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#10999 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Mer 1 Ago 2007 10:08 am
Oggetto: Il linguaggio del corpo
amadeux@...
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Il linguaggio del corpo


di Lise Bourbeau


Parlo sempre del corpo fisico come del “nostro più grande amico sulla
terra”. L’esperienza che ho accumulato nel corso di oltre 20 anni insegnando
alla gente come servirsi del proprio corpo per conoscersi meglio, mi ha
convinto della fondatezza di questa affermazione.


Per essere in grado di ascoltare il nostro corpo, bisogna prendere in
considerazione diversi fattori. Uno dei più importanti è il fatto di
diventare più consapevole. Per fortuna esistono molti modi per farlo.


Possiamo diventare più consapevoli imparando a “sentire” dal momento in cui
entriamo in contatto con qualcosa. E’ bene fare una pausa, chiedendosi: “
Come mi sento di fronte a questa cosa?”.  E’ alquanto probabile che
all’inizio questo non sia evidente, poiché non ci è mai stato insegnato a
sentire o a percepire il nostro universo interiore. Per contro sappiamo che
ci sentiamo male, anche se non siamo in grado di identificare le emozioni
che provocano il malessere.


Le persone che affermano di stare sempre bene, spesso se la danno a
intendere. Generalmente si sentono bene perché qualcun altro ha appena
soddisfatto le loro aspettative. Per loro è quanto si avvicina di più  al
loro concetto di benessere. Sfortunatamente non è che un’illusione, Di fatto
se la persona o la circostanza esterna all’origine di questa felicità si
dilegua o scompare all’improvviso, ecco che un malessere ne rivendica il
posto!


La vera felicità ha come propria origine l’interno di se stessi; nessuna
influenza esterna, di qualsiasi tipo, può assicurare questo benessere.


Le parole utilizzate, sia nel linguaggio che nel pensiero, sono un altro dei
mezzi a disposizione per diventare consapevoli. Queste parole, o pensieri,
possono influenzare direttamente una parte del vostro corpo dal momento che
il corpo è assoggettato alla  mente ed a ciò in cui credete. Eccone alcuni
esempi:


Ne ho fin sopra i capelli (spalle, dorso1)
Mi sta sui nervi (sistema nervoso)
Non lo posso più soffrire (naso2)
Non  lo digerisco proprio! (stomaco)
Mi disgusta (cuore3)
Non ce la farò – non ci arriverò! (gambe)
Mi fa cacare! (diarrea)
Non sopporto più di vedere questo disordine (occhi)
Mi prude di dirglielo (prurito)
Ho paura che questa cosa non vada più bene (gambe o anche)
Ho paura di perdere … (ritenzione idrica o costipazione)
Ho un peso sul cuore (regione del cuore)


Vi rendete conto del grande potere che avete? Anziché utilizzare questo
potere per creare delle cose che non fanno bene, perché non utilizzarlo in
modo da creare delle belle cose?


E’ importante accettare l’idea che siete voi soltanto che create la vostra
vita. Tutto ciò che vi accade non potrà mai dipendere da circostanze
esterne. Riconoscere questa verità vi può cambiare la vita, altrimenti
dovreste ammettere che la vostra vita sia nelle mani di qualcun altro.


Ogni volta che vi rifiutate di riconoscere il vostro enorme potere creatore
ed accusate qualcun altro della vostra infelicità, scatta in voi una grande
rabbia perché vi rifiutate di affrontare la realtà.


Un buon modo per scoprire le credenze che non vanno più bene per voi è di
osservare qual è la parte del corpo interessata e chiedervi a cosa serve
quella parte. La prima risposta che vi viene lo identifica chiaramente. Ad
esempio: una ragazza mi ha detto di aver molto male al polso ed alla mano
destra.

Le ho chiesto: “Se tu non potessi più utilizzare questa mano del tutto,
questo cosa ti impedirebbe di fare?”.  Sono possibili diverse risposte. Lei
mi può rispondere: “Mi impedirebbe di dattilografare, da fare le faccende di
casa, di sollevare il mio bambino, ecc.” Invece mi ha detto: “Mi impedirebbe
di giocare a tennis”. Il messaggio del suo corpo ha un legame diretto col
tennis. Mi ha confessato che giocava a tennis in maniera competitiva mentre
in realtà desiderava giocare solo per piacere. Credeva di dover fare bella
figura a tennis altrimenti non avrebbe meritato di pagare un abbonamento
annuale, né di prendersi un pomeriggio alla settimana per questo gioco. La
tappa successiva consiste nel dire grazie al proprio corpo per il messaggio
e in seguito agire seguendo ciò che ci fa star bene. Cambiando il
comportamento, vale a dire dandosi il diritto di giocare per piacere, questa
nuova credenza finisce per prendere il posto di quella vecchia e la malattia
scompare.


Potrei citare numerosi esempi del genere che ci fanno rendere conto
dell’importanza dei nostri pensieri, delle nostre paure, delle nostre
credenze e di come dirigono la nostra vita. Per fortuna nel momento in cui
ne diventiamo coscienti possiamo trasformare la nostra vita.


Un altro buon modo per diventare coscienti è quello di osservare la propria
alimentazione. Quante volte in una settimana, prima di mangiare, vi chiedete
se avete davvero fame? Quando siete sicuri di avere fame, verificate col
vostro corpo di cosa ha veramente bisogno? Quando avete sete, bevete
dell’acqua? E’ uno dei suoi migliori nutrimenti! Il vostro corpo ha una
propria intelligenza e vuole solo armonia (non si guarisce e cicatrizza da
solo?). Il corpo vuole mangiare solo quando ha fame e vuole solo ciò di cui
ha bisogno per stare in salute.


Se non ascoltate il vostro corpo per quanto concerne l’alimentazione, ecco
cosa certi comportamenti possono indicare:


Se mangiate per abitudine, vale a dire tutti i giorni alla stessa ora o
perché è scontato o giusto, significa che avete dato molto potere alla
vostra mente ed è questa che dirige la vostra vita. Questa decisione non è
la migliore, dal momento che la mente per funzionare si basa sulla memoria.
La mente non ha il potere di dirigere la vostra vita. Il suo unico potere è
quello di impedirvi di vivere il vostro momento presente. Essa deve invece
essere al servizio del cuore.


Se mangiate per emotività, il corpo vi dice che avete molte aspettative, non
credete di poter essere felici accettandovi per come siete o accettando gli
altri come sono.


Se non potete vedere, sentire, ascoltare, gustare o toccare dei nutrimenti
senza saper resistere, anche se il vostro corpo non ne ha bisogno in quel
momento, significa che mangiate per appetito, vale a dire che è uno dei
vostri sensi che vi incita a mangiare o a bere. Allora il vostro corpo vi
dice che avete paura che vi manchi qualcosa, o di perdere qualcuno.


Se mangiate qualunque cosa senza fare attenzione alla qualità del vostro
cibo, vuol dire che non credete nel vostro valore e che non meritate di
ascoltare i vostri veri bisogni nella vita. Fate passare gli altri davanti a
voi e tutto ciò vi fa sentire frustrati.


Mangiare grasso, mangiare carne, può denotare una persona collerica,
aggressiva, anche se questa collera è spesso repressa.


Se mangiate zuccherato, ciò vi informa che non vi fate molti complimenti e
che non siete abbastanza dolci verso di voi. Siete piuttosto esigenti e
raramente soddisfatti. Dovete essere straordinari per essere contenti di
voi. Siete probabilmente il tipo di persona che fa i salti mortali per
essere amato.


Se mangiate salato, ciò indica che avete la tendenza ad aggiungere il vostro
grano di sale ovunque. Date sicuramente la vostra opinione anche se non
richiesta e siete portati alla critica, sia col pensiero che con parole.


Ora citerò brevemente altri mezzi per conoscersi meglio:



Il modo di vestirsi, la scelta degli abiti e dei colori.


I sogni.


Il modo di guidare l’auto.


La decorazione di ogni locale della casa.


La gestualità.


La morfologia.


Gli sport che scegliamo.


Il modo di ballare, ecc.


Una volta che diventate coscienti di uno dei vostri aspetti, accettatelo,
perché fa parte integrante della vostra personalità. L’avete creato voi.


Se uno di questi aspetti vi provoca dei problemi, decidete cosa volete al
suo posto. L’energia che era servita a creare il vecchio comportamento sarà
d’ora in poi trasformata e gradualmente rimodellerà all’istante questo nuovo
aspetto di voi. Da quel momento in poi datevi il tempo di arrivarci sapendo
che l’aspetto di voi che esiste da parecchi anni non può trasformarsi dalla
sera alla mattina, anche se questo può succedere. Tutto ciò dipende dalla
vostra volontà e dal vostro grado d’incoraggiamento di fronte a questo
aspetto.


Questo processo di cambiamento risulta più difficile quando abbiamo creato
in noi due aspetti che si contraddicono. Ad esempio un’animatrice di “Ecoute
Ton Corps” non può credere di essere una buona animatrice perché un’altra
parte di lei, che crede alla critica, le dice che avrebbe potuto fare di
meglio. Ci sbatte la testa e questo non la fa star bene. Tenta di uscirne
decidendo di credere che tiene dei buoni corsi e che è una buona animatrice.
Ma ecco che un altro aspetto di lei prende il sopravvento e le dice che se
crede a ciò diventerà orgogliosa e si prenderà per quello che non è. Allora,
che lei adotti una credenza o l’altra, non si sente bene. C’è dualità in
lei,  una battaglia. E dovrà decidere che cosa la rende più felice. Se la
decisione è credere di essere brava, dirà grazie agli altri due aspetti che
credeva l’aiutassero, ma non ha più bisogno di questo genere d’aiuto.


Nell’istante in cui è chiaro che la decisione è stata presa, ci centriamo in
noi stessi ed ecco che arriva la guarigione. Vedete sicuramente l’importanza
di diventare consapevoli per riuscire a fare questo lavoro interiore. A poco
a poco sviluppiamo anche la nostra individualità e possiamo lasciar cadere
quegli aspetti di noi che servono a nasconderla.


Non posso far altro che consigliarvi, nel concludere questo articolo, di non
aspettare di soffrire troppo prima di passare all’azione. Quando il corpo
fisico soffre, cerca di dirci che è urgentissimo cambiare il modo di
pensare, il comportamento, perché non è solo il corpo fisico che soffre, ma
anche la sua anima. Questa sofferenza vi dice che non seguite la direzione
migliore per voi e il vostro piano di vita. Inoltre ritardate la vostra
evoluzione. Siete così attaccati a questo pianeta da volerci ritornare
ancora per molte vite?


La scelta è vostra. Potete decidere in questo istante di prendervi in mano e
di creare una vita di felicità, amore, pace, armonia, salute e abbondanza.
E’ sufficiente crederci e sentire nel profondo di voi stessi che avete il
potere di riuscirci. Riprendetevi il vostro potere, dite alla vostra mente
che ora sapete che non è lei a decidere per voi, ma che non può che
assistervi nei vostri bisogni. Buona fortuna!



1 N.d.T.: questa espressione viene tradotta in francese con “en avoir plein
le dos” letteralmente “averne il dorso pieno” , da qui il riferimento alla
schiena e alle spalle


2 N.d.T.: il verbo francese “sentir” è spesso collegato al senso
dell’odorato, da qui il collegamento col naso


3 N.d.T.: il termine francese écoeurer, che significa anche scoraggiare, ha
in sé il termine coeur, cuore.


Desideriamo ringraziare Isabella Popani per la sua gentilezza e generosità
nel tradurre questo articolo.

#10998 Da: <amadeux@...>
Data: Mar 31 Lu 2007 10:15 am
Oggetto: Prioni e memoria
amadeux@...
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Prioni e memoria

di: Paolo Manzelli/University of Florence

In proposito formazione cerebrale della memoria le recenti indagini sui le
Proteine Neuronali (Prioni) conducono verso un profondo cambiamento delle
concezioni scientifiche che riguardano la memoria e l'apprendimento; infatti
a partire dagli studi del Morbo della Mucca Pazza è stato capito come nel
cervello avvenga le riproduzione dei PRIONI indipendentemente dalla sequenza
DNA-RNA-Messagero...

Siano dunque in presenza della scoperta di un nuovo meccanismo di
riproduzione di un agente proteico neuronale il Prione, il quale fabbrica
una copia di se stesso, modificando la forma strutturale ma non la sequenza
proteica, permettendo di fissare il contenuto delle memorie a breve e lungo
termine indipendentemente dalle strategie di espressione genetica le quali
si limitano a dar forma alle circonvoluzioni strutturali del cervello.

Pertanto i recenti studi, che hanno fatto seguito alle indagini sul “Morbo
della Mucca Pazza” a proposito delle relazioni sussistenti tra i sistemi di
formazione e degenerazione della Memorie e la auto-riproducibilita dei
Prioni Neuronali, pongono nuova luce su tutta la problematica
dell'apprendimento comportando la necessita di ridefinizione delle
conoscenze sulla formazione dei sistemi e strategie di apprendimento
intelligente e creativo.

Proprio a partire dalle ricerche neurologiche relative al morbo BSE, il
Premio Nobel per la Medicina ERIC KANDEL ha iniziato ad aprire una nuova
dimensione concettuale, che ha fatto comprendere come l'alterazione dei
Prioni conduca a perdita di memoria e a traumi detti encefalopatie.

Vedi ad es:
http://www.psicologiaoggi.it/index.php?cmd=articolo_vis&id=290

I Prioni infatti sono proteine neuronali capaci di “auto-replicarsi” in
maniera indipendente dalle relazioni biologiche delle espressione genetica
(DNA/RNA messaggero…) ed inoltre modificandosi strutturalmente in un
ambiente plastico e dinamico quale e il cervello, vanno ad alterare le loro
funzioni nell'ambito del metabolismo cerebrale, le quali interagiscono
direttamente con la formazione delle memorie.

Si e compreso inoltre come la replicazione dei Prioni che presiedano alla
fissazione delle memorie sia “auto-generata”,... si pensa infatti ad un
sistema di replicazione morfogenetica ottenuta per similitudine ed affinita
chimica correlabile a una analogia del tipo “STAMPO” che avviene tra due
Pre-esistenti Prioni preliminarmente espressi per via genetica nello
sviluppo iniziale del cervello del bambino.

Tale ipotesi scientifica recentemente acquisita, se definitivamente
accertata indica che la Genetica ha solo una parte di iniziale importanza
nella formazione cerebrale delle memorie, ciò perché altri sistemi complessi
di regolazione del metabolismo neuronale sono in seguito in grado di “Auto -
definirsi” , in modo da rendere unico ciascuno di noi sulla base del proprio
vissuto.

Infine che i Prioni Neuronali presentino caratteristiche multiformi della
propria struttura funzionale proprio in seguito al semplice meccanismo
riproduttivo che permette una ampia variabilità della forma delle molecole
prodotte, che di conseguenza diviene capace di fissare la memoria sulla base
di un sistema biochimico cerebrale flessibile ed evolutivo senza che
l'apprendimento cerebrale abbia bisogno di ricorrere alla informazione
standardizzato dal sistema protetto e controllato geneticamente della
espressione proteica.

Pertanto se tale sistema di “auto-riproduzione dei prioni neuronali” verrà
definitivamente compreso, potremo anche capire come si trasformi la memoria
a breve termine in memoria a lungo termine, proprio in funzione dello
scambio di informazioni provenienti dal mondo esterno le quali vanno a
catalizzare la produzione delle proteine neuronali prioniche, la cui densità
di replicazione va ad incidere direttamente nella fissazione dei ricordi dal
breve al lungo termine.

Il cervello di fatto possiede un altissimo numero di proteine prioniche
(probabilmente ve ne sono centinaia di milioni per ogni millimetro cubo di
materia cerebrale) al fine di poter attivare frequentemente la evocazione
delle memorie in funzione delle attività delle comunicazioni inter-neuronali
rimodellando contemporaneamente quella rete di collegamenti nervosi che sono
alla base della unicità di ciascuno di noi.

Per ulteriori informazioni:

Paolo Manzelli
Director of LRE/EGO-CreaNet-“VIA” – University of Florence
Via Cavour, 82 – 50129 FIRENZE – Italy
Phone: +39 055-288754
Fax: +39 055-2756702
Mobil +39 335-6760004
E-mail: LRE@...
E-mail: manzelli@...

#10997 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mar 31 Lu 2007 10:16 am
Oggetto: Spot RAI sulla donazione per...
amadeusoft@...
Invia email Invia email
 
Spot RAI sulla donazione per...

di: Nerina Negrello, presidente Lega Nazionale contro la predazione di
organi

...PLAGIARE I BAMBINI

Sotto il patrocinio Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero della
Salute

Uno spot di 30 secondi, 10 volte al giorno, sulle tre reti Rai statali, fino
ad ottobre per convincere i bambini a donare gli organi. Tutto ben
calcolato, proprio nel momento in cui i bambini sono a casa da scuola. Una
specie di augurio di morte a bambini di 8/14 anni portato da Prodi
(Presidente del Consiglio) e dalla Turco (Ministro della Salute) sotto
l'egida delle lobby trapiantistiche.

Forse Prodi/Turco pensano di essere i padroni della fattoria degli animali
di Orwellina memoria e quindi trattano i cuccioli d'uomo come animali di
riserva da plagiare lentamente con la “pubblicità progresso”. Ai fini della
coerenza, Prodi/Turco hanno ancora due reni ? (Lo sanno che possono donarne
uno da vivi coscienti?) Hanno ancora il fegato intero ? (Lo sanno che
possono donare parte del fegato?) Hanno donato il midollo ? Il sangue? Ma si
sa i politici parlano “bene” ma razzolano male. Per loro l'integrità e
all'occorrenza il trapianto, per gli altri la donazione e l'espianto.

Quindi i bambini, sin da piccoli, si devono identificare con un aeroplanino
senz'anima, i cui pezzi quando si rompe vanno usati. Bisogna prepararli ad
essere intercambiabili, senza valore intrinseco, materia. Solo così li puoi
rendere cavie al servizio dell'economia e della ricerca. Lo spot: Un bambino
perde il controllo del suo aeroplano radiocomandato che si schianta al
suolo, la voce di un adulto dice “non si aggiusta più”, il piccolo alza gli
occhi al cielo come ispirato, porta l'ala integra all'altro bambino che ha
un aeroplanino senz'ala e un adulto lo lancia nel cielo dicendo “così vola”.
Fuori campo una voce: “Rimetti in moto la vita - la donazione degli organi è
un gesto di solidarietà”.

Un individuo a cui è stata imposta per legge una dichiarazione di cosiddetta
“morte cerebrale” a cuore battente non è una macchina rotta che non si può
più aggiustare ma una persona che ha perso la coscienza, a cui lo Stato
dovrebbe sempre garantire i diritti umani, civili e costituzionali, primo
tra tutti il diritto all'integrità e alle cure mediche che invece ormai
sembra siano elargite sulla base della classe sociale.

Questa pubblicità etichettata come “pubblicità progresso” ci offende tutti,
e ancora una volta sottolinea la precisa volontà istituzionale di censura in
materia al fine di incrementare consensi agli espianti basati sulla
disinformazione.

Comunicato stampa: ANNO XXIII - n. 7 del 20 Luglio 2007

Per ulteriori informazioni:

LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Phone: +39 035-219255
Fax +39 035-235660
E-mail: lega.nazionale@...
www.antipredazione.org
C.C.P. 18066241
nata nel 1985

#10996 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mar 31 Lu 2007 10:18 am
Oggetto: Un vivere amorevole
amadeusoft
Offline Offline
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Un vivere amorevole

(del venerabile Ajahn Viradhammo)

© Ass. Santacittarama, 2007. Tutti i diritti sono riservati.
SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA.
Traduzione di Silvana Ziviani

(Basato su un discorso tenuto al monastero Bodhinyanarama in Nuova Zelanda
nel Decembre 1998)

----------------------------

Buona sera. E' bello vedere tanta gente riunita in questo bel luogo, seduta
quietamente a contemplare il Dhamma. Abbiamo appena finito un ritiro di
dieci giorni a cui hanno partecipato circa una trentina di persone e la
comunità monastica.

E' un privilegio vivere senza dover competere, senza cose mondane o le
solite lotte della vita. Quando si ha questa opportunità si possono
osservare le cose esattamente così come sono. Si vede intorno una spaziosità
e un ambiente di fiducia e moralità, dove si favorisce il silenzio, e la
natura è presente in tutta la sua bellezza. Stare in ambienti così è un vero
privilegio.

In simili periodi si sviluppa un forte senso della comunità e di relazione
con gli altri. C'è un'attività comune perché la vita di comunità è
cooperativa non competitiva. Non c'è "Voglio arrivare al Nibbana prima di te
e se tu cerchi di superarmi ti farò lo sgambetto".

So che se lavoro su di me, se pratico nel modo insegnato e vivo moralmente,
se seguo le regole del ritiro e l'insegnamento, incoraggerò te a fare
altrettanto. E se lo fai anche tu, incoraggi me. C'è una reciprocità di
incoraggiamento, affetto e aspirazione. Questa è una cosa che spesso manca
in una società basata sulla competizione, sul denaro e sulle comodità, in
cui la vita è una esistenza indiretta, vissuta attraverso gli altri
guardando le partite di rugby o altre forme di intrattenimento.

Credo che la vita comunitaria sia una forma d'arte che è andata perduta in
questi tempi. E' difficile da seguire se si è stati condizionati
dall'individualismo.
Io lo fui di sicuro. Avevo la mia stanza. Mio fratello aveva la sua stanza.
Io avevo i miei dischi. Lui aveva i suoi dischi. Se avesse osato toccare i
miei dischi l'avrebbe pagata cara.

L'arte di vivere in comunità l'ho appresa diventando monaco buddhista. Come
sapete, noi cantiamo "Sangham vandeh / Rendo omaggio al Sangha". Nel
Buddhismo con Sangham vandeh /Rendo omaggio al Sangha, si intende il "Sangha
degli esseri illuminati". E dove ne trovate uno di questi ai giorni nostri?
Ma se portate il Sangha al suo significato ordinario, contemplate la
comunità.

Per me comunità vuol dire un senso di affetto per il luogo in cui si sta,
per gli alberi, per l'acqua che si usa, per l'aria che si respira, per il
cibo che si mangia, per le strade in cui si cammina, per i vicini, per il
calzolaio, per il droghiere, ecc. La cultura buddhista implica il senso di
sviluppare una comunità, rendendosi responsabili per tutte queste cose molto
reali.

Per vivere e lavorare in una comunità è necessario dare. Una delle grandi
virtù della cultura buddhista è dana, offerta. Alcune volte ci sono forme di
materialismo spirituale in cui si dà per ottenere una situazione materiale
migliore nella prossima vita. Dobbiamo perciò pensare cosa veramente
significhi dana o generosità.

E cosa significa metta - gentilezza e compassione - oltre che l'essere
gentile con il mio cane e con i miei figli? Come per la comunità, così per
metta si richiede un grande impegno di affetto a un livello molto pratico e
onnicomprensivo. Affetto per le strade, per l'aria, per la Nuova Zelanda.

