Cosa e' il Karma?
Karma e' probabilmente la parola piu' presente in qualsiasi lingua. Ma che
genere di definizione potremmo darne? Questa e' la frase che -a mio giudizio- la
descrive meglio: Ad ogni azione (intendendo questa parola nel senso piu' esteso,
includendo i pensieri, e specialmente i pensieri) corrisponde una reazione
uguale e contraria. Ed è l'attaccamento che mette in movimento questa ruota.
Possiamo fare l'esempio di un conto bancario. Quando lavoriamo, e guadagnamo, il
nostro conto cresce. Quando abbiamo bisogno di soldi, per qualsiasi ragione, li
dobbiamo ritirare dal conto. Se cerchiamo di ritirare più di quello che
depositiamo, il nostro conto va in rosso. E dovremo pagare per riequilibrarlo.
Dal momento che torniamo a rinascere piu' e piu' volte (fino a che anche il
nostro ultimo desiderio non sara' stato soddisfatto), il nostro conto crescera'
e decrescera' in ogni vita.
Cio' avviene perche' -per qualche ragione- questo Universo (e non intendo solo
l'universo fisico) e' basato sul principio dell'equilibrio: tutto tende sempre
verso l'equilibrio. Se avevamo un conto positivo nelle nostre vite passate
(dovuto a molti buoni pensieri e buone azioni) la maggior parte delle cose che
facciamo (e faremo) in questa vita avrà un buon risultato, a prescindere (ahimé)
dai nostri sforzi. Se il nostro conto nelle vite passate era negativo (o
decisamente negativo), dovremo darci da fare duramente (o ancor piu' duramente)
per ottenere un discreto risultato. In alcuni casi, sara' addirittura quasi
impossibile raggiungere un buon risultato. Cosa fare allora? Semplicemente
accettare quello che viene, e cercare di cambiare in meglio le nostre azioni e i
nostri pensieri. Se non abbiamo il controllo sui pensieri, sara' molto piu'
difficile averlo sulle azioni (è questo uno degli scopi della meditazione,
sempre che -riguardo alla meditazione- si possa parlare di scopi).
Ogni azione e ogni pensiero produrranno il loro risultato, non ci puo' essere
dubbio su questo, esattamente come con il nostro conto in banca, che varia
quando aggiungiamo o togliamo soldi.
Le cose che non siamo in grado (o rifiutiamo) di fare in questa vita,
probabilmente saremo costretti a farle nella prossima. E (probabilmente) con gli
interessi. Il Karma e' la legge che regola l'equilibrio dell'Universo. E il
Karma e' la legge che ciascuno impone a se stesso per rendersi migliore. Con la
morte non si sfugge affatto al proprio debito... ogni conto verrà saldato a suo
tempo, e tornerà in pareggio. Dunque è bene cominciare subito a darsi da fare.
Qualcuno potrebbe obiettare: Ho bisogno di prove! Non so che farmene dei
discorsi!
Bene, che io sappia al momento non esiste nessuna formula matematica (per il
momento, ma per il futuro, chissà... se si riuscisse a misurare in termini
fisico-scientifici l'energia prodotta dai vari generi di pensieri, e magari la
sua influenza sul campo magnetico che abbiamo intorno al nostro corpo chiamato
'aura', la cosa potrebbe anche diventare possibile).
Posso solo suggerirvi di osservare la vostra vita, le vostre azioni e i
vostri pensieri, e vedere cosa vi accade dopo un pensiero sbagliato o una
(lieve) cattiva azione. In questi casi il ritorno del Karma e' quasi immediato
(mentre c'e' bisogno di piu' tempo nel caso di un'azione decisamente sbagliata.
In quest'ultimo caso il Karma, quando arriverà, colpira' duramente).
A volte capita di sentir dire: "Cosa mi importa della prossima vita? Voglio
pensare solo a questa e fare quello che mi pare!"
Cosa posso rispondere? Probabilmente chi parla in questo modo non ha idea di
cosa sia la vera sofferenza. Forse un giorno queste persone saranno capaci di
imparare -a loro spese- cosa possono essere la sofferenza e il dolore. E
probabilmente faranno di tutto per evitare di soffrire ancora. Un giorno diranno
"Ne ho abbastanza!"
Cosi', questo e' il Karma. O, almeno, lo e' per come sono in grado di
comprenderlo e spiegarlo a un visitatore generico.
Si potrebbe darne una descrizione più profonda, ma se già faticate ad accettare
quello che c'e' scritto in questa pagina, e probabilmente è così, dare ulteriori
spiegazioni non avrebbe senso (se invece l'argomento vi interessa e volete
ulteriori chiarimenti, non esitate a scrivermi... l'email è in fondo alla
pagina).
L'insegnamento del Maharshi di solito parte da questo punto, per spiegare cosa
avviene in realtà. il Maharshi dice: "Il Karma di chi?" E spiega che il Karma
esiste solo per l'ego; se davvero si comprende cosa e' questo ego, se si riesce
a risalire alla fonte dei propri pensieri e a vederla così com'è, non ci sara'
piu' Karma. Se l'ego muore, anche il Karma deve morire.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
----- Original Message -----
From: Rikj_52
To: riccardo_tirapelle@yahoogroups.com
Sent: Saturday, January 29, 2005 4:23 PM
Subject: [riccardo_tirapelle] Le Affermazioni
le affermazioni
Le Affermazioni
uno degli "strumenti" più potenti e conosciuti del Pensiero Positivo
Una volta che conosciamo il potere dei nostri pensieri e delle
parole e ora di fare qualcosa per trasformarli, in modo da creare
dei benefici nella nostra vita.
Come possiamo rendere positivo il nostro linguaggio e trasformare i
nostri pensieri su schemi più positivi?
La risposta è semplice, facendo le affermazioni. Per fare
affermazioni intendo scegliere consapevolmente frasi e termini che
ci aiutino a creare qualcosa di positivo nella nostra vita. Ogni
qualvolta che pensiamo e parliamo, facciamo delle affermazioni.
L'affermazione è il punto di partenza, il primo passo che apre la
via al cambiamento. Facendo affermazioni, diciamo all'inconscio che
ci stiamo responsabilizzando, che possiamo e vogliamo fare qualcosa
per cambiare.
Spesso quando parliamo delle esperienze che viviamo o che vogliamo
realizzare noi utilizziamo il non, e in questo modo ci allontaniamo
dall'obiettivo che vogliamo raggiungere. Questo perché l'inconscio
non computa il non. Vi faccio un esempio: Se io dico "non voglio
essere più malata", non do al corpo una chiara immagine della salute
che voglio godere. E l'inconscio percepirà unicamente " malata".
Invece posso cominciare a dire: "sto cominciando il mio processo di
guarigione, mi sento più a mio agio con il mio corpo, ho anche un
aspetto più sano". Focalizziamo l'inconscio sulla guarigione, sulla
salute e non sulla malattia. Focalizziamo l'attenzione sulla
direzione verso la quale siamo diretti, piuttosto che focalizzarci
su dove non vogliamo andare.
L'inconscio è molto diretto non ha ne strategie ne obbiettivi da
perseguire, fa in sostanza quello che sente; quindi prende tutto
molto sul serio, senza senso dell'umorismo. Possiamo paragonare il
nostro inconscio ad un fruttivendolo, questo ci da' solo ciò che noi
gli chiediamo. Non entreremo mai da un fruttivendolo dicendo: "Non
voglio le mele.", bensì chiederemo con chiarezza cosa veramente
vogliamo: "Voglio un chilo di pesche".
Le caratteristiche di base per creare delle affermazioni funzionali
sono:
creare frasi chiare, precise, positive e al tempo presente a
proposito di quello che vogliamo sperimentare nella nostra vita.
mirano al processo per raggiungere quello che vogliamo, più che al
risultato.
l'affermazione è necessario sia acquisita e mantenuta sotto la sola
responsabilità della persona, quindi le affermazioni sono personali.
Riguardano noi, il nostro cambiamento, non quello degli altri.
Vi faccio un esempio se volessi incrementare la fiducia in me
stessa, creerò una affermazione tipo:
Ho fiducia nelle mie scelte, ogni cosa che faccio è giusta per me.
Non utilizzerò mai quest'altro tipo di affermazione:
Avrò fiducia nelle mie scelte, senza paura di sbagliare.
Nel secondo tipo di affermazione la mente, l'inconscio riceve il
messaggio del FUTURO (avrò); perciò c'è tutto il tempo per farlo...
magari domani. Ed inoltre, farò qualcosa senza paura, perciò
l'attenzione va alla paura e non alla fiducia. Ricordate che
l'inconscio non computa le negazioni.
usare le affermazioni
Uno dei modi per usare le affermazioni e quello di ripeterla a voi
stessi, mentalmente o a voce alta, durante tutta la giornata, ogni
volta che vi viene in mente, specialmente subito prima di
addormentarvi o subito dopo il risveglio.
Una delle tecniche più potente che io abbia mai sperimentato e
quella di prendere una particolare affermazione e scriverla dieci o
venti volte di fila, pensando veramente alle parole mentre le
scrivete. I risultati che si ottengono praticando questa facile
tecnica sono talmente importanti che solo per questo vale la pena di
provare.
Componetevi da soli delle canzoni semplici, usando delle
affermazioni che creano la realtà che voi volete per voi stessi
nella vostra vita, e. andate in giro per casa o per il mondo
cantando la vostra canzone!!!
Cominciate a includere nelle vostre conversazioni e nei vostri
discorsi delle affermazioni, formulando frasi molto positive che
riguardano quello che volete costruire nella vostra vita.
Un uso molto semplice delle affermazioni consiste nel ripetersi le
affermazioni preferite al mattino davanti allo specchio.
Affermate davanti allo specchio e guardandovi negli occhi:
IO MI AMO E MI ACCETTO COSI' COME SONO
IO MERITO DI ESSERE AMATO/A
IO SONO UN ESSERE MERAVIGLIOSO
provate, tutti i giorni per un mese e poi ditemi....
Usate quelle che vi piacciono di più, trascrivetele e mettetele nei
posti della casa o del luogo di lavoro in cui le potete vedere più
spesso. Leggetele spesso, trascrivetele nei vostri quaderni, magari
anche ripetendole più e più volte. Pensatele ogni qual volta un
pensiero "negativo" vi viene in mente.
E' importante sapere che qualsiasi stimolo ripetuto più volte nel
nostro cervello diventa ben presto un'abitudine o fa scattare un
certo meccanismo.
A questo proposito, sono stati condotti degli esperimenti sulla
formazione dei meccanismi automatici, per osservare con quale
frequenza si deve ripetere, anche materialmente, una suggestione
prima che questa diventi parte del subconscio.
E' risultato che, dopo ventuno ripetizioni in stato rilassato,
qualunque condizionamento impartito correttamente al cervello
diventa un meccanismo automatico tendente a consolidarsi.
Per questo è importante dichiarare esplicitamente i nostri desideri
in maniera chiara, precisa e positiva, se vogliamo creare dei
cambiamenti positivi nella nostra vita.
Le affermazioni sono un meraviglioso strumento per creare la vita
che vogliamo. Immaginate che ogni volta che pronunciate un
affermazione essa si realizzi all'istante, come una magia.Quali
magie volete materializzare nella vostra vita, pensateci!!!
Alcuni esempi di affermazioni
ed altre relative al successo,
alla salute,
a come iniziare la giornata
per la bellezza
aumentare la prosperità
migliorare le relazioni
Usate questo consiglio con cura ne avrete molti benefici
rikj52
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
ENOLA GAY
di Furio Stella
Mica facile la guerra al Male, eh no. Mettiamoci qualche volta anche noi nei
panni dei poveri generali Usa, che devono inventarsene ogni giorno una di
nuova. Che so?, un'arma più geniale, bio-chimica, esotica, qualcosa a cui il
nemico sia assolutamente impreparato. Un "afrodisiaco gay", per esempio.
Qualcosa che renda i soldati nemici "sessualmente irresistibili l'un
l'altro". Che provochi "diffusi comportamenti omosessuali fra le truppe
nemiche, innescando tra di esse tensioni e gelosie e riducendone di molto
l'efficienza bellica". E se le frasi fra virgolette vi sembrano una via di
mezzo fra battute da caserma e un copione di John Belushi, eccovi qui da
dove le abbiamo prese: dall'ultimo numero del New Scientist. Proprio lui, il
serissimo e accreditato periodico scientifico britannico in lingua inglese.
Che difatti la notizia dell'"arma dell'amore gay" non se l'è inventata, ma
l'ha tratta da documenti secretati e resi accessibili al pubblico: il
Pentagono ideò davvero il bizzarro progetto negli anni Novanta, insieme a
numerosi altri tra cui - rivela sempre il New Scientist - uno che avrebbe
generato nel nemico "forme gravi e persistenti di alito cattivo", per
identificare eventuali infiltrati. Ma vennero poi entrambi abbandonati.
Una disdetta. Sul primo progetto, quella della bomba a effetto
omosessualizzante, sembra infatti che i generali Usa avessero già
individuato il bombardiere più adatto a sganciarla. L'Enola Gay.
Impulsi di energia sconosciuta
R.S. a cura di Anna Ermanni - ecplanet.net
continuano a colpire il pianeta. Sistemi meterologici globali nel caos
Un crescente e agitato tentativo, da parte dei maggiori scienziati mondiali,
è ora in preparazione per comprendere una serie senza precedenti di
“raffiche”/impulsi di energia da fonte ignota che stanno colpendo il
pianeta, bombardando l'Antartide con raggi cosmici e disgregando i sistemi
meteorologici dell'emisfero settentrionale su scala globale. La prima di
queste raffiche di raggi cosmici avvenne quasi 5 anni fa e da allora è
aumentata nella sua frequenza e intensità fino alla fine di Novembre 2004.
Quello che era una volta il normalmente scuro cielo della regione Artica
dell'emisfero settentrionale, è ora in un costante crepuscolo a causa di
questi impulsi. Wayne Davidson, della stazione meteorologica del governo
canadese a Resolute Bay, nel Circolo Polare Artico, dice a proposito di
queste misteriosi luci: “L'intero orizzonte è acceso come per magia, come se
la mano di Dio lo stesse sollevando”.
Il primo Dicembre 2004, è stato registrato il più grande impulso che ha
creato non solo un'onda d'urto nella comunità scientifica mondiale, ma anche
in tutto l’emisfero settentrionale. Ciò ha avuto come risultato uno dei più
grandi eventi meteorologici nella storia umana conosciuta, quando 225 Km2
della Cina sono stati avvolti nella nebbia, portando i sistemi di trasporto
(in particolare quelli aerei) ad una sosta virtuale in tutto il paese. Come
riportato dalla BBC in questo articolo dell'Ottobre del 2002: “Gli
scienziati tedeschi hanno trovato una prova significativa che collega i
raggi cosmici ai cambiamenti climatici. Essi hanno scoperto nubi di
particelle cariche nella bassa atmosfera, che sono probabilmente causate
dalle radiazioni cosmiche. Essi affermano che queste possono condurre a
nuclei di condensazione che si trasformano in dense nubi”.
Questi scienziati, dell'Istituto di Fisica Nucleare Max Planck di
Heidelberg, continuano dicendo che le loro misurazioni “hanno per la prima
volta scoperto nell'alta troposfera la vasta presenza di ioni positivi con
numero di massa superiore a 2500” e “le nostre osservazioni forniscono una
forte evidenza per la formazione e la crescita mediata da ioni, di
particelle in aerosol nell'alta troposfera”.
Tuttavia, quello che essi non si aspettavano accadesse, sono stati gli
avvenimenti su larga scala delle ultime settimane, che includono quelli del
2 e del 14 Dicembre 2004 in Cina e del 21 in India, dovuti all'affidamento
di entrambi i paesi ai carburanti fossili e alla continua degradazione della
loro qualità dell'aria. Gli effetti di questi impulsi sono stati sentiti
anche in tutto il resto dell'emisfero settentrionale, risultando in effetti
anomali come venti con forza da uragano a Parigi, in Germania, Canada,
Russia, Inghilterra, e Stati Uniti, tutti su una base quasi simultanea.
Questi venti sono stati seguiti da massicci fronti freddi che hanno portato
le minime invernali sotto i valori minimi mai registrati in tutto l'emisfero
nord.
Sebbene questo non venga ammesso pubblicamente, alcuni dei più illustri
scienziati mondiali stanno cominciando a vedere una correlazione astrofisica
tra questi impulsi di raggi cosmici sul nostro pianeta e un sempre crescente
numero di eventi globali relativi a esplosioni di meteoriti, come in
Indonesia, dove un meteorite è stato registrato dai loro radar militari o in
Cina, dove l'esplosione di un meteorite ha illuminato “a giorno” la notte, e
a Washington, dove un poliziotto ha affermato: “Sembrava una palla di fuoco
che veniva giù dal cielo”.
I maggiori scienziati mondiali hanno incominciato a coordinare, con la
Dott.ssa Eun-Suk Seo dell'Università del Maryland – USA – e il suo staff, la
“ricerca” di risposte per l'origine di questi impulsi di raggi cosmici
provenienti da una fonte ignota nello spazio e diretti verso il Polo Sud,
che stanno disgregando i nostri sistemi meteorologici globali. Sotto la
direzione della Dott.ssa Eun-Suk Seo e del suo team internazionale, la NASA,
il 20 Dicembre 2004, ha lanciato un pallone stratosferico dalla base di
McMurdo in Antartide, affermando: “Il pallone, seguendo la circolazione dei
venti nell'alta atmosfera, viaggerà per il continente ghiacciato per circa
tre settimane. Durante questo tempo, verranno raccolti dati di grande
interesse scientifico. Essi riguardano flussi di particelle cariche ad alta
energia (raggi cosmici) provenienti dallo Spazio”.
Ma come ci ha detto uno scienziato russo che desidera rimanere anonimo:
“Perché questo gioco? Tutti noi sappiamo cosa sta accadendo”, un apparente
riferimento al fatto che sebbene questi eventi siano ben conosciuti sia
dall'establishment scientifico che dai governi mondiali, essi sono per la
maggioranza oltre la comprensione del grande pubblico. Qualsiasi cosa i
risultati finali di questo esperimento riveleranno agli scienziati, rimane
il fatto indiscusso che il nostro mondo sta affrontando un tipo di evento
cataclismatico globale, seppellito nel nostro passato geologico comune, e
forse, come qualche sociologo ha riportato, anche nella nostra comune
memoria ancestrale.
Predatori di bambini: turismo e pedofilia
A cura della redazione di ReporterAssociati
www.reporterassociati.org/index.php?option=news&task=viewarticle&sid=5439
Il fenomeno della prostituzione infantile non è purtroppo una novità.
Esistono testimonianze, risalenti addirittura al XV secolo, che indicano
come questo turpe commercio ai danni di chi non può difendersi sia una
costante nella storia dell'Umanità. Ai nostri giorni il dito viene puntato
contro il turismo internazionale, fondatamente considerato il massimo
responsabile del fatto che oltre due milioni di bambini vengano costretti a
prostituirsi, di questi 500.000 vivono in Brasile e il resto soprattutto
nell'Asia meridionale e orientale. Il giro d'affari di questa "nicchia" di
mercato sommerso si aggira attorno ai cinque miliardi di dollari, e i
"clienti" provengono dai paesi più ricchi della Terra: Stati Uniti,
Germania, Giappone, Australia, Regno Unito.
Questa inqualificabile attività criminale ha assunto dimensioni globali a
partire degli anni '70, con la crescita economica dei paesi industrializzati
e l'abbassamento dei costi dei biglietti aerei e le mille offerte dei tour
operator globali. Così oggi, in poche ore, i turisti del sesso possono
raggiungere il Brasile, la Tailandia o le Filippine, dove la miseria spinge
migliaia di famiglie, spesso tratte in inganno, a cedere i propri figli agli
intermediari dei bordelli delle capitali.
Le cause dell'offerta di prostituzione infantile sono da cercarsi quasi
esclusivamente nella povertà.
Nella stragrande maggioranza dei casi, i bambini provengono da paesi remoti
dell'entroterra. Qui sono stati comprati ai loro genitori per cifre
irrisorie da intermediari che di solito dichiarano di volere il bambino per
impiegarlo in città come personale domestico. Per la famiglia è una bocca in
meno da sfamare e un piccolo capitale inaspettato, per il bambino il quasi
sicuro approdo in pochi giorni in un bordello. Come negli altri rapporti
economici Nord-Sud, quanto più povero è il paese di origine, tanto più alto
è il beneficio ottenuto con l'esportazione del bambino. Nelle zone di
confine tra Tailandia, Birmania e Cambogia, si è sviluppata una florida
economia che si basa sui traffici di droga e di bambini destinati a
rifornire le case chiuse delle note città tailandesi frequentate dal turismo
internazionale.
Ma ovviamente il fenomeno della prostituzione infantile non riguarda
soltanto i ricchi turisti occidentali. In Brasile, Venezuela e Colombia,
esistono bande specializzate nell'acquisto o sequestro di bambine per
rifornire i bordelli dei centri minerari in Amazzonia. Sui paesi arabi non
si hanno notizie certe, ma è noto il traffico di bambini razziati in Sudan
ed esportati come schiavi in Arabia Saudita, Marocco, Egitto. Anche i mille
conflitti dell'Africa sono il pretesto per il sequestro di bambini che
diventano prima schiavi sessuali dei vari eserciti, e poi, se sopravvissuti,
baby-soldati.
L'Interpol sta seguendo da anni questo spaventoso fenomeno, e ha tracciato
una mappa che mette in risalto i paesi di origine dei pedofili, le
destinazioni privilegiate, la criminalità organizzata e l'uso dei moderni
mezzi telematici, come la rete Internet, che agevolano il collegamento tra
l'offerta e la domanda.
Il giornalista tedesco Dirck Schumer ha definito coloro che praticano la
pedofilia all'estero "predatori di bambini", e ha pubblicato nel 1998
un'inchiesta-choc che svela i meccanismi che portano persone dalla vita per
così dire "regolare" ad essere pedofili lontano da casa. Esiste un nesso, è
stato rilevato dagli esperti internazionali, tra la diffusione del turismo
sessuale nel Sud del mondo e i casi di pedofilia criminale registrati
ultimamente in Europa. Chi in un posto lontano da casa sa di avere diritto
di vita o di morte su un bambino, "importa" a casa propria un meccanismo
psicologico difficile da controllare.
Secondo dati del Governo federale tedesco, in Germania sono circa 50.000 le
persone che consumano regolarmente pornografia infantile e che si recano
all'estero in località dove l'offerta di questo tipo di perversione viene
soddisfatta senza grossi rischi. Il noto pedofilo belga Dutroux, secondo i
rapporti di polizia, si era recato in Brasile rimanendo però "deluso". Era
difficile nel paese sudamericano trovare bambine magre, pallide e bionde
come piacevano al mostro, secondo la testimonianza di diverse persone che
avevano ascoltato pubblicamente queste affermazioni. Se Dutroux avesse avuto
altri gusti e avesse frequentato più a lungo il Brasile o la Tailandia o lo
Sri Lanka, molto probabilmente non sarebbe stato mai fermato.
Nei bordelli di Pattaya o Manila, l'assistente sociale belga France Botte
(autrice de "La notte dei coccodrilli"), ha intervistato baby-prostitute di
8-10 anni con i corpi martoriati dalle bruciature di sigarette o addirittura
con piccole mutilazioni sessuali. In Brasile, il giro della prostituzione
infantile si nutre di "meninos da rua", i bambini di strada che a migliaia
si aggirano senza fissa dimora nelle metropoli del paese. Qui è facile
trovare bambine di otto anni che si prostituiscono sotto il controllo di
"protettrici" dodicenni.
