Roma 25 settembre - Manifestazione per la Salute Consapevole
Movimento CONSENSUS
Domenica 25 settembre a Roma:
Passeggiata per la Salute Consapevole
Salve a tutti,
vi ricordiamo che domenica 25 settembre si terrà a Roma, alle ore 11:00 la
Passeggiata per la Salute Consapevole.
Invitiamo all’evento non solo gli adulti interessati ma anche le famiglie,
perché sono i nostri figli che trarranno il maggior beneficio dal
riconoscimento (il diritto alla scelta terapeutica) per il quale
manifestiamo.
Ai bambini presenti saranno distribuiti palloncini sagomati.
Vi sarà anche la presenza di medici-clown.
Invitiamo i partecipanti e le associazioni a portare poster o striscioni
spiritosi.
Ci vediamo domenica 25 settembre al Colosseo alle 11:00 in punto.
Il comitato organizzatore
Movimento CONSENSUS
Giornata Nazionale della Salute Consapevole
Passeggiata per manifestare il
Diritto alla Libertà Terapeutica
= domenica 25 settembre 2005, ore 11:00 - 13:00 =
= Roma, Piazza del Colosseo – Piazza Madonna di Loreto =
Chi volesse può proseguire, in maniera non organizzata, per Piazza Campo dé
Fiori
per rendere omaggio al monumento a Giordano Bruno.
= Nel pomeriggio, dalle ore 14:30 alle 16:30 =
Si terrà un incontro conoscitivo / di programmazione del Movimento CONSENSUS
in via Galilei 57 - Metro A Manzoni
Esiste da parte dello Stato una mancanza di tolleranza e di equità nei
confronti di oltre 11 milioni di cittadini che, curandosi con pratiche
mediche alternative, hanno deciso di vivere con diversa consapevolezza tutto
ciò che attiene la malattia e il proprio benessere.
Consideriamo, ad esempio, queste recenti decisioni:
La reintroduzione di farmaci - come il Ritalin, già appartenente alla classe
delle sostanze che causano tossicodipendenza - da somministrare a bambini
troppo vivaci.
L’uso disinvolto dei giudici per costringere i malati a sottostare a
trattamenti sperimentali e ad operazioni chirurgiche.
Se non reagiamo, lo Stato continuerà a pensare che qualsiasi decisione
prenda (suggerita spesso dalle case farmaceutiche) incontrerà sempre la
nostra passiva approvazione.
Per salvaguardare il benessere psico-fisico nostro e dei nostri figli
terremo il
25 settembre a Roma, la seconda
Giornata Nazionale della Salute Consapevole
Quel giorno avremo la possibilità di mostrare allo Stato che esistiamo, che
abbiamo opinioni in materia sanitaria e che intendiamo manifestare
civilmente la nostra disapprovazione su decisioni che consideriamo lesive
per la nostra salute.
Questa è l'inizio di una campagna nazionale per il riconoscimento del
Diritto alla Libertà Terapeutica.
Esso appartiene naturalmente all’individuo e lo Stato non deve interferire
su decisioni personali che riguardano la salute.
Partecipando, mostrerete allo Stato che volete difendere i vostri diritti.
Invitiamo:
Tutti quei cittadini che vogliono difendere il diritto ad una salute
consapevole e alla libera scelta terapeutica.
Medici e Terapeuti di ogni disciplina.
Giovani e studenti che hanno a cuore il proprio futuro.
Genitori e famiglie.
Per ulteriori dettagli: www.movimentoconsensus.org
Rinaldo Lampis – nord Italia - 348 4107897 - rilampis@...
Marina Costa – centro Italia - 349 4256445 – costamarina@...
Valerio Genovese – sud Italia – 347 5045679 - valeriogen@...
Antibufala: Quei costosi castori dell'892.892, ecc...
by Paolo Attivissimo
Sta girando un appello che parla di "due castori, magri, ambigui, in
tutine attillate rosso fiamma, un incrocio tra la Carrà e Japino, che
fanno la pubblicità a un numero magico: l'892 892." e ne segnala i
costi elevati e l'ingannevolezza della pubblicità.
L'892.892 è uno dei tanti servizi informazioni che da ottobre
sostituiranno il vecchio 12 e 412. Ma i prezzi sono alti, e l'appello
lo segnala senza inciampare in bufale: "Nel caso migliore, dal
telefono di casa, 0,12 euro di scatto alla risposta e 0,03 euro al
secondo. Cinque minuti per ottenere un numero di telefono costano
0,12 + (0,03 x 300 secondi), quindi 9,12 euro. Per un'ora di
conversazione paghi 108 euro!!!"
La fonte dell'appello è il blog di Beppe Grillo, in un articolo
pubblicato da Grillo stesso il 17 agosto 2005.
Non è una bufala: le affermazioni dell'appello sono sostanzialmente
esatte e verificabili: per esempio, il numero e il sito citato
esistono, la pubblicità è onnipresente, i due "castori" sono i
personaggi dello spot televisivo e del sito 892892.it, e il servizio
è una delle alternative al vecchio numero 12 del servizio
informazioni di Telecom Italia.
Visti i costi, il consiglio dell'appello di usare Internet per
acquisire informazioni telefoniche costituisce un'alternativa valida
ed economica: ci sono molti siti che offrono informazioni di questo
genere:
* Paginebianche.it (citato dall'appello)
* Pronto.it
* Info412.it
* Paginegialle.it
Ce ne sono sicuramente altri: se li conoscete, segnalatemeli
scrivendomi al solito indirizzo topone@....
Chiaramente i servizi d'informazione via Internet non saranno molto
utili se siete in giro e non avete a portata di mano un computer
collegato alla Rete, nel qual caso i servizi come l'892.892
costituiscono una soluzione costosa ma a volte preziosa. L'importante
è essere consapevoli dei costi prima di usare questi servizi.
Sull'ingannevolezza del messaggio pubblicitario della InfoNXX è in
corso una causa avviata da Telecom Italia, di cui parla Pier Luigi
Tolardo su Zeus News:
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4296
Da parte mia ho pubblicato un'indaginetta antibufala con molti
dettagli in più rispetto alla noticina che state leggendo:
http://www.attivissimo.net/antibufala/892892/castori.htm
Spero che la troviate utile e risparmievole!
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__Mandate il vostro nome su Plutone__
La NASA vi offre l'opportunità di inviare il vostro nome e cognome
fino a Plutone e oltre, registrato su un CD installato a bordo della
sonda New Horizons, che verrà lanciata a gennaio 2006 e arriverà
dalle parti di Plutone a luglio 2015.
E' una piccola grande occasione per immortalare il proprio nome tanto
quanto quelli dei faraoni, dato che la sonda sarà al riparo da ogni
eventuale cataclisma terrestre (Decimo Pianeta compreso) e tornerà da
queste parti soltanto fra circa 50.000 anni.
Per registrare il vostro nome gratuitamente, è sufficiente visitare
l'apposito sito Nasa:
http://pluto.jhuapl.edu/ecard/
Avrete la possibilità di stamparvi un bel certificato e di far
controllare agli amici che avete memorizzato presso la Nasa il vostro
nome. Ma non rimandate, perché c'è tempo soltanto fino al 15 settembre.
Già che ci siete, date anche un'occhiata al sito generale della
missione:
http://pluto.jhuapl.edu/
__Geniale mossa antipirateria dei discografici: album sotto falso nome__
In una nuova conferma della massiccia carestia di materia grigia che
sta devastando l'industria discografica, Contactmusic.com segnala
l'ultima, geniale trovata per combattere la pirateria musicale: far
circolare sotto falso nome le anteprime degli album degli artisti
famosi.
http://www.contactmusic.com/new/xmlfeed.nsf/mndwebpages/mccartney%20%
20%20morissette%20use%20aliases%20to%20fool%20pirates%20%20%20thieves
Link breve: http://tinyurl.com/dewm9
Le case discografiche, infatti, mandano solitamente ai giornali e
alle riviste, con varie settimane di anticipo, alcune copie dei CD di
prossima uscita, nella speranza di ottenerne una recensione. Il guaio
è che se il CD è di un artista famoso, capita che finisca in
anteprima nelle mani di qualcuno che provvede immediatamente a
pubblicarlo nei circuiti di scambio P2P, col risultato che il CD è
scaricabile illegalmente ancor prima di essere in vendita nei negozi.
Così è stata partorita l'idea di inviare i CD da recensire
etichettandoli con nomi fasulli, così si evita (secondo Mitch
Schneider, agente di Alanis Morissette e dei Depeche Mode) che
qualcuno passi accanto alla scrivania del recensore, noti un CD
etichettato per esempio "Alanis Morissette", e decida di "prenderlo
in prestito".
Il piccolo, trascurabile difetto di questa portentosa iniziativa
antipirateria è che, come prevedibile, si è venuto a sapere quali
sono i nomi fasulli e quali sono gli artisti reali corrispondenti.
Per esempio, le copie di anteprima del prossimo album di Paul
McCartney recano la firma "Pete Mitchell"; Faith Hill ha lo
pseudonimo Fern Holloway; Alanis Morissette viaggia sotto il nome di
Arthur Moore e i Depeche Mode si fanno chiamare Black Swarm.
Naturalmente, l'altro aspetto che forse i geni del disco non hanno
considerato è l'effetto confusorio della rietichettatura. E' facile
immaginare che molti critici musicali, sommersi di CD da recensire,
diano un'occhiata distratta all'anonimo CD etichettato "Pete
Mitchell" e lo scartino o lo regalino a qualcuno, magari dicendo
"tieni, io non me ne faccio niente, questo Mitchell non è per niente
originale, sembra uno che imita Paul McCartney".
___Apple prenota processori PowerPC fino al 2008__
L'annunciato passaggio di Apple ai processori Intel, che ha fatto
così tanto rumore nei mesi scorsi, non sembra destinato ad essere
così repentino come dichiarato inizialmente.
Secondo EETimes, infatti, Apple ha stretto un accordo con la
Freescale Semiconductor per la fornitura di processori PowerPC fino
al 2008. La fonte è un documento inviato da Apple alla U.S.
Securities and Exchange Commission.
http://www.eet.com/news/latest/showArticle.jhtml?articleID=170100975
Secondo il documento, Freescale è tenuta a fornire processori PowerPC
ad Apple, ma Apple non ha l'obbligo di acquistarli salvo che per le
attività produzione in corso al momento dell'accordo; quindi può
darsi che sia semplicemente una mossa di prudenza per coprirsi le
spalle qualora la migrazione a Intel non andasse liscia. Tuttavia
contrasta con la dichiarazione precedente di Apple secondo la quale i
processori Intel avrebbero "permeato l'intera gamma di prodotti
Macintosh entro la fine del 2007".
Già si era capito che la transizione sarebbe durata anni e che quindi
non ci sarebbe stata un'improvvisa carenza di software (c'è un parco
macchine di decine di milioni di unità basate su processori PowerPC
da soddisfare), ma questo dettaglio dovrebbe tranquillizzare chi
temeva di acquistare oggi un computer Apple e trovarsi con un
computer subito obsoleto.
Ciao da Paolo.
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2005 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
Yama e Niyama
Regole per l'illuminazione interiore e la felicità
Eseguito in modo appropriato, lo yoga rimuove la copertura artificiale
dell'anima e fa rivivere la nostra coscienza pura originale.
di Prahladananda Swami
(da Ritorno a Krishna di Gennaio-Febbraio 2005)
Si stima che trenta milioni di Americani pratichino gli esercizi fisici e di
respirazione dell' hatha-yoga che costituiscono due delle otto parti di un
metodo chiamato astanga-yoga. (Asta significa "otto" e anga significa
"membra". Yoga significa "collegarsi con il Supremo"). La base
dell'astanga-yoga sono yama e niyama, o i doveri sociali e personali, mentre
tisana (posizioni fisiche) e pranayama (esercizi respiratori) sono il terzo
e il quarto livello. I restanti livelli sono pratyahara (distacco), dharana
(contemplazione), dhyana (concentrazione) e samadhi (concentrazione fissa).
Anche gli altri metodi yoga (per esempio, il bhakti-yoga: lo yoga della
devozione) hanno delle regole. Per raggiungere gli scopi dello yoga
descritti dalle autorità dobbiamo seguire sistematicamente un metodo yoga,
proprio come per ottenere il diploma di una scuola dobbiamo seguirne il
curriculum. Le principali autorità dicono che gli scopi ultimi dello yoga
non sono la salute e i poteri mistici, ma la realizzazione del sé distinto
dalla materia e il risveglio della nostra dimenticata eterna relazione con
la Suprema Personalità di Dio, Sri Krishna.
Le Scritture e i testi di yoga prescrivono discipline fisiche e mentali per
un progresso fisico e spirituale, perché solo le azioni fatte secondo le
regole possono liberarci dagli attaccamenti e dalle avversioni, che nascono
da una mente agitata e dai sensi. Nella Bhagavadgita viene spiegato che il
coinvolgimento nei tre modi della natura materiale (virtù, passione e
ignoranza) è la fonte principale dei disturbi della mente e del corpo. Noi
veniamo irretiti dalla natura materiale quando desideriamo essere i padroni
e i goditori della creazione e ci sentiamo frustrati quando i nostri
desideri non vengono esauditi. Il Signore crea e controlla i modi della
natura attraverso le Sue potenze. Pertanto noi potremo superarli solo
seguendo un metodo che Egli ci prescrive.
Seguendo le discipline dello yoga i nostri attaccamenti ai modi della
passione e dell'ignoranza diminuiscono e saliamo gradualmente al modo della
virtù, in cui disponiamo di una maggiore conoscenza e soffriamo di meno.
L'anima pura, catturata dall'illusione che deriva dai modi della natura non
riesce a percepire la sua originale natura gioiosa. Lo yoga libera dalla
copertura artificiale dei modi della natura e fa rivivere l'originale
coscienza pura dell'anima. L'astanga-yoga sviluppa un'intelligenza più
elevata con cui si può progressivamente migliorare il controllo dell'anima
sulla mente e sui sensi e raggiungere così un livello che va al di là del
condizionamento materiale. In ogni modo questo stato è solo un preliminare
alla vera vita spirituale, che inizia quando risvegliamo la nostra coscienza
di Krishna. Dopo aver compreso che siamo gli eterni servitori di Krishna,
possiamo iniziare la nostra vita naturale di servizio d'amore in relazione
con Lui e con i Suoi servitori liberati.
Nello yoga ci sono due percorsi che conducono alla perfezione: il percorso
diretto e quello indiretto. Il percorso indiretto comprende fasi progressive
di yoga. Il bhakti-yoga, il servizio devozionale è diretto. Prima di poter
risvegliare la devozione, il percorso indiretto richiede di rinunciare ai
frutti del lavoro (karma-yoga), di coltivare la conoscenza spirituale
(jnana-yoga) e di praticare nel cuore la meditazione sul Signore (lo scopo
dell'astanga-yoga). L'astanga-yoga in quest'era di Kali non è adatto a noi,
perché abbiamo una vita breve, non siamo costanti nelle abitudini e siamo
fisicamente e mentalmente deboli. Al giorno d'oggi solo alcune persone
eccezionali possono raggiungere la perfezione seguendo il percorso
indiretto, ma non la maggior parte delle persone. Imitare l'antico sistema
dell'astanga-yoga è senz'altro uno spreco di tempo se non si conosce lo
scopo o il metodo per ottenerlo.
Gli otto livelli (yama, niyama e così via) di sviluppo della coscienza sono
applicabili a qualsiasi attività. Supponete che uno giochi al calcio
(conosciuto anche come football). Yama e niyama, che si riferiscono alla
disciplina sociale e personale, corrisponderebbero rispettivamente alla
cooperazione all'interno della squadra e all'esibizione delle abilità
personali. Per esempio le asana rappresenterebbero la posizione del corpo
per colpire il pallone con i piedi o con la testa. Il pranayama sarebbe la
sorgente dell'energia senza di cui nessuno potrebbe giocare. Il pratyahara
significherebbe non essere distratti dagli stimoli sensoriali. Se i tifosi
incoraggiano un giocatore che corre con il pallone, per esempio, questi non
dovrebbe distrarsi fermandosi ad alzare le braccia verso la folla. Dharana
significa contemplazione, in questo caso conoscere le posizioni del pallone,
degli altri giocatori e della rete. Dhyana qui significherebbe concentrarsi
su come calciare il pallone verso la rete evitando i difensori. Quando un
giocatore di calcio tira il pallone nella rete la sua squadra raggiunge
(temporaneamente) il samadhi.
I DOVERI DI UNO YOGI
Il saggio Patanjali, ritenuto il padre dell'astanga-yoga, ha scritto lo Yoga
Sutra. Egli divide yama e niyama in dieci categorie:
Yama (regole sociali)
ahimsa: non violenza
satya: veridicità
asteya: non rubare
brahmacarya: celibato
aparigraha: non aver desiderio di possesso
Niyama (regole personali)
sauca: pulizia
santosa: essere soddisfatti
tapas: austerità
svadhyaya: studio
isvara-pranidhana: abbandono a Dio.
Un'analoga disciplina per i sensi e per la mente è esposta nello
SrimadBhagavatam (6.1.13-14):
Per concentrare la mente si deve vivere nella continenza senza mai deviare.
Bisogna sottoporsi alle austerità abbandonando volontariamente il piacere
dei sensi. Bisogna inoltre controllare la mente e i sensi, essere
caritatevoli, veritieri, puliti e non violenti, seguire i princìpi
regolatori e cantare regolarmente il santo nome del Signore...
Le regole di yama e niyama sono simili ai modi in cui agisce un brahmana, un
intellettuale o un sacerdote (Bhagavadgita 18-42): "Tranquillità, controllo
di sé, austerità, purezza, tolleranza, onestà, conoscenza, saggezza e
religiosità - sono le qualità naturali che caratterizzano il comportamento
di un brahmana."
Sviluppare le qualità braminiche, anche se non è la completa perfezione
della vita ci rende consapevoli di una coscienza più elevata e ci dà un'idea
della vita spirituale.
Un devoto di Krishna si astiene dal sesso illecito, dal consumo della carne,
dalle scommesse e dagli intossicanti. Questo aiuta il devoto a sviluppare
qualità nell'ambito della virtù: pulizia, misericordia, veridicità e
austerità. Il canto senza offese dei nomi di Dio aiuta ad elevare il devoto
alla piattaforma trascendentale. Srila Prabhupada spiega tutto questo nel
suo commento al terzo verso del Nettare dell'istruzione.
"Non dobbiamo restare inattivi, ma seguire con entusiasmo i princìpi
regolatori - tat-tat-karma-pravartana. Trascurando i princìpi regolatori si
distrugge il servizio devozionale. In questo Movimento per la Coscienza di
Krishna si devono osservare quattro princìpi regolatori fondamentali che
vietano i rapporti sessuali illeciti, il consumo di carne e di sostanze
inebrianti e il gioco d'azzardo. Il devoto dev'essere entusiasta nel seguire
questi princìpi. Se diventa negligente riguardo a uno di essi, il suo
progresso sarà certamente ostacolato.
...Oltre questi quattro divieti (yama) ci sono regole positive (niyama),
come il canto quotidiano di sedici giri sul rosario (japa-mala). Queste
attività regolate devono essere compiute fedelmente e con entusiasmo."
CONTROLLO DELLA MENTE E DEI SENSI
L'anima pura spirituale agisce attraverso la mente materiale e
l'intelligenza. Se la mente e l'intelligenza sono impegnate nella
gratificazione dei sensi, la nostra pratica yoga non darà frutti. Possiamo
seguire una certa disciplina temporaneamente o esteriormente, ma alla fine
il desiderio della gratificazione dei sensi ci costringerà a soddisfare le
richieste della mente e dei sensi. Perciò è un concetto sbagliato pensare
che compiere le asana per dimagrire, per motivi di salute, sia un metodo di
realizzazione spirituale. Senza un'intelligenza superiore la pratica degli
esercizi non ci aiuterà ad avanzare in nessun percorso verso la perfezione
spirituale. Sri Krishna dice (Bhagavad-gita 3.6): "Colui che reprime i
sensi, ma ha la mente ancora legata agli oggetti dei sensi, certamente
s'illude ed è considerato un simulatore."
Senza una disciplina mentale, intellettuale e spirituale, perfino i
miglioramenti di salute ottenuti soltanto con un metodo fisico non
dureranno, proprio come un recipiente fessurato non può contenere l'acqua.
Un'intelligenza elevata è fatta per impegnare i sensi e la mente al servizio
di Sri Krishna. Saper controllare la lingua ed i genitali è la cosa più
importante. Se non riusciamo a regolare le nostre scelte in merito al cibo e
al sesso, non c'è possibilità di liberarsi dalla coscienza materiale. Le
nostre scelte in merito al cibo sono influenzate dal forte desiderio della
nostra lingua di gustare cibi gradevoli al palato ed i nostri concetti sul
sesso sono costituiti da ciò di cui parliamo e da ciò che ascoltiamo in
merito. Sri Krishna ci raccomanda di controllare l'attività della lingua
mangiando cibo a Lui offerto e parlando e ascoltando krishna-katha o
argomenti riguardanti il Signore Supremo.
Srila Prabhupada illustra la libertà dal desiderio sessuale (Bhagavad-gita
6.1314, spiegazione):
(Yajnavalkya dice:) "Fare voto di brahmacarya deve aiutarci a cancellare
completamente la sessualità dai nostri atti, parole e pensieri - in ogni
istante, in ogni circostanza ed in ogni luogo." Nessuno può praticare
correttamente ed efficacemente lo yoga se indulge nei piaceri sessuali.
Perciò si deve essere educati al brahmacarya fin dall'infanzia, quando non
si ha ancora nessuna esperienza sessuale. All'età di cinque anni i bambini
sono mandati alla gurukula, la scuola del maestro spirituale, per seguire la
rigida disciplina del brahmacarya. Senza questa pratica non si può
progredire sulla via dello yoga, si tratti del dhyana, del jnana o del
bhakti.