Naturalmente questo monastero lo suscita facilmente. Quando si arriva qui si
nota subito l'affetto: l'affetto per l'architettura, per i lavori
artigianali, per il sentiero lastricato di belle pietre su cui si può
camminare. C'è anche un gran senso di responsabilità per l'armonia globale
della comunità. Cosicché vedo che non siete voi che dovete farmi contento,
ma sono piuttosto io che devo partecipare con affetto alla vostra vita, alla
mia vita e alla nostra vita comunitaria per crearvi armonia. E' questo che
fa un anziano.

Questo monastero appartiene alla scuola di Buddhismo chiamata "Theravada"
che significa "La Via degli Anziani". Ovviamente, nello spirito della
tradizione, ciò indicherebbe i membri anziani del Sangha ordinato che hanno
molta saggezza. Tutti noi ci stiamo muovendo verso questa direzione, perché
la vita spirituale è un movimento verso la maturità e l'assunzione della
responsabilità verso la propria comunità. Questo include la famiglia e tutti
i gruppi di cui facciamo parte.

Spesso si parla dei problemi della società come se fossero problemi globali
o nazionali. Ma non sono problemi nazionali, sono problemi individuali. E'
sempre l'individuo che non è d'accordo o che si oppone. Diventa un problema
nazionale se la psiche dell'intera nazione si volge in quella direzione. Ma
le soluzioni sono sempre individuali. Riguardano sempre tu e me che
lavoriamo insieme. Spesso si dice: "Be' aspetto che venga l'altro tipo per
riciclare la plastica e poi cominceremo", ma perché aspettare? Perché non
cominciare da soli?

L'insegnamento buddhista sulla compassione, sulla empatia e sull'affettuosa
partecipazione alla vita, sono come grandi specchi posti davanti a sé.
Cerchiamo di provare empatia per tutti ma può essere una grande sfida. Il
primo monaco che incontrai mi disse: "Non considerare le parti
dell'insegnamento
buddhista con cui sei d'accordo. Sono quelle parti che trovi difficili da
seguire che sono toste". Queste sono come specchi che sfidano la mente.

Perciò se non mi trovo d'accordo con qualcuno o se odio quelli che inquinano
e sono sempre pieno di rabbia anche in ciò che è male, allora gli
insegnamenti del Buddha dicono: "No, questo non è il mio insegnamento. Se
vuoi chiamati pure buddhista ma questo non è il mio insegnamento". Ci
guardiamo allora dentro e ci chiediamo: "Perché non riesco a vivere
all'altezza
di questi modelli; cosa c'è nella mia vita che me lo impedisce?"

La grande sfida è fare pratica spirituale partecipando alle difficoltà della
comunità. Usare le riunioni di comitato come un monastero o l'avversario
come un maestro è un modo per introdurre la pratica spirituale nella
soluzione dei problemi. Ed è una cosa molto gratificante. E' difficile
anche. E' molto più facile cavarsela dicendo: "Che ci pensino loro. Stasera
mi godo la partita di pallone". Certe volte è necessario fare così, ma
questo modo di far parte della comunità lasciando che gli altri si occupino
degli alberi o dell'acqua non è molto gratificante.

Certe volte il buddhismo sembra incoraggiare un atteggiamento di "Lasciatemi
stare solo, sto cercando di raggiungere l'illuminazione". Perfino la pratica
di metta (gentilezza morale) può avere questa connotazione.

State seduti lì dicendo: "Che tutti gli esseri stiano bene e che siano
liberi dalla sofferenza" quando qualcuno interrompe la vostra meditazione e
voi lo trattate in malo modo. E' più facile idealizzare la compassione
universale che viverla in pratica. Avere a che fare con qualcuno che non vi
va proprio giù ed esserne consapevoli, questa è una pratica spirituale.

Questo non significa che non sentiamo l'alienazione, il risentimento, la
rabbia o la paura. Sono condizioni naturali del cuore umano. Ma prendere
rifugio nell'alienazione o nel risentimento o considerarli una meta da
raggiungere, questo naturalmente rovina la comunità. E rovina anche la mia
pratica spirituale.

Osservare con compassione in noi stessi le cose non salutari e scorrette è
la via buddhista perché abbiamo nel cuore sia ciò che è divisivo che ciò che
è unificante. Li abbiamo entrambi perché siamo esseri umani e osservare con
affetto il nostro mondo interno significa prendersene anche la
responsabilità. Ma non dobbiamo prendere rifugio in tutto ciò.

Certe volte, quando facciamo la pratica di metta bhavana sulla gentilezza
amorevole cominciamo con noi stessi o con coloro che ci sono più cari, poi
irradiamo questo amore fuori verso gente più neutra e poi cerchiamo di
portare alla coscienza quelli che consideriamo nemici. E questo può essere
difficile perché è collegato alla memoria. E' interessante vedere come
lavora la memoria. Quando si nomina qualcuno che vi ha fatto del male, lo
schema della memoria immediatamente va verso quello, vero?

Non dar corda e non alimentare questo schema della memoria è un modo per
portare a fine ad ogni senso di separazione e alienazione.

Il monastero da cui provengo ha circa 50 residenti, spesso poi un'altra
cinquantina di persone in ritiro e può essere addirittura un altro centinaio
in certe domeniche speciali. Perciò è una situazione piuttosto
congestionata. Certe volte ci sono gruppi di brontoloni, tipi dietro ai
paraventi che si lamentano che l'abate ha parlato troppo a lungo o che i
monaci hanno di nuovo preso tutti i dolci. In generale se ne vanno presto e
non li si rivede più. Non è così che si forma una comunità.
Quando ascoltate discorsi che tendono a dividere, forse si può tentare di
non parteciparvi.

Possiamo solo dire "Già, sembra proprio che tu abbia avuto un problema". Va
bene anche dichiararsi di diversa opinione, ma è meglio evitare di
alimentare quella continua tendenza della mente umana a diventare negativa.

In una comunità prendersi la responsabilità per la giusta parola è di nuovo
uno di quegli specchi che gli insegnamenti del Buddha ci presentano. La
retta parola è la parola che crea concordia, armonia, che è veritiera, bella
e in accordo con il Dhamma. La parola scorretta è quella che divide, che non
è veritiera, che è brutta, crudele, violenta e che impreca, o i discorsi che
sono semplicemente stupidi.

Se veramente pratichiamo la via spirituale del Buddhismo, allora quando la
parola diventa qualcosa che crea disarmonia e divisione ce ne rendiamo
consapevoli, proprio perché prendiamo questa pratica seriamente. Ci diciamo:
"Che bisogno ho di parlare così? Perché dovrei creare disarmonia?"

Inerente a questo è il gioioso risveglio alla pacifica relazione e alla
intimità. L'intimità non riguarda solo il rapporto tra due persone. Vuol
dire anche non alienarsi e provare affetto per tutti gli esseri senzienti -
ed anzi provarne affetto. Non è facile ma vale la pena praticare questa
nobile aspirazione perché porta molta gioia. Non la gioia del consumismo o
della scappatoia facile. E' un profondo senso di nobiltà nel cuore umano.

Ho vissuto in comunità per 25 anni e trovo che la comunità richiede molto
lavoro. Ajahn Sumedho usa l'immagine di cinquanta pietre grezze
semi-preziose messe in macchine levigatrici. Ne escono tutte belle e
brillanti e vengono vendute nelle gioiellerie. Il processo consiste nella
smerigliatura. E' come stare con qualcuno che trovate molesto e con cui è
giusto non essere d'accordo, ma prendendone la responsabilità. O stare con
qualcuno che vi fa paura e lavorare su questa sensazione. E' un tipo di
smerigliatura che richiede tempo, stabilità e impegno.

Dobbiamo chiederci come mai c'è tanta depressione e tanti suicidi nella
nostra società. A me sembra che il problema stia nel fatto che non abbiamo
comunità e ci relazioniamo in modo alienante. Ci relazioniamo in modo
competitivo.

Tagliamo gli alberi per poter usare la terra. Ci alieniamo dai nostri stessi
corpi e ci portiamo in giro queste cose gonfie, super-nutrite. Cos'è un
corpo? E' uno degli ambienti in cui viviamo. Che cosa sente? Che tipo di
cibo richiede? Il modo più completo per vivere la propria vita è avere
affetto per la propria comunità formata da esseri con sentimenti, per ciò
che si introduce nel corpo e nella mente.

Ma quale è un rapporto amorevole con le emozioni? Anche nella pratica
spirituale si può avere un crudele atteggiamento di odio per se stessi e per
le difficoltà che si stanno affrontando. Ci può essere richiesto di essere
amorevoli e perdonare. La parte spirituale della comunità comprende anche
una partecipazione affettuosa con il nostro essere interiore e la
comprensione delle nostre stesse emozioni. All'interno di questa
amorevolezza o consapevolezza interiore si può vedere quante limitazioni ci
sono. Si vede che c'è risentimento, rabbia, paura.

Questo processo è il modo più completo e integrale di vivere la propria
vita. Una vita vissuta in attesa di un week-end al golf non ha alcun senso
per me. Mi sembra che impegnare duramente il proprio corpo in qualcosa per
poi avere poche ore di piacere alla settimana sia un modo di dissociarsi e
alienarsi dalla vita. Ha senso invece una vita immediata in cui si vive
momento dopo momento in questo modo affettuoso e gentile; inoltre dà buoni
risultati.

Questo può portare una nuova qualità alla vita, perché il processo
dell'esistenza
è importante quanto ogni altro traguardo. Il fare è importante perché
richiede attenzione amorevole per tutte le piccole cose.

Se i mezzi sono giusti, il traguardo sarà quello giusto. Se questo momento
della mia vita non è unito all'affetto, come allora posso averne dopo? Se la
contemplazione spirituale che faccio è legata all'odio, al disprezzo e alla
critica che provo per me stesso, come potrà esserci amore alla fine della
strada? Non potrà esserci. Non può funzionare. La legge del karma non
funziona in questo modo. Perciò questa vita buddhista è una vita di
responsabilità, di maturità, di affetto. Una vita che si prende cura di sé e
della propria comunità.

Vi auguro ogni bene nel vostro viaggio spirituale e spero che questo luogo
vi aiuti a sviluppare la comunità nella vostra vita spirituale.


° ° ° ° ° °

Ajahn Viradhammo, nato in Germania da famiglia lettone ma canadese di
adozione, è monaco della tradizione della foresta dal 1974. E' stato uno dei
primi discepoli occidentali di Ajahn Chah e ha fondato il monastero
Bodhinyanarama in Nuova Zelanda. Dal 2006 si occupa nel fondare un nuovo
monastero in Canada, vicino ad Ottawa (www.tisarana.ca).

#10995 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mar 31 Lu 2007 10:23 am
Oggetto: I fondamenti spirituali della meditazione
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I fondamenti spirituali della meditazione

(di Massimiliano Percio)


Un tempo era riservata solo a pochi eletti e insegnata all'interno di caste
spirituali o religiose.

La meditazione è vecchia di migliaia di anni, ma solo nella seconda metà del
1900 si è diffusa, attraverso i continenti, fuori da spazi protetti e
adibiti esclusivamente alla sua pratica.

Normalmente è considerata come pratica ufficiale delle religioni orientali,
come il buddismo, o delle pratiche spirituali degli yogi indiani, ma
potrebbe essere associata alla ricerca di stati "alterati" che è propria di
tutte le culture ancestrali.

Attraverso canti, il battere incessante dei tamburi, movimenti ripetuti o
assunzione di piante e radici, i nostri antenati erano soliti lasciare
temporaneamente il proprio corpo per comunicare con gli spiriti.

Pitture rupestri datate almeno 15.000 anni fa raffigurano individui in
posizioni inequivocabilmente meditative, mentre altri cacciano o compiono
attività agricole.

Le varie meditazioni, oggi sottoposte a test fisiologici e analizzate dagli
psicologi, trasformate in pratiche tese al conseguimento di un risultato,
non si sono però staccate completamente dalle loro origini spirituali.

Mistici e asceti ne preservavano la pratica come un segreto, essendo un
mezzo per aumentare la propria coscienza superiore o raggiungere la meta del
loro personale cammino spirituale; ai non eletti si poteva insegnare qualche
tecnica, ma la pratica costante come scelta di vita era riservata solo a
coloro che erano disposti a rinunciare al mondo terreno per dedicare ad essa
tutta la loro vita.

Non diversa è la condizione delle religioni più antiche: nella notte dei
tempi anche ebraismo, cristianesimo e islamismo hanno avuto i loro
meditatori.

Anacoreti, asceti e stiliti le figure più occulte ed esoteriche delle
tradizioni religiose si sono sempre dedicate a pratiche estreme che non
potrebbero essere definite altro che tipi di meditazione.

Le estenuanti veglie e preghiere (cosiddette contemplative), la costante
presenza del digiuno nelle sue forme più svariate, ne sono solo alcuni
esempi.

Alcuni esegeti hanno rintracciato tracce di atteggiamento meditativo persino
nella descrizione dei comportamenti di Abramo raccontati nell'Antico
Testamento, l'istruzione stessa dell'alfabeto ebraico ne è un esempio
pratico.

Cambiano i mantra i nomi e le figure di riferimento, cambia anche la tecnica
e le aspettative; ma, non la sostanza: sempre si è trattato di una ricerca,
un tentativo di avvicinamento all'essere.

#10994 Da: <posta@...>
Data: Mar 31 Lu 2007 10:13 am
Oggetto: Il terrore intoccabile
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Il terrore intoccabile

Dal libro “Perché ci odiano”

di Paolo Barnard, ed. BUR

«Adesso anche gli ebrei si sono comportati come nazisti e tutta la mia anima
ne è scossa ... Ovviamente dobbiamo nascondere al pubblico questi fatti. Ma
devono essere indagati.»(1)
«Per reprimere la resistenza palestinese, un ufficiale israeliano di alto
rango ha sollecitato l'esercito"... ad analizzare e a far proprie le lezioni
su come l'armata tedesca combatté nel Ghetto di Varsavia». A giudicare dal
recente massacro dell'esercito di Israele nella Cisgiordania - ha colpito le
ambulanze e i medici palestinesi, ha ucciso dei bambini palestinesi "per
sport" (scritto da Gris Hedges del "New York Times”), ha rastrellato,
ammanettato e incappucciato tutti gli uomini palestinesi dai 14 ai 45 anni,
cui sono stati stampati i numeri di riconoscimento sulle braccia, ha
torturato indiscriminatamente, ha negato l'acqua, l'elettricità, il cibo e
l'assistenza medica ai civili palestinesi, ha usato dei palestinesi come
scudi umani e ha abbattuto le loro case con gli abitanti ancora all'interno
- sembra che l'esercito di Israele abbia seguito i 'suggerimenti' di
quell'ufficiale. Ma se gli israeliani non voglio essere accusati di essere
come i nazisti, devono semplicemente smettere di comportarsi da nazisti.»(2)


Cinquantaquattro anni separano queste due dichiarazioni; due ebrei eminenti
ne rivendicano la paternità: il ministro israeliano dell'Agricoltura Aharon
Cizling e l'intellettuale ebreo Norman G. Finkelstein. Cizling nel 1948.
Finkelstein nel 2002.
Si sta parlando di cinquantaquattro anni di terrorismo israeliano in
Palestina, che in realtà sono assai di più come dimostrerò di seguito, e che
mai sono stati riconosciuti dalle democrazie occidentali, né condannati,
tanto meno puniti. Al contrario: Israele è oggi accolto a braccia aperte e
con il massimo dei titoli nell'esclusiva cerchia delle giuste nazioni in
prima linea nella Guerra al Terrorismo, e l'immensità dei suoi crimini
perpetrati ai danni del popolo palestinese finisce così sotto al tappeto
della Storia, «in accordo con il principio generale secondo cui la nostra
violenza e quella impiegata dai nostri amici non sono mai terrorismo, per
definizione»(3) Ma non solo: Israele, il caposcuola del terrore su larga
scala in Palestina cui gli arabi dei Territori Occupati hanno risposto dopo
decenni di vessazioni e di ingiustizie plateali con un terrorismo in
quantità sicuramente minore, è riuscito nella spettacolare impresa di
emergere al cospetto del giudizio storico occidentale come l'incolpevole
vittima del fanatismo sanguinario della sua incivile controparte, col plauso
garantito dei nostri maggiori leader politici e dei grandi media.

La manifesta ipocrisia che ha permesso questo stato di cose sarebbe sotto
gli occhi di tutti se solo ci permettessero di conoscere i fatti e di poter
quindi giudicare con le nostre menti e con i nostri cuori. Ma non ci è
concesso, poiché anche in questo caso è in gioco una narrativa dominante in
larga parte falsa, che ci è stata raccontata con tenacia, e così a lungo, da
divenire inattaccabile, ovvero la verità acquisita che occulta ogni altra
evidenza dei fatti come sono realmente accaduti e come accadono in quelle
terre.

In essa, il piccolo e democratico Stato di Israele nasce per dare rifugio
agli ebrei perseguitati nel mondo, secondo le legittime aspirazioni sia
laiche che religiose dei suoi padri fondatori. Lo Stato ebraico mette le sue
fragili radici in una terra musulmana implacabilmente ostile, che lo ha da
subito avversato e minacciato e dove sopravvive da quasi sessant'anni
assediato da regimi arabi mostruosi retti da mostruosi dittatori
perennemente intenti a pianificare la sua distruzione. Questo stato di cose
ha costretto Israele a una perenne difesa militare, che dopo una serie di
aggressioni su larga scala subite ma sempre vittoriosamente respinte deve
oggi fare i conti con una infame guerriglia araba di eccezionale viltà,
rappresentata dal fenomeno suicida dei terroristi palestinesi dei gruppi
islamici fondamentalisti. E così il pacifico popolo israeliano vive
un'esistenza costellata di orrori e di spargimenti di sangue voluti
dall'inspiegabile crudeltà dei palestinesi radicali, cui deve, per legittima
difesa, rispondere con ogni mezzo, fino al più estremi. 1 suoi tentativi di
ottenere una giusta pace basata sul suo sacrosanto diritto di esistere sono
stati immancabilmente frustrati dall'inguaribile vocazione alla violenza
degli arabi, subdolamente aizzata e sfruttata dai loro corrotti e
inaffidabili rappresentanti. Per gli ebrei d'Israele si perpetua così un
destino impietoso, che da tempi immemorabili li ha visti lottare in un mondo
che quasi sempre li perseguita, e la Palestina non fa eccezione.

Questa è la narrativa dominante dove come sempre si riconoscono alcune
verità, perdute però nella contraffazione generale dei fatti.
Tutti conoscono le colpe e i crimini di cui si è macchiata la parte araba,
né io ho intenzione di nasconderli o sottovalutarli. In questa sede, però,
vorrei per una volta trattare del carico di colpe o di crimini dello Stato
d'Israele, e la straordinaria mistificazione che li nasconde a gran parte di
noi.
Prima di dare sostanza a queste affermazioni con le autorevoli prove
documentali e le testimonianze storiche che troverete alla fine di questo
capitolo (pag. 254 e seg.), è bene chiarire con quali mezzi la sopraccitata
mistificazione è stata imposta alle opinioni pubbliche mondiali, e a quelle
occidentali in particolare. Infatti esistono due distinti meccanismi che
impediscono alla realtà del conflitto israelo-palestinese di essere
giustamente divulgata, e sono i due bavagli con cui i leader israeliani, i
loro rappresentanti diplomatici in tutto il mondo, i simpatizzanti d'Israele
e la maggioranza dei politici, dei commentatori e degli intellettuali
conservatori di norma zittiscono chiunque osi criticare pubblicamente le
condotte dello Stato ebraico nei Territori Occupati, o altri aspetti
controversi della storia e delle politiche di quel Paese.

Il primo bavaglio è l'impiego a tutto campo dei gruppi di pressione ebraici,
le cosiddette lobby, per dirottare e falsificare il dibattito politico sul
Medioriente (negli USA in primo luogo); il secondo è l'accusa di
antisemitismo che viene sempre lanciata, o meglio sbattuta in faccia ai
critici d'Israele.
Nel capitolo 3 di questo libro ho già anticipato una parte del materiale che
forma l'insieme dei capi d'imputazione di cui Israele dovrebbe rispondere.
Qui l'approfondimento, e inizio proprio dall'operato delle lobby ebraiche.
Per far luce su questo punto è necessario analizzarlo nel contesto
americano, poiché è innegabile che l'orientamento degli Stati Uniti nei
confronti di Israele e della crisi in Medioriente sia ciò che fissa le
coordinate cui tutti gli altri governi occidentali, incluso il nostro, sono
tenuti a conformarsi, con poche ed effimere differenze più cosmetiche che di
sostanza. Inoltre l'America, in virtù della straordinaria dipendenza di
Israele dagli aiuti economici e militari di Washington, è la potenza nelle
cui mani giacciono i destini del processo di pace, e questo ne cementifica
la centralità nel discorso.

Ma negli Stati Uniti oggi un dibattito franco sulla questione ai livelli che
contano, e cioè sui grandi media e in parlamento, è del tutto impossibile.
Infatti l'ordine di scuderia tassativo ai vertici di quel Paese è: i
palestinesi stanno alla fonte della violenza e a essi tocca cessarne l'uso
prima di ogni discussione su qualsiasi cosa; le vittime sono gli israeliani,
martirizzati in patria nonostante la loro incessante ricerca della pace,
full stop, che in inglese sta a significare «è così e non se ne discute».
Non per nulla anche in occasione della recente vittoria elettorale di Hamas
nelle elezioni parlamentari palestinesi (25 gennaio 2006) la parola d'ordine
lanciata dal Dipartimento di Stato americano e rimbalzata ovunque, dall'ONU
ai parlamenti europei e nei mass media, è stata «First, Hamas must renounce
violence» («Per prima cosa Hamas deve rinunciare all'uso della violenza»), e
di certo nessuno a Washington né altrove in Occidente avrebbe osato
sussurrare neppure di sfuggita che anche Israele deve per prima cosa
smettere di massacrare e di opprimere i civili palestinesi.

E questa non è una caricaturizzazione né un'estremizzazione della realtà
americana. Anzi, spesso la linea è anche più intransigente. Nella primavera
del 2002, proprio mentre l'esercito di Tel Aviv invadeva di nuovo i
Territori Occupati con l'assedio di Jenin a fare da apogeo della violenza
contro la popolazione civile araba, un gruppo di eminenti sostenitori
americani d'Israele teneva una conferenza a Washington dove a rappresentare
l'Amministrazione di George W. Bush fu invitato l'allora viceministro della
Difesa Paul Wolfowítz, noto neoconservatore di destra e aperto sostenitore
della nazione ebraica. Lo scomparso Edward Said, professore di Inglese e di
Letteratura Comparata alla Columbia University di New York e uno degli
intellettuali americani più rispettati del XX secolo, ha raccontato un
particolare di quell'evento con le seguenti parole: «Wolfowitz fece quello
che tutti gli altri avevano fatto - esaltò Israele e gli offrì il suo totale
e incondizionato appoggio - ma inaspettatamente durante la sua relazione
fece un fugace riferimento alla ‘sofferenza dei palestinesi’. A causa di
quella frase fu fischiato così ferocemente e così a lungo che non poté
terminare il suo discorso, abbandonando il podio nella vergogna».(4)

Stiamo parlando di uno dei politici più potenti del terzo millennio, di un
uomo con un accesso diretto alla Casa Bianca e che molti accreditano come
l'eminenza grigia dietro ogni atto dello stesso presidente degli Stati
Uniti, prima, durante e dopo la sua ascesa al potere. Eppure gli bastò
sgarrare di tre sole parole nel suo asservimento allo Stato d'Israele per
essere umiliato in pubblico e senza timori da chi, evidentemente, crede di
contare più di lui nell'America di oggi.

