BUONA DOMENICA
"Non rendete importanti le cose che non hanno importanza, né concentratevi
su inezie a spese di questioni vitali, ad evitare di impedire lo sviluppo
del vostro progresso. Le azioni impulsive in contrasto con i doveri reali di
ognuno sono indesiderabili."
(Paramahansa Yogananda)
Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri. Ascoltare è un mezzo
per accogliere
gli altri in se stessi. (Lao-Tse)
"Sia che soffriate in questa vita, o sorridiate con abbondanza e forza, la
vostra coscienza dovrebbe restare immutata attraverso le varie esperienze.
Se potete raggiungere l'equilibrio mentale, nulla potrà mai danneggiarvi. Le
vite di tutti i grandi maestri dimostrano che essi hanno raggiunto questo
stato di beatitudine."
(Paramahansa Yogananda)
Il paradiso è piuttosto in alto e non ci si arriva con le sole nostre forze.
Immagina, dice S. Agostino, che ci sia un ciliegio.
Il bambino dal basso guarda le ciliegie con grande desiderio, ma non può
prenderle.
Cosa accade? Suo padre lo prende sotto le ascelle e lo alza di peso
all'altezza
dei frutti.
Le ciliegie sono il paradiso, il bambino siamo noi, l'aiuto del Padre è la
grazia di Dio.
(Papa Albino Luciani)
"Il materiale e lo spirituale non sono altro che le due parti di un unico
universo e di una sola verità. Nell'eccedere in una delle due, l'uomo manca
di raggiungere l'equilibrio necessario allo sviluppo armonico... Praticate
l'arte di vivere in questo mondo senza smarrire la pace interiore della
vostra mente. Seguite il sentiero dell'equilibrio per giungere al
meraviglioso giardino interiore dell'Auto-Realizzazione."
(Paramahansa Yogananda)
La mente relativa genera infinite idee dentro se stessa che indeboliscono e
velano la percezione della verità. Queste idee ed esperienze lasciano il
loro marchio nella mente, formando impressioni e tendenze che sono, per la
maggior parte, latenti o dormienti. Quando la mente supera tutto questo, il
velo scompare in un momento come la foschia al sorgere del sole. Con esso
svanisce anche il dolore. (antico scritto yoga)
"Sebbene dovete restare nel mondo, non siate del mondo. I veri Yogi possono
discorrere e mescolarsi col popolo, ma per tutto il tempo le loro menti sono
rapite in Dio."
(Paramahansa Yogananda)
Sedete con la forza della montagna, l'atteggiamento del cielo, il flusso di
un fiume, il respiro del vento, i colori della natura, l'esperienza
dell'arcobaleno.
Restate così, semplicemente e siatene felici. Siate felici, ma senza
possedere nulla. Sedete come il cielo contiene il sole: spazioso, ma senza
aggrapparvisi. (Sogyal Rimpoce)
"Milioni di persone vivono una vita ad una sola faccia e procedono nella
incompletezza. Dio ha dato a ciascuno di noi un'anima, una mente, ed un
corpo, che noi dovremmo tentare di sviluppare uniformemente. Se avete
condotto una vita dominata dalle influenze terrene, non permettete che il
mondo vi imponga più oltre le sue delusioni. Dovreste controllare la vostra
stessa vita, d'ora in poi; dovreste divenire il regolatore del vostro stesso
regno mentale. Le paure, le ansie, l'insoddisfazione e l'infelicità
risultano tutte da una vita non controllata dalla saggezza."
(Paramahansa Yogananda)
Per colui che ha conquistato la mente, questa è la migliore amica, ma per
chi non c'è riuscito, questa diventa la nemica peggiore. Chi è riuscito a
conquistarla e ha ottenuto la pace, ha già raggiunto l'anima suprema. Per
lui, gioia, dolore, caldo, freddo, onore e disonore sono uguali. Si afferma
che una persona sia stabile nella realizzazione spirituale e la si definisce
"yogi", quando è pienamente soddisfatta grazie alla conoscenza e alla
realizzazione acquisite. Quella persona è stabile nella trascendenza e
possiede il controllo di se stessa. Essa vede ogni cosa - la zolla di terra,
il sasso e l'oro - con mente equanime. Si afferma che una persona sia ancora
più elevata quando vede tutti - l'onesto, il benefattore, l'amico, il
nemico, l'invidioso, il peccatore e l'indifferente - con mente equanime.
(Bhagavad-Gita 6-9)
"Adesso io so di essere un leone di forza cosmica. Non più ruggente, io
scuoto la foresta dell'errore con gli occhi della Tua meravigliosa voce.
Nella divina libertà avanzo tra la giungla delle delusioni terrene,
divorando le piccole creature delle ansietà e timidezze, e le iene selvagge
del falso credo. O Leone di Liberazione, manda sempre attraverso di me il
Tuo ruggito di coraggio, che tutto conquista."
(Paramahansa Yogananda)
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L'arte del conflitto
Olga Chiaia
Psicologa Psicoterapeuta
I conflitti sono un'esperienza ineliminabile, quotidiana e costante della
nostra vita: ci si illude di poterli evitare per avere la pace, ma bisogna
invece imparare a gestirli.
La repressione del conflitto, della divergenza, di solito porta alla guerra,
non alla pace. Quando si invitano i bambini a non litigare, si sta in realtà
dando loro una prescrizione impossibile. "State buoni", "bisogna volersi
bene", sono frasi che ricorrono spesso, anche se servono solo a far sentire
inadeguato chi non riesce ad armonizzarsi agli altri in quel momento.
E' importante cambiare atteggiamento verso il conflitto, padre di tutte le
cose, come dice Eraclito. Che può diventare uno spazio di possibile
creatività.
Oggi più che mai sono necessarie competenze legate alla comunicazione e alla
negoziazione, che consentano alle diversità di integrarsi e armonizzarsi
incontrandosi sul piano simbolico, anziché combattendosi in soprusi e
guerre.
In una società complessa, l'arte della convivenza è ancora molto da
inventare.
Il disagio del conflitto nasce dal fantasma della separazione, dalla paura
della fine del rapporto. Si preferisce evitare il litigio. Oppure nei
gruppi, si finisce per entrare nella logica del branco, nel conformismo
distruttivo, pur di eludere la divergenza, per timore dell'esclusione.
Un rapporto sano, invece, consente contrasti e confronti.
In un momento storico come questo, in cui ci si vuol illudere che ci sia un
rimedio per tutto, una crema per ogni ruga, si cercano rapporti perfetti,
lisci. E si soffre perché il conflitto è spesso un dato di fatto: a casa, a
scuola, in ufficio, nel mondo.
L'accettazione del disagio inevitabile consente di accorgersi della
necessità di imparare a gestirlo come momento di crescita.
Convivere con situazioni dissonanti, sapendo che spesso non c'è una
soluzione, ma è possibile comunque una trasformazione.
Sostanze tossiche nelle chemtrails
a cura di Zret
Risultati di laboratorio mostrano che le scie chimiche contengono sostanze
tossiche irrorate in tutto il mondo dal Vaticano legato al Nuovo ordine
mondiale
Stando a quanto appurato dai ricercatori, il vostro governo è responsabile:
voi state respirando sei (6) batteri, incluso quello dell'antrace e quello
della polmonite, nove composti chimici tra cui l'acelticoline cloride e
ventisei metalli compresi arsenico, oro, piombo, mercurio, argento, uranio e
zinco.
I cieli sopra Boulder (Colorado) non sono diversi da quelli della maggior
parte delle altre parti del mondo, tramati da reticoli di scie chimiche che
rapidamente si trasformano in nuvole artificiali da cui ricadono sostanze
tossiche. Alle pendici delle magnifiche Montagne rocciose quasi ogni giorno
si possono vedere degli aeroplani bianchi che irrorano sostanze tossiche,
come segno di un programma ideato nell'ambito del Nuovo ordine mondiale
volto alla riduzione della popolazione.
Tuttavia la cosa triste è che la maggior parte delle persone non ha sentore
che i Gesuiti, legati al Nuovo ordine mondiale, hanno intenzione di ridurre
la popolazione del pianeta di due terzi, essendo le chemtrails solo una
delle sinistre trame per distruggere le nazioni. Infatti, quando la gente
guarda in alto, la maggior parte pensa che quelle bianche strisce siano
scarichi degli aerei (e scie di condensazione, n.d.t.). È una spiegazione
idiota per il popolo statunitense che ha subito il lavaggio del cervello e
che nutre ancora troppa fiducia nel suo governo del Male, ormai fuori
controllo.
In un messaggio mandato al sito Arctic Beacon, ecco che cosa un lettore con
preparazione scientifica, riporta di aver trovato:
“ora state respirando etilene dibromide, nanoparticelle di alluminio e
bario, fibre polimeriche contenenti materiali bioattivi non identificati. Le
persone non sono state avvisate e consultate, ma sono certamente vulnerabili
a queste operazioni. Sono stati individuati, in campioni d'aria, componenti
biologici tra i quali muffe modificate geneticamente, globuli di sangue
essiccato e ceppi anomali di batteri.
Benvenuti nel “nuovo mondo” dei cieli di bario tossico, del controllo
meteorologico, del controllo mentale attraverso l'uso delle scie chimiche
associate alle frequenze elettromagnetiche generate da H.A.A.R.P. La nostra
salute è sotto attacco, come evidenziato dal numero dei casi, cresciuto in
modo esponenziale, di tumori del polmone, di asma e di patologie
dell'apparato respiratorio.
L'ambiente ed il clima sono sotto un attacco che si traduce in lampi
anomali, in bizzarrie meteorologiche, nel 20 per cento di luce solare in
meno che raggiunge la superficie terrestre, nell'allarmante e quasi totale
collasso di alcuni ecosistemi marini della costa occidentale (del Nord
America, n.d.t.) e nella creazione dei più potenti uragani che si ricordino.
I nostri cieli sono offuscati sempre più da nuvole artificiali contenenti
bario, alluminio, etilene dibromide. Sia nell'atmosfera sia negli oceani
questo particolato è una minaccia per la salute di ogni essere vivente. La
mia salute e quella dei miei familiari è già stata drasticamente
compromessa.
Esiste una censura totale per opera dei media main-stream sicché l'unico
modo per svegliare il mondo è dire la verità”.
Data articolo: giugno 2007
Fonte primaria: http://www.arcticbeacon.com/articles/18-Jun-2007.html
Articolo di G. Szymanski tradotto da Zret www.sciechimiche-zret.blogspot.com
Vinta la resistenza batterica
a cura del CNR
Ricercatori del Cnr e delle Università di Padova e Ferrara hanno modificato
un antibiotico naturale per studiarne il meccanismo di azione. Lo studio
apre la strada allo sviluppo di nuovi antimicrobici dotati di maggiore
efficacia e selettività.
La resistenza ai farmaci antimicrobici rappresenta una delle maggiori
minacce alla salute pubblica, dovuta al diffondersi di diversi ceppi
batterici che hanno imparato a difendersi dalla quasi totalità degli
antibiotici di uso corrente. Se non si scoprono nuovi prodotti che agiscano
attraverso meccanismi completamente diversi c'è il rischio, nel giro di
pochi anni, di trovarsi disarmati di fronte a batteri particolarmente
pericolosi. Non a caso, nell'ambito del 7° Programma Quadro dell'Unione
Europea, la resistenza ai farmaci antimicrobici è stata individuata come una
delle maggiori minacce alla salute pubblica.
In questa direzione va lo studio pubblicato sulla rivista Angewandte Chemie
International Edition, frutto del lavoro di un team di ricercatori
dell'Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle
ricerche di Padova (Icb-Cnr), del Dipartimento di scienze chimiche
dell'Università di Padova e del Dipartimento di biologia dell'Università di
Ferrara.
“Abbiamo modificato un antibiotico naturale”, spiega Marco Crisma,
dell'Icb-Cnr e coordinatore della ricerca, “introducendo all'interno della
molecola, mediante sintesi chimica, una sonda utile per studiare in
dettaglio il meccanismo con cui il peptide perfora le membrane cellulari dei
batteri”. La sonda introdotta nella molecola è un amminoacido non naturale,
chiamato Toac. Mediante tecniche biofisiche è stato possibile verificare che
questa molecola modificata mantiene la capacità, propria dell'antibiotico
naturale, di formare canali nelle membrane di cellule intere, attraverso i
quali possono passare acqua e ioni. La struttura tridimensionale della
molecola e la precisione di posizione e orientamento della sonda al suo
interno, determinate in questo studio, sono un requisito necessario per
sfruttare la sonda in indagini mirate a stabilire come si dispone la
molecola nelle membrane cellulari, se forma aggregati, ed eventualmente di
quante molecole sono costituiti tali aggregati.
Questo studio potrebbe aprire la strada allo sviluppo di nuovi antibiotici
dotati di maggiore efficacia. “Infatti”, sottolinea il ricercatore “se si
riesce a perforare la membrana di una cellula quest'ultima muore.
L'esperienza ci ha insegnato che i batteri sono piuttosto bravi a
modificare, attraverso mutazioni genetiche, gli enzimi che sono i bersagli
degli antibiotici di uso corrente. Se il bersaglio si è modificato l'arma
può diventare inefficace e insorge la farmacoresistenza. D'altra parte, è
estremamente più difficile per i batteri elaborare strategie utili a
modificare le loro membrane cellulari”. Quindi, eventuali antibiotici che
agissero direttamente a livello delle membrane delle cellule batteriche
sarebbero meno esposti al rischio di indurre farmacoresistenza.
“Come al solito”, commenta Marco Crisma, “la natura è arrivata prima di noi
a queste conclusioni. In effetti sono state isolate da molteplici fonti
naturali (insetti, funghi, organismi marini, pelle di anfibi, etc.) svariate
molecole che funzionano da antibiotici attaccando le membrane delle cellule
batteriche. Purtroppo queste molecole in genere non guardano tanto per il
sottile, e attaccano anche le membrane delle nostre cellule. Sarebbero un
buon punto di partenza per sviluppare nuovi antibiotici, a condizione che si
riesca ad abbassarne la tossicità. Per progredire in questa direzione è
necessario capire meglio, possibilmente a livello molecolare, come questi
antibiotici interagiscono con le membrane delle cellule batteriche e con
quelle dei mammiferi”.
Scheda
Data articolo: giugno 2007
Che cosa: struttura di un antibiotico modificato attivo sulle membrane delle
cellule
Chi: Istituto di chimica biomolecolare del Cnr, Unità di Padova;
Dipartimento di Scienze Chimiche, Università di Padova; Dipartimento di
Biologia, Università di Ferrara
Per informazioni:
Marco Crisma, Istituto di chimica biomolecolare del Cnr
Phone: +39 049/8275294
E-mail: marco.crisma@...
Referenze: M. Crisma, C. Peggion, C. Baldini, E.J. MacLean, N. Vedovato, G.
Rispoli, and C. Toniolo: Crystal structure of a spin-labeled,
channel-forming, alamethicin analogue. Angew. Chem. Int. Ed., 46, 2047-2050
(2007).
Rendere gli uomini assolutamente, incondizionatamente liberi
(di Jiddu Krishnamurti)
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L'essenza dell'insegnamento di Krishnamurti, la sua dichiarazione d'amore al
mondo e all'uomo, si rivela proprio nel discorso di scioglimento, quando ad
Ommen il 3 agosto 1929, a 34 anni, inaspettatamente sciolse "L'Ordine della
Stella".
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Stamani stiamo andando a discutere lo scioglimento dell'Ordine della Stella.
Numerose persone saranno felicissime, ed altre piuttosto rattristate. La
questione non sta nel rallegrarsi né nel rattristarsi, giacché è
inevitabile, come sto appunto andando a spiegare.
Forse ricorderete quella storia del diavolo e di un suo amico che
passeggiavano lungo la via, ad un certo punto essi videro dinanzi a loro un
uomo che si chinò per raccogliere qualcosa in terra, la guardò e poi se la
mise in tasca. L'amico disse al diavolo "Che cosa ha preso quell'uomo?" "Ha
preso un pezzo di Verità," ribatté il diavolo. "Quello è un brutto affare
per voi, allora" disse l'amico. "Oh, niente affatto!" replicò il diavolo,
"Sto appunto andando a permettere che lo organizzi".
Io sostengo che la Verità è una terra priva di sentieri, e che nessuno può
approssimarsi ad essa seguendo un sentiero, una religione o una setta.
Questo è il mio punto di vista, e lo sostengo con assoluta certezza e senza
riserve. Essendo la Verità senza limiti, incondizionata, e non accessibile
attraverso un percorso pianificato, qualsiasi esso sia, non può essere
organizzata.
Non si dovrebbe altresì costituire alcuna organizzazione che abbia come
scopo quello di condurre o forzare le persone a seguire determinati
percorsi. Non appena avrete compreso ciò, comprenderete come non sia
possibile organizzare un credo, una fede.
La fede è un aspetto strettamente individuale, e voi non potete né dovete
organizzarla. Se lo fate diverrà cosa morta, cristallizzata, diverrà una
dottrina, un credo sistematico, una setta, una religione che dev'essere
imposta agli altri. Questo è ciò che in tutto il mondo si tenta di fare.
La Verità viene imprigionata, resa banale, ridotta a un giocattolo da
destinare alle persone fragili e a coloro che sono temporaneamente
insoddisfatti. La Verità non può essere portata al nostro livello, piuttosto
ognuno di noi deve impegnarsi per elevarsi al suo. Non potete portare la
vetta della montagna in una valle. Chi desidera raggiungere la vetta della
montagna lo fa passando attraverso la valle, salendo ripidamente, senza
timore dei pericolosi dirupi.Questo è ciò di cui sono convinto ed è anche la
prima ragione che mi spinge a sciogliere L'Ordine della Stella.
Malgrado tutto, voi probabilmente fonderete altri ordini, o prenderete parte
ad altre organizzazioni andando in cerca della Verità. Io non voglio
appartenere ad alcuna organizzazione di tipo spirituale, vi prego di
comprendermi. Farei uso, ad esempio, di un'organizzazione che volesse
supportarmi a Londra, ma sarebbe un genere di organizzazione del tutto
diversa, meramente meccanica, come la posta o il telegrafo. Utilizzerei
un'automobile o un battello per viaggiare, ma sarebbero meccanismi fisici,
che non avrebbero nulla a che vedere con la spiritualità. Insisto pertanto
nel sostenere che nessuna organizzazione può condurre l'uomo alla
spiritualità.
Ogniqualvolta viene creata un'organizzazione con questo proposito, essa
diviene una stampella, un handicap, una catena, che ostacolerà l'individuo
fino a mutilarlo, gli impedirà di evolversi e riconoscere la sua unicità, la
quale dispone ciò che è proprio in se stessi alla scoperta di questa
assoluta ed incondizionata Verità.
Così questa è un'altra ragione per cui ho deciso, dal momento che sono la
guida di questo ordine, di dissolverlo. Sappiate che nessuna persona mi ha
indotto a prendere questa decisione.
Questo non vuole essere un grande gesto. Giacché non voglio che nessuno mi
segua, ed ho davvero intenzione di agire in questo modo. Nel momento in cui
seguite qualcuno cessate di seguire la Verità. Non m'interessa sapere se
prestate ascolto o meno a ciò che dico. Ho intenzione di determinare
qualcosa di specifico nel mondo, e realizzerò questo mio proposito con
imperturbabile concentrazione. Voglio liberare l'uomo da tutte le gabbie, da
tutte le paure ed impedire che si creino nuove dottrine o filosofie, e che
si fondino nuove religioni o sette.
Ora naturalmente mi chiederete perché io parli continuamente viaggiando per
il mondo. Vi dirò perché lo faccio. Non perché desideri avere seguaci o un
gruppo speciale di speciali discepoli. (Per quanto gli uomini amino
distinguersi dal proprio prossimo, cionondimeno banali e assurde potrebbero
essere le loro distinzioni. Non ho intenzione di incoraggiare tale
assurdità.) Non ho discepoli e nemmeno apostoli, né sulla terra né nei regni
dello spirito.
Non è il richiamo dei soldi ad attrarmi, né il desiderio di una vita
confortevole. Se volessi condurre una vita agiata non verrei in un campo e
non vivrei in un paese afoso! Sto parlandovi con franchezza perché voglio
stabilire come stanno le cose una volta per tutte. Non vorrò ripetere queste
precisazioni puerili anno dopo anno.
Un giornalista che mi ha intervistato ha considerato lo scioglimento di
un'organizzazione che conta migliaia e migliaia di membri come un atto
grandioso. A lui è sembrata una grande azione perché ha detto: "Cosa farà
dopo? Come vivrà? Non avrà più un seguito, la gente non l'ascolterà a
lungo."
Se anche fossero solo cinque le persone che vorranno prestarmi ascolto, che
vorranno nutrirsi, che avranno i loro visi orientati verso l'eternità, sarà
sufficiente. Quale giovamento ha essere seguiti da migliaia di persone che
non comprendono, che sono completamente imbalsamate nel pregiudizio, che non
vogliono il nuovo, ma preferiscono piuttosto adattarlo al proprio sterile e
stagnante sé?
Non fraintendete il mio parlare duro, non è mancanza di compassione. Se vi
recate da un chirurgo per un'operazione, non è benevolenza da parte sua
operare anche se questo causa in voi sofferenza? Così, allo stesso modo, il
mio parlare schietto non implica una carenza di autentici sentimenti bensì
il contrario.
Come già dissi, ho un solo proposito: rendere l'uomo libero, spronarlo ad
orientarsi verso la libertà, ad infrangere ogni limitazione, poiché solo ciò
potrà infondere in lui incessante felicità ed offrirgli l'incondizionata
realizzazione del sé.
Poiché io sono libero, incondizionato, interamente - non in parte, non in
relazione a qualcosa, ma nella completa Verità che è immutabile - desidero
che l'uomo cerchi di comprendermi per essere libero; non per seguire me, né
per fare di me una gabbia da tramutare in una religione o in una setta.
Piuttosto deve essere libero da tutte le paure - dal timore religioso,
dall'ansia della salvazione, dalle paure spirituali, o da quelle dell'amore,
della morte, o della vita in sé.
Come un artista dipinge una tela e prende delizia in quel dipinto, poiché
quella è la propria auto-espressione, la sua gloria, il suo stato di
benessere, allo stesso modo io faccio questo, e non perché mi aspetto
qualcosa da qualcuno.
Siete avvezzi all'autorità, o ai climi d'influenza dell'autorità, e credete
che vi condurrà alla spiritualità. Pensate e sperate che altri possano,
attraverso straordinari poteri - un miracolo - trasportarvi nel regno di
libertà eterna che è Gioia. La vostra intera prospettiva di vita è fondata
su tale autorità.
Voi mi avete ascoltato per tre anni, senza che alcun cambiamento abbia avuto
luogo, se non in pochi casi. Ora analizzate criticamente ciò che sto
dicendo, così che possiate comprendere esaurientemente, completamente.
Quando voi andate in cerca di un'autorità convinti che questa possa condurvi
alla spiritualità, vi state automaticamente vincolando all'organizzazione
costruita intorno a quella stessa autorità. Proprio attraverso la creazione
di quell'organizzazione, che voi pensate aiuterà l'autorità a condurvi alla
spiritualità, avete acconsentito a farvi mettere in una gabbia.
Se io parlo francamente, per favore ricordate che lo sto facendo, non per
severità, crudeltà o mancanza di entusiasmo per ciò che propongo, ma perché
voglio che comprendiate ciò che sto dicendo. Questa è la ragione per cui
sono qui, e sarebbe una perdita di tempo se non esprimessi il mio pensiero
chiaramente e risolutamente.