Si chiama brahmacari anche l'uomo sposato che osserva le norme vediche della
vita coniugale, che ha rapporti sessuali soltanto con la moglie e secondo
regole rigorose. Questo grihastha-bramacari potrà partecipare alla scuola
della bhakti, ma non a quella del jnana o del dhyana, che esigono la castità
totale e non accettano compromessi. La bhakti permette invece una vita
sessuale limitata, perché il bhakti-yoga è così potente che appena ci si
dedica al servizio di devozione al Signore si perde automaticamente ogni
attrazione per i piaceri sessuali. La Bhagavad-gita (2.59) afferma:
visaya vinivartante
niraharasya dehinah
rasa-varjam raso' py asya
param dristva nivartate
Mentre gli altri sono obbligati a trattenersi dalla gratificazione dei
sensi, un devoto del Signore si contiene spontaneamente a causa di un gusto
superiore. Nessun'altro, escluso i devoti, conosce questo gusto superiore.
Per chi non è direttamente impegnato nel servizio al Signore, si consiglia
una moderata attività dei sensi: "O Arjuna, non c'è alcuna possibilità che
una persona che mangia troppo o troppo poco, dorme troppo o non dorme
abbastanza diventi uno yogi. Chi è moderato nel mangiare e nel dormire,
nello svago e nel lavoro, può mitigare tutte le sofferenze materiali con la
pratica dello yoga." (Bhagavad-gita 6.16-17)
In definitiva, in ogni caso il segreto del successo di ogni pratica yoga è
di ottenere un gusto superiore. Tutti cercano la felicità materiale perché
la felicità fa parte della natura dell'anima. La felicità che s'identifica
con un'incontrollata gratificazione dei sensi e della mente certamente ci
lega alle conseguenti reazioni dolorose. La gratificazione dei sensi è
limitata e temporanea. Non possiamo goderne senza fine, ma dopo un po'
dobbiamo rinunciarvi. Quando invece arriviamo alla piattaforma spirituale,
la felicità è continua e illimitata - rasamrita-sindhu.
Coloro che iniziano la pratica yoga non possono aspettarsi che le regole
restrittive (yama e niyama) siano sempre piacevoli. Il paragone viene fatto
con una persona malata d'itterizia: costui non gusta la dolcezza dei dolci,
ma anzi essi gli sembrano amari. Tuttavia un rimedio per l'itterizia è
l'assunzione regolare di dolci. Quando la malattia è finita, i dolci
risultano di nuovo dolci. Per questo Sri Krishna dice (Bhagavad-gita 18-37):
"La felicità che all'inizio può sembrare veleno, ma alla fine è come nettare
e risveglia la realizzazione spirituale, appartiene alla virtù."
Srila Prabhupada commenta: "Chi ricerca la realizzazione spirituale deve
seguire numerosi princìpi e regole per poter controllare la mente e i sensi
e concentrarsi sul Sé. Tutte queste pratiche sono molto difficili, amare
come il veleno, ma chi riesce a seguirle con successo e raggiunge il livello
spirituale, comincia a gustare il vero nettare e a godere veramente
dell'esistenza."
La regola principale dell'avanzamento spirituale è di essere sempre
impegnati nel servizio devozionale al Signore. Questo comincia concentrando
la mente nell'ascolto e nel canto dei Suoi nomi, della Sua forma, delle Sue
qualità e dei Suoi passatempi ed impegnando i nostri sensi nel mangiare i
resti del cibo a Lui offerto con amore.
Prahladananda Swami, membro del Governing Body Commission dell'ISKCON (GBC),
svolge il suo servizio come ministro GBC per la sanità e l'assistenza e
ministro GBC per il sannyasa. La sua sede è a Radhadesh in Belgio.
Il segreto della vita felice
Brani da:
SOLTANTO AMORE
(di Daya Mata, Presidente della Self Realization Fellowship)
Casa Editrice Astrolabio
da lista Sadhana >> it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana
Roma
*Sorvegliate i vostri pensieri e le vostre azioni*
(28 gennaio 1962)
Dopo aver meditato assieme a noi, Guruji ci diceva spesso:
"Rimanete calmi, interiorizzati. Anche dopo la meditazione, fate che la
mente riposi costantemente, o il piu' spesso possibile, nel pensiero di
Dio".
Da questo pensiero attingiamo la forza, la saggezza, il grande amore di cui
le nostre anime sono affamate. In questo mondo mutevole, ancoratevi
mentalmente all'unica cosa immutabile: Dio.
Quando finalmente si conosce la propria vera natura, interiormente si
diventa simili ad un oceano spumeggiante di gioia. E si e' cosi' desiderosi
di trattenere quella gioia che per paura di perderla, si evita accuratamente
di manifestarla troppo.
Siate sempre gentili e pieni di amore. Evitate i pensieri meschini, le
piccinerie. Se gli altri sono sgarbati con voi, cercate di conquistarli con
l'amore. Se non ci riuscite, affidate il problema a Dio e dimenticatelo.
Questo e' il modo di vivere.
Ognuno di noi dovrebbe sforzarsi di manifestare l'amore divino. Non e'
nostro compito preoccuparci se gli altri manifestino o meno questo amore; se
basiamo il nostro comportamento su quello degli altri, non riusciremo mai a
superare il piccolo se'. Noi dobbiamo cercare di rimanere in uno stato di
coscienza piu' elevato. Se tenete sempre presente questo nobile ideale e se
vi concentrate sul vostro impegno personale non avrete tempo di pensare a
quello che fanno gli altri, se seguano o meno questo ideale, o se stiano
facendo la loro parte. Dovreste preoccuparvi soltanto delle vostre azioni e
del vostro stato di coscienza, cioe' se in effetti state interiormente
correndo ai piedi del divino Amato.
* Modelli di vita spirituale*
(gennaio 1961)
Come potete sapere se state progredendo spiritualmente? Lo sapete
perche' dentro di voi c'e' sempre un profondo desiderio di Dio. Perche'
quando meditate, riuscite a controllare la mente focalizzando l'attenzione
sul oggetto della meditazione. Perche' percepite un grande oceano di pace in
voi e nell'universo che vi circonda. Perche' mentre vivete la vostra vita di
ogni giorno, avete il desiderio costante di fare del bene e di fare cio' che
e' giusto e poiche' nella mente c'e' sempre il pensiero:
"Signore benedicimi, guidami, aiutami a conoscere la Tua volonta'. Aiutami a
trovare il Tuo amore".
In un certo senso trovare Dio e' molto semplice: e' un modo di vivere.
Alzatevi la mattina con un solo pensiero: Dio.
Svolgete le attivita' dell'intera giornata sforzandovi al massimo di evitare
l'ira, l'egoismo, il risentimento, la critica, sapendo benissimo che in
tutte le esperienze il vostro unico punto di riferimento e' Dio. Egli e' il
vostro sostegno, e' la vostra difesa, e' la vostra forza, e' il vostro
amore. Cercate di far piacere a Lui - prima, dopo e sempre - e cosi', di far
piacere al Guru e al vostro prossimo. La sera, come ultima cosa, meditate
profondamente.
Tante volte, quando i nostri corpi erano affaticati, Guruji ci guardava
e diceva:
"Non importa; vi fa bene lavorare molto per Dio. Ma questa non deve essere
una scusa per non meditare la sera. Riducete il sonno. E se avete soltanto
quindici minuti per meditare, fate che quegli i quindici minuti siano
importanti. Fate uno sforzo continuo per distaccare la vostra coscienza dal
mondo e tuffatevi nel grande oceano interiore della presenza di Dio".
Trovare Dio e' facile quando abbiamo un unico scopo, unica meta: Dio
soltanto.
Trovare Dio e' molto difficile quando permettiamo alla mente di distrarsi e
di perdersi in cose insignificanti. Dovete sapere quello che volete, e poi
perseguirlo con tutto il vostro essere. Se volete Dio dovete ardere dal
desiderio di raggiungerlo. Se il vostro corpo vi ostacola o fa resistenza,
disciplinatelo. Durante la meditazione, ordinate al corpo di sedere dritto
ed immobile; osservate il respiro e non lasciate che la mente si abbandoni
al sonno. Quando meditate la mente deve essere simile ad un filo carico di
elettricita', e l'attenzione deve essere simile ad un fuoco ardente.
Se mi chiedete come si raggiunge questo stato, vi diro' che c'e' un modo
semplicissimo: coltivate un rapporto personale con Dio parlando
continuamente con Lui. La mente e' sempre rivolta a qualcosa, al piacere o
al dolore, alle idee che attirano la nostra attenzione o alle persone.
Concentrate invece la mente su Dio. Siate innamorati di Lui giorno e notte.
Se non riuscite a sentire questo amore, pregate incessantemente per
riceverlo. Che stato meraviglioso e' l'essere innamorati di Dio! E` simile
ad un fiume di gioia, silenzioso, dolce, che scorre ininterrottamente nella
coscienza e ricongiunge il vostro essere al grande oceano della presenza di
Dio dentro di voi, fuori di voi e in ogni luogo.
*Il segreto di una vita felice*
(18 dicembre 1962)
Il mondo interiore e' l'unica vera vita di uscita dalle nostre
tribolazioni. Piu' si rimane nella divina coscienza del mondo interiore
nella meditazione, piu' si desidera restarvi. E` facile capire perche' i
grandi yogi si immergono in quello stato meditativo per ore, giorni o mesi
consecutivi. Interiorizzandosi profondamente, ci si rende conto che soltanto
allora si vive davvero, soltanto allora si e' in contatto con la realt.. Non
si prova alcun desiderio di lasciare quel paradiso interiore, di scendere da
quel piano di coscienza. L'unico motivo che ci spinge a farlo e' compiere i
doveri che Dio ci ha affidati nel mondo.
Il Signore non si aspetta che fuggiamo nella foresta per cercarlo in
solitudine. Dobbiamo trovare quella solitudine dentro di noi. Allora, quando
riportiamo la nostra coscienza dallo stato meditativo alla consapevolezza
del mondo, rimaniamo su un piano piu' elevato e possiamo adempiere meglio la
volonta' di Dio. Il modo per trovare la pace in questo mondo consiste
nell'essere distaccati dai frutti delle azioni. E compiere tutti i nostri
doveri con il piu' profondo impegno, con l'attenzione piu' viva, con
maggiore zelo, cercandone i risultati non per noi stessi, ma solamente per
compiere la volonta' di Dio.
Gurudeva mi disse una volta:
"Il segreto di una vita felice e' semplicemente questo, ripeti sempre dentro
di te:
'Signore, Signore, sia fatta non la mia, ma la Tua volonta'. Tu sei
l'Artefice, non io'".
Se ci si sforza di vivere questo pensiero, col tempo si raggiunge uno stato
di distacco, di grande liberta' interiore. Si nutre un solo desiderio:
"Signore, voglio fare soltanto la Tua volonta'. Qualunque essa sia, saro'
soddisfatto perche' non c'e' nulla in questo mondo che io voglia per me
stesso. Mi sforzo soltanto di fare il lavoro che mi hai affidato,
esclusivamente per farti piacere".
* La nostra storia d'amore con Dio*
(7 aprile 1955 )
Siate cosi' forti interiormente, cosi' completamente assorti nel
pensiero di Dio, nella piu' completa fede in Lui, da non dare importanza a
nient'altro. Ne' le offese, ne' gli avvenimenti spiacevoli potranno allora
scuotervi. Sono semplicemente delle prove. Se il corpo soffre, e' per farci
ricordare della Madre Divina e della nostra vera natura in Lei. Dalle prove
fisiche impariamo finalmente a pregare: "
Anche se questo corpo e' tormentato dal dolore, anche se non so che cosa mi
succedera', Madre, so di non essere il corpo, ma l'anima immortale che abita
in una forma mortale soltanto per poco tempo".
E se la mente e' tormentata dai dubbi e l'anima si sente inappagata, e'
soltanto per farci ricordare che dobbiamo rivolgerci alla Sorgente infinita
per avere la sicurezza e l'appagamento cui anelano i nostri cuori e l'amore
che nessun rapporto umano potra' mai darci. Nessuno all'infuori di Dio puo'
soddisfare pienamente i desideri dello spirito umano.
E` da Dio che abbiamo avuto origine; e' per Dio e soltanto per Lui che
dobbiamo vivere e lavorare sempre piu' altruisticamente; ed e' tra le
braccia del nostro amato Dio che torneremo un giorno. Pensate a questa
verita' e tenetela sempre presente.
Non abbiate paura di nulla. Non abbiate paura dei disagi causati dal
corpo. Non abbiate paura di fare dei sacrifici e di abbandonarvi
completamente a Dio. Questa e' una grande lezione che ciascun devoto deve
imparare. Perche' avere tante premure per questo corpo temporaneo?
Affidatelo a Dio.
Ricordo benissimo i giorni in cui mi tiravo indietro, pensando troppo a
me stessa. Che straordinario senso di liberta' si trova quando, oltrepassata
quella barriera, ci si rende conto che la Madre Divina ci sostiene in ogni
momento della vita, in ogni respiro, in ogni battito del nostro cuore. Se la
Madre Divina e' con noi, chi o che cosa puo' mai essere contro di noi?
In ciascuno di noi e' presente la scintilla divina che e' in tutti i
santi. Dio non ci ama una briciola di meno di quanto non ami loro. Allora
che cosa non va? Siamo noi. Non riusciamo a sentire l'amore di Dio, perche'
il nostro amore per Lui non e' abbastanza profondo. Di chi e' la colpa? Di
nuovo, soltanto nostra. Non dobbiamo rimproverare gli altri, ne' le
circostanze, ne' l'ambiente, ne' la gente che ci sta attorno. Dobbiamo
meditare piu' profondamente.
Quando vi svegliate la mattina, meditate. Se necessario, sferzate
mentalmente il corpo per farlo obbedire. Dopo tutto, il corpo resta con voi
solo per pochi anni, perche' lo usiate come strumento della vostra anima
immortale, il vostro vero Se'
E disciplinate anche la mente. Quando avrete dominato il corpo e la mente
scoprirete che e' cosi' semplice, cosi' facile realizzare la presenza del
Divino!
Qualunque cosa stiate facendo, non c'e' nulla che vi impedisca di
conversare interiormente con Dio. Mentre c'e' ancora tempo, mentre c'e'
ancora vita, salute, opportunita' e liberta' di intrecciare questa divina
storia d'amore con Dio, non siate soddisfatti finche' non sentite l'amore di
Dio sgorgare in voi ogni volta che pensate al Nome Divino.
"Verra' per me quel giorno, Madre, quando solo nel pronunciare il tuo nome,
i miei occhi si riempiranno di lacrime?"
- quando Guruji cantava questi versi il mio cuore si struggeva: "Oh, Madre,
verra' quel giorno anche per me?"
Soltanto questo amore e' vero. Il nostro dovere piu' grande nella vita
consiste nel trovare quell'amore e risvegliarlo nei Cuori degli uomini. E`
soltanto per questa ragione che la Self-Realization Fellowship esiste. Quali
devoti di questo sentiero, mantenete sempre vivo quell'ideale.
Quanto ci costa il Vaticano Spa
Di Romano Nobile dal libro «Pastore tedesco»
Piccolo e ricco
Città del Vaticano è il più piccolo stato del mondo, ma anche il più
rispettato. Si tratta, caso davvero unico, di una "monarchia assoluta"
elettiva.
Grazie al carisma del Papa, all'organizzazione piramidale e non democratica
ed all'esercizio delle attività di apostolato e di beneficenza, la Santa
Sede amministra i suoi beni e le sue società in tutto il mondo.
I suoi beni immobili (beni ecclesiastici) situati in altri Stati, godono in
numerose nazioni, tra le quali l'Italia, di regimi privilegiati ed in alcuni
casi di extraterritorialità che consentono l'esonero da imposizione di
tasse. Per questi regimi speciali, che valgono anche in tema di commerci, di
contratti e di donazioni, nonché per l'opacità della sua finanza, Città del
Vaticano, pur con le debite differenze, è stata spesso paragonata alle
“giurisdizioni offshore” (paradisi fiscali).
In Italia in particolare si intrecciano proprietà immobiliari, attività
bancarie e di credito, imprese industriali, finanziamenti diretti e
indiretti a carico del bilancio dello Stato Italiano e di Enti pubblici. Ciò
crea una posizione di quasi monopolio del vasto mondo dell'assistenza, una
presenza costante in tutte le iniziative a favore della gioventù, della
gestione di cliniche e di enti ospedalieri. Con il condizionamento operato
dalla Chiesa sul Parlamento nella produzione legislativa, necessaria a
creare una indispensabile cornice istituzionale e strutturale e soprattutto
un confacente regime di privilegio tributario.
Attraverso i Patti Lateranensi del 1929 e successivo accordo, che hanno
regolato i rapporti tra Stato italiano e Chiesa, e poi con la nascita della
Repubblica e dei governi democristiani, lentamente l'Italia divenne la sede
temporale del potere ecclesiastico, penetrato per delega nei governi, negli
enti pubblici, nelle leggi, nella costituzione materiale. E con la sola
resistenza marginale, e pagata a caro prezzo, di alcuni cattolici
politicamente impegnati come De Gasperi e Moro. Per mantenere indenne il
potere temporale della Chiesa, il Sacro Soglio e le sue propaggini
diocesane, non scomunicarono mai le malversazioni e la pubblica corruttela
che avveniva sotto gli occhi di tutti fino a diventare sistema di governo e
di sottogoverno.
«Non è mistero per nessuno ed anzi ormai storicamente accertato (così
Eugenio Scalfari su “ La Repubblica ” del 1 giugno 2005) che l'episcopato
italiano fu cieco e sordo di fronte al sistema della pubblica corruttela del
quale era perfettamente consapevole e spesso direttamente beneficiario. Come
accadde, tanto per ricordare un macroscopico esempio, in occasione del vero
e proprio "sacco di Roma", che durò dagli anni Cinquanta a tutti i Settanta
nel corso dei quali, appalti, piani regolatori, aree verdi o di destinazione
estensiva, furono manipolati per favorire Ordini religiosi, grandi famiglie
papaline, dignitari della Santa Sede, società immobiliari e palazzinare,
dentro una rete di compiacenza di marca vaticana che spolparono la città
come si spolpano le ossa di un pollo».
Così il Vaticano ha potuto conservare e moltiplicare in Italia immense
ricchezze. Gli innumerevoli immobili situati in tutto il territorio italiano
e soprattutto a Roma, sono anch'essi favoriti da un regime fiscale che ha
del ridicolo.
Le chiese sono semivuote ma le casse sono piene. Un fiume inesauribile
di denaro affluisce in Vaticano dall'Italia e da tutte le nazioni e comunità
dove vi sia una maggioranza cattolica: offerte, donazioni, eredità, quote di
imposte.
Soltanto una piccola parte di tali ricchezze finisce direttamente in
progetti umanitari.
Il resto va alla catechesi nelle parrocchie, all'edilizia di culto, al
sostentamento del clero (circa 40.000 preti in Italia), ma anche alle banche
amiche e da qui la liquidità si ricicla e si moltiplica in investimenti, in
titoli, in immobili, in businnes disinvolti, in azioni di industrie e
quant'altro.
Non per niente spesso il Vaticano, sempre per quanto concerne lo Stato
Italiano, è rimasto implicato in vicende strane mai completamente chiarite,
come il caso Calvi, il banchiere di Dio, impiccato sotto un ponte di Londra,
la vicenda del Banco Ambrosiano e dell'assassino di Marco Ambrosoli, il
sinistro ruolo dello IOR attraverso il misterioso Marcinkus ed altri
faccendieri di alto bordo tra i quali Michele Sindona.
Il killer in Paradiso
Consulente finanziario del Vaticano e della mafia italo-americana, il
finanziere siciliano Sindona negli anni '60 brucia le tappe e diviene un
protagonista del mercato finanziario americano. Sospettato negli Usa di
essere coinvolto nel traffico internazionale di stupefacenti e legato ad
ambienti mafiosi, in Italia può continuare a gestire i suoi sporchi affari
grazie ai suoi ottimi rapporti con la Democrazia Cristiana ed alle
credenziali che gli derivano dal suo legame personale con Paolo VI.
Quest'ultimo lo incarica di eludere la legislazione fiscale italiana
sottraendo alla tassazione l'ingente patrimonio azionario vaticano (che
esulava dai privilegi fiscali fissati dal Concordato). Sindona non tradisce
le aspettative del Pontefice trasferendo gli investimenti nel mercato
esentasse degli eurodollari tramite una rete di banche off-shore domiciliate
nei paradisi fiscali. Non si sa se la Chiesa abbia poi beneficiato del
condono sul rientro di capitali dall'estero ideato da Tremonti.
Il Vaticano ebbe rapporti anche con la banda della Magliana. A questo
riguardo assai strana e curiosa appare la vicenda di Enrico De Pedis,
appunto un boss della famigerata banda.
Dopo una vita costellata da un serie di gravi reati - dall'associazione per
delinquere al traffico di stupefacenti, dalle rapine a mano armata agli
omicidi -, il 2 febbraio 1990, nella romana via del Pellegrino, viene ucciso
da bande rivali.
Il 9 luglio 1997 un'interrogazione parlamentare del leghista Borghezio
invita il Ministro degli Interni ad accertare i motivi per i quali «il noto
gangster Enrico De Pedis riposi nella cripta della Basilica di
Sant'Apollinare», un privilegio che, secondo il diritto canonico, spetta
soltanto al Sommo Pontefice, ai cardinali ed ai vescovi.
Si accerta che il nulla osta per la sepoltura era stato richiesto al
Vaticano da monsignor Pier Vergari, rettore della Basilica, cioè lo stesso
prelato che al funerali aveva impartito l'estrema benedizione al boss di
Testaccio. Secondo il quotidiano “l’Unità” questo enigma imbarazzante ha una
soluzione politica-religiosa. «In particolare per quanto riguarda l’omicidio
di Pecorelli del 1979, la Procura di Perugia ha ipotizzato l’esistenza di
contatti organici tra la Banda della Magliana, Cosa Nostra, e ambienti
politici romani che facevano capo a Giulio Andreotti e a Claudio Vitalone
(poi usciti indenni dai processi a loro carico)
Comunque Pecorelli, secondo le testimonianze di un pentito sarebbe stato
ucciso da un commando composto da sicari della Banda della Magliana e di
Cosa Nostra.
L'Fbi ha creato Echelon 2
redazione ECplanet.net
Siamo spiati il doppio
Un supercomputer chiamato “Carnivore” vaglia milioni di e-mail al secondo. E
sa tutto su di noi, anche se abbiamo acquistato la pizza on-line.