AIPAC (American Israel Public Affairs Committee), ZOA (Zionist Organization
of America), AFSI (Americans for a Safe Israel), CPMAJO (Conference of
Presidents of Major American Jewish Organisatios), INEP (Institute for Near
East Policy), JDL (Jewish Defense League), B'nai Brith, ADL (Anti Defamation
League), AJC (American Jewish Committee), Haddasah sono gli acronimi e i
nomi di alcune di quelle lobby, che a noi risultano pressoché sconosciute ma
che nei corridoi del Congresso americano possono creare seri grattacapi a
senatori e deputati indistintamente. Un fronte compatto che secondo lo
stesso Edward Said «può distruggere una carriera politica staccando un
assegno», in riferimento alle generose donazioni che quei gruppi elargiscono
ai due maggiori partiti d'oltreoceano.

Come se non bastasse, lo schieramento lobbistico pro Israele è stato oggi
rafforzato oltre ogni immaginazione dallo sposalizio con un altro fronte di
potere assai in auge in America, quello dei gruppi di cristiani
fondamentalisti vicini al presidente George W. Bush e che controllano i voti
dalla cosiddetta Bible Belt (cintura della Bibbia), e cioè la fascia di
Stati americani del centro e del sud del Paese (circa il 18% dell'elettorato
totale). Ed è così che negli USA è possibile oggi sentir parlare di Cristian
Zionists, sionisti cristiani, un ibrido che stride a un orecchio anche solo
mediamente colto e che ci riserva il meglio di quel crogiolo di assurdità e
bizzarrie che talvolta è la società americana. Infatti quella alleanza si
regge solidamente e apertamente proprio su ciò che in teoria dovrebbe
renderla impossibile.

La teologia dei cristiani fondamentalisti d'America professa e attende la
seconda venuta del Cristo e la conseguente fine del mondo, secondo una
interpretazione della Bibbia resa ímmensamente popolare dai libri di un
certo reverendo Tim LaHaye (che nel 2001 hanno venduto più di John Grisham).
Ma quell'evento sarà possibile, secondo loro, solo quando gli ebrei avranno
stabilito uno Stato ebraico su tutta la Palestina , e cioè ben oltre gli
odierni confini di Israele. Ecco dunque la ragione per cui quei gruppi di
estremisti della Bibbia lavorano alacremente fianco a fianco con le lobby
ebraiche americane per difendere, colonizzare ed espandere con ogni mezzo le
aree dei Territori Occupati già in mano a Tel Aviv, contraddicendo ogni
mediazione di pace e ovviamente negando ogni possibilità all'esistenza di
uno Stato palestinese. Ma qui arriva il guizzo di follia su cui tutto ciò si
regge. Infatti, sempre secondo la teologia cristiana fondamentalista di cui
sopra, esiste una seconda condizione per la venuta di Cristo, a dir poco
assai più problematica della prima: e cioè che tutti gli ebrei che oggi
incitano alla conquista della Palestina dovranno in ultimo convertirsi al
cristianesimo, pena l’annientamento fra le fiamme di un olocausto infernale.
Niente meno.

E gli ebrei americani in tutto questo? Senza dubbio ne sono consapevoli, e
sorvolano su quel credo sostanzialmente antisemita perché, come disse tempo
fa uno dei più pungenti commentatori israeliani antagonisti, «semplicemente
se ne fregano, a patto che oggi appoggino Israele».


Note
1) Trascrizione della riunione di Gabinetto israeliana del 17 novembre 1948,
dagli archivi del Kibbutz Meuhad, citata da David McDowall, Palestine and
Israel, I.B. Tauris & Co Ltd, 1989, p. 195.
2) Norman G. Finkelstein, First tbe Carrot, Then the Stick: bebind tbe
carnage in Palestine , 14 aprile 2002 & «Ha'aretz», 25 gennaio 2002, 1
febbraio 2002.
3) Edward S. Herman, The Real Terror Network, South End Press, Boston 1982.
4) Crisis For American Jews, by Edward Said, Al Haram, 17 maggio 2002.
5) Uri Avenery, leader di Gush Shalom, ONG pacifista israeliana, in Una
dichiarazione riportata dal quotidiano inglese «The Independent» il 13
luglio 2002.

#10993 Da: "amec2@gmx" <amec2@...>
Data: Mar 31 Lu 2007 10:15 am
Oggetto: Il segreto più letale...
amec2@...
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Il segreto più letale...

R.S. a cura della redazione ECplanet

...dell'America aziendale

Articolo di S. Ross

Proponiamo un articolo del giornalista indipendente Sherwood Ross. Gli
inquietanti contenuti dell'ottima ricerca devono soltanto essere integrati
con due precisazioni: l'amministrazione Bush ha le sue responsabilità, ma,
come correttamente osserva Greg Szymanski, il burattino è manovrato da
altri, ossia, in primo luogo, dal Vaticano che - si potrebbe scommettere -
ha cospicui interessi e quote almeno in alcune delle aziende menzionate da
Ross. L'altra puntualizzazione è la seguente: i numerosi bioagenti creati o
manipolati in laboratorio, sono, sin dagli anni '50 del XX secolo,
sperimentati sulle popolazioni ignare ed inermi di mezzo mondo. Tali
diabolici tests, da saltuari e circoscritti, sono purtroppo diventati
pressoché quotidiani ed estesi su vaste aree del pianeta, per mezzo
dell'operazione “scie chimiche”. Forse non sempre virus e batteri letali
sono diffusi con gli aerei della morte, ma resta il fatto che vari agenti
patogeni sono stati ritrovati nel materiale di ricaduta delle scie.

I grandi profitti della ricerca sulla guerra biologica

Molte delle principali aziende farmaceutiche e biotecnologiche nascondono la
natura delle loro ricerche biologiche che stanno svolgendo per il governo
statunitense. Poiché i loro finanziamenti provengono dai National Institutes
of Health, i destinatari sono obbligati dalle direttive NIH a rendere
pubblica la loro attività. Non rivelare le loro operazioni fa crescere il
sospetto che possano essere occupate in qualche tipo di ricerca biologica
proibita.

Secondo il Sunshine Project – una authority senza fini di lucro volta al
controllo sulle armi, associazione che opera vicino Austin, Texas – tra le
aziende che trattengono le informazioni sulle loro attività, ci sono le
seguenti: Abbott Laboratories, BASF Plant Science, Bristol-Myers Squibb,
DuPont Central Research and Development, Eli Lilly Corp., Embrex,
GlaxoSmithKline, Hoffman-LaRoche, Merck & Co., Monsanto, Pfizer Inc.,
Schering-Plough Research Institut e Syngenta Corp. of Switzerland.

Nel caso non lo sapeste, la Casa Bianca a partire dal 9 11 ha chiesto di
spendere 44 miliardi di dollari nella ricerca sulla guerra biologica, una
somma senza precedenti nella storia: un Congresso compiacente l'ha
autorizzata. Perciò, alcuni degli agenti patogeni più letali noti all'uomo
vengono riaccesi in centinaia di laboratori di case farmaceutiche,
dipartimenti universitari di biologia e basi militari.

Una convenzione internazionale firmata dagli Stati Uniti vieta di produrre,
usare o accumulare scorte di armi biologiche. Ma se gli USA non diranno che
cosa sta succedendo in quei laboratori, altri paesi penseranno al peggio e
comincerà una corsa alle armi biologiche, se non è già iniziata. La Sunshine
afferma che il tener nascoste le operazioni mette a rischio anche i
dipendenti di quelle aziende. Solo 8500, cioè il 16%, dei 52 mila impiegati
delle maggiori aziende biotecnologiche USA, lavora in una società che segue
le direttive NIH.

Francis Boyle, un esperto di diritto internazionale presso la University of
Illinois, a Champaign, ricorda che, in seguito alla strategia nazionale
approvata da Bush nel 2002, il Pentagono “sta accelerando per combattere e
vincere la guerra biologica senza che prima l'opinione pubblica lo sappia e
dica la sua”. Boyle ha asserito che il Programma di difesa chimica e
biologica del Pentagono è stato rivisto nel 2003 per legittimare un attacco
di “primo uso” in guerra. Boyle ha rivelato che il programma include il c.d.
“Red Teaming”, descritto come “una trama ed un piano per usare le armi
biologiche”.

A parte le grandi case farmaceutiche, la crescita del settore sta avendo una
reazione entusiastica nell'ambito del mondo accademico, che vede nuovi fondi
uscire dalla cornucopia di Washington. “Le università statunitensi hanno una
lunga tradizione nell'accettare di buon grado che le agende di ricerca, i
ricercatori, gli istituti e i laboratori siano cooptati, corrotti e
subornati da Pentagono e CIA”. Quel che è peggio è che l'amministrazione
Bush sta gettando miliardi nella ricerca sulle armi biologiche mentre alcune
patologie vere, come l'influenza (e come il Morgellons, n.d.c.), non vengono
curate.

Nel 2006, l'NIH ha ricevuto 120 milioni per combattere l'influenza, che
uccide circa 36000 statunitensi ogni anno, ma ha avuto 1,76 miliardi di
dollari per la biodifesa, la maggior parte dei quali spesi per studiare
l'antrace. Quanta gente ha poi ucciso l'antrace ? Dunque, vediamo, ci furono
quei cinque morti nei misteriosi attacchi al Congresso nell'ottobre 2001 –
attacchi che provenivano in modo sospetto da un laboratorio governativo a
Fort Detrick, Maryland. Uno penserebbe che l'FBI potrebbe aver arrestato
l'autore dell'attacco che ha interrotto il lavoro del Congresso degli Stati
Uniti, ma sono passati circa sei anni e nessuno è stato incriminato. Non vi
sembra un po' strano ? Un po' di gente sospetta che l'aggressione con
l'antrace sia stato un affare interno per gettare la nazione nel panico in
un crescendo di guerra biologica per “proteggere” gli USA dai “terroristi”.

Milton Leitenberg, della University of Maryland - School of Public Policy,
nondimeno dice che il rischio che terroristi non statali usino agenti
biologici contro gli Stati Uniti “è stato sistematicamente e deliberatamente
esagerato” dall’allarmismo dell'amministrazione. Il biologo molecolare
Jonathan King del Massachusetts Institute of Technology sostiene che
“l'amministrazione Bush ha lanciato un grande programma che minaccia di
mettere la salute della gente molto più a rischio rispetto al pericolo cui
affermano di aver risposto”. King aggiunge che le politiche del presidente
Bush “non aumentano la sicurezza del popolo statunitense” ma “producono
nuovi rischi più terribili”.

In assenza di qualsiasi minaccia straniera credibile, Hammond della Sunshine
ha dichiarato: “La nostra ricerca biologica ci sta difendendo da noi stessi.
È un cane che cerca di mordersi la coda”. Mestamente, sembra ogni giorno di
più un cane impazzito.

Sherwood Ross ha lavorato come reporter per i maggiori quotidiani e agenzie
di stampa. Potete contattarlo al seguente indirizzo: sherwood1@...

Data articolo: luglio 2007
Traduzione di Luca Paolo Virgilio per www.comedonchisciotte.org
Fonte: http://www.counterpunch.org
Ripreso anche da: www.sciechimiche-zret.blogspot.com

#10992 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Mar 31 Lu 2007 9:55 am
Oggetto: Ami nel modo giusto?
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Ami nel modo giusto?

di Lise Bourbeau


Il tuo modo d’amare è giusto per te se non ti provoca emozioni spiacevoli.
Le emozioni come la collera, l’impazienza, il rancore, la tristezza, il
sentimento di rifiuto, ecc. sono dei segnali che ti indicano che il tuo modo
d’amare ha bisogno di essere migliorato, se, beninteso, desideri essere più
felice nelle tue relazioni (amici, figli, coniuge, ecc.)

Amare, è accettare i desideri, le opinioni, i comportamenti degli altri,
anche se non sei d’accordo  e anche se non comprendi perché essi sono così.
Amare resta il mezzo per eccellenza per arrivare alla vera felicità, ciò a
cui noi tutti aspiriamo. Dobbiamo tutti imparare ad amare malgrado ogni
sorta di situazioni difficili come la violenza, la gelosia, l’indifferenza,
il rifiuto, la povertà, ecc. Per alcuni è difficile aprirsi all’accettazione
perché temono che accettando la situazione che procura disturbo, essa non
cambierà mai e quindi dovranno sempre conviverci . Io ho constatato che si
produce il contrario. Fai una prova!

L’amore (l’accettazione) ha un potere di guarigione enorme e non solo a
livello fisico. L’accettazione porta  alla trasformazione definitiva  della
situazione che crea disturbo. Questa trasformazione può prodursi in vari
modi e, spesso, in modo inatteso. Tuttavia, ciascuno ha dei limiti ed è
importante tenerne conto e rispettarli.

E’ impossibile che tu ti senta amato dagli altri  se non riesci ad amare te
stesso. Se ti senti giudicato o criticato, è perché tu stesso ti  giudichi e
ti critichi interiormente. Quando è stata l’ultima volta che ti sei detto: «
Io mi amo », sentendolo davvero dentro di te? Accettandoti, cioè dandoti il
diritto di essere chi sei, di avere dei comportamenti con cui gli altri e tu
stesso non sempre siete d’accordo, e tenendo sempre presente dove vuoi
arrivare , gradualmente svilupperai l’amore per te stesso. Inoltre,ti
suggerisco di fare una lista di tutte le tue qualità e di aggiornarla
settimanalmente. Questo ti aiuterà ad entrare in contatto con la
meravigliosa persona che sei.

Lise Bourbeau

#10991 Da: <amadeux@...>
Data: Mar 31 Lu 2007 9:55 am
Oggetto: DRUTAKARMA LASCIA IL SEGNO
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DRUTAKARMA LASCIA IL SEGNO

Ecco le ultime nuove dalla borsa da viaggio di Drutakarma dasa (Michael
Cremo),
discepolo di Srila Prabhupada, scienziato e autore di Forbidden Archeology e
coautore
di Divine Nature e del celebre libro di cucina Un gusto superiore.


India, Polonia, Ungheria

L’edizione integrale di Forbidden Archeology (Archeologia Proibita) dal
titolo The Hidden History of Human Race (La Storia Segreta della Razza
Umana) è ora disponibile in 20 lingue. L’ultimo libro di Drutakarma dasa,
Human Devolution (L’Involuzione Umana) è stato pubblicato in bulgaro, in
polacco e russo. Il Bhaktivedanta College di Budapest ha conferito a
Drutakarma dasa una laurea at honoris causa in scienza e teologia per i suoi
contributi a questa e ad altre istituzioni scientifiche. Alla fine del 2006
Drutakarma ha compiuto un tour di successo in India per promuovere il suo
ultimo libro, Human Devolution (L’Involuzione Umana)


Forbudt Arkaeologi

L’intelligentsia della Danimarca ha invitato Drutakarma dasa a presentare
l’edizione danese di The Hidden Story of the Human Race nel febbraio del
2007.
(Vai a http://www.mcremo.com/schedule.html)


RIFLESSIONI

PICCOLO PIEDE

Nel 2006 durante una mia conferenza in Sud Africa, ho visitato la caverna di
Sterkfontein, luogo di ritrovamento di un famoso fossile che è stato
chiamato ‘Piccolo Piede’. La caverna è stata pubblicizzata come il luogo di
nascita della razza umana ed è un tipico esempio di propaganda
evoluzionista. Milioni di anni fa, le caverne di pietra calcara di
Serkfontein avevano delle aperture alla superficie nelle quali alcuni
animali cadevano e poi morivano. Una di queste sfortunate creature è stata
‘Piccolo Piede’, una varietà di ominide chiamato australopiteco. Quando
alcuni anni fa venne annunciata al mondo la scoperta di ‘Piccolo Piede’, i
suoi scopritori pensarono che fosse antica di 3 milioni e 300 mila anni. E
che fosse l’antenato degli uomini moderni.

Ora si è scoperto che il fossile ha solo 2.3 milioni di anni. Gli scienziati
che hanno calcolato la nuova datazione dicono che essa suggerisce che in
termini evolutivi ‘Piccolo Piede’ sia una sottospecie estinta. Così, a
quanto pare ‘Piccolo Piede’ è stato gettato fuori dalla culla, per così
dire. ‘Piccolo Piede’ insomma non è più un nostro antenato, il che lo rende
molto meno attraente. Naturalmente, una cosa da tenere a mente è che perfino
3.3 milioni di anni fa ‘Piccolo Piede’, l’ominide simile a un scimmia, non
era nostro antenato. Vi sono molte prove, documentate nel mio libro
Forbidden Archeology, che a quel tempo, e anche molto tempo prima, esseri
umani come noi esistevano già. Quindi ‘Piccolo Piede’ non è mai stato un
nostro antenato. ‘Piccolo Piede’ era solo una povera scimmia caduta in una
caverna che è morta due o tre milioni di anni fa, in un tempo in cui gli
esseri umani come noi esistevano già.


UN FILTRO PER LA CONOSCENZA

Il filtro della conoscenza è il termine che ho coniato per definire qualcosa
che i filosofi e gli storici conoscono da molto tempo. Ovvero che dei
preconcetti e delle assunzioni spesso influenzano il modo in cui le prove
vengono valutate. Le prove che confermano le teorie correnti passano
attraverso questo filtro molto facilmente, il che significa che gli studenti
leggono di quella prova nei libri di testo, le persone vedono che gli
scienziati ne parlano in TV e così via. Ma le prove che contraddicono
radicalmente le teorie dominanti vengono scartate e non ne sentiamo parlare
molto. Per esempio, scopriamo che i primi ritrovamenti degli archeologi e di
altri scienziati mostravano le prove di antichissime tracce dell’uomo. Ma
quelle relazioni nei primi scritti di archeologia mancano nei libri di
testo. Perché? Perché non rientravano nei preconcetti teorici degli autori
dei libri di testo. Non è che la persona che compie il filtraggio pensa di
nascondere la vera prova e che se la gente lo sapesse non crederebbe più
nella teoria dominante.

In effetti succede che chi scarta una prova pensa che vi sia qualcosa di
sbagliato in quella prova e che quindi non è importante menzionarla. Vi sono
altri fattori che influenzano questo meccanismo. Uno di questi è la natura
umana. Se amo qualcuno e mi vengono a dire qualcosa che mette in dubbio i
miei sentimenti verso la persona che amo, non voglio crederci e potrei
perfino arrabbiarmi con chi mi dice quelle cose anche se mi sta dicendo la
verità. Ad un altro livello il filtraggio ha a che vedere con il potere. Gli
evoluzionisti ora possiedono il monopolio del sistema educativo e delle
istituzioni scientifiche in quasi tutti i Paesi del mondo. Alle persone che
hanno il monopolio del potere non piace lasciarlo molto facilmente. Per
esempio se un partito politico possiede il monopolio della vita politica di
un paese non vuole lasciare la sua posizione.

Vi è una ragione ancora più profonda, che riguarda anch’essa il potere. Vi
sono vari tipi di potere in questo mondo: il potere militare, il potere
politico, il potere economico e il potere intellettuale. Il potere
intellettuale è molto sottile ma reale. Coloro che lo possiedono hanno la
capacità di dare una rotta a una società, a una nazione, o a tutta la
civiltà umana. Funziona così: i traguardi che ci poniamo, individualmente e
collettivamente vengono determinati dalle risposte che noi diamo a queste
domande: “chi sono io?” e ”da dove vengo?”. Nel secolo scorso grazie al loro
monopolio del sistema educativo, i darwinisti hanno avuto il potere di
imporci le risposte a queste importanti domande. E le risposte che essi
danno sono molto materialistiche. Dicono che siamo solo una combinazione di
elementi chimici siamo solo degli animali. Non è dunque sorprendente che
l’intera civiltà umana sia diventata molto materialista e si sia concentrata
sulla produzione e sul consumo di un numero sempre maggiore di oggetti
materiali.

Questo approccio genera molta ricchezza che finisce nelle tasche degli
scienziati che inventano delle armi, delle droghe e dei prodotti di consumo,
nelle tasche degli industriali che producono e vendono questri prodotti e
nelle tasche del governo che tassa tutte le attività economiche. Vi sono
delle forze che desiderano che vi sia una grande concentrazione sulla
produzione materiale e sul consumismo e tutto dipende dal fatto che le
persone hanno un concetto materiale di loro stessi (che viene fornito dai
darwinisti). Cosa succederebbe se avessimo un tipo diverso di risposte alle
domande “chi sono?” e “da dove vengo?”. Cosa succederebbe se tutti i nostri
più prominenti scienziati ed educatori ci avessero detto che noi siamo
esseri dalla coscienza pura e veniamo dal regno della pura coscienza?
Succederebbe che molta energia umana verrebbe utilizzata per sviluppare le
risorse della coscienza mediante diversi metodi di contemplazione, la
meditazione e lo yoga e questo significherebbe che meno energia umana
verrebbe utilizzata per aumentare continuamente la produzione materiale e il
consumismo.

(Tratto da Movimento ISKCON)

#10990 Da: <amadeusoft@...>
Data: Lun 30 Lu 2007 10:38 am
Oggetto: Tecniche di liberazione personale
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Tecniche di liberazione personale

(di Giampiero Ciappina)


- Come la Psicoterapia esistenziale scioglie i passaggi evolutivi bloccati.-


Quando Arianna venne da me, la prima cosa che ci tenne assolutamente a
sottolineare era che lei e la sua famiglia erano perfettamente normali!
Arianna (è uno pseudonimo naturalmente) viveva a Roma da pochi anni, di
origini friulane, curata e di aspetto gradevole, ventotto anni circa, 2
figli rispettivamente di 2 e 3 anni, impiegata di una grande e nota azienda
nazionale nel settore della new economy.

La ragione della richiesta di colloquio era che Arianna non riusciva a
mantenere la pace in famiglia. Il marito era spesso scorbutico, indifferente
e scontroso mentre i figli giorno dopo giorno sembravano facessero apposta a
mettere letteralmente a soqquadro l'intera casa, con un frambusto e un
parapiglia che peggiorava ogni 24 ore.

A ciò si aggiungeva che Arianna presentava un disturbo non ben identificato
al cuore, problemi allergologici, piccoli disturbi dermatologici e insonnia
cronica, di cui però non trovava il tempo né per fare ulteriori accertamenti
né per avviare delle cure specifiche.

