IL METODO TOMATIS E LA DISLESSIA
http://www.metodotomatis.com/
a cura di Monica Corsi
Negli anni '50 il Prof. A. Tomatis ha indirizzato molti dei suoi studi e
delle sue ricerche sulle cause della dislessia e ha focalizzato la sua
attenzione sul fatto che la mancata padronanza del linguaggio scritto sia
conseguenza di una difficoltà di comunicazione insorta in uno stadio
maturativo assai precoce. In altre parole, la dislessia avrebbe origine da
un mancato sviluppo delle relazioni affettive del bambino, prima con la
madre e più tardi con il mondo che lo circonda. In tale contesto il
linguaggio non viene più considerato soltanto come un sistema linguistico o
come un'acquisizione di un vocabolario in termini di semantica, ma prima di
tutto e soprattutto come bisogno di comunicazione che il bambino molto
piccolo sperimenta nella sua relazione di dipendenza dalla madre. In questa
prospettiva, il bisogno di comunicare è qualcosa che investe non solo i
meccanismi dell'emissione della parola ma l'organismo nella sua totalità.
La mancata acquisizione della capacità di linguaggio quindi deve essere
considerata come un difetto di organizzazione della personalità e cioè ad un
livello molto profondo (viscerale).
La dislessia in realtà rappresenta il disturbo del processo di comunicazione
che si esprime attraverso il linguaggio. Può colpire i soggetti a diversi
livelli. Alcuni rimangono bloccati al primissimo stadio, quello di
decifrazione delle lettere; altri a quello della riunificazione delle
lettere in parole oppure nel fluire delle parole in una frase; altri più
semplicemente non hanno alcun desiderio o abilità a leggere, perdendo così,
assieme alla gioia della lettura la ricchezza dei contenuti istruttivi o di
svago.
Il dislessico è un individuo che non ha danni organici a livello cerebrale
ma che ha un sistema nervoso centrale non funzionalmente integrato; egli
infatti, manca parzialmente o totalmente di intenzionalità, di pensiero,
della riflessione che precede l'azione, di self-control e dell'approccio
simbolico alla realtà.
Il linguaggio, prima di essere veicolo di comunicazione concettuale e
simbolica, è espressione del proprio benessere, è una specie di canto, è
vocalizzazione. Infatti il bambino scopre la sua esistenza scoprendo i suoni
che egli stesso emette e ripetendoli continuamente; canta, produce dei suoni
e gioisce nell'ascoltare se stesso. Il linguaggio è basato sul principio
reale che l'uomo in tenerissima età scopre di essere padrone del suo
strumento-corpo, che può usare l'aria che respira per fini diversi dalla
sola sopravvivenza immediata e biologica. Egli può darle forma e disporre di
essa. Il linguaggio trae origine quindi dalla scoperta di sé e dalla
sicurezza nella propria abilità di usare il proprio corpo.
I dislessici sono bambini che non hanno potuto raggiungere questa abilità,
che non sanno usare il proprio strumento-corpo, essi non sanno "ascoltare".
Dal momento che non ascoltano non sanno distinguere fonemi e parole. Il
linguaggio e la parola non hanno pertanto alcun significato per loro. In
questi bambini si è visto che fra le due orecchie viene privilegiata la
sinistra rispetto alla destra. Ed è a questo punto importante ricordare,
considerando in tal modo la dislessia, le difficoltà di lettura sono
primariamente dovute alla mancata che l'orecchio destro porta gli stimoli
che riceve all'emisfero sinistro, dove è posto il centro del linguaggio;
l'orecchio sinistro invece, è collegato all'emisfero destro che è conosciuto
come l'emisfero della sensibilità più profonda.
E' anche di questa importante realtà neuropsicologica che il Prof. Tomatis
ha tenuto conto nello sviluppo della sua metodica:l'Audio-Psico-Fonologia.
Cercherò ora di riassumere brevemente e schematicamente gli aspetti
principali di questa metodica rieducativa spesso utilizzata con i bambini
dislessici: essa è costituita da tre fasi.
Il primo è lo stadio prelinguistico. Per intenderci sul significato di tale
stadio potremmo dire che i bambini con un blocco a questo livello sono
quelli che non comunicano. Non hanno potuto collegare il suono della voce
umana (della madre) con il loro sentirsi (feeling.). Per tale motivo qui
utilizziamo la voce della madre "filtrata" per riportarli in un certo modo
al loro modo di ascolto primordiale.
Il secondo stadio del trattamento concerne l'articolazione. Ci riferiamo qui
ai bambini che non sanno articolare, non sanno esprimersi, il cui modo di
parlare è infantile: bambini che sono dipendenti e non vogliono crescere. In
questi casi la lateralizzazione dell'orecchio (che si può acquisire grazie
all'Orecchio Elettronico) e gli esercizi di articolazione cominciano a
riflettersi nella affermazione di sè (che talvolta appare in forma negativa)
ed anche in schemi motori di maggiore destrezza nelle abilità manuali.
Vi è infine il terzo stadio nel quale il massimo impegno viene rivolto a
formare una migliore espressione e più adeguata direzionalità nella
comunicazione. Il bambino parla a voce più alta e si rivolge agli altri
piuttosto che mormorare fra sè. Mentre parla meglio egli si ascolta meglio.
La sicurezza di sé aumenta e diviene manifesta nelle relazioni
interpersonali, come pure nelle forme scritte del linguaggio e nei disegni.
In breve l'Audio-Psico-Fonologia ci fornisce la prova più convincente che la
lateralizzazione è della massima importanza nell'apprendimento della parola,
della lettura e della scrittura. E' l'udito che sta alla base
dell'acquisizione del linguaggio, è l'ascoltare con l'orecchio destro che è
decisivo per il miglior rendimento in tutte le forme di linguaggio.
In altre parole, stimolando l'orecchio noi risvegliamo al mondo esterno
l'intero organismo. Educando e rieducando l'orecchio destro stimoliamo i
centri del linguaggio e favoriamo la differenziazione corticale.
Attraverso il programma audio-psico-fonologico rendiamo l'individuo
partecipe attivo della sua stessa educazione, lo aiutiamo a ritrovare la
fiducia in sè stesso poichè, nel momento in cui egli percepisce suoni a cui
era rimasto sordo, comincia a dare loro una risposta, e questo gli dà la
sensazione di essere vivo e attivo.
Vogliamo parlare dell'amore e della gioia?...
Tratto da:
<Il Divino Romanzo>
- di Yoganandaji
lista Sadhana >> it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana
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In genere il mondo ha dimenticato il vero significato dell'amore.
Gli esseri umani l'hanno insultato e mortificato a tal punto che solo pochi
sanno cosa sia il vero amore. Come l'olio permea l'oliva in ogni sua parte,
così l'amore permea ogni parte della creazione. Ma definire l'amore è molto
difficile, per la stessa ragione per la quale le parole non possono
descrivere completamente il sapore dell'arancia.
Dovete assaggiare il frutto per conoscerne il sapore. La stessa cosa accade
con l'amore. Tutti voi ne avrete conosciuto qualche aspetto e perciò in
parte sapete di che cosa si tratta. Ma non avete capito come svilupparlo,
come purificarlo e come espanderlo per trasformarlo in amore divino.
All'inizio della vita, quasi in ogni cuore è racchiuso un barlume dell'amore
divino, che generalmente scompare perché l'essere umano non sa come
coltivarlo.
Molti ritengono che non sia necessario analizzare l'amore. Lo identificano
con il sentimento che provano per i parenti, per gli amici e per tutti
coloro dai quali si sentono particolarmente attratti. Ma, l'amore è molto
più di questo. Vi posso descrivere il vero amore soltanto parlandovi dei
suoi effetti. Se poteste percepire almeno un barlume dell'amore divino, la
vostra gioia sarebbe così grande, così travolgente, da non poterla
contenere.
Riflettete profondamente su quanto vi dico. La felicità insita nell'amore
non consiste nel sentimento in se stesso, ma nella gioia che il sentimento
porta. L'amore dà gioia. Amiamo l'amore perché ci fa provare questa felicità
così inebriante. Quindi, il traguardo fondamentale non è l'amore, ma la
beatitudine; Dio è la beatitudine sempre esistente, sempre cosciente e
sempre nuova (Sat-Cit-Ananda). Noi, in quanto anime, siamo la beatitudine
individualizzata. "Veniamo dalla Gioia, viviamo ed esistiamo nella Gioia, e
un giorno ci fonderemo ancora in questa sacra Gioia".' Tutti i sentimenti
divini - amore, compassione, coraggio, abnegazione, umiltà - sarebbero
privi di significato senza la gioia. Gioia vuol dire allegria, ossia
un'espressione della beatitudine suprema.
La gioia che l'uomo prova ha origine nel cervello, nel centro sottile della
consapevolezza di Dio, che gli yogi chiamano sahasrara, o loto dai mille
petali. Eppure la sensazione della gioia non si percepisce nel cervello, ma
nel cuore. Dal trono divino della coscienza nel cervello, la gioia discende
e si manifesta nel centro del cuore.
NOTA:[ L'Anahata cakra, il sottile centro dorsale, la sede del sentimento,
il centro del controllo di vayu, l'elemento vibratorio aria, una
manifestazione della vibrazione creativa Aum. La vita dell'uomo e la
coscienza vengono perpetuate dalla forza e attività insite nell'albero della
vita, nel cui tronco sono presenti i sette centri sottili situati nella
spina dorsale e nel cervello. Da questi centri proviene l'energia che
sostiene tutte le funzioni e le facoltà fisiologiche e psicologiche
dell'uomo. A causa del loro comune centro di origine, alcune esperienze
spirituali e psicologiche sono collegate ai processi fisiologici. Ad esempio
esiste una precisa relazione fra la funzione cardiaca e il sottile centro
spinale del sentimento nel cuore. Quando agiscono contemporaneamente,
esprimono la grande sensazione dell'amore, sia umano sia divino. (Vedere
cakra e Aum (Om) nel glossario).]
La gioia proviene dalla beatitudine di Dio, l'attributo essenziale e
fondamentale dello Spirito.
Sebbene la gioia possa nascere in presenza di alcune circostanze esterne,
pure non dipende dalle circostanze e spesso si manifesta senza apparenti
cause oggettive.
A volte vi svegliate la mattina pieni di gioia senza nessun motivo, e quando
vi raccogliete nel silenzio della profonda meditazione, la gioia scaturisce
dentro di voi senza essere provocata da stimoli esterni. La gioia della
meditazione è travolgente, e coloro che non si sono mai immersi nel silenzio
della vera meditazione non sanno in che cosa consista la vera gioia.
Ci sentiamo molto felici quando riusciamo ad appagare un desiderio; eppure,
in gioventù proviamo spesso una felicità improvvisa che sembra provenire dal
nulla. La gioia si manifesta in certe circostanze, ma non è creata dalle
circostanze stesse.
Ad esempio, quando qualcuno riceve in regalo una grossa somma di denaro ed
esclama: "Oh, come sono felice!", il denaro costituisce soltanto il piccone
che ha spezzato la roccia facendo scaturire uno zampillo di gioia dalla
sorgente nascosta della felicità interiore.
Quindi, in linea di massima, è necessario che si determinino alcune
circostanze perché l'essere umano possa provare un senso di gioia; ma la
gioia è l'eterno e naturale stato dell'anima. Anche l'amore è una condizione
naturale dell'anima, ma è subordinato alla gioia; infatti l'amore non
potrebbe esistere senza la gioia. Potete pensare all'amore senza gioia? No.
La gioia accompagna l'amore. Quando parliamo dell'infelicità di un amore non
corrisposto, ci riferiamo a un profondo desiderio insoddisfatto. La vera
esperienza dell'amore è sempre accompagnata dalla gioia.
La natura universale dell'amore
In senso universale, l'amore è il divino potere dell'attrazione nel creato,
che armonizza, unisce, congiunge. Alla forza di attrazione si contrappone la
forza di repulsione, cioè l'energia cosmica che emana dalla coscienza
cosmica di Dio e che materializza la creazione. La forza di repulsione
mantiene tutte le forme nello stato manifesto grazie a maya, il potere
dell'illusione che divide, rende diversi e disarmonici. La forza di
attrazione dell'amore neutralizza la forza di repulsione cosmica per
armonizzare tutta la creazione e farla tornare infine a Dio. Coloro che
vivono in sintonia con la forza di attrazione dell'amore sono in armonia con
la natura e con i propri simili, e vengono attirati verso il gioioso
ricongiungimento con Dio.
In questo mondo, l'amore presuppone la dualità; nasce dal reciproco scambio
o affinità di sentimenti fra due o più esseri. Anche gli animali esprimono
un certo tipo di amore, sia l'uno verso l'altro sia verso la prole. In molte
specie, quando un compagno muore, l'altro generalmente si lascia morire
subito dopo. Ma questo è un amore istintivo perché gli animali non sono
responsabili dei propri sentimenti. Le creature umane, invece, possono
intrattenere consapevolmente e liberamente un reciproco scambio d'amore.
Nell'essere umano, l'amore si manifesta in molteplici rapporti: fra marito e
moglie, genitori e figli, fratelli e sorelle, amici e amici, servo e
padrone, guru e discepolo (come nel caso di Gesù e i suoi discepoli, dei
grandi maestri dell'India e i loro cela), fra i devoti e Dio, fra l'anima e
lo Spirito.
L'amore è un sentimento universale e le sue manifestazioni sono rese diverse
dalla natura del pensiero che lo anima. Per cui, quando l'amore pervade il
cuore del padre, la coscienza della paternità lo trasforma in amore paterno.
Quando pervade il cuore della madre, la coscienza della maternità lo
trasforma in amore materno. Quando pervade il cuore dell'innamorato, la
coscienza dell'innamorato fa prendere all'amore universale ancora un altro
aspetto. Non è il mezzo fisico, ma la coscienza a determinare le
caratteristiche nelle quali si manifesta l'amore. Così il padre può
esprimere l'amore materno, la madre l'amore di un'amica, e l'innamorato
l'amore divino.
Tutte le espressioni dell'amore provengono dall'unico Amore cosmico che,
quando si manifesta nei diversi aspetti dell'amore umano, contiene sempre
qualche imperfezione. La mamma non sa perché ama il figlio, e il bambino non
sa perché ama la mamma. Non sanno da dove viene l'amore che provano l'uno
per l'altra. È l'amore di Dio che si manifesta in loro, e quando l'amore è
puro e disinteressato ne riflette le qualità divine.
Così, studiando con cura l'amore umano, possiamo capire qualcosa dell'amore
divino; perché, nell'amore umano scorgiamo un barlume dell'amore di Dio.
Stop alle stragi di delfini
a cura della Redazione GT
Il Giappone non ferma i massacri
Ventidue paesi nel mondo (Australia, Austria, Francia, Inghilterra, Brasile,
Canada, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Svizzera, Irlanda, Olanda ecc.),
protestano contro massacro di delfini e balene. A Taijii, un piccolo
villaggio di pescatori di 4000 anime, nel sud del Giappone vicino Osaka,
ogni anno dall'inizio di ottobre vengono massacrati migliaia di delfini e
globicefali. Questo crimine legale e autorizzato dal governo Nipponico,
prevede l'abbattimento di almeno 22.000 esemplari in tutto il paese, per
ogni stagione di “pesca”.
Dal 29 Settembre gli attivisti di “Sea Shepherd” supportati dall'esperto di
Mammiferi Marini Ric O’ Barry che sono sul luogo a testimoniare, filmare e
fotografarele stragi, hanno posto nuovamente, all’attenzione internazionale,
questi crimini. Inoltre, Allison Watson e Alex Cornelissen, attivisti
dell'associazione, dopo aver liberato 15 delfini che erano stati
intrappolati in una baia dai pescatori, nell’attesa di essere torturati e
barbaramente uccisi, sono stati arrestati.
“Delfini e balene appartengono al mare - ha detto Ilaria Ferri, Direttore
del settore cattività dell'Associazione Animalisti Italiani PeTA Onlus -
nessuno ha diritto di compiere gesti così atroci su queste meravigliose
creature indifese. Considerarli competitori nella pesca o cibo prelibato è
una assurdità inaccettabile. Test sul Dna hanno dimostrato che la carne di
delfino viene venduta regolarmente ma illegalmente come carne di balena e
contiene livelli di contaminanti (metil mercurio ecc.) 5 volte maggiori a
quanto è consentito. Questi contaminanti, come risaputo, sono gravemente
tossici per la salute umana.
Secondo quanto dichiarato da Ric O’ Barry, esperto di Mammiferi Marini
dell'associazione internazionale One Voice, che ha assistito ad una di
queste stragi, “i pescatori portano le barche in alto mare la mattina presto
alla ricerca delle rotte migratorie dei delfini. Una volta localizzati i
branchi si servono di emettitori di suoni ad altissima frequenza in modo da
disturbare il loro sonar e disorientarli. A questo punto comincia il
massacro. I delfini, in preda alla confusione, vengono circondati da più
imbarcazioni e costretti in acque basse dove vengono circondati da reti e
massacrati a colpi di maceti, lance e altre armi a lama. Il mare diventa
rosso sangue!”.
“I delfini adulti - ha continuato Ric O’ Barry - cercano di proteggere,
inutilmente, i piccoli. I maschi, a costo della loro stessa vita, cercavano
di difendere i cuccioli frapponendosi tra i pescatori e i loro arpioni. Li
ho sentiti piangere e gridare di paura. Ho visto cetacei sottoposti a cose
orrende nella mia vita, ma mai paragonabile a quanto ho visto a Taijii. È
ora di dire basta a questa barbarie”.
In collaborazione con la redazione GT
Gli orrori dei lager nazisti: responsabilità dei medici e dell'industria
farmaceutica
di Paola Franz
tratto da http://www.cbgnetwork.org/Italiano/Articoli/articoli.html
Una delle più terribili pagine della "scienza medica" fu scritta durante il
nazismo. I detenuti dei lager subirono maltrattamenti perversi, la fatica
del lavoro forzato che li portava alla morte, la fame, tutte le atrocità che
conosciamo anche attraverso testimonianze di persone che hanno vissuto quei
momenti e attraverso filmati, che ci continuano a toccare profondamente in
un dolore sempre nuovo. Oltre a tutto ciò furono utilizzati come cavie
umane. I medici nazisti attraverso gli esperimenti volevano provare
"scientificamente" la superiorità della razza ariana, per giustificare la
distruzione di intere popolazioni ritenute "inferiori". Per quest'ultimo
fine furono istituiti esperimenti sulla sterilizzazione di massa che
portarono alla morte migliaia di donne e uomini attraverso terribili
tormenti.
Ma la follia ed il sadismo non si arrestarono, furono effettuati esperimenti
al solo fine di annichilire le persone ed umiliarle all'inverosimile. Anche
l'industria si rese complice delle torture inflitte ai prigionieri,
sostenendo economicamente la sperimentazione di nuovi farmaci. Heinrich
Himmler, l'"architetto del genocidio", uno degli uomini più potenti della
Germania nazista, comandante di tutte le forze di polizia tedesca, si
assunse la completa responsabilità circa la "ricerca scientifica" su cavie
umane e in tal modo diede un'ulteriore giustificazione alle coscienze di chi
effettuò tali misfatti; Himmler semplificò al massimo le difficoltà
burocratiche in modo da poter accelerare le deportazioni. Nell'assurdità
degli eventi, rimane comunque incredibile l'implicazione di importanti
medici, Istituti di Medicina e industrie farmaceutiche. I farmaci contro il
tifo dei laboratori I.G. Farben (Bayer) furono sperimentati su prigionieri
di Auschwitz, quelli contro la tubercolosi a Dachau e a Neuengamme. In
quest'ultimo caso furono utilizzati 20 bambini fra i 5 e i 12 anni che
vennero infettati con il micobatterio della tubercolosi e sottoposti ai più
atroci esperimenti. Vennero trucidati per mascherare le nefandezze che erano
state commesse. Il dottor Kurt Heissmeyer, uno dei principali responsabili,
dopo la guerra si trasferì a Magdeburgo dove fu reputato un grande luminare
degli studi sulla tisi fino alla morte. Il Rutenol e il preparato Be 1034,
prodotti dalla Bayer, furono sperimentati a Auschwitz, Dachau, Gusen,
Lipsia, Sachsenhausen, per curare malattie infettive, fra le quali l'epatite
virale, i cui germi erano stati inseriti preventivamente nelle vittime. Il
dottor Helmuth Vetter pubblicò un lavoro a riguardo sotto gli auspici della
Bayer.
I vaccini della IG Farben (Bayer) e della Berhing contro il tifo
esantematico furono esperimentati a Buckenwald su prigionieri
preventivamente infettati. La Schering Werke inventò e produsse una sostanza
per sterilizzare le donne che venne utilizzato dal professor Carl Clauberg
nei suoi esperimenti di sterilizzazione di massa. Furono effettuati anche
studi sulla malaria e la dissenteria, i primi furono effettuati a Dachau e
il 90% delle vittime morì a causa della tossicità dei farmaci mentre solo il
10% per la malaria, quelli sulla dissenteria vennero effettuati ad Auschwitz
e il dottor Josef Mengele effettuò la vivisezione diretta dei prigionieri.
Gli esperimenti a Buchenwald sulla febbre gialla, che furono effettuati
nonostante già esistesse il vaccino, videro coinvolti illustri medici, fra
cui il professor Eugen Haagen dell'Università di Strasburgo, e il governo
giapponese. Sotto la guida del professor Karl Gebhardt, capo chirurgo del
servizio medico delle SS, a Ravensbruck furono effettuati esperimenti sui
sulfamidici; dato l'interesse prettamente chirurgico di Gebhardt le ricerche
vennero condotte in modo tale da dimostrare l'inefficacia dei farmaci.
Furono torturate soprattutto prigioniere politiche polacche, ad alcune
furono inferte ferite d'arma da fuoco, ad altre furono praticate ferite
negli arti, ed inserite schegge di legno, frammenti di vetro o entrambi
infetti con colture batteriche, talora legando i vasi sanguigni in modo da
diminuire le difese locali e permettere un miglior sviluppo batterico. È
facimente immaginabile l'incredibile sofferenza delle sventurate. Gebhardt
fece anche altri atroci esperimenti. Venivano tagliate parti di muscoli,
nervi ed ossa e studiato il processo rigenerativo.
Tagliava parti di ossa e le reimpiantava ad altre prigioniere, arrivò a
sostituire clavicola e scapola di una prigioniera con quelle di un'altra.
Furono effettuati innesti incrociati di osso fra sorelle per verificare la
rigenerazione fra consanguinei. A Buchenwald Hans Eisele dirigeva
esperimenti di vivisezione, Bruno Weber effettuava trasfusioni tra
prigionieri di gruppo sanguigno diverso per studiarne gli effetti mortali,
Joachim Mrugowski sparava proiettili avvelenati, altri distribuivano veleni
negli alimenti e quelli che sopravvivevano venivano uccisi e sottoposti ad
autopsie. Furono studiati gli effetti della denutrizione in tutti i modi, il
professor Heinrich Bering effettuò uno studio sistematico su prigionieri di
guerra russi e ne documentò tutti i passaggi fino alla morte delle vittime.
Hans Wilhelm Koning sottoponeva donne sane e disabili ad elettroshock
ripetuti ad alto voltaggio. Altri studiavano gli effetti degli psicofarmaci
a dosi elevate.
La Luftwaffe e il Deutsche Versuchsanstalt fur Luftfahrt (Istituto Tedesco
per le Ricerche sul Volo) commissionarono una serie di esperimenti volti a
verificare la resistenza dei piloti alle grandi altezze, al congelamento in
caso si fossero dovuti paracadutare in mare e alla potabilizzazione
dell'acqua di mare. Per verificare la resistenza umana al rarefarsi
dell'ossigeno ad alta quota, fu portata una camera di decompressione a
Dacau, dove furono valutate le reazioni ad una quota di 12.000 metri ed il
tempo di morte. Sempre a Dachau fu costruita una vasca profonda 2 metri per
verificare i tempi necessari alla morte per congelamento. Furono fatte
indossare ai prigionieri vari tipi di tuta e verificate la temperatura e il
tempo impiegato a morire. Altri prigionieri furono esposti in vario modo ai
gas bellici, fosfogene ed iprite. Gli esperimenti furono condotti a
Struthof-Natzweiler dal professor August Hirt e dal professor Otto
Bickenbach, entrambi dell'Università di Strasburgo e contemporaneamente a
Dachau. Fu spalmato il fosfogene sulle braccia delle vittime creando prima
ustioni profondissime, successivamente la perdita della vista e infine la
morte fra atroci sofferenze. Fu esperimentata l'urotropina quale antidoto e
a tal fine si facevano entrare in una camera a gas coppie di zingari, di cui
solo ad uno era stato somministrato l'antidoto.
Fra gli esperimenti più atroci ricordiamo quelli sui gemelli, in cui Josef
Mengele ebbe un'importanza rilevante. Il professor Hermann Stieve direttore
dell'Istituto di Anatomia dell'Università di Berlino effettuò esperimenti
sugli effetti dello stress sul ciclo mestruale a Ravensbruck e nella
prigione di Plotensee. I fratelli Eduard ed Helmuth Wirths effettuarono
esperimenti sulle prigioniere di Auschwitz; durante una colposcopia quando
trovavano qualcosa di anomalo amputavano tutta la cervice uterina (collo
dell'utero) e la studiavano. La maggior parte delle donne moriva per
emorragia.
Gli esperimenti sulla sterilizzazione di massa furono senz'altro quelli in
cui furono torturate il maggior numero di persone. Per comprendere il
fenomeno basta leggere alcune lettere. Scriveva Adolf Pokorny, medico
plenipotenziario del Reich per il potenziamento del tedesco ad Himmler: "Se
si riuscisse il più rapidamente possibile a trovare un modo per provocare in
un tempo relativamente breve una sterilizzazione non visibile, avremmo una
nuova formidabile arma. Quante prospettive si schiudono al solo pensiero che
i tre milioni di bolscevichi attualmente soggetti ai tedeschi possano essere
sterilizzati e utilizzati come operai privati della capacità di riprodursi!"
Già dopo la legge sulla sterilizzazione del 14 aprile 1933 erano stati
sterilizzati 400.000 cittadini tedeschi reputati indegni di riprodursi,
sottoponendo gli uomini a vasectomia e le donne a legatura delle tube; ma il
costo era stato troppo elevato (14.000.000 di Reichsmark pari a 5.000.000 di
Euro) e proseguire su quella strada parve antieconomico. Quindi la parola
d'ordine fu sterilizzare il maggior numero di persone nel minor tempo
possibile. A tal fine furono inizialmente utilizzate da Carl Clauberg,
insigne specialista nella cura della sterilità femminile, sostanze irritanti
che venivano introdotte nell'utero proditoriamente durante una normale
visita ginecologica. Fra questi composti uno fu inventato da Johannes
Goebel, rappresentante della Schering Werke. Successivamente uomini e donne
vennero sottoposte ad Auschwitz ad irraggiamento dei genitali con raggi X.
Nel giugno del 1943 Clauberg scrisse ad Himmler una lettera nella quale
assicurava che avrebbe potuto sterilizzare 1.000 donne al giorno con l'aiuto
di 10 assistenti. I risultati furono terribili e non vi sono parole per
descrivere le sofferenze.
Aggiornamento sul virus Mydoom
di Paolo Attivissimo
31/01/2004
Come avrete probabilmente notato, la posta di Internet è nel caos più
totale. Il virus Mydoom è responsabile soltanto in parte di questo
disastro: parte della colpa, infatti, spetta ai responsabili dei sistemi
informatici che irresponsabilmente diramano notifiche fasulle. Mi spiego
tra un attimo.
Prima, però, c'è una novità sul virus/worm, che va in genere sotto il
nome di Mydoom, anche se ciascuna società di produzione di antivirus lo
chiama con un nome diverso (bella furbata). Mydoom ha infatti già
generato una mutazione, Mydoom.B, che invece di colpire SCO ha come
bersaglio Microsoft. Anche questa mutazione inizierà l'attacco l'1 febbraio.
Inoltre molti lettori mi hanno chiesto chiarimenti sugli eventuali
pericoli che corrono ricevendo un messaggio infetto e su come
difendersi. Riassumo:
-- Mydoom NON HA EFFETTO SE NON APRITE L'ALLEGATO CHE LO CONTIENE. E'
quindi sufficiente imparare a non aprire gli allegati inattesi, anche se
sembrano provenire da un indirizzo autorevole o che conoscete.
-- Se ricevete un messaggio sospetto, è sufficiente cancellarlo senza
aprire l'allegato.
-- Mydoom ha effetto soltanto su computer che usano Windows. Chi usa
altri sistemi operativi (Mac, Linux, eccetera) non corre alcun pericolo.
-- Mydoom non usa il vostro programma di posta per spedirsi a nuove
vittime: ha un proprio programma di posta che agisce invisibilmente.
-- USATE UN ANTIVIRUS E TENETELO AGGIORNATO. Tutti gli antivirus
riconoscono Mydoom e lo eliminano se vi infettate.
-- USATE UN FIREWALL, per esempio Zone Alarm; lasciate perdere quello
integrato in Windows, perché non blocca il traffico uscente.
-- NON PERDETE TEMPO AD AVVISARE CHI VI MANDA MESSAGGI INFETTI. Il
mittente e' fasullo.
E' infatti importantissimo tenere presente che Mydoom, come del resto
praticamente tutti i virus da qualche anno a questa parte, falsifica il
mittente del messaggio che lo trasporta. In gergo questo si chiama
"spoofing". E' per questo che non bisogna avvisare i mittenti dei
messaggi infetti.
Esempio: Tizio è un utonto che, nonostante siano anni che l'intera
comunità informatica si sgola ad avvisare che non bisogna aprire gli
allegati senza un controllo antivirus, apre qualsiasi porcata gli venga
inviata. E così s'infetta con Mydoom.
Mydoom a questo punto legge la rubrica degli indirizzi di Tizio e usa il
proprio programma di posta integrato per inviare invisibilmente un
e-mail contenente una copia di se stesso agli utenti presenti nella
rubrica di Tizio (se Tizio avesse un firewall, come per esempio Zone
Alarm, questo invio verrebbe bloccato, ma Tizio è appunto un utonto). In
pratica, grazie alla sua dabbenaggine Tizio tenta di infettare
inconsapevolmente tutti quelli che conosce.
Per cercare di confondere le acque, Mydoom confeziona l'e-mail
falsificando il mittente: invece di dichiarare di provenire da Tizio, fa
sembrare che l'e-mail infetto provenga da un indirizzo pescato nella
rubrica di Tizio: per esempio, l'indirizzo di Sempronio. Così quando
Caio riceve il messaggio, crede che gliel'abbia mandato Sempronio anche
se in realtà proviene da Tizio. Caio s'inviperisce per il virus ricevuto
e quindi sommerge d'insulti Sempronio, che poverino non c'entra nulla.
