L'evento Morte: elaborazione del lutto
report
Roma, 26 Aprile 2008 ore 9.30-13.00; 15.00-19.00
I.F.O. Istituto Regina Elena e Istituto San Gallicano Mostacciano
Relatore: Marco Ferrini (Ph.D. Psychology). Professore incaricato di
Colleges e Universities Americani.
International Affiliate of the American Psychological Association
La morte viene socialmente vissuta come un tabù, un concetto cupo da cui
rifuggire e da temere, termine ultimo della vita e di ogni piacere ad essa
connesso.Contrariamente a questo punto di vista, la tradizione
bhaktivedantica ci insegna a non vedere nascita e morte come opposti estremi
del segmento vita, ma piuttosto come infiniti punti di una circonferenza
rappresentante l'intera esistenza; in virtù di tali premesse la psicologia
del ciclo della vita permette di offrire un valido sostegno a coloro che,
più o meno prematuramente, sono chiamati a confrontarsi con l'evento morte
direttamente o indirettamente.
Una visione dell'uomo e dell'esistenza centrata sull'eternità permette una
diversa comprensione della morte: chi è in realtà a morire? La psicologia
indovedica inquadra diverse costituenti materiali dell'essere umano:
grossolane (corpo di carne) e sottili (falso ego e intelletto); ma
soprattutto riconosce al centro dell'esperienza vivente un principio vitale
spirituale: l'atman. La persona, fintanto che è soggiogata dai forti
condizionamenti acquisiti nel corso delle varie incarnazioni, rimane
imprigionata nel ciclo samsarico di nascite e morti. Ella potrà liberarsi da
questa morsa perenne solo tornando ad acquisire una consapevolezza superiore
di sé stesso, completamente spirituale e priva di ogni identificazione con
riflessi distorti del sé (falso ego).
L'essere incarnato in un corpo umano, in quanto potenzialmente in grado di
controllare i propri impulsi più istintuali, ha l'opportunità, durante la
sua vita di scegliere percorsi di evoluzione luminosa o di involuzione
tenebrosa; la morte, così come ogni altra crisi che potrebbe manifestarsi
nel corso della vita, è da considerarsi come un'occasione per dare una
svolta nel ciclo esistenziale: intraprendendo o portando a compimento il
percorso di evoluzione luminosa.
La corretta preparazione del morente al passaggio è quindi fondamentale e
dev'essere agevolata in ogni modo: dai familiari, anch'essi da preparare
adeguatamente, dal medico che, oltre a dover effettuare una comunicazione
appropriata deve, per primo, aver elaborato il concetto di morte per essere
efficace nell'offrire un aiuto, fino all'ambiente circostante nel suo
complesso; il tutto finalizzato a consentire una capacità elevata di
discernimento e una centratura nel sé e nella meta da raggiungere da parte
di colui che sta dipartendo.
Questa preparazione è bene iniziarla subito, qui ed ora, perché ignoriamo il
tempo che ci è dato di avere e non possiamo sapere in quale condizione
psico-fisica arriveremo al momento d'intraprendere questo viaggio. Dal
momento che il sistema nervoso non distingue fra esperienze visualizzate in
meditazione ed esperienze realmente accadute, la visualizzazione di un
nostro rapporto positivo con l'evento morte quale passaggio esistenziale da
una dimensione ad un'altra, sarà tanto più efficace e funzionale quanto più
riusciremo a viverla intensamente.
Grazie ad una magistrale esposizione teorica e conduzione dell'esperienza
pratica del Professor Ferrini, questo Seminario è stato un'esperienza
altamente formativa ed efficace nel proporre una visione tanto antica quanto
innovativa della vita, della nascita, della morte e dell'uomo, visione che
dovrebbe essere abilmente padroneggiata da chiunque operi nel settore
sanitario e non solo, in contatto con malati terminali o con persone affette
da disagio psicologico.
I partecipanti al Seminario, entusiasti, hanno rivolto diverse interessanti
domande e sono rimasti positivamente colpiti dalla particolare esperienza
pratica, di grande aiuto per sé stessi e in una prospettiva di sostegno ad
altri.
L'evento, per il quale è stato richiesto l'accreditamento E.C.M., ha
ottenuto il patrocinio dell'Ordine degli Psicologi del Lazio.
Informazioni
Dott.ssa Caterina Carloni:
339 5258380
Segreteria CSB:
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