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#11156 Da: <amadeux@...>
Data: Sab 1 Set 2007 9:27 am
Oggetto: I chakras di Swami Sivananda
amadeux@...
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I chakras di Swami Sivananda

Tratto da:
"Kundalini Yoga"
di Swami Sivananda


Padma o Chakra

I chakra si trovano nel linga sharira (corpo astrale). Il linga sharira è
formato da 17 tattva; e cioè: 5 jnanendriya (orecchie, pelle, occhi, lingua
e naso); 5 karmendriya (parola, mani, gambe, genitali e ano); 5 prana
(prana, apana, vyana, udana, samana); manas (mente) e buddhi (intelletto).
Questi hanno centri corrispondenti nel midollo spinale e nei plessi nervosi
del corpo grossolano. Ogni chakra ha controllo e funzione su un centro
particolare del corpo grossolano. I chakra non possono essere visti
dall'occhio nudo; alcuni medici folli li cercano nel corpo fisico, ma non li
possono trovare. Poiché non possono trovare nessun chakra in un corpo morto,
essi perdono la fede negli Shastra e nei kriya yogici.

Il sukshma prana si muove nel sistema nervoso del linga sharira (corpo
astrale). Sthula prana si muove nel sistema nervoso del grossolano corpo
fisico. I due corsi sono intimamente connessi; agiscono e reagiscono l'uno
sull'altro. I chakra sono nel corpo astrale anche dopo la disintegrazione
dell'organismo fisico dopo la morte. Secondo una scuola di pensiero, i
chakra si formano solo durante la concentrazione e la meditazione. Questo
non è possibile. I chakra devono essere là in uno stato sottile, poiché la
materia grossolana è il risultato della materia sottile. Senza il sottile,
il corpo grossolano è impossibile. Il significato della sentenza dev'essere
interpretato che uno può sentire e comprendere i chakra sottili solo durante
la concentrazione e la meditazione.

Dovunque c'è un intreccio di parecchi nervi, arterie e vene, quel centro è
chiamato plesso. I plessi fisici grossolani conosciuti dai vaidya shastra
sono: epatico, cervicale, brachiale, coccigeo, lombare, sacrale, cardiaco,
epigastrico, esofageo, faringeo, polmonare, linguale, prostatico, ecc.
Similmente, vi sono plessi o centri di sukshma prana nella sushumna nadi.

Tutte le funzioni del corpo - nervosa, digestiva, circolatoria,
respiratoria, genito-urinaria
- e tutti gli altri sistemi del corpo sono sotto il controllo di questi
centri nella sushumna. Questi sono centri sottili di energia vitale; sono
centri di coscienza (chaitanya). I centri sottili della sushumna hanno i
loro centri corrispondenti nel corpo fisico. Per esempio, l'anahata chakra
che si trova nella sushumna nadi ha il suo centro corrispondente nel corpo
fisico nel cuore (plesso cardiaco)

I centri sottili nella sushumna nadi sono altrimenti conosciuti come loti o
chakra. Un tattva particolare predomina in ogni chakra; in ogni chakra c'è
una divinità che vi presiede. In ogni chakra è rappresentato un certo
animale, che denota che il centro ha le qualità (tattva o guna) di quel
particolare animale. Ci sono sei chakra importanti: muladhara,
svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha e ajna. Il sahasrara è il chakra
principale, e sta nella testa. Questi sette chakra corrispondono ai loka
(bhuh, bhuvah, swah, maha, jana, tapa e satya loka). Da muladhara a
vishuddha vi sono i centri dei cinque elementi (pancha bhuta): terra, acqua,
fuoco, aria e etere.

Quando Kundalini viene destata procede dal muladhara al sahasrara, passando
per tutti i chakra.

In ogni centro in cui lo yogi dirige la Kundalini, fa esperienza di una
forma speciale di Ananda (Beatitudine) e ottiene particolari siddhi (poteri
psichici) e conoscenza. Egli gode la Beatitudine suprema quando Kundalini è
portata nel sahasrara chakra.

Seguono alcuni altri chakra: adhara (un altro nome del muladhara chakra),
amrita, ananda, lalita, balwana, brahmadwara, chandra, dipaka, karnamula,
gulhaha, kuladipa, kundali, galabaddha, kaladaada, kaladhwara, karangaka,
kalabhedan, lalana, mahotsaha, manas, talana, mahapadma, niradhara, naukula,
prana, soma, triveni, urdhvarandhra, vajra, ecc. Alcuni di questi nomi si
riferiscono ai sei chakra principali. Ci sono anche molti chakra minori.
Alcuni hatha yogi dicono che ci sono 21 chakra minori oltre ai 13 maggiori;
altri hatha yogi affermano che ci sono 49 chakra, mentre gli antichi yogi
insegnavano che ci sono I44 chakra. Il talana chakra, con i suoi 12 petali
rossi, è situato vicino alla base del palato; il manas chakra, con i suoi
sei petali, è intimamente connesso con le sensazioni, i sogni e i viaggi
astrali. Istruzioni dettagliate su ciascun chakra sono date nei capitoli
seguenti.


Petali sui Chakra

Ogni chakra ha un numero definito di petali, con una lettera sanscrita su
ciascun petalo. La vibrazione che si produce in ciascun petalo è
rappresentata dalla corrispondente lettera sanscrita. Ogni lettera denota il
mantra di devi Kundalini. Le lettere esistono nei petali in forma latente, e
possono essere manifestate e le vibrazioni delle nadi sentite durante la
concentrazione.

Il numero dei petali nei loti varia. Muladhara, svadhishthana, manipura,
anahata, vishuddha e ajna chakra hanno rispettivamente 4, 6, 10, 12, 16 e 2
petali. Tutte le cinquanta lettere sanscrite sono sui cinquanta petali. Il
numero dei petali in ciascun chakra è determinato dal numero e dalla
posizione delle yoga nadi attorno al chakra. Sarò ancora più
chiaro: da ogni
chakra saltano fuori un numero definito di yoga nadi. Il chakra ha
l'apparenza di un loto, con le nadi come petali. Il suono prodotto dalle
vibrazioni delle yoga nadi è rappresentato dalle corrispondenti lettere
sanscrite. Quando Kundalini si trova nel muladhara, i chakra con i loro
petali sono volti in basso; quando è risvegliata, si voltano verso il
brahmarandhra. Essi si volgono sempre dal lato di Kundalini.

Muladhara Chakra

Il muladhara chakra è situato alla base della colonna spinale; sta tra
l'origine dell'organo di riproduzione e l'ano. È proprio sotto il kanda e la
giunzione dove s'incontrano ida, pingala e sushumna nadi. Due dita sopra
l'ano e due dita circa sotto i genitali, quattro dita in larghezza è lo
spazio dov'è situato il muladhara chakra. Questo è l'adhara chakra
(supporto), poiché gli altri chakra vi sono sopra. Kundalini, che dà potere
ed energia a tutti i chakra, sta in questo chakra; quindi questo, che è il
supporto di tutti gli altri, è chiamato muladhara o adhara chakra.

Da questo chakra emanano quattro importanti nadi, che appaiono come petali
di un loto. Le vibrazioni sottili fatte da ciascuna nadi sono rappresentate
dalle lettere
sanscrite: vam, sam,
sham e cam. La yoni che si trova al centro di questo chakra è chiamata kama
ed è adorata dai siddha. Qui Kundalini giace addormentata. Ganesh è il
devata di questo chakra. I sette mondi inferiori: atala, vitala, sutala,
talatala, rasatala, mahatala e patala loka sono sotto questo chakra. Questo
chakra corrisponde al bhu loka o bhumandal, piano fisico (regione della
terra). Bhuvah, swah o swarga, maha, jana, tapa e satya loka sono sopra
questo chakra. Tutti i mondi inferiori si riferiscono ad alcuni chakra
minori negli arti, che sono controllati dal muladhara chakra. Quello yogi
che ha penetrato questo chakra mediante il prithvi dharan ha conquistato il
prithvi tattva. Egli non ha paura della morte da terra.

Prithvi è di colore giallo. Il tripura (fuoco, sole e luna) dorato è
chiamato ' bija '; è anche chiamato parama tejas (la grande energia), che
sta sul muladhara chakra ed è conosciuto come swayambhu linga. Vicino a
questo linga c'è la regione dorata conosciuta come kula; la divinità che vi
presiede è Dakini (Shakti). Il Brahma granthi o nodo di Brahma è in questo
chakra. Il Vishnu granthi e il Rudra granthi si trovano nell'anahata e
nell'ajna chakra. Lam è il bija del muladhara chakra.

Il saggio yogi che si concentra e medita sul muladhara chakra acquista piena
conoscenza di Kundalini e dei mezzi per ridestarla. Quando Kundalini è
ridestata, egli ottiene darduri siddhi, il potere di sollevarsi dal terreno.
Può controllare il respiro, la mente e il seme; il suo prana entra nella
brahmanadi; tutti i suoi peccati sono distrutti. Acquista conoscenza di
passato, presente e futuro; e gode la beatitudine naturale (sahaja ananda).


Svadhishthana Chakra

Svadhishthana è situato dentro la sushumna nadi, alla radice dell'organo di
riproduzione. Corrisponde al bhuvah loka. Nel corpo fisico, ha controllo sul
basso addome, sui reni, ecc. Jala mandal (la regione dell'acqua - apas
tattva), è qui. All'interno di questo chakra c'è uno spazio come una luna
crescente o dalla forma di conchiglia o di fiore kunda. La divinità che vi
presiede è il Signore Brahma e devata è la dea Rakini. Il bijakshara vam, il
bija di Varuna, si trova in questo chakra. Il colore del chakra è puro rosso
sangue o color sindura (vermiglio). Da questo centro emanano sei yoga nadi,
che appaiono come i petali di un loto. Le vibrazioni prodotte dalle nadi
sono rappresentate dalle lettere
sanscrite: bam, bham,
mam, yam, ram e lam.

Chi si concentra su questo chakra e medita sul devata non ha paura
dell'acqua, ed ha un perfetto controllo dell'elemento acqua; ottiene molti
poteri psichici, conoscenza intuitiva e un perfetto controllo dei suoi
sensi. Ha piena conoscenza delle entità astrali. Kama, krodha, lobha, moha,
mada, matsarya ed altre qualità impure sono completamente annientate. Lo
yogi diviene conquistatore della morte (mrityunjaya).


Manipura Chakra

Manipura è il terzo chakra dal muladhara. È situato dentro la sushumna nadi,
nella regione dell'ombelico (nabhi sthana). Qui ha il suo centro
corrispondente nel corpo fisico, ed ha controllo su fegato, stomaco, ecc. È
un centro molto importante. Da questo chakra emanano dieci yoga nadi, che
appaiono come i petali di un loto. Le vibrazioni prodotte dalle nadi sono
rappresentate dalle lettere sanscrite: dam, dham, nam, tam, tham, dam, dham,
nam, pam e pham.

Il chakra ha il colore delle nuvole nere. Dentro c'è uno spazio di forma
triangolare. È l'agni mandal (regione del fuoco - agni tattva). Il
bijakshara ram, bija di Agni, è qui. Le divinità che vi presiedono sono
Vishnu e la dea Lakshmi. Questo chakra corrisponde al swah o swarga loka, e
al plesso solare nel corpo fisico.

Lo yogi che si concentra su questo chakra ottiene patala siddhi, può
acquisire tesori nascosti ed è libero da ogni malattia. Egli non ha affatto
paura del fuoco (agni). 'Anche se è gettato nel fuoco ardente, rimane vivo
senza temere la morte'. (Gheranda Samhita).


Anahata Chakra

L'anahata chakra è situato nella sushumna nadi. Ha controllo sul cuore;
corrisponde al plesso cardiaco nel corpo fisico. Questo chakra corrisponde
al maha loka; ed è di colore rosso profondo. Dentro questo chakra c'è uno
spazio esagonale color fumo o nero scuro, simile al colore del collirio
(usato per gli occhi) Questo chakra è il centro del vayu mandal (regione
dell'aria - vayu tattva). Da qui emanano 12 yoga nadi. Il suono prodotto da
ciascuna nadi è rappresentato dalle seguenti lettere sanscrite: kam, kham,
gam, gham, gnam, cham, chham, jam, jham, jnam, tam e tham. Il bijakshara
yam, bija di vayu, è qui. La divinità che vi presiede è Isha (Rudra), e
devata è Kakini. Nel muladhara chakra c'è swayambhu linga e nell'anahata
chakra abbiamo il bana linga. Il kalpa vriksha, che dà tutte le cose
desiderate, è qui. In questo centro viene sentito il suono anahata, il suono
del shabda Brahman.

Potete sentirlo molto chiaramente quando vi concentrate attentamente su
questo centro. Potete distintamente udire questo suono, quando fate
sirshasana per lungo tempo. Vayu tattva è pieno di sattva guna. Il Vishnu
granthi si trova in questo sthana. Chi medita su questo chakra ha pieno
controllo sul vayu tattva. Egli ottiene buchari siddhi, khechari siddhi,
kaya siddhi (il potere di volare nell'aria, di entrare nel corpo di un
altro), ecc. Riceve l'Amore Cosmico e tutte le altre divine qualità
sattviche.

Vishuddha Chakra

Il vishuddha chakra è situato dentro la sushumna nadi, alla base della gola,
kantha-mula sthana. Corrisponde al jana loka. È il centro dell'akasa tattva
(l'elemento etere). Il tattva è di puro colore blu. Al di sopra di questo,
tutti gli altri chakra appartengono al manas tattva. La divinità che vi
presiede è Sadasiva (Itara linga), e la dea è Shakini. Da questo centro
emanano 16 yoga nadi, che appaiono come i petali di un loto. Le vibrazioni
prodotte dalle nadi sono rappresentate dalle 16 vocali sanscrite: am, am,
im, im, um, um, rm, rm, lm, lm, em, aim, om, aum, am, ah. L'akasa mandal
(la regione dell'etere) è di forma sferica, come la luna piena. In questo
centro vi è il bija dell'akasa tattva, ham; esso è di colore bianco. Questo
chakra corrisponde al plesso laringeo nel corpo fisico.

La concentrazione sul tattva di questo chakra è chiamata akasi dharana. Chi
pratica questa concentrazione non perirà nemmeno nel pralaya, e ottiene il
massimo successo. Meditando su questo chakra, si ottiene la piena conoscenza
dei quattro Veda; si diventa un trikala jnani (che conosce il passato, il
presente e il futuro).


Ajna Chakra

L'ajna chakra è situato dentro la sushumna nadi, e il suo centro
corrispondente nel corpo fisico è nello spazio tra le due sopracciglia,
conosciuto come trikuti. La divinità che vi presiede, Paramasiva (Shambhu),
ha la forma di un hamsa (cigno). C'è la dea Hakini (Shakti). Il pranava Om è
il bijakshara di questo chakra. È la sede della mente. Ci sono due petali
(yoga
nadi) ai lati del loto (chakra), e le vibrazioni di queste nadi sono
rappresentate dalle lettere sanscrite ham e ksham. È questo il granthi
sthana (Rudra granthi). Il chakra è il colore bianco puro o come quello
della luna piena (nel giorno di purnima). Il centro corrispondente nel corpo
fisico è il plesso cavernoso.

Chi si concentra su questo centro distrugge tutti i karma delle vite
passate. I benefici derivati dalla concentrazione su questo chakra non
possono essere descritti con le parole. Il praticante diventa un jivanmukta
(un uomo liberato mentre è ancora in vita). Egli acquisisce tutti gli 8
siddhi maggiori e i 32 siddhi minori. Tutti gli yogi e i jnani si
concentrano sul bijakshara di questo centro, il pranava. Ciò è chiamato
bhrumadhya drishti (sguardo nello spazio tra le sopracciglia). Maggiori
dettagli su quest'importante chakra saranno dati nelle lezioni seguenti.


Il Cervello

Il cervello e i nervi cranici sono le parti principali dell'intero sistema
nervoso. È una massa Di tessuti nervosi composti DI soffice materia bianca e
grigia, e occupa la totalità del cranio.

Il cranio è come una cassaforte di ferro per custodire il tesoro, il
cervello. È circondato da tre membrane o meningi, cioè: 1) dura madre, il
fibroso tessuto connettivo a lato delle ossa craniche; 2) pia madre, il
tessuto connettivo che contiene una rete di vasi sanguigni, e che penetra e
nutrisce tutte le parti del cervello; 3) aracnoide, una membrana
sottilissima attorno al cervello. Sotto l'aracnoide c'è lo spazio che
contiene il fluido cerebro-spinale, che ha lo scopo di ostacolare qualsiasi
offesa al cervello. Sembra come se il cervello galleggiasse su questo
liquido.

Il cervello può essere diviso in due metà, emisfero destro e sinistro, da un
solco o tessuto centrale. Nel cervello vi sono parecchi lobi o parti più
piccole, come i lobi parietali e temporali ai lati, il lobo occipitale nella
parte posteriore del cervelletto, ecc. In ogni lobo vi sono molte
circonvoluzioni. Ancora, per amore dello studio, possiamo dividere il
cervello in quattro sezioni.

1) Cerebro: è la parte più larga del cervello, l'anteriore, di forma ovale.
È situato nella parte superiore della cavità cranica. Contiene gli
importanti centri dell'udito, della parola, della vista, ecc. La ghiandola
pineale, che è considerata la sede dell'anima, e che gioca una parte
prominente nel samadhi e nei fenomeni psichici, è situata qui.

2) Cervelletto: il cervello posteriore o piccolo; è questa la porzione
principale del cervello, di forma oblungata, situata proprio sopra il quarto
ventricolo e sotto e dietro il cervello. Qui la materia grigia è disposta
sulla materia bianca. Regola il coordinamento muscolare. Durante i sogni, la
mente rimane qui.

3) Midollo oblungato: è il luogo d'inizio del midollo spinale nella cavità
cranica, dove si estende e si allarga in forma oblunga. Si trova tra i due
emisferi. Qui la materia bianca è posta sulla materia grigia. Contiene i
centri di funzioni importanti, come la circolatoria, la respiratoria, ecc.
Questa parte dev'essere protetta attentamente.

4) Ponte di varolio: è il ponte che sta prima del midollo oblungato. È fatto
di fibre bianche e grigie che vengono dal cervelletto e dal midollo. È la
giunzione dove s'incontrano cervelletto e midollo.

Vi sono cinque ventricoli del cervello. Il quarto è il più importante, ed è
situato nel midollo oblungato. Il quarto ventrico è il canale centrale del
midollo spinale, quando entra nella cavità cranica. Allora il piccolo canale
diventa DI più grande dimensione.

Ogni nervo del corpo è intimamente connesso con il cervello. Dodici paia di
nervi cranici procedono da tutt'e due gli emisferi, attraverso le aperture
alla base del cranio, verso le differenti parti del corpo: olfattori;
ottici; motori oculari; patetici; trifacciali; abducenti; facciali; uditivi;
glossofaringei; pneumogastrici; spinali accessori e ipoglossi. Questi nervi
sono connessi con occhi, orecchie, lingua, naso, faringe, torace, ecc. Per
uno studio dettagliato di questa sezione consultate un qualsiasi libro di
anatomia. Qui ho dato le parti connesse con il kundalini yoga.


Brahmarandhra

'Brahmarandhra' significa il buco di Brahman. È la casa di residenza
dell'anima umana; è conosciuto anche come 'dasamdwara', la decima apertura,
o porta. Il luogo incavato in cima alla testa, conosciuto come fontanella
anteriore nel bimbo appena nato, è il brahmarandhra. Questo si trova tra le
due ossa parietale e occipitale. Nel bambino, questa parte è molto soffice.

Quando il bimbo cresce, viene obliterata dalla crescita delle ossa della
testa. Brahma creò il corpo fisico ed entrò (pravishat) nel corpo per dargli
luce all'interno attraverso il brahmarandhra; in alcune Upanishad si afferma
così. È la parte più importante; molto adatta per il nirguna dhyana
(meditazione astratta). Quando, al tempo della morte, lo yogi si separa dal
corpo fisico, il brahmarandhra improvvisamente si apre e il prana fuoriesce
da questa apertura (kapala moksha). 'Cento e uno sono i nervi del cuore. Di
essi, uno
(sushumna) è andato fuori
perforando la testa; ascendendo tramite esso, si ottiene l'immortalità'
(Kathopanishad).


Sahasrara Chakra

Il sahasrara chakra è la dimora del Signore Shiva. Corrisponde al satya
loka, ed e situato in cima alla testa. Quando Kundalini è unita col Signore
Shiva nel sahasrara chakra, lo yogi gode la Beatitudine suprema, parama
Ananda. Quando Kundalini è portata fino a questo centro, lo yogi ottiene lo
stato supercosciente e la più alta conoscenza; diventa un jnani pienamente
sbocciato (brahmavidvarishtha).

La parola sahasradala-padma denota che questo padma ha mille petali; cioè,
mille yoga nadi emanano da questo centro. Ci sono diverse opinioni circa
l'esatto numero dei petali. È del tutto sufficiente se voi sapete che da
questo centro procedono innumerevoli nadi. Come nel caso degli altri chakra,
le vibrazioni prodotte dalle yoga nadi sono rappresentate dalle lettere
sanscrite; qui, tutte le cinquanta lettere dell'alfabeto sanscrito sono
ripetute continuamente su tutte le yoga nadi. Questo è un centro sottile; il
centro corrispondente nel corpo fisico è nel cervello. Il termine
'shat-chakra' si riferisce solo ai sei chakra principali,
cioè: muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha, e ajna. Al di
sopra di questi abbiamo il sahasrara chakra, che è il più importante di
tutti i chakra. Tutti i chakra hanno un'intima connessione con questo
centro. Esso non è considerato insieme ai sei chakra, ma è situato sopra
tutti gli altri.


Lalana Chakra

Il lalana chakra è situato nello spazio sopra ajna e sotto il sahasrara
chakra. Da questo centro emanano 12 yoga nadi. Le vibrazioni prodotte dalle
12 nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite: ha, sa, ksha, ma, la,
ve, ra, ya, ha, sa, kha e phrem. Ha Om come bija. In questo centro, lo yogi
si concentra sulla forma del suo guru ed ottiene ogni conoscenza. Questo
centro ha il controllo delle 12 paia di nervi che procedono dal cervello
verso i differenti organi di senso.


Sommario delle Lezioni Precedenti

Gli aspiranti devono avere tutte le qualità sattviche e devono essere
completamente liberi dalle impurità. Satsanga, solitudine, disciplina
dietetica, buone maniere, buon carattere, brahmacharya, vairagya, ecc.,
formano le forti fondamenta della vita yogica l'aiuto di un guru, che ha già
percorso il sentiero, è assolutamente necessario per un progresso veloce nel
sentiero spirituale. Per yoga abhyasa, si richiedono posti con clima fresco
e temperato. Le nadi sono i canali astrali (sukshma) attraverso cui scorre
il prana (energia vitale) verso le differenti parti del corpo. Ida, pingala
e sushumna sono le più importanti tra le innumerevoli nadi. Tutte le nadi
partono dal kanda. Questo è situato nello spazio tra l'origine dell'organo
di riproduzione e l'ano. La sushumna nadi è situata dentro la colonna
spinale, nel canale spinale All'interno della sushumna nadi c'è una nadi di
nome vajra. Chitra nadi, un canale minuto, chiamato pure brahmanadi, è
dentro questa vajra nadi. Kundalini, quando risvegliata, passa attraverso
chitra nadi. Tutti questi sono centri sottili, e non potete fare nessuna
prova o esperimento di laboratorio. Senza questi centri sottili, il corpo
grossolano non può esistere e funzionare. Muladhara, svadhishthana,
manipura, anahata, vishuddha, ajna e sahasrara sono i chakra più importanti.
Quando Kundalini ascende di chakra in chakra, viene aperto uno strato dopo
l'altro della mente e il sadhaka accede a più alti stati di coscienza. In
ogni chakra ottiene vari siddhi. Ida, pingala e altre nadi si trovano ai
lati della spina dorsale. Ida fluisce per la narice sinistra e pingala per
la narice destra. Nella swara sadhana il respiro deve fluire per la narice
sinistra durante il giorno e la narice destra durante la notte.


La Misteriosa Kundalini

' O Devi! Tu sei la mente, il cielo, l'aria, il fuoco, l'acqua e la terra.
Nulla è al di fuori di Te nella Tua trasformazione. Tu sei diventata la
sacra regina di Shiva per alterare la tua beata forma cosciente nella forma
del mondo'. Kundalini, il potere del serpente o fuoco mistico, è l'energia
primordiale o Shakti che giace addormentata nel muladhara chakra, il centro
del corpo. È chiamata potere serpentino o anulare a causa della sua forma
serpentina. È un elettrico, infuocato potere occulto, la grande forza
originaria che costituisce il fondamento di tutta la materia organica e
inorganica.

Kundalini è il potere cosmico nei corpi individuali. Non è una forza
materiale come l'elettricità, il magnetismo, la forza centripeta o
centrifuga. È un potenziale potere cosmico
(Shakti) spirituale. In realtà non ha forma. Il buddhi e la mente grossolana
(sthula) devono
seguire una forma particolare, nello stadio iniziale. Da questa forma
grossolana, uno può facilmente comprendere la sottile e informe Kundalini.
Prana, ahankara, buddhi, indriya, mente, i cinque elementi grossolani e i
nervi sono tutti prodotti di Kundalini.

Kundalini è la Divina Shakti addormentata, avvolta a spirale, che giace
assopita in tutti gli esseri. Avete visto che nel muladhara chakra c'è lo
svayambhu linga. La testa del linga è il posto dove la sushumna nadi è
attaccata al kanda. La misteriosa Kundalini sta a faccia in giù, alla bocca
della sushumna nadi, sul capo dello svayambhu linga. Essa ha tre spire e
mezzo, come un serpente. Quando è risvegliata, emette un suono sibilino come
quello che fa un serpente percosso da un bastone; e procede verso gli altri
chakra attraverso la brahmanadi, chiamata anche chitra nadi, dentro la
sushumna. Perciò Kundalini è chiamata anche Bhujangini, potere del serpente.
Le tre spire rappresentano i tre guna di prakriti: sattva, rajas e tamas e
la mezza rappresenta la vikriti o modificazione di prakriti.

Kundalini è la dea della parola ed è lodata da tutti. Lei stessa, quando
risvegliata dallo yogi, consegue per lui l'illuminazione. Lei che dà mukti e
jnana, poiché Lei stessa è queste due cose. anche chiamata Saraswati, poiché
è la forma del shabda Brahman Ella è fonte di ogni Conoscenza e Beatitudine;
è la stessa pura Coscienza; è Brahman; è prana Shakti, la Forza suprema, la
Madre di prana, agni, bindu e nada. È per questa Shakti che esiste il mondo.
In Lei sono creazione, preservazione, e dissoluzione. Il mondo è sostenuto
soltanto dalla Sua Shakti. È mediante la Sua Shakti nel prana sottile che
viene prodotto il nada (suono anahata). Mentre pronunciate un suono continuo
o cantate il dirgha pranava Om, sentirete distintamente che la vera
vibrazione parte dal muladhara chakra. Tutte le parti del corpo funzionano
tramite la vibrazione di questo nada. Ella mantiene l'anima individuale
attraverso il prana sottile. In ogni tipo di sadhana, la dea Kundalini è
l'oggetto di adorazione, in una forma o nell'altra.

Kundalini ha connessione con il prana sottile; questo ha connessione con le
nadi e i chakra sottili. Le nadi sottili hanno connessione con la mente;
questa ha connessione con tutto il corpo. Avete sentito che c'è mente in
ogni cellula del corpo. Il prana è la forza operante del corpo; è dinamico.
Questa Shakti statica viene stimolata dal pranayama e da altre pratiche
yogiche e diviene dinamica. Queste due funzioni, statica e dinamica, sono
chiamate ' sonno ' e ' risveglio ' di Kundalini.

#11155 Da: "amec2@gmx" <amec2@...>
Data: Ven 31 Ago 2007 9:30 am
Oggetto: Iraq, genocidi tutti i giorni...
amec2@...
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Iraq, genocidi tutti i giorni...

R.S. a cura della redazione ECplanet

Data articolo: agosto 2007
Autore: Michael Schwartz – professore di sociologia all'università di New
York, Stony Brook
Fonte: Fonte: http://www.voltairenet.org/

L'OCCUPAZIONE USA IN IRAQ UCCIDE 10,000 CIVILI AL MESE O PIù ?

Mentre la stampa atlantica rende conto di 3000 militari USA morti in Iraq e
delle numerose vittime civili degli attentati inter-confessionali, passano
sotto silenzio i quotidiani massacri dei civili, vittime delle pattuglie
americane e delle loro operazioni di ricerca dei sospetti. Il professore
Michael Schwartz stima il loro numero a più di 10.000 al mese nel corso dei
primi 3 anni. E molti di più, dopo il rafforzamento delle operazioni
ordinate dal Presidente Bush.

Uno studio scientifico realizzato con strumenti d'avanguardia è stato
pubblicato il 12 ottobre 2006 su Lancet ( la più rinomata pubblicazione
medica inglese) [1]. Lo studio concludeva che, alla data dell'anno scorso,
600.000 iracheni erano morti di morte violenta direttamente imputabile alle
operazioni militari in Iraq. Ripartiti sui primi 39 mesi della guerra in
Iraq, equivalgono ad una media di circa 15.000 morti al mese. Ma il peggio
non era ancora stato raggiunto, il tasso di mortalità violenta era in
aumento, e durante la prima metà del 20 06 la media mensile è passata a
30.000 morti, una media che è ancora probabilmente aumentata, visti i
violenti combattimenti che accompagnano l'attuale rafforzamento militare
statunitense in Iraq.

I governi Statunitense e Britannico hanno rapidamente screditato i risultati
di questo studio mettendo in causa “gli errori metodologici dell'inchiesta”
e questo malgrado gli esperti fossero ricorsi ai metodi standard di
investigazione, correntemente utilizzati per misurare i tassi di mortalità
nelle zone di conflitti o di catastrofi. (I ricercatori si sono recati in un
campione rappresentativo di abitazioni scelto a caso e hanno chiesto agli
abitanti se qualcuno della loro famiglia era morto negli ultimi anni,
annotando dettagli e verificando i certificati di morte dove possibile). I
due governi all'origine della guerra non hanno fornito alcuna ragione
concreta per cui rigettavano i risultati dell'inchiesta e hanno ignorato il
fatto che avevano commissionato degli studi identici (certe volte condotti
dagli stessi ricercatori) in altre regioni del conflitto compresi il Darfur
e il Kosovo. Le ragioni per le quali questi governi non potevano accettare
questo studio erano sufficientemente chiari: i risultati erano troppo
devastanti perché li riconoscessero. (segretamente il governo Britannico
riconobbe più tardi che la metodologia utilizzata era “un metodo fedele e
provato per misurare la mortalità nelle zone di conflitto” senza mai però
riconoscere pubblicamente la validità dello studio).

Degli stimati ricercatori hanno convalidato lo studio del Lancet senza
nessuna critica. Juan Cole, uno dei principali esperti statunitensi sul
Medio Oriente, riassunse la conclusione dello studio in maniera rude ma
corretta: “La disavventura Statunitense in Iraq ha ucciso (in un po' più di
3 anni) due volte più civili di quelli assassinati da Saddam in 25 anni”.

Malgrado il consenso degli esperti, le smentite ufficiali hanno avuto un
impatto certo sull'opinione pubblica, e i rari articoli di stampa che
menzionano lo studio del Lancet lo accompagnano sistematicamente con
propositi ufficiali sgradevoli. Inoltre, sul sito web della BBC, lo studio
del Lancet è citato con il titolo “Forte aumento del numero di uccisi in
Iraq” [2] ma il resto dell'articolo cita lungamente la dichiarazione del
Presidente Bush che respinge lo studio con il pretesto che “la metodologia
impiegata è screditata dalla maggior parte degli scienziati” e che “la cifra
di 600.000 che presentano non è credibile”. In conseguenza di questo
trattamento mediatico dell'informazione, la maggior parte degli Statunitensi
pensa probabilmente che le cifre date dal signor Bush nel dicembre 2005,
ossia 30.000 vittime civili circa (meno del 10% della cifra reale), siano
corrette.

Contare il numero delle vittime dell'occupazione dell'Iraq

Queste statistiche scioccanti lo sono ancora di più quando si osserva che
tra le 600.000 vittime circa della guerra in Iraq, la maggior parte sono
state uccise dall'armata statunitense. Questo numero è di gran lunga
superiore a tutte le vittime di attentati di auto bombe, di squadroni della
morte, di pulizia etnica o di assassini. Anche messi insieme, il numero di
queste vittime è ancora al disotto di quello della violenza militare
generata dall'armata degli Stati Uniti.

Gli esperti dello studio del Lancet hanno chiesto al campione di popolazione
come erano morte le persone della loro famiglia e chi ne era il
responsabile. Le famiglie non avevano alcun problema a dare la causa della
morte, più della metà (56%) degli interrogati indicavano la morte per
proiettili, 13% menzionavano auto bomba, 13% bombardamenti aerei, 14% spari
da artiglieria e altre esplosioni.... solamente il 4% degli interrogati
risposero che non sapevano di cosa erano morti i membri della loro famiglia.



Le famiglie intervistate erano meno precise quando si trattava
d'identificare i responsabili della morte. Se la maggior parte era in grado
di separare le responsabilità – le vittime di un bombardamento aereo erano
attribuite agli occupanti mentre gli attentati con le auto bomba erano
indicati come opera dell'insurrezione, le morti per proiettili o per i tiri
di artiglieria erano meno facili da attribuire, la maggior parte si
producevano durante lo scambio di colpi di fuoco o in circostanze senza
testimoni. In numerosi casi le famiglie erano nell'incapacità di precisare
chi erano i responsabili di queste morti. Gli esperti registravano solamente
le testimonianze di quelli che erano certi dell'origine della morte,
lasciando vuoto il campo “responsabilità” se “la famiglia esprimeva dei
dubbi sull'origine delle circostanze che avevano causato la morte”.

Per noi, lettori quotidiani della stampa degli Stati Uniti, i risultati sono
incredibili: nella categoria delle morti dove la famiglia è in grado
d'identificare il colpevole, 56% erano stati ucc isi dai soldati
statunitensi (o dagli alleati della coalizione). Basandoci su queste cifre,
noi possiamo dedurne senza troppi dubbi che le forze della Coalizione
avevano ucciso almeno 180.000 iracheni verso la metà del 2006. D'altro canto
noi abbiamo tutte le ragioni di credere che gli Stati Uniti siano
responsabili di una parte proporzionalmente rilevante delle morti non
attribuite. Questo significa che – alla data dello studio, metà 2006 – gli
Stati Uniti e i loro alleati avevano ucciso più di 330.000 iracheni.

Le altre morti erano vittime dell'insurrezione, di criminali comuni e delle
forze del nuovo governo iracheno. E non esitiamo ancora una volta a ribadire
una cifra che va contropelo all'opinione generalmente ammessa: gli attentati
delle auto bomba, la ragione della morte più facilmente identificabile dalle
famiglie interrogate, sono responsabili solo del 13% delle vittime, circa
80.000 morti, 2000 al mese. Questa cifra è orribile ma si situa al di sotto
delle vittime dei militari statunitensi. Rappresenta meno della metà del
numero ufficiale delle vittime di azioni militari, e nemmeno un quarto del
probabile numero.

Anche se ci fermiamo alle cifre ufficiali confermata a 180.000 iracheni
uccisi dalle operazioni militari delle truppe di occupazione statunitense e
alleati dall'inizio dell'occupazione, noi arriviamo ad una media di più di
5000 morti al mese. E noi dobbiamo custodire nell'animo che il tasso di
mortalità violenta nel 2006 era due volte più alto del tasso medio, questo
significa che la media degli uccisi dalle forze statunitensi nel 2006 era di
circa 10.000 morti al mese – all'incirca 300 iracheni al giorno, domenica
compresa. Con il rafforzamento delle operazioni militari nel 2007, questa
cifra è probabilmente molto più elevata oggi.