La cosa che mi manda in bestia è che questo meccanismo è
comprensibilmente poco conosciuto fra gli utenti ordinari, ma dovrebbe
essere stranoto a chi fa informatica per lavoro. E invece gli
amministratori dei sistemi informatici configurano i propri antivirus in
modo da inviare una notifica al mittente di ogni messaggio ricevuto che
viene trovato infetto.
Ovviamente, essendo il mittente falso, finisce che mandano la notifica
alla persona sbagliata. Ecco perché state ricevendo, come me, non solo
dozzine di copie del virus, ma anche decine di avvisi del tipo
"attenzione, hai mandato un virus all'utente X", dove l'utente X è una
persona che non conoscete affatto, anche se siete assolutamente sicuri
di non essere infetti.
Insomma, pur essendo passati anni dall'avvento dello spoofing, c'è
ancora una mandria di imbecilli che pensa che sia una cosa intelligente
diramare notifiche di questo tipo fidandosi del mittente indicato dal
virus. Bella questa: un antivirus che si fida di un virus.
La conseguenza di quest'irresponsabilità generalizzata dei tecnici è che
la Rete è intasata non soltanto dal virus, ma anche dalle inutilissime
notifiche di questi incompetenti. Io mi sono stufato e sto rispondendo a
queste notifiche con una diffida a smettere di accusarmi ingiustamente
di essere untore e a piantarla di intasare la Rete inutilmente;
oltretutto, siccome queste notifiche fanno pubblicità sfacciata
all'antivirus, si configurano come spam, e sono quindi in violazione
delle leggi italiane sullo spamming. Se vi interessa, ve la mando.
Mi raccomando, quindi: tenete costantemente aggiornato il vostro
antivirus, non aprite gli allegati inattesi, ignorate le notifiche che
vi arrivano e tenetevi forte: già ora pare che un e-mail su tre sia
infetto da Mydoom, ma mi sa che il peggio deve ancora venire.
Ciao da Paolo.
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Paolo Attivissimo Traduttore tecnico, divulgatore informatico
topone@...http://www.attivissimo.net
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RICONOSCERE UN PROBLEMA DI ASCOLTO
http://www.metodotomatis.com/
a cura di Monica Corsi
Il Professor Tomatis sostiene, e con lui ormai molti altri studiosi, che il
feto ascolti ciò che accade nel suo mondo circostante e, in modo particolare
la voce di sua madre; esiste quindi una stretta relazione tra la qualità del
messaggio che gli perviene nel periodo prenatale e il suo equilibrio
psichico. Il feto infatti, si adatta ai ritmi e ai rumori della madre, é in
risonanza con lei e condivide le sue difficoltà. E’ nel grembo materno che
si organizza ciò che sarà in futuro la comunicazione, il desiderio di vivere
e lo sviluppo psico-emozionale dell’essere umano. Per questa ragione sono
determinanti le condizioni psicologiche con le quali una donna vive la
gravidanza e, nell’eventualità che vi sia uno stato di ansia o di angoscia,
il bambino inevitabilmente lo capterà e ne verrà condizionato
L’ascolto viene considerato come un fattore che contribuisce in maniera
fondamentale allo sviluppo del linguaggio. Il modo con cui il soggetto
ascolta , può condizionare sia il grado di riuscita, sia il piacere che la
soddisfazione che derivano dalla comunicazione con l’ambiente circostante.
Non é sempre facile per i genitori rendersi conto se i propri figli hanno
dei problemi di cui é realmente necessario preoccuparsi, oppure se é
sufficiente qualche sgridata, una punizione o una maggiore severità nello
stabilire le regole.
Allo scopo di aiutare i padri e le madri a capire le eventuali difficoltà
dei loro figli elenchiamo qui di seguito alcune caratteristiche osservate
nei bambini e/o adolescenti con problemi di apprendimento, di comunicazione
e, di conseguenza di comportamento.
Uno dei sintomi che spesso riscontriamo negli individui che soffrono a causa
di un ascolto deficitario, anche quando questo non é dovuto a problemi di
natura organica, é un linguaggio che presenta le seguenti particolarità:
LINGUAGGIO RECETTIVO:
Necessità che le istruzioni vengano ripetute più volte.
Distrazione, irrequietezza, attenzione e concentrazione deficitarie in
situazioni di apprendimento e di comunicazione.
Tendenza ad interpretare male ciò che si dice, producendo, di conseguenza
reazioni strane che portano a ostacolare o addirittura impedire la
comunicazione con le persone circostanti.
Difficoltà a seguire e/o a partecipare alla conversazione in ambienti
estranei.
LINGUAGGIO ESPRESSIVO
Linguaggio lento, titubante e mal articolato.
Cattiva modulazione della voce (troppo bassa o troppo alta).
Voce caratterizzata da monotonia nel timbro, nel tono o nella fluidità.
IMMAGINE CORPOREA
Anche a livello della coscienza del corpo un’attenta osservazione ci può
portare a osservare quanto segue:
Equilibrio scarso e scarsa coordinazione nei movimenti del corpo.
Torpore nei movimenti.
Irrequietezza e conseguentemente movimenti eccessivi nel parlare o nell’
ascoltare.
Cattiva postura: troppo rigida (ipertonica) oppure tonicità insufficiente
(ipotonica).
Inversione di lettere o di parole, lievi o gravi con conseguenti difficoltà
nella scrittura. Questo può divenire un problema ancora più serio qualora
sfoci , in seguito, nella dislessia.
Difficoltà nelle capacità di organizzazione e di pianificazione.
Difficoltà di orientamento nello spazio e nel tempo.
ATTITUDINI E MOTIVAZIONI
In relazione a quest’aspetto dell’ascolto, della comunicazione e del
comportamento, le osservazioni più comuni sono le seguenti:
Atteggiamento indifferente, negativo o oppositivo nei confronti della
comunicazione e dell’apprendimento.
Tendenza a isolarsi o a evitare la comunicazione, sia in situazioni di
apprendimento (ad es. scuola), sia in situazioni sociali.
Mancanza di curiosità o interesse ad apprendere. Mancanza di interesse nella
comunicazione verbale e, nei casi estremi evitare di ricorrere all’uso del
linguaggio come mezzo per comunicare col mondo circostante.
Comportamenti aggressivi o più genericamente inadeguati all’interno del
nucleo familiare e/o in ambito scolastico e sociale.
Virus, MyDoom e Bagle i più segnalati a gennaio
http://www.reuters.com/locales/newsArticle.jsp?type=internetNews&locale=it_I
T&storyID=4249002
30 Jan 2004 11:53
MILANO (Reuters) - Sono MyDoom, che in questi giorni sta infettando i
computer di mezzo mondo, e Bagle i due virus -- comparsi entrambi nelle
ultime settimane -- che nel primo mese dell'anno sono stati i più segnalati,
almeno secondo una classifica stilata da Sophos, uno dei leader a livello
mondiale nella protezione anti-virus e anti-spam per aziende.
Questa speciale top-ten che, come si legge in una nota, esamina le
segnalazioni arrivate a Sophos nel gennaio 2004, mostra che le due new entry
del mese, ossia i worm MyDoom e Bagle, hanno conquistato le prime due
posizioni in classifica, rispettivamente con il 25,1% e il 16,3% delle
segnalazioni.
Seguono al terzo posto Sober-C (variante di Sober) con 9,9%, al quarto
Dumaru-A (virus Dumaru) con 5,3%, al quinto Mimail-J (variante di Mimail)
con 3,1%, al sesto Mimail-A (worm Mimail) con 2,7%, al settimo Mimail-K
(variante di Mimail) con 2,6%, all'ottavo Mimail-C (variante di Mimail) con
2,2%, al nono Mimail-I (variante di Mimail) con l'1,0% e al decimo Klez-H
(variante di Klez) con 0,8%, da 24 mesi in classifica
"Le due new entry dominano la classifica di gennaio, nonostante entrambi i
virus siano stati rilevati per la prima volta soltanto verso la fine del
mese", ha spiegato nella nota Graham Cluley, consulente di Sophos.
"Il worm MyDoom, che ha lanciato un attacco denial of service contro il sito
Web di SCO ed ha intasato migliaia di caselle di posta elettronica, è
comparso solo il 26 gennaio ed ha ricevuto più un quarto di tutte le
segnalazioni che ci sono arrivate questo mese".
Sco è un piccolo produttore di software che ha fatto causa ad Ibm perché
utilizzerebbe un suo codice per il sistema operativo Linux.
Secondo Sophos, Bagle è stato invece come una meteora. "Rilevato la prima
volta verso la metà del mese, è salito al secondo posto della classifica in
brevissimo tempo," ha continuato Graham Cluley. "Tuttavia, proprio come il
rover inviato su Marte di cui porta lo stesso nome, anche il worm ha avuto
vita breve. È stato creato infatti per disattivarsi il 28 gennaio."
Sophos ha rilevato e protetto da 608 nuovi virus in gennaio.
La nota informa che la società ha messo a disposizione materiale informativo
gratuito, continuamente aggiornato, per le reti Intranet e i siti Web con i
dati aggiornati sugli ultimi virus e sui falsi allarmi più recenti
all'indirizzo http://www.sophos.com/virusinfo/infofeed.
Santo mio, svegliati! Svegliati!
di Sri Daya Mata, Presidente attuale della SRF
tratto da:
Sri Daya Mata
SOLTANTO AMORE
Casa Editrice Astrolabio
lista Sadhana >> it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana
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Perché dobbiamo cercare Dio?
(Jyoti Mandram Hall, Bangalore, India, 31 dicembre 1967)
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Perché dobbiamo cercare Dio? Che cosa è Dio? Come possiamo trovarlo? La
risposta alla prima domanda è molto semplice. Dobbiamo cercare Dio perché
siamo fatti a Sua immagine e soltanto la Sua perfezione e la Sua stabilità
ci possono dare la felicità durevole.
All'uomo sono stati dati una mente e un corpo dotate di cinque sensi,
tramite i quali percepisce questo mondo finito e vi si identifica. Ma,
l'uomo non è, né il corpo, né la mente; la sua natura è lo Spirito, l'anima
immortale. Per quanto cerchi di trovare la felicità permanente attraverso le
percezioni dei sensi, pure le sue speranze, i suoi entusiasmi, i suoi
desideri continuano a infrangersi sugli scogli della frustrazione e della
delusione più amare. Tutto l'universo materiale è essenzialmente effimero e
sempre mutevole. Ciò che è soggetto al mutamento porta in sé i semi della
delusione.
Ed è così che la navicella delle nostre speranze terrene si arena, prima o
poi, nelle secche del disinganno. Dobbiamo cercare Dio perché è la fonte
della saggezza, dell'amore, della felicità, dell'appagamento. Dio è la
sorgente del nostro essere, la sorgente di tutta la vita. E noi siamo fatti
a Sua immagine. Quando Lo troveremo, capiremo questa verità.
Se trovare Dio è la meta dell'uomo, allora che cosa è Dio?
Tutte le Scritture e tutte le grandi anime che hanno parlato della propria
esperienza di Dio, hanno affermato che particolari qualità sono proprie
della natura dello Spirito. Ma, non possiamo ancora dire che cosa è Dio.
Nessuno è mai stato capace di descriverlo completamente.
Si racconta che una statua di sale si recò alla spiaggia per misurare la
profondità dell'oceano. Appena entrò nell'acqua si sciolse. La statua di
sale non potè misurare la profondità perché era diventata tutt'uno col mare.
La stessa cosa accade all'uomo. Il suo vero essere è composto delle medesime
qualità proprie dello Spirito. Nel momento in cui la sua anima si identifica
con l'Essere Infinito, l'uomo diventa una sola cosa con Dio e non può più
descriverlo. Molti santi però hanno spiegato ciò che si prova quando si è in
comunione con lo Spirito.
Tutte le Scritture dicono che Dio è pace, amore, saggezza, beatitudine.
Tutte concordano nel dire che Dio è l'Intelligenza cosmica, è l'Onniscienza
e l'Onnipresenza. E` l'Assoluto. E` il grande suono cosmico dell'Om, l'Amen
dei cristiani. E` la luce cosmica, questi sono attributi o qualità
dell'Infinito. E quando il devoto Lo cerca profondamente, comincia a
percepire queste varie manifestazioni del Divino.
Si dice che la prima prova della presenza di Dio nell'uomo sia la pace,
quella pace che nessuna cosa esterna può turbare. Quando l'uomo proietta i
suoi sogni, i suoi ideali, le sue speranze, le sue ambizioni su traguardi
umani, la pace che sente quando li raggiunge è solo temporanea. Questo mondo
è un mondo di dualità; la vita è fatta di piacere e dolore, salute e
malattia, caldo e freddo, amore ed odio, vita e morte. Il traguardo
dell'uomo consiste nel portare la sua coscienza oltre la legge della
dualità, oltre il velo di maya3 e trovare l'Uno presente in tutta la
creazione e al di là della creazione.
- Come possiamo trovare Dio? -
La domanda successiva è questa: "Come possiamo trovare Dio?".
Egli non può essere conosciuto per mezzo dei sensi, né misurato col metro
limitato dell'intelletto. Ogni qual volta cerchiamo di scoprire la Sua
Beatitudine, il Suo amore, la Sua saggezza e la Sua gioia nelle esperienze
dei sensi, restiamo delusi. Ma quando l'uomo, con la profonda meditazione,
impara a calmare il corpo e ad escludere i cinque sensi, un sesto senso,
l'intuizione, comincia a manifestarsi. Dio può essere conosciuto solo con
l'intuizione. Egli vuole che noi Lo conosciamo. Per questo ogni uomo è
dotato d'intuizione.
Il primo obiettivo, quindi, consiste nel calmare sia il corpo che la
mente, affinchè si possano udire i sussurri dell'intuizione. Il nostro Guru,
Paramahansa Yogananda, ci ha insegnato le tecniche di concentrazione e di
meditazione che, calmando il corpo e la mente, ci consentono di comunicare
direttamente con l'Infinito. Eppure, quante persone nel corso dei miei
viaggi attorno al mondo mi hanno detto: "Lei è fortunata, lei ci riesce, ma
io non ho fortuna. Dio non mi risponde".
Dio non risponde perché il devoto non prova per Lui un desiderio
sufficientemente intenso e non ha imparato a meditare profondamente. Il
Maestro ci diceva: "Quando meditate dovete sforzarvi di liberare la mente da
tutte le preoccupazioni e le irrequietezze fisiche e mentali. Dovete
dimenticare il corpo e dimenticare la volontà guidata dall'ego. Questi sono
i passi fondamentali che i fedeli di tutti i sentieri spirituali devono fare
se vogliono comunicare con Dio. Come riuscirvi? Con la pratica delle
tecniche yoga di concentrazione".
Guruji ci ha insegnato a riservare un angolino della nostra casa
esclusivamente alla meditazione, per pensare a Dio; e ci ha insegnato al
allontanare dalla mente ogni altra cosa non appena ci sediamo quieti in quel
'tempio'. Dovremo pur farlo al momento della morte, vero?
In un istante, tutti gli impegni che riteniamo così importanti in questo
mondo, la cura per il corpo che si assorbe tanto tempo, dovranno essere
abbandonati al richiamo della morte. Quindi nessun dovere in questo mondo è
più importante del nostro dovere verso Dio, poiché niente può essere
compiuto senza il potere che proviene da Dio. Perciò quando meditate,
liberate la mente da tutte le preoccupazioni e riuscirete a farlo se
imparerete a concentrarvi.
Il punto successivo è questo: il devoto deve sviluppare l'umiltà.
Finchè non impareremo a dimenticare noi stessi, non potremo colmare la
coscienza del pensiero di Dio. La coscienza dell'io, io, io deve sparire.
Dobbiamo imparare a mettere in pratica quell'umiltà di cui parla la Bhagavad
Gita:
Rettitudine, aver cura di non ferire le creature viventi;
Sincerità, non essere facile all'ira,
Mente che rinuncia a ciò cui gli altri ambiscono;
Equanimità e benevolenza nel rilevare
I difetti altrui; tenerezza per chi soffre;
Cuore lieto, non turbato da desideri;
Contegno mite, modesto ed austero,
unito a nobile coraggio,
Pazienza, fermezza e purezza;
Spirito non vendicativo, né incline
Alla superbia: questi sono i tratti,
O principe indiano, di colui che ha posto
Saldo il piede sul giusto sentiero
Che conduce alla nascita divina!
L'umiltà e l'abbandono del proprio sé, del cuore, della mente e
dell'anima. E` l'abbandono dell'intero essere ai piedi del Divino. Come si
mette in pratica? Siate come il devoto che segue il sentiero del Karma Yoga:
offrite i frutti di tutte le vostre azioni ai piedi di Dio. Abbiate sempre
presente questo pensiero: "Signore, Tu sei l'Artefice; io non sono niente.
Tu sei la luce che splende nella lampadina, io sono soltanto la lampadina".
Un ulteriore passo consiste nell'esercitare la pazienza. Quando
meditiamo dobbiamo trascendere totalmente la coscienza del tempo. Anche se
meditiamo solo per cinque minuti, per quei cinque minuti dobbiamo
concentrarci al cento per cento su Dio. La mente non deve pensare a niente
di esteriore, ma deve interiorizzarsi sempre più profondamente, finché le
acque della pace, della beatitudine e dell'amore divino non comincino
lentamente a sgorgare nella coscienza.
Dobbiamo anche saperci accontentare di piccoli passi. All'inizio,
quando meditate, non aspettatevi grandi esperienze; accontentatevi del più
lieve barlume del Divino dentro di voi, di un senso di serena pace nel
profondo della coscienza.
Una delle ragioni per cui alcune persone non riescono a meditare
profondamente è che cercano con ansia una esperienza gioiosa e si
scoraggiano se non ricevono dal Divino una risposta immediata. Il Signore ci
mette alla prova in questo modo.
Egli non si manifesta ai suoi devoti fino a quando non è convinto, al
di là di ogni dubbio, che il loro amore per Lui e il loro desiderio di Lui
sono incondizionati. Quando Egli sa che facciamo veramente sul serio, che
non possiamo essere appagati da nessun altro dono più piccolo che potrà
mandarci, allora ci concederà Se stesso.
Guruji diceva spesso: "Dobbiamo essere come il bambino cattivo. Quando il
bambino piange, la mamma, sperando di calmarlo, gli dà dei giocattoli così
da potersi dedicare alle faccende domestiche. Ma ogni volta che il bambino
cattivo riceve un giocattolo, lo prende e lo butta per terra continuando a
strillare perché vuole la mamma. Allora, la madre non può far altro che
accontentare il suo bambino".
La stessa cosa accade con il Divino: finché la Madre Cosmica vede che un
dono basta a farci contenti, continuerà a mandarci dei giocattoli e a
rimanere lontana. Ma se riusciamo a convincerla che siamo sinceri, con la
costanza della nostra devozione, con il nostro amore incondizionata, con
l'umiltà e l'abbandono, e gridiamo: "Madre, i Tuoi giocattoli non possono
più soddisfarmi, io voglio solo Te!", allora la Madre Divina ci risponderà.
Quando meditate frettolosamente, o ansiosamente, l'oggetto stesso della
meditazione, quell'Essere Divino da cui cercate una risposta, sfugge alla
rete della concentrazione. Il segreto della ricerca di Dio nella meditazione
sta nell'eliminare l'irrequietezza, l'impazienza e l'ansia.
- I frutti della meditazione -
Quali sono i frutti della profonda meditazione? Prima di tutto l'uomo
diventa una creatura piena di pace. Qualunque cosa gli riservi la vita, la
sua coscienza rimane concentrata sul Sé. Krishna insegnò a Arjuna a rimanere
ancorato a ciò che è immutabile. L'unico principio immutabile nella
creazione è Dio. Ogni altra cosa è soggetta al mutamente, perché è soltanto
uno dei suoi pensieri di sogno.
Voi ed io sembriamo così reali, questi corpi sembrano così solidi, il mondo
intero sembra proprio durevole. Eppure questa apparente realtà è soltanto il
pensiero condensato del Sognatore cosmico. Nel momento in cui distogliamo la
mente dal mondo, così come avviene per Lui, anche per noi il mondo non
esiste più. Nell'istante in cui rivolgiamo la mente all'Infinito, cominciamo
a percepire lo stato naturale della nostra anima quale espressione
individualizzata del Sé Cosmico.
Se Dio è amore, pace, saggezza, gioia, anche noi, fatti a Sua immagine,
abbiamo la medesima natura. Ma chi sa di avere questa natura? Ogni notte
quando ci addormentiamo, l'Amore infinito nella Sua compassione ci permette
di dimenticare per poche ore il corpo con tutte le sue preoccupazioni e i
suoi problemi. Ma la mattina, quando ci svegliamo, riprendiamo
immediatamente la coscienza propria di un essere finito, legato da
limitazioni, abitudini, stati d'animo e desideri molteplici. Finché restiamo
così condizionati non ci possiamo conoscere come anime.
L'unico modo per spezzare le catene, le corde nascoste che ci legano
alla forma fisica, è la meditazione. E la prima prova dell'esistenza di Dio
in noi è un grande senso di tranquillità interiore che cominciamo
gradualmente ad avvertire.
Continuando a meditare sempre più profondamente, la coscienza si
espande. Si risveglia allora il desiderio di dimenticare questa piccola
forma corporea e di contemplare il Sé in tutti gli esseri. Vogliamo aiutare
gli altri e nasce in noi il desiderio di servire altruisticamente l'umanità.
Meditando giorno dopo giorno, per tutta la vita, cominciamo a percepire
il grande oceano d'amore presente in noi. La devozione per Dio ci porta a
quello stato in cui Lo sentiamo come l'Amore cosmico che si esprime
attraverso tutte le manifestazioni umane dell'amore. Senza l'amore che
proviene da Lui non potremmo amare nessuno. Senza il potere che proviene da
Lui non potremmo né pensare né respirare. Eppure escludiamo dalla nostra
vita proprio quell'Essere da cui dipendiamo in ogni istante dell'esistenza e
ci aggrappiamo a questo mondo come se ci appartenesse.
- Dio è il comune denominatore di tutta la vita -
Potreste chiedervi: "Allora, per cercare Dio, è necessario che io
abbandoni il mondo e mi rifugi in qualche remota caverna?" Niente affatto,
dobbiamo saper trovare Dio proprio dove Lui ci ha posti in questo mondo, con
l'altruismo, con la meditazione e sforzandoci di mettere in pratica
continuamente la Sua presenza nella vita. In breve, dobbiamo ridurre la vita
e tutte le sue attività ad un comune denominatore. Dio è quel comune
denominatore. Invece di escluderlo da tutte le nostre azioni, dovremmo
includerlo in tutto ciò che facciamo: mangiare, dormire, lavorare, amare i
nostri cari, pensando sempre a Lui come all'Amato cosmico della nostra
anima.
E` molto facile amare Dio quando impariamo a cercarlo nella profondità
dell'autentica devozione. Senza la devozione e la meditazione non si può
conoscere Dio; ma, conoscerlo è la cosa più facile del mondo quando, come
bambini, Lo invogliamo silenziosamente dal profondo della coscienza.
Tutti i giorni ogni essere umano dovrebbe dedicare un po' di tempo alla
profonda meditazione, dimenticando il mondo, cercando Dio e parlandogli con
il cuore. Il nostro Guru diceva spesso:
"In questo universo tutto appartiene al mio Amato. Ma persino l'Amato che
tutto possiede cerca qualcosa, piange per qualcosa. Questo 'qualcosa' è il
vostro amore. Finchè non ritornerete a Lui soffrirete; e al tempo stesso
soffre anche Lui perché desidera tanto il vostro amore".
Quindi, lo scopo del genere umano è trovare Dio, e quando Lo trova,
conseguire la libertà da tutte le preoccupazioni e le sofferenze del mondo.
Nella libertà è insita l'esperienza di un amore travolgente, di una beata
unione con l'Amato cosmico. Questa è la meta della vita. E la via che
conduce a questa meta è la profonda meditazione in cui dimentichiamo noi
stessi.
Quando meditate, dimenticate tutto. In India molti ricercatori di Dio
vanno a meditare a lungo e profondamente nei campi crematori, perché in tali
luoghi viene riportata alla memoria la cruda realtà della vita terrena; essa
non significa niente poiché ciascun uomo, a prescindere dai traguardi
raggiunti in questo mondo materiale, dovrà un giorno abbandonare il corpo
come se fosse una piccola massa d'argilla. Perciò, quando meditate dite a
voi stessi:
"Sono morto per il mondo. Sono morto per la mia famiglia. Sono morto per
tutti i miei doveri. Sono morto per i sensi. Sono morto per ogni cosa
finita. Solo il mio Amato esiste per me".
Con questa consapevolezza, meditate profondamente ed invocatelo.
L'uomo è la creazione più perfetta di Dio, perciò insultate voi stessi
e Lui quando dedicate tutta la vostra attenzione alle cose del mondo. Finché
penserete di non avere tempo per Dio, potete essere certi che Egli non avrà
tempo per voi.
Egli è sempre in attesa del vostro invito ma, come diceva spesso il nostro
Guru:
"Dio è molto timido. Non verrà finché non saprà che voi Lo volete".
Questa è la ragione per cui sentite un grande vuoto nella vita, un grande
senso di inutilità e di futilità. Continuerete a sentire questo vuoto,
continuerete a soffrire finché non vi risveglierete dal vostro sogno
illusorio e non vi renderete conto di non potere esistere senza di Lui.
Quando comincerete a capire che soltanto Dio può appagare il vostro cuore,
allora, e non prima, comincerete a sentire pian piano la Sua dolce risposta.
Nella Gita Sri Krishna afferma che meditare anche soltanto un poco
servirà a salvare l'uomo dalle terribili sofferenze di questo mondo. Quindi,
la meditazione deve costituire un momento essenziale della giornata, così
come lo costituisce l'alimentazione. L'uomo non esita a prendersi cura del
corpo; lo nutre, lo veste e lo fa riposare regolarmente. Ma quanto trascura
il Sé! L'uomo non è il corpo, eppure dedica la maggior parte del tempo,
degli sforzi, del denaro e dei suoi interessi a prendersi cura della piccola
dimora corporea in cui vive soltanto per qualche anno. Che grande insulto
all'anima!
Non c'è da meravigliarsi che l'uomo soffra sulla terra. Merita di
soffrire e continuerà a soffrire finché non si scuoterà da questo sogno
illusorio. L'uomo non è stato messo qui soltanto per nascere, crescere,
riprodursi e morire. Questo lo fanno gli animali. L'uomo ha avuto il bene di
essere dotato di un'intelligenza superiore, del potere del discernimento e
della facoltà del libero arbitrio. Nessun'altra creatura di Dio ha queste
qualità. E` assurdo ignorarle o usarle male. Non siamo animali, siamo esseri
divini, immagini di Dio e soffriremo finché non manifesteremo quelle qualità
spirituali di cui Egli ci ha dotati.
Sri Krishna dice al suo amato discepolo Arjuna: "Esci dal Mio oceano di
sofferenza". L'uomo si sforza ancora di dimostrare a essere stesso che il
mondo non è un oceano di sofferenza, ma non ci riuscirà mai. A volte siamo
certi di avere catturato la farfalla della felicità, ma l'istante dopo ci è
già sfuggita dalle mani. Perché non concentrarci sull'anima, l'uccello del
paradiso che dimora nella gabbia corporea. Nutritelo ogni giorno dell'unico
cibo che le tiene in vita: la devota meditazione. Dovremmo dire: "Riserverò
egoisticamente almeno un'ora al giorno per nutrirti, anima mia. In quell'ora
dimenticherò il mondo".
Il Guru di Paramahansaji, Swami Sri Yukteswar, amava molto questo canto
in cui Dio parla al Suo devoto immerso nel regno dell'illusione terrena:
Santo mio, svegliati, svegliati!
Tu non hai meditato, non ti sei concentrato,
Hai sprecato il tuo tempo in parole vane.
Santo mio, svegliati, svegliati.
La morte verrà alla tua porta
E più tempo non avrai
Per liberare la tua anima.
Santo mio, svegliati, svegliati!
Perciò pregate incessantemente: "Anima mia, svegliati dal tuo sogno.
Svegliati, non dormire più. Svegliati, non dormire più".
Si dice che la differenza tra un santo e un peccatore sia una sola: il
santo è passato attraverso le stesse prove, ma ha rifiutato di arrendersi.
Ripetete costantemente il nome del Divino dentro di voi, non distrattamente,
ma come insegna Guruji: "Quando pronunciate interiormente il Suo nome, fate
che il vostro pensiero e la vostra devozione fluiscano completamente in
esso". Sussurrate costantemente all'Amato cosmico: "Verrà mai quel giorno in
cui soltanto nel pronunciare il Tuo nome tutto il mio essere arderà
d'amore?".
Quando arriverà quel momento il devoto scoprirà che la vita ha un nuovo
significato. Sarà un'esperienza gioiosa. Dovunque guarderà, vedrà un
riflesso del suo Amato e nelle avversità imparerà, come diceva Gurudeva: "A
rimanere imperturbabile nel fragore dei mondi che crollano". Allora
comprenderà: "Sono l'anima; il fuoco non può bruciarmi, né la spada
trafiggermi, né l'acqua annegarmi. Io sono Quello".
Vivere in questo modo significa trovare quella libertà in cui niente vi
può condizionare. In tutte le esperienze della vita scoprirete di essere fra
le amorose braccia protettive dell'Amore della vostra anima.
Il sonno della coscienza
Newton
01 marzo 2003
Cosa succede al cervello durante l' anestesia ? E se per caso ci si sveglia
all' improvviso ? È reale la sensazione di entrare in un tunnel ? E quali
tecniche alternative e più " dolci " sono oggi disponibili ?
Un buco nero. Un tunnel. Dove la coscienza svanisce e non si ha più il
controllo del proprio corpo e nemmeno di se stessi. Questa è l' anestesia
per chi la subisce. Una terra di nessuno popolata ancora da mille paure:
cosa succede al mio cervello quando mi addormentano ? E se mi sveglio
improvvisamente prima del tempo, mentre i chirurghi sono ancora all' opera
nel mio corpo ? Fino alla domanda che tutti si fanno anche se nessuno ha il
coraggio di ammetterlo: c' è il rischio che non mi risvegli più ?
