita. Finalmente Parigi, la nascita dei figli, il lavoro all'Ecole Normale Israelite Orientale, la guerra, la prigionia, la Shoah, i seminari di Davos, quelli di Lovanio, le strade di Tel Aviv e quelle di Gerusalemme, fino, ormai più che cinquantenne, alla Sorbona.

I difficili rapporti con la scrittura, le insicurezze, la solitudine in cui maturava autentici capolavori tra l'indifferenza generale fino alla tardiva consacrazione, sono altrettante tappe di una vita.

Malka annoda i fili di un'esistenza (il rapporto con i figli, con gli allievi), le amicizie (Blanchot e Jean Wahl), il duro apprendimento talmudico con un misterioso e affascinante maestro, Chouchani, gli influssi di Rosenzweig, i dialoghi con Ricoeur, Derrida e Giovanni Paolo II.

Ma la sua è stata anche un'esistenza filosofica. Emmanuel Lévinas ha parlato la lingua della filosofia e, da questo punto di vista, deve essere considerato uno dei maggiori pensatori del XX secolo. Ma ha anche parlato quella della tradizione del suo popolo. Da quest'altro punto di vista è un testimone dell'ebraismo contemporaneo. Egli non si è mai considerato un talmudista, ma è stato un grande lettore del Talmud, una vera guida per un'iniziazione ai testi della tradizione ebraica.

Del resto, pur non amando sentirsi definire un filosofo
ebreo, pur insistendo sul fatto che faceva essenzialmente filosofia, non si può non riconoscere questo intreccio. Non Atene contro Gerusalemme, ma Atene e Gerusalemme sono i luoghi fondativi della sua proposta filosofica.

Nel corso degli anni, accanto alla riflessione filosofica, porterà avanti un'attività di «talmudista della domenica» che verrà consegnata in scritti «confessionali» di notevole spessore e suggestione.

Non c'è opera filosofica - da Dell'evasione del 1935 a Totalità e infinito del 1961 (che lo consacra), fino a Altrimenti che essere o al di là dell'essenza del 1974 e a Dio che viene all'idea del 1982 (per citare solo alcuni titoli di una ricerca magistrale) - che non indichi un rimando alla tradizione ebraica. Tuttavia mai come in Lévinas i due tragitti sono pensati in maniera rigorosamente autonoma.

«L'opera di Lévinas si è radicata lentamente. Ci ha messo del tempo». Perché? Per la lingua difficile? Per la singolarità della sua scrittura, per il suo impatto, per la sua fascinazione che provoca al tempo stesso la consapevolezza di trovarsi di fronte a un pensiero cui è difficile attenersi?


Mettere il volto al centro della sua filosofia, descrivere l'irruzione dell'etica, che Lévinas riteneva essere la filosofia prima, come un turbamento, uno sconvolgimento, una passione, «resuscitare il religioso nel cuore del filosofico, tracciare una nuova via nel profondo del giudaismo», non poteva che disturbare producendo molte caricature e semplificazioni.

Si può forse caratterizzare l'itinerario filosofico di Lévinas come un'insonne ricerca dell'Altro, che - volto e nome proprio - è sempre innanzitutto l'uomo. L'Altro, l'interrogante che si svela, contemporaneamente nella sua distanza e nella sua prossimità. Questo risuona nelle potenti architetture del suo pensiero come nel suo scabro argomentare. Del resto la nozione dell'umano nella Torah precede la differenza. La relazione interumana viene prima di tutto.

Da questo punto di vista il pensiero di Lévinas rinvia al capitolo del libro della Genesi (4, 26) dove si dice: «Solo allora si comincerà a invocare il nome dell'Eterno». Siamo dopo la morte di Caino. Caino ha dato vita a Chet e Chet a Enoc. Il passo si trova dopo la nascita di Enoc, il cui significato in ebraico è, appunto, «umano».

Lungi dal poter essere chiusa in un sistema quest'opera si presta a una lettura infinita, mai definibile. Sempre aperta.

Che ne è dell'opera di una vita? Dei successi, degli insuccessi, dei rimorsi, delle cose solo abbozzate? Lévinas amava un passo di Rashi sulla rotture delle tavole della legge in cui è prescritto a Mosè di conservare nel Santuario i frammenti delle prime accanto alle seconde, come se mancasse qualcosa alle seconde senza la «rottura» delle prime. Lévinas ha scritto molto. Quello che non ha desiderato dire non l'ha detto.

L'opera ha una coerenza. La vita anche. L'una e l'altra bastano a se stesse. Il suo pensiero si rivela inabitabile perché è un pensiero in cui non c'è un'ultima parola, dove niente è definitivo, nulla è stabile, che non lascia alcuna quiete. Un'opera che semplicemente testimonia le infinite risorse del pensare. Per continuare a pensare.

 

 

Tratto da “Il Manifesto” del 6 gennaio 2004; di Levinas si è occupato anche QOL

 

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L’adesione di Ecumenici al  FORUM CONTRO LA GUERRA:

 

Il primo incontro nazionale di tutti gli aderenti all’appello si terrà domenica 11 gennaio 2004 a Milano, dalle ore 11.00 alle 16.00, nel salone dell'ANPI (via Pietro Mascagni, 6 - Metro SAN BABILA - linea rossa).

 

 

Il testo dell’appello coi primi firmatari si trova sul sito: www.forumcontrolaguerra.org

 

 

Per adesioni e comunicazioni : adesioni@...

 

Tutte le informazioni relative alle iniziative del Forum verranno rese note sul sito e comunicate direttamente agli aderenti all’indirizzo di posta elettronica che essi ci segnaleranno con la loro adesione. Si raccomanda pertanto la massima precisione nella comunicazione del proprio recapito di posta elettronica

 

Forum contro la guerra

 

 

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Posta ricevuta:

 

Messaggio di Natale del Consiglio Ecumenico delle Chiese, riportato a suo tempo da Ecumenici, nel messaggio ricevuto

….. (con testo in francese)

 

Cari amici e fratelli, in questa newsletter, citando tutti  credenti che ripudiano l'aggressione all'Iraq, avete omesso i cattolici. Domando se lo avete fatto di proposito o per una svista, visto che mi pare che, a parte alcuni limitati settori reazionari legati alla destra italiana, anche il mondo cattolico ha detto un NO convinto e unanime alla guerra.

Fraterni saluti.

Lorenzo Feltrin

Caro Lorenzo,

i cattolici (di “noi siamo chiesa”) sono molto spesso anche i redattori di questa newsletter, vincono i nostri piccoli premi di critica, ma ad essere sinceri - molto spesso - non riscontriamo la stessa reciprocità di interesse, salvo che su Yahoo.it, dove alcune ML amiche ci offrono un piccolo spazio, di tanto in tanto, per rendere noto il nostro manifesto. Non è così però per ad. es. le riviste come Tempi di fraternità o Adista, di cui siamo abbonati paganti. Potrei dire di più… all’appello contro la guerra di Milano (che riportiamo in questo numero) non figura nemmeno un protestante: eppure Ecumenici ha sottoscritto appena ne ha avuto informazione. Come mai? Possibile che non figuriamo fra i primi firmatari?

Se mi permette vi è da domandarsi – tornando alla sua domanda - per quale ragioni le gerarchie cattoliche non partecipano ancora al Consiglio Ecumenico delle Chiese, se non in veste di osservatori. Lei conosce le motivazioni ecclesiologiche e teologiche? Lo sa che  si reputano ancora la chiesa e non una delle chiese, in comunione con le altre?  Questo francamente è sconvolgente ‘per un cristiano.

Le preannuncio con gioia comunque che ci saranno nuove collaborazioni a questa newsletter: molto interessanti.

Tanti auguri Lorenzo

 

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Tratta dalla ML France Catholique

 

 

M. Maurizio Benazzi,

  Je vous réponds dans le même sens que M. Gérard Gautin : "Désolé sans moi bien que j'approuve votre "NON" à la guerre".

J'aime beaucoup M. Dietrich Bonhoeffer. Mais j'aimerais que vous me donniez les références : le titre du livre d'où est tiré la citation, l'éditeur, l'année d'édition et la page. car je ne connais pas ce passage et j'aimerais pour répondre pleinement connaître le contexte de ce passage.

Parce qu'à ma première lecture cela m'a fait réagir. Voici ma réaction immédiate :

  "L'obéissance sait ce qui est bien, et l'accomplit." Depuis quand l'obéissance sait ce qui est bien?

  L'obéissance ne s'inscrit pas dans la vision de la notion du bien ou du mal.
Car c'est l'autre qui dicte mon faire et mon agir dans son "ordre d'action". Et de ce fait c'est l'autre qui est censé savoir ce qui est bien ou mal. C'est pourquoi il ne faut pas avoir une attitude servile ou aveugle, face à cette obéissance. Car notre conscience doit intervenir. Lui a aussi la notion du bien et du mal puisque éduquer par notre acquis et éclairer par l'Esprit-Saint. L'obéissance ne se fait que si nous somme à l'écoute de notre conscience et donc de l'Esprit-Saint et qui nous permet d'accomplirl "ordre d'action". Par conséquent l'obéissance ne s'inscrit que dans un cadre de double écoute : de l'autre (le donneur d'ordre) et de ma conscience (le jugement) ce qui influe sur ma liberté.

De plus, je ne suis peut-être qu'un idiot du village mais peut-on me dire ce que cela signifie : "ML" (Mouvement de Libération ?). Ma lanterne pourra s'éclairer.

Bernard.

 

 

 

Egregio signor Bernard David,

voi potete consultare questo testo di una casa editrice cattolica, da dove è tratta la citazione: Dietrich Bonhoeffer, “Libertà di vivere”, Gribaudi Editore, maggio 2001, pagina 20; la riflessione è intitolata “Libertà”.

Le rispondo sempre con le parole di Bonhoeffer indicate nello stesso testo, alla pagina 16: Essere cristiano non significa essere religioso in una certa maniera, fare qualcosa di se stessi in base a qualche metodo, ma significa essere uomo. L’elemento cristiano non è qualcosa che va al di là dell’elemento umano, ma vuol essere proprio in mezzo a ciò che è umano.
L’elemento cristiano non è fine a se stesso, ma consiste nel fatto che l’uomo può e deve vivere da uomo davanti a Dio. Il campo d’azione del cristiano è nel mondo. Qui egli deve darsi da fare, collaborare e operare, qui compiere la volontà di Dio. Perciò il cristiano non è un pessimista rassegnato ma una persona che nel mondo è lieta e serena….

So che in Francia certe sigle (poco importa se inglesi o di altra lingua) sono un po’ sconsigliate ma ML, in internet, significa semplicemente Mailing List. Nonostante sia un cultore della lingua e cultura francese, accetto gli usi e le convenzioni prevalenti ormai anche in Italia.

Cordialità.

Maurizio Benazzi

 

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Cari Amici,

vorrei rispondere a Massimo Niro, rispetto al suo sconforto politico. Io sono comunista, e vi leggo con attenzione. Quello che proprio non capisco è perchè brave persone come Massimo non prendono in considerazione anche il PRC come possibile partito a cui aderire. Un partito che ha lottato con tutte le sue forze in condizioni difficili, mantenendo grande rispetto per il Movimento dei Movimenti e un rapporto di parità con tutti. E' un partito marxista, ma di questi tempi non è proprio un difetto. E' il partito che ha difeso la Costituzione Repubblicana e l'antifascismo, la resistenza e le libertà di tutti. Ci battiamo in ogni Consiglio Comunale e nella società, carceri incluse, per il rispetto della legalità e dei diritti umani.

Perchè metterci alla pari degli altri, o non considerarci ?

Quanto a Padre Balducci, che ho sempre letto e apprezzato, spero che facciate presto quella sintesi ragionata dei suoi scritti.

Credo ce ne sia veramente bisogno, insieme a quelli di David Maria Turoldo.

Vi ringrazio per l'attenzione, e vi auguro Buone Feste.

Tasselli Gianni

 

Caro Gianni,

è molto interessante l’intervento che verrà pubblicato a gennaio: saresti così cortese da spiegarmi personalmente  (e se lo ritieni anche pubblicamente) la “svolta” sulla non violenza del segretario Bertinotti? E’ condivisa all’interno del partito? Mi sembra oggettivamente uno snodo politico cruciale per capire il nuovo PRC…

Se troviamo qualche collaboratore che si presta alla lettura ragionata di alcuni testi degli autori proposti, troverai certamente delle schede o qualcosa di simile.

Credo che nessun lettore o lettrice metta in discussione la valenza politica positiva del PRC anche in questo frangente storico: se lo fa ha sbagliato semplicemente ML. Capita. C’è semmai libertà di “spaziare”, oltre le ideologie (che loro stesse si evolvono), per la ricerca di punti di riferimento per l’attuazione della Pace, della Giustizia e della salvaguardia del creato. Concretamente nell’oggi.

Poi ovviamente ognuno è libero di fare le scelte partitiche o anche di non voto che ritiene opportuno fare…

Questo è il bello della democrazia: l’ultima parola spetta comunque alla singola persona nel segreto dell’urna.

Un caro augurio di buone feste anche a te

Maurizio

 

 

Caro Maurizio,

ti ringrazio per la risposta che mi hai dato.

Venendo alla domanda, su PRC e non-violenza, ti posso rispondere che è davvero una scelta strategica, calata dall'esperienza del movimento dei movimenti. D'altronde Genova 2001 ha ancora oggi il significato di fare rispettare la legalità anche dopo tutto quanto di illegittimo e illegale ha fatto il governo Berlusconi e Fini (che prima o poi dovrà rispondere della sua presenza nel comando centrale dei Carabinieri ).

Destra e centrosinistra hanno in comune una regressione totale verso forme autoritarie di politica. Gli esecutivi hanno poteri autocratici.

Solo proponendo il massimo decentramento del potere politico, e la difesa della divisione dei poteri, possiamo difendere la democrazia.

Il voto non basta.

Io credo nel principio di immanenza. Guardo la realtà e cambio la teoria. Questo è il significato della filosofia della prassi.

La scelta della non violenza per i comunisti non ha lo stesso significato dei teorici classici della stessa. Ma è scelta strategica perchè è la via legittimante della politica. Ma guarda che i comunisti lo hanno praticato dal dopoguerra in poi, anche se non ne avevano fatto scelta strategica. E sai perchè lo dico ? Perchè sono di Reggio Emilia.

Lo sai cos'è stata la Resistenza qui ? I fratelli Cervi, Don Pasquino Borghi, e prima gli uccisi nelle nostre campagne nel 1920.

E poi lo sai cosa sono state le Reggiane, nel '43 e nel '46 ? stragi su stragi. E poi i morti del luglio '60, vuoi vedere il diario all'interno della Direzione DC ? Nessuno ha pagato per quei crimini, e c'è ancora il segreto di Stato. E poi il terrorismo di tutti i colori, anni '70 e '80.

Quando parli con qualcuno qui, di sicuro ha alle spalle, tra i suoi parenti, una vittima, un perseguitato, una ferita.

Se davvero i comunisti avessero scelto strade di militarizzazione della politica, ne avrebbero avuta l'occasione, ti pare ?

Ma nella coscienza di un popolo si vede bene quanto è strategica una scelta.

Noi abbiamo rifondato un partito comunista perchè vogliamo interpretare politicamente quella coscienza.

Vi auguro un sereno 2004, e che la pace torni per tutti, anche per l'Iraq.

Gianni

 

Ho sentito in queste ultime ore di giovedì 8 gennaio 2004 che il segretario Bertinotti ha in serbo importanti cambiamenti politici e organizzativi per l’imminente futuro… forse le nostre strade si incrociano già nel breve termine. Grazie della risposta Gianni.

 

 

 


#97 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mar 6 Gen 2004 7:55 am
Oggetto: L'UCOII ci informa... e altro ancora
mauriziobenazzi
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In questo numero:

  • Comunicato stampa UCOII dal Convegno Nazionale di Bellaria
  • Reazioni islamiche al manifesto di “Ecumenici”
  • L’appello dei socialisti francesi sottoscritto da “Ecumenici” nella scorsa settimana, per il sostegno di una pace giusta e duratura in Medio Oriente

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UCOII

 

Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia

 

 

XXXIII CONVEGNO NAZIONALE

 

 

 

 

    Con un lusinghiero successo di pubblico si è oggi concluso, presso il Centro Congressi Europeo di Bellaria, la lunga kermesse del XXXIII Convegno Islamico in Italia.

 

    L'appuntamento di Bellaria, infatti, è il culmine di un percorso che ha visto l'UCOII a Firenze, a Catania, a Cagliari, a Padova, a Torino, a Brescia, incontrarsi con le diverse comunità presenti nel paese.

Convegno "itinerante", così come è stato definito, per essere più vicini ai fratelli e alle sorelle nella specificità della realtà geografica italiana. Anche quella culturale è stata una specificità di cui l'UCOII si è fatta carico, organizzando i diversi appuntamenti tenendo conto della varietà linguistica: Firenze in italiano, Brescia anche in Urdu e Bengalese, e ovunque dove l'arabo era la lingua dominante servizi di traduzione sono stati approntanti in maniera che tutti quanti potessero seguire i lavori. A Marina di Massa, inoltre, nei giorni a cavallo tra Natale e S. Stefano i giovani del G.M.I (Giovani Musulmani d'Italia), organizzazione aderente all'UCOII, avevano tenuto il loro incontro annuale con la partecipazione di oltre 350 ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia.

    A Bellaria i 700 e oltre partecipanti hanno visto l'alternarsi sul palco di relatori e personalità di spicco della politica e della società civile italiana. Tra i relatori di assoluto rilievo l'ingegner Mohamed Mursi, leader del gruppo informale di deputati legati ai Fratelli Musulmani all'assemblea parlamentare egiziana, il prof. Abdel Hamid Albilali, dell'Università di Kuwait City e il dott. Abu Jarra Sultani, vice Presidente del Parlamento della Repubblica algerina. Di assoluto rilievo la parte pubblica, svoltasi nella giornata di ieri, durante la quale è stata data comunicazione dei numerosissimi messaggi di saluto al Convegno e di auguri di buon anno rivolti all'UCOII, inviati, tra l'altro, dalla Presidenza della Repubblica, dagli ex-Presidenti Scalfaro e Cossiga, dal Presidente del Consiglio Berlusconi, e dagli ex-Presidenti Massimo D'Alema e Lamberto Dini.

 

    Altri messaggi sono venuti da esponenti del governo. On. Pisanu, Ministro degli Interni, On. Frattini, Ministro degli Esteri, On. Martino, Ministro della difesa, On. Giovanardi, Ministro dei rapporti con il Parlamento, On. Mazzella, Ministro delle Funzione Pubblica.

 

Il Ministro per l'attuazione del programma on.Claudio Scajola, ha inviato una lettera nella quale si trovano chiarissime espressioni di riconoscimento del lavoro svolto dall'UCOII e sulla sua rappresentatività nel panorama islamico in Italia. Scrive Scajola: "L'articolato programma d'incontri, predisposti per i prossimi giorni in molte città italiane, testimonia l'elevato livello di presenza territoriale e la consolidata capacità organizzativa raggiunti, con impegno e dedizione, in questi ultimi anni, dall' UCOII, a salvaguardia del culto islamico professato nel nostro Paese."

 

 

    Simili espressioni anche nei lunghi messaggi inviati dal Segretario dei DS, Piero Fassino, dal Segretario Nazionale dei Comunisti Italiani, On. Oliviero Diliberto e dal Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani. Il segretario DS scrive tra l'altro: "Ci sentiamo impegnati nelle istituzioni e nel paese a promuovere una più larga consapevolezza sulla realtà dell'Islam in Italia e riteniamo maturo un accordo giuridico tra lo Stato Italiano e le Comunità Islamiche , volto a garantire a queste ultime attività di culto e di organizzazione".

 

 

    Dal canto suo il segretario della maggiore organizzazione sindacale italiana, rivolgendosi al presidente Dachan scrive: "Le siamo grati perché l'Islam viene da voi vissuto come espressione di dialogo e non come contrapposizione frontale alle altre manifestazioni culturali e religiose, permettendo così di introiettare il vostro messaggio di pace come parte insostituibile della società italiana e momento arricchente la stessa democrazia".

 

 

    Importanti il messaggio di saluto del Vescovo Vicario di Roma, Mons. Fisichella, Rettore della Pontificia Università Lateranense e del Presidente della Caritas Italiana, Mons. Franco Montenegro, di Daniela Carboni responsabile delle relazioni esterne e istituzionali di Amnesty International e Stefano Pratesi coordinatore "Mondo religioso" della stessa organizzazione, dei Prefetti D'Ascenzio e Lepri del Dipartimento libertà civili del Ministero degli Interni, del Prefetto di Rimini, Dr. Bruno d'Alfonso, del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale del Corpo d'Armata Guido Bellini, della Presidente della RAI, Dott.ssa Lucia Annunziata e del Professor Stefano Allievi.

 

    Particolarmente grato il saluto di Flavio Lotti a nome della Tavola della Pace di Perugia che ha inviato parole che hanno suscitato l'applauso dei convenuti. Scrive Lotti: "voglio inviare a tutti i partecipanti i miei più vivi e sinceri sentimenti di vicinanza(.) ringraziarvi per la vostra partecipazione alle attività della Tavola della Pace e, in particolare, alla Marcia per la Pace Perugia-Assisi (.) il mondo è attraversato da conflitti e problemi sempre più gravi. Mentre cadono alcuni muri altri vengono costruiti. Non solo in Terra Santa ma anche qui da noi dove la propaganda e la disinformazione alimenta paure e tensioni. Contro tutto questo allarmante razzismo vogliamo continuare a ribellarci convinti come siamo che il ruolo della società civile e degli uomini e donne di fede sia molto ampio".

 

    Altri parlamentari ed esponenti della politica si sono presentati al palco dell'UCOII, tra questi l'On. Bulgarelli del Gruppo dei Verdi alla Camera, il Prof. Gianni Long, Presidente della Federazione Chiese Evangeliche Italiane, segno di un vièppiù intenso rapporto di collaborazione con quest'importante minoranza religiosa del Paese, Francesco Giovannelli in rappresentanza della Comunità di Sant'Egidio, Dott. Carlo Ciccioli, della Direzione Nazionale di AN, accompagnato dai dottori Zinni e Fidanza, presidente Nazionale Azione Giovani, l'Architetto Nedo Pivi, della Sezione Riminese Italia dei Valori. La CGIL era presente con il Dott. Mohamed Al Hasani, Segretario Regionale della Federazione dei Lavoratori del settore Agroalimentare, accompagnato dal Dott. Sarelli della direzione nazionale. Tutti gli intervenuti, con diverse sfumature a partire dal diverso background politico e culturale, hanno insistito sulla necessità di una più stretta relazione tra la comunità islamica, la società politica, le istituzioni, i movimenti sociali e religiosi. Hanno inoltre dichiarato la loro disponibilità a farsi interpreti nelle diverse istanze di riferimento delle necessità e delle aspirazioni dei musulmani, rimovendo gli ostacoli frapposti al pieno godimento dei loro diritti. Il Ministro per le Politiche Agricole e Forestali Gianni Alemanno, il cui possibile arrivo era stata annunciato in mattinata, ha inviato infine, tramite i suoi compagni di partito una lettera autografa nella quale si dice tra l'altro: "Considero di fondamentale importanza la vostra opera, svolta alla concreta integrazione delle comunità islamiche nel nostro Paese, a dispetto di quei pochi che vorrebbero innescare dinamiche di irriducibile contrapposizione".

 

 

    A tutti loro hanno significativamente risposto tre esponenti musulmani: il gia citato Dott. Mursi, il Prof. Gabriele Mandel, Khalifa della Confraternita Sufi Jerrahi Halweti ed il Dott. Ali Abu Shwaime, in rappresentanza della Federazione delle Organizzazioni Islamiche Europee (FIOE).

 

    Nel pomeriggio con l'intervento di Abu Jarra Sultani il convegno ha approfondito ulteriormente le tematiche generali. In seguito con la presenza di un gruppo folcloristico palestinese, il pensiero di tutti i convenuti è andato a quella terra benedetta e sofferente, sui bisogni umanitari della cui popolazione ha parlato, chiedendo il sostegno dei musulmani a favore degli orfani, delle vedove e dei senza tetto, il Presidente dell'Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Arch. Dott. Mohamed Hannoun.

    L'assemblea ha espresso il suo profondo e sentito cordoglio per il disastro umano e materiale causato dal terremoto in Iran. I cuori si sono rivolti all'Altissimo, Colui che mitiga le pene, affinché allevi le pene dei sopravvissuti e dia loro la forza della fede per sopportare e ricostruire.

    In conclusione della giornata, il Direttivo dell'UCOII si è presentato sul palco parlando delle problematiche della comunità e dell'Unione, della necessità di una maggiore relazione tra il centro e la periferia, di un maggiore impegno di tutti quanti, singoli ed associazioni, nella tutela del bene comune e dei diritti dei musulmani. Più volte ricorrente nella giornata la situazione venutasi a determinare in Francia con le recenti prese di posizione governative in merito al hijab, in merito alla quale è stata espressa la civile determinazione dei musulmani d'Italia ad opporsi ad ogni prevaricazione e ad ogni appiattimento. Il diritto di professare la propria religione e di esporne liberamente i segni è conquista civile acquisita della cultura europea. Nessun estremismo laicista è accettabile in quanto conculca diritti di libertà e di espressione che sono il senso stesso della democrazia.

 

    A questo proposito l'UCOII  ha proposto all'Assemblea e proporrà poi alle associazioni islamiche di tutto il paese un programma di mobilitazione e di civile opposizione che si esternerà con sit-in davanti all'ambasciata francese in Italia e alle sue rappresentanze consolari.

 

    Oggi giornata conclusiva con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato tutti i relatori che si sono succeduti nel corso del convegno, il presidente dell'A.C.E.I (Associazione per la Cultura e l'Educazione Islamica in Italia) Boubaker Gueddouda e il presidente Mohamed Nour Dachan, con le raccomandazioni generali e il ringraziamento all'Altissimo per il lavoro svolto nella speranza che sia da Lui accettato e ricompensato.

 

 

Bellaria, 5 Gennaio 2004

 

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I messaggi che seguono sono apparsi sulla ML del BULLETIN D'INFORMATION SUR L'ALGÉRIE (Commission socialiste de solidarité internazionale) di Ginevra a seguito della pubblicazione del manifesto di “Ecumenici”. Ci sembra una interessante testimonianza del “sentire” da parte di alcuni lettori/lettrici in questo momento. E’ francamente comprensibile lo stato d’animo: ci domandiamo infatti quale sarebbe la reazione cristiana di fronte a un diffuso atteggiamento dei mass media ostile… domandiamoci piuttosto chi detiene il potere informativo anche in Italia e quale sono gli interessi economici e militari in gioco.

 

 

Non à la guerre ,oui à la paix ,à la justice,et à la liberté :là au moin toutes les religions sont d accord ,et memes les athés sans foie mais avec principes de libertés égalité et fraternité;
            puis je savoir alors comment vous procedez pour la realisation ,et puis comment vous etes organisés: associations ?  . . .
je suis marocaine ,domaine d action et moyens assez reduits . association des droits de l Homme .prete à collaborer ds le meme sens .
j attends de vos nouvelles .que cette année 2004 soit une année de paix de justice et de libertés .

khouiti fatima khofa2@...

 

 

 

Pour la paix la justice et la liberté; il faut s'engager...


Cherie,
nous n’avons pas encore une Association  appellée  “Ecumenici” : nous sommmes simplement des personnes qui sont en dialogue; ça fait beaucoup de temps que nous sommes engagé dans cet projet laic.
Dans le mois de janvier 2004, par example, nous commenceron la lecture de la revelation coranique ensemble à la lecture des Losungen. Il faut tout d’abord s’écouter…
Moi je suis inscrit à Amnesty International en Italie mais quelque fois je pris mes distances p.e. sur la position de la Bolivie. Le president italien ou je ne sais pas qui, à fait une mauvaise impression sur la conaissance des mouvements dans ce pay là.
Moi je suis en socialiste qui n’est pas inscrit à aucun parti politique, sauf l’organisation italienne “Avril pour la gauche” de DS, car je crois dans l’alternative au system liberal.
J’attend ton engagement pour la justice et la liberté
Au revoir
Maurizio Benazzi
ecumenici@...

 

 

 

 

je suis musulman, de confession crois aux valeurs laiques sur le plan international. Pour ce qui est du reste pour l'instant j'observes quelle alternative pourrait on apporter au nations unis en manque de credibilité pour sa justice à deux vitesses.
A mon sens et cela ne conserne que moi;
La paix à besoin d'un solide et incorruptible allié, qui de part la justice et pas uniquement la force saurais en etre le garant.
Tache qu'aurais pus prendre le pantin sité ci-dessus. L'alternative serais peut etre dans une mis à l'ecart du corrupteur    

tarek hadj-moussa gdbleu2003@...

 

 

 

 

En reponse a vos reflexions sur la paix et le role des religions dans ce sens;j'aimerais contribuer a ce debat.
sur le plan pratique y'a pas d'egalite entre les hommes et par consequent les religions dont ils croient,c'est la force qui prime sur tout,la civilisation judeo-chretienne qui detient les moyens de cette force actuellement meprise les autres (islam et autres...).
les cas de cette segregation sont visible a l'oeil nu,le cas palestinien  est l'echantillon de cette inegalite.
alors cessez svp  ces debats surrealistes,la realite est vraiment tres dure.
amicalement.

djebbar djamel puma41@...

 

 

 

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LES SOCIALISTES POUR UNE PAIX JUSTE ET DURABLE

AU PROCHE-ORIENT

 

 

 

APPEL trans-courants de militants socialistes

 

soutenu par pierre joxe,  paul quiles

et de nombreux RESPONSABLES ET élus du Parti Socialiste

 

 

Socialistes profondément attachés aux idéaux de démocratie, de justice, de liberté, de laïcité, d'universalité des droits humains et des droits des peuples, nous décidons de nous exprimer publiquement.

 

Nous saluons l’Initiative de Genève qui rappelle le droit imprescriptible des Israéliens de vivre dans un état délimité par les frontières de 1967, et réaffirme celui des Palestiniens, imprescriptible, de pouvoir vivre dans un état viable en Palestine.

 

Nous soutenons toutes les bonnes volontés qui, à partir de cette initiative de paix, et d’autres, permettront d’aboutir à une solution juste et négociée du droit au retour des réfugiés palestiniens de 1948 et de 1967 et à une citoyenneté pleine et entière des Arabes palestiniens de nationalité israélienne (20 % des Israéliens).

 

Nous saluons le courage de ces Israéliens qui ont eu la détermination de poursuivre le dialogue avec leurs homologues palestiniens, tout aussi courageux. Ils rappellent avec conviction que l’avenir de l’Etat d’Israël et de la région passe par une solution politique négociée et non par une politique d’occupation brutale qui, en violation du droit, plonge tous les jours davantage la population palestinienne dans la misère, la détresse et le désespoir.

 

Soucieux que cette initiative de paix porte ses fruits, nous pensons qu’il est indispensable de réduire les facteurs de tensions entre les peuples palestinien et israélien. Or, la dégradation quotidienne des conditions de vie de la population palestinienne, ne peut que les aggraver.

 

Nous estimons, de plus, que la poursuite de la construction du mur de « sécurité », dont une récente résolution de l’Assemblée générale de l’Onu a ordonné le démantèlement, met en péril les initiatives de paix en cours. Le gouvernement d’Ariel Sharon, cependant, a décidé de braver cette décision onusienne.

 

C’est pourquoi nous appelons les responsables politiques français et l’Union Européenne à user de tous les moyens en leur pouvoir pour inciter le gouvernement israélien à respecter les droits de l’Homme, le droit international et les Conventions de Genève, à l’instar des démocraties dont l’Etat israélien se réclame.

 

Nous avons été un million, en France, à manifester contre l’intervention unilatérale américaine en Irak, menée sans mandat de l’Onu. Comment pourrions-nous ne pas dénoncer l’obstination du gouvernement israélien à défier la Communauté Internationale ?

 

Nous rappelons que nous condamnons avec la plus extrême vigueur l’antisémitisme, sous quelque forme, et dans quelque circonstance que ce soit, en France et dans le monde. (… /…)

 

Nous dénonçons les forces opposées à la paix, qu'elles soient au gouvernement, comme en Israël, ou dans l'opposition à l'Autorité palestinienne, comme en Palestine. Nous condamnons aussi avec la plus grande fermeté les attentats-suicide contre d’innocents civils israéliens.

 

Nous sommes solidaires de tous ceux qui, Israéliens et Palestiniens, militent avec détermination pour une paix juste basée sur le droit international.

 

Nous encourageons tous les socialistes qui se reconnaissent dans cet appel à le signer et à se mobiliser pour demander le respect, non négociable, du droit international par les autorités israéliennes, en vue d’une paix juste et durable au Proche-Orient.     http://www.paixjuste.fr.st/

 

 

 

 

 


#96 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Lun 5 Gen 2004 9:55 pm
Oggetto: Fra biometrie CEE e l'auspicabile legge sulla tortura in Italia
mauriziobenazzi
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Ecumenici

è un impegno di noi tutti per

per la Pace, la Giustizia e la salvaguardia del Creato

 

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…Il vero culto di Dio è nell’essere di aiuto all’uomo, sempre più libero dalle necessità, ma proprio per questo sempre più fragile e precario negli spazi dell’universo…

Ernesto Balducci

 

La pace è l’uomo e quest’uomo è mio fratello, il più povero di tutti i fratelli. La libertà è l’uomo e quest’uomo è mio fratello, il più schiavo di tutti i fratelli. La giustizia è l’uomo e quest’uomo è mio fratello: per un’idea non posso uccidere!