Per diciotto anni vi siete preparati a questo evento, alla Venuta del
Maestro del Mondo. Per diciotto anni vi siete organizzati, avete cercato
qualcuno che desse nuova gioia ai vostri cuori e alle vostre menti, che
trasformasse per intero la vostra vita, che vi desse una nuova comprensione;
qualcuno che vi innalzasse a un nuovo piano di esistenza, che vi desse un
nuovo incoraggiamento, che vi rendesse liberi - e ora guardate che cosa sta
accadendo!
Osservate attentamente, scrutate in voi stessi e scoprite in che modo quella
fede vi avrebbe reso diversi - e non della superficiale diversità che
consiste nel mostrare un simbolo, che è banale, assurda. In che maniera tale
fede ha spazzato via tutte le cose inessenziali dell'esistenza? Questo è
l'unico criterio di giudizio: in che senso siete più liberi, grandi,
minacciosi per qualunque società che sia basata sul falso e l'inessenziale?
In che modo i membri di questa Organizzazione della Stella divengono
dissimili?
Vi siete preparati diciotto anni per me. Non è importante se voi crediate o
no che io sia il Maestro del Mondo. E' davvero di poca importanza. Da quel
momento voi appartenete all'organismo dell'ordine della Stella, avete
offerto la vostra partecipazione, la vostra energia, accettando l'idea che
Krishnamurti è il Maestro del Mondo - parzialmente o totalmente: totalmente
quelli che stanno realmente cercando, solo parzialmente coloro che sono
soddisfatti delle proprie mezze-verità.
Vi siete preparati per diciott'anni, e osservate quante difficoltà si
oppongono alla comprensione, quante complicazioni, quante cose banali. I
vostri pregiudizi, le vostre paure, le vostre autorità, le vostre chiese
nuove e vecchie - tutto questo rappresenta una barriera che impedisce la
comprensione. Non mi è possibile essere più chiaro di così. Non desidero che
siate d'accordo con me, non voglio che mi seguiate, voglio che comprendiate
cosa intendo.
Questa comprensione è necessaria perché il vostro credo non vi ha
trasformato, ma solo confuso, e perché non siete propensi a guardare le cose
come esse sono. Volete avere i vostri idoli personali - nuovi idoli da
sostituire a quelli antichi, nuove religioni al posto delle vecchie, nuove
immagini in luogo di quelle ormai consunte - tutto ugualmente privo di
valore, tutte barriere, tutte limitazioni, tutte stampelle.
Al posto delle vecchie distinzioni spirituali ne avete di nuove, al posto
dei vecchi culti ne avete di nuovi. Dipendete da un altro per la vostra
spiritualità, dipendete da un altro per la vostra felicità e per la vostra
illuminazione; e sebbene vi siate preparati ad accogliermi per diciotto
anni, quando sostengo queste cose esse si rivelano inutili, quando vi dico
di gettare via tutto e di cercare in voi stessi ciò che conduce
all'illuminazione, alla gloria, alla purezza, all'incorruttibilità del sé,
nessuno di voi è disposto a farlo. Ce ne possono essere alcuni, ma sono
pochi, pochissimi.
Quindi perché avere un'organizzazione? Perché gente falsa e ipocrita mi
segue come l'incarnazione della Verità? Vi ricordo che il mio parlare non
vuole essere duro o scortese, abbiamo soltanto raggiunto un punto in cui
dovete assolutamente guardare in faccia la realtà delle cose. Già ebbi modo
di dire lo scorso anno che non voglio compromessi, e già all'epoca solo
pochissimi di voi mi prestarono ascolto, ma quest'anno sarò assolutamente
chiaro. Sono migliaia i membri dell'Ordine sparsi su tutto il pianeta, e non
so quanti di loro nonostante si siano preparati ad accogliermi per diciotto
anni ora non sono disposti a comprendere fino in fondo e senza riserve ciò
che affermo.
Come ho già detto poc'anzi, il mio fine è rendere gli uomini
incondizionatamente liberi, perché io sostengo che la sola spiritualità è
l'incorruttibilità del sé che è eterno, è l'armonia fra la ragione e
l'amore. Questa è l'assoluta, incondizionata Verità che è in sé Vita.
Desidero pertanto mettere l'uomo in libertà, allietandolo come un uccello
libero nei cieli, alleggerito, indipendente, estasiato nell'affrancamento.
Ed io, colui per il quale vi siete preparati tanto a lungo, ora vi dico che
dovete essere liberi da tutte queste cose, liberi dalle complicazioni e dai
vostri grovigli.
Voi non avete bisogno di un'organizzazione fondata su un credo. Che bisogno
c'è di avere un'organizzazione che nel mondo vede cinque o dieci persone che
comprendono, combattono, e accantonano tutte le frivolezze? Questo vale
anche per le persone fragili, non può esserci un'organizzazione che aiuti
loro a scoprire la Verità, perché la Verità è in ognuno; non è remota, non è
vicina, è eternamente lì.
Le organizzazioni non possono rendervi liberi. Nessun uomo può liberarvi
dall'esterno; né può il culto organizzato e tantomeno la vostra immolazione
a favore di una causa; non potete formarvi all'interno di un'organizzazione,
né farvi liberi proiettando voi stessi nelle occupazioni. Voi usate una
macchina da scrivere per redigere una lettera, ma non la mettete su un
altare né l'adorate.
Tuttavia è questo che fate quando mettete le organizzazioni come interesse
principale. "Quanti membri comprende?" è la prima domanda che mi pongono
tutti i giornalisti. "Quanti seguaci avete?" Il loro numero ci indica se ciò
che dice è vero o falso. Io non so quanti sono, non m'interessa. Vi ripeto,
se anche un solo uomo fosse reso libero, ciò sarebbe abbastanza.
Di nuovo, siete convinti che soltanto certe persone posseggono la chiave del
Regno della Felicità. Nessuno le possiede. Nessuno ha l'autorità per
possedere quella chiave. Quella chiave è proprio il vostro sé, e nello
sviluppo, nella purificazione e nell'incorruttibilità di quell'unico sé è il
Regno dell'Eternità.
Osservate quanto è assurda l'intera struttura che avete costruito, cercando
un aiuto esterno, affidandovi ad altri per ottenere conforto, per la vostra
felicità, il vostro potere. Potete scoprire tutto solo all'interno di voi
stessi. Voi vi siete abituati a sentirvi dire quanto avete progredito, qual
è la vostra condizione spirituale. Come siete infantili! Chi se non voi
stessi può dirvi se siete belli o brutti nell'intimo?
Chi se non voi stessi può dire se siete incorruttibili? Voi non riuscite ad
essere seri su queste cose. Ma coloro che realmente desiderano comprendere,
che sono in cerca di ciò che è eterno, senza inizio né fine, cammineranno
insieme con maggiore intensità, e saranno un pericolo per tutto ciò che è
inessenziale, non reale, e per le ombre. E convergeranno, diverranno una
fiamma, perché essi comprendono.
Dobbiamo creare una realtà di questo tipo, e questo è il mio proposito.
Perché dalla reale comprensione nascerà la vera solidale amicizia. A cagione
di quell'autentica amicizia - che voi non sembrate conoscere - avrà luogo la
reale cooperazione da parte di ognuno. E questo non perché vi è un'autorità,
non a motivo di una salvazione o di un'immolazione per una causa, ma perché
comprendete realmente e quindi siete in grado di vivere nell'eterno. Questa
cosa è più grande di ogni desiderio, di ogni sacrificio.
Così queste sono alcune delle ragioni per cui, dopo aver attentamente
riflettuto per due anni, ho preso questa decisione. Essa non nasce da un
impulso momentaneo. Non sono stato persuaso da nessuno, non sono cose in cui
mi lascio persuadere. Per due anni ho meditato su questo, lentamente,
attentamente, pazientemente, e ora ho deciso di sciogliere l'Ordine, giacché
ne sono a capo.
Voi potete creare altre organizzazioni e attendere qualcun altro. Non sono
interessato a questo, né a creare nuove gabbie e nuovi addobbi per quelle
gabbie. Il mio unico interesse è di rendere gli uomini assolutamente,
incondizionatamente liberi.
Precetti dell'Ordine dell'Interessere
di Thich Nhat Hanh
(Essere pace, Ubaldini, Roma 1989)
1.Non adorerò ciecamente e non mi vincolerò a nessuna dottrina o ideologia,
compreso il Buddhismo. Considero ogni sistema di pensiero una guida lungo la
via, e non ritengo nessuno di essi la verità assoluta.
2.Non penserò che la conoscenza che attualmente possiedo sia la verità
assoluta e immutabile. Eviterò di avere una mente ristretta, legata alle mie
opinioni attuali. Praticherò il non-attaccamento alle opinioni per rimanere
aperto al punto di vista degli altri. La verità si trova nella vita, non
nelle nozioni intellettuali. Mi manterrò sempre disponibile a imparare dalla
vita, osservando costantemente la realtà in me stesso e nel mondo.
3.Non costringerò con alcun mezzo Persone, compresi i bambini, ad adottare
le mie opinioni, né con l'autorità, né con la minaccia, il denaro, la
propaganda e nemmeno con l'educazione. Invece,attraverso il dialogo, aiuterò
gli altri ad abbandonare il fanatismo e la chiusura mentale.
4. Non eviterò il contatto con la sofferenza, non chiuderò gli occhi davanti
al dolore. Non perderò mai la consapevolezza che la sofferenza è ovunque
presente nel mondo. Cercherò di stare vicino a tutti quelli che soffrono,
con ogni mezzo: contatti personali, visite, immagini, suoni. Così
risveglierò me stesso e gli altri alla realtà della sofferenza nel mondo.
5. Non accumulerò ricchezza mentre milioni di uomini soffrono la fame. Non
porrò come scopo della mia vita la fama, il profitto, le ricchezze o il
piacere dei sensi. Vivrò in modo semplice, condividendo tempo, energia e
risorse materiale con quelli che ne hanno bisogno.
6. Non alimenterò rabbia ed odio. Non appena rabbia ed odio insorgeranno,
praticherò la meditazione sulla compassione allo scopo di comprendere
profondamente la persona che li ha causati. Mi eserciterò a guardare gli
altri esseri con gli occhi della compassione.
7. Non mi disperderò nella distrazione e nei molteplici stimoli esterni.
Praticherò la respirazione allo scopo di ricomporre corpo e mente, di
sviluppare la consapevolezza, la concentrazione e la comprensione.
8. Non pronuncerò parole che possano creare discordia e causare fratture
nella comunità. Farò il possibile per riconciliare e risolvere i conflitti,
anche il più piccolo.
9. Non dirò parole non veritiere per interesse personale o per impres-
sionare gli altri. Non pronuncerò parole che causino divisione e odio. Non
diffonderò notizie di cui non ho io stesso certezza. Non criticherò e non
condannerò ciò di cui non sono sicuro. Parlerò sempre in modo veritiero e
costruttivo. Avrò il coraggio di pronunciarmi apertamente in tutti i casi di
ingiustizia, anche quando ciò possa minacciare la mia sicurezza personale.
10. Non userò la comunità per mio personale vantaggio o profitto, e non
cercherò di trasformarla in un partito politico. In quanto membro di una
comunità religiosa, prenderò comunque ferma posizione contro l'oppressione e
l'ingiustizia, e mi sforzerò di cambiare la situazione senza cadere in
conflitti di parte.
11. Non eserciterò una professione dannosa agli uomini o alla natura. Non
investirò denaro in attività economiche che privino altri delle risorse
vitali. Sceglierò un lavoro in armonia con la realizzazione del mio ideale
di compassione.
12. Non ucciderò e non permetterò ad altri di uccidere. Mi adopererò con
tutti i mezzi per proteggere la vita e prevenire la guerra.
13. Non mi approprierò di quello che di diritto appartiene ad altri.
Rispetterò la proprietà altrui, ma mi batterò perché nessuno si arricchisca
provocando sofferenza agli uomini e agli esseri viventi.
14. Non maltratterò il mio corpo ma lo tratterò con rispetto, senza
considerarlo un semplice strumento. Conserverò le energie vitali (del sesso,
del respiro e dello spirito) per la realizzazione della Via. Mi asterrò
dalla sessualità disgiunta da amore e impegno reciproco. Considererò i
rapporti sessuali in relazione alla sofferenza che potrebbero provocare.
Rispetterò la libertà e gli impegni assunti con gli altri, per preservarne
la felicità. Sarò pienamente consapevole della responsabilità di mettere al
mondo nuove vite, e mediterò sul mondo in cui intendo far nascere nuovi
esseri.
Il complotto jihadista e il documentario–propaganda di Sion
di Marcello Pamio - www.disinformazione.it
29 giugno 2007
Continua imperterrito - con l’immancabile copertura mediatica e la solita
vergognosa assenza delle istituzioni governative europee, il bombardamento
dell’esercito sionista sulla popolazione inerme palestinese!
Operazione questa, definita “Estate degli stupidi”,(1) dove per stupidi
possiamo intendere il mondo occidentale che sta a guardare senza il coraggio
di aprire bocca.
Un silenzio che pesa come un macigno sulle numerose vittime nella Striscia
di Gaza che, a causa di questi illegali e criminali interventi militari,
crescono giorno dopo giorno.
Nonostante le cose si sappiano, nessuno dice nulla, anzi, il messaggio che
sta passando è che i palestinesi, visti come gruppi armati tipo Hamas, sono
pericolosi non solo per la pace in Medio Oriente, ma per il mondo intero
(criminalizzare il criminalizzato, è un ottimo lavaggio della coscienza
collettiva e fa miracoli: rende le bombe intelligenti e umanitarie!)
Propaganda questa, portata avanti dai grandi giornali, dalle grandi penne e
mezzobusti del teatrino mediatico, che continuano con l’ossessione
dell’islam radicale: vedono l’estremismo ovunque, anche dove non c’è, e se
non c’è magari è possibile crearlo.
Lo scrittore francese Thierry Meyssan si è occupato di un recente
documentario-propaganda che rientra proprio in questa strategia: “Obsession:
Radical Islam's War Against the West”, “Ossessione: la Guerra dell’Islam
radicale contro l’Occidente”.(2)
Meyssan analizza le tecniche messe in opera per promuovere lo “scontro delle
civiltà”.
Per far sì che l’opinione pubblica (noi occidentali dormienti) approvi il
trattamento riservato ai palestinesi (bombardamenti indiscriminati,
razionamento illegale di acqua ed energia elettrica, chiusura all’interno
del “muro della vergogna” alto 8 metri e lungo 1000 chilometri , privazione
dei territori, sottrazione di terreno e proprietà, assassinii, violenze
mentali e fisiche, torture, ibernazione dei fondi esteri, ecc.) sono
necessarie delle tecniche di propaganda il cui scopo è:
- disumanizzazione del nemico, quindi del palestinese cioè dell’arabo, cioè
del musulmano;
- riduzione della causa politica ad un semplice e becero oscurantismo
religioso di una minoranza.
Da circa un anno infatti una misteriosa casa di produzione, finanziata
guarda caso dal regime di Sion, sta facendo proprio questo: diffusione
universale di un documentario dedicato all’islam radicale. Finora, questa
pellicola ha dato luogo a molte proiezioni private (anche al Congresso degli
Stati Uniti) ma è stato visto da una decina di milioni di persone grazie
alla catena néoconservatrice Fox News di Rupert Murdoch (magnate australiano
dei media, nonché massone israelita, creatura degli Oppenheimer e membro del
gruppo Bilderberg). (3)
Del video, sono state preparate (visto che i soldi non mancano), versioni
sottotitolate in numerose lingue. Uno special di 78 minuti in cui si
“dimostra” come il mondo musulmano di oggi è più malato di quello della
Germania nazista (termine di paragone usato molto spesso nei confronti del
regime iraniano). Per fare questo ricorre all’emozione, alla dissimulazione,
alla ripetizione (tecnica usata dal Ministro della Propaganda: Paul Joseph
Goebbels), il tutto per suscitare una forte angoscia nello spettatore, anche
quello più informato.
D'altronde basta osservare con attenzione la locandina per comprendere come
si sono mirabilmente associate le immagini della tragedia dell'11 settembre
2001 con la mezzaluna islamica e il fucile mitragliatore kalashnikov...
Sempre dalla locandina si evince che si tratta di un film della
HonestReporting.com, un sito "volto a garantire a Israele una presentazione
giusta sui mezzi di informazione".(4) Spero sia chiaro a tutti qual è il
vero scopo di simili siti...
Il messaggio chiave di questo documentario si può riassumere così nelle
parole usate dallo stesso Thierry Meyssan: “il complotto jihadista mondiale
è la punta di diamante dell’islam, che è una civilizzazione nazista”. Questo
slogan concentra le principali argomentazioni a favore della “scontro di
civiltà”, perché lo scopo è sempre quello: aizzare allo scontro e dividere
per imperare, per meglio controllare. Il documentario tra le altre cose
sottolinea l’alleanza tra il Grande Muftì di Gerusalemme (il rappresentate
di tutti i musulmani) e il Reich nazista, ma decontestualizzandola
completamente in modo che non abbia più come oggetto la liberazione della
Palestina britannica, ma lo sterminio degli ebrei dell’Europa.
Non viene ricordato che fu proprio l’Impero Britannico a creare tutta questa
zizzania, promettendo ai primi del secolo scorso, la Terra Promessa sia agli
arabi (usati come carne da cannone per cacciare i turco-ottomani) che agli
ebrei. Promessa mantenuta solo per il “focolare ebraico”!
La pellicola propone poi l’esistenza di un movimento segreto, visibile nelle
azioni terroristiche che gli vengono attribuite (dimenticando le
numerosissime ‘false flag’), che sarebbe la punta di diamante di una società
di un miliardo di uomini!!! Nell’intero pianeta, un sesto degli abitanti
sarebbero membri di un esercito jihadista pronto a farsi esplodere per
Allah…
Mentre questo esercito si sta preparando ad assaltare la civiltà
occidentale, con bombe e corano, il quartetto ‘democratico’ formato da Usa,
Unione Europea, Onu e Russia, ha discusso e votato il guerrafondaio Tony
Blair come inviato per le “missioni di pace” in Medio Oriente.
Certamente nel mondo dell’inganno globale (termine di orwelliana memoria),
un uomo come Tony Blair (le cui mani sono intrise di sangue di innocenti),
apporterà certamente un valido aiuto alla ‘causa della pace’ (per lor
signori, il termine ‘pace’ significa guerra)
In conclusione, qualcuno forse sta cercando di sostituire il complotto
ebraico con un nuovo complotto islamico-jihadista?
(1) Agenzia Stampa informazioni sulla Palestina: www.infopal.it/home.php
(2) Sito ufficiale di Thierry Meyssan:
http://www.voltairenet.org/article149502.html
(3) "Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia"
(4) Sito ufficiale della HonestReporting.com: www.honestreporting.com
Il Progetto Genoma umano
Tratto da “La Biologia delle Credenze: come il pensiero influenza il DNA e
ogni cellula”,
del Dottor Bruce Lipton
Dopo che il DNA divenne la superstar, bisognava ancora creare il catalogo di
tutte le stelle genetiche del firmamento umano. Si arriva così al Progetto
Genoma Umano, un enorme sforzo scientifico iniziato alla fine degli anni '80
per catalogare tutti i geni presenti negli esseri umani.
Fin dall'inizio, il Progetto Genoma Umano si rivelò molto ambizioso. Era
opinione comune che il corpo umano avesse bisogno di un gene per fornire il
modello di ognuna delle 100.000 e più proteine diverse che compongono il
nostro organismo. A queste si devono aggiungere almeno 20.000 geni
regolatori che dirigono l'attività dei geni incaricati di codificare le
proteine. Gli scienziati conclusero che il genoma umano dovesse contenere un
minimo di 120.000 geni all'interno delle ventitré coppie di cromosomi umani.
Ma non era finita lì. Stava per manifestarsi uno scherzo cosmico, uno di
quegli scherzi che periodicamente sconvolgono gli scienziati convinti di
avere scoperto i segreti dell'Universo. Pensate all'impatto della scoperta
di Copernico, pubblicata nel 1543, che la terra non era il centro
dell'Universo come credevano i teologi-scienziati dell'epoca. Il fatto che
la terra girasse intorno al sole, e che neppure il sole stesso fosse il
centro dell'Universo, minava gli insegnamenti della Chiesa. Le
rivoluzionarie scoperte di Copernico innescarono la rivoluzione scientifica
dell'era moderna sfidando la presunta "infallibilità" della Chiesa. La
scienza finì per sostituirsi alla Chiesa come fonte di conoscenza della
civiltà occidentale per comprendere i misteri dell'Universo.
I genetisti provarono uno shock analogo quando scoprirono che il genoma
umano completo consiste approssimativamente di circa 25.000 geni invece che
degli oltre 120.000 previsti [Pennisi 2003a e 2003b; Pearson 2003; Goodman
2003]. Più dell'80% del presunto e necessario DNA non esiste! I geni
mancanti si stanno dimostrando più imbarazzanti dei diciotto minuti mancanti
nei nastri di Nixon. Il concetto "un gene-una proteina" era un dogma
fondamentale del determinismo genetico. Ora che il Progetto Genoma Umano ha
fatto crollare il concetto "un gene-una proteina", le attuali teorie sul
funzionamento della vita vanno completamente accantonate. Non è più
possibile credere che gli ingegneri genetici possano, con relativa facilità,
risolvere tutti i nostri problemi biologici. La verità è che non ci sono
abbastanza geni per spiegare la complessità della vita umana e delle
malattie.
Potrei sembrarvi un pivellino isterico che grida che il cielo (della
genetica) sta crollando. Ma non è necessario che crediate a quello che dico
io. I grandi della genetica dicono la stessa cosa. Commentando i
sorprendenti risultati del Progetto Genoma Umano, David Baltimore, uno dei
più eminenti genetisti attuali e vincitore del Premio Nobel, sollevò il
problema della complessità umana [Baltimore 2001]: «A meno che il genoma
umano non contenga altri geni invisibili ai computer, è chiaro che non siamo
più complessi dei vermi e delle piante perché abbiamo più geni. Comprendere
la causa di tale complessità - la nostra enorme gamma comportamentale, la
capacità di agire coscientemente, una notevole coordinazione di movimenti,
la precisione delle alterazioni in risposta alle mutate condizioni
ambientali, l'apprendimento, la memoria, ... devo ancora continuare?
rappresenta la sfida del futuro».
Come afferma Baltimore, i risultati del Progetto Genoma Umano ci costringono
a prendere in considerazione altre idee riguardo ciò che controlla la vita.
«Comprendere la causa di tale complessità... rappresenta la sfida del
futuro». Il cielo sta crollando.
Inoltre, i risultati del Progetto Genoma Umano ci obbligano a riconsiderare
la nostra relazione genetica con altri organismi della biosfera. Non
possiamo più ricorrere ai geni per spiegare perché gli esseri umani sono in
cima alla scala evolutiva, e ormai sappiamo che non c'è una grande
differenza tra il numero dei geni presenti nell'uomo e quelli degli
organismi primitivi. Diamo uno sguardo al tre organismi animali più studiati
nella ricerca genetica: un minuscolo nematode, un verme filiforme chiamato
Caenorhabdítis elegans, la mosca della frutta e il topo da laboratorio.
Il Caenorhabditis è una modello ideale per studiare il ruolo dei geni nello
sviluppo e nel comportamento. Questo organismo, a crescita e riproduzione
molto rapide, ha un corpo formato esattamente da 969 cellule e un cervello
molto semplice di circa 302 cellule. Ciò nonostante possiede un repertorio
di comportamenti unico e, soprattutto, è adatto alla sperimentazione
genetica [Blaxter 2003]. Il corpo umano, formato da oltre 50 trilioni di
cellule, contiene soltanto 1500 geni in più di questo modesto verme
invertebrato composto di un migliaio di cellule.