Malgrado ciò, Arianna si presentava sempre con un sorriso aperto e pur
mentre raccontava tutti i suoi guai, non mancava mai di sottolineare l'ansia
e il dolore, ma anche che ". comunque questo non era un problema [...] in
ogni caso va tutto bene [...], ecc.".

Arianna, pur mentre esponeva difficoltà su difficoltà (a volte anche seri
problemi di salute) sembrava totalmente non rendersi conto di come il dolore
e il disagio che esprimeva fossero strettamente legati al tipo di vita che
conduceva.

Non solo: fu molto importante quando la terapia cominciò a lavorare sugli
"spazi interiori" e sulla difficoltà che Arianna aveva a "concedersi" degli
spazi per sé. Di fatto, lo stesso concetto di "Sé" gli era completamente
oscuro e ignoto.

Seconda di cinque figli, Arianna da bambina aveva presto dovuto fare i conti
con le necessità della famiglia non agiata e con la Madre fuori casa per
lavoro. Derubata della propria infanzia, aveva presto acquisito il "ruolo"
della Madre, occupandosi dei fratelli poco più piccoli, nutrendoli e
seguendoli praticamente a tempo pieno.

Con il matrimonio, ad Arianna con un processo inconsapevole e del tutto
automatico, parve assolutamente giusto e corretto, replicare il medesimo
modello relazionale ed esistenziale che aveva acquisito sin dalla più tenera
età: lo fece istintivamente, senza pensarci. La "cosa più giusta da fare"
gli sembrò quella di dedicarsi anima e corpo al marito e ai figli, senza
tenere in nessuna considerazione le proprie esigenze.

Arianna sembrava anche sorpresa di come tutto il suo "sacrificio",
l'abnegazione
e dedizione invece di restituirgli l'immagine di una persona generosa (come
a lei piaceva descriversi e immaginarsi) restituivano invece una famiglia
con relazioni e comportamenti sull'orlo del collasso.

Quando la terapia cominciò a lavorare sul concetto di "sano egoismo",
Arianna cominciò a vedere la luce. Di fondamentale importanza fu tutto il
paziente lavoro sul recupero dei propri progetti, i propri sogni e desideri
più profondi. Dopo una prima fase in cui Arianna sembrava NON avere progetti
personali o desideri all'infuori del "bene" della famiglia, la terapia
cominciò a mostrare i primi risultati più evidenti.

Emerse la consapevolezza che, da una parte Arianna applicava inconsciamente
il ruolo appreso nell'infanzia (convinta di essere nel giusto), ma
contemporaneamente poneva le basi per relazioni fredde, distanti, asettiche,
al punto da perdere il contatto intimo con i figli e il marito. La
comunicazione affettiva profonda era completamente congelata dal ruolo
inconscio, e al di là dell'apparente "cura e generosità" che Arianna poneva
nelle sue relazioni familiari, esse in verità risultavano completamente
svuotate di autenticità. Ciò creava il paradosso che Arianna viveva ogni
giorno nella sua famiglia.

La psicoterapia proseguì con la "prescrizione obbligatoria" di "sedute dal
parrucchiere", "momenti dedicati allo shopping", "cene con le amiche", ma
anche "spazio per accertamenti diagnostici" e soprattutto "cure personali".
Sostanzialmente gli chiesi di comportarsi - apparentemente - al contrario di
come aveva fatto per anni.

La deliberata assenza di Arianna dalla famiglia, dapprima creò un momentaneo
accentuarsi dei sintomi di confusione e irascibilità, ma successivamente la
qualità delle relazioni cominciò a migliorare rapidamente e tanto
velocemente da lasciarla stupefatta.

Le sembrava paradossale: eppure man mano che Arianna riprendeva possesso di
sé stessa, anche diminuendo il "sacrificio" nei confronti della famiglia, i
rapporti miglioravano. Il marito cominciò a riscoprirla, quasi come se fosse
un'altra persona, e i figli - del tutto inconsapevolmente - cominciarono a
crescere nel loro senso di responsabilità. Arianna raccontava: "Mi sembra
incredibile: più tempo dedico a me stessa, più migliorano i rapporti con i
miei familiari. Per anni ho fatto esattamente l'opposto senza rendermi conto
che stavo distruggendo tutto".

La nuova Arianna che ormai appariva aveva potuto liberarsi di una sorta di
vecchia identità come di un vestito ormai troppo vecchio e stretto,
permetteva l'emersione delle nuove esigenze di una donna adulta e nel
medesimo tempo aveva "lenito" la ferita del suo passato legata ad una
difficile relazione con la propria madre.

La terapia si concluse quando le relazioni familiari erano ormai solidamente
avviate verso un nuovo obiettivo. Arianna era quantitativamente meno
presente, ma la qualità del tempo che dedicava ai suoi affetti era ormai
completamente diversi.

Lei che - all'inizio della terapia - ci teneva ostentatamente a dirmi che la
sua famiglia era perfettamente normale, poteva adesso ritrovare una nuova ed
autentica "normalità" nell'essere finalmente se stessa, a beneficio anche
della sua famiglia.

#10989 Da: <amadeus@...>
Data: Lun 30 Lu 2007 10:34 am
Oggetto: Algoritmi genetici (configurazione)
amadeus@...
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Algoritmi genetici (configurazione)

di: Oscar Bettelli - ecplanet

Gli algoritmi genetici consentono a generazioni di regole di convergere
verso la soluzione di un problema, mostrando una capacità veramente
interessante: sono in grado di apprendere dall'esperienza.

Gli algoritmi genetici si basano su alcuni concetti tipici della teoria
dell'evoluzione:

1) Le regole buone hanno maggiore probabilità di riprodursi;

2) avviene casualmente un miscuglio di configurazioni;

3) esiste una funzione di valutazione della bontà di una regola.

Prendiamo ad esempio un sistema semplice, un animale si muove in un mondo in
cui sono presenti alberi e cibo; quando una regola produce un movimento che
porta l'animale su un albero questa viene penalizzata, quando una regola
porta l'animale sul cibo viene premiata; premi e penalizzazioni producono
l'effetto che le regole premiate si riproducono maggiormente delle regole
penalizzate, inoltre vengono generate anche delle regole miscuglio, ovvero
con mutazioni nella configurazione.

Un sistema del genere può essere simulato al calcolatore e presenta le
seguenti interessanti caratteristiche:

1) L`animale impara a dirigersi sul cibo;

2) Le regole tendono a stabilizzarsi dopo un certo tempo;

3) Il sistema è completamente analizzabile nelle sue parti e nelle regole
che genera.

È possibile migliorare le prestazioni di tali algoritmi introducendo il
concetto di somiglianza. Il concetto di somiglianza consente di costruire
delle classi che, ad un maggiore livello di astrazione, consentono di
attribuire globalmente i premi e le penalizzazioni. Il concetto di
somiglianza consente di costruire livelli successivi di astrazione sui dati
originari.

Altri metodi di apprendimento si basano sulle reti neurali in cui ogni
elemento della rete è collegato ad altri tramite “pesi” che vengono
calibrati dall`esperienza. Anche questi metodi possono essere simulati al
calcolatore.

Ma torniamo agli algoritmi genetici. Gli algoritmi genetici funzionano
utilizzando una funzione che misura la bontà delle regole relativamente ad
un certo obiettivo, ovviamente l'informazione contenuta in tale funzione è
di estrema rilevanza. Per fare un esempio istruttivo, consideriamo un piano
inclinato e delle palline sul piano stesso. Come prima considerazione si può
immaginare che le palline rotoleranno lungo il piano inclinato da una
posizione più alta ad una posizione più bassa conformemente alla legge di
gravità. Introduciamo ora nuove considerazioni: supponiamo che il piano
inclinato sia formato da una serie di microscopici avvallamenti concavi in
cui le palline, anch'esse microscopiche, possano alloggiare; supponiamo
inoltre che tutto il sistema sia immerso in un gas che fornisce, tramite
urti casuali, una certa energia alle singole palline. Se gli urti a cui sono
soggette le palline è sufficiente, per esempio in almeno in un terzo dei
casi, a spostare una pallina da una posizione più a valle ad una posizione
più a monte, allora un certo numero di palline si sposteranno nella
direzione opposta alla legge di gravità, verosimilmente un numero di
palline, proporzionale ad 1/3 elevato al numero di passi necessari,
raggiungerà la cima del piano inclinato.

Questo numero appare estremamente esiguo, ma consideriamo il caso in cui,
per una qualche legge particolare, le palline si possano riprodurre, e che
si riproducano in maniera proporzionale all'altezza raggiunta sul piano in
ragione maggiore di 1/3; cioè, una pallina che sale di un gradino ne genera
più di tre. In tal caso le palline che salgono aumentano di numero e
l'effetto complessivo finale consisterà in una percentuale significativa di
palline che risalgono il piano inclinato. Per convincersi di questo fatto è
sufficiente considerare una pallina che sale casualmente di un gradino, la
probabilità di essere soggetta ad un nuovo urto positivo, che produce, cioè,
l'effetto di farla salire di un ulteriore gradino è di 1/3, per ipotesi; ma
essa genera più di tre palline, pertanto almeno una di esse -
statisticamente parlando -, si trova nella condizione in cui un urto la farà
salire di un ulteriore gradino, e il ciclo si ripeterà; se, di più,
imponiamo che il numero di palline complessive in ogni generazione si debba
mantenere costante, allora come effetto finale otterremo che la maggioranza
delle palline, dopo successive generazioni, si trova in cima al piano
inclinato. Il meccanismo descritto presenta alcune caratteristiche tipiche
delle funzionalità degli algoritmi genetici.

In un algoritmo genetico, tipicamente, una configurazione viene associata ad
una azione; la correttezza di tale regola rispetto ad un problema da
risolvere viene premiata sia a livello di “peso” della regola, sia con
maggiori probabilità di riproduzione della regola stessa. Elementi
importanti sono le mutazioni, variazioni casuali delle regole, che
consentono di sondare regole casualmente migliori rispetto alle regole
generatrici.

Le regole vengono attivate in un determinato ambiente con caratteristiche
tali da “premiare” o “punire” le regole stesse: la bontà di una azione
rispetto ad una determinata configurazione avviene tramite una funzione di
valutazione. È possibile tenere conto di vincoli presenti sul sistema; tali
vincoli possono essere inglobati nella funzione di valutazione stessa.

Il meccanismo con cui il sistema procede verso una soluzione del problema
risulta relativamente semplice.

È dimostrato che il sistema converge in maniera esponenziale: teorema
fondamentale degli algoritmi genetici. È interessante affrontare con questi
algoritmi problemi concreti; per esempio, la preparazione di un orario
scolastico. Il problema degli orari scolastici è relativamente ben definito:
si tratta di determinare una particolare combinazione di ore di insegnamento
distribuite su un certo numero di classi.

Il problema è quindi un problema combinatoriale in cui il numero di
permutazioni che si possono analizzare è enorme, in particolare è tale per
cui una scansione di tutte le possibili combinazioni non può essere
effettuata nella pratica nemmeno da potenti elaboratori.

Dal punto di vista degli algoritmi genetici il problema si pone nel modo
seguente:

1) analisi di una generazione iniziale di permutazioni;

2) valutazione delle configurazioni sulla base dei vincoli imposti;

3) premiazione e riproduzione delle configurazioni migliori;

4) analisi della generazione prodotta;

5) nel caso in cui venga trovata una soluzione compatibile con tutti i
vincoli, il processo si arresta, altrimenti viene ripetuto.

Occorre analizzare la velocità di convergenza del metodo, in particolare, le
probabilità ed i premi relativi affinché l'algoritmo si presenti come un
“gioco equo”. In altri termini, i “premi” debbono essere una funzione della
probabilità legata alla creazione di una configurazione “buona”. In ogni
caso, non è detto che le famiglie che si riproducono maggiormente contengano
la soluzione cercata. Certamente evolveranno verso configurazioni con alti
valori della funzione di valutazione; questo non è sufficiente a garantire
che la combinazione cercata appartenga alle famiglie selezionate. Inoltre,
il processo, fondamentalmente casuale, di creazione delle configurazioni non
promette il sostanziale miglioramento sperato nei tempi di esecuzione.

Occorre introdurre criteri aggiuntivi legati alla struttura delle
configurazioni medesime, in particolare:

1) una creazione di configurazioni che sia fin dall'inizio compatibile con i
principali vincoli (locali);

2) una stabilità maggiore per configurazioni che sono soluzione in
sottosistemi per il problema completo;

3) una sostanziale “estinzione di massa” per configurazioni buone che, dopo
una determinato tempo, non producono la soluzione cercata.

Analizzando questi punti è possibile arrivare alle seguenti considerazioni:

1) il principio di generazione casuale delle configurazioni, anche se
pilotato da “regole locali”;

2) il principio di risoluzione tramite utilizzo di soluzioni a
sottoproblemi;

3) il principio di ritorno su scelte prese in precedenza (back-tracking).

È facile riconoscervi alcuni criteri solitamente utilizzati nella
programmazione di sistemi di intelligenza artificiale. Approcci differenti
portano a medesimi criteri.

Data articolo: luglio 2007

#10988 Da: <amadeusoft@...>
Data: Lun 30 Lu 2007 10:33 am
Oggetto: Fluttuazioni dell'acqua
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Fluttuazioni dell'acqua

di: Massimo Bertolucci

Data articolo: luglio 2007
Fonte: Nature

Sono state osservate con metodi di spettroscopia vibrazionale

Un gruppo di ricercatori del Max-Born-Institut di Berlino e dell'Università
di Toronto è riuscito per la prima volta a osservare fluttuazioni
ultraveloci nella struttura dell'acqua liquida grazie a nuovi metodi di
spettroscopia vibrazionale. La memoria del reticolato fluttuante di legami
idrogeno viene persa nel giro di 50 femtosecondi, più rapidamente che in
ogni altro liquido. Un femtosecondo corrisponde a un milionesimo di
miliardesimo di secondo. L'acqua (H2O) è il liquido essenziale per la vita
sulla Terra. Consente che si verifichino i processi biologici più
importanti, agendo da solvente per le biomolecole o come fonte di protoni
per il trasporto di carica.

L'acqua liquida consiste in una rete disordinata di molecole, tenute insieme
da legami chimici relativamente deboli. Questa rete è continuamente soggetta
a fluttuazioni, tramite le quali le molecole d'acqua si riorientano e le
loro interazioni cambiano. A seguito di queste fluttuazioni, i legami
idrogeno vengono si rompono e si riformano in continuazione. Nonostante
molte ricerche, la comprensione della dinamica strutturale dell'acqua - che
evolve nel giro di pochi femtosecondi - era finora assai limitata.

Ora gli scienziati tedeschi e canadesi hanno usato un impulso laser con una
durata di 70 fs e una lunghezza d'onda di 3 micron (medio infrarosso) per
eccitare una pellicola d'acqua estremamente sottile (spessa 0,5 micron) e
indurre una vibrazione molecolare locale. La molecola che vibra agisce come
una sonda per studiare le fluttuazioni della rete che provocano cambiamenti
nella frequenza e nella fase delle vibrazioni molecolari. Grazie al metodo
della spettroscopia in due dimensioni, questi cambiamenti sono stati
osservati in tempo reale e hanno rivelato che, in seguito all'eccitazione
della vibrazione molecolare, la struttura esistente dei legami idrogeno
sparisce in circa 50 fs, un intervallo di tempo molto più breve rispetto
alla durata dei legami stessi (vita media 1000 fs). La ragione di questo
decadimento ultraveloce della struttura iniziale risiede nei cosiddetti moti
librazionali dei legami idrogeno.

#10987 Da: <posta@...>
Data: Lun 30 Lu 2007 10:37 am
Oggetto: Piantare un Albero per salvare il pianeta
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Piantare un Albero per salvare il pianeta

(di Basiliza Querimit)


Il problema principale da affrontare e risolvere riguarda il progressivo
degrado dell'ambiente, delle malattie e della povertà; il recupero e il
mantenimento della salute dell'uomo e del pianeta. Malgrado il progresso
tecnologico, migliaia di persone nei Paesi in via di sviluppo vivono in
condizioni di miseria e muoiono per mancanza di cibo ed aiuto sanitario.

Nei Paesi sviluppati l'ambiente e le persone sono minacciate dal continuo
aumento dell'inquinamento e delle malattie. Per garantire la sopravvivenza
del pianeta dobbiamo prestare attenzione alla prevenzione, evitando di
creare sistemi e strutture che ci proteggono temporaneamente
dall'inarrestabile
processo di autodistruzione causato dalla nostra negligenza e violenza verso
Madre Natura.

Oggi siamo tutti più consapevoli della necessità di una vita migliore,
realizzabile attraverso una maggiore attenzione verso l'ambiente, la salute
e i Paesi in via di sviluppo. In tale contesto nasce Green Earth Movement.


GREEN EARTH MOVEMENT

Green Earth Movement prevede di piantare alberi medicinali, piante ed erbe
officinali in tutto il mondo; una soluzione semplice, ma durevole nel tempo,
per contrastare l'inquinamento e salvaguardare l'ambiente e la nostra
salute. Dalle piantagioni di alberi medicinali vengono ricavate materie
prime, cortecce, foglie, frutti, semi, fiori e bacche utili alla produzione
di prodotti naturali ricchi di effetti nutrizionali e terapeutici.

L'Associazione mette a disposizione, a titolo gratuito, parte di tale
produzione a favore di migliaia di persone che vivono in condizioni
d'indigenza e malattia nei Paesi del terzo mondo, come pure a favore di
altri enti, associazioni e fondazioni non-profit.

Questa operazione, oltre all'aspetto umanitario, si pone al servizio del
pianeta; la presenza di alberi garantisce, attraverso l'assorbimento
dell'anidride
carbonica, il ripristino di un equilibrio all'interno di un ecosistema ormai
compromesso in molte parti del mondo. Non dimentichiamo che la mancanza di
ossigeno può essere causa di morte per gli esseri viventi tanto quanto la
mancanza di cibo. Queste piantagioni inoltre creano lavoro per molte persone
che, in tal modo, possono evitare l'emigrazione con vantaggi anche per i
Paesi ospitanti.

Il progetto GEM assicura un netto miglioramento dell'esistenza attraverso
una visione ampia del significato della vita e auspica un utilizzo più
consapevole della terra e dei suoi doni, proponendo l'uso delle energie
pulite, l'impiego della forza lavoro equamente retribuita, una conoscenza
del valore delle piante erboristiche e il rispetto del mondo di cui l'uomo è
parte e non padrone.


L'ASSOCIAZIONE SKA ONLUS

L'associazione SKA Onlus sans frontières intende realizzare piantagioni e
coltivazioni di alberi medicinali in tutto il mondo e sviluppare strutture
adeguate per offrire trattamenti e cure naturali a persone che si trovano in
grande difficoltà esistenziale.

Gli obiettivi sono molto concreti e definiti, come la nostra volontà di
utilizzare qualsiasi risorsa finanziaria che ci verrà messa a disposizione
nel modo più corretto e trasparente possibile. Riteniamo di poter
contribuire, anche in minima parte, alla salute di molti esseri umani,
tramite un'azione che vuole porsi al servizio della Madre Terra.

Come sostenere SKA Onlus sans frontières

- Libera donazione
- Quota associativa ? 100.00
- Adozione a distanza ? 200.00
- Campagna adotta un Albero ? 50.00

tramite

- Banca San Paolo IMI S.p.a.
Ag. Corsico Filiale 1 - Via V. Monti, 31
CIN-V ABI- 01025 CAB - 33030 C.C.- n. 100000001599

- Conto postale n. 6567424

L'Associazione SKA Ayurveda Onlus Sans frontières, iscritta all'Anagrafe
delle Onlus, ha regolarmente trasmesso l'iscrizione all'Agenzia delle
entrate e potrà essere beneficiaria della donazione del 5 per mille.

La scelta avverrà apponendo la firma nell'apposita sezione del modello
CUD/73/Unico PF, indicando il nostro Codice Fiscale 97405000155.

Deducibilità Fiscale
deducibile per un importo pari al 105 del reddito complessivo,fino ad un
massimo di 70,000,00 euro all'anno ai sensi dell'art.14 del DL 35/2005.

#10986 Da: <posta@...>
Data: Lun 30 Lu 2007 10:32 am
Oggetto: Il tempo è un lusso
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Il tempo è un lusso

Data articolo: luglio 2007
Autrice: Chiara Beghelli
Fonte: Il Sole 24 Ore

Il lusso più prezioso del mondo ? È il tempo

È l'unica cosa sulla quale i ricchi di tutto il mondo sembrano essere
d'accordo: il lusso più grande, il più prezioso, è avere tempo. Questo è il
dato più rilevante emerso da una ricerca del Consumer Research Center dello
statunitense Consumer Board, che ha coinvolto 1800 super-consumatori di
tutto il mondo. Pronti a confermare che, appunto, il bene-tempo è quello che
ha il valore più alto. Nella classifica delle cose più irrinunciabili, la
possibilità di gestire la propria vita come si preferisce (35%) supera
quella di fare nuove esperienze (25%) e distacca di molto il bisogno di
comfort, bellezza e qualità (18%).

Il consumatore di lusso, che si trovi in Europa, Cina, Giappone o Stati
Uniti, crede che avere molte cose materiali sia meno importante di essere
pervasi da un senso di serenità e soddisfazione e di non avere
preoccupazioni per il domani. Al di là di quesi aspetti più teorici e
immateriali, la ricerca permette di distinguere anche le preferenze rispetto
ai consumi d'alta gamma: al primo posto si attesta tutto il mondo
dell'high-tech, capace di rivelare un elevato stile di vita più dei viaggi,
che vengono subito dopo. E anche se sta venendo meno la materialità del
lusso, gli oggetti che lo esprimono continuano ad essere considerati
attraenti: collezioni di antichità e rarità sono lo status symbol più
ambito, seguito da oggetti d'arte, case di vacanza, gioielli e orologi,
strumenti musicali e collezioni di vini e liquori.

Poi ci sono le differenze «culturali»: se agli americani piace soprattutto
l'elettronica di lusso, i consumatori britannici alternano il gusto per
l'high-tech a quello per cibi e vini gourmet. I tedeschi preferiscono
impiegare il proprio tempo in attività culturali, i francesi gli aspetti
enogastronomici del lusso; gli italiani sono al primo posto per i viaggi e
per la proprietà di seconde case. I cinesi amano la fotografia,
l'elettronica e l'arredamento, e sono anche quelli che danno più valore alla
visibilità della marca. In questo, e anche se la loro è la nuova patria del
lusso, non rispettano una tendenza sempre più importante e condivisa: quella
che vuole abolire il lusso ostentato, firmato, che esiste solo per
impressionare.