David Maria Turoldo

 

 

 

In questo numero:

  • Biometrie, controllo e identificazione digitale
  • Osservatorio parlamentare, a cura della newsletter di Antigone: proposta di legge per l’introduzione del reato di tortura
  • Notizie da Fabio Fabiocchi
  • Posta in arrivo (prima parte)

 

 

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BIOMETRIE, controllo e identificazione digitale

Tradotto da Statewatch di settembre 2003

 

Visti e permessi di soggiorno biometrici per le persone del terzo mondo entro il 2005. A seguire passaporti e carte d'identità biometriche per i cittadini europei Impronte digitali e immagine facciale obbligatorie Informazioni personali e dati da tenersi su database nazionali ed europei Riconoscimento che i poteri delle autorità di data protection non ce la fanno a reggere Nessuna garanzia che questi dati non siano a disposizione degli stati non europei (es: USA)

 

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La Commissione Europea ha prodotto due bozze di legge (25-09-03) per due insiemi di dati biometrici (impronti digitali e immagine faciale) per i visti e i permessi di soggiorno per i cittadini dei paesi del terzo mondo entro il 2005. I dati biometrici e le informazioni personali riguardanti i visti saranno catalogati su database nazionali ed europei e saranno accessibili tramite il Sistema Informativo dei Visti (VIS) e tramite il Sistema Informativo di Schengen (SIS II). In questa proposta di legge non è chiaro se i dati dei cittadini provenienti da paesi terzi devono essere tenuti anche sul SIS, anche se è evidente che ogni nazione creerà un proprio registro dei residenti negli stati UE che provengono da paesi terzi (in Germania c'è da lungo tempo una richiesta di compilare tale registro per cui la sua creazione sarà un dato di fatto). Quindi che questa stessa informazione sarà anche tenuta sul SIS è inevitabile.

 

Un'altra proposta e' quella di includere i dati biometrici e personali: "seguirà più tardi quest'anno anche una relazione sui documenti dei cittadini UE".

 

Tony Bunyan, editore di Statewatch, commenta:

"Queste sono l'ennesimo risultato della 'guerra al terrorismo' che dimostra che l'Europa, come l'America, è desiderosa di introdurre sistemi di controllo di massa, che hanno molto più a che vedere con il controllo politico e sociale che con la lotta al terrorismo.

Alla proposta della sorveglianza delle telecomunicazioni si aggiunge il controllo degli spostamenti di tutti i visitatori e dei cittadini dei paesi terzi, a seguire anche quelli dei cittadini UE.

Quanto tempo passerà prima che ci sarà una carta d'identità UE obbligatoria?

Tutti i dati saranno raccolti per tutta l'Europa sul SIS e sarà accessibile da decine di migliaia di pubblici ufficiali, quanto tempo passerà prima che tutti i dati biometrici raccolti peri i documenti verranno usati per altri motivi?

Per quanto riguarda la protezione dei dati, nessun nuovo potere dovrebbe raccogliere dati personali fino a che alle autorità nazionali sulla protezione dei dati gli siano dati poteri investigativi e finanziamenti; la stessa Commissione Europea sembra volenterosa a rafforzare la direttiva del 1995"

 

Le proposte della Commissione sono presentate esplicitamente come una risposta al "11 settembre 2001" per "migliorare la sicurezza dei documenti" in modo da "sorprendere le persone che cercano di falsificare i documenti per ottenere l'accesso al territorio UE".

La cosa straordinaria è che l'anno scorso l'Unione Europea ha adottato due ordinamenti (sui visti- 334/2002/EC e sui permessi di residenza- 1030/2002/EC) come risposta alla necessità di sicurezza, includendo anche l'introduzione di foto su tutti i documenti. E' stato lo scorso autunno quando Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo hanno dichiarato che cio' non bastava e che nei documenti dovevano essere inclusi anche i dati biometrici, questa proposta è stata subito spalleggiata dalla Germania. Questa proposta, portata avanti da questi quattro stati Europei, venne approvata a Veria, Grecia, al meeting non ufficiale dei Ministri di Giustizia e degli Affari Interni nel 28-29 marzo. Secondo il documento della commissione: "Il membro della commissione Vitorino si e' assunto l'impegno di presentare la proposta, e nello stesso momento ha enfatizzato che va intrapreso un approccio coerente per tutti i documenti da viaggio, inclusi i passaporti UE"

 

Il signor Vitorino ha esposto il punto di vista della maggior parte dei Governi UE e, come loro, hanno cercato una legittimazione della manovra di accogliere la richiesta degli USA che prevede che tutti i passaporti delle gente che raggiunge e vive in America abbiano dati biometrici entro ottobre 2004 - che non è affatto una mossa logica visto che molti dei cittadini UE non andranno mai in America ne vorranno farlo.

 

Il summit di Thessaloniki [vedi nostro dossier], sotto la presidenza greca, dal 19 al 20 giugno ha riconfermato l'approccio accordato al meeting non ufficiale dei Ministri di Giustizia e degli Affari Interni, e ha aggiunto che si dovrebbe cercare una "soluzione armonizzata" tra dati biometrici, documenti (passaporti, carte d'identità) e "sistemi d'informazione (VIS e SIS II)".

Il VIS sarà un sistema in cui e' compreso un Sistema Nazionale Informativo dei Visti (N-VIS) e un Sistema Centrale Informativo dei Visti (C-VIS). Le conclusioni del summit, come quelle del documento della Commissione , sono silenziosi sulla questione dei dati biometrici di tutti i residenti provenienti da paesi terzi, in particolare sul fatto se effettivamente saranno inseriti nel SIS II.

Cio' che è veramente deplorevole di queste due proposte è che i due gruppi che saranno oggetti per primi alle conseguenze di tali decreti sono i cittadini provenienti da paesi terzi che in quanto immigrati necessitano visti per entrare/visitare l'Europa. La maggior parte delle persone del terzo mondo - 135 paesi - necesitano di visti per entrare, mentre la "lista bianca" o paesi che possono accedere senza visti rimarra' invariata (ci sono 33 paesi su questa lista tra i quali USA, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Israele, Svizzera, Croazia, Corea del Sud, Singapore, Mexico e altri otto peasi Sud Americani).

 

Impronte digitali e immagini facciali

 

La Commissione propone che vengono presi due identificatori biometrici da ciascun individuo, una fotografia digitale come "immagine facciale" ed impronte digitali che verranno entrambe immagazzinate su di un chip privo di contatto all'interno di un documento. La raccolta delle "immagini facciali" sarà "obbligatoria" e a questa un secondo indentificatore biometrico sarà aggiunto: le impronte digitali.

La Commissione è consapevole che molta della tecnologia che serve per realizzare l'immagine facciale si sta ancora sviluppando, mentre le impronte digitali "sono il più utilizzato e sicuro mezzo di identificazione".

Le immagini facciali verranno utilizzate in due forme e ogni stato membro potrà scegliere. La tecnologia più semplice e' già accessibile; tramite questa un "quadro facciale ad alta risoluzione" potrà essere contenuto dentro il chip e sarà accessibile come una foto digitale ogni qualvolta le autorità la vogliono consultare, come ad esempio all'attraversamento di una frontiera. I sistemi più avanzati di "riconoscimento facciale" controlleranno che l'immagine all'interno del chip corrisponda con i dati personali nei grandi database centrali.

Il secondo mezzo di identificazione, le impronte digitali, "non dovrebbero essere lasciate a discrezione degli Stati Membri". Uno studio sulla fattibilità fatta dalla Commissione su il sistema del VIS raccomanda che dovrebbero essere presi tutti e dieci le impronte digitali. Ma siccome la capacita' del chip attualmente è limitata, saranno obbligatori solo due impronte (il limite di errore con solo due impronte è ovviamente molto più alto che con dieci).

 

La regolamentazione e l'impatto finanziario.

 

La Commissione ha proposto due nuove misure sotto forma di regolamentazione che verrà applicata, senza discrezione sull'applicazione, a tutti gli stati UE. La regolamentazione risultera' in questi termini:

"Si necessita l'uguaglianza, a livello europeo, della configurazione di tali documenti e i loro parametri di identificazione, cio' non lascia spazio alla discrezione dei singoli paesi membri, quindi tutti dovranno adeguarsi a tale normativa".

I dati biometrici saranno immessi su un "chip da 64k" lasciando un po' di spazio per "aggiungere dei dati alphametrici". La fretta con cui la Commissione ha preparato tale proposta diviene chiaro quando si va a vedere i costi: "il prezzo di tale microchip non è ancora noto" e sembra dipendere dalle richiesta di massa da parte di tutte e 25 i stati membri in modo da ridurre il costo. Inoltre è emerso che il sistema che registra solo un'impronta digitale è molto meno costoso di quello con piu' impronte. Si esigerà dagli individui di registrarsi e pagare (anche se questa "registrazione sara' obbligatoria") in modo che due immagini biometriche possono essere prese.

Questo è solo l'inizio dei costi: la creazione dei database nazionali, degli strumenti di registrazione, dei sistemi di controllo ai confini che sono altri costi ancora.

Inoltre come si potrà garantire la protezione dei dati sensibili quando il sistema attuale già non lo fa?

 

La Commissione si da molto da fare nel forzare la privacy e la protezione dei dati.

Le due normative proposte affermano che nessuna informazione sensibile dovrebbe essere salvata sui chip se non sono coperti da "queste normative, dall'Annex [??? n.d.t] tranne se sono menzionati riguardo a specifici documenti di viaggio". L'Annex non è stato ancora pubblicato e i documenti validi per l'espatrio potrebbero contenere anche altri dati personali.

Nonostante la Commissione afferma che i dati contenuti saranno protetti da una direttiva del 1995 della Comunità Europea, evidenzia però anche l'inadeguatezza di un regime di protezione dei dati a livello nazionale all'interno dell'UE. Queste autorità sono "prive di risorse" come dimostra il primo rapporto sulla Direttiva del 1995 (per produrre il primo rapporto ci hanno messo otto anni). La mancanza di risorse fa in modo che queste autorità non possono essere indipendenti e ci sono "preoccupazioni serie" sulla loro capacità di portare avanti i ruoli che gli sono stati assegnati.

In aggiunta a questo bisogna dire che i poteri investigativi delle autorità di protezione dei dati nazionali variano enormemente da stato in stato, come varia anche il budget che hanno a disposizione. Molti hanno poche risorse a disposizione per far rispettare il diritto della privacy, pochi hanno potere investigativo effettivo.

Inoltre si puo' aggiungere che la stessa UE ha già minato gli stessi principi che venivano espressi nel direttivo con l'accordo Europol-USA e con gli altri accordi UE-USA sulla cooperazione reciproca riguardo l'estradizione e sulla cooperazione giudiziaria - che potrebbe essere seguita dall'accesso dei dati personali per i passeggeri dei voli aerei.

 

Fonti:

 

Proposta della Commissione sulla regolamentazione dei documenti biometrici: COM(2003)558 (pdf) lista dei paesi UE che non richiedono permessi di soggiorno per entrare/visitare: Visa lists (pdf)

 

 

 

 

OSSERVATORIO PARLAMENTARE

a cura di Francesca D’Elia

Passo in avanti per la proposta di legge che introduce il reato di tortura

La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, in data 2 dicembre 2003, ha completato la definizione della proposta di legge che introduce l'articolo 613-bis del codice penale (Delitto di tortura) e che recepisce il trattato di New York firmato dal governo italiano il 10 dicembre 1984; la tortura, quindi, viene prevista come specifica fattispecie di reato. In base al testo approvato dalla commissione (composto da un unico articolo), il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, con violenze o minacce gravi, infligge ad una persona sottoposta alla sua autorità sofferenze fisiche o mentali per ottenere informazioni o confessioni su un atto compiuto da essa, o da terza persona sospettata, o per motivi di discriminazione razziale, politica, religiosa o sessuale, è punito con la reclusione da uno a dieci anni.

La pena è aumentata se ne deriva una lesione grave o gravissima, ed è raddoppiata se ne deriva la morte. Non può essere assicurata - aggiunge il secondo comma dello stesso articolo - l'immunità diplomatica a cittadini stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di tortura da un'autorità giudiziaria straniera o da un tribunale internazionale.         

E’ stata abbandonata la proposta del relatore (on. Mormino) tesa a distinguere, a livello di pena, i casi di tortura finalizzati ad ottenere, contro la libera volontà del soggetto, informazioni e confessioni ed i casi di tortura determinati da qualsiasi forma di discriminazione. Dunque, di fronte a condotte così gravi, si è mantenuta l'equiparazione di pena fra le due fattispecie previste dal testo, pena che deve essere adeguata alla gravità della condotta e delle conseguenze per l'effetto di tale reato, indipendentemente dai motivi che hanno determinato il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio ad avere comportamenti sempre inaccettabili o inammissibili e che, in uno Stato di diritto, debbono avere una adeguata sanzione penale.

Allo stato, il nuovo articolato è al parere delle Commissioni I, III e V (Affari costituzionali, Affari Esteri e Bilancio) e a breve potrebbe essere concluso l'iter referente della proposta per il successivo passaggio in Aula. I gruppi An, Lega e Ds si sono opposti ad una rapida approvazione del testo in sede di Commissione.

 

 

News di Fabio Fabiocchi

Gay/USA: Il Massachussetts dovrebbe garantire eguale accesso al matrimonio

25 Novembre 2003 - In seguito alla storica sentenza della Corte Suprema del Massachussetts che vieta le discriminazioni basate sul -l'orientamento sessuale nel matrimonio civile, il governo del Massachussetts non dovrebbe creare un'istituzione separata ed ineguale come quella delle "unioni civili" per le coppie omosessuali. I legislatori dello stato, dice Human Rights Watch, dovrebbero rispettare la sentenza emendando la legislazione statale sulle licenze di matrimonio per assicurare a tutti eguale accesso al matrimonio civile. La corte ha chiaramente affermato che i partner dello stesso sesso dovrebbero godere del diritto di sposarsi come le coppie eterosessuali. Ogni coppia dovrebbe essere libera di dimostrare il proprio amore e impegno reciproco attraverso il matrimonio. Lo stato non dovrebbe discriminare in quest'area profondamente individuale sulla base dell'identita' sessuale o dell'orientamento sessuale dei due partners.

Il 18 Novembre 2003, la corte ha ordinato che alle coppie gay e lesbiche siano garantiti pienamente i diritti del matrimonio civile. La corte ha dato al parlamento 6 mesi di tempo per emendare le leggi e conformarle alla sentenza. Da allora, diverse personalita' politiche dello stato - compreso il governatore Mitt Romney - hanno suggerito la creazione delle unioni civili per le coppie omosessuali. Queste unioni garantirebbero alcuni dei diritti del matrimonio, ma creerebbero un sistema separato ed ineguale che non rispetterebbe la sentenza della corte. Secondo HRW, la storia dimostra che separato non e' mai sinonimo di eguale; le unioni civili raramente offrono tutti gli stessi diritti del matrimonio. Esse inoltre stigmatizzano le relazioni omosessuali suggerendo che esse meritano solo un riconoscimento di seconda classe. HRW nota che le unioni civili costituiscono un passo avanti, ma spesso insufficiente. Esse non permettono il riconoscimento dell'unione all'estero come per il matrimonio. Non c'e' garanzia che le unioni civili offriranno eguaglianza in tuttigli aspetti  e i benefici del matrimonio. La soluzione piu' equa e semplice e' allargare lo status di matrimonio civile alle coppie dello stesso sesso, in modo da cancellare queste diseguaglianze con un colpo di penna.

Il governatore ha anche ipotizzato di emendare la costituzione statale del Massachussetts per definire il matrimonio come un'unione tra un uomo e una donna. Altri politici, compreso il presidente Bush, hanno avanzato la stessa ipotesi di emendamento per la costituzione federale. Le costituzioni, afferma HRW, dovrebbero proteggere le persone dai pregiudizi, non abbracciare l'ineguaglianza. I giudici del tribunale hanno distinto il matrimonio civile, definito come un'istituzione completamente laica, dalle pratiche matrimoniali o dalle credenze di gruppi religiosi. HRW afferma che le leggi civili sul matrimonio possono essere cambiate per cancellare le discriminazioni senza violare le prerogative delle religioni che possono decidere liberamente se ammettere o no le coppie omosessuali nel loro matrimonio.

"In quasi tutti i continenti, i governi si stanno muovendo per cancellare le discriminazioni contro le relazioni omosessuali, mentre negli USA alcuni legislatori cercano di incidere il loro pregiudizio nella roccia", ha detto il direttore esecutivo di HRW. Il mancato accesso ai diritti matrimoniali impone discriminazioni dannose alle coppie omosessuali che possono vedersi negati i benefici sanitari e occupazionali; le protezioni contro la violenza domestica; i diritti di successione; il diritto di adozione di bambini; il diritto di prendere decisioni per il partner malato o per il figlio del partner; il diritto di acquisire la cittadinanza nel caso che uno dei partner sia immigrato; e i diritti ai benefici fiscali e alle politiche assicurative. Cancellare le discriminazioni nell'accesso al matrimonio civile e' diventata una questione urgente in molti paesi. Il parlamento Olandese nel 2001 e quello Belga nel 2003 hanno esteso il matrimonio alle coppie dello stesso sesso. I tribunali nelle province Canadesi di Ontario e British Columbia hanno fatto lo stesso nel 2003; e il parlamento Canadese si sta muovendo per fare altrettanto in tutto il territorio del paese. Numerosi altri paesi riconoscono le unioni civili o partnership per omosessuali: Croazia, Danimarca, Finlandia, Germania, Ungheria, Islanda, Norvegia, Portogallo e Svezia. A livello nazionale, le relazioni omosessuali sono riconosciute limitatamente ad alcuni benefici matrimoniali in Brasile, Colombia, Costa Rica, Repubblica Ceca, Israele e Nuova Zelanda, tra gli altri. A livello locale, sono riconosciute in diverse giurisdizioni interne di Argentina, Australia, Brasile, Italia, Spagna, e Svizzera, cosi' come nello stato del Vermont negli USA. Per maggiori info sulla giurisprudenza mondiale riguardante l'orientamento sessuale: http://hrw.org/lgbt/jurisprudence.htm Fonte: Human Rights Watch; traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@...

 www.ecquologia.it 

 

USA: Bush apre la foresta Tongass alle operazioni di taglio, 120 mila ettari a rischio

24 Dicembre 2003 - L'amministrazione Bush ha annunciato che la Foresta Nazionale Tongass in Alaska sara' esentata dai regolamenti ambientali federali, adottati dall'amministrazione Clinton, che proibiscono la costruzione di strade e vietano gran parte delle attivita' economiche in 25 milioni di ettari di foresta presenti su tutto il territorio degli USA. Bush presenta la decisione come una necessita' per l'economia depressa dell'Alaska sud orientale. La verita' e' un'altra, scrive un editoriale del New York Times. Questo e' essenzialmente un regalo di natale al senatore Stevens (Repubblicano dell'Alaska) e al Governatore dell'Alaska Frank Murkowski, i quali hanno chiesto da tempo di riprendere le operazioni di taglio a raso che in passato hanno gia' distrutto gran parte dell'unica foresta temperata pluviale del paese dove sono presenti alberi centenari. Il Servizio Forestale si e' affrettato a precisare che la decisione permettera' il taglio di alberi in un'area di 120,000 ettari, o circa il 3% dei 3.8 milioni di ettari della foresta che sono protetti dal provvedimento clintoniano. Sebbene cio' sia tecnicamente vero, l'impatto ambientale sarebbe molto piu' grande e coinvolgerebbe 850,000 ettari. Prima di tutto perche' quei 120,000 ettari comprendono molti degli alberi piu' vecchi della foresta e i piu' importanti bacini idrici, oltre ad un'alta concentrazione di biodiversita': non e' esagerato dire che quegli ettari rappresentano il cuore biologico dell'area. E poi perche' questi ettari non sono concentrati in un'area sola, ma sono distribuiti in 50 diversi progetti di taglio, e le strade necessarie a raggiungerli violeranno un'area piu' vasta. Fonte: New York Times; traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@... www.ecquologia.it 

 

Norvegia: Le Isole Lofoten salve dallo sfruttamento petrolifero

15 Dicembre 2003 - Il governo Norvegese ha annunciato che non consentira' lo sviluppo petrolifero nelle acque intorno alle Isole Lofoten nonostante le richieste da parte delle compagnie petrolifere secondo le quali nella zona si troverebbero giacimenti del valore di 1 miliardo di dollari. Le pressioni esercitate da WWF, dai pescatori e dai tour operator negli ultimi 2 mesi, hanno costretto il governo a prendere questa decisione almeno fino al 2005. Il WWF si aspetta che nel 2005 il governo proteggera' le isole. Le acque intorno alle isole ospitano gli stock di merluzzo e aringa piu' grandi del mondo, sono luogo di ritrovo per i capodogli e le orche, le coste ospitano alcune delle piu' grandi colonie di uccelli marini in Europa, come il cormorano e la pulcinella di mare, e vi si trovano le barriere di corallo di acqua fredda piu' estese del pianeta, scoperte solo l'anno scorso. Le comunita' che vivono sulle isole sono quasi interamente dipendenti dalla pesca e dal turismo. Le compagnie petrolifere dovrebbero prendere nota della decisione, secondo il WWF. "Ci sono cose piu' importanti dei profitti petroliferi di breve termine. Non e' piu' accettabile cercare petrolio in aree biologicamente vulnerabili e importanti. Lo abbiamo visto accadere negli USA per il Rifugio Artico e lo vediamo nelle Lofoten" ha detto il direttore del WWF-Artico. Tuttavia il WWF e' deluso dalla decisione di permettere le trivellazioni esplorative a largo del Mar di Barets da parte della compagnia Italiana Agip sul giacimento petrolifero chiamato Goliath. L'area e' molto vicina alle maggiori colonie di uccelli marini e alle aree di riproduzione dei pesci. Il Mar di Barents e' ancora uno degli ultimi ecosistemi vasti, incontaminati e indisturbati rimasti in Europa.

Il governo Norvegese ha annunciato anche che allarghera' l'area marina protetta attorno alle isole Svalbard. L'area sotto protezione sara' estesa alle acque entro le 12 miglia nautiche dalla costa. Attualmente il parco arriva alle 4 miglia nautiche. Verranno quindi aggiunti alla zona protetta 40,000 km2 di acque, un'area estesa quasi quanto la Danimarca. In totale il parco comprendera' 74,000 km2 nei quali sara' vietata la pesca a strascico, lo sfruttamento petrolifero e minerario, e la caccia a tutti i mammiferi marini. All'inizio del 2003, il governo aveva annunciato la creazione di 5 nuove aree protette sulla terraferma dell'arcipelago, arrivando a coprire l'8 delle isole o 4,450 km2. Fonte: WWF Int.; FoE Int.; traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@... www.ecquologia.it 

 

Global: I disastri naturali sono costati 60 mld di $ nel 2003

10 Dicembre 2003 - I disastri naturali, gran parte dei quali legati alle condizioni metereologiche, nel 2003 sono costati al pianeta 60 miliardi di dollari, 5 miliardi in piu' dell'anno precedente. Le perdite economiche maggiori, afferma un rapporto dell'UNEP (United Nations Environment Programme), fanno parte di un trend preoccupante legato al cambiamento climatico. La forte ondata di caldo, a causa della quale molte piantagioni sono state perse in tutta Europa e 20,000 persone sono morte, e' stato il disastro piu' costoso con le sole perdite agricole stimate intorno ai 10 mld di dollari. Il secondo disastro piu' costoso sono state le inondazioni lungo i fiumi Huai e Yangtze in Cina tra Luglio e Settembre. Circa 650,000 appartamenti sono stati danneggiati con perdite stimate intorno agli 8 mld di dollari. Gli anni 90 e i primi anni del 21° secolo sono stati colpiti da disastri climatici estremi che saranno sempre piu' frequenti in futuro. Secondo il direttore esecutivo dell'UNEP, i paesi sviluppati hanno la responsabilita' di ridurre le loro emissioni e di aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi agli impatti del riscaldamento globale. Il protocollo di Kyoto non e' ancora entrato in vigore per le mancate ratifiche. Tuttavia, questo non puo' essere un alibi per non fare nulla e infatti molti paesi, industrie, autorita' locali e ONG stanno lavorando. Ci sono numerosi programmi in Europa, Nord America e Giappone per incoraggiare l'uso di energie rinnovabili, e promuovere l'efficienza energetica nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni. Fonte: UNEP; traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@... www.ecquologia.it 

 

 

 

 

 

Posta in arrivo

Si informa che un secondo gruppo di lettere verrà pubblicato nei prossimi giorni.

 

Son ben contento di partecipare a questo gruppo. Da anni mi occupo di nonviolenza e cerco, come diceva Capitini, di approfondirla quotidianamente nelle mie espressioni di vita. Sono un cristiano (non servono altre aggettivazioni: è già troppo impegnativa questa prima); sono anche un prete messo ai margini e non più reintegrato. Ho trascorso una vita da "desaparecido" (meno male che nel frattempo non vivevo in Argentina o nel medioevo italiano). Sono pronto a relazionarmi con chiunque voglia approfondire i miei percorsi di vita. A presto.
Pasquale Iannamorelli
SULMONA (AQ)

 

 

Caro Maurizio,

ti ringrazio per il lavoro che fai sulla lista; io faccio la ricercatrice sull'immigrazione, ma prima di tutto sono un'attivista dell'associazione Senzaconfine, che fu fondata da Eugenio Melandri nel 1989, ex missionario saveriano, all'inizio dell'interesse sull'immigrazione nel nostro paese, ai tempi dell'assassinio di Jerry Masslo nelle campagne di Villa Literno. L'associazione è poi stata guidata fino a qualche mese fa dal segretario Dino Frisullo, che purtroppo ci ha lasciato a giugno scorso. Anche DIno è sempre stato attivo sostenitore di proposte "ecumeniche" e non settarie a sinistra: qui a Roma, con Don Luigi Di Liegro, facevamo le battaglie insieme alla Caritas e ai centri sociali.

Purtroppo oggi la situazione è molto più frammentaria: ed è più difficile camminare insieme ai vari compagni di strada. Però sono convinta che oggi più che mai il dialogo sia la strada giusta per andare avanti e sperare di incidere anche in piccola parte su questo mondaccio.  Spero che presto ci potremo conoscere (se non mercoledì per l'Osservatorio, un'altra volta).

Un abbraccio

Alessia

 

 

Numerose sono state anche le richieste dall’Italia e dall’estero della tesi su Bonhoeffer: per ragioni di spazio si ritiene di non procedere alla pubblicazione delle relative richieste.

 

 

 

Carissime/i, scrivo per dare l'adesione all'iniziativa interreligiosa che si volgerà a Milano e in Israele il 22 dicembre. Sono stata contattata al telefono e non ricordo più il nome della persona che mi ha chiamato. Io sono Marinella Sanvito delle donne in nero di Milano, movimento impegnato da anni sulla questione della pace, specie per quanto riguarda la questione israelo-palestinese. Come già ho spiegato alla persona con cui ho parlato al telefono non potrò essere presente fisicamente al momento dela vostra marcia a Milano, ma ne ho parlato con le donne in nero milanesi e abbiamo deciso di partecipare alla proposta con un pensiero tutte quel giorno. Il gruppo comprende 20 donne. Allego la presentazione del movimento Donne in nero per cercare di raccontare il senso del nostro agire, auguro a tutte/i  pace, con affetto e gratitudine, Marinella Sanvito

Marinella Sanvito

Milano

 

 

"Dunque celebriamo la festa, non una festa profana, ma divina, non secondo le regole del mondo, ma secondo quelle al di sopra di questo mondo; non celebriamo una nostra festa, ma quella di colui che è nostro, o piuttosto, di colui che è nostro Signore.....E questo come avverrà? Non incoroniamo i vestiboli delle case con corone, non organizziamo danze, non adorniamo le strade, non pensiamo ad offrire banchetti ai nostri occhi o a incantare con i suoni il nostro udito.....Non infiacchiamoci con le vesti morbide e fluenti, il cui pregio maggiore è l'inutilità, con la trasparenza delle pietre preziose, con il luccichio dell'oro.....Non costruiamo tavole elevate proteggendo il nostro ventre sotto la tenda della mollezza. Non teniamo in gran conto il profumo dei vini, le ricercatezze della cucina.....Non diamoci da fare per superarci a vicenda in dissolutezza: infatti per me la dissolutezza è tutto ciò che è superfluo e inutile, mentre altri hanno fame e sono bisognosi, altri che sono nati dallo stesso fango e dalla stessa mescolanza nostra"

                                                    Gregorio Nazianzeno

Io ci credo ancora: un altro Natale è possibile!

A tutti voi un pensiero e un caro augurio di pace per queste feste.

 

Gianluca Alfieri

 

 

 

IRAQ: L'ASSOCIAZIONISMO E LA SOCIETA' CIVILE CONTRO L'OCCUPAZIONE
Inoltrata al Presidente della Camera la petizione popolare promossa dal Tavolo di solidarietà

E' stata consegnata agli uffici del Presidente della Camera dei Deputati la petizione popolare che richiede l'immediato ritiro dei militari italiani dall'Iraq.

La petizione, promossa dal Tavolo di solidarietà con le popolazioni dell'Iraq e corredata di decine di migliaia di firme di cittadini, ai sensi dell'art. 109 del Regolamento della Camera, dovrà essere sottoposta al vaglio della Commissione Esteri alla ripresa dei lavori parlamentari.

Oltre al ritiro del contingente, la petizione chiede la revoca della partecipazione italiana alla Coalition Provisional Authority, il ripristino della legalità internazionale con l'affidamento all'ONU della transizione e la formazione di un Governo iracheno legittimo, la promozione di iniziative umanitarie in coordinamento con le Agenzie delle Nazioni Unite, sino a che non sia stato formato un Governo iracheno legittimo.
Il nostro paese è a tutti gli effetti una "potenza occupante". I militari italiani, che agiscono senza alcun mandato ONU e quindi fuori dei limiti che la Costituzione italiana impone alle missioni fuori del territorio nazionale, sono esposti ogni giorno di più a pericoli gravissimi. La petizione riflette la crescente disapprovazione dell'opinione pubblica alla partecipazione italiana all'occupazione dell'Iraq e il Parlamento dovrà tenerne conto.

Roma, 22 dicembre 2003

TAVOLO DI SOLIDARIETA' CON LE POPOLAZIONI DELL'IRAQ
Via della Guglia 69/a - 00186 - Roma tel. 066780808; mail to: info@...
Ufficio stampa Emanuela Del Frate 338.3867782

 

 

 

 

 

Click here to visit our website.

 

 

 

 

Da “Nessuno tocchi Caino”

 

IN CINA I VEICOLI FIAT DIVENTANO CAMERE DELLA MORTE

19 dicembre 2003: la Corte Suprema cinese ha esortato le corti del paese ad equipaggiarsi con speciali furgoni per le esecuzioni, su cui si possano giustiziare i criminali immediatamente dopo la condanna, ha detto giovedì un ufficiale giudiziario, riportato dalla Afp.

Il quotidiano Pechino News ha riportato che l’alta corte della provincia di Liaoning ha recentemente comprato un veicolo del genere per 400.000 yuan (48.300 dollari). “In seguito alle raccomandazioni della Corte Suprema, le corti di molte province hanno acquistato questi furgoni,” ha dichiarato un funzionario del dipartimento di polizia. Le grandi città hanno luoghi fissi per compiere le esecuzioni ma per i piccoli centri servono i furgoni equipaggiati per le iniezioni letali.”

I furgoni sono prodotti nella città di Nanjung dall’IVECO, un ramo della FIAT.

Nessuno tocchi Caino chiede pubblicamente alla FIAT se sia al corrente che quanto produce in Cina viene usato come celle della morte e se non ritenga improrogabile rimediare a questo usando i potenti mezzi a sua disposizione per promuovere la circolazione oltre che degli autoveicoli anche di una campagna per fermare la mano del boia.

Per saperne di piu' : http://www.taipeitimes.com/News/world/archives/2003/12/23/2003084622

 

 

 

Caro maurizio,

grazie per il gradito regalo anche se, come sempre, immeritato.

Il premio andava spedito a tale Matteo, ebreo coraggioso, che non censurava il "passato" un pò eretico e poco ortodosso del suo maestro.

Buon anno.

Federico Zanda

 

 

 

Gentile Maurizio Benazzi,

 

ben volentieri cercherò di rispondere alla sua richiesta. Conosco di prima mano certe ansie che respiro direttamente in alcuni ambienti ortodossi. La prego, tuttavia, di lasciarmi qualche giorno di tempo per preparare un intervento un po' accurato.

 

Per quanto riguarda la pneumatologia a suo tempo ho avuto modo di seguire l'argomento e credo che, se non è affrontato con un po' di proprieta', si finira' per fare l'ennesimo pasticcio.

Io stesso ho dovuto penare per qualche anno nel tradurre studi inediti di patrologi ortodossi seri per venirne fuori. Vedremo se, anche per questo argomento, potro' comporre qualcosa di accessibile e documentato.

Distinti saluti.