La mosca della frutta, un altro soggetto tipicamente usato nella ricerca, ha
15000 geni [Blaxter 2003; Celniker et al. 2002]. Questo insetto, che è un
organismo molto più complesso del precedente, ha soltanto 9000 geni in più
del più primitivo Caenorkabditis. Quando infine arriviamo ai topi e
all'uomo, dovremmo avere un concetto più alto dei topi o più basso degli
uomini, dato che i risultati dei progetti paralleli sul genoma rivelano che
l'uomo e il topo hanno all'incirca lo stesso numero di geni!
Gli scopi delle scie chimiche
a cura di Zret
Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur. Mentre a Roma si discute, Sagunto
viene espugnata.
Molti vogliono conoscere gli obiettivi perseguiti con l'irrorazione
chimico-biologica. Precisato che, stante la clandestinità dell'operazione, è
evidente che i fini sono ignobili e perversi e porsi certe domande risulta
ozioso, poiché si discute soltanto senza mai agire in modo efficace, è
comunque opportuno saper indicare a chi ignora il problema le finalità delle
chemtrails.
Elenco dunque i principali scopi delle scie chimiche, in forma molto
essenziale ed indicando tra parentesi se si tratta, stando all'attuale stato
degli studi, di un obiettivo accertato o solo congetturato. Bisogna, infine,
ricordare che molti targets sono conseguiti attraverso la sinergia tra
H.A.A.R.P., emissione di campi elettromagnetici e scie velenose.
• Modificazione meteorologica e climatica (scopo assodato, anzi riconosciuto
ufficialmente. Si vedano i numerosi brevetti tradotti in tecnologie e le pur
ambigue ammissioni ufficiali).
• Accecamento dei radar nemici (dimostrato. Si vedano i brevetti ed i
ritrovati tecnologici).
• Creazione nell’atmosfera di un'antenna elettromagnetica oltre l'orizzonte,
col fine di ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali in ambito
strategico-militare (dimostrato).
• Danneggiamento delle colture agricole basate su piante non modificate
geneticamente (rilevato in modo empirico).
• Distruzione della coltre di ozono (forse è un effetto collaterale
dell'operazione, ma non è escluso che sia un fine scientemente perseguito).
• Mappatura elettronica del territorio (provato. Si veda il Progetto
R.F.M.P.) .
• Inquinamento degli ecosistemi per determinare un incremento esponenziale
del costo delle risorse idriche ed agricole residue (dimostrato
empiricamente).
• Sfoltimento di alcuni settori della popolazione ritenuti improduttivi o di
peso per il sistema, come i pensionati (registrato empiricamente).
• Sperimentazione di agenti patogeni sulla popolazione inconsapevole
nell'ambito di programmi di guerra chimica e batteriologica (acclarato. Si
vedano anche i documenti governativi declassificati).
• Diffusione diretta ed indiretta di agenti patogeni e quindi di malattie,
alcune delle quali del tutto ignote sino a pochi lustri fa, con gli scopi
precipui di favorire le multinazionali farmaceutiche e di indebolire la
popolazione (registrato empiricamente. Si considerino i dati
epidemiologici).
• Modificazione del D.N.A. umano in modo da impedire un'evoluzione genetica
e spirituale (ipotizzato da numerosi ricercatori, tra cui Tom Montalk).
• Controllo del pensiero e del comportamento, attraverso soprattutto
l'irradiazione di onde elettromagnetiche a bassa ed a bassissima frequenza
(pressoché dimostrato).
• Emanazione di energie sottili dannose, energie non rilevabili con le
normali strumentazioni, ma in grado di aggredire il sistema bioenergetico
degli esseri viventi (supposto).
• Diffusione di nanomacchine negli organismi umani col fine di controllare,
rintracciare, monitorare, manipolare mentalmente, per mezzo dell'emissione
di impulsi elettromagnetici, interi gruppi umani. Forse queste nanomacchine
potranno essere attivate quando le persone, in un futuro non lontano,
saranno dotate di microprocessori sottocutanei (ipotesi che può sembrare
inverosimile, ma, in realtà avvalorata da una serie di brevetti e dalla
produzione e diffusione di apparecchiature elettroniche volte al controllo
degli individui. Vedi Sotto Matrix, parte 5).
• Creazione di un ambiente atto alla proiezione di immagini olografiche in
vista di una falsa invasione aliena o di un'altrettanto falsa Parousia del
Cristo o di qualche altra figura religiosa (ventilato da qualche studioso e
collegato al Progetto Bluebeam).
Data articolo: giugno 2007
Fonte: www.sciechimiche-zret.blogspot.com
Nada Yoga - di Swami Sivananda Radha
Nada Yoga
- di Swami Sivananda Radha
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Tratto da:
Swami Sivananda Radha MANTRA Armenia
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Ci sono molte cose che si potrebbero scrivere sul Mantra; per esempio, che
ci sono parecchi tipi diversi di Mantra. Però questo libro non intende
essere un'opera erudita sull'argomento, ma piuttosto una guida pratica che
aiuti la gente a sviluppare la propria vita spirituale, attraverso la
pratica del Mantra. In ogni caso, è comunque utile sapere qualcosa riguardo
alla posizione che il Nada Yoga, lo yoga del suono, occupa nella filosofia
dello yoga e, in particolare, su quella parte nota come Mantra Yoga.
Lo scopo ultimo di tutto lo yoga è la rivelazione, l'unione con il Divino, e
nel corso dei secoli sono stati seguiti diversi sentieri dello yoga, o
"yuga", come sono a volte indicati, per arrivare a questo obiettivo. In ogni
yuga lo scopo dello yoga viene realizzato nel modo più adatto per
l'individuo in questione in quel determinato periodo. Ogni yuga ha avuto i
suoi yugi, i suoi insegnanti, o santi che indicassero la via agli aspiranti.
Queste sono persone religiose che hanno compreso l'enfasi del tempo
particolare in cui si sono trovate a vivere.
Nel Satya Yuga (satya significa purificazione), per esempio, non era
necessario che gli aspiranti facessero molto Hatha Yoga, oppure Bhakti o
Jnana Yoga, perché l'accento era posto sulla meditazione; nel Treta Yuga era
invece raccomandato il sacrificio, che non doveva essere necessariamente
quello della vita: poteva essere il sacrificio dei desideri della vita,
desideri che non erano veramente profondi e che avrebbero comportato una
realizzazione soltanto a livello di esistenza quotidiana. Nel Dvapara Yuga
erano incoraggiate tutte le forme di adorazione, preghiera, conversazione
con Dio, devozione nella forma più elevata.
Si dice che adesso stiamo vivendo nel Kali Yuga, nell'Età del Ferro,
l'ultima dei quattro yuga: un'età malvagia. In essa si ritiene che
prevalgano forze di malvagità e d'immoralità, e di certo pare che sia così.
In quest'epoca il Mantra Yoga, la recitazione del nome del Signore, è
considerato essere il miglior aiuto per lo sviluppo dell'individuo, come
suggerisce il detto <Kali Yuga Keval Namah Adhara>, che significa: «Nel Kali
Yuga il santo nome è la barca per attraversare l'oceano del maya
(dell'illusione).»
La tradizione sostiene che i Mantra ci sono stati dati dai rishi, dai grandi
veggenti, santoni e insegnanti che sono vissuti nel passato e che a loro
volta avrebbero percepito i Mantra sul livello eterico, o si sarebbero
sintonizzati su di essi. I Mantra sono stati creati dalle sottili vibrazioni
emesse dai molti milioni di persone che hanno gridato d'angoscia attraverso
i secoli, e sono, per così dire, l'essenza di tutte quelle grida, ma anche
molto di più: sono la risposta ad esse.
Per centinaia di anni i saggi indù si sono dedicati a uno studio molto
dettagliato degli effetti del suono o, più correttamente, della vibrazione,
arrivando a essere perfettamente consapevoli del potere del suono nel
processo di guarigione e purificazione dei chakra (i centri della
consapevolezza) del sistema Kundalini.
Il suono è vibrazione; e suoni e immagini hanno un rapporto molto stretto.
Nel suo libro, Japa Yoga, Swami Sivananda fornisce parecchi esempi di
cantanti capaci di produrre immagini, intonando semplicemente una certa nota
o una combinazione di note. La creazione di un particolare suono può inoltre
indurre un oggetto di un certo materiale che si trovi sintonizzato su quella
particolare vibrazione a tornare integro; se la percentuale di vibrazione
creata dal suono è più forte e più acuta di quella di un oggetto esistente,
esso invece si spezza, come dimostra il fatto che emettendo il giusto suono
è possibile infrangere il vetro.
Un episodio del Vecchio Testamento narra di come gli squilli di tromba
abbiano abbattuto le mura di Gerico, e l'orecchio stesso può restare
danneggiato dai suoni, come sappiamo dalle infelici storie di giovani che
soffrono di una perdita dell'udito per aver ascoltato musica rock suonata a
un volume troppo elevato.
Un Mantra viene cantato sulla base di una melodia nota come raga. Raga (o
ragini) è il vocabolo indiano che significa melodia, o chiave, ma include
molto più di quanto si possa trovare nella nostra concezione di tono
musicale. Letteralmente, raga significa amore o passione: è una composizione
di suono che consiste in movimenti melodici che colorano il cuore di una
persona.
Il raga di un Mantra è primariamente monofonico, una sequenza di singoli
suoni privi di armonia. Nell'insegnamento di Pitagora si sottolinea che la
musica, così com'era compresa nell'antica Grecia, è collegata
all'aritmetica, una concezione che in tempi più recenti è stata espressa
negli scritti del defunto P. D. Ouspensky. Il termine "musica delle sfere"
appartiene ai greci come anche all'Oriente. I greci collegavano il suono e
la musica con l'astronomia e nella sua Poetica Aristotele sostiene che
linguaggio, ritmo e suono insieme costituiscono la poesia.
Al tempo stesso il filosofo indica però un altro elemento, privo di nome e
di forma, identificato nella capacità che sia il potere della parola sia il
potere del suono hanno di influenzare il pensiero umano. Gli Yogi ritengono
che quest'influenza arrivi molto più lontano di quanto in genere si creda
possibile e che la musica non sia soltanto un sistema ordinato o una
successione di suoni, ma anche un potere che ha effetto sull'ascoltatore.
Come Aristotele, anche Confucio sosteneva che la musica condiziona le
persone e le induce ad agire nel modo giusto o in quello sbagliato. È
interessante scoprire che perfino i greci sottolineavano come la melodia
portante non dovesse essere modificata, perché una simile "assenza di leggi"
portava alla distruzione.
Il Mantra Yoga fa parte del Nada Yoga, lo yoga del suono, e rappresenta uno
fra i circa quaranta diversi approcci allo yoga. Il Nada Yoga è una teoria e
una comprensione del suono, della vibrazione e della musica, che per secoli
ha superato di gran lunga qualsiasi simile comprensione in Occidente. In
questo secolo, tuttavia, questa comprensione sta venendo riscoperta dai
fisici occidentali a mano a mano che il loro lavoro li conduce oltre le idee
tradizionali riguardo al mondo fisico.
Gli Yogi si sono avvalsi dei principi del Nada Yoga per essere in armonia
con l'Universo.
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approfondimento su www.sublimen.com
La guerra produce violenza, le donne sono le prime vittime
(di Rosanna Sestito)
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"L'opposto della violenza non è la dolcezza, ma il pensiero."
F. Heritier
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- Testimonianza di un'ostetrica che cura le donne violentate durante le
crisi umanitarie -
"Soltanto tre mesi dopo l'incidente, R. decide finalmente divenire al
reparto sanitario per denunciare la violenza subita da un uomo nel bosco.
Precedentemente aveva già visitato il reparto sanitario per sottoporsi a un
controllo medico, lamentando dolori e perdite vaginali, ma le consigliarono
solo di astenersi per qualche tempo dall'attività sessuale e di seguire una
terapia. Durante quest'ultimo mese ha avuto molta paura che un fatto del
genere le potesse riaccadere, considerando che non ha nessuno che la
protegga. Nemmeno un'amica.
Quando finalmente si reca al dispensario, ancora una volta non racconta con
esattezza quello che le era accaduto, ma chiede comunque di parlare con una
donna del reparto maternità. R. arriva nel reparto. Alla domanda "Come
sta?", dopo qualche esitazione, risponde che ha bisogno di raccontare la sua
storia. Inizia a piangere e chiede di non rivelare la sua identità a
nessuno.
La donna del reparto maternità le chiede perché non dovrebbe rivelare la sua
identità e le annuncia che comunque era troppo tardi. Parlare al resto della
comunità di quanto le è accaduto equivale a tacciarla di uno stigma: non
avrebbe più un posto. R. si sente umiliata e impaurita. Non osa più uscire
di casa per paura che qualcuno possa interrogarla sulla sua storia."
Le violenze di genere (non amo il termine SGBV - Sexual Gender Based
Violence), in particolar modo nell'ambito di crisi umanitarie, sono dei
problemi globali. Esse violano non soltanto l'integrità fisica e la
sicurezza delle vittime, ma ugualmente la loro dignità e il loro amor
proprio. Le violenze di genere sono la conseguenza delle ineguaglianze di
potere nei rapporti. Dinamica spesso esacerbata durante le crisi umanitarie,
quasi sempre caratterizzate da una violenza generalizzata e sistematica, da
spostamenti di popolazioni, dall'indebolimento delle strutture famigliari e
dei sistemi sociali, giuridici e governativi e dalla perdita di valori.
Le donne e i bambini sono le principali vittime. Le ineguaglianze economiche
e sociali colpiscono particolarmente donne e bambini, sottoponendoli a un
maggior rischio di subire violenza da parte di quanti ricoprono una
posizione di potere. Le violenze di genere in zone di crisi umanitaria e
altrove, riflettono il fallimento o la mancanza di azione da parte di un
insieme di attori e di istituzioni che ne sono responsabili. Provengono dal
fallimento a promuovere il diritto elementare alla protezione. In termini
istituzionali invece, le violenze di genere perpetrate dal personale dei
servizi umanitari riflettono il fallimento delle organizzazioni umanitarie,
il cui ruolo dichiarato è quello di offrire cure e protezione.
La paziente si chiama C. Ha contattato gli addetti del dispensario da sola.
Ha 15 anni. È stata violentata. Oggi ha un bambino di 8 mesi, nato dallo
stupro. C. presentava i seguenti sintomi: isolamento, angoscia, ansia,
insonnia, depressione, agitazione, incubi, continui ricordi dell'accaduto.
Vive nel campo profughi da due anni. È stata violentata da un vicino che
aveva ucciso suo padre, suo fratello e suo nonno, vendicando così la morte
dei suoi parenti durante la guerra.
La vittima è la maggiore della famiglia. In tutto sono 7 figli e il
penultimo è morto. La vittima era fuori a cercare legna quando l'uomo le si
è avvicinato per violentarla, mettendole un pugno in bocca per evitare che
urlasse. Nell'altra mano teneva un coltello per minacciarla. Da quel momento
è svenuta. Al suo risveglio non poteva più né camminare, né parlare.
Il mondo è scosso da numerosi conflitti distruttivi. L'esacerbazione di
questi conflitti, la nascita di nuove tensioni provocate da battaglie
interetniche, l'intolleranza religiosa, le ribellioni armate, i conflitti di
frontiera, i colpi di Stato non hanno risparmiato nessuna regione del mondo.
Questi conflitti causano migliaia di morti, di rifugiati e di deportati.
La guerra è distruttrice: comporta delle conseguenze devastanti
sull'economia, la società, la sicurezza e l'ambiente devastanti. Ha
provocato e provoca la destabilizzazione di interi Paesi, la distruzione
della loro economia, la disintegrazione delle popolazioni, la distruzione
dell'ambiente e la paralisi delle attività di produzione in numerosi luoghi.
La guerra provoca e produce violenza. Violenza: la costrizione esercitata su
una o più persone obbligandole a agire contro la propria volontà e il
proprio interesse. Le violenze sessuali: parlo al plurale perché ce ne sono
tante e sotto forme diverse. Oggi quando si parla di violenza sessuale si
pensa subito allo stupro. La prima violenza sessuale che subiscono le donne
e che riguarda molte di loro in parecchi Paesi è l'infibulazione, vietata
dal Codice Penale.
Sono molte le donne di tutte le età, che hanno subito violenze sessuali
associate alla guerra nei campi profughi: in effetti lo stupro e la violenza
sulle donne è un mezzo usato da molti combattenti per colpire il loro
nemico. Stuprare la donne di un nemico è come appropriarsi dei suoi beni o
distruggere la sua casa. In situazioni di povertà estrema, individuale o
collettiva, la prostituzione o l'abuso sessuale diventano delle modalità di
scambio di beni materiali. Possiamo dire la stessa cosa degli uomini? È
orribile!
Le violenze sessuali occupano una posizione centrale tra le violenze di
genere. Questo perché colpiscono la donna nel più profondo del suo essere
donna e nel suo più intimo rapporto con l'uomo. Nella violenza sessuale il
responsabile se ne va, per lui finisce tutto lì. La vittima invece resta,
umiliata, prigioniera del suo corpo. La sua vita personale e sociale sarà
marchiata per sempre. Ancor di più se a seguito della stupro rimane incinta.
Il lavoro di devittimizzazione è essenziale: sia con degli assistenti
sociali, se possibile, oppure in modo informale con altre donne vicine.
La violenza impregna i rapporti sociali fra uomini e donne, a volte ne siamo
talmente abituati che non la riconosciamo nemmeno. La violenza di genere si
trova ovunque nella vita: in famiglia, al lavoro, in guerra, nei campi
profughi, ecc. La violenza sessuale riguarda i conflitti. È diventata
un'arma da guerra utilizzata troppo spesso per indebolire l'identità
nazionale e culturale delle popolazioni civili. Le donne e le ragazze sono
le prime vittime. Subiscono sevizie sessuali e umiliazioni a tutti gli
stadi, dalla fuga al rimpatrio. A seguire gli uomini.
Durante i conflitti, le donne che non hanno subito sevizie si vedono a volte
costrette a vendere il proprio corpo per provvedere a bisogni fondamentali
come l'alimentazione, un'abitazione o per ottenere per loro stesse e per i
propri figli, lo status di rifugiati. Il violentatore può essere un soldato,
un membro della collettività o addirittura un membro della famiglia. Lo
stupro sistematico ha un effetto disastroso sulla salute mentale e fisica
delle donne, sia che si tratti della trasmissione di infezioni a carattere
sessuale, sia di complicazioni.
Cosa ci dice Sri Ramana Maharshi
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- Felicita' -
Ogni uomo cerca la felicita', ma la maggior parte di loro confonde il
piacere con la felicita'.
Dove e' la differenza? La vera felicita' e' permanente, mentre il piacere
non lo e'.
Se una persona ritiene che la sua felicita' sia dovuta a cause esterne e a
quello che possiede, e' ragionevole concludere che la sua felicita' debba
aumentare con l'aumentare dei possessi e diminuire in proporzione alla loro
diminuzione. Dunque se e' priva di possessi, la sua felicita' dovrebbe
essere nulla Nel sonno profondo l'uomo e' privo di qualsiasi possesso,
incluso il suo corpo. Tuttavia, invece di essere infelice, e' felice. Tutti
desiderano dormire profondamente. La conclusione e' che la felicita' e'
inerente all'uomo e non e' dovuta a cause esterne. Uno deve realizzare il
proprio Sé per aprire il magazzino della felicita' assoluta.
C'e' felicita' alla vista di bei paesaggi, nella musica, nella poesia, ecc.,
E' la felicita' inerente nel Sé. Quella felicita' non e' aliena o lontana.
Ti stai immergendo nel Puro Sé in quelle occasioni che consideri piacevoli.
Quell'immersione l' auto-esistente Beatitudine. Ma l'associazione di idee e'
responsabile per il proiettare questa beatitudine su altre cose o
avvenimenti. In realta', e' dentro di te. In queste occasioni ti stai
immergendo nel Sé, sebbene inconsciamente. Se lo fai consciamente, lo chiami
Realizzazione. Immergiti consciamente nel Sé.
- Il Sé -
Ognuno ha esperienza del Sé in ogni momento della sua vita. E' la nostra
cosa piu' intima, ed eppure la gente non sembra capace di comprendere.
Il Sé non può essere investigato. L'investigazione puo' solo avvenire nel
non-sé. L'eliminazione del non-sé e' l'unica possibile. La mente e' solo una
proiezione del Sé che appare nello stato di veglia.
Ognuno vuole conoscere il Sé. Che bisogno di aiuto serve per conoscere se
stesso? La gente vuole vedere il Sé come qualcosa di nuovo. Ma Esso e'
eterno e rimane sempre lo stesso. Loro desiderano vederLo come una luce
fiammeggiante, ecc. Come potrebbe essere cosi'? Non e' luce, ne' oscurita'.
E' semplicemente com'e'. Non puo' essere definito; la migliore definizione
e' 'Io sono colui che SONO' . E' solo Essere, ma diverso da reale e irreale;
e' Conoscenza, ma differente da conoscenza e ignoranza. Come puo' essere
definito? E' semplicemente Essere.
Tutti i pensieri sorgono dopo il sorgere del pensiero-'io'. Guardate per chi
sorgono i pensieri. A quel punto trascendeteli ed essi scompariranno.
Trovando la fonte del pensiero-'io', realizzarw il perfetto 'Io'-'Io'. 'Io'
e' il nome del Sé.
Gli altri metodi (come la ripetizione di parole, ecc.) sono intesi per
coloro che non riescono a compiere l'investigazione del Sé. In tutti questi,
e' necessario un 'agente', che compia l'azione. Chi e'? E' 'io'. Sii quell'
'Io'. E' il metodo diretto. Anche gli altri metodi alla fine condurranno
alla fine a questo metodo dell'investigazione del Sé.
Dal momento che il vostro punto di vista e' stato spostato verso l'esterno,
avete perso la vista del Sé e la vostra visione e' esterna. Il Sé non si
puo' trovare negli oggetti esterni. Volgete il vostro sguardo verso
l'interno e immergetevi dentro; sarete il Sé.
Pensate 'io' 'io' 'io' e aggrappatevi a quel pensiero fino all'esclusione di
tutti gli altri.
- Vivere Oggi -
Nessun genere di lavoro costituisce un impedimento per il cammino
spirituale. E' il concetto 'io sono colui che agisce' che e' l'impedimento.
Se ci si libera di questo concetto attraverso l'investigazione e scoprendo
chi e' questo 'io', allora il lavoro procedera' senza impedimenti, dal
momento che lo starete facendo senza il senso dell'ego (cioe' che voi siete
colui che agisce) e senza alcun attaccamento ai frutti del vostro lavoro. Il
lavoro procedera' in modo anche piu' efficiente di prima; ma voi sarete
sempre nel vostro permanente, naturale, stato di pace e beatitudine.
La rinuncia e' nella mente. Non dipende dall'ambiente o da oggetti
esterni. Un uomo puo' essere nel suo villaggio con la sua famiglia, intento
ad occuparsi del suo lavoro, ed eppure essere distaccato nella mente, mentre
un altro puo' essere nella foresta, essendosi lasciato alle spalle la
famiglia e la proprieta' ed eppure la sua mente puo' essere attaccata a
tutto quello che si e' lasciata dietro fisicamente.
A cosa serve andare nella foresta? Potete lasciarvi dietro famiglia e
lavoro, ma la vostra mente verra' con voi. Starete solamente scambiando la
nozione 'io sono un capofamiglia' con la nozione 'io sono un asceta', e, al
posto dei vecchi attaccamenti, ne cresceranno dei nuovi. Quello di cui c'e'
bisogno e' il rinunciare nella mente e mantenere solo la nozione 'Io-sono' e
non 'sono un capofamiglia' o 'sono un asceta'.
Non c'e' bisogno di rinunciare a una vita di azione. Se meditate un'ora
o due ogni giorno, potrete portare avanti i vostri doveri. Se meditate nel
modo giusto, la corrente mentale che viene prodotta duranete la meditazione
continuera' a scorrere anche nel mezzo del vostro lavoro.