#10985 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Lun 30 Lu 2007 10:32 am
Oggetto: Liberarsi da paure e credenze negative
amadeux@...
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Liberarsi da paure e credenze negative

di Lise Bourbeau

Liberarsi da paure e credenze negative
copertina plastificata a 4 colori
136 pagg. ISBN: 88-87622-57-4

“Da dove vengono le nostre paure e perché sono così diffuse?” “Come posso
liberarmi dall’agorafobia?” “Ho paura di dire di no a chi mi chiede
qualcosa. Mi sento a disagio, colpevole, se riesco a dire di no. Da dove
viene questa paura?” “Sono claustrofobo: posso guarire?” “Perché ho paura
del buio?” “Ho tanta paura dei gatti da non poter entrare in una stanza dove
ce ne sono”. Lise Bourbeau ha raccolto una straordinaria casistica di paure;
ne spiega, il meccanismo e come possiamo liberarcene attraverso il metodo
ormai collaudato di Ascolta il tuo corpo. GIÀ UN GRANDE SUCCESSO IN CANADA E
FRANCIA! Lise Bourbeau è autrice di numerosi best-sellers, fra cui Ascolta
il tuo corpo, Chi sei?, Le cinque ferite e come guarirle, tutti editi in
Italia da Amrita. È l’anima della più famosa scuola di crescita personale
del Canada francofono. Tiene, anche in Italia, conferenze e seminari.


introduzione


Le domande che ho raccolto in questo libro mi sono state tutte rivolte da
uomini e donne come te, durante i corsi e le conferenze che ho tenuto.

Questa raccolta nasce per aiutarti a mettere in pratica il contenuto dei
miei tre libri precedenti*.

Per trarre partito veramente da questo libro, prima di leggere la mia
risposta ad ogni domanda, trova da solo la tua.

Noterai che ci sono più domande formulate da donne che da uomini: era da
prevedere, giacché sono più numerose le donne che seguono i corsi di
crescita personale e assistono alle conferenze. È infatti il principio
femminile dentro ciascuno di noi che ci spinge ad una ricerca interiore
personale. Comunque, la maggior parte delle domande avrebbero potuto essermi
rivolte tanto dagli uni quanto dalle altre.

In questo libretto non ho volutamente parlato della paura della morte,
perché ad essa fanno riferimento moltissime altre paure. Dedicherò alla
questione un apposito libro, che tratterà della morte, del mon-do astrale,
della reincarnazione, delle ossessioni e dei casi di possessione. La paura
d’essere abbandonato e la paura di essere rifiutato sono trattate nel libro
sull’autostima e l’amore per se stessi.

Un altro libretto ancora tratta dei modi per passare all’azione, e di come
imparare a distinguere un desiderio da un bisogno, il controllo dal mollare
la presa.

Fra le domande contenute in questo libretto, ce ne sono alcune che troverai
in altri libri della stessa serie, in quanto toccano diversi temi
strettamente legati fra loro.

Le risposte contenute in questo libro si fondano su una metodologia che è
ormai collaudatissima, e che rappresenta il nucleo della filosofia di vita
insegnata dal centro Ascolta il Tuo Corpo. Non pretendo di avere la risposta
a tutto, ma prima che tu dica a te stesso: “Sono sicuro che questa soluzione
non avrà il risultato che voglio” e prima che tu la metta da parte, ti
suggerisco fortemente di sperimentarla perlomeno tre volte. Non farti
ingannare dalla mente! Lascia che sia il tuo cuore a decidere, e non la
paura, creata dal piano mentale.

Se infatti continui a usare solo ciò che hai appreso nel passato per gestire
il tuo momento presente, senza mai sperimentare niente di nuovo, non
sorprenderti se poi, nella tua vita, sono ben poche le cose che cambiano in
meglio.

Vuoi un miglioramento? Allora scegli di vivere esperienze nuove!

Buona fortuna!

Con amore,



domande e risposte

sulle paure e le credenze negative


Da dove vengono tutte le paure che viviamo, e perché così tante persone
hanno paura?

La paura è una creazione del piano mentale. Quest’ultimo è stato creato
tanto tempo fa nell’essere umano per consentirgli di pensare, analizzare e
memorizzare. Una delle funzioni del piano mentale è tenere a mente un
incidente che ci ha già fatto paura; durante il suo cammino, l’essere umano
ha poi preso l’abitudine di credere in questa paura, di darle potere
facendola diventare un dio che dirige la sua vita.

La paura emerge dentro di noi quando facciamo riferimento alla memoria,
ossia a ciò che ci è già accaduto o a ciò che abbiamo già sentito, visto,
percepito, gustato o toccato. Per esempio: quando una persona ha paura degli
ascensori, fa riferimento al passato, a qualcosa che le è accaduto in
ascensore oppure a qualcosa che le è stato detto, e a cui ha creduto. In
breve, le paure ci indicano che abbiamo dimenticato il Dio che si esprime in
noi attraverso la nostra intuizione e la nostra intelligenza.



Perché quando agisco provo sempre un rimpianto? Sono indecisa, e ho paura di
essere giudicata.

Perché non hai fiducia in te stessa. Certa-mente ti basi su errori di
infanzia, per i quali sei stata severamente giudicata. Da allora, invece di
vivere il tuo presente, continui a credere che per qualsiasi tua azione
riceverai automaticamente un giudizio severo. Per porre rimedio a questa
situazione, incomincia ad avere più fiducia in te stessa, ovvero ad agire
sapendo preventivamente che l’azione potrà essere o no benefica per tutti.
Non c’è nessuno, su questo pianeta, che possa raggiungere la perfezione in
tutti i suoi gesti, in tutte le sue azioni. Fai del tuo meglio, al meglio
della tua conoscenza, e questo è ciò che conta. Con il tempo, a mano a mano
che fai esperienza, questo “meglio” diventerà ancora più eccellente.


Come si può vincere una paura?

In primo luogo, rendendoti conto che sei stato tu a crearla mentalmente, nel
momento in cui ne avevi bisogno. Una paura è una credenza; una credenza
diventa una delle tante personalità che stanno dentro di te. Ognuna di esse
ha una sua propria volontà di continuare a vivere, e ci riesce facendo il
possibile perché tu agisca in funzione della credenza che l’ha creata. Tutte
le voci interiori che si esprimono dentro di te provengono dalle varie
personalità o credenze che hai creato*. Sta a te decidere quali delle tue
creazioni sono benefiche per te.

Quando prendi coscienza del fatto che la tua paura non è più di alcuna
utilità, puoi concederti di non averne più bisogno. Potrai allora eliminarla
completamente oppure trasformarla. Possiamo paragonare questa situazione
all’acquisto di un cappotto: nel momento dell’acquisto ne hai bisogno, ti è
utile, ma col tempo diventa inutile e prende troppo spazio nell’armadio.
Puoi allora decidere di regalarlo a qualcuno, o di gettarlo via. Puoi però
anche trasformarlo, usandone il tessuto per fare un altro abito. Quale che
sia la tua scelta, sta a te decidere, in quanto quel cappotto ti appartiene.
Per le paure è la stessa cosa: tu solo puoi vincerle perché sono le tue
creature, anche se sei stato influenzato da altri.

Per trasformarle o liberartene, parla con loro, di’ loro che è vero che, in
passato, ne hai avuto bisogno; che oggi, però, non ti sono più utili.
Precisa che cosa vorresti avere al loro posto, poi passa all’azione. Dovrai
fare azioni opposte a quelle che facevi sotto l’impulso di quella data
paura.

#10984 Da: "amec2@gmx" <amec2@...>
Data: Dom 29 Lu 2007 10:51 am
Oggetto: daily 290707
amec2@...
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Attivita' della lista ridotta,
buone vacanze!


"Non attraverso una vita incostante, ma attraverso una vita regolare ed
equilibrata riceverete le benedizioni dei Maestri. Allora il male non vi
utilizzerà più come strumento."

(Paramahansa Yogananda)


Diventa la persona che veramente desideri essere. Migliora il tuo aspetto,
la fiducia in te stesso, la tua energia, la qualità della tua vita, vivi
come se fossi già  la persona che vuoi diventare… Se c’è qualcuno a cui ti
ispiri segui il suo modello.
Roberto Re


Ogni cosa può essere usata come un invito alla meditazione.
Un sorriso, un viso nella metropolitana, la visione di un piccolo fiore,
il modo in cui il sole illumina i vasi di fiori di una finestra.
Siate attenti ad ogni segno di bellezza e grazia.
Siate presenti ad ogni momento.
Lentamente, diverrete maestri nel creare la vostra felicità.

(Rigpa Glimpse)


"Una cattiva abitudine può essere rapidamente cambiata. Un'abitudine è il
risultato della concentrazione della mente. Per formare una nuova e buona
abitudine, concentratevi proprio nella direzione opposta."

(Paramahansa Yogananda)


“Il vero successo è diventare la persona migliore che puoi”
Harold Taylor


"La peggiore di tutte le tentazioni è l'irrequietudine. E' un male perché
mantiene la vostra attenzione sul mondo e vi costringe così a rimanere
nell'ignoranza di Dio. Se meditate regolarmente, voi sarete con Dio in ogni
istante."

(Paramahansa Yogananda)


E' utile coltivare una certa disciplina mentale,
perche' una mente indisciplinata trova sempre
una buona scusa per agire egoisticamente
e inconsapevolmente.
Quando la mente e' indisciplinata,
sono indisciplinati anche il corpo,
la parola e l'azione.
(Buddha, "Anguttara Nikaya")


"Spesso noi continuiamo a soffrire senza fare uno sforzo per cambiare; ecco
perché non troviamo una pace durevole e l'appagamento. Se noi perseverassimo
saremmo certamente capaci di superare tutte le difficoltà. Dobbiamo fare lo
sforzo, perché possiamo passare dalla miseria alla felicità, dallo
scoramento al coraggio."

(Paramahansa Yogananda)


Un leader ha la responsabilità di incoraggiare le persone a credere in se
stessi e apprezzare ciò che fanno. Dare ai nostri collaboratori il giusto
incitamento è un dono speciale che facciamo loro. Inoltre un leader che si
impegna a fare crescere i suoi collaboratori otterrà in cambio maggiore
dedizione e produttività.
Roberto Re


"Provate a far di voi stessi quel che dovreste essere e vorreste divenire.
Mentre tenete la vostra mente su Dio e vi sintonizzate alla sua volontà, voi
progredirete sempre più sicuramente nel vostro sentiero."

(Paramahansa Yogananda)


“Tratta chi ti circonda come se fossero le persone più importanti del mondo,
perché lo sono!”
Brian Tracy.


"Il materiale e lo spirituale non sono altro che le due parti di un unico
universo e di una sola verità. Nell'eccedere in una delle due, l'uomo manca
di raggiungere l'equilibrio necessario allo sviluppo armonico... Praticate
l'arte di vivere in questo mondo, senza smarrire la pace interiore della
vostra mente. Seguite il sentiero dell'equilibrio per giungere al
meraviglioso giardino interiore dell'Auto-Realizzazione."
(Paramahansa Yogananda)



Ratha Yatra Viareggio 2007

La tradizionale sfilata del carro con le Divinita' dei Signori Jagannath,
Baladeva e Subhadra (Ratha Yatra), si terra' il giorno 14 Agosto nel
consueto scenario di p.za Mazzini a Viareggio.
Stands e conferenze gia' dal giorno 13 Agosto.
Partecipa anche tu alla realizzazione di questo meraviglioso evento offrendo
un servizio pratico od un aiuto economico.
Puoi versare il tuo contributo a sostegno del Ratha Yatra sul ccPostale n.
50222090 specificando nella causale: Ratha Yatra.
La lista dei donatori e' affissa nella bacheca del tempio e verra' anche
comunicata attraverso questo servizio mail al termine della raccolta delle
donazioni.
Per i servizi pratici ti invitiamo a riferirti a Krishna Kirtan prabhu
3393308532.
www.villavrindavana.org


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#10983 Da: <posta@...>
Data: Sab 28 Lu 2007 10:27 am
Oggetto: Stupro e diversità culturali
posta@...
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Stupro e diversità culturali

(di Susan Moller Okin)


Si consideri la pratica (comune in gran parte dell'America Latina, delle
campagne dell'Indocina e di parti dell'Africa occidentale) di incoraggiare o
addirittura di pretendere che la vittima di uno stupro sposi lo stupratore.

In molte di queste culture (compresi quattordici paesi dell'America Latina)
gli stupratori sono liberati giuridicamente da ogni gravame se sposano, o,
in qualche caso, si offrono soltanto di sposare le loro vittime. In queste
culture  lo stupro non è visto come una aggressione violenta alla ragazza o
alla donna stessa, bensì come una grave offesa alla sua famiglia e al suo
onore.

Sposando la sua vittima, lo stupratore può contribuire a restaurare l'onore
della famiglia e a liberarla da una figlia che, come una "merce
danneggiata",
è diventata inadatta al matrimonio.  In Perù, questa legge barbarica è stata
peggiorata nel 1991: coloro che sono accusati in solido di uno stupro di
gruppo sono liberati dai carichi penali se uno di loro offre di sposare la
vittima (le femministe stanno lottando per l'abrogazione di questa legge).

Come spiegava un tassista peruviano: "Il matrimonio è la cosa giusta e
conveniente da fare dopo uno stupro. Una donna stuprata è un articolo usato.
Nessuno la vuole. Almeno con questa legge la donna avrà un marito."

E' difficile immaginare una sorte peggiore, per una donna, di quella di
essere indotta a sposare l'uomo che l'ha stuprata. Ma in alcune culture
esistono sorti peggiori, segnatamente in Pakistan e in parte del Medio
Oriente arabo, ove le donne che presentano una denuncia di stupro sono di
frequente accusate del grave delitto musulmano della zina, o sesso fuori dal
matrimonio.

Il diritto permette di frustare o imprigionare una simile donna, e la
cultura perdona l'omicidio o l'induzione al suicidio di una donna stuprata
da parte di parenti interessati a restaurare l'onore della famiglia.

#10982 Da: <amadeus@...>
Data: Sab 28 Lu 2007 10:22 am
Oggetto: Psichiatria e la droga legalizzata
amadeus@...
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Psichiatria e la droga legalizzata

a cura dei C C D U Onlus

È una signora di 50 anni l'ennesima vittima dell'intervento psichiatrico.
P.M. racconta come la sua esistenza sia stata rovinata dopo aver ricevuto
trattamenti psichiatrici e aver speso inutilmente milioni in psicoterapia. A
causa di uno stato di ansia si rivolge a uno psichiatra che comincia a
prescriverle psicofarmaci, e da sedici anni a questa parte lei è costretta
ad assumere differenti psicofarmaci, antidepressivi e neurolettici, variati
a seconda del medico che la vedeva o delle reazioni che avvertiva, con
pesanti effetti collaterali come: il non sentire più emozioni, pensieri,
ingrassata, dermatosi, sensazione di non avere più la testa, perso
completamente la vitalità, l'energia, annullamento della personalità. Per
non parlare di effetti ben più gravi come discinesia, con irrigidimenti
facciali, del corpo, fuoriuscita della lingua, regressione psicologica.

È risaputo, persino dagli stessi consumatori, che la droga sia un fatto
negativo. Ma il consumo è in costante aumento e alla luce del sole,
pubblicizzato da insospettabili professionisti, un vero e proprio mercato di
droga legale, camuffato tramite un uso improprio della terminologia medica,
per cui una persona pensa d'essere malata e curata, mentre in realtà sta
assumendo[D1] sostanze che alterano la mente, che danno gravi effetti
collaterali e assuefazione. Lo psichiatra Joseph Glenmullen di Harvard,
afferma che, “Vista l'assenza di malattie verificabili, la psicofarmacologia
non ha esitato a costruire modelli di malattia per le diagnosi
psichiatriche. Questi modelli sono solo congetture su quella che potrebbe
essere la fisiologia corrispondente, per esempio uno squilibrio della
serotonina”.

Problemi legati al vivere che una volta si risolvevano tramite la religione,
la cultura, gli interventi sociali, o il sostegno familiare e di amici, o al
peggio tramite l'alcool, sono considerati “malattie” e vengono trattati con
sostanze chimiche simili alle droghe.

Non parliamo poi quando sono coinvolti i bambini, con trattamenti così
invasivi, visto che sono stati approvati psicofarmaci anche per loro. È di
questi giorni un articolo pubblicato sul giornale 'The Orlando Sentinel' dal
titolo : “Nuovo allarme sul Ritalin”. Si tratta della revisione che sta
venendo fatta dalla FDA sulle etichette degli stimolanti per avvisare che le
pillole possono causare sintomi psicotici, persino con un dosaggio normale.
Secondo i resoconti gli effetti collaterali compaiono nel 5 percento dei
bambini, e molto di loro si lamentano di infestazioni di cimici o vermi.
Vedono o addirittura sentono le creature sotto la propria pelle.

www.orlandosentinel.com

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani continuerà ad indagare e
denunciare le violazioni dei Diritti Umani da parte della psichiatria,
cooperando con altri gruppi e individui che condividono lo stesso fine:
portare ordine nel campo della salute mentale, sino a che le pratiche
abusive e coercitive della psichiatria non cesseranno e i Diritti Umani e la
dignità saranno ripristinati per tutti.

Chiunque ritiene di aver subito danni causati da trattamenti psichiatrici
può mettersi in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani
Onlus.

Per ulteriori informazioni:

C C D U Onlus
20127 Milano (MI) - Viale Monza, 1
Phone: +39 02 36510685
Fax: +39 02 99985564
E-mail: linea.stampa@...
Ccdu.org

#10981 Da: <amadeusoft@...>
Data: Sab 28 Lu 2007 10:26 am
Oggetto: Scoprire il proprio destino
amadeusoft@...
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Scoprire il proprio destino

(di Florinda Balli)


È difficile descrivere in poche parole il lavoro di Stella Romanelli. Usando
un pizzico di poesia, vorremmo dire che Stella è una moderna Arianna che
aiuta le persone a ritrovare, o a seguire, il "filo rosso" del proprio
destino.

Per fare ciò ha ricorso a varie tecniche: l'attivazione dei talenti
insegnata dal maestro indiano Baba Bedi, ma anche il rebirthing e la
regressione nelle vite passate. Gli strumenti che usa sono prevalentemente
una respirazione lenta e regolare che induce al rilassamento e. il canto,
perché Stella è musicista e cantante lirica e jazz.

"Ho scoperto che la mia voce aiutava le persone a "viaggiare nel tempo"
facendo loro rivivere sia la gestazione che la nascita, e le vite passate"
spiega.


INCONTRO CON STELLA ROMANELLI

- Lei aiuta le persone a compiere il proprio destino, il compito che rimane
immutato nel corso delle loro vite?

Compito è una parola molto vasta. Direi che da sempre aiuto le persone a
trovare la loro strada. Ma non è detto che il compito di una persona si
svolga sempre nello stesso modo. Quando faccio il percorso delle vite
passate, mostro per così dire il filo conduttore del destino, il famoso filo
rosso, che ci guida. Infatti, sia nelle vite passate che in questa vita,
ogni esperienza ci prepara a seguire questo filo.

Con ciò voglio dire che noi svolgiamo il nostro compito comunque e sempre,
anche se in modo diverso ogni volta. Perciò il mio lavoro è duplice: da un
lato mostro alle persone il compito che hanno svolto nelle altre vite e che
stanno svolgendo ora e dall'altro le guido, se necessario, verso altri modi
di svolgere il loro compito attraverso la scoperta dei talenti neonati.

- Potrebbe farmi un esempio?

Ho avuto una paziente, una donna che oggi sta scrivendo un libro molto bello
sull'educazione. Questa stessa donna in passato ha vissuto il suo compito di
educatrice in un altro modo. Il mio lavoro è consistito nel farle prendere
consapevolezza di come lei stava già facendo l'educatrice, di come lo era
stata in passato e di come lo sarebbe stata nel futuro. Ogni anima, ogni
essere ha un suo compito ben specifico.

- Vogliamo pensare al caso più classico: una mamma che si occupa dei suoi
figli e lo fa bene, con grande passione. Potrebbe eventualmente essere
un'educatrice
in futuro?

Sì, naturalmente. Penso ad una ragazza che sta finendo l'attivazione dei
talenti con me e che mi sta dando grandi soddisfazioni. Quando ha iniziato
era stanca e un po' depressa perché, pur avendo studiato come educatrice,
non riusciva a conciliare il discorso della famiglia con un lavoro.

Le ho fatto capire che ciò che stava vivendo in quel momento era quello che
noi chiameremmo un "progetto famiglia" che si esplica in vari modi, per
esempio in modo molto palese all'interno della famiglia stessa, ma anche
come missione di aiuto alle altre madri che hanno questo stesso vissuto
nella società.

Così, questa ragazza ha preparato dei bigliettini e li ha portati nei luoghi
frequentati da altre neomamme come lei. Ora vive il suo ruolo di educatrice
non solo nei confronti dei suoi figli, ma aiutando altre giovani donne, che
magari hanno meno mezzi di lei, ad vivere il loro compito di mamme sia nei
confronti dei figli sia nel rapporto co se stesse.

In altre parole il compito che ci è stato assegnato si può manifestare in
diversi modi a seconda dei momenti. La nostra anima, nelle varie esperienze
si trova e acquisisce sempre più mezzi attraverso le vite. Perciò uso varie
tecniche. Il rebirthing aiuta a vedere ciò che è successo alla nascita e nei
nove mesi di gestazione e quella che è stata l'influenza parentale. Infatti
è assolutamente necessario deprogrammare il nostro inconscio da questi imput
per ritrovare la nostra sorgente.

- In che modo può influenzarci quanto abbiamo vissuto durante la gestazione?

Le potrei citare il caso di un manager che si sentiva perennemente in colpa
di non fare abbastanza, di non essere abbastanza attivo ed efficiente.
Durante la seduta di rebirthing ha rivissuto una scenata tra i suoi
genitori, avvenuta quando sua madre era incinta di lui. In questa scenata
suo padre rimproverava sua madre per la sua pigrizia, rinfacciandole di non
fare niente!

La gestazione e la nascita hanno una grande importanza per me: direi che
sono la chiave della nostra anima. Le vite passate aggiungono un tassello
alla comprensione di noi stessi e l'attivazione dei talenti ci aiuta a usare
al meglio l'energia liberata con il decondizionamento.

- Vuole parlarci anche dei cosiddetti "talenti neonati"?

Certo. I nostri talenti neonati si manifestano solitamente con un forte
desiderio di esercitare quella determinata attività. Quando ad esempio
sentiamo una grande passione per la musica, per la scrittura, per il
giardinaggio, si tratta di una manifestazione dei nostri talenti neonati.

------------------

FLORINDA BALLI

E' giornalista e ha lavorato per molti anni come redattrice per il Corriere
del Ticino e il settimanale ticinese Azione.

Ha collaborato inoltre con la RTSI in qualità di traduttrice e giornalista.

È autrice di una ricerca sul problema della tossicodipendenza nel Canton
Ticino, pubblicata dal centro terapeutico Villa Argentina di Lugano e
intitolata Ritornare a Vivere.

Nel 1999 ha pubblicato un romanzo fantastico 'La Voce Ritrovata', presso le
Edizioni Lyasis di Sondrio.