Perché noi non sappiamo niente di tutto questo ?

Queste cifre sembrano improbabili alla maggioranza degli statunitensi. Se
l'armata degli Stati Uniti uccide 300 iracheni al giorno, questo dovrebbe
essere la notizia più riportata dai giornali, giusto ? Eppure, i mezzi di
informazione elettronici o della carta stampata non ci dicono mai che i
soldati statunitensi uccidono tutte queste persone. Ci parlano molto degli
attentati delle auto bomba e di squadroni della morte, ma ci parlano molto
meno delle vittime dei soldati USA, solo ogni tanto quando si tratta di un
“terrorista” importante, o ogni tanto quando l'atrocità è veramente troppo
palese.

Come fanno gli Stati Uniti a perpetrare una tale carneficina, e perché la
stampa non se ne interessa? La risposta si trova in un'altra incredibile
statistica: questa è pubblicata ufficialmente dal Pentagono ed è confermata
dalla rispettabile Brooking Institution [3]: in questi ultimi 4 anni,
l'armata di terra statunitense ha effettuato in media più di 1000
pattugliamenti al giorno nelle zone ostili, con lo scopo di catturare o
uccidere gli insorti o dei “terroristi”. (Da febbraio 2007, questo numero è
passato a circa 5000 pattugliamenti al giorno, se noi includiamo le truppe
irachene partecipanti al rafforzamento delle operazioni militari
statunitensi).

Queste migliaia di pattugliamenti quotidiani hanno come conseguenza migliaia
di morti irachene, stando il fatto che questi pattugliamenti non sono delle
semplici passeggiate per strada, come noi potremmo pensare. Nel suo
indispensabile libro “In The Bell Of The Green Bird” [4], il giornalista
investigativo Nir Rosen descrive questi pattugliamenti come “interamente
riempiti di una energia brutale e di una violenta tensione che raramente è
descritta dai giornalisti “imbarcati” dalla stampa negli Stati Uniti”.

Questa brutalità è facilmente comprensibile, tenuto conto degli obiettivi di
queste pattuglie. I soldati statunitensi sono inviati in comunità ostili
nelle quali la quasi totalità della popolazione sostiene gli insorti. I
soldati dispongono sovente di una lista di sospettati e d ei loro indirizzi.
La loro missione è interrogare, arrestare o uccidere i sospettati, di
perquisire le abitazioni per trovare delle prove, armi e munizioni, ma anche
documentazione, equipaggiamenti video e altri elementi utili per la
resistenza per le sue attività politiche e militari. Quando le pattuglie non
hanno delle liste precise, perquisiscono case alla ricerca di persone con
comportamenti sospetti o delle prove di attività terroristica.

In questo contesto, qualsiasi uomo, in età e in grado di portare un'arma,
non è solamente un sospetto, ma un avversario potenzialmente omicida. I
soldati sono regolarmente avvisati di non prendere rischi: per esempio,
bussare alla porta è pericoloso perché si potrebbe farsi sparare attraverso
la porta. Le istruzioni sono quelle di giocare l'elemento sorpresa quando
c'è un pericolo – sfondare la porta, farla saltare, sparare su tutto quello
che può essere sospetto, lanciare delle granate nelle case dove le stanze
potrebbero nascondere una qualunque resistenza... se veramente incontrano
una resistenza vera, possono chiedere l'assistenza dell'artiglieria o
dell'aviazione per distruggere la costruzione piuttosto che tentare di
entrarci.

(...)

Se non incontrano resistenza, queste pattuglie possono catturare circa 30
sospetti o perquisire molte decine di case in una sola giornata. Questo
vuole dire che 1000 pattuglie giornaliere possono invadere più di 30.000
case al giorno.

Ma se una mina esplode sotto il loro Humvee o se esse cadono sotto gli spari
di un cecchino, allora la loro missione cambia e ha come obiettivo di
trovare, catturare o uccidere i responsabili dell'attacco. Gli ufficiali in
campo pensano che sovente gli attentati esplosivi al passaggio delle
pattuglie sono fatti dagli insorti che vogliono sviare la pattuglia dal suo
obiettivo principale, impedendo la perquisizione brutale delle case, la
violazione dell'intimità delle donne e l'umiliazione degli abitanti.

Gli scambi dei colpi di fuoco che seguono generalmente un attacco ad una
pattuglia, finiscono spesso sulle case vicine, tenuto conto che gli insorti
ci si nascondono per sfuggire al contrattacco statunitense. Di conseguenza,
i soldati USA hanno sistematicamente l'abitudine di sparare sulle abitazioni
sospettate di essere rifugio di insorti rischiando di fare vittime innocenti
tra la popolazione. Le regole d'ingaggio dell'armata statunitense vertono
sull'importanza di fare di tutto per evitare di mettere in pericolo i
civili, ed esistono numerosi esempi dove i soldati hanno misurato il
contrattacco al fine di risparmiare i civili. Ma le testimonianze di
ufficiali e di soldati mostrano chiaramente che, durante gli spari in
azione, la priorità è la cattura o la morte dell'insorto, per la sicurezza
dei civili.

Tutto questo sembra molto controllato e non permette il trapelare del numero
dei morti sostenuto dallo studio del Lancet. Ma l'importanza del numero
delle pattuglie – 1000 al giorno – e di conseguenza l'importante numero di
conflitti nelle case, le risposte agli attacchi dei cecchini o delle mine,
gli scambi di spari che s'inseguono... tutto questo finisce per sommarsi a
formare un massacro quotidiano.

(...)

[Durante la commissione d'inchiesta sul massacro di Haditha, dove un gruppo
di soldati statunitensi massacrò 24 membri di un famiglia in un casa, come
rappresaglia per un attentato che uccise uno di loro] il Generale Maggiore
Richard Huck, ufficiale comandante dell'unità di Marina a Haditha [oggi
incaricato della pianificazione delle operazioni al Pentagono], ha
sottolineato nuovamente la limpidezza di queste regole d'ingaggio, quando ha
spiegato perché non aveva giudicato buono all'epoca procedere ad
un'inchiesta sulla morte di queste vittime civili:

“Queste morti sono avvenute durante un'operazione di combattimento ed è
frequente che ci siano vittime civile in questo tipo di scont ro. Secondo
me, ho visto che gli insorti avevano sparato sui miei soldati e che i
soldati della Kilo Company avevano risposto. In queste circostanze, la morte
di 15 civili non interessati non mi sembrava sufficientemente inusuale per
giustificare un'inchiesta”.

Per il Generale Huck, come per gli altri ufficiali comandanti in Iraq, nel
momento in cui ci sono “degli spari nemici” – o semplicemente la minaccia di
questi spari – allora le azioni commesse dai Marines in questa casa di
Haditha non solo erano legittime (a partire dal momento in cui sono
menzionate nel rapporto d'intervento), ma chiaramente esemplari. I soldati
hanno risposto in maniera appropriata in una situazione di combattimento, e
la morte dei “civili non interessati” non è “inusuale” in queste
circostanze.

Partendo da questa constatazione, ricordiamoci che i soldati conducono più
di 1000 pattugliamenti al giorno – questa cifra è salita a 5000
pattugliamenti se si includono quelli condotti congiuntamente con le truppe
irachene. Se si crede alle cifre pubblicate dal Pentagono – e confermate
dalla Brooking Institution – queste pattuglie sono impegnate in 3000 scontri
a fuoco ogni mese, in circa un centinaio al giorno in media esatta per i
soldati statunitensi. Questi scontri non causano sempre la morte di 24
civili innocenti in un colpo, ma le regole d'ingaggio applicate dai nostri
soldati – lanciare le granate nelle case sospettate di essere rifugio di
insorti, utilizzare una potenza di fuoco massima contro i cecchini,
utilizzare l'artiglieria e l'aviazione contro tutte le cellule di resistenza
– garantiscono un flusso continuo di morti civili.

È importante analizzare come questi avvenimenti sono riportati dalla stampa
degli Stati Uniti, quando si degnano di parlarne. Ecco per esempio una
notizia dell'Associated Press a proposito delle pattuglie nella provincia di
Meyssan, un bastione dell'armata del Mahdi (giugno 2007). “Lontano nel sud,
le autorità irachene hanno indicato che più di 36 persone sono morte durante
violenti combattimenti notturni, durante un'operazione di rastrellamento di
case condotto da soldati britannici e iracheni nella città di Amarah, un
bastione della milizia sciita, l'Armata del Mahdi”. [5]

Questa informazione fa parte di una notizia che riporta molti combattimenti
in tutto l'Iraq, intitolata “Le forze statunitensi e irachene accentuano la
pressione sugli insorti”. I combattimenti riportati sono descritti come
normale routine. Ci sono stati all'incirca 100 combattimenti quel giorno,
tutti con una partita di vittime. Quanti? Se noi partiamo dalle cifre
stimate dall'articolo del Lancet, gli incidenti di Amarah rappresentano
circa un decimo di tutti gli Iracheni uccisi dagli statunitensi quel giorno.
Estrapolato al resto del mese di giugno, il totale degli Iracheni uccisi si
avvicina probabilmente ai 10.000.

Durante la commissione d'inchiesta su Haditha uno degli inquirenti pose la
questione sulla giustificazione di un tasso così elevato di vittime, anche
civili, nella caccia e nell'arresto degli insorti in Iraq. Il luogotenente
Max D. Frank, primo ufficiale ad aver investigato sulle morti di Haditha,
dichiarò che queste morti erano “un risultato infelice ed involontario
derivante dal fatto che la popolazione locale permette ai combattenti
insorti di utilizzare le loro case come base di attacchi contro le pattuglie
statunitensi”. Nello stesso tono, il primo luogotenente Adam P. Mathes,
responsabile dell'unità implicata nel massacro, rifiutò in modo veemente
l'idea che l'armata possa scusarsi presso la popolazione locale per le
azioni commesse. Al contrario, Mathes insisté sul fatto che l'armata
dovrebbe piuttosto far sapere alla popolazione che l'incidente di Haditha
(il massacro di donne e bambini) era rappresentativo di “cose sgradevoli”
che “vi capiteranno se voi lasciate che i terroristi usino le vostre case
per attaccare i soldati”.

Ne l mio Dizionario Merriam Webster, la parola “terrorismo” è così definita:


"atti di violenza o di distruzione (attentati dinamitardi) commessi da
gruppi con lo scopo d'intimidire la popolazione....” Quello che è successo
ad Haditha quella notte era precisamente un tale atto di violenza. E non è
isolato, ce ne sono stati più di 100 quel giorno. E furono commessi da gente
come il luogotenente Mathes con lo scopo di intimidire la popolazione di
Haditha e di altre città dell'Iraq, per porre fine al sostegno
dell'insurrezione.

#11154 Da: <amadeusoft@...>
Data: Ven 31 Ago 2007 9:31 am
Oggetto: L'etere secondo Paul La Violette
amadeusoft@...
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L'etere secondo Paul La Violette

a cura della redazione sciechimiche-zret.blogspot.com

Ormai sono sempre più numerosi gli scienziati che introducono nelle loro
teorie l'etere, un mezzo elastico e trasparente, ipotizzato, fino all'inizio
del secolo XX, come supporto per la propagazione delle onde luminose e per
la trasmissione a distanza di forze come quella gravitazionale. L'ipotesi
dell'etere cosmico fu abbandonata dopo l'esperienza di Michelson e Morley e
con l'elaborazione della teoria della relatività elaborata da Albert
Einstein, sebbene egli avesse espresso, in qualche occasione, la necessità
di postulare l'esistenza di tale sostanza cosmica. In realtà, l'etere
espulso dalla porta per opera della fisica post-einsteniana, è rientrato
dalla finestra, sotto il nome di energia del punto zero o energia della
fluttuazione quantistica del “vuoto”. L'etere coincide altresì con quello
che lo psicologo e scienziato austriaco Wilhelm Reich definì orgone.

Recentemente il fisico, cosmologo e scienziato dei sistemi, il belga Paul La
Violette, ha delineato un sistema denominato cinetica di subquantum. Secondo
La Violette, per comprendere i rudimenti della fisica della creazione,
basata sull'etere, l'invisibile substrato primordiale che riempie lo spazio
e matrice delle particelle elementari, bisogna concepire l'universo come una
realtà che emerge da un etere attivo e vitale, i cui componenti entrano ed
escono continuamente dal nostro piano fisico, mentre si trasformano lungo
una quarta dimensione. Tale flusso energetico è sintropico, in quanto
generazione spontanea di ordine, con particelle che affiorano nello spazio
“vuoto” da un onnipresente rumore subquantistico di energia.

La teoria di La Violette sarebbe stata confermata dall'esattezza delle sue
previsioni. Essa, infatti, ha spiegato, tra gli altri fenomeni, la
pulsazione stellare, le esplosioni del nucleo della galassia, il fenomeno
cosmologico dello spostamento verso il rosso, la struttura ondulatoria della
materia, eliminando il dualismo onda-particella. La teoria di campo
unificato della cinetica di subquantum, infine, sostituisce la teoria del
Big Bang, spiegando la creazione primordiale.

Il ricercatore belga ritiene che molti concetti fisici e cosmologici siano
codificati in miti antichi, nell'astrologia e persino nei tarocchi.

Pionieri come La Violette ed altri (si pensi, ad esempio, a Kozyrev ed a
Popp) sono ostracizzati o ignorati dalla comunità scientifica ortodossa, ma
le loro scoperte ed i loro studi tendono a convergere verso dimensioni di
frontiera, in cui la teorizzazione ha trovato applicazioni pratiche
purtroppo quasi sempre in ambiti bellici e di controllo della popolazione.
La nozione di etere, infatti, lungi dall'appartenere all'ambito delle
pseudo-scienze, è, invece, alla base di tecnologie relative alla free
energy, l'energia a costo zero e non inquinante, di cui si interessò lo
scienziato serbo Nikola Tesla. La free energy, appannaggio quasi esclusivo
delle élites che hanno avuto accesso a tutte le ricerche ed a tutti i
brevetti di Tesla e di Reich, è usata a fini militari. Queste conoscenze e
tecnologie potrebbero fornire energia a basso costo e pulita, favorire le
precipitazioni in aree aride, risolvere il problema della polluzione della
biosfera e tante altre meraviglie. Ancora una volta, però, i Signori della
guerra, che proclamano di adoperarsi per la pace, il progresso ed il
benessere dell'umanità, fomentano conflitti, distruggono il pianeta con
H.A.A.R.P. e scie chimiche, affossano l'economia di intere nazioni, riducono
in schiavitù la gente... Conoscere i loro piani occulti, di là dalle
intenzioni ufficiali, significa forse poterli sventare.

Addendum: è stato compiuto un semplice ma significativo esperimento con
accumulatori orgonici. Presto daremo conto dei risultati.

Data articolo: agosto 2007
Autore: Zret
Fonte: www.sciechimiche-zret.blogspot.com

Fonti:

P. La Violette, Earth under fire Il codice dell’Apocalisse, Padova, 2006
Id., Subquantum Kinetics
Zret, Reich, l’orgone e l’energia del punto zero, 2006

#11153 Da: <amadeux@...>
Data: Ven 31 Ago 2007 9:30 am
Oggetto: Dhamma e vita familiare> - del venerabile Ajahn Viradhammo
amadeux@...
Invia email Invia email
 
Dhamma e vita familiare

(del venerabile Ajahn Viradhammo)

© Ass. Santacittarama, 2007. Tutti i diritti sono riservati.
SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA.
Traduzione di Silvana Ziviani

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(Basato su un discorso tenuto da Ajahn Viradhammo all' Auckland Vihara nel
1987).

Sono appena tornato da un viaggio a Ottawa per una visita a mia madre e mio
fratello e poi sono stato circa due settimane a Toronto per insegnare.
Perciò l'argomento del discorso di oggi Dhamma e vita familiare ha un
significato speciale per me.

Dhamma è la verità delle cose così come sono, perciò il dhamma nella vita
familiare consiste nella pratica di comprendere la verità nel contesto delle
varie situazioni familiari. I sentimenti che si sviluppano in famiglia sono
molto potenti. I sentimenti che provo verso mia madre, verso mio fratello e
i suoi figli, e verso mio padre che morì molti anni fa, sono condizioni
molto forti del cuore umano e sono esse che vanno capite.

La nostra vita è sia individuale che sociale. Abbiamo un mondo interiore che
è molto personale, ma agiamo in un mondo esterno fatto di persone, cose e
situazioni.
Come individui siamo soli. Per esempio, per venire al mondo siamo passati da
un grembo dolce, tiepido, accogliente alle luci accecanti di una sala
operatoria e forse persino siamo stati sculacciati. E' un'esperienza molto
scioccante. Poi cominciamo a vivere la nostra vita con i suoi dolori, gioie,
speranze, aspettative, paure, ansietà, preoccupazioni, successi e
fallimenti.

Tutto ciò si sviluppa in modo molto personale. Spesso è un'esperienza molto
solitaria. Anche se condividiamo con altri alcuni aspetti di questa
esperienza, ci sono molte cose che non possiamo condividere, che dobbiamo
sentire da soli. Poi viene la morte, e dobbiamo affrontarla da soli. Nessuno
può farlo per noi. La morte è un'esperienza personale. Ci possono essere
intorno a noi persone che ci sostengono e confortano ma tuttavia moriamo da
soli.

Come abbiamo un aspetto individuale così abbiamo un aspetto sociale che si
riferisce al mondo che ci circonda: la famiglia, l'ambiente, i
condizionamenti sociali, l'educazione, il tipo di cultura in cui siamo nati,
i valori sociali che ci vengono imposti e che noi assorbiamo, i libri che
leggiamo, il cibo che mangiamo, i programmi televisivi e tante altre cose.
E'
chiaro che tutto ciò influisce sulla vita interiore. La vita esteriore e
quella interiore non sono separate. Sono collegate. Abbiamo la
responsabilità di capire il mondo interiore e abbiamo la responsabilità di
vivere correttamente nel mondo esteriore. Non si escludono affatto a
vicenda; sono interdipendenti.

In Canada si parla molto di razzismo. Questo brutto mostro sta rialzando la
testa. Prendiamo una persona che è stata allevata con idee razziste:
percepirà una parte della società in modo razzista o bigotto. Il suo punto
di vista altera il suo mondo, no? Altera il mondo che percepisce. E' un
mondo di odio e fanatismo. La sua realtà perciò è creata dal suo mondo
interiore.

Potremmo anche dire che il modo in cui io vi vedo è il modo in cui io
influisco su di voi, e il modo in cui voi mi influenzate è il modo in cui io
vi vedo. L'esterno diventa l'immagine di ciò che l'interno impone. E questa
costruzione percettiva sembra molto reale. Questo punto di vista, razzista e
bigotto, può addirittura sembrare la verità ultima. Per quanto uno possa
discutere con una persona così, questa continuerà a mantenere il suo punto
di vista fissandosi così nella sua stessa creazione e soffrendone le
conseguenze, ma non capirà veramente mai il perché. Per una persona così il
mondo è quel tipo di realtà.

Nel buddhismo entrambi questi aspetti vengono contemplati e ciò che
cerchiamo di vedere è che la nostra stessa vita è questa interdipendenza.
Non ci sono soltanto io nel mondo, isolato e vagante come una specie di
satellite, ma neanche soltanto il mondo esteriore.

Ora, quando non si presta la dovuta e appropriata attenzione al mondo
interiore o quando gli si presta un'attenzione errata e ossessiva, allora
questo crea un'infinità di problemi nella vita familiare. Se d'altronde non
si presta attenzione al mondo interiore capita o che agiamo sulla base di
impulsi spesso scorretti, o soffochiamo molti aspetti del cuore con una
costante distrazione. Questa mancanza di attenzione verso il nostro mondo
interiore crea molta confusione intorno a noi.

L'insegnamento buddhista ci incoraggia a farci responsabili del nostro mondo
interiore. Essenzialmente questo significa che quando ci rapportiamo agli
altri dovremmo farlo con parole ispirate dalla compassione e non
dall'avidità,
dall'odio o dall'illusione. Certo, è una cosa facile da dire, ma spesso
molto difficile da praticare. Tutta la confusione, l'illusione, le paure,
tutti i tipi di aspettative che abbiamo uno verso l'altro, tutte le esigenze
reciproche vengono da un luogo di non compassione.

Per esempio, posso avere delle aspettative su di te perché voglio che tu sia
un certo tipo di persona non perché provo compassione e affetto per te.
Ricordo che quando ero bambino, essendo di una famiglia di rifugiati, volevo
che i miei genitori fossero come gli altri (qualunque cosa questo
significasse in Canada) e mi sentivo in imbarazzo a parlare una lingua
diversa. Invece di vedere la sofferenza dei miei genitori e il loro grande
coraggio, le mie paure e la mia insicurezza proiettavano aspettative su di
loro, creando grande sofferenza. Sebbene avessi dei genitori eccezionali,
molto gentili e generosi, le mie paure creavano molta sofferenza sia in me
che in loro.

Molti anni fa un amico mi parlò di un incontro che ebbe con suo padre.
Andarono a fare una passeggiata insieme e il padre disse: "Perché non mi
davi mai ascolto quando dovevi prendere una decisione?". La percezione del
figlio fu "Perché non hai mai chiesto nulla?". Ecco l'esempio di due brave
persone che erano vissute insieme per molto tempo ma che non avevano mai
veramente comunicato tra di loro, perché ognuno aspettava che l'altro
dicesse qualcosa ma questo non era mai avvenuto. Chi dei due aveva ragione o
torto? Non lo so; non si tratta di biasimare. Questi sono i tipi di problemi
che sorgono in famiglia quando non siamo attenti, consapevoli. Tuttavia il
momento che ci risvegliamo al nostro mondo interiore diventiamo anche molto
più sensibili verso il mondo che ci circonda.

Che succede se non lo facciamo? Che accade se non capiamo il nostro mondo
interiore? Mettiamo che stiamo agendo per bramosia. Se voglio uno status, un
riconoscimento, se voglio potere, allora possiamo dire che è un volere per
se stessi. Il risultato è che gli altri membri della famiglia non sono più
umani, diventano oggetti. Se io non mi prendo la responsabilità della mia
avidità, per lo meno fino a un certo punto, cosa accade? Che io ti vedo solo
in funzione di poter soddisfare il mio desiderio. Non ti vedo più come un
essere umano; diventi solo l'oggetto dei miei desideri. Non sei più una
persona che vuole essere felice, ma qualcuno che ostacola la mia felicità o
che diventa strumento per compiere le mie necessità. E' così che perdiamo la
caratteristica umana e cominciamo a manipolarci reciprocamente. La
conseguenza è che poi ne soffriamo.

Quando non mi sento responsabile della rabbia che ho nel cuore, cosa
succede? Se tu sei la persona che mi ha fatto arrabbiare, allora sarai tu a
diventare un oggetto. Cioè tu non sei più una persona che soffre come soffro
io e che vuole essere felice come lo voglio io. Siccome sei un oggetto che
fa qualcosa di sbagliato, devo in qualche modo cambiarti. Rendendoti
l'oggetto
della mia rabbia, entrambi perdiamo la connotazione umana.

Allo stesso modo funzionano la preoccupazione, la paura e il dubbio. Ci
privano della nostra umanità e della nostra capacità di relazionarci
sinceramente con gli altri. Eppure queste sono qualità molto umane. E' molto
umano provare rabbia. E' molto umano provare paura.

Perciò da una parte dobbiamo accettare i nostri sentimenti interiori e
dall'altra
dobbiamo sentircene responsabili. Sentirsene responsabili significa
risvegliarci all'errore di vivere su energie basate sull'avidità, l'odio,
l'illusione.

Anche quando agiamo in preda all'avidità, all'odio o alla confusione,
vogliamo essere felici lo stesso. Tutti abbiamo dei desideri, non è vero?
Tutti abbiamo in cuore l'anelito a essere felici. Se non l'avessimo non
saremmo esseri umani.

Non è il volere che è cattivo. E' parte della natura della vita. Ma dobbiamo
volere in modo corretto. Voglio essere felice e per questo sono un monaco.
Ci sono alcuni buddhisti che dicono che non dobbiamo avere nessun desiderio.
Ma questa è una stupidaggine. Quando veniamo qui al tempio vogliamo
conoscenza, vogliamo contemplare il Dhamma. Volere è naturale.

Però dobbiamo anche chiederci: "Qual è la più profonda soddisfazione del
desiderare? Dove troviamo la vera soddisfazione?" Il Buddhismo descrive la
vera soddisfazione in termini di saggezza e compassione. Considerate quelle
volte che siete riusciti a relazionarvi con gli altri senza richieste o
aspettative, con cuore aperto e generoso. Non vi siete sentiti liberati
anche dal desiderio? La fine del desiderio ha a che fare con la generosità e
l'amore incondizionato piuttosto che con l'acquisire ciò che voglio o
eliminare ciò che non voglio.

Ma come si riesce ad amare incondizionatamente quando è così umano provare
paura, quando è così umano provare rabbia e preoccuparsi? Come può una
persona riuscirci? La risposta a come possiamo amare incondizionatamente la
si trova nella via buddhista della trasformazione, che in pratica significa
capire e osservare tutto ciò che di negativo abbiamo nella mente. Non viene
gratuitamente. Quando prendete i precetti non è come prendere il distintivo
di buddhista e dire "Va bene, ora sarò un bravo buddhista e amerò tutti,
amerò i miei figli sempre e i miei figli mi ameranno, e vivremo felici e
contenti per sempre".

Per arrivare a una trasformazione interiore è molto importante lo stile di
vita che assumiamo. Se abbiamo un modo di fare esterno confusionario e poco
sensibile verso gli altri, non sarà possibile avere una trasformazione
interiore. Se frodo il fisco avrò paura che l'esattore bussi alla mia porta.
Perciò essere responsabili del mondo esterno - di coloro con cui viviamo e
dell'ambiente in cui viviamo - si traduce nell'osservare i principi morali
di non danneggiare se stessi e gli altri attraverso le azioni e le parole.

La responsabilità morale coinvolge anche il modo con cui trattiamo i nostri
affari commerciali. Se viviamo sempre su scoperti bancari, la mente sarà più
preoccupata di sopravvivere finanziariamente che della trasformazione
interna. Perciò gli aspetti pratici di come guadagnarsi da vivere e di come
pagare i conti sono molto importanti per la vita spirituale.

Molti di voi che siete qui presenti stasera siete stati molto diligenti nel
procurarvi capacità mondane in modo da poter vivere bene e da procurare
buone possibilità di vita per i vostri figli. E' una cosa molto buona. Ma
come scopo fine a se stesso non è appagante. Un corretto stile di vita può
darvi comunque l'occasione di osservare il vostro mondo interiore e di
praticare la trasformazione del cuore. E' parte del buon kamma proveniente
dai vostri sforzi diligenti riuscire a instaurare un'armoniosa vita
familiare.

La pratica del Dhamma è una via di trasformazione ed ha la priorità in una
sana vita familiare. Vuol dire capire il cuore e usare la vita di famiglia
come veicolo spirituale. E per veicolo del Dhamma intendiamo dire che la
famiglia non è lì per renderci felici. La famiglia non è lì per darmi
sicurezza, i figli non sono lì per realizzare i miei desideri e i genitori
non sono lì per cucinarmi i pasti e lavarmi gli indumenti. Al contrario, la
famiglia è un'occasione per lasciar andare il mio egocentrismo e sviluppare
un cuore compassionevole.

Invece quando la vita di famiglia è un veicolo di auto-gratificazione ogni
membro diventa un perdente. Certe volte proiettiamo sui figli o sui genitori
ciò che pensiamo essi debbano essere. Dimentichiamo la loro caratteristica
umana e non tocchiamo il loro cuore. E come si fa a toccare la reciproca
umanità? Accade quando riusciamo a vedere al di là delle nostre aspettative,
proiezioni, pretese, paure, e possiamo dire: "Questa persona è un essere
umano. Questa persona soffre come soffro io. Questa persona ha i suoi stati
d'animo, questa persona vuole essere felice, a questa persona non piace il
dolore". La capacità di cambiare la nostra percezione è l'essenza della
trasformazione buddhista del cuore.

E tale trasformazione non riguarda solo la vita familiare ma anche quella
monastica. Posso parlare solo per esperienza personale, ma se uno dei miei
compagni monaci è di cattivo umore e a me non piace, allora egli diverrà un
oggetto di irritazione per me. Il trucco sta nel cambiare la percezione di
quel momento e pensare "Be', anche se ora mi sta irritando, probabilmente
sta soffrendo anche lui e vuole anche lui essere felice. Ci sono passato
anch'io, lui è come me".

In effetti è difficile cambiare la propria mente per riuscire a percepire il
mondo in modo diverso. Ma perché è tanto difficile? Perché siamo
completamente trascinati dall'emozione negativa che sorge. Il lavoro di
trasformazione consiste nel sentire la paura, la rabbia o la preoccupazione
e trasformarla proprio in quel momento. Questa trasformazione realmente
avviene nell'attrito, nel litigio, nelle discussioni, quando non ce la
facciamo più. Possiamo allora vedere il sorgere di queste cose, divenirne
sempre più consapevoli e poi cambiare la nostra percezione.

Questa è la vera pratica. E' quella che si chiama "pratica spicciola" o
"pratica da  TV" o "pratica da tavola" o qualsiasi altra cosa. Non la si fa
nel tempio, è nel cuore. La meditazione seduta non sempre riesce a curarvi.
La pratica va fatta quando uno è sotto pressione.

A livello esterno, dato che la società ha un sistema legale, noi dobbiamo
essere responsabili all'interno di queste leggi. Allo stesso modo, i
genitori sono responsabili per i loro figli e sono essi che dettano le
regole. E' necessario perché essi hanno maggior esperienza e anche perché
sono essi a pagare i conti! I genitori devono guidare i figli ma questa
guida deve essere basata sulla saggezza non sulla rabbia. E deve tendere a
liberare piuttosto che a schiavizzare, altrimenti non funziona. Non diciamo
semplicemente "Che tu possa essere felice, che tu possa essere felice!" e
lasciamo che le cose capitino da sole. Al contrario dirigiamo, diciamo di sì
o di no, ma comunque è l'atteggiamento che sta dietro alle parole che conta.

Il Dhamma ha la priorità e partendo da questa base le decisioni prese
saranno buone. Io credo che la chiarezza dei genitori che dicono di sì o di
no viene da un cuore compassionevole. Tuttavia non è affatto compassionevole
dire di sì a tutto ciò che un bambino vuole. Non è forse la cosa peggiore
che si possa fare a un bambino? "Sì, sì, sì, sì, Mario"... e Mario finirà
per odiarvi quando avrà 28 anni! L'idea che la compassione sia una forma di
indulgenza non va, anzi la compassione è una forza.

La gente spesso è incerta sul significato di compassione. Alcune volte
confondono l'infatuazione e l'attaccamento con la compassione. Quando amiamo
qualcuno in modo appassionato, quell'amore può facilmente trasformarsi in
rabbia o gelosia. Se avviene questo non possiamo chiamarla compassione.
L'attaccamento
è mutevole con alti e bassi ma la compassione è tranquilla. Non chiede che
tu mi renda felice. Non si aspetta soddisfazione da qualcun altro. Anzi la
compassione è l'interesse per il benessere altrui, a prescindere dai propri
desideri. Perciò quando c'è la compassione facciamo le scelte e prendiamo le
decisioni migliori, perché abbiamo una chiarezza che non viene pregiudicata
da desideri e paure personali.

Gran parte del lavoro di trasformazione richiede pazienza, perché spesso non
otteniamo ciò che vogliamo o ci aspettiamo dalla vita. Per esempio, se devo
prendere un treno o un aereo per venire qui a Auckland potrei diventare
molto impaziente se siamo in ritardo. Nel monastero dirò: "Okay, devo andare
all'aeroporto e voglio che la macchina sia pronta a quella data ora", ma la
vita è imprevedibile e invariabilmente qualcosa va storto e posso diventare
molto impaziente, giustamente impaziente, naturalmente!.

Ma è proprio qui che devo sviluppare la pazienza. Dove altro potrei
sviluppare la pazienza se non nel bel mezzo di una situazione frustrante?
Non ho bisogno di sviluppare la pazienza quando tutti i miei desideri si
compiono. Il lavoro di trasformazione avviene proprio lì dove non posso
ottenere ciò che voglio.

Molti credono che il mondo sia un luogo che li renderà sempre felici.
All'interno
di una famiglia certe volte si pensa: "Ah se i miei figli fossero sempre
buoni, se non fossero così difficili!" oppure "Ah se i miei genitori fossero
sempre calmi e se non fossero così antiquati la vita sarebbe meravigliosa" o
ancora "Se il mio partner fosse diverso, sarei felice!" Se la pensiamo così,
dovremo aspettare un bel po' per essere soddisfatti.

E' un'idea strana, vero? Pensare che se tutti fossero giusti io non
soffrirei. In altre parole, se tutto il mondo si conformasse alla mia rete
di desideri, se soddisfacesse tutte le mie aspettative, allora sarei felice.
Be', il mondo non va proprio così, vero?

Una delle principali difficoltà nell'usare la vita familiare come veicolo
spirituale è la tendenza che abbiamo di proiettare le nostre emozioni e
l'agitazione
interna sui membri della famiglia. Per esempio, sono sposato e mi sento
annoiato e allora proietto questo sul partner. Invece di contemplare la noia
come parte del Dhamma, potrei facilmente cominciare a biasimare il partner,
pensando che non ho potuto avere un vero appagamento a causa sua. Non
sarebbe una cosa molto onesta da fare; anzi si può dire che è una illusione.

La stessa cosa vale per la rabbia, la gelosia, la paura e l'ansia. Sono cose
che sembrano così reali che è molto facile creare intorno ad esse un mondo
di sofferenza. Osservate quei momenti in cui vi siamo arrabbiati. La rabbia
vi è sembrata molto reale, vero? "Sì, sei uno stupido. Hai sbagliato" e la
mente va avanti così. Forse abbiamo urlato contro qualcuno e in seguito ci
sentiamo imbarazzati della nostra stupidità. Eppure in quel momento il mondo
ci pareva proprio in quel modo.
Questa è la natura dell'illusione. La confusione interiore si proietta su
chi ci sta intorno creando una situazione familiare sempre più confusa.
Prendiamo la bramosia. Quante volte abbiamo sentito che assolutamente
abbiamo bisogno di una cosa? Allora andiamo a comprarla e dopo pochi mesi
sta in un angolo della stanza piena di polvere. Non ne avevamo affatto
bisogno ma non ci sembrava così in quel momento. E' proprio questa tendenza
a credere nella bramosia, nella rabbia o nella paura considerandole realtà,
che chiamiamo illusione o ignoranza.

L'interdipendenza tra interno ed esterno significa che quando credo nella
rabbia il mio mondo è un mondo di rabbia; quando credo nella preoccupazione
il mio mondo è un mondo d'ansia; quando credo nella paura è un mondo
minaccioso.

Questa tendenza a credere, e quindi a seguire, tutti i capricci e le
passioni del mondo interiore è la sorgente maggiore di conflittualità
familiare. Ma, siccome siamo esseri umani, queste tendenze alla rabbia, alla
bramosia e alla preoccupazione sono destinate a saltar fuori nella vita
familiare. Che dobbiamo fare allora?
Secondo me il segreto sta nel considerare il sorgere della sofferenza
interiore come una occasione di trasformazione, una occasione per vedere
come lavorano i vecchi schemi dell'ignoranza. Se non credo in essi, li posso
osservare mentre scompaiono e il loro potere su di me diminuirà.

Nel Buddhismo diciamo che l'ignoranza è il non conoscere o il non vedere con
chiarezza. Non è mancanza di comprensione intellettuale ma la mancanza di
intuizione su come stanno realmente le cose, una mancanza di comprensione
profonda e sentita. Se siamo completamente sensibili al nostro mondo
interiore e quindi non crediamo ciecamente alle nostre proiezioni, allora la
vita di famiglia sarà un'ottima occasione per la libertà interiore e per
l'armonia
esteriore.