Questi bambini, spesso che non risultano all'anagrafe, vivono una breve vita
d'inferno presto consumata da malattia e violenze, e la loro scomparsa non
viene nemmeno registrata. Molto spesso l'unica via di fuga per questi
piccoli è la droga dei poveri, la colla da bricolage o da calzolaio e il
crack. Da rilevamenti fatti a campione in Tailandia, circa il 50% delle
baby-prostitute sono state contagiate dal virus HIV ed è prassi comune che
quando cominciano a farsi notare i primi sintomi della malattia, vengono
eliminate senza lasciare traccia.
Negli ultimi anni la sensibilità dei paesi di provenienza dei pedofili è
largamente aumentata a partire delle campagne coordinate da ECPAT (End Child
Prostitution on Asian Tourism), il principale network internazionale attivo
su queste problematiche. La Svezia ad esempio, ha spedito poliziotti e
assistenti sociali nelle città più colpite del fenomeno in Asia.
Questo principio rivoluzionario sposta la responsabilità penale dal paese
dove si commettono i reati al paese di residenza, dando una dimensione
internazionale a una tipologia di crimine che difficilmente viene perseguita
dove la corruzione aiuta le persone a sfuggire alle proprie responsabilità.
La Commissione Europea, che ha organizzato pochi mesi fa a Bruxelles il
primo Meeting continentale riguardante la lotta alla pedofilia nel turismo,
punta anche sull'informazione ritenendo che la pratica della pedofilia nei
paesi terzi sia causata da problemi patologici individuali ma anche da un
diffuso atteggiamento di disprezzo più o meno conscio verso le persone dei
paesi più poveri. I pregiudizi negativi che descrivono tali società come
caricature dove tutto è permesso a chi ha soldi, cosa peraltro realistica in
più di un caso, finiscono per legittimare azioni che nessuna persona normale
si azzarderebbe mai a giustificare nel proprio paese. In questo senso è
rivoluzionaria la legislazione che l'Italia ha appena approvato per
perseguire al rientro in patria coloro che commettono reati di pedofilia
all'estero.
D'ora in poi, se ci sarà una denuncia per pedofilia contro un cittadino
italiano all'estero, indipendentemente dall'esito dell'iter giudiziario
locale, dovrà fare i conti con la giustizia italiana al rientro. Di
difficile interpretazione sono invece i dati emersi dalla prima inchiesta
sul turismo sessuale a danno dei bambini condotta dall'Unione Europea.
Stupisce il livello di informazione medio degli europei rispetto al grande
riserbo, o forse pudore, che si ha verso questo argomento. Il 94% del
campione di cittadini dei 15 paesi dell'UE considera moralmente
inaccettabile il turismo sessuale, e il 63% ritiene che si possa evitare.
Per quanto riguarda le cause dell'offerta, il 72% la collega alla povertà
dei paesi del Sud del mondo, seguita dall'esistenza di reti criminali. Sulle
ricette il campione si spacca, il 38% tende alla repressione mentre il 36%
alla prevenzione, infine, ben il 54% del campione dichiara di essere disponi
bile a cambiare luogo di vacanze se scoprisse che si pratica la
prostituzione infantile.
Finora sono state avviate campagne di sensibilizzazione nel Nord Europa,
soprattutto sugli aerei che viaggiano in Asia e Brasile e sono stati
finanziati diversi programmi di cooperazione destinati a dare una mano ai
bambini strappati alle reti criminali della prostituzione. Sono state
costruite ad esempio case-alloggio per accogliere i piccoli strappati alla
malavita a Calcutta (India), Bogotà (Colombia), Olinda (Brasile) e Nairobi
(Kenya) ma si è ancora molto lontani dal raggiungimento di risultati
concreti.
Il turismo sessuale, che abbia per oggetto bambini o adulti, è una delle
tante facce dello squilibrio economico mondiale che divide le persone tra
"compratori" e "venditori", anche della dignità umana.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
“Associazione Italiana Turismo Responsabile” (AITR)
via E. Breda 54
20126 Milano
Tel 02 25785763
Fax 02 2552270
E-mail: info@...
I BENEFICI DELLA SIGARETTA SPENTA
dal settimanale "Gente" del 12/01/05
Dopo venti minuti:
- tornano normali la pressione arteriosa e il battito del cuore
Dopo 8 ore:
- torna normale il livello di ossigeno nel sangue
Dopo 1 giorno:
- diminuisce il rischio di infarto
Dopo 2 giorni:
- si percepiscono meglio odori e sapori
Dopo 3 mesi:
- migliorano la respirazione e la circolazione sanguigna; si cammina meglio
Dopo 6 mesi:
- diminuiscono tosse, mancanza di fiato e senso di stanchezza
Dopo 1 anno:
- si dimezza il rischio di malattie coronariche
Dopo 5 anni:
- si dimezza il rischio di cancro al polmone e il rischio di ictus torna
pari a quello di un non fumatore
Dopo 15 anni:
- I rischi di malattie e mortalità legate al fumo tornano pari a quelle di
un non fumatore
buona lettura a chi ovviamente leggerà il testo
trovato su www.aquigena.com
Da le Mille e una notte
di aquigena_com
"L'uomo si riconosce tra gli uomini per le sue azioni, e le azioni del
libero e generoso sono pari alla sua origine.
Non approfittare dell’assente, altrimenti ci si approfitterà di te, poiché
chi chiacchiera e sparla è fatto oggetto di analoghe voci.
Rifuggi da atti immorali e non ne parlare, serie o scherzose che siano le
tue parole.
Il cane se si conduce bene, ci guadagna, mentre il leone è tenuto in catene
per la sua selvaggia ferocia.
Stanno a fior d'acqua sul mare le carogne della terra, mentre le perle
stanno riposte nelle viscere della sabbia.
Il passerotto non verrebbe mai a gara con il falco se non per la sua
leggerezza e deficienza mentale.
Sta scritto nell'aria sui fogli del vento:" Chi fa un benefizio ne guadagna
uno simile".
Non sperare di raccogliere zucchero dalla coloquintide (pianta amarissima).
Ogni
cosa, al sapore, si ricollega alla sua origine.
La iniquità sta in agguato nell'animo dell'uomo, e soltanto l'impotenza la
tiene nascosta.
Il saggio non si muove per un affare se non quando vede giunto il tempo
opportuno.
La lingua di chi é perspicace ha sede nel suo cuore; il cuore dell'ignorante
é invece nella sua bocca.
Chi non è più grande del suo intelletto, viene ucciso da quanto vi è di più
piccolo in lui.
L'origine dell'uomo é occulta, ma dalle sue azioni si palesa tale suo
occulto elemento.
Chi non è di buona stoffa, non mostra bontà dalla sua bocca..
Chi nelle proprie azioni imita l'insensato, sarà simile a costui nell
ignoranza.
Chi rivela al prossimo il proprio segreto, si svegliano contro di lui i suoi
nemici.
Basti all'uomo ciò che lo riguarda, e il lasciar stare ciò che non dipende
da lui.
- ... Parlami ora di quelle tre cose differenti che sono: la scienza (il
sapere), il discernimento e il senno. E di cos’è che li fonde insieme.
- La scienza (il sapere) emana dall'apprendimento, il discernimento dall
esperienza e il senno dalla riflessione; le tre cose sono poi fondate e
armonizzate dalla ragione. Chi riunisce in se queste tre doti é perfetto e
chi ad esse accompagna il timore di Dio é sul retto sentiero.
Va bene. Parlami però ancora dell’uomo dotto e dotato di retto criterio, di
luminosa intelligenza e di mente superiore ed egregia; può la PASSIONE e la
CONCUPISCENZA cambiare in lui queste qualità?
Questi due affetti quando si insediano nell'uomo ne alterano le azioni,
comprensione, discernimento e intelletto e lo rendono simile a quell'aquila
che, per precauzione contro i cacciatori e per la sua grande astuzia, abita
nell'alto del cielo. Ma ecco che un giorno scorge un cacciatore il quale,
dopo aver terminato di tendere la propria rete, vi pone un pezzetto di carne
. L'aquila lo vede, e vinta dalla cupidigia e dalla brama dimentica la rete,
nonostante l'abbia già adocchiata e sappia della fine miserevole di tutti
quegli uccelli che vi incappano. Piomba quindi dal cielo, si precipita sul
pezzo di carne e si impiglia nella rete. Allorché il cacciatore giunge e
scorge l'aquila nella rete, profondamente stupito dice: - Io ho teso la rete
perché‚ vi incappasse un piccione o qualche altro piccolo volatile del
genere; come mai vi è invece caduta quest'aquila? - Si dice che l’uomo di
senno, quando dalle passioni e dai desideri è spinto verso qualcosa,
rifletto con il proprio intelletto sulle conseguenze dell’atto, si astiene
da ciò che le une e gli altri gli presentano come seducente e con il suo
intelletto trionfa sulle passioni e sugli appetiti. In tal caso occorre che
egli renda la propria ragione simile ad un abile cavaliere quando cavalca un
destriero recalcitrante, che tiene a freno con forti strappate di redini
fino a che l’animale, messosi sulla giusta strada, lo trasporta dove
desidera. Chi invece é ignorante, incolto, privo di discernimento e si
dibatte nelle tenebre, signoreggiato dalle passioni e dai desideri, agisce
secondo questi e quelle e si rovina: non vi é tra la gente chi stia peggio
di lui.
- Hai detto bene, dimmi ora quand’è che la dottrina è utile, e quando
l’Intelletto argina il danno delle passioni e dei desideri?
- Allorquando colui che ne é dotato li impiega alla ricerca della conoscenza
di se stesso, poiché intelletto e sapere sono entrambi utili, ma chi li
possiede non deve metterli al servizio del mondo se non nella misura
necessaria per procacciarsi da vivere e per difendersi dai danni della vita,
bensì deve impiegarli alla ricerca del mondo celeste.
- E dimmi ora, qual’ è la cosa più degna che deve impegnare e tenere
occupato l’uomo?
- Le opere buone.
Ma facendo ciò l’uomo verrebbe distolto dal procacciarsi di che vivere e
quindi come farebbe a guadagnarsi il pane quotidiano di cui non può fare a
meno?
Ma la sua giornata é di ventiquattro ore: Dedichi egli pertanto una parte di
queste a procurarsi il pane quotidiano, una parte al riposo e al ristoro e
il resto lo impieghi per la scienza, poiché se l’uomo è assennato, ma privo
di dottrina, è del tutto simile alla terra sterile sulla quale non trovano
posto la coltura, la piantagione e le piante. Se quella non viene allestita
per essere coltivata e piantata, non produrrà frutti; se viceversa verrà
lavorata e coltivata allora vi cresceranno frutti rigogliosi. Così l’uomo
senza dottrina: egli non sarà utile finché in lui non sarà piantata la scienza,
e darà frutti solo se questa scienza sarà in lui coltivata.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
LE RADICI DELLA SPIRITUALITÀ 5
da "Enciclopedia olistica"
di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli
L'invasione ariana e la rivincita dei nuovi dei sul serpente
La rassomiglianza di questa vittoria di Zeus: contro Tifone, con quella di
Indram re del Pantheon vedico sul serpente cosmico Vritra è fuori
discussione. I due miti sono delle varianti di un unico archetipo.
La vittoria del principio della libera volontà, assieme al suo corollario
morale della responsabilità individuale, hanno definito la prima
caratteristica distintiva del mito specificamente occidentale, e qui mi
riferisco non solo ai miti dell'Europa Ariana (Greci, Romani, Celti e
Tedeschi) ma anche a quelli delle popolazioni Semitiche ed Ariane del
Levante: Accadici, Semitici, Babilonesi, Fenici, Ebrei e Arabi, Persiani,
Ariani, Armeni, Frigi, Traco
Illirici e Slavi. Perché sia che consideriamo le vittorie di Zeus e Apollo
Teseo Perseo Giasone ecc. sui draghi dell'Età dell'oro, sia che consideriamo
la vittoria di Yahweh sul Leviatano; la lezione è la stessa, quella cioè di
una potenza semovente che soverchia qualsiasi forza del destino di qualsiasi
serpente legato alla terra. Tutti si ergono a contestare l'adorazione della
Terra e dei demoni della fertilità della Terra. Un'adorazione dei poteri
della fertilità che comprende tutta la vita vegetale ed animale è abbastanza
ampia da essere solida e sana. Ma man mano che l'uomo pone sempre più a1
centro della sua attenzione la sua umanità, una tale adorazione diventa
un'ovvia fonte di pericolo ed insanità.
L'albero dai pomi d'oro
Le pitture su di un altro vaso mostrano il mitico albero dei pomi d'oro
nella terra del tramonto delle Esperidi. Un immenso serpente cornuto è
avvinto all'albero e da una caverna nella terra alle sue radici sgorga una
polla d'acqua con due bocche mentre le amabili Esperidi, una famiglia di
ninfe note nell'antichità per essere figlie nate senza padre della cosmica
dea della Notte
stanno attorno. E tutto è esattamente come sarebbe rimasto nel Paradiso
Terrestre, se il patriarca di recente insediamento (che stava elaborando la
sua verosimile pretesa alla priorità non solo dell'avere ma anche
dell'essere) non si fosse adombrato quando fu reso edotto di quanto stava
accadendo. Perché ora è perfettamente chiaro che prima del violento ingresso
dai mandriani nomadi ariani della tarda. Età del Bronzo e degli albori
dell'Età del Ferro, provenienti dal nord, e dei pastori semitici di capre e
pecore, provenienti dal sud, nei vecchi siti di culto del mondo antico, in
tale mondo prevaleva una visione essenzialmente organica, vegetale, non
eroica della natura e delle necessità della vita, che ri pugnava
assolutamente a quei coraggiosi per i quali non il duro lavoro della terra
ma la lancia e il saccheggio erano fonte di ricchezza ed appagamento.
Nei più antichi miti e riti della Madre gli aspetti luminosi e quelli più
cupi di quella
cosa variegata che è la vita erano egualmente ed assieme onorati, mentre nei
successivi e "maschilisti" miti patriarcali, tutto ciò che è buono e nobile
veniva attribuito ai nuovi padreterni eroici, lasciando alla natura il solo
carattere dell'oscurità, a cui inoltre ora si cominciava a dare una
connotazione moralmente negativa.
Il patriarcato soppianta il matriarcato
Ci sono moltissime prove del fatto che gli ordini sociali e mitici dei due
modi di vita contrastanti erano antagonisti. Dove la dea era stata venerata
come datrice e sostenitrice della vita nonché consumatrice della morte, alle
donne, in quanto sue rappresentanti, era stata accordata una posizione
preminente sia nella società che nel culto. Tale ordinamento di costumi
sociali e religiosi dominato dalla figura femminile viene chiamato, in senso
allargato e generale, l'ordine del Diritto della Madre. E in opposizione ad
esso, in una lotta senza quartiere, c'è l'ordine della Patriarchia, con il
suo ardore di focosa eloquenza e un furore di fuoco e di spada.
Ed ecco che le letterature. degli inizi dell'Età del Ferro sia delle ariane
Grecia e Roma, sia del vicino Oriente semitico, pullulano di leggende di
conquiste di un eroe luminoso sull'oscuro e, per una ragione o per un'altra,
esecrato mostro appartenente ad un ordine di divinità precedenti, dalla cui
spire c'è da strappare qualche tesoro: una terra meraviglia, una fanciulla,
un tesoro d'oro, o semplicemente la libertà dalla tirannia del mostro
stesso.
I1 principale esempio biblico è quello della vittoria di Yahweh sul serpente
del mare cosmico, il Leviatano; e di cui Yahweh si vanta con Giobbe.
Serpenti e draghi taoisti
di Carlo Moiraghi
Il suo volto è umano e mostra lineamenti decisi e sereni. Il suo corpo è
spire di serpente avvolte e riavvolte. E' Spirito Anima Genio Presenza di
natura unitaria e ancestrale, precedente la separazione e la
differenziazione propria dell'esistente. Esso riunisce e fa vivere in sé i
due principi complementari contemporanei concentrici coincidenti
inscindibili e opposti, proprio non mi è possibile depennare nemmeno uno di
questi attributi in cui l'Unità si è differenziata nell'Esistenza.
La tradizione taoista chiamò Yin e Yang questi inseparabili principi
intrinseci al vivere.
In modo analogo il taoismo concepì l'antico genio dal corpo di serpe in
forma duale e ne precisò dualità di forme, caratteri, nomi.
Nella mitologia cosmogonica taoista due leggendari Augusti, Fuxi e Nugua
avevano corpi di spire, sovente intrecciati l'un l'altro.
Essi furono gli ordinatori del mondo. Più volte introdotti come fratello e
sorella, come sposi o come amanti, Fuxi e Nugua valgono nel mito la coppia
primigenia da cui l'umanità discende. Erano certo tempi diversi in cui
uomini e animali vivevano in totale unione. Anche Yao e Shun, due degli
antichi primi Cinque Imperatori, precisa Lieh
tse il maestro taoista, avevano parti del corpo di forma animale e sudditi e
truppe animali.
Nell'iconografia antica, il Genio primitivo dalla coda di serpente ha dunque
due forme e due nomi. Forse molti di più. Non vi è qui metamorfosi tra l'uno
e l'altro aspetto. La metamorfosi, la trasformazione ci insegna ancora Lieh
tse, è propria dell'esistente. Egli, il Genio Mostruoso, è principio e
essenza e semplicemente vive, assoluto e immutabile, contemporaneamente e
senza contraddizione presente in differenti e complementari espressioni.
Il Genio Mostruoso ha dunque due forme e due nomi ed entrambi i nomi
introducono al Fuoco, il movente del calore vitale.
Egli è Zhu Long, il Drago Fiammeggiante, e parimenti egli è Zhu Yin,
l'Oscurità Fiammeggiante. Sono queste le due forme in cui e da cui si
esprimono le forze vitali del mondo, il principio e la sorgente stessa di
tutti i fenomeni e gli venti di natura.
Antichi testi taoisti ci introducono a questi misteri.
"Il Genio del Monte Zhong si chiama Zhu Yin, Oscurità Fiammeggiante.
Quando apre gli occhi, viene il giorno. Quando li chiude, viene la notte.
Quando espira viene l'inverno. Quando inspira, viene l'estate.
Non beve, non mangia, non respira.
Quando respira viene il vento.
Il suo corpo grande mille misure si trova ad est del paese di Senza
Polpacci.
E' un essere dal volto umano e dal corpo di serpente, è di colore rosso e
abita ai piedi del monte Zhong, il Monte della Campana."
Shan Hai Jing. Cap. 8° - Trad. R. Mathieu
"Zhu Long il Drago Fiammeggiante vive a nord alla Porta delle oche
Selvatiche.
Se ne sta chiusonei Monti Wei Yu, dove non si vede mai il sole.
Questo Spirito ha volto di uomo e corpo di drago. Non ha piedi."
Huai Nan Zi Cap. 4° - Trad. E Rochat de la Vallée e C. Larre.
Il Genio dal corpo di serpente che si esprime in Zhu Long ed in Zhu Yin,
diviene così il centro e il movente di luce: e di calore dei luoghi santi
del mistero e del sogno taoista.
"Il Giardino delle delizie sui Monti Kun Lun
dove si trova con esattezza?
I Nove Piani dei suoi bastioni a quale altezza giungono?
Le sue Porte, rivolte verso 1e Quattro Direzioni, chi ne garantisce la
guardia? L'apertura che vi è a Nord Ovest in che modo i Soffi la
attraversano?
Vi è lì un luogo che il sole non raggiunge?
E in che modo Zhu Long il Drago Fiammeggiante lo illumina?"
Chu Ci. Tian Wen. - Trad. E.Rochat de la Vallée e C. Larre.
Quintessenza e protettore del principio naturale; Zhu Long lo Spirito Uomo e
Serpente rappresenta il capostipite della variegata ed immortale stirpe dei
draghi cinesi, che da un passato remoto e
regale è giunta intatta fino ad oggi e tutt'oggi vive nel centro della
tradizione e del culto popolare cinese.
Come è carattere del pensiero taoista, la stirpe dei draghi si esprime
secondo la polarità duale delle presenze archetipiche di cui è discendenza.
Da Zhu Yin e Zhu Long derivano così due famiglie fra loro complementari dei
draghi, depositarie e matrici, l'una della valenza Yin delle forze e degli
eventi di natura, l'altra della complementare valenza Yang. Ne deriva
l'esistenza di draghi di natura Yin e di draghi di natura Yang, sovente in
rapporto con la Luna e con il Sole che dei due principi Yin Yang sono le
forme celesti, come per altro con l'Acqua e con la Terra, con la pioggia e
con la secchezza, con il vento, con le nuvole, con il sereno.
"Cavalcando Fei Long il Drago Volante
formo il mio carro di molte e varie pietre preziose...
Conduco gli otto draghi che ondeggiano, tengo alto il mio stendardo di
nuvole che si elevano in spire..."
Chu Ci Li Sao. - Trad. E. Rochat de la Vallée e C. Larre.
Cavalcatura di saggi ed illuminati, il Drago Celeste è il destriero che
giunge a testimoniare e sancire la riuscita di una vita. E' la via che rende
possibile e realizza la grande ricerca del mondo taoista, il raggiungimento
dell'immortalità con il corpo.
Da intendersi non come simbolo ma come effettuale testimonianza di una
raggiunta riunione con il Principio, l'immortalità corporea è certo tema che
merita più ampi spazi.
Antichi racconti ci regalano sprazzi di conoscenza in visioni di draghi
volanti che discendono dalle nuvole agli uomini meritevoli ed accolgono
saggi imperatori insieme a tutte le loro corti sul dorso e li conducono così
nei cieli in galoppate eterne.
Il Cielo e la Terra, lo Spirito e il corpo riconoscono così la loro reale
coincidenza,
al di là delle nostre altrettanto reali limitazioni e paure.
Tanto accadde a Huang Di, il mitico Imperatore Giallo, e a Ying Long, il
leggendario drago suo destriero.
Piccola orbita microcosmica e serpente (Vedi Medicina Olistica – Respiro)
di Carto Moiraghi
Kundalini: il serpente del risveglio interiore (Vedi Medicina Olistica –
Energetica) - esperienze di energia e crescita spirituale
di Kowalsky
Il mistero greco del serpente
di Sabina Salari
"Padre al serpente un toro e padre al toro un serpente, sopra il monte un
bifolco è il suo nascosto stimolo"
(Clemente Alessandrino, Protreptico, II 16.3)
"Consuetudine e vana credenza sono i misteri, e cioè un inganno teso dal
serpente, inganno che gli uomini venerano..."
(Clemente Alessandrino, Protreptico, II 24.3)
Phanes è il serpente figlio di serpente, nato dall'uovo primordiale in cui
tutta la materia si condensò, e in essa tutti gli elementi, principi
contrapposti della vita raccolti in una forma solida.
Per capire Phanes bisogna risalire indietro, poiché se egli fu il signore
dell'apparire, qualcosa già esisteva prima di lui. La Teogonia orfica pone
all'origine del tutto l'acqua e la materia da cui si condensò il fango. Da
quest'orrida distesa scaturì il terzo principio: un dio. Sarebbe erroneo
definirlo un dragone poiché esso era questo e molto di più. Sul corpo di
serpente ricoperto di squame, ali immense e distese. Due teste aderenti, una
di toro e una leone, mentre al centro una testa di diversa natura mostrava
cosa fosse il volto d'un dio. Il suo nome era Kronos, si chiamava anche
Eracle, il primo dio, il primo serpente. Unita indissolubilmente a lui,
Adrastea
Ananke, l'incorporea Necessità, anch'ella serpente, anch'ella alata.
Immobili e intrecciati, i serpenti riempivano il Tutto, e giungevano dove il
Tutto finiva. Il nodo eracleotico nascondeva il loro coito incessante, causa
generatrice di vita a cominciare dalla triplice generazione: l'umido Etere,
padre del kaos infinito e della Notte priva di stelle. ma l'universo era un
infinito baratro senza luce, e tutto doveva ancora essere creato. La copula
degli immensi dei produsse un uovo che conteneva le radici di ciò che doveva
essere. Sia che prendesse forma di una nebbiolina densa come una veste
candida, sia che fosse d'argento e come tale solido e pesante, l'uovo
sfavillava di luce. Allorché Tempo, sciolto l'abbraccio, lo avvolse, l'uovo
si spaccò: dalla sua metà superiore, posta in alto, derivò la volta celeste;
l'inferiore diede origine alla terra. L'uovo liberò così Phanes, il
rifulgente apparire.