#10980 Da: <amadeusoft@...>
Data: Sab 28 Lu 2007 10:24 am
Oggetto: Api, sistema olfattivo
amadeusoft
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Api, sistema olfattivo

di: Enrico Loi

Data articolo: luglio 2007

Fonte: PLoS Biology

Sapori e odori svolgono un ruolo fondamentale nella ricerca di cibo per
molti animali. Un nuovo studio sulla percezione degli odori nelle api
mellifere spiega ora come le api reagiscono a un insieme di profumi e
illustra una mappa olfattiva che presenta notevoli corrispondenze con
l'attività cerebrale.

I ricercatori, guidati da Martin Giurfa del centro di ricerca sulla
cognizione animale di Tolosa, hanno inizialmente addestrato migliaia di api
ad associare una specifica sostanza chimica (per esempio l'alcole
1-nonanolo) a una ricompensa di saccarosio. Gli scienziati hanno poi
verificato la risposta delle api a una serie di odori differenti, al variare
della composizione chimica.

Osservando quanto spesso le api rispondevano positivamente a un particolare
profumo mentre erano state addestrate a rispondere a un altro, i ricercatori
hanno potuto assegnare “distanze” percettive alle varie coppie di sostanze.
Disegnando tutte queste distanze, hanno creato una mappa preliminare dello
“spazio percettivo” delle api. Da questo confronto hanno scoperto, per
esempio, che le api generalizzano principalmente per gruppi funzionali
anziché per lunghezza delle catene di carbonio.

In precedenza, un altro gruppo di ricercatori aveva registrato le risposte
cerebrali delle api alle stesse coppie di odori, determinando le distanze
fra i centri di attività per ciascun profumo. Il team scientifico ha
confrontato questi due set di dati, scoprendo che le distanze percettive e
quelle neurali presentano fra di loro un'ottima correlazione. Ciò suggerisce
l'esistenza di un codice specifico di una specie che lega insieme il
comportamento e l'attività cerebrale degli insetti.

#10979 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Sab 28 Lu 2007 10:22 am
Oggetto: Emozioni, sentimenti, perdono
amadeux@...
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Emozioni, sentimenti, perdono

Lise Bourbeau

Emozioni, sentimenti, perdono

Copertina a 4 colori plastificata
176 pagg. ISBN: 88-87622-62-0

"Spesso vado in collera; come fare per capire qual’è la causa reale?" "Da
bambina mio padre mi ha messa da parte quando è nato mio fratello, e io mi
porto dietro l’impressione di essere rifiutata dagli uomini in tutti i miei
rapporti con loro. Come faccio a liberarmene?" "A volte mi sento come un
blocco al plesso solare: pare che sia causato dalle emozioni. Cosa posso
fare quando il blocco si presenta?" La società ci spinge a provare emozioni
sempre più forti, in una sorta di... consumismo emotivo. Poi, però veniamo
lasciati soli a gestircele... Da una grande specialista di fama
internazionale, la chiave di volta per venirne fuori intatti e possibilmente
cresciuti.


Preambolo: cosa intendiamo per emozione, sentimento, sensibilità,
ipersensibilità, sentire

È importante leggere quanto segue prima di incominciare il libro; dal
momento che c’è una grande confusione riguardo all’interpretazione di parole
come emozione, sentimento, sensibilità, sentire, ecco la definizione che
diamo a questi termini alla scuola Ascolta il tuo corpo.


Emozione

Un’emozione è il risultato di un’attività del piano mentale. Proviamo
un’emozione quando temiamo per noi stessi, in conseguenza del fatto che una
nostra credenza ha preso il sopravvento, e suscita in noi una paura. Tale
paura impedisce che si realizzi un desiderio, il che ha l’effetto di
bloccare quell’energia del corpo emozionale che andrebbe utilizzata per
aiutare l’es-sere umano a realizzare i propri desideri.  Possiamo dunque
dedurne che dietro ad ogni emozione vissuta c’è, in più, un’emozione di
paura, solitamente la paura di non essere amati.


Sentimento

Un sentimento deriva dalla facoltà percettiva, tipica dell’essere umano,
esercitata dal corpo emozionale che vibra ogni volta che i cinque sensi
fisici captano una sensazione. Fintanto che ci si consente di sentire senza
che un’attività mentale accusatoria prenda il sopravvento, la sensazione
chiamata “sentimento” è gestita bene, perché non blocca l’energia del corpo
emozionale.


Come distinguere l’emozione dal sentimento

Potete provare un sentimento di paura, di tristezza, di gioia eccetera,
oppure un’emozione di paura, di tristezza, di gioia eccetera. Per esempio:
quando, pur provando tristezza, restate in contatto con l’esperienza che
state vivendo, vi consentite di provare quella tristezza ma potete dire che
quel sentimento è gestito bene dal corpo mentale, emozionale e fisico. In
tal caso, la tristezza non è nefasta. Se, invece, provando tristezza, il
corpo mentale prende immediatamente il sopravvento, dicendo o pensando che
questa cosa è ingiusta, che non riuscite a capire e così via, il sentimento
diventa emozione. Perché? Perché avete paura per voi stessi, e ne incolpate
un altro oppure vi autoincolpate. Tale at-teggiamento mentale impedisce di
manifestare il desiderio di essere felici, di lasciar andare le cose, o di
amare in modo incondizionato. Per questa ragione un’emozione non è mai
benefica: finisce perlopiù col creare un blocco nel corpo fisico, quindi un
malessere o una malattia.


Sensibilità

La sensibilità è la proprietà del corpo emozionale che ci consente di
sentire e percepire, e ce ne serviamo per vivere un sentimento o
un’emozione. Nel sentimento, l’essere umano “sente” con tutto se stesso, ma
rimane l’osservatore di ciò che prova; nell’emozione, l’analisi, la critica
e l’accusa prendono il sopravvento e l’energia si concentra maggiormente nel
plesso solare. In questo caso la sensibilità viene usata male, perché non
può più circolare liberamente: è troppo concentrata nel plesso solare. Ecco
perché una persona sensibile che impara ad osservare la propria sensibilità
rimane ben centrata anche quando ciò che osserva non è gradevole. Il fatto
di rimanere centrata le permette di trovare rapidamente e lucidamente una
soluzione al problema che ha di fronte.


Iperemotività

L’iperemotività è una sensibilità esagerata, fuori luogo; chi si definisce
“ipersensibile” o “iperemotivo” di solito ha in realtà una sensibilità
leziosa, di maniera, uno stato frequente fra chi si ritiene responsabile di
rendere felici gli altri.


Il sentire

A volte, insegnando; uso il termine “il sentire”, sebbene non sia del tutto
ortodosso. È un modo di impiegare questo verbo particolamente utile per
descrivere che cosa proviamo o sentiamo. In un’espressione del tipo “sono
nel mio sentire”, la persona esprime precisamente che non sta pensando, ma
sta sentendo, percependo.

#10978 Da: <posta@...>
Data: Sab 28 Lu 2007 10:22 am
Oggetto: Scie chimiche sui crop circles
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Scie chimiche sui crop circles

a cura di Zret

Data articolo: luglio 2007
Fonte: www.segnidalcielo.it
Ripreso da: www.sciechimiche-zret.blogspot.com

Articolo di M. Fratini

Pubblichiamo un significativo articolo del ricercatore indipendente Massimo
Fratini. La notizia riportata dallo studioso è di grande interesse per
almeno due motivi: riferisce, infatti, di elicotteri dell'aviazione
britannica che spargono scie tossiche e segnalazioni di questo tipo giungono
anche dagli Stati Uniti. Inoltre un O.V.N.I. sembra interferire con le unità
militari: tale particolare potrebbe avallare la tesi di chi ritiene che, in
taluni casi, per motivi a noi ignoti, presunte civiltà extraterrestri
cerchino di contrastare le operazioni di avvelenamento della biosfera.

Elicotteri militari irrorano sostanze chimiche e radioattive sui visitatori
dei crop circles inglesi

Un elicottero militare senza insegne di tipo Apache è stato ripreso, mentre
evoluiva sul crop circle apparso ad East Field in Inghilterra, il 10 luglio
2007. L'Apache ha cercato in tutti i modi di intimidire le persone che
stavano visitando la stupenda formazione. Nel frattempo, altri due
elicotteri affiancavano il primo. Nei passaggi a bassa quota gli elicotteri
irroravano una sostanza che odorava di zolfo, nauseabonda e le persone
iniziavano a sentirsi male e ad avere dei forti mal di testa.

Winston Keech, che ha ripreso con la videocamera tutto l'evento, si trovava
all'interno del pittogramma con alcune apparecchiature e rivelatori di
radiazioni, quando ha notato che, al passaggio degli elicotteri, le
radiazioni aumentavano ad un livello che oscillava tra 300 - 500 Bq(1) che è
la soglia massima di allarme delle centrali nucleari. Addirittura un U.F.O.
si è affiancato ad un Apache ed ha tentato di disturbarne le manovre a bassa
quota.

Forse l'U.F.O cercava in qualche modo di far interrompere la diffusione
delle sostanze radioattive misteriose e forse anche pericolose per la salute
pubblica. Questo episodio è un grave attentato ed andrebbe immediatamente
denunciato. Ma, dato che alla classe politica ed ai responsabili dei vertici
militari non frega nulla, allora qualcuno da lassù ha tentato di disturbare
le operazioni di irrorazione di sostanze chimiche, come accade molto spesso
con le chemtrails.

(1) Bq sta per becquerel ed è l'unità di misura dell'attività di una
sostanza radioattiva nel sistema internazionale. Tale unità, che prende il
nome dal fisico francese A.H. Becquerel, ha sostituito il curie. (n.d.c.)

#10977 Da: <amadeus@...>
Data: Ven 27 Lu 2007 10:04 am
Oggetto: Sadhana: come l'uomo diventa uomo
amadeus@...
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Sadhana: come l'uomo diventa uomo

(di M.P.)


Sadhana vuol dire essere consapevoli di ogni momento della nostra giornata,
di ogni nostra azione

Sadhana viene da sadh, che significa attività rivolta al conseguimento di
progresso spirituale che viene poi vissuto nel concreto della vita. La sola
teoria non dà nessun risultato.

Se l'essere umano vuole scoprire il significato del cosmo, del pulsare delle
stelle, della vita che vibra in ogni cosa, della sua vita, deve aprirsi ad
una conoscenza cha va al di là del fenomenico.

Il corpo e la mente sono mezzi che noi abbiamo a disposizione per vivere
questa esperienza; conoscere i nostri impedimenti, le difficoltà che sembra
ci vogliano distruggere, le sofferenze che non riusciamo a capire; cercare
di comprendere i messaggi che la vita ci dà per vivere la crescita alla
quale ci spingono.

Se ci facciamo condizionare da ciò che avviene, rimarremo sempre nei nostri
limiti, chiusi in un'esperienza che è solo terrena, che percepiamo solo
attraverso i sensi.

Se invece ci poniamo nella dimesione del ricercatore e ci accorgiamo che
esistono esperienze diverse, piani di coscienza diversi, la nostra
dimensione umana si dilata, fino a vivere un mutamento esistenziale, che
sarà il risultato della sadhana.

Sadhana vuol dire essere consapevoli di ogni momento della nostra giornata,
di ogni nostro pensiero, di ogni nostra azione e del loro risultato, del
nostro respiro, dei nostri desideri. Solo così la vita potrà diventare un
processo di crescita e portarci verso ciò a cui aspiriamo da molte vite.

L'"uomo", che sembra cammini eretto da centinaia di migliaia di anni, non è
ancora riuscito ad essere veramente uomo, proprio perchè non pratica quella
sadhana che porta "l'atto al volere", come diceva Rilke.

La sadhana è fatta di sforzo, di disciplina, di durata, di volizione e di
gioia di crescere.

Sadhana è consapevolezza del nostro esistere.

#10976 Da: <amadeusoft@...>
Data: Ven 27 Lu 2007 10:05 am
Oggetto: Ai giovani
amadeusoft
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Ai giovani

  (di Jiddu Krishnamurti)

[Tratto da: La ricerca della felicita' [Jiddu Krishnamurti]]



Vi siete mai chiesti quale sia il senso dell'educazione? Perché andiamo a
scuola, perché impariamo varie materie, perché facciamo esami e gareggiamo
fra di noi per avere i voti migliori? Qual è il significato della cosiddetta
educazione, qual è la sua vera funzione? Si tratta di un interrogativo
realmente importante, non solo per gli studenti, ma anche per i genitori,
per gli insegnanti e per chiunque ami questo nostro pianeta.

  Perché affrontiamo la lotta che il ricevere un'educazione comporta? E'
semplicemente allo scopo di superare qualche esame e trovare lavoro? Oppure
la funzione dell'educazione è di prepararci, quando siamo giovani, a
comprendere il processo della vita nella sua interezza? Avere un lavoro e
guadagnarsi da vivere è necessario - ma è davvero tutto lì?

E' solo per quello che veniamo educati? Di certo la vita non è fatta
soltanto di un lavoro, di un'occupazione. La vita è qualcosa di
straordinariamente ampio e profondo, è un grande mistero, un vasto regno in
cui agiamo in quanto esseri umani. Se ci prepariamo semplicemente a
guadagnarci da vivere, non riusciremo a cogliere il senso della vita; e
comprendere la vita è molto più importante che prepararsi per un esame o
ottenere ottimi risultati in matematica, fisica e così via.
Dunque, in quanto insegnanti o allievi, non è importante domandarci perché
educhiamo o veniamo educati?

E qual è il significato della vita? Non è forse la vita una cosa
straordinaria? Gli uccelli, i fiori, gli alberi in fiore, il cielo, le
stelle, i fiumi e i pesci che ci vivono - tutto questo è vita. La vita sono
i poveri e i ricchi; la vita è la perenne battaglia fra gruppi, razze e
nazioni; la vita è meditazione; la vita è ciò che chiamiamo religione, ed è
anche gli aspetti inafferrabili, nascosti, della mente - le invidie, le
ambizioni, le passioni, le paure, le gratificazioni, le angosce.


La vita è tutto questo e molto di più. Ma di solito ci prepariamo a
comprenderne solo una piccola porzione. Superiamo certi esami, troviamo un
lavoro, ci sposiamo, abbiamo dei figli, e diventiamo sempre più simili a
macchine. Continuiamo a essere paurosi, ansiosi, spaventati dalla vita. E
allora, la funzione dell'educazione è di aiutarci a comprendere l'intero
processo della vita o semplicemente di prepararci a una professione, al
miglior lavoro possibile?

Cosa ne sarà di tutti noi quando diventeremo uomini e donne adulti? Vi siete
mai chiesti cosa farete quando sarete adulti? Con ogni probabilità vi
sposerete e, prima ancora di rendervene conto, sarete madri e padri; a quel
punto sarete legati a un lavoro, o alle incombenze domestiche, e così, poco
a poco, appassirete. E' tutto qui quello che la vostra vita si avvia a
essere? Ve lo siete mai chiesto? Non dovreste interrogarvi a questo
proposito? Se la vostra famiglia è agiata, può darsi che abbiate già
assicurata una posizione abbastanza buona, che vostro padre vi procuri un
lavoro comodo o che facciate un matrimonio ricco; ma anche così andrete
incontro al declino, al deterioramento.

Certamente l'educazione non ha senso a meno che non vi aiuti a comprendere
la vastità della vita in tutte le sue sfumature, con la sua straordinaria
bellezza, i suoi dolori e le sue gioie. Potete avere lauree e titoli
accademici, e trovare un ottimo lavoro; e poi? A che serve tutto questo se
strada facendo la vostra mente si offusca, si logora, si instupidisce? Non
dovreste cercare di scoprire il senso della vita adesso che siete giovani? E
non è forse quella la vera funzione dell'educazione, ossia di coltivare in
voi l'intelligenza che cercherà di trovare la risposta a tutti questi
problemi? Sapete cos'è l'intelligenza? E' la capacità di pensare
liberamente, senza paure, senza formule, che ci permette di cominciare a
scoprire autonomamente ciò che è reale, ciò che è vero; ma se siete
spaventati, non sarete mai intelligenti. Qualunque forma di ambizione,
spirituale o terrena, alimenta l'ansia, la paura; ecco perché l'ambizione
non aiuta a far sviluppare una mente che sia chiara, semplice, diretta, e
quindi intelligente.

Sapete, è molto importante, quando si è giovani, vivere in un ambiente dove
non alligni la paura. Andando avanti con gli anni, la maggior parte di noi
diventa sempre più timorosa: abbiamo paura di vivere, paura di perdere il
lavoro, paura della tradizione, paura di ciò che i vicini o il proprio
coniuge diranno, paura della morte. La maggior parte di noi ha paura, in una
forma o nell'altra; e dove è presente la paura, non c'è intelligenza. E non
è forse possibile per tutti, da giovani, vivere in un ambiente dove non si
respiri la paura, bensì la libertà  - libertà non di fare ciò che si vuole,
ma di comprendere il processo del vivere nella sua interezza? La vita è in
realtà bellissima, non è quella brutta cosa a cui noi l'abbiamo ridotta; e
se ne può apprezzare la ricchezza, la profondità, la straordinaria bellezza
solo quando ci si ribella contro tutto - contro la religione organizzata,
contro la tradizione, contro il marcio della società attuale - scoprendo
autonomamente, in quanto singoli esseri umani, ciò che è vero.

Non imitazione, ma scoperta: è questa l'educazione, non è così? E' molto
facile adeguarsi a ciò che la società o i genitori o gli insegnanti vi
dicono. E' un modo sicuro e facile di esistere; ma non è vivere, perché in
esso si annidano la paura, la decadenza, la morte. Vivere vuol dire scoprire
autonomamente ciò che è vero, e questo è possibile soltanto quando si è
liberi, quando è in atto una continua rivoluzione interiore.

Ma non siete incoraggiati a muovervi in questa direzione; nessuno vi dice di
indagare, di scoprire autonomamente cos'è Dio, perché se mai vi ribellaste,
diventereste un pericolo per tutto ciò che è falso. I vostri genitori e la
società vogliono che viviate una vita sicura, e anche voi lo volete. In
generale, una vita sicura significa una vita di imitazione e, quindi, di
paura. Ma la funzione dell'educazione è di aiutare ciascuno di noi a vivere
liberamente e senza paura, non è così? E la creazione di un'atmosfera libera
da paure richiede un considerevole sforno di riflessione sia da parte
vostra, sia da parte dell'insegnante, dell'educatore.

Sapete cosa significa questo - che cosa straordinaria sarebbe creare
un'atmosfera libera da paure? Noi dobbiamo crearla perché, come possiamo
vedere tutti, il mondo è perennemente in preda alla guerra, è guidato da
politici avidi di potere, è un mondo di avvocati, poliziotti e soldati, di
uomini e donne ambiziosi che vogliono farsi una posizione e lottano gli uni
contro gli altri per affermarsi. Poi ci sono i cosiddetti santi, i guru
religiosi con i loro seguaci; anch'essi bramano il potere, il prestigio,
adesso o in una vita futura.

E' un mondo folle, in preda alla confusione più totale, in cui il comunista
combatte il capitalista, e il socialista si oppone a entrambi; tutti hanno
nemici e lottano per conquistare la sicurezza, rappresentata da una
posizione di potere o di agiatezza. Il mondo è lacerato dai conflitti fra
credenze opposte, dalle differenze di casta e di Casse, dai separatismi
nazionali, dalle forme più svariate di stupidità e di crudeltà - e voi
venite educati a prendere il vostro posto proprio in questo mondo. Venite
incoraggiati a inserirvi nel contesto di questa società disastrosa; è questo
che vogliono i vostri genitori e che anche voi, in effetti, volete.

Orbene, la funzione dell'educazione è semplicemente quella di aiutarvi ad
adeguarvi allo schema di quest'ordine sociale marcio o piuttosto di darvi la
libertà - la più completa libertà di crescere e creare una società
differente, un mondo nuovo? Noi vogliamo tale libertà non nel futuro, ma
adesso, altrimenti corriamo tutti il rischio di distruggerci.

Dobbiamo creare subito un'atmosfera di libertà, cosicché voi possiate vivere
e scoprire autonomamente ciò che è vero, diventare intelligenti, essere
capaci di affrontare il mondo e comprenderlo, anziché semplicemente
adeguarvi ad esso; dentro di voi, in profondità, psicologicamente, dovete
essere perennemente in rivolta, perché solo coloro che sono sempre in
rivolta possono scoprire il vero, non certo coloro che si adeguano, che
seguono la tradizione. Solo indagando, osservando, imparando costantemente,
potete trovare la verità, Dio o l'amore; ma non potete indagare, osservare,
imparare, non potete avere alcuna consapevolezza profonda, se avete paura.

Dunque, la funzione dell'educazione è di sradicare, tanto internamente
quanto esternamente, questa paura che distrugge il pensiero, i rapporti
umani e l'amore.
Forse possiamo esaminare il problema della paura da un'altra angolazione. La
paura produce effetti straordinari sulla maggior parte di noi. Crea ogni
sorta di illusioni e di problemi. Se non la esploreremo in profondità fino a
comprenderla veramente, la paura distorcerà sempre le nostre azioni. La
paura deforma le nostre idee e menoma il nostro modo di vivere; crea
barriere fra le persone e certamente distrugge l'amore.

Quanto più ci addentriamo nella paura, quanto più la comprendiamo e ce ne
liberiamo realmente, tanto maggiore sarà I nostro contatto con tutto ciò che
ci circonda. Attualmente i nostri contatti vitali con la vita sono assai
pochi, non è vero? Ma se riusciamo a liberarci dalla paura, amplieremo tali
contatti, approfondiremo la nostra comprensione delle cose, avremo una reale
compassione, una considerazione amorevole per il mondo, e i nostri orizzonti
si allargheranno enormemente. Vediamo dunque se possiamo parlare della paura
da un diverso punto di vista.

Mi domando se avete mai notato che la maggior parte di noi ricerca un
qualche tipo di sicurezza psicologica. Desideriamo la sicurezza, qualcuno a
cui appoggiarci. Come un bambino piccolo stringe la mano della madre, così
noi vogliamo qualcosa a cui aggrapparci, qualcuno che ci ami. Senza un senso
di sicurezza, senza una difesa mentale, ci sentiamo persi. Siamo abituati ad
appoggiarci agli altri, a rivolgerci agli altri affinché ci guidino e ci
aiutino, e senza tale sostegno ci sentiamo confusi, spaventati, non sappiamo
cosa pensare, come agire. Nel momento in cui siamo lasciati a noi stessi, ci
sentiamo soli, insicuri, incerti. Da questo nasce la paura, non è così?

Desideriamo qualcosa che ci dia un senso di sicurezza e abbiamo a
disposizione difese di vario genere, barriere protettive sia interne che
esterne. Quando chiudiamo le finestre e le porte di casa e restiamo dentro,
ci sentiamo al sicuro, indisturbati. Ma la vita non è così. La vita bussa in
continuazione alla nostra porta, cerca di spalancare le nostre finestre in
modo che possiamo vedere di più; e se, spinti dalla paura, chiudiamo a
chiave le porte e sbarriamo le finestre, busserà ancora più forte. Quanto
più ci aggrappiamo alla sicurezza, sotto qualunque forma, tanto più la vita
interviene e ci trascina. Quanto più abbiamo paura e ci chiudiamo in noi
stessi, tanto maggiore è la sofferenza, perché la vita non ci lascia in
pace.