Le orecchie di Echelon non sono sole
C'è ben altro a rovistare nei server dei provider e negli hard disk di
milioni di americani e di navigatori di tutto il mondo, una sorta di
“Echelon 2” che si aggiunge al sistema messo a punto dalla Nsa. A muoversi
silenziosamente tra i cavi telefonici e le banche dati, ci sono i tentacoli
di “Carnivore”, un supercomputer dell'Fbi in grado di analizzare milioni di
e-mail al secondo. Il suo obiettivo ? Cercare prove di attività criminali
negli scambi di messaggi online. E basta ? Nessuno può saperlo, perché
qualsiasi altra illazione entra nel campo della fantapolitica, ma quel che è
certo, è che il supercomputer è attivo, funziona e fa bene il suo lavoro.
A produrlo è stata la stessa Fbi, che per questo genere di ricerche ha
appositi laboratori in Virginia, a Quantico (curioso il riferimento della
località ai quanti della fisica, la prossima frontiera dei computer
insuperabili).
A “fare la spia” sull'esistenza di “Carnivore” è stato il Wall Street
Journal, che ha avuto l'imbeccata dalle industrie private. Queste sono state
sollecitate dai federali americani ad “abbassare le difese” per un certo
periodo per facilitare le operazioni di controllo delle comunicazioni
durante la ricerca di un criminale informatico. Ma quando si è visto cosa
era in grado di fare il sistema dell'Fbi, la sorpresa dei tecnici è stata
pressoché totale. Il tam-tam sulle caratteristiche del sistema è stato
rapido; la notizia è ora di dominio pubblico.
Il nome del computer è indubbiamente inquietante, ma “Carnivore” è il figlio
dell'altrettanto “terrificante” (ma meno efficiente) “Omnivore”, che già
consentiva da tempo di mirare dritto su un utente, controllarlo in ogni suo
movimento nel cyberspazio e spulciarne tutta la posta elettronica.
Ed ora cosa accadrà quando sempre più persone inizieranno a sospettare che
gli acquisti on-line non sono del tutto sicuri come si pensa? Ci saranno
contraccolpi nello sviluppo del commercio elettronico ? Indubbiamente l'Fbi
non andrà a pescare i soldi del nostro conto, ma saprà - per filo e per
segno - cosa abbiamo comprato: dal Cd musicale a quegli articoli che non
vorremmo far sapere in giro che ci piacciono.
«Carnivore» è il nemico di tutti: cittadini e criminali
«Carnivore» non piace a nessuno: non solo a chi può delinquere, ma neanche
ai difensori delle libertà civili, la cui Unione ha chiesto l'intervento del
Congresso per chiarire come agisca il sistema dell'Fbi. Il sistema, dicono,
equivale “alla capacità di accedere ai contenuti delle conversazioni di
tutti i clienti di una società telefonica, con l'assicurazione' che l'Fbi
registrerà solo i dialoghi che le interessano”. A differenza delle
intercettazioni telefoniche, le registrazioni non avvengono fisicamente
presso la società dei telefoni: tutto è gestito in prima persona dall'Fbi.
“Questo approccio del genere 'fidatevi, siamo il Governo', è l'antitesi
delle procedure richieste dalle leggi sulle intercettazioni”, sostiene
l'Unione per le libertà.
Il sistema dell'Fbi è attivo da qualche mese. Un provider alcune settimane
fa si è opposto alla richiesta dell'agenzia di installare la 'scatola nera'
nei suoi server, preoccupato di difendere la privacy dei proprio clienti, ma
ha perso la sua battaglia giudiziaria.
Il maggior problema di Carnivore, secondo James Dempsey del Centro per la
democrazia e la tecnologia, “è il suo mistero: l'Fbi piazza queste scatole
nere dentro il network di un provider e nessuno sa bene che cosa siano”.
Secondo Dempsey, è “una buona notizia” il fatto che l'Fbi abbia messo a
punto un sistema così selettivo, ma nello stesso tempo il mistero che
circonda Carnivore fa temere che potenzialmente sia in grado di andare a
frugare un po' dovunque.
Le organizzazioni per i diritti civili chiedono ora al Congresso di
intervenire, sostenendo che non ci sono leggi che autorizzino l'Fbi e il suo
sistema. L'agenzia, da parte sua, si limita a far sapere di aver attivato
Carnivore in una cinquantina di casi, ma le richieste per l'utilizzo del
sistema - alla caccia di trafficanti di droga, terroristi o criminali
informatici - stanno crescendo. Questo articolo è stato scritto da Antonio
Bachiorri per il sito “borsari.it”.
SALUTO AD AMBROGIO FOGAR
dalla Newsletter motivazionale a cura di HRD e Roberto Re
IL NOSTRO SALUTO AD AMBROGIO FOGAR
Mercoledì 24 agosto ci ha lasciato un grande amico, Ambrogio Fogar, più
volte ospite d’onore agli appuntamenti di HRD Academy. Questo è il nostro
modo di rivolgere a lui un ultimo saluto.
Chi non ricorda Johnatan Dimensione Avventura? La trasmissione che ha
affascinato e fatto sognare alcune generazioni di telespettatori negli anni
’80. Alcuni trentenni forse ricorderanno di aver giocato all’esploratore,
immedesimandosi in lui, Ambrogio Fogar, un uomo che ha fatto delle imprese
straordinarie la propria mission.
Probabilmente molti al posto suo si sarebbero fermati dopo il primo grave
incidente con il paracadute o dopo il naufragio che costò la vita al proprio
compagno di viaggio, ma lui no. Paradossalmente la sua passione per la vita
lo spinse ad affrontare sfide sempre più al limite della sopravvivenza.
Una passione che venne messa a dura prova quando nel 1992, durante il raid
Parigi-Mosca-Pechino la macchina su cui viaggiava si capovolse e Ambrogio
Fogar si ritrovò con la seconda vertebra cervicale spezzata e il midollo
spinale tranciato. Da allora ha vissuto per anni su una sedia a rotelle ed
attaccato ad un! a macchina.
In un’intervista al Corriere della Sera disse:"All'inizio ho pensato molte
volte di morire, ho pregato le mie sorelle di portarmi in Olanda per farla
finita. È difficile accettarsi quando non sei più quello di prima: ogni
impulso è una frustata, ogni desiderio una ferita, nelle mie condizioni devi
chiedere aiuto anche per grattarti il naso".
Ma una notte in cui non riusciva a prendere sonno ed osservava il soffitto,
ripensando ad alcuni bei momenti della propria gioventù, Fogar fece una
scoperta importante: stava sorridendo. Allora capì che se avesse voluto
avrebbe potuto tornare a sorridere e provare di nuovo belle emozioni.
Negli ultimi anni Ambrogio Fogar non ha mai perso la sua passione per la
vita e soprattutto la speranza. In questi giorni si stava preparando per
affrontare la sua ennesima avventura, un viaggio in Cina dove si sarebbe
sottoposto ad un trapianto di cellule ! staminali.
“Non mollo.- diceva - Spero un giorno di tornare a camminare con le mie
gambe, non accetto che si arrenda chi ha la vita in pausa e non voglio
credere di morire così, immobile”.
Nulla avrebbe potuto fermare il suo spirito indomito, tranne la morte che l’
ha colto poco prima dell’inizio di questa sua ultima avventura.
A noi oggi piace ricordare quelle da lui compiute durante questi anni
vissuti intensamente.
per proseguire la lettura dell'articolo:
http://www.hrdonline.it/inner.jsp?section=ambrogiofogar
La musica nelle teorie del Settecento - 1
http://www.lettere.unimi.it/Spazio_Filosofico/dodeca/giordanetti/capitolo01.
htm
Gli studi sulla genesi dell'estetica di Kant non si soffermano in genere
sulle fonti della teoria musicale. Otto Wieninger ritiene che una ricerca
sulla genesi non possa offrire alcun aiuto per la spiegazione dell'opera
matura (Wieninger 1929); non si può quindi accettare la valutazione
ottimistica di Nachstheim, secondo la quale “esclusivamente il lavoro di
Gustav Wieninger” si sarebbe “sforzato di valorizzare in modo possibilmente
esaustivo le fonti” (Nachstheim 1997). Sebbene abbia raccolto un gran numero
di affermazioni sparse nei 30 volumi dell'Edizione dell’Accademia, neppure
l'edizione curata da Nachtsheim, nel volume Zu Immanuel Kants Musikästhetik
del 1997, si può considerare un progresso in questa direzione. In essa sono
state ristampate Riflessioni ricavate dai manoscritti postumi sulla chimica
e la fisica, ma non si fa alcun cenno agli appunti dalle Lezioni di fisica
contenuti nel volume XXIX dell'Edizione dell’Accademia. Benché il curatore
noti che le lezioni e i manoscritti postumi possano essere di aiuto per
comprendere lo sviluppo della teoria di Kant ed eventualmente per
interpretare passi difficili degli scritti a stampa, questa constatazione
rimane allo stato di esortazione: l'introduzione non tratta, infatti, né la
genesi né le fonti storiche, ma analizza alcuni aspetti della Critica del
Giudizio
Utili, a questo proposito, sono invece alcune indicazioni di Richard
Grundmann sulle lezioni di antropologia pubblicate nel 1831 da Johann Adam
Bergk con lo pseudonimo di Friedrich Christian Starke, di Otto Schlapp nella
monografia sulla teoria del genio del 1901, di Erich Adickes nelle note al
volume XIV dell'Edizione dell'Accademia, e di Marie Rischmüller nelle
annotazioni alla riedizione delle Bemerkungen in den Beobachtungen über das
Gefühl des Schönen und Erhabenen [Annotazioni alle “Osservazioni sul
sentimento del bello e del sublime”] comparsa nel volume terzo delle
Kant-Forschungen.
Benché spesso sia stata espressa la convinzione che le rapide annotazioni di
Kant sulla musica rivelino in modo evidente come egli non abbia approfondito
la conoscenza degli sviluppi dell'estetica musicale a lui contemporanea,
un'analisi dei volumi dell'Edizione dell'Accademia permette di riportare
alla luce il confronto con una serie di dottrine che erano patrimonio comune
dei teorici della musica nel Settecento. Non si tenterà qui una
ricostruzione storica della riflessione filosofica sulla musica, ma si
prenderanno in considerazione unicamente quegli autori dalle cui opere si
possa dimostrare con certezza che il filosofo di Königsberg ha desunto
spunti determinanti; le dottrine non saranno quindi presentate nella loro
completezza, ma se ne esaminerà il contenuto esclusivamente riguardo ai temi
che saranno affrontati da Kant, approntando così materiale di cui si
mostrerà la presenza nella teoria della Critica del Giudizio e nelle fasi
della sua genesi.
1. L'organista e l'inconscio
Quali processi sono implicati nell'esecuzione di improvvisazioni all'organo?
La domanda è impostata nel secondo libro dello Essay on Human Understanding
[Saggio sull'intelletto umano] di John Locke, che considera impossibile
stabilire con sicurezza l'esistenza di contenuti oscuri della nostra mente,
perché proprio per la loro natura non possiamo sapere che cosa essi siano.
L'esecuzione di una melodia non può quindi essere ricondotta a processi o
contenuti oscuri dell'intelletto umano, ma deve essere spiegata grazie al
principio psicologico dell'associazione d'idee. Sebbene sembri molto
probabile che la causa dell'idea delle note e del movimento regolare delle
dita del musicista sia il movimento dei suoi spiriti animali, questa
determinazione fisiologica non può esserci d'aiuto per comprendere le
abitudini intellettuali e i legami fra idee. Si può notare che non appena un
musicista richiama alla mente l'inizio di una melodia a lui nota, le idee
delle diverse note si presentano al suo intelletto in una successione
corretta, benché egli non debba forzare la sua attenzione: le note si
succedono l'una all'altra secondo una struttura regolare, e altrettanto si
può dire del muoversi delle dita della sua mano sui tasti dell'organo; il
principio psicologico dell'associazione delle idee è dunque l'unica
spiegazione plausibile in un Saggio sull'intelletto umano (Locke 1690, II,
33, 6, p. 463).
Al contrario di Locke, Leibniz ammette che vi siano rappresentazioni oscure
nel profondo della nostra anima. Leibniz attribuisce la percezione della
normatività matematica a un calcolo compiuto dall'anima al di sotto della
soglia della coscienza; scrive a Christian Goldbach da Hannover, il 17
aprile 1712, che la musica è un'attività aritmetica nascosta svolta
dall'animo in uno stato di incoscienza, avvalendosi di percezioni confuse o
di cui non si può avere la sensibilità né un'appercezione distinta. Vagano
nel buio coloro i quali sono dell'avviso che nell'anima nulla possa
verificarsi al di là dei limiti della coscienza. Sebbene non abbia
sensazione della propria attività di calcolo aritmetico, l'anima ne avverte
l'effetto sotto forma di piacere per le consonanze, di dispiacere per le
dissonanze che ne risultano (Leibniz 1738-1742, vol. I, p. 241). Leibniz
commenta il § 6 del capitolo XXXIII del libro secondo di Locke nei suoi
Nuoveaux Essais sur l'entendement humaine [Nuovi saggi sull'intelletto
umano] mettendo in risalto non il ricorso alla legge dell'associazione, ma
la fondazione sugli spiriti animali: “§ 6. Le disposizioni e gl'interessi
individuali v'hanno pur parte. Certe tracce del frequente processo degli
spiriti animali diventano vere vie battute; e, quando si cerca un'arietta,
si sa cantarla fino in fondo appena trovatala” (Leibniz 1988, p. 257).
2. Musica e Bildungsvermögen
Nel Settecento la musica è di norma contrapposta alle arti figurative (cfr.
ad esempio Meiners 1772, pp. 232-233; d'Alembert 1761, Sulzer 1771-1774);
inserendo la musica fra le arti figurative, Schelling presenta la sua
partizione come un progetto completamente nuovo, del quale non si trovano
tracce nei secoli precedenti; dichiara di voler costruire le tre forme
fondamentali dell'arte figurativa, la musica, la pittura e la plastica, che
comprende scultura e architettura, e ricorda che, sotto il profilo storico,
la musica è sempre stata separata dall'arte figurativa.
Determinante per il discorso kantiano è la contrapposizione fra musica
europea e musica orientale; alla prima si attribuirà la facoltà formatrice,
la seconda rimarrà, nelle sue Lezioni e nelle sue Riflessioni, in balìa dei
sensi. In alcuni resoconti di viaggio settecenteschi si nota come i cinesi
si credessero inventori dell'arte musicale; se si dovesse attribuire valore
di verità a queste loro pretese si dovrebbe concluderne che la loro musica
si sia deteriorata col tempo, perché ora, si constata in quei resoconti,
giace in uno stato di imperfezione tale da non meritare nemmeno il nome di
musica. La musica europea piace ai cinesi se una voce sola accompagna gli
strumenti, ma essi non apprezzano affatto le composizioni più belle e più
complesse in cui si realizza un intersecarsi di diverse voci di timbro grave
o acuto, né i semitoni, le fughe, le sincopi che appaiono loro solo come un
caos disordinato e confuso (cfr. anche Du Halde 1747-1749, vol. 3, pp.
347-348; AHR 1750; Schwabe 1747-1774, vol. 6, pp. 312 sg; AA XXV 77).
Sullo stesso tema, Johann Georg Sulzer, che pubblica fra il 1771 e il 1774
una Allgemeine Theorie der schönen Künste [Teoria generale delle arti
belle], afferma che il fatto che i Cinesi non comprendano la musica europea
non è sufficiente a dimostrare che essa non abbia principi immutabili
(Sulzer 1793, p. 423); la diversità nella valutazione non deriva da un
preteso arbitrio del gusto, ma dall'applicazione, propria a ogni popolo, dei
principi generali dell'ordine, della simmetria e dell'armonia a casi
specifici di composizione musicale (cfr. Sulzer 1793, p. 424).
3. Musica, matematica e fisica
3.1. Intervalli musicali e proporzioni matematiche
Il nesso fra musica e proporzioni matematiche appare sin dall'antichità
classica, in Pitagora e in Platone. A prescindere dalle fonti, difficilmente
determinabili, della conoscenza kantiana di Pitagora, si può affermare che
tre furono i punti i quali richiamarono la sua attenzione su questo autore
che avrebbe ripreso la musica dagli Indiani introducendola fra i Greci:
l'armonia aritmetica dei rapporti fra i suoni, l'armonia delle leggi della
natura e l'armonia delle sfere celesti. Il fondamento della musica è dato
dall'aritmetica, da rapporti numerici e dipende da una legge fissa e
regolare dalla quale i suoni non possono discostarsi; la natura stessa, il
mondo fisico e i corpi celesti sono sottoposti alle leggi di un intelletto
che li domina. Pitagora compie così un passaggio dall'armonia della musica
all'armonia della natura e dei corpi celesti, ipotizzando l'esistenza di un
intelletto divino; l'aritmetica come scienza dei numeri conduce in lui
all'idea di un intelletto non sensibile. Anche per Platone la musica riveste
una funzione specifica; il decimo libro della Politeia, laddove ravvisa la
necessità dell'allontanamento dei poeti dallo Stato ideale, riconosce alla
musica una funzione positiva come arte propedeutica alla contemplazione
delle idee, in quanto in virtù del suo stretto rapporto con la matematica e
con le leggi dell'armonia nobilita l'uomo (si veda Platone, Repubblica
386a - 395b o 398c - 403c; vedi AA XXV, p. 994).
Seguiamo ora la ripresa e lo svolgimento di questo rapporto nella filosofia
moderna. Nel Compendium musicae di Descartes sono definiti belli i rapporti
che si possono percepire con facilità, mentre quelli che si percepiscono con
difficoltà non possono essere considerati tali; sono segnalati i diversi
gradi in cui questi rapporti possono essere avvertiti: non nimis
difficulter; facilius, facillime, sine labore. Come già abbiamo visto, per
Leibniz la percezione della musica è calcolo inconscio; se poi la rilevanza
della matematica come forma da opporre alla mera materia è ripresa da
Andreas Werckmeister, per il quale “i numeri e le proporzioni danno la forma
e il suono è la materia” (Werckmeister 1687, p. 39; Arthur Warda, Immanuel
Kants Bücher, Berlin 1922, p. 36), secondo Baumgarten la musica può essere
intesa in senso generale come scienza dell'ordine; il concetto di ordine, a
sua volta, è strettamente connesso con quello della coordinazione. Nel § 78
della Metaphysica si legge, infatti:
Si multa iuxta vel post se invicem ponuntur, CONIUNGUNTUR*). Coniunctio
plurium vel est eadem, vel diversa, § 10, 38. Si prior, est COORDINATIO**),
et eius identitas ORDO***). Ordinis scientia olim erat MUSICA LATIUS DICTA.
*) verbunden werden. **) zusammenordnen. ***) Ordnung.
L'armonia che si fonda su principi matematici è esaltata da Rameau come il
fondamento dell'intera musica e dei sentimenti che ne derivano; la melodia
non è se non una conseguenza dell'armonia, dalla quale dunque deriva il
piacere che si prova per la musica; i sentimenti che sono mediati dalla
musica debbono la loro origine alla semplicità divina della natura stessa,
che si può rappresentare esclusivamente come un sistema di leggi rigorose. I
principi di Rameau sono ripresi da d'Alembert in uno scritto tradotto in
tedesco nel 1757 con il titolo Systematische Einleitung in die Musicalische
Setzkunst, nach den Lehrsätzen des Herrn Rameau [Introduzione sistematica
all'arte della composizione musicale, secondo i principi del signor Rameau]:
Tutto ciò che si è detto sin qui è, a mio parere, più che sufficiente a
convincerci che la melodia ha il suo fondamento nell'armonia e che
nell'armonia che è o effettivamente presente o la cui presenza si può
presupporre si debbano cercare gli effetti della melodia (d'Alembert 1757,
p. 70, § 153).
Un'importanza del tutto particolare rivestono, in una ricerca sulle teorie
note a Kant e da lui discusse, le Lettere di Leonhard Euler, matematico,
fisico e filosofo svizzero, nato a Basilea nel 1707, morto a San Pietroburgo
nel 1783. Fu allievo di E. Bernoulli e insegnò dapprima a San Pietroburgo,
per passare nel 1741 a Berlino e ritornare in Russia nel 1766. Numerosi sono
i suoi saggi e trattati sulla musica e sull'acustica; in particolare Le
lettere a una principessa tedesca, scritte originariamente in francese con
il titolo Lettres à une Princesse d'Allemagne sur diverses sujets de
Physique et de Philosophie (Petersburg 1768-1772) e subito tradotte in
tedesco come Briefe an eine Deutsche Prinzessinn über verschiedene
Gegenstände aus der Physik und Philosophie (Leipzig 1769-1773). La
traduzione tedesca del primo e del secondo volume comparve nel 1769 con il
titolo Briefe an eine deutsche Prinzessin. Nel 1773 fu pubblicato il terzo
volume. Euler ammette che le sue ricerche si devono considerare il risultato
del giudizio di un uomo che non conosce a fondo l'estetica musicale e che
quindi devono essere giudicate con prudenza sotto questo aspetto. Confessa
alla principessa del margravio di Schwedt, più tardi contessa di
Anhalt-Dessau, il proprio imbarazzo poiché, non comprendendo egli
assolutamente nulla di musica, dovrebbe vergognarsi, a suo parere, di osar
spiegare ad altri qualcosa su questo tema (Euler 1769, p. 27). Le Lettere
prendono spunto dalla domanda relativa al fondamento della sensazione di
piacere generato in noi dall'ascolto di una musica bella, confrontandosi con
l'opinione che tende a vedervi il risultato della semplice azione
dell'immaginazione. Se si assumesse come valida quest'ultima prospettiva,
sarebbe coerente non ricondurre la musica ad alcun principio e lasciarla in
balìa dei molteplici effetti da essa prodotti. Peraltro, il piacere per un
brano musicale non deriva dalle stranezze dell'immaginazione, ma dalla
percezione dell'ordine. Se ci chiediamo quale azione possano produrre
sull'orecchio due suoni che sono uditi contemporaneamente (Euler 1769, I, p.