Quando diciamo che la consapevolezza o presenza mentale è la via della
libertà, significa che siamo pienamente consapevoli di cose come la rabbia,
la paura e la gelosia. Ma le vediamo più come condizioni mentali che come
realtà concrete. Quando queste cose cambiano e non vi crediamo allora il
nostro mondo non sarà più condizionato da esse. Perciò se sono arrabbiato
con i miei figli, con il cane, con il governo o con i suoceri, vedo che è
solo rabbia e basta. Non attaccatevi e non create un mondo intorno a questi
stati d'animo. Siate pazienti e vedrete che passeranno.

Se desidero una nuova macchina, un nuovo computer o uno stereo migliore,
tutto ciò non è che bramosia. Meglio essere pazienti e osservare la bramosia
cessare piuttosto che coltivare gli infiniti desideri stimolati dalla nostra
società consumistica. Che fa sempre la pubblicità televisiva? "Se avrete
questo sarete felici, sarete veramente soddisfatti" E allora andate a
procurarvelo, a prenderlo, a comprarlo e non osservate mai l'impulso a
ottenere. Non porta mai alla fine della bramosia.
Non vogliamo con ciò negare il desiderio di avere delle cose, ma per
muoversi verso qualcosa di più tranquillo, dovete agire in quel momento,
dovete lasciare andare. E come lo facciamo? Se riuscite a dire: "Non ne ho
bisogno, posso farne a meno" allora questa è una trasformazione del cuore e
della mente. Non è repressione, semplicemente un accostarsi alla pace della
mente.

Richiede un duro allenamento portare alla coscienza, trasformare e lasciar
andare, sia ciò bramosia per qualcosa o rabbia verso qualcuno o paure e
preoccupazioni. Non è un esercizio ascetico nel senso che non dobbiamo
torturarci, ma la trasformazione richiede un gran lasciar andare. L'idea che
possiamo essere liberi e tranquilli pur seguendo ogni vecchio stato d'animo,
non funziona.

La vita familiare talvolta scorre armoniosa e amorevole, ma può anche essere
irta di difficoltà. Anche se in quel momento è relativamente sicura e
confortevole, il futuro comunque è incerto, per cui le preoccupazioni sono
un problema comune in famiglia. Possiamo essere messi in cassa integrazione,
i nostri figli possono essere bocciati a scuola, potremo ammalarci in
futuro. La mente che si preoccupa non è mai soddisfatta, si afferrerà a
qualsiasi cosa e proverà angoscia. Perciò, che sia il mio lavoro, il mutuo,
la pancetta della mezza età o ciò che pensano di me i miei vicini, tutto ciò
non è che preoccupazione.

Le complicazioni della vita possono essere sistemate con un modo di vivere
corretto che si adatta ai cambiamenti della vita. Ma se l'inquietudine è una
abitudine acquisita, continuerà a brontolare in fondo alla mente qualsiasi
cosa facciamo. Come facciamo allora a superare questa inquietudine? Come
possiamo spostarci verso una zona del cuore più fiduciosa e tranquilla? E in
cosa possiamo veramente aver fiducia?

Be', non si può aver fiducia a niente che sia soggetto a cambiamento; tutto
è incerto. Non potete aver fiducia che il vostro corpo rimanga sempre sano.
Non potete aver fiducia nell'economia. Non potete aver fiducia di avere un
impiego permanente. E allora in cosa si può aver fiducia?

Nel Buddhismo diciamo che si può aver fiducia nei Tre Rifugi. Potete aver
fiducia nella vostra capacità di essere sveglio e consapevole. Questo è il
Buddha. Potete aver fiducia nella Verità delle cose così come sono. Questo è
il Dhamma. Potete aver fiducia nella bontà delle vostre intenzioni, nella
bontà delle vostre azioni morali e generose. Questo è il Sangha.

Per esempio, se provate rabbia e avete fiducia in questa rabbia, che
succede? In una parola: sofferenza! Ma se avete fiducia nella conoscenza che
quella è una sensazione di rabbia, che è un oggetto mentale e non una realtà
permanente, allora questo è retto conoscere, è il nostro rifugio nel Buddha.
Se avete fiducia che questa rabbia passerà, che non dovete né reprimerla né
attivarla, allora questo è in armonia con la natura ed è il nostro rifugio
nel Dhamma. Anche se la rabbia potrebbe portarmi verso la violenza, avrete
fiducia nella virtù di non danneggiare gli altri. Questo è il rifugio nel
Sangha.

Questo terzo rifugio nel Sangha corrisponde alla pratica di trasformazione,
cioè ad essere una brava persona e a praticare veramente. E' facile avere
l'idea
di essere una buona persona, ma è molto difficile esserlo veramente.

Può darsi che al mattino mi dica "Oggi sarò una brava persona e non farò
niente di sbagliato. Ascolterò i discorsi di Bhante, avrò fiducia in tutti,
non mangerò in eccesso, sarò senza paura e sarò pieno di compassione per i
miei figli". Così preparate il vostro programma ma vi sentirete molto delusi
alla fine della giornata e può darsi che finirete addirittura per
detestarvi.

Se invece uno dice: "Quando sorgerà la paura cercherò di sviluppare fiducia.
La osserverò e vedrò che è solo una condizione della mente invece che
prenderla per una realtà permanente" e allora cosa accadrà? Cominceremo ad
aver fiducia più nella trasformazione che nella paura. Allo stesso modo,
quando sorge la rabbia, possiamo cercare di trasformarla in pazienza e
compassione. Quando sorge la bramosia possiamo osservarla e trasformarla in
rinuncia, lasciando perdere ciò di cui non abbiamo bisogno. Questo non è
solo un ideale, ma qualcosa che possiamo veramente fare.

Non sarà tutto perfetto immediatamente, ma potete esprimerne l'intenzione.
La pratica buddhista è basata molto sulla retta intenzione o retto
proposito. Dobbiamo esprimere retti propositi per noi e per la nostra
famiglia. Se dico "Sei un buono a nulla!" che beneficio ne trai?; ti
sentirai forse come un buono a nulla o mi odierai. Perciò questo non è un
retto proposito. Se mi dico "Sono un buono a nulla" anche questo non è
salutare. Ciò che devo fare è esprimere propositi compassionevoli quali "Che
io possa essere libero dalla rabbia. Che io possa essere libero
dall'avidità.
Che io possa essere libero dalla paura". Questi sono retti propositi da
fare.
D'altra parte, se mi alzo una mattina d'inverno, grigia e piovosa, e le mie
finanze stanno andando in malora e ho appena ascoltato la notizia di altre
sei violenze carnali ad Auckland, e 14 omicidi, e sono molto depresso, e poi
riaccendo la radio per avere altre notizie, e mi deprimo ancora di più,
allora sicuramente il mio primo pensiero sarà: "La vita è brutta ma devo
andare a lavorare, e oh che orrendo paese è questo..."

Che tipo di proposito è questo? E' un proposito di infelicità. Ed è ciò che
creo nel mio mondo. Perciò devo tenere lontano questo tipo di suggestioni.
Quando la mente mi dice "Non ce la faccio più!" mi risveglio! E allora posso
rispondere "Ecco cosa si prova ad essere infelici". E a questo punto
l'infelicità
diventa solo un oggetto. Non ha potere ed è qualcosa che può essere
conosciuto.

Perciò ho una scelta. Posso credere nella mia infelicità o posso lasciar
andare. Il modo per lasciar andare è dirsi "Oggi cercherò di essere più
consapevole. Cercherò di essere più sensibile verso la gente che mi sta
intorno. Cercherò di essere più compassionevole verso me stesso". Questi
sono propositi molto belli per il cuore.
Non vi sembrerà granché. Ma osservate la mente. Quante volte al giorno vi
date suggerimenti salutari e quante volte al giorno andate avanti
lasciandovi guidare dal pilota automatico? Mettere il pilota automatico è
molto pericoloso perché potete schiantarvi contro una montagna. E il modo di
pensare che abbiamo quando mettiamo il pilota automatico è spesso negativo.
"La vita è una miseria... mumble... groan... questi bambini, o questi
genitori... uffa, uffa..."

Risvegliarsi significa non mettere più il pilota automatico. Significa che
siamo completamente vivi. Per notare un pensiero non salutare, come ad
esempio un pensiero di ansia, di paura, di rabbia, è la via della
consapevolezza. E poi la via della trasformazione significa non investire
alcuna energia in tutto ciò. E' un lavoro per la vita e dobbiamo continuare
a farlo. Siccome è un lavoro continuo, dobbiamo essere sempre pazienti e
compassionevoli con noi stessi. Non può funzionare il continuo giudicare se
stessi.

La via della trasformazione significa che ci prendiamo la responsabilità
delle nostre azioni e parole sbagliate. Sviluppiamo la retta intenzione
pensando "Questa è una zona su cui devo lavorare, devo metterci più
determinazione, devo essere più vigile, devo trasformarla". C'è un senso di
responsabilità personale, vero?

Se getto ogni colpa sul mondo che mi circonda, se non sono mai consapevole
del fatto che sono arrabbiato, se non mi risveglio mai al fatto che sono
pieno di ansia, o se non sono mai consapevole di desiderare sempre qualcosa
d'altro, allora non sarò mai in pace. Avrò sempre bisogno di qualcos'altro.
Avrò sempre bisogno di una qualche forma di distrazione o avrò sempre
bisogno di liberarmi di qualcosa. Così non ci sarà alcuna pace per me e per
la mia famiglia.

Se dobbiamo realizzare il nostro potenziale umano e non vivere semplicemente
a livello animale, dobbiamo risvegliarci completamente alla vita. Essere
consapevoli del nostro mondo interiore e delle sue passioni e energie fa
parte dell'essere veramente vivi. Certe volte noi la chiamiamo la pratica
del Buddha che conosce il Dhamma. Se non possiamo essere pienamente svegli,
allora la vita di un individuo come quella di una famiglia non diventa altro
che una inutile successione di azioni e reazioni. Si perde la gioiosa
possibilità della vita familiare come una trasformazione spirituale.

Perciò cos'è la Via di Mezzo? Significa che osserviamo onestamente le
tendenze che potrebbero causare confusione nei nostri cuori e sofferenza
alle nostre famiglie. Ci sforziamo di praticare la trasformazione, sapendo
che sarà il lavoro di tutta una vita.

#11152 Da: <posta@...>
Data: Ven 31 Ago 2007 9:31 am
Oggetto: Flusso di energia molecolare
posta@...
Invia email Invia email
 
Flusso di energia molecolare

di: Enrico Loi - ecplanet.net

Alcuni ricercatori sono riusciti a seguire nello spazio e nel tempo il
flusso di energia di eccitazione in un complesso molecolare usando una nuova
tecnica chiamata spettroscopia elettronica bidimensionale. Pur essendo
potenzialmente utile per numerose applicazioni, questo metodo è già stato
usato per effettuare sorprendenti osservazioni del processo della
fotosintesi. La tecnica è stata sviluppata da un team di scienziati del
Lawrence Berkeley National Laboratory e dell'Università della California di
Berkeley.

“Ritengo che si dimostrerà un metodo rivoluzionario per studiare il flusso
di energia in sistemi complessi dove numerose molecole interagiscono
fortemente fra di loro”, ha dichiarato Graham Fleming, leader nel campo
degli studi spettroscopici dei processi fotosintetici. “Usando la
spettroscopia elettronica in due dimensioni – spiega – possiamo tracciare
una mappa del flusso di energia di eccitazione con una risoluzione spaziale
dell’ordine del nanometro e una risoluzione temporale dell’ordine del
femtosecondo”.

Fleming e colleghi hanno misurato direttamente per la prima volta
l'accoppiamento elettronico nella proteina fotosintetica FMO
(Fenna-Matthews-Olson), un complesso molecolare in alcuni batteri che
assorbe fotoni e dirige l’energia di eccitazione verso un centro di reazione
dove può essere convertita in energia chimica. La tecnica potrebbe risultare
utile anche per migliorare l’efficienza delle celle solari molecolari.

Data articolo: agosto 2007

#11151 Da: <amadeusoft@...>
Data: Ven 31 Ago 2007 9:32 am
Oggetto: Raggi gamma nella Via Lattea
amadeusoft
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Raggi gamma nella Via Lattea

di: Massimo Bertolucci

Data articolo: agosto 2007

La collaborazione HESS (High Energy Stereoscopic System) di astrofisici
internazionali ha presentato i risultati di una prima analisi della parte
centrale della nostra galassia nel range dei raggi gamma di altissima
energia (VHE).

Fra i nuovi oggetti scoperti ci sono due “acceleratori oscuri”, oggetti
misteriosi che emettono particelle energetiche ma che apparentemente non
hanno nessuna controparte ottica o a raggi X. L'analisi ha rivelato un
totale di otto nuove sorgenti di raggi gamma VHE nel disco della nostra
galassia, raddoppiandone essenzialmente il numero già noto a queste
lunghezze d'onda.

I risultati consentono di ampliare la conoscenza degli astronomi su un
aspetto finora poco noto della Via Lattea. I raggi gamma vengono prodotti in
giganteschi acceleratori cosmici di particelle, come le esplosioni delle
supernove, e forniscono una rappresentazione unica dei processi di alta
energia all'opera nella Via Lattea.

L'astronomia dei raggi gamma VHE è un campo ancora molto giovane, e la
collaborazione HESS sta conducendo la prima analisi sensibile in questo
range di energie. I risultati sono stati ottenuti usando un sistema di
quattro telescopi di 13 metri di diametro, inaugurati in Namibia nel
settembre del 2004.

#11150 Da: "amec2@gmx" <amec2@...>
Data: Gio 30 Ago 2007 8:19 am
Oggetto: L'Amore Universale, e l'innamoramento di coppia
amec2@...
Invia email Invia email
 
L'Amore Universale, e l'innamoramento di coppia


L'INTERVISTA:

Deepak Chopra

di Tim Miejan

Microfono puntato su un altro grande personaggio della nuova era, il "medico
New Age" indiano, che da molti anni si è trasferito negli Stati Uniti, dove,
tra l'altro, è diventato la "guida spirituale" di numerose star dello
spettacolo. Al di là di facili malizie, si tratta effettivamente di un uomo
affascinante, che sembra vivere davvero molte delle splendide cose che
scrive. E ascoltarlo è comunque un piacere. Qui, prendendo spunto dalla
realizzazione del suo primo CD musicale, ci parla soprattutto del rapporto
d'amore, con se stessi e con la vita, oltre che con un partner.

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- Il suo ultimo lavoro, "A Gift of Love" (Un dono d'amore), è un potente
tributo all'amore. Perché ha scelto Rumi?

"Jalaleddin Rumi nacque nel 1207 e fu un Sufi. All'interno delle cerchie di
Sufi islamici, viene considerato un profeta e riverito come tale".

- Era un mistico?

"Senza dubbio. Parlava soprattutto dell'esperienza dell'amore. Diceva che,
in un vero rapporto, due persone possono trovare l'una nell'altra e, perciò,
aprire la porta all'esperienza di Dio. Ed il modo migliore di trovare Dio è
attraverso il rapporto umano.

"Rumi dice che nel rapporto umano si entra in contatto e si comunica con
un'altra anima; che il rapporto è la cosa più importante nella vita.
L'esistenza senza rapporti sarebbe impossibile. La comunione non implica
soltanto la fiducia, ma la parità e la sensibilità, nonché un livello di
comunicazione aperta, onesta e fiduciosa. Ma ciò rappresenta soltanto il
preludio alle varie fasi dell'amore, tra le quali figurano l'attrazione,
l'infatuazione, l'intimità, l'arrendersi, la passione e l'estasi.

"L'obiettivo fondamentale è l'esperienza dell'estasi, che è il nostro stato
primordiale ed originario. E questa estasi è letteralmente la trascendenza
dal mondo ordinario e mondano al mondo della magia e del mistero. L'estasi
giunge attraverso l'amore e attraverso l'accesso a livelli sempre più
profondi di comprensione dell'amore.

"L'amore non è un semplice sentimento. L'amore non è una semplice emozione.
L'amore è la verità fondamentale alla base della creazione. E la verità
fondamentale alla base della creazione è che esiste uno soltanto di noi che
finge di essere tanti di noi.

"Quando parliamo di amore per noi stessi, non parliamo di amore per il
nostro ego, o per l'immagine che abbiamo di noi, ma parliamo di intimità con
una parte più vasta di noi stessi. Una volta arrivati a quella parte di noi
stessi che è il fondamento del nostro essere, riconosciamo l'esistenza di
un'intelligenza che governa l'attività della nostra mente e del nostro
corpo. E quando ci sintonizziamo maggiormente con essa, ci rendiamo conto
che si tratta della stessa intelligenza che governa l'attività di tutte le
menti e di tutti i corpi, nonché, in effetti, di tutto l'universo. Questo
significa sperimentare coscientemente l'unità di tutto ciò che esiste. Ed è
quando sperimentiamo questa unità che siamo innamorati. Ed essere innamorati
è la nostra condizione originaria. E trovare questa condizione originaria
significa superare la paura della mortalità, che è alla base di qualsiasi
altra paura.

"La coscienza dell'unità del tutto è quello stato di consapevolezza in cui
sai veramente, a livello di esperienza, che tutti noi siamo un'unica cosa,
che l'osservatore e la cosa osservata, l'amante e l'amato, colui che conosce
e l'oggetto della sua conoscenza sono tutti lo stesso essere, sia pure in
guise diverse. La coscienza dell'unità è l'intelligenza che in realtà fa di
noi un'unica cosa, ma che si differenzia nell'apparente separazione che
esiste tra di noi".

- E qual' è il collegamento tra l'amore e l'energia che collega ogni cosa?

"L'amore è il mezzo per trovare questo collegamento"

- Dunque, quando ci innamoriamo, si apre davanti a noi una porta che conduce
a questa consapevolezza?

"Quando qualcuno si innamora per la prima volta, entra in contatto con lo
spirito. Dentro di sé, perde le abituali certezze, il che costituisce uno
dei primi modi di esplorare l'ignoto, che è spirito. Chi è innamorato si
distacca dalle cose mondane, triviali. E' pervaso da un senso di meraviglia,
è più esposto, più vulnerabile, ma anche più spensierato, più allegro. Sono
questi i segni del fatto che, in realtà, sta sperimentando una connessione
con lo spirito. E' anche uno stato d'innocenza. Pensi a un bambino".

- Ed è l'essere nel momento presente.

"Quando si è innamorati, si sta nel momento presente. Quando si è allegri e
scherzosi, si sta nel momento presente. Quando si ha l'innocenza, si sta nel
momento presente. E in realtà, è questo l'unico momento che esiste. Il
momento presente è l'unico che non ha mai fine. Tutto il resto è
nell'immaginazione. E' la nostra immaginazione che ci distoglie dall'essere
innamorati".

- Esistono dei modi per rimanere ininterrottamente in questo stato?

"Sì. Innanzitutto, sentirsi a proprio agio con ciò che si è. Quando
cerchiamo di non essere chi siamo, ci mettiamo addosso costantemente delle
maschere, e in questo modo ci priviamo del nostro fascino. Il nostro fascino
deriva dalle nostre contraddizioni, dal sentirci a nostro agio con le nostre
contraddizioni. Il nostro fascino deriva dalla sicurezza interiore che avere
delle debolezze non significa essere imperfetti, ma completi. Se si vuole
fare esperienza dell'amore, la prima cosa da fare è sentirsi a proprio agio
con se stessi. E' un altro modo per dire: ama te stesso.

"Ma bisogna anche imparare a non giudicare il comportamento degli altri. Non
bisogna aspettarsi nulla in risposta al proprio atteggiamento amorevole.
Quest'ultimo rappresenta la sua stessa ricompensa. Bisogna credere
profondamente di essere degni d'amore. Bisogna imparare a dare sempre. Se si
fa questo, allora ci si sente davvero innamorati".

- Ed una società piena d'amore sarebbe davvero straordinaria!

"Una società piena d'amore guarirebbe di certo le ferite della nostra anima,
perché è quello di cui siamo alla ricerca. E' questa la base di tutte le
guerre, di tutto il razzismo, ed anche della profanazione del nostro pianeta
e della nostra ecologia. Tutto questo deriva dall'incapacità di entrare in
contatto con quella parte di noi stessi che è piena d'amore".

- Nel suo CD, lei parla della differenza tra Amore e Attaccamento. Nella
nostra società attuale c'è molto attaccamento collegato all'amore.

"Sì, è una cosa terribile che facciamo. L'attaccamento deriva dal
preoccuparsi solo di sé, dall'autocommiserazione, dal dare importanza solo a
sé e dal lamentarsi per sé. E' perciò il vero contrario dell'amore.
L'attaccamento è incentrato su di Me, non su di Te. E l'amore, nel vero
senso, non è incentrato su di Me, ma su di Te. E' la capacità di dare, di
permettere, di lasciare che le persone siano ciò che sono.

"Vede, quando si è davvero innamorati, non si sente la necessità di pensare
a se stessi. Quando si è in quello stato di consapevolezza in cui non si ha
la necessità di manipolare, controllare, blandire, convincere, insistere,
pregare, o sedurre, allora si è davvero innamorati. Tutto il resto è
soltanto una maschera della presunzione".

- Lei afferma nel libretto che accompagna il CD che una delle sue missioni è
trovare guarigione ed amore.

"La mia missione sta andando sempre più in quella direzione: guarigione,
amore e servizio".

- Il fatto di aver realizzato questo CD sta ad indicare che Rumi ha
rappresentato per lei un'ispirazione.

"Rumi è stato una delle maggiori ispirazioni nella mia vita, fin da quando
ero bambino. Nella mia infanzia, sono cresciuto nutrendomi molto di poesia,
sia orientale sia occidentale, grazie ai miei genitori che me ne leggevano
ogni sera, quando era il momento di andare a letto. Sono stato molto
influenzato dai poeti visionari. Rumi era un poeta che andavamo certamente
ad ascoltare la sera quando le persone ne recitavano i versi e danzavano. E,
subito dopo Rumi, c'era Tagore, il poeta indiano. A dire il vero,
attualmente sto lavorando ad una nuova traduzione delle poesie di Tagore,
che affrontano il fenomeno della morte e il modo in cui possiamo superare
la paura della morte. Sono poesie davvero belle e raffinate".

- Lei ha fatto riferimento, prima al collegamento, tra l'amore ed il
superamento della paura della morte.

"Sì. Il superamento della paura della morte deriva unicamente dal trovare
quella parte di se stessi che non muore. Il corpo muore, la mente muore, le
emozioni muoiono, l'intelletto muore e l'ego muore - si spera! - ma c'è una
parte di sé che non muore. L'anima è fondamentalmente un coagulo d'amore con
un po' di software karmico registrato sopra".

- Mi chiedo se, nel nostro processo di evoluzione come esseri umani, ci
stiamo evolvendo anche nel modo di comprendere l'amore.

"Credo di sì. Le varie fasi dell'evoluzione della coscienza umana sono ben
delineate nella tradizione vedantica. I Vedanta descrivono sette stadi
distinti nell'evoluzione della coscienza: il primo stadio è quello di sonno
profondo, poi si passa a quello onirico, alla veglia, a quello in cui si
intravede l'anima, alla coscienza cosmica, alla coscienza divina e, infine,
alla coscienza dell'unità.

"Man mano che ci evolviamo attraverso questi stadi, acquisiamo
spontaneamente gli attributi dell'amore. Siamo in grado di essere felici e
di provare compassione e amore. Abbiamo la capacità di provare gioia anche
quando attraversiamo un momento di agitazione, e siamo in grado di estendere
questa gioia agli altri. Ci sentiamo connessi alla parte creativa
dell'universo, al mistero che tiene insieme tutto. Sentiamo altresì che la
nostra vita ha un senso e uno scopo. E tutto questo fa parte della nostra
sempre maggiore capacità di sperimentare l'amore".

- Qual è la principale barriera che ci separa dall'amore?

"La non conoscenza di noi stessi. La distrazione. Il fatto di non essere
collegati alla nostra essenza. Trascorriamo più tempo con chiunque altro che
con noi stessi. Veniamo indottrinati, ci viene fatto il lavaggio del
cervello, siamo programmati per trascorrere il nostro tempo praticamente con
qualsiasi cosa ci distragga. Siamo distratti continuamente da preoccupazioni
assai ordinarie e viviamo una vita davvero inconsapevole. Diventiamo una
massa di riflessi condizionati, innescati da persone e circostanze per
portarci a dei risultato totalmente prevedibili.

"Quando guardate la televisione e vedete, per esempio, i politici, in realtà
sullo schermo state vedendo dei bambini di cinque anni in corpi vecchi. Non
c'è stata alcuna crescita, alcuna evoluzione, alcuna maturità.
Ciononostante, queste persone hanno raggiunto livelli straordinari di
successo nella società. In effetti, sono le persone che ci governano".

- Mi chiedo cosa le piaccia fare nella sua vita privata, quando si trova in
uno spazio aperto...

"Mi piace andare nuotare sott'acqua, mi piace paracadutarmi da un aereo, mi
piace andare in deltaplano, oppure mi piace semplicemente mettermi seduto a
scrivere, o a leggere delle belle poesie di Rumi".

- Non riesco ad immaginarla mentre vola su un deltaplano...

"E invece lo faccio abbastanza spesso con i miei figli".

- Molte persone hanno paura di un'esperienza del genere.

"Ogni paura, in realtà, non è che paura dell'ignoto. Una volta che cominci a
gettarti nell'abisso dell'ignoto, ti accorgi che ciò comporta un senso di
esaltazione che il noto non riuscirà mai più a procurarti".

- E quando riesci a superare una paura, è facile superarle tutte.

"E' vero. Assolutamente".

(Deepak Chopra)

#11149 Da: <amadeusoft@...>
Data: Gio 30 Ago 2007 8:13 am
Oggetto: Raggi gamma nella Via Lattea
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Raggi gamma nella Via Lattea

di: Massimo Bertolucci - ecplanet.net


La collaborazione HESS (High Energy Stereoscopic System) di astrofisici
internazionali ha presentato i risultati di una prima analisi della parte
centrale della nostra galassia nel range dei raggi gamma di altissima
energia (VHE).

Fra i nuovi oggetti scoperti ci sono due “acceleratori oscuri”, oggetti
misteriosi che emettono particelle energetiche ma che apparentemente non
hanno nessuna controparte ottica o a raggi X. L'analisi ha rivelato un
totale di otto nuove sorgenti di raggi gamma VHE nel disco della nostra
galassia, raddoppiandone essenzialmente il numero già noto a queste
lunghezze d'onda.

I risultati consentono di ampliare la conoscenza degli astronomi su un
aspetto finora poco noto della Via Lattea. I raggi gamma vengono prodotti in
giganteschi acceleratori cosmici di particelle, come le esplosioni delle
supernove, e forniscono una rappresentazione unica dei processi di alta
energia all'opera nella Via Lattea.

L'astronomia dei raggi gamma VHE è un campo ancora molto giovane, e la
collaborazione HESS sta conducendo la prima analisi sensibile in questo
range di energie. I risultati sono stati ottenuti usando un sistema di
quattro telescopi di 13 metri di diametro, inaugurati in Namibia nel
settembre del 2004.

Data articolo: agosto 2007

#11148 Da: <posta@...>
Data: Gio 30 Ago 2007 8:13 am
Oggetto: Monete, banconote e ...la Compagnia di San Paolo?
posta@...
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Monete, banconote e ...la Compagnia di San Paolo?

A cura di Andrea Gianni

http://la-tela.blogspot.com/

C'è differenza tra monete metalliche e banconote?
Se esiste una differenza, è solamente nella natura fisica?
A tutti è capitata almeno una volta l'esperienza sgradevole di avere le
tasche piene di monetine che fanno volume, sono pesanti, ma non valgono
nulla.

Bè, a dire il vero, quelle da uno e due euro qualcosa valgono, tanto che
l'ex Ministro Tremonti propose già nel primo anno dall’entrata in vigore
dell’euro, di stampare banconote di pari valore, cavalcando l'onda di
protesta che serpeggiava tra la gente che credeva che se le avessero avute
in tasca, sarebbero riusciti ad essere meno spendaccioni.
Poveri illusi!

In pochi capirono la frase dell'allora Presidente della BCE Duisenberg in
una conferenza stampa del 12 Settembre 2002 in risposta al sig. Tremonti,
sfuggita dal controllo della censura e pubblicata da alcuni giornali: "non
abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne abbiamo
sentito parlare. Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le
implicazioni di introdurre tali banconote. In linea di principio non abbiamo
niente contro questo progetto, ma stiamo valutando le implicazioni e spero
che Mr Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse essere
introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad
essa. Dunque se egli, come ministro dell’Economia, ne sarebbe contento non
lo so." (Duisenberg morì il 31 Luglio 2005 nella sua villa di Faucon nel sud
della Francia, trovato affogato nella sua piscina, ufficialmente colpito da
un infarto).

Tre anni dopo il Ministro dimostrò di non aver capito, o di far finta di non
aver capito, quando l'undici Ottobre 2005 (non c'era più nessun Duisenberg,
morto due mesi e mezzo prima, a contraddirlo sul signoraggio) insisteva
dichiarando in un'audizione alla V Commissione nella seduta congiunta n. 66
(pag.19) di Camera e Senato: "ci sarà o c’è una ragione per cui esiste da
tanto tempo la banconota da un dollaro? E non ha senso che esista anche una
banconota da un euro? E' così privo di senso il fatto che ci sia anche la
banconota da un euro? Non solo avrebbe risolto alcuni problemi di visibilità
fisica, di misuratore dei valori, ma avrebbe anche un effetto, secondo me,
molto considerevole in termini di proiezione esterna (vale a dire nel resto
del mondo) della valuta europea”.
Abbiamo il dovere di diffidare di un uomo che oggi sembra convertito a fare
il predicatore, quando fino a ieri faceva certe dichiarazioni.

Ma torniamo a Duisenberg: a cosa si riferiva l'ex Presidente della BCE,
(morto in circostanze tali da far pensare ai soliti complottisti che sia
stato ucciso per aver pubblicamente parlato di signoraggio) con quella
frase?
Si riferiva al fatto che la differenza tra monetine e banconote non è solo
fisica, ma anche e soprattutto è nella loro proprietà.
Che strano mondo quello in cui viviamo: lo Stato italiano mette a bilancio
le sue monete nelle poste attive, come è giusto che sia, dato che, tolte le
spese per il loro conio, la differenza è un guadagno
http://www.cnel.it/archivio/bilancio_stato/2001/popup_cons.asp?b=2&v1=300000
00 .

Se però proviamo a fare un parallelo con le banconote, scopriamo che esse, a
differenza delle monete, non figurano nel bilancio dello Stato, ma della
Banca d’Italia, e vengono contabilizzate nelle poste passive (vedi pag.
279). Ciò implica che le stesse rappresentano un debito della banca nei
confronti dei possessori. Ma avete mai provato a riscuotere quel debito
direttamente alla cassa di tale banca? Probabilmente sarete derisi dal
cassiere e farete l’amara scoperta che quel denaro non ha nessun
controvalore.
Tutto il denaro in circolazione non è altro che una montagna di bugie, una
colossale truffa perpetrata ai danni di tutti i popoli della terra.

Scoprirete che le banconote non appartengono agli Stati (tranne che per
l’unica eccezione conosciuta, che è il piccolo Stato dell’isola di Guernsey)
ma, per fare un esempio casalingo nella cosiddetta zona euro, alla Banca
Centrale Europea, organo sovranazionale posto al di fuori del controllo
diretto dei popoli europei, la cui “quota italiana” è posseduta dalla Banca
d'Italia, a sua volta posseduta da società private, banche ed assicurazioni,
tranne che per una piccola frazione pari al 5% (da notare la curiosa
partecipazione della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino
S.p.a. che ha investito la bellezza di ben 19 euro, come evidenziato nel
bilancio 2006 a pag. 58; forse ha avuto la soffiata che Bankitalia sarà
venduta al prezzo del suo “valore”, stimato secondo le stesse proprietarie
fino a 23 miliardi di euro? Se questo fosse il prezzo, la parte spettante
alla CaRispSM sarebbe pari a 2.76 milioni di euro: un bel gruzzolo e
praticamente gratis!

Da notare, inoltre, che la CaRispSM possiede il 14% della Banca Centrale
della Repubblica di San Marino e lo 0.104 di Nomisma S.p.a., società il cui
più illustre fondatore è l’attuale Presidente del Consiglio Romano Prodi, e
i cui soci attuali sono una serie infinita di banche, assicurazioni, coop ed
amici vari.
Altra curiosità è la repentina ascesa alla partecipazione al capitale da
parte della Cassa di Risparmio in Bologna S.p.a. Divenuta la quinta maggiore
azionista con 6.2%, è a sua volta di proprietà del Gruppo Intesa-San Paolo
che è la prima grande azionista di Bankitalia col 30.345%.

Ma la sorpresa arriva scoprendo la maggior azionista del Gruppo: la
Compagnia di San Paolo, il cui presidente Franzo Grande Stevens è stato
anche presidente della Juventus F.C. e consigliere di amministrazione della
Fiat. La Compagnia ha destinato i proventi della sua attività, 246.2 milioni
di euro solo nel 2006, “allo scopo di favorire lo sviluppo civile, culturale
ed economico nelle comunità in cui opera”, e possiede un patrimonio pari a
5.2 miliardi di euro, mentre il valore di mercato delle attività finanziarie
complessive è cresciuto nei dodici mesi a 9,1 miliardi! (fonte: www.vita.it)


E’ praticamente uno Stato nello Stato, e distribuisce i suoi proventi a chi
gli pare, non essendo soggetta ad alcuna autorità esterna, con la potenza di
una mamma dalle mille mammelle!
Come si concilia la presenza di un personaggio del genere con la Presidenza
di una Compagnia “costituita da laici e sacerdoti che, animati dallo spirito
di carità ardente e universale di San Paolo, intendono vivere la totale
donazione di sé a Dio, partecipando in modo proprio e differenziato alla
missione salvifica della Chiesa nel mondo”?
E' lecito che delle fondazioni private spendano i proventi del signoraggio
bancario per le proprie finalità, sottraendo ingentissime risorse ai
cittadini italiani?
E’ proprio uno strano mondo, quello in cui viviamo!

#11147 Da: <amadeusoft@...>
Data: Gio 30 Ago 2007 8:13 am
Oggetto: Chemtrails, controllo psicotronico
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Chemtrails, controllo psicotronico

a cura della redazione sciechimiche-zret.blogspot.com

Scie chimiche: il controllo psicotronico della popolazione
(articolo di C. Williams Palit)

Tempo fa Straker ipotizzò che le nanomacchine, che causano la sindrome di
Morgellons, fossero un sistema per esercitare un controllo psicotronico
della popolazione anche di quella che, in un futuro più o meno prossimo, non
sarà dotata di microprocessori sottocutanei. In tale ottica, il Morgellons
potrebbe essere un incidente di percorso o un effetto collaterale di un
progetto dai fini agghiaccianti: rendere le persone delle E.B.T. (Entità
Biologiche Terrestri) mosse da impulsi elettromagnetici. Il testo che
abbiamo tradotto pare suffragare l'ipotesi formulata. Bisogna precisare che
l'affermazione del Dottor Castle circa l'assenza delle scie chimiche in Cina
ed Africa subsahariana non appare corretta: le mappe satellitari ed altri
dati attestano che le chemtrails risparmiano, per ora, solo l'America
meridionale, Cuba e qualche staterello oceanico.

Le nanomacchine del Morbo di Morgellons ricevono onde radio, microonde ed
ELF. Le fibre delle scie chimiche, analizzate dal dottor Michael Castle,
esperto di materiali sintetici, risultano essere le stesse nanomacchine,
estratte dai pazienti di Morgellons, dalla dottoressa Hildegarde Staninger,
tossicologa. Il M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology) è l'unico dei
laboratori che ha identificato questi filamenti come nanomacchine. Secondo
il Dottor Castle, esse vengono diffuse in ogni regione e paese del mondo,
tranne la Cina e l'Africa subsahariana. Tuttavia è noto che, in Cina, sono
stati diagnosticati casi di Morgellons.