 

Pietro Chiaranz

 

 

 

 

Carissimi, eccovi in esclusiva su Megachip (www.megachip.info)  l'intervista a Marco Travaglio. Buone feste!
Davide Pelanda & Chiara Giacometti

 

 

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RIPRENDONO I CORSI DI TERRA DI DANZA 2004

PRIMA LEZIONE DI PROVA GRATUITA
Se porti un amico che non ha mai partecipato alle nostre iniziative e si iscrive tu avrai il 30% di sconto, se verrai con due avrai il CORSO GRATUITO

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DOMENICA 11 GENNAIO 2004
Palestra Parrocchia S. Bartolomeo - Via Freddi


dalle ore 15,00 alle 16,00 danze per bambini
   
dalle ore 16,00 alle 17,30 danza mediorientale

 

Rotazioni e fluttuazioni, eleganti movimenti ondulatori armoniosamente uniti
a vibrazioni incalzanti, passi energici e coinvolgenti.
Un¹opportunità per sciogliere, nella magia della danza, tensioni e rigidità psico-fisiche.
Il corso spazierà dalla danza tradizionale egiziana e del maghreb
alla danza orientale creativa, nuovissima concezione
della danza orientale arricchita da elementi contemporanei.

dalle ore 17,30 alle 18,30 danze celtiche

 

Danze inglesi, scozzesi, irlandesi, gallesi


REGGIO EMILIA
Palestra Scuola elementare Marco Polo
Via Medaglie d'oro della Resistenza


Danze etniche da tutto il mondo
Martedì dalle ore 19,30 alle ore 21
- livello intermedio/avanzato
II CORSO: dal 13 Gennaio al 16 Marzo 2004
III CORSO: dal 23 Marzo all'1 Giugno 2004
Giovedì dalle ore 18 alle ore 19,30 - livello di base
Giovedi dalle ore 19,30 alle ore 21 - livello principiante/intermedio
II CORSO: dall'8 Gennaio all'11 Marzo 2004
III CORSO: dal 18 Marzo al 27 Maggio 2004

Danze celtiche
Martedì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello principianti
Dal 13 Gennaio al 16 Marzo 2004

Danze ebraiche
Giovedì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello intermedio
Dall'8 Gennaio all'11 Marzo 2004
Martedì dalle ore 21 alle ore 22,30 - livello principianti
Dal 23 Marzo all'1 Giugno 2004

NOVITA'
Palestra Parrocchia S. Bartolomeo - Via Freddi
Danza mediorentale
Venerdì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello principianti
I CORSO: dal 16 Gennaio 2004

SECONDO CORSO DI DANZA ETNICA
PER BAMBINI
Mercoledì dalle ore 17 alle ore 18,30
- per bambini della scuola elementare
Dal 7 Gennaio 2004

ROLO (RE)
Scuola media I. Calvino - Via G. Galilei
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 20,30 alle ore 22 -
livello principiante
II CORSO: dal 28 Gennaio 2004

MODENA
Palazzetto Anderlini - Via Schiocchi 106
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 19,30 alle ore 21
- livello principiante
II CORSO: dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
III CORSO: dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004
Danze ebraiche e non solo
Mercoledì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello intermedio/avanzato
II CORSO: dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
III CORSO: dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004

CARPI
Palestra scuola elementare L. da Vinci - Via G. Doria
Danze celtiche e non solo
Mercoledì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello principiante
Dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 21 alle ore 22,30
- livello principiante/intermedio
Dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004

SPEZZANO DI FIORANO
Teatrino di Crociale
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 18 alle ore 19,30
- livello principiante
II CORSO: dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
III CORSO: dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004

MIRANDOLA
Palestra Scuola media - Piazza Garibaldi
Danze etniche da tutto il mondo
Mercoledì dalle ore 18,30 alle ore 20
- livello principiante
II CORSO: dal 7 Gennaio al 10 Marzo 2004
Danze ebraiche
Mercoledì dalle ore 18,30 alle ore 20
- livello principiante
Dal 17 Marzo al 19 Maggio 2004


PARMA
Palestra di Via Giacopelli (zona Montanara)

Danze ebraiche e non solo
Lunedì dalle ore 18 alle ore 19,30
- livello principiante/intermedio
II CORSO: dal 12 Gennaio al 15 Marzo 2004
III CORSO: dal 23 Marzo al 31 Maggio 2004

Danze etniche da tutto il mondo
Lunedì dalle ore 20 alle ore 21,30 - livello intermedio/avanzato
II CORSO: dal 12 Gennaio al 15 Marzo 2004
III CORSO: dal 23 Marzo al 31 Maggio 2004
Giovedì dalle ore 19,30 alle ore 21 - livello principiante
II CORSO: dall'8 Gennaio all'11 Marzo 2004
III CORSO: dal 18 Marzo al 27 Maggio 2004

Danze celtiche e non solo
Giovedì dalle ore 21 alle ore 22,30 -
livello principiante/intermedio
Dall'8 Gennaio all'11 Marzo 2004

Danze etniche da tutto il mondo
Giovedì dalle ore 21 alle ore 22,30 - livello principiante/intermedio
Dal 18 Marzo al 27 Maggio 2004


Se volete ulteriori informazioni scriveteci info@... o telefonateci 0522/371698

 


#95 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Sab 3 Gen 2004 4:05 pm
Oggetto: Il punto di vista ortodosso, in vista del prossimo Natale
mauriziobenazzi
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Questo è un numero speciale dedicato al punto di vista ortodosso: ringrazio Pietro per essersi mostrato sensibile alla richiesta della newsletter “Ecumenici”. Vorrei augurare alle centinaia di milioni di cristiani ortodossi l’augurio di ogni bene.

Sono particolarmente riconoscente ad una amica laica russa, responsabile della biblioteca del seminario della lontanissima Kostroma, che mi ha aiutato a comprendere la validità della disciplina rigorosa della preghiera quotidiana, quale fondamento della nostra presenza  nella quotidianità e nel mondo,  e ad uno studente di teologia di Kiev, per la sua grande amicizia disinteressata (MB).

 

 

Calendario ortodosso russo per MERCOLEDI' 7 GENNAIO 2004
Natale del Signore Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo.

 

 


Ore 10: Divina Liturgia di S.Giovanni Crisostomo (riproduzione nella foto) a Milano


Letture liturgiche: Gal. 4:4,7  Mt.2:1,12.

 

 

…ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge,

per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l'adozione.

E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: «Abbà, Padre».

Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

(Dalla Lettera ai Galati)

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L’analisi e il commento a cura di

 

Pietro Chiaranz

 

Il patriarcato delle contese

 

A proposito della probabile istituzione di un patriarcato cattolico-ucraino a Kiev

 

 

D’ora in poi quali relazioni saranno possibili tra la Chiesa romano-cattolica e quella orto­dossa? È una domanda che mi ritorna spesso in mente all’inizio di questo 2004.

Pochi, infatti, sanno che sarà probabilmente istituito un nuovo Patriarcato: quello catto­lico-ucraino con sede a Kiev.

La possibilità di quest’evento ha già scatenato immediate reazioni nei maggiori vertici ecclesia­stici del mondo ortodosso. Cercherò di analizzare i fatti mostrando, al termine, il problema fon­damentale che, a mio avviso, soggiace a tutto.

 

 

La reazione del patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I

 

In un sito ufficiale del Patriarcato Ecumenico (www.ep-patr.gr) è possibile rinvenire un’eloquente documenta­zione sui rapporti cattolico-ortodossi per la questione cattolico-ucraina. Tra i vari link spicca quello relativo ad una lunga lettera del Patriarca di Co­stantinopoli, Bartolomeo I, a Papa Giovanni Paolo II. Il testo, redatto unicamente in greco, contesta una recente tesi sostenuta dal cardinale Kasper secondo la quale non ha senso affermare che la Chiesa antica era retta da un sistema pentarchico (dalla reciproca collaborazione e comunione dei cinque patriarcati storici), dal momento che i patriarcati furono istituzioni ecclesiastiche stabilite in epoca giustinianea per volere dell’imperatore bizantino al fine di controllare più effi­cacemente la situazione ecclesiastica allora esistente. A queste asserzioni, Bartolomeo I oppone tutta una serie di docu­mentazioni storiche esprimendo non poca meraviglia di come il cardinal Kasper, tutt’altro che a digiuno di storia e di teologia, possa sostenere una tale prospettiva che, in fin dei conti, invalida lo stesso ruolo del patriarcato di Roma.

Al di là delle letture più o meno corrette degli avvenimenti storici, è evidente che il cardinal Ka­sper deve, in qualche maniera, giustificare l’odierna situazione ecclesiastica cattolica che pre­scinde sempre più da ogni riferimento territoriale (si pensi solo alla diffusione delle prelature personali e ai movimenti) per sottolineare l’importanza della comunione personale con il ro­mano pontefice. Relativizzando il valore dei patriarcati, Kasper vorrebbe anche tranquillizzare il mondo ortodosso davanti alla prospettiva della creazione di un futuro patriarcato greco-catto­lico. Ma con questa sua risposta, il cardinale ha di fatto ottenuto l’effetto contrario perché la sua tesi relativizza inevitabilmente anche il ruolo giocato dai patriarcati all’interno della Chiesa orto­dossa. Così, al precedente problema, egli ha aggiunto ulteriori complicazioni...

 

 


La reazione del patriarcato di Mosca e la posizione greco-cattolica

 

Parallelamente a questa reazione, c’è stata quella particolarmente accesa del patriarcato di Mo­sca. Le attività del futuro patriarcato greco-cattolico sono in essa qualificate come un vero e proprio espansionismo ai danni della Chiesa or­todossa russa.

Pare che le due reazioni patriarcali abbiano creato disorientamento e panico nella cu­ria vaticana al punto che potrebbe innescarsi una preoccupante catena di documenti polemici. Per contro, i mezzi di comunicazione sono stati fin ora avari d’informazioni. Nella rete web, oltre al sito su in­dicato, si può trovare solo un articolo di Sandro Magister che riporta la questione ucraina traendo spunto da un paio d’interviste di Gianni Valente pubblicate su “30 giorni” (novembre 2003).

È dunque obbligatorio partire dall’articolo di Sandro Magister il quale riporta in sintesi i pareri del futuro patriarca cattolico-ucraino, Lubomyr Husar, e del patriarcato russo ortodosso. Esa­mi­niamoli attentamente.

 

Il commento del cardinale Lubomyr Husar mi pare significativo perché indica un modo d’intendere i rapporti tra le Chiese preesistente al Concilio Vaticano II. Egli pare esprimere i con­cetti cari all’ “ecclesiologia del ritorno” (le altre Chiese devono rientrare nella nostra), con alcune differenze e adattamenti dettate dai nuovi tempi. In questo contesto le Chiese orientali unite a Roma hanno una funzione storica di mediazione nei riguardi della Chiesa ortodossa affinché quest’ultima ritorni in comunione personale con il papa. Una volta che questo com­pito si realiz­zerà, afferma Husar, terminerà pure la funzione storica della Chiesa unita che dovrebbe rientrare nel Patriarcato “riconciliato”. Ammettendo che questa “riconciliazione” possa accadere, non mi pare molto realistico che la Chiesa greco-cattolica, da secoli abituata a differenziarsi dall’Ortodossia (pure la foggia dei paramenti ne mostra la distinzione!) e vigorosamente appog­giata al primato petrino nel senso cattolico-romano, possa facilmente “rientrare” nei ranghi di un patriarcato di Mosca, anche se “riconciliato”!

Al di là di ogni possibile conside­razione, è evidente come l’elevazione della Chiesa cattolico-ucraina in patriarcato con sede a Kiev, indicherà inequivocabilmente una certa rivalutazione dell’ “ecclesiologia del ritorno” se non nelle parole almeno nella sostanza.

Il fatto spiazzerà particolarmente i sostenitori dell’ecumenismo po­stconciliare per i quali parlare di “ritorno” era come discutere su un reperto archeologico. È noto, infatti, che nei documenti ecumenici l’unità ecclesiale è un frutto che ogni parte deve ricercare assieme a tutti. L’assunto fondamentale di questi documenti è che nessuna parte deve assorbire le altre al suo interno.

 

La reazione del patriarcato di Mosca, esposta dal metropolita Kirill, si muove con un evidente spirito difensivo, ma mostra elementi di un certo interesse che è bene sottolineare.

Kirill presenta il concetto di “Chiese sorelle”, a suo tempo già ampiamente esposto da parte vati­cana. Per Kirill è implicito a tale concetto che la Chiesa cattolica non possa muoversi nel territo­rio canonico di un’altra Chiesa, anche in non perfetta comunione con lei, senza averla prima contattata. Ogni iniziativa autonoma infrange i tentativi di giungere ad una perfetta comunione ecclesiale tra l’Ortodossia e il Cattolicesimo romano e non fa che seminare discordia e sospetto reciproci. Fanno parte delle iniziative autonome “la pratica dell’arruolamento di bambini e adole­scenti battezzati nell’Ortodossia nelle organizzazioni cattoliche, in ostelli e altre strutture dove si fanno partecipare a funzioni religiose cattoliche, alla comunione, all’assistenza spirituale del clero cattolico”. Per Kirill questo quadro, già abbastanza difficile, viene oltremodo complicato dall’attività espansionistica dei greco-cattolici i quali, appropriandosi del titolo patriarcale di Kiev sdoppiano tale titolo appartenente, di per sé, al solo Patriarca di Mosca. E, da questo punto di vista, i titoli patriarcali identici su un medesimo territorio ma appartenenti a Chiese di confes­sione differente, ripropongono o fanno ricordare troppo bene la triste prassi del “tempo delle crociate, quando s’istituivano in Oriente dei patriarcati cattolici paralleli a quelli ortodossi”.

Queste iniziative e la tendenza ecumenica degli ultimi anni mostrerebbero che, per le concezioni cattoliche, il valore ecclesiale dell’Ortodossia è decisamente secondario rispetto a quello catto­lico. Constatando ciò, Kirill conclude: “Non rimane altro che sperare, pregare e lavorare affinché il ritorno alle cose buone già sperimentate nei nostri rapporti non diventi un fatto di un futuro lontano”.

 

 

Il vero nodo di tutta la vicenda

 

Ma qual’è, di fatto, il punto di divisione più doloroso che soggiace a tutta questa recente dia­triba? A mio avviso consiste nell’autorità del papa, così com’essa si è sviluppata nel secondo millennio cristiano.

L’importanza della comunione personale con il romano pontefice è la chiave principale dell’odierno problema ecumenico. Nel Cattolicesimo la persona del romano pontefice non è solo “una bandiera”, come il cardinal Husar afferma nella sua intervista a “30 giorni”, ma l’autorevole interprete della tradizione cattolica nei vari momenti della storia. Essere in comu­nione con lui ha una valenza assolutamente più pregnante rispetto all’essere in comunione con un qualsiasi patriarca ortodosso il quale non è mai stato ritenuto un elemento costitutivo ed esegetico della tradizione cristiana. Non è realistico credere che il Cattolicesimo possa privarsi di questo riferimento con il quale è possibile affermare la possibilità di una certa “evoluzione” dogmatica. Oltre a ciò, il papa è la fonte di ogni potere di giurisdizione all’interno della Chiesa cattolica. Un potere ecclesiastico che non provenga da lui è, per la classica teologia cattolica, il­legittimo e tale risulta ancora nell’attuale codice di Diritto Canonico. Non meraviglia che, con questi presupposti, ci sia qualche ambiente cattolico iperconservativo che consideri le Chiese orientali chiese illegittime. Potremo dargli torto?

 

Le concezioni ecclesiologiche ortodosse, nel pensiero e nella prassi classica dell’Ortodossia, non hanno, invece, nessuna impostazione di tipo personalista. La comunione con l’Ortodossia non avviene semplicemente perché ci si riferisce ad un patriarcato ma perché, al di sopra di tutto, si assume lo stesso e identico spirito espresso nella tradizione ecclesiale-spirituale-dogmatica del primo millennio, spirito che si riceve non con una formazione intellettuale ma con una comunione di vita e di sentimenti all’interno di una comunità di credenti. Solo a seguito di ciò, il credente si riferisce al particolare ve­scovo posto al servizio di quella comunità.

Nell’Ortodossia non esiste alcun concetto di “assorbimento ecclesiale”, praticato nella storia del Cristianesimo occidentale ed emblematicamente manifestato negli eccessi della latinizzazione delle diocesi grecaniche dell’Italia meridionale. Per questo l’Ortodossia non ha mai fatto dei pro­seliti. Una Chiesa o un gruppo di persone che volessero divenire ortodosse lo fanno di loro spontanea volontà assumendo lo spirito dell’Ortodossia e vivendolo, non con una meccanica sottomissione ad un’autorità gerarchica! Infatti, in questo contesto, l’autorità ecclesiastica è solo un’espressione dell’ethos e dello spirito della tradizione ecclesiale, ed è autorevole tanto in quanto la manifesta. E’ questo che spiega il grande fascino esercitato nell’Ortodossia dagli staretz o dai padri spirituali i quali, a loro volta, sono semplicemente la “bocca” dell’Ortodossia. Come si vede, la persona (di un vescovo o di un padre spirituale) è considerata tanto in quanto esprime e incarna il primato della tradizione.

Se dunque nel Cattolicesimo il ruolo personale del papa è un elemento fondamentale che au­tentica la Chiesa e interpreta la sua tradizione, nell’Ortodossia un papa non può essere che un primus inter pares dove ciò che veramente primeggia è la tradizione vivente della Chiesa mo­strata, per opera dello Spirito Santo, nella vita di santi asceti e degli staretz.

Questo spiega, a sua volta, la meticolosa organizzazione ecclesiale cattolica tutta incentrata e concentrata attorno alla curia vaticana e al papa e, nel mondo ortodosso, l’impostazione e l’ecclesiologia pneumatico-carismatica. Da ciò discende l’attenzione occidentale verso l’aspetto e l’operato umano, mentre l’Oriente preferisce sottolineare il valore dell’ascetismo e della trascen­denza.

 

Detto questo, si può pensare ad una possibile integrazione tra queste due dimensioni superando  l’ostacolo del personalismo ecclesiale?

Qualcuno ha affermato di sì a patto di far “rinunciare a qualcosa” entrambe le parti.

Ma se il Cattolicesimo rinuncia al ruolo del papato, come vertice sommo e personale dell’ inter­pretazione e del rinnovamento della sua tradizione, rinuncia all’unico elemento che, con  un’autorità la cui origine è ritenuta divina, può unire in un unico corpo comunità ecclesiali a volte assai diverse tra loro e ben poco disposte a convivere sotto uno stesso tetto. Rinunciando a questo ruolo papale, il Cattolicesimo diverrebbe come una nave senza timoniere: si esporrebbe ad ogni genere di contraddizione e di cri­tica autodistruttrice alle quali fin ora si è protetto anche per il fatto d’essere la prima sede che non dev’esser giudicata da alcuno (prima sedes a nemine judicatur)!

Se l’Ortodossia rinuncia a porre al vertice di tutto la sua tradizione pneumatico-carismatica, oscura gli strumenti con i quali santifica gli uomini e omologa la Chiesa ad una semplice strut­tura umana. Solo ponendo la tradizione al vertice di tutto è possibile discernere l’attività di un Concilio (che per essere valido nell’Ortodossia dev’essere riconosciuto e accolto da tutto il corpo ecclesiale, non semplicemente proposto o, peggio!, imposto) e di qualsiasi disposizione episcopale o patriarcale.

Come si vede, le difficoltà di una vera riunificazione sono più che evidenti e non basta l’ottimismo del cardinal Husar (che in realtà veicola un’ecclesiologia cattolica temperata con   qualche correttivo ortodosso) ad annullarle.

Forse il futuro non sarà roseo. Proprio per questo, mi auguro che tra i cristiani non venga meno uno spirito di rispetto e di fratellanza con il quale, nonostante le divisioni storiche, è possibile testimoniare una comune tensione verso Cristo, Salvatore degli uomini. Infatti, sotto il cielo non esi­ste alcun nome con il quale possiamo essere salvati (At 4, 12) dalle nostre morti quotidiane.

 

 


#94 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Ven 2 Gen 2004 1:02 pm
Oggetto: Rovistando fra gli articoli di "Ecumenici"
mauriziobenazzi
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Care lettrici e lettori,

 non siamo ancora alla metà del lavoro di travaso degli indirizzi elettronici su Yahoo France ma pare che iniziano a sorgere dei problemi anche su questo gestore estero. L’impatto informativo esterno della ML è stato molto buono: tutti i principali gruppi di discussione ne hanno riportato il manifesto in lingua francese; alcuni ne hanno tratto spunto per avviare al loro interno riflessioni sul confronto anche con l’islam, altri invece come France catholique figurano sostanzialmente  con un pessimo autoritratto di censore; solo un paio di piccolissimi  gruppi di verdi locali si sono sentiti infastiditi dall’iniziativa internazionalista (come del resto anche la locale sezione italiana di Greenpeace, qualche gruppo del PDCI di Mark Bernardini e un paio di gruppi cittadini dei DS della toscana (FI - Isolotto e Arezzo) oltre alla comprensibile stizza di chi si oppone all’accordo di Ginevra, da noi sostenuto…

 

Vi informo che come moderatore ho la possibilità di aggiungere solo 10 e-mail al giorno e a conti fatti risultano in questi ultimi giorni ben 272 gli iscritti, con un solo giorno di personale inattività: sono quindi molte le decine di persone che si sono aggiunte durante queste feste alla mailing list creata la sera del 8-12-03.

 

Col messaggio del 31 dicembre 2003 ho purtroppo constatato che ai nuovi iscritti non vengono inspiegabilmente recapitati i messaggi. Fra queste persone sono comprese anche coloro che hanno fatto l’autoiscrizione, in piena autonomia. Questi stessi indirizzi elettronici non appaiono nel display di gestione del moderatore.

 

Da stasera pertanto attiveremo una nuova ML su Gran Bretagna e Irlanda. Vedremo insomma chi si stanca per primo…  La lotta prosegue!

 

Chi non risulterà ancora iscritto su Yahoo France potrà quindi esserlo su http://uk.groups.yahoo.com/group/LeonhardRagaz/

Ecco comunque uno dei due ultimi messaggi in parte bloccati; l’altro lo trovate su http://fr.groups.yahoo.com/group/ecumenici/

 

Un caro saluto

 

MB

 

PS: è confermata la pubblicazione di scritti e pensieri dall’ortodossia cristiana, dall’islam ticinese, ecc. ecc.

 

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La sura del mattino del Corano (93): Nel nome di Dio, clemente e misericordioso! Per il Mattino - Per la Notte che calma s'abbuia! - Il Signore tuo non t'ha abbandonato né t'odia - e l'altra vita ti sarà più bella della prima, - e ti darà Dio, e ne sarai contento. - Non t'ha trovato orfano e t'ha dato riparo? - Non t'ha trovato errante e t'ha dato la Via? - Non t'ha trovato povero e t'ha dato dovizia di beni? - Dunque l'orfano, non maltrattarlo - dunque il mendicante non scacciarlo. - Ma piuttosto racconta a tutti quanto è buono il Signore! -



In questo numero si segnalano un paio di pagine tratte da Ecumenici su http://www.topica.com/lists/ecumenici/read Ci scusiamo per i 247 kb dovuti alle tante foto e links qui inseriti ma crediamo che ne valga la pena: è comunque un’eccezione.

L’adesione su www.topica.com è libera ed è possibile la lettura dei messaggi senza l’iscrizione: occorre, in tal caso, memorizzare la pagina sopraindicata sulla propria lista dei siti preferiti e consultarla di tanto in tanto.

Buona lettura!

 

In questo numero:

  • P come preghiera. Sovversiva.
  • Un triangolo viola segno ancora vivo contro gli eserciti… e non solo contro quello del regime hitleriano

      “….Nessuno può costringermi a puntare un’arma contro un mio simile” – Il valore di una testimonianza

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P come preghiera. Sovversiva

 

di Matilde Passa

 

 

La preghiera è lotta con Dio. La preghiera è dialogo con Dio, è culto del cuore. La preghiera è invocazione dell'uomo a Dio e di Dio all'uomo. La preghiera è pace e tumulto. La preghiera è lode di Dio e gratitudine. La preghiera è profondità dell'intelletto e discesa nella propria interiorità. Si potrebbe andare avanti se non all'infinito, quantomeno fino alla fine dei nostri tempi, nel riportare le definizioni che racchiudono le molte sfumature di un'attività dell'uomo che appartiene a tutte le esperienze religiose. Appartiene all'uomo come il respiro e al respiro è intimamente legata. Si intitolava proprio "Preghiera, respiro delle religioni", la XXXVI sessione di formazione ecumenica organizzata dal Sae (Segretariato per le attività ecumeniche) a Chianciano. Sei giorni densi di interventi, relazioni, dibattiti, gruppi di studio aventi come scopo il dialogo tra cristiani e tra non cristiani attraverso la preghiera. Ebrei, cattolici, protestanti, ortodossi, musulmani, induisti, buddisti, hanno raccontato pratiche e significati dei modi scelti dalle loro confessioni per rivolgersi al Dio unico, hanno alternato celebrazioni diverse, hanno verificato se sia possibile non tanto superare le divergenze, ma ritrovarsi insieme per pregare l'unico Dio, come già il concilio Vaticano II aveva auspicato. Ma non è facile dissodare il terreno della fede. Talvolta è la paura di smarrire l'identità, di "tradire" le proprie credenze, ad arrestare il movimento prima del passo decisivo. Tal'altra è l'audacia di alcune interpretazioni che aprono dimensioni inconsuete nella pagina biblica a provocare animate discussioni. È accaduto nel corso di un gruppo di lavoro dedicato a "La donna e la preghiera", dove la pastora battista Elisabeth Green ha agitato le acque delineando una preghiera "sovversiva". Quella delle donne. Lei, credente evangelica, nutritasi alla riflessione teorica del femminismo, si è richiamata al pensiero di Luce Irigaray per rileggere alcuni passi del Nuovo Testamento, come il Magnificat recitato da Maria che ha appena ricevuto la visita dell'angelo e che, di fronte a Elisabetta, pronuncia le celebri parole "L'anima mia magnifica il Signore". Ripercorriamo con lei un itinerario ardito e appassionante anche per chi non crede. Perché ha scelto come punto di riferimento il pensiero di Luce Irigaray? "Perché è una filosofa che assume nel suo pensiero l'essere donna. Pensa, parla, scrive a partire dalla consapevolezza di essere donna in un mondo costruito socialmente e simbolicamente al maschile. Inoltre riflette sull'aria, sul soffio, sul respiro, mettendolo in rapporto alla spiritualità femminile. Scrive in "Il respiro delle donne": "Il respiro delle donne? È il primo gesto del loro nascere a se stesse, della loro venuta al mondo spirituale. Respirare è il primo gesto di autonomia del vivente". Lei stessa prende spunto dall'Annunciazione mettendo il respiro delle donne in relazione con Maria. Anche se non condivido le sue conclusioni trovo suggestivo il suo pensiero. Inoltre le riflessioni che fa sul respiro sono frutto di un incontro tra Oriente e Occidente. Per un convegno che vuole essere non solo interconfessionale ma anche interreligioso mi è sembrata un'apertura utile". Perché il respiro è così importante nella ricerca spirituale femminile? "Secondo Irigaray il respiro, quest'atto così naturale dell'essere umano è stato dimenticato, soffocato dalle parole. Come lei ricorda una spiritualità che privilegi la parola, il testo scritto e l'imperativo (invece della poesia o dell'inno di lode ad esempio) rischia di essere mortifera. Il respiro permette alla donna di muoversi senza perdersi, di rimanere in sé e di tornare a sé. Attraverso il soffio vitale la donna rinasce alla sua libertà. La Irigaray si rifà all'esperienza dello yoga, ma io credo che la sua intuizione possa essere letta anche in una prospettiva cristiana, nell'ottica di una preghiera come respiro delle donne. Per l'apostolo Paolo la preghiera è opera dello Spirito, ma noi sappiamo che la parola "ruah" in ebraico ha molti significati: vento, venticello, respiro,soffio, aria. Lo Spirito dà vita a una serie di cantici, lodi rivolte a Dio e il Magnificat pronunciato da Maria è opera dello Spirito. È come se lei, ispirando l'aria divina, l'espirasse in lode a Dio. È come se il soffio di Dio soffiasse attraverso di lei producendo preghiera". Spirito dell'uomo, della donna in questo caso, e spirito di Dio sono la stessa cosa,allora? "I teologi, nel corso dei secoli hanno sempre cercato di distinguere tra lo spirito santo e lo spirito umano, ma se pensiamo allo spirito come "il vento che soffia dove vuole" aria che possiamo respirare, sembra difficile mantenere questa distinzione. Non è possibile che esiste, si chiede il teologo Moltmann, piuttosto una continuità tra lo spirito dell'essere umano e lo Spirito di Dio? "Proprio perché lo Spirito di Dio è nell'uomo,lo spirito dell'uomo si autotrascende in Dio", dice Moltmann. Lo spirito di Maria, esultando in un Dio suo salvatore sembra un esempio di tale autotrascendenza umana, del respirare all'unisono. Come lei ricorda, per la Irigaray il moltiplicarsi inutile di parole è sintomo dell'alienazione dal soffio vitale, della separazione tra parola e vita. Invece Maria usa le parole. Sono parole diverse quelle della preghiera? Nell'incontro tra Maria ed Elisabetta, se si pone attenzione al susseguirsi degli eventi, ci si accorge che lo Spirito circola come l'aria tra le due donne e produce una preghiera, il Magnificat, un inno di lode, che secondo Irigaray è la forma privilegiata di preghiera in quanto utilizza il respiro "in maniera diversa dall'obbedienza a una parola". Così "restiamo più vicini alle divinità che coltivano e conservano la vita" Quando la preghiera diventa sovversiva? "Quando la donna diventa sempre più consapevole della propria autonomia. Quando "Torna in sé per rinascere libera" le cose non potranno maipiù essere le stesse. In altre parole, poiché le donne possano veramente rinascere libere e rimanerlo il mondo in cui viviamo,il mondo fatto a misura dell'uomo (e non della donna) ha bisogno di essere trasformato. Deve essere, cioè, messo sottosopra. Il mondo che l'uomo ha costruito è attraversato, infatti, da una serie di relazioni di potere, intese come relazioni di dominio e di sottomissione. Esso consiste in strutture moltiplicative di dominio, di sfruttamento, un ordine sia simbolico che sociale che disumanizza le donne e una parte degli uomini. Come ha messo in evidenza la teologia della liberazione, è possibile leggere tutta l'azione di Dio nella storia come una sovversione di questo tipo di rapporti di potere. Perché la donna diventi veramente libera è necessario un cambiamento radicale nelle nostre strutture sociali e simboliche, cambiamento operato dallo Spirito divino. Nel momento in cui Maria concepisce senza il soccorso dell'uomo le strutture patriarcali fondate sulla genealogia maschile vengono di fatto scardinate. In questo caso il docile respiro che pervade in modo ritmato e regolare le nostre vite diventa una tempesta forte e potente che, nelle parole di Maria, disperde i superbi, fa cadere i potenti dai troni, rimanda i ricchi a mani vuote, innalzagli umili e colma di beni gli affamati. A questo punto,allora, la preghiera delle donne diventa respiro sovversivo, rivoluzionario".

 

l'Unità 5 agosto 1999  http://www.unita.it/images/2003dicembre/xmas/pastore.html

 

Segnalazione di Loredana Morandi tratta dalla ML di  “Geopolitica”

 

 

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Al mito del servire la patria una testimonianza “fuori dal coro”… valida ieri e oggi !

 

 

- Le " vittime dimenticate " del regime nazista -

 

Leopold Engleitner e Bernhard Rammerstorfer alla presentazione del video a Milano
Leopold Engleitner e Bernhard Rammerstorfer alla presentazione del video a Milano

LA PAGINA DELLA STAMPA DI
LEOPOLD ENGLEITNER 

Dedichiamo questa pagina a pubblicare in italiano gli articoli di giornali che riguardano Leopold Engleitner, 98 enne deportato, che dopo essere sopravvissuto in tre campi di concentramento alla brutalità del regime Hitleriano, ha deciso di raccontare con un libro e con un toccante video-documentario la sua storia.

Vedi anche la pagina dedicata alle sue news

Consigliamo vivamente a tutti la visione di questo video, che è stato presentato da Leopold a Milano durante la mostra Triangoli Viola nel Febbraio 2003 .

Per informazioni sul libro visita la nostra pagina dedicata al video.

 

Da: Neues Volksblatt

Venerdì 24 Ottobre 2003 - pagina 15

VITTIMA DEL NAZISMO A CONVEGNO CON STUDENTESSE

VITTIMA DEL NAZISMO A CONVEGNO CON STUDENTESSE. Leopold Engleitner


Quante sono le occasioni d’incontrare qualcuno che possa raccontare storie avvincenti? Non molte.
Alle studentesse della quarta classe della Hauptschule der Kreuzschwestern [Scuola dell’obbligo delle Suore] di Linz si è presentata questa occasione. Leopold Engleitner, 98enne cittadino di St. Wolfgang, ha raccontato alle ragazze la sua storia avvincente. Egli ha dovuto subire le peggiori traversie per avere, a motivo della sua fede, rifiutato il servizio militare nel Terzo Reich. In tre campi di concentramento ha subito maltrattamenti ed è stato sfruttato come mano d’opera nei lavori forzati. Dopo la guerra è stato emarginato dalla società per decenni. Solo di recente, da quando il cittadino di Mühlviertel Bernhard Rammerstorfer ha scritto il libro “Mai e poi mai” sulla vita drammatica di Engleitner, questi si è visto riconoscere una tardiva riabilitazione. Il destino di questo obiettore di coscienza nel frattempo lo ha portato al cospetto delle più alte autorità politiche. Nel maggio 2003 è stato ricevuto dal presidente austriaco Dr. Thomas Klestil in segno di riconoscimento nel palazzo presidenziale della Hofburg viennese. Nel giugno 2003 il governatore della provincia Dr. Josef Pühringer ha conferito a Leopold Engleitner l’onoreficenza d’argento della Regione Austria Superiore a riconoscimento del coraggio mostrato durante il regime nazista e della sua attività di testimone vivente.

Kurier : Venerdì 27 giugno 2003 pag. 15

"TESTIMONE DI GEOVA" SOPRAVVISSUTO A TRE 

CAMPI DI CONCENTRAMENTO NAZISTI

Rifiutò di combattere per la Wehrmacht

"Mi sono sempre sforzato di osservare i giusti principi e di rispettare i diritti altrui. Perciò nessuno mi ha potuto costringere a usare le armi contro i miei simili", spiega il 98enne sopravvissuto ai campi di concentramento Leopold Engleitner da St. Wolfgang nell’Austria Superiore.

Il bracciante agricolo lasciò la chiesa cattolica nel 1932 per battezzarsi come testimone di Geova. Dopo l’ingresso di Hitler in Austria fu arrestato dalla Gestapo nel 1939 e internato nel campo di concentramento di Buchenwald.

I guardiani delle SS tentarono invano d’infrangere la volontà dell’obiettore di coscienza. Nel 1941 Engleitner fu trasferito nel campo di concentramento di Niederhagen, dove dopo due anni gli fu offerta la libertà sorprendentemente. Ad una sola condizione, che abiurasse la sua fede, ma Engleitner rifiutò.