Il suo nome era anche Fetonte, Protogonos, Splendente Primigenio, il primo,
padre dell'esistente, da cui l'universo prese luce.
Uno strano essere e tanti esseri, il primo figlio del dio, egli è dio e
animale, e tutti gli animali e tutti i principi sono in lui. Spaventose
teste di serpente, di toro, di ariete, e di leone dagli occhi di fuoco; egli
sibila, muggisce, bela e ruggisce. Quattro corna e quattro occhi, immense
ali d'oro in un corpo divino emanante luce. Phanes, ermafrodito, copulando
con sé stesso partorisce subito Echidna, la donna serpente.
E' detto che, benché potesse farne a meno, egli, dopo averla nuovamente
creata, si unì alla Notte perché l'atto creativo fosse totale. Solo Notte
infatti poteva guardare verso di lui. Chiusi nella grotta della dea, essi
crearono tutti gli elementi, e la stirpe divina in essi, a cominciare da
gaia, la Madre terra, e Urano, il Cielo Stellato.
A lungo Phanes rimase nella grotta di notte, lasciando che fosse lei a
regnare. Mentre ogni angolo del mondo risplendeva di vita, lo scettro del
potere passò ad Urano, e a Kronos dopo di lui. Entrambi inghiottivano i
propri figli. Ma solo a Zeus riuscì anche di rigettarli di propria volontà:
solo allora fu chiaro lo scopo creativo dell'orribile costume paterno.
Non appena prese il potere, l'ultimo re divino sentì impellente la necessità
di ripetere il gesto del padre, inghiottendo tutto ciò che Phanes aveva
creato. E così fece, perché Phanes è l'unico principio, mezzo e fine e tutti
gli opposti sono in lui. Inghiottì l'esistente e con esso Phanes, che già da
tempo risiedeva lontano, nascondendosi ad ogni cosa.
Divenne invisibile, e comprese il segreto di Tempo - senza - vecchiaia,
perché le forme del toro e del serpente passarono in lui. Come per la
nascita di Athena, un nuovo ordine si instaurò nel mondo quando Zeus lo
partorì nuovamente, splendido e luminoso. Fisicamente Phanes scompare a
questo punto, ma egli sopravvive nella luce, nel coito eracleotico di Hera e
di suo figlio Zeus - serpente, in Persephone, fanciulla serpente, ed in
Zagreo, figlio dei medesimi padre e figlia serpenti. Dioniso Zagreo, per i
suoi iniziati è il toro, e nel mito è sposo di Arianna, colei che possiede
il segrreto del toro; come Persephone, senza saperlo, ereditò il segreto di
Phanes, il primo dio del visibile, serpente figlio del toro - serpente.
Hai paura del buoio?
R.S. di Anna Ermanni - ecplanet.net
Presentazione del libro
Berlino, Parìgì, Denver, New York: quattro morti misteriose nel giro dì
pochi giorni. Suicidi, incidenti o omicidi? L'unica certezza è che tutte le
persone scomparse lavoravano per il Kingsley International Group, vero e
proprio pensatoio di illustri scienziati che svolge ricerche tecnologiche
d'avanguardia a livello mondiale. A capo del gruppo c'è Tanner Kingsley,
ambizioso affarista senza scrupoli, che ha trasformato la società fondata
dal fratello Andrew a scopi umanitari in una grande macchina per far soldi.
Diane e Kelly, vedove rispettivamente di Richard Stevens e Mark Harrís, per
quanto affrante dal dolore, intendono far luce sulla verità.
In quale progetto segreto erano impegnati i loro mariti? Chi dovevano
incontrare a Washìngton ìl giorno prima di morire? E perché adesso qualcuno
sta cercando di uccidere anche loro? Le due donne, così diverse ma così
prepotentemente legate da un comune destino, dovranno mettere insieme le
loro risorse per ricompone i tasselli di un gioco che si rivela sempre più
pericoloso... L'ultimo e attesissimo romanzo di Sidney Sheldon unisce a una
trama mozzafiato, ricca di colpi di scena e dialoghi serrati,
un'indiscutibile maestria nell'analisi dei sentimenti: dall'amore -
attraverso la forza struggente dei ricordi - all'amicizia.
Note di Sidney Sheldon
Il materiale a cui faccio riferimento è stato tratto da varie fonti trovate
in Internet e per le quali non ho ottenuto il diritto di pubblicazione. Il
vecchio adagio secondo cui tutti parlano del tempo ma nessuno ci fa niente
non vale più. Oggi due nazioni hanno acquisito la capacità di controllare i
fenomeni atmosferici in tutto il pianeta: Stati Uniti e Russia. Altre
nazioni stanno lavorando alacremente per raggiungere lo stesso risultato. La
ricerca per assumere il controllo degli elementi della natura, avviata da
Nikola Tesla alla fine dell'Ottocento con gli esperimenti di trasmissione di
energia elettrica nello spazio, ha dato infine i suoi frutti. Le conseguenze
sono monumentali. I fenomeni atmosferici possono essere utilizzati come una
benedizione e come una maledizione. Gli strumenti necessari esistono già.
Nel 1969, l'ufficio brevetti statunitense brevettò «un metodo per aumentare
le probabilità di precipitazioni tramite l'introduzione artificiale di
vapori d'acqua marina nell'atmosfera».
Nel 1971, è stato attribuito un brevetto alla Westinghouse Electric
Corporation per un sistema di irradiazione di determinate superfici
planetarie.
Nel 1971, un brevetto è stato attribuito alla National Science Foundation
per un sistema di modificazione del clima.
Nel 1978, gli Stati Uniti lanciarono un esperimento che produsse piogge su
sei contee del Wisconsin settentrionale. La perturbazione generò venti di
centosettantacinque miglia orarie e provocò danni per cinquanta milioni di
dollari.
Nel 1995, l'ufficio brevetti statunitense brevettò un sistema satellitare di
modifica del clima.
Frattanto la Russia ha sviluppato un sistema «elf» costituito da trenta
enormi trasmettitori con i quali provocare sistemi di alta pressione in
grado di modificare le condizioni atmosferiche in qualunque parte del globo.
Le onde « elf» cominciarono a essere impiegate all'inizio degli anni Ottanta
e da allora si sono verificati strani fenomeni atmosferici con insoliti
periodi di siccità, violente perturbazioni e inondazioni. Il complesso dei
fenomeni atmosferici costituisce la più potente forza che conosciamo.
Chiunque li controlli può destabilizzare le economie mondiali con
precipitazioni incessanti, può far seccare vaste regioni provocando lunghi
periodi di siccità e può scatenare la distruzione su qualunque campo di
battaglia nel caso di un conflitto.
Di fronte a un così grave pericolo di un devastante confronto fra Stati
Uniti e Russia, nel 1977 1e due potenze firmarono sotto l'egida delle
Nazioni Unite un trattato contro la modifica del clima per scopi ostili.
Nonostante abbiano firmato, però, gli Stati Uniti stanno procedendo alla
realizzazione di un enorme complesso sperimentale per il controllo dei
fenomeni atmosferici che va sotto il nome di HAARP, in un luogo remoto
dell'Alaska. Lo dormirei meglio se un importante leader dicesse: «Tutti
parlano del tempo, ma nessuno ci fa niente».
E fosse la verità.
Chi è Sidney Sheldon
Sidney Sheldon è uno dei massimi autori di best-seller ed è anche il solo
scrittore ad aver vinto un Oscar, un Tony e un Edgar. Sul Guinnes dei
primati compare come lo scrittore più tradotto al mondo. Vive con la moglie
Alexandra tra Los Angeles e Palm Springs. Per Sperling & Kupfer ha
pubblicato molti altri avvincenti romanzi di grande successo.
Il suo sito internet è: www.sidneysheldon.com
questo testo mi è stato inviata dalla mia amica anna.. le avevo chiesto
qualcosa di carino da leggere e credo mi abbia accontentato.. lo regalo a
tutti voi.. buona lettura,
UN UOMO CHE VIENE DAL LIBANO, DICIANNOVE SECOLI DOPO
Maestro, Maestro dei cantici,
Maestro di parole mai dette,
sette volte sono nato, sette volte sono morto
dal tempo della tua visita fugace,
dall'istante fugace del nostro incontro.
Ed ecco, sono vivo ancora una volta,
a ricordare un giorno e una notte trascorsi sui monti,
quando ci alzava la tua marea.
Da allora molte terre ho attraversato, e molti mari,
e dovunque io fossi condotto, da sella o da vela,
c'era il tuo nome, come preghiera o disputa.
Benedetto o maledetto dagli uomini:
era maledizione la protesta contro una disfatta,
era benedizione l'inno del cacciatore
di ritorno dai monti
con le provviste per la compagna.
Sono ancora al nostro fianco i tuoi amici,
sostegno e conforto,
e i tuoi nemici ancora ci danno vigore e certezza.
È ancora qui tua madre;
ho visto splendere il suo volto nel volto di tutte le madri;
dondolavano culle al tocco gentile della sua mano,
quella sua mano che piega lenzuola funebri con tenerezza.
E ancora tra noi Maria Maddalena,
colei che accostò le labbra all'aceto prima che al vino
dell' esistenza.
E Giuda, uomo di dolore, uomo di ambizioni meschine, anche lui percorre la
terra;
ed è ancora preda di se stesso quando la sua fame non trova altro,
e cerca il suo io, quello grande, distruggendo se stesso.
Ed ecco Giovanni, la cui giovane età amava la bellezza:
canta, canta e non lo ascoltano.
E Simon Pietro, l'impetuoso, che ti rinnegò al fine di vivere
più a lungo per te,
anche lui siede accanto al fuoco, il tuo fuoco.
Potrebbe rinnegarti ancora, prima dell'alba di un nuovo giorno,
ma per te si farebbe crocifiggere, e si direbbe indegno di
così grande onore.
E Caifa e Anna vivono ancora il loro giorno, giudicando colpevoli e
innocenti.
Dormono sui loro letti di piume
mentre viene percosso l'uomo che hanno appena giudicato.
Ed ecco la donna che fu sorpresa in adulterio,
si aggira ancora nelle nostre città,
affamata di pane da cuocere,
e abita sola in una casa vuota.
Ed è qui anche Ponzio Pilato:
ti è ancora di fronte in timore e reverenza,
ancora ti interroga,
ma non osa mettere in gioco se stesso o provocare un popolo straniero;
ecco che ancora si lava le mani.
E ancora Roma sorregge la brocca e Gerusalemme il bacile,
e tra loro mille migliaia di mani chiedono di tornare monde.
Maestro, Maestro di poesia,
Maestro di parole pronunciate, Maestro di parole cantate,
hanno costruito templi per dare dimora al tuo nome,
e sopra ogni altura hanno innalzato la tua croce, simbolo,
segnale che guidi i loro passi indocili,
ma quella guida non conduce alla tua gioia.
È un monte, la tua gioia, al di là della loro visione,
e a loro non può arrecare conforto.
Vogliono rendere onore a un uomo che non conoscono.
Quale consolazione in un uomo come loro,
un uomo la cui gentilezza è la loro gentilezza,
dio di un amore simile al loro,
dio di pietà che è nella loro pietà?
L'uomo, il vivente, il primo uomo che aprì gli occhi e fissò il sole,
e fissò il sole senza che le sue palpebre tremassero:
a quest'uomo, non intendono rendere onore.
Non lo conoscono, e rifiutano di divenire simili a lui.
Ignoti, nella processione degli ignoti: questo vogliono essere;
e amano soggiacere al dolore, il loro dolore,
e rifuggono dal conforto della gioia.
Non cerca la consolazione delle tue parole né la loro
musica, il cuore sofferente di questi uomini.
E un'afflizione, muta e senza forma,
le rende creature solitarie con cui nessuno s'intrattiene.
Attorniati da parenti e conoscenti,
vivono nel timore, solitari;
eppure, non amano la solitudine.
Vogliono piegarsi verso oriente quando soffia il vento da occidente.
Re, così ti chiamano.
E ambiscono a far parte della tua corte.
Ti dicono il Messia,
e anche loro vorrebbero essere unti con il sacro olio.
Sì, vorrebbero vivere della tua vita.
Maestro, Maestro dei canti,
le tue lacrime erano simili alla pioggia che cade nel mese di maggio,
e ridevi come le onde spumeggianti del mare.
Quando parlasti, le tue parole furono il sussurro lontano
delle labbra di quegli uomini,
al tempo in cui il fuoco non le aveva ancora fatte ardere.
Ridevi per il midollo delle loro ossa non ancora pronto a ridere,
e piangevi per i loro occhi asciutti.
La tua voce fu padre ai loro pensieri e al loro comprendere.
La tua voce fu madre alle loro parole e al loro respiro.
Sette volte sono nato e sette volte sono morto,
e ora nuovamente vivo, e ti guardo,
guerriero tra i guerrieri,
poeta dei poeti,
re al di sopra dei re,
nudo fino alla cintura a fianco dei compagni di viaggio.
Ogni giorno il vescovo s'inchina
pronunciando il tuo nome.
E ogni giorno implorano i mendicanti:
« Per amore di Gesù,
dateci un soldo per comprare del pane ».
L'uno si reca in visita dall'altro,
ma in verità ognuno viene da te,
come l'alta marea nella primavera del nostro desiderio,
e come la bassa marea del nostro autunno.
Alto o basso, il tuo nome è sulle nostre labbra, Maestro di infinita
misericordia.
Maestro, Maestro delle nostre ore solitarie,
ovunque, tra culla e sepolcro, incontro i tuoi fratelli silenziosi:
uomini liberi dai ceppi,
figli della terra che ti fu madre e dello spazio.
Sono come gli uccelli del cielo
e come i gigli del campo.
Vivono la tua vita e pensano i tuoi pensieri,
e fanno eco al tuo canto.
Ma hanno vuote le mani,
e non sono crocifissi nella grande crocifissione.
Ed è questo, il loro dolore.
Li crocifigge ogni giorno il mondo,
li crocifigge in mille modi, in mille piccoli modi.
I cieli non ne sono percossi
e la terra non soffre dolori di parto per i suoi morti.
Vengono crocifissi, e nessuno assiste alla loro agonia.
Volgono il viso verso sinistra e verso destra,
e non trovano nessuno che prometta l'ingresso in un regno.
Ma un'altra volta e un'altra ancora si farebbero crocifiggere
perché il tuo Dio fosse il loro Dio,
e Padre loro il Padre tuo.
Maestro, Maestro d'amore,
la principessa attende la tua venuta nella stanza colma di fragranze,
e la sposa nubile ti attende nella gabbia,
e per le strade della sua vergogna ti attende la prostituta in cerca di pane
e nel chiostro la monaca, che non ha marito;
e la donna che non ha figli ti attende, alla finestra,
dove il ghiaccio disegna una foresta sui vetri:
lei ti ritrova in quelle simmetrie,
e si sente tua madre, e si consola.
Maestro, Maestro di poesia,
Maestro dei nostri desideri muti,
freme il cuore del mondo mentre pulsa il tuo cuore,
freme, ma non s'infiamma al tuo canto.
Siede tranquillo, il mondo, in ascolto, e la tua voce lo delizia,
ma non lo fa balzare in piedi
a scalare le vette dei tuoi monti.
Agli uomini piace sognare i tuoi sogni, ma non destarsi alla tua alba,
e la tua alba è il loro sogno più grande.
Amano vedere con i tuoi occhi, gli uomini,
ma non trascinarsi al tuo trono.
Eppure molti sono stati posti sul trono in tuo nome,
e hanno ricevuto sul capo la mitra del tuo potere,
e con l'oro della tua venuta
hanno fatto corone per il loro capo e scettri per le loro mani.
Maestro, Maestro di luce,
i tuoi occhi sulle dita dei ciechi, che sfiorano cercando; ma tu sei ancora
disprezzato e irriso,
uomo troppo debole per essere Dio,
Dio troppo uomo per suscitare adorazione.
E i loro riti e i loro inni,
il rosario, il sacramento: tutto per il loro io prigioniero.
Tu sei il loro io lontano, il loro grido remoto, e la loro passione.
Ma tu, Maestro, Cuore celeste, Cavaliere del sogno più bello,
tu ancora percorri questo giorno;
né archi né lance fermeranno i tuoi passi.
Tu passi attraverso le nostre frecce,
sorridi volgendo lo sguardo su di noi,
e tu, il più giovane di tutti,
sei padre a noi tutti.
Poeta, Poeta dei cantici, Cuore grande,
possa il nostro Dio benedire il tuo nome,
e il grembo che ti ha custodito, e il seno che ti ha allattato.
E possa Dio concedere il perdono a ognuno di noi.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Pessano, 28 - 1 - 05
LEGGENDA DELLA DANZA DI LUNA
di Lucia
Molti anni or sono Luna era alta nel cielo..
Il suo cuore triste lacrimava..
Cosi decise di abbandonare il cielo e andare a vivere sulla terra.
Chiese ad una stella di donarle due piccole ali per raggiungere la terra.
La stella subito esaudi' il suo desiderio..
Luna viaggiò molto.
Finalmente dopo molti mesi toccò terra.
La sua anima era ancora triste,
iniziò a correre veloce nel bosco scuro..
I suoi occhi non volevano vedere e le sue orecchie non volevano sentire..
La strada era faticosa, salite discese, torrenti da attraversare, alberi sui
quali camminare, ponti traballanti con grandi burroni , funi pericolanti, molti
sassi grandi e piccoli sui quali camminare..
Inciapava tante volte, ma prosegui'.
Iniziò a piovere molto forte
Si creò molto fango, ma lei era coraggiosa.
Cadde e rialzo più volte .
Capi di lasciarsi andare a quel percorso senza timore.
Cosi iniziò a strisciare ,
era molto forte ,
strisciò come un serpente.
Sapeva che sarebbe stata l'unica strada per salvarsi....continuando a
strisciare
entrò in un tunnel scuro dove incontrò molti animali in viaggio come lei..
Civette, Orsi, Lupi, Pipistrelli, Ragni, Lontre..
Tutti incitavano Luna a proseguire il suo Viaggio..
Luna gridava , piangeva.
Era disperata voleva andare via di li,
voleva la Luce più di ogni altra cosa..
E nuovamente si lasciò trasportare..
Mille emozioni attraversavano la sua forte anima..
Usci dal tunnel, corse ancora disperata.
Poi all'improvviso si fermò.
Si guardò intorno.
Respirò profondamente.
Chiuse gli occhi.
Iniziò a danzare.
Una magica Danza.
Mai vista neppure dagli spiriti.
Si udivano in lontananza molti tamburi.
Gli spiriti del luogo videro Luna.
Si radunarono tutti e copiarono la danza..
Tutto il bosco era invaso da spiriti danzanti..
Luna danzava come il vento senza fermarsi neppure per prendere fiato, gridava,
piangeva e rideva.
Venne risucchiata completamente dalla Danza,
formando intorno a se una gigante sfera argentata che scoppiò creando
una miriade di piccole luci che invasero l'Universo intero,
formando tantissime stelle e giochi di colori infiniti.
Nessuno sa se la sua Danza fosse di dolore o di gioia.
Luna vive profondamente senza usare parole.
La leggenda vuole che da quel giorno molte popolazioni si riuniscono per donare
alla Luna la loro Danza.
Si dice che qualcuno si trasformi ancora in Stella e che porti ovunque
nell'Universo questa Danza..
***
Danza infinita anima..
Danza e Viaggia.
Dovunque tu sia DANZA.
Per dolore o per gioia DANZA.
Che tu debba strisciare nel fango o correre nella foresta scura DANZA.
Qualunque emozione attraversi la tua anima DANZA.
Per trasformanrti in Stella e fonderti nell'Universo
DANZA...
Dono con immensa passione questa storia!
Lucia
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Lo Sciamanesimo
Mariano Romano
Sung Manitu Kota Ki Lowampi
Sciamanesimo è un termine che evoca qualcosa di misterioso, quasi inaccessibile.
Molto probabilmente lo sciamanesimo fu la prima disciplina spirituale conosciuta
sul nostro pianeta.
Esistono testimonianze visibili della pratica sciamanica in ogni luogo del
mondo. Sono tracce che risalgono agli albori dell'umanità e si possono
incontrare un po' in tutto il mondo, ad esempio in America del Nord, in
Australia, Messico, America Latina, Siberia e anche in molti luoghi d'Europa.
Attraverso i segni, le incisioni, gli oggetti o luoghi, i ricercatori hanno
imparato e conosciuto molti aspetti a proposito di sciamanesimo.
Quest'antichissima disciplina non è legata a dogmi né a religioni organizzate.
Lo sciamanesimo passa attraverso ogni forma di credenza religiosa, per
raggiungere quella parte ancestrale e profonda racchiusa nella memoria di ogni
essere vivente.
I simboli dello sciamanesimo sono primitivi e collettivi. Essi rappresentano
volti, totem, animali che hanno un significato universale, anche se sono
differenti secondo i luoghi di origine. Per molti anni sciamani e mistici hanno
custodito le loro antiche tradizioni ed oggi anche uomini e donne moderni
possono avvicinarsi a questo richiamo primordiale. In ogni essere umano è
racchiusa la memoria e la connessione con le forze della Natura.
Molte persone oggi riconoscono nello sciamanesimo una via per riappropriarsi del
profondo rispetto per la vita, per avviare processi personali di auto-guarigione
o per rendersi accessibili ad una nuova visione di sé, oltre i ritmi pressanti
di un quotidiano e di abitudini che non lasciano spazio alla Libertà.
Ancora oggi, in molti luoghi del pianeta, gli sciamani usano le loro antiche
conoscenze per guarire e portare insegnamenti al loro popolo. Molti altri si
sono aperti al mondo per trasmettere la loro conoscenza direttamente a chi
considerano pronti per riceverla. A tutte queste persone va la mia più profonda
gratitudine. In questo modo l'antica conoscenza di Madre Terra non andrà del
tutto perduta.
Lo sciamano ha accesso alla realtà non ordinaria, una realtà parallela al mondo
quotidiano e ha una costante connessione col mondo dello spirito. Egli può
viaggiare attraverso la realtà non ordinaria per avere visione e potere per
portare guarigione agli altri su ogni livello: fisico, spirituale, emozionale e
relazionale.
Lo sciamano è guaritore, sacerdote, insegnante o guida per la sua comunità. Gli
sciamani penetrano, protetti dai loro spiriti guardiani e dai loro spiriti
alleati, mondi inaccessibili all'uomo comune. Essi possono vedere dove si
nasconde la malattia, o dove si è perduta una parte dell'anima e ripristinare
l'equilibrio e la guarigione.
La Visione sciamanica
Nella mia personale esperienza ho imparato che le cerimonie tradizionali a cui
ho partecipato e partecipo tutt'oggi, nascono da una Visione Sciamanica. Oggi
diremmo Olistica oppure Universale. Una Visione, cioè, che non prevede l'Essere
Umano separato dal resto della Creazione. Che non considera l'uomo frazionato e
separato in corpo fisico, mente, emozioni e spirito, ma come l'intero di questi
aspetti.
Nella Tradizione Lakota, un giovane sale sulla montagna per la sua prima Ricerca
della Visione (a digiuno di acqua e cibo) per incontrare lo Spirito, il
Creatore, Dio, nel silenzio e nella preghiera.
Più volte, nel corso di una vita, bisogna salire sulla montagna secondo questa
Tradizione.
Egli comunica con la Natura. Può ricevere risposta, consiglio, direzione.
Alberi, sassi, stelle, vento, nuvole, animali sono le infinite manifestazioni
del Creatore.
Salire sulla montagna è un'opportunità per incontrare lo Spirito. Non esiste
separazione tra l'uomo e l'albero o qualsiasi altra forma di vita. Egli diventa
profondamente Uno con ogni cosa.
