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LETTERA APERTA DI CARELL ANN FARNER.....   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #2986 di 3226 |
TESTIMONIANZA SULLA NASCITA DELLA RIEKI ALLIANCE DI CARELL ANN FARNER

Nel 1980 Phyllis Lei Furumoto si incontrò con altri cinque Reiki Master, da
lei formati e iniziati, allo scopo di consigliarsi con loro. Carell Ann Farmer,
che aveva ottenuto appena dieci giorni prima il Reiki Master da Phyllis, era tra
loro. Ciò che sentì a quel raduno la fece rabbrividire e decise che non vi
avrebbe avuto parte in causa.
In seguito venne fondata la Reiki Alliance e Phyllis, in accordo con i quattro
presenti, si proclamò Grand Master e titolare unica del lignaggio del Reiki.
Nella sua lettera aperta apparsa su internet nel dicembre 1997, Carell Ann
Farmer racconta che l'intento di Phyllis, – a lei dichiarato privatamente – fu:
«I will go for the money». La lettera che racconta di questo «continuerò per il
denaro» è rivolta ai Reiki Master di tutto il mondo ed è qui riprodotta.

Lettera aperta di Carell Ann Farmer
"Cari Reiki Master,
scrivo questa lettera per esporre la mia verità in risposta agli avvenimenti che
attualmente circondano la pratica del Reiki, in particolare, intorno al ruolo di
Grand Master, al concetto di un unico titolare di diritto dell'eredità, del
lignaggio, della registrazione del marchio e dell'emissione di licenze.
Scrivo per fornire un quadro più completo dello sviluppo del sistema Reiki di
Usui. Scrivo perché ora ho il coraggio e la volontà per farlo. Scrivo per
incoraggiare altre persone a rendere pubbliche le loro verità. Scrivo al fine di
rendere onore alla forza vitale per come si manifesta dentro di me.
Nel gennaio del 1981 fui iniziata da Phyllis Furumoto ai primi due livelli
Reiki. Durante il seminario di primo livello ricevetti tre doni:
– la consapevolezza che ero un’insegnante di questa arte per la guarigione
naturale (che allora era conosciuta come "Reiki – un’arte giapponese per la
guarigione naturale");
– la consapevolezza che si trattava di un cammino individuale e che la mia
saggezza interiore mi avrebbe sempre guidato;
– la consapevolezza che quando imponevo le mani avveniva la guarigione.
La concretizzazione di questa saggezza è aumentata durante gli anni successivi
in virtù delle sfide che mi si sono presentate.
Fui iniziata a Reiki Master il 1° aprile 1982. Ero la quarta Master iniziata
da Phyllis. Le pagai 10.000 dollari. Phyllis mi chiese di assumermi due impegni:
onorare il Reiki come tradizione orale e farne la mia sola fonte di guadagno. Mi
impegnai, quindi, a realizzare il master in me. Ho tenuto fede al mio impegno
per la tradizione, anche se all’epoca in cui lo assunsi non sapevo bene che cosa
significasse.
Ero un genitore single con due figli e nessun'altra fonte di guadagno. Credere
che l'universo mi avrebbe fornito in toto tutto ciò di cui avevo bisogno per
mantenere la mia famiglia fu un enorme salto nella fede. Il mio lavoro di
insegnante di guarigione naturale e la mia vita sono stati sostenuti da questa
pratica. Sono stata invitata a viaggiare in lungo e in largo per tenere seminari
e fare trattamenti. È stata una profonda esperienza di aiuto e di amore. Questo
mi ha insegnato l'essenza del Reiki.
Ho mantenuto il mio impegno di farne la mia sola fonte di guadagno. Il 1° aprile
1996 ho portato il mio lavoro di guarigione nel mondo del commercio, dove sono
cresciuta in esperienza e in forza, fronteggiando la politica e il bisogno di
fondo di guadagnare.
Vivo la pratica del Reiki silenziosamente e continuo ad approfondire la mia
comprensione di ciò che significa seguire la mia saggezza interiore e a dedicare
la vita a essere sempre più competente nel mio ruolo di Master.
Parte dei ricordi che desidero condividere sono frammenti di conversazioni che
Phyllis ebbe con me durante i miei seminari di Primo e Secondo Livello, la mia
successiva preparazione a Master e l'amicizia che ci fu tra di noi per molti
anni.