Nel 1943 fu trasferito nel campo di concentramento di Ravensbrück, dal quale dopo pochi mesi fu liberato quando pesava solo 28 kg e con l’obbligo di svolgere "lavori agricoli per tutta la vita". Quando nel 1945 il testimone di Geova ricevette la chiamata alle armi, fuggì e si nascose dai nazisti fino alla fine della guerra sui monti.

RICONOSCIMENTO TARDIVO

Dopo la guerra ho visto Engleitner come ex disertore ed ex detenuto dei campi di concentramento subire per molto tempo emarginazione e disprezzo. Solo la pubblicazione di una biografia in versione stampata e filmata gli fece giungere un tardivo riconoscimento. Il film fu insignito dell’"Orso d’oro" al Festival delle Nazioni ad Ebensee. Il governatore Josef Pühringer conferì al 98enne l’onorificenza d’argento della Regione, alla quale fecero seguito gli inviti presso il Presidente del Parlamento Kohl e presso il Presidente austriaco Klestil.

 

LINZER RUNDSHAU - 25 GIUGNO 2003

PREMIO CINEMATOGRAFICO PER ENGLEITNER

EBENSEE / La settimana scorsa è apparsa su Rundschau una grande intervista su Leopold Engleitner: in modo commovente il 97enne testimone di Geova ha raccontato della sua prigionia nei campi di concentramento nazisti e dell’ostracismo sofferto anche dopo la fine della guerra. Pochi giorni dopo l’intervista il cittadino di St. Wolfgang è stato ancora al centro dell’attenzione: Il film documentario su Engleitner “Mai e poi mai” del giovane produttore cinematografico Bernhard Rammerstorfer è stato premiato al Festival delle Nazioni di Ebensee con “l’Orso d’oro” fra oltre 500 concorrenti. F:RS

OOERUNDSCHAU DEL 18 GIUGNO 2003

"NON HA ASCOLTATO NESSUNO!"

Leopold Engleitner (97), una stella della storia contemporanea, con gli
Starmaniacs Niddel e Andreas al ricevimento del presidente austriaco:
Esempio per la gioventù.
FOTO: B. RAMMERSTORFER

Quando lasciò la chiesa nel 1932 per diventare Studente Biblico, i cattolici sputavano davanti a lui. I nazisti internarono Leopold Engleitner (oggi 97enne) da St Wolfgang, in prigione perché obiettore di coscienza. Subì maltrattamenti in tre campi di concentramento e costretto ai lavori forzati. Dopo la guerra l’opinione pubblica trattò per decenni questa vittima del nazismo come un lebbroso. Solo nel 1999, dacché Bernhard Rammerstorfer da Mühlviertl scrisse un libro su questa drammatica esistenza, Engleitner ha ottenuto riconoscimenti. Questa settimana da parte della regione OÖ. Joseph Lehner ha parlato con lui.

Dopo decenni di occultamento la Repubblica e la Regione l’hanno messa repentinamente al centro dell’attenzione in manifestazioni pubbliche. Questo trattamento è falso?

Io credo che sia stato pensato già molto tempo fa. Il presidente austriaco ha detto, quand’ero con lui, che perfino gli stati democratici sono stati troppo negligenti e non hanno trovato il coraggio di intervenire a favore di noi obiettori di coscienza. Dopo la prima guerra mondiale mio padre disse che ci sarebbe voluto molto tempo perché fosse vinto lo spirito monarchico. Le persone sono intimidite e non possono esprimere in modo semplice questi ragionamenti. È stato così anche dopo la dittatura nazista. Adesso lo spirito democratico è diventato di uso comune. C’è stata sempre opposizione al nostro riconoscimento. Ma ora è stata superata. Noi stessi abbiamo parlato sempre dell’ingiustizia, ma prima non siamo stati ascoltati da nessuno.

Come si fa a sopportare questa violenza, questa sofferenza, la fame, l’ingiustizia della prigionia nei campi di concentramento?

Con la consapevolezza di essere nel giusto. Noi eravamo nel giusto. Questo ci ha consentito di superare queste prove, senza nutrire odio.

La Sua fede in Dio l’ha portata dentro i campi di concentramento. Dio non può pretendere dai suoi più devoti servitori tutta questa sofferenza! Non ha dubitato di lui?


"QUESTA SOFFERENZA NON L’HA VOLUTA DIO"


Questa sofferenza non l’ha voluta Dio. L’Iddio che noi adoriamo vuole solo il bene dell’umanità. Perciò ha stabilito molti buoni principi, che se fossero osservati recherebbero solo beneficio a tutti gli uomini. Tuttavia sono sempre in gioco delle forze contrastanti, Dio e il Diavolo. Le dittature sono le forze ostili. Noi eravamo molto tolleranti verso chi non condivideva le nostre opinioni. Infatti si deve portare pazienza. Bisogna dirsi: Io sono nel giusto, gli altri falliranno. Questa convinzione ci ha aiutato.

Qual è stata per Lei la più grande ingiustizia nel periodo in cui ha subito ostracismo e prigionia?

È stato l’ostracismo quand’ero giovane, perché ero già molto devoto. Altrettanto durante il periodo nazista e anche dopo la guerra. Quando cominciai a lavorare come cantoniere, mi sentii dire dal capo cantoniere: voi detenuti dei campi di concentramento siete marmaglia! Questa osservazione mi faceva male. Ma era la sua convinzione. Lì entrò in gioco la mia tolleranza. Non gli detti risposta. Pensai che sarebbe venuto il mio tempo. Sembra che sia venuto, perché mi ha mandato un saluto, dicendomi che mi pensa e che quel che mi è accaduto è stato ingiusto.


"NON È IL DOLORE FISICO, MA L’INGIUSTIZIA CHE FA SOFFRIRE"


Come mai non dice che le cose peggiori sono state il dolore fisico, i maltrattamenti in prigione e nei campi di concentramento, la fame?

Non è il dolore fisico, ma l’ingiustizia che fa soffrire. Ci è stata fatta molta ingiustizia e questa fa senz’altro soffrire. Se tutti si fossero opposti alla guerra, non si sarebbe combattuto. Siamo rafforzati dalla sicura promessa contenuta nella Bibbia: Verrà il tempo in cui non ci saranno più guerre. Ne siamo fermamente convinti. Sono già accadute delle cose che hanno portato repentini cambiamenti.

L’obiettore di coscienza cattolico Franz Jägerstätter ha ricevuto riconoscimenti. Nessuno ha mai parlato di Lei. Ne è deluso?

Siamo stati sempre disdegnati come setta sebbene avessimo desiderato gli stessi riconoscimenti di Jägerstätter. Lui è stato rispettato perché è rimasto cattolico. Io ho conosciuto suo cugino Hans Huber che è diventato testimone di Geova e che per questo motivo non ha ricevuto più latte da nessuno a St. Radegund, tranne che dalla madre di Franz Jägerstätter. Anche questo ha contribuito a motivare in Jägerstätter l’obiezione di coscienza.

Nei mesi scorsi i Suoi incontri con i giovani sono stati molto commoventi. La gioventù di adesso ha pochi principi religiosi e non ha un buon rapporto con la coscienza.

Sì, è vero. Lo spirito di Dio chiede insistentemente di avere una coscienza. Un valore oggi andato perduto. La gioventù non cammina più sul sodo e nemmeno ne ha più l’opportunità perché non ha più una guida. Oggi la coscienza non guidata dalla Bibbia conta di meno.

Qual è stato il periodo migliore dei Suoi quasi 98 anni?

Oggi. Naturalmente. Perché mi è stato concesso di vivere quest’esperienza. La rivendicazione è quella di constatare che la mia convinzione era giusta. Ne ero fermamente convinto.

INFO: Altri particolari su questa esistenza movimentata e ligia ai principi religiosi si possono leggere sulla homepage dell’autore Bernhard Rammerstorfer: www.rammerstorfer.cc  0699/10203049

I seguenti articoli sono stati tradotti dal tedesco da un nostro collaboratore.

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#93 Da: "ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Gio 11 Dic 2003 8:28 pm
Oggetto: REAZIONI ALLA LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA
mauriziobenazzi
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Sono riusciti ad umiliare un sentimento delicato e privato come il desiderio di avere un figlio. Hanno offeso le donne. E già parlano di rivedere la legge sull'aborto. "Una cosa alla volta", ha risposto a domanda il leghista Calderoni. Ma il desiderio di un figlio non è solo, anche se preminentemente, femminile. Si sono accaniti contro un desiderio. Di donne, di uomini, di omosessuali. Hanno deciso che è legittimo solo se, quando fai l'amore, uno spermatozoo raggiunge l'ovulo femminile. Se non succede perché la natura matrigna l'impedisce, non puoi ricorrere alla scienza. E il desiderio diventa reato.      

 

     

PROCREAZIONE ASSISTITA

 

DILIBERTO: LA LEGGE VA CANCELLATA

"Con Berlusconi l'Italia sta tornando al Medio Evo. La legge sulla procreazione assistita non è solo vergognosa e oscurantista, è la dimostrazione, una volta di più, della volontà prevaricatrice ed illiberale che anima questo governo. La legge sa solo discriminare, obbligare, vietare. Offende la libertà e la laicità dello Stato. Offende le persone. Viene criminalizzato il libero desiderio di maternità, vengono discriminati gli omosessuali con una norma esplicita. Viene preclusa la ricerca sulle cellule staminali, togliendo la speranza a tanti malati, impedendo la crescita civile di questo Paese. Non a caso la condanna da parte di tutta la comunità scientifica è durissima. Ma è anche molto grave che Rutelli si sia schierato a favore. Ho sempre un grande rispetto per le opinioni personali. Quando però si ricopre un ruolo dirigente, si ha il dovere di riflettere e di tacere, perché in quel caso la scelta può avere contraccolpi gravi. E' necessaria ed urgente una riunione di tutte le opposizioni perché la legge va cancellata utilizzando tutti i mezzi possibili, compreso lo strumento referendario".

 

UNA LEGGE IPOCRITA E CONFESSIONALE

 

Maura Cossutta

 

E' una legge sbagliata e inefficace, ipocrita e pericolosa. E' la prima legge confessionale della storia della Repubblica, che sancisce la sacralità dell'embrione. Non come valore, ma come principio ordinatore da inscrivere nella legislazione. All'articolo 1 è scritto infatti che il concepito è da tutelare come se fosse una persona: è questo il passaggio decisivo, che segna uno spartiacque. Si introduce un diritto e quindi un obbligo: la legge e quindi lo Stato deve garantire la tutela dell'embrione, innanzitutto. E' una torsione grave, che rimuove gli orientamenti consolidati della nostra cultura giuridica, che stravolge il nostro codice civile, che azzera - soprattutto - decenni di conquiste, di diritti e di libertà delle donne.
Dall'articolo 1 discende tutto il resto. Il divieto di praticare tecniche di procreazione eterologa, il divieto di congelare gli embrioni, il divieto di utilizzare per finalità di ricerca scientifica embrioni già congelati, inutilizzati da anni e che aspettano solo di divenire nel tempo non più vitali. E nessuna risposta viene data alle migliaia di donne e di coppie che attendevano invece questa legge per superare i loro problemi di sterilità, che la tecnica omologa non riesce a risolvere. Nessuna risposta neppure a quelle giovani donne che sanno di avere una malattia geneticamente trasmissibile e che la sola tecnica omologa condanna a non avere figli. Il divieto dell'eterologa è assoluto, senza condizioni.
Ma c'è di più. Anche per la tecnica omologa, la legge impone divieti. Senza logica, al di là di ogni ragionevolezza, contro ogni evidenza scientifica. E' vietata infatti la produzione di più di tre embrioni, perché è vietato congelare gli embrioni, anche se è stato dimostrato che l'efficacia e la sicurezza della tecnica prevede la possibilità di produrre embrioni in eccesso, proprio perché è noto che gli insuccessi con soli tre embrioni impiantati in utero sono assai frequenti. Per fare un nuovo tentativo, con questa legge, le donne non potranno più avere disponibili i loro embrioni già congelati, ma dovranno sottoporsi a nuovi bombardamenti ormonali per produrne altri, con conseguenze sulla loro salute.

 
E ancora, sempre per la omologa, è vietato impiantare meno dei tre embrioni prodotti, anche se uno di questi dovesse risultare malato, anche se poi la donna sarà costretta ad abortire. Tutti comprendono che questa non è più una legge sulle tecniche. E' diventata la legge sull'embrione. Una legge ideologica. E' solo un disgustoso insieme di divieti, sulle tecniche, ma - non dimentichiamolo - anche su chi può accedere alle tecniche, su chi può essere, per legge, un buon genitore e chi no (il divieto è per le donne single, per le coppie omosessuali). Ma è una legge tanto ideologica, quanto ipocrita. Chi sarà infatti quel tribunale che costringerà una donna a farsi impiantare in utero un embrione malato? O chi controllerà la veridicità del certificato di matrimonio o di stabile convivenza ad una donna che chiederà di accedere alla tecnica omologa presentandosi con un uomo? E ancora: come si fa a rimuovere, dietro l'ipocrita rassicurazione della difesa strenua della purezza di un principio, la realtà della solita doppia morale? Una per i poveracci e un'altra per i ricchi? Anche questa legge riconferma le disuguaglianze di censo, di classe. Come sempre, come ieri, prima della 194 (quando le donne povere erano costrette ad andare dalle mammane e quelle ricche potevano migrare nelle cliniche dei Paesi stranieri), anche oggi l'accesso ai traguardi dello sviluppo tecnologico e scientifico è negato solo ad alcune. Le altre se ne andranno senza ostacoli e senza sofferenze nei Paesi dove le tecniche sono permesse.

 
Invece di regolamentare i rischi di un mercato della riproduzione, si è scelto di fare una legge che lo nega nel principio, ma lo asseconda nella pratica. E sulla procreazione si costruiscono modernissime diseguaglianze, trasformando il diritto alla procreazione in un diritto esigibile rispetto al censo, all'appartenenza sociale. Allora, per tutto questo, perché tanti parlamentari della Margherita l'hanno votata, senza imbarazzi, insieme alle destre? Hanno detto: è un voto di coscienza, come se fosse normale che proprio su un voto di coscienza possa esserci così tanta distanza tra le forze politiche del centrosinistra, di una coalizione che proprio sull'insieme di valori dovrebbe essere e sentirsi unita. Prima della politica, c'è sempre la cultura politica, l'orizzonte ideale in cui le scelte politiche si collocano. La laicità è il nostro comune orizzonte? O l'identità religiosa è considerata un prius cui subordinare la ricerca responsabile di un'etica condivisa?

 
E' stato un errore, non il solo (penso all'emendamento alla finanziaria sull'assegno per non abortire e dare in adozione il nato). Ne vogliamo discutere, come coalizione e come sinistra. E, con franchezza, auspichiamo che non sia questo il segno della lista unitaria che sta nascendo: non sarebbe un buon segno.

 

 

CENTRO STUDI TEOLOGICI

                                                                             

 

LEGGE SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA : UNA LEGGE OTTUSA E METAFISICA - E' UNA LEGGE SCRITTA DAL CLERO  E NON DAI POLITICI - FUORI DAL CONTESTO LEGISLATIVO EUROPEO - LEGITTIMA L'OBIEZIONE DI COSCIENZA-

 

Si sono sprecate le definizioni della legge che si sta approvando in Senato e che stamane ha vietato l'inseminazione "eterologa" (con seme di donatore esterno alla coppia).

Il Centro Studi Teologici di Milano - che sull'argomento ha dedicato studi ed interventi non ultimo quello di Trento il 7 dicembre scorso, con esponenti di Chiese cristiane protestanti ed evangeliche - la definisce una "legge ottusa e metafisica".

Ottusa perchè è chiusa al progresso scientifico e demonizza le scienze stesse, proibendo - con presupposti etici e confessionali  indimostrabili - alcune tecniche o limitandone l'azione (proibizione del congelamento di embrioni e obbligo del numero ridotto di tre embrioni per ogni inseminazione) e metafisica poichè ha deciso, con l'illuminazione dei politici che sono ignoranti in materia, che l'embrione è una "persona",  e come tale è intangibile.

Mentre gli scienziati e i ricercatori sono demonizzati alla stregua di "apprendisti stregoni", ci si è affidarti agli assiomi ideologici cattolici di "santoni" dell'etica e del diritto umano.

L'esclusione poi di tutta una serie di soggetti e di persone : le donne single, le coppie omosessuali, le coppie portatrici di anomalie genetiche ecc.,(che potrebbero essere curate attraverso interventi ad hoc) per non parlare dell'obbligo di far nascere bambini malati geneticamente una volta concepiti,  la rende pure una legge "crudele" e disumana.

Contro il progresso umano, sociale e scientifico.

Certo una legge che produce contraddizioni e conflitti di coscienza e che viola diritti fondamentali e indisponibili della persona e della coppia,delle scelte nella vita privata e intima delle persone,non può pretendere di essere rispettata.

Una legge che - per imporre un'unica visione etica (cattolica) della sessualità,della famiglia , delle relazioni,del nascere e del concepire - viola ogni altro diritto all'autodeterminazione e la stessa libertà plurale non può pretendere d'essere applicata.

Tutti coloro che non sono credenti e cattolici cosa devono fare ?

a  parte i  tanti cattolici stessi dissenzienti...

A questo punto rovesciando la prospettiva : chi non è credente e non è cattolico può fare un'obiezione di coscienza,  e non attenersi al suo dettato, (tra l'altro ben poco costituzionale), un'obiezione di coscienza legittima al pari di quelle concesse in altre questioni fondamentali ai cattolici.

 

                                            Prof. Giovanni Felice Mapelli

                            Coordinatore del Comitato Direttivo dei Teologi del

                                 CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO

 

 

CENTRO ECUMENICO

Via Varese,10

20121 MILANO

tel. 339.52.800.21

fax 178.6020.154

 

---------------------------------------------------------------------------------------

 

 

Disobbedienza attiva , in favore delle donne !

 

Nella newsletter dei socialisti di Boselli (SDI) leggiamo fra l’altro  questa interessante iniziativa di disobbedienza civile.

Questa ML seguirà l’eventuale campagna informativa curata da Maria Rosaria Manieri se in favore delle donne con minori possibilità economiche-finanziarie

 

FECONDAZIONE: MANIERI, AIUTEREMO CHI VUOLE ANDARE ALL’ESTERO.

 

Un’ associazione per aiutare le donne che andranno all’estero per ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita vietate in Italia. L’idea è della senatrice dei socialisti italiani Maria Rosaria Manieri. “Siamo pronti - annuncia - a costituire un’associazione che aiuti,sostenga e tuteli le donne che dovranno andare all’estero per sfuggire ai vincoli assurdi che questa legge impone”. Secondo la senatrice, la divisione emersa nella discussione sulla legge è stata quella tra conservatori e progressisti e non tra laici e cattolici. “E questo - sottolinea - impone una riflessione anche di tipo politico su cosa debba caratterizzare uno schieramento riformista”. “Si impone un chiarimento all’interno dell’Ulivo - conclude - anche per impedire una deriva che minaccia di mettere in discussione altri punti ormai acquisiti, come la legge sull’aborto”.

 

ANSA – Roma, 12 dicembre 2003

 

 

La posizione di Massimo Villone della Sinistra dei DS, tratta da “Il Manifesto” di oggi

 

«Oscurantista, medievale, giuridicamente sbagliata, politicamente inaccettabile». Il giudizio, «sereno e pacato», sulla legge sulla procreazione di Massimo Villone, senatore della sinistra Ds e giurista, è questo. Pacato e meno sereno, invece, è il suo giudizio sullo stato dell'Ulivo che c'è e della lista unica che ci sarà: «La vicenda di questa legge dimostra che le forzature non funzionano. Non si può ridurre quello che è successo con la Margherita a un incidente di percorso», e infatti Villone è tra quelli che chiedono la convocazione di una direzione dei Ds per discuterne.

Da giurista prima che da membro dell'opposizione: non state votando una legge incostituzionale?

Di profili di incostituzionalità il testo ne presenta più di uno, come ho già sostenuto in aula. Una norma che impone l'impianto di un embrione malato è due volte lesiva dell'art. 32 della Costituzione, perché mette a rischio la salute della donna costringendola di fatto a un aborto e perché le impone una sorta di trattamento sanitario obbligatorio. Inoltre la legge configura una diversità di trattamento, lesiva dell'art.3, fra coniugati e coppie di fatto: una coppia di coniugati non perde il diritto alla procreazione assistita se lui o lei va a vivere altrove per lavoro, una coppia di fatto sì perché non risulta più «convivente».

Quasi tutta la comunità scientifica si è pronunciata contro questa legge. Non è inquietante che il parlamento non riesca a tenerne conto?

Altro che. Sono agli atti pagine e pagine di resoconti delle audizioni con medici e scienziati, piene di giudizi demolitori. Come si fa a fare una legge che tutto il mondo scientifico considera sbagliata e inapplicabile? Fino a qualche anno fa non sarebbe stato pensabile. Anche qui c'è il segno di una mutazione genetica, è il caso di dire, del paese. Perfino più che in vicende come quella della Cirami. In quel caso c'è una legge di parte tagliata su interessi di parte. In questo, c'è uno sbandamento del corpo legislativo su principi di fondo della convivenza.

 

-----------------------------

 

Invito gli iscritti e i simpatizzanti del PRC e Verdi  a trasmettermi quanto prima le dichiarazioni, i commenti e le iniziative  che intendono intraprendere i gruppi femminili e/o le associazioni a loro collegate, a livello nazionale. Grazie.

            …Continuiamo ad occuparci della gente e dei suoi reali problemi   J  

 

 

           


#92 Da: "Maurizio Benazzi" <ecumenici@...>
Data: Gio 11 Dic 2003 6:05 pm
Oggetto: Nuovi figli per la patria? Pardon, per la guerra?
mauriziobenazzi
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Donne imperfette e figli della patria
(dottork - Diritti 09.12.2003)
Non ci sono più bambini da mangiare



Si sta discutendo in questi giorni per l'approvazione della legge
sulla fecondazione assistita. La legge dice che la donna può avere un
ripensamento solo fino all'atto della creazione dell'embrione
attraverso la fecondazione in vitro. Successivamente è COSTRETTA PER
LEGGE a ricevere l'embrione e portare avanti la gravidanza.

Mi immagino (certo, un caso estremo) una donna che ha perso il marito
dopo l'avvenuta fecondazione in vitro e decide di rifiutare la
gravidanza. Se dovesse passare la legge verrebbe prelevata con la
forza dai carabinieri e portata (ammanettata?) alla clinica ostetrica
per la fecondazione forzata.

Credo che anche un ipotetico caso estremo come questo debba far
riflettere sulle basi etiche da utilizzare per decidere l'ordine di
prevalenza e tutela tra una persona e un organismo, certamente
vivente, costituito da poche cellule. La tendenza verso la
salvaguardia di entrambi non può esimerci dal prendere posizione
rispetto al dilemma di una eventuale scelta.

Uccidere con uno stupro legale la dignità di una donna per far
nascere un embrione ha lo stesso sapore orwelliano di uccidere un
popolo e la sua dignità per far nascere libertà e democrazia

Inoltre credo ci sia un problema non piccolo da un punto di vista
costituzionale: una donna che sceglie la fecondazione assistita non è
una donna come le altre, è per legge diversa, con diversi diritti e
doveri. Proviamo a continuare la storia di quella donna: e se poi per
scelta personale o per motivi di salute decidesse di abortire? Che si
fa le si mettono due carabinieri alle costole? E se riesce lo stesso
la si manda in galera per un po' di anni? (abbiamo votato sull'aborto
o no?). E se, alla fine, partorisce dopo due tentativi di
interruzione di gravidanza bisognerà metterle addosso i servizi
sociali, psicologi, psichiatri e quant'altro? E se dopo una attenta e
ponderata valutazione questa donna, sotto stretta osservazione
medica, psicologica e legale dalla creazione dell'embrione viene
giudicata una madre inadeguata? Che si fà, le si toglie la patria
potestà (si chiama così anche per le madri!) e il figlio/a viene dato
in adozione?

Se estremizziamo ulteriormente il concetto possiamo dire che secondo
questa legge si tratta di obbligare per legge una donna considerata
difettata e quindi costretta a rivolgersi allo stato per una
gravidanza, a portarla a termine a tutti i costi, che una volta nato
il figlio/a, se fosse proprio necessario... di madri perfette e
disponibili c'é n'é una lista lunga chilometri.

Un figlio è proprietà dello Stato e una volta che una donna decide o
gli accade di rimanere in cinta se cambia idea è già una cattiva
madre e non una cittadina che esprime la propria libertà di pensiero
e di decisione. Ma siccome c'é quella assurda legge sull'aborto
votata con un referendum ci si può accanire almeno sulle donne
considerate "imperfette".

Donne perfette
Donne imperfette
Figli dello Stato

Vi viene in mente nulla?

Per lo Stato il punto non è che di mamma c'é n'é una sola, ma che di
FIGLI DELLA PATRIA se ne fanno pochini.

Se fossimo meno ipocriti dovremmo discutere non se l' embrione deve
essere considerato una persona o meno ma se la donna deve essere
considerata una persona o meno. E si comincia con le donne, poi
passiamo a tutti gli altri diversi.

Bondi, l'autorevole portavoce di F.I., ex-comunista integralista,
potrebbe dire: è vero che noi i bambini li mangiavamo, però, anche
solo per fame, ne facevamo tanti... (ecc. ecc.)

dottork

Da http://www.rekombinant.org/article.php?sid=2214

#91 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Gio 11 Dic 2003 8:32 am
Oggetto: Cronache ordinarie di guerra & di politica ecclesiastica ortodossa serba
mauriziobenazzi
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Secondo l'intelligence francese sono già 1700 i soldati statunitensi che hanno disertato in questi mesi 1,700 U.S. soldiers quit Iraq: French magazine

 

PARIS, Dec 04, 2003 (Kyodo via COMTEX) -- One thousand and seven hundred U.S. soldiers have deserted their posts in Iraq, with many of them failing to return to military duty after getting permission to go back to the United States, according to the French weekly magazine Le Canard Enchaine.

 

The magazine, known for its satires and exposes, said the French intelligence agency obtained the information from what it described an "American colleague."

 

Citing a senior French official posted in Washington, the magazine also said that 7,000 U.S. soldiers have left Iraq allegedly due to psychological troubles and other illnesses.

 

Some 2,200 others sustained serious injuries including the loss of limbs, it said.

 

 

 

2003 Kyodo News (c) Established 1945

 

 

Estratto  da “Ecumenici” di ieri:

 
 

In breve:

 

Kabul, 10 dic. - (Adnkronos)

 
            Sei bambini sono rimasti uccisi durante un'operazione condotta dalle forze militari americane nell'est dell'Afghanistan. A darne notizia e' stato oggi un portavoce militare statunitense: e' la seconda volta in una settimana che azioni condotte nel paese contro presunti esponenti dei Taleban e di Al Qaeda provocano vittime tra i civili, in particolare tra i bambini.
            I bambini sono rimasti uccisi venerdi', ha spiegato il colonnello Bryan Hilferty, durante un attacco sferrato contro un deposito situato nei pressi della citta' orientale di Gardez, all'interno del quale si sapeva che un comandante afgano, il Mullah Jalani, teneva nascoste delle armi. I corpi delle vittime sono stati scoperti il giorno dopo l'attacco, che non ha portato all'arresto di Jalani, anche se ha permesso di fermare altri nove sospetti. Sabato un altro attacco dei militari americani che davano la caccia ad un sospetto Taleban aveva causato la morte di 9 bambini nella vicina provincia di Ghazni.
    

 

 

Iraq: governo giapponese decide di inviare le truppe


(ANSA) - TOKYO, 9 DIC - Il governo giapponese del premier Koizumi ha deciso formalmente l'invio di un contingente militare in Iraq. E' la prima volta dal 1945 che soldati giapponesi sono inviati in missione in un paese dove sono in corso combattimenti. Il piano approvato dal governo prevede che l'invio del contingente di terra, aria e mare, composta da circa 1.110 uomini, avverra' a partire dal 15 dicembre per un periodo di un anno, prolungabile in caso di necessita'.

 

 

(ANSA) - LONDRA, 9 DIC - La Gran Bretagna ha speso oltre 90 milioni di sterline in missili, bombe e munizioni durante i primi 12 giorni di guerra in Iraq. La cifra, pari a circa 125 milioni di euro, copre solo 12 giorni di guerra, dal 20 al 31 marzo, perche' sono disponibili solo i dati relativi all'anno fiscale finito, appunto, il 31 marzo. Per la Gb finora il costo della 'guerra contro il terrorismo', sia in Afghanistan sia in Iraq, e' stati pari a circa 5,5 miliardi di sterline.

 

 

Iraq: 31 soldati Usa feriti da autobomba nel Nord
(ANSA) - BAGHDAD, 9 DIC - Trentuno soldati americani sono stati feriti dall'esplosione di una autobomba nel nord dell'Iraq. Lo hanno detto le forze armate Usa. Il maggiore Trey Cate della 101/a divisione aviotrasportata ha detto che i soldati della base di Tal Afar, a ovest della citta' di Mossul, hanno aperto il fuoco contro un veicolo che non si era fermato a un ingresso della base. A quel punto il veicolo e' esploso, ha detto il maggiore, aggiungendo che e' stato con ogni evidenza un attentato suicida.

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Gli ortodossi serbi sperano e optano per il ritorno della monarchia:

Ci domandiamo se questa possa anche garantire meglio il silenzio sulle violazioni dei diritti umani e sui crimini di guerra perpetrati fino a non molti anni fa…

 

ENI-Infos -  10 décembre 2003 

 

 

Le patriarche orthodoxe serbe Pavle demande le rétablissement de la monarchie dans son pays 

 

Varsovie, le 10 décembre (ENI) - Le patriarche Pavle de l'Eglise orthodoxe serbe est devenu le premier chef religieux d'Europe orientale à déclarer publiquement qu'il souhaitait le rétablissement de la monarchie dans son pays.  Le patriarchi Pavle a expliqué que la décision d'abolir la monarchie en 1945 "était la conséquence d'une tyrannie" et que la décision devrait être "annulée par tout véritable système démocratique".

La déclaration du patriarche intervient avant les élections parlementaires prévues pour la fin décembre et en vue desquelles le parti politique du Mouvement du renouveau serbe réclame la réintroduction de la monarchie. 

 

 

 

 

#89 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Gio 11 Dic 2003 12:36 am
Oggetto: Posta senza censura
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Chi lo desidera può inviare i suoi commenti a “Posta senza censura”: occorre scrivere un e-mail a ecumenici@...

 

 

Condivido le posizioni espresse da Flamigli ed altri sulla legge in discussione al senato, una delle piu' oscurantiste d'europa, ma c'è di piu': verrà posta alla discussione della Camera a breve anche un'altra legge che porta il nome di chi ha firmato il testo unificato, on.Paniz, che vuole imporre ai genitori che si separano, di andare preliminarmente, prima cioè di rivolgersi al giudice, ad un centro di mediazione familiare, che prevede il mantenimento dei figli per capitoli di spesa.

Rendendo difficile la gestione della separazione e ricacciando le donne all'eterno ruolo di  mediatrici all'interno della famiglia.

Giovanna Fava

 

Giovanna, come iscritta, è stata invitata a spiegarci di cosa tratta il testo dell’On. Paniz di Forza Italia se non erro.

 

Clamoroso! Con le nuove norme sull'inseminazione,

GESU' E' UN FUORILEGGE!

NACQUE INFATTI CON LA FECONDAZIONE ETEROLOGA

L'ovulo era di Maria, ma lo spermatozoo non veniva da Giuseppe!

Si torna forse ad adorare Giove e Saturno? C'è comunque chi esulta ugualmente: grazie al divieto di usare gli embrioni soprannumerari per le ricerche sulle cellule staminali, i malati italiani ingrasseranno ancora per molto i tour-operators per Lourdes...

Un comunista

 

Temo che certi  cattolici non abbiano grande dimestichezza con i “dettagli scritturali”; per fortuna c’è ancora qualche comunista…


Fecondazione: questa legge è disumana
Dichiarazione di Gavino Angius

"Su questa legge c'è una vera blindatura da parte del governo e della maggioranza. Manca un confronto serio e schietto. Noi abbiamo lasciato libertà di coscienza, ma registro che dall'altra parte c'è una sorta di fondamentalismo. Stiamo votando una legge che ha tratti semplicemente disumani, di scarsissimo rispetto della persona umana.
Questa e' una brutta legge che accentua il far west. Non siamo contro la legge ma vogliamo migliorare un provvedimento che riteniamo profondamente sbagliato e per questo chiediamo l'aiuto di tutti".

 

 

Dichiarazione di Tonini (DS-Ulivo): "La legge e' profondamente sbagliata e anche i cattolici dovrebbero riconoscere che sono necessarie profonde modifiche. Per esempio l'obbligo di impiantare i tre embrioni creati, con tutti i rischi che questo comporta, per non doverne sopprimere nessuno, rischia di creare una situazione paradossale. Perche' si vieta la soppressione dell'embrione, ma poi si consente l'aborto terapeutico: quindi si preferisce togliere la vita ad un feto gia' formato piuttosto che ad un embrione in vitro''. Sulla fecondazione eterologa, di fronte ad una coppia con insormontabili problemi di fertilita', non si vede perche' bisognerebbe rifiutarsi di rispondere all'esigenza di dare vita ad una nuova creatura, sia pure con l'intervento di un donatore esterno''


#88 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mer 10 Dic 2003 7:47 pm
Oggetto: Pieno sostegno ai Comitati referendari - Dichiarazioni dei SDI e a NEV
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Questa newsletter si schiera in favore della raccolta di firme immediata per la revisione sostanziale della Legge sulla procreazione assistita, in approvazione al Parlamento. Sosterremo i Comitati referendari che nasceranno spontaneamente in Italia già da domani stesso. Daremo inoltre spazio a tutte le forze politiche che coraggiosamente si sono schierate contro quella che è stata già definita una delle Leggi più oscurantiste d' Europa, poco attenta ai risultati attuali della ricerca scientifica.  