I pazienti riportano che una persona potrebbe non avvertire la presenza di
questi impianti, sino a quando non vengono “accesi”, cioè attivati
attraverso un controllo a distanza. Le fibre copiano il DNA. I malati
riportano che i loro capelli non sono capelli. Un campione di “capelli” è
stato mandato a questi laboratori ed è stato appurato che sono
pseudo-capelli. I materiali possono creare forme di vita chimeriche, che
spesso sono simili ad insetti. Le fibre possono non solo ricevere, ma anche
trasmettere frequenze per creare queste pseudoforme di vita e causare
patologie.

Se queste fibre siano collegate agli strumenti di controllo psicotronico ed
alle armi di risonanza, non è noto, ma esse possono essere classificate come
armi esotiche. Esse possono compendiare le caratteristiche di un'arma
genetica e di un'arma elettromagnetica. Possono copiare il DNA. Enzimi di
DNA sono stati ritrovati nelle sostanze di ricaduta delle scie chimiche.
Assistiamo ad un'invasione nanonotecnologica dei tessuti umani nella forma
di nanotubi e nanofili, in grado di autoassemblarsi, autoreplicarsi e che
possono unire ed alterare il DNA ed il RNA della cellula ospite.

Queste nanomacchine prosperano in condizioni di PH molto alcalino ed usano
l'energia bioelettrica dell'organismo ed altri elementi non identificati per
l'alimentazione. (Le persone dovrebbero raggiungere più o meno un PH di
7,5). Esistono alcune evidenze che, al loro interno, contengono delle
batterie. Si ritiene che siano in grado di ricevere specifiche microonde EMF
ed ELF. Le fibre che sono state analizzate, si assemblano da sole, si
generano da sole e si muovono autonomamente. Operano come una rete e
comunicano l'una con l'altra. Non è chiaro come il movimento sia collegato
alle frequenze delle onde elettromagnetiche.

Molte persone, che sono vittime di torture elettromagnetiche, soffrono anche
di Morgellons. Anche gli individui che non hanno sintomi conclamati del
morbo, possono avere le nanomacchine nel loro organismo. I sintomi più
frequenti sono la sensazione di una puntura di spillo, l'impressione di
avere qualcosa che striscia sotto la pelle o di essere punti dagli insetti.
Il Morgellons sembra colpire soprattutto le persone con il sistema
immunitario indebolito.

Pensate che il sistema immunitario della gente che vive oggi in questo
pianeta avvelenato sia compromesso ?

Le api si orientano con i campi elettromagnetici naturali. Questi segnali
radio, diffusi nell'ambiente, interferiscono con la capacità delle api di
orientarsi? Un'interessante domanda.


Carolyn Williams Palit
E-mail: exoticwarfare@...

Data articolo: agosto 2007
Autore: Zret Fonte: www.sciechimiche-zret.blogspot.com

#11146 Da: <amadeux@...>
Data: Gio 30 Ago 2007 8:13 am
Oggetto: Chi sono io? Nan yar?
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Chi sono io? Nan yar?

di Bhagavan Sri Ramana Maharshi


Traduzione di Dr. T. M. P. MAHADEVAN dall'originale Tamil.

Pubblicato da V. S. RAMANAN,
PRESIDENT BOARD OF TRUSTEES.
SRI RAMANASRAMAM TIRUVANNAMALAI, S. INDIA.

Introduzione.



"Chi sono io?" è il titolo dato ad una serie di domande e risposte relative
alla
Ricerca Interiore. Le domande furono poste a Bhagavan Sri Ramana Maharshi da

un
certo Sri M. Sivaprakasam Pillai nell'anno 1902.



Sri Pillai, uno studente di Filosofia, era all'epoca impiegato presso il
Revenue
Department of the South Arcot Collectorate. Durante un viaggio di lavoro a
Tiruvannamalai nel 1902, egli arrivò al Virupaksha Cave, presso Arunachala
Hill,
e qui incontrò il Maestro.

Cercava in lui una guida spirituale, e lo pregò di rispondere alle sue
domande
sulla Ricerca Interiore. Poiché il Bhagavan allora non parlava, non perché
avesse fatto un voto, ma semplicemente perché non aveva inclinazione a
parlare,
rispose a gesti alle domande postegli, e quando questi non erano capiti,
rispose
scrivendo.

Come risulta dalle trascrizioni di Sri Sivaprakasam Pillai, ci furono
quaranta
domande e relative risposte date dal Bhagavan.

Queste trascrizioni furono pubblicate per la prima volta da Sri Pillai nel
1923,
insieme ad un paio di poesie, composte da lui stesso, sul modo in cui la
grazia
del Bhagavan aveva operato nel suo caso, chiarendo i suoi dubbi e salvandolo

da
una crisi esistenziale.



'Chi sono io?' è stato successivamente pubblicato in più edizioni. In alcune

vi
abbiamo trovato trenta domande e risposte, in altre ventotto. C'è anche
un'altra
versione pubblicata nella quale non sono presenti le domande e gli
insegnamenti
sono stati riportati in forma di saggio. L'attuale traduzione inglese è
relativa
proprio a questo saggio. Quella che state leggendo è invece la traduzione
del
testo con ventotto domande e risposte.



Insieme al Vicharasangraham (Indagine Interiore), il Nan Yar (Chi sono io?)
costituisce il primo gruppo di istruzioni proveniente dalle parole del
Maestro.
Questi due sono gli unici scritti in prosa tra i lavori del Bhagavan. Essi
mostrano chiaramente il cuore dell'insegnamento: la via diretta per la
liberazione è la Ricerca Interiore. Il modo specifico in cui bisogna
condurre
tale Ricerca è lucidamente mostrato nel Nan Yar.

La mente è composta da pensieri. Il concetto di "Io" è il primo ad
affacciarsi
alla mente. Quando viene costantemente posta la domanda 'Chi sono io?',
tutti
gli altri pensieri si dissolvono, ed alla fine, lo stesso concetto di "Io"
svanisce e ciò che rimane è il supremo Sé non duale.

La falsa identificazione del Sé con i fenomeni del non Sé, come il corpo e
la
mente, alla fine scompaiono e si ha l'Illuminazione, Sakshatkara.

Il processo di autoindagine naturalmente non è così facile da compiere.
Mentre
ci si domanda 'Chi sono io?', altri pensieri si affacciano alla mente; ma
mentre
essi compaiono, non bisognerebbe fare l'errore di seguirne il corso, ma, al
contrario, bisognerebbe chiedersi: 'A chi compaiono ?' Per far ciò bisogna
essere estremamente vigili. Tramite il continuo interrogarsi si dovrebbe
portare
la mente a restare in quiete, senza consentire che vaghi nel labirinto dei
suoi
stessi pensieri.

Tutte le altre discipline quali il controllo del respiro e la meditazione
sulle
Forme di Dio potrebbero essere usate quali pratiche ausiliarie. Esse sono
utili
in quanto aiutano la mente a rimanere calma e concentrata. Per la mente che
ha
conseguito una certa esperienza nella concentrazione, l'Auto Osservazione
diviene conseguentemente facile.

E' con l'osservazione costante che i pensieri vengono distrutti e si
realizza il
Sé - la piena Realtà nella quale scompare anche il concetto di "Io";
l'esperienza chiamata il "Silenzio".



Questo, in sostanza, è l'insegnamento di Bhagavan Sri Ramana Maharshi
contenuto
nel Nan Yar (Chi sono Io?).



T. M. P. MAHADEVAN

Università di Madras 30 giugno 1982



* * * Om Namo Bhagavathe Sri Ramanaya * * *





Chi sono io?

Così come tutti gli esseri viventi desiderano essere sempre felici, senza
dolori, così avviene per chiunque osservi il supremo amore per il Sé, e
poiché
solo la felicità è la causa dell'amore, per ottenere questa felicità, che è
la
propria natura, e che si sperimenta nello stato di sonno profondo, dove non
c'è
la mente, bisogna conoscere se stessi.

Per fare questo - il cammino della Conoscenza - il mezzo principale è il
chiedersi "Chi sono Io?".





* * * *



1 . Chi sono Io ?

Io non sono il corpo materiale, che è composto dai sette umori (dhatus); Io
non
sono i cinque organi di senso, ossia il senso dell'ascolto, del gusto,
dell'olfatto, del tatto e della vista, che comprendono i loro relativi
oggetti,
il suono, il sapore, l'odore, il tatto ed il vedere; Io non sono i cinque
organi
conoscitivi, ossia gli organi del parlare, del movimento, del tocco, di
escrezione e di procreazione, che hanno come loro rispettive funzioni il
parlare, il muoversi, il toccare, il secernere ed il godere; Io non sono i
cinque soffi vitali, prana ecc., che comprendono le cinque rispettive
funzioni
dell'inspirare ecc.; Io non sono neanche la mente che pensa; così come non
sono
il ricordo, che riguarda solo le impressioni residue degli oggetti e nel
quale
non vi sono né oggetti né funzioni.



2 . Se io non sono nessuno di questi, chi sono?

Dopo aver negato tutte queste cose come "né questo", "né quello", rimane
solo la
Consapevolezza - quella io sono.



3 . Qual è la natura della Coscienza?

La natura della Coscienza è esistenza-coscienza-beatitudine.



4 . Quando raggiungeremo la realizzazione del Sé?

Quando il mondo, che è l'oggetto del percepire, sarà rimosso, ci sarà la
realizzazione del Sé, che è il percipiente.



5 . Non ci sarà realizzazione del Sé finché ci sarà il mondo (percepito come
reale)?

Non ci sarà.



6 . Perchè?

Il percipiente e l'oggetto percepito sono come la corda ed il serpente. Come

non
si riconosce la corda, che è il substrato, fin quando non scompare
l'illusoria
percezione del serpente, così la realizzazione del Sé, che è il substrato,
non
sarà raggiunta finché non si rimuoverà la convinzione della realtà del
mondo.



7 . Quando sarà rimosso il mondo, che è l'oggetto percepito?

Quando la mente, che é la causa di tutte le nozioni e di tutte le azioni,
sarà
placata, il mondo scomparirà.



8 . Qual è la natura della mente?

Ciò che è chiamato "mente" è un meraviglioso potere che risiede nel Sé. Essa
provoca l'apparire di tutti i pensieri. Eliminati i pensieri scompare anche
la
mente. Quindi il pensiero è la natura della mente. Eliminati i pensieri non
c'è
un'entità separata chiamata mondo. Nel sonno profondo non ci sono pensieri,
e
non c'è mondo. Nello stato di sogno ci sono pensieri e c'è anche un mondo.
Proprio come un ragno emette il filo (della ragnatela) fuori di sé e poi lo
ritira in sé, così la mente proietta il mondo fuori di sé e poi lo riporta
in
sé. Quando la mente esce dal Sé il mondo appare. Quindi, finché il mondo
appare
(essere reale), il Sé non appare, e quando il Sé appare (rifulge), il mondo
scompare.

Quando una persona si interroga costantemente sulla natura della mente, la
mente
se ne va, lasciando il Sé. Ciò che viene chiamato "Sé" è l'Atman.

La mente esiste sempre solamente in quanto legata a qualcosa di materiale.
Non
può esistere da sola. Questa mente viene chiamata "corpo sottile", o anima
(jiva).



9 . Qual è la strada da seguire per comprendere la natura della mente?

Ciò che appare quale "io" in questo corpo è la mente. Se qualcuno si
chiedesse
dove, nel corpo, risieda il senso dell' "io", scoprirebbe che esso risiede
nel
cuore. Questo è il posto nel quale ha origine la mente. Anche se uno pensa
costantemente "io", "io", egli viene condotto in quel posto. Di tutti i
pensieri
che appaiono nella mente, quello dell'"io" è il primo. E' solo
successivamente a
questo pensiero che tutti gli altri si manifestano. E' dopo che è apparso il
primo pronome personale che possono apparire il secondo ed il terzo; senza
il
primo pronome personale non ci sarebbero né il secondo né il terzo.



10 . Come si può placare la mente?

Chiedendosi: "Chi sono io?". Il chiedersi "Chi sono io" distrugge tutti gli
altri pensieri, e come il bastoncino usato per accendere la pira, esso
stesso
alla fine scomparirà. In quel momento si avrà l'Autorealizzazione.

#11145 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mer 29 Ago 2007 10:20 am
Oggetto: Il Gran Sasso fa la Tac al Sole
amadeusoft@...
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Il Gran Sasso fa la Tac al Sole

a cura del CNR-Istituto Nazionale per la Fisica della Materia

L'esperimento internazionale Borexino, ai Laboratori del Gran Sasso
dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), sta osservando, con un
ritmo di circa 35 eventi al giorno, neutrini di bassissima energia
provenienti dal Sole. È la prima volta al mondo che si osservano in tempo
reale neutrini solari con un'energia uguale o inferiore a 1 MeV (mega
elettronVolt) e quindi relativi a reazioni nucleari che avvengono con una
notevole frequenza all'interno del Sole. È come se i fisici facessero -
dalle profondità delle sale dei Laboratori del Gran Sasso – una specie di
Tac al Sole per analizzare il suo comportamento, utilizzando i neutrini che
sono le uniche “sonde” ad altissima penetrazione che ci danno informazioni
su quanto avviene all'interno del Sole.

L'esperimento internazionale Borexino, ai Laboratori del Gran Sasso
dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ha già raggiunto alcuni
primi risultati relativi alla conoscenza del funzionamento del Sole. Per la
prima volta si sono osservati in tempo reale i neutrini di bassa energia (di
energia inferiore a 1 MeV, cioè a milione di elettronVolt) provenienti da
una importante catena di reazioni nucleari che si prevede debbano avvenire
nel cuore del Sole. Fino ad ora erano stati osservati in tempo reale, da
esperimenti effettuati in Canada e Giappone, solo i neutrini di alta energia
(energia maggiore di 5 MeV) provenienti da una diversa e relativamente rara
catena di reazioni nucleari. Dal punto di vista teorico è stato formulato da
tempo un modello (Modello Standard del Sole) che descrive tutte le catene di
reazioni nucleari che avvengono nel Sole. I risultati dell'esperimento
Borexino saranno fondamentali per lo studio della natura dei neutrini e per
la conferma del Modello Solare Standard.

Queste osservazioni sono di per sé un successo per la fisica mondiale. Un
secondo motivo di importanza dell'esperimento è che, per uscire dal cuore
del sole, i neutrini debbono attraversare la materia solare e lo studio
della intensità e delle proprietà dei neutrini che arrivano fino a noi ci
porta informazioni su caratteristiche della materia stessa del sole. È come
se i fisici facessero - dalle profondità delle sale dei Laboratori del Gran
Sasso – una specie di Tac al Sole per analizzare il suo comportamento,
utilizzando i neutrini che sono delle “sonde” di altissima penetrazione che
ci portano direttamente informazioni su quanto avviene nella parte più
interna del Sole: infatti i neutrini, che vengono prodotti in una piccola
regione attorno al centro del sole, ne escono indisturbati impiegando circa
2 secondi subito dopo essere stati prodotti.

I fotoni, ad esempio, impiegano invece circa 100.000 anni per compiere lo
stesso percorso subendo molte interazioni che alterano completamente le
informazioni di cui inizialmente essi sono portatori. Borexino consentirà
anche di osservare i “geoneutrini”, cioè i neutrini provenienti dal centro
della Terra, ove le reazioni nucleari sono le principali cause dell'alta
temperatura presente negli strati interni del pianeta. L'unico modo di
studiare tali reazioni all’interno della Terra è di osservare i neutrini,
che vengono emessi in tali reazioni. La zona dove si trova il Gran Sasso è
particolarmente adatta a questa osservazione perché molto lontano da
centrali nucleari nelle vicinanze: i geoneutrini, infatti, si
confonderebbero con quelli, altrettanto innocui, provenienti dalle reazioni
nucleari di una centrale. L'esperimento Borexino è stato preceduto da lunghi
anni di ricerche tecnologiche che hanno permesso di selezionare materiali,
purificare gas e liquidi dalla presenza di sostanze radioattive, ad un
livello mai raggiunto finora. Ricadute di questi sviluppi tecnologici
potranno avere un importante impatto sull'industria dei componenti
elettronici e su quella farmaceutica.

Come è fatto Borexino

L'esperimento, a cui lavorano circa 100 persone tra fisici, ingegneri e
tecnici, ha avuto come maggiore finanziatore l'INFN con importanti
contributi da Stati Uniti, Germania, Francia e Russia. All'esperimento
prendono parte le sezioni INFN e le Università di Milano, Genova, Perugia, i
Laboratori del Gran Sasso, la Technische Universität di Monaco, il Max
Planck Institut di Heidelberg, l’APC francese, la Jagellonian University di
Cracovia, il JINR di Dubna e il Kurchatov Institute di Mosca e infine gli
statunitensi della Princeton University e del Virginia Polytechnical
Institute. Borexino continuerà la sua presa dati per almeno 10 anni, la
durata di un ciclo della vita solare.

L'esperimento visto dall'esterno appare come una cupola di sedici metri di
diametro al cui interno si trova una sorta di “matryoska”, una di quelle
bambole russe che entrano l'una nell'altra. Dentro la cupola infatti vi è
una massa di 2.400 tonnellate di acqua che serve come primo schermo per le
emissioni radioattive delle rocce e dell'ambiente, e come rivelatore per i
pochissimi residui di raggi cosmici che attraversano le migliaia di metri di
roccia sotto le quali si trova il Laboratorio. All'interno del volume
dell'acqua si trova una sfera di acciaio che contiene, nella parte interna
2.200 fotomoltiplicatori, cioè apparati che possono registrare la presenza
di lampi di luce provocati dai neutrini.

Questa sfera contiene mille tonnellate di pseudocumene, un idrocarburo,
utilizzato per schermare la parte sensibile dell'esperimento. Infine, il
cuore ultimo di Borexino contiene, dentro una sfera di nylon 300 tonnellate
di liquido scintillante. L'acqua e l'idrocarburo di schermo nonché lo
scintillatore posseggono una radiopurezza mai ottenuta finora a livelli così
bassi. Il funzionamento assomiglia a quello di un vecchio flipper: quando i
neutrini si “scontrano”con gli elettroni dello scintillatore trasferiscono
loro parte dell’energia incidente, provocando un lampo luminoso nel liquido.
Questi lampi vengono visti dai fotomoltiplicatori grazie alla trasparenza
delle sfere interne. L'apparato consente di misurare l'energia e la
posizione degli urti provocati dai neutrini incidenti.

L'apparato CTF

Per essere sicuri di non essere disturbati nelle osservazioni di particelle
così sfuggenti come i deboli neutrini sotto 1 MeV di energia, i ricercatori
hanno dovuto assicurarsi che la radioattività naturale dei materiali
impiegati per la costruzione del rivelatore fosse ridotta fino a livelli
“innaturali”. Cioè una radioattività molto più bassa di quella normalmente
esistente in natura. I ricercatori hanno sviluppato nuove tecnologie con una
ricerca di più di 8 anni per garantirsi queste prestazioni. Così hanno
selezionato i materiali più rispondenti a queste caratteristiche, quindi
hanno purificato i liquidi e i gas dai residui radioattivi.

I risultati raggiunti sono straordinari: si è arrivati ad avere per ogni
grammo di sostanza utilizzata una presenza radioattiva pari a
0,00000000000000001 cioè zero virgola 16 volte zero. L'azoto utilizzato
nell’esperimento ha un’emissione radioattiva di circa 1 miliardo di volte
inferiore rispetto all'azoto reperibile in natura.

Per misurare conteggi così estremamente bassi, è stato costruito un apparato
di test chiamato CTF (Counting Test Facility) contenente mille tonnellate di
acqua purissima più cinque tonnellate di liquido rivelatore. Aver raggiunto
questa purezza e poterla misurare è un successo tecnologico che potrà essere
adottato dalle industrie che richiedono sostanze particolarmente pure, come
quella farmaceutica o dei materiali.

Data articolo: agosto 2007

Per informazioni:

Giampaolo Bellini
Portavoce esperimento Borexino
Mobil: +39 348 7380622

Eugenio Coccia
Direttore dei Laboratori INFN del Gran Sasso
Mobil: +39 329 0524040

Romeo Bassoli
Capo ufficio stampa INFN
Phone: +39 328 6666766
E-mail: romeo.bassoli@...

Roberta Antolini
Responsabile relazioni esterne
Laboratori Nazionali del Gran Sasso
Mobil: +39 329 8312296

#11144 Da: <posta@...>
Data: Mer 29 Ago 2007 10:30 am
Oggetto: Gestire il calore
posta@...
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Gestire il calore

di: Enrico Loi

Data articolo: agosto 2007

Fonte: Physical Review Letters

Due ricercatori della Northwestern University hanno dimostrato che un campo
magnetico può controllare il passaggio di calore in un cavo a forma di
anello. Il calore viene trasportato da onde quantistiche di elettroni, e le
onde che viaggiano nel cavo si sovrappongono per aumentare o limitare il
flusso a seconda della forza dei campi magnetici in cui l'anello è immerso.

Curiosamente, anche se il calore nel piccolo dispositivo viene trasportato
da elettroni, non è stata osservata nessuna corrente elettrica. Da tempo i
fisici sanno che un campo magnetico può influenzare il passaggio di
elettricità in un cavo che si divide e si riunisce formando un anello come
le rotonde che dividono il traffico nel mezzo di una strada.

Questo fenomeno, noto come effetto Aharonov-Bohm, nasce perché ciascun
elettrone viene descritto da un'onda quantistica che si divide, in modo che
metà di essa scorre da un lato dell'anello e metà dall'altro. Quando le due
onde si ricombinano, possono sovrapporsi in maniera costruttiva, per
massimizzare la corrente, oppure distruttiva, per minimizzarla. Ma gli
elettroni si comportano anche come particelle, e dunque possono trasportare
energia e calore quando passano dal lato più caldo a quello più freddo di un
cavo.

Zhigang Jiang e Venkat Chandrasekhar hanno calcolato che un campo magnetico
può influenzare il passaggio di calore attraverso un cavo ad anello nello
stesso modo in cui influenza il passaggio di elettricità. Gli scienziati
hanno analizzato un dispositivo chiamato interferometro di Andreev,
essenzialmente un cavo lungo pochi micron con un anello superconduttore che
lo divide, scoprendo che esso limita il flusso di calore e che questo flusso
varia a seconda della forza del campo magnetico.

#11143 Da: <posta@...>
Data: Mer 29 Ago 2007 10:25 am
Oggetto: Io sono niente...
posta@...
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Io sono niente

da risveglio.net


Era Yom Kippur, giorno considerato il più sacro e solenne del calendario
ebraico, totalmente dedicato alla preghiera e alla penitenza. In questo
giorno molto importante, un rabbino, mentre celebrava la festività, guardava

la Torah, la sacra Torah esposta nella sinagoga. A un tratto lo prese
un'ispirazione .
Cominciò a battersi il petto, dicendo:

- Io sono niente, io sono niente, oh io sono niente.

Lì accanto c'era il cantore. Il cantore è colui che legge i rotoli durante
le funzioni. Vedendo il rabbino comportarsi così, s'avvicinò ai rotoli e
prese a battersi il petto anche lui, dicendo:

- Io sono niente, io sono niente, oh io sono niente.

E c'era anche lo scaccino, che spazzava il pavimento. Osservò quel che
facevano gli altri due, si avvicinò ai rotoli e incominciò a percuotersi il
petto dicendo:

- Io sono niente, io sono niente, oh io sono niente.

Il rabbino lo guardò per un po' e poi si rivolse al cantore:

- Guarda un po'... e questo qui, chi crede d'essere?

#11142 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mer 29 Ago 2007 10:28 am
Oggetto: La responsabilità nelle relazioni di coppia
amadeusoft
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La responsabilità nelle relazioni di coppia

(di Anna Poletti e Loris Adauto Muner)


Etimologicamente responsabilità significa "abilità di rispondere". Per
Martin Buber, "la responsabilità ci lega alla creazione",  Dio ci ha
affidato la sua creazione e noi dobbiamo rispondere alla sua fiducia. Come
dicono gli indiani d'America, la responsabilità è rivolta al futuro, non al
passato: siamo responsabili per le prossime generazioni che abiteranno il
pianeta Terra.

Facciamo un esempio concreto: se affido mio figlio ad una babysitter non mi
interessa che lei, se il bambino si rompe il braccio, sia disposta a pagare
per questo incidente. Mi interessa che sappia prevedere che lui non si
faccia male. La responsabilità è la relazione che ci lega a tutti gli
esseri: un legame libero, non basato sulla dipendenza, ma sulla reciprocità,
la chiarezza e l'onestà. Un legame "adulto", maturo, autonomo.

La dipendenza (praticamente tutti, anche se non siamo dipendenti da
sostanze, siamo dipendenti nelle relazioni affettive) è una dinamica che ci
fa attribuire la responsabilità delle nostre scelte a qualcosa di esterno a
noi. Al contrario, chi è responsabile afferma: "tutto dipende da me". Il
tema della responsabilità è un concetto ripreso nel buddhismo, che contempla
il karma, la legge di causa-effetto. Per il buddhismo il karma è la
conseguenza delle scelte individuali a cui l'individuo deve, prima o poi,
rispondere. Il karma non è espiazione o colpa, ma la possibilità di riparare
alle conseguenze di nostre scelte incoscienti. É un invito a essere
responsabili della propria vita.

Prendiamo il famoso esempio delle corna alla moglie/al marito. Chi pensa:
"non le/gli faccio le corna , perchè altrimenti verró scoperto" - oppure -
"le /gli faccio le corna perchè sono sicuro che non verró scoperto",  è
irresponsabile e ha paura della colpa e della punizione. Un partner
responsabile direbbe invece al compagno/a : "domani ti faccio le corna." In
questo modo lascia al partner la libertà di decidere, e dal canto suo fa una
scelta lucida e cosciente. Non è controllato dalla paura ed è onesto. Se,
invece, ammette l'adulterio dopo avergli/ le fatto le corna se ne assume
solo la colpa, ma non la responsabilità.

L'irresponsabile, che di solito recita il ruolo della vittima, afferma: "sto
male per colpa tua/sua". Chi fa la vittima è convinto che la scelta che ha
fatto non sia dipesa da lui, ma da qualcosa d'altro. Per restare nel nostro
esempio, chi dice: "Ti ho fatto le corna perchè ero ubriaco/a", sta usando
una scusa di comodo per sbarazzarsi della sua responsabilità. In questo
modo, peró, si nega tragicamente anche  la libertà.

L'amore nella coppia è "amore" solo se è libero e responsabile, altrimenti è
dipendenza, cioè una relazione basata su mutui e spesso inconfessati ricatti
di paura, come il classico: "Se fai questo ti ameró ancora di piú, se non lo
fai ti lascio o ti tradisco". Nella coppia responsabile ci si assume la
responsabilità del proprio amore nei confronti del partner. La coppia che si
ama è legata l'una all'altro attraverso un centro: il valore dell'amore.

Immaginiamo un triangolo con alle due basi Lui e Lei e al vertice l'Amore.
Lui si rivolge a Lei e viceversa passando attraverso il vertice dell'amore.
La relazione si costruisce attorno a questo nucleo, che comprende entrambi,
e i due partner sono cosí costantemente in dialogo con l'amore. Ma cos'è
l'amore? Ci sono tante manifestazioni d'amore possibili. Una caratteristica
dell'amore è che non umilia e non offende mai la dignità altrui. L'amore è
accettazione incondizionata di sè e dell'altro.

La responsabilità nella coppia che si ama sta nel riconoscere che qualsiasi
conflitto che ci oppone al partner è un conflitto prima di tutto interiore.
A un livello spirituale, essere responsabili significa comprendere che
qualunque cosa facciamo agli altri, in realtà la facciamo a noi stessi. É
comprendere che siamo tutti uniti. Soprattutto, chi ama in modo responsabile
e libero sa che il bene per se stesso non potrà mai essere ottenuto a prezzo
del male dell'altro e quindi non ha nulla da nascondere. É un amore
cristallino come la luce del sole.

#11141 Da: <amadeux@...>
Data: Mer 29 Ago 2007 10:24 am
Oggetto: Liberi dal dubbio (parte seconda e fine)
amadeux@...
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Liberi dal dubbio (parte seconda e fine)

<Liberi dal dubbio>

(del venerabile Ajahn Chah)

- parte seconda e fine -

© Ass. Santacittarama, 2006. Tutti i diritti sono riservati.
SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA.
Dal libro "Everything Is Teaching Us"
Traduzione di Chandra Livia Candiani



Il fattore successivo è la beatitudine (sukha). Lasciamo cadere il pensiero
iniziale e discorsivo, mentre la tranquillità si approfondisce. Perché? Lo
stato mentale diventa più raffinato e sottile. Vitakka e vicara sono
relativamente grossolani e svaniscono. Resta solo il rapimento accompagnato
da beatitudine e dalla unificazione della mente. Quando raggiunge la sua
pienezza, non c'è più niente, la mente è vuota. Questa è la concentrazione
di assorbimento.

Non abbiamo bisogno di fissarci o di dimorare in nessuna di queste
esperienze. Progrediranno naturalmente da una alla successiva. All'inizio,
c'è il pensiero iniziale e discorsivo, il rapimento, la beatitudine e
l'unificazione. Poi ci si libera del pensiero iniziale e discorsivo che
lasciano il posto al rapimento, alla beatitudine, all'unificazione. Poi
viene abbandonato il rapimento, successivamente la beatitudine, e infine
restano solo l'unificazione e l'equanimità. Questo significa che la mente
diviene sempre più tranquilla e i suoi oggetti costantemente diminuiscono
finché non resta altro che unificazione ed equanimità.

Quando la mente è tranquilla e concentrata, può accadere. E' il potere della
mente, lo stato della mente che ha raggiunto la tranquillità. Quand'è così,
non c'è alcuna sonnolenza. Non può penetrare nella mente; scompare. Per
quanto riguarda gli altri impedimenti, come il desiderio sensuale,
l'avversione, il dubbio, irrequietezza e agitazione, semplicemente non
saranno presenti. Anche se possono continuare a essere latenti nella mente
del meditante, in questo stadio non sorgeranno.

Domanda: Dovremmo chiudere gli occhi in modo da escludere l'ambiente esterno
o dovremmo invece considerarlo quando lo vediamo? E' importante tenere gli
occhi aperti o chiusi?

Ajahn Chah: Quando siamo all'inizio del nostro addestramento, è importante
evitare troppi input sensoriali, dunque è meglio chiudere gli occhi. Non
vedendo oggetti che possono distrarci e influenzarci, costruiamo la forza
della mente. Una volta che la mente è forte, possiamo aprire gli occhi e
qualsiasi cosa vediamo non ci suggestionerà. Non avrà importanza avere gli
occhi aperti o chiusi.

Quando riposi, normalmente chiudi gli occhi. Sedere in meditazione con gli
occhi chiusi è la dimora di un praticante. Proviamo gioia e ci rilassiamo.
E' una base importante per noi. Ma quando non siamo seduti in meditazione,
saremo capaci di avere a che fare con le cose? Sediamo con gli occhi chiusi
e questo ci avvantaggia. Quando apriamo gli occhi e lasciamo la meditazione
formale, possiamo entrare in contatto con qualsiasi cosa ci capiti. Le cose
non ci sfuggiranno di mano. Non ci succederà di non sapere cosa fare.
Semplicemente ci occuperemo delle cose. E' quando ritorniamo a sederci che
sviluppiamo una maggiore saggezza.

In questo modo, sviluppiamo la pratica. Quando raggiunge la sua pienezza,
avere gli occhi aperti o chiusi, fa lo stesso, non è importante. La mente
non cambierà, non devierà. In ogni momento del giorno, mattina, pomeriggio,
o notte, lo stato della mente sarà lo stesso. Stiamo fermi. Niente può
scuotere la mente. Quando sorge la felicità, riconosciamo: "non è certa", e
passa. Sorge l'infelicità e noi riconosciamo: "non è certa", ed è così. Vi
viene l'idea di volervi smonacare. Non è certo. Ma pensate che lo sia.
Prima, volevate essere ordinati monaci, e ne eravate così sicuri. Ora, siete
sicuri di volervi smonacare. E' tutto incerto, ma non lo vedete a causa
dell'oscurità della mente. La mente vi dice delle bugie: "Stando qui, perdo
solo il mio tempo." Se vi smonacate e tornate nel mondo, lì non sprecherete
il tempo? Non ci pensate. Smonacarsi per andare a lavorare nei campi e nei
giardini, per coltivare fagioli o allevare maiali e capre, non è una perdita
di tempo?

C'era una volta, un grande stagno pieno di pesci. Col passare del tempo, la
piovosità diminuì e lo stagno si abbassò. Un giorno, un uccello si posò in
riva allo stagno. Disse ai pesci: "Mi dispiace veramente per voi pesci. Qui
avete acqua a sufficienza solo per bagnarvi la schiena. Sapete, che non
lontano da qui c'è un grande lago, profondo parecchi metri, dove i pesci
nuotano felici?"

I pesci, nelle acque basse dello stagno, sentendo questa notizia, si
entusiasmarono. Dissero all'uccello: "Sembra magnifico, ma come facciamo ad
arrivare fin là?"
L'uccello rispose: "Nessun problema. Posso trasportarvi nel becco, uno alla
volta."

I pesci discussero tra di loro. "Qui, non è più un granché. L'acqua non
arriva nemmeno a ricoprirci la testa. Dobbiamo andarcene." Dunque, si misero
in fila, per essere presi dall'uccello.

L'uccello sollevò un pesce. Appena fuori di vista, atterrò e si mangiò il
pesce. Poi, tornò allo stagno e disse agli altri: "Il vostro amico in questo
momento sta nuotando felice nel lago e chiede quando lo raggiungerete."

Ai pesci sembrava un'idea fantastica. Non vedevano l'ora di andare, quindi
iniziarono a spingersi per arrivare in cima alla fila.

L'uccello fece così fuori tutti i pesci. Poi, tornò allo stagno per vedere
se ne trovava qualche altro. C'era solo un granchio. L'uccello iniziò con la
sua pubblicità del lago.

Il granchio era scettico. Chiese all'uccello come fare per arrivarci.
L'uccello rispose che l'avrebbe trasportato nel becco. Ma quel granchio
aveva una certa saggezza. Disse all'uccello: "Facciamo così. Mi siederò
sulla tua schiena con le zampe introno al tuo collo. Se mi giocherai un
tiro, ti soffocherò con le mie chele."
L'uccello si sentì frustrato, ma volle provarci lo stesso, pensando che
magari sarebbe riuscito in qualche modo a mangiarsi il granchio. Così, il
granchio salì sulla sua schiena e presero il volo.

L'uccello volò intorno, cercando un buon posto su cui atterrare. Ma non
appena cercò di scendere, il granchio cominciò a stringergli la gola con le
chele. L'uccello non riusciva nemmeno a gridare. Emise solo un suono secco e
gracchiante. Così, alla fine, dovette rinunciare e riportare il granchio
allo stagno.
Spero che tu abbia la saggezza del granchio! Se sei come i pesci, darai
ascolto alle voci che ti dicono che meraviglia sarà far ritorno nel mondo.
Questo è un ostacolo che chi ha ricevuto l'ordinazione incontra. Sii
accorto.

Domanda: Perché è difficile osservare con chiarezza gli stati mentali
spiacevoli, mentre quelli piacevoli è facile osservarli? Quando provo
felicità o piacere, riesco a vedere che è qualcosa di impermanente, ma
quando sono triste, è più difficile vederlo.