14), vogliamo determinare come l'orecchio percepisca i rapporti fra due note
e intendiamo indicare il fondamento di questa percezione nei rapporti
stessi; questo rapporto fra le note può risultare al senso dell'udito sia
piacevole sia spiacevole. A pagina 16 del primo volume delle Lettere
nell'edizione del 1769 si legge:
Si può dire che tutte le proporzioni fin qui considerate di 1 a 2, di 1 a 4,
di 1 a 8, di 1 a 16, proporzioni che racchiudono sempre la natura di
un'ottava semplice, doppia, tripla o quadrupla, traggono la loro origine dal
solo numero 2, poiché 4 è due volte due, 8 due volte quattro, e 16 due volte
otto. Quindi, ammettendo nella musica il solo numero due, si potrebbero
conoscere soltanto quegli accordi o consonanze che i musicisti chiamano
ottava, sia essa semplice, doppia o tripla. E poiché il numero 2,
moltiplicato sempre per se stesso, fornisce soltanto i numeri 4, 8, 16, 32,
64, dove ciascuno è sempre doppio del precedente, tutti gli altri numeri ci
rimangono ancora sconosciuti. Ma se uno strumento avesse solo ottave, come
appunto i suoni indicati con C, c, c, c, c, e tutti gli altri ne fossero
esclusi, la musica che esso produrrebbe non sarebbe affatto piacevole a
causa della sua eccessiva semplicità. Introduciamo dunque, oltre il numero
2, ancora il numero 3, e vediamo quali accordi e quali altre consonanze ne
risulteranno. Anzitutto la proporzione di 1 a 3 ci rappresenta due suoni, di
cui l'uno ci dà, per uno stesso tempo, un numero di vibrazioni 3 volte
maggiore dell'altro. Questa proporzione è senza dubbio la più facile a
comprendere dopo quella di 1 a 2, e capace quindi di fornirci consonanze
bellissime, di natura però completamente diversa da quella delle ottave
(Euler 1769-1773, vol. I, p. 16; Eulero 1958, p. 18).
La quinta Lettera, Sull'unisono e sulle ottave, si esprime in questi
termini:
Ora Vostra Altezza comprenderà facilmente che quanto più una proporzione è
semplice o espressa con piccoli numeri, più essa si presenta distintamente
all'intelletto, suscitandovi un sentimento di piacere (Eulero 1958, p. 15;
Euler 1769, I, p. 14).
Questo principio generale è valido anche per l'architettura, che ricorre a
proporzioni matematiche semplici perché suscitano piacere nell'intelletto.
Anche gli architetti osservano con la massima cura questa regola, impiegando
ovunque nelle loro costruzioni proporzioni tanto semplici quanto lo
permettono le altre circostanze. Essi fanno di solito le porte e le finestre
il doppio più alte che larghe, e ovunque cercano di attuare proporzioni
esprimibili in piccoli numeri, perché questo piace all'intelletto (Eulero
1958, p. 16).
Per il medesimo motivo le proporzioni semplici sono utilizzate nella musica.
Lo stesso accade per la musica, dove gli accordi piacciono solo quando lo
spirito riesce a scoprirvi la proporzione sussistente fra i vari suoni, e
tanto più facilmente riesce a coglierla quanto più essa è espressa con
piccoli numeri (Euler 1769, I, p. 14; Eulero 1958, p. 16).
Le condizioni che rendono possibile il piacere risiedono nel concetto
dell'ordine che, a sua volta, risulta comprensibile sulla base di due
elementi: l'armonia e la misura. L'armonia fra i suoni deriva dalle loro
differenze, in quanto essi sono bassi o alti, gravi o acuti e questa
differenza è data dal numero di vibrazioni che ciascun suono manda in uno
stesso tratto di tempo (cfr. Eulero 1958, p. 26). La differenza fra la
velocità delle vibrazioni dei diversi suoni è ciò che propriamente si chiama
armonia, la quale si produce quando, nell'ascoltare una musica, si
comprendono i rapporti o le proporzioni che le vibrazioni di tutti i suoni
hanno fra loro. Ma, oltre l'armonia, la musica ha in sé ancora un altro
genere di ordine: la misura, per la quale si assegna a ciascun suono una
certa durata; la percezione della misura equivale alla conoscenza della
durata di tutti i suoni e delle proporzioni che ne nascono e stabilisce se
un suono dura 2,3,4 volte più di un altro (cfr. Eulero 1958, pp. 26-27). Una
musica perfetta richiede quindi due condizioni: l'armonia e la misura. Nel
suono del tamburo e del timballo domina la misura, nell'assenza completa
dell'armonia, in una musica in cui tutti i suoni sono eguali tra loro. Vi è
però anche un tipo di musica, il corale, nel quale regna sovrana l'armonia
ed è assente la misura, poiché tutte le note hanno la medesima durata.
Definita la natura matematica dei rapporti numerici fra le vibrazioni che
costituiscono i suoni e dopo aver spiegato come questi rapporti siano
percepiti dall'orecchio, l'Ottava lettera elabora un'autonoma teoria del
piacere. Inserendosi nella tradizione che prende avvio da Pitagora, Euler
afferma che i rapporti matematici semplici relativi al numero di vibrazioni
prodotte dagli strumenti musicali nell'aria formano il correlato oggettivo e
la base del piacere; il dispiacere è, al contrario, il risultato della
percezione di rapporti complessi. Il piacere coincide con la percezione
dell'ordine e quindi con l'armonia e la misura, ma esse non sono
sufficienti; il piacere nasce anche dalla capacità dell'ascoltatore di
indovinare le intenzioni e i sentimenti del compositore, la cui esecuzione,
in quanto la si giudica riuscita, riempie lo spirito di una piacevole
soddisfazione (Euler 1769, I, p. 27; Eulero 1958, p. 28). L'elemento
matematico e l'attenzione al piano del compositore sono entrambi oggetti
dell'intelletto: tutta la teoria della musica di Euler è caratterizzata, del
resto, dal primato dell'intelletto sulla sensibilità. Nell'Ottava lettera la
spiegazione dell'origine del piacere è integrata dall'osservazione che
armonia e misura, che si fondano su proporzioni matematiche, non sono
sufficienti a dare origine al piacere: una musica che consistesse solo di
ottave non susciterebbe in noi piacere con la semplice rappresentazione
dell'elemento matematico. Euler rifiuta le teorie che attribuiscono la fonte
del piacere non alla semplicità dei rapporti matematici ma a
rappresentazioni che richiedano uno sforzo; se infatti una dissonanza è
l'esempio di un tipo di rappresentazione che può essere compresa solo con
difficoltà e sforzo, una serie di dissonanze non ci piacerà mai di per sé.
E, poiché né una serie di consonanze, né una serie di sole dissonanze
possono dare origine al piacere, sarà allora necessaria a questo scopo una
combinazione fra la rappresentazione dell'elemento matematico e la
conoscenza del piano e dell'intenzione del musicista. Anche a questo
proposito Euler ribadisce l'importanza dell'intelletto e dell'elemento
matematico: la dissonanza è un rapporto fra note espresso da numeri
complessi che risulta difficilmente percepibile dall'animo, ma trae la sua
legittimazione dal piano e dall'intenzione del compositore (cfr. Euler 1769,
p. 19).
La concezione di Euler è presente in Johann Peter Eberhard, autore di un
testo di fisica che Kant adotterà per un certo periodo per le sue lezioni;
una distinzione evidente delle vibrazioni di due corde che suonano
armonicamente genera piacere in seguito all'armonia stessa, mentre il
dispiacere originato dal rapporto fra due note si può spiegare come la
conseguenza di una distinzione non evidente; nel primo caso si ha a che fare
con consonanze, nel secondo con dissonanze. Eberhard polemizza con Leibniz:
la teoria del calcolo inconscio non può essere suffragata dall'esperienza;
che l'anima conti le vibrazioni e le confronti poi l'una con l'altra è
assolutamente inverosimile; vi possono infatti essere uomini che non sono
capaci di contare e che però sono in grado di percepire l'evidenza dei
rapporti fra le vibrazioni. Come in Euler, anche in Eberhard il calcolo
inconscio è sostituito dalla percezione dell'evidenza.
Se si possono distinguere con evidenza le vibrazioni di due corde che
suonano contemporaneamente si ha la sensazione di un piacere e il timbro
[Klang] delle corde diviene piacevole. Se però non si possono distinguere
tra loro le vibrazioni il timbro è sgradevole. Le note che causano
sensazioni piacevoli quando le si ascolta contemporaneamente sono chiamate
consonanze, le altre dissonanze. La spiegazione che abbiamo appena dato è
nettamente più verosimile di quella che propone Leibniz. Leibniz crede che
l'anima conti le vibrazioni e le compari poi l'una con l'altra. Ciò non è
però verosimile. Come potrebbe altrimenti un uomo che non è in grado di
contare distinguere le note armoniche da quelle disarmoniche? La spiegazione
che abbiamo addotto ha invece il suo fondamento nell'esperienza universale
che tutto ciò che è evidente causa in noi piacere mentre ciò che non è
evidente causa dispiacere (cfr. Eberhard 1759, pp. 286-287).
La teoria di Euler è esposta fedelmente nel Großes Vollständiges
Universal-Lexikon aller Wissenschaften und Künste [Grande lessico universale
completo di tutte le scienze ed arti] edito a Leipzig fra il 1731 e il 1750
in 64 volumi da Johann Heinrich Zedler, cui seguirono fino al 1754 quattro
volumi di supplementi. I suoni possono trovarsi in un rapporto di contiguità
temporale oppure di successione; simultaneità e successione rendono
possibile l'ordine poiché, grazie ad essi, si distinguono sia suoni gravi da
suoni acuti sia la durata di entrambi. L'ordine è una connessione delle
parti secondo una certa regola e colui il quale ha la facoltà di cogliere
questa regola è in grado al tempo stesso di provare piacere. La piacevolezza
dell'arte musicale non può sorgere se non dalla percezione di rapporti
costanti fra grandezze così diverse tra loro. Percepiamo il rapporto fra due
suoni quando sentiamo il rapporto fra i numeri delle vibrazioni che si
verificano contemporaneamente e percepiamo che un suono compie tre
vibrazioni nel medesimo tempo in cui un altro suono ne compie due;
riconosciamo il loro rapporto e quindi anche il loro ordine, in quanto
percepiamo che sono fra loro in una relazione costante di 3 a 2; ricaviamo
piacere, inoltre, dai rapporti relativi alla diversa durata dei suoni (cfr.
Zedler 1745, 44. Band, Sp. 1190-1191).
Kant intrattiene per un lungo periodo uno scambio epistolare con Markus
Herz, autore nelle “Königsbergsche Gelehrte und Politische Zeitungen” del
1769 di una recensione alle Lettere di Euler. Nelle Betrachtungen über die
spekulative Weltweisheit [Considerazioni dal punto di vista della filosofia
speculativa], pubblicate a Königsberg nel 1771, muovendo dalla convinzione
che la rappresentazione di un oggetto sensibile sia sottoposta alle forme
dello spazio e del tempo e coincida con l'idea di una localizzazione
spazio-temporale, Herz sostiene che, analogamente, la rappresentazione di un
edificio o di una musica non è possibile senza assumere leggi universali
della bellezza. Negare la bellezza ad un edificio o a una melodia conformi a
leggi è altrettanto impossibile quanto è assurdo rappresentarsi un oggetto
sensibile senza pensarlo in qualche luogo e in qualche tempo (trad. it. Herz
2000, pp. 307-308, qui p. 308). La causa della grande diversità dei giudizi
sui singoli oggetti del bello risiede solo nel fatto che le loro determinate
impressioni, e dunque anche il loro rapporto con le leggi generali, vengono
avvertite in modo diverso dai singoli individui. Così Herz sottopone a
critica le teorie che, ponendo sullo stesso piano il senso dell'udito, il
tatto e l'olfatto, ritengono che tutti i sensi siano esatti; e polemizza con
la Lettre sur la sculpture, à Mons. Theod. de Smeth di Hemsterhuis il quale
sostiene che la bellezza non è realmente negli oggetti dal momento che tanto
il piacere per una forma bella quanto il dispiacere per una forma brutta
svaniscono gradualmente quando li contempliamo a lungo (Herz 1771, p. 22
nota). I sensi sono contraddistinti da arbitrarietà e casualità; se si
accettassero le conclusioni di Hemsterhuis, nota Herz, colui che dà a
conoscere il suo dispiacimento circa la più grande simmetria in un edificio
o la più regolare armonia in una melodia non sarebbe meno corretto nella sua
pretesa di quello la cui sensazione tattile o olfattiva non concorda con il
giudizio che altri formulano sugli oggetti di questi sensi (Herz 1771, trad.
it. Herz 2000, p. 307).
Anche nella Untersuchung über den Ursprung der angenehmen und unangenehmen
Empfindungen [Ricerca sull'origine delle sensazioni piacevoli e spiacevoli]
del 1773 di Johann Georg Sulzer la presenza di Euler è determinante; la
definizione della perfetta armonia come vibrazione contemporanea di quattro
corde, che si possono chiamare “unisono”, “terza maggiore”, “quinta”, e
“ottava” lascia trasparire la conoscenza del Tentamen novae Theoriae
musicae, espressamente nominato. Sulzer segue però, nell'applicazione di
questa teoria, la differenziazione fra spirito e senso in base ai gradi
dell'evidenza di provenienza leibniziana: i sensi percepiscono l'armonia
come unità e successione di oscillazioni e questa percezione dà luogo al
piacere per la musica. L'armonia è qui, peraltro, oggetto di una percezione
oscura; solo in base a calcoli che determinano il rapporto della velocità in
conseguenza delle vibrazioni di un certo numero di corde si può comprendere
con lo spirito la bellezza dell'armonia; e ciò che piace all'anima nella
rappresentazione oscura dei sensi le piace anche quando lo si può esporre
allo spirito in modo evidente. Da questa rappresentazione nasce nello
spirito una sensazione piacevole il cui oggetto è la bellezza; l'origine del
piacere è sempre la perfezione ed è indifferente se essa riguardi la
conoscenza sensibile o la conoscenza intellettuale (cfr. Sulzer 1773, pp.
1-99).
Sulzer passa poi a considerare sia gli oggetti che sono belli per i sensi
sia gli oggetti che sono rappresentati all'intelletto da concetti evidenti;
fra i primi pone l'armonia, che si colloca sul medesimo piano dei colori e
della loro struttura, e i rapporti numerici dai quali essa risulta. La
piacevolezza delle sensazioni complesse deriva dal fatto che le diverse
serie di impressioni istantanee da cui è formata l'intera sensazione
giungono a dar luogo a un intero dotato di regolarità; la loro
spiacevolezza, invece, è una conseguenza del fatto che le impressioni
istantanee non generano un intero dotato di regolarità. Facendo riferimento
al § 13 del capitolo I del Tentamen novae theoriae musicae di Euler,
l'articolo “Klang” della Teoria generale delle arti belle afferma che si può
dimostrare, ricorrendo alla matematica, che ogni intervallo può essere
espresso dal rapporto fra le velocità delle vibrazioni in numeri; 1:2 indica
l'ottava; 2:3 designa la quinta. Sulzer riconosce nelle formule algebriche
l'esempio di una bellezza puramente intellettuale la cui origine risiede in
particolari proprietà dei numeri; la bellezza di un teorema, ad esempio il
teorema di Newton sull'elevazione di una radice a una qualsivoglia potenza,
nasce dall'avvertire un'unità nella molteplicità ed è tanto maggiore quanto
maggiore è la molteplicità (cfr. Sulzer 1771-74, Articolo “Klang”, p. 33).
Nell'undicesimo dei Briefe über die Empfindungen [Lettere sulle sensazioni]
del 1771, Mendelssohn concepisce la bellezza sensibile come un'unità del
molteplice la quale presuppone la limitatezza della facoltà dell'anima: il
molteplice suscita piacere solo in quanto sia ricondotto all'unità e sia in
tal modo facile percepirlo; un molteplice che non si fondasse su alcuna
unità avrebbe come conseguenza un sentimento di dispiacere. Esempi di
bellezza sensibile sono dati sia dall'architettura sia dalla musica: il
progetto di un edificio può essere chiamato bello solo se la simmetria fra
le parti e la loro varietà possono essere comprese facilmente (cfr. JA, I,
p. 58); proprio per questo motivo il gusto gotico non deve essere condiviso,
perché la molteplicità non vi si lascia ricondurre a una corrispondente
unità. Anche i rapporti fra le vibrazioni dei suoni rientrano nella bellezza
sensibile e ne sono anzi fonte. “I rapporti semplici fra le vibrazioni: una
sorgente della bellezza!” (cfr. JA, I, p. 85), scrive Mendelssohn, che
sembra riferirsi a Euler, quando nota:
Quale sia il significato dei rapporti semplici fra le vibrazioni, lo
comprenderà facilmente chiunque; perché è noto che due corde danno luogo a
una consonanza se sono in una tensione reciproca derivante da un rapporto
semplice; ovvero, se il numero delle vibrazioni dell'una si trova in uno
stesso momento di tempo in un rapporto di 1:2, 2:3, 3:5 o anche 5:8 con il
numero delle vibrazioni dell'altra. Le vibrazioni delle dissonanze stanno
invece in un rapporto di 8:9, 8:15, 45:64, e simili (JA, I, p. 115).
E ancora ad Euler si riferisce implicitamente Mendelssohn quando soggiunge
che il piacere dell'anima per la composizione deriva anche dalla possibilità
di prevedere certe conseguenze, di avere aspettative e di essere confermati
e soddisfatti dal loro sviluppo. Nulla è più piacevole dell'assistere alla
soluzione dei problemi, cosa che contribuisce alla bellezza perché le
facoltà dello spirito possono essere in tal modo occupate senza incontrare
difficoltà (JA, I, p. 315).
Si rivela anche interessante, in relazione alla genesi della teoria di Kant,
la seconda parte dello scritto di Mendelssohn Phädon, oder über die
Unsterblichkeit der Seele [Fedone o sull'immortalità dell'anima]: la musica
e l'architettura sono strutture ordinate derivante l'una dalla coordinazione
di molteplici note, l'altra dalla coordinazione di numerose pietre; i
singoli componenti sono parti prive di vero ordine e vera simmetria; armonia
e simmetria riguardano solo l'intero. Sebbene nessun singolo suono sia
dotato di armonia e nessuna singola pietra possieda simmetria né regolarità,
l'intero cui essi danno luogo può rivelare queste caratteristiche. Sorge
però il problema di chiarire come sia possibile che un intero armonico
derivi da parti disarmoniche e che parti che non sono dotate di regolarità
possano dar luogo a una totalità dotata di regolarità. L'armonia nella
musica e la simmetria nell'architettura sono, in base alle definizioni che
ne abbiamo dato, il rapporto fra diverse impressioni; non possono, dunque,
essere pensate se non a partire dalla comparazione e dall'unificazione di
singole impressioni. Armonia e proporzione si identificano, quindi, con
questo rapporto fra le note o le pietre isolate, e il loro fondamento ultimo
si trova nell'attività della facoltà di pensare. Ordinamento, simmetria,
armonia, regolarità e, in generale, tutti quei rapporti che richiedono
un'unificazione o un rapporto di reciproco ordine del molteplice sono
effetti della facoltà di pensare. Né le singole note, né l'armonia sono
esempi di un ordine già esistente in natura; esse danno luogo a un concerto
armonico solo grazie all'intervento della facoltà di pensare dell'anima.
L'argomentazione di Mendelssohn, che non assegna alle singole sensazioni
alcun significato autonomo, ma riconduce la loro unificazione in una
totalità all'attività dell'anima, si inserisce dunque nella tradizione
platonica. Tradizione che viene ripresa anche da Francis Hutcheson nella
Ricerca sull'origine delle nostre idee di bellezza e di virtù, in un
contesto teorico peraltro diverso da quello elaborato da Mendelssohn. Le
strutture matematiche regolari operano immediatamente sul senso interno,
indipendentemente dall'intervento della mente; il senso interno anticipa
l'intelletto in quanto percepisce tutte le idee fra le quali sussistono
regolarità; queste ultime sono già presenti implicitamente nella mente e
riguardano le configurazioni di idee esistenti. L'origine del piacere per
l'armonia consiste in una uniformità, ma nelle migliori composizioni
all'uniformità si accompagna la varietà che è data dall'intervento delle
dissonanze. Il piacere sorge quindi dall'uniformità nella varietà; questa
genesi non prevede l'intervento della riflessione, né della conoscenza, ma
solo quello di una sensazione piacevole (si veda A. Lupoli, Introduzione a
Hutcheson 2000, p. 39).
Quando le varie vibrazioni di una nota coincidono in maniera regolare con le
vibrazioni di un'altra danno luogo a una composizione gradevole, e tali note
prendono il nome di accordi. Così le vibrazioni di ogni nota coincidono nel
tempo con due vibrazioni della sua ottava, e due vibrazioni di ogni nota
coincidono con tre della sua quinta; e così via per gli accordi restanti.
...
L'illusione della luna che splende
http://www.jugo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2088
Sin dalle sue origini l'uomo è sempre stato affascinato dalla luminosità di
astri ed oggetti. Capita spesso, infatti, di soffermarsi di fronte alla
placida brillantezza della luna o davanti alla lucentezza delle pietre
preziose. Messo da parte l'aspetto più poetico, uno studio dell'Università
Vita-Salute San Raffaele svela ora i meccanismi che si nascondono dietro
alla percezione della luminosità da parte del nostro cervello.
Insieme alla Scuola Superiore Normale, all'Istituto Stella Maris e il CNR di
Pisa, i ricercatori della Vita-Salute San Raffaele hanno scoperto quali aree
del cervello ci consentono di capire se e quanto un oggetto sia luminoso.
Utilizzando uno scanner per la risonanza magnetica funzionale, gli
scienziati hanno infatti osservato quali aree del cervello si attivano
quando vengono presentate immagini con un particolare tipo di illusione
ottica - un'illusione nota da tempo che spinge l'occhio umano a vedere
un'immagine più brillante dello sfondo su cui si trova pur avendo la stessa
identica luminosità - e quali entrano in funzione quando viene sottoposta la
stessa immagine priva, però, di questa illusione. Lo studio, che verrà
riportato sul numero di settembre della prestigiosa rivista ''Neuron'', ha
rivelato, attraverso le immagini dell'attività cerebrale ricavate dalla
risonanza magnetica, che le aree del cervello attivate dalle due versioni
dell'immagine erano le stesse, fatta eccezione per due zone della corteccia
che entravano in gioco solo quando era presente l'illusione ottica.