Siamo inoltre aperti alla collaborazione con altre ML per il sostegno operativo alla campagna di controinformazione su questo argomento

Scrivere a: ecumenici@...

 

 

Dichiarazioni dei SDI

 

“La legge che, articolo dopo articolo, si sta licenziando al Senato, sta diventando ancora peggiore per il metodo di quanto già fosse per il merito”.

Lo afferma la senatrice dei Socialisti Democratici Italiani Maria Rosaria Manieri.

“L’opposizione non ha proposto la liceità delle ‘nonne madri’ né l’estensione  alle coppie gay: c’era condivisione sulla necessità di individuare dei confini, ma la maggioranza ha rifiutato ogni possibile miglioramento dei contenuti, e già questo è grave. Ma ancor più grave è che il Governo si sia schierato in una legge che va a toccare punti delicatissimi, come il diritto umano di un uomo e di una donna di avere un figlio e di come averlo. Oggi – continua la senatrice dello Sdi si valica un limite, si nega responsabilità e dignità alle coppie nel nome di un principio superiore degno di uno Stato etico che sa delimitare con precisione ciò che è bene e ciò che è male nella sfera dell’intimità familiare. Oggi si vota una legge talebana o, come ha detto un sottosegretario, che per coerenza dovrebbe dimettersi, una legge Burka. È la vittoria di una nuova stagione degli integralismi, che sembravano scomparsi dall’Italia e dall’Europa e di un metodo di

governo che in ogni settore in cui si legifera ricorre ad una maggioranza contingentata”.

 

Roma, 10 dicembre 2003

 

 

PROCREAZIONE: BOSELLI, IN QUESTA MATERIA GIUSTO IL REFERENDUM

 

“Sono pienamente d’accordo – afferma il presidente dello Sdi, Enrico Boselli - con quanto ha detto Antonio Maccanico a proposito di questa pessima legge sulla fecondazione assistita che ci fa fare un passo indietro. Mi sembra assai opportuno che, se non ci saranno modifiche sostanziali su questa materia, si affidi l’ultima parola ai cittadini con un

referendum, come è già avvenuto con il divorzio e l’aborto. Il referendum è uno strumento che è adatto soprattutto in materie nelle quali sono in gioco valori di carattere etico. La libertà di coscienza che vale per ciascun deputato e ciascun senatore, a maggior ragione vale per ciascun cittadino, che a questo punto è opportuno che si pronunci”.

 

Roma, 10 dicembre 2003

 

 

Dichiarazioni a NEV

 

 

PROCREAZIONE ASSISTITA: NON C'È CHE DA AUGURARSI DI ESSERE FERTILI "NATURALMENTE"

di Erika Tomassone, pastora valdese

 

La legge sulla procreazione medicalmente assistita che sta per essere approvata definitivamente dal Parlamento, è una delle più oscurantiste d' Europa e purtroppo poco attenta ai risultati attuali della ricerca scientifica. Da un lato è giusto che vi sia una legge atta a regolare una materia che può diventare terreno di ogni sorta di eccessi. D'altro lato, l' attuale legge rende la procreazione medicalmente assistita un calvario incredibile per chi sia nella condizione di ricorrervi, a partire dalla selezione delle coppie conviventi o coniugate, purché di sesso diverso, che desiderano ricorrervi. Immaginiamo le quantità di analisi cui sottoporsi, volte ad assicurare l' assoluta impossibilità di avere un figlio attraverso altre vie. Si passa poi all'accesso al programma incontrando comunque ancora ostacoli di tipo "informativo". La domanda sarà: "Avete preso in considerazione l'adozione?" Dopo la stimolazione ormonale, potranno essere prodotti solo tre embrioni, tutti e tre da impiantare. Questo punto è assai controverso dalla comunità scientifica che denuncia l'irresponsabilità di tale limitazione, in quanto ha per conseguenza, nuove stimolazioni ormonali in caso di insuccesso. Dopo che l'embrione è stato impiantato per le donne si apre la strada comune a tutte le altre donne, vale a dire ecografie ed indagini. Dal momento che è vietato fare diagnosi su eventuali malattie genetiche dell'embrione prima dell'impianto, si aspetterà come tutte di sapere se il feto è sano, e poi - dopo tutta questa trafila piena di ostacoli - si rischia pure di dover decidere per l'aborto terapeutico. La legge, se letta tutta d'un fiato lascia due brutte impressioni: innanzitutto più che regolare, scoraggia in molti modi, il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, tenendo conto anche della questione finanziaria. In secondo luogo, non prende sul serio la fotografia attuale delle situazioni in cui un bambino o una bambina potrebbe crescere, ma ribadisce un modello obsoleto di famiglia. In questo modo lascia ampio spazio alla ricerca di soluzioni alternative ad esempio nei paesi europei in cui le leggi sono più aperte alla realtà delle loro società, per chi può ovviamente. Un punto che lascia l'amaro in bocca è lo spostamento sul prodotto del concepimento, come portatore di diritto, per non parlare del non riconoscimento di una certa asimmetria tra uomo e donna nella procreazione. Il testo della legge, pone all'inizio uno stanziamento a favore della ricerca scientifica, volta ad analizzare le cause di sterilità ed infertilità in vista della loro rimozione. Sembra un nobile intento, ma in me apre scenari di inutilità preoccupante. Come esempio, possiamo considerare la ricerca degli effetti dell'amianto sulla salute umana. Ci sono voluti anni per assicurare il nesso e ancora anni per sostituire l' amianto con altri materiali e sono certa che l'opera è ben lontano da essere completata. Figuriamoci come si possono trovare in tempi ragionevoli, cause provate e documentate sulla sterilità per poi riuscire a rimuoverle in maniera da rendere inutile la procreazione assistita. E se poi tra le cause provate, alcune toccassero interessi economici, ci troveremmo veramente davanti ad un vicolo cieco. In alternativa che cosa resta? Augurarsi di essere fertili e procreare "naturalmente" e soprattutto non avanzare dei diritti se si è una coppia omosessuale, o una donna singola. Questo è il succo della legge. C'è da chiedersi se proprio questo punto non ne sia il vero obiettivo: ribadire che cosa è oggi una famiglia in Italia e relegare nella marginalità qualunque altra esperienza umana.

 

 

 

 


#87 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Mer 10 Dic 2003 1:03 pm
Oggetto: Se non ora, quando? Se non qui, dove? Se non tu chi? Aderisci a http://www.topica.com/lists/ecumenici/
mauriziobenazzi
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Parola per mercoledì 10 dicembre 2003

 

Non uccidere.

Esodo 20:13

 

Amate i vostri nemici,

benedite coloro che vi maledicono,

fate del bene a quelli che vi odiano,

e pregate per quelli che vi maltrattano

e che vi perseguitano.

Matteo 5:44

 

Se poi si allontanerà, dopo il tuo bacio, senza alcuna commozione e ridendo di te, ebbene, non farti tentare neppure da questo: vuol dire che l’ora per lui non è ancora scoccata, ma verrà a suo tempo. E se non verrà, non importa; se non lui, sarà un altro al posto suo che capirà e soffrirà e condannerà se stesso, e la giustizia sarà soddisfatta.

(Feodor Dostojevskij)

 

 

Il nostro manifesto sul sito liberale www.Topica.com in America è considerato troppo radicale?  Forse “insurrezionalista?”

Sono ormai settimane che si chiede instancabilmente alla proprietà che esso appaia nella directory dei gruppi; abbia insomma una visibilità anche per gli utenti americani di internet. Continuiamo invece a ricevere, oltre ai messaggi pubblicitari, solo risposte evasive, ripetitive e garbatamente ironiche. Questa è la democrazia americana, così liberale da risultare liberticida anche nei confronti di un misero foglio qual è “Ecumenici”.  (A proposito il tacchino di Bagdad – secondo un noto quotidiano della capitale USA- era solo una finzione architettata per i prossimi spot elettorali del petroliere Bush J. Non è stato mangiato da nessuno e non per una scelta vegetariana!)

 

Su http://www.topica.com/lists/ecumenici/  potete leggere tra l’altro articoli sulla scissione all’interno della Comunione Anglicana, un invito all’adesione alla newsletter “Misteri d’Italia”, aggiornamenti del bollettino REFO, parole in libertà fra gli iscritti, uno stralcio dal foglio di Viottoli, ecc.

 

Vi alleghiamo copia di una delle risposte evasive ricevute e della nostra richiesta, ripetuta innumerevoli volte. Pensiamo che solo attraverso la pressione di un numero considerevole di adesioni potremmo raggiungere l’obbiettivo. L’America non è purtroppo quella liberal di San Francisco ma semmai quella dove è stato eletto un Presidente, pur avendo meno voti del suo avversario Al Gore. Non dimentichiamolo.

 

“Thank you for your inquiry.

 

Thank you for contacting Topica List Owner Support.

 

We apologize for the delay in responding to your request.

 

If you are still experiencing problems, please send a new request

to:

 

ownersupport@...

 

We will respond to your inquiry within 3 business days.

 

Thank you for your patience.

 

Please contact us with any further questions or comments.

 

Sincerely,

 

Finn Gjerdrum

Manager

Customer Support Team

Topica, Inc.

http://www.topica.com

 

 

Il messaggio inviato più volte all’indirizzo sopra riportato ownersupport@... è il seguente:

 

 

Please I need changing description, in English language,  for my group; in the first message there were some errors:

 

No war: Christian and non-Christian united for a non-violent and democratic socialism joining the Italian association called “April for the left-wing project”. This is a ML for an interdenominationalist Christian-Jew friendship, inspired to Leonhard Ragaz, a Swiss evangelic pastor. A brief presentation would be  appropriate before yr subscrition. This is an information and educational Italian newsletter which will be sent to different Christian and Jew believers who confront each others in peacefull way and belong to different Churches or Temples and different countries but have a common will to come together along the hard path of ecumenism. In the outlook of the “universal priesthood of believers” we wonder chiefly how live the Faith, promote Peace and Justice and protect the Creation.

The “new ecumenical orientations” is opened to dialogue and confrontation with other existing confessions and with non-believers. It has been established in 1999, it doesn’t receive any funds from parties or religious associations and it allows Jew believers to take part to its initiatives by written participation.

It publishes articles in French and English besides a wide range of press release documents of different no- profit organizations linked to our group.

This message is dedicated to Dietrich Bonhoeffer:

“We must act and dare the appropriateness and not whatever comes to our mind

not floating in the likelihood but grasp the reality as brave as we can be

freedom lies in action not in the absence of mind

obedience knows the essence of good and satisfies it,

freedom dares to act and returns God the ultimate judgment of what is right and what is wrong,

Obedience performs blindly

but Freedom is wide awake

Freedom wants to know why,

Obedience has its hands tied, Freedom is inventive

obedient man respects God’s commands

and by his Freedom, he creates new commands.

 Both Obedience and Freedom come true in the individual and collective responsibility.

(Dietrich Bonhoeffer)

 

 

The new long list name in english is: “ New ecumenical orientations” – Leonhard Ragaz group – Socialists for Peace!

 

Can you help me about this modification and show my list in this directory?

 

Category:

Top  |  Society & Culture  |  Religion & Spirituality  |  Faiths & Practices  |  General Resources

 

 

Thanks you in advance!

 

Maurizio Benazzi

………

 

 

E-mail ecumenici@...

 

http://www.topica.com/lists/ecumenici/

 

 


#86 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Lun 8 Dic 2003 8:52 pm
Oggetto: Sui dogmi mariani...
mauriziobenazzi
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Pace Maurizio,

Il titolo del testo è "Dal dogma alla verità".

Come spiegai quando lo inviai a questa mailing list (http://it.groups.yahoo.com/group/CristianiEvangeliciPentecostali/)  lo pescai in internet.

Facendo ricerche approfondite ho visto che questo testo si trova nel seguente sito 

http://www.ccgcs.com/index.htm

sotto la voce:

Libri e Studi

Credo che puoi pubblicarla l'importante è che viene inserito il link del sito e spieghi brevemente come sei venuto a conoscenza di questo testo.

Sia lodato Gesù Cristo.

Alfonso Paciello

 

 

Hai già spiegato tutto tu, almeno mi pare;  mi sembra oggettivamente importante questo scritto  pacato: è un contributo alla

chiarificazione delle differenze dottrinali fra l’area evangelica e quella cattolica. Quest’ultima ha goduto di tutti i possibili e

immaginabili spazi televisivi e mediatici anche nella giornata odierna. Mi sento anche di assicurarti, caro Alfonso, che in

questa circostanza il pensiero qui esposto rappresenta – a mio avviso - anche l’area più propriamente protestante.

Avrei  omesso solo  la frase finale dello scritto e qualche altro riferimento di scarsa sensibilità alla Verità contenuta per Israele

già nella bibbia ebraica: per me non ci sono dubbi che Israele abbia la sua via di salvezza indicata nell’ebraismo stesso. Noi

cristiani non siamo e non siamo mai stati infatti  l’Israele di cui si fa lì cenno. Noi siamo solo i Gentili. Il che non è un segno

di malevolenza dell’Eterno; è Israele semmai che ha dimenticato le responsabilità della Sua elezione.

Le cronache anche quotidiane lo attestano. I carri armati nelle strade di quelle terre  dimostrano che la voce del profeta Isaia,

di Amos, … rimangono oggi inascoltate.

La forza dello Spirito del Dio vivente soffi su di noi! Sia lodato l’Eterno e il Suo Santo Spirito.

Maurizio

 

 

 

 

 

DAL DOGMA ALLA VERITA’

 

PRESENTAZIONE

Caro lettore, questo elaborato è stato scritto da un cristiano per chiarire il punto di vista della fede intorno alla persona di Maria, madre di Gesù.

Si dice che coloro i quali non adorano Maria non credono in Lei.

La cosa è del tutto non vera, poiché i cristiani credono in tutto ciò che Maria ha detto e fatto.

Noi sappiamo, purtroppo, che i cristiani, cosiddetti "Mariani", venerano ed adorano la Madonna, rendendole un culto fatto di genuflessioni, immagini, preghiere, processioni, canti.

La Bibbia, invece, sostiene che la fede cristiana è fondata in Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo, e questo è confermato dal "credo" formulato dalla Chiesa antica.

Ogni vero credente in Cristo Gesù conosce bene Maria, la vergine di Israele, scelta dalla Grazia per divenire madre del nostro Salvatore Gesù Cristo.

I Vangeli ci parlano di Lei, presentano la sua fede, la sua umiltà, la sua ubbidienza alla Parola, nonché la sua vita di credente esemplare.

Perciò i cristiani rispettano ed onorano Maria, la nominano a giusta ragione, e traggono esempio da lei e dalla sua vita, secondo l’indirizzo scritturale.

Ogni cristiano, quindi, riconosce Maria "grandemente favorita da Dio e benedetta fra le donne" e sa che "tutte le generazioni la chiameranno beata, poiché il Potente Le ha fatto grandi cose".

Questo scritto vuol mettere la beata Maria nella sua giusta prospettiva, secondo il dettato evangelico.

Ti esortiamo dunque a leggere con attenzione, per dare chiarezza alla ricchezza dei significati e degli insegnamenti contenuti nella figura della Madonna.

Maria sta, ancora una volta, indicando alla storia dell’umanità quell’unica via dataci da Gesù; Ella, a suo tempo, seppe seguirla in maniera completa, quando ubbidì alla volontà di Dio, fino ad esporre la sua giovane vita al vituperio del mondo.

Ella indica la Via, ma non è la via.

L’unica Via dell’uomo verso Dio è (e resterà sempre e solo) Gesù.

Per questo (ed altro) è facile dimostrare come la Maria della Bibbia, quella evangelica, sia totalmente diversa da quella costruita dagli uomini e dai loro dogmi religiosi.

Del resto l’apostolo Paolo, prevedendo alcune deviazioni dal consiglio dello Spirito Santo, ha invitato i cristiani di ogni tempo ad attenersi alle Scritture senza andare oltre, per non correre il pericolo di gonfiarsi d’orgoglio a danno dei fratelli.

Comunque, questo elaborato, che parte da un precedente opuscolo scritto da un fratello in Cristo, ritiene di poter sviluppare con maggiore ampiezza quanto già svolto sul tema, ed ha come unico scopo quello di aiutare a vedere, col cuore di Dio e con la vista delle Scritture neotestamentarie, la fulgente figura di Cristo Gesù e la figura della Beata Maria, chiamata nel piano della grazia, quale eccellente servitrice e credente umilissima, sempre pronta alla divina chiamata. Amiamo Maria, la serva di Dio.

 

IL PERCHE’ DEL NOSTRO IMPEGNO

La Bibbia è il libro di Dio, ispirato dallo Spirito Santo.

Per noi cristiani, le Sacre Scritture sono formate dal vecchio patto e dal nuovo patto. Il vecchio patto contiene tutti gli scritti sacri della fede ebraica, che vanno dalla Genesi a Malachia, mentre il nuovo patto contiene gli Evangeli, gli Atti degli Apostoli, le Lettere e l’Apocalisse.

Noi cristiani (biblici), unitamente a tutta la cristianità, diciamo, leggendo la Bibbia, che è Parola di Dio; e, come tale, la vogliamo rispettare, fino a separare il "vile dal prezioso" (Geremia 15,19). Infatti, riteniamo, nel campo della fede, vile tutto ciò che è umano e prezioso tutto ciò che appartiene a Dio.

L’Apostolo Paolo (nella I° lettera ai Corinti, al capitolo 4, versetto 6), scrive:

<< .. Or fratelli, ho applicato queste cose a me stesso e ad Apollo onde per mezzo nostro voi impariate a praticare il "non oltre quello che è scritto" onde non vi gonfiate d’orgoglio gli uni a danno degli altri .. >>

Paolo, con questo versetto (e con tanti altri simili), dà alla cristianità una regola precisa, che noi riteniamo debba essere osservata da tutti i credenti, per poter giungere ad un vero ecumenismo nella Parola e quindi nelle Scritture.

Nostro Signore, la Parola fatta carne, ha sempre citato le Sacre Scritture, le ha confermate e le ha praticate con tutta la sua vita.

Noi riteniamo che Lui è l’esempio perfetto, compiuto, che ci conviene imitare. Come il discepolo osserva ed imita il Maestro, anche noi dobbiamo imitare Lui, il Maestro per antonomasia, il solo che ci dice la Verità di Dio e che è la Verità stessa. Seguirlo ci dà la possibilità di essere chiamati "Cristiani". (Atti 11,26)

Nel capitolo 17 dell’Evangelo di Giovanni, al versetto 20, nostro Signore ci ricorda, mediante la sua invocazione al Padre, la necessità di contribuire a realizzare, in ubbidienza alla volontà di Dio, l’Ecumenismo, ovvero l’unità dei cristiani, dei discepoli di Gesù Cristo, dei nati di nuovo dalla Parola di Dio.

Questo scritto ha la principale funzione di rimuovere le ambiguità che l’umanità ha instillato nella fede dei cristiani e di rifondare in Cristo Gesù la loro vera unità.

E’ tempo di rinunciare a tutto ciò che divide la cristianità e saper tornare con umiltà alla Santa Parola, alle Sacre Scritture ispirate dallo Spirito Santo, per trovare la vera unione e rallegrare il nostro Signore e padrone Gesù Cristo.

Segnalateci tutto ciò che vi sembra noi diciamo contro la Parola e ci pentiremo con immediatezza, aiutateci a conoscere meglio le Scritture, quelle che parlano di Gesù e che fanno crescere la fede in Lui (Giovanni 5,39).

Nessuno può giungere a Gesù, se non che il Padre, che lo ha mandato, lo attiri. Infatti, chiunque ascolta il Padre ed impara da Lui, giunge a conoscere Gesù Cristo e ad avere fiducia in Lui.

Noi avvertiamo una forte responsabilità e, quindi, l’impegno di far conoscere la volontà del Padre e separare il vile dal prezioso, affinché molti possano udire e vedere la verità biblica su Dio e scegliere, mediante la loro fede in Lui, tutto quello che appartiene alla Vita ed alla pietà.

 

IMITIAMO MARIA

Per comprendere correttamente la figura di Maria, madre terrena del nostro Signore Gesù Cristo, bisogna innanzi tutto precisare che Ella era una ragazza ebrea e, come tale, condivideva la fede di Israele nelle promesse divine, contenute nell'Antico Testamento, sulla venuta del Messia (cioè del Cristo).

Perciò Maria è, per noi, esempio di fede come Anna, Sara, Deborah, Yael, Rut e tante altre pie donne d’Israele.

L'Evangelo la chiama beata, perché a lei è stata fatta una grazia particolare: concepire il Cristo.

"Ti saluto Maria"

L'esperienza di Maria inizia con l'azione rivelatrice di Dio:

"L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea detta Nazaret ad una vergine fidanzata ad un uomo chiamato Giuseppe e il nome della vergine era Maria. E l'angelo, entrato da lei, le disse:

Ti saluto, o favorita dalla _ grazia, il Signore è con te.

Ed ella fu turbata a questa parola e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto. E l'angelo le disse:

Non temere Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco tu concepirai nel seno e partorirai un figliuolo e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato figliuolo dell'Altissimo, e il Signore Iddio Gli darà il trono di Davide suo padre, ed Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il Suo regno non avrà mai fine" (Luca 1,26-33).

Scelta tra le fanciulle di Israele per dare alla luce il Messia, Maria si rende conto di essere stata oggetto di una particolare grazia; grazia a cui bisogna rispondere con il libero assenso della fede, anche se tale atto gratuito di Dio rimane sempre un dono Suo proprio.

L'Apostolo Giovanni afferma:

"in questo si è manifestato per noi l'amore di Dio: che Dio ha mandato il suo unigenito figliuolo nel mondo, affinché per mezzo di Lui vivessimo.

In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che Egli ha amato noi, e ha mandato il suo Figliuolo per essere la propiziazione per i nostri peccati" (1 Giovanni 4.9)

"Ti saluto Maria! Il Signore è con te. Egli ti ha colmato di grazia".

Nella versione latina della Bibbia, chiamata la Vulgata, queste ultime parole furono tradotte con "gratia plena" (piena di grazia), espressione che non corrisponde esattamente al testo originale.

In greco, infatti, la forma verbale usata indica qualcuno che ha ricevuto una grazia, che è stato favorito dal dono della grazia, cioè che "ha trovato grazia presso Dio".

Inoltre, nel testo biblico, non vi è nulla che possa suggerire l'idea di qualche merito o di qualche virtù di Maria su cui Dio abbia fondato la Sua elezione.

Chi intende le parole del saluto dell'angelo come esaltazione della persona umana di Maria e delle sue virtù (e non come l'annunzio della pura misericordia di Dio) cade in un equivoco pericoloso.

Infatti, proprio l'inesatta traduzione della Vulgata ha indotto molti a credere che Maria fosse immune dal peccato originale.

Eppure la stessa espressione biblica "piena di grazia" è usata nella Scrittura per caratterizzare Stefano (Atti 6:8); analogo concetto è ripetuto in Efesini (1:6), quando Paolo dichiara che la grazia di Dio è stata largita a tutti i credenti per mezzo di Cristo Gesù.

Giustamente i traduttori della nuova versione italiana della Bibbia interconfessionale in lingua corrente traducono: "Il Signore ti ha colmato di grazia".

Maria stessa interpretò in tal senso l'annunzio dell'angelo quando intonò quell'inno di lode che è il

"Magnificat":

"L'anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio Mio salvatore, poiché Egli ha riguardato alla bassezza della sua ancella.

Poiché ecco, da ora innanzi tutte le età mi chiameranno beata, poiché il Potente mi ha fatto grandi cose.

Santo è il suo nome, e la sua misericordia è d'età in età per quelli che lo temono" (Luca 1, 46-50).

Da un antico commento al testo, così si estrapola:

"Ciò che Maria vuol dire è dunque, questo: Dio ha rivolto i suoi sguardi a me povera serva, disprezzata e insignificante, mentre avrebbe potuto trovare regine ricche, grandi, nobili e potenti, figlie di principi e di grandi signori.

Avrebbe potuto scegliersi la figlia di Anna o di Caifa, che erano i capi della nazione. Invece ha volto a me i suoi occhi pieni di pura bontà e si è servito ai suoi scopi di una ancella misera e disprezzata.

Nessuno, infatti, avrebbe dovuto gloriarsi, dinanzi a Dio, di essere degno di tanto onore. E anch'io devo riconoscere che è tutta grazia e bontà divina, e non merito mio o mia virtù... ".

"Questa è anche l'opera maggiore dalla quale tutte le altre dipendono e dalla quale tutte scaturiscono.

Infatti, quando avviene che Dio rivolge il suo volto a guardare qualcuno, questi sperimenta pura grazia e beatitudine, e tutti i doni e tutte le opere devono far seguito.

Per questo motivo Maria accenna allo sguardo di Dio dicendo: ecco da ora innanzi mi chiameranno beata; cioè dal momento in cui Dio ha riguardato la mia bassezza, verrò chiamata beata.

Essa, quindi, non viene lodata, ma la grazia di Dio scesa su di lei. Così possiamo imparare quale sia il vero onore che si deve tributare a Maria.

"Il Signore è con te"

Il Magnificat è il cantico di una credente che appartiene alla Chiesa di Cristo, la quale sa di non essere né di avere nulla da sé e perciò si riconosce povera di tutto e bisognosa.

Anche la Chiesa vive in tutta umiltà, giorno dopo giorno, unicamente nella grazia divina, che opera in lei mediante lo Spirito Santo.

Essa ascolta costantemente le parole dell'angelo: "Il Signore è con te", e da queste parole trae certezza di fede e forza per il servizio.

MARIA NATA SENZA PECCATO

Circa il senso dato alla "immacolata concezione", tanto dagli ortodossi greci quanto dai protestanti, appare inammissibile sostenere che Maria, fin dal primo istante del suo concepimento, è stata preservata dal peccato originale.

Se ciò fosse vero, a Maria verrebbe a mancare una delle caratteristiche essenziali della condizione umana, dopo la caduta di Adamo; non avrebbe più parte a quella natura peccaminosa che tutti ci accomuna, per cui il dogma stesso della vera umanità di Cristo potrebbe essere messo in dubbio.

Ma la Bibbia afferma con ogni chiarezza che:

"nessuna creatura umana è immune dal peccato, perché non v'è alcun giusto, neppure uno" (Romani 3,10).

Ecco perché S. Agostino può dire:

"Quando troverai uno che non è nato da Adamo, avrai trovato uno nato senza colpa. Nessuno potrà mai togliere ai cristiani questa verità" (Serm. 293. Nat. Giovanni Battista).

La dottrina apostolica è chiara:

"Per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato vi è entrata la morte; in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato" (Romani 5, 12). E l'apostolo aggiunge: "Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Romani 3,23).

Persino Maria conferma questa verità quando, nel Magnificat, esclama:

"Lo spirito mio esulta in Dio mio salvatore" (Luca 1,47).– Ella piena di umiltà e di chiara visione della realtà, dunque, non confusa, riconosce e confessa che Dio è colui che l’ha salvata da ciò da cui doveva essere salvata: ovvero dal peccato.

Pertanto, Dio l’ha salvata, concedendoLe il perdono dei peccati e permettendoLe di vedere con chiarezza la dimensione della sua missione (Salmo 32).

Ella, liberata dal peccato, con la mente aperta ed il cuore purificato, comprese l’incarico assegnatole da Dio, l’accolse e lo realizzò nella sua stessa natura umana.

Nel momento della annunciazione l'angelo, in riferimento a Gesù, aveva detto:

"Egli salverà il popolo dai suoi peccati" (Matteo 1,21), e Cristo è venuto nel mondo proprio per compiere questa specifica missione: espiare il peccato di tutta l'umanità.

Quando, nella "bolla Ineffabilis Deus" (firmata dal Papa Pio IX) ,

si afferma che Maria è esente dal peccato originale ("intuitu meritorum Christi Jesu, Salvatoris humani generis" cioè "in considerazione dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore del genere umano"), va osservato che i meriti di Cristo sono applicabili soltanto ai peccatori (… non sono venuto per i giusti ma per i peccatori…) e che anche Maria, avendo trovato grazia presso Dio, è stata dunque sciolta dal peccato e resa pura dalla Parola.

Pertanto, è più accoglibile la versione secondo la quale Maria nacque nel peccato, come qualsiasi essere umano (la Stessa ha fatto bene a dichiarare d’essere stata salvata), ma, per la missione ricevuta, venne perdonata e sciolta da ogni peccato; per ciò poté chiamare Dio suo Salvatore.

Eminenti dottori e "padri" della Chiesa hanno sostenuto che Maria non è nata senza peccato, ma ha ricevuto grazia e purificazione dalla Parola di Dio.

S.Agostino

(nel III sermone sul Salmo 34) scrive: "Maria morì a causa del peccato originale trasmesso da Adamo a tutti i suoi discendenti, e la carne che il nostro Signore prese da Maria, soffrì la morte per togliere il peccato". Maria dunque non fu immune dal peccato.

Eusebio,

grande storico della Chiesa antica, afferma:

"Nessuno è esente dal marchio del peccato originale, neppure la madre del Redentore del mondo" (Emis in orat. 2, de Nativ.)

Anche S. Anselmo si esprime in tal senso:

"Sebbene la concezione del Cristo sia immacolata, tuttavia la stessa vergine, dalla quale Egli nacque, fu concepita nella natura umana e nacque con il peccato originale" (Op. 92).

S. Tommaso d'Aquino insegna che

"la beata vergine Maria contrasse il peccato originale essendo stata concepita dalla unione dei suoi genitori" (Summa Theol. pars. III), ..intendendo con questa espressione che anche Maria partecipa pienamente alla condizione di peccato originale che è comune ad ogni creatura umana.

Il papa Innocenzo III dichiarò:

"Eva fu generata senza peccato e partorì nel peccato; Maria fu generata nel peccato e partorì senza peccato" (Sermo Ass.)

Bernardo di Chiaravalle,

un devoto cantore delle glorie di Maria, (lettera 34 ai canonici di Lione), si oppose all’idea della immacolata concezione.

A partire dal XIII secolo,

due scuole teologiche opposte si scontrarono apertamente all'interno del cattolicesimo romano:

quella dei Francescani,

che difendevano l'idea della immacolata concezione,

e quella dei Domenicani

che vi si opponevano, fondandosi sulla Bibbia e sui Padri che abbiamo citato.

Nel diciannovesimo secolo

la lotta si concluse con l'imposizione autoritaria della dottrina sostenuta dai Domenicani ad opera di Pio IX (anno 1854) il quale al proposito, si espresse così:

"Da parte nostra preferiamo seguire l'insegnamento della Scrittura e il pensiero dei Padri della Chiesa antica.

Portiamo dunque a Maria il medesimo rispetto che ebbe per lei l'angelo della annunciazione, nutriamo per lei profonda attenzione quale eletta dalla grazia di Dio per essere la madre terrena del Salvatore, e crediamo che è benedetta tra le donne proprio perché seppe essere un membro fedele e ubbidiente nel popolo di Dio. (Maria viene vista come strumento di Dio, eletta per il piano della salvezza, ma non corredentrice)

Scrive S. Agostino:

"Santa è Maria, benedetta è Maria; però è meglio la Chiesa che Maria. Perché? Perché Maria è una parte della Chiesa, un membro santo, eccellente, eminentissimo, ma solo un membro del corpo; ma il corpo intero vale più di un solo membro. Il capo è il Signore, e Cristo nella Sua totalità è capo e corpo" (cfr. Opera completa di S. Agostino, vol. VII. Serm. 25,13: "La maternità di Maria", pp. 143-159, ed. BAC, Madrid, 1950).

Noi cristiani

siamo convinti di essere coerenti non solo con l'insegnamento della Bibbia, ma anche con il pensiero della Chiesa dei primi quattro secoli e con coloro che tale visione hanno confermato e mantenuto nel tempo, perciò onoriamo Maria come colei che fu scelta per dare la vita terrena a Gesù.

Riconosciamo che Maria fu salvata e resa senza peccato per pura grazia, al fine di compiere la divina missione.

Ella, credendo ed ubbidendo alla Parola di Dio, divenne lo strumento umano di cui Egli si servì per la sua incarnazione, per assumere quindi un corpo che poteva essere offerto in sacrificio. Per tutto ciò che era, che fu resa e che compì, noi riconosciamo Maria e la dichiariamo Beata, poiché il Potente ha fatto in Lei grandi cose.

Maria resa libera dal peccato e ripiena dello Spirito Santo, portando la Parola nel suo grembo, vide con chiarezza e precisa verità la sua realtà, quella del genere umano e, più che ogni altra cosa, quella di Dio. Per questa illuminazione (che consegue all’opera dello Spirito Santo ed alla incarnazione della Parola), Ella potè vedere ciò che mai prima aveva visto e cantare un canto, il Magnificat, che mai prima né Lei né altre creature avevano potuto cantare.

Altre donne videro e cantarono a Dio, ma nessuna mai come Maria: Ella ottenne la visione più chiara, completa e bella.

 

IL VERBO SI FECE CARNE

"La Parola è stata fatta carne, ed ha abitato fra noi" (Giovanni 1,14).

Il miracolo dell’incarnazione consiste nell'intervento personale di Dio nella storia, cioè nel fatto storico che Dio si fece uomo in Gesù, prendendo su di sé la nostra natura umana.

Dobbiamo però notare che l'apporto umano alla incarnazione si attua solo tramite una donna: Maria.

L'uomo, il cui apporto è indispensabile per generare una vita, viene totalmente escluso.

Questo non avviene a caso, ma ha un significato spirituale.

Nell’incarnazione, Maria è il simbolo della umanità, incapace di proporre alcun rimedio per la salvezza dalla morte eterna, derivante dal peccato; Ella viene raggiunta dal messaggio di Dio e coinvolta nell'opera della salvezza. La bellezza della fede mariana consiste nel saper ascoltare la volontà di Dio ed accettare il Suo progetto. Maria non ebbe una sua personale proposta, ma seppe dipendere interamente dall’iniziativa di Dio, il quale, come sempre, si realizza unicamente per la potenza dello Spirito Santo.

