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Rispondi | Inoltra Messaggio #2963 di 3227 |
Come sapete (grazie al tormentone mensile che ho fatto girare per anni in
lista, ricordando che non sono gradite catene di santantonio e compagnia
bella, visto che internet fa scatenare ogni più perversa forma di
creatività) non sono apprezzati gli annunci della serie: bimbo moribondo
chiede aiuto ecc.

Ora, però, dopo le debite verifiche (vi segnalo il lavoro che Paolo
Attivissimo svolge egregiamente da anni come esperto di antibufale e rete
http://attivissimo.blogspot.com )

mi permetto di chiedere la vostra attenzione per inviare supporto a questo
bambino e vi incollo l'appello con la verifica che è stata effettuata
(trovate il tutto qui:
http://attivissimo.blogspot.com/atom.xml )

mentre qui c'è la foto del piccolo:
http://photos1.blogger.com/blogger/2620/456/1600/Immagine%201.8.png

penso sia opportuno unire le nostre possibilità nell'inviargli trattamenti a
supporto, non credete anche voi?

Silvia

------------------------------------------
"Ciao sono Valerio", appello medico autentico in Rete

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili
donazioni
di "forever77" e "carlo.zan****".

Sta circolando da qualche giorno (dal 19 giugno circa) un appello medico per
un bambino di nome Valerio, colpito da quello che l'appello chiama
"neuretinite retrobulbare" ma che forse è una neuroretinite.

Il testo dell'appello è in genere questo:

E' la richiesta di aiuto medico, in ambito nazionale ed internazionale,
per il figlio di un nostro collega. Se non possiamo aiutarlo direttamente lo
possiamo fare divulgando la lettera il più possibile.
Un saluto


A queste poche parole è allegato un file Word da 1,1 MB, che solitamente si
chiama Ciao sono Valerio.doc e che fornisce i dettagli del caso, un'immagine
del bambino e dei numeri di telefono da contattare per offrire informazioni;
in altri casi si tratta di un PDF ben più snello.


Con i virus annidati nei documenti Word che stanno circolando ultimamente, è
comprensibile una certa riluttanza ad aprire allegati inattesi come questo,
per cui l'ho fatto io per voi e ne pubblico qui il testo integrale, dal
quale ho tolto alcuni dettagli su richiesta del padre di Valerio:


Ciao sono Valerio,
ho quasi 4 anni vorrei raccontarti cosa mi è accaduto.
Agli inizi di marzo i miei genitori si sono accorti che avevo qualche
problema di vista, perché non riuscivo a vedere bene i cartoni animati.
Subito hanno fissato una visita specialistica, ma quando due giorni dopo
sono andato dal dott. Grieco, riuscivo a vedere solo le ombre dalla distanza
di un metro.
Il dottore, cercando invano di non far preoccupare i miei genitori, ha
detto che dovevo essere sottoposto ad esami più specifici.
Telefonò al Professor V*****, primario del ******; e spiegandogli la
situazione, gli disse che dovevamo presentarci da lui la mattina seguente.
Il giorno dopo iniziò la mia nuova vita.


Dopo una visita di routine mi è stata diagnosticata :


UNA NEURETINITE RETROBULBARE.


In seguito ad una risonanza magnetica, effettuata la sera stessa per
scongiurare un' ipotesi di tumore o sclerosi multipla, prima causa della
retinite infantile, si sono attribuiti i miei sintomi ad una causa virale.
Ho passato il mese restante all'ospedale ********, trascorrendo le
giornate tra la camera operatoria, per effettuare fluorangiografie ed
iniezioni di cortisone direttamente agli occhi, o a letto a fare flebo di
antivirale che duravano sei ore!!
Vi basti pensare che in un mese ho fatto otto anestesie!!!


Purtroppo ogni volta che il Professor V***** usciva dalla camera
operatoria e parlava con i miei genitori , sbatteva i pugni sulla scrivania
dicendo che la situazione non era cambiata.


Ancora mi ricordo che dopo due settimane all'ospedale, feci questa
domanda:
"Papà, perché è tutto buio? "
Mio padre mi rispose:
"E' nuvoloso ed il sole è coperto".