La grande novità dell'esperimento consiste nella scoperta che se l'illusione
ottica falsa la nostra capacità di valutare il chiaro-scuro, allora va
attribuita a queste aree cerebrali questa specifica funzione. Tali
conclusioni confermano inoltre la teoria che immagina il nostro cervello
organizzato in moduli, dotati ognuno di una specifica funzione. Maria
Concetta Morrone, docente di psicologia fisiologica avanzata alla facoltà di
Psicologia dell'Università Vita-Salute San Raffaele, ha dichiarato: ''Il
mondo visivo, così come viene elaborato dal nostro cervello, è molto diverso
da quello fisico. Una consapevolezza che non è nuova: quest'illusione ottica
era infatti già nota agli artisti cinesi sin dal XIII secolo la utilizzavano
con efficacia per dare maggiore risalto alle figure rappresentate sulle
ceramiche. Solo oggi, però,- conclude la ricercatrice - siamo riusciti a
capire grazie alla risonanza magnetica funzionale dove sia il 'trucco' e
quali aree del cervello vengano 'ingannate'.''
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Mercoledì 31 Agosto 2005, 19:23
CERVELLO: INDIVIDUATE AREE CHE FANNO VEDERE LUNA RISPLENDERE
(ANSA) - ROMA, 31 ago - E' capitato a tutti di essere colpiti dalla
luminosita' della luna piena, solo ora, pero', grazie a una ricerca
dell'Universita' Vita-Salute San Raffaele, sono state scoperte quali aree
del cervello ci permettano di capire se e quanto un oggetto sia luminoso e,
quindi, di renderci conto di quanto sia brillante la luna nel cielo
notturno, cosi' come una pietra preziosa o qualsiasi altro oggetto
brillante.
Si tratta di un importante passo avanti nel tentativo di disegnare una mappa
del cervello che potrebbe permetterci di capire l'origine di problemi di
alcune funzioni cerebrali. Lo studio, condotto dai ricercatori
dell'Universita' Vita-Salute San Raffaele in collaborazione la Scuola
Superiore Normale, l'Istituto Stella Maris e il CNR di Pisa, verra'
pubblicato domani sul numero di settembre di Neuron, una delle piu'
importanti riviste di neuroscienze.
Grazie a uno scanner per la risonanza magnetica funzionale i ricercatori
hanno potuto osservare quali aree del cervello dei soggetti si attivassero
quando venivano presentate loro immagini con un particolare tipo di
illusione ottica - un'illusione nota da tempo che spinge l'occhio umano a
vedere un'immagine piu' brillante dello sfondo su cui si trova pur avendo la
stessa identica luminosita' - e quali entrassero in funzione quando veniva
sottoposta loro la stessa immagine priva, pero', di questa illusione.
Il meccanismo dell'illusione ottica e' molto semplice: immaginiamo di avere
una rappresentazione stilizzata della luna, rappresentata come una semplice
circonferenza.
L'immagine ha lo stesso colore, la stessa luminosita' e lo stesso contrasto
dello sfondo su cui si trova. Il contorno della luna e' rappresentato solo
attraverso una zona di colore piu' chiara all'interno e una zona piu' scura
all'esterno. Qui l'inganno per il nostro cervello: l'immagine della luna,
proprio a causa di questo bordo, viene percepita piu' luminosa rispetto allo
sfondo che pure e' esattamente dello stesso colore. L'illusione puo' essere
addirittura invertita: se il bordo chiaro viene posto all'esterno e quello
scuro all'interno la figura sembrera' meno brillante rispetto allo sfondo,
quasi una luna "nera". Se poi i due bordi, quello piu' chiaro e quello piu'
scuro, vengono sostituiti, per esempio, da una semplice linea l'illusione
scompare facendo apparire la luna per come e', cioe' dello stesso colore
dello sfondo.
I ricercatori dell'Universita' Vita-Salute San Raffaele hanno presentato nel
corso dell'esperimento due versioni della stessa immagini ai soggetti,
alternando quella dove l'illusione ottica era presente a quella dove invece
era assente. Le immagini dell'attivita' cerebrale ricavate dalla risonanza
magnetica hanno mostrato che le aree del cervello attivate dalle due
versioni dell'immagine erano le stesse, fatta eccezione, pero', per due aree
della corteccia che entravano in gioco solo quando era presente l'illusione
ottica. Questa la novita' dello studio: se l'illusione ottica falsa la
nostra capacita' di valutare il chiaro-scuro, allora va attribuita a queste
aree cerebrali questa specifica funzione. Si tratta inoltre di
un'interessante conferma della teoria che immagina il nostro cervello
organizzato in moduli, dotati ognuno di una specifica funzione.
''Il mondo visivo, cosi' come viene elaborato dal nostro cervello -
sottolinea Maria Concetta Morrone, docente di psicologia fisiologica
avanzata presso la facolta' di Psicologia dell'Universita' Vita-Salute San
Raffaele e uno degli autori della ricerca - e' molto diverso da quello
fisico. Una consapevolezza che non e' nuova: quest'illusione ottica era
infatti gia' nota agli artisti cinesi sin dal XIII secolo la utilizzavano
con efficacia per dare maggiore risalto alle figure rappresentate sulle
ceramiche. Solo oggi, pero', siamo riusciti a capire grazie alla risonanza
magnetica funzionale dove sia il 'trucco' e quali aree del cervello vengano
'ingannate'''.
Lo studio e' stato possibile grazie a finanziamenti del Miur (Ministero
dell'Educazione, Universita' e Ricerca). (ANSA).
Iran: creazione di un buco nero
redazione ECplanet.net
Un fatto di politica internazionale considerato dal punto di vista dei
retroscena spirituali.
Pronostici sballati
Tutti i pronostici fatti dai media internazionali sulle elezioni iraniane
sono risultati sballati… Nessuno pensava che il “pragmatico” Rafsanjani non
ce l’avrebbe fatta. Ma certo…. I giornalisti di tutto il mondo al massimo
fanno due giri per Teheran parlando con la gente che sa l’Inglese, e che non
ha nulla a che fare con la maggioranza della popolazione iraniana. Inoltre,
quello che succede veramente nel regime iraniano è del tutto sconosciuto
alla popolazione iraniana… e non solo: è del tutto ignoto anche alla
stragrande maggioranza dei politici iraniani…. Ma la stessa cosa si potrebbe
dire in fondo per tutti i paesi… e certamente anche per il nostro…. La
nomina di questo strano sconosciuto, con una faccia e le parole da hezbollah
(uomo del partito di Allah) come in Iran ce ne sono milioni, è stata una
grande sorpresa per tutti. Ma chi è questo signore.. cosa rappresenta ?
Perché un enorme apparato di milioni di volontari islamici di varie milizie
popolari ha fatto di tutto per farlo eleggere ? … tutto quello che si poteva
fare legalmente e illegalmente ? In effetti, da una certa prospettiva,
quello che sta succedendo in Iran è un qualcosa di drammatico, il cui
impatto potrebbe incidere sulla Terra e sulle nostre vite per molti anni a
venire: si sta allargando un vero e proprio “buco nero”, un vortice oscuro
che finora ha assorbito energie positive ed ha espresso negatività, sangue e
dolore in maniera molto forte, ma ancora in qualche modo contenuta, rispetto
alle sue potenzialità. La novità è che nel prossimo futuro potrebbe
esplodere con una “magnitudo” del tutto inattesa.
Una visione comprensiva delle vicende umane:
la lotta tra il Bene ed il Male Per non saltare subito a prendere per buona
o meno questa conclusione, è necessaria una breve digressione. Come al
solito, nella politica internazionale – così come nei fatti della vita – non
è possibile trovare una valida interpretazione di quello che succede, se la
prospettiva non è a tutto tondo, se non prende in considerazione tutti gli
aspetti delle azioni umane. Secondo le migliori tradizioni spirituali, sia
occidentali che orientali, noi siamo fatti di corpo, anima e spirito, e
tutto quello che ci riguarda è fatto di queste tre componenti. Se cerchiamo
di vivere o di esaminare la vita partendo dal solo punto di vista di uno di
questi tre elementi - i bisogni del corpo, le pulsioni dell’anima, o le
esigenze dello spirito – non arriveremo mai a capire quello che ci succede o
quello che accade intorno a noi.
Questo vale anche per la situazione internazionale: in essa si muovono
grandi forze – positive e negative – che hanno a che fare con la sfera
spirituale, con le pulsioni dell’anima e con quelle del corpo. Tutte queste
tre cose sono importanti, ma vanno esaminate insieme, altrimenti non si
capisce quello che succede. Quindi non si possono interpretare i grandi
fatti mondiali sulla base solamente dell’economia, delle ambizioni di
potere, delle spinte militariste, della paura, dell’odio, della fame, ecc….
Ma, oltre a queste, occorre tenere conto anche di altre forze, che si
muovono in una sfera più generale, superiore: quella spirituale, che include
ed influenza in modo decisivo le altre sfere.
Il discorso sarebbe molto lungo, ma cerchiamo di andare al nocciolo del
problema:
considerando le azioni di persone e di gruppi sulla scena mondiale, si
percepisce chiaramente che ci sono degli impulsi, delle forze - sia
collettive che individuali - orientate al bene dell’uomo, ed altre orientate
contro questo bene, che potremmo, volendo, chiamare forze del male. Nell’
ambito di una visione più avanzata della vita, l’idea delle migliori
tradizioni spirituali è sempre stata quella che questi impulsi facciano capo
a determinate forze spirituali coscienti: quelle positive vogliono che l’
uomo proceda con successo nella propria evoluzione a tutto tondo, quelle
negative vogliono in tutti i modi ostacolare questa crescita.
Secondo le stesse tradizioni iniziatiche, la nostra è un’epoca di grandi
possibilità di sviluppo per l’umanità, ed in particolare quello che è in
gioco in questi decenni è la decisiva crescita della libera coscienza di
ogni persona. Se quindi esistono nel mondo un Bene ed un Male, articolati in
forze, impulsi ed individui operanti sulla Terra, cosa vogliono nella nostra
epoca? Le forze del Bene vogliono garantire all’uomo la libertà necessaria
per la crescita della coscienza che preme in ognuno di noi,e fornirgli tutti
gli stimoli e gli strumenti giusti. Le forze del Male vogliono ostacolare in
tutti i modi questa crescita e tentano di farci perdere la grande occasione
della nostra epoca. Per questo motivo attuano delle strategie che mirano a
bloccare e limitare le nostre libertà.
Quali libertà ? Una lista infinita: libertà dall’odio, dal dolore, dalla
violenza, dalla paura, dalla malattia, dalla fame, dalla povertà, dall’
egoismo, dalla sopraffazione…. E quindi ci attaccano in tutte le sfere del
nostro essere:
- il corpo fisico, mediante l’avvelenamento dell’ambiente e del nutrimento e
mediante gran parte dei farmaci;
- la psiche (o anima), mediante la diffusione e l’incoraggiamento di tutti i
sentimenti più bassi ed egoistici; e mediante tutto ciò che provoca l’odio,
la paura, l’ansia;
- lo spirito, negandone l’esistenza e facendo apparire tutto come frutto
della materia…frutto del caso… Negando la stessa possibilità dell’evoluzione
umana….
Nella nostra epoca, le forze del Bene agiscono nel silenzio dell’anima di
ognuno di noi, perché vogliono che questa che si risvegli da sola, con i
propri mezzi: solo così cresce la coscienza. E infatti vediamo intorno a noi
un grande fiorire di impulsi positivi individuali, di persone che si fanno
domande intelligenti sui perché della vita. Di individualità che non si
nutrono più supinamente di quello che il potere o le religioni organizzate
gli mettono nella mangiatoia. E che cercano tante strade differenti per
intervenire positivamente sulla realtà.
Mentre le forze del Male, che non hanno accesso diretto alle parti più sacre
della nostra anima, cercano di influenzarla dal di fuori facendo il massimo
di “chiasso” possibile. Per impressionare la nostra psiche al punto da
renderla malleabile e da farle dimenticare il suo progetto di crescita
interiore. Da tenerla occupata con i malanni del corpo e con tanti problemi
esterni, abbagliandola con ondate di paura e di ansia e trascinandola in
spirali di odio. Alle forze del Male servono quindi vortici di odio, di
violenza e di paura, piccoli e grandi, in numero sufficiente a condizionare
l’atmosfera psichica – o astrale – della Terra. Le guerre, le stragi, le
grandi crisi internazionali, sono costantemente necessarie alle forze del
Male per inserire il maggiore tasso di veleno possibile nell’aura psichica
della Terra, quella nella quale tutti viviamo. Sono la palla di piombo al
piede di un’umanità chiamata a volare.
Le forze oscure ed il mercato delle anime
Come si muovono le forze del Male ?
Sono forze spirituali che da sempre amano muoversi con gruppetti di
“fiduciari neri” sulla Terra: pochissimi personaggi del tutto sconosciuti e
potentissimi, dotati di leve di potere enormi, i quali mettono in pratica le
grandi strategie miranti a bloccare la nostra libertà di crescita. Da loro
dipende, attraverso numerose logge e congreghe varie, gran parte degli
apparati religiosi organizzati, del sistema economico-finanziario, delle
organizzazioni industriali e militari, dei servizi segreti, ed infine -
sottolineo “infine”- gli ambienti politici.
Solo la cima della piramide sa quello che sta facendo, mentre tutti gli
altri sono persone e gruppi di persone che hanno “venduto l’anima” in cambio
di potere, di soldi, dell’appagamento di egoismi vari, individuali,
familiari e di gruppo. E dopo aver venduto l’anima partecipano alle
strategie del Male, senza nemmeno sapere bene quello che stanno facendo,
spesso senza nemmeno domandarselo.
Gli strateghi del Male, a metà tra mondo fisico e mondo spirituale,
adoperano queste “armate nere” di individualità e gruppi che hanno “venduto
l’anima”. Da una parte distribuiscono generose prebende, denaro ed onori..
Ma dall’altra parte impongono spessissimo a queste povere creature - che in
fondo “non sanno quello che fanno” - una vita di competizione, di
aggressività, di paura costante di perdere le ricchezze o le posizioni
ricevute. Guardando le cose da questo punto di vista, è più facile capire
come, ad esempio, i terroristi e le aree più oscure del fronte
antiterrorista facciano in fondo parte della stessa strategia… Che a ben
guardare non è la strategia più funzionale a nessuno dei due fronti, ma è
solamente quella più utile alle centrali delle strategie oscure che dirigono
entrambi. Nel corso della Storia è andata quasi sempre così… Ma la Storia
che conosciamo noi è cieca, perché non tiene conto della Storia spirituale
dell’umanità.
Il lato oscuro della politica iraniana
A questo punto torniamo al problema iraniano:
Chi sono le forze del Male il Iran ?
In Persia - così come in tutti i Paesi del mondo - non solo esistono vari
gruppi collegati gerarchicamente alla “piramide del Male”, ma queste forze
sono in eterna competizione tra loro per accaparrarsi l’osso del potere e
del denaro. In certe fasi se lo spartiscono. In altre, spinti dai loro
stessi padroni, si azzannano per creare situazioni di odio, di paura e di
guerra tali da determinare dei vortici oscuri nell’aura della Terra. In Iran
sono da secoli esistite delle correnti oscure facenti capo a gruppi occulti
di religiosi o di nobili, legati a particolari gruppi islamici o determinate
logge massoniche. In un continuo gioco di alleanze e di lotte intestine.
Mediante l’avvento della rivoluzione islamica, ormai oltre un quarto di
secolo fa, una parte delle vecchie logge massoniche, influenzata da ambienti
internazionali “neri” – gli stessi ambienti che da noi hanno prodotto l’
aberrazione “atlantica” della P2 - ha fatto una alleanza con determinate
sette islamiche per rovesciare un circuito rivale. Formalmente rappresentato
dalla Shah, ma non solo. Le forze del Male, provocando questa crisi tra due
correnti comunque a loro legate, si sono garantite la creazione di un
vortice che ha già prodotto decenni di guerra, odio, tortura, paura e
milioni di morti.
Voglio riportare un episodio del tutto sconosciuto, che è esplicativo di
questa situazione. Un giorno, durante le prime ore della rivoluzione, tre
giovani islamici, che partecipavano in modo entusiastico alle varie azioni
rivoluzionarie, entrano di loro iniziativa nella villa di un ricco
personaggio della élite iraniana, nel prestigioso quartiere di Elaieh, per
arrestarlo e fare una perquisizione, in quanto avevano saputo che era Gran
Maestro di una loggia massonica importante. E tra gli “ideali” della
rivoluzione islamica c’era quello di liberarsi della massoneria.
Naturalmente non lo trovano: era appena fuggito di corsa informato da
qualcuno…. Ma nella concitazione non aveva fatto in tempo a bruciare o a
portare via il proprio archivio. I tre danno una occhiata alle carte e
rimangono folgorati: il Gran Maestro era in possesso di una lista di
“fratelli laici” molto importanti, ma soprattutto di una lista di religiosi
islamici di altissimo livello, appartenenti ad una loggia coperta e segreta.
I nomi gli fanno tremare i polsi, ma nell’entusiasmo pensano:”Bene, almeno
diamo una ripulita anche nelle nostre file…”. Mettono le liste in due borse
distinte, si precipitano dal mullah che presiedeva alle operazioni
rivoluzionarie nella zona e gli consegnano le borse.
La notte stessa cominciano gli arresti di tutti gli appartenenti alla prima
lista…. Ma i ragazzi aspettano invano di vedere gli arresti della lista
segreta…. Anzi col tempo vedono che i religiosi di quella lista assumono
posizioni sempre più importanti nella struttura del regime iraniano. Passati
alcuni mesi tornano dal mullah al quale avevano consegnato le borse per
chiedergli conto della seconda lista, ma lui… serafico, insiste che lui
quella lista non l’ha mai ricevuta, e che loro chiaramente non ricordano
bene…. Non vi ricorda una situazione simile in Italia ? Mai sentito parlare
di signori che erano in una certa lista ormai dimenticata e che ora occupano
posizioni di potere di grande importanza ? Le situazione post-rivoluzionaria
iraniana ha fatto in modo che, come avviene in tutte le rivoluzioni, il
fronte rivoluzionario abbia cominciato a “mangiare” se stesso: purghe,
epurazioni, attentati, processi, colpi di stato veri e finti, che hanno
ridotto lo schieramento dei rivoluzionari, fino ad arrivare a pochissimi
gruppi, tutti o quasi controllati dai poteri oscuri trasversali alla
politica mondiale.
Ormai chi contava in Iran – fino alle elezioni-farsa dei giorni scorsi -
erano solo i “pragmatici” affaristi e gli integralisti reazionari. I primi,
rappresentati da Rafsanjani, sono un gruppo legato da sempre a certe lobbies
e correnti europee, e soprattutto americane, una volta potentissime, ma al
momento “perdenti” sulla scena mondiale. I secondi coagulano il potere
crescente di un gruppo sostanzialmente segreto di cui nessuno sa nulla: l’
Hojattieh. Una vecchia congrega integralista islamica, ufficialmente
sciolta, ma che ormai è arrivata a controllare ed influenzare, con i suoi
uomini, chiamati “gli uomini in grigio”, il potere che conta in Iran: l’Imam
Khamenei, l’onnipotente Consiglio dei Guardiani, il sistema giudiziario, le
varie milizie rivoluzionarie dai Pasdaran ai Bassiji, i servizi di sicurezza
ed il Parlamento. I pochi uomini in grigio - che hanno a suo tempo ricevuto
un anello con una speciale, rara pietra scura, segno di appartenenza all’
Hojattieh - ormai controllano il Paese. Le loro connessioni segrete sono con
gli ambienti internazionali “neri” dai quali proviene il potere
politico-militare che in questo momento domina l’occidente ed il mondo.
Questo collegamento non è di dominio pubblico ed avviene a livelli altissimi
di strateghi del male. Fatto sta che ci sono alcuni strani occidentali che
da sempre si occupano dei contatti con questi gruppi, e che ritroviamo ad
altissimo livello in strane situazioni, come il caso Iran Contras, come
mediatori di affari petroliferi, come organizzatori di guerre, e persino in
oscuri affari italiani, come Sigonella, la P2, il caso Moro. Ora pare siano
tra gli ispiratori della politica estera americana, imposta a tutti noi…. E
da tempo stanno preparando una esplosione del vortice iraniano. Enormi
apparati sono all’opera da alcuni anni a predisporre la gestione di questa
nuova crisi.
La creazione di una situazione critica: il nemico perfetto
La nomina del falco Ahmadinejad, espressione - che lui lo sappia o meno -
della setta Hojattieh, rientra perfettamente nei piani di chi vuole creare
una situazione esplosiva in Iran, che coinvolga tutta la regione ed assorba
energie del mondo. I “falchi” americani non potevano trovare di meglio per
portare avanti i loro piani sulla regione. Chi meglio di un regime
oppressivo e radicale, intenzionato a creare problemi e ad andare avanti con
la tecnologia atomica, può servire meglio i loro piani ? I falchi iraniani
hanno prodotto un regime che è “il nemico perfetto”…. Come perfetti erano
Gheddafi, Khomeini, Saddam Hussein, Bin Laden…. Ma di chi erano espressione
veramente questi uomini ? Di quali strategie, di quali gruppi ?
Quindi i falchi interni all’Iran e quelli esterni hanno attivamente
collaborato per combattere i pragmatici di Rafsanjani: quello che sta per
succedere in Iran deve essere strettamente controllato dallo stesso gruppo
internazionale ora vincente sulla scena mondiale, senza interferenze…. La
gestione dei fronti che si combatteranno deve essere coordinata con la
maggiore cura possibile, per creare il massimo di crisi e per gestirla con
intelligenza negli anni. Ora Rafsanjani e la sua famiglia rischiano la vita
e tutte le immense fortune che hanno accumulato…. Ma questo è spesso il
destino di chi vende l’anima e non legge tutte le clausole del “contratto
col diavolo”.
Anche questo, non vi ricorda qualche recente “capitombolo” nello scenario
italiano ? Certo, i falchi in giro per il mondo difficilmente fanno quello
che fanno coscientemente per il Male dell’uomo, ma ognuno ha venduto la
propria anima per il proprio egoistico bene:”voglio mettere le mani sul
petrolio iraniano…”; voglio vendere miliardi di dollari di armi…”; “voglio
dominare la zona…”; voglio vincere il “risiko” del potere mediorientale…”;
“voglio compiacere gli americani…”; voglio diventare un politico
importante…” ; “ voglio obbedire al mio Gran Maestro senza farmi troppe
domande…”. E per questo “dimenticano” che stanno facendo del male al
prossimo. Tutta una vendita delle anime in cambio di beni effimeri, che
arriva fino al poveretto che andrà in guerra imbottito di stupidaggini sulla
esportazione della democrazia, ma in fondo solo perché così “si guadagnano
due soldi in più” da spendere in telefonini, macchine, ed altri prodotti
delle multinazionali….