Per i medici che abbiamo intervistato, questi timori assomigliano un po' a
quelli dell' aereo. In nessun caso il rischio è zero, ma in entrambi i casi
molte preoccupazioni risultano infondate, soprattutto alla luce dei
progressi che l' anestesia ha compiuto negli ultimi anni. Operazioni sotto
controllo: "addormentare un paziente", dice Nino Stocchetti, professore
associato di Anestesia e Rianimazione all' Università di Milano, "è un po'
come pilotare un aereo: si decolla, si vola, si atterra. E non si può fare
nessuna di queste operazioni senza gli strumenti che segnalano di volta in
volta cosa sta accadendo. Questa è l' anestesia moderna, una tecnica fatta
in buona parte di monitoraggio". Quando il paziente scivola nel sonno tutte
le sue funzioni vitali sono affidate all' anestesista. La persona dorme
profondamente, non sente dolore, in alcuni casi, per esempio negli
interventi all' addome, i suoi muscoli sono completamente rilassati. "In un
certo senso", spiega Stocchetti, "noi ci "impossessiamo" delle funzioni del
paziente. Possiamo dire che l' anestesia è un sistema per rendere il
paziente in grado di non rispondere agli stimoli nocivi e massicci dell'
intervento chirurgico". Per questo l' anestesia comincia quando lo
specialista scandaglia in profondità la storia del paziente. È un passaggio
fondamentale perché serve a conoscerne il "potenziale biologico", quanto è
in forma o quanto invece è vulnerabile ad anestesia e chirurgia. Questo,
insieme al tipo di intervento, permette di quantificare con precisione i
rischi.
E se mi sveglio durante l' intervento?: una delle paure più diffuse tra chi
deve sottoporsi a un' operazione è di svegliarsi durante l' intervento e
provare dolore. Gli esperti però rassicurano: esistono segnali
inequivocabili che avvisano quando il sonno diventa meno profondo,
permettendo ai medici di correre ai ripari immediatamente. "Una piccola
cannula inserita nell' arteria", spiega Stocchetti, "registra la pressione
mostrando in ogni istante sul monitor ciò che succede. Bastano un leggero
rialzo della pressione arteriosa e un aumento della frequenza cardiaca a
segnalare che la persona risponde al dolore, anche se non consapevolmente.
Ciò indica che bisogna aumentare leggermente le dosi dei farmaci".
Dormire privi di coscienza: nel sonno naturale una parte del cervello resta
vigile e la coscienza è parzialmente attiva, tanto che si sogna e si
reagisce all' ambiente circostante, alle luci e ai rumori. Nel sonno
artificiale della sala operatoria, invece, anche la coscienza si addormenta.
È questa la differenza fondamentale fra le due situazioni. Spiega Carlo
Caltagirone, direttore scientifico della Fondazione Santa Lucia e docente di
neurologia all' Università Tor Vergata di Roma: "Nell' anestesia generale i
farmaci agiscono abbassando l' attività della corteccia cerebrale (la
"materia grigia"), che quindi viene in qualche modo alterata o comunque
modificata.
Ed è la corteccia, la struttura che ci fa pensare, quella a cui di solito si
fa riferimento parlando di coscienza e quindi anche di consapevolezza e
partecipazione all' ambiente. Così percezioni e sensazioni sono ridotte al
minimo". Naturalmente non tutto il cervello è fuori uso, dato che continua a
controllare parte delle funzioni vitali, "ma il paziente è sostanzialmente
incosciente, quindi privo di consapevolezza e di memoria di quanto avviene
durante l' anestesia".
Restano brutti ricordi?: eppure, talvolta qualcuno sostiene di "ricordare"
episodi avvenuti durante questo sonno artificiale. Oppure, racconta di aver
avvertito, al momento di addormentarsi, la sensazione di cadere nel vuoto o
l' impressione di entrare in un tunnel. I medici confermano. "La sensazione
della coscienza che se ne va quando comincia a fare effetto l' anestesia può
essere vissuta, o meglio rielaborata successivamente, proprio come un senso
di caduta oppure di una luce che si allontana", spiega Caltagirone. "Per
esempio, ciò accade quando al paziente vengono raccontati episodi accaduti
durante l' anestesia. Poiché la memoria della persona ha una lacuna nella
successione degli avvenimenti, tenda a rielaborare le proprie informazioni e
a riempire questi vuoti, un po' come si fa ricostruendo da svegli i propri
sogni".
Più concreta e reale è invece la possibilità, al risveglio, di essere
coscienti ma sentire il corpo paralizzato. "Questa situazione", continua l'
esperto, "è sempre più rara ma può verificarsi se il livello di anestetico è
più basso di quello del farmaco usato per bloccare la muscolatura. Dopo
poco, però, anche questo effetto svanisce". La paura di non risvegliarsi: ma
la preoccupazione più frequente è un' altra: quella di non risvegliarsi più.
Ogni tanto le cronache dei giornali riportano casi simili, magari in seguito
a interventi di poco conto come l' asportazione delle tonsille. "Bisogna
sempre considerare che la chirurgia e l' anestesia generale rappresentano
profonde perturbazioni per l' organismo", risponde Stocchetti. In
particolare, durante l' anestesia generale il cervello funziona a basso
regime: consuma poco ossigeno, viene irrorato meno dal sangue e l' attività
biochimica dei neuroni rallenta. Il rischio è dovuto proprio a un
imprevisto, ulteriore rallentamento di queste funzioni. Ma oggi le
conseguenze gravi dovute all' anestesia si sono ridotte a uno due casi ogni
100mila interventi. "In effetti", osserva Stocchetti, "le complicanze dovute
all' errore umano sono possibili, ma poco frequenti.
Anche la qualità della strumentazione ha un ruolo. Si può anche essere bravi
piloti, ma non si riuscirà mai a portare un aereo nella nebbia senza il
radar". Sempre meno dolore: rispetto a pochi anni fa, anche la fase
successiva all' uscita dalla sale operatoria è cambiata: ora si
chiama"risveglio protetto". Oggi il medico fa in modo che l' effetto
analgesico prosegua per qualche giorno, perché si è capito che il dolore
post operatorio non è solo una sofferenza per il malato ma può provocare
danni all' organismo stesso. "L' intervento può causare dolore post
operatorio, a volte molto intenso, cui il malato risponde limitando i
movimenti che risvegliano la sofferenza, in particolare la tosse. Contro
questa situazione, che può causare complicanze respiratorie e polmoniti, si
usano farmaci antidolorifici e allenamento preventivo, insegnando al malato
a tossire e respirare nel modo corretto per soffrire poi di meno. Nelle
condizioni ideali, la sofferenza postoperatoria deve essere vicina allo
zero". "Del resto", continua Stocchetti, "ormai si possono affrontare casi
di ogni genere proprio grazie all' anestesia: quarant' anni fa sarebbe stato
impensabile operare un ultraottantenne, vent' anni fa impossibile, oggi è
normale".
Sosta in area di parcheggio: ritornando al passato, fino a venti anni fa il
paziente dopo l' intervento veniva riportato subito in corsia, ancora mezzo
addormentato. Ora che si è capito quanto sia importante anche la fase del
risveglio, sono state attrezzate in molti ospedali le recovery room, stanze
in cui il paziente viene sorvegliato finché non ha gradualmente recuperato
la completa autonomia per essere poi riportato in corsia. "Oggi l'
anestesista non finisce più il suo compito in sala operatoria, ma continua a
proteggere il malato in ogni fase della sua degenza", spiega Stocchetti.
"Come lo accompagna nel sonno, così lo guida nel risveglio, tenendo sotto
controllo quelle variabili soggettive come la capacità del fegato di
metabolizzare il farmaco e dei reni di eliminarlo, spesso molto diverse da
persona a persona".
Una novità: l' ipnosi: proteggere di più l' individuo significa anche
mettere in primo piano le sue esigenze, al punto che là dove una volta si
usava l' anestesia generale, oggi questa viene evitata. È il caso del parto
cesareo, in cui fino ad alcuni anni fa si addormentava la mamma il minimo
indispensabile per tutelare il bambino. Ma in questo modo la madre rischiava
comunque qualche sofferenza. Oggi si usa l' iniezione epidurale, che blocca
solo la trasmissione del dolore mantenendo cosciente la mamma. La vera
novità degli ultimi anni è però l' ipnosi, impiegata non solo in sala parto
ma anche per piccoli interventi come l' asportazione di un neo, in
gastroenterologia e in odontoiatria. Dice Vincenzo Mastronardi, direttore
scientifico del Centro italiano di ipnosi clinica e sperimentale e docente
di Psicopatologia forense all' Università La Sapienza di Roma. La mente
depistata "Quando si soffre, per una ferita, le doglie o un mal di denti,
determinati centri nervosi del nostro cervello amplificano queste
sensazioni.
Così, una particolare struttura cerebrale potenzia fino a 100 uno stimolo
che in realtà vale soltanto dieci. Le immagini e le sensazioni positive
suscitate durante la seduta ipnotica permettono al contrario di "depistare"
la mente, tanto che uno stimolo doloroso di potenza dieci provoca una
risposta di intensità pari o, addirittura, zero". "L' ipnosi clinica
rappresenta l' interruttore che fa spegnere alcune lampadine lasciandone
accesa solo una. Questo è possibile", prosegue Mastronardi, "per il fenomeno
del monoideismo: una sola idea in quel momento possiede la mente dell'
individuo". Così una donna in preda alle doglie non sente dolore, una
persona può sottoporsi a una gastroscopia senza anestesia o sopportare un
intervento alla mascella senza problemi. "La comunicazione ipnotica",
aggiunge l' esperto, "agisce sull' emisfero destro del cervello, che
controlla le emozioni, il piacere e la consapevolezza di appartenere a una
persona, un gruppo. "In questo modo l' individuo si sente amato, protetto,
"carezzato" dalle parole dell' ipnotista che, aiutandosi con immagini e
musica, focalizza l' attenzione del paziente su qualcosa di diverso dal
dolore". Anche questa è anestesia, un sonno artificiale un po' particolare,
a occhi aperti.(ha collaborato Laura Bozzetto).
Tutte le tecniche antidolore: anestesia generale. Per addormentare
profondamente il paziente si usano farmaci ipnotici, che agiscono sul
sistema nervoso centrale. Possono essere somministrati per via inalatoria o
endovenosa. Per rilassare i muscoli si utilizzano curari o miorilassanti,
pertanto il paziente non è più in grado di respirare da solo e viene aiutato
artificialmente con un tubo posizionato in trachea. Gli analgesici agiscono
sul sistema nervoso centrale, bloccando la trasmissione del dolore.
Anestesia loco regionale: il paziente rimane sveglio e l' anestetico viene
iniettato intorno alle vie nervose situate nella zona del taglio, affinché
non si provi dolore. Così il malato si riprende più rapidamente e non soffre
di effetti collaterali quali mal di gola, nausea, vomito. Nell' anestesia
locale viene fatta un' iniezione direttamente intorno alla zona da operare,
nella pelle o intorno a un nervo. Si usa per l' asportazione di nei e cisti
sebacee o per piccole ernie. Nell' anestesia spinale si inietta l'
anestetico nello spazio tra due vertebre, dove si trova il liquido in cui è
immerso il midollo spinale. È impiegata per interventi agli arti inferiori e
al basso addome e blocca la conduzione degli stimoli lungo i nervi togliendo
sensibilità dall' ombelico alla punta dei piedi. Ha effetto immediato e dura
poche ore. L' anestesia epidurale è simile alla precedente, solo che l'
anestetico è iniettato fuori dalla membrana che racchiude il midollo spinale
e il liquido che lo bagna. Questo tipo di anestesia toglie dolore e
sensibilità ma lascia inalterata la coscienza. Perciò è molto usato nei
parti.
Musica e DVD per addormentarsi meglio: un lettore e una cuffia: così in un
ospedale genovese si aiutano i pazienti a sopportare meglio l' anestesia e
l' intervento chirurgico. E la new age non c' entra: il momento di maggior
tensione per un paziente ? Quello in sala pre operatoria, concordano gli
esperti. Ecco perché Ecco perché circa otto mesi fa è partito a Genova un
esperimento un po' particolare: un DVD viene inserito in un lettore
collegato a un visore a occhiali e fatto vedere, con accompagnamento
musicale, ai pazienti che devono essere sottoposti a interventi della durata
di un' ora, un' ora e mezzo. Ebbene i pazienti che guardano il video e
ascoltano la musica non solo si addormentano più facilmente, ma si svegliano
anche più sereni e meno sofferenti, a dimostrazione di come tensione e paura
amplifichino negativamente gli effetti dell' anestesia. Spiega Pier Luigi
Santi, direttore della cattedra di Chirurgia plastica presso l' Istituto dei
tumori di Genova: "Per ora i risultati del nostro esperimento riguardano un
numero limitato di pazienti, circa 25, ma sono incoraggianti e intendiamo
proseguire su questa strada". "Nel video", prosegue Santi, "mostriamo
immagini tratte dal film L' uomo che sussurrava ai cavalli in cui si vede un
bellissimo animale che galoppa al rallentatore, la criniera al vento. Anche
la musica richiama i suoni della natura e dato che le cuffie non disturbano,
la lasciamo accesa anche durante l' intervento".
Giongo Patrizia
PER OTTENERE RISULTATI
Tutte le persone di successo hanno una capacità fondamentale: quella di
rimanere saldi, chiari e sicuri anche al centro delle “tempeste” emotive.
Come fanno? Semplice queste persone hanno capito una principio fondamentale
che tutti dovremmo seguire : mai dedicare più del 10% del tempo al
problema e sempre dedicare almeno il 90% alla soluzione.
Roberto Re
FRASE DEL GIORNO: “Ogni problema contiene in sé il seme della sua
soluzione.”
Brian Tracy
Quando gli ostacoli arrivano, affrontateli con coraggio.
Essi vi irrobustiscono e vi rendono forti.
La sofferenza e la miseria sono situazioni alle quali,
in questa commedia cosmica, non è possibile sfuggire.
Non è Dio a decretare l'esistenza di queste calamità,
bensì è l'uomo ad attirarle a sè, in forma di retribuzione
per le sue azioni.
Esse sono la corretta evoluzione naturale che induce l'uomo
a rinunciare al sentiero sbagliato.
Tutto questo fa parte della grande sintesi in cui le negatività
servono a glorificare tutto ciò che è positivo.
Pertanto la morte glorifica l'immortalità, l'ignoranza glorifica la
conoscenza, la sofferenza glorifica la beatitudine e la notte glorifica
l'alba.
(Un Maestro indiano)
"Egli è il più vicino dei prossimi, il più caro dei cari. Amatelo come un
mendicante ama il denaro, come un ardente innamorato ama il suo amore, come
una persona che annega ama il respiro. Quando desiderate Dio con intensità,
Egli verrà a voi."
(Paramahansa Yogananda)
news:
Morgan Spurlock, newyorkese di 33 anni, si e' volontariamente sottoposto a
un importante esperimento scientifico: per 30 giorni ha sempre e solo
mangiato da McDonald's.
L'impatto che la dieta ha avuto sulla sua salute e' stato devastante. L'uomo
e' ingrassato di 10 kg, il suo colesterolo e' passato da 165 a 230, ha
sofferto di mal di testa, depressione, ma soprattutto calo della libido.
Cio' che ha colpito i medici e' stata la velocita' con cui Spurlock ha
cominciato ad avere problemi di salute.
Ora si sta sottoponendo a una dieta disintossicante a base di frutta,
verdura, ecc.
(Fonte: Vita.it)
Grillo l'economista
Secondo Beppe Grillo, il piu' grande economista vivente, il crak della
Parmalat e' stato solo il primo. Il comico genovese sottolinea come Fiat,
Telecom e Benetton continuino ad emettere bond e azioni pur avendo un debito
9 volte maggiore di quello Parmalat.
(Fonte: IlNuovo)
Davide Calabria
Da oggi, in Inghilterra e Galles, la cannabis e i suoi derivati sono
declassati a "droga di livello C", come gli antidepressivi e gli steroidi.
Uso e possesso non comporteranno piu' l'arresto.
(Fonte: Repubblica)
La Exxon Mobil e' stata condannata a pagare 6,75 miliardi di dollari come
risarcimento per il disastro ambientale provocato nel 1989 dalla petroliera
Exxon Valdex al largo dell'Alaska meridionale. I soldi saranno ripartiti tra
32.000 danneggiati, tra cui ci sono imprese, pescatori e comuni della zona.
Dallo scafo fuoriuscirono oltre 11 milioni di galloni di petrolio che
coprirono 1.000 miglia di costa.
Quasi sicuramente la multinazionale ricorrera' in appello.
Per smettere
L'Istituto di Farmacologia di Messina sta sperimentando, per ora con
risultati positivi, un nuovo farmaco per smettere di fumare. Il principio
attivo e' una sostanza, il bupropione, derivata dall'Iperico.
"L'iperico - spiega Fabio Firenzuoli - contiene flavonoidi e un mix di
sostanze che, come il bupropione, aumentano la biodisponibilita' di
serotonina, noradrenalina e dopamina, neurotrasmettitori che aiutano chi
vuole smettere di fumare a non ricadere nella dipendenza. Oltretutto i
flavonoidi hanno la proprieta' di mantenersi a lungo, al contrario di altre
sostanze che decadono in fretta".
(Fonte: Il Tirreno)
Ketchup
Sequestrato nel Cremonese, nel Lazio e in Sicilia il ketchup Mato Mato della
Kraft. Conterrebbe un colorante cancerogeno e quindi vietato dall'Unione
europea. L'ispettorato centrale repressione frodi ha sequestrato oltre 22
tonnellate di prodotto.
(Fonte: Ansa)
Stando a un comunicato della Kraft delle ultime ore il Mato Mato Ketchup
finito nel mirino, concerne solo il tipo Piccante, gia' ritirato a settembre
da Kraft.
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contattarci per discutere la rimozione della parte offensiva o lesiva.
Piovono pietre
Di Lorenzo Zenone
tratto da «La Voce della Campania»
dicembre 2003
Un televenditore di gioielli oggi uscito dal settore vuota il sacco. E
spiega alla Voce i principali trucchi che circolano sull’etere campano (e
non solo). Eccoli.
Chi non ha mai pensato di comprare un girellino in tv? Per qualcuno la
tentazione è forte, soprattutto quando di sentono frasi del tipo: «Possiamo
praticarvi questi prezzi perché i fabbricanti siamo noi e quindi non ci sono
passaggi di mano», o ancora: «Questo lotto proviene da un fallimento, per
cui il prezzo è irrisorio». Le televendite di gioielli in Campania e non
solo, rappresentano una realtà di grossi fatturati. Anche i telespettatori
che comprano in tv pensano (e sperano) di fare grandi affari risultano in
continuo aumento, come dimostra la proliferazione delle ditte che operano in
questo settore. Ogni pomeriggio l’etere di riempie di venditori più o meno
urlanti che propongono oro, argento, diamanti, rubini e zaffiri; piccoli e
grandi tesori che poi, a differenza di altri beni voluttuari, rappresentano
comunque un investimento.
Ma è sempre così? E’ davvero tutto oro, quello che luccica? Un «fuoriuscito»
dalla rutilanti televendite campane via tv racconta alla Voce i trucchi più
frequenti. E mette in guardia i consumatori. «Innanzitutto – dice – c’è oro
e oro. E anche tra le pietre preziose, apparentemente simili, esistono
grosse differenze».
A spiegare nei dettagli le regole per non sbagliare sono gli esperti dell’
Istituto Gemmologico Italiano, che ha sede a Sesto San Giovanni e
rappresenta un po’ «la Cassazione» del settore. «Se si parla di oro – spiega
Renato Pavan, segretario generale dell’IGI – il riferimento è a quello a
diciotto carati con 750 millesimi di titolo (vale a dire che su mille parti,
750 sono di oro puro, ndr).
Carature minori, come quella di dodici, assai comune, riducono di gran lunga
il valore dell’oggetto».
E i diamanti? «Per molti – avverte la nostra «gola profonda» - basta che una
pietra sia catalogabile come diamante per valere chissà quanto, almeno a
parole. In realtà il mercato dei diamanti ha delle leggi ben precise,
proprio come quello delle case o delle auto e, imparando a conoscerle, si
capisce che un pezzo pregiato non può certo costare poco».
«I parametri che determinano il valore economico di un diamante – chiarisce
Loredana Sangiovanni dell’IGI – sono fondamentalmente quattro: colore,
purezza, peso e taglio». Per i colori esiste un’apposita scala cromatica che
va dalla lettera D alla Z. «La D rappresenta il non plus ultra del bianco.
Più di scende verso la Z, più il colore è scadente, più cala il valore». Le
tonalità tendenti alla Z sono quasi giallo champagne. Altra cosa sono i
colori fancy. I più comuni di solito di presentano marroni (fancy brown) o
gialli. «Ma in qualche tv - dice ancora il nostro venditore «pentito» -
proprio su questo punto si fa una certa confusione, proponendo diamanti di
colore assai scadente, tendente al giallo paglierino, come pregiati fancy
champagne, colore che, tra l’altro, non esiste».
La quasi totalità delle ditte che vendono gioielli in tv rilascia un
certificato di garanzia, spesso scritto a penna, su carta intestata. Basta?
E come essere sicuri che sui certificati venga riportato proprio tutto sulla
pietra che si acquista? «Mondo spesso – osserva il nostro interlocutore, che
preferisce l’anonimato “perché si tratta di un settore a rischio” – c’è
scritto solo il peso, ignorando altri requisiti indispensabili».
La legge sul diritto di recesso per le telepromozioni prevede che il
consumatore entro una settimana possa restituire quanto ordinato ed essere
rimborsato. «In genere però – si tratta di importi relativamente contenuti.
Perciò quasi nessuno si prende la briga di far analizzare subito il gioiello
da un perito o da un istituto gemmologico».
E il trucco continua sul fattore «purezza». «Innanzitutto – aggiungono gli
esperti IGI – bisogna partire dalla premessa che nessun diamante è
completamente puro, delle piccolissime inclusioni all’interno della pietra
sono sempre riscontrabili. Non esistono insomma diamanti purissimi». Eppure
è proprio questo il termine che viene comunemente usato da alcuni
televenditori campani che così definiscono, rivolti al pubblico, le loro
pietre. «Per accertare il livello di purezza – dice l’ex televenditore –
occorrono attrezzature e procedure assai complesse. Ecco perché, in genere,
di questo delicato aspetto si occupano solo istituti specializzati». E non
certo l’ignaro telespettatore.
In pratica, quasi mai si può essere sicuri che i piccoli diamanti montato su
un anello e definiti in tv «purissimi» lo siano davvero. Di nuovo tutti dal
perito? Sarebbe meglio. Anche perché un altro punto importante è il taglio
delle pietre, tanto decantato da molti imbonitori dell’etere campano. «Nel
caso dei diamanti, il taglio – osserva Pavan – deve avvicinarsi il più
possibile alla perfezione delle proporzioni», per conferire alla pietra
quella luce così abbagliante che convinse Marilyn a definire i diamanti i
migliori amici delle donne.
E le perle? Anche qui, in tv, è facile sentirne di tutti i colori. «L’ultima
bufala – commenta il nostro “tele-esperto” – è quella delle perle messe in
vendita come oceaniche». «Si tratta in realtà – aggiunge – di perle
semisintetiche (create cioè per buona parte in laboratorio, ndr) cui viene
affibbiato questo nome nella speranza di renderle invitanti».
Altro articolo che di recente sta spopolando via etere è infine l’orologio.
In questo caso niente da dire, in quanto i prezzi, sicuramente a volte
interessanti, sarebbero il frutto di azzeccate scelte commerciali. «Ma
quando si parla di marche di fama mondiale – conclude l’ex imbonitore – si
tratta, nella quasi totalità dei casi, di pezzi usati». Un aspetto
importante, se solo si pensa ai famosi Rolex contraffatti che gli stessi
concessionari ufficiali della marca avevano, in un primo tempo, preso per
buoni.
AUDIO - PSICO - FONOLOGIA E ORECCHIO ELETTRONICO
http://www.metodotomatis.com/
Un metodo innovativo per il trattamento
dei disturbi del linguaggio e del comportamento
a cura di Monica Corsi
CHE COS’È L’AUDIO-PSICO-FONOLOGIA
L’Audio-psico-fonologia è una disciplina che, approfondendo lo studio degli
aspetti fisiologici e psicologici dell’udito e del linguaggio (ricettivo ed
espressivo), ha messo in luce l’importanza fondamentale che ha la funzione
uditiva in tutti gli aspetti della maturazione dell’individuo, fin dalle
primissime fasi dello sviluppo.
Nel corso del quarto mese di vita intrauterina l’orecchio comincia ad
esercitare la sua funzione; il feto sente e viene raggiunto da stimoli
sonori, percettivi e insieme affettivi.
Inizia quindi ad aprirsi il contatto con un mondo che dapprima è costituito
soltanto dalla madre con i suoni emessi dal suo corpo: battito cardiaco,
movimenti intestinali e poi rumori, voci esterne.
Questi corrispondono a stati d’animo, movimenti energetici che gettano le
basi della comunicazione del bambino con l’altro. Tutto questo avviene
attraverso il liquido amniotico (via acquea). E’ un rapporto a due; a questo
segue la nascita e quindi il primo contatto con il mondo esterno; l’ascolto
adesso avviene per via aerea e il soggetto entra in un universo che è
tattile, visivo, sonoro in un modo diverso. Comincia quindi l’apprendimento;
si possono instaurare problemi o si può costruire una situazione armoniosa.
Attraverso l’occhio e l’orecchio l’uomo integra gli aspetti essenziali della
conoscenza. Quest’ultima, attraverso la percezione, non si risolve in una
lettura di dati sensoriali ma consiste in una organizzazione attiva... si
tratta di una ricostruzione del reale da parte del soggetto. L’uomo accede
così alle categorie del pensiero, della logica attraverso il sistema
percettivo ed il suo corpo tutto intero.
Come sostiene J. Raynaud (1980): "L’orecchio riceve la parola e quindi il
linguaggio che è espressione vibratoria che integra, attraverso il corpo,
tutto un corredo culturale, tutto un mondo che lo circonda e che il soggetto
esplora anche con la vista, il tatto e le sensazioni kinestesiche del
movimento.
L’Audio-psico-fonologia è un tentativo di ripercorrere le fasi dello
sviluppo (vita intrauterina, nascita, fase post-natale, incontro con il
padre, apprendimento del linguaggio) al fine di ricostruire il mondo sonoro
del soggetto; questo percorso ha lo scopo di favorire lo sviluppo delle
capacità di comunicazione, di relazione, e di affermazione nel mondo.
Questa metodica infatti, è alla base di una proposta terapeutica che cerca
di comprendere e di elaborare le turbe della comunicazione, del linguaggio,
dell’apprendimento, e i disturbi psichici del bambino e dell’adulto,
privilegiando la funzione uditiva intesa come "luogo di precipitazione di
corrispondenze fisiche e psichiche che interessano l’individuo come
globalità".
I suoni possono provocare in relazione alla loro frequenza, intensità e
ripetitività, delle modificazioni che investono il modo di sentire e la
qualità dell’ascolto (l’ascolto è un adattamento, un aggiustamento dell’
udito e della postura, un mettersi in sintonia, cioè un atto volontario e
cosciente).
Il trattamento Audio-psico-fonologico è una terapia fondata su suoni (musica
o voce umana) opportunamente modificati che stimolano e dinamizzano i centri
nervosi superiori, favoriscono l’equilibrio e l’adattamento psico-motorio,
migliorano l’organizzazione funzionale del sistema nervoso.
Essa non costituisce una "tecnica" a sè stante, ma integra molte recenti
acquisizioni nel campo della neuro-psicologia, della pedagogia, della
psico-acustica, della linguistica. In un approccio pluridisciplinare può
venire associata ad altre forme di trattamento psico-pedagogico, di cui
vengono potenziati gli effetti terapeutici.
TOMATIS: L’IDEATORE DELL’AUDIO-PSICO-FONOLOGIA
Fondatore della metodica Audio-psico-fonologica è il Dott. Alfred Tomatis.
Nato a Nizza nel 1920 iniziò la sua attività medica come
otorinolaringoiatra, divenendo poi un pioniere nel campo della psicologia
applicata.
Egli dopo anni di difficoltà e di resistenza, ha visto svilupparsi in più
paesi del mondo centri di Audio-psico-fonologia, per l ‘esattezza circa 200
dei quali 15 in Italia; al fine ha avuto il riconoscimento ufficiale di tale
disciplina in Francia, con centri autonomi o inseriti in ospedali. Sempre in
Francia la terapia con "Orecchio Elettronico" è divenuta prestazione
specialistica convenzionata e perciò finanziata regolarmente dal Ministero
della Sanità.
Altri centri esistono in Belgio, Svizzera, Spagna, Sud Africa. In Canada
questa disciplina è stata introdotta ed assunta quale metodo terapeutico
presso il Child Study Center dell’Università di Ottawa.
CENNI GENERALI SULLA METODICA
Sul piano tecnico la metodica utilizza un apparecchio cibernetico chiamato
"Orecchio Elettronico", ideato e perfezionato dal Dott. Tomatis ed
attualmente costruito in vari paesi del mondo; quest’ultimo utilizza il
suono inteso come energia, vibrazione e messaggio sonoro.
In sintesi esso è costituito da un amplificatore e da un sistema di filtri
che modificano il messaggio sonoro inviato al soggetto secondo criteri
prefissati ad ogni individuo.
L’apparecchio si basa su un principio - il cosiddetto "effetto Tomatis"
(sotto questo nome è stato riconosciuto dall’Accademia delle Scienze e dall’
Accademia di Medicina di Francia il 4 Giugno 1957)- secondo il quale,
adeguate stimolazioni uditive continuamente ripetute modificano il modo di
ascoltare e conseguentemente di esprimersi del soggetto.
L’"Effetto Tomatis" corrisponde in certo modo alla reazione circolare di
Piaget: uno stimolo ripetuto con frequenza adeguata viene assimilato e
determina di conseguenza fenomeni di adattamento da parte dell’organismo.
Similmente l’apparecchio di Tomatis impone all’orecchio e quindi all’
organismo una serie continua di stimolazioni uditive; esso è così costretto
a rispondere, cioè a reagire allo stimolo sensoriale. Tali stimolazioni
acustiche sono costituite da suoni filtrati (tagliati), ai quali sono state
sottratte elettronicamente le frequenze più basse.
Il materiale sonoro di partenza può essere una registrazione della voce
della madre (quando si tratta di bambini) o di brani musicali scelti secondo
determinati criteri. Col filtraggio si conservano tutte le frequenze al di
sopra di 8000 hz e se ne attenuano quelle al di sotto (secondo una curva di
60-80 db per ottava).
Questi suoni nell’Orecchio Elettronico subiscono una ulteriore modificazione
che è alla base dell’effetto terapeutico e che è frutto di un particolare
accorgimento tecnico (bascule éléctronique), il quale determina un passaggio
alternato di toni bassi e di toni alti amplificati.
Per quanto riguarda il programma terapeutico, possiamo anticipare in modo
assai schematico che il trattamento generalmente presenta tre momenti
brevemente descritti qui di seguito:
-all’ inizio - e per un periodo di durata variabile secondo il caso - si
utilizzano suoni filtrati a 8000 hz con l’esclusione di tutti gli altri
suoni - al fine di ricondurre il soggetto ad un ascolto primordiale, l’
ascolto intrauterino. La psicanalisi fa rivivere, per superarli, i conflitti
dell'infanzia nella situazione di transfert. La metodica
audio-psico-fonologica conduce il soggetto ad una regressione sonora alla
vita fetale e post-natale per cercare un rimedio alle turbe che si sono
strutturate nel corso delle tappe più arcaiche dell'esistenza: è la voce
materna o la musica filtrata che riporta ad un modo di ascolto primordiale
che è l'ascolto nell'ambiente liquido, ricco di alte frequenze, suoni
rassicuranti e familiari senza la semantica.