Come andrete avanti, scoprirete che il vostro atteggiamento verso le
altre persone, gli eventi e gli oggetti cambiera' gradualmente. Le vostre
azioni tenderanno automaticamente a seguire le vostre meditazioni.
Un uomo che sta facendo dei progressi comincera' a godere di una
beatitudine piu' profonda, che sia al lavoro o meno. Mentre le sue mani sono
impegnate nella societa', la sua testa rimane tranquilla in solitudine.
Trattate bene il vostro corpo, e lui sara' un buon servitore e un valido
strumento. Ma non vi lasciate fuorviare dal ritenere che sia 'Io'. Cercate
di vedere solo il Sé in ogni cosa. Agite automaticamente, se cosi' si puo'
dire, e lasciate che 'Esso' faccia il lavoro. Non cercate i risultati. Fate
quello che e' giusto nel dato momento e lasciatevelo alle spalle.
Niburu (le profezie) 1
redazione ECplanet.net
LE PROFEZIE DI LEONARDO DA VINCI
Leonardo da Vinci, oltre alle sue spettacolari opere artistiche, ai suoi
progetti prodigiosi ed ai suoi scritti tanto cari a Bill Gates, ci ha
lasciato un esiguo numero di profezie sottoforma di sentenze ed aforismi.
Quella che ci interessa è questa:
Vedrassi tutti li elementi insieme misti trascorrere con gran
revoluzione ora inverso il centro del mondo, ora inverso
il cielo, e [...] dalle parti meridionali inverso il freddo settentrione,
[...] dall'oriente inverso occidente
e poi precisa che gli uomini, come le piante e ogni altro elemento
«scambieranno emisferio immediate». Non abbiamo alcuna indicazione che ci
permetta di stabilire quando Leonardo prevede che tutto questo si possa
avverare, è certo però che ritiene questi avvenimenti sconvolgenti, tanto
che li pone a seguito di una serie di descrizioni apocalittiche. Le sentenze
che seguono non vanno interpretate alla lettera ma devono essere considerate
una conferma del fatto che Leonardo ci sta parlando di un avvenimento
catastrofico che segnerà la storia dell'umanità.
Ecco cosa scrive Leonardo:
molti morti si moveran con furia e piglieranno e legheranno i vivi
[...] vedrassi i morti portare i vivi in diverse parti
[...] vedrassi le piante rimanere sanza foglie e i fiumi fermare
i loro corsi [...] e li alberi e li arbusti delle gran selve si
convertiranno
in cenere [...] li animali d'acqua moriranno nelle bollenti acque
[...] alla fine la terra si farà rossa per lo infocamento di molti giorni,
e le pietre si convertiranno in cenere.
Tutto questo dunque accadrà in concomitanza con l’inversione del campo
magnetico terrestre, cui Leonardo fa riferimento abbastanza chiaramente,
nonostante non possedesse le conoscenze attuali sulla natura del nostro
pianeta. Un evento di questa portata, repentino com’è descritto nelle
sentenze citate, potrebbe essere causato dall’incontro ravvicinato con un
pianeta delle dimensioni del Planet X.
Data articolo: giugno 2007
[Newsletter] ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA -POMAIA- LUGLIO 2007
E-NEWSLETTER - LUGLIO 2007
a cura della redazione di SIDDHI
(quadrimestrale dell'ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA di Pomaia,
spedito in abbonamento agli iscritti. Vedi www.iltk.it/ )
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1. Eventi di luglio: le novità
2. Promemoria degli altri eventi di luglio
3. Eventi di agosto
4. Calendario dei corsi di luglio e agosto
5. Focus on
6. Volontari a Pomaia
7. Corsi, ritiri e viaggi di altri Centri e Associazioni
8. Le date dei riti
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1. Eventi di luglio: le novità
• Istituto Lama Tzong Khapa, 15 luglio ore 15.
Tara, il buddha femminile, archetipo dell'energia femminile illuminata, sarà
al centro del jenang (= il permesso alla pratica del sadhana) che verrà
conferito dal lama Dagri Rinpoche a Pomaia. A questo breve rito potranno
assistere anche le persone che desiderano semplicemente riceverne l'energia
ispiratrice, o benedizione, senza impegnarsi, per il momento, nel tantra.
Per saperne di più, contatta la coordinatrice spirituale, la monaca Carla
Tzultrim (050 685654 int.5), e-mail: spc@... . Per partecipare, è
necessario prenotarsi con molto anticipo (050 685654, int.1), perché
potreste trovare esauriti i posti nella sala dell'evento.
• Dal 10 al 15 luglio, all'Istituto Lama Tzong Khapa.
Il lama Dagri Rinpoche insegnerà Come lavorare con le emozioni costruttive e
come lavorare con le emozioni distruttive.
Il corso prevede discorsi esplicativi, meditazioni, sessioni di domande e
risposte e di relax. È aperto buddhisti e non buddhisti. Per il soggiorno
completo e la frequenza al corso, prenotarsi con molto anticipo perché i
posti sono limitati (tel.050 685654 -int.1).
La base classica da cui partirà l'insegnamento del lama Dagri Rinpoche è
costituita dalla presentazione dei fattori mentali, positivi e negativi,
secondo il buddhismo e dal poema Riconoscere la Madre, un Canto
sull’Esperienza della Visione (Taghur Ama Ngozin) di Changkya Rolpai Dorje
La proposta di crescita, psicologica e spirituale, verterà sulla
consapevolezza dei fattori costruttivi (come la nonviolenza, l’equanimità,
la coscienziosità, la flessibilità, l’impegno entusiasta, ecc.) e dei
fattori distruttivi (come i preconcetti, la superficialità, l’orgoglio,
l’aggressività, il risentimento, il rancore, l’invidia e la gelosia,
l’arroganza, ecc.) e sul modo di elaborarli.
Per saperne di più, vedi PROGRAMMA in www.iltk.it .
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2. Promemoria degli altri eventi di luglio
• Una festosa puja di lunga vita a Pomaia. Inizio: ore 9.30
ILTK 2 Luglio 2007, alle ore 9.30, inizierà la Puja di Lunga Vita per Ghesce
Ciampa Ghiatso e Ghesce Tenzin Tenphel
Nel giugno 2007, presso l'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, si conclude
il Basic Program FPMT.
Siete tutti caldamente invitati a partecipare ad un evento così meritorio e
gioioso.
I contributi economici ai regali (già scelti) sono molto graditi.
Vedi in http://www.iltk.it/Puja_lunga_vita/Puja_lunga_vita_ITA.htm
Per ulteriori informazioni longlifepuja@...
Grazie per il vostro sostegno, vi aspettiamo numerosi.
• 18 - 20 luglio ad Amburgo : Primo Congresso Internazionale sul Ruolo delle
Donne buddhiste nel Sangha (monastico e laico). L'ordinazione delle monache.
L'ultimo giorno sarà presente anche s.s. il Dalai Lama. Per ulteriori
informazioni www.congress-on-buddhist-woment.org
• 21-27 luglio ad Amburgo: sua santità il Dalai Lama parlerà di Learning
Peace, la pratica della nonviolenza e di Filosofia e pratica buddhista: i
400 versi di Aryadeva
Informazioni e biglietti: www.dalailama-hamburg.de,
info@...
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3. Eventi di agosto
• 6-16 agosto Lama Ghesce Ciampa Ghiatso : Il sentiero graduale dei lama
Kadampa
Kadampa significa, in tibetano, "coloro che praticano le parole e le
istruzioni (del Buddha)".
Fu il nome di una scuola di pensiero e di stile di vita rigoroso, nata dagli
insegnamenti del grande maestro indiano Atisha, durante il suo soggiorno in
Tibet (1042-1054). Gli appartenenti a tale scuola consideravano l’insieme
delle parole di Buddha Shakyamuni come consigli e tecniche per ottenere
l’illuminazione, partendo dalla propria condizione ordinaria. L'orientamento
e lo stile di vita dei Kadampa si diffusero e integrarono rapidamente in
tutte le scuole buddhiste preesistenti.
Il sentiero graduale (lam.rim) è un’istruzione che combina le scritture
buddhiste canoniche, i consigli e le istruzioni pratiche e i precetti
segreti. Come indica il nome, il sentiero graduale propone un percorso
progressivo, partendo da una motivazione di base, o inferiore, per arrivare
alla conoscenza e alla scelta di una pratica di motivazione superiore, o
universale.
La personalità del lama Ghesce Ciampa Ghiatso sarà ormai nota a tutti i
nostri affezionati lettori. Ai nuovi consigliamo di vedere nel Programma del
sito www.iltk.it
• 11 agosto ore 21. Un'iniziativa italiana del Progetto Maitreya.
Con il patrocinio dell'Istituto Lama Tzong Khapa, il Progetto Maitreya in
Italia organizza un'asta-festa di beneficenza presso i giardini
dell'Istituto. La serata si svolgerà in concomitanza con gli insegnamenti
del lama Ghesce Ciampa Ghiatso (vedi sopra).
Potrete acquistare tangke, oggetti rituali tibetani, statue, vestiti…
massaggi e lettura dei tarocchi!
Durante la serata sarà offerto uno snack-party e un concerto di chitarra con
lettura di poesie. Potrete vedere, o ri-vedere, il video del Progetto, con i
pareri dei vari lama intervistati, e ascoltare gli ultimi aggiornamenti.
Il ricavato della vendita sarà devoluto alla realizzazione del Progetto
Maitreya.
Partecipate numerosi! Siete tutti benvenuti.
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4. Calendario dei corsi dell' Istituto L.T.K di luglio e agosto
Per iscrizioni e sistemazione tel.050 685654 (int.1) - per ulteriori
informazioni sui corsi vedi www.iltk.it a Programmi
A) CORSI E INIZIATIVE DI
BUDDHISMO--------------------------------------------------
LUGLIO
02 Luglio Puja di Lunga Vita per i lama Ghesce Ciampa Ghiatso e Ghesce
Tenzin Tenphel
01 | 08 Essential Education Campo Estivo 2007 - Alla scuola dei
Cavalieri della Luce!
10 | 15 Lama Dagri Rinpoce Lavorare con le emozioni
costruttive, lavorare con le emozioni distruttive
13 | 15 Silvia Bianchi Portare il Dharma nel quotidiano
trasformare il quotidiano in Dharma
19 | 22 Davide Cova L’officina del Buddha (4°)
27 | 29 Laura Coccitto (monaca) Piccoli passi nella meditazione
27 | 29 Silvia Bianchi Meditare sulla morte
30 | 03 ag. Mario Thanavaro Ritiro di meditazione di
consapevolezza (vipassana)
30 | 03 agosto Patrizia Garberi La ferita del non amare
-Karma, mente e tong len (Ritiro)
31 | 03 agosto Lama G. Tenzin Tenphel Insegnamenti sul vinaya (aperto
anche laici intenzionati a prendere i voti)
AGOSTO
03 | 05 Patrick Lambelet Alla scoperta del buddhismo Come trasformare
i problemi in felicità
03 | 05 Vincenzo Tallarico Come meditare Le meditazioni buddhiste con
uno psicologo junghiano
06 | 17 Lama Ghesce Tenzin Tenphel Insegnamenti sul Vinaya,le regole e
i voti monastici - inizio: ore 6 mattina
06 | 16 Lama Ghesce Ciampa Ghiatso Il sentiero graduale dei lama
kadampa
18 | 02 settembre Helga e Karl Riedl Il sentiero della presenza mentale -
Ritiro nella tradizione di Thich Nhat Hanh
B) CORSI DI ALTRE DISCIPLINE
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GIUGNO
29 | 01 lug. N. Piccioli e P.Billi Esperienze di calligrafia
orientale. Il talismano della nuvola del Dharma.
LUGLIO
13 | 15 Vincenzo Tallarico Il cerchio dei
sogni: - Simbolismo dei cinque elementi naturali l'aria
15 | 20 R. Salafico e K. Fukuda Shambala balneoterapia - 1°
turno
20 | 25 Shambala balneoterapia - 2°
turno
20 | 22 Mauro Bergonzi Il silenzio e lo
sguardo, dimensioni psicologiche e meditative della vita interiore
27 | 29 Andrea Serena Respirare bene, respirare meglio
AGOSTO
03 | 05 Andrea Serena I cinque (riti) tibetani - Antichi esercizi
per il benessere psicofisico
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5. Focus on
In Focus On evidenziamo, di volta in volta, alcuni corsi nuovi o meno noti
ai nuovi frequentatori dell'Istituto o ai nuovi lettori della e-newsl
Per saperne di più sui corsi presentati: www.iltk.it o 050 685654(int.1)
• Con pennello e inchiostro
29 giugno | 01 luglio
Esperienze di calligrafia orientale.
Il talismano della nuvola del Dharma.
conduttori: Nicola Piccioli e Paola .Billi
I partecipanti saranno invitati a svolgere un'opera personale attraverso
l'elaborazione di due caratteri cinesi: 'dottrina' e 'nuvola', realizzando
un diagramma di buon auspicio, o talismano, da portare a casa alla fine
dell'esperienza.
Il seminario è per tutti, quindi non è necessario conoscere la calligrafia o
saper dipingere! Tuttavia, anche studenti e gli appassionati di calligrafia,
potranno trarne arricchimento.
Paola Billi e Nicola Piccioli, artisti riconosciuti a livello internazionale
e maestri di calligrafia, diffondono attivamente l'esperienza contemporanea
della calligrafia "han" attraverso mostre, collaborazioni con scuole e
consulenze scientifiche.
• Luglio: alcuni corsi di buddhismo tenuti da occidentali
13 | 15 luglio: Silvia Bianchi
Portare il Dharma nel quotidiano, trasformare il quotidiano in Dharma
27 | 29 luglio: Silvia Bianchi
Meditare sulla morte
Entrambi i corsi di luglio avranno come scopo l’integrazione del buddhismo
nella nostra vita quotidiana, nelle nostre interazioni personali, nella
nostra struttura di personalità.
Il primo workshop “Portare il Dharma nel quotidiano e trasformare il
quotidiano in Dharma” si svolgerà nel week-end 13-15 Luglio in orari non
coincidenti con gli insegnamenti del lama Dagri Rinpoche (corso dal 10 al 15
luglio), per dare la possibilità alle persone interessate di frequentare
entrambi. Una particolare attenzione verrà data agli aspetti del Dharma
trattati dal lama Dagri Rinpoche nel suo corso, non come ripetizione ma come
integrazione di quegli aspetti del Dharma nel nostro modo di vivere in
Occidente.
Nel secondo corso Meditare sulla morte (week-end del 27-29 Luglio) saranno
invece trattati, per quanto possibile, sia dal punto di vista del Dharma che
da quello psicologico-personale, tutti gli aspetti legati all'esperienza
della morte (la propria, delle persone vicine, paure della morte,
meditazioni sulla morte, lutto, ecc.). Il testo consigliato è Il libro
tibetano del vivere e del morire, Sogyal Rinpoche, Ubaldini.
Si può partecipare ad entrambi i corsi o anche solo ad uno dei due.
Silvia Bianchi è psicologa-psicoterapeuta (formazione psicosintetica, SIPT).
Lavora da vari anni come psicologa e psicoterapeuta per l’Associazione
Nazionale Tumori. Discepola di Ghesce Ciampa Ghiatso dal 1991, ha completato
con diploma il Masters Program di sette anni all’ILTK.
19 | 22 luglio
Davide Cova
L’officina del Buddha
Cambiare la mente con gli utensili del Risvegliato (4°)
L’Officina del Buddha, laboratorio di scienza della trasformazione mentale
buddhista, è costituito da 6 week-end e un ritiro finale di una settimana. È
aperto a tutti. La frequenza all’incontro precedente non è condizione
necessaria. Questo incontro si svolge all'ILTK.
Ogni giornata del ritiro è un fitto intreccio di sessioni meditative
formali, scandite da due sessioni teoriche sul Buddhadharma, più una
sessione di hatha-yoga. Tale laboratorio intensivo, fondato sull’esperienza
diretta, e integrato da solide basi teoriche, offre la piattaforma
necessaria ad avviare o ad integrare una pratica meditativa e trasformativa
stabile nel nostro quotidiano.
Portare un materassino da yoga.
Davide Cova, discepolo del lama Gesce Ciampa Ghiatso, ha frequentato e
concluso il corso settennale a tempo pieno Masters Program in Studi
Buddhisti presso l’ILTK, ed è stato monaco novizio per tre anni. Al termine
del M.P. ha compiuto un pellegrinaggio di 3 mesi ai siti buddhisti
dell’India, per poi svolgere un ritiro individuale e isolato di 16 mesi. E’
istruttore di hatha-yoga e tecnica meditativa dal 1995.
27 | 29 luglio
Laura Coccitto (monaca)
Piccoli passi nella meditazione
Cosa significa meditare? Come si medita? Esistono vari tipi di meditazione?
A che cosa serve meditare? Un percorso a piccoli passi di riflessioni e
meditazioni, in vari seminari, risponderà a tutte queste domande e
introdurrà il partecipante, con la sua urgenza di cambiare la mente, nella
profusione di tecniche meditative, antidoti e sentieri graduali
dell’universo del buddhismo tibetano.
Laura Coccitto, dopo aver incontrato Ghesce Ciampa Ghiatso nel 1980, è
diventata buddhista laica, e dal 1983 ha lavorato per il centro Cenresig di
Bologna per alcuni anni, con un intervallo di volontariato in Africa. Ha
ricevuto i voti monastici nel 2001. Completati con diploma gli studi
settennali del Masters Program, è stata l’apprezzato tutor degli studenti
per corrispondenza del primo Basic Program dell’ILTK, appena concluso.
30 luglio | 3 agosto
Patrizia Garberi
La ferita del non amare
Karma, mente e tong len
Un ritiro dedicato al fitness mentale, per ritrovare energia e forza nel
profondo di sé. Attraverso la conoscenza e lo studio della mente e dei
fattori mentali, che possono essere sia ciò che appesantisce e disturba la
mente, sia sentiero verso la liberazione, proveremo a comprendere come, nel
processo di morte e di rinascita, sono proprio questi i fattori che ci
portano a sperimentare l’esistenza ciclica, il samsara. Analizzando il karma
secondo la presentazione del sentiero graduale, si ricercano le origini
della sofferenza, che è fondamentalmente incapacità di amare, per
eliminarla. Alle spiegazioni e alle sessioni di meditazione con l’antica
pratica del tong len si alterneranno momenti in cui si farà esperienza degli
argomenti del ritiro in modo non verbale, attraverso l’espressione creativa
e grafica.
Patrizia Garberi è buddhista laica, discepola di Ghesce Ciampa Ghiatso. Ha
studiato e sostenuto esami nel Masters Program 1998-2004, ottenendoil
relativoriconoscimento, oltre ad aver ricevuto molti insegnamenti e
iniziazioni da altri Maestri del buddhismo tibetano. Artista, insegnante,
astrologa, è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Milano.
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6. Volontari a Pomaia
Se sei interessato a un periodo di volontariato all'Istituto L.T.K, vai sul
sito www.iltk.it nella sezione volontari, compila il format e spediscilo on
line.
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7. Corsi, ritiri e viaggi di altri Centri e Associazioni
L'ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA di Pomaia, editore di questa newsletter, declina
ogni responsabilità per le iniziative e le attività che non siano
organizzate espressamente dall'Istituto stesso.
- CENTRO DI RITIRI PUNDARIKA - Riparbella (PI)
Per informazioni dettagliate sui corsi e sul programma dell'anno 2007:
Erica Pellati 338.6759340, oppure 0586.699077
www.pundarika.it
- CENTRO FPMT SANGYE CIOELING SONDRIO
Coordinatori: Luciano Villa e Graziella Romania
Per informazioni dettagliate sui VIAGGI IN ORIENTE e sui corsi A SONDRIO
tel 0342 513198, 3297438426 sangye@...http://www.padmanet.com/sc
- VIAGGI IN ORIENTE con DHARMANEKOR
-Associazione culturale, Pomaia - PI
coordinatore: Francesco Callea
Programmi completi dei viaggi, informazioni e quote di partecipazione in
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Contatti: nekor@... - Tel: 3281741694 (Francesco Callea)
- VIAGGI NELLA CULTURA TIBETANA con AMITABA di Milano
Trovi tutto su: www.amitaba.net
posta: amitaba@... tel. O2 33614196
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8. Le date dei riti
LUGLIO
2 luglio - Puja di lunga vita
6 luglio -Compleanno di sua santità il Dalai Lama
9 luglio - Lama chöpa
18 luglio -Giorno del primo discorso del Buddha: dharmachakrapavattanasutra
22 luglio -Puja a Tara
24 luglio - Lama chöpa
SARVA BHANTU MANGALAM!
Che ogni cosa sia di buon auspicio
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Coordinatore spirituale: spc@...
Redazione di Siddhi: siddhi@...
Energia...
R.S. a cura della redazione ECplanet.net
...una crescita insostenibile
FRANCO MARENCO
Scienziate e scienziati contro la guerra
EMILIO MARTINES
CNR, Padova Scienziate e scienziati contro la guerra
MASSIMO ZUCCHETTI
Politecnico di Torino Scienziate e scienziati contro la guerra
Riassunto
Il modello di sviluppo capitalistico richiede una continua crescita della
domanda di energia, necessaria per il funzionamento delle industrie, per i
trasporti, per i servizi, per l'agricoltura e per fornire i comfort
domestici. Ma l'energia non può essere prodotta dal nulla: essa può solo
essere ricavata da un certo numero di fonti, quali i combustibili fossili,
le centrali nucleari, e le fonti rinnovabili. Ciascuna fonte presenta dei
punti di forza e dei punti di debolezza, che verranno brevemente analizzati
in questo articolo. Il dato complessivo che emerge è l'impossibilità di
sostenere l'attuale crescita della domanda energetica, a meno di accettare
un drastico impoverimento dell'ambiente (riscaldamento globale, emissione di
inquinanti, deturpazione del paesaggio, scorie tossiche e radioattive,
ecc.). Tale situazione è tanto più critica se si tiene conto delle forti
ineguaglianze che esistono a livello mondiale nell'accesso all'energia, e
delle forti tensioni internazionali causate dal progressivo esaurimento di
talune fonti. Secondo alcuni osservatori, la soluzione del problema
energetico verrà trovata grazie agli sforzi per lo sviluppo delle fonti
rinnovabili, l'introduzione dei veicoli a idrogeno e il risparmio
energetico. Tuttavia, nell'articolo mostreremo che tali sforzi sono del
tutto insufficienti se la comunità mondiale non è in grado di cambiare
paradigma, in particolare rinunciando all'obiettivo della crescita economica
continua.
1. Introduzione
Siamo abituati a vedere le macchine lavorare per noi, i calcolatori
elaborare per noi le informazioni, e i termosifoni scaldare le nostre case.
Ma queste ed altre attività (lavorare, trasportare, scaldare, illuminare,
cuocere, ecc.) non sono possibili senza energia. La disponibilità di energia
è direttamente collegata al tenore di vita, alla ricchezza e al benessere:
da essa dipendono non solo le comodità ma anche ad esempio la durata della
vita media di una popolazione, la possibilità di usufruire di cure mediche,
ecc.
Il sistema capitalistico, d'altra parte, ha come fondamento una continua
accumulazione del capitale produttivo, dalla quale deriva una crescita
esponenziale dei flussi di denaro, delle merci, e dei consumi. E la crescita
economica non può che accompagnarsi alla crescita della domanda di energia:
a livello mondiale è infatti prevista una crescita della domanda energetica
del 70% nei prossimi trent'anni.(1)
Il prodotto interno lordo ed i consumi energetici sono quindi due variabili
intimamente correlate fra loro. Ma l'energia occorrente alla crescita
economica non può essere prodotta dal nulla.(2) Nell'ambito
dell'approfondimento sul tema dell'energia promosso da Giano, ci è sembrato
pertanto opportuno offrire una riflessione sulla compatibilità del sistema
della crescita con la disponibilità di risorse sul nostro pianeta.