Anche nella nostra storia esistono uomini che parlavano con arbusti in fiamme
nel deserto, che ricevevano le indicazioni dallo spirito andando sulla montagna
o che parlavano con gli animali.
Anche noi un tempo, grazie ai nostri Profeti, Padri e Antenati, avevamo una
visione sciamanica, circolare, unita spiritualmente con ogni altra forma di
vita: visibile e invisibile.
Purtroppo, oggi, abbiamo perduto quella visione sciamanica per poter parlare o
ascoltare un albero, il vento o una pietra. Siamo separati da ciò che ci
circonda, ci sentiamo soli e portiamo una ferita nella nostra anima.
Anche questa, forse, è una delle ragioni per cui siamo così attratti dalle
Tradizioni spirituali di questi popoli: portano un sentire che interiormente ci
risuona con nostalgia.
La spiritualità è patrimonio individuale di ognuno e lo sciamano non è
l'interprete tra Terra e Cielo per altre persone, ma è colui che permette di
accedere a quello spazio sacro che è in ognuno, affinché vi sia comunicazione
attraverso il proprio spirito:
"Mitakuye Oyasin"
La ricerca della visione
(Hanblecha)
L'Hanbleceya è uno dei sette riti della spiritualità Lakota-Sioux ed era in uso
ancor prima che la "Donna Bisonte Bianco" donasse la Chanupa (la Sacra Pipa) al
popolo Lakota.
Il "pianto per avere una visione" è un modo molto importante di pregare: è il
rito centrale di tutta la spiritualità Lakota. Per mezzo della ricerca della
visione questo popolo ricevette molte buone indicazioni e altri riti. Tutti
possono fare la ricerca della visione.
Ciò che si riceve dall'esperienza dipende da una persona all'altra. Sono gli
uomini e le donne destinati e di grande levatura spirituale a ricevere grandi
visioni. Grandi uomini, leader spirituali, guaritori, capi nazione, portarono a
termine molte ricerche della visione, spesso anche più di una all'anno e in
condizioni climatiche difficili e molto dure. Da ogni visione ricevettero potere
e divennero sacri.
Ci sono molte ragioni per salire sulla montagna per il proprio pianto per
ricevere una visione. Ad esempio per ricevere coraggio e connessione prima di
una Danza del Sole. Oppure prima di scendere sul sentiero di guerra. Veniva
anche fatto per ricevere una grazia da Tunkashila, per un parente ammalato o per
ringraziare per un dono mandato dal Grande Spirito.
La ragione di base, comunque, è che la ricerca della visione aiuta a unire se
stessi con il Tutto. Permette di vedere le proprie relazioni in una diversa
prospettiva. Offre nuove motivazioni per iniziare progetti. Oppure dona
chiarezza dove c'è confusione sulle scelte da compiere o la direzione da
seguire. Aiuta a riconoscere che ogni cosa è "collegata" e quindi "imparentata"
con noi stessi.
Chi sceglie di fare il "pianto per la visione" si rivolgerà ad una persona di
conoscenza offrendogli del tabacco e chiedendo aiuto e guida per la propria
ricerca della visione. In genere questo accadeva nel tepee, che spesso era luogo
di riunioni, consigli e insegnamenti.
Il ricercatore trascorrerà il periodo necessario alla propria ricerca in totale
digiuno di cibo e acqua. Gli aiuti e i messaggi del Grande Spirito arrivano
spesso sotto forma di animali. Una formica o un'aquila possono portare una voce,
una frase, un messaggio del Grande Spirito.
Bisogna essere purificati ed in silenzio per aver la concentrazione e ricevere
Tunkashila. Se si riceve la Visione non si hanno dubbi: non è un sogno, essa è
inequivocabile.
La ricerca può essere ripetuta molte volte: Tunkashila è sempre lieto di
incontrare qualcuno che lo sta cercando con cuore puro e innocente.
Può anche darsi che alla prima ricerca della visione non giunga nessun messaggio
o visione dal Grande Spirito. Molto dipende dalla persona, dalla sua natura e da
come si è preparata e purificata per poter ricevere la visione.
I messaggi del mondo esterno a volte distolgono l'uomo dalle proprie mete e
compiti.
La ricerca della visione permette di raccogliersi con se stessi. Lontano dai
ritmi e dalle abitudini della vita di tutti i giorni è possibile recuperare i
propri ritmi, il contatto con la natura e riconciliarsi con sé e con gli altri.
L'Hanbleceya aiuta a trovare la direzione nella vita e la propria visione per
"danzarla" con bellezza. Va fatta ogni volta che si è confusi e si cerca
chiarezza e ispirazione.
E' un'esperienza di libertà e connessione, per sentirsi nel
Mitakuye Oyasin
(Tutto è collegato)
Sentiero sacroMitakuye Oyasin!
La Via che cammino mi ha insegnato che devo camminare.
Durante il percorso ho incontrato aspetti duri e scomodi, ho intravisto nuovi
territori.
Ho partecipato alla mia morte, ho assistito alla mia nascita.
Mi sono accorto di quanta bellezza ci sia intorno e che per molto tempo non l'ho
vista.
Ho imparato che ogni cosa, su questa Terra, vive e che tutto è collegato.
Ho sentito le mie ali e ho volato come l'Aquila.
Ho imparato a pregare.
Ho sentito la voce degli Antenati che mi chiamavano e ho pianto.
Ho provato dolore e pena. Mi sono sentito piccolo e immeritevole.
Prego, sudo e danzo.
Ho sentito l'appartenenza al mio popolo e la compassione per la vita.
Ho imparato che il giudizio, il pettegolezzo , la volgarità e l'odio fanno male
allo spirito e portano la separazione tra le persone.
Ho capito che nulla è stato inutile finora nella mia vita, neanche i momenti più
bui e di solitudine.
Oggi so che posso ringraziare per questo.
Grazie a Te, Madre Terra e a Te Aquila.
Mi sono sentito accanto ad ogni forma di vita e ogni suo respiro accanto a me.
Ho provato stupore, quando ho seguito la voce degli Spiriti e ho scoperto una
nuova faccia di me stesso.
Grazie ai miei insegnanti.
Mi hanno insegnato ad essere gentile e a non far sentire nessuno sbagliato.
Grazie a chi mi ha ospitato e onorato della sua presenza e del suo amore.
Durante il mio percorso ho incontrato sfumature dello spirito, molte ancora sono
celate ai miei occhi e mi affido a Te, Tunkashila, per avere occhi, orecchie,
cuore e ali per riconoscerle come Tu vuoi che le riconosca.
Grazie a questa Via così insondabile, così lunga da non vederne mai la fine e
che così generosamente mi accoglie, mi guida e mi permette ancora di camminare.
mitakuye oyasin
Sung Manitu Kota Ki Lowampi
"A TE CHE LEGGI DOLCE AMICA / AMICO..
POSSANO GLI SPIRTI GUIDARTI SEMPRE"
CON AMORE
LUCIA
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Lo stato della tua mente forma il tuo modo di pensare, di sentirti, di
comportarti e di agire. Se conosci il segreto per accedere ai tuoi stati
emotivi e mentali più potenti puoi compiere cose straordinarie. Quando sei
nello stato mentale giusto, le idee e l’abilità scorrono con facilità. Fai
“EMOTIONAL FITNESS” ogni giorno: esercitati a cambiare il tuo stato mentale.
Roberto Re
"Cercate di completare le cose eccellenti ed amabili che sono state lasciate
incompiute dalla maggior parte delle persone. Date doni di amore e di pace a
coloro i quali vennero dagli altri ignorati."
(Paramahanasa Yogananda)
“Non è quello che ti succede che determina il tuo futuro, ciò che conta è
cosa ne fai”
Jim Rohn
"In tempo di sventura, io udii la tua voce dire: "il sole della Mia
Protezione splende egualmente sulle tue ore più luminose e su quelle più
nere. Abbi fede e sorridi! La tristezza è un'offesa contro la natura dello
spirito, che è perfetta gioia. Fai che la Mia luce che trasforma la vita
apparisca attraverso la trasparenza dei sorrisi. Con l'essere felice, mio
pargolo, tu piaci a Me".
Paramahansa Yogananda
Per avere successo per prima cosa devi credere di potere realizzare ciò che
vuoi. E’ importante la tua volontà di tentare e la fiducia che riponi in ciò
che credi di poter fare. L’unico vero limite di creare il domani che vuoi
sono i dubbi che hai oggi. Solo nel momento in cui cominci a credere di
potere ottenere ciò che desideri questo succederà.
Roberto Re
"Voi avete la forza di danneggiarvi, o farvi del bene. Se non stabilite di
essere felici nessuno può farvi felici. Non biasimate Dio per ciò! E se voi
stabilite di essere felici, nessun altro può rendervi infelici... Siamo noi
che facciamo la vita quello che è."
(Paramahansa Yogananda)
“Cambiando i tuoi pensieri puoi cambiare la tua vita.”
Brian Tracy.
"Dio è egualmente presente in tutto, ma Egli si esprime più definitamente
nel cuore delle persone leali, spiritualmente elevate, che pensano
unicamente a Lui. Attraverso la vostra lealtà a Dio voi potete stabilire la
vostra unità con Lui. La lealtà attira l'attenzione divina. Così, quando le
tempeste della vita incalzano, e le onde delle esperienze vi sballottano,
potete guidare la barca della vostra vita al sicuro verso le spiagge divine
realizzando la Sua Onnipresenza."
(Paramahansa Yogananda)
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Creati fiocchi di neve
di: Massimo Bertolucci - ecplanet.net
Il dottor Cliff Reiter, matematico al Lafayette College, è riuscito a creare
fiocchi di neve incredibilmente uguali a quelli naturali a partire da soli
due parametri. Secondo il ricercatore i modelli matematici della crescita
dei fiocchi di neve esistenti sono molti, ma quasi tutti richiedono delle
equazioni troppo complicate e ogni modello fa riferimento a tanti parametri.
L'unica alternativa – secondo il ricercatore - era di individuare un modello
con parametri più semplici e che producesse fiocchi di neve esteticamente
più belli. La forma ottenuta da Cliff Reiter dalle sue simulazioni è a
“dendrite”, composta da sei steli centrali che si dividono e si
assottigliano. Questi fiocchi di neve sono stati prodotti con l'impiego di
automi cellulari, ovvero con processi matematici composti da set di regole
estremamente semplici che generano forme molto complesse nel momento in cui
si reitera l'applicazione del medesimo sistema.
Nella tecnica dell'automa cellulare viene elaborata solamente una minuscola
parte della struttura che poi viene descritta in relazione a settori già
costruiti. Nella tecnica dell'equazione differenziale invece viene descritto
tutto il fiocco di neve. I risultati della ricerca sono stati pubblicati dal
periodico “Chaos, Solitons and Fractals”.
Istituzione scientifica citata nell'articolo:
Lafayette College
Non c'è amore, dentro...
di Anonimo
Il Postino suonò due volte.
Mancavano cinque giorni a Natale.
Aveva fra le braccia un grosso pacco avvolto
in carta preziosamente disegnata e legato con nastri dorati.
"Avanti", disse una voce dall'interno.
Il postino entrò.
Era una casa malandata:
si trovò in una stanza piena d'ombre e di polvere.
Seduto in una poltrona c'era un vecchio.
"Guardi che stupendo paccone di Natale!"
disse allegramente il postino.
"Grazie. Lo metta pure per terra",
disse il vecchio con la voce più triste che mai.
Il postino rimase imbambolato con il grosso pacco in mano.
Intuiva benissimo che il pacco era pieno di cose buone
e quel vecchio non aveva certo l'aria di passarsela bene.
Allora, perché era così triste?
"Ma, signore, non dovrebbe fare un po' di festa a questo magnifico regalo?".
"Non posso...Non posso proprio",
disse il vecchio con le lacrime agli occhi.
E raccontò al postino la storia della figlia
che si era sposata nella città vicina ed era diventata ricca.
Tutti gli anni gli mandava un pacco,
per Natale, con un bigliettino:
"Da tua figlia Luisa e marito".
Mai un augurio personale, una visita, un invito:
"Vieni a passare il Natale con noi".
"Venga a vedere", aggiunse il vecchio e si alzò stancamente.
Il postino lo seguì fino ad uno sgabuzzino.
Il vecchio aprì la porta.
"Ma..." fece il postino.
Lo sgabuzzino traboccava di regali natalizi.
Erano tutti quelli dei Natali precedenti.
Intatti, con la loro preziosa carta e i nastri luccicanti.
"Ma non li ha neanche aperti!" esclamò il postino allibito.
"No", disse mestamente il vecchio.
"Non c'è amore dentro".
Guerra alla Cina passando per l’Iran?
di Marcello Pamio – 23 gennaio 2005
da disinformazione.it
Stiamo ancora assistendo - per quel poco che i media controllati ci fanno
vedere - ad una guerra di occupazione illegittima (che sta provocando
centinaia di migliaia di morti civili) da parte di una amministrazione
guerrafondaia, e gli stessi neoconservatori statunitensi pensano già ad un
nuovo intervento armato in Iran! Questa volta basta dittatori o ex
collaboratori come Saddam Hussein, adesso i capri espiatori sono gli eredi
dello Scià di Persia, o quello che ne è rimasto.
Con la solita tiritera del terrorismo, dei nemici, dell’asse del male, gli
estremisti di destra che controllano e manovrano il burattino Walker Bush,
lo hanno fatto intendere chiaramente. Sentite cos’ha detto uno dei più
potenti e pericolosi neocon, Donald Rumsfeld, alla riunione degli Stati
Maggiori: “Questa è una guerra contro il terrorismo e l’Irak è solo una
delle campagne. La prossima campagna sarà quella contro l’Iran”(1). Avete
letto con attenzione le parole del falco? Il vero responsabile della
imbarazzante oltreché fallimentare gestione militare dell’Irak per non
parlare degli abusi e delle torture nelle carceri, invece di essere
incriminato per crimini di guerra e contro l’umanità, ha visto aumentare il
suo potere decisionale a tal punto da istituire lo Strategic Support Branch,
cioè una nuova agenzia di intelligence (spionaggio) direttamente alla sue
dipendenze (2). Una specie di CIA dall'autonomia molto più ampia controllata
da Rumsfeld!
Quasi all’unisono, la neosegretaria dello Stato, Condoleezza Rice, di fronte
alla Commissione esteri del Senato ha elencato nove avamposti della
tirannia, compresi Cuba e ovviamente l’immancabile Iran. E per essere sicuri
che la propaganda mediatica faccia il suo corso, il vicepresidente - nonché
vero controllore di Walker - Dick Cheney, ha dichiarato ai media che l’Iran
si trova in cima alla lista nera!
Lo avevamo già detto a suo tempo in queste pagine che l’Iran rientra nelle
mire militari statunitensi, tentando anche di spiegarne le possibili
motivazioni. Naturalmente le centrali nucleari e il pericolo atomico non c’
entrano assolutamente nulla, come non c’entravano nulla le armi di
distruzione di massa di Saddam Hussein con l’invasione militare. Il motivo -
se non crediamo alle coincidenze - è presto detto: tre stati dell’OPEC:
Irak, Iran e Venezuela, intorno all’anno 2000 avevano iniziato a scambiare
il petrolio non più in verdi dollaroni, ma bensì in euro.
Sembra una sciocchezza, vero? Ma questo è uno smacco per la stabilità
economico-energetica dello Zio Tom incommensurabile. Forse non tutti sanno
che il paese dell’American Dream, nonostante i film e telefilm che ci fanno
vedere una realtà inesistente, sta passando un periodo non certo roseo dal
punto di vista finanziario. Per intenderci, il debito estero è dell’ordine
del cinque per cento del PIL e il dollaro e sopravalutato almeno del 40% (il
capo economista della Morgan Stanley, Stephen Roach, da mesi mette tutti in
guardia contro una possibile forte recessione) (3).
Non solo, gli Stati Uniti producono ogni giorno 7.177.000 barili di petrolio
(4) e ne consumano però, sempre ogni giorno, 19.633.000 (5). Questi 12
milioni e passa di barili di petrolio che mancano all’appello, da qualche
parte dovranno pure andarseli a prendere, o no?
La fortuna degli Stati Uniti d’America è che il petrolio dell’OPEC viene
scambiato in dollari, il che significa che ogni paese del pianeta deve
acquistare dollari per potersi rifornire dell’oro nero. Questa ovviamente è
una manna dal cielo. Se un giorno però i paesi dell’OPEC decidessero di
incamerare euri al posto di dollari, cosa accadrebbe all’economia americana?
Qualcuno ipotizza un crollo paragonabile a quello del ’29!
Questo allora potrebbe spiegare il tentativo di colpo di Stato in Venezuela
nel 2000, e l’attacco illegittimo e senza motivazioni apparenti all’Irak nel
2003. Alla lista manca adesso lo stato canaglia dell’Iran, e infatti in
questi mesi, si è trasformato magicamente nel pericolo numero uno per la
sicurezza mondiale a causa delle armi atomiche di distruzione di massa.
La serietà del progetto militare statunitense in Medio Oriente e il suo vero
motivo è stato denunciato pubblicamente persino da Hans Blix. L’ex capo
degli ispettori dell’ONU ha spiegato che siccome gli Stati Uniti non
conoscono la localizzazione degli impianti si tratterebbe di un “intervento
militare punitivo e non preventivo”. Perché punitivo, se non per far pagare
l’affronto all’America?
In questa ottica, la guerra in Irak si può interpretare anche come una
guerra all’euro, e cioè una guerra all’Europa intera: a noi. Sorge allora il
sospetto che la banca centrale privata statunitense, la Federal Reserve,
stia mantenendo appositamente il dollaro basso rispetto all’euro per evitare
da una parte il collasso economico statunitense e dall’altra per non
favorire l’euro come moneta di scambio per il petrolio: infatti un euro
forte non è invitante ai paese aderenti all’OPEC!
Tornando al discorso dell’intervento armato in Iran, è bene precisare che
sorgeranno alcuni problemucci di non poco conto per gli eventuali
assalitori. Primo l’Iran è completamente diverso dall’Irak dal punto di
vista geografico: la sua superficie è di oltre 1.600.000 chilometri
quadrati, contro solamente 438.000, quindi è tre volte e mezzo più grande.
Per non parlare dell’esercito: l’Iran possiede il nono esercito mondiale con
513.000 soldati regolari e 350.000 riservisti (6). E infine si devono tenere
in considerazione anche i recentissimi scambi commerciali (contratto da
100miliardi di dollari in gas naturale per 25 anni) tra Cina e Iran, che
fanno ipotizzare uno scambio militare (aiuti nella difesa: armi, esercito,
ecc.) tra il gigante comunista e lo stato canaglia.
Per tanto uno scontro armato con l’Iran è indirettamente un conflitto
economico con la Cina!
Questo ahimé avvalora l’ipotesi geostrategica secondo la quale il vero
nemico americano sarebbe proprio il regno dell’ex Imperatore Giallo: d’
altronde dopo il crollo dell’Unione Sovietica, chi poteva prendere il suo
posto se non la Repubblica popolare cinese?
All’epoca maccartiana, i nemici avevano un colore ben per preciso: il rosso;
adesso in piena epoca neocons, il nemico non ha colore, ma è tutto quello
che va a minare gli interessi economici e/o energetici degli Stati Uniti d’
America. La Cina è un grossissimo problema! La sua economia viaggia a ritmi
da incubo, e il mondo è inondato da prodotti marchiati CE, che non è il
marchio della Comunità Europea ma bensì l’acronimo di Chinese Exportation
(leggere per credere!).
E’ per questo che Wall Street non dorme sogni tranquilli…
Cosa succederà quando un miliardo e mezzo di cinesi, vorranno anche loro una
o due macchine per famiglia? Dove andranno a reperire il petrolio o il gas
per un simile mostruoso fabbisogno?
Questo forse spiega la misteriosa apparizione della SARS, la cui ridicola
mortalità - amplificata esageratamente dai media - ha avuto come risultato,
essenzialmente il blocco dell’economia orientale per qualche mese; e l’
attuale costruzione di basi militari americane in pieno Sud-Est asiatico
(anche in quelle devastate dal maremoto! Sic.), cioè vicinissime alla Cina.
Dal punto di vista socio-culturale invece, è già al lavoro il neocon magnate
australiano dei media Rupert Murdoch, il quale ha già iniziato - grazie alla
sua News Corporation - a sparare dentro le case dei cinesi soap-opere,
reality show, giochi a premio, pop music e simboli della globalizzazione
come Nike e McDonald's (7)...Un programma che noi conosciamo molto bene,
vero?
Tutto questo fa pensare ad un ben piano strategico: economico di
rallentamento, militare di contenimento, sociale e/o massmediatico di
condizionamento…
[1] The New Yorker, 24 gennaio 2005
[2] Washington Post, 23 gennaio 2005
[3] Affari e finanza, 24 gennaio 2005
[4] The Economist, “Il mondo in cifre 2004”. Internazionale
[5] Idem
[6] Idem
[7] La Repubblica, 24 gennaio 2005
IL SENTIERO DELLO YOGA
di Rohini Devi
Lo yoga è la scienza che da millenni è riuscita ad analizzare e a definire,
meglio di ogni altra, la mente umana, scoprendone i meccanismi psicologici
più profondi e complessi e riuscendo a spiegare, attraverso un'analisi
sempre precisa, il comportamento e le reazioni dell'individuo in ogni
situazione specifica della vita.
La mente dell'uomo presenta due aspetti opposti e contrastanti: da una
parte è attirata verso la ricerca della propria natura divina, spinta in
questa direzione da un innato bisogno spirituale che prima o poi affiora nel
naturale processo evolutivo. Sotto questo profilo, la mente diventa il mezzo
unico, lo strumento indispensabile che l'uomo possiede per compiere un
progresso spirituale. Allo stesso tempo, essa rappresenta l'ostacolo più
forte da smontare per percorrere il cammino dello yoga, in quanto, per sua
natura, è anche fortemente attirata verso tutto ciò che è apparente e
illusorio.
Anzi, secondo la concezione che considera maya, l'illusoria realtà
empirica contrapposta al Brahman, l'unica vera realtà, la mente stessa è
illusoria: il suo contenuto, i pensieri, i desideri, i sogni sono solo
apparenti. Allo stesso tempo però la mente, da un punto di vista relativo,
esiste, ha un forte potere e ha una precisa struttura: manas, la mente
ordinaria, buddhi, l'intelletto superiore che ha la facoltà di discernere,
ahamkara, l'ego che determina l'individualità e citta, la mente inconscia
dove vengono immagazzinate tutte le impressioni, frutto delle percezioni
sensoriali, le memorie legate alle esperienze accumulate nel corso delle
innumerevoli esistenze.
I grandi maestri, fin dall'antichità, hanno fatto luce sulla struttura
mentale dell'individuo per offrire i mezzi di reintegrazione, mettendo in
evidenza gli ostacoli maggiori che si incontrano sulla strada yogica, che
nascono non dall'esterno, bensì all'interno dell'uomo. Il desiderio viene
visto come il freno più forte, che impedisce all'uomo di staccarsi dalle
cose mondane, di uscire dal vortice dell'esistenza, ed è considerato come la
causa incessante di tutte le vritti della mente.
Negli Yogasutra, cinque diversi tipi di vritti sono classificati e
definiti molto chiaramente da Patanjali.
La parola vritti è tradotta come "modificazione, movimento, attività,
onda", intendendo con questo termine le diverse condizioni della mente
quando è distolta dalla sua natura reale e si identifica negli oggetti che
percepisce, assumendone la forma.
L'insegnamento degli yogi, dei saggi, delle sacre scritture, indica
1'avidya, l'ignoranza, il non conoscere la vera natura divina dell'uomo,
come la causa unica che genera il desiderio il quale, a sua volta, produce
attaccamento.