-In una seconda fase, si propone l’ascolto di suoni progressivamente
defiltrati, cioè con graduale restituzione delle frequenze basse
precedentemente cancellate, al fine di riprodurre il momento della nascita e
quindi il passaggio dell’ascolto dalla via acquea alla via aerea.
-In una terza tappa si giunge ad una partecipazione attiva da parte del
soggetto che parla davanti ad un microfono e riascolta (attraverso una
cuffia) la propria voce modificata dall’apparecchio, rinforzata nelle alte
frequenze e di solito diretta prevalentemente all’orecchio destro. E’ questo
il momento dell’apprendimento del linguaggio. Fin dai primi tempi dell’
utilizzazione dell’Orecchio Elettronico, Tomatis si accorse che tale terapia
comportava (oltre ad un miglioramento sul piano dell’ascolto e dell’
espressione), una dinamizzazione del soggetto, il quale usciva dalla sua
timidezza, dal suo isolamento, dalla sua apatia e sembrava scoprire nuovo
interesse alla vita.
BASI DELLA METODICA
Tomatis ha approfondito lo studio della funzione uditiva, affrontando tre
diversi aspetti:
1) Approccio filogenetico:
Nel corso naturale dell’evoluzione della specie, la maturazione e il
perfezionamento dell’organo dell’equilibrio e dell’udito hanno avuto un’
influenza strutturante sull’organizzazione e sull’evoluzione del Sistema
Nervoso Centrale, fino a determinare nell’uomo la formazione delle sue
qualità più specifiche: verticalità, lateralità (cioè specializzazione
funzionale del cervello), linguaggio. (Per Tomatis linguaggio e dominanza
emisferica sono strettamente correlati).
2) Approccio neurologico:
Già nel corso dello sviluppo del feto è evidente il significato funzionale
delle molteplici connessioni che si formano tra organo dell’udito e la
totalità dell’organismo attraverso il sistema nervoso.
3) Approccio cibernetico:
Il modo in cui l’informazione viene ricevuta ed integrata modificando nel
tempo lo stesso modo di ascoltare; quest’ultimo influisce sulla qualità dell
’espressione verbale.
ASPETTI PSICOLOGICI DELLA TERAPIA
Come già accennato, fin dall’inizio della sua ricerca, Tomatis era stato
portato a considerare l’orecchio come organo psicologico in opposizione alla
concezione fino allora dominante che lo riteneva un recettore passivo di
stimoli fisici. "L’udito è un’esperienza psichica che si manifesta nel
linguaggio"- (Tomatis).
Dopo aver sottolineato la possibilità che ha l’uomo di chiudere l’orecchio
ai processi della comunicazione, si accostò come terapeuta e come
ricercatore ai problemi dell’autismo infantile.
Pur partendo quindi come specialista dell’orecchio, consapevole del fatto
che l’orecchio è il primo organo di senso che funziona fin dal quarto mese
di vita intrauterina, cominciò a scoprire il mondo dell’inconscio pre e
post-natale in una prospettiva psicanalitica.
L’orecchio con i suoi condizionamenti é l’orecchio dell’infanzia che ha
ereditato tutti i conflitti affettivi.
ASPETTI NEUROLOGICI DELLA TERAPIA
A questo proposito possiamo sottolineare i seguenti punti:
1) Suoni opportunamente modificati determinano una sorta di ginnastica
uditiva, che facilita l’accomodamento e la discriminazione acustica,
necessari per l’ascolto, come la messa a fuoco è necessaria per la visione.
2) Azione di ricarica e dinamizzazione corticale, con un miglioramento dello
stato di attenzione e concentrazione dell’individuo (questa è dovuta
prevalentemente alle alte frequenze impiegate).
3) Azione favorente i processi di lateralizzazione e quindi una migliore
organizzazione funzionale del sistema nervoso centrale; (nella terapia si
tende a privilegiare l’orecchio destro, orecchio direttivo secondo Tomatis).
4) Azione sulla postura
5) Azione sull’articolazione della parola.
CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA METODICA
In linea generale - e al di là di ogni miracolismo - può trarre vantaggio
dal trattamento audio-psico-fonologico il vasto campo delle turbe della
comunicazione, le difficoltà di apprendimento, i problemi di linguaggio,
problemi di attenzione e di concentrazione, turbe del comportamento legate a
difficoltà di dialogo con l’ambiente, turbe della psicomotricità, autismo.
Per Tomatis il bambino con autismo è situato al bordo estremo del
non-ascolto.
Ad una sensibilità acustica spesso accentuata a quelli che sono i rumori
dell’ambiente e il volume delle voci egli, per difendersi, contrappone il
sottoutilizzo di tutta la zona di frequenza che permette l’analisi dei
suoni propri al linguaggio. (Tomatis).
Da molti anni l’Orecchio Elettronico ha trovato pratica applicazione con
ottimi risultati, talora associandolo ad altre forme di intervento
terapeutico (psicoterapico, farmacologico)- nelle psiconevrosi dell’adulto,
in modo particolare negli stati ansiosi e ansioso-depressivi, nei problemi
di apprendimento, in soggetti portatori di handicap, ma soprattutto nelle
turbe di tipo psichico e nell’autismo.
In conclusione possiamo dire che la metodica audio-psico-fonologica
costituisce un nuovo e valido approccio per la soluzione di problemi di
natura neurologica e neuro-psicologica.
Si basa su recenti acquisizioni di carattere neuro-fisiologico e psicologico
(in particolare sulla psicologia dello sviluppo) e sulla rieducazione dell’
orecchio inteso quale organo della comunicazione per eccellenza.
Una taglia contro i cyber-pirati
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&artId=350099&chId=14&artType=News&back
=0
28 gennaio 2004
Una taglia da 250mila dollari a chi fornirà informazioni utili all'arresto
dei responsabili del virus Mydoom (alias Novarg) che da qualche giorno sta
sconvolgendo i computer di mezzo mondo. A metterla è la società americana
Sco Group. Il virus infatti è stato realizzato allo scopo, come la stessa
Sco ha confermato, di realizzare un attacco informatico tipo Dos (Denial of
servce) contro l'azienda statunitense. Si tratta di un'aggressione
telematica che consiste nel bombardamento dei computer mediante messaggi di
posta elettronica inviati in gran numero da migliaia di personal computer
infettati. Quando un elaboratore (tipicamente un server di posta) subisce un
attacco del genere non riesce a fare fronte al carico di lavoro e si blocca
con danni ingenti per la funzionalità dei sistemi dell'azienda colpita.
MyDoom ha capacità di mass-mailing (invio di messaggi di posta elettronica
su vasta scala) e ha la missione di attivare una connessione al sito
internet di Sco, L'attacco in massa è previsto per il primo di febbraio. I
motivi dell'aggressione informatica a Sco Group non sono stati dichiarati,
ma indubbiamente negli ambienti degli hacker e delle comunità del software
libero (Open Source), la società dello Utah non è certo benvoluta. Sco
Group, ex Caldera (un tempo leader nel sistema Linux), che ha assunto
l'attuale denominazione dopo avere acquisito Santa Cruz Operation (Sco,
appunto) si dice proprietaria del sistema operativo Unix e ha adito le vie
legali contro Ibm (e recentemente anche nei confronti di Novell). La società
sostiene che all'interno del sistema operativo Linux vi siano degli elementi
di codice Linux utilizzati in modo illegale. E Linux è il software libero
per eccellenza, oltre che il cavallo di battaglia di Ibm. Il tentativo di
metterci le mani sopra potrebbe aver scatenato la reazione delle comunità
informatiche più undergrond.
EFFICACIA
L’essere efficace è ciò che ti permette raggiungere gli obiettivi che hai
scelto, è ciò che supporta la tua Vision e Mission, è ciò che ti fa ottenere
risultati notevoli.
Qual è il tuo livello di efficacia? Che differenza ci sarebbe nella tua vita
privata e professionale se questo livello aumentasse?
Roberto Re
FRASE DEL GIORNO
“Arriverà un momento in cui realizzerai che virtualmente tutto è possibile.”
.
Kobi Yamoda
"Col seguire costantemente la voce interiore della coscienza, che è la voce
di Dio, voi diverrete una persona sinceramente morale, un essere altamente
spirituale, un uomo ed una donna di pace."
(Paramahansa Yogananda)
Dhammapada 403, 404
403
Chi ha profonda saggezza
chi vede cio' che si accorda
e non si accorda con la Via
chi ha raggiunto
il picco del possibile
lo chiamo un grande essere.
404
Chi non e' attaccato alla compagnia
sia di laici che di monaci
e vive libero da desideri
o ansie di qualsivoglia sicurezza
e' un essere grande.
Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i piu' non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perche' tene resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha piu' senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
(Poesia indiana)
news:
Doping
Durante un incontro degli allenatori a Coverciano, la Federazione Italiana
Giuoco Calcio ha annunciato un giro di vite contro il doping. I giocatori
che rifiuteranno di effettuare i test delle urine e del sangue non potranno
essere convocati in nazionale.
Pare, secondo quanto riportato da alcuni allenatori di serie A, che i
giocatori non vogliano fare i prelievi di sangue perche' hanno paura degli
aghi delle siringhe.
Bancomat
Sono in arrivo i primi bancomat accessibili ai portatori di handicap. Tra le
novita', una guida vocale alle operazioni, segnali in rilievo per orientare
l'utente, cuffie per ascoltare le indicazioni e tutelare la privacy,
postazione "su misura" anche per chi e' troppo alto o ha difficolta' ad
arrivare allo sportello. I soldi che vengono prelevati sono in carta
riciclata.
Fonte: Buongiorno.it
Luigi Bettazzi
Misure antiterrorismo
Jim Pettit, membro del consolato americano in Russia, avrebbe recentemente
scritto in un comunicato: "Coloro che sono senza dita sono esentati dal
dover rilasciare impronte digitali per entrare negli Usa".
(Segnalato da Aldo Vincent, Il Gelataio di Corfu')
Tiggi' e governo
In Rai e' scoppiato il finimondo. Prima la vicedirettrice del TG1 ha
rassegnato le dimissioni in segno di protesta contro il metodo con cui viene
data l'informazione politica. Poi 30 redattori del TG1 hanno sottoscritto un
comunicato di solidarieta', spiegando che "... spesso abbiamo condiviso con
lei lo stesso imbarazzo professionale...".
L'ultimo sasso e' stato lanciato dal presidente della Rai Lucia Annunziata.
''Leggo - dice Annunziata - che esponenti della maggioranza parlano di
pressioni politiche contro il Direttore del TG1. A proposito di pressioni,
mi sento allora in dovere di informare che oggi in colloqui preliminari coi
Consiglieri e con il Direttore Generale sui possibili conduttori della nuova
fascia di approfondimento, che dovrebbe sostituire l'ex spazio de ''Il
fatto'' di Enzo Biagi, sono state bocciate diverse candidature di autorevoli
giornalisti da me proposti, in quanto non graditi al Governo''.
Biologico
Parliamo spesso di mense pubbliche che inseriscono alimenti biologici
all'interno dei menu'. Si tratta ovviamente di iniziative lodevoli, ma pochi
sanno che in Italia esiste una legge (la 488/99) che obbliga i Comuni e gli
Ospedali a usare quotidianamente nei menu delle mense "prodotti biologici,
tipici e tradizionali".
Secondo quanto riportato da Roberto Pinton, fondatore di Greenplanet e
direttore di Consortium Bio, su 8190 comuni italiani solo 500 rispettano
questa legge.
Aggiungiamo inoltre che esiste un Decreto del Presidente della Repubblica
(il 128/99) che vieta la presenza di residui di pesticidi nei prodotti
destinati all'alimentazione dell'infanzia.
(Fonte: Lifegate)
Laboratori
Pare, si dice, si mormora che la prestigiosa Universita' di Cambridge abbia
deciso di abbandonare il progetto di costruzione di un nuovo laboratorio
scientifico per esperimenti sulle scimmie. I motivi dell'abbandono sono
principalmente due: i costi di costruzione del laboratorio erano lievitati
da 24 a 32 milioni di sterline, ma soprattutto costava troppo difenderlo
dagli "attacchi" degli animalisti. ''Non possiamo permetterci di costruire
un Fort Knox'', ha detto alla BBC una fonte vicina al progetto.
(Fonte: Animalieanimali)
Pappagalli
Ha strabiliato decine di scienziati un pappagallo newyorkese di nome N'kisi.
Secondo quanto riportato da Jane Goodall, famosa per gli studi
sull'intelligenza delle scimmie, N'kisi conosce un vocabolario di 950 parole
(circa come un bambino in eta' prescolare) ed e' in grado di articolare
frasi rispettando i fondamentali criteri di grammatica.
Il segreto? Pare sia l'esercizio. La padrona trascorre infatti ogni giorno
diverse ore a parlare con il pappagallo.
Ma c'e' di piu': sottoposto ad alcuni test ha rivelato anche una sorta di
capacita' telepatica, azzeccando le risposte con una frequenza tre volte
superiore a quanto avviene per semplice casualita'.
(Fonte: Animalieanimali)
Parto dolce
Uno studio britannico, pubblicato on line dal British Medical Journal,
conferma quanto il parto in acqua sia meno doloroso e meno stressante del
parto tradizionale. La ricerca e' stata condotta su 100 donne, meta' hanno
partorito in acqua, meta' in sala. Soltanto il 50% delle gestanti nel primo
gruppo ha avuto bisogno dell'anestesia contro i due terzi dell'altro gruppo.
C'e' da aggiungere che, nella percezione del dolore, gioca senz'altro un
ruolo decisivo la diversa consapevolezza e quindi il diverso approccio
psicologico nei confronti del parto in acqua.
(Fonte: dica33.it)
Sabato 31 gennaio i volontari dell'Airc venderanno nelle piazze italiane le
"Arance della Salute": 3 chili di arance siciliane al costo di 8 euro, che
andranno a totale beneficio della ricerca sul cancro.
-------------------------------
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quanto si basa sul contributo volontario dei redattori, dei collaboratori e
dei membri della stessa.
Il fondatore della lista non si assume responsabilita' riguardo ai contenuti
dei messaggi. Chi trova il suo nome in uno dei messaggi di questa lista e si
ritiene offeso o leso, in qualche modo, da quanto riportato, puo'
contattarci per discutere la rimozione della parte offensiva o lesiva.
La Perfezione della Meditazione
Cantare il Mantra Hare Krishna
http://www.etanali.it/perfezione_meditazione.htm
Perchè la meditazione è importante?
La meditazione è un'attività fondamentale e necessaria per chi desidera
essere felice e libero dalle ansietà della vita.
Che cos'è la meditazione?
Di fatto meditazione significa fissare la mente. Dobbiamo allora chiederci:
"Fissare la mente su che cosa?". Per sormontare le ansietà che influiscono
quotidianamente sulla nostra mente, bisogna elevarsi al di sopra della
piattaforma materiale; è necessario infatti cercare di situarsi al livello
trascendentale o livello spirituale che è il livello libero dall'ansietà.
Come risvegliarci alla nostra natura spirituale.
Ogni essere vivente è un essere spirituale che è entrato in un corpo
materiale.
Il legame tra l'essere spirituale (anima) e il corpo si effettua attraverso
la coscienza che, emanando dall'anima stessa, pervade tutto il corpo
animandolo. Così noi siamo coscienti del nostro corpo che ci ricopre come un
vestito, ma la nostra vera natura è diversa: noi siamo l'anima all'interno
del corpo.
Il canto e l'ascolto dei mantra ha la capacità di purificare la nostra
coscienza risvegliandola alla nostra vera natura spirituale. Perciò questa
pratica non deve essere un'imposizione artificiale, ma una purificazione
naturale e graduale.
Il canto dei nomi di Dio.
Conformemente a diversi testi religiosi, Dio ha differenti nomi, per
esempio: Krishna, Jehovah, Rama, Allah, Buddha, ecc. Cantare i nomi di Dio
è un'attività molto purificatrice che ci innalza dalla piattaforma materiale
a quella spirituale. Per molte migliaia di anni in India e in tutto il
mondo la gente ha cantato e meditato sui nomi di Dio. Nelle scritture
Vediche tutti i nomi di Dio sono definiti mantra.
Qual è il mantra più importante?
Nelle scritture Vediche è chiaramente affermato che in quest'era il miglior
mantra è il Maha-Mantra Hare Krishna.
LA PRATICA
Come meditare sul Maha-Mantra.
Il miglior modo per cantare questo mantra si realizza con l'utilizzo del
mala (una specie di rosario di legno sacro) per la meditazione. Un mala è
composto di 108 grani insieme ad un grano più grande che di solito si
distingue per la presenza di un ciuffetto di cotone. Su questo grano più
grande non si deve cantare, ma bisogna cominciare dal grano immediatamente
successivo.
Per ottenere la piena benedizione del Signore Krishna al fine di una buona
meditazione, bisogna cantare prima di ogni giro il pancha-tattva-mantra:
(jaya) shri krishna chaitanya
prabhu nityananda
shri adwaita gadadhara
shrivasadi gaura-bhakta-vrinda
Tenendo ogni grano tra il pollice e il medio recitare ad alta voce il
maha-mantra cercando di allontanare dalla mente tutti i pensieri esterni:
Hare Krishna Hare Krishna
Krishna Krishna Hare Hare
Hare Rama Hare Rama
Rama Rama Hare Hare
Recitate questo mantra su ogni grano, fino ad aver esaurito tutti i 108
grani. Poi rigirate il rosario e ricominciate nella direzione opposta. Non
si deve mai cantare sul grano più grande né passarci sopra.
Dopo che avete recitato il mantra su ognuno dei 108 grani e siete giunti al
grano più grande, avete terminato un giro. Per recitare un giro si
dovrebbero impiegare tra i 5 e i 10 minuti. La cosa importante è pronunciare
chiaramente i nomi, concentrandosi ad ascoltare la vibrazione sonora. Il
mantra deve essere recitato con attenzione e in un'attitudine di rispetto.
Fissate un numero di giri giornaliero in accordo alle vostre capacità e, se
possibile, gradualmente aumentatelo. I devoti di Krishna che sono stati
iniziati recitano almeno 16 giri al giorno.
USA: esportati strumenti di tortura per 20 milioni di dollari
Fonte Amnesty International -
http://unimondo.oneworld.net/article/frontpage/28/2064
Visto su www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli
Nel 2002 gli Usa hanno esportato strumenti per elettroshock del valore di
14,7 milioni di dollari e 4,4 milioni di dollari di strumenti di costrizione
(ceppi, manette...) a Paesi denunciati dal dipartimento di Stato per il
continuo uso della tortura. Lo rivela il recente Rapporto "I mercanti del
dolore" di Amnesty International che denuncia come nello stesso anno gli Usa
hanno esportato in Arabia Saudita oltre nove tonnellate di ceppi per
incatenamento di ferro.
"Nonostante la tortura sia tuttora in auge in Arabia Saudita, la Smith and
Wesson non si è fatta alcun problema ad esportare 10mila ceppi a Riyadh e
l'Amministrazione Bush ad approvarne la vendita" - nota William F. Schulz,
Direttore Esecutivo di Amnesty International Usa (AIUSA).
Gli Usa sono uno dei pochi paesi a richiedere l'emissione di licenze di
esportazione per il trasferimento di "strumenti di costrizione", ma -
sottolinea Amnesty Usa - "l'Amministrazione Bush sta violando lo spirito
della stessa legge sull'esportazione approvando la vendita di questi
strumenti a Paesi che li usano per la tortura".
Tra i Paesi ai quali gli Usa hanno venduto "strumenti di costrizione",
appaiono altri Paesi dove la tortura è tuttora in vigore come lo Yemen, la
Giordania, il Marocco Bangladesh, Brasile, Equador, Ghana, Honduras, India,
Libano, Thailandia, Turchia e Venezuela, ma anche Paesi come la Francia, la
Germania, la Svizzera, l'Olanda, l'Italia dove sono stati importati
manganelli elettrici, pistole con proiettili per stordire e immobilizzare e
strumenti per elettroshock.
Gli Usa non sono l'unico produttore ed esportatore di questi strumenti: al
mondo vi sono infatti 856 compagnie che li producono dislocate in 47 Paesi
e, tra questi spiccano Taiwan, la Cina, e la Corea del Sud che, insieme,
dominano il mercato degli strumenti per elettroshock. Per quanto riguarda il
periodo 1999 - 2003, Amnesty International ha individuato almeno 59 aziende
che producono armi da elettroshock in dodici paesi: Brasile, Cina, Corea del
Sud, Federazione Russa, Francia, Israele, Messico, Polonia, Repubblica Ceca,
Stati Uniti d'America, Sudafrica e Taiwan.
Sono pochi i governi che controllano adeguatamente la produzione, la vendita
e l'esportazione di equipaggiamento di polizia e di sicurezza. La
Commissione Europea ha presentato una bozza di Regolamento commerciale che,
se applicato, potrebbe impedire l'esportazione dagli Stati membri di
equipaggiamento il cui scopo primario è la tortura (come i ceppi di ferro e
le cinture elettriche) e sottoporre a rigoroso controllo l'esportazione di
equipaggiamento che la Commissione considera legittimo se usato nel corso di
operazioni di polizia ma che potrebbe essere usato per torturare (come i gas
lacrimogeni e le armi elettriche stordenti). Il comunicato dell'Associazione
nota che "Amnesty International apprezza questi passi in direzione di un
controllo, ma ritiene che il testo del Regolamento commerciale dovrebbe
essere reso più stringente" e "chiede che il loro uso sia sospeso in attesa
di indagini rigorose e indipendenti".
[GB]
http://unimondo.oneworld.net/article/frontpage/28/2064
www.newmediaexplorer.org/ivaningrilli/
http://www.laleva.cc
AUTISMO
http://www.metodotomatis.com/
a cura di Monica Corsi
Etimologicamente autismo viene dal greco autòs, che significa se stesso.
E’ un termine usato in psichiatria per riferirsi a comportamenti dell’essere
umano concentrati sul “Sé”, soggetto proprio.
Bleuler introdusse il termine “autismo” per indicare la perdita di
contatto con la realtà, che comportava come conseguenza l’impossibilità o la
grande difficoltà a comunicare con gli altri.
Successivamente fu ricavata una nuova nozione, denominata “autismo infantile
precoce”, quale sindrome dalle caratteristiche psicopatologiche che appare
durante i primi tre anni di vita.
Un bambino con autismo presenta i seguenti sintomi di fronte all’
osservatore:
a) Non può entrare in relazione con il mondo che lo circonda. Non
stabilisce la differenza tra sua madre e un estraneo; é come se tutto l’
ambiente circostante fosse un elemento uniforme.
b) Manipola abilmente gli oggetti con cui ha un rapporto affettivo
particolare, ma questi, in genere sono oggetti inanimati; presenta invece
grande difficoltà ad instaurare un rapporto con un “oggetto vivo” – ossia
con l’oggetto – uomo.
c) Ha un aspetto intelligente e spesso lineamenti graziosi.
d) Possiede un linguaggio particolare e strano, o viceversa , si osserva
un mutismo totale a causa del quale si é portati a pensare ad un bambino
sordo.
e) Il suo comportamento motorio é generalmente agile e precoce, ma
solitamente manifesta forme di autoaggressione come colpire la propria testa
o mordersi le mani.
Alcuni autori hanno osservato che il bambino con autismo mostra
comportamenti paragonabili a quelli del feto. Principalmente possiamo
riscontrare, in questi bambini, una grande compenetrazione verso ciò che
avviene in sé stessi e un totale disinteresse verso ciò che succede al di
fuori. E’ come se essi , non riuscendo ad accettare e a vivere la loro
condizione attuale, cercassero di riprodurre il mondo nel quale avevano
vissuto in precedenza: quello era un mondo in cui venivano nutriti, erano
termo-regolati, venivano protetti dal liquido amniotico.
Spesso possiamo osservare infatti alcuni sintomi dei bambini con autismo che
assomigliano agli atteggiamenti ed ai comportamenti del feto: la tendenza
all’isolamento ad esempio, é un sintomo particolare e caratteristico dello
stadio fetale; a questa tendenza si unisce una particolare predisposizione a
cercare luoghi protetti nei quali rifugiarsi e sentirsi protetti, come ad
esempio sotto i tavoli, i letti. Quando si nascondono in questi luoghi,
questi bambini spesso si coricano su un lato, si mettono cioè in posizione
fetale. Traggono solitamente grande piacere dal contatto con l’acqua; questo
potrebbe essere riferito alla somiglianza tra acqua e l’ambiente liquido
(liquido amniotico) nel quale si sono sviluppati. La difficoltà di questi
bambini ad accettare il contatto con il corpo dell’altro; é evidente che in
utero egli ha il cosiddetto riflesso fetale, ossia si allontana in maniera
repentina dalla zona dello stimolo come un vero atto riflesso. Infine la
possibilità di avvicinamento mediante vibrazioni e suoni, stimoli ai quali
il feto risponde in uno stadio precoce della sua vita prenatale dato che,
come afferma il Prof. A. Tomatis e con lui ormai molti altri studiosi, l’
orecchio inizia ad esercitare la sua funzione fin dal quarto mese di vita
prenatale.
E’ alla luce di queste considerazioni che ritengo che la metodica
audio-psico-fonologica possa essere una valida proposta per affrontare il
disagio di alcuni soggetti affetti da questa grave patologia; é un percorso
attraverso il quale vengono rivissute tutte le tappe della vita sonora del
bambino (vita intrauterina, nascita, apprendimento del linguaggio) e questa
può essere una nuova opportunità, per queste persone, di uscire dal loro
isolamento e di entrare in relazione con gli altri.
In che modo la musica agisce su di noi - parte 3
di Don Campbell
da "Effetto Mozart", Curarsi con la musica
ed. Baldini & Castoldi
Oltre Amadeus
Tutti abbiamo la nostra musica preferita e siamo affascinati dai suoi
effetti. Più che identificare le sottospecie dell'effetto Mozart -
«l'effetto Brahms», «l'effetto Gershwin», «l'effetto Sinatra» e «l'effetto
Ray Charles», «l'effetto Grateful Dead» o «l'effetto Madonna» -, vorrei
sottolineare brevemente quali siano le considerevoli influenze di diversi
tipi di musica.
Vi prego di osservare che all'interno di ciascun genere vi sono varietà di
stili. Alcuni sono attivi e potenti, mentre altri sono passivi e rilassanti.
Ad esempio, il jazz caldo può far correre il sangue, accelerare il polso e
impazzire gli ormoni, mentre il jazz freddo può abbassare la pressione del
sangue, indurre il cervello nella modalità alfa e calmare. I suggerimenti
che seguono sono generali e possono essere modificati in modo significativo
dalla condizione fisica dell'ascoltatore, dalla dieta, dall'ambiente e dalla
postura.
- Il canto gregoriano utilizza i ritmi del respiro naturale per creare un
senso di riposante vastità. E' eccellente per lo studio in tranquillità e la
meditazione e può ridurre lo stress.
- La musica barocca più lenta (Bach, Hándel, Vivaldi, Corelli) conferisce un
senso di stabilità, ordine, prevedibilità e sicurezza e crea un ambiente
mentalmente stimolante per lo studio e il lavoro.
- La musica classica (Haydn, Mozart) appare ricca di chiarezza, eleganza e
trasparenza. Può migliorare la concentrazione, la memoria e la percezione
spaziale.
- La musica romantica (Schubert, Schumann, Tchaíkovsky, Chopin, Liszt)
accentua l'espressività e il sentimento, spesso suscitando spinte
individualistiche, nazionalistiche e mistiche. E' in grado di incoraggiare
la simpatia, la compassione e l'amore.
- La musica ímpressionista (Debussy, Fauré, Ravel) si basa sul libero fluire
in musica di stati d'animo e impressioni ed evoca immagini di sogno. Un
quarto d'ora di fantasticherie musicali seguito da qualche minuto di
stretching può liberare le vostre spinte creative e mettervi in contatto con
il vostro inconscio.
- Jazz, blues, dixieland, soul, calipso, reggae e altre forme di musica e
danza che provengono dall'eredità espressiva africana possono rísollevare e
ispirare, liberare sia profonda gioia sia tristezza, esprimere spirito e
ironia e ribadire la nostra umanità.
- Salsa, rumba, merenghe, macarena e altre forme di musica sudamericana
hanno un ritmo vivace e un tempo che può far correre il cuore, accelerare A
respiro e mettere tutto A corpo in movimento. La samba però ha la rara
capacità di calmare e risvegliare allo stesso tempo.
- I grandi gruppi, la musica pop, i successi degli anni Quaranta e la musica
country-western possono ispirare movimenti leggeri e moderati, coinvolgere
le emozioni e creare un senso di benessere.
- La musica rock di artisti come Elvis Presley, i Rolling Stones o Michael
Jackson può risvegliare passioni, stimolare un movimento attivo, liberare
tensione, coprire il dolore e ridurre l'effetto di altri spiacevoli rumori
nell'ambiente circostante. Può però creare tensione, dissonanza, stress e
dolore nel corpo quando non siamo nello stato d'animo adatto per essere
trattati in modo energico.
- Le musiche ambient, attitudinale e New Age, prive di un ritmo dominante
(ad esempio la musica dei Seven Halpern o di Brian Eno) prolunga il nostro
senso del tempo e dello spazio e può indurre uno stato di attenzione
rilassata.
- La musica heavy metal, punk, rap, hip hop e grunge eccitano il sistema
nervoso, portando a un comportamento dinamíco e all'espressione di sé.
Possono anche segnalare agli altri (soprattutto agli adulti che vivono nella
stessa casa dei loro figli adolescenti musicalmente aggressivi) la
profondità e l'intensità del tumulto interiore della generazione più giovane
e il suo bisogno di libertà.
- La musica religiosa e sacra, compresi i tamburi degli sciamani, gli inni
di chiesa, la musica gospel e spiritual, può radicarci nel presente e
portare un senso di pace profonda e di consapevolezza spirituale. Può anche
aiutarci a superare il dolore e a liberarcene.
Pulsazione, andamento, forma
La musica ha una pulsazione, come tutto ciò che vive. Pulsazione significa
flusso: è la continua corrente di energia che scorre attraverso e intorno a
noi. Il nostro sistema círcolatorio è un intreccio complicato di afflussi e
deflussi, di attività e di riposo. Trovare la pulsazione di una musica
apre - o scandisce il polso dell'ascoltatore.