Le strategie oscure ed il futuro dello scenario iraniano
Quali scenari si presentano ora per l’Iran, per il popolo iraniano stretto
nella morsa di due fronti - quello islamico e quello dei “liberatori
democratici” - solo apparentemente opposti ?
Questo regime può fornire, sia per la politica nucleare che per i diritti
umani, infinite occasioni per interventi esterni e per disordini interni.
Fino a qualche tempo fa approfittare di cose del genere era impossibile,
anche per una potenza militare come gli Stati Uniti, perché l’Iran ha una
popolazione estremamente numerosa, fiera, agguerrita e ben armata.
Ma ora la situazione geopolitica è del tutto mutata:
- le basi americane circondano completamente l’Iran: nell’Oceano Indiano, in
tutto il Golfo Persico, in Iraq, in Azerbaijan, in Uzbekistan, Kirghizistan,
Turkmenistan, in Afghanistan, in Pakistan;
- l’Hojattieh è al potere senza rivali;
- lo stesso gruppo trasversale è al potere negli Stati Uniti e nella
maggioranza dei paesi europei; questo gruppo fa capo ad un sistema di forze
oscure dal quale dipendono anche il terrorismo islamico ed il gruppo ora al
potere in Iran;
- l’Onu è infiltrata e ridotta al silenzio;
- i pochi governi europei almeno parzialmente indipendenti sono incapaci o
non vogliono opporsi.
E per di più gli stessi gruppi internazionali stanno fomentando tutti i
possibili separatismi nel territorio persiano che, tranne la parte centrale,
altro non è che un mosaico imperiale di popolazioni differenti. Gli arabi
del khuzistan, i curdi, gli azeri, i turcomanni, i beluci, hanno i loro
movimenti separatisti pronti ad entrare in campo, con facilissime linee
dirette di comunicazione e di rifornimento di armi con le basi americane
sparse oltre i confini. Un Iran che dovesse ritrovarsi senza le zone
separatiste sarebbe un Iran senza petrolio….
Basterà un nonnulla “ben coordinato” e l’Iran esploderà in un guerra civile
sanguinosa per anni. Chi ha in mano le leve dei due fronti, può agevolmente
controllare la durata e l’ampiezza del vortice di morte, distruzione e odio
che influenzerà la zona per anni. Una crisi di questo tipo rimetterà in
discussione tutti i governi e tutti gli equilibri della zona. Le armate nere
dei potentati fatti dagli uomini che hanno “venduto l’anima” riceveranno il
bottino di guerra in potere, petrolio, soldi, monopoli….
I cittadini americani, le vittime principali di questa strategia dell’odio,
della paura e della violenza, daranno il principale contributo di sangue e
di denaro. Le povere popolazioni mediorientali avranno milioni di morti e la
perdita delle proprie risorse. L’Europa manderà i propri figli a morire, per
prendere una fettina della torta del saccheggio, forzandosi a turarsi gli
occhi, il naso e le orecchie. Il resto del mondo, al quale dovrebbero andare
le risorse necessarie a sfamare e curare miliardi di persone, vedrà la
propria situazione peggiorare ulteriormente, perché quelle ricchezze che
potrebbero salvarlo finiranno in armi dai costi pazzeschi….
Ma, soprattutto, un altro buco nero assorbirà per anni parte delle risorse e
delle energie che l’umanità dovrebbe usare per la crescita della propria
coscienza. Questo schema ha già funzionato in modo molto efficiente nel
conflitto arabo-israeliano, nell’esplosione della Jugoslavia, in tanti
conflitti africani, asiatici e sudamericani. E prima nelle grandi guerre e
nelle grandi stragi del secolo scorso…. Non esplosioni casuali, ma la
creazione e lo sfruttamento di situazioni locali da parte di forze
coscienti, per produrre vortici oscuri di violenza e di paura. Per tenere
bassa la frequenza dell’umanità.
Va tutto così male ? Noi cosa possiamo fare ?
Ma noi, una volta riconosciuto questo gioco sporco, cosa possiamo fare ?
Prima di tutto convinverci che le strategie del Male in fondo non servono ad
altro che a svegliare le nostre coscienze che dormono. Quindi la risposta
non è l’odio per i poveri disgraziati che le mettono in pratica, ma il
risveglio del nostro spirito.
Studiamo le strategie del Male, opponiamoci portandole alla luce in tutti
modi, a conoscenza di più persone possibile, perché non si cada nelle
trappole della rassegnazione o dell’odio: queste sono proprio le reazioni
che le forze oscure sperano di ottenere….
Ma subentri la convinzione che alla offensiva che tende ad abbassare la
frequenza dell’umanità si può rispondere con azioni che facciano crescere le
frequenze individuali di ognuno di noi….
Azioni d’amore disinteressato….
Ma questa è una storia che vale la pena di trattare a parte….
Questo articolo è stato scritto da Fausto Carotenuto per il periodico online
“Disinformazione.it”.
TUTTO SALUTE: Movimento è salute
(da Movimento Iskcon di Marzo-Aprile 2004)
Passejapa?, Kirtan? sankirtan?
camminiamo, danziamo e teniamoci in forma per uno scopo superiore. Ecco dei
punti che ci propone Peter Burwash dal suo libro Salute Totale che
sottolineano l'importanza dell'esercizio fisico.
1. Espelle le tossine dal corpo
Durante l'esercizio fisico, la temperatura corporea sale di alcuni gradi.
Questo aiuta ad uccidere i germi. Quando compiamo degli esercizi fisici, il
nostro corpo secerne le medesime proteine che utilizza nel combattere i
germi e produce un maggior numero di cellule bianche. Le tossine vengono
anche eliminate attraverso la sudorazione.
2. Stimola il sistema immunitario
L'esercizio fisico aiuta il sistema immunitario mentre la sedentarietà
rallenta la circolazione sanguigna e fa ristagnare il sangue.
3. Riduce la quantità di grasso
A parte il fatto che il grasso è dannoso alla salute, è una sostanza nella
quale si trovano molte tossine. L'esercizio fisico letteralmente "accende"
il metabolismo e brucia le calorie.
4. Rafforza il cuore e i polmoni
La vita è movimento, e il cuore ha un grande bisogno di esercizio. Quando il
cuore è forte, il suo battito è meno frequente. In quanto non esistono
esercizi per allenare direttamente il cuore, i polmoni e il sistema
sanguigno, l'esercizio fisico è molto benefico e la mancanza di esso fa in
modo che la possibilità di essere colpiti da malattie cardiovascolari venga
raddoppiata.
5. Aumenta il metabolismo
Questo significa che bruciamo più calorie - non solo durante l'esercizio
fisico, ma anche in stato di riposo. Il metabolismo può rimanere elevato
fino a 12 ore dopo l'esercizio fisico.
6. Aumenta il numero dei globuli rossi nel sangue
Avere più cellule rosse nel sangue fa aumentare la capacità di ossigenare i
muscoli. Dunque possiamo resistere maggiormente alla fatica.
7. Ossigena le cellule
Lo scopo degli esercizi fisici è quello di ossigenare le cellule. Se le
cellule non ricevono ossigeno muoiono. I muscoli di una persona fisicamente
in forma sono maggiormente in grado di assimilare dell'ossigeno dal sistema
sanguigno.
8. Rinforza le ossa
Le ossa si rinforzano e si ingrossano, proprio come i muscoli quando vengono
esercitati o portano dei pesi. I tennisti hanno sempre delle ossa più grosse
nel braccio che usano per giocare. Molte persone credono che le ossa possano
diventare più forti ingerendo grandi quantità di calcio.
9. Sviluppa i muscoli
Nel corpo si trovano circa 630 muscoli e se non li esercitiamo, si
atrofizzano. Il corpo umano si debilita quando non viene utilizzato. Quindi,
più usate i muscoli, più si rinforzano.
10. Aumenta la circolazione periferica
E' un punto molto importante, perché se un' arteria importante si occlude il
sangue può scorrere per altri canali. Questo può salvarvi la vita.
11. Mantiene mobili le giunture
Con l’esercizio fisico la degenerazione delle giunture è minore. Molte
persone arrugginiscono prima del tempo.
12. Aumenta il colesterolo benefico
E' risaputo che questo tipo di colesterolo pulisce le arterie.
13. Riduce i rischi di tumore
Gli scienziati pensano che l'esercizio fisico riduca i rischi di tumore
perché riattiva il colon, favorendo l'espulsione delle feci dal corpo in
modo più veloce. Parlando con dei medici orientali, abbiamo scoperto che
essi pensano che questa sia la soluzione per restare in salute.
14. Aiuta ad immagazzinare più glicogene
Una persona sana immagazzina più glicogene nei muscoli, in questo modo
possiede una maggiore capacità di resistenza durante gli sforzi.
15. Aiuta ad avere dei pensieri più chiari e razionali
Quando siamo attivi, ci concentriamo con più razionalità piuttosto che in
modo emotivo. Pare che l'inattività renda la mente letargica.
16. Rilascia i tranquillanti naturali
L'endorfina è un tranquillante naturale che viene prodotto dal corpo e che
provoca quel senso di benessere e di euforia che proviamo dopo una serie di
esercizi fisici.
La musica nelle teorie del Settecento - 2
http://www.lettere.unimi.it/Spazio_Filosofico/dodeca/giordanetti/capitolo01.
htm
3.2. Proporzioni matematiche e suoni singoli
Dopo aver preso in considerazione i rapporti armonici fra più note e la
natura del suono in generale, passiamo ora ad analizzare in qual modo nelle
fonti di Kant si discuta della natura di una singola nota e del suono a essa
corrispondente; la separazione fra lo studio dei rapporti fra una
molteplicità di note e lo studio di una nota singola è, del resto, un dato
costante sia nelle ricerche estetiche sia nelle indagini acustiche del
Settecento. In base a questa distinzione sono concepite le annotazioni di
Johann Georg Sulzer nella Untersuchung del 1773, nelle quali si rileva che
mentre una sensazione composta risulta da molteplici sensazioni singole - le
note di più corde sono unite in un accordo - le sensazioni semplici, come ad
esempio un solo suono, sono causate da ripetute impressioni di uguale forza
(cfr. Sulzer 1773, pp. 56-58). Negli Anfangsgründe der theoretischen Musik
[Primi principi di musica teorica] di Marpurg i suoni sono oggetto di studio
dell'acustica sia sotto il profilo della loro natura fisica, sia nei loro
rapporti matematici (cfr. Marpurg 1757, pp. 1-2). Nel Philosophisches
Lexikon [Lessico filosofico] di Walch si afferma che la dottrina del suono o
della nota musicale offre occasione alla fisica di occuparsi della musica,
della sua essenza e dei suoi effetti (Walch 1775, p. 197); la musica è
oggetto dell'acustica, parte della scienza della natura. Questa suddivisione
è presente anche in Wenceslaus Johann Gustav Karsten, il quale distingue i
fondamenti fisici della musica dalla teoria matematica, dal calcolo dei
suoni dell'organo e del pianoforte (Karsten, Kenntniß der Natur [Conoscenza
della natura], ristampato in AA XX, p. 244. Sulzer 1773, p. 67. Sulzer 1773,
pp. 56-58).
Nell'Inchiesta sul Bello e il Sublime, tradotta nel 1773 in tedesco da
Christian Garve con il titolo Philosophische Untersuchungen über den
Ursprung unsrer Begriffe vom Erhabnen und Schönen sul testo della quinta
edizione inglese, Edmund Burke esamina i suoni e la loro funzione nella
genesi dei due sentimenti in questione, seguendo un metodo dichiaratamente
fondato sull'esperienza e sull'essenziale considerazione del rapporto fra
mente e corpo. Il bello e il sublime sono ricondotti ai due sentimenti
dell'autoconservazione e della socievolezza; mentre il bello produce
rilassamento nelle fibre del corpo, il sublime genera tensione; se il bello
dà luogo al piacere, il sublime porta con sé inevitabilmente dolore perché è
simile al terrore, anzi è un piacere misto a terrore. Il capitolo XXV della
Parte terza assegna ai suoni soavi, dolci e delicati e a note chiare, piane,
facili e smorzate il privilegio della bellezza, laddove suoni alti e intensi
o note acute, aspre o cupe possono suscitare altre passioni. Si nota che la
bellezza non può coesistere con la grande varietà e il rapido passaggio da
una misura o da un suono a un altro, perché essi non suscitano rilassamento,
intenerimento e languore, ma allegria o altre improvvise e tumultuose
passioni; la bellezza non è gaiezza e allegria, ma malinconia (Burke 1985,
p. 138). La distinzione tra l'effetto di un suono semplice e quello di una
successione di suoni è trattata nel capitolo XI della Parte quarta; nel
primo caso l'orecchio è colpito da una sola onda d'aria, la quale produce
una vibrazione nel timpano e nelle altre parti membranose. Alla vibrazione
corrisponde un grado di tensione, alla vibrazione ripetuta corrisponde
l'attesa di un'altra vibrazione che determina un'ulteriore tensione. Dopo
avere udito una serie di vibrazioni ne attendiamo altre; poiché non possiamo
determinare con esattezza quando esse giungeranno nasce in noi una specie di
sorpresa che determina un'ulteriore intensificazione della tensione sino
all'orlo del dolore; si genera in tal modo il sentimento del sublime.
Condizione affinché si realizzi questo effetto è che le vibrazioni siano
simili, come spiega il capitolo XII; l'esempio che a Burke pare meglio dare
un'idea di questo processo fisico è quello dato dai colpi ripetuti di un
cannone (Burke 1985, pp. 149-150).
Diversa l'impostazione di Leibniz. Nel § 17 dei Principes de la nature e de
la grace di Leibniz la bellezza della musica è ricondotta alla
corrispondenza fra i suoni e il calcolo che si compie nella nostra anima
senza che ne siamo consapevoli. La musica ci procura diletto sebbene la sua
bellezza non consista in altro se non nella corrispondenza fra numeri e
calcolo inconscio compiuto dall'anima al momento del risuonare delle
vibrazioni. La gioia che l'occhio prova per le proporzioni è analoga a
quella dell'udito e anche i piaceri degli altri sensi dovrebbero derivare
dal medesimo fondamento, sebbene non siamo in grado di spiegarlo con la
medesima evidenza. I sensi dell'udito e della vista sono radicalmente
distinti dagli altri, poiché solo vista e udito provano diletto e gioia per
le proporzioni e per la corrispondenza fra i numeri che possono essere
spiegati in modo evidente: avvertire la bellezza della musica è un'occulta
attività di calcolo dell'anima.
Si sofferma a lungo sul problema del singolo suono Leonhard Euler. Nel 1750
aveva già pubblicato la Conjectura physica circa propagationem soni ac
luminis, contenuta poi anche negli Opuscula editi in tre volumi nel 1746,
1750 e nel 1751. Nel contesto delle ricerche dedicate alla scienza
dell'acustica la spiegazione matematica della musica è distinta
dall'indagine sui suoi fondamenti fisici. Questa distinzione fra analisi dei
rapporti fra suoni e analisi delle singole sensazioni è presente nelle
Lettere, in cui il discorso prende le mosse dalla spiegazione fisica dei
singoli suoni musicali per soffermarsi poi sullo studio della connessione
fra più suoni. Nella Terza lettera, prima di esaminare il suono musicale si
dà una definizione della natura del suono in generale; se nell'antichità si
credeva che il suono si propagasse come il profumo di un fiore che eccita i
nostri nervi olfattivi con lievi esalazioni, Euler è dell'avviso che la
natura del suono consista nel fatto che le vibrazioni prodotte da una corda
sono portate dall'aria sino al nostro orecchio; la sensazione del suono si
ha quindi quando l'orecchio è colpito dalle vibrazioni dell'aria. E ciò non
vale solo per il suono in generale [Schall] ma anche per i suoni musicali in
particolare [Ton]: la differenza fra suoni [Töne] deriva dalla diversità del
numero delle vibrazioni nell'aria.
Così se una corda produce 100 vibrazioni al secondo e un'altra 200, i loro
suoni saranno essenzialmente diversi: il primo sarà più grave o più basso,
l'altro invece più acuto o più alto (Euler 1769, I, p. 9; Eulero 1958, p.
11).
Quando ascoltiamo un singolo suono musicale il nostro orecchio è colpito da
una successione di vibrazioni equidistanti l'una dall'altra, che si
succedono cioè con frequenza regolare; la sensazione di un suono, quindi,
può essere raffigurata come una successione di punti equidistanti tra loro.
Supponiamo però che gli intervalli fra questi punti siano ora più grandi ora
più piccoli, che essi non siano regolari; ne potremo dare una raffigurazione
sensibile attraverso una serie di punti che non si trovano a distanza
regolare fra loro; ad essi corrisponderà la sensazione acustica di un rumore
confuso e disarmonico (cfr. Euler 1769, I, p. 10). Il suono coincide per
Euler con una serie di vibrazioni che colpiscono il nostro orecchio,
vibrazioni grazie alle quali si può determinare la differenza fra suono
musicale e semplice rumore. Solo nel primo caso si può cogliere una
regolarità nella successione delle vibrazioni dell'aria, nel secondo la
norma, la struttura regolare sono sostituite dal disordine; esiste quindi
una differenza fra suono e suono; solo il secondo, infatti, si fonda su
regolarità e armonia. Se le vibrazioni si succedono con uniformità, ovvero
se gli intervalli sono tutti uguali, il suono è un suono regolare (cfr.
Euler 1769, I, p. 9).
Il senso dell'udito è in grado di formulare un giudizio che distingua i
suoni l'uno dall'altro; l'udito non è passivamente esposto alle impressioni
che provengono dall'esterno, ma è in grado di percepire la differenza fra i
suoni che si susseguono nel tempo. Il nostro orecchio ha però limiti oltre i
quali i suoni non sono più percepibili: pare, infatti, che non riusciremmo
più a sentire un suono con meno di 20 vibrazioni per secondo, perché troppo
basso, né un suono con più di 4000 vibrazioni, perché troppo acuto (cfr.
Euler 1769, I, p. 10; Eulero 1958, p. 11).
Anche in questo caso Euler rifiuta la tesi leibniziana che si dia un calcolo
inconsapevole dell'anima; egli considera con riserva l'equiparazione
dell'udito musicale ad un esercizio di calcolo del quale il soggetto non
sarebbe consapevole. Nella Lettera 134 scrive però che, sebbene non si possa
negare che il nostro organo della vista non sia in grado di contare numeri
complessi, meno ancora di quanto l'orecchio sia in grado di contare le
vibrazioni che costituiscono i suoni, si deve anche ammettere che siamo
sempre in grado di distinguere distintamente il più e il meno (cfr. Euler
1769, II, p. 224; Euler 1958, p. 473).
“Dei fondamenti della musica” trattano i paragrafi 280-300 degli
Anfangsgründe der Naturlehre (1772) di Johann Christoph Polykarp Erxleben
(cfr. AA XI 204, 253, 302, 428). Fra gli “scritti sull'acustica e la musica
teoretica” Erxleben cita le seguenti opere:
Claudii Ptolomaei harmonicorum L. III per Ioann. Wallis, Oxon. 1682, 4.; 2)
Marin Mersenni harmonicorum L. XII, Parip. 1635, fol. 3) Athan. Kircheri
musurgia universalis sive ars magna consoni et dissoni, Rom. 1650, fol.; 4)
Systeme general des intervalles des sons, et son application à tous les
systemes et à tous les instrumens de Musique, par M. Sauveur; in den Mem. de
l'acad. roy. des sc. 1701, pag. 297; 5) Tentamen novae theoriae musicae,
auctore Leon. Eulero, Petrop. 1739, gr. 4; 6) Coniectura physica circa
propagationem soni ac luminis, auctore leon. Eulero, Berol. 1750, 4; ist der
zweyte Band von seinen Opusc; 7) Harmonics, or the philosophy of musical
saunds, by Rob. Smith, Cambridge, 1749, gr. 8; 8) Recherches sur la nature
et la propagation du son, par M. Louis de la Grange, in den Miscellan.
turinenp. Tom. I, pag. I; 9) Eclaircissemens plus detaillés sur la
generation du son et la propagation du son et sur la formation de l'echo,
par M. Euler; in den Me. de l'acad. roy. des sc. de Pr. 1765, pag. 335.
Pur notando che è difficile stabilire con certezza quali suoni il nostro
udito possa distinguere, il § 297 cerca di definire i limiti entro i quali
le note sono percepibili e dà informazioni sulle ricerche condotte
all'epoca. I limiti sono calcolati sulla base della capacità di percepire un
determinato numero di vibrazioni in un secondo. Su questo tema non si
sarebbe ancora arrivati, secondo l'autore, alla chiarezza, poiché Sauveur ha
considerato la nota più bassa udibile da orecchio umano come quella nella
quale le parti dell'aria compiono 12 vibrazioni in un secondo; otto ottave
sarebbero quindi percepibili dal nostro udito. Euler indicava invece, in una
prima fase del suo pensiero, 30 vibrazioni per il suono più basso e di 7520
per quello più alto, mentre più tardi avrebbe proposto rispettivamente le
cifre 20 e 4000, con la conseguenza che, a suo avviso, i suoni udibili
avrebbero costituito all'incirca otto ottave (cfr. Erxleben 1772, pp.
238-239). Anche nel Physikalisches Wörterbuch [Dizionario di fisica] di
Gehler si sottolinea che l'udito è un senso particolarmente fine e lo si
adduce a principio non ulteriormente esplicabile, come una sensazione che
non si può descrivere a parole (cfr. Gehler 1798, vol. IV, p. 376).
Questa spiegazione è ripresa da Johann Georg Sulzer. Sebbene un suono
sembri al primo sguardo un'impressione ininterrotta che colpisce i nervi,
ricerche fisiche hanno dimostrato che questo effetto ininterrotto è in
realtà una successione di sollecitazioni e di vibrazioni separati l'uno
dall'altro, benché ogni suono racchiuda in sé una molteplicità di
impressioni. L'apparenza di una durata ininterrotta deriva dal fatto che le
vibrazioni dell'aria si susseguono così velocemente che non siamo in grado
di avere consapevolezza dell'esistenza di un intervallo che le separa; in
realtà ogni singola sensazione deriva da una grande quantità di sensazioni
istantanee. Fino a questo punto Sulzer ha sviluppato, sul modello di Euler,
una spiegazione fisica dei suoni; poiché però il suo fine non è formulare
una teoria riguardante le sensazioni fisiche, ma compiere una ricerca sulle
sensazioni piacevoli e sulla loro differenza da quelle spiacevoli, si rivela
interessante che questa teoria fisica sia completata da una sua applicazione
all'estetica. Quale è la radice della piacevolezza dei singoli suoni? I
suoni saranno piacevoli se le diverse vibrazioni che li compongono si
susseguiranno a intervalli regolari e si potranno rappresentare
intuitivamente all'occhio come una serie di punti collocati l'uno accanto
all'altro in linee rette e alla medesima distanza.