Ho mantenuto il silenzio su tali conversazioni in base alla mia etica, ma ora la
relazione con Phyllis non esiste più, e questo per mia scelta. Per molti anni ho
sentito di non potermi allineare con il controllo e il potere che essa esercita
attraverso il suo ruolo.
Phyllis e io eravamo forti catalizzatrici l'una dell'altra, ma ognuna di noi
ha il proprio destino da compiere e, come in tutte le relazioni, abbiamo il
diritto di essere d'accordo o in disaccordo.
Voglio affermare chiaramente che non ho alcun interesse a far apparire Phyllis
in errore per le scelte che ha compiuto. Intendo solo parlare con il mio cuore,
e alcune delle cose che ho da dire sono in disaccordo con le sue scelte. Questa
dichiarazione è per me difficile, perché lei è stata mia insegnante e amica e
uno dei principi del Reiki prevede di onorare i propri insegnanti.
Incontrai Phyllis poco dopo la morte di sua nonna, Hawajo Takata, e rimanemmo
in stretta associazione per un periodo di diversi anni (dal 1981 al 1984).
Phyllis aveva fiducia in me e mi parlò senza risparmiare dettagli di quanto
fosse confusa a proposito della morte della nonna senza che fosse chiarito il
suo futuro ruolo, della mancanza di direttive che sentiva nella propria vita e
della paura dell'opportunità che aveva di fronte a sé di farsi avanti nella
posizione che era stata occupata dalla nonna.
Ricordo il giorno in cui arrivò a casa mia e dichiarò di aver preso una
decisione. Disse: "Andrò avanti per il denaro". Aveva deciso di proseguire il
lavoro della nonna – insegnamento in seminari, iniziazioni di Master – per le
potenzialità di guadagno.
Phyllis iniziò quattro Master tra il febbraio 1981 e l’aprile 1982, quindi
cominciò a progettare il primo convegno dei Reiki Master nelle Hawaii (Aprile
1982) e il servizio commemorativo per la nonna. Per molti versi stava già agendo
come se si trovasse nei panni di sua nonna. L’affermazione “continuerò per il
denaro” mi colpì profondamente; mi sembrò sbagliato in base alla mia esperienza
con il Reiki. Nonostante fossi una neofita, avevo sentito la profondità
intrinseca del Reiki e l'im-patto spirituale, mentre la sua decisione era
materialistica. Secondo la mia esperienza, non c'era consapevolezza spirituale
in ciò e ne sentivo il paradosso. La mia confusione riguardo l'"onorare la mia
insegnante" aumentò.
Sedetti nel cerchio del primo convegno dei Reiki Master nel 1982, dieci giorni
dopo essere stata iniziata a Master. Ascoltai le storie su come la Takata avesse
preparato ciascun Master in modo diverso. Tracciammo insieme i simboli, e fu uno
choc per l'intero gruppo scoprire che erano diversi: simili per certi aspetti ma
diversi per altri. Che cosa significava questo? Le discussioni in proposito ci
portarono a decidere che avremmo usato tutti gli stessi simboli, ma non ricordo
esattamente il modo in cui arrivammo a determinare quelli corretti. Fu l’inizio
del tentativo di standardizzazione.
Il metodo originale di insegnamento della Takata era fonte di grande disagio:
non comprendemmo l’importanza dell'unicità; eravamo giunti là con la nostra
nozione tutta occidentale di uniformità.
Dalla discussione sembrò che nessuno del gruppo avesse compreso la reale
funzione dei simboli quali catalizzatori del risveglio interiore e della
connessione con l'Energia.
Se all’epoca fosse stato compreso, non ci saremmo impegnati in quel processo
basato sul bisogno di simboli esattamente uguali per tutti. E adesso lo
comprendiamo? Capiamo che il metodo di insegnamento della Takata permetteva a
ciascun Master la libertà di scoprire la sua personale unicità? Capiamo che ogni
Master è unico?
Anch’io vissi la confusione per il fatto che nessun successore era stato
designato. Barbara Weber Ray rappresentava se stessa come aspirante leader e
questo creava qualche preoccupazione perché essa aveva intrapreso azioni e stava
avanzando pretese a seguito di qualche accordo con la Takata, inoltre era stata
invitata al convegno ma aveva declinato l’invito.