Non solo la musica è ritmica, ma lo è anche il suo linguaggio. Registrate la
vostra voce quando parlate al telefono e scoprirete che contiene frasi -
musicali - all'intero delle quali potete percepire la pulsazione e la
cadenza di un ritmo nascosto. Ora state leggendo le parole di questo libro
con una certa cadenza e un certo ritmo. Sintonizzatevi per un momento sulla
vostra stazione di musica classica preferita, rileggete questa pagina e
osservate se state leggendo più in fretta o più lentamente. Poi spostatevi
su una stazione che trasmette musica popolare e osservate come cambia la
vostra capacità di ricevere suono e informazioni. Se leggete questa pagina a
voce alta, noterete che la cadenza o la forma cambia ancora una volta.
Scoprirete che la vostra voce - e il modo in cui veicolate le informazioni
parlate - è davvero musicale.
Anche se non ci sincronizziamo perfettamente con la musica soltanto
ascoltandola, la pulsazione della musica influisce sul tempo del nostro
pensiero e del nostro comportamento. A un ballo, ad esempio, la musica
stimolerà il movimento del corpo, e diversi stili di musica ci faranno
muovere in modi diversi. Comunque, mentre guidiamo con la radio o il
registratore accesi, il corpo non si armonizzerà allo stesso livello: il
pensiero dominante è la guida. La musica in sottofondo mentre parliamo con
un amico ha un effetto minore rispetto a quando assistiamo a un concerto.
Tuttavia, che la si metta a fuoco o no, la pulsazione della musica definisce
sottilmente i confini del nostro ambiente fisico, mentale e sociale,
influendo sulla forza, l'armonia e la fluidità della vita che si muove
dentro e intorno a noi.
La cadenza è strettamente legata alla pulsazione. Veloce o lenta, può
determinare le sensazioni di benessere, nervosismo, rilassatezza,
svogliatezza, spinta verso il futuro o ripiegamento nel passato ormai
superato. La musica che non ha un ritmo standard, organizzato, forse
rinvigorisce per un po', ma alla lunga può infastidire. La cadenza del suono
agisce sul nostro metronomo interno, sulla nostra abilità di coordinare le
funzioni fisiche e mentali.
La musica crea simultaneamente schemi multipli. La struttura e il disegno
delle sue tonalità agiscono sul nostro corpo e sul movimento, mentre le sue
armonie e i suoi accordi mutevoli possono cullare le nostre emozioni. I
versi e le storie contenuti in un brano di musica possono portarci indietro
nel tempo a lutti e a gioie. Ecco perché amiamo ascoltare le canzoni della
nostra gioventù e dei primi anni dell'età adulta; la musica evoca ricordi
ricchi e personali.
La musica può essere delicata e tranquilla, ma mai immobile. Anche una
tonalità protratta per ore di seguito, senza variazioni, porta con sé
un'onda pulsante che coinvolge a vari livelli la mente e il corpo. L di
vitale importanza anche ciò che noi attribuiamo a ciascun suono. In termini
di cura, l'effetto Mozart va ben al di là del suono stesso o della qualità
dell'esecuzione o dell'incisione. £ chi ascolta che ne determina l'impatto
finale: dirige e partecipa attivamente al processo di orchestrazione della
salute.
Le vostre cassette, i vostri cd, gli accessori audio vi conferíscono un
controllo senza precedenti sull'organizzazione del ritmo della vostra
giornata. La musica che suonate quando vi svegliate in un giorno lavorativo
è probabilmente molto diversa dalla musica che assaporate durante un
tranquillo fine settimana o una vacanza. Facendo molta attenzione alla
pulsazione, alla cadenza e allo schema della musica, potete creare una dieta
sonora per mantenervi pieni di energia, riposati e rilassati in tutte le
stagioni e in tutti i cicli mutevoli della vita.
Fioritura sonica
Anche la natura risponde all'effetto Mozart. Alcune delle più affascinanti
ricerche nel campo della guarigione con il suono ha studiato l'effetto della
musica sulla crescita delle piante. Dan Carlson è un antesignano della
cosiddetta «fioritura sonica». Nel 1960, mentre era soldato nell'esercito
statunitense in Corea, assistette agli orrori delle carestie e osservò cosa
mangiava la gente quando esauriva le materie prime. Per prima cosa
mangiavano la frutta o l'intera pianta contenente i semi; poi gli steli o i
pampini; infine le radici. Nel giro di un paio d'anni non c'era più cibo.
Carlson tornò nella sua casa in Minnesota e studiò un modo per migliorare la
crescita delle piante non solo arricchendo il terreno ma anche allargando i
fori presenti nella struttura della foglíe. Pensava che le piante potessero
scegliere quello di cui avevano bisogno per crescere nel modo migliore,
invece di essere alimentate a forza (come predicavano gli apostoli dei nuovi
integratori chimici del terreno). Cominciò a sperimentare l'idea che il
suono avrebbe indotto le piante a schiudere i pori, permettendo loro di
assorbire più sostanze nutrienti. Per prima cosa individuò le ore del giorno
in cui i pori delle piante erano più aperti e scopri che le piante
crescevano meglio al mattino presto, quando gli uccelli cantavano. Allora
capì. Forse certi tipi di musica o di suoni non melodici avrebbero stimolato
la crescita delle piante.
Carlson predispose delle cassette dai suoni non musicali (cioè suoni che non
consideriamo melodie vere e proprie). Trovò uno specialista a Minneapolis,
Míchael Holtz, che confermò la sua teoria: un certo tipo di musica ha
vibrazioni e frequenze in comune con A canto degli uccelli. Scopri che uno
dei primi tipi di musica a cui le piante sembravano rispondere era quella
del sítar, il tradizionale strumento a corde indiano. Il suono del sitar non
si addice a tutte le orecchie occidentali, ma pare che le piante non ne
abbiano mai abbastanza.
Nel frattempo anche Dorothy Retallack, una laureata del Temple Beull College
di Denver, cominciò a fare esperimenti con le piante e la musica. Costruì
cinque piccole serre e vi piantò granoturco, zucchine, calendule, zinnie e
petunie. Le serre avevano tutte le stesse dimensioni e ricevevano le stesse
quantità di luce, acqua e terríccio. Per alcuni mesi suonò diversi tipi di
musica nelle quattro serre. (La quinta fungeva da campione di riferimento e
non vi si trasmetteva musica.) Un gruppo di piante ebbe come sottofondo
Bach, A secondo musica classica indiana, il terzo rock ad alto volume e
l'ultima musica country-western. La ricercatrice scopel che Bach e la musica
indiana stimolavano enormemente la crescita delle piante. 1 fiori erano più
abbondanti e i pampini crescevano in direzione degli altoparlanti. Nella
serra del rockWroll non andava tutto bene: c'erano meno fiori e sembrava che
le piante non volessero crescere. Nella serra country-western, la Retallack
scoprì con sua grande sorpresa che le piante si sviluppavano quasi come
quelle della serra in cui non c'era musica.
Il tamburo della vita
La musica può avere un effetto salutare su famiglie e comunità come su
individui e piante. Anche se a questo scopo si può utilizzare qualsiasi
strumento musicale, tradizionalmente si impiegano quelli a percussione,
soprattutto i tamburi, per energizzare o influenzare gruppi di persone. Dal
più spontaneo cerchio di tamburi delle tribù Zulu al Da-Drum di Ron Snyder,
gruppo proveniente dalla Dallas Symphony, le percussioni rappresentano la
pulsazione di un brano musicale o di una canzone. Nei primi anni Novanta,
Mickey Hart, da tempo percussionista dei Grateful Dead, scrisse Drumming at
the Edge of Magíé, che rivelò l'importanza dei tamburi nella storia della
cultura e della civiltà. Ben presto si sviluppò un movimento di base, Rhythm
for Life, per promuovere attività creatíve con tamburi e percussioni in
tutto il Paese.
Molte vite sono state trasformate da improvvisazioni musicali patrocinati da
Rhythm for Life. Come quella di Louise, nonna di sei ragazzi. Louise aveva
allevato i suoi nipoti, poiché i genitori dei ragazzi lavoravano e lei
abitava con loro. La musica era parte della loro vita a casa e in chiesa, ma
non sempre in modi che Louise apprezzava. A volte infatti era disperata,
perché tre dei nipoti volevano diventare batterísti e da anni era costretta
a sopportare i suoni pulsanti e spesso devastanti che arrivavano dal
semínterrato. La casa sembrava soffrire di aritmia dalle tre del pomeriggio
alle dieci di sera.
Una sera il maggiore dei ragazzi, Rick, chiese alla nonna se voleva andare
con lui a sentire della musica di tamburi. Tollerante, gentile e amorevole
com'era, Louise era terrorizzata al pensiero di partecipare a qualche
stravaganza assordante, ma era così sorpresa di essere stata invitata che
accettò: non poteva essere peggio di quello che sentiva già a casa.
Rick portò la nonna in una grande palestra dove anziani, bambini e persone
di ogni età si riunivano, tutti con bacchette, mazze o conga in mano. Louise
sapeva che non avrebbe mai potuto suonare con simili strumenti; cominciava
ad aver paura e si sentiva come un'anima dannata sulla soglia
dell'oltretomba.
Dentro, Ríck le diede un leggero tamburello con un lungo manico (sembrava
una racchetta da tennis) e disse: «Ecco nonna. Prendi un remo. Scommetto che
diventerà tuo amico».
Louise era inorridita. «Penso che questa serata sarà troppo per me», disse.
«Ecco perché ti ho dato il tamburello», disse Rick. «Ogni volta che diventa
troppo forte, colpiscilo e abbasserà i suoni. Ti piacerà.»
Ben presto molte persone si riunirono nel mezzo della palestra con strumenti
che Louise non aveva mai visto. Sembravano tutte persone normali, proprio
come la gente della sua chiesa... E poi la pulsazione cominciò e Louise si
ritrovò in un mondo in cui non era mai stata prima, nemmeno con tutti i
suoni che erano usciti per anni dal seminterrato. Mi disse in seguito che,
picchiando su quel semplice tamburello in mezzo a tutto quel pulsare, era
diventata la pulsazione. E in trenta minuti si senti più giovane dei suoi 55
anni. Sapere che non c'era un modo giusto o sbagliato di suonare era
liberatorio: «Per la prima volta ebbi la consapevolezza che non avrei
commesso errorí», disse, «e non sapevo di essere una musicista!»
Ora, un paio di volte alla settimana, Louise raggiunge i nipoti in cantina e
suona le percussioni con loro. Per inciso, ha anche fatto conoscere loro
aspetti più tranquilli della musica.
Un forte senso di identità di gruppo - e di appartenenza - si crea con
eventi come quelli patrocinati da Rhythm for Life. In tutto il Paese gruppi
di percussíonistí di ogni età si ritrovano regolarmente: i più anziani si
ispirano a Lawrence Welk, Glenn Miller e altri della loro generazione, i
giovani a Gloria Estefan, Boyz Il Men e Hootie and the Blowfish. Fare musica
insieme crea rapidamente forti legami, incoraggiando la gente a riunirsi per
qualche preziosa battuta di eternità.
fine
Approfondimento sul sito http://www.sublimen.com
Sober.C è un audace ingannatore
Il worm si sta rivelando una delle minacce più concrete sulla rete colpendo
in particolare l'Italia con virulenza. Al punto che un'agenzia nazionale lo
scambia per un attacco di hacker contro la magistratura.
http://punto-informatico.it/p.asp?i=46651
23/01/04 - News - Roma - Nessuno quando è stato avvistato per la prima volta
avrebbe potuto prevedere che Sober.C sarebbe stato un worm capace di
infilarsi in una enorme quantità di computer in mezzo mondo né, tantomeno,
che sarebbe divenuto una delle più gravi infezioni informatiche per i
computer italiani.
Apparso a ridosso di Natale, Sober.C si presenta in messaggi di posta
elettronica che cambiano di volta in volta e, evidentemente, riescono a
stuzzicare sufficientemente gli utenti meno accorti che, se sono dotati di
piattaforma Windows e non hanno aggiornato i propri strumenti di sicurezza,
possono cadere nella sua trappola. Ci vuole ben poco, infatti, per attivare
il worm: come tanti altri codici malevoli prima di lui, anche Sober.C è
attivato aprendo l'allegato infetto del messaggio proveniente da un altro
computer preventivamente infettato.
Sober.C, vedi anche il lancio di SalvaPC News, è un worm dalle molte facce
che, a leggere le numerose segnalazioni che giungono quotidianamente in
redazione, disorienta molti utenti. Questo perché si può presentare, per
dirne una, come un messaggio (in inglese o in tedesco) nel quale si afferma
che sono state condotte indagini sul PC dell'utente e sono stati scoperti
materiali scaricati illegalmente come film o mp3, legando poi il tutto ad
attività investigative dell'FBI. Che naturalmente nulla ha a che vedere con
il worm.
La situazione di caos innescata dalla massiccia presenza di Sober.C sul
network italiano è tale che ieri una importante agenzia di stampa lo ha
scambiato per un attacco hacker di massa alle infrastrutture informatiche
della magistratura. Un'azione che potrebbe più facilmente essere
attribuibile a dei cracker ma che, in questo caso, è semmai il prodotto di
un worm scritto bene da tuttora ignoti virus writer. Descrivendo una delle
varianti di Sober.C, quella che parla di un addebito da 239 dollari su una
non meglio precisata carta di credito, l'agenzia ha affermato che "è in
corso da ieri in tutta Italia un attacco hacker" che sarebbe però bloccato,
in questo caso, "dal già operativo sistema di protezione del firewall della
rete giustizia".
Ma, al di là delle boutade, Sober.C non usa solo l'email per diffondersi.
Come indicato dal produttore antivirus Sophos nella sua pagina di analisi
del worm, Sober.C si diffonde anche attraverso file scambiati sulle reti del
peer-to-peer. Dalla stessa pagina è anche accessibile un breve tutorial che
consente di liberarsi del worm.
per la rimozione:
http://securityresponse.symantec.com/avcenter/venc/data/w32.sober.removal.to
ol.html
Le rivelazioni di Yoganandaji sulle reincarnazioni passate di noti
personaggi...
tratto da:
IL SENTIERO
Autobiografia di uno yogi occidentale,
discepolo di Paramahansa Yogananda
di (Donald Walters) SWAMI KRIYANANDA
Traduzione di MAURO MERCI
EDIZIONI MEDITERRANEE - ROMA
lista Sadhana >> it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana
-----------------
A una considerazione spirituale, il karma presenta differenti livelli di
manifestazione che dipendono dal grado di chiarezza con il quale esso
esprime la coscienza divina. L'amore, per esempio, è un karma più spirituale
dell'odio, in quanto corrobora la consapevolezza della essenziale unicità
della vita. L'odio rafforza invece l'illusione della separazione da Dio e
dagli altri esseri. Dire la verità è un karma più spirituale che il dire
menzogne, poiché la sincerità aiuta a sviluppare una raffinata
consapevolezza di ciò che realmente è, la Realtà divina che esiste al di là
di tutte le apparenze.
Il karma si può descrivere come un sistema di ricompense e punizioni,
mediante le quali l'ego impara a manifestare, al termine della sua
evoluzione, la propria innata natura divina. La sofferenza è conseguenza
karmica di quelle azioni che, in un modo o nell'altro, non sono in armonia
con quella natura. L'apprendimento completo di tutte le lezioni richiede un
periodo di tempo superiore a quello che ci viene concesso in una sola vita;
opportunità di errare e di correggerci. Spesso, in realtà, è necessario
reincarnarsi più volte per imparare persino una sola lezione importante.
La dottrina della reincarnazione motiva compiutamente le enormi
diseguaglianze di salute, intelligenza, talento e opportunità nella vita
dell'uomo che, altrimenti, parrebbero ingiuste. Essa è, come affermò Hume,
"l'unico sistema che la filosofia può prendere in considerazione".
L'obiezione più frequente è:
"Se tutti si reincarnano, perché nessuno ricorda le vite precedenti?". La
risposta è semplice: molti ricordano! In Occidente, naturalmente, i bimbi
che esprimono i loro ricordi prenatali imparano presto, per i rimproveri e
l'incredulità dei genitori, a tenere per sé i loro pensieri; ma,
ciononostante, un numero notevole di casi ben documentati ha ricevuto una
considerevole pubblicità.
Nota: Cito alcuni libri che trattano questo argomento: Dr. Ian Stevenson,
Twenty Cases Suggestive of Reincarnation; Dr. Gina Cerminara, Many Mansions;
Ruth Montgomery, here and Hereafter; Reincarnation in the Twenty Century a
cura di Martin Ebon. E non sono i soli! Fine nota. Dato il mio interesse
relativamente noto per tale argomento, numerose persone mi hanno narrato il
ricordo delle vite passate nelle loro personali esperienze.
Una signora, insegnante di pianoforte, mi narrò di aver eseguito un pezzo
per un bambino di quattro anni, suo allievo. subito, con l'aria di non star
parlando a vanvera, il bambino annunciò: "Conosco questo pezzo. Lo suonavo
sempre sul mio violino". Sapendo che aveva studiato soltanto il pianoforte,
la donna gli chiese spiegazioni e quello dimostrò di conoscere correttamente
le difficili posizioni delle dita e i movimenti del braccio usati per
suonare il violino. "Non ha mai visto un violino prima d'ora", insistette in
seguito la madre. "Non ha neppure mai udito musica per violino!".
Una delle testimonianze più interessanti mi fu inviata anni or sono da un
mio amico di Cuba. L'articolo apparso in Francia fu ristampato su un
giornale cubano. Secondo la relazione, una bimba francese, figlia di
ferventi cattolici, non appena poté esprimersi, aveva cominciato a
pronunciare parole riconoscibili in lingua indiana, come ad esempio "rupee".
Due parole soprattutto era solito ripetere: "Wardha" e "Bapu". I genitori,
perplessi e incuriositi, cominciarono a leggere libri sull'India. Appresero
così che "Wardha" era il villaggio dove il Mahatma Gandhi aveva stabilito il
suo ashram e che "Bapu" era il soprannome familiare usato dagli amici più
intimi e dai discepoli. La bambina affermava che nella sua vita precedente
aveva vissuto a Wardha con Bapu.
Un giorno qualcuno si recò a far visita ai suoi genitori con una copia
dell'Autobiografia di uno yogi, nella quale Yogananda descrive la visita
compiuta nel 1936 al Mahatma Gandhi nel suo ashram di Wardha. Non appena la
bambina vide la fotografia di Yogananda sulla copertina, esclamò con gioia:
"Oh, ma questo è Yogananda! Venne a Wardha. Era bellissimo!".
Chi è convinto di vivere soltanto una volta è costretto a scendere a dei
compromessi con le proprie speranze di perfezione. I credenti ortodossi
possono cercare di vivere in modo tale da evitare il fuoco dell'inferno dopo
la morte, ma i più, ritengo, sono ugualmente tentati di chiedersi
opportunisticamente: "Quanto male posso commettere senza incorrere nella
condanna eterna?".
La fede nel principio della rinascita aiuta l'uomo a guardare con gioiosa
fiducia alla propria evoluzione, senza timore o scoraggiamento.
"L'evoluzione ha fine?", chiese un giorno un visitatore a Paramahansa
Yogananda.
"Non ha mai fine", fu la risposta. "Il progresso continua finché l'uomo non
ha raggiunto l'infinito".
A Mount Washington la reincarnazione era parte normale del nostro modo di
pensare e non ci stupivamo affatto quando il maestro, come succedeva a
volte, accennava alle nostre o alle altrui vite passate.
Guardando Jan Savage, un bambino di nove anni, un giorno esclamò ridendo:
"Il piccolo Jan non è un bambino. E' ancora un vecchio!".
Una volta gli confessai che avevo sempre desiderato vivere in solitudine. La
sua reazione fu: "E' perché così vivevi una volta. La maggior parte di
quelli che sono con me hanno vissuto in solitudine parecchie vite passate."
Queste sue osservazioni erano tanto casuali che di rado coglievo l'occasione
di rivolgergli delle domande più precise, alcuni però esprimevano un
interesse più profondo e le risposte del Maestro erano a volte del tutto
esplicite.
Alcuni anni dopo che il dottor Lewis aveva perso la madre, Yogananda,
conoscendo la devozione che il dottore aveva nutrito per lei, lo informò:
"E' rinata. Se vai a..." e menzionò una località del New England, "la potrai
rivedere". Il dottor Lewis si mise in viaggio.
"Fu un'esperienza inquietante", mi raccontò al suo ritorno. "La bambina
aveva soltanto tre anni, ma in molti dei suoi atteggiamenti ella
assomigliava proprio a mia madre. Notai anche che dal primo momento in cui
mi vide mostrò per me una immediata simpatia, quasi mi riconoscesse".
La signora Vera Brown andò una sera a teatro col maestro e alcuni discepoli.
Una ragazzina seduta nella fila davanti a loro richiamò la sua attenzione.
"Non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso", mi confessò più tardi. "C'era
qualcosa in lei che mi affascinava. Sembrava molto più vecchia e saggia
della sua età, traspariva da lei una profonda tristezza. Finita la
rappresentazione, il Maestro mi chiese: "Eri affascinata da quella
ragazzina, vero?". "Si, signore", risposi. "Non so perché, ma non ho potuto
fare a meno di guardarla per tutto il tempo che siamo rimasti nella sala".
"Nella sua vita precedente", disse il Maestro, "ella morì in Germania in un
campo di concentramento. Ecco perché ha un'espressione tanto triste. La sua
tragica esperienza, però, e la compassione che sviluppò conseguentemente
l'hanno resa santa. E' stata la saggezza che hai intuito in lei ad attrarre
tanto la tua attenzione".
Un giorno gli fu dato da reggere un neonato. "Stavo quasi per lasciarlo
cadere", raccontò in seguito agli amici. "Tutt'a un tratto avevo visto,
latente in quella piccola forma dall'aspetto innocente, la coscienza
reincarnata di un assassino".
Le discussioni sulla reincarnazione in sua presenza acquistavano un profondo
interesse. Un giorno chiesi al Maestro: "Giuda aveva conseguito in qualche
misura una realizzazione spirituale?".
"Naturalmente il suo karma non doveva essere tanto buono", rispose il
Maestro, "ma, ciononostante, egli era un profeta".
"Davvero?". Questa variazione sul tema comune della scelleratezza di Giuda
mi lasciò esterrefatto.
"Ma certo", confermò enfaticamente il Maestro. "Fu a buon diritto uno dei
dodici apostoli. Ma dovette poi passare attraverso duemila anni di
sofferenze per il suo tradimento. Fu liberato in questo secolo, in India.
Gesù apparve a un maestro di laggiù e gli chiese di liberarlo. Conobbi Giuda
in questa vita", soggiunse.
"Voi!". Continuai avidamente a indagare. "Che aspetto aveva?".
"Sempre molto tranquillo e sulle sue. Manifestava ancora un certo
attaccamento per il denaro. Un giorno un altro discepolo cominciò a beffarsi
di lui per questo difetto, ma il maestro scosse il capo. "No", lo ammonì,
"lascialo in pace".
Nel 1936 Yogananda visitò Stonehenge in Inghilterra e in quella occasione
osservò, rivolto al suo segretario, Richard Wright (il fratello di Daya
Mata): "Anch'io ho vissuto qui tremilacinquecento anni fa".
A volte ci affascinava con accenni, sempre casuali, alle vite passate di
famosi personaggi storici. "Winston Churchill", ci narrò, "era Napoleone.
Napoleone voleva conquistare l'Inghilterra; Churchill, come primo ministro,
soddisfece tale ambizione. Napoleone voleva distruggere l'Inghilterra; nei
panni di Churchill gli toccò presiedere alla disintegrazione dell'Impero
britannico. Napoleone fu mandato in esilio, ma ritornò in seguito al potere;
Churchill, in modo analogo, fu costretto a ritirarsi dalla scena politica,
ma dopo qualche tempo resse nuovamente le sorti dell'Inghilterra".
E' un fatto notevole che Churchill, in gioventù, abbia trovato ispirazione
nelle imprese militari di Napoleone.
"Hitler", continuò il Maestro, "fu Alessandro il Grande". Un interessante
punto di paragone in questo caso è che tanto l'uno che l'altro adottarono in
guerra una strategia basata su attacchi fulminei, il blitzkrieg come lo
chiamava Hitler. In oriente, naturalmente, dove le conquiste di Alessandro
furono responsabili della distruzione di fiorenti e progredite civiltà,
l'appellativo "il Grande" è citato sempre in tono sarcastico.
Il Maestro aveva sperato di ridestare in Hitler il ben noto interesse di
Alessandro per le dottrine indiane, indirizzando così le ambizioni del
dittatore verso il conseguimento di obiettivi più spirituali. Compì anche il
tentativo di incontrare Hitler nel 1935 ma la sua richiesta fu respinta.
Mussolini, a detta del Maestro, fu Marco Antonio; il kaiser Guglielmo fu
Giulio Cesare; Stalin fu Gengis Khan.
"E Franklin Roosevelt?" chiesi.
"Non l'ho mai detto a nessuno", rispose il Maestro con un sorrisetto
malizioso. "Non vorrei passare dei guai!".
Abraham Lincoln, ci informò, era stato uno yogi nella regione dell'Himalaya,
dove era morto col desiderio di dedicare la propria vita futura a instaurare
l'eguaglianza razziale. La sua nascita come Lincoln fu appunto destinata
all'ademp
imento di tale voto. "Egli è rinato ancora una volta in questo secolo",
disse il Maestro, "come Charles Lindbergh".
E' interessante osservare come il plauso pubblico negato a Lincoln che pur
l'aveva meritato ampiamente, fu tributato a Lindbergh spontaneamente. E'
anche interessante notare che dopo la morte di Lindbergh un suo amico
hawaiano, Joseph Kahaleushi esclamò: "Questo non è un uomo insignificante, è
simile a un presidente!" Nota: The Reader's Digest, dicembre 1974, pag. 258.
Fine nota.
Charles Lindbergh mostrava vivo interesse per la filosofia indiana. Avendo
soddisfatto il suo desiderio, come yogi, di operare in favore
dell'uguaglianza razziale, e avendo rifiutato, come Lindbergh, il successo
che gli fu tributato come ricompensa karmica per il suo buon successo come
Lincoln, si può supporre che nella prossima vita diventerà nuovamente uno
yogi.
Parlando di mistici, Yogananda ci raccontò che Teresa Neumann, la cattolica
tedesca di Konnersreuth, in Germania, segnata dalle stigmate, era Maria
Maddalena. "Ecco perché", esclamò il maestro, "le furono concesse le visioni
della passione e crocifissione di Cristo".
"Lahiri Mahasaya", mi disse una volta a Twenty-Nine Palms, "fu il più grande
santo del suo tempo. In una vita precedente fu re Janaka Nota: Janaka, oltre
che re, fu anche uno dei più grandi maestri dell'India Antica. Fine nota.
Babaji lo iniziò in quel palazzo dorato poiché egli era vissuto prima in un
palazzo.
Secondo la versione di un altro discepolo, il Maestro avrebbe detto a
qualcun altro che Lahiri Mahasaya fu anche il grande mistico medioevale
Kabir.
"Babaji", disse, "è un'incarnazione di Krishna, il più grande profeta
dell'India".
Il Maestro ci rivelò poi che lui stesso fu il più intimo amico e discepolo
di Krishna, Arjuna. ("Principe dei devoti" così è denominato nella Bhagavad
Gita). Non fu difficile per noi credere che fosse stato quel poderoso
guerriero. L'incredibile forza di volontà di Yogananda, l'innato dono per il
comando, la sua forza fisica, potente quando voleva adoperarla, tutto
contribuiva a caratterizzare quella tempra di eroe al quale non era preclusa
nessuna conquista. Parlando di quella incarnazione, il maestro spiegò: "Ecco
perché, in questa vita, ho dei rapporti così intimi con Babaji".
Egli conosceva l'importanza di alternare gli insegnamenti astratti con
queste interessanti pagine di vita. Per la maggior parte della gente non
esiste il ricordo fra una vita e l'altra, poiché vi sono delle barriere che
si frappongono insuperabili. Ma per l'uomo saggio le barriere scompaiono.
L'interesse reale del Maestro, e anche il nostro, era però focalizzato sul
conseguimento dell'illuminazione divina. Questa familiarità con la legge
della reincarnazione ci aiutava a rinsaldare la nostra determinazione per il
raggiungimento dell'illuminazione divina e per sfuggire in tal modo alla
serie monotona delle morti e rinascite.
Ciò servì anche a chiarire alcune nostre difficoltà spirituali.
Henry Schaufelberger ed Ed Harding (un altro discepolo più anziano) furono
afflitti, per un certo tempo, da una animosità reciproca profonda ed
apparentemente irrazionale.
"E' che voi eravate nemici in una vita precedente", fu la spiegazione che
Henry ricevette dal Maestro al quale aveva chiesto consiglio. Conoscerne il
motivo, aiutò entrambi a comprendere meglio il problema e a superarlo.
Come ho già spiegato, la dottrina della reincarnazione è in stretta
relazione con la legge del karma. A volte si ode l'obiezione: "Ma che posso
imparare dalla sofferenza se non ricordo le azioni, compiute in vite
precedenti, che l'hanno provocata? La risposta è: tanto l'azione quanto la
sua conseguenza karmica sono il riflesso palese di una tendenza mentale che
un individuo porta ancora con sé; è su questa tendenza che la legge del
karma opera.
Se, per esempio, per la mia cupidigia, avessi in passato privato qualcuno
della sua eredità ingannandolo e in questa vita soffrissi le conseguenze di
quell'azione con la perdita di un'eredità, tanto l'azione da me compiuta,
quanto quella subita, servirebbero a sottolineare la mia avidità. Potrei
aver dimenticato ciò che ho fatto, ma se ora decido che la frode è un'azione
che non deve essere né compiuta né subita e risolvo da parte mia di non
frodare più, avrò per lo meno sciolto un nodo di questa tendenza. Ci possono
essere altri nodi da sciogliere, poiché una serie di azioni sarebbero sorte
da quella singola tendenza e l'avrebbero rinforzata. Se sono saggio, la
perdita di quell'eredità non mi farà solo riflettere sull'immoralità della
frode, ma mi indurrà anche a risalire alle origini di questa forma di
disonestà: l'avidità di denaro. Concluderei allora che è questo l'errore e
cercherei di scoprire ed estirpare in me ogni germe di cupidigia. Quando
questo sforzo fosse coronato da successo, verrebbe stabilito un campo di
forza di non-attaccamento che annullerebbe o minimizzerebbe le conseguenze
karmiche di ogni altro atto di avidità compiuto in passato.
Il potere del karma dipende in gran misura dall'intensità di pensiero
associato ad esso.
Supponiamo che abbia superato la cupidigia e conseguito il distacco dai
possessi materiali prima di perdere quell'eredità. In tal caso il danaro
perduto mi verrebbe restituito senza che me lo aspettassi, o in ogni modo
non ne soffrirei tanto.
Patanjiali, l'antico interprete delle dottrine yoga, afferma nei suoi Yoga
Sutra che, quando si sia superata ogni tendenza all'avarizia, si attrae la
ricchezza sufficiente per le proprie necessità vitali; Patanjali si esprime
pittorescamente così: "Si avranno gioielli in abbondanza". (Nota: Yoga Sutra
II, 37).