2. Risorse energetiche
La maggior parte dell'energia che utilizziamo ci arriva dal Sole: la
frazione dell'energia solare che viene intercettata dalla Terra rappresenta
in effetti una quantità enorme,(3) e tuttavia soltanto una piccolissima
frazione di quest'energia può essere utilmente impiegata per le attività
umane. In era preindustriale, l'energia era principalmente fornita dalla
legna da ardere (energia termica) e dalla forza muscolare di uomini ed
animali (energia meccanica).(4) Entrambe queste forme di energia hanno
origine nel processo di fotosintesi, che permette alle piante di accumulare
l'energia solare, e agli animali (incluso l'uomo) di trarne vantaggio
attraverso la catena alimentare. L'avvento dell'era industriale è stato
invece marcato dalla capacità dell'uomo di sfruttare nuove fonti
energetiche. Oggigiorno, l'energia occorrente per le industrie, per i
trasporti, e per le comodità domestiche è fornita da un certo numero di
fonti, appartenenti a tre grandi classi: combustibili fossili, combustibile
nucleare, ed energie alternative.
Combustibili fossili
Nel corso di lenti processi durati centinaia di milioni di anni, una parte
molto piccola dell'energia accumulata dalle piante per fotosintesi si è
immagazzinata nel sottosuolo sotto forma di carbone, petrolio e gas
naturale. Per sfruttarli, questi combustibili vengono bruciati (nelle
caldaie, nei motori, nelle centrali elettriche, nelle fornaci): essi
rappresentano circa l'80% del fabbisogno energetico a livello europeo, così
ripartito: 41% petrolio, 22% gas naturale e 16% carbone.(5) L'uso di queste
fonti presenta tuttavia una serie di inconvenienti:(6) (a) le riserve di
combustibile sono distribuite disegualmente fra i paesi del mondo; (b) i
combustibili vengono consumati ad un tasso di gran lunga superiore a quello
della loro rigenerazione naturale; e (c) il loro uso comporta gravi danni
all'ambiente, fra cui l'emissione di inquinanti e di anidride carbonica.
La distribuzione diseguale delle risorse energetiche determina una
situazione squilibrata e politicamente destabilizzante a livello globale. Le
riserve maggiori di petrolio e gas naturale si trovano infatti in Medio
Oriente, Russia, Mar Caspio, Nord Africa e Venezuela (ad esempio il 70% del
petrolio mondiale si trova nei paesi aderenti all'OPEC). D'altra parte, i
paesi consumatori di energia, cioè soprattutto i paesi ricchi del
Nordamerica e dell'Europa occidentale, considerano a rischio il proprio
stile di vita, minacciato dalle incertezze relative alla sicurezza
dell'approvvigionamento in carburanti e all'instabilità dei relativi
prezzi.(7) Secondo la Commissione Europea, “la dipendenza energetica è il
tallone d'Achille dell'economia europea”.(8) La conseguenza di questo
squilibrio è riscontrabile nella contesa geopolitica e nelle `nuove guerre,'
condotte in particolare da parte degli Stati Uniti d'America.(9) La posta in
gioco non consiste soltanto nel dominio sui territori contenenti i
giacimenti, bensì anche sulle vie di trasporto dei combustibili,
identificabili con i territori della Turchia, del Caucaso, dei Balcani, e
dell'Europa orientale. Non è quindi casuale che i territori sui quali si
sono svolte le `nuove guerre' (Iraq, Jugoslavia e Afghanistan) coincidano
con questi territori, come non è casuale la destabilizzazione di determinate
repubbliche della Federazione Russa (quale la Cecenia).
Il secondo inconveniente, ossia il consumo dei combustibili fossili ad un
tasso troppo elevato, determina una possibilità ancora più allarmante per i
paesi ricchi: l'esaurimento delle riserve. Il mondo è consapevole sin dagli
anni Ottanta che il tasso di scoperta di nuove riserve petrolifere è ormai
piccolissimo rispetto al tasso di produzione e consumo, ragion per cui si
attende un forte scossone per il 2010-2015, quando si prevede che il tasso
di estrazione del petrolio comincerà il suo lento ma inesorabile
declino.(10) Per il gas naturale, l'analisi è molto simile, e soltanto per
il carbone vi è una relativa tranquillità, dal momento che le riserve
mondiali sono giudicate sufficienti per circa 200 anni.(11) Infine, come
abbiamo detto, vi è una stretta connessione fra energia e inquinamento: la
combustione è infatti associata a tutta una serie di emissioni, quali
monossido di carbonio, ossidi di zolfo ed azoto, idrocarburi, polveri
sottili. Lo squilibrio nella distribuzione mondiale dei combustibili fossili
determina altresì gli inconvenienti collegati con il loro trasporto: maree
nere, perdite dagli oleodotti e gasdotti, ecc. Ma l'inconveniente ambientale
che viene considerato più grave è l'emissione in atmosfera di grandi
quantitativi di anidride carbonica, considerata il maggiore responsabile
della modifica del clima.(12) La minaccia globale dovuta alle crescenti
emissioni di anidride carbonica ed altri cinque gas ad effetto serra (per la
gran parte attribuite alla produzione di energia) è l'oggetto del Protocollo
di Kyoto, sottoscritto dalle nazioni di tutto il mondo nel 1997, e non
ancora entrato in vigore per la mancata ratifica da parte di Stati Uniti e
Russia.
Per mancanza di valide tecnologie energetiche in grado di sostituirli, i
combustibili fossili continueranno a dominare la produzione energetica
ancora per molto tempo. Si prevede che essi rappresenteranno il 90% della
produzione energetica mondiale del 2030 (con la seguente suddivisione: 34%
petrolio, 28% carbone, e 28% gas naturale).(13) Il rallentamento
nell'estrazione del petrolio sarà compensato dall'ascesa del gas naturale
per la produzione di elettricità e calore, nonché per la propulsione degli
autoveicoli. Dal canto suo, l'incremento del consumo di carbone avverrà per
i due terzi in Asia (Cina ed India). In assenza di determinazione e di
drastiche politiche correttive, le emissioni globali di anidride carbonica
del 2030 saranno il doppio di quelle del 1990.
Combustibile nucleare
Una fetta consistente dell'energia prodotta in Europa (circa 125 GW, pari ad
un terzo dell'energia elettrica e al 15% del fabbisogno energetico(14))
proviene dalla fissione nucleare. In questo caso non si tratta di energia
solare immagazzinata sotto una qualche forma, bensì di energia accumulatasi
nei nuclei atomici già molto tempo prima della formazione della Terra. Le
speranze che l'uso della fissione nucleare a scopi civili ha fatto sorgere
nella seconda metà del XX secolo sono state molte. Indipendentemente dalla
loro dotazione naturale in prodotti energetici, tutti gli Stati che ne
avevano i mezzi si sono impegnati in vasti programmi nucleari civili.
Macchiato dal peccato originale del duplice uso (civile e militare) che
caratterizza il ciclo del combustibile, e che tuttora rappresenta un
pericolo, lo sviluppo del settore nucleare, vertiginoso negli anni Settanta
ed Ottanta, è inquadrato nell'Unione Europea dal trattato Euratom, dal
trattato di non proliferazione del 1968 (entrato in vigore nel 1970) e dalle
norme dell'AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica). Questo
sviluppo ha subito un evidente rallentamento nel corso degli ultimi 15 anni.
Per quanto riguarda questo argomento, trarremo la maggior parte delle nostre
considerazioni dal Libro verde.(15) Le preoccupazioni per il riscaldamento
climatico hanno modificato la percezione dei vincoli di approvvigionamento
energetico, non solo per l'Europa, e la questione è particolarmente acuta
per il nucleare: esso consente infatti di evitare parte delle emissioni dei
gas ad effetto serra derivanti dal consumo di combustibili fossili.
L'energia nucleare permette attualmente di evitare emissioni di gas a
effetto serra corrispondenti ad oltre 300 milioni di tonnellate di anidride
carbonica (ossia circa la metà delle emissioni dovute al parco
automobilistico europeo). L'Unione Europea possiede scarse riserve di uranio
naturale, il combustibile in uso nelle centrali atomiche. Le riserve
mondiali accertate sono stimate in 2,5 milioni di tonnellate, cioè circa
quarant'anni di consumo al ritmo attuale. Le risorse conosciute addizionali
non ancora sfruttate sono di 850.000 tonnellate (cioè 15 anni di consumo) e
si situano soprattutto in Australia, Canada, Caucaso ed Africa. Una maggiore
disponibilità di uranio è possibile a costi superiori, dovendosi in tal caso
ricorrere a riserve “non convenzionali.” Una stima più ottimista delle
riserve deriva dal carattere riciclabile del combustibile esaurito: a
differenza delle altre energie primarie, il combustibile nucleare può essere
riciclato dopo irradiazione, riducendo così il fabbisogno di importazioni.
Una volta separati dai residui (4% circa) del primo utilizzo, l'uranio e il
plutonio possono essere nuovamente usati per produrre elettricità (96%): in
questo modo è possibile sfruttare maggiormente l'uranio dal punto di vista
dell'energia da esso ottenibile. Occorre ricordare però che le tecnologie
atte a riciclare l'uranio vengono utilizzate anche per la produzione di
plutonio a scopi militari.
La gamma delle scelte sul nucleare compiute dai vari Stati è molto ampia.
L'opzione nucleare rimane aperta in molti Stati dell'Unione europea, come lo
è in Giappone, negli Stati Uniti, in Canada o in altre parti del mondo: vi
sono alcune decine di centrali nucleari in costruzione o progettate,
principalmente nei paesi dell'est asiatico. Per contro, molte decine di
centrali nucleari europee verranno smantellate nei prossimi decenni, in
quanto su otto Stati nuclearizzati dell'Unione Europea, cinque hanno
adottato o annunciato una moratoria. L'Italia ha rinunciato al nucleare con
il referendum del 1987, la Germania ha annunciato la sua decisione di
chiudere i suoi ultimi reattori nel 2021 e il Belgio nel 2025. La Francia,
il Regno Unito e la Finlandia non si sono pronunciate per una sospensione
del nucleare ma molto probabilmente nei prossimi anni non saranno costruiti
nuovi reattori (tranne forse in Finlandia). La progressiva eliminazione
dell'industria nucleare o le moratorie al riguardo decise da alcuni Stati
non incideranno tuttavia a breve termine: ad esempio, sulla capacità di
raggiungere gli obiettivi di Kyoto (nella misura in cui tali decisioni
secondo i progetti attuali, avranno effetti soltanto dopo il 2012). A medio
e lungo termine, però, e sulla base delle conoscenze attuali, bisogna tener
presente che l'abbandono totale dell'energia nucleare significherebbe che
l'attuale 35% della produzione di elettricità dell'Unione Europea (il 16%
mondiale) dovrebbe provenire dai combustibili fossili e dalle rinnovabili.
Il futuro di questo settore presuppone una risposta chiara, precisa e
trasparente alla questione del trattamento delle scorie radioattive e del
loro trasporto: anche la percezione pubblica del rischio nucleare è
dipendente da ciò. Un sondaggio realizzato nell'ottobre-novembre 2001 per la
Commissione europea (Eurobarometro) mostra che i due terzi degli
intervistati ritengono che, se la gestione dei residui nucleari fosse
risolta in maniera soddisfacente per la sicurezza e l'ambiente, il nucleare
potrebbe restare un'opzione aperta per la produzione di elettricità. D'altro
lato, la questione della sicurezza nucleare, ad esempio nel quadro di
un'Unione allargata a paesi dell'ex-orbita sovietica, dove sono tuttora in
funzione reattori nucleari obsoleti, resta una delle preoccupazioni
principali.(16) I pericoli potenziali, sanitari e ambientali suscitano
l'opposizione di una buona parte dell'opinione pubblica. Nel 1979
l'incidente di Three Miles Island negli Stati Uniti causò il referendum
svedese sul nucleare. L'entrata di gruppi di pressione e di partiti
ecologisti nella vita politica degli Stati dell'Unione Europea e l'incidente
di Chernobyl nell'aprile del 1986 (la tragedia più grave della storia
dell'atomo dopo i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki), hanno segnato una
svolta nello sviluppo dell'industria nucleare in Europa e nel mondo.
La ricerca in questo campo rimane in ogni caso di primaria importanza, così
come per tutte le altre fonti energetiche dove si evidenziano problemi e
possibilità di miglioramento. In particolare, la ricerca è soprattutto
orientata verso le tecnologie di gestione dei residui radioattivi e verso lo
sviluppo dei reattori di nuova generazione a sicurezza intrinseca. Anche
soltanto per l'esistenza in questo momento, sul nostro pianeta, di 440
reattori nucleari in funzione, è necessario continuare a mantenere e
padroneggiare il know-how su questa tecnologia. Tuttavia, date le sue
presenti oggettive difficoltà appena messe in evidenza (oltre che per il suo
carattere di energia comunque non rinnovabile), l'energia nucleare non
appare, allo stato dei fatti, risolutiva.
Quanto alla fusione termonucleare controllata, da molti indicata come la
soluzione possibile e definitiva del problema dell'energia, bisogna
ricordare che difficilmente le ricerche potranno fornire soluzioni pratiche
nel breve e medio termine. Il problema maggiore di questo filone è la
necessità di ricorrere a progetti di ricerca di grandissime dimensioni,
dovuta alle condizioni estreme alle quali è necessario portare e mantenere
il combustibile. Ciò fa sì che il cosiddetto `next step,' un esperimento
chiamato ITER che per primo dovrebbe essere in grado di produrre più energia
di quanta ne richieda il suo funzionamento, attrarrà una parte molto
consistente del totale dei finanziamenti a livello mondiale. La sola
costruzione del reattore richiederà circa otto anni, ed è prevedibile che lo
sfruttamento commerciale di questa fonte di energia non sarà possibile prima
di 40-50 anni.
Occorre poi ricordare che anche il reattore a fusione nucleare, basandosi su
una reazione fra deuterio e trizio (un materiale radioattivo) e comportando
la produzione di neutroni veloci, sarà un reattore nucleare a tutti gli
effetti, dal punto di vista concettuale, anche se con ovvie differenze
rispetto ai reattori a fissione. In particolare, vi saranno anche qui
problemi di sicurezza radiologica e di produzione di scorie radioattive. La
maggioranza degli studi lasciano però prevedere che i reattori a fusione
produrranno scorie con radiotossicità e tempi di dimezzamento molto
inferiori rispetto alle scorie ad elevata attività degli attuali reattori a
fissione. Questi rifiuti richiederebbero infatti tempi dell'ordine del
secolo prima che la loro radioattività decada a livelli trascurabili, tempi
che sono da confrontare con i tempi geologici dei rifiuti delle centrali a
fissione. I meccanismi insiti nel modo di ottenimento della reazione di
fusione nucleare garantirebbero inoltre per questi reattori caratteristiche
di sicurezza molto maggiori (sicurezza passiva) di quelle ottenibili tuttora
con la fissione, a distanza di cinquant'anni dal primo reattore nucleare di
potenza.(17)
Energie alternative
Vanno sotto questo nome tutta una serie di fonti energetiche: idroelettrica,
eolica, solare, geotermica, da biomasse, ecc. Buona parte deriva
direttamente o indirettamente dal Sole:(18) nel caso del solare, la
radiazione viene convertita direttamente in elettricità (solare
fotovoltaico) o calore (solare termico); nel caso dell'idroelettrico e
dell'eolico vengono sfruttati rispettivamente il ciclo dell'acqua ed i
venti, entrambi attivati dal riscaldamento solare della superficie
terrestre; nel caso delle biomasse viene fatto uso dell'energia solare
immagazzinata per fotosintesi dalle piante. Queste fonti energetiche
prendono talvolta l'appellativo di fonti rinnovabili: esso deriva dal fatto
che, a differenza dei combustibili fossili e nucleari, non viene sfruttata
energia accumulatasi in un lontano passato, per cui in linea di massima il
fatto di utilizzarla non ne consuma le riserve. A causa dei costi elevati e
delle difficoltà tecnologiche, le energie alternative hanno tuttavia
difficoltà a decollare. La parte del leone la fa il settore idroelettrico
(circa la metà della produzione energetica rinnovabile in Europa); per tale
settore bisogna tuttavia rimarcare le scarse potenzialità di espansione
dovute alle condivisibili resistenze delle popolazioni locali alla
costruzione di nuove dighe.
Risultano viceversa notevoli i progressi registrati dall'energia eolica nel
corso dell'ultimo decennio. Grazie a continui miglioramenti nell'efficienza
e nella taglia delle turbine, la potenza installata nel mondo è cresciuta
dal 1995 a oggi allo stupefacente ritmo del 30% l'anno, raddoppiandosi in
media ogni due anni e mezzo. In questa rapida crescita alcuni paesi europei
hanno giocato un ruolo preponderante, in particolare la Danimarca, la
Germania e la Spagna, grazie a oculate politiche di incentivazione. In
particolare la Danimarca, che ad oggi produce per via eolica quasi il 20%
dei propri consumi totali di elettricità, è diventata il maggior produttore
mondiale di turbine, creando un'industria che oggi dà lavoro a 20.000
persone. Comunque, siamo ancora lontani dal poter contare su questa
tecnologia per soddisfare gli attuali consumi: le turbine eoliche installate
nel mondo producono infatti una quantità di elettricità circa pari a quella
prodotta da 10 grandi centrali termoelettriche (basate sui combustibili
fossili) da 1 GW ciascuna. Questo dato può essere confrontato con i consumi
elettrici mondiali, che sono di circa 1700 GW (ricordiamo inoltre che
l'elettricità costituisce solo una parte dei consumi energetici totali). Per
il futuro, è prevedibile che la rapida crescita dell'eolico possa continuare
ancora per qualche anno; è lecito però chiedersi per quanto ancora l'attuale
ritmo di crescita possa essere mantenuto. Molto dipenderà dalla
competitività economica di questa forma di energia, che è ancora lontana dal
raggiungere quella delle centrali termoelettriche.
Per quanto riguarda la tecnologia fotovoltaica, che consente di produrre
energia elettrica attingendo direttamente alla radiazione solare, essa è
ancora ben lontana da una applicabilità su larga scala. Nonostante esistano
in commercio pannelli fotovoltaici con adeguate caratteristiche di
efficienza e durevolezza, l'ostacolo principale viene ad essere quello
economico, in quanto il chilowattora fotovoltaico ha oggi un costo molte
volte superiore a quello termoelettrico; non è escluso tuttavia che tale
costo possa progressivamente ridursi. A questo ostacolo di natura economica
va aggiunto l'aspetto del bilancio dell'energia necessaria per la produzione
dei pannelli e delle strutture accessorie. La questione è abbastanza
controversa, ma secondo alcuni autori occorrono molti anni di funzionamento
solo perché il pannello possa `ripagare' l'energia consumata nella sua
costruzione (e nel suo smaltimento alla fine del ciclo di vita), per cui il
rendimento effettivo risulta sostanzialmente più basso di quello
nominale.(19) A questo si potrà forse parzialmente ovviare in futuro tramite
l'introduzione di nuove tecnologie di produzione. Va infine citato che, in
ogni caso, la tecnologia fotovoltaica soffre della necessità di elevate
superfici da ricoprire di pannelli, a causa della bassa efficienza degli
stessi e della limitata intensità della radiazione solare. Alle nostre
latitudini, se immaginassimo di coprire i tetti delle case con impianti da
25 mq ciascuno, occorrerebbero 2 milioni di tetti per produrre una quantità
di energia equivalente a quella fornita da una grande centrale
termoelettrica da 1 GW.(20) Un'altra fonte di energia è rappresentata dalle
biomasse, ossia la legna e i residui agricoli e forestali (da ardere per
produrre calore o elettricità) e le nuove colture finalizzate
all'alimentazione dei motori: si sente sempre di più parlare dei
biocarburanti, ossia biodiesel e alcool (ricavabili ad esempio dall'olio di
colza, dalla barbabietola, ecc.). Nei fatti, tali carburanti rimangono ben
poco diffusi: attualmente, essi rappresentano appena lo 0,15% rispetto ai
carburanti prodotti dal petrolio. Il motivo va ricercato nel loro costo
elevato e nella scarsa efficienza della conversione dell'energia solare per
il tramite della fotosintesi.
Purtroppo, nel complesso le fonti rinnovabili sono destinate a restare una
piccola frazione del fabbisogno energetico: dal 6% attuale, è prevista una
crescita sino al 9% nel 2010.(21) Sarebbero necessari grossi sforzi
politico-economici per aumentarne la quota, ma malgrado l'obiettivo fissato
dalla Comunità Europea di raggiungere il 12% del fabbisogno tali sforzi non
sono tuttora visibili. Va anche detto che l'appellativo di `alternative' non
rende queste fonti prive di impatto ambientale. L'effetto più visibile si
esplica nei confronti del territorio (grandi superfici adibite a pannelli
solari o a parchi eolici, radicali modifiche del territorio ad opera delle
dighe, ecc.).(22) Per quanto riguarda i biocarburanti, a rischio è anche la
biodiversità, che potrebbe essere minacciata dall'agricoltura intensiva
delle colture energetiche, senza dire che potrebbe derivarne un'immorale
sottrazione di territorio coltivabile alla produzione alimentare.(23) Un
mito ricorrente è quello secondo il quale un ipotetico passaggio alle fonti
alternative determinerebbe il decentramento della produzione di energia.(24)
Tale affermazione è in verità molto ottimista: è vero infatti che è
tecnicamente possibile la produzione di piccole quantità di energia in
impianti eolici e solari domestici; ma vi sono ancora numerose incognite da
tenere in conto. Se la produzione e la distribuzione di energia saranno
decentrate o no, ciò dipenderà dalle possibilità di ottimizzazione della
produzione, dalle soluzioni che saranno trovate per l'accumulazione
dell'energia prodotta, dalla convenienza economica, e soprattutto dalla
volontà politica.
Le false fonti: elettricità ed idrogeno
Una parola va detta riguardo l'elettricità e l'idrogeno, da molti
propagandati come forme di energia pulita, e quindi risolutive dei gravi
mali ambientali del Pianeta nonché dei problemi collegati allo
scarseggiamento dei combustibili fossili.(25) Si tratta tuttavia di false
fonti energetiche: entrambe queste forme di energia, in effetti, non sono
presenti sulla Terra in forme addomesticabili, e rientrano pertanto nella
categoria dei vettori.(26) Ciò significa che, per essere utilizzate, esse
debbono essere prodotte a partire da una o più fonti primarie, il che
comporta comunque il consumo di una quantità superiore di energia rispetto
ad un impiego diretto.(27) A seconda della fonte primaria impiegata (di tipo
fossile, nucleare o rinnovabile), inoltre, ne potrà conseguire emissione di
anidride carbonica, scorie radioattive, inquinamento, ecc.