Fu chiesto a Phyllis che cosa le avesse detto la Takata prima di morire; essa
rispose che la nonna sperava che lei seguisse le sue orme, ma senza dire
alcunché di definitivo.
Fu chiesto a Phyllis se la Takata le avesse fornito una qualunque conoscenza
supplementare sui simboli. Essa rispose di no, ma era la sola persona ad aver
cominciato a iniziare dei Master e in molti modi stava presiedendo il convegno.
Disse di essere aperta alla possibilità di essere prescelta in qualità di colei
che avrebbe seguito le orme della Takata, e alla fine questo fu ciò che sembrò
accadere.
Sembrava che nessuno volesse assumersi la responsabilità di quel ruolo tranne
Phyllis e nessuno comprese realmente che cosa stava per accadere. Credo che
nessuno di noi avesse la più pallida idea di come il Reiki avrebbe potuto essere
portato avanti senza un leader.
A quel convegno ricevetti un altro profondo dono. Ebbi una potente esperienza
riguardante il concetto di Grand Master. Sapevo nel profondo di me stessa di
avere il potenziale per essere una Grand Master, ma ero appena stata iniziata a
Master ed ero considerata la “bambina” del gruppo: la possibilità di
visualizzare me stessa nel ruolo di Grand Master o l’idea di dire che avevo una
profonda conoscenza interiore era ridicola e terrificante. Scelsi di non
parlarne.
Vorrei aver avuto il coraggio e la fede per parlare; avrebbe potuto rendere
molto diverso il futuro del Reiki. Mi è chiaro che, se avessi parlato, si
sarebbe aperto un dibattito sul concetto di Grand Master. Il futuro del sistema
Reiki di Usui sarebbe potuto apparire molto diverso. Ipotizziamo per un momento
una discussione sul concetto di Grand Master fra quei Reiki Master: Grand Master
non come titolo o posizione, ma come possibilità alla quale tutti e ognuno di
noi può aspirare. Credo che, a qualche livello, tutti i presenti a quel convegno
avessero questa esperienza energetica tale da renderli potenziali Grand Master.
Mentre partecipavo al convegno, sentivo l'energia attraverso il mio corpo, la
piena forza e il potenziale di quella consapevolezza. So che tutti abbiamo
l'opportunità di dirigere la nostra vita in modo da diventare Grand Master.
Potremmo chiederci: "Che cosa significa Grand Master?" Significa una potente
focalizzazione spirituale che ci spetta per diritto di nascita. Dare vita a
questo significato è abbastanza diverso dall'agire come se fossimo Grand Master.
Se il titolo comporta una designazione onorifica, credo che esso debba essere
guadagnato vivendo una vita esemplare.
A mio parere abbiamo tutti dimenticato l'ingenuità dei partecipanti al
convegno. Era la prima volta che un gruppo di Reiki Master si riuniva in
America. Sostanzialmente eravamo tutti "bambini" nella pratica del Reiki, mentre
ci trovavamo a fronteggiare questioni che richiedevano saggezza e maturità.
Ritengo che nessuno cominciò neppure a capirlo, all'epoca.
La mancanza di comprensione del discorso della successione, la confusione sul
metodo di insegnamento della Takata, le variazioni tra i simboli, la minaccia
che Barbara Weber Ray avrebbe riempito il vuoto lasciato dalla morte della
Takata: tutto ciò era espresso dalle paure all’interno del gruppo.
Nessuno sapeva della decisione di Phyllis di "andare avanti per il denaro"
tranne me, e io non divulgai quell'informazione. Nessuno dei presenti prese la
mancata designazione di un successore da parte della Takata come dimostrazione
che non ci sarebbe dovuto essere un successore. È invece possibile che questa
sia la verità.
Al successivo convegno dei Reiki Master, tenuto nel 1983 a casa di Barbara
Brown, nella Columbia Britannica, ci fu un ulteriore sviluppo: venne istituita
la Reiki Al-liance. Non ricordo più esattamente i dettagli, ma rammento che
Phyllis agiva come se fosse la leader, e la maggior parte delle persone si
muoveva in base all'energia della situazione.
Ricordo anche che ci vollero giorni di lavoro per stilare la dichiarazione
d'intenti della Reiki Alliance. Fu l'inizio dell'ulteriore occidentalizzazione
del Reiki.