Ajahn Chah: Tu cerchi di risolvere la cosa pensando in termini di attrazione
e avversione, ma in realtà è l'illusione la radice predominante. Senti che
l'infelicità è difficile da osservare, mentre la felicità è più facile.
Questo è solo il modo in cui funzionano le tue afflizioni. L'avversione è
difficile da lasciar andare, vero? E' una sensazione forte. Tu dici che la
felicità è facile da lasciar andare. Non è in realtà facile; è solo che non
è così schiacciante. Piacere e felicità sono cose che alle persone piacciono
e con cui si sentono a loro agio. Non sono facili da lasciar andare.
L'avversione è dolorosa, ma le persone non sanno come lasciarla andare. La
verità è che sono uguali. Se contempli pienamente e arrivi a un certo punto,
riconoscerai ben presto che sono uguali. Se avessi una bilancia per pesarli,
vedresti che sono pari. Ma noi tendiamo verso il piacevole.

Dici che puoi lasciar andare facilmente la felicità, mentre è difficile
lasciar andare l'infelicità? Pensi che sia facile rinunciare alle cose che
ci piacciono, ma ti chiedi perché è difficile rinunciare a quel che non ci
piace. Ma se non sono positive, perché è difficile rinunciarci? Non è così.
Ripensaci. Sono identiche. E' solo che la nostra tendenza verso di esse non
è uguale. Quando c'è infelicità, ci sentiamo infastiditi, vogliamo che se ne
vada in fretta e così ci sembra che sia difficile liberarcene. Di solito, la
felicità non ci infastidisce, dunque ci sentiamo ben disposti e pensiamo di
poterla lasciar andare con facilità. Non è così; è solo che non ci opprime e
non ci serra il cuore, ecco tutto. L'infelicità ci opprime. Noi pensiamo che
una abbia più valore o più peso dell'altra, ma in verità sono pari. E' come
il caldo e il freddo. Il fuoco può bruciarci vivi. Possiamo anche restare
congelati dal freddo e morire ugualmente. Uno non è meglio dell'altro. Lo
stesso vale per la felicità e la sofferenza, ma col pensiero noi gli diamo
un valore diverso.

O considera la lode e la critica. Pensi che la lode sia facile da lasciar
andare e la critica no? Sono identiche. Ma quando veniamo lodati, non ci
sentiamo turbati; ci fa piacere, ma non è una sensazione chiara. La critica
è dolorosa, perciò ci sembra difficile da lasciar andare. E' difficile anche
lasciar andare la lode, ma siamo parziali nei suoi confronti e non abbiamo
lo stesso desiderio di liberarcene velocemente. Il piacere che proviamo
nell'essere lodati e la frecciata che sentiamo quando veniamo criticati sono
uguali. Sono la stessa cosa. Ma quando la mente incontra queste due
situazioni, abbiamo nei loro confronti reazioni diverse. Non ci accorgiamo
di chiuderci ad alcune.

Cerca di comprendere. Nella nostra meditazione, incontreremo ogni tipo di
afflizioni mentali. La prospettiva corretta è di essere pronti a lasciar
andare qualsiasi cosa, sia piacevole che dolorosa. Anche se desideriamo la
felicità e non desideriamo la sofferenza, riconosciamo che hanno lo stesso
valore. Sono cose di cui faremo esperienza.

Nel mondo, le persone aspirano alla felicità. Non desiderano la sofferenza.
Il Nibbana è al di là del desiderarlo o non desiderarlo. Capisci? Non c'è
desiderio coinvolto nel Nibbana. Non c'è il desiderio di felicità, il
desiderio di essere liberi dalla sofferenza, il desiderio di trascendere
felicità e sofferenza, non c'è nessuna di queste cose. E' pace.

Io penso che non si realizzi la verità facendo assegnamento sugli altri.
Dovresti comprendere che saranno i tuoi sforzi, la pratica continua,
energica, a sciogliere tutti i tuoi dubbi. Non saremo liberi dal dubbio
chiedendo agli altri. Porremo fine al dubbio solo grazie ai nostri
inflessibili sforzi.

Ricordalo! E' un principio importante nella pratica. E' quel che fai che ti
istruirà. Arriverai a conoscere quel che è giusto e quel che è sbagliato.
"Il bramino raggiungerà la fine del dubbio attraverso la pratica
incessante." Non importa dove si vada, tutto può essere risolto attraverso i
nostri incessanti sforzi. Ma non riusciamo a perseverare. Non tolleriamo le
difficoltà; ci è difficile affrontare la nostra sofferenza e non scappare.
Se la affrontiamo e la sosteniamo, acquisiamo conoscenza e automaticamente
la pratica ci istruisce, insegnandoci cosa è giusto e cosa sbagliato e il
modo in cui le cose veramente sono. La nostra pratica ci mostrerà gli errori
e i risultati negativi del pensiero errato. Succede veramente così. Ma è
difficile trovare persone che lo capiscano. Tutti vogliono il risveglio
istantaneo. Correndo di qua e di là seguendo i propri impulsi, si finisce in
una situazione ancora peggiore. Stai attento.

Ho insegnato spesso che la tranquillità è stabilità; il flusso è saggezza.
Pratichiamo la meditazione per calmare la mente e renderla stabile; allora
può fluire.
All'inizio, impariamo com'è l'acqua ferma e com'è l'acqua che scorre. Dopo
aver praticato per un po', vediamo come si sostengano a vicenda. Dobbiamo
calmare la mente, renderla come l'acqua ferma. Poi essa scorre. Sta ferma e
anche scorre: non è facile da contemplare.

Riusciamo a capire che l'acqua ferma non scorre. Capiamo che l'acqua che
scorre non è ferma. Ma quando pratichiamo, afferriamo entrambe. La mente di
un vero praticante è come acqua ferma che scorre o acqua corrente ferma.
Qualsiasi cosa accada nella mente di un praticante del Dhamma è come lo
scorrere di acqua ferma. Dire solo che scorre non è corretto. Che è solo
ferma nemmeno. Di solito, l'acqua ferma è ferma e l'acqua corrente scorre.
Ma quando abbiamo esperienza di pratica, la nostra mente sarà in questa
condizione di acqua ferma che scorre.

E' una cosa che non abbiamo mai visto. Quando vediamo acqua che scorre,
semplicemente scorre via. Quando vediamo acqua ferma, non scorre. Ma
all'interno della mente, è realmente così: acqua ferma che scorre. Nella
pratica del Dhamma, ci sono il samadhi, o tranquillità, e la saggezza
mescolate insieme. Abbiamo la moralità, la meditazione e la saggezza.
Allora, ovunque sediamo, la mente è ferma e fluisce. Acqua ferma che scorre.
Lo stesso vale per la stabilità meditativa e la saggezza, la tranquillità e
la visione profonda. Il Dhamma è così. Se hai raggiunto il Dhamma, farai di
continuo quest'esperienza. Essere tranquilli e avere saggezza: fluire, ma
fermi. Fermi, ma fluire.

Quando questo accade nella mente di chi pratica, è qualcosa di diverso e di
strano; è diverso dalla mente ordinaria che abbiamo sempre conosciuto.
Prima, quando scorreva, scorreva. Quand'era ferma, non fluiva, era solo
ferma, la mente è in questo senso paragonabile all'acqua. Ora, è entrata in
una condizione che è simile ad acqua ferma che scorre. Che si sia in piedi,
si cammini, si sia seduti o sdraiati, è come acqua che scorre ma è ferma.
Rendendo così la mente, c'è sia tranquillità che saggezza.

Qual è lo scopo della tranquillità? A che scopo la saggezza? Hanno l'unico
scopo di liberarci dalla sofferenza, nient'altro. Al presente, soffriamo,
viviamo con dukkha, senza comprenderlo e perciò attaccandoci a esso. Ma se
la mente è come l'ho descritta, allora ci saranno molte forme di conoscenza.
Si conoscerà la sofferenza, la causa della sofferenza, la cessazione della
sofferenza, e il cammino di pratica per raggiungere la fine della
sofferenza. Sono le Nobili Verità. Si riveleranno da sole quando la mente è
acqua ferma che fluisce.

Quando è così, non importa cosa facciamo, non ci sarà disattenzione;
l'abitudine alla negligenza diminuirà fino a scomparire. Qualunque cosa
sperimenteremo, non cadremo nella disattenzione, perché la mente aderirà
fermamente e naturalmente alla pratica. Avrà timore di perdere la pratica.
Continuando a praticare e a imparare dall'esperienza, berremo sempre di più
il Dhamma, e la nostra fede continuerà a crescere.

Succede così a chi pratica. Non dovremmo essere quel genere di persone che
non fanno che seguire gli altri: se i nostri amici non praticano, anche noi
non la facciamo, perché se no ci sentiremmo imbarazzati. Se loro smettono,
smettiamo. Se fanno la pratica, la facciamo anche noi. Se l'insegnante ci
dice di fare qualcosa, lo facciamo. Se smette, smettiamo. Non è una via
molto veloce verso la realizzazione.
Qual è il senso del nostro addestramento qui? E' che quando restiamo da
soli, siamo in grado di portare avanti la pratica. Quindi, ora, mentre
viviamo qui insieme, quando al mattino e alla sera ci si riunisce per
praticare, veniamo e pratichiamo con gli altri. Costruiamo l'abitudine,
cosicché il modo di praticare venga interiorizzato nel cuore, e poi saremo
capaci di vivere ovunque e continuare a praticare nello stesso modo.

° ° ° ° ° °

AJAHN CHAH nasce il 17 giugno 1918 da una famiglia agiata e numerosa in un
villaggio rurale della Thailandia nordorientale, è deceduto dopo una lunga
malatia il 16 gennaio 1992. E' stato uno dei massimi esponenti della
tradizione buddhista theravada della foresta. Ha intrapreso gli studi
religiosi giovanissimo, e a vent'anni ha preso gli ordini monastici
iniziando la pratica della meditazione sotto la guida dei grandi maestri
della foresta. Per molti anni ha vissuto come asceta, dormendo in foreste e
caverne e nei luoghi di cremazione, e infine si è stabilito in un boschetto
accanto al villaggio natale, raccogliendo presto intorno a sé numerosissimi
discepoli. Grande maestro e meditante, fu l'ispiratore di un vitale comunità
monastica che si è diffusa dalla Thailandia in Inghilterra, America,
Australia, Nuova Zelanda, Svizzera e Italia.

#11140 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Mer 29 Ago 2007 10:23 am
Oggetto: ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA DI POMAIA - SETTEMBRE 2007 -
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ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA DI POMAIA - SETTEMBRE 2007 -
 
ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA
Centro residenziale di studio e pratica del buddhismo
- associato alla FPMT e all’U.B.I.-

E-NEWSLETTER - SETTEMBRE 2007
a cura della redazione di SIDDHI
(quadrimestrale dell'ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA di Pomaia,
spedito in abbonamento agli iscritti. Vedi www.iltk.it)
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Fuori Programma: Un riconoscimento italiano a Ghesce Ciampa Ghiatso
1.    Eventi di settembre: jenang di Vajrasattva
2.    Correzioni e note sui corsi
3.    Calendario dei corsi di settembre e ottobre
4.    Focus on
5.    Focus on speciale
6.    Volontari a Pomaia
7.    Corsi, ritiri e viaggi di altri Centri e Associazioni
8.    Le date dei riti
9.    Come ricevere a casa Siddhi (periodico dell’I.L.T.K)
10. Segnalazioni librarie
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Fuori Programma:
Un riconoscimento italiano al lama Ghesce Ciampa Ghiatso
Il Presidente della Repubblica, con decreto in data 2 giugno 2007, ha
insignito il lama Ghesce Ciampa Ghiatso dell’onorificienza di Cavaliere
dell’Ordine al “Merito della Repubblica Italiana”. La motivazione al merito
riguarda la sua indubbia capacità di aver rinnovato e rinnovare in
moltissimi italiani l’interesse per la crescita interiore che, al pari della
crescita tecnologica, costituisce fondamento per la stabilità sociale. Ciò
su cui si basa l’insegnamento di Ghesce Ciampa Ghiatso, in sintesi, è che
“la tecnologia e lo sviluppo materiale non sono in sé negativi: lo diventano
quando non sono affiancati da una motivazione spirituale, perché non portano
all’incremento della saggezza e della felicità degli uomini e, nelle mani
sbagliate, possono diventare molto pericolosi. Se tecnologia e spiritualità
avanzano mano nella mano, ci possono essere grandi speranze per il mondi
moderno”.
 
1.    Eventi di settembre: jenang di Vajrasattva
Il 9 settembre 2007, alle ore 14, nel gom.pa dell’Istituto Lama Tzong Khapa
di Pomaia, il lama Ghesce Ciampa Ghiatso conferirà il permesso susseguente
(jenang) alla pratica di Vajrasattva.
Il jenang è stato richiesto in occasione del ritiro di Vajrasattva e, per
riceverlo adeguatamente, bisogna aver già l’esperienza di un’iniziazione di
mahanuttara tantra, tuttavia il lama Ghesce Ciampa Ghiatso concede il
permesso di partecipare alla cerimonia anche a chi non ha tali requisiti ma
desidera ricevere il jenang come semplice benedizione (o pioggia di energia
ispiratrice).
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2.    Correzioni e note sui corsi dell’Istituto L.T.K.
Per saperne di più vedi www.iltk.it -Programma
Informazioni pratiche e prenotazioni tel 050-685654 (int.1,segreteria)

20 | 25 settembre
Corrado Pensa e Neva Papachristou
Ritiro di studio e pratica di Vipassana per non principianti
Ai conduttori preme sottolineare che il requisito minimo per poter
partecipare è aver portato a termine un ritiro di 3 giorni con Corrado
Pensa.

05 | 07 ottobre
Andrea Bocconi e Silvia Bianchi
E finalmente diventò chi era (1°)
Nota bene: il corso è aperto a tutti e non è rivolto a nessuno in
particolare!
Per uno spiacevole refuso, nel n.2 di Siddhi è scritto erroneamente che il
corso si rivolge all’universo produttivo femminile, frase appartenente ad un
altro seminario.
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3.     Calendario dei corsi di settembre e ottobre
Per saperne di più vedi www.iltk.it -Programma
Informazioni pratiche e prenotazioni tel 050-685654 (int.1, segreteria)

SETTEMBRE
 
A)CORSI DI BUDDHISMO

06 | 09 sett. Davide Cova  L’officina del Buddha (a Pundarika)
- Cambiare la mente con gli utensili del Risvegliato (5°)

07 | 09 sett. Lama Ghesce Ciampa Ghiatso  La Preziosa
Ghirlanda (Ratnavali)

07 | 09 sett. Mario Thanavaro
Ritiro intensivo di Meditazione Vipassana  e Presa di Rifugio

14 | 16 sett. Lama Ghesce Tenzin Tenphel  Domare la tigre
interiore
 - Addestramenti per pacificare la mente

20 | 25 sett. Corrado Pensa e
	 Neva Papachristou  Ritiro di studio e pratica di
Vipassana, per non principianti

(vedi punto 2. Correzioni e note)

28 | 30 sett. Vincenzo Tallarico  Come Meditare (a Pundarika)

28 | 30 sett.        Patrick Lambelet 	           Alla scoperta del
buddhismo

Apparenza e  realtà: la vacuità
B) CORSI DI ALTRE DISCIPLINE

07 | 09 sett.  Carol Chaney   Reiki 2° - L’apertura delle mani che curano

13 | 18 sett.  Claude Maréchal e
                             Maria Teresa Cover Viniyoga

14 | 16 sett.  Shin Dae Woung Il Tai Chi Chuan e la forza interiore

14 | 16 sett. Lucia Albanese Meditando, imparo a disegnare. Disegnando
imparo a meditare (1°)

21 | 23 sett. Isabella Posa  Danza interiore del respiro della vita ®
		 - L’autoterapia cranio-sacrale (a Pundarika)

28 | 30 sett. Mauro Bergonzi                              Alle sorgenti
della coscienza, verso una psicologia della vacuità

28 | 30 sett. Alessandro Gambetta Shiatsu e gravidanza (1°) - Per
operatori di shiatsu.

OTTOBRE

CORSI DI BUDDHISMO

05 | 07 ott. Lama Ghesce Ciampa Ghiatso La preziosa Ghirlanda
(Ratnavali)

12 | 14 ott. Laura Coccitto (monaca)  Piccoli passi nella
meditazione

19 | 21 ott. Lama Ghesce Tenzin Tenphel Domare la tigre interiore
		        - Addestramenti per pacificare la mente

25 | 28 ott.  Mario Thanavaro  Ritiro intensivo di meditazione
Vipassana
		 - La visione profonda del Buddha

26 | 28 ott. Associazione Dare Protezione  Progetti e attività per
assistenza al malato e per il      volontariato

31 ott. | 04 nov.Lama Ghesce Ciampa Ghiatso Ritiro di shinê, il calmo
dimorare

B) CORSI DI ALTRE DISCIPLINE

05 | 07 ott.  Andrea Bocconi e Silvia Bianchi  E finalmente diventò
chi era (1°) (vedi punto 2. Correzioni e note)

05 | 07 ott Dominique Ferraro  Il giardino della guarigione - Qi
Gong dell’Oca Selvatica

12 | 14 ott.  Mindfulness Counseling  Primo anno del nuovo corso triennale

12 | 14 ott.  Andrea Bocconi e Silvia Bianchi  E finalmente diventò
chi era (2°)
(a Pundarika)

18 | 21 ott.  Vari docenti e collaboratori  Il controllo delle erbe
infestanti e dei parassiti - La riconversione    aziendale

19 | 21 ott. Raoul Beeckmans Il giardino della guarigione - Corso di
medicina osteopatica
                                                                            
       - I centri   energetici (chakra) -

19 | 21 ott.  A. Lampugnale e V. Tallarico  Emotional Leadership

26 | 28 ott. Alessandro Gambetta         Shiatsu e gravidanza (2°) -
Per operatori di shiatsu

26 | 28 ott.           Silvia Bianchi,
Francesco Larocca e
Patrizia Micoli   DARE PROTEZIONE-Corso per aspiranti
volontari
                                                      (vedi al punto 5.
Focus on speciale)
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4.    Focus on
In questa rubrica evidenziamo, di volta in volta, alcuni corsi nuovi o meno
noti ai nuovi frequentatori dell’ Istituto o ai nuovi lettori della
newsletter.
Per saperne di più vedi www.iltk.it -Programma
Informazioni pratiche e prenotazioni tel 050-685654 (int.1, segreteria)

07 | 09 settembre Lama Ghesce Ciampa Ghiatso -La Preziosa Ghirlanda
(Ratnavali)
La Preziosa Ghirlanda di Consigli per il Re è un famoso testo di Nagarjuna,
uno degli 84 leggendari mahasiddha  della tradizione buddhista
indo-tibetana, rappresentato  tradizionalmente con un’aureola di piccoli
serpenti, la forma abituale con ila quale i naga si nascondono agli umani.
Il testo, che è una guida per chi vuole comprendere la visione della vita
secondo il buddhismo, offre consigli articolati su come comportarsi nella
vita quotidiana e anche come costruire un comportamento politico e sociale
che sia coerente con gli ideali buddhisti. Il nostro lama senior (il ghesce
Ciampa Ghiatso) renderà questo testo vivo nella sua attualità. Oltre gli
insegnamenti, vi saranno sessioni di meditazione, domande e risposte ed
esercizi di relax psicofisico. Aperto a buddhisti e non-buddhisti, non si
richiedono impegni.

14 | 16 settembre Lama Ghesce Tenzin Tenphel -Domare la tigre interiore (
Addestramenti per pacificare la mente)
Con questo appuntamento, inizia una serie di incontri con il nostro lama
junior (il ghesce Tenzin Tenpel) sul tema dell’addestramento per trasformare
la mente liberandola dagli ostacoli a una vita serena ed equilibrata. In
ogni incontro verrà spiegato un addestramento classico del buddhismo e
verranno date le istruzioni per applicarlo nella vita quotidiana. Oltre gli
insegnamenti, vi saranno sessioni di meditazione, domande e risposte ed
esercizi di relax psicofisico. Aperto a buddhisti e non-buddhisti, non si
richiedono impegni.

14 | 16  Shin Dae Woung Il Tai Chi Chuan e la forza interiore
Il maestro coreano Shin Dae Woung ha ormai una lunga esperienza didattica
nel tai-chi in Italia, dove risiede dal 1976, e una grande abilità
nell’incoraggiare i principianti di ogni età. Gli esercizi preparatori al
Tai-Chi sono facilmente assimilabili in un week-end e praticabili anche da
soli a casa: automassaggio, i 17 MOVIMENTI PER LA FORZA INTERIORE, gli OTTO
PEZZI DI SETA D’ORO. Per chi intendesse seguire il Maestro - che insegna in
varie regioni italiane e sarà regolarmente a Pomaia ogni due mesi, se si
formerà un piccolo gruppo di allievi – verranno mostrate anche le forme
iniziali del Tai Chi classico del lignaggio che Shin Dae Wong pratica fin
dall’infanzia e che è stato lo stile interno del suo kung-fu.
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5.    Focus on speciale
Informazioni pratiche e prenotazioni tel 050-685654 (int.1, segreteria)

26/27/28 ottobre
DARE PROTEZIONE
Corso per aspiranti volontari dell’Associazione Dare Protezione
Conduttori: Silvia Bianchi – Francesco Larocca – Patrizia Micoli
Premessa:
Il nome di una nuova Associazione : DARE PROTEZIONE
  Un nome delicato, fatto di rifugio e attenzione alle proprie e altrui
finitezze:
quelle del corpo - nei limiti imposti dalla malattia, dalla vecchiaia, dalla
morte-
quelle della mente e del cuore -fatte d’emozioni che troppo spesso portano a
sofferenze che ci impediscono di respirare, di vivere nel pieno di ciò che
siamo.
DARE PROTEZIONE è un’associazione ad ampio raggio, che accoglie senza
distinzioni sociali, culturali, religiose, così come sono senza distinzioni
la sofferenza, l’amore e le occasioni benedette, di presenza e
partecipazione piena, che ci vengono incontro in ogni momento.
Come simbolo un ombrello, solido ma leggero, che ripara ma non impedisce che
la vita passi senza sfiorarci; lascia passare la pioggia, il sole, cosicché
tutto ci possa toccare ma con maggiore profonda leggerezza; non chiusi in
una corazza soffocante ma aperti ad incontrare, gioiosamente forti e
disponibili ad entrare in contatto con ciò che c’è.
APRIRSI ALLA VITA attraverso l’esperienza della malattia e della morte,
nell’accettare in un’intima relazione.
La nostra attuale società nega la vecchiaia, la malattia e la morte o le
vede semplicemente come “sbagli, ingiustizie” o “fatti clinici”,
dimenticando la potenzialità insita in ogni cambiamento, un momento di
enorme valore e di approfondimento all’interno anche della propria realtà
spirituale.
L’associazione DARE PROTEZIONE nasce - con la benedizione del molto
venerabile Lama Ghesce Ciampa Ghiatso, monaco buddista della tradizione del
Dalai Lama -   dalla personale esperienza dei fondatori, medici, psicologi,
operatori sanitari e volontari a contatto con pazienti in fase avanzata di
malattia, in hospice e in assistenza domiciliare, e dalla motivazione a
prendersi cura degli altri, nata dal vivere, nel quotidiano, una pratica
meditativa fatta di attenzione, riconoscimento e accoglienza di ciò che la
vita pone innanzi, momento per momento.
Assistenza spirituale e cure mediche: nell’inscindibile unità di corpo e
mente-cuore perché la persona possa vivere, sostenuta fino all’ultimo
espiro, nel riconoscimento della sua integrità  e dignità, oltre lo
sfaldamento del corpo, la perdita dei ruoli, la paura, la disperazione, come
persona attiva secondo i suoi bisogni, valori, scelte.
Può la meditazione con la sua capacità di entrare in un rapporto intimo con
le emozioni aiutare il morente e il personale sanitario, creando
interdipendenze virtuose, ad accettare e conoscere meglio le proprie
emozioni, capire meglio le proprie motivazioni, proporre, insomma una
relazione più autentica?
Deve e può chi è vicino al malato, così come presta la propria forza fisica
negli spostamenti del malato, sapere dare la propria forza mentale o assenza
di paura, compassione e amore?
COME?
Con la formazione di volontari in grado di essere attenti a riconoscere i
bisogni del morente e dei loro familiari.
Utilizzando strumenti come la meditazione, per entrare in contatto ed
accogliere le proprie e altrui emozioni e paure, capaci di portare un
cambiamento.
Con l’esplorazione del significato del cambiamento e della perdita
attraverso incontri, pubblicazioni, gruppi A.M.A. che possano far emergere
non solo il dolore ma anche le risorse personali presenti.
Con l’essere “rete” per permettere a tutti coloro che vogliono donare se
stessi alla vita, di offrire ciò che sono, ovunque sono, nelle forme che
vorrà prendere la generosità di ognuno.

Gli scopi dell’Associazione sono:
•          studiare e rendere noto ciò che nella psicologia e filosofia
buddista è relativo al servizio compassionevole dei morenti e delle loro
famiglie;
•          collaborare con strutture sanitarie statali o private per la
formazione del personale che cura il malato in fase avanzata di malattia;
•          creare nuove strutture, secondo il programma hospice, per
accogliere sia famiglie di cultura buddista sia famiglie di qualunque altro
credo o religione che richieda maggiore considerazione della dimensione
spirituale del morire;
•          formare volontari particolarmente attenti alla dimensione
spirituale per prestare il loro servizio al malato o alle loro famiglie;
•          in uno spirito di vicinanza e condivisione promuovere, favorire e
partecipare a progetti di solidarietà verso coloro che si trovano in
condizioni di sofferenza;
•          creare opportunità, occasioni, incontri, pubblicazioni per chi
desidera  arricchire la propria ricerca interiore al fine di porgere
sollievo e sostegno a chi ne abbia bisogno;
•          contribuire al processo di pace nella società e negli individui
attraverso un operare non violento (interiore ed esteriore) che difenda
anche l’ambiente nella sua visione più ampia.


26/27/28 ottobre
DARE PROTEZIONE
Corso per aspiranti volontari dell’Associazione Dare Protezione
Silvia Bianchi – Francesco Larocca – Patrizia Micoli

L’Associazione Dare Protezione (www.associazionedareprotezione.it) terrà
all’Istituto Lama Tzong Khapa un week-end di presentazione delle sue
attività e dei suoi progetti. Il seminario sarà in parte informativo e in
parte esperienziale. Verranno date informazioni sulle attività di
volontariato in questo campo e sull’Associazione e i suoi progetti
(formazione dei volontari di assistenza nelle varie realtà locali, corsi,
ecc.). I docenti, che si alterneranno nella conduzione del corso,
affronteranno varie tematiche, ciascuno secondo la propria specificità,
quali: il lavoro sulla motivazione e sul morire, lavoro con le emozioni,
paure e attaccamenti, il sostegno alla famiglia e al paziente nell’ultima
fase della vita, la morte e l’elaborazione del lutto.
Verrà usata la meditazione come supporto alla comprensione profonda degli
argomenti.
Si cercherà di formare un gruppo di lavoro e si delineerà una divisione dei
compiti per lavorare insieme.
E’ nostra intenzione dare un contributo al crearsi di una cultura della vita
che includa il cambiamento e la morte. Anche se il seminario è aperto a
tutti gli interessati al tema, ci piacerebbe poterne parlare con le persone
coinvolte nel volontariato (anche aspiranti) che vorremmo contribuire a
formare in varie città italiane, in una varietà di attività di cui parleremo
durante questo week-end. Il corso sarà condotto in particolare da Silvia
Bianchi (psicoterapeuta), Francesco Larocca (medico) e Patrizia Micoli
(operatrice sociale).
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30 novembre | 5 dicembre
Il giardino della guarigione
Dr. Nida Chenagtsang (medico tibetano)
Master in medicina tradizionale tibetana (MTT)
1° anno di studio,
2° modulo
Si accettano nuove iscrizioni

Il corso modulare in 4 anni-studio di medicina tradizionale tibetana (MTT) è
una collaborazione tra IATTM (International Academy of Traditional Tibetan
Medicine, www.iattm.net) e l’Istituto Lama Tzong Khapa. Ogni anno-studio è
costituito da 3 incontri intensivi di cinque giorni ciascuno, con ‘compiti a
casa’ da svolgere tra un’incontro e l’altro. Argomento di questo secondo
modulo del primo anno-studio: il secondo volume dei Quattro Tantra della
Medicina Tibetana (embriologia, fisiologia, patologia, diagnosi e
trattamento, etica del medico).
Chi non ha partecipato al primo modulo può richiedere il Manuale, la
Dispensa.1 e il CD della prima lezione, studiarli, e sostenere un esame di
ammissione venerdi 30 novembre. A tale scopo bisogna arrivare all’ILTK il
giorno 29. Per i materiali contattare, dopo il 15 SETTEMBRE, la monaca Carla
Tzultrim, coordinatrice spirituale dell’ILTK (050 685654, interno 5, oppure
spc@...).
______________________________________________
6.    Volontari a Pomaia
Se sei interessato a un periodo di volontariato all'Istituto L.T.K, vai sul
sito www.iltk.it nella sezione volontari, compila il format e spediscilo on
line.
Puoi anche telefonare a 050685654 (interno 7 –volontari) o 3294025335 o
scrivi a volontari@...

Per il mese di novembre il nostro giardiniere Robin ha bisogno di 4 persone
per la raccolta delle olive.
Per il mese di dicembre servirebbero una decina di volontari per ignifugare
la palestra e la sala di meditazione (gom.pa)
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7.    Corsi, ritiri e viaggi di altri Centri e Associazioni
L'ISTITUTO LAMA TZONG KHAPA di Pomaia, editore di questa newsletter, declina
ogni responsabilità per le iniziative e le attività che non siano
organizzate espressamente dall'Istituto stesso.

- CENTRO MINDFULNESS PROJECT
Via Cenisio 5 - 20154 Milano
Nato nel 2007 dall’esperienza dell’associazione Mindfulness Project
(costituita da psicoterapeuti e insegnanti di buddhismo) offre uno spazio
congiunto per la pratica meditativa, la formazione personale e professionale
e la psicoterapia (individuale, familiare, di coppia e di gruppo).
Vedi date di corsi e programmi in www.mindproject.com
Contatti: Dott.ssa Grazia Sacchi, centromilano@...,
tel.3468461064

- CENTRO DI RITIRI PUNDARIKA - Riparbella (PI)
Per informazioni dettagliate sui corsi e sul programma dell'anno 2007:
Erica Pellati 338.6759340, oppure 0586.699077
www.pundarika.it

- CENTRO FPMT SANGYE CIOELING SONDRIO
Coordinatori: Luciano Villa e Graziella Romania
Per informazioni dettagliate sui VIAGGI IN ORIENTE e sui corsi A SONDRIO
tel 0342 513198, 3297438426 sangye@...
http://www.padmanet.com/sc
0
- VIAGGI IN ORIENTE con DHARMANEKOR
-Associazione culturale, Pomaia - PI
coordinatore: Francesco Callea
Programmi completi dei viaggi, informazioni e quote di partecipazione in
www.dharmanekor.net
Contatti: nekor@... - Tel: 3281741694 (Francesco Callea)

- VIAGGI NELLA CULTURA TIBETANA con AMITABA di Milano
Trovi tutto su: www.amitaba.net
posta: amitaba@... tel. O2 33614196
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8.    Le date dei riti
6 settembre lama chopa e tsog
10 settembre sojong
11 settembre luna nuova /eclisse solare precetti
19 settembre puja a tara –precetti
21 settembre lama chopa e tsog
25 settembre lama chopa e tsog - sojong
26 settembre luna piena precetti

5 ottobre lama chopa e tzog
10 ottobre sojong
11 ottobre luna nuova  precetti
19 ottobre puja a tara - precetti
21 ottobre lama chopa e tzog
25 ottobre sojong
26 ottobre luna piena precetti
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9.    Come ricevere a casa Siddhi (periodico dell’I.L.T.K)
SIDDHI è una pubblicazione quadrimestrale edita dall’Istituto Lama Tzong
Khapa di Pomaia.
Esce a febbraio, a giugno e a ottobre di ogni anno.
Contiene articoli, notizie sul mondo buddhista e il PROGRAMMA DELLE
ATTIVITA’ dell’Istituto (in un arco di previsione di 5 o 6 mesi).

Essendo in pratica il bollettino dell’Istituto, viene distribuito
gratuitamente ai soci iscritti per un anno (a partire dalla data
d’iscrizione) e inviato a casa PER TRE NUMERI a chi è in regola con il
rinnovo dell’iscrizione annuale (25 Euro). La tessera di iscritto, tra
l’altro, dà diritto a frequentare l’Istituto, che è un’associazione no
profit.

Poiché l’iscrizione è aperta a tutti gli interessati e non comporta vincoli,
tranne osservare un comportamento civile e corretto quando si frequenta
l’Istituto, l’importo per ricevere Siddhi a casa è dunque l’iscrizione per
un anno a partire da quando la fate (25 Euro), da versare di persona alla
segreteria dell’Istituto, a Pomaia, o per posta, con versamento su ccp.
N.11162567 intestato all’Istituto Lama Tzong Khapa.

SE CI TENETE A RICEVERE SIDDHI REGOLARMENTE, dovete iscrivervi all’ILTK o
rinnovare l’iscrizione almeno due mesi prima dell’uscita di un numero (in
qualsiasi momento dell’anno) perché I VERSAMENTI POSTALI ARRIVANO CON MOLTO
RITARDO. Comunque, per qualsiasi variazione individuale, esponete il vostro
questito alla segreteria: segreteria@...
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10.          Segnalazioni librarie

SUTRA DELLA LUCE DORATA
Je Tzong Khapa Edizioni
Pomaia 2007
www.jtk.it

Esce per la prima volta in italiano il Discorso del Grande Veicolo chiamato
LA NOBILE E SACRA LUCE DORATA, Il Re della Raccolta dei Sutra (in sanscr.:
Arya suvarnaprabhasottama sutendramatra raja nama mahayana sutra).
Conservato nel canone tibetano (Kanjur), questo sutra è stato tradotto in
spagnolo dal monaco tibetologo Champa Shenpen (Jesus Revert); la versione
italiana è stata verificata con quella tibetana e inglese, e curata
nell’italiano da alcuni traduttori e curatori specializzati dell’Istituto
Lama Tzong Khapa. Il Sutra, oltre ad essere di piacevole lettura, ricco di
vicende umane e sovraumane ispiranti, ha il potere misterioso di creare
spazio per la pace nel mondo - se recitato anche a fior di labbra davanti a
esseri visibili e invisibili - e illimitati benefici per chi ne legga anche
una sola parte.

Ghesce Ciampa Ghiatso
LA GUIDA SPIRITUALE
Come sceglierla e seguirla
Je Tzong Khapa Edizioni,
Pomaia 2007
www.jtk.it

La necessità di identificare una guida per il proprio sviluppo interiore, e
di seguirne le istruzioni, viene affrontata da diverse tradizioni
spirituali.
Secondo gli insegnamenti dei Lama del Tibet, la relazione tra maestro
spirituale e allievo è particolarmente rilevante ed è necessario un accurato
esame reciproco affinché la scelta sia corretta e si instauri un rapporto
altrettanto corretto.

Lama Yeshe
INTRODUZIONE AL TANTRA
DVD5 – Video
Lingua: inglese
Sottotitoli in: italiano, inglese,spagnolo, francese, tedesco, portoghese,
ebraico.
Je Tzong Khapa Edizioni
Pomaia 2007

Girato nel 1980 in California, il filmato documenta un insegnamento del
mitico Lama Thubten Yeshe (il lama tibetano che conquistò i giovani
occidentali degli anni ’70 ‘ 80 e la cui ‘reincarnazione’ ispirò il film Il
Piccolo Buddha di Bertolucci). Il DVD presenta una bellissima esposizione
delle basi necessarie alla pratica del tantra buddhista, mostrando da vicino
il volto e i gesti di questo lama umorista, benevolo e profondo. Il tantra
buddhista, o mantra segreto, è molto diverso, nei contenuti, nei significati
e negli scopi, dai tanti tantra di origine più o meno asiatica attualmente
diffusi in Occidente.

