Generare campi gravitazionali
di: Francesco Conti
Se noi consideriamo che se un oggetto ruota, a qualsiasi velocità
consentita, genera onde e campi gravitazionali secondo una dinamica che come
dicono gli esperti, non oltrepassa la velocità della luce, allora, avevo
pensato, per evitare quelli che sono i limiti di un corpo solido ruotante
attorno ad un suo asse, tipo resistenza meccanica ed altro, di prendere il
più semplice elemento disponibile in natura che è formato da soli elettroni
e protoni, cioè l'idrogeno.
Il problema è se partire dalle particelle singole, che durante il loro moto
per superamento dell'energia di attivazione diventano prima ioni e poi
idrogeno, oppure da idrogeno compresso che in questo stato raggiunge le
caratteristiche del sodio o del mercurio, cioè di essere paragonabile ad un
metallo, con tutte le sue caratteristiche tipo conducibilità elettrica e
termica allo stato liquido e/o gassoso. Qualcosa mi dice che è bene ottenere
idrogeno ad alta pressione partendo dalle sue particelle costituenti, che
possono essere accelerate circolarmente ad alte velocità con metodi che ora
scriverò, per poi raggiungere quella pressione sufficientemente tale che si
possa sfruttare in seguito, la dinamica dei fluidi accelerati magneticamente
ed elettricamente cioè la magnetoidrodinamica. Se prendiamo le particelle
singole, cioè protoni ed elettroni esse, avendo carica opposta, si
comportano differentemente all'applicazione di un campo elettrico e
magnetico per cui se per esempio volessimo farle ruotare in uno stesso
verso, bisogna tenere conto di questo fatto.
Il campo magnetico fa si che le particelle ruotino, mentre il campo
elettrico da la progressione verso la polarità opposta. Ora per evitare la
turbolenza nel fluido ed altri fattori nocivi alla stabilità del sistema in
oggetto, si parte da una spira di elettroni esterna e di protoni interna,
per arrivare ad una spira di elettroni distanziati opportunamente (che
attirano protoni vicini) si parte dai singoli elettroni ottenibili
facilmente, ora bisogna sfruttare l'equazione di Maxwell con flussi di campi
magnetici variabili nel tempo che sono circuitati da linee di flusso
elettriche e per i protoni la stessa cosa ma invertita, di modo che abbiano
stesso verso e velocità da determinare, tutto ciò può essere controllato e
interpretato con le dovute precauzioni. Il problema è multiplo perché si
devono considerare effetti e restrizioni di forma, progettazione, dinamica e
dinamica nella dinamica.
Veniamo alla forma che deve avere questo apparato: si devono formare due
anelli concentrici e tali che il loro raggio che è dipendente dalla propria
massa, velocità e quindi campi applicati, e fin qui tutto normale, per
ovviare il pulsare magnetico quindi la sua attenuazione, si fa in modo che
l'apparecchiatura o elemento che genera il campo, abbia una certa
vibrazione, cioè spostamento. Questo mi fa dire che mentre c'è una
diminuzione del campo dovuta al generatore di frequenza, ci sia allo stesso
istante e appropriatamente uno spostamento dell'elemento attivo tale che
possa sopperire questo inconveniente limitativo. Come detto prima l'anello
di protoni deve subire lo stesso trattamento, ma invertito. In questo
ruotare di particelle c'è anche la possibilità di generare energia oltre a
spenderla.
Ammettiamo che la velocità di queste particelle sia tale che l'energia degli
elettroni abbia un valore appropriato rispetto all'energia dei protoni,
detto in altre parole, che sia più veloce, cioè si avrà una differenza
gravitazionale, che avvicinerà i due sistemi ed equiparerà le velocità con
trasferimento di onde da un tipo di particelle (elettroni) alle altre
particelle.
Io credo che tutto questo meccanismo stabilizzi il sistema, portando a
vincere l'energia di attivazione del legame, ottenendo così idrogeno in
condizioni di particolare stato di modo che con un numero limitato di
molecole abbiamo raggiunto alte pressioni alta conducibilità termica ed
elettrica senza che ci sia turbolenza, per non dire della permeabilità
magnetica. Se conserviamo lo stato del moto quindi delle caratteristiche del
fluido, possiamo dire che si potrebbe avere una dinamica nella dinamica
perché se ricordiamo che stiamo trattando con un fluido in moto e facciamo
vibrare un numero definito di molecole esse emetteranno onde acustiche nei
due versi di rotazione, procurando contrazione in un verso, quindi aumento
di velocità da una parte ed il contrario dall'altra cioè rarefazione,
volendo, corretta da altre onde acustiche tutto in ottemperanza delle leggi
fisiche classiche che sono le stesse per tutti gli osservatori in moto
inerziale.
Ora abbiamo un generatore di onde e campi che se posto all'esterno del
baricentro sposterà lo stesso procurando levitazione, volendo energia quindi
materia. Ricordo, come ha previsto il fisico Penrose, le forze, in campi
molto intensi si invertono, quindi il lavoro ha altre leggi, visto che
dipende da F, ricordo che per F intendo la forza visto che il lavoro L=Fds.
secondo Penrose la forza centrifuga diviene centripeta in campi
gravitazionali molto intensi.
Data articolo: maggio 2008
Per ulteriori informazioni:
Ingegner Francesco Conti
E-mail: francesco@...