Per trovare la causa della retinite, hanno effettuato ricerche per
malattie genetiche, facendomi una puntura lombare; ma tutto è risultato
negativo.
Dopo un mese sono stato dimesso dall'ospedale, perché tutto quello che c'era
da fare era stato fatto ed avevo ancora l'infiammazione in atto.
Insieme ai miei genitori siamo subito partiti prima per l'ospedale di
Padova e poi per Losanna presso la clinica Jules Gonin, ma i medici di
entrambe le strutture sono stati concordi nel non dare nessuna speranza.
Una situazione clinica così grave non l'aveva mai affrontata nessun
medico.
A distanza di tre mesi il Prof. V***** ha dovuto stilare, suo malgrado,
il referto finale che è senza attenuanti:


SEMI-ATROFIA DEI NERVI OTTICI


Adesso dal buio totale riesco a distinguere la luce.
I medici hanno detto che vista la mia giovane età c'è una remota
speranza che io possa recuperare qualcosa, ma hanno aggiunto che dobbiamo
pregare molto... . .


I MIEI GENITORI HANNO SCOPERTO CHE SIA IN AMERICA CHE IN GIAPPONE CI
SONO CENTRI PER IL RECUPERO DEL NERVO OTTICO.


SARESTI COSI' GENTILE AD AIUTARMI A TROVARE UN ANGELO CHE MI POSSA DARE
ANCORA QUALCHE SPERANZA AD USCIRE DAL BUIO IN CUI MI TROVO??


SE HAI QUALCHE CONOSCENZA, UN INFORMAZIONE NON ESITARE, CONTATTA SUBITO
IL MIO PAPA', LUI SI CHIAMA RICCARDO E LO PUOI TROVARE A QUESTI NUMERI:


06/7222*** o 329/0647***


CIAO E GRAZIE


Valerio


Ho chiamato i numeri citati nell'appello, ma al numero di rete fissa non
risponde nessuno, mentre il numero cellulare porta alla segreteria ed ha
esaurito lo spazio disponibile per i messaggi. Ho poi lasciato un SMS di
richiesta di contatto, e sono stato richiamato da Riccardo, il padre del
bambino, che mi ha spiegato che l'appello è autentico e risale a un paio di
settimane fa. Riccardo ha sottolineato che il suo appello non chiede denaro,
ma aiuto sotto forma di possibili soluzioni al problema medico descritto.


Un'altra raccomandazione importante da parte di Riccardo è di non chiamare
l'ospedale italiano indicato nell'appello, perché come succede sempre in
questi casi, il messaggio sta dilagando in Rete e inducendo moltissime
persone a telefonare all'ospedale per saperne di più e offrire solidarietà.
Questo sta causando enormi disagi al personale ospedaliero e un certo
attrito fra il primario coinvolto e il padre di Valerio, che non si
aspettava l'enorme diffusione della sua richiesta d'aiuto.


I disagi sono importanti anche per la famiglia di Valerio, che ringrazia per
l'ondata inattesa di solidarietà ma non riesce più a usare il telefono a
causa delle continue chiamate, motivate certo da buone intenzioni, ma
comunque soffocanti nel loro numero.


La sua richiesta, pertanto, è di non telefonargli o inviargli SMS, ma di
spedire ogni informazione utile a questo indirizzo di e-mail: silvia.chesti
(chiocciola) virgilio.it.


Se ci saranno novità sul caso, Riccardo ha promesso di contattarmi in modo
che io possa pubblicare qui gli aggiornamenti della vicenda. La speranza,
ovviamente, è di poter annunciare che l'appello è felicemente scaduto e può
essere fermato.
-----------------------------------------------




Ven 7 Lu 2006 7:19 pm

mlreiki
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Inoltra Messaggio #2963 di 3227 |
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Come sapete (grazie al tormentone mensile che ho fatto girare per anni in lista, ricordando che non sono gradite catene di santantonio e compagnia bella, visto...
reikiowner
mlreiki
Offline Invia email
7 Lu 2006
7:23 pm
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