E' importante comprendere che la legge del karma è assolutamente
impersonale. Dal proprio karma si può imparare qualora ci sia la volontà di
farlo, ma è anche possibile rifiutarsi.
Una reazione stolta alla perdita dell'eredità che abbiamo portato come
esempio sarebbe cercare di "prendersi la rivincita" sul mondo, frodando
altri dei loro possessi; chi scegliesse questa strada, però, non farebbe che
rafforzare la tendenza che ha attratto su di lui la prima sventura,
seminando maggiore sofferenza in futuro.
Il dottor Lewis chiese una volta al Maestro perché un suo conoscente fosse
nato con un piede deforme. "E' perché nella sua ultima vita diede un calcio
a sua madre", rispose Yogananda.
Il fatto di avere in questa vita un piede deforme non avrà certo indotto
quell'uomo a non prendere a calci sua madre, ora.
Deve però aver agito indirettamente su tale tendenza. La madre dopo tutto,
come origine della sua esistenza fisica, rappresentava per lui in modo
particolarissimo la sacralità della vita. Quando la prese a calci, egli di
fatto espresse il suo disprezzo per la vita stessa. Il suo piede deforme in
questa incarnazione deve averlo fatto sembrare, per lo meno ai suoi occhi,
un oggetto di disprezzo. Una reazione poco saggia a questa immagine di se
stesso avrebbe potuto fargli odiare più che mai l'esistenza, attitudine che
sarebbe rimasta in lui per molte vite, fino a quando disperato, non
decidesse di cambiare. Una reazione saggia gli avrebbe fatto comprendere
quanto sia grande la fortuna di possedere un corpo perfetto. Automaticamente
sarebbe nato in lui il rispetto per la vita e per tutte le madri.
Ma Yan si batte mentre tante altre hanno dovuto rinunciare. Voltando
le spalle all'egualitarismo forsennato degli anni maoisti, la Cina di
oggi è caduta nell'eccesso opposto del dio denaro e fa
dell'istruzione un privilegio da cui i più poveri sono
progressivamente esclusi.
Il villaggio di Ma Yan si trova in una zona sperduta del sud del
Ningxia, una regione musulmana semidesertica dell'ovest della Cina,
colpita dalla siccità e condannata a vedere la sua popolazione
emigrare verso terre più ospitali. Gli stranieri di passaggio sono
pochi e, vedendoci, la madre di Ma Yan ha cercato di farci conoscere
lo sconforto di sua figlia, che è anche il suo. Questa contadina ha
insistito per affidarci tre piccoli taccuini e un foglietto volante;
era nervosa come se fosse stata in gioco la sua vita. Abbiamo preso
in consegna quei preziosi documenti senza capire immediatamente di
che cosa si trattasse.
Un giorno mamma mi ha detto...
La calligrafia accurata, in caratteri cinesi, era quella di un
bambino. I taccuini contenevano il diario, scritto nell'arco di
diversi mesi, di una scolara, e il foglietto riassumeva il dramma che
stava vivendo. "Abbiamo una settimana di vacanza. Mamma mi
dice: 'Figlia mia, devo dirti una cosa. Temo che sia l'ultima volta
che vai a scuola'. Spalanco gli occhi, la guardo e le dico: 'Come
puoi dire una cosa simile? Oggi non si può vivere senza conoscenze.
Anche un contadino ha bisogno di conoscenze per coltivare la terra,
altrimenti non avrà buoni raccolti'. Mamma continua: 'Con i tuoi
fratelli, siete in tre ad andare a scuola. Solo tuo padre lavora
lontano. Non basta per mantenervi'. Le chiedo: 'Questo significa che
devo tornare a casa?' Mamma dice di sì. 'E i miei fratelli?' Mamma
risponde: 'I tuoi fratelli devono proseguire gli studi (1)'. Chiedo a
mamma: 'Perché i ragazzi possono studiare e le ragazze no? ' Mamma
risponde: 'Sei ancora piccola, non puoi capire. Quando sarai grande,
capirai'".
"Quest'anno non ho più i soldi per andare a scuola. Sto a casa e
coltivo la terra per provvedere agli studi dei miei fratellini.
Quando ripenso alle risate che ci facevamo a scuola, mi sembra di
esserci ancora. Quanto vorrei studiare! Ma non ce lo possiamo
permettere. Voglio studiare, mamma, non voglio stare a casa. Come
sarebbe bello se potessi restare eternamente a scuola".
Qualche settimana dopo, eravamo di ritorno a Zhang Jia Shu. Ma Yan
non era in casa. Era tornata a scuola, nel capoluogo del distretto, a
tre ore di cammino dal villaggio. La sua lettera aveva centrato il
bersaglio: sua madre, commossa dalle suppliche della figlia, aveva
preso in prestito dei soldi per permetterle di tornare a studiare.
Non c'era neanche la madre, era andata all'altro capo della provincia
a guadagnare qualche yuan per pagare i debiti. Partecipava alla
raccolta del fa cai, un'erba selvatica che cresce nelle steppe del
Nord. "Fa cai" è anche l'augurio che si rivolgono i cinesi per il
capodanno lunare, e quest'omonimia ne fa un prodotto portafortuna
molto apprezzato a Hong Kong e a Canton.
Il padre va a prendere Ma Yan a scuola. Quella che vediamo è una
ragazzina raggiante e determinata, vivace e intelligente, felice di
aver ritrovato il suo mondo. Questa piccola cinese dai capelli corti,
vestita modestamente, con l'unico capriccio di un cuoricino intorno
al collo, ha certamente un carattere forte. Anche se i suoi genitori
sono analfabeti è la prima della classe, ha il massimo dei voti in
matematica. È più brava di molti bambini più fortunati di
lei. "Voglio studiare proprio perché la mia famiglia è povera.
Facciamo una vita molto difficile. Se studierò con profitto, avrò un
buon lavoro e renderò felice la seconda metà della vita dei miei
genitori", dice.
Il suo diario riflette questa miseria in tutte le pagine, insieme
alla speranza insensata di andare all'università. "Mamma spera che
noi non vivremo come lei, che fa una vita così dura senza capire che
cos'è la vita. Devo proprio studiare per avere una vita felice, non
come lei", scrive. Ma Yan si esprime con parole semplici, spesso
intervallate dagli slogan della propaganda di cui i giovani cinesi
sono impregnati fin dalla scuola. Parla del suo sogno di andare a
studiare in città, e poi di "servire il popolo e la Cina". Parla
anche del suo anno di internato nel comune vicino, e del divario tra
ricchi e poveri, che, sorprendentemente in questa Cina ufficialmente
comunista, divide i bambini in due categorie. Ma Yan spiega che i
suoi amici appartengono tutti alle famiglie più povere. "La vita è
molto difficile a scuola", spiega. "Si mangia solo riso. Certi
bambini hanno i soldi per potersi comprare delle verdure e anche dei
gelati". Per Ma Yan non è così. Confida al suo diario che un giorno
ha chiesto un po' di verdura a una cugina che frequenta la sua stessa
scuola e ha ricevuto un rifiuto. Un'amica gliel'ha data. "Ho capito
che non si può contare sui parenti", scrive dopo quell'incidente. "Si
rifiutano di prestarti qualcosa e se ne infischiano di sapere se sei
triste o meno. Ho capito finalmente la relazione tra le persone: non
bisogna dimenticare di restituire l'aiuto che riceviamo dagli altri".
Per una manciata di yuan
In serata sua madre, Bai Ju Hua, ritorna al villaggio, sfinita dopo
dodici giorni di lavoro a 400 chilometri di distanza per guadagnare
circa cento yuan (13,7 euro). Porta il suo raccolto di fa cai in una
grande busta di plastica: lo venderà a degli intermediari che
andranno poi a smerciarlo a caro prezzo nel sud della Cina. Vedendoci
capisce che i taccuini che ci aveva affidato come si getta in mare
una bottiglia hanno raggiunto il loro scopo e scoppia in lacrime. Ha
solo 33 anni, ma ne dimostra venti di più, spossata da una vita di
duro lavoro e di privazioni. Ma ha uno sguardo e dei gesti pieni di
tenerezza verso la figlia. "Sono una madre, ma il mio cuore è gonfio
di amarezza. Sapevo che non potevo più mandare mia figlia a scuola
dopo il quinto anno. Lei mi ha dato questa lettera, ma io non so
leggere. Lei ha insistito. 'Leggila e saprai quanto sono infelice'.
Me la sono fatta leggere e ho capito".
Bai Ju Hua ha cercato di ottenere un aiuto dallo Stato. Senza
successo. Aveva sentito parlare in tv di un fondo per i bambini
svantaggiati. Il direttore dell'istruzione del distretto, che è
responsabile di 56 scuole, ci confesserà: "Non ho i mezzi per
aiutarli. Le cose stanno così. Compilo la lista dei bambini
bisognosi, ma se non succede nulla, devono interrompere gli studi. In
alto loco lo sanno benissimo". Per la scuola elementare del villaggio
di Zhang Jia Shu, lo Stato paga lo stipendio di un maestro (800 yuan,
circa 110 euro al mese) e versa un'indennità di 50 yuan all'imam che
insegna gratuitamente. Tutto qui. La regione del Ningxia è
dimenticata da tutti. Alla scuola media del capoluogo, il professore
di sua figlia le ha detto: "Ma Yan è l'alunna migliore. Non deve
smettere. Se la ritiri, rovini il suo futuro". Allora Bai Ju Hua ha
preso in prestito la modesta somma che le mancava e, nonostante i
suoi problemi di salute, è andata a raccogliere il fa cai.
Madre e figlia si abbracciano piangendo. Un'emozione dovuta in parte
al fatto di ritrovarsi, dopo dieci giorni di separazione, ma anche al
legame ancora più forte che si è stabilito fra loro, dopo il
sacrificio della madre. Ma Yan sa quanto le deve, quanto deve "alle
sue mani", come dice lei. Le basta guardarsi intorno. Nel suo
villaggio tutte le ragazze hanno abbandonato la scuola dopo appena
tre anni, giusto il tempo di imparare a leggere e scrivere. Una di
loro, non più grande di Ma Yan, ha lasciato la scuola un anno fa, e
ormai aiuta la famiglia nei lavori domestici. Appena tocchiamo
l'argomento grida "voglio tornare a scuola" e fugge piangendo. I suoi
genitori rimangono in silenzio, nella loro piccola casa di terra, con
lo sguardo inchiodato al pavimento. Più anziani e altrettanto poveri
di quelli di Ma Yan, hanno ancora meno possibilità di scelta.
Destino implacabile
Hu Deng Shuang, il giovane imam, maestro volontario, l'ha avuta per
due anni come allieva alla scuola elementare. "Molto intelligente,
svelta e una grande lavoratrice", afferma. "Potrebbe arrivare fino
all'università". Ma riconosce che gli abitanti del
villaggio "apprezzano di più i maschi. Le femmine sono considerate
semplice manodopera. Alcune a scuola non ci vanno per niente. Cerco
di spingere la gente a lasciare le figlie a scuola per tutto il tempo
che possono. Ma quando la famiglia non ha soldi, sono le femmine a
farne le spese per prime", dice. Una situazione che ha subìto un
forte degrado in questi ultimi anni, con la siccità che si abbatte
continuamente su questa regione. Un uomo venuto dalla città
sottolinea il peso della fatalità che, secondo lui, colpirà Ma Yan
come le altre giovani: le ragazze si sposano presto perché i genitori
hanno bisogno del denaro che possono ricavare da quest'unione in
Cina è il marito a pagare la famiglia della futura sposa per poi
poter accasare i due figli più giovani. "Ma Yan è intelligente, ma
non sfuggirà al suo destino. È un destino implacabile", afferma. Ma
la madre è categorica: "Fino all'ultimo respiro mi batterò perché mia
figlia non abbia una vita come la mia" (ha collaborato Sarah Neiger).
cp
(1) Malgrado la politica del figlio unico, le famiglie contadine
hanno diritto ad avere due figli, se il primo è una femmina. Le
minoranze nazionali (in questo caso gli hui, musulmani) possono
averne tre.
Una vita felice: il diario di Ma Yan
Venerdì. Siamo tornati a casa questo pomeriggio dopo la scuola. Mamma
ci ha detto di andare a lavorare nei campi di grano. Ero stanca
morta. Ma come faccio a dirle no? È per darci da mangiare e da
vestire che lavora così. Dobbiamo lavorare anche noi.
Sabato. Questa mattina il tempo era bello. Poi di colpo ha cominciato
a nevicare. I fiocchi di neve danzano nel cielo. Se nevica a ottobre
il raccolto sarà buono, mi ha detto una volta mia nonna. Spero che
nevichi. Il popolo avrà acqua da bere.
Domenica. Mamma prepara da mangiare. Ci dà due ciotole di verdure.
Poi arriva il nonno. Mamma dà una ciotola anche a lui. Si siede su
uno sgabello e mangia. Vedo i suoi occhi pieni di lacrime. La sua
giacca di lana e la sua camicia sono così sporche che non riesco a
guardarle. Mia nonna fa ancora più pietà. Ha i capelli tutti bianchi
e un cencio bucato le copre la testa. Se continuerò a studiare, potrò
trovare un lavoro, e prenderò i miei nonni a vivere con me, perché
siano felici. Ma temo che non possano aspettare fino a quel giorno.
Questa coppia è condannata a vivere miseramente, non avranno la
fortuna di avere una vita felice.
un carissimo saluto a tutti e complimenti a piccozzo che leggo sempre
con molto interesse.......cavaliere_del_tempo
IMPARA DALLE SFIDE
Ogni volta che sei di fronte ad una situazione impegnativa, sei quasi
“forzato” a trovare una soluzione. In questo modo accresci non solo la tua
esperienza , ma anche la fiducia che hai in te stesso e aumenta la tua
capacità ad affrontare sfide successive.
Roberto Re
FRASE DEL GIORNO
“Il successo deriva dall’imparare dalle situazioni e andare avanti verso le
prossime sfide.”.
Jim Rohn
Quando la nostra mente e' compassionevole, diventa sconfinata.
Libera dal possedere alcunche', la mente sa' che ogni cosa
e' immersa in un fluire cangiante.
Nulla esiste se non momentaneamente
nella sua forma e nel suo colore!
(Reverendo Inoue Muhen)
"Generalmente è più o meno facile analizzare gli altri e classificarli
secondo la personalità. E' spesso più difficile volgere la luce di ricerca
su sé stessi, in stretta onestà; ma, ciò è quello che dovete fare per
scoprire quale miglioria, o cambio, è necessario. Un modo di scoprire la
vostra stessa personalità è quello di conoscere come trattate gli altri.
Consciamente, o inconsciamente, le persone sentono la vostra personalità, e
la loro reazione è condizionata."
(Paramahansa Yogananda)
news:
''Le armi di distruzione di massa in Iraq non esistono, percio' mi dimetto''
Con questa dichiarazione il capo della missione americana che doveva scovare
l'arsenale di Saddam Hussein, avrebbe rassegnato le dimissioni.
Secondo le relazioni di Kay, che per 10 mesi ha avuto a disposizione 1400
agenti per setacciare l'Iraq, le armi di distruzione di massa non
esisterebbero piu' gia' dal 1991.
Pronta la reazione della Casa Bianca con l'immediata nomina di un nuovo capo
della missione: il commissario Rex.
(Fonte: Peacereporter.it)
Un'alternativa all'auto
Per promuovere la mobilita' sostenibile, l'amministrazione comunale di
Cesena ha stanziato oltre 100mila euro per istituire due centri di noleggio
biciclette (uno in stazione, l'altro all'ippodromo).
Verranno inoltre sperimentati velocipedi e micro-macchine a energia
elettrica.
(Fonte: Vita.it)
Coca Cola
Entro settembre 2004 la multinazionale rimuovera' le sue pubblicita' dai
4000 distributori automatici di bevande posti nelle scuole della Gran
Bretagna. Le foto di lattine e bottigliette verranno sostituite con immagini
di cartoni animati. Oltre a questo, si dice, cambiera' anche il contenuto
dei distributori, privilegiando bevande non gasate a base di frutta e acqua
minerale.
(Fonte: Ansa)
E' stato inaugurato nella metropolitana di Citta' del Messico un programma
di prestito gratuito di libri. Grazie a 250mila volumi, acquistati con
donazioni e finanziamenti privati, i passeggeri (per ora solo di una linea)
potranno ammazzare il tempo del viaggio leggendo.
La direzione si augura che il parco libri non subisca furti o
danneggiamenti.
(Fonte: Misna.org)
Record
La citta' di Valenza (Alessandria) e' entrata nel Guinness dei Primati per
avere preparato la cioccolata calda piu' grande del mondo: 274 kg (il
precedente record era di 190).
La bevanda e' stata condivisa da piu' di 3000 persone. Il blando effetto
afrodisiaco del cioccolato e' stato devastante.
(Fonte: Ansa)
La giocoleria migliora le performance del cervello, annuncia Nature. Quando
impariamo giochi di abilita', come lanciare tre palle, cresce la quantita'
di materia grigia nell'area cerebrale coinvolta nelle attivita'
visivo-motorie. La scoperta smentisce l'idea diffusa che l'anatomia
cerebrale non si modifichi in risposta a nuovi stimoli.
(Fonte: Internazionale)
PS: In alcuni paesi esteri la giocoleria e' considerata una ginnastica dolce
a tutti gli effetti. Nelle scuole, ci hanno raccontato, viene praticata
durante le ore di Educazione fisica.
Siete stressati e nervosi?
In Austria e' partito un nuovo servizio telefonico chiamato "Call Wood".
Basta chiamare un apposito numero e si sentira' per qualche minuto il
rilassante rumore della foresta. In pratica silenzio e qualche fruscio di
alberi ogni tanto. Sara' presto disponibile anche il rumore del mare e
dell'alta montagna.
(Fonte: Ananova)
Segreti
Secondo uno studio pubblicato su Nature, il segreto dell'evoluzione dei
cromosomi sessuali potrebbe essere svelato dalla papaia.
Si tratta infatti di una pianta insolita, in quanto possiede tre sessi,
maschio, femmina, ermafrodita, ciascuno con fiori distinti e caratteristici.
Mappando i rispettivi genomi, i ricercatori dell'Hawaii Agriculture Research
Center hanno identificato una piccola parte di DNA caratteristica degli
individui maschili e ermafroditi. A differenza del cromosoma Y negli animali
e in altre piante, sembra essere della stessa dimensione della sua
controparte femminile. Ma esattamente come il cromosoma Y, pare priva del
DNA che codifica le proteine. Generalmente si ritiene che questa perdita
rappresenti un passo lungo il cammino che porta alla differenziazione fra il
cromosoma X e quello Y.
(Fonte: Lescienze.it)
Pare, si dice, si mormora...
La Commissione europea per la concorrenza avrebbe deciso di infliggere una
pesantissima multa alla Microsoft per abuso di posizione dominante nel
mercato dei server e dei software multimediali.
Si parla di 500 milioni di euro. Virtuali.
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dei messaggi. Chi trova il suo nome in uno dei messaggi di questa lista e si
ritiene offeso o leso, in qualche modo, da quanto riportato, puo'
contattarci per discutere la rimozione della parte offensiva o lesiva.
«La guerra era pronta prime dell’11 settembre»
Usa, inchiesta su O'Neill
Di Franco Santarelli - «Il Manifesto»
14 gennaio 2004
Per l'ex ministro «la guerra all'Iraq era pronta prima dell'11 settembre». E
Bush «ammette»
NEW YORK
Ed ecco, puntualissima, la vendetta della Casa Bianca. Non erano passate
neanche 24 ore da quando era andata in onda sulla Cbs l'intervista con Paul
O'Neill che sbugiardava George Bush sull'Iraq che l'ex ministro era già
sotto inchiesta. Lunedì sera, l'ispettore generale di quello che per due
anni è stato il «suo» ministero, ha ricevuto l'incarico di vedere se c'è
modo di «punire» O'Neill per aver fornito i documenti che il giornalista Ron
Suskind ha usato per scrivere il suo libro, «Il prezzo della lealtà», nel
quale si racconta appunto l'esperienza di O'Neill in mezzo alla banda Bush,
prima di essere cacciato per contrasti sulla politica fiscale adottata dal
governo che lui giudicava «irresponsabile».
Nel libro si racconta che quella di attaccare l'Iraq non è stata «una
conseguenza dell'11 settembre» ma una decisione che Bush aveva preso almeno
sette mesi prima dell'attacco terroristico contro le Torri Gemelle; che
l'urgenza di togliere di mezzo Saddam Hussein era stata annunciata al
Consiglio per la sicurezza nazionale (di cui Paul O'Neill faceva parte) già
nel febbraio 2001 dal ministro della Difesa Donald Rumsfeld e che O'Neill
medesimo, che come ministro del Tesoro partecipava a tutte le riunioni
importanti dell'amministrazione, non aveva mai avuto modo di vedere uno
straccio di prova sulla presenza in Iraq delle famose armi di distruzione di
massa, quelle con l'attacco è stato giustificato e che ancora oggi non si
trovano. Appena saputo dell'indagine, l'ex ministro ha spiegato che i
documenti da lui «passati» a Suskind per scrivere il suo libro li ha avuti
addirittura dal capo dell'uffico legale del suo ex ministero. «Gli chiesi -
ha raccontato ieri mattina attraverso un'altra emittente televisiva, la
Nbc - di dirmi quali documenti era lecito avere e dopo tre settimane lui mi
mandò un paio di cd che io francamente ho consegnato a Suskind senza neanche
aprirli».
Non sembrano proprio esserci, dunque, gli estremi per un «vero» procedimento
legale nei suoi confronti, ma l'annuncio dell'inchiesta deve essere apparso,
nella mente degli strateghi di Bush, una buona cosa per dipingere O'Neill
come «traditore», specie in presenza di un «accompagnamento» adeguato
fornito da tutta una serie di elementi «medi» del partito repubblicano -
deputati che in questi giorni di vacanza del Congresso se ne stanno nei loro
collegi a «curare» gli elettori - che si sono scatenati contro l'ex
ministro. Uno di loro, per far vedere che lui la storia la conosce, ha
definito l'operato di O'Neill «la peggiore pugnalata nella schiena dai tempi
di Giulio Cesare»; mentre la tv amica per antonomasia, la Fox di Murdoch,
continuava a mostrare la cartellina con la parola «Secret» apparsa durante
l'intervista di O'Neill (una cosa destinata a scandalizzare i patriottici
elettori di Bush), sebbene la Cbs abbia immediatamente «confessato» che era
stato un espediente per dare un po' di pepe all'intervista medesima.
Della linea adottata dalla Casa Bianca per ridurre i danni dell'uscita di
O'Neill fa parte anche l'espediente di ricordare che in fondo quella di
essere per una caduta del regime di Saddam Hussein era anche la politica di
Bill Clinton e quindi «noi l'abbiamo ereditata» e comunque era «chiara», ha
detto Bush in Messico, dove si trova per il vertice con i Paesi
latinoamericani, sicché il fatto che se ne parlasse già prima dell'attacco
terroristico è cosa normale. E qui tutti i giornalisti presenti hanno capito
che Bush, nemmeno senza giri di parole, ha di fatto riconosciuto che la
guerra all'Iraq, compresi i piani di occupazione, erano pronti già prima
dell'11 settembre, armi o non armi di distruzione di massa da trovare.
L'ex ministro O'Neill, a questo punto assediato da amici e nemici, non è
sembrato molto «attrezzato» per gestire la grande pressione cui è sottoposto
in queste ore. Le ultime cose da lui dette ieri pomeriggio, per esempio,
erano chiaramente tese ad attenuare la polemica evitando di rimangiarsi ciò
che aveva detto in precedenza. E' vero, quella di Bush era una continuazione
della politica di Clinton, ha riconosciuto, ma ciò che lo aveva colpito non
era tanto la politica quanto l'«alta priorità» che l'amministrazione aveva
dato al rovesciamento del regime di Saddam Hussein. Per quanto riguarda le
armi di distruzione di massa ha ripetuto di non avere mai visto una «prova
concreta», ma per quella sua espressione che ha deliziato i denigratori di
Bush, «sembrava un cieco in mezzo a dei sordi«, si è detto dispiaciuto: «Se
potessi la ritirerei».
Flash: attenzione al nuovo virus "tecnico" MyDoom
by Paolo Attivissimo
Non lasciatevi ingannare dal titolo dei messaggi intitolati "Test",
"Status", "hi", "hello", "Mail Delivery System", "Mail Transaction
Failed", "Server Report", "Status Error" o contenenti frasi
apparentemente tecniche come queste:
"The message contains Unicode characters and has been sent as a binary
attachment"
"Mail transaction failed. Partial message is available"
"The message cannot be represented in 7-bit ASCII encoding and has been
sent as a binary attachment"
NON APRITE L'ALLEGATO e AGGIORNATE IL VOSTRO ANTIVIRUS. Si tratta
infatti di un virus (più correttamente di un worm), precisamente
Mydoom/Novarg, che si è scatenato ieri 26/1/2004.
I dettagli del virus/worm sono disponibili presso i siti dei principali
produttori di antivirus, ad esempio presso Symantec:
http://securityresponse.symantec.com/avcenter/venc/data/w32.novarg.a@mm.html
Il worm ha effetto soltanto sulle macchine Windows (e questa non è una
novità), con l'eccezione di Windows 3.1. In sé non è particolarmente
pericoloso, dato che per infettarsi è necessario aprire l'allegato: se
non aprite l'allegato e cancellate il messaggio, siete a posto.
Ma allora come mai la gente si infetta lo stesso a frotte? Non lo sanno
anche i muri, ormai, che gli allegati inattesi non si aprono?
Evidentemente no, o se lo sanno, se lo dimenticano. Infatti il worm usa
le tecniche di "social engineering" descritte qui
http://www.attivissimo.net/security/soceng/soceng.htm
per indurre l'utente a dimenticarsi della normale prudenza: si spaccia
per un messaggio tecnico (quindi sfrutta il principio d'autorevolezza) e
dice che un messaggio destinato a voi è arrivato danneggiato o
codificato in modo anomalo e quindi è contenuto nell'allegato.
Chi rispetta le regole proposte dal mio Piccolo Dodecalogo di Sicurezza:
http://www.attivissimo.net/security/dodecalogo/dodecalogo.htm
non corre alcun pericolo, perché la Regola 8 dice chiaramente "Non
aprite gli allegati non attesi, di qualunque tipo, chiunque ne sia il
mittente, e comunque non apriteli subito, anche se l'antivirus li
dichiara 'puliti'".
Ricordatevi sempre e comunque di aggiornare il vostro antivirus. L'ho
già detto, ma ripeterlo non fa male.
Mi raccomando, non scrivetemi chiedendo istruzioni su come disinfestare
il vostro computer. Non posso fare assistenza tecnica a tutti: dovevate
pensarci prima, e se non ci avete pensato, vi meritate di pagare
qualcuno che vi aiuti a domicilio. I siti antivirus offrono inoltre
istruzioni e programmi di ripulitura appositi. Usateli.
Fin qui il worm non è particolarmente anomalo, se non per la sua
diffusione spettacolarmente rapida, che dimostra che non occorre creare
virus tecnologicamente sofisticati: basta far leva sull'ingenuità degli
utenti con qualche classico espediente psicologico.
L'aspetto insolito di questo worm è che fra l'1 e il 12 febbraio 2004
prenderà di mira il sito della SCO, società che ha causato non poche
polemiche con la sua dichiarazione (non ancora confermata in tribunale)
che Linux contiene codice SCO copiato senza autorizzazione. Lo scopo è
evidentemente creare un'orda di computer infetti che a febbraio
bombarderanno contemporaneamente il sito SCO, rendendolo inservibile.
L'altra particolarità del worm è che si copia alla directory in cui il
programma Kazaa scarica i file ricevuti e si traveste da programma
eseguibile, con nomi-civetta come "icq2004-final" e "winamp5", in modo
da invogliare altri utenti Kazaa a scaricarlo e quindi infettarsi. Anche
qui valgono le regole di sicurezza del Dodecalogo, in particolare la
Regola 1: "Installate un buon antivirus, tenetelo costantemente
aggiornato e usatelo su tutti i file che ricevete." Sottolineo "tutti",
compresi quindi i file che scaricate dai circuiti di scambio come Kazaa
o WinMX.
Il worm, infine, tenta di aprire una "backdoor", ossia un canale di
comunicazione nascosto, sulle porte TCP da 3127 a 3198. In teoria questo
consente a un aggressore di collegarsi al computer infetto e usarlo come
testa di ponte per accedere ai file che contiene. La backdoor è inoltre
in grado di scaricare ed eseguire qualsiasi programma a piacimento
dell'aggressore.
Ultima curiosità: come avviene sempre più spesso, il worm ha una data di
scadenza. Cesserà infatti di diffondersi il 12 febbraio 2004. Questa
scadenza incorporata, e l'assenza di attività distruttive, indicano la
nuova tendenza dei creatori di virus: non più vandali che vogliono
semplicemente distruggere il contenuto dei PC di vittime prese a caso,
ma attenti pianificatori che organizzano un esercito di "zombi digitali"
per attaccare il nemico di turno.
Attenti, dunque, a non zombificarvi!
Ciao da Paolo.
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2004 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
In che modo la musica agisce su di noi - parte 2
di Don Campbell
da "Effetto Mozart", Curarsi con la musica
ed. Baldini & Castoldi
Mozart agisce sulla temperatura del corpo
Lo scricchiolio di una porta, il gemito del vento e altri rumori misteriosi
possono far scorrere un brivido lungo la spina dorsale e provocare la pelle
d'oca. Gli autori delle colonne sonore di Hollywood sono famosi per la loro
abilità di sfruttare questi effetti e di accompagnare con musica dissonante
le scene di incertezza, pericolo e morte che vengono proiettate sul grande
schermo.
Tutti i suoni e tutta la musica esercitano una sottile influenza sulla
temperatura del nostro corpo e quindi sulla nostra capacità di adattarci ai
cambiamenti termici. La musica trascendente può riempirci di tepore. La
musica a volume alto con un ritmo forte, può alzare la temperatura del
nostro corpo di qualche grado mentre la musica dolce, con un battito debole,
la può abbassare. La musica ottiene questi effetti agendo su circolazione
del sangue, polso, respirazione e sudorazione. Come osservò Igor Strawinsky:
«Le percussioni e i bassi... funzionano come un impianto di riscaldamento
centrale». In una fredda giornata d'inverno, ascoltare musica calda e
accattivante - soprattutto molto ritmata - vi aiuterà a riscaldarvi, mentre
nei giorni della canicola estiva, la musica impersonale e astratta vi
rinfrescherà.