Il desiderio crea disturbo, compare nella mente conscia e, finché non
viene soddisfatto, crea tensione e sofferenza; al suo appagamento segue una
breve tranquillità fino al sorgere di un altro nuovo desiderio.
Anche quando la mente sembra apparentemente in uno stato di quiete, i
desideri sono presenti nell'inconscio: a livello latente, pronti a
riaffiorare.
L'azione di purificazione, che chi intraprende la strada spirituale deve
affrontare, ha lo scopo appunto di liberare la mente, eliminando le cause di
disturbo per permettere alle energie spirituali più sottili di fluire.
Analizzare la propria natura con atteggiamento critico porta a intravedere
gli attaccamenti agli oggetti e alle persone che ci circondano da cui ci si
sente naturalmente attratti. L'attaccamento crea una catalizzazione dei
pensieri così forte che non consente alla mente, che ne resta completamente
assorbita, di spaziare oltre e produce l'alternanza di piacere, quando si
gode dell'oggetto del desiderio (raga) e di dolore quando questo viene a
mancare (soka).
Attrazione e repulsione (raga e dvesa) costituiscono la coppia di opposti
che lega l'individuo agli oggetti sensoriali, condizionandone fortemente la
vita.
Di solito l'uomo, dominato da questa alternanza, è attratto con intensità
da oggetti e persone, verso i quali, trascorso il momento di coinvolgimento
e passione, nutre per lo più sentimenti di insofferenza e di rifiuto.
Non sempre, a causa dell'ego, si riescono a riconoscere i propri
attaccamenti ed è per questo che l'azione del Maestro è così importante,
perché mette a nudo la psiche tendenze più nascoste a emergere, quelle
tendenze che da soli non si riuscirebbero a scoprire e, ancora meno, a
superare.
La lotta contro gli attaccamenti è lunga e difficile in quanto, anche
quando si riesce con uno sforzo enorme a eliminarne uno, in realtà si cambia
solamente l'oggetto dell'attaccamento perché, poco dopo, la mente sposta
l'attenzione su un altro oggetto e si ricrea e si ripete lo stesso
meccanismo.
Nel momento in cui si decide di dare alla propria vita uno scopo
spirituale ed evolutivo, ha inizio la battaglia interiore contro le tendenze
negative, battaglia che deve essere affrontata con forza e decisione anche
quando ciò crea sofferenza: questa è la sadhana necessaria per superare
l'ego. Solitamente, purtroppo, si tende a essere indulgenti con se stessi, a
trovare facili e comode giustificazioni e, quando ci si dimostra così
deboli, sono ancora la mente e l'ego che trionfano.
La mente comune è completamente assorbita nel movimento incessante dei
desideri che può esaurirsi solo quando si smuove la loro radice. Ciò si
ottiene quando si comprende che in realtà niente ci appartiene e che, per il
naturale movimento della vita. ciò che possediamo oggi non è detto che
l'avremo anche domani, che tutto ciò che ci circonda è effimero e che la
vera realtà è un'altra, celata sotto le sovrapposizioni della maya.
E' sempre il potere della maya che ci rende inconsapevoli dei continui
mutamenti che si verificano in noi e intorno a noi.
L'attaccamento a se stessi, che si esprime con atteggiamenti negativi di
orgoglio e di presunzione, di desiderio di affermazione di sè, di
rafforzamento della propria identità e con il bisogno di gratificazione,
costituisce un notevole ostacolo. Come anche l'attaccamento al corpo fisico
che si rileva con la paura delle malattie, della vecchiaia e della morte.
Persino gli attaccamenti apparentemente più banali incidono profondamente
sul nostro inconscio, rafforzano il nostro ego, influenzano anche le vite
successive, creando la nascita di nuovi samskara che determineranno nuove
incarnazioni.
Anche il coinvolgimento emotivo, sentimentale, affettivo, su cui si
fondano i rapporti interpersonali, crea piacere e felicità, ma pure dolore e
sofferenza, quando non si è in grado di essere impersonali e alla base c'è
desiderio e senso del possesso.
Uno dei metodi yoga per superare tali ostacoli consiste nello sviluppare
tendenze positive per sostituire quelle negative, meditare sull'opposto di
ogni impulso per render più debole la forza che
alimenta gli aspetti più bassi della nostra natura. "Quando la mente è
turbata da pensieri scorretti, la ponderazione costante sugli opposti
costituisce il rimedio". (YS. I. 33) Questo richiede una grande forza di
volontà del sadhaka e una forte applicazione, ma è l'unico mezzo efficace
per sconfiggere pensieri, abitudini, tendenze negative: la concentrazione
sui loro opposti fa sorgere attitudini positive che, sviluppandosi, tolgono
intensità alle tendenze indesiderate.
E' necessario spostare l'attenzione dagli oggetti esterni verso se stessi,
raccogliersi sulla propria reale identità, ricercare una gioia interiore,
molto più stabile rispetto alla felicità che deriva dall'esterno, soggetta a
inevitabile alternanza con il dolore, data l'instabilità delle situazioni
che la vita offre.
La disciplina yoga permette di modificare il contenuto della mente,
rendendola capace di percepire un'altra realtà oltre quella sensoriale e di
diventare strumento di conoscenza.
Il saggio Vasista, nei suoi insegnamenti al principe Rama, spiega che per
realizzare l'Assoluto è indispensabile liberare la mente, sviluppare lo
stato di contentamento, santosha, creando la calma e la pace mentale.
Rammenta inoltre al suo discepolo che l'affollarsi dei desideri serve solo a
riempire la mente con la vanità della loro natura che è la causa di tutte le
afflizioni.
Un atteggiamento corretto è quello di vivere il momento presente, senza
attaccamento al passato, alle cose che non esistono più se non come
impressioni nella memoria e senza aspettative verso ciò che deve ancora
avvenire: il futuro che si svolgerà, per effetto karmico, in base alle
azioni presenti, ma che potrà avere uno svolgimento imprevedibile perchè
molte e complesse sono le cause che concorrono a determinarlo.
Anche chi intraprende la strada spirituale, pur lasciandosi alle spalle
tante abitudini e strutture mentali negative, si ritrova a dover affrontare
ancora attaccamenti, senz'altro più positivi, che possono essere di aiuto,
di stimolo per la crescita evolutiva: l'attaccamento al Maestro, a un luogo
sacro, alla propria sadhana. Ma anche questi attaccamenti producono
condizionamenti, aspettative, conflitti e sofferenze finchè non si riesce a
superare il senso di separazione, frutto della maya che crea le differenze.
Solo sviluppando la sensibilità e l'apertura mentale, ci si può sentire in
unione con ogni essere e forma vivente e intravedere Dio in ogni cosa, in
quanto la manifestazione è contenuta nella coscienza stessa, è una sua
espressione. Prima di raggiungere la soppressione dei desideri, traguardo
molto avanzato, è giusto lasciare spazio a dei desideri puri, più elevati,
come il desiderio di realizzazione che è un desiderio sattvico perchè dà la
giusta spinta al sadhaka per canalizzare tutte le sue energie verso un'unica
direzione.
Solo lo yogi, l'essere evoluto, può essere definito veramente libero dal
desiderio e dall'attaccamento; la sua azione è detta perciò niskamakarma,
cioè azione esente da desiderio e che non produce altro karma. Ciò avviene
perchè egli possiede viveka, la facoltà di discriminare ciò che è giusto da
ciò che non lo è, ha rinunciato al mondo, ha realizzato il vairagya che è il
completo distacco e l'assenza di qualsiasi attrazione dagli oggetti che
producono piacere.
"La consapevolezza della padronanza perfetta dei desideri, nel caso di chi
abbia cessato di anelare agli oggetti visibili e non visibili, è il
vairagya." (YS.1. 15.)
La via della liberazione che nasce dal distacco dal mondo porta lo yogi
verso il bene e la conoscenza ed è la via evolutiva, contraria alla via
involutiva dell'ignoranza spirituale e dell'identificazione nel mondo.
Nello Yogavasista, si racconta che un giorno il Dio Siva di fronte a un
sovrano, afflitto dalle sofferenze e dalle passioni umane, pronunciò queste
parole: "E’ detto essere il più grande nell'azione colui il quale compie le
azioni così come si presentano, senza mostrare piacere o desiderio di
fruizione. E' detto eseguire bene la sua parte colui che non è toccato
emotivamente da persona o cosa alcuna, ma guarda a ogni oggetto come un
testimone ".
Lo yoga offre i più validi mezzi per operare la trasformazione della mente,
ma ciò può avvenire solo se l'evoluzione spirituale diventa il più
importante scopo della vita, superiore a ogni altro interesse e se a esso
vengono dedicate tutte le energie. In questo, il guru è esempio costante,
con il suo agire impersonale e distaccato, rivolto verso un'unica direzione,
la coscienza divina di cui egli è il veicolo. Non è possibile nello yoga,
come in tutte le altre tradizioni mistiche, alcun progresso senza la guida
di un Maestro che, per mezzo della sua conoscenza, può guidare il discepolo
sulla strada spirituale indicandogli i mezzi più idonei ed efficaci. Solo in
questo caso, la mente potrà veramente essere liberata facendo emergere la
vera natura divina.
Così ancora si esprime il saggio Vasista "Avvicinati al Maestro o Rama, con
fede e reverenza, ascolta ogni giorno la santa verità dalla sua viva voce,
servendolo con tutte le tue facoltà.
Un giorno riceverai per suo tramite la verità divina e sarai libero ".
LE RADICI DELLA SPIRITUALITÀ 4
da "Enciclopedia olistica"
di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli
DOSSIER SERPENTE
IL MITO DEL SERPENTE
Storia dell'archetipo del serpente, dalle civiltà neolitiche all'epoca
ariana
da Joseph Campbell ''The Masks of God: Occidental Mithology"
La Dea Madre Eva
Chiunque abbia un minimo di conoscenza dei miti della Dea Madre nei mondi
primitivi, antichi ed orientali non può non vedere che la Bibbia ne contiene
dei riscontri in ogni sua pagina, che assumono tuttavia una valenza opposta
a quella delle fedi più antiche. Nella scena di Eva e dell'albero della
conoscenza non si fa nessun accenno al fatto della, natura divina del
serpente che appare ad Eva e le parla e che è una divinità adorata in
Oriente per almeno settemila anni prima che venisse scritto il libro della
Genesi.
Al Louvre c'è un vaso scolpito, di steatite verde, con un'inscrizione del
2025 a.C. del Re Gudea di Lagash, dedicata a una tarda manifestazione sumera
di questo consorte della dea, che ha come titolo Ningizzida, "Signore
dell'Albero della Verità". Due vipere che si accoppiano intrecciate tra loro
attorno a un bastone, come nel caduceo di Hermes, il dio greco della
conoscenza mistica e della rinascita, appaiono su due porte che si
schiudono, trattenute da due dragoni alati del tipo noto come leone -
uccello .
La meravigliosa capacità del serpente di perdere la pelle e rinnovare in tal
modo la sua giovinezza gli è valso in tutto il mondo l'appellativo di
signore del mistero della rinascita
di cui la luna, con le sue fasi, rappresenta il segno celestiale. La luna è
la signora e la misura del ritmo, dell'utero, creatore di vita, e dunque del
tempo attraverso cui gli esseri viventi vanno e vengono: signora del mistero
della nascita e parimenti della morte
che sono in definitiva, due aspetti di un unico stato dell'essere.
La luna è la signora delle maree e della rugiada chela notte scende a
rinfrescare la vegetazione sui cui pascolano gli armenti. Ma anche il
serpente è il signore delle acque. Dimorando nella terra, tra le radici
degli alberi, frequentando sorgenti, paludi e corsi d'acqua, scorre
silenzioso con moto sinuoso; oppure ascende come una liana tra i rami degli
alberi, da cui pende come un frutto di morte. La suggestione fallica è
immediata e richiama anche l'organo femminile; per cui si ha un'immagine
duale che opera implicitamente sui sentimenti. Similmente duale è
l'associazione col fuoco e con l'acqua, suggerita dalla fulmineità con cui
colpisce, dai lampi della sua lingua biforcuta e dal fuoco letale del suo
veleno. Quando lo si immagina poi mentre si morde la coda, come l'uroboro
mitologico, sorge immediata l'immagine delle acque che in tutte le
cosmologie arcaiche circondano, sostengono e permeano la terra,
rappresentata come un'isola galleggiante.
I1 serpente del paradiso
Un vaso verniciato Elamico dell'ultimo periodo Sassanidico (226 641 d.C.),
mostra di nuovo l'antico guardiano dell'Albero del Mondo, attorcigliato sul
tronco. In tal forma è evidente l'aspetto minaccioso. Tuttavia come il
serpente del Paradiso terrestre
Ningizzida è in genere amichevole verso chi, con dovuto rispetto, si accosta
alle benedizioni del suo santuario.
Un sigillo accadico del 2350 - 2150 A.C visua1izza la divinità in forma
umana sul suo trono, col suo emblema caduceo alle spalle e un altare di
fuoco davanti. Alla sua presenza viene condotto un devoto, il padrone del
sigillo, seguito da una figura che porta un secchio, con un serpente che gli
pende dal capo: un servitore del dio in trono, che corrisponde ai portatori
(leoni - uccelli) della coppa di Gudea. La luna, fonte delle acque della
vita, sta sospesa sopra la coppa sollevata dalla mano del dio, da cui
l'iniziato sta per bere.
Qui l'associazione tra signore serpente, coppa dell'immortalità e luna è del
tutto ovvia; e cosi il motivo, comune a tutte le antiche mitologie, ossia la
comparsa simultanea di un dio nel suo aspetto superiore e in quello
interiore. Perché l'uomo di fatica presso la porta, che ammette o esclude
gli aspiranti, non è altro che una manifestazione del Potere della divinità
stessa. E' il primo aspetto in cui si manifesta a chi si avvicini alla sua
presenza; o, messa in altro modo, l'aspetto inquisitore del dio. Inoltre il
dio ed anche la sua forma scrutinatrice possono apparire in una o più forme,
contemporaneamente: in forma antropomorfa, teriomorfa, vegetale, celeste o
elementare, come appunto in questo esempio: uomo, serpente, albero, luna e
l'acqua della vita da individuare come aspetti di un unico principio
polimorfico simbolizzato in tutte le forme e che al tempo stesso le
trascende.
Il giardino della vita eterna
Altri tre sigilli portano questi simboli in relazione con la Bibbia. I1
primo è un elegante esempio siro
ittita, raffigurante l'eroe mesopotamico Gilgamesh in una manifestazione
duale, proprio come guardiano di un santuario, alla maniera dei leoni -
uccelli della coppa di Gudea. Ma ciò che troviamo all'interno del santuario
è una forma né umana né animale né vegetale: è una colonna fatta da cerchi
serpentini, che reca alla sua sommità un simbolo del sole. Tale palo o
pertica sta a simboleggiare il fulcro attorno a cui tutte le cose ruotano
(axis mundi) e costituisce quindi un equivalente dell'Albero
dell'Illuminazione dei buddisti, posto nel "Punto Immobile" al centro
dell'Universo. Attorno al simbolo del sole, sopra alla colonna, si vedono
quattro cerchietti, che come sappiamo simboleggiano i quattro fiumi che
scorrono verso i quattro quadranti del mondo (si confronti il Libro della
Genesi, 2:10-14). Da sinistra si avvicina il padrone del sigillo, condotto
da un leone - uccello (o cherubino, come si chiamano tali apparizioni nella
Bibbia) che nella mano sinistra porta un secchio e nella destra solleva un
ramo. Segue una dea, nel ruolo di madre mistica della rinascita, e sotto c'è
una rabescatura, un motivo labirintico che in questa iconografia corrisponde
al caduceo. Di nuovo possiamo qui riconoscere i consueti simboli del mitico
giardino della vita, dove il serpente, l'albero, l'asse del mondo, il sole
eterno e le acque sempiterne irradiano la loro grazia in tutte le quattro
direzioni e verso cui è guidato l'individuo mortale, dall'una o dall'altra
delle manifestazioni divine, verso la presa di coscienza della sua
immortalità.
In un altro sigillo, dove il mitico giardino mostra tutta la sua opulenza,
tutti i personaggi sono di sesso femminile. Le due figure che attendono
all'albero sono individuabili come apparizione duale della divinità degli
Inferi Gula - bau, i cui equivalenti nel mondo classico sono Demetra e
Persefone. La luna è direttamente al di sopra del frutto che viene offerto,
così come nel sigillo accadico stava sospesa sopra alla coppa. E chi riceve
la beneficenza, che già ha nella mano destra un ramo del frutto, è una donna
mortale.
In tal modo, vediamo che nel primo sistema mitologico del Medio Oriente
Nucleare - a differenza con quanto si verifica nel più tardo sistema
rigidamente partiarcale della Bibbia - la divinità può essere rappresentata
sotto sembianze femminili oltre che maschili, la forma qualificante essendo
semplicemente la maschera di un principio che in ultima analisi non è
qualificato, che pur essendo immanente in tutti i nomi e in tutte le forme,
le trascende.
Senza peccato
Né in questi sigilli vi è alcun segno della collera o della minaccia divina.
Non c'è assolutamente alcun senso di colpa in relazione col giardino. Il
segreto della vita è lì come una manna, nel santuario del mondo, pronta ad
essere colto. E viene offerto senza riserve di sorta a qualunque mortale che
cerchi di attingervi, con la giusta propensione e disposizione a ricevere.
Non è quindi accettabile l'interpretazione di quegli studiosi che hanno
voluto vedere nel sigillo della prima epoca sumerica la rappresentazione di
una versione sumerica della Caduta di Adamo ed Eva. Al contrario la scena è
pervasa da un'atmosfera idilliaca, nella visione molto più antica dell'Età
del bronzo, in cui il giardino è quello dell'innocenza e in cui i due
desiderabili frutti della mitica palma da datteri sono per essere colti: il
frutto dell'illuminazione e il frutto della vita immortale. La figura
femminile alla sinistra, davanti al serpente, è quasi certamente la dea Gula
Bau, (l'equivalente, come abbiamo già visto, di Demetra e Persefone) mentre
la figura maschile sulla destra che non è un mortale ma un dio, come si
capisce dalla corona con i corni della luna è certamente il suo amato
figlio - consorte Dumuzi, "Figlio dell'Abisso"; Signore dell'Albero della
Vita, l'immortale, sempre risorgente dio sumero che è l'archetipo
dell'essere incarnato.
Demetra e Plutone
Un paragone calzante sarebbe quello con un rilievo greco - romano, in cui la
dea dei misteri eleusini, Demetra, è raffigurata con il suo figlioletto
divino Plutone, di cui il poeta Esiodo scrisse: "Felice,
felice è il mortale che lo incontri nel suo procedere, perché le sue mani
sono colme di benedizioni e il suo tesoro trabocca."
Plutone su un certo livello personifica la ricchezza della terra ma in senso
più ampio è l'equivalente del dio dei misteri, Dioniso. In Mitologia
Primitiva e Mitologia Orientale ho discusso di alcune di queste divinità che
sono al tempo stesso consorti e figli della Grande dea dell'universo.
Tornando al suo seno nella morte (o, secondo un'altra immagine, nelle nozze)
il dio rinasce come la luna fa la muta spogliandosi della sua ombra, o il
serpente cambia la sua pelle. Coerentemente con questa visione, in questi
riti di iniziazione cui questi simboli erano associati (per esempio, nei
misteri di Eleusi) l'iniziato, tornando in contemplazione della dea madre
dei misteri, si distacca meditativamente dal fato della sua spoglia mortale
(simbolicamente, il figlio che muore) e si identifica col principio che
sempre rinasce, l'Essere di tutti gli esseri (il padre serpente); per cui,
in un mondo in cui si conosceva solo il dolore e la morte l'estasi viene
riconosciuta come un continuo divenire.
L'albero dell'illuminazione del Buddha
Si confronti con la. leggenda del Buddha. Quando egli si mise nel Punto
Immobile sotto l'Albero dell'Illuminazione, il Creatore dell'Illusione del
Mondo, Kama - Mara, "Vita - Desiderio e Paura della Morte", si accostò per
insidiarlo. Ma egli toccò la terra con le dita della mano destra e
secondo la leggenda - la Potente Madre Terra tuonò dieci, cento, mille
volte, dichiarando: "Ti sono testimone" e il demone sparì. Quella notte il
Benedetto raggiunse l'Illuminazione e per sette volte sette giorni rimase
assorto nel rapimento estatico, e durante questo periodo si alzò una
spaventosa tempesta. E un potente re serpente, di nome Muchalinda:
"..emergendo dalla sua tana nelle profondità della. terra avvolse sette
volte il corpo del Benedetto con le sue spire, dispiegando il suo ampio
cappuccio sulla sua testa, dicendo 'Che né il caldo né il freddo, né le
zanzare né le mosche né il vento né i raggi del sole né le creature che
strisciano si avvicinino a colui che è Benedetto!' E quando sette giorni
furono trascorsi e Muchalinda seppe che il temporale era finito, e le nuvole
disperse, ritirò le sue spire dal corpo del Benedetto e, assunta una forma
umana con le mani giunte sulla fronte, riverì l'Illuminato."
Nella tradizione orale e nella leggenda del Buddha l'idea della liberazione
dalla morte ricevette una nuova interpretazione psicologica, che tuttavia
non violava lo spirito delle precedenti rappresentazioni mitiche. I vecchi
motivi erano portati ad un'enunciazione più avanzata e ricevevano maggiore
immediatezza grazie all'associazione con un personaggio storico reale che ne
aveva illustrato il significato nella sua vita; pure rimaneva un senso di
armonia tra l'eroe ricercatore e i poteri del mondo vivente che, come lui,
alla fin fine non erano che trasformazioni dell'unico mistero dell'essere.
Così nella leggenda del Buddha, come negli antichi sigilli del Medio
Oriente, prevale un'atmosfera di sostanziale armonia dove c'è l'albero
cosmico, dove la dea e il serpente suo consorte danno ascolto al loro degno
figlio che chiede la liberazione dai vincoli della nascita, della malattia,
della vecchiaia e della morte.
Dio Padre e l'invenzione del peccato
Nel Paradiso Terrestre prevale invece una diversa atmosfera. Perché il Padre
Signore (il cui nome scritto in ebraico è Yahweh) maledice il serpente
quando viene a sapere che Adamo ha mangiato il frutto dell'albero della
conoscenza del bene e del male; e dice ai suoi angeli: "Guarda, l'uomo è
diventato simile ad uno di noi, che conosce il bene ed il male; ed ora
affinché non protenda la sua mano ed afferri anche il frutto dell'albero
della vita e lo mangi e viva per l'eternità, lo scaccerò dal Paradiso
Terrestre, a lavorare la terra da cui era stato tratto".
Così Yahweh scacciò l'uomo; e ad est del suo giardino pose il cherubino che
è un cane
uccello) e una spada fiammeggiante che girava in ogni direzione, a
protezione del cammino verso l'albero della vita. Il primo punto che emerge
da questo contrasto e che sarà dimostrato ancora in altre scene mitiche, è
che nel contesto del patriarcato della civiltà ebraica dell'Età del ferro,
del primo millennio a.C., la mitologia mutuata dalle prime civiltà
neolitiche e dell'Età dal bronzo, presenti nei territori da essi occupati, e
per un certo tempo governati, venne capovolta, dando ad ogni argomento una
valenza opposta a quella originaria.
E il secondo punto è un corollario che discende dal primo: c'è di
conseguenza un'ambivalenza in molti dei simboli fondamentali della Bibbia,
che nessuna retorica interpretazione tesa ad enfatizzare l'aspetto
partiarcale è in grado di occultare. Essi rivolgono un messaggio pittorico
al cuore che è esattamente l'opposto del messaggio rivolto alla mente; e
questa discordanza nervosa permea non solo l'Ebraismo ma anche il
Cristianesimo e l'Islamismo, perché anche queste religioni condividono
l'eredità del Vecchio Testamento.
Inoltrato da Maheswara!!