Jonathan Landau e Janet Brooke
IL PRINCIPE SIDDHARTA
Chiara Luce Edizioni
Pomaia 2007, Ristampa
www.chiaraluce.it
La storia del principe Siddharta, dalla nascita all’edonistica vita nella
reggia e alla rinuncia alla mondanità, e di come divenne Buddha, il
Risvegliato. E’ una storia di pace e di amore, con illustrazioni poetiche,
uno spunto di ispirazione per ragazzi…di tutte le età.

Dharmarakshita
LE RUOTA DELLE ARMI TAGLIENTI
Collana: manuali di meditazione
Chiara Luce Edizioni
Pomaia, 2007 -Ristampa
www.chiaraluce.it
Il grande yogi Dharmarakshita, di origine indiana, scrisse La Ruota delle
Armi Taglienti che Colpisce con Efficacia il Cuore del Nemico (l’ego)
durante un suo ritiro in mezzo a una giungla, territorio di caccia di molti
animali feroci. In tempi di degenerazione, la giungla rappresenta i luoghi
esteriori dove le grandi negatività dettano legge, mentre la mente oppressa
dai deifetti mentyali è la nostra giungla interiore.


B.Alan Wallace
LE 5 MEDITAZIONI TIBETANE DELL’AUTENTICA FELICITA’
(con un’introduzione del Dalai Lama)
Ed.Amrita, Torino 2007
www.amrita-edizioni.com
La Quiete Meditativa, le Quattro Applicazioni dell’Attenzione, i Quattro
Incommensurabili, lo Yoga del Sogno e lo Dzochen: secondo l’autore, sono
queste le forme meditative essenziali per conseguire la felicità. Se
riuscirete a incorporare queste cinque meditazioni nella vita quotidiana,
scoprirete che la felicità che avete sempre cercato era … a pochi minuti di
meditazione da voi.

Jean Pierre e Rachel Cartier
Tich Nhat Hahn e la felicità della piena consapevolezza
Ed.Lindau, Torino 2007
I due autori conducono piacevolmente per mano nella vita del
villaggio-comunità di Tich Nhat Hahn, facendo conoscere i principi su cui si
fonda e alcune interessanti persone che vivono secondo l’insegnamento di
questo leggendario maestro spirituale vietnamita. Oltre alle parole del
Maestro, il libro presenta un’introduzione alla sua originale pratica
meditativa, che chiunque, religioso o no, buddhista o cristiano, può
applicare nella vita quotidiana.
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SARVA BHANTU MANGALAM!
Che ogni cosa sia di buon auspicio
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Istituto Lama Tzong Khapa
Associato alla FPMT e all’U.B.I.
Via Poggiberna, 9 Pomaia 56040 (Pisa) ITALY
Tel. 050.685654 - Fax 050.685695
 
Indirizzo ILTK (generico): iltk@...
Reception e prenotazioni: segreteria@...
Coordinatore spirituale: spc@...
Redazione di Siddhi: siddhi@...

#11139 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mar 28 Ago 2007 9:57 am
Oggetto: Concetto di tempo...
amadeusoft@...
Invia email Invia email
 
Concetto di tempo...

di: Michele Nardelli

...in un sistema sferico, le singolarità nei buchi neri e l’Iperspazio.

Il tempo in un sistema sferico

Lo spazio ed il tempo sono interamente contenuti nella configurazione
spaziotemporale del nostro universo fisico a 3-D (3-D sta per tre
dimensioni). Quando diviene possibile “uscire” da questa configurazione, è
possibile visualizzare il “contenitore” fisico della configurazione
spaziotemporale. Gli scienziati attualmente stanno comprendendo che la
“consapevolezza integrata” ha infinite dimensioni temporali e questo è
simile ad un sistema di coordinate sferico. Qualunque parte di esso può
vedere il resto di esso (vedi più avanti), e questo è qualcosa di
stupefacente. La “consapevolezza integrata” è dove le cose iniziano e
finiscono. (Quest'ultima frase potrebbe essere tradotta nel seguente modo:
il Big Bang, la singolarità iniziale, il puntino infinitesimale da cui ha
avuto origine “questo” Universo, uno degli infiniti esistenti, è
“consapevolezza”, la singolarità, in cui le leggi della fisica erano già a
livello della gravità quantistica, è un “punto” di “consapevolezza”, è,
quindi, l'atto con cui il Pensiero di Dio è divenuto Realtà, un punto da cui
ha avuto origine il Tutto e in cui il Tutto ritornerà).

“L'Universo “fluttua” nel dominio dell'iperspazio a più dimensioni.
L'iperspazio “contiene” questo “Chilled Universe”, Universo “Congelato”,
che, quindi, non può mai andare distrutto. Attualmente l'universo
“congelato” non è altro che un infinita dimensione temporale sferica la cui
consapevolezza è continuamente integrata. Le coordinate sferiche delle
infinite dimensioni temporali permettono di guardare al “tutto” da qualsiasi
altro luogo nell'universo “congelato”. Il concetto di tempo in un sistema
sferico diviene molto interessante. Esso, letteralmente, si “ripete”
all'interno di uno specifico “processo di penetrazione”. Questo sta a
significare che l'Universo “congelato” è attualmente un complesso sistema di
consapevolezza integrato (la cui consapevolezza è continuamente integrata,
appunto da un processo di penetrazione, da ulteriori consapevolezze) che
manifesta se stesso come “conoscenza”. Una volta che si diviene parte di un
“processo di penetrazione” (qua ci si riferisce a quando ognuno di noi
acquisisce la vera “consapevolezza”. In tale momento subentra l'estasi
(samadhi) e il nostro Io diviene un tutt'uno con l'Universo e si unisce alle
altre “consapevolezze” cioè agli altri Io che hanno raggiunto lo stato
massimo: la Beatitudine, l'Estasi), una volta, cioè, che si acquisisce la
piena e vera “consapevolezza”, per la natura sferica della dimensione
temporale, diviene possibile continuare a “tornare allo stesso luogo”
continuamente, in modo tale da accrescere la propria conoscenza che non ha
fine (anche qui è possibile notare di nuovo il concetto di Estasi o
Beatitudine, stato in cui si acquisisce la massima consapevolezza e la
conoscenza del “tutto”, essendo questo uno stato in cui si diviene un
tutt'uno con la Grande Intelligenza Creatrice, il cui Universo è pensiero
divenuto realtà, Sua manifestazione materiale, il Verbo, l'Idea, divenuta
realtà fisica e psichica), perché eterne sono le dimensioni temporali”.

“Chilled Universe”, letteralmente Universo Congelato, sta a significare che
esistendo un Multiverso e quindi un maggior numero di dimensioni, come anche
provato dalla Teoria delle Stringhe, l'Universo in cui noi viviamo è un
Universo in cui le dimensioni a noi invisibili si sono “compattificate”,
“congelate”, cioè non si sono “srotolate” come le tre dimensioni a noi note,
ma sono rimaste “congelate”, cioè sono rimaste “arrotolate” ed hanno
lunghezze infinitesime.

Singolarità dei buchi neri ed Iperspazio

Ogni buco nero ha una singolarità centrale. Queste singolarità sono punti in
cui le leggi della fisica classica (ed i modelli matematici a queste
connesse) non sono più valide. Questo perché noi solitamente siamo abituati
a considerare ogni cosa o evento nell'ambito delle nostre 3-D. Queste parti
centrali dei buchi neri sono singolarità nelle 3-D, ma nella realtà dei
fatti sono semplici punti di transizione nelle più alte dimensioni
(ricordiamo che per “più alte dimensioni ci si riferisce all'Iperspazio
n-dimensionale).

Quando le onde gravitazionali, delle vere e proprie “traiettorie attraverso
il tempo”, spingono i materiali verso la singolarità, questa viene definita
una singolarità “stabile”. Al contrario, quando i materiali sono spinti
fuori, o le onde di gravità sono spinte verso l'esterno, la singolarità
viene definita “instabile”. Abbiamo detto che le singolarità sono “anomalie”
nelle 3-D ma sono anche punti di transizione nelle più alte dimensioni. In
esse, i punti di transizione, dal punto di vista 3-D, divengono singolarità
stabili, mentre, dal punto di vista delle più alte dimensioni, divengono
singolarità instabili. Questi punti nelle più alte dimensioni non sono
realmente singolarità instabili ma sono punti che possono agire come punti
di dimensioni più elevate virtuali aventi un comportamento irregolare.
(Questo significa che nell’Iperspazio una singolarità agisce in maniera
“instabile”, cioè casuale, che, in termine più tecnico possiamo definire
“quantistico”).

Ogni singolarità di un buco nero ha un ciclo limite molto vicino al punto
singolare che diviene l'interfaccia alle dimensioni più alte. (I cosiddetti
wormholes, all'interno dei buchi neri, possono essere quindi visti come
interfacce verso le n-dimensioni dell'Iperspazio). La singolarità procederà
verso il ciclo limite e in un tempo abbastanza breve sarà “spinta fuori”
nell'Iperspazio n-dimensionale. I cicli limite sono “cerchi” intorno ad un
punto che agiscono come un “passaggio”. Ogni cosa esterna al ciclo limite è
attratta verso di esso o dal punto di singolarità stesso. (Il ciclo limite è
quindi una coordinata e può benissimo tradursi in una sorta di “orizzonte
eventuale” attraversato il quale ogni cosa è attratta verso la singolarità
centrale del buco nero, che, a sua volta tramite un wormhole, permette il
“passaggio” verso il Superspazio n-dimensionale, quindi l'Iperspazio).

Attualmente sta divenendo matematicamente chiaro il fatto che le onde
gravitazionali possono facilmente passare attraverso i punti delle
singolarità situati nei buchi neri. Questi connettono la “consapevolezza
integrata” e forniscono la direzione dall’universo “congelato”
all'Iperspazio. (Quindi, attraverso i wormholes si passa dal nostro universo
le cui ulteriori dimensioni sono “arrotolate”, “congelate” all'Iperspazio,
dominio della Teoria del Tutto in cui coesistono tutti le infinite
dimensioni e tutti gli infiniti Universi. Qualcosa di simile è descritto
anche dalla Teoria delle Stringhe che richiede uno spazio-tempo a 26
dimensioni per quanto concerne l'azione di stringa bosonica e 10 dimensioni
per quanto concerne l'azione di stringa supersimmetrica che comprende anche
le stringhe bosoniche. Difatti, in cosmologia di stringa, è noto che le 4
dimensioni dell’universo a noi noto, tre spaziali ed una temporale, sono
state “srotolate”, mentre le altre 6 sono rimaste “arrotolate”, “congelate”,
“compattificate” in un complicato spazio topologico che viene chiamato
spazio o “varietà” di Calabi-Yau).

Ora, raffiguriamoci il tempo come un vettore. Il tempo vettoriale può essere
visto come un filo che permette il movimento unidirezionale, sebbene, come
visto in precedenza (vedi par. “Il tempo in un sistema sferico”), non sia
impossibile invertire il flusso. (È qui chiarissimo il riferimento alla
freccia del tempo, e quindi al tempo paragonato ad un vettore che, in
Fisica, viene raffigurato da una freccia. Nel caso della freccia del tempo à
questa, almeno dal punto di vista classico, va sempre dal passato verso il
futuro, nella direzione ovest-est. Non è detto però che in un contesto
quantistico, quindi nel dominio della gravità quantistica, questa non possa
invertire la direzione).

Nell'Iperspazio il tempo è una dimensione aperta. I vettori temporali sono
infiniti e possono essere proiettati su qualsiasi combinazione di dimensioni
spaziali. I vettori temporali comunque sono connessi attraverso innumerevoli
singolarità che operano in un modo programmato. È interessante notare che,
in accordo con la fisica contemporanea, il Big Bang stesso è il risultato di
una singolarità appartenente ad una dimensione più elevata, non solo, nel
brevissimo tempo del Big Bang, milioni di singolarità furono create. (Anche
qui è possibile dare la seguente interpretazione: Il Big Bang è una
singolarità “nuda”, cioè priva di orizzonte degli eventi, da cui sono
scaturite la materia (fermioni) e le forze (bosoni). Nella singolarità erano
contenute già, come in un “embrione” sia le onde, sia le particelle, che,
dal modello Palumbo-Nardelli, si è visto sono in corrispondenza biunivoca,
cioè da un’azione di stringa bosonica corrisponde l'azione di superstringa e
viceversa. Inoltre, la singolarità del Big Bang, in termini di Teoria di
Stringa non è altro che una particella, quindi una stringa bosonica, che
aveva un quantitativo infinito di energia. Tale “particella” esisteva nel
dominio dell'Iperspazio, dominio in cui esiste il Tutto, l'Assoluto,
l'Eterno. Nell'Iperspazio il tempo così come noi lo conosciamo non esiste:
esiste l'Eternità, una sorta di super-dimensione in cui passato, presente e
futuro coesistono ed a cui è possibile accedere soltanto quando si giunge
allo stato di massima “consapevolezza”, cioè allo stato di Estasi o
Beatitudine. Difatti, molti uomini Iniziati, o Illuminati possono “varcare”
la soglia del tempo e “vedere” eventi già avvenuti o che ancora devono
accadere. Questo perché la loro “mente” libera dalle catene della materia è
in grado di “lasciare” il nostro sistema di riferimento, cioè il nostro
spazio-tempo quadridimensionale, e “fluttuare” liberamente nel Superspazio,
in cui Tutto è Uno).

Quindi, le singolarità dei buchi neri sono le fondamenta dell'Universo 3-D.
Esse forniscono le basi per l'integrità strutturale e per le forze che
mantengono l’intero Universo che è in rapida espansione. Esse forniscono
anche i mezzi di comunicazione tra l'Iperspazio, l'Universo “congelato” e
l'Universo 3-D. La “consapevolezza integrata” è il filo che lega il tutto.
Riguardo poi al fatto dell'Universo quale “sistema di consapevolezza” che
manifesta se stesso come “conoscenza” è interessante per chi vuole
approfondire l'argomento, leggere la filosofia e cosmologia Induista, che
trattano in modo dettagliato tale argomento e che, se lette con mente aperta
e senza pregiudizi, aiutano moltissimo a conciliare Scienza e Fede.

Data articolo: agosto 2007
Traduzione ed interpretazione personale degli articoli “India Daily
Technology Team” a cura di Michele Nardelli

#11138 Da: <amadeus@...>
Data: Mar 28 Ago 2007 9:58 am
Oggetto: Terapia per il melanoma
amadeus@...
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Terapia per il melanoma

a cura del CNR

È il più temibile tumore maligno della pelle, secondo per aumento di
incidenza tra i tumori; in Italia si registrano 7.000 nuovi casi e 1.500
morti l'anno. Tra le cause dell'incremento l'esposizione alle radiazioni
ultraviolette meno schermate dall'atmosfera. Per combatterlo servono terapie
‘su misura’ basate su analisi dei tessuti malati, come risulta da uno studio
dell'Icb-Cnr

Un gruppo di ricercatori dell'Istituto di chimica biomolecolare (Icb) del
Consiglio Nazionale delle Ricerche di Sassari, coordinato da Giuseppe
Palmieri, ha messo a punto una metodologia in grado di indirizzare terapie
‘su misura’ per il melanoma maligno. La complessità dei meccanismi
molecolari legati all'insorgenza della malattia è la causa di una inefficace
risposta terapeutica ai farmaci attualmente impiegati nella pratica clinica.


“Il melanoma è un tumore altamente eterogeneo dal punto di vista
molecolare”, spiega Giuseppe Palmieri. “I melanociti, che sono le cellule
normali, possono infatti trasformarsi in cellule neoplastiche di melanoma
seguendo diverse vie metaboliche e attraverso differenti alterazioni
molecolari. Pertanto, una terapia antineoplastica aspecifica (per esempio,
quella basata su chemioterapici e citostatici) ha sempre prodotto risultati
limitati”.

Lo studio condotto dai ricercatori dell'Icb-Cnr “ha consentito mediante la
caratterizzazione molecolare, cioè analisi molecolari effettuate su ciascun
tessuto tumorale”, prosegue Palmieri, “di suddividere i pazienti con
melanoma in sottogruppi più propriamente correlati alla biologia della
malattia, ciascuno dei quali potrà così essere sottoposto al trattamento più
adeguato per il suo tipo di alterazione”. Questa metodologia potrà essere
applicata anche ai cosiddetti soggetti a rischio, in modo da poter
controllare quella che il ricercatore definisce “una vera emergenza
sanitaria e sociale”. L'impressionante aumento di incidenza che il melanoma
ha avuto negli ultimi decenni è superiore a quello di tutti gli altri tipi
di tumore ad eccezione del tumore del polmone nella donna. Nel mondo, si
verificano ogni anno tra i due e i tre milioni di carcinomi cutanei
non-melanoma e circa 135.000 melanomi maligni, più frequenti nelle donne di
razza bianca al di sotto dei 30 anni. In Italia si registrano circa 7.000
nuovi casi e 1.500 morti l'anno quando, fino agli anni ’60, l'incidenza non
superava i mille nuovi casi per anno.

Le cause principali di tale incremento vanno ricercate sia in fattori
ambientali (in primo luogo, l'esposizione alle radiazioni ultraviolette
associata alla progressiva riduzione delle capacità schermanti
dell'atmosfera), sia in fattori genetici. “Nel melanoma maligno, come in
tutte le altre forme neoplastiche, la tumorigenesi è associata ad
alterazioni sequenziali di specifiche regioni di DNA, che i recenti
progressi della genomica hanno consentito di caratterizzare come un processo
a tappe, associato a una serie di mutazioni di specifici geni coinvolti
nella regolazione del normale funzionamento cellulare”.

Le conclusioni dello studio, pubblicate come research letter sulla
prestigiosa rivista internazionale Journal of Clinical Oncology, “confermano
che in oncologia non può esservi una terapia uguale per tutti e che bisogna
rendere più omogenei i sottogruppi di pazienti da trattare”.

Scheda

Data articolo: agosto 2007
Che cosa: definita l’importanza della classificazione molecolare nel
trattamento dei pazienti affetti da melanoma maligno

Per informazioni:

Giuseppe Palmieri, Icb-Cnr, Sassari
E-mail: gpalmieri@...

Molecular Classification of Patients With Malignant Melanoma for New
Therapeutic Strategies
-- Palmieri et al. 25 (16): e20 --
Journal of Clinical Oncology

#11137 Da: <posta@...>
Data: Mar 28 Ago 2007 9:59 am
Oggetto: Regolazione genetica
posta@...
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Regolazione genetica

di: Alessio Mannucci - ecplanet.net

Data articolo: agosto 2007
Fonte: Space Daily

Ciò che differenzia gli umani dagli scimpanzè, non risiede tanto nel corredo
genetico, al 99% lo stesso, quanto nel modo in cui i geni sono usati, ovvero
la “regolazione genica”, il complesso sistema che gestisce i geni,
acendendoli e spengendoli. Secondo la ricerca di un team della Duke
University, è come se lo stesso set di note venga suonato in modi
differenti: “La selezione positiva”, dice Ralph Haygood, del laboratorio di
biologia dell'università guidatoi dal professore Gregory Wray, che ha
pubblicato online un rapporto sulla ricerca su Nature Genetics, “il processo
che favorisce quei cambiamenti genetici che sopravvivono e si riproducono
insieme alla specie, coinvolge la regolazione di molti geni conosciuti
relativi al cervello e al sistema nervoso”.

Il gruppo di Haygood ha studiato le sequenze regolatorie di circa 6.280 geni
del DNA degli scimpanzè, degli umani e della Macaca Mulatta, un primate
della famiglia delle Cercopithecidae (scimmie del Vecchio Mondo), diffuso in
Asia centrale, meridionale e sud-orientale. che ha l'88% di geni uguali agli
umani. È la prima volta che qualcuno trova dei segni di selezione positiva
tra le regioni del codice DNA che governano lo sviluppo del sistema neurale.
“Ë qui che l'evoluzione ha perfezionato le performance genetiche”, dice Wray
“che hanno differenziato il cervello umano”.

Furono gli stessi Mary-Claire King e Allan Wilson, che nel 1975 per primi
dissero che uomini e scimpanzè condividevano il 99% del corredo genetico, a
suggerire che le differenze andavano cercate nelle regioni regolatorie.
Dalla analisi effettuata dal team della Duke University, che ha comparato le
sequenze regolatorie delle tre specie usando come punto di riferimento il
genoma del topo, è emerso che le sequenze non-codificanti in generale sono
evolute più rapidamente.

Le differenze più marcate sono risultate quelle delle regioni regolatorie,
in particolare quelle che sovraintendono alla suddivisione dei più complessi
carboidrati in semplici zuccheri più facilmente assimilabili dal metabolismo
umano. “I cambiamenti regolatori si sono adattati a circostanze variabili
senza cambiare la chimica essenziale del metabolismo” dice Wray.

Per proseguire nella loro analisi genomica delle regioni regolatorie,
Haygood e colleghi dovranno adattare alcuni strumenti statistici in modo da
affinare i risultati. Che, tuttavia, non potranno in alcun modo aiutare a
risolvere la questione su come e quando i nostri antenati comuni si sono
separati nell'albero della vita.

La complessità cellulare e funzionale può essere spiegata in gran parte,
secondo una ricerca della University of Toronto pubblicata su Genome
Biology, da come i geni, e ciò che producono, viene regolato. In
particolare, gli autori della ricerca hanno scoperto che l'espressione
genica è molto più regolata di quanto si pensasse, specie quella relativa al
sistema nervoso.

L'espressione genica, o “alternative splicing”, consente ad un singolo gene
di specificare diverse proteine processando le trascrizioni RNA, ovvero le
istruzioni per fare le proteine. “Abbiamo scoperto che un significativo
numero di geni”, dice il professor Benjamin Blencowe del Centre for Cellular
and Biomolecular Research (CCBR) della University of Toronto, “che operano
negli stessi processi sono regolati dall'espressione genica in modo
differente nei tessuti del sistema nervoso”. Secondo Blencowe, è
particolarmente interessante che molti di questi geni hanno importanti e
specifiche funzioni relative al sistema nervoso, come memoria e
apprendimento.

I dati generati dal gruppo guidato da Blencowe potrebbero fornire le basi
per comprendere i meccanismi molecolari che fanno funzionare i geni in modo
differente in diverse parti del corpo. Le nuove scoperte sono attribuibili
in parte alla potenza del nuovo strumento messo a punto da Blencowe con i
colleghi Brendan Frey, professore al Department of Electrical and Computer
Engineering, e Timothy Hughes, del CCBR, che contiene speciali microarrays,
o “chip genetici”, e algoritmi che consentono la misurazione simultanea di
migliaia di diverse espressioni geniche cellulari.

Applicando un metodo computazionale ai dati generati dal chip genetico, i
ricercatori hanno scoperto dunque che esiste una sorta di “codice
regolatorio” che controlla i percorsi dell'espressione genica nel cervello.
“Il numero di geni e di eventi regolatori coordinati coinvolti nella
specifica del tipo di caratteristiche relative a cellule e tessuti sembra
essere molto più esteso di quanto non si considerava finora”, ha concluso
Blencowe.

#11136 Da: <amadeux@...>
Data: Mar 28 Ago 2007 10:00 am
Oggetto: Liberi dal dubbio
amadeux@...
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Liberi dal dubbio

(del venerabile Ajahn Chah)

© Ass. Santacittarama, 2006. Tutti i diritti sono riservati.
SOLTANTO PER DISTRIBUZIONE GRATUITA.
Dal libro "Everything Is Teaching Us"
Traduzione di Chandra Livia Candiani.

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La tranquillità è stabilità; il flusso è saggezza.
Pratichiamo la meditazione per calmare la mente e renderla stabile;
allora, può fluire.

Stare o andare non è importante; importante è il nostro pensiero. Lavorate,
dunque, insieme, collaborate e vivete in armonia. Questo dovrebbe essere il
lascito da creare qui a Wat Pah Nanachat Bung Wai, il Monastero
internazionale della Foresta del distretto di Bung Wai. Non lasciate che
diventi Wat Pah Nanachat Wun Wai, il Monastero internazionale della Foresta
per la Confusione e il Disagio [Uno dei giochi di parole preferiti da Ajahn
Chah]. Chiunque venga a stare qui dovrebbe collaborare a creare questo
lascito.

Tutti vogliamo riuscirci, ma in qualche modo ancora non ce la facciamo; le
nostre capacità non sono abbastanza mature. Le nostre parami (perfezioni
spirituali) non sono perfette. E' come un frutto che sta ancora maturando
sull'albero. Non potete forzarlo a essere dolce, non è ancora maturo, è
piccolo e aspro, semplicemente perché non ha ancora finito di crescere. Non
potete costringerlo a essere più grosso, a essere dolce, a essere maturo,
dovete lasciarlo crescere secondo la sua natura. Col passare del tempo e il
mutare delle condizioni, le persone possono giungere alla maturità
spirituale. Col passare del tempo, il frutto crescerà, maturerà e si farà
dolce spontaneamente. Con questo atteggiamento, potete sentirvi a vostro
agio. Ma se siete impazienti e insoddisfatti, continuate a chiedere: "Perché
questo mango non è ancora dolce? Perché è aspro?" E' aspro perché non è
ancora maturo. Così è la natura del frutto.

Così sono le persone nel mondo. Mi viene in mente l'insegnamento del Buddha
sui quattro tipi di loto. Alcuni sono immersi nel fango, alcuni sono
cresciuti fuori dal fango, ma sono sott'acqua, altri sono sulla superficie
dell'acqua e altri ancora sono saliti fuori dall'acqua e sono sbocciati. Il
Buddha era capace di trasmettere i suoi insegnamenti a tanti esseri così
diversi perché capiva i differenti livelli del loro sviluppo spirituale.
Dovremmo pensarci e non sentirci angustiati per quel che accade qui.
Considerate voi stessi come qualcuno che vende una medicina. E' vostra
responsabilità pubblicizzarla e metterla a disposizione. Se qualcuno si
ammala, è probabile che venga e la compri. Allo stesso modo, se le qualità
spirituali delle persone maturano a sufficienza, un giorno probabilmente
svilupperanno la fede. Non è qualcosa a cui possiamo forzarli. Vedendola in
questo modo, ci sentiremo bene.

Vivere qui in questo monastero ha certo un senso profondo. Non è privo di
benefici. Cercate tutti di praticare insieme in armonia e amicizia. Quando
incontrate degli ostacoli o provate sofferenza, ricordate le virtù del
Buddha. Qual è la conoscenza realizzata dal Buddha? Cosa insegnò il Buddha?
Cosa rivela il Dhamma? Come pratica il Sangha? Ricordarsi costantemente
delle qualità dei Tre Gioielli procura un profondo beneficio.

Non è importante se siete tailandesi o venite da altri paesi. E' importante
vivere in armonia e lavorare insieme. Le persone vengono da tutto il mondo
per visitare questo monastero. Quando arrivano a Wat Pah Pong, li esorto a
stare qui, a visitare il monastero, a praticare. State creando un lascito. E
sembra che questo nutra la fede del popolo e lo allieti. Dunque, non
dimenticate voi stessi. Dovreste guidare le persone anziché esserne guidati.
Fate del vostro meglio per praticare bene e per stabilizzarvi saldamente, e
i buoni risultati arriveranno.

Avete ora dei dubbi sulla pratica che desiderate sciogliere?

Domanda: Quando la mente non pensa granché, ma è in uno stato buio e
appannato, dovremmo fare qualcosa per ravvivarla? O semplicemente sederci
con quello stato?

Ajahn Chah: Ti succede sempre o solo quando siedi in meditazione? Com'è
esattamente questa oscurità? E' mancanza di discernimento?

Domanda: Quando siedo in meditazione, non sono sonnolento, ma la mente è
offuscata, è come densa o opaca.

Ajahn Chah: Dunque, vorresti rendere la mente saggia, giusto? Cambia la
postura e fai moltissima meditazione camminata. Ecco cosa puoi fare. Cammina
per tre ore alla volta, finché ti senti veramente stanco.

Domanda: Faccio la meditazione camminata un paio di ore al giorno, e di
solito mentre la faccio, ci sono un sacco di pensieri. Ma quel che mi
preoccupa è questo stato di oscurità quando siedo. Devo solo cercare di
esserne consapevole o ci sono degli strumenti per contrastarlo?

Ajahn Chah: Penso che forse le tue posture non sono equilibrate. Quando
cammini, hai un sacco di pensieri. Dunque, dovresti fare molta
contemplazione discorsiva; allora la mente può ritirarsi dal pensiero. Non
ci resta bloccata. Ma non preoccuparti. Per ora, aumenta il tempo della
meditazione camminata. Concentrati su di essa. E se la mente divaga, falla
uscire allo scoperto e pratica una contemplazione, come per esempio
l'investigazione
del corpo. L'hai mai praticata con continuità anziché come riflessione
occasionale? Quando sperimenti questo stato ottenebrato, ne soffri?

Domanda: Mi sento frustrato a causa del mio stato mentale. Non sto
sviluppando né samadhi, né saggezza.

Ajahn Chah: Quando sei in questa condizione mentale, la sofferenza sorge a
causa della non conoscenza. C'è dubbio, come per esempio sul perché la mente
sia così. Il principio importante in meditazione è qualunque cosa accada, di
non dubitare. Il dubbio non fa che accrescere la sofferenza. Se la mente è
chiara e sveglia, non dubitarne. Continua a praticare diligentemente senza
lasciarti prendere da reazioni a quello stato. Prendi nota e sii consapevole
del tuo stato mentale, e non avere dubbi. E' solo così com'è. Quando nutri
dei dubbi e cominci ad aggrapparti a essi e a dargli significato, allora
arriva l'oscurità.

Quando pratichi, questi stati sono solo situazioni che incontri durante il
percorso. Non hai bisogno di nutrire dei dubbi. Notali con consapevolezza e
continua a lasciar andare. C'è sonnolenza? La tua seduta tende di più alla
sonnolenza o a uno stato di veglia?

(Nessuna risposta)

Forse è più difficile ritornare alla consapevolezza se eri immerso nella
sonnolenza! Se ti succede, medita con gli occhi aperti. Non chiuderli.
Piuttosto, focalizza lo sguardo su un punto, come la fiamma di una candela.
Non chiudere gli occhi! Ecco un modo per evitare l'ostacolo
dell'assopimento.

Quando siedi, puoi chiudere gli occhi di tanto in tanto e se la mente è
chiara, priva di torpore, puoi continuare a sedere con gli occhi chiusi. Se
è appannata e sonnolenta, apri gli occhi e focalizzati su un punto. E'
simile alla meditazione coi kasina. In questo modo, rendi la mente sveglia e
tranquilla. La mente sonnolenta non è tranquilla; è oscurata
dall'impedimento
ed è nel buio.

Bisognerebbe dire qualcosa anche del sonno. Semplicemente, non si può andare
avanti senza dormire. E' la natura del corpo. Se stai meditando e ti
sopraffa una sonnolenza intollerabile, estrema, allora dormi. Questo è un
modo di domare l'impedimento quando ti sopraffa.

Altrimenti, continua a praticare, con gli occhi aperti, se hai questa
tendenza alla sonnolenza. Dopo un po', chiudi gli occhi e verifica il tuo
stato mentale. Se c'è chiarezza, puoi praticare con gli occhi chiusi. Poi,
dopo un po', fai una pausa. Ci sono persone che lottano continuamente contro
il sonno. Si costringono a non dormire, e il risultato è che quando siedono
sono trascinati dal sonno e non fanno che crollare, sedendo in uno stato
inconsapevole.

Domanda: Ci si può concentrare sulla punta del naso?

Ajahn Chah: Va bene. Qualunque cosa ti si confà, con qualunque cosa tu ti
senta a tuo agio e ti aiuti a fissare la mente, a focalizzarti, va bene.

Le cose stanno così: se ci attacchiamo agli ideali, e prendiamo le
istruzioni che ci vengono date troppo alla lettera, può diventare difficile
comprendere. Quando facciamo una meditazione di base, come per esempio la
consapevolezza del respiro, prima di tutto dovremmo essere determinati a
fare ora questa pratica, e a fare della consapevolezza del respiro il nostro
fondamento. Ci focalizziamo sul respiro in tre punti, quando passa dalle
narici, nel torace e nell'addome. Quando l'aria entra, prima di tutto, passa
dal naso, poi nel torace, poi, come punto finale, nell'addome. Nel lasciare
il corpo, il punto iniziale è l'addome, quello mediano il torace e finale il
naso. Semplicemente, lo notiamo. Questo è un modo per cominciare a
controllare la mente, ponendo la consapevolezza su questi punti all'inizio,
in mezzo e alla fine delle ispirazioni e delle espirazioni.

Prima d'iniziare, dovremmo sederci e lasciare che la mente si rilassi. E'
come cucire a macchina dei vestiti. Quando stiamo imparando a usare la
macchina, ci sediamo davanti a essa per conoscerla e metterci a nostro agio.
In questo caso, ci sediamo e respiriamo. Senza fissare la consapevolezza su
niente in particolare, semplicemente prendiamo nota che stiamo respirando.
Notiamo se il respiro è rilassato o no e se è lungo o corto. Dopo averlo
notato, cominciamo a focalizzarci sull'inspirazione e l'espirazione nei tre
punti.

Pratichiamo così finché diventiamo abili e l'esperienza scorre in modo
facile. Lo stadio successivo consiste nel focalizzare la consapevolezza solo
sulla sensazione del respiro sulla punta del naso o sul labbro superiore. A
questo punto, non ci interessa se il respiro sia lungo o corto, ci limitiamo
a focalizzarci sulla sensazione del suo entrare e uscire.

Fenomeni diversi possono entrare in contatto coi sensi o possono sorgere dei
pensieri. Lo chiamiamo pensiero iniziale (vitakka). Nella mente emerge
un'idea,
riguardo la natura dei fenomeni composti (sankhara), riguardo al mondo o a
qualsiasi altra cosa. Una volta che la mente ha fatto sorgere un pensiero,
vorrà restarne coinvolta e fondersi con esso. Se è un oggetto salutare,
lascia che la mente lo faccia emergere. Se non è salutare, interrompilo
immediatamente. Se è salutare, lascia che la mente lo contempli, e
nasceranno contentezza, soddisfazione e felicità. La mente sarà luminosa e
chiara; mentre il respiro entra ed esce e la mente fa sorgere questi
pensieri iniziali. Poi, diventa pensiero discorsivo (vicara). La mente
sviluppa familiarità con l'oggetto, esercitandosi e fondendosi con esso. A
questo punto, non c'è sonnolenza.

Dopo un intervallo di tempo appropriato dedicato a questo, riporta
l'attenzione
al respiro. Mentre continui così, nascerà il pensiero iniziale e poi quello
discorsivo. Se contempli in modo appropriato un oggetto, come la natura dei
sankhara, la mente sperimenterà una tranquillità più profonda e nascerà il
rapimento. C'è vitakka e vicara e questo conduce alla felicità della mente.
Non ci sarà né annebbiamento, né sonnolenza. Se si pratica così, la mente
non sarà buia. Sarà lieta ed estatica.
Questo rapimento, dopo un po', comincerà a diminuire e a svanire, dunque
puoi far di nuovo emergere il pensiero iniziale. La mente diventerà ferma e
salda con esso, priva di distrazioni. Poi, torna di nuovo al pensiero
discorsivo, in modo che la mente diventi una con esso. Quando pratichi una
meditazione che si confà al tuo temperamento e la pratichi bene, allora ogni
volta che fai emergere l'oggetto, sorge il rapimento: i peli del corpo si
drizzano e la mente è estatica e soddisfatta.
Quand'è così, non può esserci ottundimento o sonnolenza. Non avrai alcun
dubbio. Avanti e indietro tra il pensiero iniziale e quello discorsivo,
iniziale e discorsivo, ancora e ancora, e sorge il rapimento. Allora, nasce
sukha (la beatitudine).

Questo accade nella pratica seduta. Dopo esserti seduto per un po', puoi
alzarti e fare meditazione camminata. La mente può restare uguale nella
camminata. Non è sonnolenta, ha vitakka e vicara, vitakka e vicara, e poi il
rapimento. Non ci sarà nessuno dei nivarana e la mente sarà pura. [I
nivarana sono i cinque ostacoli: desiderio, rabbia, irrequietezza e
agitazione, indolenza e torpore, dubbio.] Qualunque cosa accada, non
preoccuparti; non hai bisogno di dubitare di alcuna esperienza, che sia di
luce, di beatitudine o qualsiasi altra cosa.