Non sono mancati coloro che non hanno notato la complessità dei suoni
singoli; per Mendelssohn le impressioni provenienti dalla vista e dall'udito
sono sensazioni che non hanno valore di verità, perché la verità può essere
ricavata dai sensi in base a principi razionali universali. L'udito e la
vista procurano sensazioni singole cui non si può dare completamente
fiducia, essi ingannano e non riescono a formulare una comprensione evidente
delle cose. Ciò che noi udiamo e vediamo è colmo della medesima confusione
ed oscurità di tutto ciò che i corpi esterni ci insegnano attraverso gli
altri sensi. Non si può scorgere in Mendelssohn alcun tentativo di spiegare
i suoni dal punto di vista fisico come gioco armonico di molteplici
vibrazioni (JA, 1, 51).
3.3. Suoni e colori. Il clavicembalo oculare di Castel
Locke narra nel terzo libro del Saggio che uno studioso cieco che per molto
tempo aveva indagato gli oggetti visibili, e si avvaleva di spiegazioni
trovate nei libri o presso amici per comprendere i nomi della luce e dei
colori, si vantò un giorno di aver finalmente compreso che cosa significasse
“scarlatto”. Ad un amico che gli chiedeva come potesse definirlo il cieco
rispose: “È come il suono di una tromba” (Locke 1996, III, 4, 11, pp.
497-498). A prescindere dal contesto entro il quale l'esempio si inserisce,
è per noi rilevante che Locke prospetti un'analogia fra i colori e i suoni.
Fra il 1725 e il 1735 il matematico francese Louis Bertrand Castel
(1688-1757) presentò l'idea di una musica dei colori e il progetto di un
clavicembalo oculare in due scritti, apparsi il primo nel “Mercure” e il
secondo nel “Journal de Trévoux”. Ritornò sul tema con il testo Optique des
couleurs, pubblicato a Parigi nel 1740, tradotto in tedesco nel 1747 con il
titolo Die auf lauter Erfahrungen gegründete Farben-Optica [L'ottica dei
colori fondata su mere esperienze] Il fondamento di questa perfetta analogia
fra colori e suoni che induce all'idea di un clavicembalo oculare, all'idea
che sia possibile realizzare con esso un'arte affine alla musica è dato
dalla convinzione che i colori si muovano in cerchio come i suoni musicali.
Krüger scrive: “Queste considerazioni hanno fatto nascere in me una volta
l'idea che anche gli altri sensi seguano nella valutazione del piacevole le
medesime leggi dell'udito e ho trovato che almeno per quanto concerne la
vista non mi sono sbagliato poiché le regole della simmetria richiedono i
medesimi rapporti delle consonanze musicali e gran parte della bellezza del
corpo umano riposa proprio su questo fondamento. Ciò mi ha dato la speranza
di trovare un modo di poter dilettare gli occhi con i colori analogo a
quello con cui si diletta l'udito. Alla fine ho escogitato un clavicembalo
oculare che è descritto negli scritti dell'Accademia di Berlino ed è
completamente diverso da quello che ha fatto realizzare il padre Castel”
(1748, I, pp. 373 sgg. Cfr. anche Krüger 1743; Buffon 1748, p. 428; Wellek
1935; Wellek 1936; l'articolo “Farben- oder Augenclavecin”, in Walch 1775, I
vol., pp. 1242-1243). L'analogia emerge dunque chiaramente dagli scritti di
Castel e la vivace partecipazione al dibattito suscitato (cfr. Wellek 1935,
p. 369) si può documentare in numerosi autori; le idee di Castel furono
discusse da Wolfgang Krafft, Christoph Mizler, Moses Mendelssohn, Denis
Diderot (cfr. Diderot 1984, pp. 26-27).
L'analogia fra suoni e colori, vista e udito, suono e luce non è una
prerogativa di Castel, ma è accettata anche da Euler, il quale però
sottopone a critica l'idea di un clavicembalo oculare. Castel, che costruì
un pianoforte in cui ogni tasto, non appena toccato, faceva apparire un
pezzetto di stoffa tinto di un determinato colore, credeva che questo
strumento potesse offrire uno spettacolo molto piacevole agli occhi. Euler
crede invece che solo la pittura possa offrire qualcosa di gradevole agli
occhi, analogo alla musica per l'orecchio; non riesce a comprendere come una
serie di pezzi di stoffa colorati, presentati in un certo ordine e
corrispondenti ciascuno ad un tasto del clavicembalo, possa essere piacevole
per gli occhi (cfr. Euler 1769, I, p.108; Euler 1958, p. 109).
Per spiegare come corpi opachi possano diventare visibili Euler rinvia,
nella Nova theoria lucis et colorum, ai casi in cui la corda accordata su
una determinata nota emette un suono, benché nessuno la tocchi, quando
qualche strumento emette la medesima nota (cfr. anche Euler 1769, I, p. 89).
Si tratta del fenomeno della simpatia dei suoni che è descritto come segue,
ad esempio da Marpurg: “In dem Zurückprallen und Mitklingen der Töne hat
dennoch die sogenannte Sympathie der Tone ihren Grund, vermöge welcher eine
klingende Seyte die andere nicht allein zittern, sondern auch öfters
mitklingend macht” (Marpurg 1757, p. 11). L'analogia, si fonda in Euler
sulla teoria ondulatoria della luce formulata da Euler richiamandosi a
Cartesio: la luce è un movimento ondulatorio dell'etere ed è analoga al
suono, il quale può essere definito un movimento ondulatorio dell'aria (cfr.
Euler 1746, p. 184; cfr. anche pp. 171-172). Euler approfondisce questo tema
nella Lettera 136 in cui spiega in che modo i corpi opachi ci divengono
visibili. I corpi colorati sono simili alle corde di un clavicembalo e i
vari colori ai vari suoni, differenti per la loro acutezza e per la loro
gravità. La luce da cui questi corpi sono illuminati è analoga al rumore cui
il clavicembalo è esposto; come questo rumore agisce sulle corde, così la
luce da cui un corpo è illuminato agirà sulle più piccole particelle della
superficie di questo corpo, e queste particelle, fatte così vibrare,
emetteranno raggi proprio come se fossero luminose, non essendo la luce
altro se non il movimento vibratorio delle più piccole particelle di un
corpo comunicato all'etere, che, successivamente, lo trasmette agli occhi
(cfr. Lettere 19-30, 134-136; Euler 1958, p. 480). Abraham Gotthelf Kästner
redasse un estratto pubblicato nel 1750 nello “Hamburgisches Magazin” della
teoria della luce e dei colori di Euler, in cui ricorda che secondo Euler in
una ottava è compreso un numero notevole di suoni, dei quali solo alcuni
ricevono un nome specifico dai conoscitori della musica; analogamente nei
colori semplici sono contenuti, nello spazio compreso fra la vibrazione più
lenta e quella più veloce, innumerevoli altre vibrazioni, ad alcune delle
quali si potrebbe attribuire un nome determinato, mentre le altre
acquisiscono il nome di quelle cui più si avvicinano (cfr. Kästner 1750, p.
193). Scrive Kästner che “i colori semplici sono analoghi ai suoni semplici
che compiono in un certo periodo di tempo un certo numero di vibrazioni”
(Kästner 1750, p. 192; si veda anche Herz 1787, pp. 170-171).
Nella Einleitung in die Natur-Lehre [Introduzione alla dottrina della
natura] nella seconda edizione del 1754, di Johann Andreas Segner, al § 579
si afferma
che il suono presenta analogie sotto diversi aspetti con la luce, e si può
aver l'idea che perfino i colori siano simili ai suoni. Non è dunque la luce
il movimento ondulatorio di una materia elastica, come il suono non è se non
il movimento ondulatorio dell'aria? (Segner 1754, p. 433).
Nel 1772 le Meditationes physicae circa systemata Euleri et Newtonii de luce
et coloribus di Carol Daniel Reusch sottolineano che gli esperimenti di
Newton dimostrano, a differenza di quanto sosteneva Euler, che le vibrazioni
non sono isocrone: la luce, quindi, non è simile al suono emesso da una
corda ma al suono di un corpo che provoca rumore (cfr. Reusch 1772, p. 41).
Secondo Erxleben, se si accettasse la teoria di Euler si potrebbe dire che
un foglietto sottile e trasparente ha un unico colore, come una corda tesa
emette un unico suono determinato quando è percossa. Mentre Newton aveva
supposto che la luce fosse costituita da corpuscoli che emanano dalla fonte
luminosa, Euler, con il quale Erxleben concorda, concepisce la luce come un
movimento ondulatorio simile al suono. Euler spiega la differenza fra i
colori fondamentali in base alla diversa velocità delle vibrazioni
dell'etere; quelle più veloci sono interrotte in misura minore di quelle più
lente. I colori sono per l'occhio, a suo avviso, quello che le note sono per
l'udito: il violetto è la nota più grave, il rosso la nota più acuta, il
bianco un chiasso disordinato. In tal modo l'idea di un clavicembalo oculare
diventa molto verosimile (cfr. Erxleben 1772, p. 298).
Christoph Friedrich Hellwag (1754-1835), corrispondente di Kant, pubblica
sul “Deutsches Museum” dell'ottobre 1786 un saggio da lui inviato
successivamente, sotto forma di estratto, a Kant in allegato a una lettera
scritta dopo la pubblicazione della Critica del Giudizio. Hellwag mostra in
un breve excursus storico che l'analogia fra suoni e colori è stata già
prospettata da Kircher, Newton e Castel. Il tentativo di Castel di
“rappresentare accordi e melodie di colori su un clavicembalo oculare” è
giudicato però in modo negativo: Castel muove, infatti, dalla convinzione
errata che colori e suoni possano essere comparati l'uno con l'altro sino a
riconoscerne la perfetta analogia. Per Hellwag non si può certo negare che
colori e suoni palesino una affinità sotto molteplici aspetti; luce e suono
rimangono però diversi. Contro Kircher, Newton, Castel e Euler, Hellwag si
richiama al principio della “mescolanza” dei suoni e dei colori: tanto i
colori quanto i suoni possono essere comparati e distinti a partire dalla
mescolanza in cui si presentano abitualmente e che è ignorata quando li si
dispone sulla scala musicale oppure secondo punti separati dello spazio
visivo. I colori possono, però, essere ridotti a cinque fondamentali, mentre
gli elementi base dei suoni sono probabilmente indeterminabili. Possiamo
dare una dimostrazione dell’indeterminabilità facendo riferimento al sistema
vocalico nel quale i suoni principali sono le vocali, mentre gli altri sono
disposti in posizione intermedia fra di essi; nei dittonghi sono espressi
tutti i gradi intermedi fra le due vocali che li compongono, cosicché essi
risultano mescolanze di suoni analoghe ai giochi cromatici delle bolle di
sapone. La vista ha una maggior varietà rispetto all’udito: mentre la scala
musicale ha solo una dimensione, il campo visivo ne ha due e il gioco
prospettico è certo più ampio rispetto a quello della scala musicale (cfr.
Kant 1990, pp. 248-249).
4. Musica e cultura del gusto
Non è possibile trattare qui in modo particolareggiato il dibattito nato
intorno alla metà del Settecento sul valore delle arti in relazione alla
promozione dei costumi; ci limiteremo ad indicare le soluzioni antitetiche
proposte da Rousseau, da Home, da Hume e da Sulzer, le cui opere furono ben
note a Kant. Per Rousseau le arti ingentiliscono le nostre maniere e
insegnano alle nostre passioni un linguaggio ricercato; nate dall'ozio e
dalla vanità portano con sé il lusso, la dissolutezza dei costumi e la
corruzione del gusto (si veda Rousseau 1970, pp. 209-237). Hume rileva
invece nella musica come nelle altre arti liberali la capacità di affinare
la nostra sensibilità per le passioni tenere e gradevoli, rendendo la mente
incapace di emozioni rozze e violente. Hume cita un verso di Ovidio:
“Ingenuas didicisse fideliter artes /emollit mores, nec sinit esse feros”
(“L'avere appreso fedelmente le arti belle / addolcisce i costumi e non
permette di essere feroci”). Come le altre arti, la musica sottrae la mente
alla concitazione degli affari e degli interessi, alimenta la riflessione,
dispone alla tranquillità e produce una piacevole malinconia, la quale, fra
tutte le disposizioni della mente, è la più consona all'amore e
all'amicizia. In secondo luogo, la delicatezza del gusto è favorevole
all'amore e all'amicizia in quanto limita la nostra scelta a poche persone e
ci rende indifferenti alla compagnia e alla conversazione della maggior
parte degli uomini (cfr. Hume 1994, p. 72).
Più esplicitamente, la Prefazione alla prima edizione della Teoria generale
delle belle arti di Sulzer attribuisce alle arti belle il merito di
risvegliare un sentimento per il bene morale e un'avversione per il male. Le
belle arti possono esercitare questa azione di perfezionamento morale se il
loro unico fine è far sorgere un vivo sentimento del bello e del bene e una
forte avversione per il brutto e il male; anche la musica può causare questi
benefici effetti. A riconoscere il valore culturale delle belle arti è
incline anche Henry Home lord Kames, nei suoi Principles of Critics
[Principi della critica]. La prefazione del traduttore contrappone la
convinzione di Home, che una corretta cultura delle belle scienze renda
migliore il cuore, all'“errore” di Rousseau, che aveva insegnato che le
belle arti e le scienze corrompono il cuore e le disposizioni morali. Il
gusto per le belle arti e la sensazione morale sono strettamente affini,
sostiene Home, poiché entrambi scoprono ciò che è giusto e ciò che non è
giusto. La critica, di cui Home esporrà i principi, funge quindi come
incentivo e appoggio della virtù e nessuna occupazione lega maggiormente
l'uomo ai suoi doveri che coltivare il gusto per le arti belle; un gusto
corretto è una perfetta propedeutica all'apprendimento di ciò che è bello,
conveniente, grande nel carattere e nell'azione (cfr. Home 1763, p. 14). Al
capitolo 25 del secondo volume della seconda edizione riveduta e corretta
del 1772, le differenze, che non possono essere certo negate nella
valutazione del bello da parte di esseri umani diversi, sono ricondotte a
distinti livelli di raffinamento del gusto. Gli uomini, originariamente
selvaggi e simili a bestie, sono stati indotti da vincoli sociali alla
ragione e alla finezza del gusto. Chi volesse quindi occuparsi del problema
delle regole e del giudizio tanto nella morale quanto nelle belle arti, non
dovrebbe far riferimento a idee condivise in genere dai selvaggi, ma
piuttosto al gusto della parte “perfetta” dell'umanità (cfr. Home 1772, p.
558).
5. Dissonanze e dolori innominati
Se nelle teorie e nelle osservazioni che sono state sinora riferite il
discorso verte sul piacere, si deve attribuire all'illuminista milanese
Pietro Verri il merito di aver preso in considerazione come nella musica si
esprima soprattutto un sentimento di dolore. Nel 1777 comparve nella
traduzione tedesca di Christoph Meiners lo scritto Gedanken über die Natur
des Vergnügens del milanese Pietro Verri: la versione dell'edizione italiana
del 1773. Nel 1781 Verri estese la sua edizione e le premise una prefazione
nella quale si confrontava con le fonti, riconoscendo il suo debito nei
confronti di una tradizione già esistente. Il piacere non può essere
definito se si prescinde dal dolore; anzi, esso non si presenta con una
natura sua propria, ma si rivela essere solo l'improvvisa cessazione del
dolore. Il dolore è quindi l'elemento originario a partire dal quale
soltanto il piacere acquista una configurazione; l'analisi del piacere si
trasforma in tal modo in un esame della natura del dolore. Sia il dolore,
sia il piacere che ne può risultare si possono suddividere in due classi: vi
possono essere tanto piaceri fisici, quanto piaceri morali, dolori fisici e
dolori morali. Essi hanno in comune il fatto di non fondarsi su dolori
innominati, ovvero su sentimenti la cui origine non può essere ulteriormente
determinata perché non sono esattamente localizzabili. I dolori innominati
si presentano come il fondamento dell'anima, la quale agisce solo per
liberarsene; l'azione umana non deriva, quindi, dalla rappresentazione di un
bene non ancora presente che si cerca di realizzare, ma dalla volontà di
placare un originario sentimento di dolore.
Questa definizione si iscrive in un metodo di natura empirica: non la
struttura dell'opera d'arte musicale deve imporsi come oggetto della
ricerca, non le regole che possono garantire la produzione di una bella
musica, ma l'aspetto individuale e soggettivo della creazione e del piacere.
Il metodo psicologico che Verri desume da Locke induce alla convinzione che
anche l'ascolto dell'arte musicale, come l'invenzione, deve la sua origine
al sentimento originario del dolore: se l'uomo si trovasse in una condizione
di soddisfazione morale e di salute fisica non sentirebbe l'esigenza di
ascoltare musica. Tutte le arti belle hanno per base dolori innominati
[nahmenlose Schmerzen], mali [Uebel] che sono la sorgente dei piaceri più
delicati della vita. Se l'uomo è veramente lieto, soddisfatto e vivace, è
insensibile alle arti belle, a meno che la sua sensibilità derivi da
un'abitudine meccanica a riflettere su di esse, oppure la vanità di
mostrarsi sensibile non lo renda ipocrita. L'uomo vigoroso che ha
contentezza nel cuore non ha la sensibilità, la quale cresce col sentimento
della nostra debolezza, dei nostri bisogni, dei nostri timori (cfr.
Verri-Kant 1998, p. 61).
L'elemento fondamentale della musica è, per Verri, la melodia, che attrae
l'essere umano e provoca in lui un piacere fisico reale generato da suoni
dolci (cfr. Verri 1777, p. 66). Non solo un godimento fisico, ma anche una
“elevazione dell'anima” e un “caldo entusiasmo” sono gli effetti della
musica, che si può definire “espressione di molte passioni”. Il risultato è
una “completa illusione”, che dipende dall'immaginazione dell'ascoltatore,
alla quale di possono quindi ricondurre le differenze individuali nei
giudizi. La musica è diversa dalla pittura e dalla poesia perché un dipinto
e una poesia possono suscitare un piacere che presuppone un ascoltatore
passivo, mentre nella musica l'immaginazione è attiva (cfr. Verri 1777, pp.
67-68); il ruolo dell'ascoltatore è in essa molto più rilevante della
funzione del compositore; l'ascoltatore, infatti, può scoprire bellezze
ignote al compositore.
A questa definizione generale dello scopo e della funzione della musica si
affiancano applicazioni concrete. Che cosa permette alla musica di svolgere
questo suo compito? In qual modo l'ascolto della musica può liberarci dal
sentimento di dolore connesso necessariamente, a partire dalla nascita, con
la condizione umana? Come può la musica suscitare piacere e liberarci dai
dolori innominati e dalla noia? Verri mette in particolare risalto il valore
positivo delle dissonanze da cui appunto nasce quel dolore momentaneo che è,
ai suoi occhi, premessa indispensabile del piacere. Le dissonanze sono un
dolore momentaneo che funge da premessa indispensabile del piacere. Una
musica composta solo da consonanze è faticosa, regolare, e non presenta
alcun difetto, ma proprio per questo motivo essa non possiede grazia né
attrattiva, né un leggiadro disordine
La grand'arte consiste a sapere con tanta destrezza distribuire allo
spettatore delle piccole sensazioni dolorose, a fargliele rapidamente
cessare, e tenerlo sempre animato con una speranza di aggradevoli
sensazioni, in guisa tale ch'egli prosegua ad essere occupato dagli oggetti
proposti, e terminatane l'azione, richiamandosi poi la serie delle
sensazioni avute, ne veda una schiera di piacevoli, e sia contento di averle
provate. A tal proposito io osservo che sarebbe intollerabile una musica, se
non vi fossero opportunamente collocate e sparse delle dissonanze, le quali
cagionano una sensazione disaggradevole e in qualche modo dolorosa (Verri
1972, p. 47).
6. Musica e piacere corporeo
Nel XVIII secolo compaiono frequentemente osservazioni riguardanti l'effetto
dei suoni sul corpo e anche su oggetti privi di vita. John Derham riferisce
nella Physico Theologie [Teologia fisica] (1741) che esperimenti hanno
dimostrato che i suoni, se sono dotati di stabilità e costanza, se cioè la
loro successione rappresenta un continuum temporale, possono esercitare
un'azione talmente forte sui corpi da determinarne la rottura; la semplice
voce umana può causare la frantumazione di un bicchiere di vetro e il suono
della musica può danneggiare gravemente il pavimento di una casa.
Mi ricordo che quando raccontai al signor Willis l'esperimento del bicchiere
che si era frantumato per l'effetto della voce umana sentii dire da lui che
il pavimento della casa di un musicista suo vicino era stato spesso
danneggiato, cosa che egli non aveva esitato a ricondurre al ripetersi dei
suoni musicali.
Non si tratta di parole di Derham, ma di una citazione da Morhof:
Memini cum ipsi [clarip. Willisio] de experimento Vitri per vocem fracti
narrarem, ex eo audivisse, quod in aedibus Musicis sibi vicinis aliquoties
collapsum pavimentum fuerit: quod ispe sonis continuis adscribere non
dubitavit (Morhof 1683, cap. 12; si veda anche Marpurg 1757, p. 12).
Anche Euler scrive:
Anche la storia ce ne fornisce un bellissimo esempio, relativamente ai
bicchieri. C'era un uomo che riusciva a rompere i bicchieri lanciando un
grido. Quando gli si presentava un bicchiere, egli ne esaminava anzitutto il
suono, poi cominciava a gridare nello stesso suono, facendo così vibrare il
bicchiere. L'uomo allora, mantenendo sempre lo stesso suono, aumentava con
tutte le forze la propria voce, fino a determinare la rottura del bicchiere,
scosso da fortissime vibrazioni (Euler 1958, p. 89, Lettera 26).