Shanti Shanti Shanti
Lucia
Si narra che Ananda, l'addetto personale del Buddha, ebbe una volta il
desiderio di sottoporsi a un lungo periodo di digiuno. In breve
s'indebolì al punto che non poteva nemmeno sedersi per meditare. Così,
infine, il Buddha gli disse: "Ananda, niente cibo, niente corpo. Niente
corpo, niente dharma. Niente dharma, niente risveglio. Perciò ravvediti
e mangia". Questa è la logica di base degli insegnamenti buddisti e
della psicologia buddista. Possiamo realmente essere decenti e sani sul
posto, non con misure estreme, ma gestendo correttamente la nostra vita
e, quindi, coltivando maitri [gentilezza e amichevolezza verso di sé].
(Chögyam Trungpa)
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
preso nel sito www.nwo.it
vorrei fare conoscere questo sito ricco
di notizie interessanti
certo sono da prendere con le pinze
ma sempre qualcosa di vero
potrebbe esserci
Crollo economico nel 2006 - 2007?
Tratto dal libro di Michel Wells Mandeville "come affrontare il crollo
economico del 2006 - 2007"
dal Capitolo 1
Top secret riservato a lettori di larghe vedute
Un'immagine scioccante del nostro futuro più probabile inizia con la
"sequenza temporale" presentata con incredibile precisione da Edgar Cayce nel
suo "ciclo economico depressivo lungo 25 anni" (vedi nota a fondo pagina). Con
una probabilità superiore al 92%, il ciclo ci mette in guardia sul verificarsi
di una depressione o di una recessione molto grave nel 2006 o 2007. Quello che
ci apprestiamo a vivere insieme è un periodo inevitabile di tensioni
eccezionali. E' un tempo straordinariamente concentrato nel quale tutto muta,
persino in questo momento.
dal Capitolo 7
Fasi del collasso imminente
Come scoperto dai suggerimenti forniti da Edgar Cayce durante gli anni
'30, è facile osservare che ogni 24/25 anni si verifica periodicamente un grave
riallineamento economico e una depressione o una forte recessione...Questo ciclo
è potenzialmente in grado di provocare una crisi economica grave quanto la
recessione del governo Reagan nel 1982, o perfino quanto la Grande Depressione
che toccò il punto minimo e iniziò a invertire la rotta nel 1933 dopo tre anni
di ristagno economico. Poiché i "problemi strutturali" odierni dell'economia
statunitense sono notevolmente più gravi rispetto a quelli del 1982 e a quanto
pare persino altrettanto gravi se non di più di quelli del 1933, il termine di
paragone più appropriato è probabilmente la Grande Depressione, che diede
origine alle riforme del "New Deal" di F.D.Roosevelt negli anni '30.
Dal Capitolo 7
Avvento
Considerato il numero esorbitante di assegni in bianco che i tecnocrati
Repubblicani al Congresso hanno consegnato a Bush e alla Fazione imperiale per
nuove spese esorbitanti nel complesso industriale militare, è probabile che i
rialzisti riusciranno a generare un aumento della produzione e dei servizi per
dare una sensazione di una ripresa..Tuttavia, con ogni probabilità questa
ripresa sarà problematica, rischiosa, incompleta, irregolare ed è comunemente
chiamata "una ripresa senza occupazione". Ne consegue che i redditi privati non
aumenteranno molto negli Stati Uniti e che la capacità di spesa continuerà a
contrarsi. Nel frattempo, il continente eurasiatico proseguirà il suo processo
di compattamento, rafforzando l'unione economica e accelerando il suo
allontanamento dagli americani sul modo di utilizzare le Nazioni Unite e i
metodi corretti per costruire la pace in Medio Oriente, oltre a un'estrema
avversione a George Bush. Lo slittamento del dollaro contribuirà ad aumentare
l'ansia collegata a questo insieme di cose. Gli europei possono aver bisogno di
elaborare un programma integrato di incentivazione economica per le proprie
economie e adottare metodi per far fronte alla perdita di esportazioni negli
Stati Uniti (che potrebbero diventare molto costose, se il dollaro statunitense
continuerà a diminuire di valore).
Nota:
Edgar Cayce e il suo "ciclo economico depressivo lungo 25 anni"
Nel 1931 Cayce descrisse un ciclo lungo di 24 o 25 anni che spiegava tutte
le più gravi recessioni e depressioni degli Stati Uniti. Questo ciclo economico
avrebbe una durata di 24/25 anni e il termine dell'ultimo ciclo in corso si
avrebbe nel 2006/2007. In una sua tabella si nota che dal 1784 ad oggi il ciclo
di Cayce ha perso solo un colpo arrivando in ritardo di 3,5 anni per la
flessione del 1833. Dal 1858 il ciclo è andato sempre a segno. Le date
significative: 1858 depressione, 1883 depressione, 1908 depressione, 1933 grande
depressione, 1958 recessione, 1982 recessione, 2006/2007 recessione o
depressione? Cayce fece centinaia di previsioni economiche e non solo, con una
percentuale di accuratezza del 92%. Questo vorrebbe dire che la previsione
dell'imminente crollo economico per il 2006/2007 è da prendere in seria
considerazione.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
per arricchire le sue conoscenze in america sono stati trovati anfori greci di
quasi 3000 anni fa ed ancora in Turchia e' stata trovata una mappa dell america
di 40 anni (piu o' meno) prima dell era di colombo
ulisse@... wrote:IL RETAGGIO DI COLOMBO
Alla scoperta della più grande operazione commerciale spagnola
A cura di Alice Avallone
Ogni autunno a Genova si celebra Cristoforo Colombo. I libri di scuola
continuano a riportare la scoperta dell’America al 12 ottobre 1492, ed
anche
in Università piace ricordare questa data. Questa storia fa
dell’ammiraglio
italiano un mito. Colombo viene finanziato dalla monarchia spagnola, dal re
Ferdinando e dalla regina Isabella, attracca per caso con tre caravelle sull
’isola di Guanahaní, poi a San Salvador, scopre un nuovo mondo,
evangelizza
la sua gente, e riporta in Europa patate, pomodori e cioccolata. Non si
legge nulla di più.
...
LA STORIA DEL FIUME
di Anonimo
Un grande fiume scendeva impetuoso dalle montagne. Con la sua forza
spostava macigni, scavava valli e tendeva verso il mare. Ma scorrendo
forte e risoluto verso la sua meta, il mare, un giorno raggiunse il
deserto, le grandi sabbie.
Il fiume cercò di attraversarle, ma le sabbie lo assorbirono. Ci
riprovò, e fu di nuovo assorbito.
Disperato, il fiume non sapeva come fare per superare l'ostacolo,
quando le sabbie, con antica saggezza, gli sussurrano: "Lasciati
andare, svanisci, diventa vapore e lasciati trasportare dal vento
oltre il deserto. Questo è l'unico modo per attraversarci. Se non
farai così diventerai una palude, un acquitrino, e morirai qui."
Il fiume non era convinto, aveva paura di perdere la sua identità
di fiume. Sicuro della propria forza, della capacità di passare
attraverso ogni cosa, di trovare risposta a qualunque problema,
riprovò e riprovò, finché dovette arrendersi. Si fermò.
Il sole del deserto lo fece evaporare e il fiume si sentì sollevare in
alto,
il vento lo portò sulle montagne e lo fece ricadere come pioggia. Il
fiume rinacque, e questa volta arrivò al mare.
Questa storia e' anche la nostra vita: come il fiume anche noi non
vogliamo dissolverci, non vogliamo dissolvere i nostri credo, la fede
nel nostro io, in ciò che pensiamo di essere. Ma se ci
impantaniamo in questo acquitrino, veniamo assorbiti dalla sabbia.
Il fiume alla fine abbandona paure e speranze, e lascia che
le cose accadano. Cessa
di opporsi, cessa di mettersi contro ciò che c'è e procede
all'unisono con esso. Non c'è più nessuna paura: c'è
semplicemente l'essere presenti a ciò che c'è, a ciò che e vero. Finchè
cercheremo un punto fermo, stabile, qualunque esso sia (amore, politica,
religione, ricchezza....) ci infliggeremo enormi sofferenze.
Perchè tutto cambia, niente è stabile !
IL RETAGGIO DI COLOMBO
Alla scoperta della più grande operazione commerciale spagnola
A cura di Alice Avallone
Ogni autunno a Genova si celebra Cristoforo Colombo. I libri di scuola
continuano a riportare la scoperta dell’America al 12 ottobre 1492, ed anche
in Università piace ricordare questa data. Questa storia fa dell’ammiraglio
italiano un mito. Colombo viene finanziato dalla monarchia spagnola, dal re
Ferdinando e dalla regina Isabella, attracca per caso con tre caravelle sull
’isola di Guanahaní, poi a San Salvador, scopre un nuovo mondo, evangelizza
la sua gente, e riporta in Europa patate, pomodori e cioccolata. Non si
legge nulla di più.
Ed invece, la storia vera è in qualche modo addirittura più interessante. L’
impresa venne sostenuta economicamente dal Vaticano, attraverso una
compartecipazione tra Papa Innocenzo VIII e la dinastia di banchieri dei
Medici, che avevano stretti rapporti commerciali e finanziari con la Santa
Sede. Forse noi italiani abbiamo trovato solo ‘altro’ nel 1492, come i Greci
scoprirono il loro ‘altro’ in Asia incontrando i Persiani, ed i Romani si
scontrarono con il loro ‘altro’ nei barbari venuti dal nord e negli invasori
venuti del sud. E forse la Spagna, più che scoprire, nascose l’America, e la
scoperta di quelle terra è stata un’invasione, la conquista un genocidio, l’
evangelizzazione un’oppressione culturale.
Ma Cristoforo Colombo non arrivò nemmeno per primo in America, anzi, aveva a
disposizione mappe con confini e distanze approssimative. Nella Biblioteca
Universitaria di Bologna, viene conservata una mappa realizzata da Grazioso
Benincasa dieci anni prima che Colombo andasse in America e che traccia
terre aldilà dell’Atlantico, Antilia e Saluaga. Tutto questo viene anche
indicato nelle biblioteche Vaticane ed in alcuni appunti del diario del
genovese, riguardanti merci che portava supponendo già cosa trovasse al suo
arrivo. E’ inesatta anche il 1492. Su di una mappa ottomana la data della
scoperta risulta l'890 dell'Era Araba, il nostro 1485. In realtà, il 1492 è
semplicemente la data della morte di Papa Innocenzo VIII, al quale si
attribuisce il merito della scoperta.
Non solo. Prima degli europei, in America arrivarono gli scandinavi.
Numerose testimonianze ci arrivano dai racconti di questo popolo, in cui si
narra dei viaggi intrapresi, delle difficoltà e delle popolazioni incontrate
nell'altro mondo. Il fatto poi che venga celebrato il Leif Ericsson Day ne è
la prova, e difatti sono stati trovati insediamenti precolombiani di fattura
nord europea. Sicuramente una nave di vichinghi, di navigatori norvegesi, ha
raggiunto le coste nord americane attorno al decimo secolo dC.
Un altro fatto singolare riguarda è il cartografo arabo Idrisi di Cordoba,
grazie il quale si ha un’ulteriore testimonianza che quelle terre erano già
conosciute dagli arabi in Spagna. Guarda caso nel 1492 vennero cacciati, e
pochi mesi dopo Colombo, tenuto sulle spine da una decina di anni negandogli
il permesso, partì. Le caravelle erano piene di perline, questo particolare
non lo ricorda nessun libro. Chi avrebbe mai potuto apprezzare doni del
genere? Altro mistero. Il suo luogotenente Pinzon, prima di salpare, si recò
a Roma a consultare gli archivi segreti del Vaticano, e cosa poteva cercare
se non mappe? E poi la tomba di Colombo, anzi, le tombe. La prima a
Siviglia, nella Cattedrale, strana e nemmeno tenuta molto in considerazione.
La seconda a Santo Domingo, di cattivo gusto, una sorta di piramide azteca.
Colombo snobbato, maltrattato ed imprigionato, e poi morto, recuperato ed
osannato.
In Andalusia è ancora in vita la Duchessa Rossa, ultima discendente della
famiglia dei Medina Simonia. Questa donna ha passato l’intera vita a
studiare e catalogare ogni scritto conservato, in spagnolo antico e latino,
conducendo approfondite ricerche. Il suo archivio racconta di patate e
pomodori introdotti in Spagna all’inizio del ‘400, di dame spagnole con
pappagalli, di popolazioni nere dette Indios. E così risulta che l’America
era già conosciuta prima di Colombo ed era il posto dove si andava a
prendere l’oro, anche se ufficialmente proveniva dall’Africa. In questi
documenti si parla di viaggi di venticinque giorni durante i quali le navi
facevano la traversata e si recavano in quei luoghi dove c’erano fiumi con
grandi pesci, uomini di colore e grandi distese di terra, che poi sono
quelli intorno alle Antille, ai Carabi ed al Brasile. Era semplicemente
vietato farne menzione, vietato da chi su di queste terre aveva un’ipoteca.
Forse è ora di cambiare qualche pagina di storia, ricordare meno date ma più
avvenimenti veri, anche se decisamente meno suggestivi.
Mappa precolombiana con i confini americani
http://www.disinformazione.it/images/colombo.jpg
Bibliografia alternativa
- Mark Kurlansky: "Storia del pesce che ha cambiato il mondo"
- Susy Bladi e Patrizio Roversi: "Quel poco che abbiamo capito facendo i
Turisti per Caso "
Psicodinamica
del Dott. Roberto Antoniolo
da http://digilander.libero.it/arcobalenoreiki/
E' sicuramente il corso più appagante che si possa incontrare. Possiamo
chiamarlo psicodinamica, immaginazione creativa o anche dinamica mentale od
ancora con altri nomi. Frequentandolo prendiamo coscienza che siamo noi e
solo noi i padroni della nostra vita. Che solo noi possiamo stabilire come e
quando farla funzionare e proprio nel modo in cui vogliamo noi.
Riusciamo a capire innanzitutto che siamo proprietari di una splendida
automobile ed a prendere la piena consapevolezza che magari siamo seduti sul
sedile posteriore e che pertanto possiamo anche decidere di spostarci al
posto di guida prendendocene la completa responsabilità.
La nostra mente può essere considerata un computer ma è vero esattamente il
contrario, in quanto è il computer che funziona - almeno in parte - come la
nostra mente. Il computer si comporta in questo modo: ci sono dei dati che
vengono immessi e ci sono dei risultati che si ottengono. Facciamo un
esempio prendendo il più semplice computer che esista: una banalissima
calcolatrice. Se io vi inserisco un 2 ed un 3, che risultati mi dà? Posso
ottenere 5, o 6, o 1, o 2/3 (due terzi), o 8, o 9, 23, 32...Qui mi fermo,
però potrei andare avanti parecchio. Cosa cambia, vale a dire, cos'è quel
qualcosa che fa sì che si possano ottenere risultati tanto diversi, pur
dando sempre gli stessi input?
E' il "programma", evidentemente, nel senso che se io inserisco il programma
dell'addizione ottengo 5, con quello della sottrazione ottengo -1, se
moltiplico ottengo 6, poi 2/3, e se accosto può diventare 23 o 32 se
inverto, posso elevare a potenza, ed allora ottengo rispettivamente 8 o 9,
ecc. ecc. Allora, se tutto dipende dal programma, è importante che io abbia
il programma giusto per me, programma di produttività, di scrittura, di
disegno...
A questo punto viene naturale chiederci come vengono inseriti i programmi
nella nostra mente. Chi ce li mette?
Il corso di psicodinamica ci dà tante risposte e ci fa prendere coscienza
che non siamo la nostra mente, che non siamo il nostro corpo, ma che abbiamo
una mente, che abbiamo un corpo... e ci dà tutte le tecniche che sono
indispensabili per diventare i veri arbitri della nostra vita e molte altre
cose ancora.
E parlando di corso vediamo di esaminarlo in modo articolato partendo dagli
orari che terremo nei corsi.
Il Corso di psicodinamica si svolge in una arco di 20 ore circa divise in 4
giorni (o anche in un fine settimana, sabato e domenica; o articolato in più
sere), vediamo però quello classico:
giovedì e venerdì dalla 20 alle 24, sabato pomeriggio dalle 14,30 alle
19,30; domenica dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 19, ossia 20 ore per fare
16 esercizi che devono essere svolti in un certo modo e che è importante
fare in un tempo ravvicinato, quindi un giorno dopo l'altro, ma con delle
scansioni precise, in modo di poter fare un discorso graduale e concentrato
nello stesso tempo.
Ognuno degli incontri è dedicato ad un certo argomento, per esempio il
giovedì sera è interamente dedicato all'apprendimento di un certo linguaggio
della nostra mente. Di solito consideriamo la mente in modo indifferenziato,
ma in realtà ci sono molte funzioni che la nostra mente può compiere.
Infatti il nostro cervello è un organo composto da due emisferi, destro e
sinistro, che sono separati da una membrana centrale chiamata "corpo
calloso", quindi potremmo addirittura considerare l'organo cervello come
composto da due organi diversi, perchè i due emisferi hanno funzioni che
sono veramente molto diverse una dall'altra. Quello a cui arriveremo
attraverso il corso è di poter utilizzare in equilibrio queste due parti
così importanti per la nostra vita.
Per esempio l'emisfero di sinistra è quello razionale, logico, ha la
funzione che state utilizzando adesso: state ricevendo delle informazioni,
informazioni che per alcuni sono completamente nuove ma per altri già
sentite. E allora cosa succede? Succede che il nostro emisfero di sinistra
le elabora velocemente in modo da lasciar perdere quelle che sa già e
trattenere viceversa quelle che sono nuove, per andarle ad archiviare in un
certo posto da cui possono essere prese quando ce ne fosse bisogno. Il mio
pensiero razionale è un'elaborazione di questi dati. Maggiori saranno i dati
(informazioni) che introduciamo e maggiormente preciso sarà il risultato.
C'è però l'altro emisfero, quello di destra, emisfero viceversa che entra in
gioco quando noi ci troviamo in una situazione piacevole, quando siamo
rilassati, quando ascoltiamo della musica, quando ci troviamo in mezzo alla
natura, quando il gatto che abbiamo in braccio fa le fusa, quando svolgiamo
compiti creativi (disegnamo, dipingiamo)...
Situazioni completamente diverse da quelle appena esaminate.
Infatti la mia mente immaginativa o creativa, invece, si comporta in questo
modo: io non introduco niente nel computer e ad un certo punto affiora la
poesia, la sensazione di benessere, di rilassamento, la soluzione creativa
ad un certo problema, ecc., ecc.
Vedete com'è diverso? Io qui genero qualche cosa dal nulla, mentre di là ho
bisogno di una serie di dati.
Questa parte del cervello non viene presa in considerazione dalla nostra
cultura. Gli studi al riguardo sono recenti e sono portati avanti da
studiosi e scienziati di tutto il mondo, in particolare americani, da più di
una ventina di anni. Anche in Italia lo studio prosegue a livello
scientifico in alcune Università.
Quindi noi abbiamo dentro di noi due esseri che convivono, uno con mentre
razionale attaccata alla realtà oggettiva, l'altro invece che rappresenta la
creatività. Più in generale, quest'ultimo rappresenta le doti espressive
femminili, l'altro quelle maschili.
Presi isolatamente possono anche essere completi, dico "anche" perchè
difficilmente lo sono e perciò vanno integrati. E questo lavoro è proprio
uno dei compiti che la psicodinamica può assolvere e lo vedremo ampliamente
nel corso.
La maggior parte di noi è abituata al primo linguaggio, al linguaggio
razionale e lo utilizza benissimo, viceversa quello molto carente è il
linguaggio creativo anche se è stato sicuramente la nostra forma espressiva
fino all'età scolare, quindi comincia a calare improvvisamente fino a che da
adulti i momenti di creatività sono molto ridotti durante la giornata.
Per vivere bene , però, è importante che i due emisferi comunichino
liberamente tra di loro e che siano in equilibrio integrando la parte non in
equilibrio e recuperando così un qualcosa di già nostro.
A noi quindi interessa lo sviluppo della mente creativa, ed il corso di
psicodinamica del giovedì sera è interamente dedicato all'apprendimento di
questo linguaggio, proprio perchè solamente colloquiando con la nostra mente
creativa riusciamo ad inviarle i famosi programmi (gli esercizi di psico) di
cui si parlava prima.
In che modo si riesce ad apprendere questo linguaggio? Utilizzando uno
strumento straordinario che è quello del riflesso o risposta condizionata.
Proprio quel riflesso per cui noi quando stiamo guidando e vediamo gli stop
dell'auto che ci precede che si accendono, immediatamente, senza pensarci
più di tanto, togliamo il piede dall'acceleratore e lo spostiamo sul freno
premendolo. Frazioni di secondo, non ci costa fatica perchè ormai questo
movimento è diventato un riflesso condizionato, ossia è entrato a far parte
del nostro bagaglio esperienziale con gli altri automatismi. Ed allora, per
logica conseguenza, io posso utilizzare questo meccanismo, che tra l'altro è
stato studiato principalmente dallo scienziato russo PAVLOV nel secolo
scorso, per qualsiasi cosa mi interessi raggiungere.
Se mi interessa lo stato di rilassamento, mi basta inserire uno stimolo
prodotto dalla mia mente immaginativa, ed ecco che ottegno il risultato che
voglio. Dò dei tempi. Il tempo dedicato all'inizio del corso per ottenere
questo stato, quindi per parlare il linguaggio della mente creativa, va dai
25 ai 28 minuti, il tempo dedicato al raggiungimento di questo stesso stato
con gli ultimi esercizi della domenica è meno di un minuto. Questo perchè
ormai il riflesso è divenuto automatico.
Ed a noi il rilassamento, quindi il linguaggio creativo, serve come
presupposto ed in conseguenza non abbiamo più bisogno di dedicarci ore ed
ore con altre tecniche.
Venerdì sera questo risultato sarà raggiunto.
E parlando di psicodinamica non si può ignorare il padre della psicodinamica
che si chiama Maxwell Maltz. E' un americano, si occupava di chirurgia
estetica. Ha scritto un libro "Psicocibernetica", che è stato pubblicato in
quasi tutte le nazioni nazioni, in milioni e milioni di copie.
Maxwell Maltz faceva il chirurgo estetico e quindi veniva a contatto con
persone che avevano problemi legati al loro aspetto fisico e siccome era
anche una persona semplice ed intuitiva, ha cominciato a porsi delle domande
rispetto all'andamento della curva della soddisfazione dei suoi pazienti e
ad un certo punto si è reso conto che ogni persona ha una propria immagine
interiore di sè stessa, una propria auto-immagine che si è creata con il
proprio vissuto.
Si è perciò accorto che, per esempio, una eventuale cicatrice deturpante
molto spesso è radicata profondamente nell'anima delle persone e non
semplicemente sulla pelle e quindi... cosa succedeva? Succedeva che dopo
l'intervento la cicatrice era scomparsa, però la cicatrice rimaneva ancora
all'interno della persona che "si vedeva ancora con la cicatrice". E allora
ha proseguito la ricerca in questo spazio per verificare effettivamente che
cosa la persona si aspettasse, che cosa provasse e soprattutto quale fosse
l'immagine che aveva di sè stessa e questa immagine, una volta individuata,
ha poi preso il nome di "Immagine dell'io".
"L'immagine dell'io" è in sostanza l'immagine che noi abbiamo di noi stessi
ed è questa l'immagine che noi proponiamo al mondo esterno. Vediamo di
capirci con un esempio.
Può succedere di incontrare una "persona che non è bella" secondo i canoni
estetici comuni ma che però ha dentro di sè una tale carica di calore, di
gioia di vivere, di disponibilità, che ci fa dimenticare prestissimo il suo
aspetto fisico. Ecco, questo tipo di persona ha un'immagine dell'io in
equilibrio e quindi quello che noi recepiamo va molto al di là del suo
aspetto fisico perchè noi vediamo la sua bellezza interiore.
