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Canale Zero vs RAI   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #12803 di 14386 |



Canale Zero - Appello per una informazione libera

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=6147
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=6857




Gentili Signore/i dell'iniziativa "Canale Zero",

vi presento i miei migliori riguardi.

Dopo aver letto il vostro appello qui sopra linkato, son qui ad esprimere
pubblicamente il mio pensiero in merito alla vostra intenzione di realizzare un
canale d'informazione libera. Se l'ideale di una libera informazione non può che
appassionarmi e coinvolgermi al massimo livello, al contrario l'idea di
realizzare una produzione e diffusione alternativi non mi trova per nulla in
accordo perché ritengo che esse possano allontanare, invece che avvicinare, la
nostra comune società dall'evoluzione che attende da tempo.

Pur capendo che l'approccio di costruire un percorso alternativo a quelli del
sistema, carenti per un motivo o per un altro, sia pratica più che consolidata
del mondo progressista, visto pure il generale insuccesso di essa, insuccesso
per altro confermato dalla vostra stessa iniziativa che altrimenti non vedreste
necessaria, non posso non esprimere il pensiero che sia giunto infine il momento
di non rimanere più TANGENTI ai PROBLEMI e di affrontarli direttamente una volta
per tutte.

Voi dite: "La cifra distintiva del format è proprio il sostegno economico
popolare, un esperimento di finanziamento diffuso e partecipato, che renderà
ogni singolo cittadino protagonista e anima del progetto." Ebbene: non è forse
questa una esatta descrizione di ciò che dovrebbe già essere proprio la nostra
RAI? Non è forse la RAI per definizione una pubblica risorsa, pagata dai
cittadini in favore dei cittadini? E come tale non dovrebbe essere accessibile e
disponibile ad ognuno di noi? Ed allora per quale deviata ragione suggerite di
farne un'altra piuttosto che reclamare con risolutiva energia quella che oggi è
in indegne mani oligarchiche?

Cortesemente chiedo a voi firmatari dell'appello:

Giulietto Chiesa, Lucio Barletta, Aldo Benevelli, Anna Maria Bianchi, Caparezza,
Sergio Cararo, Franco Cardini, Paolo Ciofi, Antonio Conte, Francesco De Carlo,
Tana de Zulueta, Arturo Di Corinto, Laura Di Lucia Coletti, Claudio Fracassi,
Luciano Gallino, Andrea Gallo, Giuliano Giuliani, Udo Gumpel, Sabina Guzzanti,
Serge Latouche, Manolo Luppichini, Empedocle Maffia, Lucio Manisco, Gianni Minà,
Roberto Morrione, Diego Novelli, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Carlo Petrini,
Franco Proietti, Lidia Ravera, Ennio Remondino, David Riondino, Roberto Savio,
Francesco Sylos Labini, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Vauro, Elio Veltri,
Dario Vergassola, Alex Zanotelli,

siete cittadini italiani? Ritenete di avere qualcosa di utile e di importante da
dire? Ebbene per quale deviata ragione non vi rivolgete alla RAI che è il nostro
Ente Radiotelevisivo Pubblico? Per quale ragione voi andate a costituire
l'ennesimo canale alternativo disperdente preziose energie quando la RAI,
servizio pubblico, esiste appunto per soddisfare le esigenze di comunicazione ed
informazione all'interno del nostro Paese? Quando di produzioni e canali ne
abbiamo già tre: Rai 1, Rai 2 e Rai 3?

Com'è che ogni carica democratica deve tornare al popolo, com'è che perfino la
massima autorità del Capo dello Stato deve abbandonare il suo ruolo ogni sette
anni restituendo al popolo i suoi poteri, mentre un dipendente, un dirigente, un
giornalista RAI se ne può tranquillamente rimanere in un ruolo di pubblica
appartenenza ed utilità per più di un lustro a raccontarci la sua visione del
mondo spacciandocela per realtà passando infine il suo posto al figlio? Ebbene,
Signore e Signori, si tratta di una questione fondamentale.

Fino ad oggi i ruoli del Pubblico Impiego sono stati, e sono tuttora, assegnati
a vita a pochi eletti, i quali non contenti dei loro privilegi ne abusano pure.
Trattandosi però di risorse appartenenti all’intera comunità, per loro stessa
origine e definizione di pubbliche attività, questo non dovrebbe avvenire.
Palesemente, non è possibile che la cosa pubblica, la Res Publica, sia di fatto
di proprietà esclusiva di alcune persone. Pertanto a noi progressisti spetta
l'improcrastinabile compito di rendere, effettivamente e finalmente, pubblico il
Pubblico Impiego, attuando una equa, sana rotazione tra tutti coloro che
volessero svolgerlo ed avessero i requisiti necessari.