Vogliamo sicurezza, ma la vita dice che non possiamo averla; e così ha
inizio la nostra lotta. Cerchiamo la sicurezza nella società, nella
tradizione, nel rapporto con il padre e la madre, con il marito o la moglie;
ma la vita fa sempre irruzione attraverso le mura della nostra sicurezza.

Anche nelle idee cerchiamo sicurezza o conforto, non è così? Avete osservato
come nascono le idee e in che modo la mente ci si aggrappa? Avete l'idea di
qualcosa di bello che avete visto durante una passeggiata e la vostra mente
torna a quell'idea, a quel ricordo. Leggete un libro e ne ricavate un'idea a
cui vi aggrappate. E' indispensabile, dunque, che capiate come nascono le
idee e come diventano un mezzo per procurarsi sicurezza e conforto
interiore, qualcosa a cui la mente si aggrappa.

Avete mai riflettuto sulla questione delle idee? Se uno di voi ha un'idea e
io ho un'idea differente, e ciascuno dei due pensa che la propria idea sia
migliore di quella dell'altro, ci accapigliamo, non è così? Io cerco di
convincere lui ed egli cerca di convincere me. Il mondo intero è costruito
sulle idee e sui relativi conflitti; e se esaminate la questione in
profondità, scoprirete che il semplice fatto di aggrapparsi a un'idea non ha
senso. Ma avete notato che vostro padre, vostra madre, i vostri insegnanti,
i vostri zii e zie, si aggrappano tutti tenacemente alle proprie idee?
Orbene, come nasce un'idea? Come vi vengono le idee? Quando ad esempio avete
l'idea di andare a fare una passeggiata, come è sorta tale idea? E' molto
interessante scoprirlo.

Basta osservare - e capirete come sorge un'idea di questo genere, e come la
mente si aggrappa ad essa, scartando tutto il resto. L'idea di andare a fare
una passeggiata è la risposta a una sensazione, non è così? Già in passato
siete andati a passeggio e ve ne è rimasta un'impressione o sensazione
piacevole; avete voglia di rifarlo, così l'idea viene creata e poi messa in
pratica. Quando vedete una bella automobile, avvertite una sensazione, non è
così? Tale sensazione nasce dal fatto stesso di guardare l'automobile. La
visione crea la sensazione, da cui nasce l'idea, "Voglio quella automobile,
è la mia automobile", e l'idea diventa allora assolutamente predominante.

Cerchiamo sicurezza fuori di noi, nel possesso di oggetti e nei rapporti, e
anche internamente, nelle idee e nelle credenze. Credo in Dio, credo nei
riti, credo che dovrei sposarmi in base a certi principi, credo nella
reincarnazione, nella vita dopo la morte, e così via. Queste convinzioni
derivano tutte dai miei desideri e pregiudizi e ad esse mi aggrappo. Ho
sicurezze esterne, ossia al di fuori dei confini del mio corpo, e sicurezze
interne; toglietemele o mettetele in discussione, e io avrò paura; vi
respingerò, vi combatterò se minacciate la mia sicurezza.

Ma esiste davvero questa cosa chiamata sicurezza? Capite Cosa intendo? Noi
abbiamo certe idee a proposito della sicurezza. Possiamo sentirci sicuri
insieme ai nostri genitori oppure facendo un particolare lavoro. Il nostro
modo di pensare, di vivere, di guardare alle cose - tutto questo ci può
soddisfare. La maggior parte di noi è ben contenta di rinchiudersi dentro
idee sicure. Ma è davvero possibile essere sicuri, malgrado tutte le difese
interne ed esterne a nostra disposizione? Sul piano esterno può accadere che
domani la nostra banca fallisca, ché nostra madre o nostro padre muoiano,
che scoppi la rivoluzione. E c'è forse sicurezza nelle idee?

Ci piace pensare di essere al sicuro con le nostre idee, le nostre credenze,
i nostri pregiudizi; ma lo siamo davvero? Ci sono muri che non sono reali,
che sono semplicemente il frutto delle nostre sensazioni e concezioni. Ci
piace credere che esista un Dio il quale vigila su di noi, oppure che
rinasceremo più ricchi, più nobili di quel che siamo adesso. Potrebbe essere
e potrebbe non essere. E' facile dunque, se consideriamo le certezze sia
interne che esterne, accorgersi che nella vita non c'è alcuna sicurezza.

Vedendo tutto questo, una persona profonda inizia a liberarsi di ogni tipo
di certezza, interna o esterna. Ciò è estremamente difficile, perché
significa essere soli - soli nel senso che non si è dipendenti da nulla. Nel
momento in cui si dipende da qualcosa, si ha paura; e dove c'è la paura, non
c'è amore. Quando si ama, non si è soli. Il senso di solitudine sorge
unicamente quando si ha paura di essere soli e di non sapere cosa fare.

Quando si è controllati dalle idee e isolati dalle credenze, la paura è
inevitabile; e quando si ha paura, si è completamente ciechi.

Insieme, insegnanti e genitori devono dunque risolvere questo problema della
paura. Ma purtroppo i vostri genitori hanno paura di ciò che potreste fare
se non vi sposate o se non trovate lavoro. Hanno paura che prendiate una
cattiva strada, paura di ciò che potrebbe dire la gente, e a causa di tale
paura vogliono che facciate determinate cose. La loro paura è ammantata di
quello che essi chiamarlo amore. Vogliono prendersi cura di voi, dunque
dovete fare questo e quest'altro. Ma oltre il muro del loro cosiddetto
affetto e attenzione per voi, scoprirete la paura, il timore per la vostra
sicurezza e rispettabilità; e anche voi siete spaventati, perché per tanto
tempo siete dipesi da altre persone.

Ecco perché è molto importante che, sin dalla più tenera età, cominciate a
mettere in discussione e a infrangere questi sentimenti di paura, per non
farvi isolare da essi, per non restare rinchiusi nelle idee, nelle
tradizioni, nelle abitudini; e siate, invece, esseri umani pieni di vitalità
creativa.

#10975 Da: <posta@...>
Data: Ven 27 Lu 2007 9:45 am
Oggetto: Italia, caro mutui alle stelle
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Italia, caro mutui alle stelle

Data articolo: luglio 2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Italiani schiacciati dal mutuo casa. Rate più care di mille euro a Roma

I prezzi delle abitazioni crescono anche se meno che in passato. Cresce
ormai costantemente il costo del denaro. Le banche fanno la loro parte (lo
ha sottolineato di recente il governatore di Bankitalia, Draghi, spiegando
che nel Belpaese i mutui costano più che nel resto d'Europa). Gli stipendi,
già mediamente bassi, rischiano di non bastare. È il preludio della bolla
immobiliare ? Secondo una ricerca del Centro Studio Sintesi di Venezia la
preoccupazione è figlia dell'allarme sollevato d un incremento dei tassi di
interesse che si trasferisce presto sui mutui.

Negli ultimi otto anni le famiglie italiane hanno più che quadruplicato
(+326%) il loro indebitamento nei confronti del sistema creditizio per
l'acquisto di immobili, in particolare nelle province del sud Italia
(Vibo-Valentia +992,4%, Crotone +824,2%, Cosenza +604,2%, Pescara +563,7%).
Gli italiani si indebitano sempre di più per comprarsi la casa, anche se
forse è in atto un cambiamento, come dicono i dati dell'Osservatorio Banca
della casa di Unicredit: -1,6% il dato sulle erogazioni di mutui nel primo
trimestre 2007 rispetto ai primi tre mesi del 2006. Sinora l'aumento della
consistenza dei mutui era stato certamente favorito dal livello estremamente
basso dei tassi di interesse, successivo all'entrata in vigore dell'euro, ma
ora si potrebbe arrivare ad una situazione insostenibile per le famiglie.

Accendere un mutuo costa oggi in media il 5,5% di tasso d'interesse annuo.
Il rischio, però, è che i tassi continuino a salire, visto che la Bce
vorrebbe nuovamente aumentare il tasso di riferimento di ulteriori 0,25
punti percentuali nel prossimo autunno. Tenuto conto che nel solo anno 2006
il rincaro è stato di oltre un punto percentuale (+1,25%), il Centro Studi
Sintesi ha stimato il peso di questi incrementi all'interno del bilancio
familiare, informazione particolarmente preziosa visto che le rate stanno
assumendo dimensioni sempre più insostenibili per i redditi più bassi.

I dati appaiono alquanto preoccupanti. I finanziamenti concessi alle
famiglie per l'acquisto di abitazioni ammontano a 208 miliardi di euro di
mutui nel 2006, con una variazione rispetto all'anno precedente del +13,3%,
secondo stime elaborate su dati di Banca d'Italia: già questi numeri
preliminari indicano che la tendenza alla crescita si è consolidata e non
accenna a rallentare.

Quanto alle rate si prevede una crescita media annuale di 844 euro, che si
tradurrebbe in un incremento mensile della rata di 70 euro. L'impatto
maggiore si verificherebbe nelle regioni centrali, dove il rincaro annuale
potrebbe raggiungere i 1.068 euro. Sono 12 le province italiane in cui
l'incremento dovrebbe superare i 1.000 euro nel corso dell'anno; fra queste
spiccano la capitale, Roma, con un rincaro di 1.512 euro, Pescara (+1.264
euro), Firenze (+1.213 euro) e Siena (+1.206 euro). Nella parte bassa della
graduatoria, al di sotto dei 500 euro di aumento si osservano 22 province
italiane; da segnalare i rincari contenuti previsti per le famiglie di
Potenza, Vibo Valentia (+324 euro), Frosinone (+358 euro), Reggio Calabria
(+361 euro), Enna (+372 euro), Agrigento (+374 euro) e Sondrio (+388 euro).

Tutto potrebbe cambiare se venisse confermata la tendenza più recente.
Secondo l'Osservatorio mutui di Banca per la casa (gruppo Unicredit) è in
flessione dell'1,6% il dato sulle erogazioni di mutui nel primo trimestre
2007 rispetto ai primi tre mesi del 2006. Complessivamente nei primi tre
mesi dell'anno sono stati erogati mutui per 14,2 miliardi di euro. «La
flessione dell'1,6% - sostiene l'Osservatorio di Unicredit) fa seguito alla
sostanziale stabilità che era stata registrata nello scorso trimestre e
indica un'inversione di tendenza rispetto alla costante crescita degli
ultimi anni.

La flessione è stata particolarmente marcata nel Nord-ovest (-5,25%) e nelle
Isole (-6,05%). Al contrario è continuata la crescita nel Nord-est (+1,58%)
e nell'Italia centrale (+1,61%) mentre il Sud è sostanzialmente stabile
(+0.04%). Guardando alle singole regioni, il mercato è nettamente calato in
Valle d'Aosta (-28,7%), Sardegna (-15,7%) e Liguria (-9,59%) mentre è
cresciuto in Trentino alto Adige (+23,41%), Umbria (+23,67%) e Molise
(+16%).

Su una cosa Sintesi e Osservatorio di Banca per la Casa sono d'accordo: come
ha spiegato l'amministratore delegato di Banca per la casa, Pasquale
Giamboi, la risposta va ricercata soprattutto nei «continui rialzi dei tassi
che hanno reso le famiglie più riflessive sulle decisioni di finanziamento».

#10974 Da: <posta@...>
Data: Ven 27 Lu 2007 9:46 am
Oggetto: Consumatori contro le banche
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Consumatori contro le banche

Data articolo: luglio 2007
Fonte: Corriere della Sera

L'ira dei consumatori contro le banche

guadagni indebiti per 5,3 miliardi

Le associazioni: il decreto Bersani è stato disatteso, c'è un cartello.
Esposti per truffa e appropriazione indebita

A un anno dall'emanazione del primo pacchetto di liberalizzazioni voluto dal
ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, le banche continuano
a disattendere le regole. E grazie all'asimmetria dei tassi in un solo anno
hanno realizzato un guadagno indebito di 5,3 miliardi di euro. È l'accusa
che arriva dalle associazioni dei Consumatori: Adusbef, Federconsumatori,
Codacons e Adoc per protestare contro l'atteggiamento degli istituti di
credito hanno predisposto uno studio, intitolato «Usi e abusi bancari» e
presentato martedì a Roma.

RECLAMI - A partire dal giugno 2006, recita lo studio, sono stati più di
18mila i reclami ricevuti dalle associazioni dei consumatori in merito alla
mancata applicazione delle liberalizzazioni nel settore delle banche. Sono
stati 14.711 i reclami sul mancato rispetto delle norme sulla simmetria dei
tassi di interesse, 2.507 quelli relativi alle regole sulla portabilità dei
mutui, 522 hanno riguardato la cancellazione dell'ipoteca, 347 la penale sui
mutui.

CARTELLO - Le associazioni dei consumatori parlano di «cartello tra banche»
in particolare per l'asimmetria tra tassi di interessi attivi e passivi
applicata dagli istituti, circostanza che configurerebbe una violazione
dell'articolo 10 del decreto Bersani. In un anno la Banca centrale europea
ha effettuato cinque aumenti del costo del denaro. Le banche italiane hanno
tempestivamente aumentato il costo del denaro sui mutui, prestiti personali,
fidi e finanziamenti con una stangata di 170 euro al mese su un modesto
mutuo a tasso variabile, senza aumentare minimamente i tassi sui depositi
come conti correnti e libretti di risparmio. «Grazie all'asimmetria dei
tassi - ha dichiarato Elio Lannutti dell'Adusbef - in un solo anno le banche
hanno realizzato un lucro indebito di 5,3 miliardi di euro. Abbiamo
presentato alla Procura della Repubblica ben 104 esposti per truffa e
appropriazione indebita».

#10973 Da: "amec2@gmx" <amec2@...>
Data: Ven 27 Lu 2007 9:48 am
Oggetto: Usa, tumori al polmone
amec2@...
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Usa, tumori al polmone

R.S. a cura della redazione ECplanet

Data articolo: luglio 2007
Autore: Dottor James Howenstine
Fonte: CNN, American morning program, 8 marzo 2006, Miles e Soledad O’Brien

Aumento dei casi di tumore al polmone negli Stati Uniti

Nel 2005 sono stati registrati 175.000 casi di cancro al polmone negli Stati
Uniti, ma, tra i mesi di gennaio e di febbraio, sono stati già diagnosticati
172.000 casi. Che cosa può aver causato questo sconvolgente incremento ?
Ovviamente il tabagismo non c’entra quasi nulla con un così spaventoso
aumento, mentre le radiazioni correlate all’uso di armi all'uranio
impoverito nei vari teatri di guerra, (Bosnia, Afghanistan, Iraq), sono
quasi certamente all'origine di tale gravissima emergenza sanitaria. Del
resto il rapporto britannico Aldermastone, datato 19 febbraio 2006, ha
rilevato la presenza di polveri radioattive in Europa.

Il governo degli Stati Uniti non ha rilasciato alcuna informazione circa i
livelli di radioattività registrati in Europa né diffonde notizie a
proposito del genocidio ai danni delle popolazioni civili perpetrato con
armi convenzionali e di altro tipo, con agenti patogeni distribuiti tramite
le scie chimiche. Il tutto risponde ad una precisa azione di drastico
controllo della popolazione mondiale: si tratta di un progetto deciso ed
attuato dalla Commissione trilaterale, dal 33esimo grado della Massoneria,
dal Club di Roma, dal gruppo Bilderberg (Prodi ne è un esponente), dagli
“Illuminati”, dal Consiglio per le relazioni estere.

È dimostrato che respirare particelle di uranio cagiona tumori polmonari: è
il caso dei minatori che spesso sono affetti da tale patologia, laddove il
fumo, pur dannoso, non è così micidiale per l'apparato respiratorio. Medici
bosniaci hanno dovuto constatare una diffusione allarmante di tumori maligni
tra la popolazione né purtroppo sono disponibili terapie efficaci.

Un altro aspetto inquietante è che non esistono sistemi di protezione, quali
maschere e tute, che possano difendere dalle radiazioni. Non è poi da
escludere che alcune armi biologiche siano potenziate con sostanze
radioattive. I pianificatori del Nuovo ordine mondiale sono noncuranti di
tutto ciò, poiché evidentemente possiedono dei metodi per prevenire
l'insorgenza di molte malattie: del resto David Rockfeller, Zignev
Brezinsky, Henry Kissinger sembrano non essere mai stati colpiti da
affezioni legate, ad esempio, alla terza età. Invece, recentemente, la
moglie di Christopher Reeves, Dana, una non fumatrice che conduceva uno
stile di vita salutare, è morta di cancro al polmone all’età di 44 anni.

A causa della circolazione atmosferica, invisibili ma letali sostanze
radioattive si stanno spandendo almeno in metà del pianeta: ovviamente i
media, controllati dalle élites degli “Illuminati”, censurano queste
informazioni ed ignorano il problema. Intanto, complici le istituzioni ed i
mezzi di informazione di massa, i casi di tumore maligno sono sempre più
numerosi ed è logico prevedere che continueranno ad aumentare.

#10972 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Ven 27 Lu 2007 9:48 am
Oggetto: Meccanismi di difesa dalle esperienze spirituali
amadeux@...
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Meccanismi di difesa dalle esperienze spirituali

del dott. Mimmo di Biase

L'essere umano si identifica in maniera naturale nel suo falso ego e quando
inizia un percorso spirituale tale identificazione lotta per la sua
esistenza. Inconsciamente l'individuo mette in atto una serie di meccanismi
di difesa per salvare "se stesso" ( = il suo falso ego ), perdendo
l'occasione per tornare alla consapevolezza della sua reale natura. Il
riaffiorare della coscienza spirituale e' un'esperienza intensa, difficile
da negare, vissuta a volte con piacere e a volte con "paura" dato che mette
in crisi la personalita' ( = il falso ego ).

Un'esperienza affascinante ma sconosciuta e di conseguenza il falso ego
tenta sempre di ripristinare uno stato di coscienza normale, abituale,
oppure di giungere ad una formazione di compromesso: proviamo allora a
vedere alcuni meccanismi utilizzati dal falso ego per difendersi dalla
coscienza spirituale ( sono simili a quelli impiegati contro l'ansia e la
depressione ) senza la pretesa di essere esaustivi:

. Rimozione = l'esperienza spirituale e le emozioni ad essa associate
vengono rimosse nell'inconscio, quindi dimenticate quasi completamente. Il
risultato e' la vaga sensazione di aver perso qualcosa di noi stessi,
qualcosa di importante, una sorta di malinconia profonda o a volte in una
forma leggera, legata a un quid che non riusciamo a definire bene. Le fanno
da cornice un senso di noia, di insoddisfazione, il considerare la vita
abituale come vuota e inautentica.

. Proiezione = il "proiettare" l'esperienza spirituale all'esterno, su
determinate persone, rifiutando di viverla in prima persona. In questa
maniera l'individuo si rivolge a persone spiritualmente piu' elevate di lui,
le ammira e offre un determinato servizio, continuando pero' a condurre la
sua vita abituale, evitando di cambiare veramente se stesso e di sviluppare
la coscienza spirituale. Dunque " aiuto e frequento chi e' migliore di me
nel servizio devozionale ma non vado oltre": a volte semplicemente un inizio
del percorso spirituale, altre volte invece un vero e proprio compromesso
che l'individuo mette in atto in base a determinati motivi personali.

. Desacralizzazione = consiste nel "ridicolizzare" le religioni, i loro
praticanti e la concezione stessa di Dio, riducendole a semplici credenze
irrazionali che aiutano a vivere meglio. Una strategia difensiva molto
primitiva e rigida in alcune persone.

. Pessimismo = unito alla repressione e' caratterizzato dall'avere una
rappresentazione negativa di noi stessi, dallo sminuire le nostre capacita'
per sembrare piccoli e deboli di fronte al percorso spirituale devozionale
che sara' quindi rifiutato! E' evidente da frasi di questo genere: " Non ho
tempo, ho una famiglia da mandare avanti", "Mi dispiace ma il lavoro mi ruba
gran parte del mio tempo.", "Devo prima sistemarmi economicamente e/o
affettivamente, poi saro' pronto per iniziare", "Adesso sono giovane, non
sono all'altezza. magari iniziero' a 40-50 anni.", "I devoti sono
fantastici, mi sembrano irraggiungibili, io invece sono un comune
materialista. non mi sento adatto.", etc. etc.. Bassa autostima verso il
discorso spirituale e il reprimere le sensazioni spirituali sul nascere.

. Routinizzazione = in questo caso abbiamo l'accettazione a livello logico
delle esperienze spirituali che vengono pero' trasformate in attivita'
rituali, meccaniche, senza vere emozioni. La pratica spirituale diventa uno
dei tanti comportamenti rituali quotidiani: alzarsi, fare colazione,
lavarsi, andare al lavoro e cosi' via. Spiritualita' come parte della
routine giornaliera, senza essere vissuta con la dovuta attenzione.

. Dogmatizzazione = quando l'esperienza spirituale perde le sue
caratteristiche per divenire soltanto un dogma da rispettare, che fa paura,
che genera ansia, impossibile da evitare. In tali condizioni vediamo persone
le quali percorrono un sentiero spirituale spinte esclusivamente da un senso
del dovere tirannico, che le costringe ad aderire a sistemi di vita rigidi e
basati sul rispetto di determinate regole. Tali individui pero' non provano
ne' amore ne' una qualche felicita', bensi' una forte ansia dovuta al fatto
che il rispetto delle regole e' divenuto con il passare degli anni piu'
importante del percorso spirituale stesso. Non intendo certo affermare che
le regole non debbano essere rispettate, ma soltanto far notare come
determinate persone si allontanino dai significati profondi del loro
sentiero spirituale, mantenendone in vita solo gli aspetti superficiali:
anche questa e' una difesa dall'esperienza spirituale, una modalita' del
falso ego per proteggersi; non mi riferisco comunque a persone che lottano
per la sopravvivenza o la difesa del loro percorso o movimento spirituale.

. Astrazione = un ulteriore meccanismo di difesa, caratterizzato dal vivere
la spiritualita' unicamente nei suoi aspetti filosofici, astratti, senza
tradurli nella vita quotidiana. Il discorso spirituale come piacere mentale,
privo di una reale pratica e/o di un'autentica devozione: una ricerca
dell'erudizione, una vita da studiosi accademici, da teorici puri. Il
compromesso consiste dunque nell'accettare la spiritualita' vivendone
solamente gli aspetti "teorici".
L'elenco delle modalita' difensive descritte non e' completo, ma ne contiene
alcune molto diffuse; in genere si tratta di meccanismi relativamente
inconsci, involontari, che possono assumere due significati evolutivi:
adattivo o progressivo. Nel primo caso la difesa e' stabile e rappresenta
una formazione di compromesso definitiva; nel secondo invece e' soltanto
temporanea, e' la manifestazione di un movimento progressivo e graduale
verso una coscienza spirituale sempre piu' integrale: tale coscienza viene
accettata e sviluppata a piccole tappe, senza "colpire" violentemente la
personalita' e lo stato di coscienza abituale.