Per contro può succedere di conoscere persone estremamente gradevoli da un
punto di vista estetico, che ci attirano quindi, ma con le quali ci sentiamo
a disagio. Noi non capiamo bene il perchè, ma si avverte il desiderio di
andare via. Ecco, queste seconde hanno un'immagine dell'io che non è ancora
in equilibrio, quindi nonostante la gradevolezza del loro aspetto fisico,
noi vogliamo prendere le distanze.
Ma non è un rapporto solamente fisico, ovviamente, c'è un qualche cosa che
non va, che non accettiamo nel loro modo di comportarsi, di vedere e di
fare.
Ed allora, se cominciamo a prendere coscienza di questa immagine dell'io ed
a conoscerla, ad approfondirla, a lavorarci sopra, possono succedere delle
cose molto importanti, per esempio accettarci.
Infatti se la nostra immagine dell'io è un'immagine per noi credibile,
allora noi possiamo proporci al mondo in un certo modo, ma se così non
fosse, se ci fosse disarmonia, allora è forse il caso di incominciare a fare
qualcosa in merito.
Questo molto brevemente per introdurre quello che succede il venerdì sera,
nel senso che durante i lavori del venerdì sera , si comincia ad entrare un
pochino in contatto con questo aspetto di noi, in una maniera molto
completa, perchè quando si partecipa ad un corso di psicodinamica non ci si
ferma solo alla teoria, ma la si applica e quindi si fanno degli esercizi
che permettono di entrare proprio nel vivo del lavoro.
E poi si farà anche un discorso sulla malattia perchè pare proprio che
dietro a tutte le malattie ci sia un qualche cosa che si muove nel nostro
animo augurandoci anche che molto presto anche il tipo di distinzione tra
medicina psicosomatica e medicina somatico-allopatica possa venire superato,
operando e facendo proprio il concetto di medicina olistica, cioè di
medicina che tiene in considerazione la persona nella sua globalità, perchè
noi siamo degli esseri pluridimensionali composti da una dimensione fisica,
da una dimensione energetica, da una dimensione di mentale, da una
dimensione emotiva, da una dimensione spirituale e tutte quante si
compenetrano.
Ed allora è naturale conseguenza il pensare che quando c'è qualche cosa che
si rompe a livello fisico, la cura non possa limitarsi alla sola dimensione
fisica, ma bisogna tener conto anche di tutte le altre dimensioni
dell'essere umano, discorso già accennato anche in Reiki.
Dunque, riprendiamo il filo del discorso. Siamo arrivati a venerdì sera, ed
abbiamo già parlato anche dell'immagine dell'io e proprio riferendoci al
contesto della psicodinamica. Mediante essa noi possiamo imparare a
diventare consapevoli di quale sia il nostro stato ed il nostro modo di
rapportarci agli altri. Diventiaramo anche consapevoli se il desiderio che
abbiamo di incontrarci con le persone, se questa voglia di scambiare
effettivamente energie di amore, di amicizia, di simpatia e di tutto quello
che ne consegue, sia perchè gli altri ci interessano veramente oppure al
contrario se lo facciamo per colmare un vuoto esistenziale.
Poi, se per un qualche motivo ci troviamo ad essere un pò stanchi, un pò
depressi, soli insomma, o stessimo vivendo un qualcosa che non va ed in
definitiva ci troviamo a non stare particolarmente bene con noi stessi,
allora il problema si amplia e sarebbe da approfondire.
Per rappresentarla con un esempio, è come quando siamo costretti a stare in
una sala d'attesa per mezz'ora con qualcuno che non ci piace. Proprio lo
stesso imbarazzo terribile che si prova restando per qualche minuto in
ascensore con una persona che non ci piace. E' terribile. Si imparano a
memoria le istruzioni dell'ascensore piuttosto che parlare con questo
individuo che ci imbarazza.
Ora immaginate cosa significhi stare 24 ore su 24 dentro questa pelle con
una persona che non ci piace, con una persona che magari non conosciamo o di
cui non siamo consapevoli: la nostra immagine dell'io!
Se una persona diventa consapevole del proprio bisogno di stare con se
stessa e si accetta e comincia ad avere un certo tipo di immagine di sè, a
conoscersi, anche ad esempio attraverso "l'immagine dell'io" di cui abbiamo
parlato, allora quando si trova ed entra in relazione con altre persone,
diventa entusiasmante uscire con l'amico caro, che si ha voglia di vedere, e
poi magari andare da una parte e poi dall'altra e poi magari ancora in
qualche altra scambiandosi nel frattempo tutta una serie di informazioni e
di messaggi, per cui quello che succede all'esterno perde assolutamente di
significato perchè l'importante è lo scambio, la comunicazione, la relazione
fra le persone.
Tutto questo discorso per dire che, in effetti, cominciando quindi a
lavorare in un certo modo con la psicodinamica e ad utilizzare i suoi
semplici strumenti, si raggiungono questi obiettivi, anzi direi che la
consapevolezza dell'immagine dell'io sia sicuramente il più importante.
Siamo così arrivati a sabato e domenica. E' molto difficile parlare degli
esercizi che si realizzano in questi giorni perchè si muovono in quella
stanza di potenziale mentale non ancora utilizzato.
La scienza non dice ancora molto sulla mente ed nei prossimi anni si
approfondirà lo studio degli stati di coscienza, quindi si faranno nuove
scoperte ma per intanto si conosce pochissimo.
Come sappiamo, il potenziale utilizzato dalla nostra mente è veramente poco,
si parla del 10-15% e questo significa che abbiamo comunque un potenziale
dell'85-90% non ancora utilizzato. Cosa c'è dentro a questi oltre 4/5 di
potenzialità a disposizione?
Possiamo pensare che esistano dei centri di facoltà che oggi vengono
chiamate parapsicologiche, come ad esempio la telepatia, ossia la capacità
di trasmettere il pensiero senza dover passare attraverso la
verbalizzazione; la psicometria, ossia la capacità di spostare gli oggetti
senza dover ricorrere ad uno sforzo muscolare - unicamente col pensiero; la
chiaroveggenza, ossia la possibilità di vedere superando i limiti che la
materia ci crea; la preveggenza, ossia la capacità di individuare un certo
tipo di situazione che si verificherà più in là nel tempo, ecc. ecc. ...
sono tante le possibilità...
Durante il sabato e la domenica non si fanno esercizi di psicometria, ma ci
sono dei gruppi di scienziati che stanno operando in questa direzione sia
negli Stati Uniti che in Russia ottenendo risultati importanti.
I nostri esercizi di questi due giorni ci danno semplicemente dei messaggi
di come muoverci all'interno della dimensione spazio-temporale senza quei
limiti che si ritiene di avere, che sono limiti che ha il corpo fisico ma
non la nostra mente.
E' impossibile parlarne dettagliatamente per questo motivo: mi sapete
descrivere il sapore del mango? Sono cose che si vedranno allora, perchè si
arriva gradatamente preparati a quel momento, a quelle conoscenze.
In definitiva, a cosa serve la psicodinamica dopo tutta questa lunga
chiacchierata? La psicodinamica non serve a niente e serve a tutto. La
psicodinamica è un contenitore e durante il corso si apprendono delle
tecniche, poi ciascuno riempie queste tecniche con le cose che gli
interessano. E' come possedere un'auto ed una volta imparato a guidare
ognuno va poi dove vuole andare ed allora la psicodinamica può essere un
medoto che ci consente di smettere di fumare, o di migliorare la propria
capacità di concentrazione e di memoria, o di sviluppare la propria
creatività, o di imparare a giocare a tennis, o perdere cattive abitudini,
pigrizia, paure ed ansie, a lavorare sull'immagine dell'io per accettarci,
per migliorarci, per piacersi... o... o... o..., quindi quando dicevo che
serve a tutto, serve veramente per tutto quello che si desidera, per
cambiare segno alla propria vita da negativo in positivo, serve per superare
problemi di stress, per dormire, per affrontare un esame, serve veramente
per tante cose... Se qualcuno la vuole utilizzare in questo senso, può
sicuramente farlo ottenendo magari degli splendidi risultati. Ma sia chiaro
che non sostituisce lo psichiatra o lo psicologo o il medico, ma li può
validamente affiancare semplificando il loro compito.
E' chiaro che noi possiamo risolvere solo i problemi che ci toccano, i
problemi reali nostri e dei nostri amici. Si può fare anche qualcosa per
quelli in generale, per esempio per il Pianeta, ma questo è ancora un altro
discorso.
La psicodinamica viene quindi proposta come un metodo che insegna ad ognuno
a camminare con le proprie gambe, da solo quindi e senza condizionamenti nè
dipendenza, per poter andare dove vuole, sapendo di essere il padrone della
macchina di cui sopra. E se durante il percorso incontra degli intoppi, come
già detto, impara anche le tecniche per superarli o almeno per recuperare la
forza per conviverci.
Un'ultima importantissima cosa. Non c'è bisogno di lavorare o dedicare più
ore al giorno per ottenere dei risultati. Però sia chiaro, bisogna lavorare
perchè la psicodinamica non è una bacchetta magica per cui uno viene a fare
il corso ed esce un'altra persona, ma per lavorare sono sufficienti 10
minuti al giorno. E allora chi non riesce a trovare 10 minuti al giorno?
Chi proprio non riuscisse dovrebbe darsi un regolata!
Come già detto i corsi di psicodinamica si svolgano il giovedì sera, il
venerdì sera, il sabato pomeriggio e tutta la domenica con un breve
intervallo per il pranzo e possiamo sicuramente iniziarne uno non appena
raggiunto il numero minimo di partecipanti. Oppure in più sere o in un fine
settimana, secondo le esigenze dei partecipanti.
I "nuovi" sono le persone che fanno il corso per la prima volta, e poi ci
sono altre persone che ripartecipano per la seconda, terza, ennesima volta.
Anche qui, come per Reiki e gli altri corsi non è richiesto nessun
abbigliamento particolare, comodo sì ma non particolare, tanto che si può
uscire dall'ufficio, dalla fabbrica o dal negozio e venire qui. Comunque una
tuta va bene, portare un paio di calze. Qui ci sono già materassini, cuscini
e coperte per sdraiarsi.
Per quanto riguarda i libri sull'argomento ve ne sarà data un'ampia
bibliografia in proposito. Vi consiglio di non leggerli prima di partecipare
al corso perchè perdereste alcune opportunità perchè gli esercizi non
saranno più spontanei. Ed anche per questo motivo, se vi interessa il corso,
non chiedete come si svolge nei particolari a chi l'ha già frequentato, ma
solamente se vi consigliano o no di frequentarlo. Sarebbe un appagare la
curiosità, ma perdereste la parte più spontanea, più bella, quella della
sorpresa.
E ricordate, la vita non spreca opportunità. Vi offre le cose che potete
superare e che vi sono utili: nessuno, in questo momento, legge queste righe
per caso. Non esistono le coincidenze, tutto è concatenato. Se state
leggendo, è perchè siete pronti ad assimilare queste nuove conoscenze e
perchè può esservi utile.
Grazie
Dalla ML Impronte degli Dei
Da: Maria Grazia
Data: Fri, 28 Jan 2005 11:02:19 +0100 (CET)
Oggetto: [Impronte degli Dei] SANITA': CAMERA; TORNANO IN PISTA MEDICINE NON
CONVENZIONALI
SANITA': CAMERA; TORNANO IN PISTA MEDICINE NON CONVENZIONALI
http://it.news.yahoo.com/050127/2/33byd.html
(ANSA) - ROMA, 27 GEN - Torna in 'pista' alla Camera il testo di legge per la
disciplina delle medicine non convenzionali. Nella seduta di oggi pomeriggio la
Commissione Affari Sociali di Montecitorio ha infatti adottato per il seguito
dell' esame un nuovo testo base proposto dal relatore, Francesco Paolo Lucchese
(UDC), e ha fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al
prossimo 10 febbraio.
Dopo mesi di ulteriore lavoro, Lucchese ha dunque riformulato il testo che aveva
presentato praticamente un anno fa e che aveva sollevato alcuni rilievi critici
dei quali il relatore ha detto di aver tenuto conto in questa nuova stesura.
Resta sostanzialmente confermato il riconoscimento delle medicine e pratiche non
convenzionali e il diritto di avvalersene da parte dei cittadini e dei medici.
Rispetto alla versione precedente la novita' principale e' che non sono piu'
previste le professioni sanitarie (non mediche) delle medicine pratiche non
convenzionali. Vengono invece istituite nuove figure professionali che Lucchese
definisce ''operatori delle discipline bionaturali'' che dovrebbero esercitare
pratiche capaci di stimolare le ''risorse naturali dell' individuo'' finalizzate
principalmente ''al benessere, alla difesa e al ripristino delle migliori
condizioni della persona, alla rimozione degli stati di disagio psicofisico e
quindi volte a generare una migliore qualita' della vita''. In quest'ambito
rientreranno naturopatia, shaitzu, riflessologia, massaggio cinese tui
na-qigong, massaggio ayurvedico, pranopratica e reiki. Per tutti gli operatori
vengono indicati i rispettivi profili e l' iter formativo (diploma di scuola
media superiore o equiparato e corso di almeno 1.200 ore in tre anni) e' anche
istituita una commissione nazionale delle discipline bionaturali presso
il Ministero dell' Istruzione.
Cambiamenti anche per le medicine non convenzionali propriamente dette. Fermo
restando che saranno comunque atti medici e percio' potranno esercitarli solo i
laureati in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria e in Veterinaria, il testo non
prevede piu' specifiche scuole di specializzazione post lauream, bensi' master
che conferiranno la qualifica di 'esperto' nelle diverse discipline. Queste
ultime saranno agopuntura, fitoterapia, omeopatia, omotossicologia, medicina
antroposofica, farmaco terapia tradizionale cinese, ayurveda, medicina
tradizionale tibetana, medicina manuale. A questo proposito presso il Ministero
della Salute sara' creata un' apposita commissione per la formazione ce tra l'
altro dovra' definire gli ambiti e i limiti di intervento delle diverse
discipline e i criteri per gli ordinamenti didattici e i programmi dei corsi.
Un' apposita commissione inoltre valutera' i titoli per il riconoscimento e l'
equipollenza al master conseguiti prima dell' entrata in vigore
della legge.
Il testo, inoltre riconosce le professioni sanitarie non convenzionali di
chiropratico e di osteopata esercitate da laureati nelle rispettive discipline,
ne definisce i profili e ne istituisce ordini e albi ai quali sara' obbligatoria
l' iscrizione per poter esercitare. Anche in questo caso sono previste
commissioni per la formazione e per la valutazione dei titoli conseguiti prima
dell' entrata in vigore della legge.
Per quanto riguarda i medicinali non convenzionali sara' costituita una
specifica commissione l' Aifa (l' Agenzia del farmaco) tra i cui compiti ci
sara' la definizione dei criteri di qualita', sicurezza ed efficacia per l'
immissione in commercio dei prodotti.
Tutto dovra' avvenire senza che ne derivino nuovi oneri a carico dello Stato.
(ANSA).
^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.
"Il mistero è l'essenza della vita. La vita è molto di più di qualcosa di
terreno, materiale e ordinario. La vita è un processo misterioso e istruttivo".
James Redfield
^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.^.
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Giochi, Rubrica… Scaricalo ora!
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Antibufala: l'appello per sangue al Regina Margherita
by Paolo Attivissimo
Mi sono arrivate moltissime segnalazioni di un appello che gira come
e-mail e come SMS e chiede sangue del gruppo 0 negativo per una bambina
ricoverata al Regina Margherita di Torino.
Il caso è autentico, ma l'appello è inutile e non va inoltrato
ulteriormente. La situazione è sotto controllo.
Se vi interessano i dettagli, date un'occhiata qui:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=3776
Ciao da Paolo.
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2005 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
topone@...
LE RADICI DELLA SPIRITUALITÀ 3
da "Enciclopedia olistica"
di Nitamo Federico Montecucco ed Enrico Cheli
I sette livelli di coscienza
Ognuno di questi centri corrisponde ad un livello evolutivo della coscienza
del modello Cyber7:
1) il primo centro corrisponde al livello dell’inconscio cosmico, la mente e
la memoria della materia dell’universo;
2) il secondo centro corrisponde al livello dell’inconscio collettivo, molto
più ampio rispetto all’equivalente concetto Junghiano, che include la mente
e la memoria di tutti gli esseri viventi vegetali e animali del pianeta;
3) il terzo centro corrisponde al livello dell’inconscio personale, sede
degli istinti, delle passioni, dei desideri e dei condizionamenti (karma)
passati;
4) il quarto centro corrisponde al livello della normale coscienza di
veglia, la consapevolezza di sé nel presente che si può trasformare in
autocoscienza, primo passo verso i livelli superiori;
5) il quinto centro corrisponde al livello del superconscio individuale,
sede delle memorie delle vite precedenti e della coscienza degli scopi
evolutivi presenti e futuri;
6) il sesto centro corrisponde al livello del superconscio collettivo, che
raggruppa tutte le coscienze e intelligenze del pianeta, analogo alla
Noosfera di Teilhard de Chardin, o coscienza planetaria o Gaia;
7) il settimo centro corrisponde al livello del superconscio cosmico, l’
insieme di tutte le coscienze e memorie spirituali dell’intero universo: la
mente di Dio, l’illuminazione.
I corpi dell'essere umano
Come nell’archetipo dell’albero e della montagna, l’essere umano viene
percepito come un’unità multidimensionale che esiste e si manifesta su
differenti corpi o livelli psicofisici, rappresentati nel modello Cyber7 dai
vari livelli/colori. I sette corpi o livelli possono essere correttamente
visualizzati come sfere concentriche, di densità energetica-luminosa sempre
più sottile, con al centro il corpo fisico.
Vi è una coscienza del corpo fisico, una più sottile delle sensazioni
interne del corpo, una degli istinti e delle emozioni, una della mente e dei
suoi pensieri. Nella concezione orientale questi primi livelli di coscienza
sono comuni a tutta l’umanità, ma esistono stati di coscienza ben più
elevati che possono essere ottenuti solo attraverso un intenso desiderio di
trascendenza e una pratica costante delle varie tecniche di meditazione. Gli
stati più limitati della coscienza sono considerati come l’identificazione
dell’Atman, ossia della coscienza, con i vari corpi.
Il Vedanta riconosce cinque kosha o "corpi" che possono essere anche
tradotti come involucri o guaine:
1) Annamayakosha o corpo-fatto-di-cibo ossia il corpo materiale.
2) Pranamayakosha o corpo di energia vitale, costituito dalla rete dei
canali energetici e dai centri psichici o chakras.
3) Manomayakosha, o corpo mentale inferiore o istintuale, generatore dell’
ego, che agisce secondo il principio di attrazione-repulsione ed è carico di
impulsi atavici e razziali.
4) Vijnamayakosha, il corpo dell’intelletto o mente superiore (Buddhi).
5) Anandamayakosha, il corpo della beatitudine e dell’unità della coscienza
prima di fondersi completamente nell’Atman.
La tradizione buddhista considera l’essere umano composto di cinque skandha
o "aggregati" che illusoriamente circondano la coscienza vuota:
1) Rupa-skandha è l’aggregato fisico e della coscienza del corpo, gli
oggetti dei sensi e le loro conseguenze psicologiche.
2) Vedana-skandha è l’aggregato dei sentimenti derivanti dalle percezioni
sensoriali e dalle emozioni viscerali (piacere e dolore, gioia e
dispiacere).
3) Samjna-skandha è l’aggregato delle percezioni della mente discriminante,
analitica, riflessiva, discorsiva e intuitiva.
4) Samkhara-skandha è l’aggregato delle forme mentali creatrici e volontarie
che rappresentano il principio attivo della mente e il carattere.
5) Vijnana-skandha è l’aggregato della mente pura che coordina e combina
tutte le attività precedenti e rappresenta la potenzialità della coscienza
nella sua forma pura.
Skandha o kosha sono considerati non esistenti, essi sono Maya, illusione,
ossia frutto dell’incapacità di essere uno con l’Atman-Brahman.
Gli stati di coscienza
Gli stati di coscienza sono stati differenziati originariamente in quattro:
1) Jagrata stato di veglia
2) Svapna stato di sogno
3) Susupti stato di sonno profondo senza sogni
4) Turiya o stato di illuminazione o "quarto stato"
Questa mappa, molto simile nei primi tre punti a quella utilizzata dalla
scienza moderna, è estremamente consistente. Appare a prima vista
paradossale che lo stato di coscienza più evoluto sia posto dopo, ossia più
in profondità dello stato di sonno profondo senza sogni. La logica della
ricerca spirituale, tuttavia, spiega agevolmente questa apparente
contraddizione. Il ricercatore spirituale, infatti, partendo dallo stato di
veglia cosciente, si evolve diventando cosciente durante lo stato onirico
(sogni coscienti), fino ad essere cosciente anche durante lo stato di sonno
profondo e senza sogni. Si parla infatti di "continuità di coscienza"
durante tutta la notte. Da questo stato si salta in una dimensione di
coscienza cosmica, stato difficilmente esprimibile per cui viene chiamato
semplicemente Turiya, ossia Quarto.
Bodhicitta e Karuna: la mente illuminata e compassionevole
Il Buddhismo Tantrico prevede tre punti chiave per una corretta evoluzione
spirituale: la mente illuminata, la compassione e l’esperienza del vuoto. La
mente illuminata, chiamata Bodhicitta, nasce quando una persona diventa
totale nel suo desiderio di crescita interiore e inizia a vivere con
totalità e presenza ogni momento della sua vita: questo dona ad ogni gesto
una forza e una carica che permettono la consapevolezza.
Quando si diventa totali ogni istante diventa estremamente prezioso e
significativo, si ottiene una mente pura e unita, perché si elimina la mente
"parassita" annidata nel dubbio e nell’indecisione. Essere indecisi
significa avere due pensieri antitetici contemporanei, che non permettono
mai la vera unità, mentre la totalità si manifesta come una mente illuminata
e orientata al perseguimento della propria evoluzione.
Contemporaneamente alla mente illuminata, caratterizzata da grande forza e
potere, è necessario coltivare Karuna, l’atteggiamento compassionevole verso
ogni creatura vivente. Compassione è una traduzione riduttiva, il termine
orientale significa piuttosto comprensione benevola e umana (cum pati,
soffrire insieme), orientata alla non violenza e all’aiuto. Lo yang di
Bodhicitta si equilibra con lo yin di Karuna.
L'osservatore del vuoto
Il terzo punto è Shunyata, il vuoto, l’esperienza della vacuità. Il
ricercatore spirituale dotato di volontà inflessibile e di benevolenza
incondizionata può cadere vittima del proprio ego spirituale e identificarsi
con le proprie situazioni ed esperienze. La costante pratica della
meditazione porta all’esperienza del vuoto interiore, e crea in lui la
predisposizione a riconoscere che ogni fenomeno è di fatto vuoto e quindi
privo di valore e realtà. Questo crea il distacco e la disidentificazione,
essenziali per la vera evoluzione interiore.
E’ da notare come nei racconti di Carlos Castaneda, Don Juan, il maestro che
lo istruisce, basa l'intera struttura di trasformazione sui medesimi punti:
diventare un guerriero inflessibile e senza secondi pensieri, riconoscere
che la vita di per sé non ha alcun senso o significato e l’unica possibilità
è seguire la strada che ha un cuore.
Shunyata è la porta maestra alla realizzazione spirituale, nel momento in
cui noi siamo totalmente vuoti, quando non vi sono più pensieri ed emozioni
che catturano la nostra attenzione. Nello stato di vuoto non esiste nemmeno
il pensiero dell' "Io", del Sé, non vi sono più le percezioni dei confini
del corpo e della nostra condizione di limitazione spazio temporale: la
coscienza è pura, incontaminata da identificazioni e limitazioni. In questo
stato di vuoto, la coscienza inizia a sperimentare direttamente se stessa
senza divisioni, si viene a creare una percezione unitaria: l’osservatore, l
’osservato e l’atto dell’osservare diventano una sola cosa.