Il vantaggio dell'elettricità e dell'idrogeno risiede nella possibilità di
centralizzarne sia la produzione che l'inquinamento, liberandone le città ed
i luoghi dove avviene l'uso finale dell'energia. Quando rappresenterà una
tecnologia matura, l'idrogeno permetterà inoltre, meglio dell'elettricità,
di immagazzinare l'energia, e di trasportarla su grandi distanze oppure a
bordo dei veicoli privati. È proprio dall'applicazione ai veicoli che
traspare infatti una delle grandi novità che verranno con l'idrogeno: esso
consentirà di alimentare le automobili sulla base di energia prodotta dal
carbone e dal nucleare, cosa che in pratica non è oggi possibile.(28) Ad
ogni modo, in nessun caso si può affermare che l'elettricità e l'idrogeno
sono fonti pulite di energia, per due semplici motivi: (a) non sono fonti di
energia; e (b) la loro produzione da fonti primarie non è generalmente un
processo `pulito.' Di per sé, queste forme di energia non sono `né sporche
né pulite' ed esse non vanno valutate isolatamente, bensì in quanto anelli
di una più vasta catena di produzione e consumo.(29)
Il risparmio energetico
Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, nessuna delle fonti energetiche
disponibili può essere considerata risolutiva. Talune fonti, come i
combustibili fossili e nucleari, sono esauribili e rischiano di lasciare una
pesante eredità ambientale alle future generazioni. Le altre fonti non sono
ancora giunte ad uno stadio di maturità che ne consenta lo sfruttamento ai
ritmi imposti dal nostro attuale stile di vita. In altre parole, la nostra
società sta vivendo al di sopra delle proprie possibilità. Mossi da questa
costatazione, alcuni autori considerano che è necessario ricorrere ad una
risorsa aggiuntiva: il risparmio energetico.(30) Solo risparmiando, essi ci
dicono, potremo continuare a disporre dell'energia occorrente per mantenere
il nostro stile di vita; e ciò potrebbe anche costituire un primo passo
verso l'adozione di uno stile di vita più sobrio. Secondo l'autorevole
parere della Commissione di Bruxelles, ad esempio, “se delle misure
importanti di restrizione della domanda (energetica) non saranno prese,
l'Unione Europea non potrà lottare contro i cambiamenti climatici e neanche
rispettare gli impegni di Kyoto”.(31) La soluzione proposta dalla
Commissione Europea è quella della stimolazione dell'innovazione
tecnologica, finalizzata ad una maggiore efficienza dei sistemi di
produzione di energia e destinata ad accrescere la competitività
dell'economia.
Le misure possibili per l'aumento delle efficienze energetiche sono
molteplici. Esse vanno dalla costruzione di impianti di cogenerazione di
energia elettrica e calore, alla modernizzazione delle industrie,
l'isolamento termico degli edifici, il miglioramento del rendimento dei
motori, e così via. Fra le misure possibili, vanno annoverate anche quella
dell'incentivazione del trasporto pubblico e quella del trasporto per mare o
ferrovia delle merci. Vanno pure menzionate iniziative di tipo simbolico,
quali sono le campagne contro la “posizione di attesa” (stand-by) delle TV e
dei computer. Nel complesso, si valuta la possibilità di raggiungere un
risparmio energetico per niente trascurabile, sino al 40% del fabbisogno
totale.(32) Per raggiungere questo obiettivo, gli strumenti suggeriti sono
di tipo piuttosto tradizionale, e vanno dall'introduzione di incentivi e
misure fiscali all'emanazione di norme tecniche e ad un'appropriata
etichettatura degli elettrodomestici.
3. Energia e crescita
I paesi industrializzati consumano la stragrande maggioranza dell'energia
prodotta sulla Terra, il che crea tutta una serie di squilibri.(33) Quanto
avviene ad esempio nel settore dei trasporti (al quale corrispondono i due
terzi del consumo di petrolio) simboleggia bene la situazione: contro le 6
auto ogni 10 abitanti dei paesi appartenenti all'OCSE, per i paesi in via di
sviluppo se ne registrano appena due ogni cento. Miliardi di persone hanno
una disponibilità di energia pro-capite appena sufficiente per la
sopravvivenza, se non addirittura insufficiente, e provengono da paesi che
hanno ben poche speranze di sviluppo nel futuro prossimo. I paesi in via di
sviluppo hanno un consumo energetico pro capite molto inferiore al nostro,
ma come è naturale essi aspirano a raggiungere il nostro grado di benessere,
cosa che sarebbe possibile soltanto incrementando spaventosamente la
produzione energetica globale.(34) Si stima che nel 2020 la crescita dei
bisogni potrà essere imputabile ai paesi in via di sviluppo per il 90%.
Intanto, malgrado il tenore di vita già sufficientemente elevato, nei paesi
industrializzati si continua a registrare una fortissima crescita del
consumo energetico, che non potrà che continuare ad allargare il divario.
Per quanto riguarda il parco veicoli, ad esempio, esso è cresciuto nella
sola Unione Europea di ben 57 milioni di veicoli in 13 anni,(35) pari ad un
aumento percentuale del 43%, ovvero una crescita media annua del 2,8%. A
questo ritmo, l'entità del parco veicoli dovrebbe raddoppiare nel breve
tempo di 25 anni!(36) Sempre rimanendo nel campo dei trasporti, l'esplosione
del traffico aereo è anch'essa impressionante: dal 1980 viene infatti
registrato all'interno dell'Unione Europea un tasso di crescita annuo del
7,4%, tale da determinare il raddoppio del numero di passeggeri-chilometro
ogni dieci anni.(37) A crescere smisuratamente non è soltanto la domanda di
energia, ovviamente: crescono i consumi, crescono i beni in circolazione,
crescono i servizi, ed il tutto è pilotato dalla crescita del prodotto
interno lordo (PIL): da qui al 2030, ad esempio, ne è previsto un aumento
del 90% nell'Unione Europea (pari ad una crescita media del 2% annuo).
Nonostante alcune crisi e battute di arresto, questa straordinaria crescita
economica non è mai stata veramente messa in discussione dal dopoguerra ad
oggi. Secondo l'attuale Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, ad
esempio, “la crescita è la chiave del progresso ambientale, in quanto
fornisce le risorse che consentono di investire nelle tecnologie
appropriate: è la soluzione, non il problema”.(38) Possiamo quindi dire che
il modello capitalistico propugna un'economia in crescita illimitata,
accompagnata necessariamente da una comparabile crescita della domanda di
energia. Per quanto riguarda la crescita della produzione di elettricità
nell'Unione Europea, ad esempio, essa arriva al tasso del 3% annuo, ed è
tale da far prevedere un tempo di raddoppio della produzione di appena 23
anni.
Tale situazione appare ancora più iniqua se si tiene conto delle profonde
disuguaglianze fra i ricchi paesi del Nord e la miseria del Sud: tali
disuguaglianze sono necessarie affinché i paesi ricchi possano continuare a
mantenere il proprio primato. “Senza un rallentamento della crescita dei
consumi (di energia) nei settori principali di espansione, ossia i
trasporti, le abitazioni private ed il terziario, la dipendenza energetica
dell'Unione continuerà a crescere” ci dice la Commissione di Bruxelles.(39)
Ma di fronte alla prospettiva della crescita economica perenne, risulta poco
credibile l'ambizione di adattare il mercato dell'energia alle esigenze
dell'ambiente senza ripercussioni profonde sul modello di sviluppo. Non può
considerarsi sufficiente il fatto di agire sulla domanda, di propugnare il
risparmio, e di tentare di ridurre l'intensità energetica (ossia il rapporto
fra energia consumata e PIL).
Tali misure (pure auspicabili) possono portare solo a risultati del tutto
temporanei: il miglioramento del rendimento energetico verrebbe di gran
lunga superato dall'effetto della crescita. Ad esempio, ben poco risolutivo
sul lungo termine potrebbe essere il risparmio energetico (il cui potenziale
massimo è, secondo la Commissione Europea, del 40% circa, il che comunque
non è poco) di fronte ad una crescita economica per la quale nei paesi
industrializzati è prevedibile il raddoppio del PIL ogni trenta o
quarant'anni; senza tenere conto della crescita molto più sostenuta di
taluni paesi in via di sviluppo densamente popolati quali la Cina e l'India.
“Indubbiamente l'efficienza ecologica è notevolmente migliorata” ci
ammonisce Serge Latouche su Le Monde Diplomatique “ma poiché la corsa
forsennata alla crescita non si ferma, il degrado globale del pianeta
continua ad aggravarsi”.(40) L'aumento continuo dei beni in circolazione e
la messa in commercio di nuovi prodotti (ancorché ecologici e maggiormente
efficienti) potrà solo determinare un aumento del consumo di energia, e non
una sua diminuzione come viene da molti profetizzato. Bisogna avere il
coraggio di far notare che l'introduzione di talune novità, quale ad esempio
l'auto a benzina verde, è una mera forma di autoriproduzione del modello
della crescita economica perenne. Autoriproduzione mascherata da
ambientalismo, ma in verità destinata semplicemente a mantenere alta la
domanda.
Fintanto che ci si limita al `modesto' obiettivo di Kyoto (riduzione delle
emissioni di anidride carbonica del 5% nei paesi industrializzati), è
possibile che esso rimanga compatibile con il modello di sviluppo
capitalistico. Ma se questa riduzione deve essere un primo passo verso una
drastica diminuzione del consumo di energia dei paesi sviluppati, al fine di
consentire ai paesi meno sviluppati di crescere anch'essi e alle generazioni
future di mantenere un certo grado di benessere, il modello capitalistico
risulta del tutto incompatibile. E tanto meno sembra possibile mantenere
l'attuale stile di vita grazie alle sole energie alternative ed al risparmio
energetico (come tendono a credere molti ecologisti). La limitatezza delle
risorse e dell'ambiente smentisce quindi il mito del capitalismo in grado di
soddisfare universalmente i bisogni del genere umano con le sole `forze del
mercato'.(41) “La società della crescita non è auspicabile per almeno tre
motivi: perché incrementa le disuguaglianze e le ingiustizie; perché
dispensa un benessere largamente illusorio, e perché non offre un tipo di
vita conviviale neppure ai benestanti: è un'antisocietà malata della propria
ricchezza”.(42) È la folle rincorsa economica che viene registrata oggi la
vera responsabile del crescente consumo di energia, con le connesse
conseguenze sull'ambiente. Occorre quindi “rimettere in discussione il
dominio dell'economia su tutti gli altri ambiti della vita, nella teoria
come nella pratica, ma soprattutto nelle nostre menti”.(43) La fede nel
progresso tecnologico non sarà sufficiente a far comparire dal nulla le
risorse energetiche ed ambientali che occorrerebbero per mantenere il ritmo.
Lo sviluppo nel campo delle fonti rinnovabili, nonché le politiche di
risparmio e di uso differenziato delle diverse fonti sono misure necessarie
ma che da sole possono avere effetti molto limitati: se ci sta a cuore il
futuro del pianeta diventa invece improcrastinabile uno sforzo collettivo
verso l'elaborazione di un nuovo concetto dello sviluppo, che non sia basato
sulla crescita. Il principio cardine dovrebbe essere il diritto di tutti gli
abitanti del mondo a raggiungere un livello minimo di agiatezza, e non il
diritto ad accrescere smisuratamente l'agiatezza di alcuni nella
disuguaglianza. “La decrescita è una necessità, non un ideale in sé”.(44)
L'insostenibilità diventa di giorno in giorno più evidente, e ci sta
portando ad uno stato di conflittualità internazionale permanente per
appropriarsi delle sempre più scarse risorse energetiche: la partita si sta
giocando a suon di manovre, pressioni economiche, embarghi, e guerre. Ma le
guerre servono solo a stabilire chi si impossesserà delle risorse residue, e
non certo ad evitare la crisi del sistema. Se ben governata, la prevista
carenza di combustibili fossili potrebbe invece risultare in un
miglioramento della vita sulla Terra; purtroppo, però, di un approccio in
tal senso ancora non si vede traccia.
La disponibilità di quantità di energia sufficienti al soddisfacimento dei
bisogni di base è un diritto dei popoli. Gli incrementi forsennati dei
livelli di consumo non sono invece ammissibili, nella misura in cui il loro
impatto sull'ambiente e sugli ecosistemi è sempre più distruttivo, ed i
relativi benefici non vengono ripartiti in modo equo. Se si aprissero gli
occhi sul fatto che le necessità prioritarie del mondo odierno non sono la
crescita, le nuove tecnologie ed il risparmio energetico, bensì la
redistribuzione, l'umanità potrebbe davvero compiere passi da gigante !
Note:
(1) Pari ad una crescita media annua dell'1,8%: un tasso che, se mantenuto
costante nel corso del tempo, porterebbe al raddoppio della domanda ogni 40
anni. Secondo le previsioni, metà della crescita della domanda energetica
avrà origine nei paesi in via di sviluppo. Cfr. Commissione Europea, World
energy, technology and climate policy outlook 2030 (WETO), Lussemburgo,
2003.
(2) Si tratta di un principio scientifico basilare, noto come principio di
conservazione dell'energia (o anche primo principio della termodinamica).
(3) Circa 170 milioni di GW pari a 130 milioni di Mtep/anno. Questa cifra è
di oltre 10.000 volte superiore al fabbisogno mondiale di energia primaria
(GW sta per gigawatt, Mtep sta per milioni di tonnellate equivalenti di
petrolio; 1 GW = 1 miliardo di watt, 1 Mtep = 10.000 miliardi di
chilocalorie).
(4) Con limitati contributi provenienti dallo sfruttamento della forza
dell'acqua e del vento per mezzo di mulini, navi a vela, ecc.
(5) Cfr. Commissione Europea, Libro verde: Verso una strategia europea di
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, COM(2000) 769 definitivo,
Lussemburgo, 2001.
(6) Cfr. A. Di Fazio, “Le connessioni fra la guerra dei Balcani e la crisi
energetica prossima ventura”, in Aa.vv., Imbrogli di guerra, Odradek, Roma,
1999.
(7) Soltanto per il carbone il relativo mercato viene considerato
sufficientemente stabile e concorrenziale. Malgrado il forte declino
dell'attività estrattiva nell'Unione Europea, l'uso di questa risorsa (ormai
d'importazione) viene considerato `strategico', soprattutto per quanto
riguarda la produzione di elettricità.
(8) Cfr. Commissione Europea, Libro verde: Verso una strategia europea di
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, op. cit.
(9) Cfr. Aa.vv., Contro le nuove guerre, Odradek, Roma, 2000.
(10) Cfr. C.B. Hatfield, “Oil Back on the Global Agenda,” Nature 387, p.
121, 1997; C.J. Campbell and J.H. Laherrère, “The End of Cheap Oil,”
Scientific American 3, p. 78, 1998; A. Di Fazio, “Le connessioni fra la
guerra dei Balcani e la crisi energetica prossima ventura,” op. cit.; A.
Coghlan, “Too little oil for global warming,” NewScientist.Com, 5 ottobre
2003, http://www.newscientist.com/news/news.jsp?id=ns99994216; The coming
global oil crisis website, http://www.oilcrisis.com/ ; The association for
the study of peak oil&gas, http://www.peakoil.net/.
(11) Cfr. Commissione Europea, Libro verde: Verso una strategia europea di
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, op. cit.
(12) Cfr. J.T. Houghton, Y. Ding, D.J. Griggs, M. Noguer, P.J. van der
Linden, X. Dai, K. Maskell and C.A. Johnson, Climate Change 2001: The
scientific basis. Contribution of Working Group I to the Third Assessment
Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change, Cambridge
University Press, 2001; A. Di Fazio, “Le connessioni fra la guerra dei
Balcani e la crisi energetica prossima ventura”, op. cit.; e S. Spiller e M.
Zucchetti, “L'evoluzione futura del clima nel mondo e in Italia,” articolo
in questo fascicolo.
(13) Cfr. Commissione Europea, World energy, technology and climate policy
outlook 2030 (WETO), op. cit.
(14) Cfr. Commissione Europea, Libro verde: Verso una strategia europea di
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, op. cit.
(15) Commissione Europea, Libro verde: Verso una strategia europea di
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, op. cit.
(16) Un reattore a fissione ha tutto il combustibile nucleare pre-caricato,
e nel suo nocciolo (il luogo dove avviene la reazione nucleare) ve ne sono
diverse decine di tonnellate: esso contiene non solo uranio, ma anche
plutonio e prodotti di fissione radioattivi come lo iodio 131 e il cesio
137. In caso di certi incidenti -ed in assenza dell'intervento attivo dei
sistemi di sicurezza -il nocciolo di un reattore a fissione può divenire
`sopracritico,' cioè `fondere' a causa della eccessiva potenza prodotta
fuori controllo, rilasciando nei peggiori casi la sua radiotossicità
all'esterno (si vedano gli incidenti di Three Miles Island e di Chernobyl,
diversi fra loro ma entrambi classificabili come incidenti di
sopracriticità).
(17) In un reattore a fusione, in maniera non dissimile concettualmente da
una caldaia, il combustibile viene continuamente iniettato nella camera di
reazione, ed in essa la densità del combustibile è molto bassa. In caso di
malfunzionamento, si ha un'immediata interruzione del flusso di
combustibile, ed inoltre diversi altri fattori rendono impossibile il
proseguimento della reazione di fusione nucleare. Pertanto, per i reattori a
fusione non sono concepibili incidenti simili a quelli di `sopracriticità,'
i più temibili (come abbiamo visto nella nota 16). Ciò non esclude comunque
la possibilità di altri tipi di incidente.
(18) Fanno eccezione alcune fonti di energia di origine non solare: calore
proveniente dal centro della terra (fonte geotermica), energia
gravitazionale del sistema Terra-Luna (energia delle maree).
(19) Cfr. A. Di Fazio, “Le grandi crisi ambientali globali: un sistema in
agonia, il rischio di guerra,” in Aa.vv., Contro le nuove guerre, Odradek,
Roma, 2000.
(20) Per confronto, si ricordi che il programma di incentivazione del
fotovoltaico avviato qualche anno fa dal governo italiano, e attualmente in
corso di realizzazione, è denominato “10.000 tetti fotovoltaici”.
(21) Dati riferiti all'Unione Europea. Cfr. Commissione Europea, Libro
verde: Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento
energetico, op. cit., e Commissione Europea, World energy, technology and
climate policy outlook 2030 (WETO), op. cit.
(22) Numerose critiche sono state mosse nei confronti dei grandi impianti
idroelettrici, i quali possono generare notevoli problemi quali: lo
spostamento forzato di popolazioni, la perdita di terreni coltivabili, la
distruzione degli ecosistemi, e l'alterazione del ciclo dell'acqua (con
talvolta la nascita di tensioni fra paesi che affacciano sullo stesso bacino
idrico). Pesa anche la minaccia di gravi incidenti, quale è stata ad esempio
la tracimazione della diga del Vajont nel 1963.
(23) Si stima che in caso di sostituzione dell'8% dei carburanti per
autotrazione usati in Europa con biocarburanti, il 10% della superficie
agricola dovrebbe essere riservata a tale scopo. Cfr. Commissione Europea,
Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al
Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni sui carburanti
alternativi per il trasporto stradale e su una serie di misure per
promuovere l'uso dei biocarburanti, COM(2001) 547 definitivo, Bruxelles,
2001.
(24) Cfr. J. Rifkin, Economia all'idrogeno. La creazione del worldwide
energy web e la redistribuzione del potere sulla terra, Mondadori, 2002.
(25) Cfr. V. Naso e F. Orecchini, “Idrogeno, carta da giocare,” Il
Manifesto, 16 marzo 2003; V. Naso, “Idrogeno energia del Sud. È possibile
sostituire il petrolio?”, Carta, 10 aprile 2003; V. Naso, “Metti l'idrogeno
nel motore,” Il Manifesto, 14 maggio 2003; Edo Ronchi, In difesa
dell'idrogeno, http://www.tuttoambiente.it/comm/idrogeno.html.
(26) Cfr. ad esempio A. Baracca, F. Marenco, E. Martines, A. Martocchia, L.
Nencini, M.L. Paciello, e L. Vitiello, “L'idrogeno `rivoluzione' sulla
carta,” Il Manifesto, 9 marzo 2003; Sabina Morandi, “Ma l'idrogeno è
rivoluzione?”, Liberazione, 5 luglio 2003; e L. Nencini, “Miti e realtà
dell'economia all'idrogeno,” articolo in questo fascicolo.
(27) Questa limitazione è la conseguenza del secondo principio della
termodinamica, secondo il quale in ogni conversione di energia da una forma
ad un'altra, una parte di essa viene irrimediabilmente persa sotto forma di
calore (e il calore è una forma degradata di energia).
(28) Cfr. Sabina Morandi, “Ma l'idrogeno è rivoluzione?”, op. cit. e L.
Nencini, “Miti e realtà dell'economia all'idrogeno,” articolo in questo
fascicolo.
(29) Tale valutazione sull'intero ciclo di vita dovrebbe inoltre essere
fatta per ogni prodotto dell'attività umana. Cfr. ad esempio E. Magnone,
“Astigmatismo e rifiuti,” articolo in questo fascicolo.
(30) Cfr. ad esempio Legambiente, Forum ambientalista, Sinistra ecologista,
Cepes, e Sole del Mediterraneo, Per un contratto mondiale dell'energia bene
comune dell'umanità Pace Clima Equità, documento indirizzato al Social Forum
di Parigi, 2003.
(31) Commissione Europea, Libro verde: Verso una strategia europea di
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, op. cit.
(32) Cfr. Commissione Europea, Libro verde: Verso una strategia europea di
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, op. cit.
(33) Con il 6% della popolazione mondiale, ad esempio, l'Unione Europea
rappresenta il 15% del consumo di energia, il 20% del consumo di petrolio,
ed il 35% del consumo di uranio. La situazione appare ancora più estrema se
si guarda agli Stati Uniti d'America.
(34) Si tenga a mente che fra i paesi in cui è forte la crescita della
domanda di energia si annoverano alcuni fra i più popolosi.
(35) Da 132 milioni nel 1985 a 189 milioni nel 1998: cfr. Commissione
Europea, Libro verde: Verso una strategia europea di sicurezza
dell'approvvigionamento energetico, op. cit.
(36) Per una crescita di tipo esponenziale, il tempo di raddoppio (espresso
in anni) è calcolabile approssimativamente dividendo 70 per la crescita
annua (espressa in percentuale). I più precisi aggiungeranno inoltre 0,3 al
risultato ottenuto. I puristi, invece, useranno i logaritmi.
(37) Cfr. Commissione Europea, Libro bianco: La politica europea dei
trasporti fino al 2010: il momento delle scelte, COM(2001) 370 definitivo,
Lussemburgo, 2001.
(38) Cfr. S. Latouche, “Per una società della decrescita,” Le Monde
Diplomatique -Il Manifesto, novembre 2003.
(39) Cfr. Commissione Europea, Libro verde: Verso una strategia europea di
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, op. cit.
(40) S. Latouche, “Per una società della decrescita,” op. cit.
(41) Il problema della crescita sfrenata in un mondo finito è stato oggetto
di studio dettagliato sin dagli anni Sessanta e Settanta da parte del Club
di Roma: cfr. D.H. Meadows, D.L. Meadows, J. Randers, and W.W. Behrens III,
I limiti dello sviluppo, Mondadori, Milano, 1972; D.H. Meadows, D.L.
Meadows, and J. Randers, Oltre i limiti dello sviluppo, Il Saggiatore,
Milano, 1993.
(42) S. Latouche, “Per una società della decrescita,” op. cit.
(43) S. Latouche, “Per una società della decrescita,” op. cit.
(44) S. Latouche, “Per una società della decrescita,” op. cit.
Data articolo: giugno 2007
Fonte: www.informationguerrilla.org
Australia: il 51° stato
di: John Pilger
Data articolo: giugno 2007
Traduzione dall'inglese Bf per www.resistenze.org
Nel suo ultimo articolo per ‘New Statesman’, John Pilger descrive lo
straordinario servilismo del governo australiano di John Howard verso
l'amministrazione di Bush - Howard è noto come il 'vice sceriffo' di Bush -
e come tale sta erodendo le libertà del paese.
Nel giugno di quest’anno, 26.000 soldati statunitensi e australiani si
accingeranno a bombardare il fragile ed antico territorio dell'Australia.
Prenderanno d'assalto il Reef della Grande Barriera, spareranno a
“terroristi” e lanceranno missili a guida laser in una delle regioni più
selvagge e primitive sulla terra. Stealth, bombardieri B-1 e B-52 (ognuno
dei secondi porta da solo 30 tonnellate di bombe) porteranno a termine il
lavoro, insieme ad un attacco navale. Cariche di profondità subacquee
esploderanno dove si riproducono specie di tartarughe in via d'estinzione.