Dott. Mimmo Di Biase
Psicologo Clinico e di Comunita'

#10971 Da: <amadeux@...>
Data: Ven 27 Lu 2007 9:41 am
Oggetto: Chi sei?
amadeux@...
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Chi sei?

di Lise Bourbeau

Te lo svelano la forma del tuo corpo, il cibo che preferisci, la tua casa,
la tua salute, il modo in cui parli

Dall’Autrice di Ascolta il tuo corpo, il seguito di quel geniale
best-seller.

Chi siamo? Impariamo a scoprirlo da ciò che diciamo, da come scegliamo il
cibo o i vestiti, dalle forme del nostro corpo... tutto ci parla di noi!
Soprattutto i nostri disturbi, più dei 250 dei quali vengono qui spiegati e
decodificati, come altrettanti messaggi che ci svelano cause profonde.

Il risultato? L’autoguarigione, il miglioramento delle relazioni
interpersonali e un maggiore benessere.

Sei un’anima in via di evoluzione

Sei un’anima che si sta evolvendo sulla Terra. Per evolversi sul piano
terreno, alla tua anima serve un veicolo, e questo veicolo è il tuo corpo.
L’anima è situata nel centro del veicolo, ovvero nella zona del cuore, e
tutto ciò che intende realizzare quaggiù sulla Terra è l’armonia, la
felicità totale. L’unico modo per riuscirci è l’amore incondizionato, ovvero
senza aspettative! Non è a caso che l’anima è situata nella zona del
cuore... ed è aprendolo che ne favoriamo l’evoluzione. Questo nostro
veicolo, questo guscio dell’anima, è l’espressione stessa di ciò che essa
vive, e si fa sempre più perfetto a mano a mano che essa procede
nell’evoluzione; nel padroneggiare sempre meglio la tua esperienza di vita,
finisci col raggiungere una completa padronanza dei sensi.

La Terra può essere paragonata a una scuola alla quale ci si iscrive per
prendere lezioni, per istruirsi, per acquisire maggiori conoscenze, per
scoprire se stessi e sapere esattamente che cosa andrà trasformato per
conseguire quella perfetta felicità che è la nostra ragione d’essere. Ciò
che accade qui sulla Terra è veramente simile a quanto accade in una scuola.

Immagina di voler andare all’università. Hai ottime intenzioni, vuoi
istruirti. Supponiamo che tu voglia diventare ingegnere, sicché ti iscrivi e
incominci a seguire i corsi. Scopri, in breve, che la cosa è molto più
difficile del previsto e che, inoltre, le condizioni dell’università non ti
piacciono troppo, e neppure le persone che vi incontri. Può essere che non
ti vadano a genio i professori, che non siano come avresti voluto; insomma,
la cosa si rivela molto più ardua di quanto avevi immaginato. Puoi sempre
scegliere di mollare tutto, di fare qualcos’altro, di non realizzare più
questo tuo desiderio; oppure puoi decidere di imparare la tolleranza, la
pazienza, la comprensione, per scoprire, all’improvviso, che le condizioni
non sono poi così negative come ti sembravano all’inizio, dal momento che,
ora, vedi il tutto con occhio diverso.

Ogni volta che ritorniamo sulla Terra ci iscriviamo ad un corso diverso per
apprendere qualcosa di nuovo. Tutto ciò che impariamo ci aiuterà ad amare di
più le persone che ci circondano, la natura e così via, conducendoci a un
contatto sempre più intimo con Dio, il Creatore di questo grande universo,
il quale è in ognuno di noi.

Anche gli studi dei più grandi scienziati, dei massimi genii, dei maggiori
creativi del pianeta devono rendere, e il loro il cervello va messo al
servizio dell’umanità affinché tutti possano pervenire a questa grande
armonia; chiunque infatti investa i propri talenti, l’energia o il tempo in
qualcosa che va contro le leggi dell’amore dovrà sempre pagarne il prezzo,
vuoi in questa vita vuoi in un’altra, a seconda dell’individuo. Ogni azione,
ogni parola, ogni sentire che sia contrario alla grande legge dell’amore e
causi sofferenza, sarà sempre rivissuto dal suo autore. In altri termini, ad
ogni vita accumuliamo azioni, pensieri e parole che non sono benefici per
noi stessi o per gli altri, e ci toccherà riviverli per assaporare e sentire
nel cuore ciò che abbiamo fatto subire ad altri. È quella che viene chiamata
la grande legge del karma, la legge di causa-effetto. Ad ogni vita è
necessario sbarazzarsi di cose accumulate nel corso di vite precedenti, per
poter proseguire sul cammino che ci conduce alla perfetta felicità.

Ora stiamo entrando nell’Era dell’Acquario, e vi sono energie speciali,
dirette verso la Terra in aiuto degli umani affinché si evolvano più in
fretta. Nell’arco di una vita è ora possibile realizzare quello che prima
avrebbe richiesto decine e decine di vite, sicché è un grande privilegio
l’essere vivi, oggi, su questo pianeta. Tutto ciò che avviene nella tu vita
ha una sua ragion d’essere: serve per insegnarti ad amare di più. Allora,
invece di prendertela sempre con Tizio, Caio e Sempronio per quanto ti
accade e dare la colpa agli altri, osservati e sappi che la tua situazione
attuale fa parte del tuo piano di vita, e durerà fintantoché continuerai a
opporre resistenza, rifiutandoti di accettarla. Puoi anche opporre
resistenza per una vita intera a una data situazione; tuttavia, non appena
accetterai che è qualcosa che hai seminato (dal momento che lo stai
raccogliendo) e ti chiederai: "Cosa c’è da imparare, per me, in questa
situazione? Come posso amare di più grazie all’esperienza che sto vivendo?",
la situazione che si presenta come spiacevole si riassorbirà molto più in
fretta. Tutto ciò che ti accade nella vita è sempre passeggero, e sta a te
soltanto decidere se la cosa dovrà durare a lungo o no.

Il tuo corpo attuale è un grande elemento di riferimento per aiutarti a
prendere coscienza dello stato dell’anima. Semplicemente, il corpo è
meraviglioso, e nei capitoli seguenti potrai scoprire come esso sia davvero
l’espressione della tua anima.

Allo scopo di comprendere la struttura dell’essere umano, possiamo
descriverlo in tre parti: la mente, l’anima e il corpo; oppure lo possiamo
suddividere in sette, se vogliamo riferirci ai sette centri energetici.

Immagina la tua anima come un piccolo sole dentro di te; ogni volta che fai
un atto d’amore, quando dai amore, quando provi amore, quando parli con
amore, questo sole cresce e diventa una grande fonte di calore interiore,
una grande fonte di luce. Più questo sole interiore cresce, più irradia
luce; una luce, un calore che non solo hanno il potere di riscaldare te, ma
anche le persone che ti circondano. La luce del tuo sole interiore rischiara
i tuoi pensieri, i tuoi desideri, i tuoi scopi e tutto diventa interiormente
molto più chiaro.

La tua luce aiuta anche il prossimo, che si sentirà illuminato entrando in
contatto con te. Svilupperai il dono di dire la parola giusta al momento
giusto, e per questa luce ti ringrazieranno. Ecco l’attività di un’anima che
accetta il proprio Dio interiore.

Per evolverti è importante che tu accetti il cambiamento, senza il quale
nessuna crescita sarebbe possibile. Guardati intorno: c’è molto da imparare
contemplando gli alberi, i fiori, tutta la natura. Se osservi crescere una
rosa, non ti accorgi che cambia continuamente? Se la rosa smettesse di
crescere, morirebbe. Per gli umani accade la stessa cosa.

Per molte persone che oggi vivono in un corpo sulla Terra ci sarebbe da
chiedersi se vivono davvero! Tuttalpiù potremmo dire che esistono: sono
quasi dei morti. Perché? Perché si chiudono totalmente all’energia
dell’amore, e la loro coscienza si risveglia molto lentamente,
procrastinando la conoscenza della vera gioia interiore.

Hai paura del cambiamento? Non preoccuparti! Questo è un punto in comune con
quasi tutti gli umani perché, fin qui, abbiamo creduto che cambiare
significasse fallire. Durante l’Era dei Pesci, un’epoca di grande
materialismo, la gente ha creduto che far sempre la stessa cosa fosse un
segno di stabilità, di saggezza; guarda le persone che ti stanno accanto: i
tuoi genitori o i tuoi nonni hanno probabilmente vissuto sempre nello stesso
luogo, lavorando nello stesso posto, facendo lo stesso mestiere e credendo
negli stessi valori per tutta la vita. Praticamente non c’era posto per il
cambiamento, e a novant’anni avevano ancora la stessa nozione di bene e di
male che avevano avuto a trent’anni; allora, l’evoluzione era molto più
lenta.

Oggi, con l’avvento dell’Acquario, che è l’era della spiritualità,
dell’essere, non possiamo più vivere allo stesso modo. Saranno sempre più
rari gli individui che avranno svolto lo stesso mestiere, la stessa
professione per quarant’anni o più. Quanti professionisti abbiamo visto
lasciare la loro attività e trasformarsi in contadini, oppure dedicarsi a un
lavoro del tutto diverso da quello di prima? Questi cambiamenti fanno parte
dell’attuale evoluzione sulla Terra.

In quanti hanno l’impressione che un divorzio equivalga a un fallimento?
Perché pensi che ci siano tanti divorzi, oggi? Sarà forse perché le persone
sono peggiori? No! È solo che l’apertura è maggiore, e si manifesta un
maggior bisogno di evolversi. Così, quando una coppia ha grosse difficoltà a
evolvere insieme, non può accadere altro che una separazione. Il bisogno di
evolversi è talmente impellente che nessuno al mondo può frenarlo. Quando
uno dei due partner oppone continuamente resistenza alle scelte di vita
dell’altro, accade che i due non possono più vivere insieme.

Se entrambi i partner fossero abbastanza saggi da accettarsi in questo
cambiamento, rendendosi conto che, per ora, non riescono a vivere insieme a
causa di una eccessiva differenza nelle scelte di vita, le cose sarebbero
molto più facili per tutti e due; rimarrebbero amici e continuerebbero a
frequentarsi anche dopo la separazione. Se ci si separa in queste
condizioni, non vi è alcun fallimento; se invece la separazione avviene fra
l’animosità, l’odio e il rancore, l’anima, che vuole vivere solo d’amore,
prova una grande tristezza. Quando due persone che si sono amate decidono di
lasciarsi e questo cambiamento avviene in armonia, quando entrambe sono
d’accordo ad aiutarsi reciprocamente, a imparare ciò che questa separazione
insegna, la separazione ha un senso. E queste due persone, un giorno,
chissà, potrebbero tornare a vivere insieme.

L’importante è che ognuno di noi si diriga sempre verso un amore più grande,
vuoi nei confronti di se stesso, vuoi nei confronti degli altri. La realtà è
la vita della tua anima, e non gli eventi di cui sei testimone o ai quali
partecipi. Quello che ci circonda è un’immensa illusione, ed è facile
dimostrare che è così: prendiamo, ad esempio, dieci persone che hanno
partecipato a una riunione nella medesima stanza. Chiediamo a tutte e dieci
di descriverci il luogo in cui sono state, chi le ha ricevute, che cosa è
accaduto nel corso della serata: non una darà la stessa versione dei fatti
dell’altra, perché ogni persona avrà visto la stanza, la gente e la serata
in modo diverso.

Perché? Perché creiamo costantemente la vita in base alle nostre percezioni;
la creiamo per vivere esperienze, per imparare a conoscerci, per scoprire
ciò che abbiamo bisogno di trasformare, e questo accade in modo diverso per
ognuno, in base a ciò che siamo.

Un altro esempio? Prendiamo una famiglia in cui ci sono tre bambini, e
chiediamo loro di descriverci i genitori. Constateremo che tutti sembrano
avere un padre e una madre diversi. L’uno avrà trovato la mamma troppo
severa, l’altro il padre molto amorevole, e così via. In questo caso, le
opinioni differiscono in base alla percezione dei bambini, e questa
percezione a sua volta dipende da ciò che ognuno aveva bisogno di apprendere
nel contesto famigliare.

Perché le persone che hanno un punto di vista unicamente materialista, che
non credono nella spiritualità dell’essere, hanno tanta difficoltà a
conoscere la felicità? Perché in fondo in fondo sanno che l’anima ha bisogno
di nutrirsi, di amare e di vivere sul piano dell’essere, e non solo sul
piano dell’avere! Chi è profondamente materialista, più cose ha e più ne
vuole; è continuamente in cerca di qualcosa di più, di qualcosa di meglio. E
non si rende conto che questo "di più" che va cercando è il contatto con il
proprio sole interiore, il Dio interiore che non chiede di meglio che
manifestarsi attraverso l’anima, per mezzo dell’amore. Quando l’essere umano
si servirà della materia per mettersi in contatto con il Dio interiore,
sulla Terra regnerà ovunque l’abbondanza. Dio, infatti, nel suo universo,
non desidera che la prosperità per tutti.

Ma a che potrà mai servire la ricchezza, se il cuore è infelice? Quando è
triste, le emozioni prevalgono e la salute finisce per vacillare. Quando il
cuore è in pena a che pro avere tanti beni materiali, denaro, una bella
casa, uno yacht e fare dei viaggi? Ciò che vuole la tua anima, è che tu ti
serva di quanto ti sta attorno per favorire il tuo cammino, per metterti in
contatto con il Dio interiore che è presente in ognuno di noi, nella natura
e in tutto ciò che esiste. Ciò che la tua anima desidera, è che tu ne veda
la grandezza presente, invece di autocommiserarti per gli aspetti
indesiderabili della tua esperienza di vita.

Un ottimo indice per aiutarti a scoprire te stesso sta nel verificare se ti
valuti in base a ciò che dai agli altri o a ciò che ne ricevi; invece di
dare generosamente e senza aspettative, spesso nei nostri doni si cela
infatti il desiderio di ottenere qualcosa in cambio: se ti riconosci in
questo, vuol dire che ti valuti in base a ciò che ricevi dagli altri.
Qualcuno ti ha fatto un complimento? "Ah, mio Dio! Devo proprio essere
bravo, visto che me lo dicono!" Un altro ti fa un regalo? "Deve amarmi, dal
momento che mi ha regalato questa cosa!" Vedi? Valutare se stessi in base a
ciò che riceviamo è questo. Ora, di questo passo, accade che l’anima si
ammala. Molte aspettative equivalgono a molte emozioni, e se viviamo in modo
emotivo, la nostra anima grida "Aiutooo!"

Invece di amarci, di accettarci e di amare gli altri, nutriamo delle
aspettative, il che è contrario alla legge dell’amore. Ogni giorno, guarda
che cosa sei stato capace di dare senza aspettarti nulla in cambio, e saprai
ciò che vali! Siccome puoi dare solo ciò che possiedi, scoprirai che non è
poi necessario sforzarti tanto perché la tua vita migliori; le cose si
aggiusteranno da sole se ti concentrerai unicamente sul tuo grande valore, e
compirai atti d’amore gratuiti.

Un altro modo di dare sta nel perdonare. Quando perdoni qualcuno, quale che
sia l’offesa che ti ha arrecato, perdoni a te stesso quel medesimo errore,
quello stesso atteggiamento non benefico. È abbastanza facile perdonare
quando ti rendi conto che l’altro ha agito al meglio delle sue conoscenze e
che ti ha offeso a causa della sua sofferenza, invece che per mancanza
d’amore. Tutto ciò che ti accade ha sempre una sua ragion d’essere, e questa
comprensione ti permette di eliminare dalla vita le conseguenze karmiche.
Infatti, anche se non ti ricordi di aver offeso qualcuno in questo modo,
l’offesa che oggi subisci è qualcosa che stai raccogliendo perché l’hai
seminata. Se ti fanno del male in un dato momento della tua vita, vuol dire
che ne hai fatto altrettanto a qualcuno, con il pensiero, la parola o
l’azione, vuoi in questa vita vuoi in un’altra.

Non hai neppure bisogno di lambiccarti il cervello per scoprire dove, quando
e a chi l’hai fatto; ti basterà accettare che la grande legge cosmica di
causa-effetto non sbaglia mai, e non può commettere alcuna ingiustizia.
Perdonando l’altro perdoni te stesso, e permetti alla tua anima di crescere.

Oggi il nostro pianeta è circondato da uno spesso strato di odio, egoismo,
rancore e risentimento, proveniente da queste emozioni basse vissute da
tutti gli umani. Ogni volta che compi un atto d’amore infondi un po’ di luce
intorno alla Terra, in quell’aura marrone-grigiastra che indica quanto il
nostro pianeta sia malato.

Oggi, la cosa più triste e ironica è scoprire come gli umani, invece di
amarsi e vivere l’amore, si servano del dolore per proteggersi dal dolore
stesso. Un esempio? Chi ha più paura di subire un rifiuto comincia col
rifiutare l’altro per evitare a sua volta di venire messo da parte. In tal
modo, per risparmiarsi una perdita, perde qualcosa di prezioso. Gli umani si
giudicano reciprocamente per proteggersi dal giudizio altrui; allo stesso
modo si accusano a vicenda per proteggersi dalle accuse. È un circolo
vizioso che procede all’infinito, perché continuamente tutto ciò che
facciamo ci ritorna per via della legge di causa-effetto.

Osserva con attenzione la tua vita, e ciò che non è benefico per te: ti
imponi delle emozioni, ti rendi infelice? Non ti piace venire criticato?
Guarda il tuo modo di criticare gli altri; trasforma gradualmente l’energia
dell’ambiente circostante in energia d’amore, di felicità e di pace.

Alla fine di ogni vita, quando l’anima passa su un altro piano di esistenza,
non può portare con sé i beni materiali accumulati durante il soggiorno in
Terra; può portare con sé soltanto i risultati delle scelte compiute durante
la vita terrena, in seguito alle esperienze e agli eventi che ha vissuto e
provocato. Vi sono benefici permanenti che emergono da ogni vittoria d’amore
riportata su una situazione difficile; queste sono le vittorie che l’anima
conserva, e non avrà mai più bisogno di rivivere tali situazioni.

Come dicevo prima, la nostra anima vive esperienze diverse, ad ogni sua
tappa. All’inizio di ogni vita, vi sono già parecchi fattori predefiniti;
così, prima di nascere, l’anima ha già deciso di quali genitori avrà
bisogno, in quale paese e città nascere, e se si doterà di un corpo piccolo
o grande, e così via. Come vedi, sono molti gli elementi decisi in anticipo.
Tuttavia, ciò che nessuno è in grado di predeterminare è il modo di reagire
a queste scelte; si tratta di quelle reazioni e decisioni che metteremo in
atto rispetto alle esperienze che avremo scelto, e in base alle quali la
nostra anima potrà evolversi più o meno in fretta determinando il nostro
grado di felicità in ogni vita.

I capitoli che seguono ti saranno certamente utili, giacché desideri
evolverti di più, prendere coscienza del cammino percorso e di quanto ti
resta da percorrere.

Come ho raccomandato nella prefazione, medita, concentrati sul pensiero
seguente per sette giorni dopo aver letto questo capitolo. Non c’è nessuno
sforzo da fare; lascia semplicemente emergere alla superficie della
coscienza tutto ciò che vuole emergere, senza opporre resistenza.

#10970 Da: "Daniela \(Sid\)" <dibi_bo@...>
Data: Gio 26 Lu 2007 9:42 am
Oggetto: Per rendere "concreta" la Spiritualità...
sid_perseo
Offline Offline
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.... bisogna anche compiere il passo dell'Azione (Kabbalah docet.....).

   Ergo... un'iniziativa che molti sicuramente già conoscono, e forse altri no, è
il V-DAY del prossimo 8 Settembre, proposto da Beppe Grillo :
http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/

   Certo, in modo ironico e provocatorio ... ma il contenuto e gli scopi son
tutt'altro che sterili. Ironia e risate son l'arma più potente a disposizione
dell'Umanità.

   Per dare il proprio contributo al recupero di un mondo Vivibile le iniziative
collettive posson esser tante, a partire dai vari Fire the Grid, Meditazioni
Globali e Preghiere di Massa... per finire alle pacifiche ma deteminatamente
Forti ed INTELLIGENTI azioni che hanno come scopo quello di far SENTIRE ed
ACCETTARE a chi "crede" di governare, che l'Essere Umano vuole riprendersi il
proprio Potere Personale.

   Sì, quando si parla di Potere Personale, in campo spirituale o metafisico, si
intende qualcos'altro, è vero. Ma, in pratica, CHE COS'E'?.. se non qualcosa di
interiore, personale, Energetico, Animico... che però non ha alcuna utilità se
poi non lo si USA? Il che vuol dire, usarlo per sè e per la collettività.
   Si parte da se stessi, dalla ricerca interiore, dal contatto col proprio
essere Divini... per poi dare al tutto un indirizzo, una via, uno scopo... no?
Che può essere nella propria quotidinaità (miglioramento dei rapporti
famigliari, lavorativi, di salute) fino a quelli sociali (ambiente, ecologia,
pace, ecc).

   E allora ecco che ogni anima incarnata nel mondo, ognuna  col proprio talento
o missione, può partecipare al bene collettivo nei più svariati modi... ANCHE
senza "ricordare". Ma lo fa e basta.

   A qualcuno parrà esagerato quanto sto per dire, ma ritengo da tempo che  Beppe
Grillo (lo saprà?.. chissà?) sia uno dei Maestri di questa epoca, un'Anima che
si è incarnata per usare la sua Luce non gudiando altri verso il lato
spirituale, ma verso l'Azione: quella più pacifica, serena, sostenuta dal
Diritto della ragione... dal coraggio del pronunciare le parole che vanno dette.
E lo fa nel campo del sociale, in ogni sua sfumatura.

   OGNI essere umano che è su questo pianeta ora, è interiormente e
potenzialmente un "guaritore" di madre terra e dei suoi abitanti: tutti. I
percorsi per divenire guaritori, in quest'epoca, sono molteplici. Li conosciamo.
   Chi è in sintonia con lui, ha trovato la propria "guida", o ispirazione
all'Azione, non in un maestro di tecniche orientali, di discipline olistiche
varie o in un canalizzatore di Maestri Ascesi, ma in un uomo la cui Anima che lo
abita usa la Forza del dialogo e il coraggio della Verità spiattellata in
faccia...  :-)

   QUANTI DI NOI, nel proprio piccolo e nella propria quotidianità, ha DAVVERO
sempre il coraggio di VEDERE la verità e di svelarla o pronunciarla....?
   Questo è SOLO un piccolo esempio. Ma esemplificativo.

   Questo messaggio non è "politica".
   Quella di Grillo non è "politica" (se non, forse, una politica dell'Essere
Umano).

   Esattamente come la Spiritualità non è "religione".

   Un abbraccio a tutti

   Daniela (Sid)
   dibi_bo@...

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