La ricerca spirituale e la ricerca scientifica utilizzano l’osservatore come
elemento centrale della loro metodologia, la differenza, non sostanziale, è
la direzione della conoscenza, verso l'interno o verso l'esterno.
Mandala: il modello multidimensionale
Come tutti i raggi sono legati nel mozzo e nella circonferenza, così tutte
le creature, tutti gli dei, tutti i mondi, tutti gli organi, tutte le anime
sono legati in quell’anima. Brhadaranyaka.
Chiaramente derivato dal simbolo della spirale-cerchio, ma molto più
recente, il mandala rappresenta il più sofisticato modello olistico
dell'antichità, un antenato del Cyber.
La tradizione indotibetana ha rappresentato il principio unitario (o di
riunificazione) della coscienza umana in quella cosmica attraverso il
mandala, uno strumento simbolico estremamente flessibile.
In sanscrito mandala significa letteralmente "cerchio", "centro", ed è stato
da sempre rappresentato attraverso simboli, nella forma a raggio, a fiore, a
schemi rotondi o quadrangolari attorno a un punto centrale. Il mandala è un
modello olografico micro-macrocosmico che con la sua struttura complessa
rappresenta differenti piani di coscienza e livelli di esistenza; il suo
centro è il "punto zero" come centro vuoto della coscienza, la sua periferia
le dimensioni più esterne e materiali. Il mandala è anche lo spazio che
delimita e circoscrive una superficie consacrata, preservandola dalle forze
disgregatrici simboleggiate da demoni o divinità terrifiche. Rappresenta
anche lo schema essenziale dell’universo, nel suo processo di emanazione e
di riassorbimento che si svolge attorno a un asse centrale, l’axis mundi, e,
contemporaneamente, è lo schema della disgregazione della coscienza dall’Uno
ai molti e della reintegrazione dai molti all'Uno, reintegrazione che
avviene al centro della coscienza, lo spazio del cuore. Rispecchiando il
pensiero di Brhadaranyaka, il mandala quindi non solo rappresenta il Tutto,
il Cosmo, ma è anche il Tutto riflesso nell’Io.
Il mandala è il modello antico che meglio incarna il modello Cyber, entrambi
sono nati dalla necessità di rappresentare ciò che è invisibile agli occhi
fisici ma evidente alla visione spirituale: la coscienza, le sue dimensioni
e le sue evoluzioni dall'Uno-Tutto al Sé-individuo e viceversa. E' una delle
forme archetipiche più comuni, spontaneamente disegnate da chi fa esperienza
della propria totalità durante le meditazioni. C.G.Jung scoprì il mandala
come strumento terapeutico per il processo di individuazione, cioè di
integrazione della coscienza a un livello più alto.
Il mandala, con la sua serie di forme concentriche, esprime i differenti
livelli della coscienza ed evoca un passaggio tra queste dimensioni; è la
"soglia" tra il microcosmo e il macrocosmo. All’interno della sua totalità,
ogni parte è connessa e fornisce sostegno alle altre parti; ogni parte ha
implicitamente contenuta in sé l’informazione del tutto (ologramma); ogni
parte può svilupparsi, modificarsi e trasformarsi in maniera autonoma e,
tuttavia, in sinergia e connessione con le altre, in un insieme organico che
si evolve e si rende via via più integrato e complesso.
Ciascun organismo vivente, ciascun essere umano è un mandala, che a sua
volta fa parte del mandala Terra, a sua volta parte del mandala cosmico. In
quest’ottica essere integrati significa essere capaci di mantenere il
contatto con il proprio centro e sentirsi strettamente connessi con il resto
dell’universo. Dopo il massacro di Wounded Knee, Alce Nero, il veggente
Sioux, scrisse: Non c’è più alcun centro e l’albero sacro è morto. Nella
visione di Alce Nero il cerchio del suo popolo sarà di nuovo unito soltanto
quando l’albero al centro fiorirà ancora. In quest’epoca di frammentazione e
di disintegrazione il mandala può diventare ancora una volta l’immagine, il
simbolo globale di un nuovo livello di integrazione, della ricerca di un
linguaggio comune per unificare i resti separati e divisi e riarmonizzare le
fondamenta della conoscenza, in un’interpretazione unificata dell’uomo e del
suo posto nella natura. E’ la realizzazione del mandala della coscienza
globale, il cui livello di coscienza è dato dal grado di evoluzione di
coscienza di ciascuno individuo che la costituisce: perciò il superamento
dell’attuale crisi ecosistemica planetaria passa necessariamente attraverso
un processo di risveglio individuale.
Gli illuminati e la trasmissione sincronica
La maggioranza delle religioni orientali è basata sull’esperienza del
proprio vuoto interiore e sulla realizzazione del proprio essere, non sulla
fede. La relazione profonda e sincronica tra maestro e discepolo è
certamente il fulcro della trasmissione delle verità più importanti e delle
esperienze incomunicabili a parole. Per migliaia di anni un incredibile
numero di persone, ispirate da maestri illuminati, si sono completamente
dedicate alla ricerca di questa esperienza soggettiva, esattamente come, in
Occidente, i ricercatori hanno sviluppato una scienza partendo da metodi
simili e dal confronto delle loro esperienze dirette. Ciò che cambia è solo
la direzione della ricerca.
Così, in Oriente, intorno agli illuminati, hanno preso vita migliaia di
differenti scuole spirituali, ognuna delle quali adotta alcune tecniche
specifiche. I ricercatori spirituali per generazioni hanno continuato a fare
esperienza di spazi interiori e a tracciare delle mappe di questi territori
spirituali. Proprio come accade tra scienziati, ogni tanto qualcuno scopre
nuove tecniche di meditazione, e trova una nuova via di illuminazione, dei
nuovi spazi di ricerca o dei nuovi paradigmi con cui spiegare le esperienze
raccolte; le scuole di ricerca spirituale hanno così portato questa
dimensione di coscienza ad un altissimo grado di evoluzione. La scoperta
fondamentale è che ogni essere umano, usando varie tecniche di meditazione,
può arrivare a uno stato di coscienza risvegliata e incontaminata da
impressioni o pensieri... il vuoto interiore. Raggiungendo questo stato, la
coscienza individuale si fonde con la coscienza del Tutto e si realizza la
più profonda delle esperienze: l’illuminazione. Chi entra in questa totale
sincronicità con l’esistenza, viene definito un Buddha, che letteralmente
significa un risvegliato, un liberato, uno Yogi; viene stimato come un
essere autorealizzato e viene spesso venerato come maestro spirituale.
Trattandosi di una dimensione soggettiva, non esistono procedimenti che
garantiscano una certezza scientifica del reale accadimento. Il cuore e
l'animo umano sono di tale complessità che solo chi ha raggiunto "l'altra
sponda" della coscienza può comprendere gli errori e i veri problemi
interiori del ricercatore spirituale e fornirgli un adeguato aiuto.
Oltre a ciò esiste una vera e propria trasmissione di coscienza, energia, o
saggezza, da un maestro al suo discepolo, trasmissione che accelera
l'evoluzione di quest'ultimo in un modo incredibilmente profondo.
Zen: la trasmissione speciale
Tanto la meditazione che la realizzazione avvengono nel silenzio e nella
profonda pace interiore. Quando Mahakasiapa si sincronizzò sullo stesso
stato di coscienza del Buddha, questi sorridendo in silenzio gli porse un
fiore, un simbolo di fragranza e apertura. Tra di loro, un istante di unità
e armonia aveva permesso la comunicazione: l’esperienza del Buddha era
passata al discepolo ed ora entrambi partecipavano alla stessa esperienza
profonda. La sincronicità e l’armonia entrano in questo gioco sottile di
silenzi ed espansioni dell’anima come la musica ispira i corpi alla danza.
Il Buddhismo Zen si ritiene depositario della vera saggezza che Buddha
trasmise a Mahakasyapa, racchiusa nella parola Dhyan, meditazione, e che
Bodhidharma, cinquecento anni più tardi, portò in Cina dove divenne Chan per
passare poi in Giappone dove divenne Zen.
I Maestri Zen trasmettono ancora la stessa essenza del fiore di Mahakasyapa,
una fragranza che ferma la mente, che rompe i suoi circuiti logici e
permette di "vedere dentro la propria natura."
Una storia Zen: Hui-neng, sesto patriarca Zen, da ragazzo andò come
discepolo dal maestro Hung-Jen che gli chiese: "Vuoi conoscere il vero o
vuoi diventare vero?", Hui-neng rispose senza indugi: "Essere vero!" e il
maestro, felice, invece di iniziarlo, lo mandò per anni a pulire il riso
nelle cucine del monastero. Anni dopo, quando il vecchio maestro sentiva di
essere vicino alla morte, annunciò che voleva scegliere un successore e
invitò chi dei monaci lo desiderasse a mandargli dei brevi versi, dai quali
avrebbe compreso il suo livello di evoluzione. Il giorno seguente Shen-hsui,
il più erudito dei cinquecento discepoli del monastero, scrisse:
Questo corpo è l'albero dell'Illuminazione.
La mente come uno specchio lucido,
tenuto pulito ad ogni istante
senza che alcuna polvere si accumuli.
Tutti ammirarono la poesia di Shen-hsui tranne il quasi sconosciuto pulitore
di riso: dalle cucine disse che era solo spazzatura. I monaci lo invitarono
a scrivere dei versi migliori e Hui-neng scrisse:
Il corpo non è un albero,
Lo specchio lucido non brilla più
Nulla è rimasto.
Dove può quindi depositarsi la polvere?
Il patriarca lesse e non disse nulla. Chiamò Hui-neng nella sua stanza. I
suoi versi mostravano che la sua mente, pulendo il riso per anni, era
diventata vuota, era scomparsa; così gli diede le sue vesti di maestro, lo
invitò ad andarsene e a creare un altro monastero.
Koan Zen: le tecniche paradossali per il Satori
I maestri Zen hanno creato, per i loro discepoli più avanzati, dei Koan,
domande assurde o senza logica apparente che servono a fermare la mente,
così può accadere il Satori. Se si cerca di rispondere ad un Koan, e vi si
entra in profondità, il meccanismo mentale entra in un circolo paradossale,
un loop psicologico: l'unica soluzione è uscire dalla mente, giungendo ad
una dimensione senza sforzo) Lo Zen sostiene che non c'è nulla da ottenere,
che lo stato di illuminazione è la nostra natura. Il Satori può essere di
tre gradi: il primo è una semplice momentanea intuizione spirituale, un
flash che abbaglia e scompare; il secondo è un entrare nella dimensione
sacra dell'esistenza, nella "natura del Buddha"; il terzo è lo stadio di
Nirvana, di Vuoto cosciente, da cui non si ritorna.
Un famoso Koan è quello dell'oca nella bottiglia. "Un uovo è stato messo
nella bottiglia, ne è uscita un'oca, che crescendo non può più vivere nella
bottiglia e non può passare dal buco. Come salvare l'oca senza rompere la
bottiglia?". La risposta al Koan non è una battuta, né una risposta
razionale, ma una comprensione che nasce da un reale salto di coscienza. I
discepoli venivano messi in isolamento meditativo per settimane per poter
essere in grado di rispondere.
Un altro Koan: "Qual è la tua faccia originaria? Quella che avevi prima di
nascere?", o ancora: "Qual è il suono di una mano sola che batte?" Chiede il
maestro battendo le sue mani di fronte al discepolo.
I maestri Zen sono rudi e senza peli sulla lingua, possono prendere a
bastonate un discepolo o gettarlo dalla finestra per farlo uscire dalla
mente. La "bastonata Zen" è una vera e propria tecnica di risveglio, non un
modo di dire. Un monaco torna correndo dal suo maestro: "Maestro, sono
riuscito a raggiungere l’esperienza del nulla!" E il maestro risponde:
"Torna a meditare, idiota, hai mancato il punto: se è un'esperienza come può
essere un nulla!"
Il Buddhafield: il campo sincronico delle coscienze
Il concetto di Buddhafield come "campo psichico collettivo coerente"
rappresenta una delle maggiori scoperte della scienza spirituale
dell'Oriente, un concetto in grado di stimolare e facilitare enormemente la
crescita spirituale dei singoli individui. Ogni maestro crea intorno a sé
una comune di ricercatori spirituali, tutti in profonda sintonia e vicinanza
con lui, accomunati dallo stesso profondo desiderio e intento evolutivo,
uniti dall’esperienza interiore della meditazione. Si crea, così, un campo
di energia-coscienza di elevata coerenza, intensità e luminosità. Questo
campo abbraccia l’intero luogo della comune come una rete, il cui centro è
rappresentato dalla coscienza vuota ed elevatissima dell’illuminato e i vari
nodi sono le coscienze più o meno evolute dei discepoli.
I Jainisti avevano calcolato che il campo psicoenergetico intorno ai
Teertankara, i loro maestri, fosse una sfera luminosa larga alcuni
chilometri. Per questo il maestro viene chiamato anche Mahatma, grande
anima. Il Buddhafield riflette la logica dell'utero, del nido e dell'uovo: è
un luogo protetto e qualitativamente elevato, tale da influenzare ogni
azione e pensiero al sacro.
Ogni sangha (comunità spirituale), lamaseria, monastero, ogni comune di
ricercatori che ha ospitato un maestro illuminato crea questo campo in cui
ogni avvenimento appare più significativo, più fluido, come se l’intero
posto avesse una maggiore "densità". Accadde questo quando Gesù, Buddha e
Lao Tze furono con i loro discepoli, accadde nelle comuni francescane, zen,
sufi e tantriche, accadde fino a che Gurdjieff, Ramana Maharshi, Babaji e
Osho furono vivi e continua ancora ad accadere intorno ad ogni maestro
vivente: si creano punti di sincronicità di coscienze, centri di fusione
della rete evolutiva di un'umanità ancora frammentaria.
Il Darshan
Nel Buddhafield vige l'usanza del darshan, la trasmissione, tramite la
semplice presenza, di uno stato di coscienza da maestro a discepolo. Così ne
parla Narendra dopo che Ramakrishna, il suo maestro, lo toccò sul petto: Al
meraviglioso tocco del maestro la mia mente subì una rivoluzione completa.
Ero strabiliato nello scoprire che non c'era proprio nulla nell'universo che
non fosse Dio. Rimasi in silenzio, domandandomi quanto tempo questo stato
sarebbe continuato. Non passò durante tutta la giornata. Ritornai a casa e
lì mi sentii alla stessa maniera: tutto ciò che vedevo era Dio. Mi sedetti a
mangiare e vidi che ogni cosa - il piatto, il cibo, mia madre che lo stava
servendo, io stesso - tutto era Dio e nient'altro che Dio.
Le tradizioni indotibetana, persiana, cinese e giapponese contemplano il
ruolo del maestro come elemento essenziale della trasformazione spirituale,
anche se è possibile illuminarsi senza nessuna guida o scuola.
L’ineffabile mistero dell’essere, cardine della ricerca interiore orientale,
si contrappone alla concretezza dell’avere della società tecnologica. Vuoto
e silenzio mentale diventano un polo dell’esperienza umana interiore che si
spera bilanci la ricchezza estrema della conoscenza e dell’esperienza
rivolta al mondo esterno. E’ necessario che l’Occidente, e lo scienziato in
particolare, prenda coscienza di questa mancanza radicata nella nostra
cultura e inizi a riequilibrare il mondo, partendo dalla ricerca del proprio
essere.
<Se noi potessimo...>
(di Roberta Piliego)
-------------------------
Se noi potessimo ridurre la popolazione del mondo intero in un villaggio
di 100 persone mantenendo le proporzioni di tutti i popoli esistenti al mondo,
il villaggio sarebbe così composto:
Ci sarebbero:
57 Asiatici
21 Europei
14 Americani (Nord Centro e Sud America)
8 Africani
52 sarebbero donne
48 uomini
70 sarebbero non bianchi
30 sarebbero bianchi
70 sarebbero non cristiani
30 sarebbero cristiani
89 sarebbero eterosessuali
11 sarebbero omosessuali
6 persone possiederebbero il 59% della ricchezza del mondo intero e tutti
e 6 sarebbero statunitensi
80 vivrebbero in case senza abitabilità
70 sarebbero analfabeti
50 soffrirebbero di malnutrizione
1 starebbe per morire
1 starebbe per nascere
1 possiederebbe un computer
1 (sì, solo 1 avrebbe la laurea)
Se si considera il mondo da questa prospettiva, il bisogno di
accettazione, comprensione e educazione diventa evidente. Prendete in
considerazione anche questo.
Se vi siete svegliati questa mattina con più salute che malattia siete più
fortunati del milione di persone che non vedranno la prossima settimana.
Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia, la solitudine
dell'imprigionamento, l'agonia della tortura, i morsi della fame, siete più
avanti di 500 milioni di abitanti di questo mondo.
Se potete andare in chiesa senza la paura di essere minacciati, arrestati,
torturati o uccisi, siete piu fortunati di 3 miliardi di persone di questo
mondo.
Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sopra la testa e
un posto per dormire siete piu ricchi del 75% degli abitanti del mondo.
Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e degli spiccioli da
qualche parte in una ciotola siete fra l' 8% delle persone piu benestanti al
mondo.
Se i vostri genitori sono ancora vivi e ancora sposati siete delle persone
veramente rare.
Se avete ricevuto questo messaggio, consideratelo come una doppia
benedizione, perché qualcuno ha pensato a voi e perché non siete fra i due
miliardi di persone che non sanno leggere.
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
AFORISMI
Se non seguite qualcuno vi sentite molto soli. E allora siate soli! Perché avete
paura di stare da soli? Perché siete a faccia a faccia con voi stessi così come
siete e vi trovate vuoti, ottusi, stupidi, sgradevoli, colpevoli, ansiosi -
un'entità secondaria, scadente, di seconda mano. Affrontate questa realtà:
guardatela, non fuggitela. Nel momento in cui fuggite comincia la paura.
Krishnamurti, "Liberta' dal conosciuto"
***
Immagina d'essere un bimbo che, sdraiato sulla schiena con lo sguardo rivolto al
cielo senza nuvole, faccia bolle di sapone con un anello di plastica. Non appena
la bolla si stacca, l'osservi mentre s'innalza nel cielo, e così facendo sposti
l'attenzione dalla bolla al cielo. Mentre osservi la bolla, questa scoppia, ma
l'attenzione per un attimo rimane là dove c'era la bolla. Ecco, in quell'attimo
la consapevolezza si posa nello spazio vuoto.
B. Alan Wallace, "Buddismo tibetano dalle fondamenta"
***
La meditazione è come un singolo pezzo di legno. L'investigazione e
l'introspezione sono un'estremità del legno, la calma e la concentrazione sono
l'altra estremità. Se sollevi un pezzo di legno, entrambe le estremità si
sollevano contemporaneamente. Qual è la concentrazione e qual è l'introspezione?
Soltanto questa mente.
Ajahn Chah, "Tranquillo stagno nella foresta"
***
La comprensione è migliore della pratica meccanica. Migliore della comprensione
è la meditazione. Ma meglio di tutto è lasciar andare l'ansia per il risultato,
perché a questo fa immediatamente seguito la pace.
Bhagavad Gita 12:12
***
Consapevole mentre cammina, consapevole mentre sta fermo, consapevole mentre sta
seduto, consapevole mentre giace, consapevole nel distendere e raccogliere le
proprie membra - in alto, di fianco e in basso - dovunque vada nel mondo, il
praticante osserva il sorgere e lo svanire di tutte le cose composte di
elementi. Chi vive in questo modo zelante, quieto e non esaltato, sempre
mentalmente presente, esercitantesi nella tranquilla consapevolezza, vien
definito "costantemente intento".
Itivuttaka, 111
***
"L'amore può nascere solo quando la mente non è presente". "Tu sei il mondo! …
Ciascuno cambi se stesso per cambiare il mondo".
Jiddu Krishnamurti
***
Tenete le mani aperte, tutta la sabbia del deserto passerà nelle vostre mani.
Chiudete le mani, non otterrete che qualche granello di sabbia.
Dogen
***
La vita è un gioco, la cui prima regola è far finta che non lo sia.
Alan Watts
***
Prima del risveglio tagliavo legna e portavo acqua; dopo il risveglio tagliavo
legna e portavo acqua.
Proverbio Zen
***
Se hai ragione non hai bisogno di gridare.
(Proverbio zen)
***
Se siamo felici, se siamo in pace, possiamo sbocciare come un fiore; e la nostra
famiglia, tutta la società, trarranno beneficio dalla nostra pace.
Thich Nhat Hanh
***
Cerca la verità nella meditazione e non nei libri ammuffiti. Per cercare la luna
guarda il cielo, e non nello stagno.
Proverbio persiano
***
La nascita e la morte sono come bolle d'aria sull'acqua. L'acqua è reale, le
bolle sono effimere: si alzano dall'acqua per poi ricadervi. Dio è come un
grande oceano, e le bolle d'aria che vi si agitano sono le anime. Per opera di
Lui le anime nascono, in Lui esistono, e a Lui ritornano
Sri Ramakrishna
***
I suoi discepoli gli dissero, "Quando verrà il regno?" "Non verrà cercandolo.
Non si dirà 'Guarda, è qui!', oppure 'Guarda, è lì!' Piuttosto, il regno del
Padre è sulla terra, e nessuno lo vede."
Vangelo di Tommaso - 113
***
La vita spirituale ha la sua massima espressione nell'uomo che conduce una vita
normale con l'aggiunta dello Yoga ... Sarà tramite questa unione di vita
interiore e vita esteriore che l'umanità potrà diventare evoluta, potente e
divina.
Sri Ghose Aurobindo - The Ideal of the Karmayogin, 1950 b, p. 10
***
Guarda la paura in faccia ed essa cesserà di turbarti.
Swami Sri Yukteswar in "Autobiography of a Yogi
***
Concentrati sul Divino nell'Occhio Spirituale perché questa è la mia Vera Forma.
Io non sono questo corpo di carne e ossa. Sono il servo di tutti.
Yogiraj Sri Sri Lahri Mahasaya
***
"Io non sono niente e nessuno. Sono solo uno specchio nel quale potete vedere
voi stessi."
Babaji
***
Per te grande e bellissima anima!!!
Om Benza Sato Ma
Lucia
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
hai ragione, sai sono molto sbadatae lo faccio solo per questo, non per non
riportare il sito
ti abbraccio
lucia
*********************
nota di un moderatore:
la fonte e/o l'autore devono essere sempre riportati nei messaggi altrimenti si
deduce che lo scritto sia di vostra proprieta' e quindi ve ne assumete tutte le
responsabilita'.
si prega, per quanto possibile, di non utilizzare la lista per questioni
personali e di formattare adeguatamente i messaggi e le risposte ed eliminando
il testo inutile, altrimenti verranno cancellati.
grazie
alan
*********************
nick_salius <selfmade@...> wrote:
--- In SUBLIMEN@yahoogroups.com, Lucia ha
scritto:
>
> Aforismi di Jiddu Krishnamurti
Gent.ma Lucia, ho notato che ti piace riportare numerose risorse
ricopiate da diversi siti. Ora, non v'è nulla di male, anzi è
encomiabile, tuttavia dovresti aggiungere sempre, per correttezza,
il link della pagina da cui hai tratto le risorse in questione.
Ti prego di non dimenticarlo. Chi si occupa di spiritualità
dovrebbe dare il buon esempio! Non credi?
Quindi anche se gli autori non sono espressamente indicati è buona
norma riportare il link del loro modesto e oscuro gratuito lavoro.
Sono certo che condividerai.
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nota di un moderatore:
la fonte e/o l'autore devono essere sempre riportati nei messaggi altrimenti si
deduce che lo scritto sia di vostra proprieta' e quindi ve ne assumete tutte le
responsabilita'.
si prega, per quanto possibile, di non utilizzare la lista per questioni
personali e di formattare adeguatamente i messaggi e le risposte ed eliminando
il testo inutile, altrimenti verranno cancellati.
grazie
alan
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