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cinzia
eLy <elimancini@...> ha scritto:
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Laura Pausini e 'the Genius'
Voci straordinarie per un singolo mondiale
Milano, 01 settembre 2005 - Chiama dal Messico, dove gli italiani hanno spesso avuto fortuna. Mai quanto Laura Pausini, con il record di un milione di dischi venduti per un album e molti premi. 'Dove sono stata sempre molto amata e capita — ricorda —, qui i fan sono cresciuti con me e ormai fanno parte della mia vita'. Ma oggi dobbiamo parlare di 'Surrender to Love', il duetto con Ray Charles in 'Genius & Friends', che dal 5 settembre sarà il singolo mondiale di un album superbo, registrato nel 1999 da un Ray molto più crooner rispetto a 'Genius Loves Company'.
In forma semplicemente strepitosa. Prodotto con l’Enterprises di famiglia e il mitico Ahmet Ertegun da Phil Ramone, è il lavoro più attuale del Genius. E il paragone con George Michael e le ladies ci illumina sul talento di Laura. Che canta spesso meglio delle leggendarie Gladys Knight, Diana Ross e Patti LaBelle, dell’amatissima Mary J. Blidge, di Alicia Keys e Angie Stone, peraltro bravissime. Di Leela James e l’attrice cantante Idina Menzel. Perché è l’unica ad aver trovato una chiave originale. 'Ho registrato altre tracce più rhythm and blues, per essere più vicina allo stile di Ray ma non mi sentivo più io'. Per il resto occhio a John Legend.
Come ti hanno contattato? 'Mi ha telefonato il produttore Phil Ramone, che avevo conosciuto da Pavarotti a Modena. Ho accettato senza neanche ascoltare il pezzo di Narada Michael Walden. Ero troppo curiosa: non lo faccio mai. In studio mi hanno tolto la base e sentivo Ray che teneva il tempo con il piede, i colpi di tacco sul microfono. E allora il duetto tecnologico è diventato sconvolgente: mi sembrava di essere al suo fianco'.
Molta emozione? 'Lui ha avuto un’influenza enorme su di me, fin dai tempi del pianobar: facevo tantissime canzoni sue col mio babbo. Mi piaceva moltissimo la sua versione di "Fever"... Ne parlavo giusto due settimane fa con Michael Bublè'.
Protagonista del tuo secondo duetto. 'You’ll Never Find Another Love Like Mine' di Lou Rawls, dal suo primo album, al Wilten Theater di Los Angeles per il Cd/Dvd che uscirà in autunno. Lì canto in un altro modo ancora e devo dire che Michael è veramente bravo. Pensa che nel suo primo disco aveva chiesto di duettare con me. Purtroppo non sono riuscita a fargli sentire "Surrender to Love" (non era ancora arrivato da New York). Mi ha detto che era contento per me perchè Ray è anche il suo mito (oltre che di Peter Cincotti: ascoltare gli ultimi album). Michael è una persona tranquilla, carina, molto sensuale sul palco. In concerto mi sembrava di stare in un film di Elvis'.
A proposito. Sentito 'Rock Swings' di Paul Anka? 'Bellissimo. Ad aprile l’ ho regalato a mio padre, suo grande fan, per il suo compleanno. Ma il mio preferito, nel genere, è "Songs From The Last Century" di George Michael. L’ho confessato a Phil Ramone e ci siamo detti: perchè non facciamo una cosa così? Sono professionalmente felice, perplessa e confusa. Ho avuto un sacco di proposte, anche un altro album in inglese... Il mio problema è che voglio sentirmi italiana anche se "Surrender" mi ha aperto molte porte nel mercato latino del Nordamerica. Sono in partenza per Houston perchè in Texas l’album "Escucha" (Resta in ascolto) va bene. Come nello stato di New York. Dopo la California e Miami qualcosa di importante si muove'.
Ti hanno ferita i servizi usciti con il tuo chitarrista Paolo Carta? 'Sono preparata a uscite pubbliche su cose inventate, non trovo giusto essere coinvolta nella vita altrui. La verità è che non riesco ad uscire una volta con uno per capire com’è e mi appiccicano subito una storia. Quindi sono sola (ma sto per montare in casa la cucina nuova)'.
Intanto 'Viveme' è al numero 3 della Billboard Latin Chart e Laura incassa le nomination per il Latin Grammy (3 novembre a Los Angeles) e il Premios Juventud (22 settembre a Miami), mentre l’album italiano è da 44 settimane nella Top Ten (questa settimana al quarto posto). La rivedremo il 12 settembre nella finale del Festivalbar.
di Marco Mangiarotti
da il resto del carlino
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