Sottomarini nucleari attiveranno il loro sonar di alto livello che
distruggeranno l'udito di foche e di altri mammiferi marini.
Estendendosi via satellite dall'Australia alle Hawaii, l'Operazione Talisman
Sabre 2007 è una guerra telecomandata, progettata per attacchi “preventivi”
su altri paesi. Gli australiani sanno poco di questo. Il parlamento
australiano non l'ha dibattuto; i media non sono interessati. La risoluzione
di un trattato segreto firmato dal governo di John Howard con
l'amministrazione di Bush nel 2004 include l’installazione di una enorme
nuova base militare nell’Australia Occidentale che porterà il totale delle
basi conosciute U.S. in tutto il mondo a 738. Non importa la sconfitta in
Iraq, l'impero militare U.S. e le sue ambizioni stanno crescendo.
L'Australia è notevole per lo straordinario grado di servilismo che Howard
ha portato anche oltre quello di Tony Blair. Una volta descritto sul Sydney
Bullettin come “vice sceriffo” di Bush, Howard non si sentì imbarazzato
quando Bush, a sentire questo, lo promosse “sceriffo per il Sudest
Asiatico.” Con l'approvazione di Washington, spedì truppe australiane e
polizia federale ad intervenire nelle nazioni insulari del Pacifico; nel
2006 effettuò il “cambio di regime” a Timor Est, il cui il primo ministro,
Mari Alkatiri, aveva la sfrontatezza di volere una ripartizione corretta del
petrolio e delle riserve di gas del suo paese. La repressione dell'Indonesia
a Papua Ovest, dove gli interessi minerari americani sono descritti come “un
grande premio”, fu avallata da Howard.
Questo ruolo sub-imperiale ha una storia. Quando nel 1901 i sei stati
australiani si federarono in una nazione- “un Commonwealth indipendente ed
orgoglioso” dicevano i titoli- i coloni australiani chiarirono che
l'indipendenza era l'ultima cosa che volevano. Loro volevano che la Madre
Inghilterra fosse più protettiva verso la sua colonia più lontana, adducendo
di essere minacciati da un’orda di demoni, quantomeno da “orde asiatiche”
che sarebbero piombate su di loro come per forza di gravità. Lo storico
Manning Clark scrisse “L’intera rappresentazione puzzava…Gli australiani
ancora una volta strisciavano di fronte agli inglesi. C'erano grossi
statisti che bramavano un titolo straniero, proprio come le loro mogli
bramavano un sorriso di riconoscimento dalla moglie del
Governatore-Generale, che si dice trattasse usualmente tutti con grande
disprezzo”.
La classe politica moderna dell’Australia ha la stessa brama di
riconoscimento del grande potere. Negli anni cinquanta, il primo ministro
Robert Menzies permise alla Britannia di far esplodere in Australia bombe
nucleari, spargendo nubi di materiale radioattivo su aree popolate. Agli
australiani fu data solamente la buona notizia di essere stati scelti per
questo diritto. Un ufficiale della Royal Air Force fu minacciato di essere
processato dopo che rivelò che 400 o 500 aborigeni erano nelle zone
obiettivo, dicendo: “nel caso dovremmo portarli alla decontaminazione. In
altri tempi, li colpivamo come conigli.” Seguirono cecità e morti
inspiegabili. Dopo 17 anni al potere, Menzies fu nominato cavaliere dalla
Regina e fatto Lord Responsabile dei Cinque Porti.
Una massima non dichiarata dei politici australiani è che i primi ministri
diventano “statisti” solamente quando servono gli interessi imperiali
(onorevoli eccezioni hanno avuto corso con la calunnia e sovversione). Negli
anni sessanta, Menzies convenne di essere “richiesto” di spedire truppe
australiane a combattere per gli americani in Vietnam. La Cina rossa è in
agguato, disse. Howard è più estremo; nella sua decade di potere, ha eroso
la base stessa delle istituzioni sociali democratiche dell’Australia e ha
lanciato il suo paese come un modello di democrazia in stile washingtoniano,
dove l'unica partecipazione popolare è quella di votare ogni pochi anni per
due partiti “opposti” che condividono quasi identiche politiche economiche,
estere e “culturali”.
Nel 2001, Howard fu rieletto dopo avere manipolato “l'affare dei bambini
gettati fuori bordo ”, nel quale i suoi principali consulenti dissero che i
rifugiati afgani avevano cinicamente gettato a mare i loro bambini per
essere soccorsi da una nave australiana. Produssero anche fotografie, che si
sono poi dimostrate false ma solamente dopo che Howard aveva toccato ogni
nervo xenofobo nell'elettorato bianco ed era stato debitamente rieletto. I
due ufficiali che portarono la “crisi” al suo fraudolento apice febbrile
furono promossi dopo che uno di loro ammise che la falsità aveva “aiutato”
il primo ministro. In un caso più scandaloso, Howard proclamò che il suo
dipartimento della difesa non aveva saputo di un’altra barca che faceva
acqua, colpita, carica di rifugiati iracheni ed afgani diretti in Australia
fino a dopo che era affondata. Un ammiraglio rivelò più tardi che anche
questo era falso; 353 persone furono lasciate affogare, inclusi 146 bambini.
Soprattutto, è il controllo del dissenso che ha cambiato l’Australia.
L'influenza di Rupert Murdoch è stata cruciale, molto più di quella dalla
Britannia. Ogni volta che Howard o uno dei suoi ministri più balordi
vogliono piegare un'istituzione o insultare un oppositore, lo fanno in
alleanza con un gruppo di rabbiosi commentatori di Murdoch. Come descrive
Stuart MacIntyre in un nuovo libro, Far tacere il Dissenso, l'articolista
del Melbourne Herald-Sun, Andrew Bolt, condusse una campagna per
ridicolizzare l’indipendente Consiglio della Ricerca australiano che, lui
disse, era caduto nelle mani di un “un gruppo di fannulloni della sinistra”
il cui lavoro era “ostile alla nostra cultura, storia ed istituzioni”,
mentre “i ricercatori erano fissati su genere e razza.” L'allora ministro
dell'istruzione, Brendan Nelson negò il finanziamento ad un progetto dopo
l'altro, senza spiegazioni.
Il Museo Nazionale dell'Australia, il centro nazionale per la tutela
dell’infanzia, gli organismi politici degli aborigeni e altre istituzioni
indipendenti sono state sottoposte a una analoga intimidazione. Un amico che
ha una carica di prestigio all'università mi disse: “Non si può parlare
chiaro. Non ci si può opporre al governo o alla ‘Australia sociale’”. Mentre
i crimini sociali aumentavano in modo sconcertante, il tesoriere, Peter
Costello annunciò allegramente un bando sul boicottaggio morale e etico di
certi prodotti. Non ci fu dibattito; i media lo dissero semplicemente. Uno
dei principali consulenti di Costello, David Gazard si è recentemente
distinto in un seminario guidato dagli U.S. in Melbourne, organizzato
dall’Istituto di Pubbliche Relazioni dell’Australia, nel quale ai
partecipanti, che pagavano 595$ Australiani, vennero insegnati i trucchi di
contrastare criticamente l'attivismo con “il terrorismo” e “le minacce alla
sicurezza.” I suggerimenti includevano: “chiamateli attentatori
suicidi…fateli sembrare tutti terroristi… dementi, fumatori di droga,
intellettuali maledetti, contro il progresso…” Essi furono edotti su come
allestire gruppi di comunità simulate e falsificare le statistiche.
Gli insegnanti che non sventolano la bandiera o gli organizzatori di
concerti di musica che scoraggiano la presenza di trascinatori razzisti
avvolti nella bandiera rischiano una dose del veleno di Murdoch. Allo stesso
modo, se manifesti vergogna per il ruolo vassallo dell'Australia sei
ritenuto “anti-australiano” e, senza ironia, “anti-americano.” Pochi
australiani sanno che Murdoch, che domina la stampa, ha abbandonato la
propria cittadinanza australiana per poter così fondare la rete Fox TV negli
Stati Uniti. L'Università di Sydney sta per aprire un Centro Studi degli
Stati Uniti, appoggiato da Murdoch dopo le sue lagnanze sull'incapacità
degli australiani di apprezzare i benefici del bagno di sangue in Iraq.
Avendo recentemente parlato a riunioni pubbliche affollatissime a Brisbane,
Sydney e Melbourne, non mi restano dubbi che molti si preoccupino
profondamente che le libertà nel loro luminoso idillio stiano svanendo. Ne
hanno avuto un vivido segnale l'altro giorno, quando il Vicepresidente Dick
Cheney venne a Sydney a “ringraziare” Howard per il suo appoggio. Il governo
dello stato del Nuovo Galles Meridionale ha varato velocemente una legge che
ha permesso alle 70 guardie del servizio segreto di Cheney di portare armi
cariche. Con la polizia, si sono impossessati del centro di Sydney e hanno
chiuso Harbour Bridge e parte del centro storico. Un corteo di diciassette
veicoli incedeva teatralmente qua e là, come se Howard stesse vantandosi con
Cheney: “Guarda il mio controllo su questa società; guarda il mio paese
compiacente”. Ed il suo ospite e mentore è un uomo che, pur avendo rifiutato
di combattere in Vietnam, ha riportato l’uso della tortura e ha mentito
incessantemente sull’Iraq, che ha fatto milioni con le stock option mentre
la sua società Halliburton trae profitto dalla strage, e che ha proibito la
pace con l'Iran. Quasi ogni discorso che lui fa include una minaccia.
Per ogni grado di legge internazionale, Cheney è uno dei principali
criminali di guerra, tuttavia è stato lasciato ad un esiguo, coraggioso
gruppo di contestatori sostenere il mito degli Aussie (australiani, ndr.)
della rivendicazione dei principi ed affrontare la polizia. Il leader del
Partito Laburista di opposizione, Kevin Rudd, l'incarnazione
dell'acquiescenza, li ha chiamati “selvaggi violenti”; uno dei contestatori
aveva 70 anni. Il giorno seguente, sul titolo del Sydney Morning Herald si
leggeva “Cheney dice: I terroristi hanno ambizioni imperiali” Un'ironia
squisita.
Meccanismi neurali della visione
a cura dell'Università di Trento
COME IL NOSTRO CERVELLO SA PREDIRE QUELLO CHE I NOSTRI OCCHI VEDRANNO
Uno studio del ricercatore del Centro Interdipartimentale Mente/Cervello
(CIMeC) dell'Università di Trento, che verrà pubblicato oggi nella versione
on-line della rivista Nature Neuroscience, getta luce sui meccanismi neurali
della visione
I nostri occhi sono sempre in movimento. La visione funziona come una serie
di istantanee, ognuna delle quali è separata dalle altre dal movimento degli
occhi verso un nuovo punto da fissare (detto saccade). Ogni giorno compiamo
più movimenti con gli occhi che battiti con il cuore. In qualche modo il
nostro cervello deve spiegarsi questo continuo afflusso di immagini che,
come un dipinto cubista, presentano oggetti diversi, osservati da diversi
punti di vista, in momenti diversi. I pazienti con danni cerebrali possono
perdere questa abilità, ritrovandosi incapaci di tener conto del movimento
degli oggetti nell’ambiente circostante.
Il problema fondamentale di come il cervello riunisca e comprenda
informazioni provenienti da diverse istantanee, discusso per la prima volta
dallo scienziato persiano Alhazen (intorno all'anno 1000 D.C.), è
l'argomento di un nuovo studio pubblicato sul Nature Neuroscience. L'autore
unico, David Melcher, é un neuroscienziato proveniente dal dipartimento di
psicologia dell’Università di Oxford, oggi in forza al CIMeC (Centro
Interdipartimentale Mente/Cervello) dell'Università di Trento a Rovereto.
La scoperta principale dello studio é che le diverse istantanee del mondo
non si combinano come in un collage, ma neppure svaniscono dopo ogni
movimento oculare. “Il nostro sistema visivo è molto efficiente”, spiega
David Melcher. “Osservando un oggetto in movimento, riesce a mantenere
inalterate alcune caratteristiche costanti e procedere con l'aggiornamento
dei piccoli dettagli che mutano (una sorta di continua sovrascrittura di
alcune informazioni raccolte e mantenute in memoria). Nel caso di un volto,
negli individui dal sistema neurologico intatto, vengono mantenute
caratteristiche come la tridimensionalità dello spazio, l'identità, il
genere, e si procede al ricalcolo di semplici dettagli come l'illuminazione,
la comparsa di rughe o cicatrici in seguito ad un cambiamento di
prospettiva”.
Una sorta di lavoro senza sprechi, quello messo a punto dal nostro sistema
visivo, che modifica la nostra percezione ancora prima di muovere gli occhi,
quando l'oggetto da osservare è ancora nell'area visiva periferica. Melcher
e colleghi stanno ora testando la “teoria predittiva” della percezione
visiva, usando i numerosi e sofisticati strumenti disponibili al CIMeC, tra
i quali la risonanza magnetica funzionale (fMRI), la registrazione dei
movimenti oculari (Eye Tracking), la stimolazione magnetica transcranica
(TMS). Oltre a spiegare i meccanismi neuronali che stanno alla base di
questa attività del cervello, questa ricerca presenta anche degli aspetti di
applicazione pratica. Ad esempio, un progetto di Melcher –già iniziato ad
Oxford - sta considerando una particolare forma di dislessia, nella quale le
parole e le lettere al loro all'interno vengono confuse durante la lettura.
Un'altra possibilità è l'applicazione di queste idee alla storia dell'arte
attraverso l'esame del modo in cui gli artisti hanno affrontato il problema
di rappresentare il cambiamento della percezione visiva da una saccade
all'altra.
Nell'articolo in uscita su Nature Neuroscience, la procedura sperimentale è
chiara: si presentano ad un soggetto prima uno stimolo adattativo e, dopo un
breve intervallo di tempo, uno stimolo test nello stesso luogo. Variando nel
tempo e nello spazio la presentazione di questi due stimoli è possibile
testare ciò che il cervello “si aspetta” di vedere, in base ai dati raccolti
nelle fissazioni oculari precedenti. I risultati dimostrano che la
percezione non re-inizia da zero ma che si mantiene in memoria una sorta di
traccia alla quale il cervello si rivolge anche quando l'occhio guarda
altrove.
Nel breve istante, dell'ordine di un decimo di secondo, che intercorre tra
uno sguardo e l'altro, si verifica una sorta di cecità percettiva. Questa
temporanea inibizione del nostro sistema visivo, che occupa circa il 20%
delle nostre ore di veglia, é qualcosa di cui non abbiamo coscienza, come
non ci accorgiamo dell'immagine mossa tra due fissazioni. La capacità del
cervello di mantenere informazioni utili da una saccade alla successiva e di
predire quello che si vedrà con la prossima fissazione, può spiegare il
fatto che normalmente non ci rendiamo conto di questo vuoto percettivo e che
gli oggetti si spostano, nel nostro campo visivo, con lo spostarsi del
nostro sguardo.
Data articolo: giugno 2007
Per ulteriori informazioni:
Polo di Rovererto - Università di Trento
Centro Interdipartimentale Mente/Cervello (CIMeC)
Via Tartarotti 7 I-38068, Rovereto (TN) - ITALY
Phone: +39 0464/483523
Correre ai ripari
di Carlo Bertani
27 giugno 2007
Ero certo che ci si arrivava: quando si cerca d’avvisare dei possibili
pericoli, ai quali siamo esposti per il mutamento climatico in atto, la
prima accusa che si riceve è quella d’esser una Cassandra. Chi si permette
queste calunnie, però, non ricorda molto l’epica: Cassandra, aveva ragione.
Oggi, giugno 2007, scopriamo di non riuscire a coprire la richiesta
d’energia per l’accensione dei climatizzatori: 54.700 MW di punta, e la rete
non ce la fa perché non c’è abbastanza energia.
Il gestore della rete non ha altra scelta che staccare a rotazioni le
sezioni della rete meridionale, quella dove “succhiano” più energia perché –
con 47 gradi – gli anziani iniziano a soffrire ed a rischiare la vita.
Non lanciamoci nella solita querelle delle colpe e delle responsabilità, su
chi doveva fare e non ha fatto, oppure su chi ha fatto e non doveva fare: il
tempo, sta scadendo. Vediamo cosa possiamo fare subito.
Anche se la captazione fotovoltaica non è ancora a buon mercato, è quella
che consente rapide installazioni e di superare le emergenze: ovviamente,
non quella dell’estate in corso, bensì della prossima.
I provvedimenti presi in materia dal governo Berlusconi e, oggi, da Prodi,
conferiscono delle agevolazioni fiscali per l’installazione dei sistemi
fotovoltaici. Il problema è che la quota compresa nelle agevolazioni è
troppo bassa: poche centinaia di MW di picco.
Se la richiesta della rete è superiore ai massimi storici, e viaggiamo
intorno ai 55.000 MW/h di richiesta (o pressappoco), è evidente che non
possiamo affrontare l’emergenza con dei pannicelli caldi.
Chiediamo alla classe politica di elevare gli incentivi per almeno 3.000 MW
di picco che, nella stagione estiva e nelle ore diurne, coincidono
praticamente con una produzione reale di 3.000 MW/h. Nelle ore d’accensione
dei climatizzatori, saremmo coperti dalla produzione fotovoltaica.
Invece di finanziare dubbi progetti – come quello di stivare l’anidride
carbonica nel sottosuolo – cerchiamo di non generarne e di produrre energia
pulita: investiamo dove sappiamo d’ottenere risultati certi.
Il risparmio energetico si attua sistemando dei collettori solari per
l’acqua calda al posto dei boiler elettrici e, il precedente governo, stimò
un risparmio del 3% d’energia elettrica se venivano attuati interventi come
quelli austriaci. La legge è stata varata dall’attuale governo, ma è troppo
farraginosa e, soprattutto, nessuno lo sa.
Poi, bisognerebbe passare agli interventi strutturali di medio periodo: il
piano del ministro Matteoli, 13.000 aerogeneratori sul territorio, deve
partire subito. L’attuale governo vuole incrementare quel numero? Ben venga:
perché non affidare ai comuni l’impianto di quei sistemi, sull’esempio di
Varese Ligure?
Con 15.000 aerogeneratori da 1 MW di picco ciascuno, per 1051 ore (media
italiana) di funzionamento annuo alla massima potenza, ricaveremmo circa
1.800 MW/h in più da immettere in rete. Alla faccia di Sgarbi e di Ripa di
Meana.
Sommando i due interventi di produzione elettrica, avremmo a disposizione
4.800 MW/h, ossia avremmo incrementato del 10% circa la produzione e – pur
considerando che non tutti quei 4.800 MW/h sarebbero sempre disponibili (in
certe ore ci può essere meno vento e più sole, ecc) – saremmo almeno fuori
dell’emergenza estiva. Se si attuasse anche il risparmio sui boiler
elettrici, supereremmo anche quella percentuale.
Bisognerebbe quindi passare agli interventi strutturali di lungo periodo: il
recupero del piccolo e medio idroelettrico (soprattutto sui fiumi, dove un
tempo c’erano migliaia di mulini) e la grande promessa, ossia il solare
termodinamico.
Non dimentichiamo, inoltre, che questa è un’emergenza estiva: e se, lo
stesso scenario, dovesse verificarsi d’inverno, per un brusco calo delle
temperature seguito dall’accensione di milioni di stufette elettriche?
Finiremmo congelati? Meglio correre ai ripari.
Come potrete notare, questo intervento è di poche decine di righe, a fronte
di migliaia di ore di chiacchiere. E’ ora di finirla con i tanti “esperti”
che vendono fumo: queste sono realtà, espresse in poche, semplici righe. Chi
si chiama fuori, se ne assuma le conseguenze.
Carlo Bertani articoli@... www.carlobertani.it
LE TUE ABITUDINI!
(di M.F.)
Come realizzare la vita che si desidera!
Realizzare la vita che si desidera è nelle proprie possibilità, se si
utilizza a proprio vantaggio un "meccanismo" che governa la nostra vita.
Questo "meccanismo" è...
...L'ABITUDINE
Procediamo con ordine.
---------------
Il P.S.P., si basa su un semplice ma efficace principio:
"Creare nuove ed efficaci abitudini".
Se siamo stanchi, insoddisfatti, demotivati e lo siamo da parecchio tempo, è
perché abbiamo acquisito l'abitudine ad essere uno di questi specifici
"stati".
Più tecnicamente si dice che abbiamo attivato un nuovo "programma
comportamentale", delle specifiche neuroassociazioni finalizzate ad uno
specifico scopo. Nel nostro esempio: "essere stanchi, insoddisfatti,
demotivati".
E' come quando accendete il computer e vedete "passare" sullo schermo tutte
le informazioni riguardanti i programmi che avete istallato e che vi
interessa utilizzare. Analogamente quando noi siamo "accesi", cioè viviamo
la nostra giornata, attingiamo, secondo le diverse situazioni, ai vari
"programmi" presenti nel nostro "hard disk"...scusate, inconscio.
Quindi, siamo in ufficio e si attiva il programma "io impiegato", che avrà
modalità di comportamento, linguaggio, pensieri, atteggiamenti e movimenti
(postura e prossemica) specifici, "adeguati" al contesto e finalizzati al
nostro modo di percepire gli stimoli esterni.
Poi, andiamo a casa e, qui, un altro programmino: "io marito" o "io moglie",
"io figlio" o "io single". Quindi, si attiveranno altri pensieri, altri
atteggiamenti, altre risposte emotive.
La sera si esce e siamo al pub, al ristorante, o in discoteca e qui via con
un altro programmino: "io al pub...".
Vi risulta?
E che dire di programmini più piccoli, come: "io mi alzo la mattina", "io a
tavola", "io in ...bagno"?
Pur non conoscendovi personalmente, "qualcosa" mi dice che la maggior parte
di voi ha eseguito negli ultimi tempi, sempre le stesse, identiche azioni,
gesti,"rituali".
Ho centrato l'obiettivo? E' facile, in quanto...accade anche in me ed al
resto dell'umanità...forse!
La buona notizia per noi è che tutti quanti siamo, oltre che "computers" che
elaborano le informazioni, in buona parte i "programmatori" e, cosa ancor
più importante, gli "operatori" che azionano i tasti appropriati per
attivare i programmi che occorrono di volta in volta.
Questo significa che abbiamo il "potere" di scegliere ed utilizzare, tra
innumerevoli procedure, per realizzare quello che ci interessa e piace
veramente ed intensamente.
Tutto questo, non è straordinario?
E' estremamente importante conoscere lo "strumento" per poterlo utilizzare
al meglio. E' chiaro tutto questo? Comprendete l'importanza, la profondità
di questo passaggio? Qualcosa vi sta dicendo che è così?
Un giorno Angelo, un mio amico di Gravina di Catania, in Sicilia, mi
comunicò che avrebbe per un certo periodo di tempo sospeso di partecipare
agli incontri, per prendersi un "anno sabbatico" di riflessione su alcuni
aspetti importanti della sua vita.
Un anno dopo lo richiamai e Angelo mi disse:
"In quest'anno ho compreso una cosa molto importante, e cioè che: prima non
sapevo di essere addormentato, adesso so di esserlo".
Già in questa affermazione vi è una indicazione che ci può servire: il
rendersi conto dei processi che si manifestano nella nostra vita, cioè che
noi siamo i registi oltre che lo spettatore e l'attore. Noi siamo più dei
nostri atteggiamenti e dei nostri pensieri.
In definitiva, il comportamento non è che la fase finale di un processo, la
manifestazione, risposta comportamentale di un processo.
Sappiate che OGNI ESPERIENZA, qualsiasi esperienza che viviamo, modifica i
nostri programmi, la nostra "mappa" del mondo.
Ricordate: qualsiasi esperienza!
Ma questo è un altro importante passaggio, una "chiave" che utilizzata
sapientemente innesca un cambiamento che risponde alla nostra affermazione
"Come realizzare la vita che desideri".