Non nutrire dubbi su queste condizioni della mente. Se la mente è buia, se è
luminosa, non fissarti su queste condizioni, non attaccarti a esse. Lascia
andare, lasciale da parte. Continua a camminare, continua a notare cosa sta
succedendo, senza restarne intrappolato o infatuato. Non soffrire di queste
condizioni della mente. Non nutrire dubbi a questo riguardo. Sono solo quel
che sono, seguono il corso dei fenomeni mentali. Certe volte, la mente sarà
gioiosa. Certe volte triste. Ci può essere felicità o sofferenza; ci può
essere impedimento. Anziché dubitare, comprendi che le condizioni della
mente sono così; qualunque cosa si manifesti, sta sorgendo perché le cause
sono maturate. In questo momento, si manifesta questa condizione; è questo
che dovresti riconoscere. Anche se la mente è oscura, non dovresti esserne
turbato. Se diventa limpida, non rallegrartene troppo. Non dubitare di
queste condizioni della mente, o delle tue reazioni a esse.

Fai la meditazione camminata finché non sei veramente stanco, poi siediti.
Quando siedi, determina la mente a sedersi, non divagare. Se ti senti
sonnolento, apri gli occhi e concentrati su qualche oggetto. Cammina finché
la mente non si separa dai pensieri e si fa silenziosa, allora siediti. Se
ti senti chiaro e sveglio, puoi chiudere gli occhi. Se torna di nuovo la
sonnolenza, apri gli occhi e osserva un oggetto.

Non cercare di farlo per tutto il giorno e tutta la notte. Quando hai
bisogno di dormire, dormi. Come col cibo: una volta al giorno, mangiamo.
Arriva il momento e diamo cibo al corpo. Il bisogno di sonno è uguale.
Quand'è
il momento, riposa. Quando hai riposato a sufficienza, alzati. Non lasciare
che la mente languisca nell'annebbiamento, ma alzati e mettiti al lavoro,
comincia a praticare. Fai moltissima meditazione camminata. Se cammini
adagio e la mente diventa torpida, cammina veloce. Impara a trovare il passo
giusto per te.

Domanda: Vitakka e vicara sono la stessa cosa?

Ajahn Chah: Sei seduto e all'improvviso il pensiero di qualcuno ti balza in
mente, questo è vitakka, il pensiero iniziale. Poi, prendi il pensiero di
quella persona e cominci a pensarci dettagliatamente. Vitakka lo prende,
vicara lo investiga. Per esempio, afferriamo l'idea della morte e poi
cominciamo a considerarla: "Io morirò, gli altri moriranno, ogni essere
vivente morirà; quando moriranno, dove andranno.?" Poi fermati! Fermati e
riporta indietro il pensiero. Quando comincia a correre, fermalo di nuovo; e
torna alla consapevolezza del respiro. Certe volte, il pensiero discorsivo
vagabonderà senza far ritorno, allora devi fermarlo. Fallo, finché la mente
non è limpida e chiara.

Se pratichi vicara con un oggetto che ti si confà, i peli del corpo
potrebbero rizzarsi, gli occhi lacrimare, potrebbe nascere uno stato di
estremo piacere, e molte altre cose mentre sorge il rapimento.

Domanda: Questo può accadere con qualsiasi tipo di pensiero o succede solo
in uno stato di tranquillità?

Ajahn Chah: Accade quando la mente è tranquilla. Non è la comune
proliferazione mentale. Siedi con la mente calma e arriva il pensiero
iniziale. Per esempio, penso a mio fratello che è appena morto. O penso ad
altri parenti. Questo succede quando la mente è tranquilla, la tranquillità
non è qualcosa di stabile, ma per il momento la mente è tranquilla. Dopo che
è sorto questo pensiero iniziale, entro in quello discorsivo. Se è una fila
di pensieri appropriata e salutare, porta ad agio della mente e felicità e
c'è
rapimento con le esperienze che lo accompagnano. Il rapimento proviene dal
pensiero iniziale e discorsivo che hanno luogo in uno stato di calma. Non
abbiamo bisogno di dargli nomi, come primo jhana, secondo jhana, e così via.
La chiamiamo semplicemente tranquillità.

#11135 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mar 28 Ago 2007 10:01 am
Oggetto: Aggiungere
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di Deng Ming-Dao

(da "Il Tao della vita quotidiana")



La gente non si stanca mai di essere complicata. Se
una cosa è buona, due saranno meglio. Se una lieve
lucentezza è bella, una doratura sarà ancora meglio.
Quando si stancheranno di interferire?

Lasciata al suo corso naturale, la vita procederà nel
modo giusto. Le persone riescono solo a peggiorare le
cose quando interferiscono. Quando si sentono bene,
vogliono sentirsi meglio. Se sono ricche, vogliono
diventare più ricche. Se viaggiano a una certa
velocità, vogliono correre ancora di più. Solo una
rara saggezza permette di capire che, se ci sentiamo
in un certo modo, in un certo periodo, è giusto che
sia così.

È raro incontrare quella forma di
sensibilità che consiste nell'accontentasi del
benessere che si possiede. E una mente insolita quella
di chi sa accettare la velocità alla quale sta
correndo in quel momento.

Prima o poi, se ci provate, sentirete il Tao. Quando
accadrà, lasciate che venga dentro di voi così com'è.

Non tentate di renderlo migliore. Non tentate di
aggrapparvi a esso. Non tentate di aggiungere nulla a
questa esperienza. Il Tao verrà da voi e voi non
dovrete fare altro che accettarlo. Non tentate di
aggiungere qualcosa dove non c'è bisogno di nulla.

#11134 Da: <amadeusoft@...>
Data: Lun 27 Ago 2007 8:57 am
Oggetto: L'intuizione creatrice
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L'intuizione creatrice

di Rodolfo Signifredi

L'intuizione creatrice. Far tacere la vecchia mente per far parlare la
nuova coscienza

(di Rodolfo Signifredi)


Più i tempi si fanno cupi e più si vede chiara una luce in fondo al tunnel.
I segnali di un cambiamento in meglio arrivano da molte parti e non solo dai
profeti dell'antichità che lo avevano indicato con sorprendente convergenza.
A supporto delle varie dottrine esoteriche, che  parlano di una
supercoscienza destinata a sorgere sulle ceneri degli uomini zombi di questo
nostro mondo civilizzato, ci sono le relazioni scientifiche dei
neurofisiologi.

L'abitante del terzo millennio riuscirà ad armonizzare i suoi tre cervelli,
del rettile, del mammifero e dell'uomo, attraverso lo sviluppo di una
supercorteccia luminosa. Lo ha ipotizzato Régis Dutheil nel suo "L'homme
superlumineux" avanzando l'ipotesi che la nuova coscienza potrebbe essere
costituita di un "materiale" superluminoso, le cui particelle sono più
veloci della luce. Ciò spiegherebbe fenomeni come la premonizione o le
esperienze ai confini con la morte.

Ma chi dirige questo lavoro dentro di noi? Una supercoscienza in grado di
coordinare i tre livelli di coscienza che ci caratterizzano oggi e che sono
la coscienza di veglia, quella di sogno e quella di sonno profondo,
corrispondenti ai nostri attuali tre cervelli. Come si sviluppa questa
supercoscienza? Mettendo a tacere, quando è il momento, le nostre varie
personalità contrastanti che nascono da questi tre livelli, caratterizzati
dall'inconsapevolezza.

Gran parte della nostra vita mentale si svolge, infatti, a livello
inconsapevole, in uno stato di sonnambulismo. C'è anche una consapevolezza
ordinaria, però è un livello momentaneo, limitato all'apprendimento o a
situazioni di emergenza. Dopo questi brevi momenti subentra di nuovo
l'abitudine,
l'automatismo, l'inconsapevolezza; e lo stato mentale passivo che ne prende
il posto impoverisce la nostra vita e la mette in pericolo.

Consapevolezza vera vuol dire, invece, controllo della propria vita,
creatività, capacità di inventare soluzioni nuove e trasformare le
difficoltà in opportunità. Consapevolezza, inoltre, è saper attingere alle
risorse segrete della mente e del corpo per combattere la tendenza a
regredire verso la vecchiaia e la malattia. Sono soltanto alcuni dei
vantaggi che dà questo stato.

È' importante, quindi, imparare come e perché si sviluppa l'inconsapevolezza
e come, viceversa, si può diventare più consapevoli e attenti al presente in
molti aspetti della nostra vita. Passare dalla senescenza, appunto, alla
creatività, dal lavoro alla salute. La riflessione sulla consapevolezza e
sulla inconsapevolezza può modificare le nostre opinioni sul mondo e rendere
più facile l'affrontare i rischi o guardare con favore ai cambiamenti.


DAL CERVELLO RETTILE ALLA SUPERCORTECCIA

In questa "nuova era" stiamo assistendo all'emersione di un modo nuovo ed
efficace di concepire l'uomo e la sua realtà. La scienza ha già dimostrato
che la creazione è un atto continuo; il creato è un fluire ininterrotto di
energia cosmica e le variazioni di questo flusso si manifestano come
materia, come esseri, come sentimenti. E noi stessi interferiamo in questa
creazione del mondo.

L'osservatore modifica ciò che va osservando. E' un principio della fisica
quantica, per il quale siamo noi i responsabili di ciò che avviene nel mondo
attraverso l'emissione dei nostri pensieri. Perché i pensieri sono energia e
questa energia viaggia più veloce della luce. Siamo abituati a credere che
quanto proviamo dentro di noi sia causato da ciò che ci accade, mentre la
nuova visione dell'uomo ci dice che tutto ciò che ci accade è causato o
modificato dal nostro modo di pensare. Cioé, la nostra contentezza o
scontentezza non dipende dagli avvenimenti esterni o dalle persone che vi
prendono parte, ma dal nostro atteggiamento verso di loro.

E' questo modo di pensare che determina come gira e come vediamo girare il
mondo; uno stesso avvenimento può essere giudicato buono o cattivo secondo
il punto di vista da cui lo si guarda, modificandone al tempo stesso
l'andamento. Oggi, però, stiamo imparando ad usare l'energia della mente, a
filtrare e dirigere i nostri pensieri; cosa che nessuno ci aveva mai
insegnato prima.

Sappiamo usare il computer ma non siamo capaci di controllare la nostra
mente. Ci hanno aiutato a camminare, a parlare, a scrivere, a conquistarci
una posizione, a farci una famiglia, ad avere successo. Ma nessuno ci ha
saputo dire che tutto ciò che viviamo e sperimentiamo passa solo attraverso
la nostra mente.


E IL CORPO SI MISE A PENSARE

E' importante che l'uomo del terzo millennio, che sta unendo oriente e
occidente, abbia già cominciato a coltivare questa supercoscienza mediante
una più reale consapevolezza della propria presenza nel mondo, a partire
dalla dimensione corporea. Nel corpo, infatti, ci sono numerose cellule
sensoriali di cui non prendiamo mai coscienza, ma che sono rappresentate nel
cervello allo stato latente. Sono le cellule superluminose di cui parlava
Dutheil. E' questo collegamento che dobbiamo ristabilire con la zona delle
operazioni coscienti.

La consapevolezza di tutto il corpo simultaneamente presente in ogni sua
parte nel nostro schema mentale, è la coscienza che si diffonde ovunque in
noi stessi, dal tronco alle varie membra, dai muscoli fino alle cellule. E
questa coscienza diffusa mette in risonanza ogni parte con l'attività
mentale, arricchendo e ravvivando l'immagine di noi stessi raffigurata nella
corteccia. Tutto il corpo entra in vibrazione mentale, tutto il corpo pensa,
tutto il corpo vive consapevolmente.

Questo apporto di intelligenza alla estrema periferia del nostro corpo
risveglia l'intelligenza latente delle nostre cellule periferiche; e la
vitalità corporea, stimolata e raccolta in ogni singola cellula, va ad
accrescere la vitalità mentale. E' la mente che si fa corpo ed il corpo che
si fa mente. Ma a un livello supercosciente.

Importante e riflessivo, questo procedimento di scambio creativo-energetico
può avvenire anche tra noi e le cose. L'osservazione ricettiva di immagini,
colori, forme, ci arricchisce delle loro vibrazioni, mentre noi
contraccambiamo caricando di coscienza gli oggetti che si osservano.

Tutti i pensieri si ripercuotono nel corpo, non solo sulla respirazione, ma
anche sui muscoli e sulla pelle. E, all'inverso, tutte le tensioni muscolari
che abbiamo in atto, stimolano ricordi specifici; tutte le ipersensibilità
cutanee apportano ricordi ed associazioni di idee. E' per questo che la
decontrazione muscolare profonda e la pace mentale vanno di pari passo. Non
si possono ottenere separatamente.


LA SENSAZIONE CI RICOLLEGA ALLA NATURA

L'uomo non è vittima solo dell'ambiente, ma anche dei suoi sensi. E'
attraverso i sensi che l'uomo ha la conoscenza di ciò che lo circonda, e
l'interpretazione
che gliene offre il suo cervello è l'immagine che egli ha del mondo esterno.
Chi ha il potere di modellare a suo piacimento questa composizione mentale,
può diventare padrone del suo "mondo".

Quando i sensi sono scossi e frastornati anche l'elaborazione cerebrale è
falsata. I numerosi ostacoli e le resistenze mentali che ci bloccano nella
nostra vita quotidiana possono venire più facilmente superati attraverso un
corretto uso dei sensi. Uno dei primi passi per riparare la divisione che si
è verificata tra l'uomo e la natura, è infatti la sensorialità cosciente,
cioè le sensazioni ricevute consapevolmente.

Possiamo farne l'esperienza diretta ogni volta che, posando le piante dei
piedi bene a piatto sul suolo, mettiamo tutto noi stessi nella percezione di
questo contatto. Per poco che ci impegniamo in ciò, saremo sorpresi della
intensità di questo momento presente.

Il nostro universo sensibile è a predominanza visiva, seguita da quella
auditiva; cioè, applichiamo prevalentemente la vista e l'udito, i due sensi
più "intellettuali", quelli attraverso i quali si forma il linguaggio, la
comunicazione corrente. Oggi ci si esprime solo in modo audiovisivo. Non
sappiamo più toccare, fiutare, gustare. Siamo stati educati a studiare la
natura ma non a vivere la natura stessa. E immergersi nelle cose è ben
diverso dal vedere come sono fatte.


COSCIENZA INTELLETTUALE E COSCIENZA FISICA

Molti di coloro che sono abituati al pensiero hanno soprattutto una
coscienza intellettuale. Essi pensano di essere molto coscienti, ma questa
loro coscienza è stretta, limitata ai loro pensieri, alle loro immagini.
Essi sanno comunicare più facilmente i loro pensieri, ma hanno molte
difficoltà a sapere ciò che rappresentano e ad esprimerli. Parlano delle
loro emozioni, ma non le sentono. Essi sono coscienti solo dell'idea
dell'emozione.

Si può dire che questi non vivono la loro vita, ma che la pensano. Vivono
solo nella loro testa. Alla facilità di pensare si contrappone una
difficoltà nel sentire. La coscienza del corpo si colloca al polo opposto di
quella intellettuale. E' la caratteristica dei fanciulli. C'è una grande
differenza tra l'essere coscienti del proprio corpo ed avere coscienza del
proprio corpo. Si può essere coscienti del corpo solo con una coscienza
intellettuale. Il corpo, in questo caso, è considerato come uno strumento
dell'io e non come il vero Sé.

La coscienza fisica occupa una posizione intermedia fra la coscienza
intellettuale e l'inconscio, mentre la coscienza intellettuale non ha un
legame diretto con l'inconscio. L'inconscio è quell'aspetto del nostro
funzionamento fisico che noi non percepiamo o non possiamo percepire.
Perciò, allargando la coscienza verso il basso, verso il centro vitale ci si
avvicina all'inconscio. Lo scopo non è di rendere conscio l'inconscio, ma di
rendercelo più familiare. L"inconscio è la nostra forza, il conscio è il
nostro orgoglio" è stato detto. Ma il superconscio sarà la nostra gloria.


ALLARGARE IL CAMPO DI COSCIENZA

Esiste uno stretto legame tra la coscienza e l'attenzione, perché più noi
facciamo attenzione a qualche cosa e più ne siamo coscienti. L'attenzione
che noi prestiamo ai nostri vari centri psicofisici, ed in primo luogo al
centro di gravità sul quale tutti gli altri si reggono stabilmente quando
l'individuo
è perfettamente equilibrato, ci dà una chiara coscienza del nostro intero
essere.

Infatti, questa attenzione posata sui vari centri li ravviva, li tonifica,
li stimola; e poiché essi rappresentano le parti più essenziali e vitali
della persona, intesa nella sua globalità, ecco che l'attenzione li mette in
maggior relazione tra loro ricostruendo nella nostra mappa mentale
l'individuo
completo. E preparando il livello supercosciente.

L'attenzione, quindi, genera coscienza. Ma se consideriamo l'attenzione come
una funzione e non come uno stato, ci si spiega perché è possibile essere
coscienti di qualcosa oppure di non esserne coscienti; allo stesso modo come
si può guardare o non guardare, ascoltare o non ascoltare. L'attenzione, che
è radice della coscienza, è infatti una facoltà che siamo liberi di usare o
non usare. La coscienza, quindi, è l'attitudine ad essere coscienti.

Spostare l'attenzione da una cosa all'altra non allarga la coscienza, perché
mentre si vede una cosa nuova non si può vedere quella vecchia. L'attenzione
cosciente è come un proiettore che illumina una zona ma, nello stesso tempo,
mette in ombra il resto. Tuttavia, la mobilità della luce, cioè della
attenzione, è uno degli aspetti della coscienza. Chi può spostare il suo
sguardo su più cose ha una coscienza meno limitata di chi lo fissa invece su
un solo aspetto.

Ma non c'è solo la mobilità; l'intensità e la qualità di coscienza sono
ancora più importanti. La coscienza si rafforza esercitando, come si è detto
prima, gli organi di senso, cioè gli strumenti dell'attenzione. Come una
luce vivida rivela più cose di una luce debole, così la coscienza si ravviva
con una migliore attitudine sensoriale. C'è l'attitudine ad allargare o
restringere il campo di percezione, ad essere capace di spostarsi
liberamente dalle percezioni esteriori a quelle interne.

La coscienza del corpo è il livello di coscienza più profondo e più esteso;
ed è a questo livello che noi sentiamo la nostra identificazione con la
natura, il cosmo, la vita. Più la coscienza sale verso livelli
intellettuali, meno essa si allarga, perché acutizza le sue capacità di
analisi. Mentre quando si approfondisce e scende verso i sentimenti, le
sensazioni ed i processi fisiologici che li generano, essa si allarga e
diventa cosmica.

E tutto questo senza coinvolgere l'intelletto, la razionalità. Anzi,
mettendo a tacere la nostra "vecchia mente" abituata a spaziare in lungo e
in largo nel chiacchierio dei pensieri che si susseguono ripetitivi e
inutili. É' quello che ci richiedono le varie discipline orientali. "Vendi
l'intelletto
e acquista l'intuizione" dice un maestro di zen.

Il sonno della ragione genera mostri, ma anche l'insonnia della ragione può
crearne altrettanti. Quella che ci viene proposta è, invece, soltanto una
sospensione. Quando la nostra piccola mente si ferma incantata di fronte al
proprio spettacolo.  Benvenuti nella quarta dimensione.

#11133 Da: <amadeus@...>
Data: Lun 27 Ago 2007 8:52 am
Oggetto: Italia, allarme fuga capitali
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Italia, allarme fuga capitali

Data articolo: agosto 2007

Fonte: Corriere della Sera

Gdf: capitali all'estero, evasi 5,6 miliardi. Le Fiamme Gialle: tanti i
soldi sottratti al Fisco dal 2005 al 2007 da false residenze all'estero di
persone e società.

Gli italiani continuano a portare i soldi all'estero. Più o meno legalmente.
La Guardia di finanza ha infatti individuato 5,6 miliardi di euro di
imponibile sottratto al fisco nel corso di controlli sull'evasione fiscale
internazionale.

CAPITALI IN FUGA

In particolare l'attività di vigilanza delle Fiamme Gialle sui redditi in
fuga oltre confine tra il 2005 e il 2007 hanno messo in luce che il 25% di
tale cifra, pari a 1,4 miliardi di euro, riguarda localizzazioni artificiose
all'estero della residenza fiscale, per lo più da parte di società di
capitali. Non sono mancate, tuttavia, le contestazioni nei confronti di
persone fisiche impegnate in svariati ambiti professionali e risultate solo
formalmente residenti in Paesi a fiscalità privilegiata.

Oltre 4,2 miliardi di euro sono invece attribuibili a stabili organizzazioni
di società estere operanti in Italia, per la maggior parte attive nel
settore del commercio di beni a largo consumo quali il materiale di
cancelleria e per l'ufficio, i prodotti audiovisivi ad elevato contenuto
tecnologico, le attrezzature per lo sport e il tempo libero.

Tra i comportamenti più frequenti riscontrati dalla Guardia di Finanza
quella di persone fisiche e giuridiche nazionali che, per sottrarre al
prelievo erariale i redditi prodotti o i compensi percepiti, simulano il
trasferimento della propria residenza fiscale in Paesi esteri, ma anche
attività imprenditoriali svolte in Italia da società estere, attraverso
strutture organizzate, la cui esistenza viene però totalmente nascosta
all'amministrazione finanziaria.

#11132 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Lun 27 Ago 2007 8:50 am
Oggetto: DNA come un'antenna biologica
amadeux@...
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DNA come un'antenna biologica

di: Paolo Manzelli/University of Florence

Nell'Era post Genomica, si è compreso che il DNA “non” può avere solo la
funzione di codificazione della espressione proteica poiché per tale
attività è sufficiente appena il 2% della intera successione di nucleotidi.
Inoltre è necessario il controllo delle sincronia temporale tra la
produzione proteica e le esigenze metaboliche della cellula.

In seguito a ciò la genomica classica, per la quale il Dogma Centrale della
Biologia è stato ritenuto valido, è ormai un BLACK BOX, nel quale avvengono
eventi dinamici di ricomposizione e ristrutturazione del DNA, che mettono in
evidenza la necessita di capire quale sia la complementare funzione del DNA
in relazione al controllo temporale dei complessi processi biochimici del
metabolismo cellulare.

Al Seminario di Studi dell OPEN-NETWORK for NEW Science dello scorso 13 NOV
2006 a Firenze, si è presentata la proposta di realizzare una Ricerca da
presentare nell'ambito del Programma Europeo FOOD- AGRICULTURE &
BIOTECNOLOGY, indirizzata a comprendere che il DNA può essere caratterizzato
come una ANTENNA-BIOLOGICA per la Trasmissione Trasduzione e Ricezione di
segnali di frequenze biologiche a distanza al fine di effettuare un
coordinamento dei segnali di informazione biologica che danno vita al
sistema vivente. L'idea sviluppata nell'ambito dell'Open Network for New
Science è stata quindi quella di esplorare come il DNA si comporti come una
Antenna Rice-Trasmittente di segnali BIO-Fononici.

Sappiamo che il DNA oscilla tra un comportamento bio-elettrico statico, che
corrisponde ad un carattere isolante di un bio-polimero, mentre quanto viene
aperto per la traduzione dei codici genetici, il DNA, proprio a causa della
rottura dei legami ad idrogeno (LEG-H), modifica il suo carattere di
conducibilità bio-elettrica in quello di un semiconduttore. Infatti le varie
possibili conformazioni del DNA (A,B,Z), permettono di variare la apertura
dei canali laterali che hanno la capacita di fare da guida ad emissioni
direzionali di fononi.

Le aperture e chiusure ed ogni altra forma di rimodellamento della struttura
del DNA, permettono quindi alla doppia catena polinucleotidica (cioè al
DNA-denaturato per la Rottura dei LEG-H) di comportarsi come una “duplice
guida” riconfigurabile di segnali vibrazionali (Fononi), in modo tale che il
DNA-ANTENNA, possa regolare a distanza le attività di centri di reazione
risonanti emettendo impulsi modulati dal codice genetico.

La trasmissione di dati Fononici avviene quando i Legami ad H vengono rotti,
sia tra le basi A-T (contenenti un Doppio LEG-H), che tra le basi C-G
(tenute assieme da un Triplo LEG.H). Inoltre dato che la concentrazione
A-T//C-G varia lungo il DNA, il segnale emesso viene modulato in modo
differente a seconda delle differenti zone di apertura e chiusura del DNA.
Quando il DNA si apre, come se fosse una chiusura lampo, le due eliche si
polarizzano (generando Bipolaroni) i quali, interagendo con i fononi (quanti
vibrazionali), né provocano una eccitazione, amplificano così la potenza di
trasmissione fononica a distanza del DNA-ANTENNA.

I ricettori della trasmissione di segnali generati dal programma genetico,
sono i siti di riconoscimento e controllo che sono attivi del RNA, Enzimi e
Proteine, quali elementi della co-evoluzione molecolare, che reagendo alla
eccitazione fononica, possono accendersi o spegnersi agendo in guisa di
interruttori molecolari. Viceversa il DNA-Antenna può essere considerato un
sistema ricevente quando si richiude (Anniling). Pertanto il Progetto
DNA-ANTENNA si occuperà del controllo a Distanza della espressione genetica
mediante bio-fononi nell'ambito della Trascrittomica ed inoltre della
analisi di interazioni proteina-DNA nel quadro della Proteomica.

Il fatto che il DNA funzioni come antenna ricevente e stato recentemente
dimostrato mediante esperimenti di controllo remoto di apertura della doppia
elica realizzati dal Centro BITS & ATOMS del MIT Media Lab. L'esperimento
“Remote Electronic Controll of DNA”, consiste nell'accoppiare per induzione
elettromagnetica il DNA ad una nano-antenna di metallo la quale viene
investita da Radio Frequenze, l'antenna di metallo per induzione provoca la
apertura del DNA nei suoi due filamenti in modo relativamente veloce, quindi
tolta la emissione di Radio frequenze le due eliche del DNA si ricompongono
rigenerando i LEG-H. Quanto sopra è una prima conferma della Ipotesi Teorica
della FUNZIONE del DNA come ANTENNA BIOLOGICA che sarà alla base di un
progetto di Ricerca Europeo, e coinvolgerà studi di Fast-Spettroscopy nelle
varie tipologie applicabili alla replicazione del DNA. Infatti la vecchia
idea di una replicazione esatta e veloce del DNA non e corretta; pertanto
una dinamica di replicazione ulteriormente rallentata rende possibile la
attuazione di varie tipologie di analisi della replicazione tramite le quali
sarà possibile confermare l'ipotesi teorica proposta da questa breve
riflessione.

Infine sapendo che la regolazione trascrizionale è la espressione proteica
indubbiamente gioca un ruolo cruciale nel controllo dei processi di sviluppo
vegetali utili per migliorare la alimentazione e di molti altri caratteri di
interesse agronomico, riteniamo che la Ricerca sul DNA-ANTENNA potrà
successivamente essere utile per Migliorare gli Studi di “Nutrigenonica”
nonché per modificare lo sviluppo delle BIOTECNOLOGIE, ponendo speciale
attenzione al Settore Alimentare, così da aprire una nuova prospettiva di
sviluppo bio-tecnologico, tendente al un superamento ed al miglioramento
delle attuali modalità di Produzione degli O.G.M., per dare sviluppo
produttivo agli Organismi Geneticamente Avanzati (O.B.A).

In tal modo il Progetto DNA-ANTENNA vuol rispondere alla esigenza Europea di
Costruire una società basata sulle conoscenze innovative di bio-economia,
quale fondamento della strategia di Programmazione di: FOOD AGRICULTURE &
BIOTECNOLOGY del 7° PQ (2007-2013).

Data articolo: agosto 2007

Per ulteriori informazioni:

Paolo Manzelli
Director of LRE/EGO-CreaNet-“VIA” – University of Florence
Via Della Lastruccia 3 (room: 334) – 50019 SESTO F.no FIRENZE – Italy
Phone: +39/055-4573135
Fax: +39/055-4573077
Mobil +39 335-6760004
E-mail: LRE@...
E-mail: manzelli@...

Università degli Studi di Firenze
EGOCreaNET
Convegno Inn-Ovation New Consumer Science
ERA POST GENOMICA
Organismi Biologicamente Avanzati

#11131 Da: <posta@...>
Data: Lun 27 Ago 2007 8:49 am
Oggetto: Il Signoraggio
posta@...
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Il Signoraggio

da disinformazione.it

Sulla rete sono in corso numerosissimi dibattiti sul signoraggio; purtroppo
prevale la logica del muro contro muro, anche fra persone sicuramente "oneste e
disinteressate".
Risulta evidente la presenza di due paradigmi inconciliabili fra loro:
1)     è inammissibile che il proprietario di un bene si indebiti per averlo
(coloro che sostengono l'esigenza della vera sovranità pubblica della moneta);
2)     è inammissibile che venga creato del denaro libero da debito; se venisse
violato questo principio l'inflazione non sarebbe controllabile, ecc. (la scuola
austriaca, il mondo finanziario, quello accademico e quello politico).
Con questi paradigmi opposti era veramente difficile comprendersi.
Leggendo questo intervento si riescono finalmente a comprendere le ragioni di
chi la pensa diversamente, pur rimanendo dell'idea che il secondo paradigma non
sia dimostrato, in quanto negli USA di Lincoln l'inflazione non c'era e
nell'isola di Guernsey non c'è.

Il Signoraggio
Lino Rossi - 24 agosto ´07

Esistono due tipi di persone:
1) quelli che riscontrando una determinata "stortura" cercano di risolverla
con i mezzi che hanno;
2) quelli che per svariati motivi negano l´esistenza stessa della medesima
oppure la difendono a spada tratta.

La spaventosa ed evidentissima truffa che in altri paesi ha assunto il nome di
"rete del debito" (http://www.webofdebt.com/) o "spirale del debito", in
Italia viene sinteticamente individuata con "signoraggio".
Le persone tipo 2), una parte delle quali avrebbe il bagaglio culturale e
l'obbligo (perchè stipendiati dallo Stato - alludo ovviamente ai professori
universitari di macroeconomia) di individuare tutti i giusti cavilli tecnici e
la terminologia più appropriata per evidenziare al meglio la stortura, si
affannano, non tanto a cercare di comprendere le ragioni delle persone tipo 1),
ma ad additarle come ignoranti, visionarie, ecc..

Ora emerge sempre più chiaramente che la truffa non consiste tecnicamente nel
vero e proprio signoraggio come è stato inteso finora (l'insieme dei redditi
derivante dall'emissione di moneta) ma in una accezione più generale,
comprendente anche tutti gli interessi (signoraggio) relativi alle monete
"creditizie", per loro natura esclusivamente pubbliche, in quanto "emesse" su
concessione "pubblica". Ad esempio, se pago il 6% per un mutuo fatto
esclusivamente da moneta creata dal sistema bancario, il 4% (costo del denaro
interbancario) dovrà andare allo Stato ed il 2% alla banca (21).

Vediamo come se la cava wikipedia.
a) Il signoraggio è la differenza fra il valore nominale di una banconota (o
moneta) ed il costo della sua produzione. L'insieme dei redditi derivante
dall'emissione di moneta prende il nome di reddito da signoraggio. (1)

b) Bagliano e Marotta, in Economia monetaria, il Mulino, definiscono il
signoraggio (pag. 18) come segue:
«In linea di principio, la creazione di base monetaria in condizioni di
monopolio dà la possibilità alla banca centrale di ottenere redditi (il
cosiddetto signoraggio) pari alla differenza tra i ricavi ottenibili
dagl'investimenti in attività finanziarie e reali e i (trascurabili) costi di
produzione. Poiché questi redditi derivano dalla condizione di privilegio
concessa dallo Stato, i profitti sono in genere incamerati in misura prevalente
da quest'ultimo, sotto forma di imposte. Un limite alla produzione,
potenzialmente illimitata di base monetaria è posto dall'obiettivo del
mantenimento di un livello dei prezzi relativamente stabile, data la relazione
diretta che storicamente si è osservata tra inflazione e offerta di moneta.»
(1)

c) Nei paesi dell'area euro, il reddito da signoraggio viene incassato dai paesi
membri per il conio delle monete, e dalla Banca Centrale Europea (BCE) che
emette le banconote in condizioni di monopolio. Tali redditi sono poi
ridistribuiti dalla BCE alle BCN (banche centrali nazionali) in ragione della
rispettiva quota partecipazione, es. bankitalia 14,57%. In molti casi, fra cui
l'Italia, gli utili della Banca Centrale vanno comunque in massima parte allo
stato. (1)

d) Si può quindi distinguere il reddito derivante dal diritto di emettere in
esclusiva moneta in due grandi categorie: il reddito derivante dall'emissione di
monete metalliche dal reddito derivante dall'emissione di altre forme di moneta.
Questo viene incassato solitamente dalla banca centrale, il primo dallo Stato.
(1)

e) Apprendiamo ancora, questa volta dal prof. Rovelli (2):
".. tre concetti di signoraggio sono stati usati nella letteratura:
-          costo opportunità, ossia l´interesse (netto) ricavato dalle
riserve della banca centrale;
-          signoraggio monetario, ossia il cambiamento della base monetaria;
-          tassa da inflazione."

La definizione di base monetaria è la seguente: (3)
È l'elemento di base dell'offerta di moneta di un sistema economico, ed è
composta dalla valuta nazionale in circolazione (circolante) e dalle riserve
detenute presso la Banca centrale.

Nel bilancio bankitalia è ben visibile il "costo opportunità". Lo troviamo
nel conto economico a pag. 280, 285 e 286 dell´ultima relazione annuale (4).
Bankitalia introita 3,13 miliardi di EUR, paga imposte per 0,67 miliardi di EUR
e ripartisce gli utili dando allo Stato altri 0,08 miliardi di EUR. Il reddito
monetario è trascurabile.
Il signoraggio monetario delle banconote create tipograficamente nell´anno non
va considerato perché la banca centrale detiene una adeguata riserva fruttifera
i cui proventi vanno allo Stato, già considerati nel costo opportunità. In
sostanza questo signoraggio, nell´attuale procedura, è come congelato nella
riserva.
Il signoraggio "tassa da inflazione" è compreso nei primi due.

Quindi tutto regolare! Possiamo stare tranquilli e continuare a tirare il
carretto. Tutti coloro che hanno messo in dubbio la bontà dell´attuale
procedura dell´approvvigionamento monetario, come Allais (5), Auriti (6), Cook
(7), ecc., sono degli "ignoranti". (8)
Ma visto che "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca" e che i
conti della serva non tornano, è meglio cercare di capire bene la questione a
costo di passare per ignoranti e malfidati.

Innanzitutto si tratta di inquadrare in che razza di sistema siamo capitati.
Ci sono due modelli, secondo l´attuale paradigma: (9)

1.      Economia monetaria pura - non esiste credito
2. Economia creditizia pura - le transazioni sono svolte attraverso il credito

Con l´economia monetaria pura vale perfettamente l´equazione di Fisher e la
velocità di circolazione della moneta è costante nel medio periodo.
Con l´economia creditizia pura, in astratto, una piccola quantità di moneta
può servire a sorreggere tutti gli scambi.
-          Tutti i pagamenti sono fatti attraverso il credito
-          La velocità di circolazione tende all´infinito

Le banche creano moneta (depositi)
-          Le banche non hanno limiti (teorici) alla creazione di credito
-          L´offerta di moneta viene creata dalla domanda stessa

Viviamo in un sistema che è una via di mezzo fra questi due ma con netta
prevalenza della parte creditizia, pur non avendone mai avuto coscienza e men
che meno avendolo scelto democraticamente.
Lo Stato ha divorziato dalla banca centrale (10); tale divorzio ha avuto le
conferme del trattato di Maastricht e della costituzione "bancaria" europea,
ma non, grazie a Dio, dei Popoli francese ed olandese.
Inoltre siamo chiamati ad infiniti atti di fede per ritenere che i bilanci delle
banche centrali siano sempre veritieri, per poi scoprire che necessitano di
"condoni". (11) "E troppa premura è stata mostrata dalla Banca d´Italia
nel sollecitare il condono fiscale, per sé e per tutte le altre banche.
L´impressione che ne è scaturita è che l´intero sistema creditizio avesse
più di un peccato da farsi perdonare dal fisco."