In quanto persone nate e cresciute in Occidente, abbiamo un certo insieme di
valori e stili di vita. Quando questi valori vengono applicati a un insieme di
altri valori provenienti da diversa cultura, questi cambiano il loro significato
originario. Nel caso del Reiki credo che abbiamo deviato fortemente
dall'insegnamento e dagli in-tenti originari.
Per comprendere una cultura diversa sono necessari studio e contemplazione
approfonditi, invece il solo strumento che avevamo per comprendere era la nostra
struttura mentale occidentale. Questa struttura mentale occidentale, combinata
con la motivazione propria di Phyllis, portò quest'ultima a farsi riconoscere
Grand Master e, più tardi, a proclamarsi detentrice della discendenza.
Attualmente essa è la sola erede di diritto del sistema Reiki di Usui. Non
credo che quello che uscì provenisse dall'energia del sistema in sé, ma che
fosse piuttosto un prodotto della mentalità occidentale e dell'ambizione di
Phyllis.
Al successivo raduno della Reiki Alliance, qualcuno dei Master chiese a
Phyllis di parlare di ciò che accadde alla morte della Takata e di come si
svolsero i fatti che la portarono a proclamare il suo diritto a succederle. Essa
cominciò a raccontare una storia inventata, e io la richiamai alla verità.
Phyllis ritrattò le sue affermazioni, ma la domanda rimase priva di risposta.
Dopo il raduno lasciai la Reiki Alliance. Sentivo che Phyllis aveva costruito
attorno al sistema Reiki di Usui un edificio che in realtà era una protezione
per i suoi scopi. Cominciai a seguire un mio cammino personale nel Reiki.
Iniziai a imparare a seguire la mia saggezza interiore.
Nel corso di questi ultimi diciannove anni ho lavorato per approfondire la mia
comprensione e integrare quei tre doni ricevuti ai seminari dei primi due
livelli e il quarto, ricevuto durante il convegno alle Hawaii nel 1982. Queste
esperienze spirituali sono state le mie guide durante il viaggio. Esse mi hanno
portato a sempre maggiore semplicità e amore, il che è una benedizione nella mia
vita.
Non sono d'accordo con le complesse nozioni che vengono correntemente espresse
da Phyllis a proposito della pratica del Reiki. Non sono d'accordo con alcuna
delle nozioni connesse con un ruolo di Grand Master, con un ufficio di Grand
Master, con il suo dichiararsi portatrice di discendenza, unica crede di diritto
del Sistema Reiki di Usui, né con le tariffe per ottenere la licenza, perché
queste cose non appartengono al sistema in sé.
A che cosa serve tutto ciò? Chi trae vantaggio da tutta questa situazione? A
me sembra che sia Phyllis.
Le nozioni di forma, disciplina e pratica sono inerenti al modo in cui questa
arte di guarigione è presentata dal Reiki Master: per lo meno questo era vero un
tempo.
Nella tradizione orale, ciò a cui veniva data enfasi era la scoperta di sé, e
questo si incarnava nel concetto: "permetti all'Energia di guidarti". Non c'è
bisogno di lunghi trattati per questo. Confida nel fatto che il Reiki Master lo
viva e lo modelli. È semplice. È reale.
Siamo tutti fondatori di lignaggio, eredi di diritto e potenziali Grand
Master. Non è l'esclusivo diritto di una persona.
Abbiamo una grande opportunità di liberarci dalla confusione e di ritornare
all'autentica semplicità di questa dolce pratica. Credo che oggi abbiamo tutti
la maturità e la comprensione necessarie per parlare, per essere ascoltati e per
portare avanti la dignità e l'integrità di questo insegnamento. Siamo tutti
responsabili di quello che è accaduto e siamo tutti responsabili del futuro.
Essere Reiki Master significa mantenere una promessa sacra. Questa purezza di
cuore è l'essenza di ciò che dobbiamo condividere. Prego perché insieme possiamo
portare avanti questa purezza per chiarire il passato, vivere quello che
insegnamo e insegnare quello che viviamo. Vi mando questa lettera con amore e
molte benedizioni. "
Carell Ann Farmer, 31 dicembre1997

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Lun 8 Gen 2007 10:30 pm

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