Il segreto sta nel fare del nuovo atteggiamento, dello status che si vuole
realizzare un'ABITUDINE.
- Vuoi una vita di successo?
Fai del successo un'abitudine!
- Vuoi una vita con molti soldi?
Fai del guadagnare denaro un'abitudine!
- Vuoi una vita piena d'Amore?
Fai del dare e ricevere amore un'abitudine! E così via.
Questo è il principio e, se ci fate attenzione, questo principio è sempre
attivo...anche nella vita che state vivendo.
- Avete una vita demotivante? Per caso avete fatto della demotivazione
un'abitudine?
- Siete stressati? Avete fatto dello stress un'abitudine?
- Siete senza soldi? Avete fatto dello spendere un'.....già un'abitudine.
- Vi lamentate spesso? ... Vi sentite soli?...Vi...
Ognuno, a questo punto, è libero di guardare dentro il suo "armadio" e
passare in rassegna i suoi scheletri. E' un atto di coraggio ed una nuova
sfida se si vuole affrontare e realizzare un nuova abitudine efficace e
potenziante.
Continueremo il discorso nel prossimo intervento, dove affronteremo quali
sono i modi per apportare un cambiamento duraturo e tra questi quali sono
quelli più efficaci.
Vedremo come crearsi nuovi e potenzianti programmi.
Sappiate che vi sono due modi per portare un reale e duraturo cambiamento
nella nostra vita e questo ha a che fare con:
"...Un grande muro si può abbattere, o con una grande forza, o con una
sottile vibrazione..."
In chiusura, per chi sta seguendo la rubrica come training personale, chiedo
di trascrivere sul proprio quaderno o diario personale, cosa si è acquisito
di importante da questo intervento, riportando anche le parole "chiave",
cioè quelle significative per se stessi.
Buon training!
(M.F.)
''Si muore più per errori medici che di incidenti''
Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto farmacologico Mario Negri di
Bergamo: ''E così negli Stati Uniti e non c'è ragione di pensare che la
situazione non sia la stessa anche in Italia". E precisa: ''A sbagliare non
è quasi mai il singolo operatore, ma la struttura''
Milano, 26 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute/Ign)
Gli errori in corsia uccidono più degli incidenti stradali, del cancro al
seno e dell'Aids. Almeno negli Stati Uniti, dove "nel 2005 le persone morte
per errore medico sono state 90mila, contro le 43mila vittime dell'asfalto,
le 42mila del tumore alla mammella e le 16mila dell'Aids". E "non c'è
ragione di pensare che la situazione non sia la stessa anche in Italia". Lo
ha affermato Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto farmacologico Mario
Negri di Bergamo, intervenuto oggi a Milano al convegno 'Il contenzioso
medico-paziente, un crescente problema culturale, etico ed economico".
L'esperto ha però precisato che "bisogna distinguere fra medico e ospedale,
e a sbagliare non è quasi mai il singolo operatore, ma la struttura". E così
anche nel nostro Paese il problema sta assumendo le dimensioni di una vera
emergenza. Ogni anno nella penisola si registrano quasi 15 milioni di
ricoveri, 4,5 milioni di interventi chirurgici, 20 milioni di accessi ai
pronto soccorso oltre a miliardi di prestazioni sanitarie; la sanità
nazionale è al secondo posto dopo quella francese nella classifica Oms delle
migliori del mondo, eppure 15mila medici all'anno affrontano cause di
risarcimento per errore ai danni dei pazienti.
''Da diversi anni chiediamo che si istituisca un registro ufficiale degli
errori nella pratica medica e diagnostica - afferma in una nota
Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato -. Questo permetterebbe
non solo di avere finalmente una fonte ufficiale, ma anche di evitare il
rincorrersi di dati basati solo su stime''.
Chiedendosi da quali fonti Remuzzi abbia preso i numeri, il Tdm ribadisce
che ''in Italia non esistono dati ufficiali. Inoltre, se è pur vero che
molti degli errori sono imputabili alla cattiva organizzazione, troppo
spesso invece i danni ai cittadini derivano proprio da errori degli
operatori. Tutto sta nel cercare di prevenirli e monitorarli''.
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1054833025
Onu: in Europa allarme cocaina
R.S. a cura della redazione ECplanet.net
Si profila sempre più chiaramente l'emergenza cocaina in Europa. Specie in
Spagna, Portogallo e Paesi Bassi. La coltivazione di coca nelle Ande cala e
il consumo mondiale risulta stabile, eppure la flessione dell'uso negli
Stati Uniti è controbilanciata da un aumento nel Vecchio Continente,
favorito dalle nuove rotte africane del traffico e da modelli culturali
emergenti. È quanto affiora dal Rapporto mondiale 2007 delle Nazioni Unite
sulla droga.
Per Antonio Maria Costa, direttore esecutivo dell'Ufficio Onu contro la
droga e il crimine (Unodc),a livello globale nell'ultimo anno la produzione,
il traffico e il consumo di tutte le droghe resta sostanzialmente stabile:
159 milioni i dipendenti dalla cannabis (per la prima volta da decenni il
consumo non sale), 8,6 quelli dall'ecstasy,14,3 i cocainomani, 11,1 gli
eroinomani.
A livello mondiale il coordinamento delle forze di polizia nelle operazioni
antidroga ha consentito l'aumento dei sequestri. Oggi più del 45% della
cocaina prodotta annualmente viene intercettata. Un dato importante se si
raffronta al 24% del 1999. Così come quello relativo all'eroina: più del
25%di quella sul mercato viene bloccata, contro il 15% del 1999.
Le rotte di esportazione diretta dalla Colombia e dall'Afghanistan in Europa
sono ben presidiate. Per cui i trafficanti sia colombiani sia afghani sono
sempre più orientati su nuove vie, come quelle che attraversano l'Africa.
«La minaccia - spiega Costa - deve essere affrontata tempestivamente. Da un
lato per arginare questa criminalità che trae vantaggio dalla debolezza dei
Governi africani. Dall'altro per prevenire il dilagare del consumo di droga
nel continente».
Rimane anche irrisolto il problema della produzione d'oppio in
Afghanistan:nel 2006 si è registrata una significativa crescita delle
coltivazioni. Che ha eclissato i risultati positivi in altri bacini
d'offerta nell'Asia sud-orientale. Punto nevralgico è la provincia di
Helmand, a Sud. Roccaforte della guerriglia talebana, la regione è divenuta
il principale fornitore mondiale di droga, con coltivazioni illegali
superiori a quelle di Myanmar e Colombia. Una produzione che «uccide 100mila
persone all'anno».
Data articolo: giugno 2007
Fonte: Il Sole 24 ore
Il Derby della morte
Di Sandro Provvisionato –
tratto da “ La Voce delle Voci”, giugno 2007
Moby Prince. A diciassette anni dalla tragedia, ecco riemergere uno scenario
da brividi: su quella rotta stavano transitando otto navi militari fantasma
cariche di esplosivi provenienti dalla base Usa di Camp Derby…
Si delineano nuovi sconcertanti scenari per la tragedia del Moby Prince, il
traghetto sulla rotta Livorno-0lbia che appena uscito dal porto alle 22:27
del 10 aprile 1990, entrò in collisione con la petroliera Agip Abruzzo,
provocando la morte di 140 persone bruciate vive perché rimaste per un'ora
senza il minimo soccorso.
Il legale di parte civile, l'avvocato Carlo Palermo, ex magistrato (nel 1985
sfuggi a Trapani ad un attentato mafioso in cui una donna ed i suoi due
bambini persero però la vita) avrebbe scoperto prove mai esaminate nel corso
delle numerose inchieste che si sono succedute negli anni attorno alla
vicenda che, per il muro di omertà che la circonda ed i suoi risvolti
internazionali, è stata definita “'Ustica del mare".
Secondo il legale, che difende gli interessi di una parte dei familiari
delle vittime, ben sette navi militari americane più una francese quella
notte, poco dopo le 22, stavano trasportando ingenti quantità di materiale
bellico, compreso esplosivo, proveniente dalla base americana di Camp Derby.
Un trasporto da considerarsi eccezionale, data la pericolosità del materiale
imbarcato, un'operazione segreta che non risulta autorizzata dalla
prefettura di Livorno, come prevedono la legge italiana e le norme sulla
sicurezza portuale, e da considerarsi quindi assolutamente illegale.
La Moby Prince , una nave di 6187 tonnellate, lunga 130 metri e larga 20,
capace di trasportare 1.490 passeggeri e 360 veicoli - di proprietà della
Navarma, compagnia di navigazione dell'armatore napoletano Vincenzo Onorato
si sarebbe trovata a percorrere la sua rotta abituale sulla quale
incrociavano però imbarcazioni militari che procedevano senza copertura
radar, come se fossero navi fantasma. Un intralcio alla navigazione della
nave civile che sarebbe così finita contro la petroliera italiana.
Ecco spiegato perché le autorità americane si sono sempre rifiutate di
consegnare ai magistrati livornesi le foto satellitari rilevate quella
notte. Ed ecco perché, con ogni probabilità, i soccorsi furono scientemente
ritardati, proprio per dar modo alle navi della morte di lasciare la scena
della tragedia.
Una tragedia che a questo punto assumerebbe davvero i contorni della strage.
E che solleva nuovi pesanti interrogativi sulla funzione della base
americana di Camp Derby, sul suo ruolo strategico e sul contenuto dei suoi
depositi.
Se la scoperta dell'avvocato Palermo sarà accettata e verificata dalla
magistratura livornese, un passo avanti potrà essere compiuto sulla strada
della ricerca della verità del più grande disastro navale mai avvenuto in
acque italiane negli ultimi 100 anni.
Dal canto suo, dopo anni di inerzia e di inchieste sbagliate (per trovare le
cause della sciagura si parlò di un banco improvviso di nebbia, ma anche di
disattenzione del comandante della Moby Prince, un ufficiale esperto come
Ugo Chessa), la procura di Livorno sembra essersi svegliata dal letargo
investigativo, acquisendo tutta l'attività informativa del Sisde, il
servizio segreto civile.
Resta da chiedersi perché, per un atto così semplice, siano dovuti
trascorrere ben 17 anni.
La bellezza insita in ognuno di noi
(di Marcella Danon)
"Come per una misteriosa risonanza, la spontaneità della natura che abbiamo
di fronte
risveglia la spontaneità del nostro essere più vero".
(Piero Ferrucci - "Esperienze delle vette")
-----------------
La bellezza ha sempre un effetto potente sull'animo umano, quasi un
messaggio d'altri tempi e altri spazi per ricordare orizzonti lontani, mete
da conquistare o da inseguire.
L'incontro con la bellezza nella natura fa risuonare ed emergere aspetti
spesso nascosti o dimenticati di noi stessi, ci mette in contatto con quanto
di più alto e di profondo fa parte della nostra natura, unica, irripetibile
e allo stesso tempo parte di un contesto più vasto in cui siamo chiamati a
realizzare il nostro progetto di vita.
Di solito siamo distratti di fronte a quanto ci succede e alla risonanza
interiore che gli eventi provocano in noi, è quindi l'attenzione lo
strumento necessario per intraprendere questa nuova avventura interiore e
contemporaneamente esteriore, giacché così stretto è il rapporto tra queste
due dimensioni.
Sviluppando l'attenzione ampliamo la nostra consapevolezza a spazi e livelli
sempre più ampi di realtà, diventando capaci di cogliere le diverse
sfumature e i diversi linguaggi con cui si esprime la nostra natura
complessa, ricca e molteplice; impariamo così a dialogare con il corpo, le
emozioni e i pensieri, e a sintonizzarci su intuizioni, valori e ideali.
E' questa sensibilità, acquisita per natura o sviluppata, che trasforma
l'individuo in un artista. La creatività oggi non è più ricollegabile al
saper maneggiare pennelli e scalpello, o a padroneggiare uno strumento
musicale o una tecnica di danza. Essere artisti è la qualità d'animo,
potenzialmente accessibile a ogni singolo individuo, che rende capaci di
cogliere sempre più della realtà che ci circonda e invita a esprimere il
proprio sentire, dandogli forma visibile, udibile, comunicabile.
L'obiettivo di un processo di crescita personale diventa far corrispondere a
uno stato di coscienza più elevato anche un livello d'azione coerente.
L'opera d'arte, in quest'ottica, diventa l'azione impegnata e consapevole,
la qualità della nostra stessa presenza nel mondo.
"Imparare di nuovo, senza timori o esitazioni a essere se stessi", è questa
la meta della via della bellezza, che insegna a risvegliare la sensibilità
nei confronti della totalità della vita. E, allo stesso tempo, è l'incontro
con la bellezza della natura che fa risuonare "il bello" custodito in ognuno
di noi.
Si conferma così il fulcro del messaggio dell'ecopsicologia, che si realizza
nell'incontro e nella sinergia tra l'attenzione al mondo e l'attenzione
all'individuo, per rivelarci che noi siamo molto di più di quanto pensiamo
di essere, "noi siamo la Terra". Conoscendo il mondo conosciamo noi stessi,
conoscendo noi stessi conosciamo il mondo. Siamo la Vita che diventa
consapevole di se stessa, siamo co-creatori del mondo di cui facciamo parte
e quando finalmente ce ne accorgiamo... "inventiamo il mondo".
Turismo sessuale con minorenni
Comunicato stampa Ecpat-italia
Comunicato stampa Ecpat-italia contro la giornata dell'orgoglio pedofilo.
““È giusto oscurare i siti dove viene promossa la pedofilia, contrastare con
ogni mezzo la giornata dell'orgoglio pedofilo. Tuttavia va ricordato che
oltre ai pedofili esiste una moltitudine di uomini “normali” che ogni anno
si recano all'estero per praticare il turismo sessuale con minorenni, spesso
bambini e bambine in età prepuberale”.
Marco Scarpati, Presidente di Ecpat-Italia (End Child Prostitution,
Pornography And Trafficking), alla vigilia della giornata dell'orgoglio
pedofilo, invita a non perdere di vista il fenomeno nel suo complesso e con
tutti i suoi aspetti inquietanti tra cui quello del turismo sessuale.
Inquietante perché si nasconde tra le pieghe di un comportamento “normale”
per poi manifestarsi all'estero in occasione di viaggi e vacanze.
Sarebbero infatti ottantamila gli italiani di tutti i ceti sociali che
viaggiano a specifico scopo sessuale soprattuto verso il sud est asiatico. E
il numero è in continuo aumento da quando è possibile viaggiare a costi
sempre più contenuti grazie allo sviluppo del trasporto aereo registratosi
nell'ultimo decennio. I dati dicono che solo nel 3 per cento dei casi si
tratta di pedofili, mentre la maggioranza è composta da uomini che solo
quando si presenta l'occasione abusano di bambini.
Appena rientrato dalla Cambogia, uno dei paesi deve i bordelli con
prostitute bambini sono sotto gli occhi di tutti, Marco Scarpati rilancia
l'allarme. “Non basta dare la caccia agli orchi”, dice il Presidente di
Ecpat-italia, “bisogna accendere la luce anche su quei viaggiatori che tutti
gli anni si muovono verso mete esotiche alla ricerca di sesso con minorenni
e che spesso restano impuniti”. “Ecpat-Italia” - conclude Scarpati - “da
anni collabora con le agenzie di viaggio e ai tour operators per
l'applicazione del Codice di Condotta dell'Industria Turistica, che ha
portato fino ad oggi a notevoli risultati in termini di contrasto allo
sfruttamento.
Ma è solo una goccia nell'oceano. Occorre un piano complessivo ed organico
di contrasto ai fenomeni di sfruttamento dei minori ed un coordinamento
delle azioni e, certamente, l'auspicata istituzione del Garante dei Diritti
dell'Infanzia e dell'Adolescenza può essere un ulteriore importante
passaggio in questa direzione.
Data articolo: giugno 2007
Per ulteriori informazioni:
ECPAT-Italia
Vicolo Scavolino, 61 I-00187 - Roma
Phone: +39 06/97277372
Fax: +39 06/69380406
E-mail: nfo@...
Amore vero e felicità
(Brahma Kumaris World Spiritual University)
Tristezza, rabbia e paura: sono tutte emozioni che derivano da qualche forma
di attaccamento a qualcosa o a qualcuno. Tuttavia molti di noi imparano a
credere che anche l'amore e la felicità siano emozioni.
Tale convinzione oscura sia il nostro bisogno che l'abilità di essere più
consapevoli delle nostre emozioni e di come le creiamo. Essa deriva dalla
perdita di significato delle parole 'amore' e 'felicità'. Usiamo queste due
parole in maniera troppo generica al punto che esse sono diventate due tra
le parole più fraintese ed eccessivamente usate nel nostro linguaggio
quotidiano.
Amore è per lo più confuso con desiderio (ti amo in realtà significa: ti
voglio), con l'attaccamento (amo la mia squadra di calcio), con la
dipendenza (amo la mia cocaina) e con l'identificazione (amo il mio paese).
Quando parliamo di amore in questo senso non parliamo di amore quanto del
suo opposto.
Facciamo lo stesso con la parola felicità. La usiamo e ne abusiamo in molti
modi. La confondiamo con un possesso (è appena arrivato il mio tappeto
nuovo, sono così felice!), con il consumo (ho appena mangiato il mio cibo
preferito, sono così felice!), con qualche esperienza stimolante (ho appena
visto il film più recente, sono così felice!) e con il sollievo (non ho più
mal di denti, sono così felice!).
In tutti gli esempi citati stiamo in realtà dicendo che crediamo che l'amore
e la felicità nella vita vengano dal di fuori di noi e che siano dipendenti
dagli altri, dalle circostanze o da qualche stimolo fisico. Tuttavia, tutti
sappiamo profondamente che vero amore e felicità sono incondizionati, non
dipendenti da qualcosa o da qualcuno, e che si muovono dall'interno verso
l'esterno
e non dall'esterno verso l'interno.
Amore vero e felicità possono essere considerati stati d'essere fondamentali
a cui possiamo accedere a piacimento una volta che abbiamo imparato a
rivolgere le nostra attenzione alla nostra interiorità e a vivere dal dentro
al fuori e non dal fuori al dentro. Essi possono anche essere considerati il
nostro puro potenziale in tutte le situazioni. Quando agiamo con amore vero
facciamo qualcosa per gli altri che porta loro beneficio a livello
spirituale e quando ciò accade sperimentiamo le vera felicità, che è più
simile a una profonda sensazione di appagamento interiore.
Questo modo di vivere affonda le sue radici nella pace. Se non siamo in pace
con noi stessi non possiamo dare amore. La pace è, l'amore fa e la felicità
(appagamento) ripaga. Solo allora la nostra autostima e il senso del nostro
valore diventano solide rocce, perché ci rendiamo conto che questi nuclei di
qualità interiori non possono esserci portati via e che essi sono la base
del nostro valore in quanto persone e dei nostri valori di vita. Quando
impariamo ad accedere e a generare questi stati fondamentali del nostro
essere, essi ci danno la forza di smuovere il nostro carattere in positivo,
da quello basato sulla competizione, sul possesso e sulla sopravvivenza a
uno basato sulla co-operazione, la condivisione e il servizio. In breve, dal
prendere al dare.
Quando scopriamo interiormente ciò che eravamo convinti si potesse trovare
solo esternamente, scopriamo libertà e serenità profonde. Il metodo per
sostenere questa consapevolezza e connessione è la pratica regolare della
meditazione. Il campo di azione è la relazione con gli altri. Quando la
felicità di una madre non dipende dall'obbedienza del figlio, allora è
capace di 'essere amore' per quel figlio, anche quando imporrà delle regole.
Quando la felicità di un manager non dipende dall'essere in tempo per le
scadenze, né dalla performance dei membri del suo gruppo, allora saprà
essere più attento e più incoraggiante verso i suoi collaboratori, il che è
alla base di una leadership efficace. Quando gli innamorati si incontrano,
smettono di dirsi "ti amo", e invece si dicono "io sono amore per te".
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Domanda: Da dove pensi derivi gran parte della felicità nella tua vita?
Riflessione: La felicità è una decisione e non una dipendenza
Azione: Che cosa puoi fare domani nella tua relazione con una persona in
particolare per passare dal desiderare e sopravvivere al sostenere e
servire?
Sperando di fare cosa gradita
_____
La Redazione di www.fuocosacro.com , comunica che è disponibile il
numero 23 della rivista Lex Aurea
http://www.fuocosacro.com/pagine/lexaurea/lexaurea.htm
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Il partito di Beppe Grillo, da virtuale a reale
Questa volta Grillo sembra intenzionato a scendere veramente in campo, in
squadra con Travaglio, Fo, Beha, Pardi e Flores d'Arcais. La ricetta:
massiccio uso di Internet e sempre più numerosi tour dell'ex comico.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-06-2007]
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il caso Unipol: le
intercettazioni da cui emerge che Fassino e D'Alema (ma anche Veltroni e poi
Calderoli, Gianni Letta, Berlusconi) erano d'accordo nello spartirsi la
finanza e le banche italiane, alle spalle del mercato e dei piccoli
risparmiatori, in barba a leggi e moralità politica.
La solidarietà intercorsa tra Berlusconi e D'Alema, la comune volontà di
sopire, minimizzare, negare, difendere a spada tratta una presunta privacy,
attaccare la magistratura e la stampa, da destra e sinistra, tentare di
imbavagliare tutto con una legge contro la pubblicazione delle
intercettazioni telefoniche legali hanno fatto il resto.
Beppe Grillo rompe gli indugi e le remore che finora gli avevano fatto dire
di no a un impegno politico attivo. Per prima cosa Grillo firma un appello e
delle petizioni insieme a una squadra di primo piano dell'antipolitica
italiana: il nemico di Craxi e di Berlusconi Elio Veltri; il notissimo
scrittore e giornalista Marco Travaglio, oggi inviso più al centrosinistra
che a Berlusconi stesso; il premio Nobel Dario Fo, un padre della sinistra
italiana; lo scrittore Oliviero Beha; il capo dei girotondi Pardi.
Nell'appello si dice di non credere al partito democratico, perché debole e
lontano dalla questione morale, e di non credere nemmeno alla nuova "Cosa
rossa" di Bertinotti, troppo vecchia ideologicamente, in cui non si fanno
particolari proclami laicisti per non allontanare i cattolici più sensibili
alla moralità pubblica.
L'appello è corredato da alcune petizioni per chiedere al parlamento misure
draconiane in fatto di riduzione dei costi dei politici, di tutela
dell'ambiente e della salute, di risoluzione del conflitto di interessi.
Il tutto è on line sul sito Repubblica dei cittadini
http://www.repubblicadeicittadini.com/ , dove si raccolgono firme e adesioni
per quella che è la prima tappa di un cammino che, in caso di elezioni (che
si prevedono addirittura nel 2008), dovrebbe portare, anche nei progetti del
teorico della politica Paolo Flores d'Arcais, direttore della rivista
Micromega, a una lista civica nazionale.
Questa lista, che potrebbe essere anche fuori e contro il centrosinistra,
potrebbe ambire a un consenso oltre il 5%, che potrebbe addirittura sfiorare
il 10% e influire, se si votasse con l'attuale sistema proporzionale, non
poco sulla vita politica nazionale; anche con il maggioritario, potrebbe
condizionare pesantemente il centrosinistra a guida veltroniana.
Alla mancanza di una rete strutturata e organizzata sul territorio e di
mezzi finanziari consistenti, si sopperirebbe con l'uso massiccio di
Internet (anche quello mobile dei telefonini), costringendo oltretutto
destra e sinistra a impegnarsi di più in Rete.
Ci sarebbero inoltre sempre più tour di Beppe Grillo, volti a galvanizzare i
suoi ormai sempre più numerosi e capillari Meetup, ossia i gruppi di base,
collegati in Internet.
Pier Luigi Tolardo