Non solo; viviamo in un sistema nel quale la società per essere monetizzata
deve SEMPRE fare ricorso al debito. (12)
Lo Stato paga per interessi circa 70 miliardi di euro all´anno ed incassa per
"signoraggio", comprese le imposte, meno di 1 miliardo di euro all´anno.
Il circolante è circa 113 miliardi di euro, dei quali 105 cartacei e 8
metallici (13).
L´aggregato monetario (17)
-          M1 (circolante + depositi a vista) il 31 dicembre ´06 era 667
miliardi di euro,
-          M2 (M1 + depositi con scadenza fissa fino a 2 anni + depositi
rimborsabili con preavviso fino a 3 mesi) era 941 miliardi di euro
-          M3 (M2 + pronti contro termine + quote di fondi di investimento
monetario e titoli di mercato monetario + obbligazioni con scadenza fino a 2
anni) era 1.124 miliardi di euro.

La procedura fa sì che lo Stato, proprietario della moneta, si indebiti sempre
di più (a nostro discapito) per rincorrere gli interessi sul debito e
percepisca gli interessi (quello che secondo loro è il signoraggio) solo di una
minima parte delle monete in gioco (le riserve della banca centrale).
Ma gli interessi (signoraggio) da far pervenire allo Stato (collettività) non
sono solo quelli; vanno aggiunti TUTTI quelli relativi alle monete creditizie.
È come se un autore (Stato) di un brano musicale di successo venisse pagato per
la sola interpretazione dal vivo ed il suo impresario (sistema bancario e
finanziario) percepisse legalmente i diritti per tutte le riproduzioni.
L´autore vive di stenti e l´impresario ingrassa.

Fintantoché l´establishment dirà che và tutto bene dovremo rassegnarci a
vedere l´impresario prosperare e l´autore deperire.
Una volta emersa la debolezza del sistema sarà facile individuare una soluzione
per uscirne fuori.
La proposta di Ron Paul (14) di eliminare le banche centrali sembra la più
assennata, visti i risultati del loro operato (15), checchè paolo savona ne
dica ("Libero" - sabato 18 agosto ´07 - "maggiori poteri alla BCE").

Chi dovrebbe denunciare tutto ciò? A mio modesto avviso dovrebbero essere gli
uomini della cultura e della politica con la precedenza dei primi, per ovvi
motivi.
Fatte queste osservazioni risulta abbastanza chiaro che le definizioni fatte da
wikipedia possono essere veritiere o errate in funzione del contesto nel quale
ci collochiamo.
I due passaggi del punto a) sono assai diversi fra loro; il primo nell´attuale
sistema è privo di significato pratico, mentre l´avrebbe se NON ci fosse
riserva; il secondo invece è una definizione generale sempre valida.
La definizione di Bagliano e Marotta del punto b) è corretta, ma sembra più
preoccupata a non scoprire gli altarini piuttosto che a fare chiarezza. Lascia
intendere: è bene che non siano gli Stati a fare direttamente moneta perchè
quando l´hanno fatto si è riscontrata l´inflazione.

I punti c) e d) sono sapienti dosaggi di parole atti ad ottenere un potentissimo
rimedio soporifero.
Il punto e) è l´esempio di cosa NON deve fare un professore universitario
degno di questo nome.
Si spiega la nozione senza fare nulla per far comprendere il problema fino in
fondo.
Ma da un ateneo che ha deciso di infangare la propria gloriosa storia dando la
laurea honoris causa a Soros (ottobre `95) cos´altro ci si può attendere?
(16)

Veniamo ora al protagonista principale del conferimento della suddetta laurea:
il prof. Romano Prodi.
L´11 luglio 2005 era sull'Eurostar Bologna-Roma; una persona informata sulla
questione monetaria lo riconosce e gli chiede; "Professore! Vorrei mostrarle una
cosa: questo è un Simec (20). E' una moneta di proprietà del portatore, a
differenza di quelle stampate dai banchieri privati".

"E qual è la differenza ?" RP.
"Come qual è la differenza? ... all'atto della emissione di questa moneta
nessuno si indebita, al contrario di ciò che succede con l'euro".
"Non capisco la differenza tra i due sistemi" RP.
"Se il valore della moneta non sta nell'oro - come lei sa benissimo la
convertibilità è stata abolita da 30 anni - allora sta nella sua accettazione
da parte dei cittadini. Questo vuol dire che la moneta va accreditata e non
addebitata all'atto dell'emissione, il valore siamo noi..."
"Non capisco proprio che vantaggi ci sarebbero" RP.
"Ci si può liberare dalla schiavitù del debito [risatine del Prodi e dei
portaborse]. Non sarebbe meglio che lo stato stampasse banconote invece di
indebitarsi facendole stampare ad aziende private come Banca d'Italia, che è
posseduta dai privati che dovrebbe controllare ? Poi potrebbe distribuire questo
denaro ai cittadini".
"Ma no... la quantità di moneta è controllata... dalla Banca Centrale..." RP.
(18)

Vediamo ora di capire il motivo dell´incomprensione fra i due interlocutori.
La 4 risposte dell´attuale presidente del consiglio dei ministri sottolineano
che, secondo gli attuali paradigmi, non cambia nulla perché:
a)     i Simec si creano senza indebitarsi e con le sole spese tipografiche;
b)     con gli euro cartacei ci si indebita, ma gli interessi che si pagano
vengono restituiti allo Stato attraverso il "costo opportunità";
a meno di qualche difformità, se tutto funzionasse correttamente,
effettivamente non ci sarebbero differenze.

Fatto quindi l´atto di fede che tutti bilanci bancari (centrali e non
centrali) siano corretti (11) e che paghino tutti regolarmente le tasse e le
imposte (19), la domanda da fare al professore sarebbe: "perché il
signoraggio (interessi) relativo alle monete creditizie non viene fatto
pervenire allo Stato?", oppure, in alternativa: "perché non ci collochiamo
in una economia monetaria pura (senza credito), in modo che tutti gli interessi
su TUTTE le monete "pubbliche" giungano allo Stato?".
Così facendo rimarremmo entro i confini dell´attuale paradigma (moneta in
cambio di debito - per paura dell'inflazione), ma NON alimenteremmo l´attuale
spirale perversa del debito.
Ovviamente il sistema finanziario dovrebbe trovare un nuovo equilibrio perchè
avrebbe molte meno entrate di oggi, ma non mi sembra questa una argomentazione
valida per NON farlo, lasciando inalterate nel contempo le attuali condizioni al
contorno.

Non è facilissimo fare i calcoli per stimare quanto ritornerebbe agli italiani
ogni anno se si prendesse questa via; la stima è assai elevata (fra costo
opportunità ed imposte, almeno 300 miliardi di euro all´anno; 10 volte
l´ultima finanziaria); più che sufficiente per ridurre drasticamente
l´imposizione fiscale oggi a nostro totale carico.
Quindi, concludendo, sia che si prenda la strada dell´emissione monetaria
diretta da parte dello Stato senza indebitamento, sia che si rimanga entro i
confini dell´attuale paradigma (moneta in cambio di debito) è possibile
pervenire ad una Società degna di questo nome, nella quale gli Stati sarebbero
TUTTI quasi esclusivamente liberi dal debito. È solo una questione politica,
non tecnica.

E' quindi corretto che la BC ponga al passivo le banconote in circolazione,
perchè pone corrispondentemente all'attivo dello Stato Patrimoniale una congrua
riserva, ma non è corretto che al popolo sovrano vengano sottratti gli
interessi sulle monete creditizie. Così come l'acqua che scorre nei canali
irrigui privati è "pubblica", la moneta creditizia creata dai sistemi
finanziari privati è "pubblica". Così come la BC corrisponde il "costo
opportunità" della moneta circolante allo Stato (o della corrispondente
riserva, che è la stessa cosa), il costo opportunità della moneta creditizia
creata dai sistemi finanziari deve essere corrisposto allo Stato.

(1)        http://it.wikipedia.org/wiki/Signoraggio

(2)        http://www.signoraggio.com/pdf/signoraggio_rovelli2002.pdf

(3)        http://www.unicreditbanca.it/ait/glossario/?idc=725

(4)        http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann

(5)        http://www.disinformazione.it/schiavidellebanche.htm

(6)        http://www.maza.it/simec/ordinamento/ordin.monetario.htm

(7)       
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=361\
4

(8)        http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Signoraggio

(9)        http://www.economiamc.org/repo/81/Wicksell.ppt

(10)    http://www.disinformazione.it/divorzio_stato_bankitalia.htm

(11)    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=12026

(12)    http://www.disinformazione.it/cesare.htm

(13)    http://www.ecb.int/bc/faqbc/figures/html/index.it.html

(14)    http://www.signoraggio.com/signoraggio_abolirelafed.html
http://www.signoraggio.com/index_video.html
http://www.youtube.com/watch?v=u_nLoN0b_ZY

(15)    http://www.disinformazione.it/camelot_crollata.htm

(16)    http://www.movisol.org/soros1.htm

(17)    http://www.univ.trieste.it/~podrecca/Appuntimacro/La_moneta.pdf

(18)    in teleconferenza da Bruxelles ad un Convegno Nazionale della ACLI,
disse: "Quando sento parlare di Europa dei banchieri mi viene da ridere. Se c'è
una decisione politica è proprio quella di creare una moneta comune"

(19)    http://www.effedieffe.com/rx.php?id=2197
"Possiamo classificare i soggetti che non pagano o pagano meno tasse degli altri
in virtù di apposite Leggi come segue (il termine sarebbe evasione fiscale, ma
siccome in questo caso le imposte non si pagano per Legge, non si può dire):
- il sistema politico;
- il sistema bancario;
- i grossi gruppi industriali"

(20)    http://www.maza.it/simec

(21)    Oggi quel 4% dove va?

#11130 Da: <amadeux@...>
Data: Lun 27 Ago 2007 8:55 am
Oggetto: Cameron e la sua reincarnazione precedente
amadeux@...
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Cameron e la sua reincarnazione precedente

Come se una non bastasse...

Gio 19 Lu 2007 10:37 am

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200707articoli/23750girat
a.asp

Il bambino che visse due volte

----------------------

Cameron parlava sempre della «famiglia di prima». La mamma ha ritrovato
i luoghi che descriveva


GIULIA VOLA
GLASGOW


All'asilo disegnava una casa bianca, davanti al mare; a sua madre
chiedeva che fine avesse fatto il cane maculato e la macchina nera.
Eppure Cameron Macaulay, classe 2001, vive a Clydebank, vicino a
Glasgow, dalla finestra della sua stanza vede i tetti di mattoni rossi
e, soprattutto, nessun cane maculato è mai circolato per casa, tanto
meno una macchina nera è mai stata parcheggiata in garage.

Lontani chilometri dalla terra dell'Induismo e del Buddhismo, la vicenda
dello scozzese reincarnato, è già diventata un documentario per la Tv.
Certo non ha nulla a che vedere con il misticismo di Osel Hita Torres,
il bambino spagnolo ritenuto la reincarnazione di un Lama, che fu
accompagnato dal padre tra i monaci buddhisti tibetani nelle montagne
del Buthan, e che ispirò il «Piccolo Buddha» di Bertolucci. Eppure è
destinata a restare negli annali delle reincarnazioni post-moderne.

D'altronde, se lo stesso Osel ora vive a Ibiza e per il compleanno ha
chiesto una moto nuova, il Dalai Lama in persona ha spiazzato il mondo
l'estate scorsa proponendo di cercare il successore tra la comunità
monastica in esilio. Altro che tra i reincarnati. Ritornando in Scozia,
la storia di Cameron, il bambino con il caschetto biondo e gli occhi
azzurri inizia nel 2003. «Aveva tre anni - spiega la madre, Norma -
quando si mise a raccontarmi le storie dei suoi compagni di Barra,
un'isola a 300 chilometri di distanza». E non era che l'inizio. «Parlava
dei suoi fratelli, dei capelli lunghi e castani di sua madre che gli
leggeva un grande libro su Dio e di come suo padre, un certo Shane
Robertson, fosse morto investito sulle strisce pedonali. Ero sconvolta».
Norma ha i capelli rossi, non è religiosa, è una mamma single, e può
contare solo su Martin, il fratello maggiore di un anno di Cameron.

Il tempo passa, il bambino cresce e la sua fantasia si colora di
dettagli. «Non devi temere la morte - diceva alla madre - perché si
ritorna: mi chiamavo Cameron anche prima». Dopo la filosofia si dedica
alla rassegna della vita quotidiana. «Iniziò a lamentarsi perché
nell'altra casa aveva tre bagni, mentre noi ne abbiamo solo uno». E poi
perché «nell'altra vita trascorreva i pomeriggi giocando sulla scogliera
dietro casa e perché con l'altra famiglia viaggiava molto, mentre noi
non siamo mai usciti dalla Scozia». La mamma, i parenti e le maestre
resistono fino al sesto compleanno, quando Cameron inizia a piangere
perché, diceva, «gli mancava la sua famiglia di Barra». E, soprattutto,
quando Norma scopre che una casa di produzione cinematografica è alla
ricerca di storie di reincarnati.

È lì che la mamma 42enne decide di fare le valige e di portarlo a
Cockleshell Bay, nell'Isola di Barra. Con al seguito una telecamera e
Jim Tucker, il direttore della clinica di psichiatria infantile alla
Virginia University, esperto in reincarnazioni. «Dopo qualche giro
abbiamo trovato la casa bianca, sul mare, con i famosi 3 bagni». A quel
punto anche lo psicologo ha avuto un sobbalzo. «Nel 70% dei casi -
spiega Tucker - i bambini ricordano morti avvenute in circostanze non
naturali, incidenti o episodi traumatici». Occasioni in cui, secondo
l'esperto, memoria ed emozioni sopravvivono. «La morte improvvisa del
padre è stato un trauma per Cameron - commenta Tucker -. E questo
suggerisce che la sua coscienza non è un prodotto del cervello, ma
piuttosto un'entità distinta, capace di sopravvivere anche dopo la morte
del corpo».

Scetticismo a parte, l'effetto sorpresa nel documentario è stato
garantito. «Cameron era raggiante - racconta la madre -. Trovò l'entrata
segreta della casa che tante volte aveva disegnato e mi disse quanto
fosse ansioso di presentarmi alla sua famiglia». Membri di cui, però,
non si trova traccia. La casa era abbandonata e all'anagrafe non è stato
trovato nessun Shane Robertson.

Si è risaliti a un certo Robertson,
vissuto nella casa bianca tempo addietro e poi trasferitosi a Stirling.
«Cameron guardò le foto di famiglia e riconobbe il cane maculato e la
grande macchina nera di cui tanto aveva parlato». Certo non si è messo a
parlare in perfetto dialetto Danzhou come fece nel 1979 Tang Jiangshan,
bambino cinese della provincia di Hainan, che a soli 3 anni disse alla
madre di chiamarsi Chen Mingdao, di essere figlio di Sandie, di abitare
a 160 chilometri di distanza e di essere stato ucciso durante la
Rivoluzione Culturale Cinese da un colpo di pistola. Compiuti i 6 anni i
genitori lo portarono nel villaggio dei racconti e senza batter ciglio,
Tang entrò nella casa del padre, riconobbe le sorelle, la fidanzata e
iniziò a conversare come se fosse sempre vissuto lì.

Cameron si è accontentato di aver visto la casa sul mare con un'entrata
segreta e alcune foto di un cane maculato e di una macchina nera.
Risolto il mistero, si è rilassato ed è tornato a Clydebank insieme alle
telecamere della troupe. Lo psicologo, invece, è volato alla clinica in
Virginia con una storia in più da analizzare: «Da quando abbiamo aperto
il sito - dice - sono più di 100 i casi simili a quello di Cameron».
Certo è che tutti sono ritornati in tempo per vedersi nel documentario
in Tv, in prima serata.

#11129 Da: <posta@...>
Data: Lun 27 Ago 2007 8:53 am
Oggetto: Intelligenza collettiva
posta@...
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Intelligenza collettiva

Data articolo: agosto 2007

Fonte: Il Manifesto

Il nuovissimo Center for Collective Intelligence del Massachusetts Institute
of Technology di Boston, si pone un obiettivo ambizioso: capire «come le
persone e i computer possono essere connessi in modo da agire -
collettivamente - in modo più intelligente di quanto qualunque individuo,
gruppo o computer abbia mai fatto prima».

Sarebbe ora.

Nel progetto sono coinvolti: il Dipartimento di Computer Science e
Intelligenza Artificiale, quello di Scienze Cognitive, il nuovo McGovern
Institute for Brain Research e infine il celebre Medialab. Il Center for
Collective Intelligence studierà le interazioni in rete che creano
conoscenza con l'aiuto di strumenti tecnologici come database aperti, wiki,
forum on line sulla linea di Google, Wikipedia, Linux ed e-Bay.

Per il momento, è nato il “Climate Collaboratorium”, un forum on line sui
cambiamenti climatici che userà: «una combinazione innovativa di interazioni
mediate da internet, archivi di idee generate collettivamente, simulazioni e
rappresentazioni che aiuteranno gruppi di ricercatori eterogenei e dispersi
geograficamente a esplorare sistematicamente i problemi e risolverli. Gli
utenti potranno condividere le loro idee e analizzare le diverse opzioni
usando gli strumenti di simulazione, e poi prendere decisioni collettive».

Un altro progetto si chiama «We are Smarter than Me», che significa «Noi
siamo più intelligenti di Me». È un libro scritto collettivamente tramite un
wiki, cioè un testo on line che ogni utente registrato può modificare
liberamente. Sono già trecento i partecipanti che lavorano alla sua stesura,
direttamente sulle pagine on line: quest'anno è diventato un libro cartaceo
che applica la teoria dell'intelligenza collettiva all'economia aziendale.
Questa non è una novità: il modello Wikipedia è già stato applicato con
successo ai libri da diversi gruppi. In Italia, per esempio, sono stati
scritti collettivamente in forma wiki i libri del Gruppo Laser e quelli
della «comunità di scriventi» Ippolita.

Secondo il direttore del Center for Collective Intelligence Thomas Malone
(professore di management e autore di “The Future of Work”), «nei prossimi
anni molte persone faranno un sacco di esperimenti naturali con
l'intelligenza collettiva - con o senza di noi». La novità è costituita dal
tentativo del MIT di applicare questo modello alla scienza, coagulando forze
intellettuali e risorse economiche con lo scopo di «aiutare a comprendere
nuove forme di organizzazione che potrebbero diventare molto più efficienti,
flessibili e innovative delle forme di organizzazione tradizionali».

Ma è proprio quello che dice il movimento open-source, e da parecchio tempo
anche. Finora, il maggiore ostacolo allo sviluppo di una vera intelligenza
collettiva-connettiva è stata proprio la resistenza da parte della comunità
scientifica e delle istituzioni, per niente disposti a rinunciare ai diritti
di proprietà intellettuale e agli enormi profitti. A chi andrà attribuito il
merito di una ricerca sviluppata in forma aperta da centinaia di persone
sparse per il mondo e per la rete ?

Per Malone, «intelligenza collettiva è una forma che enfatizza eccitanti
possibilità e che ha catturato l'entusiasmo di molte persone del MIT con le
quali non avevamo mai lavorato prima».

Il MIT, dunque, sembra voler abbracciare l'approccio “aperto” alla
circolazione del sapere. Il programma OpenCourseWare, ad esempio, consiste
nella messa in rete dei suoi ricchi materiali didattici (i corsi sono
disponibili gratuitamente, per permettere anche a chi non può pagare le
altissime rette di studiare dispense e lezioni). Il metodo è stato adottato
anche da altre università, come la UC Berkeley, che ha siglato un accordo
con Google per mettere a disposizione di tutti, gratuitamente, le
registrazioni video delle lezioni - dalla biologia sintetica al giornalismo,
all'anatomia umana - che potranno essere condivisi liberamente e passati da
un blog all'altro, da un link al successivo.

#11128 Da: <amadeusoft@...>
Data: Dom 26 Ago 2007 10:14 am
Oggetto: daily 260807
amadeusoft
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“La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri”
Marco Aurelio



Essere chiaro su ciò che vuoi e perché; focalizzarti sui risultati che vuoi
ottenere; essere disposto a cambiare ciò che non funziona e mantenere ciò
che funziona; usare gli ostacoli e le difficoltà come opportunità per
crescere e diventare più forte; apprezzare il fatto di avere la libertà e
l’opportunità di seguire i tuoi sogni e per finire andare avanti fino a
quando hai raggiunto ciò che desideri!!!
Roberto Re



  “Lo sforzo continuo e costante che supera ogni resistenza ed ostacolo”
Claude M. Bristol



“Le persone di successo hanno chiaro in mente chi sono e ciò che vogliono.”.

Brian Tracy



Il segreto per raggiungere i tuoi obiettivi? Condizionamento costante!
Ripensa più volte durante la giornata ai tuoi obiettivi, attacca
bigliettini, con scritti i tuoi scopi, in posti dove sei certo di vederli e
leggerli ogni giorno: portafoglio, armadi, specchio del bagno, schermo del
computer…
Ricorda che qualsiasi cosa pensi con intensità e costantemente l’avvicini a
te.
Roberto Re



Essere una goccia
Come cogliere la falsità della morte?
Pensiamo a una goccia che vive nell' oceano:
quando evapora,le altre gocce la credono morta,
eppure continua a esistere nelle nuvole
ed e' destinata a ricadere fra le onde.
Ma come faranno le altre gocce a saperlo
senza compiere esse stesse quel viaggio?
(Osho)



“Se liberassi la tua fantasia dove potrebbero portarti le tue domande?”
Anthony Robbins



Per cambiare la qualità della nostra vita alle volte basta cambiare le
domande che poniamo a noi stessi e agli altri. Le persone che hanno fatto
nuove scoperte, realizzato cose nuove sono coloro che si sono posti domande
diverse rispetto agli altri. Tutto il progresso umano è preceduto da nuove
domande.
Quali sono le domande che in questo momento potresti porti per migliorare la
qualità della tua vita e quella degli altri?
Roberto Re


"Insegnami ad essere tenacemente e prudentemente coraggioso, invece di
essere sempre timoroso. Io non temerò nulla, eccetto me stesso, quando io
tento di ingannare la mia coscienza."
(Paramahansa Yogananda)



"La sontuosità delle chiese, lo splendore delle funzioni religiose, la
bellezza delle preghiere e dei canti risvegliano certe emozioni nelle anime,

ma questo non basta. Gli esseri umani hanno bisogno di qualcosa di più
rigoroso delle emozioni, poiché le emozioni sono passeggere e non offrono
una base solida alla loro vita psichica. Ecco perché i credenti finiscono
col dubitare; pur continuando a credere di credere, in realtà dubitano. Per
credere veramente, hanno bisogno di sapere, di comprendere. Ormai è passata
l'epoca nella quale si insegnava ai fedeli che il criterio della vera fede
era quello di accettare verità incomprensibili. Essi non vogliono più
sentire parlare dei misteri della fede.
Adesso, si deve far comprendere loro che la religione, come la morale, è
fondata su leggi reali e verificabili quanto quelle del mondo fisico,
poiché, al pari dell'universo creato da Dio che è retto da leggi, anche
l'essere umano creato da Dio possiede un organismo fisico ed un organismo
psichico ugualmente retti da leggi."
Omraam Mikhaël Aïvanhov



Da "Gitanjali" - di Rabindranath Tagore (Offerta di Canti)

1 Tu mi hai fatto senza fine, secondo il tuo piacere. Tu vuoti e rivuoti
questo fragile vasello, e sempre lo riempi di nuova vita. Per monti e per
pianure hai portato con te questo piccolo flauto di canna e sempre vi soffi
melodie eternamente nuove

2 Quando mi sfiorano le tue mani immortali, il mio piccolo cuore perde nella
gioia i suoi confini e da' vita a parole ineffabili. I tuoi doni infiniti
giungono a me su queste mie piccole mani. Passa il tempo: tu continui a
versare e sempre c'e' da riempire. Quando mi ordini di cantare, il mio cuore
sembra spezzarsi dall'orgoglio; guardo il tuo viso e mi vengono le lagrime
agli occhi. Tutto cio' che e' aspro e discorde nella mia vita, si fonde in
un'unica dolce armonia e la mia devozione apre le ali come un uccello felice
quando vola attraverso il mare. So che ti diletti del mio canto e che solo
quale cantore sono venuto innanzi a te. L'ala spiegata del mio canto sfiora
i tuoi piedi, che non aspirerei mai a raggiungere. Nell'ebbrezza gioiosa del
canto dimentico me stesso, e chiamo amico Te, che sei il mio Signore.

3 Non so come canti, o mio Maestro! Io ascolto sempre con tacita meraviglia.
La fiamma della tua musica illumina il mondo. L'alito di vita della tua
musica corre da un cielo all'altro. L'onda sacra della tua musica infrange
gli ostacoli piu' duri e corre via veloce. Il mio cuore brama di prendere
parte al tuo canto, ma invano tenta di trovar pace. Vorrei parlare, ma la
parola non diventa canto, e, vinto, mi lamento. Ah! Maestro mio, tu hai
imprigionato il cuore negli infiniti lacci della tua musica.



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#11127 Da: "amec2@gmx" <amec2@...>
Data: Sab 25 Ago 2007 10:26 am
Oggetto: Il nervosismo: causa e cura
amec2@...
Invia email Invia email
 
Il nervosismo: causa e cura

Tratto da:

L'eterna ricerca dell'uomo

di Paramansaji


Il nervosismo: causa e cura. (Circa 1927)

Il nervosismo è una malattia mentale che può essere superata da una
medicina specifica: la calma. Il turbamento dell'equilibrio mentale che ha
per risultato un disturbo nervoso, è causato da continui stati di
eccitamento o di eccessiva stimolazione dei sensi. L'indulgere in pensieri
continui di paura, ira, malinconia, rimorso, invidia, tristezza, odio,
scontento o preoccupazione, e la mancanza del necessario per una vita
normale e felice, come: cibo appropriato, sufficiente esercizio, aria
fresca, sole, un lavoro piacevole e uno scopo nella vita, sono tutte cause
di squilibri nervosi.

Qualsiasi eccitamento violento, o persistente, sia esso mentale, emotivo
o fisico, disturba enormemente e porta squilibrio nel flusso della forza
vitale in tutto il meccanismo sensorio e motorio e nelle lampadine dei
sensi. Se colleghiamo una lampadina da 50 Watt a una corrente di 2000
Volt, questa brucerà la lampadina. Analogamente, il sistema nervoso non
è fatto per resistere alla forza distruttrice di intense emozioni, o di
persistenti pensieri e sentimenti negativi.


- Gli effetti di vasta portata del nervosismo -

ll nervosismo non è un problema semplice; esso è un nemico mortale
che produce effetti di vasta portata. Fisicamente, è difficile guarire
qualunque malattia fintanto che è aggravata dal nervosismo. Spiritualmente,
uno squilibrio della forza vitale nel corpo rende al devoto estremamente
difficile concentrarsi, o meditare con profondità sufficiente per acquisire
pace e saggezza. Ma il nervosismo può essere curato. Colui che ne soffre
deve essere pronto ad analizzare il proprio stato e a rimuovere le
disintegranti emozioni e i pensieri negativi che, a poco per volta, lo
distruggono. L'analisi obiettiva dei propri problemi e il mantenere la calma
in ogni situazione della vita potrà guarire i casi d'irritabilità più
persistenti.

La realizzazione che ogni potere di pensare, parlare, sentire e agire
proviene da Dio, e che Egli è sempre con noi a ispirarci e guidarci, porta
con sé l'istantanea liberazione dal nervosismo. Sprazzi di divina gioia
verranno con questa realizzazione; talvolta una profonda illuminazione
pervaderà tutto l'essere e bandirà totalmente il concetto della paura.

Come un oceano, il potere di Dio irrompe, inondando il cuore con una
piena purificatrice, eliminando tutte le ostruzioni create dall'ingannevole
dubbio, dal nervosismo e dalla paura. L'illusione della materia, la
coscienza di essere soltanto un corpo mortale, viene superata dal contatto
con la dolce serenità dello Spirito che si raggiunge con la quotidiana
meditazione. Allora saprete che il corpo è una piccola bolla di energia nel
Suo cosmico mare.

Chi è vittima del nervosismo deve capire il proprio caso, e riflettere su
quegli errori continui di pensiero, che sono responsabili del suo
disadattamento alla vita. Una volta che l'uomo nervoso ammette di fronte a
se stesso che il suo male non ha una causa misteriosa, ma è il logico
risultato delle sue abitudini, è già guarito per metà.


- Il sistema nervoso -

Il sistema nervoso è il telefono trasmittente e ricevente del corpo, che
provvede l'uomo della sua facoltà di rispondere agli stimoli interni ed
esterni. Lo stato di eccitamento sconvolge l'equilibrio nervoso, poiché
manda troppa energia ad alcune parti, privandone altre del loro fabbisogno
normale.

Questa carenza di una giusta distribuzione della forza
nervosa è la sola causa del nervosismo. L'uomo calmo, che evita di
eccitarsi perché non è eccessivamente attaccato al proprio ego ed è
consapevole che è Dio, e non lui stesso, a governare l'universo, è sempre
in grado di affrontare qualsiasi situazione nella vita, perché la sua forza
nervosa è equilibrata.

Sri Krishna disse: "Munito di incrollabile
discriminazlone, libero dall'illusione, né giubilante nelle esperienze
piacevoli, né abbattuto in quelle sgradevoli, il saggio diviene ancorato in
Dio". (Bhagavad Gita, quinto, 20). Questa è la meta che dobbiamo
inseguire e raggiungere.

Il sistema nervoso fornisce corrente vitale al cervello, al cuore e alle
altre parti del corpo. Distribuisce energia ai cinque sensi (vista, udito,
tatto, gusto e odorato). I nervi sono il nostro mezzo di contatto col mondo
esterno e la fonte di tutte le nostre reazioni sensorie. Quanto è perciò
importante mantenere i nervi in uno stato di equilibrio perfetto, evitando
di colpire una parte del corpo con una quantità eccessiva di energia e, di
conseguenza, riducendo il suo rifornimento in altre zone. Non è mediante
irrequietezza o reazioni emotive, ma mediante la calma e la profonda
fede in Dio che si raggiunge lo stato yoghico di esseri equilibrati.

Gli yoghi hanno delle tecniche speciali con le quali possono far rivivere
tessuti bruciati dal nervosismo, inviandò energia vitale nei nervi
parzialmente distrutti per essere stati a lungo bistrattati. Ogni cellula e
ogni tessuto del sistema nervoso è una struttura viva e intelligente.
L'energia vitale può sempre rinnovarli.


- Superate il nervosismo con la buona compagnia -

Ci sono due tipi di nervosismo: quello psicologico e quello meccanico,
ossia superficiale, o organico. La varietà psicologica, la più comune, è
dovuta ad eccitamento mentale. Questa condizione, continuata a lungo e
accompagnata dall'associazione con persone poco ispiranti, da una dieta
sbagliata e da cattive abitudini igieniche, causa le manifestazioni
croniche, o organiche, delle malattie nervose.

La dieta dovrebbe essere semplice, equilibrata e non troppo abbondante.

L'esercizio dovrebbe essere regolare. Troppo sonno droga i nervi e
troppo poco li danneggia. Ma, soprattutto, è importante la scelta delle
compagnie.

"Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei". Gli adulatori non ci
aiutano. Noi dobbiamo cercare la compagnia di uomini superiori, di
coloro che ci dicono la verità e ci aiutano a migliorarci. Il nostro
migliore amico è colui che umilmente ci suggerisce come possiamo effettuare
utili modifiche per cambiare in meglio la nostra vita.

Aspre critiche, fatte in modo falso, o cattivo, agiscono come martellate
in testa. Il potere dell'amore è infinitamente più efficace. Suggerimenti
gentili, dati con amore e comprensione, possono compiere miracoli; la
critica pura e semplice non ottiene niente. Un uomo è in grado di
giudicare gli altri solo dopo avere perfezionato la propria natura. Fino
allora, giudicare se stessi è l'unica analisi proficua.

L'associarsi a persone calme e sagge è uno dei modi più rapidi per
bandire il nervosismo e realizzare la nostra innata divinità. Le persone
nervose dovrebbero tenersi lontane da coloro che soffrono
di mali consimili.



- La cura migliore è la calma -

La cura migliore del nervosismo è il coltivare la calma. Chi è naturalmente
calmo non perde il proprio senso della razionalità, della giustizia, o
dell'umorismo in nessuna circostanza. Saprà sempre separare il sentimento,
o il proprio desiderio dai fatti. Non si lascerà fuorviare dalle parole
mielate delle persone disoneste che gli proporranno schemi improbabili
per acquisire ricchezze non guadagnate. Non avvelenerà i tessuti del
proprio corpo con la rabbia, o con la paura, che agiscono in modo
dannoso sulla circolazione. E' un fatto ben accertato che il latte di una
madre irritata può avere un effetto nocivo sul suo bambino. Quale prova
più lampante potremmo richiedere, del fatto che le emozioni violente
finiranno per ridurre il corpo a un misero relitto?

L'equilibrio è una qualità bellissima. Noi dovremmo modellare la
nostra vita secondo un disegno triangolare: la calma e la dolcezza sono i
due lati, la base è la felicità. Ogni giorno, dobbiamo ricordarci: "Sono un
principe della pace, seduto sul trono dell'equilibrio a governare il mio
regno di attività". Che si agisca con rapidità, o con lentezza, in
solitudine,
o nelle affollate piazze degli uomini, il centro di noi stessi deve essere
in pace e in equilibrio. Il Cristo ci ha dato questo ideale. Ovunque, egli
dimostrò la pace e passò attraverso ogni prova concepibile senza perdere
il suo equilibrio.

Dio è dovunque; controlla i pianeti e le galassie, eppure non è mai
turbato. Benché Egli sia nel mondo, è al disopra di questo mondo. Noi
dobbiamo riflettere la Sua immagine e somiglianza. Dobbiamo meditare
spesso e conservare in noi gli effetti di pace creati dalla meditazione.

Dobbiamo emanare pensieri di amore, benvolere e armonia. Nel tempio
della meditazione, con la luce dell'intuizione accesa sull'altare, non c'è
inquietudine, né sforzo, o ricerca, nervosi. L'uomo è finalmente, veramente
a casa, in un santuario edificato non da mani umane, ma dalla pace di Dio.

Il nervosismo è una malattia mentale che può essere superata da una
medicina specifica: la calma. Il turbamento dell'equilibrio mentale che ha
per risultato un disturbo nervoso, è causato da continui stati di
eccitamento o di eccessiva stimolazione dei sensi. L'indulgere in pensieri
continui di paura, ira, malinconia, rimorso, invidia, tristezza, odio,
scontento o preoccupazione, e la mancanza del necessario per una vita
normale e felice, come: cibo appropriato, sufficiente esercizio, aria
fresca, sole, un lavoro piacevole e uno scopo nella vita, sono tutte cause
di squilibri nervosi.

Qualsiasi eccitamento violento, o persistente, sia esso mentale, emotivo
o fisico, disturba enormemente e porta squilibrio nel flusso della forza
vitale in tutto il meccanismo sensorio e motorio e nelle lampadine dei
sensi. Se colleghiamo una lampadina da 50 Watt a una corrente di 2000
Volt, questa brucerà la lampadina. Analogamente, il sistema nervoso non
è fatto per resistere alla forza distruttrice di intense emozioni, o di
persistenti pensieri e sentimenti negativi.

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