La musica può aumentare i livelli di endorfine
Di recente le endorfine, gli «oppiaceí» naturali del cervello, sono state
oggetto di molte ricerche bíomediche, e molti studi sostengono che le
endorfine possano diminuire il dolore e indurre un «naturale buonumore». Al
Centro di ricerca sulle dipendenze di Standford, in California, lo
scienziato Avram Goldstein ha scoperto che la metà delle persone da lui
esaminate provava euforia ascoltando musica. Le sostanze chimiche curative
create dalla gioia e dalla ricchezza emotiva della musica (colonne sonore di
film, musica religiosa, bande in marcia e gruppi di percussioni) permettono
al corpo di creare il proprio anestetico e aumentano la funzione
immunitaria. Goldstein ha anche accertato che iniezioni di naloxone, un
bloccante degli stupefacenti, cancellavano l'eccitazione derivante
dall'ascolto. Ha ipotizzato che «i brividi da musica» siano il risultato del
rilascio di endorfine da parte della ghiandola pituitaria, per effetto
dell'attìvítà elettrica che si diffonde in una regione del cervello
collegata ai centri limbici e a quelli del controllo autonomo.
Nel 1996, il «Journal of the American Medical Association» ha pubblicato i
risultati di uno studio sulla terapia musicale eseguito a Austin, in Texas,
in cui si è scoperto che metà delle puerpere che ascoltavano musica durante
il parto non avevano bisogno di anestesia. «La stimolazione musicale aumenta
A rilascio di endorfine e ciò diminuisce il bisogno di farmaci. Costituisce
anche una distrazione dal dolore e allenta Fansia», ha spiegato un
ricercatore.
In breve sia il buon umore naturale sia alcune intense esperienze possono,
oltre a contenere stress e dolore, stimolare i livelli di cellule T, i
linfocití che aumentano l'immunità naturale alle malattie. La diminuzione
delle cellule T si associa a patologie quali Aids/Hiv, leucemia, herpes,
mononucleosi, morbillo eccetera. In futuro lo studío della capacità della
musica di regolare i livelli di endorfina promette di avere applicazioni di
vasta portata terapeutica.
La musica può regolare gli ormoni collegati allo stress
Gli anestesisti riferiscono che il livello degli ormoni dello stress nel
sangue diminuisce sensibilmente in chi ascolta rilassante musica ambient,
terapia che in alcuni casi può sostituire il trattamento farmacologico.
Questi ormoni comprendono la adrenocorticotropina (Acth), la prolattína e
l'ormone della crescita (Hgh). Leader politici, avvocati, chirurghi, mamme e
chiunque operi in condizioní di forte stress sente istintivamente il potere
calmante e distensivo della musica. «Non posso ascoltare musica troppo
spesso», confessò Lenin dopo una rilassante sonata di Beethoven. «Mi fa
provare il desiderio di dire cose gentili, sciocche e di accarezzare la
testa della gente.»
La musica e il suono possono aiutare la funzione immunitaria
Se il corpo riesce a resistere alla malattia è perché il sistema lavora in
armonia: il sangue, la linfa e gli altri fluidi circolano correttamente; il
fegato, la milza e i reni conservano la loro integrità complessiva. Le
attuali ricerche írnmunologíche lasciano intendere che l'insufficienza di
ossigeno nel sangue sia la causa principale di immunodeficienza e di
insorgenza delle malattie degenerative.
Ecco quando entra in scena l'effetto Mozart. Alcuni tipi di musica -
canzoni, canto e varie forme di vocalizzazione - possono realmente
ossigenare le cellule. Buddha Gerace, studioso della voce di Lake
Montezurna, in Arizona, ha messo a punto degli esercizi vocali che possono
stimolare la circolazione linfatica fino a raggiungere una frequenza tre
volte superiore alla norma. In quindici anni di insegnamento vocale, Gerace
ha assistito a notevoli miglioramenti e ritiene che i suoi esercizi per
aiutare l'attore Henry Fonda abbiano accresciuto la funzione immunitaria di
questí e lo abbiano guarito dai problemi di voce che lo affliggevano durante
la produzione di Míster Roberts a Broadway.
Nel 1993, in uno studio dell'Uníversità statale del Michigan, i ricercatori
affermarono che ascoltare musica per soli quindici minuti può accrescere i
livelli di interlukina-1 nel sangue dal 12,5 al 14%. Le interlukine sono una
famiglia di proteine associate alla produzione di sangue e piastrine, alla
stimolazione linfocítaria e alla protezione delle cellule da Aids, cancro e
altre malattie. Nel corso della ricerca si chiedeva alle persone sottoposte
all'esperimento di scegliere musica appartenente a una di queste quattro
categorie - New Age (brani scelti di David Lantz, Eric Tíngsan e Nancy
Runibel), jazz dolce (Kenny G.), classica (Mozart) e impressionista
(Ravel) - e ascoltarla, mentre leggevano alcune riviste.
I soggetti che ascoltavano musica scelta da loro hanno presentato tra
l'altro una diminuzione fino al 25 % dei livelli di cortisone, un ormone
steroide o associato al complesso adrenalinico. Livelli di cortisone più
alti della norma possono paradossalmente causare un'insufficienza di
cortísone (come elevati livelli di zucchero nel sangue finiscono per
esaurire la produzione di insulina), il che a sua volta porta a un calo
della risposta immunitaria. Si usano iniezioni di idrocortisone per molte
malattie infiammatorie, contro le allergie, l'artrite reuinatoide e gli
eczemi. Gli scienziati hanno concluso che la musica preferita «può suscitare
una profonda esperienza emotiva positiva, favorendo il rilascio di ormoni
che rallentano il progredire della malattia».
La musica cambia la nostra percezione dello spazio - Come ha dimostrato la
ricerca di Irvine sull'effetto Mozart, certa musica può migliorare la
capacità del cervello di percepire il mondo fisico, formare immagini mentali
e accorgersi dei cambiamenti negli oggetti. In altre parole, la musica può
influire sul modo in cui percepiamo lo spazio intorno a noi. La musica lenta
contiene più spazio fra una nota e l'altra rispetto a quella veloce. Quando
siamo sotto pressione per mancanza di tempo, quando restiamo imbottigliati
in autostrada o ci sentiamo intrappolati per qualche ragione, la musica da
camera di Mozart o la musica ambient, come Spectrum Suíte di Steven Halpern,
possono offrirci più spazio in cui navigare o rilassarci. In questo senso la
musica è una tappezzeria sonora. Può far sì che l'ambiente che ci circonda
sembri più leggero, più ampio e più elegante o che lo spazio che occupiamo
sia più ordinato, efficiente e attivo. In una sala di rianimazione di un
ospedale la musica può contribuire a diminuire sensazioni di limitazione e
isolamento.
La musica cambia la nostra percezione del tempo - Possiamo scegliere della
musica che ci induca a rallentare o ad accelerare. La musica vivace,
ripetitiva o a tempo di marcia può farci aumentare il passo; quella classica
e barocca provoca un comportamento più ordinato; quella molto romantica o
New Age aiuta a smorzare un'atmosfera piena di tensione. In alcuni casi
questa musica può persino trasmettere l'impressione che il tempo si sia
fermato. D'altra parte, in un ospedale o in una clinica, dove i minuti
sembrano ore, della musica vivace, dal ritmo svelto, può illudere che A
tempo trascorra più in fretta.
La musica può rafforzare la memoria e l'apprendimento
Abbiamo visto che quando facciamo ginnastica, la musica può accrescere la
nostra stamína. Idein quando studiamo. Suonare in sottofondo musica dal
ritmo facile (ad esempio Mozart o Vivaldi), aiuta alcuni a concentrarsi, ma
può distrarre altri. Ascoltare musica barocca mentre si studia può aumentare
la capacità di memorizzare ortografia, poesia e parole straniere. E metodo
del dottor Georgi Lozanov, che fa uso della musica per potenziare la memoria
è forse il più famoso: lo esamineremo nel capitolo dedicato all'istruzione.
La musica può aumentare la produttività
La ricerca sul rapporto tra musica e memoria ha radicalmente modificato le
idee sull'utilizzo della musica nei luoghi di lavoro. LUniversità di
Washington ha affermato che in una indagine condotta su novanta persone che
redigevano un manoscritto, la precisione del gruppo che ascoltava musica
classica per novanta minuti aumentava del 21,3 %. Al contrario, le capacità
di coloro che ascoltavano un programma di una popolare stazione commerciale
miglioravano solo del 2,4 %. I soggetti che lavoravano in silenzio
risultavano meno precisi dell'8,3 % rispetto a quelli immersi nei soliti
rumori dell'ufficio. La AT&T e la DuPont hanno ridotto della metà il tempo
di addestramento del loro personale grazie a programmi di musica creativa.
La Equitable Life Insurance ha aumentato la produttività dei trascrittorí
del 17 % trasmettendo musica negli uffici per sei settimane, e la
Míssissippi Power & Light ha aumentato l'efficienza nel reparto fatture del
18,6%, istituendo un programma di ascolto di nove mesi.
La musica accentua il romanticismo e la sessualità
La musica può suscitare o spegnere passioni. Una volta un'amica mi raccontò
di quando voleva sedurre il suo ragazzo a cena. Candele, fiori, cibo e
bevande: tutto era pronto. All'ultimo istante prese dallo scaffale una
cassetta che pensava sarebbe stata perfetta: la Sonata al chiaro dí luna di
Beethoven. «Cosa c'è di più romantico?» pensò, evocando immagini di coppie
che passeggiavano sotto braccio per le strade di Vienna o Parigi illuminate
dalla luna. Il campanello suonò, premette sul tasto «play» e, per i
successivi dieci minuti, la serata fu impeccabile. Quello che non aveva
capito era che solo il primo movimento della Sonata al chiaro di luna evoca
davvero «il chiaro di luna». Poi la musica diventa leggera, veloce, vivace:
lei e il suo ragazzo si sentirono incalzati per il resto della cena. E non
finirono in camera da letto. La sonata successiva era la Patetica e quello
che seguì fu... patetico.
Alla mia amica non venne in mente di cambiare musica. Una scelta migliore
avrebbe potuto essere la colonna sonora di La mia Africa, che crea un
ambiente emotivo più rilassante.
La musica stimola la digestione
Alcuni ricercatori del johns Hopkins hanno scoperto che la musica rock
induce la gente a mangiare una maggiore quantità di cibo e più in fretta,
mentre la musica classica - soprattutto per archi - induce a mangiare più
lentamente e di meno. Prendendo spunto da questo e da altri studi di
mercato, le catene di fast-food trasmettono musica dal ritmo allegro e
vivace che incoraggia i clienti a consumare al volo il loro pasto (più che
abbondante), per essere poi «scaraventati» fuori dal locale. E ogni uscita è
sottolineata dal suono squillante del registratore di cassa.
I ristoranti eleganti offrono suoni più sofisticati. Mi ricordo
l'inaugurazione di un raffinato ristorante a Boulder, specializzato in
nouvelle cuisine. Tre amici mi accompagnarono in un ambiente sontuosamente
arredato, pieno di opere d'arte contemporanea dai colori vivaci e
contrastanti. Ci sedemmo. Esaminammo l'allettante menu. Sentivo però che
qualcosa non quadrava, non sarebbe stata una serata riuscita. Era la musica:
jazz a tutta forza, un abbinamento adatto allo stile del locale, ma non
all'amicizia, al cibo e alla conversazione. I miei amici e io riuscivamo a
mala pena a sentirci al di sopra dei suoni dissonanti e i ritmi inducevano a
mangiare troppo in fretta. Il cibo era straordinario, l'ambiente sonoro un
disastro. Alla fine del pasto ne accennai (educatamente) alla proprietaria
che ne rimase offesa e contrariata. Ma come, aveva progettato questo
ristorante sul modello di uno dei locali di maggior successo del Greenwich
Village. «La musica», disse, «è la caratteristica principale del nostro
ristorante. Non si può cambíare.» «I prezzi terranno lontani gli studenti»,
risposi, «e la musica terrà lontane le persone che si possono permettere il
cibo.» Il ristorante fallii nel giro di sei mesi.
Lorenzo, un ristoratore italiano che conosco bene, ci sa fare di più con la
musica. Ha due turni per sera, alle sei e alle otto, e lavora con un
arpísta, un violinista e un pianista che accompagnano ogni portata. «Non
vogliamo mai dare ai nostri clienti la sensazione di mettere loro fretta»,
dice; e poi aggiunge, in tono confidenziale: «Quando è ora che se ne vadano,
posso sempre far suonare un valzer di Strauss per accompagnarli alla porta».
La musica aumenta la resistenza fisica
Fin dalla nascita della cultura e della civiltà, l'umanità ha faticato nelle
fattorie e nei campi, a cavallo e sulle navi, nei mercati e in giro per il
mondo accompagnandosi con A canto. In queste situazioni la musica aumenta la
stamina e la resistenza fisica. Pensate a I've Been Working on the Railroad
che gli operai della ferrovia cantavano mentre gettavano le traversine
attraverso l'America. L'uso di ritmi forti - circa 90 battute al minuto - dà
forza, soprattutto se si accompagna all'esercizio fisico, come camminare o
ballare. O anche andare in bicicletta. Di recente in una corsa in bicicletta
scandita da musica, da Santa Monica, in California, a New York, è stato
stabilito il record del mondo: la distanza è stata coperta in nove giorni,
ventitré ore e quindici minuti. Un ciclista ha raccontato che ascoltare
cassette di musica strumentale finalizzata a sincronizzare l'attività
cardiovascolare e muscolare ha migliorato del 25 % le sue prestazioni sulla
lunga distanza. Questi nastri di musica «sincronizzata per alte prestazioni»
sono disponibili per jogging, sci e altre attività che richiedono stamina e
che hanno ritmo e cadenza particolari. Ricordate che questi nastri devono
essere suonati a basso volume durante l'attività fisica, per evitare di
danneggiare l'orecchio.
La musica aumenta la ricettività inconscia ai simboli
I registi sono consapevoli dell'importanza della colonna sonora per il
successo dei loro film. Certe volte il suono può creare e mantenere la
tensione di un film più della trama, perché fa riferimento a simboli arcaici
toccando l'inconscio dello spettatore. Allo stesso modo nuove terapie
sperimentali hanno utilizzato il rilassamento abbinato alla musica per
penetrare nell'ínconscio e liberare traumi del passato. Nel capitolo 6
esamineremo le terapie più promettenti in questo campo.
La musica può creare un senso di sicurezza e benessere
La musica «sicura» non è necessariamente bella, lenta o romantica.
Semplicemente offre un rifugio a chi l'ascolta. La musica popolare di ogni
generazione non solo dà voce agli interessi collettivi, ma crea anche un
santuario sonoro. Le generazioni dei miei genitori e dei miei nonni traevano
sicurezza dagli inni solenni che conoscevano a memoria: con canti e
preghiere piene di grazia sono riusciti a sopportare la grande depressione,
le guerre mondiali e molte altre difficoltà. Nel periodo del Vietnam, le
canzoni di Simon and Garfunkel, Joan Baez, Judy Collins e Bob Dylan erano
scritte e cantate per contestare e protestare, eppure per milioni di giovani
costituiva un modo sicuro per sentire e comunicare problemi e paure. Anche
oggi la gioventù si rifugia nella musica. Attraverso il volume, l'alta
energia e i versi proibiti, l'hip hop, il rap, il punk e la musica grunge
isolano i giovani da un mondo che sembra loro troppo materialistico e
ipocrita.
Questi esempi ci mostrano la particolare capacità della musica di ricondurci
ai metodi di guarigione spontanea e aiutarci a creare un collegamento con i
più profondi ritmi vitali. Negli ultimi cinquant'anni la nostra società è
diventata sempre più dipendente dagli specialisti. Andiamo dal medico non
appena sentiamo un dolore o una sensazione insolita e ci aspettiamo che
diagnostichi un malessere e ci dica come uscirne. Quando cominciamo a
integrare la mente e il corpo e stiamo bene, acquistiamo fiducia in noi
stessi. Attingendo alla nostra nuova conoscenza musicale scopriamo che i più
antichi metodi di cura possono essere applicati con maggiore efficacia e
creatività.
continua...
Approfondimento sul sito http://www.sublimen.com
Tra Saddam e Wolfowitz
Di Noam Chomsky* – tratto da «Internazionale» 519, dicembre 2003
Chiunque si preoccupi un minimo dei diritti umani e della giustizia dovrebbe
essere felice della cattura di Saddam Hussein, e dovrebbe aspettare con
ansia che sia giudicato da un tribunale internazionale. Saddam dovrebbe
essere processato per atrocità come l’eccidio dei curdi del 1988, e
soprattutto, per il massacro dei sciiti che avrebbero potuto rovesciare il
suo regime nel 1991. All’epoca, Washington e i suoi alleati avevano «un’
unanime convinzione: quali che fossero le sue colpe, il leader iracheno dava
più garanzie di quelli che avevano subito la sua repressione», scriveva Alan
Cowell sul New York Times.
Lo scorso dicembre, il ministro degli esteri britannico Jack Straw ha reso
pubblico un dossier sui crimini di Saddam che si riferiva quasi interamente
al periodo in cui gli Stati Uniti e la Gran Bretagna lo sostenevano con
decisione. Ovviamente il rapporto non citava questo sostegno.
Questi comportamenti riflettono un difetto radicato nella nostra cultura. A
volte viene chiamato «dottrina del cambiamento in corso» e gli Usa l’
invocano ogni due o tre anni. La dottrina consiste nel dire: «Certo, in
passato abbiamo commesso degli errori per ingenuità o superficialità. Ma ora
è tutto cambiato, non perdiamo tempo a discutere di queste faccende noiose».
E’ una dottrina disonesta e vigliacca, ma ha i suoi vantaggi: ci difende dal
pericolo di capire cosa sta succedendo sotto i nostri occhi.
Gli idealisti senza passato
Per esempio, il motivo dichiarato dall’amministrazione americana per entrare
in guerra contro l’Iraq era quello di voler salvare il mondo da un tiranno
che produceva armi di distruzione di massa e aveva rapporti con il
terrorismo. Ora nessuno ci crede più. La nuova spiegazione è che abbiamo
invaso l’Iraq per riportare la democrazia in quel paese e per democratizzare
l’intero Medio Oriente. A volte la ripetizione di questa tesi raggiunge un
livello di rapido entusiasmo. Il mese scorso, per esempio, il commentatore
del Washington Post David Ignatius ha definito l’invasione dell’Iraq «la più
realistica delle guerre moderne». Ignatius è rimasto colpito da Paul
Wolfowitz, «il più realista dell’amministrazione Bush», descritto come un
vero intellettuale «il cui cuore sanguina per l’oppressione del mondo arabo
e sogna di liberarlo».
Forse questo può aiutarci a capire la carriera di Wolfowitz.
Quando era ambasciatore in Indonesia durante la presidenza Reagan, appoggiò
il dittatore Suharto – uno dei più brutali sterminatori del secolo. Come
responsabile del dipartimento di stato per gli affari asiatici, Wolfowitz
organizzò il sostegno a feroci dittatori come Chun, in Corea del Sud, e
Marcos, nelle Filippine. Ma tutto ciò diventa irrilevante in base alla
comoda dottrina del cambiamento in corso. Il cuore di Wolfowitz sanguina per
le vittime dell’oppressione, e se la sua storia dimostra il contrario è solo
acqua passata.
Il capitolo più recente della carriera di Wolfowitz è il suo rapporto
Determination and findings sui generosi appalti per la ricostruzione dell’
Iraq, da cui sono stati esclusi tutti i paesi che hanno osato assumere la
posizione della maggioranza dei loro cittadini. Wolfowitz ha giustificato la
decisione «per motivi di sicurezza», motivi che non riusciamo a vedere. Ora
le multinazionali americane Halliburton e Bechtel saranno libere di
«competere» in Iraq con le vivaci democrazie dell’Uzbekistan e delle Isole
Salomone, ma non con quelle dei paesi più industrializzati. L’elemento più
importante è il fatto che il disprezzo per la democrazia mostrato da
Washington è stato accompagnato da un coro di elogi per il suo desiderio di
democrazia. Essere riusciti a ottenere un risultato del genere è un’impresa
ammirevole, difficile perfino per uno stato totalitario.
Gli iracheni conoscono bene il rapporto tra conquistatori e conquistati. Gli
inglesi crearono l’Iraq a proprio beneficio. Era la politica delle «facciate
arabe» - creare regimi deboli possibilmente parlamentari, che in realtà
consentissero agli inglesi di governare.
Chi si sarebbe mai aspettato che gli Stati Uniti avrebbero permesso la
nascita di uno stato indipendente iracheno, soprattutto ora che si sono
riservati il diritto di creare basi militari permanenti nel cuore della
regione che produce la maggior parte del petrolio del mondo, e hanno imposto
un regime economico che nessuno stato sovrano accetterebbe mai, mettendo il
paese in mano a grandi aziende occidentali?
Nel corso della storia, le azioni più indegne e vergognose sono state sempre
accompagnate da dichiarazioni di nobili intenti, e dalla retorica della
libertà. Se fossimo onesti, non potremmo che confermare il commento di
Thomas Jefferson sulla situazione dei suoi tempi: «Non crediamo che
Bonaparte abbia combattuto semplicemente per la libertà dei mari, più di
quanto crediamo che l’Inghilterra stia combattendo per la libertà dell’
umanità. L’obiettivo è sempre lo stesso: conquistare il potere, la ricchezza
e le risorse di altri paesi».
* Noam Chomsy: uno dei più illustri intellettuali americani. Insegna
linguistica al MIT (Massachussets Institute of Tecnology) di Boston, ed è
autore di numerosi saggi
NB: L’amministrazione occupante angloamericana ha aperto la ricostruzione
del paese (distrutto da una guerra!) anche alla tedesca Siemens e alla
francese Alcatel. Ovviamente gli appalti più sostanziosi sono esclusivamente
nelle mani angloamericane (Halliburton, Bechtel, ecc.) Fonte (Washington
Post e Tagesspiegel)
SCOPI
Comincia a vivere in base a quello che è il tuo scopo, inizierai a dare
potere e varietà alla tua vita. Sarai spronato ad essere focalizzato sull’
immagine più grande che hai della tua vita e di ciò che vuoi essere ed
ottenere.
Roberto Re
FRASE DEL GIORNO
“Sarai forte come il tuo scopo, per questo scegli delle ragioni per agire
grandi, coraggiose, giuste ed eterne.”.
Barry Munro
Il piacere e' fragile
come una goccia di rugiada,
mentre ride, muore.
(R.Tagore)
"Se osservate che ogni giorno state diventando più coriaceo, permaloso, o
malevolo, allora sapete che state regredendo. La prova migliore è quella di
analizzare voi stesso e scoprire se oggi siete più felice di ieri. Se
sentite di essere più felice oggi, allora state facendo progressi; e questo
sentimento di felicità dovrà continuare."
(Paramahansa Yogananda)
Dhammapada 400, 401, 402
400
Chi e' libero dalla rabbia
padrone di se' con naturalezza, virtuoso
esperto nella pratica
ed e' andato al di la' della rinascita
lo chiamo un essere grande.
401
Come l'acqua scivola da una foglia di loto
i piaceri dei sensi
non aderiscono
a un grande essere.
402
Chi conosce la liberta'
di aver abbandonato
il fardello dell'attaccamento
al corpo-mente
lo chiamo un grande essere.
LA PUNIZIONE DEL CELIBE
C'era un tempo un asceta che visse celibe per tutta la sua esistenza e
dedico' la sua vita a lottare contro il sesso, in se stesso e negli altri.
Alla fine mori e il suo discepolo, che non sopravvisse al trauma, lo segui'
poco dopo. Quando arrivo' nell'altro mondo, quest'ultimo non osava credere
ai suoi occhi: il suo adorato maestro era seduto, con in braccio la piu'
stupenda di tutte le donne! Si riprese a poco a poco dal colpo, pensando che
quella era la ricompensa che il maestro aveva meritato per l'astinenza
praticata sulla terra. Gli si avvicino' e gli disse: "Beneamato maestro, ora
so che Dio e' giusto, poiche' ricompensa in cielo delle rinunce fatte in
terra". Il maestro aveva l'aria seccata. "Idiota" - esclamo' - "questo non
e' il paradiso e non sono io che vengo ricompensato. E' lei che viene
punita".
(anonimo)
news:
CONTRIBUTI PER L'ACCESSO A LARGA BANDA AD INTERNET E IL DIGITALE
TERRESTRE
L'attuazione dell'art.89 della legge finanziaria per il 2003
prosegue con l'emanazione di un decreto interministeriale, varato
il 24 dicembre 2003 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22
gennaio 2004, concernente il digitale terrestre. Questo nuovo
provvedimento si collega al decreto del 14 marzo 2003, che ha
dato una prima attuazione all'art.89 della legge finanziaria per
il 2003 per quanto riguarda l'accesso ad Internet a larga banda.
E' previsto un contributo per i decoder di 150 euro che potrà
essere erogato agli abbonati in regola col pagamento del canone e
nei limiti dello stanziamento previsto dalla legge finanziaria,
ossia 110 milioni di euro. Per gli apparati per trasmissione o
ricezione a larga banda dei dati via Internet è invece previsto
un contributo di 75 euro.
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/banda_larga/index.html
CENTRO NAZIONALE PER LA PREVENZIONE E IL CONTROLLO DELLE MALATTIE
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 2004
il Decreto Legge relativo a "Interventi urgenti per fronteggiare
emergenze sanitarie e per finanziare la ricerca nei settori della
genetica molecolare e dell'alta innovazione". La misura adottata
scaturisce dalla situazione sanitaria attuale, con particolare
riferimento alle malattie trasmissibili emergenti e al
riacutizzarsi della SARS, e dalla straordinaria urgenza di
adottare idonei interventi nei settori della prevenzione e
controllo di tali malattie, della ricerca nella genetica
molecolare, nell'oncologia e nel bioterrorismo. In particolare,
con il provvedimento viene istituito, presso il Ministero della
Salute, il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo
delle malattie con analisi e gestione dei rischi, soprattutto
quelli legati a malattie infettive e diffusive e al bioterrorismo
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/centro_prevenzione/index.html
Robot e risorse umane
La Electrolux-Zanussi (elettrodomestici) di Susegana, in provincia di
Treviso, ha annunciato che investira' 7 milioni di euro per eliminare tutti
i robot dal settore magazzini e tornare alle risorse in carne e ossa. Pare
infatti che la gestione automatizzata sia troppo fragile e costosa da
aggiornare. Inoltre i robot mancano di flessibilita'. Non e' riportato
quanti nuovi operai verranno assunti. Il sindacato robot (Robouil) minaccia
lo sciopero.
(Fonte: News2000)
Biologico 2
Per sensibilizzare al consumo di frutta e verdura bio la cooperativa Bio
Kistl Alto Adige di Lagundo ha lanciato un servizio di vendita a domicilio.
Con 15-22 euro si puo' ricevere a casa una cesta di sola frutta, sola
verdura o mista. "Nel 2003 abbiamo consegnato 55.000 ceste" spiega Martin
Siller, direttore della cooperativa, per un fatturato di circa 42mila euro.
La cooperativa e' formata da una ventina di contadini soci.
(Fonte: Aiab)
Salve le Isole Lofoten
Grazie alle pressioni del WWF il governo norvegese ha annunciato che non
consentira' lo sviluppo petrolifero nelle acque intorno alle Isole Lofoten,
nonostante, secondo le compagnie, nella zona si trovino giacimenti per un
valore di 1 miliardo di dollari.
L'area e' molto vicina alle maggiori colonie di uccelli marini e alle zone
di riproduzione dei pesci.
(Fonte: Ecplanet)
Sagome
Sulle barriere antirumore dell'autostrada A21 Torino-Milano sono state
affisse 1.500 sagome adesive di falchi in volo. Spiega la Lipu (Lega
Italiana Protezione Uccelli): con questo progetto verra' salvata la vita al
90% di uccelli quali merli, verdoni, cardellini, passeri, pettirossi,
tortore e tante altre specie, anche di taglia maggiore, che attraverseranno
in volo questo tratto di autostrada. I volatili infatti non percepiscono la
presenza dei pannelli trasparenti e finiscono per schiantarcisi contro.
Sagome simili sono presenti da anni anche sull'Autobrennero.
(Fonte: Animalieanimali)
Clownterapia
A Cosenza, nell'Universita' della Calabria, e' partito un corso di
formazione per 15 clownterapeuti che verranno impiegati nel reparto di
pediatria dell'ospedale.
L' iniziativa e' stata promossa dall'associazione ''Gianmarco De Maria'' e
le lezioni saranno tenute da Leris Colombaioni, clown professionista.
L'associazione ha gia' partecipato al progetto la ''Casa dei cuccioli'', una
struttura che offre ospitalita' gratuita ai familiari dei bambini ricoverati
nell'ospedale di Cosenza.
(Fonte: Ansa)
Cinture di sicurezza
E' fondamentale allacciarle sia davanti che dietro. E' quanto risulta da uno
studio che ha preso in esame gli incidenti stradali negli Stati Uniti tra il
1988 e il 2000.
E' emerso che per le persone sedute davanti con la cintura, la presenza di
un passeggero senza cintura nei sedili posteriori aumenta il rischio di
morte del 20%. Per passeggeri dietro allacciati la presenza di altri davanti
senza cintura aumenta il rischio del 22%.
(Fonte: Dica33.it)
Siamo buoni, per natura
Lo confermano due studi, uno condotto alla Emory University di Atlanta,
l'altro all'Universita' di Zurigo. La prima ricerca ha dimostrato che quando
le persone mettono in atto comportamenti altruistici, nel loro cervello
aumenta il flusso di sangue nelle aree che vengono attivate dalla vista di
cose piacevoli.
Insomma, quando siamo altruisti siamo piu' felici.
La seconda ricerca ha invece dimostrato che siamo altruisti anche in
situazioni che non conosciamo.
Questi slanci di generosita' si affievoliscono solo quando percepiamo che
gli altri stanno badando unicamente ai propri interessi.
Mettendo insieme i due studi, spiega Carlo Matessi, ricercatore
dell'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, emerge che il
comportamento altruistico si e' sviluppato nell'uomo primitivo in quanto era
piu' vantaggioso per garantire la convivenza all'interno della famiglia.
Potrebbe esserci anche un'altra possibilita', finora non dimostrata: siamo
dotati di un gene, o di un gruppo di geni, della bonta'.
(Fonte: CNR)
E' stata presentata in Giappone "Eliica", un'auto elettrica in grado di
raggiungere i 400 km/h. Sara' dotata di 8 ruote motrici e costera' qualcosa
come 4 milioni di euro. In regalo, pero', 120 km di prolunga elettrica.
(Fonte: TgCom)
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In che modo la musica agisce su di noi - parte 1
di Don Campbell
da "Effetto Mozart", Curarsi con la musica
ed. Baldini & Castoldi
In che modo la musica agisce su di noi: miscellanea
«La musica crea una certa vibrazione cbe indiscutibilmente produce una
reazione fisica. Alla fine troveranno la vibrazione giusta per ogni persona
e la useranno.»