All'angelo che annunzia l'impossibile:

"Tu concepirai",

Maria risponde credendo e mettendo a disposizione di Dio il nulla che ella è, il suo stato di ragazza vergine e senza marito, perché sul nulla della creatura Dio operi il tutto della Sua potenza.

Due sono gli insegnamenti che il Vangelo ci vuol dare:

Innanzi tutto il fatto che Maria condivida con noi e con tutta l'umanità il peccato originale; questo ci assicura che Gesù ha avuto pienamente parte alla nostra realtà umana, che è stato veramente in tutto simile a noi, anche se non ha commesso alcun peccato; quindi, può comprendere veramente la nostra situazione e fare l’espiazione dei nostri peccati (Ebrei 2,17; 4,15).

In secondo luogo, il fatto che Maria riconosca di aver bisogno di salvezza come ogni altra creatura umana, che accolga liberamente il messaggio della Parola di Dio e che si offra spontaneamente al servizio del Signore (Luca 1,38), fa di Maria un esempio di fede e di ubbidienza senza condizioni.

Beata è colei che ha creduto

La grazia di Dio ci interpella sempre direttamente ed esige una risposta libera e personale, e Maria è uno dei più grandi esempi del "sì" che viene dalla fede, un sì totale e senza riserve che coinvolge tutta la vita e l'essere di colui che crede.

Educata nella fede ebraica, Maria sa che l'onnipotente Iddio mantiene quello che promette, ed ora comprende che è giunto il momento di sperimentare nella propria vita la potenza del Signore.

Perciò, rispondendo - "mi sia fatto secondo la tua volontà" (Luca 1,38), Maria non discute e non pensa ai pericoli a cui può andare incontro nel suo ubbidire (Matteo 1,18-19).

Le basta che Dio le abbia parlato e questo è sufficiente perché lei ubbidisca. Ella sa in maniera semplice, genuina e sicura che Dio è Dio e la sua Parola è verità.

L'Evangelo accentua fortemente la fede di Maria, anzi è proprio per questa fede che Elisabetta, la definisce "beata" dicendo: "Beata è colei che ha creduto" (Luca 1,48).

Nel voler imitare Maria, dobbiamo limitarci a parlare di lei come ne parla il Vangelo, cioè

come esempio di fede e

di consacrazione a Dio,

affinché la Chiesa ne esca fortificata.

Perciò ogni forma di venerazione o di culto reso alla sua persona appare fuori dai limiti posti nella Sacra Scrittura.

Questo era stato compreso dagli scrittori cristiani del IV secolo:

Epifanio, denunciando la setta dei Colliridiani, scrisse:

"Non si deve rendere ai santi un onore maggiore di quanto è giusto...

Lo stesso continua asserendo:

Maria non è Dio, né ha ricevuto il suo corpo dal cielo, quasi non fosse stata concepita da un uomo e da una donna. Il corpo di Maria è santo, ma non è Dio; è stata vergine fino alla nascita di Gesù e resta degna di molto onore, ma non ci è stata data in adorazione, e quello che lei adora è Colui che è nato dalla sua carne. Si onora Maria, ma si adora il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

Nessuno adori Maria"

(Epifanio: Panarion, 78,11.24; 79A7).

Queste parole sembrano l'eco di ciò che affermava

S. Ambrogio da Milano nel medesimo secolo:

"Maria era il tempio di Dio, non il Dio del tempio; bisogna dunque adorare soltanto Colui che operava nel tempio" (Ambrogio, De spiritu Sancto, lib. III, cap. 11, n. 80).

Lapidarie e definitive sono le parole pronunciate da Nostro Signore Gesù, quando, nel deserto, contro il diavolo, disse: "Sta scritto:adora il Signore il tuo Dio ed a Lui solo rendi il culto".

Ora, a "Lui solo", significa "a nessun altro", neppure alla migliore delle creature, neppure a Maria.

 

INIZIO DEL CULTO A MARIA

Le prime tracce di un culto mariano risalgono alla fine del IV secolo, e più precisamente all'inizio del V (400),

quando, in alcune chiese in oriente e in occidente, si incominciò a venerare Maria con una forma di culto pubblico e con una festa speciale.

Ma tale culto, che all'inizio era piuttosto una specie di commemorazione, andò sempre più sviluppandosi dalla metà del VI secolo (500) in poi.

A tale riguardo è stata fatta una interessante osservazione:

Nelle pitture murali che decorano le Chiese fin dall'alto Medio Evo, il tema centrale dell'abside è costituito dalla figura di Cristo (Pantocrator) circondato dagli apostoli, tra i quali veniva situata la figura di Maria.

Alla fine del VIII secolo (700), invece, per la prima volta, al posto centrale appare la figura di Maria come madre che tiene in grembo Gesù bambino.

Inoltre, mentre nel principio Maria veniva dipinta in modo da dare rilievo alla figura di Gesù, man mano l’espressione del Figlio tende a spegnersi e viene evidenziato il ruolo della madre.

"Ecco mia madre e i miei fratelli"

Nel Vangelo, la posizione e l'atteggiamento di Maria nei confronti del Figlio sono invece ben diversi:

Maria, pur essendo la madre terrena del Salvatore, non potrà mai disporre del proprio figlio come le altre madri, anzi imparerà ben presto che i legami del sangue devono cedere il posto ai legami dello Spirito.

L'Evangelo di Matteo (12,46-50) riferisce che:

"Mentre Gesù parlava alle folle, ecco sua madre e i suoi fratelli che, fermatisi di fuori, cercavano di parlargli. E uno disse: Ecco tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori che cercano di parlarti. Ma Egli, rispondendo, disse a colui che gli parlava: Chi è mia madre? e chi sono i miei fratelli?

E stendendo la mano sui suoi discepoli disse: Ecco mia madre e i miei fratelli!

Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è nei cieli, esso mi è fratello e sorella e madre" .

Così Maria imparò ben presto che la sua condizione di madre del Salvatore non le concedeva alcuna posizione di privilegio tra i seguaci di suo Figlio.

E' stata uno strumento nelle mani di Dio, ha avuto una vocazione del tutto particolare, ha svolto una missione unica e insostituibile nel piano della salvezza, ma ora che Gesù ha iniziato la sua opera di redenzione, lo sguardo dei credenti deve essere rivolto al Figlio, non alla sua madre terrena.

Maria, come ogni altro testimone di Cristo, ha imparato a lasciare il primo posto al Signore, come diceva Giovanni il Battista: "Bisogna che Egli cresca e che io diminuisca" (Giovanni 3,30).

L'Evangelo di Luca ci riferisce che, una volta, Gesù stesso riprese una donna, la quale, entusiasta del suo insegnamento, aveva pronunziato delle parole di esaltazione riguardo alla persona di sua madre:

La donna disse a Gesù: Beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti! Ma egli le rispose: Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e la osservano" (Luca 11,27-28).

Con questa incisiva risposta, Gesù stesso sconfessò ogni tentativo di esaltazione della persona di sua madre.

La fede del cristiano deve essere chiara ed onorare i credenti che lo hanno preceduto nel cammino della fedeltà a Dio, ma saper distinguere tra i salvati e il Salvatore, cioè tra gli uomini e Gesù Cristo.

Infatti, come disse l'apostolo Pietro:

"in nessun altro è la salvezza, perché non v'è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad essere salvati (Atti 4,12)".

Maria ci insegna che il vero rapporto con Cristo si realizza nel contesto della fede vissuta nell'assemblea dei credenti.

Maria, sotto la croce, venne consegnata alle cure di Giovanni.

Infatti, Gesù disse all’Apostolo: "ecco tua madre" ed a Maria disse: "donna, ecco tuo figlio". E da quel momento il discepolo la prese in casa sua. (Giov:19,26).

Il fatto che Maria venne presa in casa di Giovanni fa dedurre che Ella fu curata e protetta dall’Apostolo, il quale, da allora in poi, esercitò nei confronti di Maria l’assistenza che la legge mosaica prevede da parte dei figli nei confronti dei propri genitori.

In effetti, le cure e l’assistenza previste, in quel tempo, per gli anziani, furono corrisposte a Maria da Giovanni: "Ecco tua madre", ovvero "colei che dovrai proteggere ed assistere al posto mio".

L'ultima volta che Maria è ricordata nel Nuovo Testamento è in Atti 2,14, dove si dice che:

"in attesa della Pentecoste - a Gerusalemme - i dodici discepoli perseveravano nella preghiera con le donne, con Maria madre di Gesù e con i fratelli di Gesù".

La discesa dello Spirito Santo sui centoventi dell’alto solaio chiarisce come anche Maria, alla pari dei fratelli di Gesù, degli Apostoli e dei discepoli, ebbe la grazia di ricevere la pienezza dello Spirito Santo.

Quindi, anche Maria ne aveva necessità, tanto quanto gli altri.

Ella, come il resto dei centoventi,solo nel giorno della Pentecoste fu resa Corpo di Cristo, inserita, dunque, nella vita e nell’onore eterno della Chiesa, ovvero nel tempio dell’Iddio vivente.

Dopo quest'ultima comparsa, Maria esce dalla scena biblica, umile serva del Signore, parte della Chiesa, simbolo di tutti quei credenti che vivono la vera umiltà del servizio nella ubbidienza della fede: quei credenti che Dio solo conosce.

Gli atti degli Apostoli non trattano più il personaggio di Maria e le Lettere del nuovo testamento non citano in alcun modo Maria, essendo tutte esclusivamente Cristocentriche.

Nel capitolo 19 dell’Apocalisse, l’Angelo dice a Giovanni, che stava per adorarlo:

"Guardati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli che custodiscono la testimonianza di Gesù. Adora Dio! Poiché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia".

Lo Spirito Santo pratica il suo personale intervento solo dove è manifestata la testimonianza di Gesù Cristo. Egli, il Consolatore, è sceso soltanto per sostenere il regno di Dio ed il nome santo del Signore.

La cristianità, unta dallo Spirito Santo, vive nel mondo, ma non appartiene al mondo; come Maria alle nozze di Cana, essa non smette di indicare Cristo, dicendo:

"Fate tutto quello che Egli vi dirà" (Giovanni 2,5).

Per questi motivi e per il rispetto che nutriamo verso le Sacre Scritture, noi cristiani non possiamo accettare quanti tendono, per assecondare la tradizione popolare ("popolare pietà", sempre più "mariana" e sempre meno "cristiana"), a fare dell'umile fanciulla di Nazareth una figura sempre meno cristiana e sempre più "deificata", fin quasi a sostituirla a Cristo come oggetto di fede e speranza di salvezza, dandole perfino il titolo di corredentrice, mentre il nuovo testamento parla di un unico Salvatore e Redentore.

Atti 4,12: "non è dato altro nome sotto il sole per il quale possiamo essere salvati tranne il nome del Signore Gesù Cristo".

Maria fu e rimane una credente tra i credenti.

Quando nell'Apocalisse si parla della gloria celeste, Maria non è mai nominata tra coloro che siedono attorno al trono di Cristo (Apocalisse 4), perché come credente esemplare, non ha un posto d'onore distinto dagli altri, ma si confonde con essi e si unisce al loro coro, per proclamare che "la salvezza appartiene al nostro Dio, che siede sul trono, ed all’Agnello" (Apocalisse 7,10).

Noi crediamo di essere fedeli alla Scrittura ed allo spirito stesso di Maria, quando protestiamo contro tutto ciò che mira ad attribuire a Maria il ruolo di corredentrice.

Ella è stata uno strumento preziosissimo nel piano della redenzione, come lo sono stati i suoi progenitori: Abramo, Isacco, Giacobbe, Davide e la stessa madre Anna, nonché Giuseppe e quindi gli Apostoli, le pie donne che seguirono e servirono Gesù ed anche Paolo ed i fratelli del Signore.

Se nostro Signore avesse voluto dare un ruolo di particolare venerazione alla Madre, avrebbe saputo come insegnarlo.

Mentre, pur rispettando ed onorando Maria in qualità di madre, la dimensionò, in più occasioni, chiamandola semplicemente "donna", affinché non venisse frainteso il ruolo salvifico del Figlio di Dio con quello di una fedele servitrice dell’Altissimo; … altrimenti, perché non chiamarla Madre?

Ella fu certamente ed indiscutibilmente madre amorosa e premurosa: sempre cercò, infatti, di proteggere il Figlio, fino ad intervenire personalmente quando, a suo avviso, ritenne che stesse per sbagliare (andando in un territorio infestato e rischiando di contaminarsi e perdere la benedizione divina).

In Marco 3, dal versetto 20 in poi, sta scritto:

"Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo. [21] Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: - E' fuori di sé –".

[22] "Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, ……………… dicevano: - E' posseduto da uno spirito immondo –".

[31] "Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. [32] Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: - Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano - [33] Ma egli rispose loro: - Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? -. [34] Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: - Ecco mia madre e i miei fratelli! [35] Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre –".

L’episodio è altamente chiarificatore.

Infatti, i parenti di Gesù temettero per Lui.

Essi partirono per trovarlo e dissuaderlo dalle cose che stava per fare. Lo ritenevano «fuori di sé».

Ora, i parenti che erano partiti per prendere Gesù erano la madre, i suoi fratelli e le sue sorelle.

Maria ed il resto della famiglia, dunque, giunsero alla porta della casa dove Gesù era entrato. Tutti erano uniti e mossi dal timore che Gesù fosse incapace di gestire la sua stessa incolumità e potesse recarsi in luoghi di contaminazione e di morte.

I parenti volevano proteggere Gesù.

Questo dimostra che loro non credevano chi Egli fosse veramente né nella missione celeste che gli era stata affidata. In un altro passo viene dimostrata la stessa sfiducia che hanno i familiari verso il Signore (Giov.7,37).

Il focolare domestico della casa di Maria era pervaso dalla sfiducia in Gesù ed in quello che stava facendo, perciò tutti loro temevano per la sua sorte ed in qualche modo lo consigliavano, quasi non avesse il giusto criterio delle cose da fare.

Maria la Madre, verosimilmente, era il centro del pensiero, delle meditazioni e delle scelte di tutti; pertanto, se il sentimento verso Gesù era la sfiducia, ossia non credere in Lui né in quello che stava facendo, ciò è dimostrazione che, in buona parte, anche Maria poteva essere influenzata o contaminata.

Certamente non si oppose alle valutazioni fatte ed alla conclusione che il Figlio era "fuori di sé", ma partecipò alla spedizione per riportarLo a casa.

Maria, come madre terrena, era, nei confronti del figlio, apprensiva e protettiva; per questo è possibile ritenere che la stessa avesse smarrito l’iniziale rivelazione messianica di Gesù: quella che Le fu fatta conoscere fin dal principio dall’Angelo.

La parte umana di Maria, toccata dal timore per la vita del figlio, la poteva condurre nella paura e, probabilmente, anche verso una temporanea confusione.

Maria, serva del Signore, credente nella Parola, madre umana e protettiva, giunse a sfiduciare il Figlio, preferendo conservare la sua visione di vita e le cure materne, purtroppo in opposizione al piano di Dio ed alla stessa volontà di Gesù.

Il Signore, che tutto conosceva, come tutto conosce, all’udire che i suoi parenti erano giunti da lontano e stavano fuori dalla porta, non disse nulla per farli entrare ma, rivoltosi ai suoi discepoli, disse:

"Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? - . [34] Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: - Ecco mia madre e i miei fratelli! [35] Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre".

L’episodio accennato fu certamente uno dei momenti di maggior tensione tra Gesù e la madre; in esso si manifestarono i sentimenti umani tipici dell’istinto materno, in contrapposizione all’equilibrio ed alla fermezza della divina sapienza.

Maria agì per fermare il Figlio, ma fu ridimensionata. Seppe tuttavia accettare la correzione ed imparò la lezione ricevuta.

Seppe stare al suo posto; al posto della credente, della serva, della figlia, pur essendo la madre, imparando a distinguere il ruolo spirituale da quello umano.

Dopo quella vicenda, Ella mai più cercò di ostacolare il figlio, che, nello stesso tempo era il suo Signore, ma lo seguì e gli stette vicino con assoluto rispetto ed ubbidienza.

Se la missione di Gesù fosse dipesa dalla Madre, essa avrebbe spesso subito forti deviazioni e le sue mete sarebbero state certamente variate.

Seguendo la Madre, il Signore avrebbe avuto una vita meno pericolosa ed un’anzianità più lunga, con una prospettiva di vecchiaia sicura e ridente.

E’ chiaro che la croce non era nei programmi di Maria, colei che teneva tanto alla integrità del figlio da volergli impedire di andare nel paese dei gadareni a liberare i posseduti.

Solo il Padre ha potuto tracciare una missione cosi incomprensibile al cuore dell’uomo, e tanto più a quello di una madre, quanto efficace e risolutiva per la salvezza del mondo.

Maria diede la sua persona per rivestire temporaneamente di umanità e di mortalità la Parola, ma in nessun modo partecipò alla progettazione della morte del Figlio, essendo ciò ad Ella innaturale ed incomprensibile.

Maria, come mostrato dalle scritture, non aveva la visione di Dio, ma quella della madre terrena, affettuosa, premurosa e protettiva, perciò verosimilmente indisponibile alla crocifissione del figlio, quindi mancata ed improponibile corredentrice.

Colei che non voleva far andare il figlio nel paese dei Gadareni, per timore che si contaminasse, come avrebbe mai accettato di lasciar andare il figlio sul Golgota, il luogo della morte?

Ecco perché è legittimo pensare che Ella subì la crocifissione e non riuscì a comprendere intimamente il dovere del figlio né, tantomeno, il progetto del Padre, che è e resterà comunque per l’eternità l’unica opera salvifica concessa all’uomo peccatore.

Ella, dunque, assistette addolorata alla uccisione del Figlio, ma non poté comprendere né concorrere all’opera della salvezza.

Pertanto è chiaro che Maria partecipò all’incarnazione del Verbo, ma non all’opera della croce né a quella, ancora più grande, della resurrezione.

Dunque, Maria Madre e strumento dell’incarnazione della Parola di Dio, ma non collaboratrice né corredentrice o compartecipe del progetto di salvezza compiuto attraverso la crocifissione di Gesù, né della sua resurrezione, perciò non avente parte alcuna al sacrificio del Golgota, nonostante ne subisse il dolore e la disperazione.

Inoltre, ci sorprende e ci scandalizza chi sostiene, con i pastorelli di Lourdes,

"che Maria sia la mediatrice della grazia e la madre di misericordia, la quale trattiene la collera del Figlio, giudice severo".

L’Evangelo dice il perfetto contrario del concetto sopra espresso, dato a Bernadette e fratelli nella grotta da una pseudo creatura angelica - ritenuta dai veggenti essere la Madonna. Infatti, in Galati è scritto: "quand’anche venisse un angelo dal cielo ad annunciarci una cosa diversa, sia esso considerato anatema"

lo Spirito Santo l’aveva predetto e gli uomini non si sono curati di lasciarsi illuminare e guidare dalla sua Parola.

Anche nell’Apocalisse (6,9), all’apertura del quinto sigillo, è Gesù che trattiene il giudizio sugli abitanti della terra, tanto invocato dai santi martiri.

Così, la verità non è quella di una madre che frena a stento l’ira del Figlio, ma quella del Figlio di Dio che trattiene la richiesta di giustizia sollecitata dai santi martiri.

La Bibbia, dunque, sostiene il contrario della visione di Barnadette. A tal punto, vale chiedersi: chi è più attendibile tra la Bibbia e tre bambini del XX secolo?

Fu solo Gesù Cristo, con i suoi fatti terreni e celesti, a dare una potente salvezza all’uomo che crede; è così che Egli fornisce la perfetta manifestazione dell'amore e della misericordia di Dio verso i peccatori (Apocalisse 5, Giovanni 3,16; Efesini 2,4-8) e ripetiamo non l’ira violenta e funesta che si vuole far credere.

Solo Gesù Cristo:

è l'unico mediatore tra Dio e gli uomini (Giovanni 14,13; 16,23; 1 Timoteo 2,5);

è l'unica Via che conduce a Dio (Giovanni 14,6);

è il vivente che siede alla destra di Dio e intercede per noi (Romani 8,34);

è il nostro avvocato difensore presso il Padre (1 Giovanni 2,1).

In Cristo anche noi, come Maria, abbiamo trovato grazia presso Dio e siamo stati colmati dalla Sua grazia; perciò evitiamo ogni indebita esaltazione della persona umana ed imitiamo Maria nella fede, nella disponibilità e nella consacrazione al Signore.

Gesù ha sostenuto che i suoi discepoli sono a Lui anche "Madre": ciò è comprensibile per il fatto che anche noi, come Maria, abbiamo accolto nel seno la Parola di Dio e questa ha generato la nuova nascita, ovvero la nascita della natura di Cristo Gesù.

Per tutto ciò, anche noi, come Lei, poniamo la nostra speranza soltanto in Dio, nostro Salvatore, per mezzo di Gesù Cristo.

LA DONNA CHE HA I PIEDI SULLA LUNA

Altro elemento che andrebbe chiarito è quanto illustrato nel capitolo 12 dell’Apocalisse, strumentalizzato dagli adoratori di Maria, fino a far dire loro che la donna con le dodici stelle sul capo e che poggia i piedi sopra la luna sia la Madonna.

La stessa Bibbia spiega che la donna è la rappresentazione della Chiesa e non di Maria; la Chiesa è, dunque, la vera madre del corpo di Cristo, che sarà rapito e non toccato dal dragone.

Le forzature interpretative non migliorano la fede né facilitano la salvezza, bensì operano al contrario.

Voler dire che la donna di Apocalisse 12 è Maria ha l’unico scopo di condurre i credenti all’adorazione della Madonna e ciò, a nostro avviso, sa tanto di idolatria.

Del resto, la lettera ai Romani, nel capitolo 1 (dal versetto 24 in avanti) spiega come Dio non permetta l’adorazione di alcuna creatura, stabilendo di abbandonare quanti si avventureranno contro tale consiglio.

Pertanto, se in favore dell’uomo viene rivendicata la facoltà di scelta quale supremo momento della libertà e della dignità, perché non capire che anche Dio si è riservata la libertà di proteggere chi gli ubbidisce e di abbandonare chi gli si oppone?

Ora il Signore vuole che adoriamo Lui soltanto con tutto il nostro cuore:- questo è il primo comandamento della legge. Quindi, se dobbiamo adorare solo Lui, come possiamo adorare anche altri? E, visto che Maria non è Dio ma è creatura, come si può pretendere la protezione del Signore, qualora la si veneri o adori?

Se, nonostante ciò, uno vuol vivere senza la protezione di Dio, faccia pure, ma poi non si lamenti! Del resto, ognuno è libero di scegliere il protettore che desidera e noi abbiamo scelto Cristo e non una creatura.

Va tuttavia precisato che noi, proprio in forza del nostro discepolato, abbiamo voluto collocare la figura di Maria nella sua giusta prospettiva, secondo le Sacre Scritture, al fine di togliere uno dei più grandi ostacoli sulla via dell'ecumenismo biblico, che vede Cristo stesso e Cristo solo al centro del cuore del credente, del culto e dell’adorazione.

La base del nostro tentativo, come di tutta l'impostazione della nostra fede, è la Parola di Dio, secondo quanto contenuto nelle Sacre Scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento, cioè nella Bibbia.

La Bibbia contiene tutta la rivelazione di Dio.

Per questo, essa è per noi l'unica norma di fede, di dottrina e di vita. Alla luce della Parola di Dio, dunque, noi abbiamo facoltà di sottoporre a verifica tutte le dottrine ecclesiastiche che sono state formulate dalla chiesa nel corso dei secoli, e di esaminare ogni tradizione religiosa e cultuale, per provare se deriva o no dalla Sacra Scrittura.

Perciò, proprio per fedeltà e ubbidienza alla Parola di Dio. siamo talvolta costretti a rifiutare quelle dottrine e quelle tradizioni che contrastano con l'insegnamento biblico.

Nella Bibbia, Gesù Cristo, che è "la via, la verità e la vita" (Giov.14,6), ci chiama alla fede e ci indica una via semplice e chiara per vivere in comunione con Lui nella verità: la via che Egli ci indica è quella descritta nel Vangelo.

Conoscere il Vangelo significa avere la possibilità di conoscere Dio e udire la sua voce, che ancora oggi parla a ciascuno di noi, personalmente e senza mediazioni, attraverso la sua Parola.

Amiamo tutta la cristianità e vogliamo dare il nostro contributo a tutto ciò che concerne l’adorazione a Dio (Giov.4,22); Maria è per noi un esempio altissimo di fede, ma solo a Dio va offerto il culto. Troviamoci nella Parola, comprendiamoci nella Parola, serviamoci nella Parola, amiamoci per la Parola e con la Parola. Dio illumini sempre di più la nostra mente e ci permetta di capire ogni giorno meglio la Sua verità.

 

CRISTIANI E MARIANI

Dopo aver esposto il nostro pensiero su Maria, Madre di Gesù, abbiamo raccolto per strada un "volantino" avente i seguenti riferimenti;

"MARIA, IL CAPOLAVORO DI DIO";

PUBBLICAZIONE DI PADRE GIULIO MARIA, APPARTENENTE ALL’ASSOCIAZIONE CATTOLICA "GESU’ E MARIA". CASELLA POSTALE 223 – PALERMO CENTRO – tel. 0360/556781

A motivo dei contenuti rilevati, abbiamo sentito la necessità di inserirlo in questo studio, come elemento di valutazione fra il cristianesimo (a base biblica) ed il marianesimo.

Per meglio procedere all’esame critico del "volantino", nel riportarlo abbiamo ben stagliato le frasi, numerandole al fine di meglio indirizzare i nostri personali convincimenti rispetto al pensiero di Padre Giulio Maria.

MARIA - IL CAPOLAVORO DI DIO

Maria è realmente il Capolavoro di Dio.

È Colei che sola è rimasta inalterata da come Dio l'aveva pensata e creata.

Né Adamo ed Eva prima del peccato originale, né Noè e i Patriarchi, né Abramo e Mosè, né Davide e tutti i profeti, né gli Apostoli e tutti i Santi di tutti i tempi raggiungono l'infinitesima parte di Santità pari a quella di Maria, anzi, tutti questi messi insieme, sono sempre immensamente lontani dalla Santità di Maria,come il Cielo dista dalla terra.

La Madonna è l'Onnipotenza supplicante.

È Onnipotente per Grazia,perché è Madre di Dio e Tabernacolo della Santissima Trinità.

È la Vergine sempre in preghiera.

Lei ha autorità su tutti i Doni e Grazie dello Spirito Santo, e distribuisce Grazie ai Suoi devoti come meglio crede, in quanto queste Grazie sono il prezzo di quel Sangue che Gesù ha ricevuto da Lei, Sua Genitrice.

Andiamo a Gesù, ma occorre la Grazia, per avere la grazia ci vuole Maria.

Dio ha radunato in Maria tutte le grazie.

È la Vergine.

È l'Unica.

È la Perfetta.

È la Completa.

Pensata così da Dio, generata così, rimasta così,Incoronata così, eternamente così: Santissima.

Dio per formare Maria, raccolse il meglio che si trova negli Angeli, nei Santi e nel creato adornandola di ciò che mai occhio vide e mai orecchio udì.

"O Vergine, quello che Dio può per la Sua volontà Tu lo puoi per la Tua preghiera", dice San Agostino.

E Sant'Antonio continua: "La preghiera della Madre di Dio ha carattere di comando, e non è che non sia esaudita".

San Pier Damiani scrive: "Avvicinati, o Vergine, all'altare del perdono, non già per supplicare,ma per comandare come Regina, poichè nelle Tue mani sono tutti i Tesori della Misericordia di Dio".

E San Bonaventura non esita a dire: "Nessuno entra in Cielo,se non per mezzo di Maria" San Bernardo consiglia:"Andate a Maria, ve lo dico senza esitare, Ella sarà sempre ascoltata, per ragione della Sua Dignità; l'Angelo Le disse che aveva trovato Grazia ed effettivamente Maria sempre trova Cratia".

"Al comando di Maria afferma San Bernardino da Siena tutti obbediscono anche lo stesso Dio! Basta che la Vergine voglia e tutto sarà fatto"Maria e Colei che solo amò, la Creatura delle Delizie di Dio, il Sole del Suo Sole, il Fiore del Suo giardino, il Tabernacolo Santo di Dio, la Carezza dell'Eterno,la Perla del Paradiso, la Vergine che non conosce che il bacio del Signore, il Capolavoro della creazione universale, l'Immagine e la somiglianza perfetta di Dio, destinata a divenire l'Arca del Verbo, la Pace di Dio, la Colomba Soave di Dio, Colei che da sola sa amare più di tutta l’umanità messa insieme, inferiore in santità solo a Dio, la Creatura più grande dopo Dio, la gioia del Paradiso, ma ancora, Maria è la Rosa di Dio.

Maria è la Mediatrice universale di tutte le Grazie, è Portatrice di Grazia, perché é Lei diede la Vita fisica alla Grazia stessa: a Gesù.

Maria, perché é Madre del Signore è la Vergine Madre, l'Assunta in Cielo in Anima e Corpo, la Regina degli Angeli e dell'universo, la Corredentrice del genere umano, la Madre spirituale dell'umanità, la Regina del cielo e della terra, la Madre della Chiesa, Colei che innamora la Santissima Trinità,la Misericordia del Padre: è l'Immacolata.

Ma tutte queste prerogative scaturiscono dalla Maternità Divina:Maria è Madre di Dio.

La Maternità Divina è la base e il motivo di tutti i privilegi di Maria Santissima.

Immacolata perché non poteva essere macchiata da alcun peccato e quindi in potere di Satana, Colei che doveva ospitare nel proprio Grembo il Vincitore del peccato e del demonio.

Vergine Madre perché ha concepito Gesù per opera dello Spirito Santo, ed è rimasta Vergine, perché ciò era conveniente alla Madre di Dio.

Assunta in cielo perché "occorreva che la Madre della Vita (Gesù) condividesse la dimora della Vita".

Maria è creatura tutta singolare, si trova tra Dio e noi.

Vuole che Dio sia conosciuto, amato ed adorato,ma vuole anche che noi ci salviamo, andiamo in Paradiso, e ci riusciremo solo se conosceremo, ameremo ed adoreremo sempre più Dio.

Ella ha ricevuto da Dio quelle perfezioni che convengono solo a una che è Madre di un Dio, per questo Maria è grandissima.

La Sua Santità è così alta,che sfiora l'infinito.

"Dio Si fa Uomo, l'uomo diventa Dio dice Cornelio A Lapide; il Cielo si abbassa, la terra s'innalza; Dio ha una Madre, una Vergine ha Dio per Figlio; gli Angeli stupiscono, la terra esulta, freme l'inferno.

Tutto è salvo.

Un Fiato di Dio crea il mondo; un Fiato di Adamo lo perde; un Fiato di Maria permette l’incarnazione del Verbo Eterno e salva l'universo".

Il Beato Duns Scoto afferma, che"Maria è vera Genitrice di Dio, in forza della sostanziale unione del Verbo eterno alla Carne da Lei generata".

Tra tutte le donne, Maria è la Donna eletta, tanto che l'Immortale Creatore Si nutrì al Suo petto.

Dice San Bernardo che "nella Passione, Maria soffrì nel Cuore tutte le pene che Gesù soffrì nel Corpo: per questo Dio L’ha tanto esaltata" Dice lo pseudo Alberto Magno, che "Maria ebbe in grado superlativo tutte e singole le virtù, a differenza dei Santi, i quali ebbero solo qualche virtù eminente"Madre di Gesù, e se Gesù concede grandi Grazie ai Santi, quante più deve concederne alla Madre, che è Piena di Grazia la Donna bellissima, che innamorò la Santissima Trinità.

È lo Specchio del Signore, perché Ella rimanda sempre al Figlio Divino; è la Maestra dei Santi, come lo fu del Santissimo, Uomo unico ed irripetibile; la Luce del mattino o l'Aurora, perché è dopo Lei viene il Sole,che illumina le tenebre.

Maria fu l'obbediente, la Maestra di obbedienza.

Perché la Sua risposta a Dio, fu sempre "Si".

La Vergine Maria fu Colei che per la Sua Fede di obbedienza generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre senza contatto con uomo, ma adombrata dallo Spirito Santo"come è scritto nella Marialis Cultus.

"Se il peccato di Eva fu quello della disubbidienza, la novella Maria, con la Sua perfetta ubbidienza, riparò questo peccato", sostiene Sant'Agostino.

Fra tutti i Più grandi Santi, solo l'ubbidienza di Maria fu perfetta.

"Gesù La onorò dall'eternità e La onorerà per l'eternità -afferma San Massimiliano Maria Kolbe- Nessuno si avvicina a Lui, si rende simile a Lui, si salva,si santifica, se non onora Maria nessuno, nè un Angelo,né un uomo, né un altro essere" Maria è l'Altissima, e mente umana non può comprendere quanto sia Potentissima.

Sant'Anselmo dice: "Dio che creò ogni cosa, fece Se stesso da Maria e così tutto rifece". La Vergine Madre ha detto alla mistica, Venerabile Maria d'Agreda: "Fui preparata dall'Altissimo per essere Madre dell'Unigenito, e da questa Santa Maternità provengono alla Mia Anima tutte le perfezioni, le Grazie e i Doni.

Appresi l’arte della perfetta Maternità quando nel Mio Seno il Mio dolce Bene dava istruzioni al Mio Cuore e insegnava alla Mia Anima; talvolta colloqui dolcissimi Mi intrattenevo con Lui, e il Mio Amato si accostava alla Fonte sigillata, e alle Mie orecchie sussurrava parole divine che nessun udito umano mai ha udito".

Maria Santissima è l'Amata da Dio e la Prediletta di Dio da tutta l'eternità, la più grande di tutte le creature, perché Dio riversò su di Lei come pioggia fertile Grazie, Privilegi ed infinito Amore.