Signore e Signori, ciò che caratterizza la materia è la sua struttura interna.
Pensiamo agli atomi. Elettroni e neutroni a seconda di come si strutturano
formano elementi diversi. Idrogeno e piombo hanno una diversa organizzazione. La
sostanza è la stessa ma è l'organizzazione a cambiare. Democrazia e mafia hanno
anch'esse una stessa sostanza ma una diversa organizzazione. Se la RAI mantiene
i suoi dipendenti assunti a vita nella sua organizzazione non è democrazia, è
mafia! Se non si cambia l'organizzazione della pubblica amministrazione,
l'informazione ed uno stato democratici non ci saranno mai!! E questo dovrebbe
essere a voi intollerabile almeno quanto lo è a me.

Ora: se voi di "Canale Zero" avete intenzione di realizzare un vostro canale
privato, fate pure. Sarebbe una iniziativa lodevolissima ed io vi porgo i miei
migliori auguri. Ma se lo fate nell'interesse collettivo, se lo fate con
l'intento di dare una voce imparziale e pubblica al Paese, se lo fate per
offrire un servizio di pubblica utilità, ebbene tutto ciò l'Italia ce l'ha già o
quantomeno dovrebbe averlo già e se così non è occorre immediatamente, non
domani ma sessant'anni fa, all'atto stesso della Costituzione, occorreva e
quindi oggi con estrema urgenza abbiamo il dovere di provvedere a rendere
davvero pubblica la Pubblica Amministrazione a cominciare appunto dalla RAI che
per urgente necessità deve fare da APRIPISTA ad una più ampia riforma per un
equo impiego pubblico a rotazione.

Basta con l'alternativa. Che sia nel giusto oppure no, ogni italiano HA il
DIRITTO di PARTECIPARE alla vita civile del suo Paese. Io non sono un
alternativo. Non voglio esserlo più. Lo sono stato per lungo tempo ma ora basta.
Ho ragioni sufficienti per ritenere che insieme ad ogni altro abitante di questo
Paese anch'io abbia pieno diritto all'ufficialità, ai mezzi e canali ufficiali.
E da questo momento negherò la mia adesione ad ogni iniziativa che non punti
direttamente all'ufficialità, al cuore stesso del sistema, perché quel cuore,
che oggi alimenta solo pochi e dimentica i più, deve tornare a battere per
tutti.

Gentilissimi Signore e Signori: Giulietto Chiesa, Lucio Barletta, Aldo
Benevelli, Anna Maria Bianchi, Caparezza, Sergio Cararo, Franco Cardini, Paolo
Ciofi, Antonio Conte, Francesco De Carlo, Tana de Zulueta, Arturo Di Corinto,
Laura Di Lucia Coletti, Claudio Fracassi, Luciano Gallino, Andrea Gallo,
Giuliano Giuliani, Udo Gumpel, Sabina Guzzanti, Serge Latouche, Manolo
Luppichini, Empedocle Maffia, Lucio Manisco, Gianni Minà, Roberto Morrione,
Diego Novelli, Moni Ovadia, Riccardo Petrella, Carlo Petrini, Franco Proietti,
Lidia Ravera, Ennio Remondino, David Riondino, Roberto Savio, Francesco Sylos
Labini, Antonio Tabucchi, Gianni Vattimo, Vauro, Elio Veltri, Dario Vergassola,
Alex Zanotelli, voi siete persone in gamba, preparate ed organizzate mille e
mille volte più di chi qui osa rivolgersi a voi.

Concentriamoci allora nel rivelare la caratteristica organizzativa
oligarchico/mafiosa del pubblico impiego a vita e nell'affermare ed introdurvi
una nuova forma organizzativa partecipativa e quindi democratica. Non occorrono
altri, ed altri ed altri mezzi e canali ancora che disperdano ancor più la già
poca attenzione ed energia disponibile. Ciò che occorre non è la solita voce
alternativa che si disperde nei mille problemi quotidiani divenendo sempre più
fioca ma una voce che divenga giorno dopo giorno vieppiù poderosa concentrandosi
e focalizzandosi proprio lì dove nascono quei problemi. Di mezzi e canali ve ne
sono già in abbondanza, pubblici e privati. Ciò che occorre è invece solo fornir
loro consistente materia intellettuale che non possano ignorare nè mai più
dimenticare.

Cortesissimi Signore e Signori, focalizzandoci ed illuminando il giusto
obiettivo, quel buio dove s'ingarbuglia la nostra storia, possiamo rimettere
questo nostro mondo in moto, possiamo avviare la trasformazione del mondo,
possiamo iniziare la nostra evoluzione, nel giro di pochissimi giorni!

Perché questo in vero è il potere della verità.


Con viva cordialità, grato per l'attenzione,


Danilo D'Antonio

Laboratorio Eudemonia
Piazza del Municipio
64010 Rocca S. M.
TE - Abruzzo

tel. 339 5014947
tel. 328 0472332









































Gio 14 Ago 2008 3:03 pm

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15 Ago 2008
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