George Gershwin
La maggior parte di noi ama ascoltare la musica senza essere pienamente
consapevole del suo impatto. Qualche volta è stimolante, altre volte è
troppo stimolante, persino invadente. Quale che sia la nostra risposta, la
musica produce effetti mentali e fisici. Per arrivare a capire come guarire
con la musica, dobbiamo esaminare in modo più approfondito ciò che essa fa
in realtà. Una volta acquisita questa conoscenza, indipendentemente dal
nostro livello di musicalità, possiamo imparare a cambiare i nostri «canali
del suono» senza sforzo, così come cambiamo i canali televisivi, in modo da
produrre gli effetti specifici che desideriamo. Ecco alcuni possibili
utilizzi terapeutici della musica.
La musica copre suoni e sentimenti spiacevoli
Nello studio del dentista, ad esempio, i suoni che si riverberano nella
mascella e m altre ossa creano un enorme disordine. Della tranquilla musica
barocca può coprire o anche neutralizzare il rumore penetrante del trapano
del dentista.
La voce da sola può allontanare suoni dolorosi. Di recente, mentre mi
stavano otturando un dente, cominciai istintivamente a fare bumming e mi
accorsi che sarebbe stata sufficiente una quantità minore di anestesia. 19
dentista purtroppo non era d'accordo. «I suoni che lei produce non sono
adatti ad altri pazienti», obiettò. «La sua musica non è adatta ad alcun
paziente», replicai. Basta con quel dentista. Un altro da cui andai aveva
gusti musicali più sofisticati e mi incoraggiò a usare dei suoni per coprire
il rumore del trapano. Per fortuna sembra che quest'ultimo, contrariamente
al suo collega, rappresenti la tendenza verso il futuro. I dentisti sono
sempre più consapevoli degli effetti delle tonalità sonore sulla conduzione
ossea e del loro potere di annullare il trambusto creato dai rumori aspri e
dalle vibrazioni dei loro strumenti. Ovviamente si possono applicare gli
stessi principi per mascherare altri rumori fastidiosi nel traffico, a casa
o al lavoro.
La musica può rallentare ed equalizzare le onde cerebrali
E' stato dimostrato ripetutamente: le onde cerebrali possono essere
modificate sia dalla musica sia da suoni autogenerati. Il normale stato di
consapevolezza consiste di onde beta, che vibrano fra i 14 e 120 hertz. Si
producono onde beta quando ci concentriamo su attività quotidiane nel mondo
esterno, o quando proviamo forti emozioni negative. La consapevolezza
profonda e la calma sono caratterizzate da onde alfa, che si attestano fra
gli 8 e i 13 hertz. Periodi di massima creatività, meditazione e sonno sono
caratterizzati da onde theta, da 4 a 8 hertz, e il sonno profondo, la
meditazione e la perdita di coscienza producono onde delta, da 0,5 a 3
hertz. Più lente sono le onde cerebrali, più ci sentiamo rilassati e
soddisfatti.
Come la meditazione, lo yoga, il biofeedback e altre pratiche che mirano
all'unità tra mente e corpo, la musica con una frequenza di circa 60 battute
al minuto - compresi brani barocchi, New Age e di ambient music - può
spostare la consapevolezza dalla gamma beta a quella alfa, aumentando
l'attenzione e il benessere generale. Il suono dei tamburi degli sciamani
può trasportare chi li ascolta nella gamma theta, provocando stati di
coscienza alterati e forse anche la percezione di altre dimensioni.
Ascoltare musica a casa, in ufficio o a scuola può aiutare a creare un
equilibrio dinamico fra l'emisfero cerebrale sinistro più logico e quello
destro più intuitívo, una collaborazione che si ritiene alla base della
creatività.
Se state fantasticando o siete in uno stato emotivo confuso, un po' di
Mozart o di musica barocca in sottofondo per dieci o quindici minuti possono
aiutarvi a stabilizzare la vostra consapevolezza e ad aumentare la vostra
capacità di organizzazione mentale.
Se, d'altra parte, siete analitici e trovate difficile improvvisare, la
musica romantica, jazz e New Age può produrre l'effetto opposto, spostando
la consapevolezza dall'emisfero sinistro a quello destro «scíoglíendovi».
La compositrice e concertista Kay Gardner descrive l'esperienza che ebbe
quando curò il padre gravemente colpito sia dal morbo di Alzheírner che da
quello di Parkinson. Mentre ascoltava il brano Crystal Medítatíons tratto da
«Essence», un album che ho composto per piano e sintetizzatore, scopel che
la musica pulsa contemporaneamente a ritmi alfa e theta. Partito il disco,
Kay si sedette accanto al padre cercando di comunicare con lui. Era raro che
questi restasse lucido per più di venti secondi consecutivi (spesso guardava
fisso o era in stato di allucinazione), ma dopo aver ascoltato la musica per
circa cinque'mínuti cominciò a parlare della propria salute e del suo
futuro. «In qualche modo, quasi miracolosamente, siamo stati in grado di
comunicare per quasi dieci o dodici minuti», scrive la Gardner in Sounding
the Inner Landscape. «Questa conversazione con lui... prima che morisse, è
stata davvero una benedizione.» La mia musica, anche se solo per breve
tempo, aveva riportato l'ordine nelle onde cerebrali del padre di Kay. Non
so immaginare nulla di più gratificante per un compositore dell'aver reso
possibile un rapporto come questo.
La musica agisce sulla respirazione
Il respiro è ritmico. Se non stiamo salendo le scale a balzi o se non siamo
sdraiati, di solito inspiriamo fra le venticinque e le trentacinque volte al
minuto. Un ritmo di respirazione più profondo e più lento è ideale e
rilassante, conduce al controllo delle emozioni, a pensieri più articolati e
a un metabolismo migliore. Una respirazione veloce e corta può causare
pensieri superficiali e dispersivi, comportamenti impulsivi e la
disposizione a commettere errori e a subire incidenti.
Da quanto risulta, ascoltare una musica veloce dopo una «dieta fissa» di
musica più lenta può provocare queste conseguenze. «Le mie obiezioni alla
musica di Wagner sono fisíologiche», osservò una volta Nietzsche. «Io
respiro con difficoltà non appena la musica di Wagner comincia ad agire su
di me.» Rallentando il tempo della musica o ascoltando suoni più lunghi, si
può allungare e rallentare il respiro, permettendo alla mente di calmarsi.
E' l'effetto comunemente prodotto dal canto gregoriano e dalla musica New
Age e ambient.
La musica agisce sul battito cardiaco, sul polso e sulla pressione del
sangue
Il battito del cuore umano si adegua in modo particolare al suono e alla
musica. Il ritmo cardiaco reagisce a variabili come la frequenza, il tempo,
il volume e tende ad accelerare o a rallentare per accompagnare un suono.
Più veloce è la musica, più velocemente batterà il cuore; più sarà lenta la
musica e più lentamente batterà il cuore: il tutto entro una gamma di
variabilità limitata. Come per il ritmo della respirazione, un battito più
basso crea minor tensione e ansia, calma la mente e aiuta il corpo a
risanarsi. La musica è un pace-maker naturale.
Anche se la musica fortemente ritmata può dare energia, uno studio della
Louisiana State University ha rivelato il «lato oscuro» del rock. Alcuni
ricercatori hanno scoperto che ascoltare rock duro faceva aumentare il ritmo
cardiaco e diminuiva la qualità delle prestazioni fisiche di un gruppo di
ventiquattro giovani adulti. Al contrario, la musica di facile ascolto e più
dolce abbassava il ritmo cardiaco e permetteva sedute di allenamento più
lunghe. In un altro studio sugli effetti della musica rock, alcuni
ricercatori della Temple University hanno scoperto che gli studenti in
ascolto di registrazioni dei Beatles, di Jimi Hendrix, dei Rolling Stones,
dei Led Zeppelín e di altri gruppi simili respiravano più velocemente,
mostravano una ridotta resistenza della pelle alle sensazioni e il loro
battito cardiaco aumentava rispetto a quello di altri soggetti esposti a
casuali rumori di sottofondo. (Honky Tonk Women dei Rolling Stones provocava
di solito le reazioni più forti e il ritornello di Sergeant Pepper's Lonely
Hearts Club Band quelle più lievi.)
E' chiaro che la musica può agire sul battito cardiaco, ma è vero anche il
contrario: il battito può determinare le preferenze musicah. In una recente
ricerca, alcune studentesse universitarie che utilizzavano come stimolo It's
a Small World di Walt Disney tendevano a preferire ritmi simili a quelli del
loro battito cardiaco a riposo.
Anche la poesia, che condivide con la musica tonalità e ritmi, può
rafforzare il cuore, espandere i polmoni e dare energia agli organi interni.
Alex Jack, un docente di medicina olistica del Kushi Institute di Becket,
nel Massachusetts, crede che, come Mozart nel mondo delle note, Shakespeare
abbia scritto utilizzando una cadenza che unisce la mente e il corpo. In
Díet for a Strong Heart, Jack spiega che il pentametro giambico, il metro
preferito da Shakespeare, parla direttamente ai nostri cuori. «Questa
formula di accenti alternati imita il battito del cuore umano, l'espansione
della diastole e la contrazione della sístole. Quando viene recitato ad alta
voce, il pentametro giambico segue un andamento parallelo al ritmo reale del
cuore che batte... da 65 a 75 battiti al minuto... Ad esempio, quando la
madre lo accusa di essere pazzo, Amleto risponde in un modo in cui forma e
contenuto si uniscono alla perfezione: "Il mio polso come il vostro segna il
tempo con moderazione / e crea una musica altrettanto sana".» Come per la
musica di Mozart, persone di ogni cultura reagiscono intuitivamente alle
rappresentazioni delle opere di Shakespeare, anche se non conoscono
perfettamente l'inglese elisabettiano. Forse non dobbiamo stupirci se
storici e critici musicali alludono comunemente a Mozart come allo
«Shakespeare dell'opera».
La musica può anche modificare la pressione del sangue. La dottoressa
Shirley Thompson, professore associato di epiderniologia alla School of
Public Health dell'Università della Carolina del Sud, riferisce che un
eccesso di rumore può far alzare la pressione sanguigna anche del 10%. Anche
se non se ne conosce completamente il meccanismo, un rumore molesto può
innescare il disposítivo di allerta del corpo, che fa secernere adrenalina e
noropinefrina, due ormoni importanti che accelerano il battito cardiaco e
mettono i vasi sanguigni sotto sforzo.
In uno studio del 1989, alcuni medici ricercatori hanno segnalato che il mio
album «Essence: Crystal Meditations», con un battito medio di 55 hertz, e
Timeless Lullaby di Daniel Kobialska, con una frequenza di 44 hertz,
riducevano in modo significativo la pressione sistolica del sangue in tutti
e nove i soggetti sottoposti all'esperímento. Altri test che utilizzavano
diversi stili musicali facevano pensare che sia la pressione sanguigna
sistolica sia quella distolíca si potessero abbassare fino a cinque punti
(mm/Hg) per seduta d'ascolto, e che il ritmo cardiaco si potesse ridurre di
quattro o cinque battiti al minuto. Suonando nastri di musica come questa
ogni mattina e ogni sera, le persone con la pressione alta possono imparare
a controllarla e a ridurla.
La musica riduce la tensione muscolare e migliora la coordinazione motoria
del corpo
Come abbiamo visto nel secondo capitolo, il nervo acustico collega
l'orecchio interno a tutti i muscoh del corpo attraverso il sistema nervoso
autonomo. Di conseguenza, la forza, l'elasticità e il tono muscolare sono
influenzati dal suono e dalle vibrazioni. In una ricerca condotta
dall'Università statale del Colorado nel 1991, è stato chiesto a
ventiquattro studentesse di far oscillare le braccia e di colpire un
bersaglio imbottito al termine dell'oscillazione. I ricercatori hanno
scoperto che quando le ragazze coordinavano i movimenti al ritmo di un
sintetizzatore invece di seguire il proprio ritmo interno, avevano un
controllo significativamente maggiore dei bicipiti e dei tricipiti. E
dall'osservazione di settanta studenti universitari iscritti a un corso di
aerobica, alcuni ricercatori hanno rilevato che la musica aumentava la forza
dei soggetti e migliorava la loro capacità di sincronizzare i movimenti,
mentre ne potenziava l'umore e la motivazione. Anche la frequenza e la
precisione dei movimenti subiva l'influsso del ritmo e il tempo della
musica.
In Norvegia, negli anni Ottanta, l'educatore Olav Skille cominciò a usare la
musica come terapia per i bambini con gravi problemi fisici e mentali. Mise
a punto un «bagno musicale», uno speciale ambiente sonoro in cui i piccoli
potevano essere immersí, e scoprì che un repertorio di musica New Age,
ambient, classica e popolare riduceva la tensione muscolare e aiutava i
piccoli pazienti a rilassarsi. Noto come terapia vibro-acustica, il metodo
di Skille è diffuso in altre parti d'Europa. In uno studio su pazienti
affetti da gravi malattie spastiche, i ricercatori hanno scoperto che il
trattamento vibro-acustico aumentava la capacità di movimento della colonna
vertebrale. delle braccia, dei fianchi e delle gambe. In generale la musica
alle frequenze più basse - fra 40 e 60 hertz - risuona nella regione
lombare, nella zona pelvica, nelle cosce e nelle gambe. Quando le frequenze
della musica aumentano, se ne percepiscono gli effetti soprattutto sulla
parte alta del torace, sul collo e sul capo.
Allo stesso modo, la musica viene largamente usata nei reparti di
convalescenza e nelle cliniche di riabilitazione, per ristrutturare e
«ridisegnare» movimenti ripetitivi di cui si è persa la capacítà di
esecuzione in seguito a incidenti e malattie.
continua...
Approfondimento sul sito http://www.sublimen.com
LA TUA ESSENZIALE IMPORTANZA AGLI OCCHI DI DIO
di Guido Da Todi
da lista Sadhana >> it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana
Ogni scuola psicologica moderna indica alcuni parametri che le appartengono,
per definire il simbolo <dell'uomo armonico>.
Qual'è, dunque, l'esatto equilibrio di valori che deve seguire un individuo
della società moderna, per realizzare in sè la dignità dell'azione perfetta?
Forse, la risposta è nel brano del magnifico testo di Antonino Pusateri (La
Superba Avventura -Edizioni Ananke), quando egli parla della <Psicologia
Transpersonale, e dice:
".Questa espansione della coscienza si ottiene se si vive con un io libero
da conflitti:" O voi che avete l'intelletti sani.", per cui la Psicologia
Transpersonale non rinnega l'utilità della psicologia classica, non si
rivolge soltanto "all'uomo in crisi", ma anche all'uomo che sta bene e sente
che la realtà circostante "gli va stretta"...
Problema estremamente complesso, tuttavia.
Come ci comportiamo, quando la vita <ci va stretta>, e sappiamo bene di
essere delle persone dall'equilibrio stabile, dal maturo senso esistenziale,
e dalla mente aperta alle intuizioni dell'orizzonte sublime, che sentiamo
esistere nella natura universale?
La moderna psicoterapia, in genere, non offre soluzioni al <male oscuro>.
Essa si limita solamente a creare un processo di analisi del subconscio
profondo, sino a rintracciare e ad isolare ogni nodo emotivo, ancora
stagnante nella soggettività individuale, e, successivamente, dare l'aiuto
per <convivere con il problema>.
È da questi complessi <nodi> interiori che si sgrana ogni nostra matrice
comportamentale errata, sia mentale, che emozionale.
Il desiderio e la paura sono alla loro base.
Dall'aver voluto realizzare - sin da bambini - degli obiettivi (giusti,
oppure errati) che non abbiamo raggiunto, nasce la somma delle frustrazioni
che, agglomerandosi nel subconscio, acquistano una loro potente forza
impalpabile, che si annida, poi, alla base delle nostre psicosi.
E - con una semplicistica affermazione - si può dire che ogni frustrazione
sia responsabile, a sua volta, delle nostre paure, delle timidezze, e dei
freni inibitori successivi.
Ma, l'uomo si trova a vivere - allegoricamente - nei piani inferiori di una
serie di gallerie sovrapposte, e la cui uscita principale è ubicata nel
girone superiore a tutte. Per uscire alla piena luce del sole gli è
giocoforza interrompere i suoi giri viziosi all'interno delle fondamenta, e
studiare le vie in salita, che portano alla libertà del cielo scoperto.
Egli è un essere integrale, che possiede varie funzioni. Non solo quelle
fisiche, e dei sentimenti, e del pensiero.
Se tralascia di considerare la dimensione sovrastante a queste ultime -
ossia, la spirituale - continuerà a vorticare in tondo, immerso nei suoi
complessi, nei suoi <nodi> subconsci: in poche parole, nel dolore.
È fondamentale che noi si arrivi a scoprire questa chiave di ricerca; e, non
solo, ma che si apprenda ad usarla, esattamente come abbiamo fatto, per
millenni, con le usurate altre, che ben conosciamo.
Uno dei <complessi> che l'uomo trascina, con fatica, lungo la salita che lo
porta nella dimensione spirituale - come una specie di tatuaggio, ben duro a
scomparire dal suo organismo archetipico - riguarda il senso dei valori
relativi, da lui considerati fondamentali ad ogni ulteriore sopravvivenza ed
espressione dell'io.
L'idea che egli si è fatto del mondo circoscritto, compiuto e definito, in
cui viveva e si muoveva, gli ha scolpito nella consapevolezza formale
quotidiana il fatto che esiste un qualche tipo di parametro - non meglio
identificato - a cui si debba adeguare ogni ritmo universale della vita, per
identificare i propri valori e la validità ultima del suo essere.
Questo parametro varia, con il mutare della scala evolutiva.
Alle origini, è rappresentato dalle proprietà fisiche: denaro, case, auto,
monili, accessori superflui, e così via.
In seguito, esso si identifica con emozioni di ogni tipo: passione sfrenata
per la vita sessuale; per un individuo (uomo o donna) - verso cui si orienta
il proprio senso del possesso; per degli ideali politici, o religiosi - che
si tende a rendere prioritari su ogni altro, diverso dal proprio.
Ma, lentamente, l'anima inizia a divenire matura. Un richiamo indicibile
(che tutti voi ben conoscete) prende a risuonare, in fondo al proprio io.
Lo spirito inizia ad emettere la sua nota, finalmente!
L'anima, a questo punto, si trova lacerata, e con le mani doloranti e
sanguinanti. Troppe volte - ed è ovvio - le possessioni materiali si erano
sgretolate, tra di esse, in passato; troppe volte l'istinto alla propria
preservazione aveva spinto altri ego a fuggire lontano da quella stretta
egoistica.
Eppure, tracce di personalità <incipriano> ancora la vita spirituale
neonata.
Parliamo di alcune di queste tracce.
Nella nuova dimensione in cui siamo penetrati, il senso dei limiti si
rarefà, scompare; e, con esso, quello dell'usuale metrica della misura.
Quando il concetto di <infinito> inizia ad albeggiare nel proprio spirito,
quello dei valori finiti tende a scomparire.
E, si stabilizza, allora, di conseguenza, un ritmo dolce, tenero e fluente
da una dimensione tutta nuova, per cui la nostra essenza (assieme ad ogni
altra) viene, gradatamente, riconosciuta come indicibile e per sempre
indecifrabile.
L'universale Tutto, si congiunge e si manifesta - contemporaneamente alla
propria natura inafferrabile - attraverso il Logos.
Si comincia a vivere il <senso del Verbo Incarnato>. Da una parte, il Tutto;
percepibile, ma non definibile. Dall'altra, il suo aspetto manifesto: il
Logos, Dio.
E la danza tra le due estremità del cosmico sgretola, lentamente, ogni
legame e ogni nodo dell'anima, fino a stabilizzarla nella pura verità una.
Molti sfolgoranti esempi di nuove espressioni evolutive appaiono, allora,
allo sguardo incantato del nuovo Ulisse, nella terra cosmica: sono i Santi,
i Guru, le Incarnazioni divine.
Che il nuovo iniziato alle rivelazioni celesti, oltre i tre piani, insista,
adesso, nei suoi infantili errori di valutazione, e nel famoso parametro di
misura di cui abbiamo detto, è ancora innegabile.
È pur vero che egli vivrà delle incantevoli realizzazioni di amore e di
rovente spiritualità, mentre si immerge nella contemplazione della vita di
questi Guru e di questi Santi; ma, nello stesso tempo, un ulteriore nodo
soggettivo continuerà - tenace - a frenarne il balzo evolutivo: ossia, il
suo costante <complesso di non essere all'altezza>.
Il discepolo proverà, più che sovente, un ulteriore senso di frustrazione,
di incapacità personale, di bassa valutazione delle sue potenzialità nel
paragonarsi a tali Giganti dello Spirito, e nell'approfondire le eroiche
virtù mistiche delle loro biografie.
Allora, è cosa buona suggerirgli che non è in tal modo che si avanza lungo
il Sentiero di ritorno al Logos.
Forse che una madre, o un padre ama - o considera superiore - tra i suoi
figli, colui che ha frequentato l'università, in rapporto ad un altro,
minore, che si trova ancora alle elementari?
Dite che è così?
Io penso proprio di no.
Rammentate che ogni Spirito Superiore, ogni Avatar ha di fronte a sè - come
tutti noi - un infinito (infinito!) itinerario, che rappresenta una delle
caratteristiche della vita universale. E, come voi tenete sul ciglio
dell'orizzonte soggettivo la sua Vita - quale esempio fulgido della
manifestazione archetipica - così Lui fissa delle mete che - per quanto lo
riguardano - rappresentano degli inesprimibili, Suoi personali punti di
arrivo evolutivo.
L'ellisse non cesserà mai di svolgersi, nella sua divina avventura.
Allora, si comprende che solo l'amore è il <parametro privo di parametri>
che collega ogni frammento del Tutto Uno, a se stesso.
Se San Francesco, ad esempio, ha stupito il mondo con la sua costante e
incredibile visione di Dio, e con la donazione - senza riserve - del suo io
al creato, di una sola realtà era ricco, tuttavia, e padrone assoluto: del
principio unico, che palpita in ogni cosa.
Questo principio è totalmente e pienamente posseduto da ognuno di noi. È,
nella stessa misura -né di più, nè di meno - contenuto in ogni particella
dell'essere.
Lasciate perdere, allora, ogni senso di paragone con qualunque Vita
Superiore. Smettete di annullarvi, nell'osservarne la miracolosa e fulgida
manifestazione d'amore.
Quel che è importante e fondamentale non è come si manifesta Dio, nell'uomo;
ma, il fatto che Egli sia presente - nella stessa, identica misura - in
ognuno di noi.
E Dio sta in noi, proprio come risiede nel Cristo stesso.
Rammentiamocelo!
Una delle affermazioni dell'antico esoterismo dice:
" Il Principio datore di vita è in noi e fuori di noi. È eternamente
benefico. E può venire percepito da chi ne desidera la percezione."
Quando sarete inebriati dall'Onda sacra, non avrete più il tempo, nè la
voglia di paragonarvi ad altro che non sia lo stesso mare che scoprirete,
immenso e reale, nell'animo di ogni uomo e di ogni donna.
E sarete finalmente felici!
Che Dio vi benedica tutti, per il solo fatto di esistere!
Siamo tutti potenzialmente santi
di Gaetano Conforto
Pubblicato su Stargate Magazine
Settembre 2002
I concetti Newtoniani di spazio - tempo si riducono ad una interpretazione
della nostra mente.
E' l'osservatore, la nostra coscienza, che crea la propria realtà, un
processo alla base della Psicologia quantistica,
Il termine " Spirituale " non deve ingenerare false immagini, legate ad una
particolare religione o ad una scelta di vita eremitica. Il concetto si
riferisce alla nostra componente energetico-quantistica che non nasce e non
muore, ma si trasforma, si evolve in un continuum spazio-temporale dove la
creazione è la regola. La ricerca di questo nucleo energetico, con relativa
consapevolezza, porta alla trasformazione della coscienza: si passa da un
livello dove si dipende soltanto dalle percezioni sensoriali, ad un altro
dove l'intenzione creativa non ha limiti, e dove si riconosce che non siamo
separati dall'universo, ma ne siamo una clonazione, un ologramma ( il pollo
che prende consapevolezza di essere un'aquila, secondo il De Mello). In noi
si rispecchia l'intera coscienza cosmica, con l'infinita memoria e
l'infinito potere organizzante.
La spiritualità ha lo scopo di farci prendere coscienza che siamo noi i
creatori, i responsabili della nostra vita. Infatti il mondo è ciò che
pensiamo noi che esso sia. La vita stessa è come pensiamo che sia. I
rapporti sociali sono come pensiamo noi che siano.....di conseguenza
diventiamo gli artefici del grande gioco cosmico, dove l'amore e le
relazioni sociali diventano i cardini di un cambiamento continuo ed
evolutivo.
Questo concetto si basa su uno dei pilastri della fisica quantistica:
l'osservatore crea la propria realtà ( lo descriverò più avanti ).
Trasformazione significa cambiare forma, trascendere la forma così come la
vediamo, per immetterci in una dimensione del tutto nuova ed appagante.
Con le nuove consapevolezze della fisica quantistica, entriamo in un nuovo
mondo, in una nuova dimensione dove le " certezze newtoniane " non hanno
bisogno di esistere: sono infatti state smontate...
Non esistono oggetti solidi: tutto è costituito da un enorme spazio vuoto di
energia e trasformazione, dove le unità informative, costituite dai fotoni
virtuali e reali ( quindi luce ) possono essere contemporaneamente
particelle ( le unità subatomiche ) e onda.
Quindi il concetto di spazio e tempo, tanto caro alla fisica newtoniana, si
riduce ad una interpretazione della nostra mente, e non a un dato di fatto
reale, esterno a noi. " Li fuori " esiste soltanto un caos apparente formato
da una nuvola fotonica, i cui componenti compaiono e scompaiono
all'esistenza, un milione di volte al secondo. Siamo circondati da campi
elettromagnetici, con frequenze diverse, non aventi nessuna forma, o
struttura spazio-temporale, che vengono interpretati dal nostro cervello
come oggetti tridimensionali.
Quindi ciò che vediamo nella nostra coscienza come pensieri, forme,
oggetti, eventi, non è altro che una nostra creazione. Infatti senza
l'osservazione cosciente, non esisterebbe il mondo materiale, così come lo
conosciamo.
E' l'osservatore, cioè la nostra coscienza, che crea la propria realtà.
Quindi esistono tante realtà quanti sono gli osservatori. Se penso che i
miei figli siano disubbidienti, perché questa è una caratteristica dei
giovani d'oggi in cui crediamo, creerò questa realtà nella mia vita! Se
penso che trovare un lavoro sia molto difficile, con i tempi che corrono, è
questa realtà che vedrò nella mia mente, e quindi proietterò nel mondo
questa verità.
Ciò che pensiamo è un evento quantistico in grado di influenzare le
informazioni subatomiche, i fotoni virtuali dello spazio che ci circonda.
Questi manifesteranno la nostra volontà nel mondo materiale!!!
Questo concetto ci proietta nel mondo della creazione, dandoci la piena
responsabilità sulla nostra salute, sui nostri rapporti, in ultima analisi
sul nostro stato emozionale con conseguenti scelte da cui dipenderà la
nostra vita.
In questo processo creativo o siamo attori oppure saremo plasmati dagli
altri. Diventeremo creatori della nostra felicità oppure daremo questo
potere ad altri. Si finisce per non dare la colpa a nessuno della nostra
situazione attuale, neanche a noi stessi, perché la conoscenza di questi
meccanismi non ci è stata rivelata né dai nostri genitori, né a scuola, né
dalla società, dove anzi si è posto l'accento sulla nostra incapacità
creativa, con conseguente nascita dei sistemi assistenziali, delle
classificazioni in poveri e ricchi, dei prestiti, degli aiuti umanitari,
ecc...
Altro concetto innovativo è che siamo un unico grande essere che si
manifesta in diverse forme. Quindi ogni nostra piccola interferenza nel
campo quantico ( un gesto, un pensiero, un modo di fare ) si ripercuoterà su
tutto l'universo, istantaneamente. Questa è la base della diagnosi e terapia
a distanza.
Come esseri umani siamo caratterizzati da una struttura fatta principalmente
da vuoto, dove le unità informative quantiche scambiano informazioni, in
modo incessante, con l'ambiente che ci circonda e che a sua volta ci
influenza. Quindi siamo degli esseri quantici, ed il nostro corpo quantico è
fatto da energia, trasformazione ed intelligenza.
Questo corpo quantico è suscettibile di variazioni per opera delle
intenzioni della nostra coscienza o di quella altrui.
Da ciò si evince come siamo esseri di luce, immersi in un universo di luce,
un cui la coscienza, l'intenzione creativa e l'amore ne sono i pilastri.
Siamo luce interagente con altra luce, per cui la nostra coscienza ( luce
intelligente e consapevole di se stessa ) non può mai morire ( come ha
dimostrato nei laboratori americani, Gary Swchartz).
Quando riduciamo la luce a particelle, e questo avviene nella creazione
delle nostre emozioni, formiamo delle bolle quantistiche in grado di
danneggiare, se sono negative, il nostro delicato equilibrio di salute.
Con la nascita della Psicologia Quantistica, possiamo prendere
consapevolezza di questi meccanismi ed eliminarli, definitivamente.
Nel cammino della trasformazione spirituale dobbiamo distinguere e
conoscere, tre livelli di realtà: materiale, quantistica e virtuale.
Il primo livello lo conosciamo abbastanza bene, ma non sappiamo che la
realtà di questo livello è costruita unicamente nella nostra mente! Per cui
ciò che sappiamo di noi stessi e del mondo è soltanto una proiezione della
nostra mente, un sogno che deve finire, se vogliamo gestire il nostro
sviluppo e il nostro potenziale.
Il secondo livello è quello in cui sono bravi viaggiatori i mistici. Quando
siamo in grado di entrare nel mondo quantico, ci immettiamo in una
dimensione dove le rivelazioni, le intuizioni, le visioni sacre, gli angeli,
le presenze diventano eventi comuni. Chi è nel materiale li chiama miracoli,
non sapendo che sono appannaggio dell'essere quantico, quindi di tutti.
Potenzialmente siamo tutti dei Santi. Infatti il nostro cervello si è
evoluto per conoscere Dio, e le sue strutture sono articolate in modo tale
da creare stati mistici ( oggi si parla di Neuroteologia ).
Al terzo livello abbiamo il mondo virtuale: là dove risiedono il nostro
Spirito e Dio. Viaggiando al centro del nostro essere arriviamo al virtuale,
dove vi troviamo l'organizzatore, il generatore, il distributore della
creazione.
Comunicando con Lui possiamo sapere il nostro scopo nella vita, scegliere le
strade giuste e conformi al nostro destino, quindi diventare noi stessi
personaggi consapevoli della storia che Lui ha scritto per noi.
tratto da: www.gaetanoconforto.com/