La Santa Chiesa, dice che non reca meraviglia, se presso i Santi Padri, c'era l'uso di chiamare la Madre di Dio: "La Tutta Santa; immune da ogni macchia di peccato; dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura; adornata fin dal primo istante della Sua Concezione dagli splendori di una Santità tutta singolare"Precisa Sant'Agostino, che "pur essendo così grande,Maria fu tanto umile, che meritò di diventare l'arcana Scala per la quale Dio discese in terra".

"Sembra quasi che tra Maria e Dio si stabilisca una gara: più Dio innalza Maria più Lei Si abbassa nella Sua umiltà", afferma San Bernardo.

Maria è il Mare delle virtù di Dio, Colei che porta ogni bene, l'Ostensorio di Dio, la Porta del Cielo, l'Arca di Dio, l'Inno dei Cieli, il Tempio dello Spirito Santo, 1'Avvocata nostra, la Mediatrice e Dispensiera di Grazie.

Le meraviglie compiute da Dio in Maria sono state più numerose delle stelle del Cielo e più luminose del sole.

Per San Massimiliano "la Madonna è la più perfetta tra le creature, è stata elevata al di sopra delle creature, ed è una Creatura Divina in un modo ineffabile.

Ella è strumento di Dio.

Con piena consapevolezza Si lascia volontariamente condurre da Dio, Si conforma alla Sua Volontà, desidera solo ciò che Dio vuole.

Opera secondo la Sua Volontà nel modo più perfetto possibile, senza il minimo difetto, senza alcuna deviazione della propria Volontà, dalla Volontà di Lui".

"O Maria il Figlio di Dio aspettava alla porta della Tua Volontà che Tu gli aprissi dice Santa Caterina da Siena.

Bussava alla Tua porta il Dio Eterno; ma se Tu non avessi aperto Dio non Si sarebbe Incarnato in Te".

"Tutte le generazioni Mi chiameranno Beata"(Lc 1,48), profetizzò Maria, ma il popolo di Dio La invoca Beatissima, Santissima, Onnipotente per Grazia,Regina dell'universo e Madre di Dio.

Infatti, ogni cuore innamorato di Maria ripete insieme a Sant'Elisabetta: Beata Te che hai creduto " (Lc 1,4).

In Maria la Grazia ricevuta, corrisponde ad una santità quasi infinita, ed è proporzionata all'Amore che Ella ebbe verso Dio adornò Maria di incalcolabili gemme preziose.

Come Creatore Egli poteva creare una Creatura così Altissima sopra tutti gli Angeli; volle avere per Madre una Donna grandiosa; creò senza alcun interrogativo una Madre,che è Santissima ed umilissima: Maria di Nazareth.

Sì, Maria è la Casa d'oro e vivente dell'Incarnazione Divina.

Maria è la Casa di santità, del sacrificio, di·preghiera, la Casa di Dio.

Ella è il Tesoro di tutti i beni celesti; il Tesoro di bontà e di Grazia.

Maria i Creatura specialissima, creata con potenza, sapienza e bontà da Dio.

Maria è la mistica Città di Dio, la Tesoriera del Cuore di Dio e la prima degli Eletti.

È la Misericordia di Dio, in cui trovano riparo e salvezza i figli disperati.

È il Giardino fiorito, da dove germogliò il Fiore più prezioso e più bello: Gesù.

È l’Orto fruttuoso, che produsse quel Frutto Divino dolce e sazievole,che è l'Uomo Dio.

Sì, per nostra consolazione e conforto, la Grandezza e la Dignità di Maria è senza uguale, fino a toccare i limiti dell'infinito, perché é Lei è la MADRE DI DIO.

 

Estratto dal libro

"Maria, Madre di Dio"

Per richieste: ASSOCIAZIONE CATTOLICA "GESU’ E MARIA"

CASELLA POSTALE 223 – PALERMO CENTRO

0360/556781 – I LIBRI SONO FUORI COMMERCIO

ALTRE PUBBLICAZIONI DI PADRE GIULIO MARIA:

GESU’, GIUSEPPE E MARIA, VI DONO IL CUORE E L’ANIMA MIA

DIO E’ VIVO (CON PADRE A DIMONDA)

ADORAZIONE EUCARISTICA

 

Dal "volantino di Padre Maria Giulio" nascono le nostre riflessioni, che sottoponiamo con umiltà alla valutazione di chi vorrà leggerle, sia per considerarle e darci eventuali chiarimenti biblici, sia per correggere quanto da noi scritto e migliorarlo.

Innanzi tutto, Padre Maria Giulio sostiene che Maria sia stata pensata e creata da Dio, quasi fosse stata priva di una umana progenie e non derivata dalla famiglia del re Davide; quindi, senza alcun collegamento umano ed una natura terrena e carnale, come l’ebbe Abramo, Davide, Anna sua madre e tutti gli altri suoi progenitori.

Almeno questo è il senso che affiora dalla prima e dalla seconda frase del "volantino".

A tal punto viene da chiedersi se tale assunto sia accoglibile alla luce delle Sacre Scritture e la risposta più attinente e fedele alle stesse è certamente negativa.

Maria, dunque, fu una donna tra le donne, avente la stessa natura e gli stessi problemi di tutte le altre, ma scelta da Dio e graziata per poter compiere l’incarnazione del Verbo.

Tale missione terrena, accolta e portata a compimento da Maria, la vergine d’Israele, la rese beata fra le donne, piena di grazie e Le fu concesso che tutte le generazioni l’avrebbero chiamata beata, poiché Dio, scegliendola nel piano dell’incarnazione della Parola, aveva fatto in Lei grandi cose.

Nella terza frase Maria è descritta in maniera tale che, per poco, la di Lei santità è considerata pari a quella di Dio.

Noi riteniamo che Ella fu resa santa dalla grazia celeste e, per questo, chiamò Dio suo salvatore; ciò dimostra che lei stessa, prima di essere scelta a far parte del piano della incarnazione del Verbo, non si riconosceva salvata.

Inoltre, sostenere che Maria sia stata superiore in santità ad Adamo ed Eva, prima del peccato, ci appare un vero assurdo biblico, un vero e proprio paradosso dal punto di vista logico e temporale, visto che Maria nacque da Anna, da Davide, da Abramo, da Noè, e da Eva, la quale partorì Set dopo aver peccato ed essere stata allontanata dal giardino di Dio.

Se Maria non fosse nata dalla progenie di Davide e per questo non ne avesse portato la natura terrena e carnale (alla quale fu fatta la promessa), Ella non avrebbe potuto essere scelta come strumento del piano di Dio, circa l’arrivo del Messia: "La vergine partorirà un figlio e gli sarà posto il nome di Emmanuele" (Dio è con noi) – Isaia 7,14; "Beata è colei a cui il peccato è stato rimesso ed alla quale il Signore non imputa alcuna iniquità" (Sal.32).

Per questa ragione Maria, rivestita dell’umana natura conseguente da Adamo ed Eva, potè concepire in sé la Parola e darle un corpo mortale, per offrirlo in sacrificio al fine di acquistare la salvezza di ognuno che crede nel Signore e nell’opera della croce. Del resto, è Maria stessa a spiegare tutto questo nel "magnificat".

Nella quarta frase, a Maria viene riconosciuta una capacità di supplica onnipotente. A noi risulta che nulla esiste di onnipotente al di fuori di Dio e che la preghiera più alta non è quella di Maria, ma quella di Gesù Cristo (Rom.8,34).

Il potere d’intercessione mediante la preghiera è affidato anche allo Spirito Santo (Rom.8,26 sgg).

Siamo certi che Maria ha pregato per i bisognosi, sia prima di ricevere lo Spirito Santo, nel giorno della Pentecoste, che dopo, ma non possiamo confermare, con padre Giulio, che la preghiera di Maria possa essere stata superiore né uguale a quella di Gesù ed a quella dello Spirito Santo, il quale continua ad intercedere, tramite la chiesa ed i credenti, con sospiri ineffabili.

Nella quinta frase, troviamo che padre Giulio dichiara Maria Madre di Dio.

A tal punto è necessario precisare che la Bibbia indica Maria quale madre del Signore e non di Dio; in questo modo di definire Maria c’è una grande differenza.

Infatti, da troppo tempo è stato confuso il ruolo di Dio e quello del Signore. Sono due termini diversi, che indicano due differenti attributi, nonostante li ritroviamo uniti nella stessa persona di Gesù Cristo.

Gli angeli (Luca 2,1-3) dichiararono ai pastori: " Oggi nella città di Davide è nato per voi un Salvatore, che è Cristo il Signore", ovvero Colui che governa e regna su tutte le cose e le creature: Il Re dei re, il Signore dei signori, Colui che si incarnò e venne per regnare: nacque per questo; così disse a Pilato (Giov.18,37).

Dio Padre, invece, è colui che crea, genera e fa crescere.

Maria, dunque, non è madre del Creatore, ma del Signore; Egli è nato per regnare, quindi, quale Signore.

Sostenere che Maria è madre di Dio serve solo a commettere un terrificante errore, sul quale si fondano una serie di dogmi ed assiomi che conducono i credenti sempre più lontano dalla verità, ed in maniera inesorabile verso la confusione e la morte.

Credo che chi comprende tali cose troverà difficile esporre la propria vita alla condanna eterna, per aver chiuso il cuore all’amore della verità ed aver proseguito nell’efficacia dell’errore, quasi sempre a motivo di uno stolto "campanilismo denominazionale". Questo è il tempo del riscatto in forza della verità biblica: il domani non appartiene a nessuno, tranne che a Dio.

Un’ulteriore riflessione logica può essere fatta al proposito, chiedendoci se è possibile definire Maria come madre di Dio, e reputarla generatrice del creatore di tutte le cose, pur sapendo che Ella è una creatura voluta da Colui che ogni cosa ha creato e crea.

Può dunque il creatore essere generato dalla sua stessa creatura? Ecco perché la Bibbia chiama Maria Madre del Signore e non Madre di Dio.

E’ l’uomo, quindi, che ha detto, sostenuto e divulgato quello che mai Dio ha dichiarato.

E’ ora di tornare alla verità di Dio e rispettare la sua santa Parola e le sue Scritture Sacre, riconosciute e confermate da Gesù Cristo e dallo Spirito Suo Santo.

A chiarimento della sesta frase, ricordiamo che nel libro dell’Apocalisse, al capitolo 6, all’apertura del quinto sigillo, è descritta la richiesta di giudicare la Terra, fatta dai martiri, il cui sangue è stato versato a motivo della Parola di Dio.

Questi chiedono che i loro carnefici ricevano la condegna mercede del loro traviamento. Solo Gesù è colui che li invita ad aspettare, affinché altri siano salvati.

Colui che sta sempre in preghiera è Gesù: nel capitolo 8 della lettera ai Romani leggiamo che Egli è morto sulla croce per noi e, risorto, siede alla destra di Dio e prega per noi.

Sempre, nella lettera ai Romani, al capitolo 12, è consigliato a tutti i cristiani di pregare sempre.

Maria (possiamo dire in maniera più fedele possibile alle Scritture), recita la stessa preghiera di tutti i santi e prega come tutti i santi.

Solo Gesù ha una preghiera superiore.

In risposta alla settima frase, ricordiamo che la prima lettera ai Corinti, al capitolo 12, insegna come i doni li distribuisce lo Spirito Santo di Gesù a ciascuno come Egli (e nessun altro) vuole: lo Spirito li dà a chi vuole, per l’utile comune.

Del resto, nessuna Scrittura sostiene che lo Spirito Santo abbia delegato a Maria la funzione di consolare la Chiesa.

Infine, ci appare assurdo sostenere che il sangue di Gesù debba ritenersi appartenente a Maria, sol perché Ella è la madre.

Se seguiamo questa logica, si finirà per concludere che il sangue di Gesù, in fondo, è quello di Eva; per cui, potremmo ritenerci tutti sottoposti al peccato a motivo di Eva e nel contempo salvati dal sangue di Lei, trasmesso per progenie nel corpo di Cristo Gesù.

Crediamo che una tale conclusione del ragionamento, incautamente avviato da Padre Giulio, non sarebbe accoglibile, adesso, neppure dal medesimo. Certamente non lo è da noi.

L’ottava frase è un assioma antibiblico, poiché colui che è venuto dal cielo ed ha portato la grazia e la verità agli uomini è certamente Gesù Cristo e non Maria (Giov. 1, 15-16 e 17).

Pertanto, chiunque sostenga cosa diversa e contraria alle Scritture non può essere definito discepolo di Cristo, ma deve essere annoverato tra coloro che parlano e scrivono per screditare la missione salvifica di nostro Signore e Padrone Cristo Gesù.

Considerato che nei pochi versetti commentati abbiamo rilevato un così gran numero di conflitti con le Sacre Scritture, ci verrebbe voglia di lasciare ai lettori le valutazioni e le conclusioni ovvie che l’articolo marianeo suscita alla luce delle Sacre Scritture, le uniche capaci di dare la misura e la verità della volontà di Dio.

Comunque, impossibilitati a non reagire, ci permettiamo di aggiungere altri pochi e brevi chiarimenti: ad esempio, dalla frase dieci alla quattordici, è scritto che Maria è stata eternamente pensata, generata, rimasta santissima.

L’autore sembra in tal modo voler disconoscere la volontà di Dio, depositata nella Bibbia, e la volontà dello Spirito Santo, contenuta, del resto, nelle stesse parole pronunciate da Maria nel Magnificat, quando innalza Dio come il suo personale Salvatore.

Ora, se Ella fosse stata santissima a priori, da cosa avrebbe dovuto essere salvata? E, dal momento che Ella dichiara Dio quale suo Salvatore, siamo autorizzati a ritenere che la sua sia stata falsa modestia oppure dichiarazione rivelata dal Santo Spirito. Naturalmente, noi crediamo nell’onestà e nella veridicità delle parole di Maria.

Inoltre, va precisato che Maria era solo una giovane figlia d’Israele, casta vergine, ma donna tra le donne, e per questo graziata e resa beata; i meriti, pertanto, appartengono a Colui che fa grazia e non a chi viene scelta per ricevere grazia.

Maria viene posta, inoltre, da padre Giulio, in parallelo e come contraltare di Dio, quasi che, mentre il Creatore opera mediante la sua personale volontà, la seconda agisca mediante la sua preghiera, dal momento che entrambe le azioni vengono inspiegabilmente, dal religioso, qualificate col termine "onnipotente".

A tal punto necessita riflettere sul senso che il curatore del volantino ha voluto attribuire alla preghiera di Maria, definita "onnipotente": poiché, se fosse preghiera, dovrebbe comunque essere subordinata, e per questo non sarebbe onnipotente; se invece le suppliche di Maria fossero "preghiere di comando", come Padre Giulio in altre parti sostiene, allora onnipotente sarebbe Maria e non più Dio, il quale si vedrebbe, in questo caso, subordinato alla di Lei preghiera.

Infatti, onnipotente non può essere che uno solo e, tra due (Dio e Maria), la questione è facilmente risolvibile, considerato che il primo è creatore e la seconda creatura.

E’ dunque impossibile dire che, per la volontà di Dio e per la preghiera di Maria, possa essere usato in maniera paritetica il termine "onnipotente".

Ciò che dice Sant’Agostino (e che padre Giulio ci ricorda, nella frase numero 16: "O Vergine, quello che Dio può per la Sua volontà Tu lo puoi per la Tua preghiera") è accoglibile a condizione che la preghiera di Maria sia ritenuta sottomessa all’onnipotenza di Dio e subordinata alla di Lui volontà; per tale ragione di sottomissione, la preghiera dovrà essere compatibile e condivisibile.

Pertanto sosteniamo che appare quanto mai errato definire la preghiera di Maria come elemento "di comando" o "di onnipotenza".

Del resto le Scritture mostrano come la preghiera di Maria non fu sempre accolta, visto che, almeno in un caso, Ella ed i suoi figli non furono ricevuti dal Signore. Infatti, un giorno, quando Ella si recò in casa della suocera di Pietro, con tutti i figli, per portare a casa Gesù, non fu né ascoltata né raggiunta.

In quella circostanza, la volontà e la richiesta di Maria erano difformi dalla volontà di Dio. Per tutto ciò possiamo affermare che nessuna preghiera contraria alla volontà del Padre potrà mai essere accolta ed esaudita, da chiunque provenga, neppure da Maria.

Nella Bibbia sta scritto (Giov. 11,42), che il Padre ascolta sempre ed in ogni occasione la preghiera di uno soltanto: Suo Figlio, Colui che condivide col Padre un’unica volontà. Inoltre, le Scritture sostengono in maniera esplicita che uno solo è l’intermediario tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù (I Tim. 2).

Ecco perché, qualora la preghiera di Maria a Dio fosse un comando, dovremmo concludere che Dio, ricettore del comando, sia sottoposto a Maria, emanatrice del comando stesso. Queste considerazioni, conseguenti alle affermazioni assiomatiche di padre Giulio, non ci appaiono accoglibili, essendo state dimostrate illogiche nel loro sviluppo, e per questo le riteniamo assurde, quand’anche l’abbia dette o scritte Sant’Antonio.

Solo uno è il detentore del bene ed è per la sua conoscenza che noi possiamo ottenere (2 Pietro 1) tutto ciò che appartiene alla vita ed alla pietà.

E’ vero che Maria ha trovato grazia per sé, ma in nessuna parte della Bibbia si trova scritto che Ella sia divenuta elargitrice di grazia, a nome e per conto di Dio, né, tantomeno, è indicato che lo possa fare autonomamente.

Padre Giulio sostiene che la Madonna non ha conosciuto altri baci che quelli di Dio, mentre dalle Scritture si rileva che, dopo la nascita del Signore, Maria è stata "conosciuta" da Giuseppe. Infatti (Matt.1,24) Giuseppe non ebbe con Maria rapporti coniugali finché

Ella non ebbe partorito un figlio, al quale pose nome Gesù. Così, Maria, dopo la nascita di Gesù, ricevette gli abbracci del suo fedele sposo Giuseppe, ed anche quattro figli, i cui nomi sono: Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda, oltre a numerose figlie (Matt.13,55).

Padre Giulio sostiene (come del resto tutti i Mariani) che la Madonna è la Mediatrice universale di tutte le Grazie, è Portatrice di Grazia, perché è Lei che diede la Vita fisica alla Grazia stessa: a Gesù.

Dare vita alla grazia, come formula possibile intorno alla maternità di Maria, per il religioso, è condizione sufficiente a rendere la Madre del Signore titolare delle grazie divine e capace di gestirne la distribuzione.

Dal volantino in esame appare quasi che Ella può far grazia a chi vuol far grazia e si intravede perciò un vuoto di grazia tra gli uomini prima della nascita di Maria, mancando a Dio lo strumento elargitore della grazia stessa: proiezioni concettuali, codeste, del tutto inattendibili e certamente fuorvianti dalla vera fede.

Infatti la Bibbia non dice affatto questo, ma sostiene che il solo che ha sempre fatto grazia e sempre potrà elargirla è Gesù, a tutti coloro che in Lui credono e sono a Lui sottoposti come discepoli.

Oggi, più che mai, i cristiani sono decisi a difendere la verità biblica contro ogni tipo di circonlocuzione e capovolgimento dei significati.

Fra questi ultimi, un altro fraintendimento provocato dai fedeli di Maria riguarda il fenomeno della sua presunta assunzione in cielo: ossia di Maria, l’Assunta in cielo in anima e corpo. Questo dogma religioso, come molti altri, ci coglie nello sgomento e nella meraviglia, visto che nessuna Scrittura lo conferma.

Anche la frase 22 ci turba non poco, visto che Maria viene dichiarata corredentrice del genere umano, nonché la Madre della Chiesa, Colei che innamora la Santissima Trinità.

Volendo tralasciare il resto dei contenuti inseriti nella frase in esame, non si può disattendere quanto sottolineato: se si sostiene Maria assunta in cielo senza aver "gustato la morte", la si ritiene superiore al progetto di Dio per gli uomini e, quindi, la sola a differire da quell’iter prezioso inaugurato da Gesù, che ci rende tutti figli della sua resurrezione. Padre Giulio fa quindi di Maria una realtà diversa da tutti e dal Signore stesso, che morì e resuscitò, secondo l’Evangelo della grazia e del regno. Anche questo dogma religioso non è sostenuto da alcuna Scrittura (1Cor.4,6).

Circa Maria quale presunta madre della Chiesa, si ricorda che tale affermazione contrasta violentemente con le Sacre Scritture, le quali (Galati 4,26) sostengono, nei secoli, come la Chiesa sia la vera Madre dei credenti. Questi, nell’unità dello Spirito, formano il Corpo mistico di Cristo (1Cor.12 e Rom.12).

Infine, per ciò che concerne il ruolo di corredentrice attribuito alla Madonna, ci permettiamo di ricordare le riflessioni sviluppate sul tema nel corso delle prime pagine del presente scritto.

In riferimento a quanto sostiene Padre Giulio (nelle frasi che vanno dalla 23 alla 28), precisiamo che Maria è esclusivamente Madre del corpo fisico di Gesù, del quale l’eterna ed immortale Parola di Dio si è rivestita. Maria, quindi, non ha generato né partorito Dio, che ad Ella preesisteva, ma soltanto il corpo fisico, carnale e mortale, mediante il quale la Parola si offriva in sacrificio al nostro posto.

Quel corpo, contenente la Parola, è risorto e regna in eterno essendo divenuto tutt’uno con la Parola, per questo sosteniamo che Maria, come già spiegato, è Madre del Signore e non del Creatore.

Il ruolo dell’intermediazione tra l’uomo e Dio, che è tipicamente sacerdotale, appartiene unicamente a Gesù Cristo(I Timoteo 2,5; Romani 8, Ebrei 7,8,9) ed allo Spirito Santo.

Padre Giulio sostiene (nella frase 28) "Maria Madre di un Dio", quasi che Dio non fosse uno solo.

Inoltre, ricordiamoci che Gesù chiama "sue Madri" anche i discepoli che lo seguivano e credevano in Lui; e noi riteniamo che ciò non sia stato scritto per caso. In merito, si può osservare come pure noi diventiamo madri della natura di Gesù Cristo, quando, similmente a Maria, crediamo nella Parola di Dio e la incarniamo nella nostra vita, ricevendo la nuova nascita (Giov.3) mediante il seme della Parola (1 Piet.1,23; Giov.1,13).

Ora, poiché tutto questo è vero, tutti i discepoli di Gesù, dovrebbero essere venerati e pregati, allo stesso modo di Maria, qualora si continuasse a ritenere che "alla madre del Signore" debba essere riservato un ruolo speciale mediante la venerazione, che, a ben guardare, attraverso le preghiere rivolteLe, diviene di fatto vera e propria adorazione.

Come è comprensibile, quanto stiamo esponendo diventa sempre più difficile per chi ama il preconcetto ed il dogma in luogo della Santa Parola; eppure tutto sarebbe facile ed accettabile se, con semplicità e genuinità di cuore, si avesse il coraggio di andare a Gesù e credere nel suo Evangelo, quale pane azzimo che alimenta la vera vita della natura dei figli di Dio.

Infatti anche noi credenti abbiamo accolto nel cuore la Parola vivente dell’Evangelo e, mediante questo Santo seme, Gesù è nato in noi: noi siamo così nati di nuovo alla natura del figlio di Dio, che è diversa da quella Adamitica, poiché è senza peccato.

Durante la loro vita terrena, i credenti possono camminare in due nature tra loro opposte (Gal.5,16) e devono adoperarsi affinché quella Spirituale (cristiana e del figlio di Dio) cresca (Ef.4,13) e quella carnale e terrena diminuisca.

In tal modo, la prima sarà prevalente sulla seconda e si verificherà ciò che viene esemplificato dalla metafora biblica di Simone che, per un tempo intermedio, fu chiamato Simone-Pietro, fino a quando, superato il livello di transizione dall’una all’altra natura (convertito), potè essere chiamato per sempre Pietro. Un nuovo nome per una nuova natura, che è destinata a vivere in eterno con Cristo Gesù.

Ecco perché, avendo accolto la Parola di Dio e fatto nascere in noi la natura di Cristo, siamo fratelli e sorelle di Gesù ed anche "sue madri" (Marco 3,34 e I Pietro 1,23), dato che abbiamo accolto il seme della Parola e lo abbiamo fatto crescere nel nostro seno.

Altro fatto da chiarire nelle espressioni di Padre Giulio è quando il lettore viene spinto ad intuire la Trinità come l’innammorato che brama la giovane fanciulla d’Israele e con Lei concepisce un figlio. Quasi che il desiderio verso la sposa sia preminente rispetto a quello riguardante l’incarnazione del Verbo.

Parimenti inaccoglibile è la tesi per la quale viene affermato dal religioso che Maria sarebbe paritetica a Cristo ai fini della salvezza dell’uomo peccatore, poiché avrebbe sofferto nel suo cuore gli stessi dolori patiti da Gesù sulla croce.

Pertanto si deduce che il dolore della Madre, ritenuto da padre Giulio pari a quello del Figlio, sia egualmente salvifico, e per questo Maria possa essere definita corredentrice.

A tal punto è necessario chiarire che la salvezza non è frutto del dolore patito, altrimenti molti altri uomini dovrebbero essere chiamati corredentori, come, del resto, gli stessi ladroni crocifissi ai lati del Signore.

La salvezza che viene dall’opera della crocifissione di Gesù Cristo deriva soprattutto dal fatto che Egli è stato l’Agnello sacrificale senza difetto, che Egli era il Sommo Sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec, che Egli era la Parola di Dio incarnata, e solo Egli poteva pagare al posto di tutti, avendo un valore superiore a tutti.

Pertanto, Gesù si offriva al posto nostro e pagava per tutti noi, mentre Maria soffriva per il figlio crocifisso e non poteva partecipare all’opera salvifica della croce, sia perché non ne aveva coscienza e sia perché, come madre terrena, non sarebbe stata disponibile a consegnare la vita del Figlio alla croce del Golgota.

Maria viene anche dichiarata "maestra del Santissimo", quasi che il Signore, il quale preesisteva alla fondazione del mondo, necessitasse dei consigli e degli insegnamenti di Maria per completare la sua perfezione. Maria ha certamente insegnato al bambino Gesù le cose di casa, ma, riguardo alle cose del Padre, anche da piccolo, Gesù insegnò a Maria (Luca 2,41).

Se avete compreso, tramite le Sacre Scritture, la corretta visione di Maria e capito che l’enfasi di Padre Giulio è difforme dalla Bibbia, se avete riconosciuto che Maria è santa, beata fra le donne e piena di grazia, ma non può essere definita corredentrice, se non a prezzo di sminuire l’amore di Dio, allora potete capire il resto da voi stessi e dichiarare, con noi cristiani, che c’è un solo vero Dio ed un solo vero Signore e Salvatore di tutti gli uomini: Gesù Cristo, poiché questo solo nome è stato dato agli uomini per la loro salvezza (Atti 4,12).

Attraverso quanto escusso, emerge chiaro che nessuna forma di venerazione né di adorazione deve essere rivolta a Maria né ai santi, visto, del resto, che la stessa Bibbia, in maniera esplicita (Rom.1,24) lo vieta, avvertendo che chi venera o adora qualsiasi creatura sarà abbandonato da Dio; e Maria, per quanto santa, amabile e preziosa, è pur sempre una creatura.

Così, anche se amiamo Maria insieme a tutti i santi, che in ogni tempo furono graditi al Signore, sentiamo la necessità di informare, per mezzo delle Sacre Scritture, che nessun atto di culto e di venerazione è ammesso da Dio nei confronti di qualsivoglia creatura, inclusa Maria.

Pertanto possiamo con certezza affermare che la preghiera dell’Ave Maria non è voluta da Dio, né dalla stessa Maria, che mai in tale ruolo si è proposta; a tal proposito, la stessa versione cattolica della Bibbia di Gerusalemme, nella lettera ai Romani (1,24), consiglia di non adorare né venerare le creature, per non essere abbandonati da Dio.

Se quanto scritto sembrerà ad alcuni una irriverenza nei confronti di Maria, si sappia che ciò non sta nelle nostre intenzioni, ma, al contrario, desideriamo evidenziare nei confronti di Maria i giusti riconoscimenti a Lei concessi da Dio, evitando che intorno alla sua preziosa persona vengano perpetrati misfatti spirituali che conducono le anime alla morte eterna.

Certamente la Beata Maria, Madre di Gesù, è d’accordo con noi, e da lei sentiamo giungere un prezioso ringraziamento. Lei, come chiunque altro dei santi, desidera sentire che il suo nome è al servizio dell’Altissimo e non in concorrenza o, peggio, in rivalità.

Riscattare il nome di Maria relativamente al suo giusto servizio nei confronti di Dio, è, anzi, l’atto d’omaggio e di riconoscenza migliore verso quella speciale vita che la Madre di Gesù ha saputo vivere con rispetto e grande decoro.

Ella ha saputo rimanere al posto assegnatole, partecipando con tutta la Chiesa alla glorificazione del Figlio, per ricevere da Lui la gloria dei santi, che in ogni tempo Lo hanno amato e servito.

Beata è Maria, la Madre del Signore, fra tutte le donne, e benedetto è il frutto del suo seno: Gesù.

 

DOCUMENTO STORICO

ROMA E LA BIBBIA

FOGLIO B N.1088 VOL.II PAG. 641-650

Sotto questo titolo, la rivista settimanale "The truth" (la Verità), pubblica in Gerusalemme, in data 3 Novembre 1911, un articolo che cita un documento conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi. Esso contiene consigli dati dai Cardinali a Papa Giulio III, all'epoca della sua elezione alla Santa Sede, nell'anno 1550.

Questo documento racchiude il seguente estratto:

"Tra tutti i consigli che possiamo avere a presentare alla Sua Santità, ne riserviamo il più importante in ultimo; dobbiamo tenere gli occhi bene aperti ed intervenire con tutta la potenza nostra nell'affare che abbiamo da considerare.

Trattasi di quanto segue: la lettura del Vangelo non deve essere permessa che il meno possibile, specialmente nelle lingue moderne, e nei paesi sottomessi alla vostra autorità.

Il pochissimo che viene letto generalmente alla messa, dovrebbe bastare e devesi proibire a chiunque di leggere di più. Finché il popolo si contenterà di quel poco, i vostri interessi prospereranno ma, nel momento che se ne vorrà leggere di più, i vostri interessi cominceranno a soffrire. Ecco il libro che più di nessun altro provocò contro di noi la ribellione, le tempeste che hanno arrischiato di perderci!

Difatti, se alcuno esamina accuratamente l'insegnamento della Bibbia e lo paragona a quanto succede nelle nostre chiese, troverà ben presto le contraddizioni, e vedrà che il nostro insegnamento spesso si scarta da quello della Bibbia e, più spesso ancora, è in opposizione ad essa.

Se il popolo si rende conto di questo, ci provocherà senza requie finché tutto venga svelato ed allora diventeremo l'oggetto della derisione e dell'odio universale.

E' necessario dunque che la Bibbia venga tolta e strappata dalle mani del popolo, però con grande prudenza, per non provocare tumulti."

Nel corso della storia, dal sesto secolo fino al ventesimo, sono stati aggiunti alla fede cristiana i seguenti dogmi:

Il culto a Maria (anno 531 circa);

Il culto ai santi ed agli angeli (anno 609 circa);

Il culto delle immagini e delle reliquie (intorno al 787);

Il celibato obbligatorio dei preti (intorno all’anno 1074). [Questo dogma contrasta con quanto indicato in 1 Tim,3,1. Pietro e molti altri erano sposati e portavano con loro le mogli.];

La corona ed il rosario (anno 1090 circa);

La confessione auricolare ( anno 1213 circa);

La transustanziazione (anno 1215 circa);

Lo scemamento della coppa (anno 1415 circa), mentre Gesù ha detto:"bevetene tutti";

Le indulgenze ( anno 1500 circa);

Il Corpus domini (anno 1519 circa);

L'immacolata concezione (anno 1854 circa);

L'infallibilità' del Papa (anno 1870 circa);

L'assunzione di Maria (anno 1950 circa).

Di tutto questo, né Gesù né gli Apostoli erano a conoscenza.

Se le autorità Marianee possono emanare e sostenere, col valore del dogma religioso, precetti contrari alle Scritture e far credere che sono volontà di Dio, noi cristiani siamo tenuti a precisare che il nostro Maestro e Signore rimproverò chi, a motivo della tradizione, diceva cose diverse dalle Sacre Scritture (Matt.15,3 sgg).

 

NOI CRISTIANI (biblici)

Riconosciamo che le varie denominazioni cristiane hanno promosso un valido avvicinamento all’ecumenismo biblico della cristianità e molte cose, ultimamente, stanno cambiando verso l’unità della fede, condotta dallo Spirito Santo nell’ambito delle promesse scritturali.

Nella famiglia di Cristo è in corso una presa di coscienza maggiore sui temi che ci sono pervenuti, poiché conservati dagli evangeli e da tutto il nuovo testamento, e un nuovo interesse e fedeltà alle Sacre Scritture si sta diffondendo ovunque.

La preparazione che precede il ritorno del Signore nostro Gesù Cristo sembra sia già stata avviata. Le ossa si stanno accostando alle ossa e la carne sta crescendo sulla struttura unita, mentre lo Spirito sta per essere chiamato e sta per soffiare e far tornare a vivere, nella volontà di Dio, ciò che era stato smembrato e disperso, e per ciò morto.

In Ezechiele 37,9 la voce dice:

"Profetizza allo Spirito, figliol d’uomo, e di’ allo Spirito: Così parla Dio, il Signore: vieni dai quattro venti, o Spirito, soffia su questi uccisi, fa che vivano. …. E lo Spirito entrò in essi, e tornarono alla vita, erano un esercito grande, grandissimo".

La storia della cristianità, nelle sue più varie manifestazioni, sta nelle mani della divina misericordia, e noi non vogliamo svolgere ruoli diversi da quelli assegnatici, che sono indirizzati alla salvezza e non al giudizio.

Ogni cristiano, che in ogni luogo invoca il nome del nostro Signore Gesù Cristo, ci è fratello e, nel nome del Salvatore, lo vogliamo accogliere, amare e, quindi, lo vogliamo servire.

Siamo afflitti per quanti, a motivo delle denominazioni e delle tradizioni, ci sono avversi senza ragione. Siamo afflitti perché questa loro condizione è alimentata dal preconcetto religioso e dal rifiuto della conoscenza contenuta nelle Sacre Scritture, dov’è indicato dal Signore ciò che i suoi credenti, seguaci e discepoli, devono fare.

Preghiamo, affinché la preparazione al ritorno del Signore possa trovare l’intera cristianità sveglia, con la lanterna accesa e l’olio sufficiente.

Preghiamo, affinché siano rotti i muri di separazione ed una coalizione che conduce all’unità della fede e dello Spirito ci trovi con Cristo, di Cristo e per Cristo.

In questi ultimi tempi, noi cristiani stiamo sognando un mondo migliore, il cui modello, ben conosciuto, è denominato messianico ed ha come Re Gesù Cristo.

E’ uno speciale sogno, che può essere inverato dal nostro servizio e dalla nostra fiducia nella realizzazione di quel mirabile progetto che è l’unità dei Cristiani:

Cristiani uniti nell’ecumenismo della Parola;

Cristiani che sanno rinunciare a tutto ciò che ostacola la crescita del regno di Dio;

Cristiani educati al metodo del dialogo, alla comprensione misericordiosa del prossimo ed ancor di più del fratello, impegnati nel rispetto dell’altrui dignità;

cristiani, infine, pronti a combattere ogni realtà culturale contraria alla comunione dello Spirito Santo.

Pace e grazia siano moltiplicate a tutto l’Israele di Dio.

 


#85 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Lun 8 Dic 2003 6:11 pm
Oggetto: Autopresentazione di un magistrato
mauriziobenazzi
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Sono Massimo Niro, magistrato di sorveglianza a Firenze,e ringrazio di essere stato inserito in questa m.l.

Infatti, i miei interessi non sono soltanto giuridici, benchè il lavoro mi lasci poco tempo per altro : mi interesso anche di letteratura e in particolare di poesia ( con alcune produzioni personali ), di filosofia, di teologia, di cinema,ecc.

Sono cattolico, abbastanza praticante, ed ho seguito con una certa assiduità le omelie e l'insegnamento di Ernesto Balducci, una personalità che a Firenze contava molto e la cui mancanza, oggi, è molto forte. Negli ultimi tempi seguo abbastanza le pubblicazioni e la spiritualità del Movimento dei Focolari di Chiara Lubich.

Seguo la politica, naturalmente, sono genericamente di sinistra ma un pò deluso e disorientato da quello che avviene, oggi, nello schieramento di centro-sinistra ; mi ritrovo di più in alcune posizioni dei movimenti riguardo alla legalità , alla pace, alla solidarietà, ecc.

Credo nel valore determinante della persona, al di là degli schieramenti e delle appartenenze, naturalmente in un'ottica personalistica, comunitaria e non individualistica ; negli "uomini di buona volontà", che ci sono e tanto possono fare.

Credo in Dio e nel prossimo, ma tante volte cedo all'egoismo e alla rassegnazione.

Credo che il mondo così com'è non sia gran che, ma che possiamo cambiarlo e migliorarlo, ciascuno per la sua parte.

Shalom !

                            Massimo

 

 

 

            Caro Massimo,

            grazie dell’autopresentazione; non posso nascondere che le perplessità sull’alleanza di centro sinistra sono anche le mie. Personalmente ho deciso ad esempio che non voterò candidati della Margherita nel mio collegio elettorale, anche a costo di favorire – di fatto - il centro destra. Poco importa. Ritengo che non servono a niente e a nessuno i cambiamenti di sola facciata. Le recenti dichiarazioni poi di Forza Italia sulla costituzione di un “nuovo partito del 40%” con i rutelliani, sono la prova delle grandi manovre elettorali in corso, fra i sotterranei della politica nazionale. Quella delle burocrazie dei partiti liberali per essere più espliciti, ove la gente non conta nulla. Conta semmai – per chi lo possiede - non perdere il potere, piccolo o grande che sia e a qualsiasi livello.

Recentemente ho avuto modo di ascoltare anche una conferenza del magistrato Becchino a Milano e ho apprezzato nelle sue parole, come nelle tue, la lucidità e la capacità di visione del bene comune: doti assai rare in Italia in questo periodo storico. Altro che “persone disturbate”!...

Sulla figura profetica di Balducci, posso dirti che l’amica Maria Antonietta di Matera era stata incaricata, all’inizio della guerra in Iraq, a leggere un suo testo per farne un riassunto ragionato per questa newsletter, ma problemi famigliari sono sopraggiunti ed hanno purtroppo impedito la realizzazione di questo microprogetto.  Nulla toglie che altre persone accolgano la proposta.

Come ben sai di uomini e di donne di buona volontà non ce ne sono poi tantissim*.  E’ duro dirlo ma bisogna ammetterlo. Penso infatti che quello che succede in Italia e nel mondo non capiti per caso. E non voglio andare oltre. Abbiamo tutti gli strumenti per intuire le situazioni che viviamo quotidianamente…

            Se vuoi trasmetterci poesie o altro fai pure: sono gradite.

            Buon lavoro!

            Maurizio

 

PS: spero ovviamente di potermi dedicare presto solo agli studi storici religiosi e lasciare questa “missione” ad obiettivo raggiunto, possibilmente quanto prima! Immagino del resto che tu abbia letto quella storia di Bonhoeffer che parla del folle che guida un’auto, che occorre assolutamente fermare…  Per il momento so solo che un maldestro al volante ha fermato solo me, tamponandomi venerdì scorso; la storia anche personale riserva sempre delle sorprese e non ci si annoia mai ;-)) Mantengo lo stesso il sorriso. Stammi bene.

 

 

 

 


#84 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Lun 8 Dic 2003 1:44 pm
Oggetto: Una nuova ML su "Yahoo France" in corso di attivazione
mauriziobenazzi
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Come preannunciato nei giorni scorsi una nuova ML tematica è stata aperta su un sito francese: lo scopo è quello di un utilizzo finalizzato agli obiettivi di libera informazione e controinformazione, religiosa e non. Si prevede già che il collocamento degli indirizzi - prelevati da questa ML - richiederà comunque diverso tempo, salvo il vostro aiuto nel disbrigo delle formalità di iscrizione.

 

Questo è l’indirizzo internet al quale si può aderire anche direttamente  : http://fr.groups.yahoo.com/group/ecumenici/  

 

Precisiamo che dagli attuali elenchi di iscritti del sito italiano di “Yahoo!” sono stati già annullate le e-mail delle persone che hanno fatto esplicita richiesta di rinuncia al trasferimento su altro sito estero. Le attività di questa ML continueranno pertanto fino al completamento delle operazioni di passaggio.

 

In queste ore stiamo attendendo - tra l’altro - l’autorizzazione di un fratello pentecostale alla pubblicazione di un interessante testo intitolato “Fra dogma e Verità”. Ci sembra un’importante occasione per riflettere oggi in Italia a proposito di dogmi mariani, da un punto di vista biblico. L’area pentecostale risulta oggi maggioritaria nel mondo evangelico, non solo in Italia ma anche nel mondo, e in molte aree geografiche è già la prima confessione cristiana. Pensiamo ad esempio al nuovo Brasile di Lula.

 

Speriamo vivamente che  ci  venga concessa l’occasione per una buona lettura. Nell’ipotesi più sfavorevole busseremo ad altre porte…

 

Un cordiale saluto a tutt*

 

Maurizio

 

 


#83 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Dom 7 Dic 2003 8:15 pm
Oggetto: La pace prima di tutto
mauriziobenazzi
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AFGHANISTAN: ATTACCO AEREO USA, NOVE BAMBINI UCCISI

http://www.ansa.it/fdg01/200312070954129851/200312070954129851.html

 

 

Questa newsletter così come quella di “Ecumenici” sostengono tutte  le iniziative contro la guerra di “Aprile per la sinistra” e invita la redazione della rivista a valutare l’inserimento delle pubblicazioni della ML di Leonhard Ragaz all’interno di siti amici quali  “Socialismo 2000”, circoli, ecc.

 

Il fondatore

 


#82 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Sab 6 Dic 2003 10:42 pm
Oggetto: Un primo sguardo sull'induismo
mauriziobenazzi
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Si ritiene - a partire da questo numero - di dover dare qui uno spazio alla religione induista, significativa fonte spirituale dell’India di tutti i tempi e non solo. Questa vuol essere anche un’occasione per iniziare un percorso di approfondimento religioso e non, che sappia porre le basi di un autentico dialogo, nel rispetto delle specificità e delle differenze identitarie. Senza la conoscenza non è tra l’altro possibile alcuna conversazione fra gli esseri umani e si offre solo un terreno fertile per la barbarie del pensiero imperante dello scontro fra le civiltà. In primis fra oriente e occidente.

A proposito mi permetto di dare un piccolo suggerimento valido per tutt* : togliamoci le lenti deformate dei media italiani e leggiamo queste pagine senza spirito di contrapposizione o prevenzione.

Grazie.

Maurizio Benazzi

 

Si consiglia la lettura integrale del sito http://www.hinduism.it da cui sono attinte le informazioni qui esposte

 

 

 

L’Unione Induista Italiana, Sanatana Dharma Samgha, è un’importante realtà sorta per la tutela, il coordinamento, la pratica e lo studio della cultura e della religione induista. Associazione nazionale, riconosciuta da istituzioni religiose e culturali internazionali, l’U.I.I. - pur operando da anni - si è data una veste anche formale nel 1996 ed è cresciuta grazie alla condivisione di grandi ideali e all’aspirazione di vivere coerentemente scelte religiose e spirituali da parte di molti centri, di scuole di yoga, di associazioni e di singoli individui, appartenenti già da molto tempo a correnti induiste o che seguono l’insegnamento di maestri indù.

Si propone di divulgare le antiche tradizioni favorendo la collaborazione di tutti i gruppi e persone che praticano culti induisti perseguendo obiettivi comuni, nel rispetto della reciproca diversità e libertà. L’Unione Induista Italiana è stata riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano, con decreto del Presidente della Repubblica del 29 dicembre 2000, come Confessione religiosa.


DECALOGO DELL’UNIONE INDUISTA ITALIANA
L’Unione Induista Italiana si propone di favorire:
1.  
La conoscenza dei principi e delle tradizioni religiose induiste.
2.  
La divulgazione della cultura tradizionale e, in particolare:
- filosofia -
- culti e ritualistica -
- arte -
- scienza e medicina -
- yoga -

3.   La difesa dei diritti religiosi e l’uguaglianza di tutte le religioni, sostenendo anche un reale dialogo interreligioso.
4.   Le celebrazioni di samskara, puja e festività indù.
5.   La pubblicazione di libri, riviste e opere varie sul pensiero indiano.
6.   La partecipazione alla vita sociale e l’impegno di solidarietà verso i più deboli.
7.   L’educazione al pluralismo religioso nelle scuole.
8.   Le pratiche spirituali di ascesi: yoga e meditazione.
9.   L’organizzazione di congressi, incontri e seminari.
10.   La creazione di corsi di formazione nelle varie discipline induiste: yoga, ayurveda, danza, arte, lingua sanscrita, filosofia, ecc.

Cos’è l’Induismo?
Sanatana Dharma: Religione eterna e universale

Il dharma esiste, come spirito delle religioni, nel cuore di ogni essere.

"Unite i vostri propositi, unite i vostri cuori. Possano i vostri spiriti essere uno nel dharma. Possiate voi abitare a lungo insieme in unità e concordia."
(Rig Veda)

Sanatana significa "eterno", per cui sanatana dharma è ciò che sostiene e nutre "eternamente" tutto ciò che esiste e ha origine dall’Uno Assoluto.
Dharma è totalità e include le etiche umane, come l’assenza di violenza, la giustizia, la verità e l’amore. Dharma è protezione della natura e di ogni essere vivente.

Una religione senza inizio e senza fine

Il sanatana dharma è eterno, è sempre esistito e non ha subito l’intervento dell’uomo, quindi è apaurusheya.

"All’inizio il non esistente non era, né era l’esistente; la terra non era né il firmamento, né ciò che è oltre; non vi era né morte né immortalità; non vi era segno né della notte né del giorno. Quell’Uno respirava senza estraneo respiro, con la propria natura, oltre a lui non vi era nulla. All’inizio sorse la divina volontà, questo fu il primo seme della mente del Creatore. Quelli che possono vedere oltre unendo la loro mente al loro cuore, trovano il vincolo che lega l’esistente al non esistente, il non esistente esistendo nell’esistente."
(Nasadya Sukta)

Sanatana dharma è la religione che non è stata rivelata da nessun uomo, che ricorre nei cicli dell’universo, riflette armonia con le leggi dell’universo e con il bisogno innato dell’uomo di cercare un dialogo con Dio.

È eterno e i suoi valori non sono mutabili nel tempo. È universale e in esso troveremo tutti i concetti etici, morali, filosofici ed esoterici presenti in ogni linguaggio spirituale. È rivolta a tutti gli esseri viventi, in qualunque luogo o tempo. È stato, infatti, percepito dai veggenti che, dal vasto oceano della Conoscenza senza fine, seppero estrarne un’essenza, una piccola parte, ma sufficiente a promuovere il benessere, la felicità e la salvezza dell’essere umano: il Veda. Il Veda non è la rivelazione di Dio, ma i suoni stessi di Dio. Veda significa Conoscenza nella sua forma trascendente, luce, Dio.

Dio è Uno, ma i saggi lo chiamano con nomi diversi
L’Induismo è una religione monoteista.

"Conosce la verità chi conosce questo Dio come Uno.
Né secondo, né terzo, né quarto Egli è chiamato; né quinto, né sesto, né settimo Egli è chiamato; né ottavo, né nono, né decimo Egli è chiamato; Egli sopravvive a tutto ciò che respira e non respira; egli possiede il potere supremo. Egli è Uno, Uno solo, in Lui tutti i poteri divini diventano Uno soltanto."
(Atharva Veda)

L’induismo crede in un unico Dio, che si esprime in infiniti modi e forme, affinché ogni essere umano possa trovare la strada per realizzarlo.

Unità nella diversità
L’Induismo è una religione estremamente liberale, tollerante e universale.

"Vedi l’unità nella diversità, l’Uno divino appare nelle molte forme, immensa è la sua vastità, indescrivibile la sua gloria. Tutte le infinite terre, i soli e i pianeti che sono visti e quelli oltre la nostra percezione, esistono per suo comando. Accesa in varie forme, l’eterna fiamma è Una. Illuminando il mondo con i raggi dorati all’alba, dipingendo le nubi della sera con cangianti colori, il sole è uno."
(Rig Veda)

Composto da una miriade di fedi, culture e filosofie, unisce milioni di persone nel mondo attorno a grandi principi di base, rispettando le reciproche diversità e valorizzando la particolarità di ogni individuo.

Karma è responsabilità
La possibiltà di realizzare la propria natura divina attraverso l’azione consapevole.

"È detto che una persona consiste di desideri. Come è il suo desiderio, così è la sua volontà. Com’è la sua volontà, così è la sua azione. Qualsiasi azione si compia, quella si raccoglierà.
Come si agisce così si diventa. Si diventa virtuosi per azioni virtuose, si diventa cattivi per cattive azioni."
(Bhagavadgita)

La legge del karma non è rassegnazione o fatalismo, bensì responsabilità nell’agire: "ciò che si semina si raccoglie".

La sofferenza nasce da avidya, l’ignoranza. Seguendo il dharma e attraverso l’agire disinteressato, l’uomo supera i condizionamenti da lui stesso generati e conquista l’unica vera libertà, quella dal proprio ego.


Samsara, il ciclo delle incarnazioni
La nascita e la morte non sono altro che momenti di mutamento nell’eterno flusso della vita.

"Come un uomo smettendo i vestiti usati, ne prende altri nuovi, così proprio l’anima incarnata, smettendo i corpi logori, viene ad assumerne altri nuovi."
(Bhagavadgita)

Samsara è il cerchio della nascita, della morte, della rinascita, della nuova vita e poi ancora della morte, e così all’infinito.

La fruizione dei desideri accumulati nelle esperienze è la spinta essenziale che, fino al suo totale esaurimento, determina il fenomeno di ritornare in un altro corpo. Dissolvendo il velo della separazione e dell’ignoranza, si realizza lo scopo unico della vita, la realizzazione del Sé immortale.

Purushartha, i quattro scopi della vita
I principi che regolano la vita dell’uomo nel suo divenire:

il loro conseguimento mira alla realizzazione di un’esistenza felice, soddisfacendo i bisogni materiali e spirituali in armonia con le norme etiche e in vista dello scopo ultimo.

Dharma, l’ordine etico universale
Il principio che mette in armonia gli altri scopi dell’esistenza e rappresenta le leggi etiche universali che governano tutto il cosmo manifesto.

Artha, il benessere
La realizzazione del benessere in generale, in relazione anche alle condizioni materiali e ai mezzi necessari per mantenere un buon stato di salute e una condizione sociale soddisfacente.

Kama, il desiderio
Il desiderio che sostiene qualsiasi azione conforme al dharma e un’armoniosa fruizione dei piaceri sensoriali e dei beni di cui si dispone.

Moksha, la liberazione
Liberazione dal ciclo delle incarnazioni e dalla schiavitù dell’ego, per riconoscere quello che siamo sempre stati, uno in Dio e uno con Dio.

Fine ultimo della vita e compimento di un lungo cammino evolutivo è il riconoscimento, a cui ogni essere vivente giungerà, della propria natura divina o meglio che l’unica Realtà, al di là della illusorietà del mondo, è Dio.

COME SI DIVENTA INDUISTI
L’induismo non esercita mai il proselitismo e quindi l’adesione ad esso è una libera scelta di vita e di pensiero. La vera conversione non è un semplice cambiamento di opinione religiosa, ma una trasformazione interiore di mente e di cuore. L’induismo è alieno all’idea di conversione, perché ogni persona che segue le leggi eterne o sanatana dharma è un induista.

Da tempi immemorabili l’induismo è conosciuto come sanatana dharma. Dharma è l’eterna verità che sostiene la vita nella sua pienezza e bellezza.

L’induismo come eterna verità ha una lunga storia di accettazione di chiunque sia sulla via sostenuta dalle leggi divine del sanatana dharma. L’induismo nella sua vera essenza non discrimina nessuno. In qualsiasi tempo e luogo, se un individuo è devoto a questa verità eterna, egli sta abbracciando la religione induista. L’induismo è probabilmente la fede più universale ed accogliente di tutti i tempi.

Un famoso Shankaracarya di Kanci affermava con un certo umorismo: "Tutti nasciamo indù, ma i nostri genitori poi ci convertono". Naturalmente vi è una profonda verità dietro queste parole: sanatana dharma è ciò che nutre e sostiene la nostra vita, è la parola che alimenta i nostri cuori, che è eternamente presente nella volontà divina.

Quindi, è un devoto induista colui che:
• segue le eterne verità contenute nei Veda e negli Agama;
• crede nella unicità di Dio;
• crede nella legge del karma, nella reincarnazione e nella liberazione, moksha;
• pratica l’adorazione interiore ed esteriore;
• crede nella protezione della vita ad ogni livello;
• purifica ogni stadio dell’esistenza con i dovuti samskara.

Chi desidera formalizzare la sua appartenenza e vivere pienamente la sua aspirazione spirituale, rendendo la sua fede evidente e quindi viverla con coerenza, può diventare induista con la cerimonia formale della namakarana samskara (ricevere sacralmente il nome), preceduta dalle dovute purificazioni e officiata da svami o pandit dell’U.I.I. In questo modo egli aderisce pienamente e lealmente ai principi della religione induista sia socialmente che individualmente.

 

LE TRADIZIONI SPIRITUALI

Dio è Uno e appare in molte forme, ma ogni forma è Lui.

"Un lago ha diverse rive. Ad una, gli indù con vasi attingono l’acqua e la chiamano jal, ad un’altra i musulmani l’attingono con otri di cuoio e la chiamano pani. Ad una terza i cristiani la chiamano acqua.

La sostanza è una con nomi differenti e perciò ognuno va ricercando la stessa sostanza. Solo il clima, l’indole ed il nome creano le differenze.

Lasciate che ogni uomo segua la sua via."

(Ramakrishna)

 

Nell’induismo troviamo ogni tipo di visione teologica, dal dualismo teistico al più assoluto monismo. Al suo interno vi è posto per tutti, nessuno escluso.

Tra le molte tradizioni spirituali e religiose esistenti, fondate sulle sacre scritture e sull’insegnamento dei Maestri, ve ne sono quattro ritenute le più diffuse, riferite alle divinità più popolari. Al loro interno esistono molte tradizioni talvolta simili, talvolta molto differenti tra loro.

Esse sono rispettivamente: Shaiva, riferita a Shiva, Shakta, riferita alla Shakti o Madre Divina, Ganapatya, riferita a Ganesha, Vaishnava, riferita a Vishnu.

Il culto Saurya è oggi meno diffuso, ma è compreso nella tradizione Smarta, che è la tradizione più ortodossa, che rispetta la shruti - la rivelazione - e comprende nel suo culto le cinque tradizioni sopra citate.

 

LE SACRE SCRITTURE

Tutto il sapere dell’uomo è nella Conoscenza (Vidya) che, sin dalle origini del tempo, risiede nel suo cuore ed emerge quando egli è in perfetta identità con Dio

Sruti: "ciò che è ascoltato"
Nell’induismo esiste un corpo di testi sacri detti Veda, ritenuti l’autorità; essi contengono la Conoscenza che venne percepita e rivelata dagli antichi veggenti, i rishi.

Smriti: "ciò che è ricordato"
Si riferisce a quelle scritture che non sono rivelate, ma "ricordate", quindi rappresentano la tradizione che viene tramandata distinguendosi dal Veda, la sacra conoscenza "udita".
Nella Smriti sono inclusi trattati normativi, codici di leggi indù, poemi di carattere popolare-leggendario, che comprendono il Ramayana e il Mahabharata, e miti, leggende, allegorie che esprimono l’essenza dei Veda in forma più popolare.

Tantra
Fonti principali del tantrismo, contengono parti dedicate alla dottrina, ai rituali, all’adorazione, a tecniche spirituali. Ne fanno parte gli Agama, "ciò che è stato tramandato", che si rifanno ad un’antica tradizione - riguardante l’adorazione della divinità e i suoi aspetti filosofici, psicologici e ritualistici - rivelata, trasmessa oralmente e poi trascritta.

 

CENTRI YOGA E PRATICANTI
Quando lo yogi unisce il suo respiro con omkara o è unito con il Tutto in molteplici vie, ciò è detto yoga. Questa unione di respiro, mente e sensi, la rinuncia all’effimero, ciò è detto yoga. Yajur Veda.
I centri yoga avranno la possibilità di:

  • mantenere i propri centri sempre vivi e ricchi di stimoli attraverso tutte le iniziative dell'Unione che si svolgeranno sia a livello locale sia nazionale, con spettacoli, dimostrazioni, conferenze, dibattiti ecc.
  • Usufruire delle visite di maestri appartenenti alle più famose tradizioni dello yoga, vedanta, tantra ecc.
  • Usufruire di corsi di formazione, abilitazione e aggiornamento ricevendo i relativi attestati e diplomi
  • Ricevere un certificato di appartenenza del proprio centro all'Unione Induista Italiana, oltre alle tessere personali

Associarsi all'Unione Induista Italiana non interferisce minimamente con l'eventuale appartenenza alle varie federazioni yoga o similari; al contrario, è tra gli obiettivi dell'U.I.I. collaborare con chiunque, persona, gruppo, associazione, che sia sinceramente interessato alla religione o cultura induista

 

UNIONE INDUISTA ITALIANA ®
SANATANA DHARMA SAMGHA


e-mail hinduism@...


Per informazioni: Via Nazionale Piemonte 22/C - 17043 Carcare (SV)
Tel. 019/5898907 - Fax 019/584838 -
sede legale: Via Fulcieri Paulucci del Calboli 5 - Roma

 

 


#81 Da: "Maurizio Benazzi" <ecumenici@...>
Data: Ven 5 Dic 2003 9:03 pm
Oggetto: Senza commento
mauriziobenazzi
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"Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti
invece dei pochi per questo è detto democrazia. Un cittadino
ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie
faccende private. Ma in nessun caso si occupa delle pubbliche
faccende per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi
facciamo così, ci è stato insegnato a rispettare i magistrati e c'è
stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle leggi non
scritte la cui sanzione risiede soltanto nell'universale sentimento
di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è
per questo che noi non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi
facciamo così" .
PERICLE


Su ecumenici:

- Uno stralcio del foglio della comunità di Don Barbero
- La testimonianza di un triangolo viola (Testimone di Geova)

#80 Da: "Ecumenici" <ecumenici@...>
Data: Gio 4 Dic 2003 8:40 pm
Oggetto: Fecondazione assistita: la posizione di noi cristiani in favore delle argomentazioni laiche
mauriziobenazzi
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Parola per venerdì 5 dicembre 2003

 

Non avrai da temere improvvisi spaventi,

perché il SIGNORE sarà la tua sicurezza.

Proverbi 3:25.26

 

Gesù disse:

"Chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato."

Marco 13:13

 

“Eppure resterò forse a Canaan…” e intanto sono da un pezzo nel deserto e si tratta soltanto di visioni di disperazione, specialmente nei periodi nei quali anche là sono il più misero di tutti. Ma a Canaan devo rappresentare l’unico paese della speranza, perché per gli uomini non esiste un terzo paese

(Franz Kafka)

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Oggi in “Ecumenici” sul portale USA potete leggere : “La prigione segreta di Israele – una vergogna!”

Precisiamo che le richieste di iscrizione su Ecumenici devono essere effettuate direttamente alla pagina

http://www.topica.com/lists/ecumenici/

cliccando la voce “Join this list”

 

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Avviso

 

Chi non desiderasse vedere eventualmente il proprio nominativo “importato” su un sito francese, ricevendo così anche le scomuniche istituzionali, ecc. ecc.,  è pregato di dare la propria disdetta a questa ML nelle prossime ore: potete avvalervi sia della funzione automatizzata indicata in fondo ad ogni messaggio sia scrivendo un messaggio a ecumenici@... , avente come oggetto “rimozione” .

 

 

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Il volantino che condividiamo della CGIL - Settore “Nuovi Diritti”

 

 

Se il Senato della Repubblica, riunito da mercoledì 3 dicembre per l'esame della proposta di legge sulla fecondazione assistita, forte dei suoi numeri di maggioranza, approvasse definitivamente il provvedimento nella sua versione attuale, l'Italia acquisirebbe una norma ideologica, pericolosa, devastante e palesemente anticostituzionale, arretrata rispetto alle leggi degli altri Paesi europei e avversa alle indicazioni della comunità scientifica internazionale.

 

Riteniamo che un Paese civile debba sempre legiferare nel massimo rispetto dell'autonomia e della laicità delle istituzioni e che una legge sulla procreazione medicalmente assistita debba, in primo luogo, garantire salute per la madre e per il nascituro, fermi restando il pieno riconoscimento dell'autodeterminazione femminile, conquistata in anni di difficili battaglie e la necessità di partecipare al progresso scientifico.

 

Ribadiamo che in Italia ciò che é realmente urgente e improrogabile in materia di procreazione assistita e clonazione terapeutica é:

 

 ·   la regolamentazione efficace e sicura dei centri dove si effettuano gli interventi;

 

 ·    il rispetto per le opportunità che la ricerca mette a disposizione per malattie oggi incurabili

 

contro quanto é previsto invece  nella proposta di legge in discussione, già approvata alla Camera, e cioè un testo retrivo che

 

-sposta la decisione della maternità dalla donna alla coppia;

 

-impedisce la revoca del consenso all'impianto dell'embrione;

 

-vieta la possibilità di ricorrere a donatore o donatrice;

 

-crea un pericoloso presupposto contro la legge 194 sull'interruzione volontaria della gravidanza;

 

-impedisce il congelamento degli embrioni;

 

-non consente il ricorso alle tecniche per evitare la trasmissione di malattie genetiche;

 

-pone il limite di tre embrioni a ogni impianto, aumentando i rischi per la salute;

 

-proibisce definitivamente la ricerca sulle cellule staminali embrionali.

 

E necessario oggi più che mai dar valore al nostro impegno politico, che donne e uomini che credono nella libertà si mobilitino contro la violenza di questo volgare sopruso, che vi sia un'azione parlamentare fortissima e una opposizione compatta, che la protesta popolare sia convinta e forte in tutto il Paese, affinché questa legge non venga approvata con tali inaccettabili contenuti.

 

 

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Tratta dalla ML di “Movimento”: un pò per pensarci su, un pò per provocare ma anche per suggerire nuove piste di riflessione individuale e di gruppo. E’ dedicata a un lettore cattolico che in questi ultimi tempi ama particolarmente l’ironia (garbata a dir il vero) sui percorsi “in salita” …

 

Felicità della negazione o negazione della felicità?

di marvin@...

 

 

 

 

La società occidentale contemporanea - quella dell'abbondanza, della frenesia e dell'accessorio elevato a rango di bene di prima necessità - trova il suo acerrimo nemico nell'unico stato umano che non può in nessun modo omologare, e quindi sconfiggere: il dolore. Il dolore, infatti, che per natura non accetta compromessi, è la sola arma in grado di minare la natura di un individuo che, parlando da un punto di vista prettamente sociale, smette di fatto di vestire il ruolo di cittadino passivo e di automa che compie una determinata sequenza di azioni nella più completa apatia. Una persona che soffre si concentra innanzitutto sulla sua stessa sofferenza, è costretta - volente o nolente - a svolgere un'indagine sulla sua vita, è obbligata a mettere in secondo piano le abituali attività per lasciare spazio a delle riflessioni, che col tempo diventano sempre più profonde.

Di fatto, una persona che soffre pensa, e se pensa è portata a fare delle valutazioni e a trarre delle conclusioni, che a loro volta conducono inevitabilmente a delle scelte. Scelte che non vengono prese a caso, perchè il dolore ti porta ad essere anche estremamente critico e lucido, e che quindi sono frutto di un lavoro di riceca della verità. Perchè nel dolore si finisce inevitabilmente per cercare la verità, la quale non è mai una e assoluta, siamo d'accordo, ma che di certo non è quella che ti vogliono imporre, perchè altrimenti lascerebbero che venisse fuori da sè senza il bisogno di un'ostentazione tanto costante e pressante. E invece, nella società in cui è la televisione a portarti dritto dritto verso determinate mete, senza che tu te ne accorga, in modo subdolo e meschino, questo è ciò che di più negativo possa accadere. Con la politica al servizio delle multinazionali che detengono anche il totale controllo dei mass-media, cosa c'è di più nefasto di una persona che decide di muoversi liberamente e di prendere le proprie scelte secondo quanto è la testa ad indicargli, e non il telecomando? Per questo, il compito della società è arrivare alla negazione del dolore, che non comporta necessariamente la sua estirpazione, quanto piuttosto il suo camuffamento.

E cosa c'è di meglio di una felicità posticcia in grado di nascondere l'evidenza e, contemporaneamene, capace di riportare l'individuo alla trance cui è quotidianamente sottoposto? Non è l'effettiva situazione psicologica di una persona ad essere rilevante; l'importante è che, nel momento in cui sta male, non solo non reagisca, ma nemmeno se ne accorga. L'importante è che non arrivi al punto di una reale presa di coscienza, piccola o grande che sia, perchè questa stessa innescherebbe un meccanismo che condurrebbe il soggetto a tramutarsi in essere pensante, e di conseguenza smetterebbe di vestire i panni del cittadino-consumatore-elettore-burattino. Che poi, in questo modo, gli si neghi la possibilità di essere felice veramente - perchè solo percorrendo tutte le tappe del dolore di può aspirare a qualche goccia di felciità - non ha nessuna rilevanza. Anzi, si rivela un punto a favore di quella matrice che mira a un'insoddisfazione generale ma latente, che pare calmarsi grazie alla marea di surrogati che trovano nei grandi magazzini o talvolta sugli scaffali di una farmacia, salvo poi ripresentarsi puntualmente per continuare ad essere placata con lo stesso identico trattamento. Se la pubblicità è l'anima del commercio, allora il dolore può essere considerato la sua spina nel fianco. E di dolore ce n'è tanto in ognuno di noi, ma celato, imbavagliato in quel luogo dove lo abbiamo relegato in cambio di un'esistenza piatta e vuota che siamo stati noi a volere ma che, paradossalmente, sembra stancarci appena apriamo gli occhi la mattina. Riscoprire e vivere il dolore equivale a riscoprire e a vivere la vita nella maniera più ampia possibile, è rinascere ogni volta pur continuando a crescere, è tranciare nettamente il filo spinato tessuto da quei burattinai che fanno di tutto per tenerci vincolati a loro.

 

 

 

 

 

 

 


#79 Da: "Maurizio Benazzi" <ecumenici@...>
Data: Mer 3 Dic 2003 8:36 pm
Oggetto: Sono iniziate le attività informative su "Ecumenici"
mauriziobenazzi
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Sono iniziate stasera le attività informative sulla ML di Topica.
Si segnalano le notizie NEV, la proposta di lettura di Servitium
sulla compassione universale buddista, l'iniziativa di Antigone
sulla giornata di studi dedicata a: "Lavoro, migranti e nuova
cittadinanza".

Se avete suggerimenti circa l'uso alternativo di questa ML siete
invitati a spedire un messaggio con le Vostre indicazioni di massima.

Grazie per l'attenzione

MB

http://www.topica.com/lists/ecumenici

PS: è possibile anche utilizzare lo strumento del sondaggio interno
a questo proposito ma occorrono comunque delle proposte sull'uso del
sito (es.: trasformare la ML in una comunità virtuale, chiedere ad
Amnesty International la trasformazione della stessa in un gruppo
virtuale, creare più ML su Yahoo.fr o MSN France - con gli stessi
indirizzi elettronici beninteso - per scopi diversi, ecc.)
Aspettiamo notizie!

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