E già Boyle notava:
An ancient musician affirmed to me, that, playing on a base viol in the
chamber of one of his scholars, when he came to strike a certain note on a
particular string, he heard an odd kind of jarring noise, which he thought
at first had either been casual, or proceeded from some fault in the string;
but having afterwards frequent occasion to play in that same room, he
plainly found, that the noise he marvelled at was made bey the tremolous
motion of a casment of a window, which would be made to tremble by a
determinate sound of a particular string, and not by other notes, whether
higher or lower” (Boyle 1685, p. 23, chapt. VII, observ. VI).
La musica agisce non soltanto sulla materia inanimata del bicchiere o di un
pavimento, ma anche sul corpo umano; il mezzo, l'aria, riceve le impressioni
dei suoni che sono così recepiti dal senso dell'udito. Questa analisi induce
ad ammettere, per Derham, l'esistenza di un creatore saggio, onnipotente e
buono: come le melodie più belle sono la voce di una creatura vivente, anche
il senso dell'udito è opera di un creatore (cfr. Derham 1741, p. 236).
Anche Moses Mendelssohn nei Briefe über die Empfindungen prende in
considerazione il piacere [Lust] sensibile che riguarda a suo avviso solo
l'uomo ed è possibile solo pro positu corporis (cfr. JA, I, p. 115); il
piacere sensibile è il sentimento dell'incremento delle funzioni vitali nel
corpo. L'effetto della musica deriva dalla corrispondenza sussistente fra i
nervi del corpo umano e le corde degli strumenti musicali. Mendelssohn
polemizza qui con Sulzer, notando che l'intuizione della perfezione non è
compatibile con la natura del piacere sensibile: i diletti dei sensi non
possono promettere all'anima un tesoro di concetti poiché per essenza sono
diversi dai piaceri superiori. Che i suoni, e in particolare l'armonia delle
consonanze determinino tensioni analoghe nel corpo è sottolineato anche da
Euler: quando sentiamo il suono di una corda, le parti elastiche
dell'orecchio vibrano tante volte quante sono le vibrazioni emesse dalla
corda nel medesimo tempo (cfr. Euler 1769, vol. I, p. 8. Euler affronta il
tema in un saggio pubblicato in francese e recensito nello “Hamburgisches
Magazin” nel 1751, 8. Band, 3. Stück, pp. 271-276, in cui polemizza con
Derham).
7. Musica e affetti
L'idea che è a fondamento della cosiddetta Affektenlehre, diffusasi in
Europa nei secoli XVII e XVIII, è che la musica possa determinare sia il
sorgere sia la scomparsa di affetti. Athanasius Kircher (1602-1680), teorico
della musica e scienziato tedesco, gesuita che insegnò ad Avignone, a Vienna
e infine a Roma ne delineò i tratti fondamentali. Fu autore di una Musurgia
universalis sive ars magna consoni et dissoni in 2 volumi e dieci libri
pubblicato nel 1650 e riedito nel 1690 e di una Phonurgia nova (1670).
Derham, che richiama anche il De Poematum Cantu, et Rythmi viribus di Isaak
Vossius, ricorda che il musicista Timoteo riusciva a indurre all'ira
Alessandro con una melodia frigia e a mitigarne, invece, il furore
rallegrandolo con altri suoni. Analogamente, ricorda ancora Derham, un altro
musicista suscitò nel re Erich di Danimarca una collera tale da indurlo a
uccidere con le proprie mani il suo ministro più fidato. Derham riprende
questa concezione e afferma che, poiché agiscono sui nervi, i suoni possono
far sorgere e far tacere gli affetti; Willis, scrive, diceva che la musica
agisce non solo sulla fantasia ma anche sul cuore dal quale può eliminare
preoccupazioni e angoscia (cfr. Derham 1741, p. 235. Sulla forza della
musica si vedano le fonti elencate da Derham 1741, p. 232 nota 29).
Anche Sulzer nota che la musica agisce sull'uomo non come essere pensante,
ma come essere dotato di sensibilità e dimostra questa sua tesi
richiamandosi alla descrizione che Rousseau dà del potente effetto
dell'opera italiana sull'animo degli ascoltatori. Mentre Salimbeni cantava
un adagio, circa 1000 ascoltatori provavano uno stato di diletto, immobili e
silenziosi come se fossero diventati di pietra. All'ascolto di quella voce,
narra Rousseau, una voluttà indescrivibile si impossessò totalmente della
sua anima; e aggiunge che questa impressione non può avere un grado medio; o
la si sente oppure non la si sente affatto e quando la si prova si è
trasportati al di fuori di se stessi e si è in balia della tempesta della
passione, che ci rapisce senza che abbiamo la possibilità di resistere (cfr.
Sulzer 1771-1774, articolo “Musik”, p. 433). Una composizione musicale che
non susciti sensazioni non può essere definita musica autentica. Ne trae la
conseguenza che una serie di suoni che si susseguono l'un l'altro in base a
leggi matematiche può essere il fondamento dell'armonia, la quale però non è
ancora musica se non è in grado di infondere slancio alle nostre sensazioni;
la musica autentica risveglia sensazioni nel cuore (cfr. Sulzer 1771-1774,
articolo “Musik”, p. 424).
8. Musica e terapia
Su queste basi si fonda la convinzione, diffusa nel XVIII secolo, che la
musica possa avere una funzione essenziale nella cura delle malattie.
Mendelssohn attribuisce a Leibniz la convinzione che la medicina potesse
fare molto da questo punto di vista (cfr. JA, I, p. 116). In un'opera di
Desarneaux dal titolo Médecin de l'hopital militaire de Saint-Macaire,
Richard de Hautesierck redige nel 1772 un Recueil d'observations de medécine
des hopitaux militaires in cui descrive gli effetti della musica sulle
convulsioni; una volta che si sia scoperto che questi movimenti scomposti
sono l'effetto dell'azione di vermi intestinali e che essi si riducono sino
a scomparire in seguito al suono della musica, si può ipotizzare che
quest'arte possa guarire in quanto placa il movimento dei vermi,
incantandoli con le sue melodie (cfr. Sulzer 1771-1774, p. 433). Prima di
Sulzer già Athanasius Kircher aveva sottolineato gli effetti medici della
musica (cfr. AA XXIX, p. 148).
IL CULTO VAISNAVA Nell'antico Egitto
(da Movimento Iskcon di Gennaio-Febbraio 2004)
Durante la scorsa primavera, il Museo "Country" di Ait (Los Angeles), ha
organizzato un'esposizione sul tema "I Faraoni del Sole" che si è rivelata
una delle mostre più frequentate tra quelle allestite da questo museo. Era
possibile apprezzare alcune sculture dell'epoca dei regni di Akhenaton, di
Nefertiti e del celebre re Tut.
Un gran numero di ricercatori considera Akhenaton uno dei primi monoteisti
dell'umanità. Alcuni di loro hanno stabilito che questo faraone ricevette
una formazione religiosa da una tradizione ancora più antica della cultura
egiziana, le cui radici si trovano in India. Essi fanno così risalire la
cultura egiziana all'antica cultura vedica dell'India attraverso i legami
familiari delle tribù Human e Mitanni. È ampiamente riconosciuto che i
Mitanni parlavano correntemente la lingua sanscrita e adoravano diverse
murti [forme divine adorate nel tempio] vediche.
Secondo il ricercatore B. A. Goswami, i parenti di Akhenaton, come anche sua
moglie, erano legati ai Mitanni. B. A. Goswami è stato invitato al museo di
Los Angeles dove era allestita la mostra e vi ha tenuto una relazione di due
ore sul pensiero vedico di Akhenaton. Egli ha presentato un buon numero di
oggetti antichi collegati alla tradizione vaisnava di culto ad Hari. Tra gli
argomenti da lui trattati durante la conferenza, B. A. Gosvami ha elaborato
i seguenti punti:
· Le forme di Radha Krishna e di Balarama furono adorate in tempi remoti
nella regione mediterranea dell'isola di Rodi.
· Esistono numerose prove che l'antico Egitto, la Giudea e l'Europa
adoravano immagini dove si ritrovano forme di avatara vedici come Matsya,
Kurma, Narasimha e Kalki. Questa tradizione è detta elioteismo, per il fatto
che si adorava Elios, nome greco di Hari.
· Le radici di centinaia di nomi ebrei, egizi e greco-romani riferite ad
immagini religiose hanno un legame con i nomi di Krishna e di Visnu.
· Diversi emblemi religiosi ufficiali, compresi i sigilli di stato dei regni
ebraici d'Israele e di Giudea, hanno un legame evidente con alcuni simboli
vaisnava provenienti da Akhenaton.
- Nel culto dell'antico Egitto veniva spiegato che la creazione prendeva
origine da NHRYN (Narayan), il quale riposava sulle acque primordiali, con
un loto che spuntava dal Suo ombellico, e da questo loto nasceva Eliosfano
(Brahma), "dalle quattro braccia e dalle quattro teste, che è all'origine
della creazione".
- Si ritrovano prove dell'antico culto vaisnava mediterraneo confrontandolo
con le Scritture vaisnava autentiche, specificatamente la Bhagavad-gita,
dov'è spiegata la Virat-rupa (forma universale) del Signore Supremo. Ad
esempio, i versi enunciati da Krishna nella Bhagavad-gita hanno un diretto
parallelo con i celebri inni dell'antico Egitto, HR-Heri. La religione
egiziana antica considerava HR-Heri l'origine di tutti gli dei e divinità.
- In parallelo con la tradizione vaisnava autentica, le città eliopolitane
avevano sempre una divinità maggiore di Elios (Hari) che veniva adorata
insieme alla Sua Fortuna (dea della fortuna o Shakti). La forma originale di
Elios (Hari) veniva adorata sull'isola greca di Rodi col nome di Kouros. Il
nome originale della Fortunata era Rhoda, che suona molto vicino a Rhada.
- Molti storici contemporanei riconoscono che Kouros era considerato
l'origine di tutti gli dei greci. Egli è descritto come un bel ragazzo che
pascola le Sue bianche mucche sacre insieme a Suo fratello maggiore e ai
Suoi amici. Egli suona il Suo flauto e incita i ragazzi a danzare suonando i
loro cimbali. Egli danza con Rhoda e le Sue emanazioni. Viene anche chiamato
Coreagos, il Signore della danza, dal quale venne più tardi la parola
coreografo. La piuma di pavone era un simbolo della più grande importanza
sia per Elios che per Kouros. In tutta la zona, Elios (Hari) era adorato
come il Signore del cuore e come la Personalità Suprema dell'Amore, ed era
considerato il Signore di tutti gli esseri viventi, di tutte le culture e di
tutte le tradizioni.
Al termine della sua relazione, B. A. Goswami ha spiegato che la mèta della
sua ricerca era quella di trovare l'eredità comune dell'umanità, attraverso
la tradizione del puro servizio devozionale offerto al Signore Supremo nella
forma di Sri Sri Radha e Krishna e così promuovere l'unità fra i figli di
Dio.
Egli ha riconosciuto di avere attinto molta della sua conoscenza nei libri
di A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada. Egli ha spiegato che prima di
penetrare il vasto sapere dell'eredità vaisnava, era impossibile per lui
comprendere altre traduzioni della Gita o del Bhagavatam, perché piene di
speculazioni impersonaliste.
"Poiché l'antica religione del mondo," precisa, "aveva come base il concetto
di un Dio persona, solo le traduzioni vaisnava autentiche e personaliste
degli antichi testi vedici potevano fornire gli indizi necessari alla
scoperta della vera religione primordiale."
La gratitudine
Dal libro "Gratitude, a way of life"
di Louise Hay and friends, non ancora edito in Italia!
INTRODUZIONE
Ho notato che l'Universo ama gratitudine. Più sei grato, più bontà
ottieni.Quando dico "bontà", non significa solo cose materiali, intendo
tutte le persone, luoghi e esperienze che creano vita così meravigliosamente
che vale vivere. Sai come ti senti grande quando la tua vita è riempita con
amore e gioia e salute e creatività, e ottieni permessi e le aree di
parcheggio. Questo è come le nostre vite sono intese per essere vissute. L'
Universo è un generoso, abbondante donatore, e ama essere apprezzato.
Pensa a come ti senti quando doni un regalo ad un amico. Se la persona lo
guarda e il suo viso non è sorridente, o dice, "Oh, non è la mia taglia,
oppure il mio colore, oppure non uso mai qualcosa che non mi piace, oppure è
quello che hanno tutti", allora sono sicura che sentirai il piccolo
desiderio di non avere mai donato un regalo come quello.
Tuttavia, se è lieta e riconoscente, allora ogni volta che vedi qualcosa
che le piacerebbe, vuoi donargliela. La gratitudine fa accadere di essere
più grato. Accresce la tua abbondante vita. La mancanza di gratitudine,
oppure lamentarsi, causa di gioire poco. Le persone che si lamentano trovano
sempre poco bene nella loro vita, oppure non provano gioia per ciò che
hanno.
L'Universo ci dona sempre quello che crediamo di meritare. Molti di noi sono
stati allevati per guardare a quello che non abbiamo e per sentirne solo la
mancanza. Veniamo da convinzioni di scarsità e poi ci sorprendiamo perché le
nostre vite sono così vuote.
Se crediamo che "non ho, e non voglio essere felice fino a che
faccio......", quello che l'Universo sente è: "non ho, e non sono felice", e
questo è quello che ottieni.
Da tempo, sto accettando ogni complimento e ogni dono con: "accetto con
gioia e piacere e gratitudine".
Ho imparato che l'Universo ama questa espressione, e costantemente ricevo i
più meravigliosi doni. Quando mi sveglio la mattina, la prima cosa che
faccio anche prima di aprire gli occhi è ringraziare il mio letto per un
buon sonno della notte. Sono grata per il calore e il benessere che mi ha
dato.
Da questo inizio è facile pensare a molte più cose per cui sono grata. Per
il tempo che sono uscita dal letto, ho espresso probabilmente gratitudine
per 80 o 100 diverse persone, luoghi, cose, e esperienze nella mia vita.
Questo è un grande passo per iniziare la giornata.
La sera, appena prima di dormire, scorro il giorno, benedicendo ed essendo
grata per ogni esperienza. Inoltre perdono me stessa se sento che ho
commesso un errore, oppure ho detto qualcosa di non appropriato, oppure ho
preso una decisione che non era la migliore.
Vogliamo anche essere grati per le lezioni che abbiamo. Sono piccoli pacchi
di tesori che ci sono stati donati. Se impariamo da loro, le nostre vite
cambiano per il meglio.
Adesso gioisco ogni volta che vedo un'altra parte (porzione) del lato oscuro
di me stessa. So che significa che sono pronta a lasciare andare qualcosa
che ha ostacolato la mia vita. Dico "Ti ringrazio per mostrarmi questo, così
posso guarirlo".
Così, se la lezione è un "problema" che si è presentato, oppure un'
opportunità per vedere un vecchio, negativo esempio (modello) dentro noi è
il momento di lasciare andare, gioire!
Spendiamo così tanti momenti così possiamo ogni giorno essere grati per
tutto il bene che è nelle nostre vite. Se hai poco nella tua vita ora, la
tua vita lo accrescerà. Se hai un'abbondante vita ora, la vita si espandera'
ancor piu'. Tu sei felice, e l'Universo è felice.
La gratitudine accresce la tua abbondanza. Inizia un diario di gratitudine.
Scrivi qualcosa per cui essere grato ogni giorno. Di' a qualcuno quanto sei
grato per qualcosa. Dillo a commessi venditori, camerieri, postini, datori
di lavoro e impiegati, amici, famiglia e perfetti estranei. Condividi il
segreto Gratitudine. Aiutiamo a fare questo un mondo di grati, riconoscenti
che danno e ricevono......per tutti!
Le malattie della prima infanzia: i vermi
Di Giovanni Peccarisio* per Disinformazione.it
I vermi nei bambini
I bambini non vaccinati sono più sani e grazie a ciò hanno più forze a
disposizione ed è per questo motivo che ricevono con maggiore intensità le
impressioni provenienti dall’esterno.
Osservando con attenzione il piccolo bambino, notiamo che al momento della
nascita la dimensione della sua testa corrisponde a un quarto dell’altezza
totale del corpo; poi nel proseguo della vita, mano a mano che la crescita
avanza, la dimensione in rapporto all’altezza globale diminuisce.
Nascita rapporto 1 : 4
anni 2 " 1 : 5
anni 6 " 1 : 6
anni 12 " 1 : 7
Nell’uomo adulto in rapporto alla statura più o meno alta, la proporzione va
da:
1 : 7,50 a 1 : 8.
Quest’ultimo rapporto corrisponde al canone classico della statuaria greca.
Considerando la questione dal punto di vista della testa, potremmo dire che
il riequilibrio delle dimensioni testa da una parte, tronco-arti dall’altra,
avviene perchè la testa nello scorrere temporale del primo periodo di vita,
che termina attorno ai diciotto anni, cede le sue forze formative al
restante organismo.
In questo primo periodo di vita, il flusso vitale e formativo è
caratterizzato da una corrente discendente che va dalla testa fin nell’
intestino; non è un caso che la parola “intestino” abbia in sè la parola
“testa” metamorfosata: in-test-ino.
Un’altra fondamentale funzione a cui è adibita la testa è quella di essere
al centro del sistema neurosensoriale che partecipa all’attività formativa.
La predominanza della natura della sostanza del sistema neurosensoriale è
salina ed è proprio il sale il portatore della forma.
Il sistema neurosensoriale ha una duplice funzione:
1) Accoglie tramite l’organismo sensoriale le impressioni che vengono dall’
esterno e attraverso i nervi le porta all’attività cosciente, che le
elabora.
2) Il messaggio che i nervi portano al cervello, genera un residuo
salino, che è la struttura portante della forma del corpo fisico.
Soprattutto nell’età infantile un sovraccarico di impressioni provenienti
dal mondo esterno troppo numerose e intense, che interessano la vista e l’
udito, possono causare un’ indebolimento dell’organismo neurosensoriale che
ha la sua sede principale nella testa e ciò ha come conseguenza un ulteriore
indebolimento dell’attività formativa, che si ripercuote in tutto l’
organismo, concludendosi nella periferia del corpo, nell’intestino.
Le forze formative della funzione nervosa sono di natura spirituale, se sono
troppo impegnate a supportare il cervello costretto ad elaborare concetti in
sovrannumero a causa del bombardamento sensoriale, non riescono a fornire
sufficienti forze spirituali all’intestino.
Una carenza di forze spirituali nell’intestino comporta un processo di
“animalizzazione” che ha come risultato finale i vermi.
Paradossalmente i bambini non vaccinati, avendo più forze vitali a
disposizione accolgono con molta maggiore energia le impressioni sensoriali
rispetto ad altri bambini più deboli anche a causa delle vaccinazioni.
Gli interventi per prevenire questa situazione sono di due tipi:
1) La troppa attività neurosensoriale nella testa genera una perdita di sali
e quando avviene questo la testa si indebolisce allora bisogna reintegrare i
sali. Il modo migliore è tramite una alimentazione adatta a questo scopo. Il
cibo più ricco di sali in assoluto è la radice dei vegetali commestibili
come ad esempio carote, rape e via dicendo. In questo modo aiutiamo i nostri
bambini a reimpostare gli importantissimi processi che fuoriescono dalla
testa verso il restante organismo.
2) Se per l’organismo fisico l’intervento terapeutico concerne l’aumento del
quantitativo di sali, per quanto riguarda l’organismo sensorio all’opposto
si devono scaricare, alleggerire, attenuare le impressioni troppo numerose,
violente, veloci, assordanti, che eccitano il sistema neurosensoriale
causando di rimbalzo irrequietezza nell’apparato motorio, che spesso è l’
anticamera per l’instaurazione dei vermi nell’intestino.
Quando i vermi sono ormai presenti si deve intervenire con terapie
medicinali, comunque è possibile fare interventi di prevenzione inserendo
nella dieta settimanale radici di vegetali e fare attenzione alle
impressioni sensoriali che “colpiscono” i nostri bambini dosandole
opportunamente in modo equilibrato.
* Giovanni Peccarisio laureato alla scuola steineriana Walfor, consulente
pedagogico e pittore
Una nuova FORZA...
da redazione ECplanet.net
di Giuliana Conforto
...sorprende gli scienziati e provoca l'evoluzione delle specie
biologiche...
Per i razionalisti e gli scettici, la Forza è sogno o fantascienza. Non
sanno che gli scienziati oggi sono in subbuglio perché assistono a
manifestazioni della Forza di cui non possono più ignorare l'esistenza...
“Un'unica Forza, l'Amore, unisce e rende vivi infiniti mondi”
Giordano Bruno (1548-1600)
Notizie cruente affollano giornali e TV. Il panico si diffonde insieme alle
leggi speciali... Basta sentire la Forza che avanza nel cuore di ogni corpo,
per sapere che questi eventi sono il preludio di una travolgente svolta che
sta per cambiare il mondo. Per i razionalisti e gli scettici, la Forza è
sogno o fantascienza. Non sanno che gli scienziati oggi sono in subbuglio
perché assistono a manifestazioni della Forza di cui non possono più
ignorare l'esistenza. L'elenco qui proposto è solo parziale...
Le sonde Pioneer 10 ed 11 lanciate nello spazio più di 30 anni fa sembrano
soggette ad una forza misteriosa che le trattiene e riporta indietro mentre
stanno uscendo dal sistema solare. Lo strano comportamento delle Pioneer è
stato registrato con i giganteschi radar del sistema Deep Space della Nasa.
Dal momento in cui le due navicelle stavano superando Plutone, gli
scienziati hanno notato l'esistenza di persistenti anomalie nelle loro
traiettorie. Ogni volta che osservavano le due Pioneer, queste si trovavano
nel punto sbagliato. L'effetto non era macroscopico, ma significativo. Nel
1983 la Pioneer 10 colse le prime immagini a distanza ravvicinata di Giove e
doveva poi iniziare ad uscire dal nostro sistema solare, ma una forza
sconosciuta continua a sospingerla nuovamente indietro verso il Sole.
L'effetto non mostra alcun segno di diminuzione man mano che le sonde
s'inoltrano nello spazio profondo e gli scienziati stanno considerando la
possibilità che tale ricerca stia rivelando una “nuova forza della natura”.
Il team, infatti, ammette che nessuna delle teorie attuali è in grado di
spiegare perché quella forza rimanga costante...
Le Pioneer sono solo alcuni dei tanti e sempre più numerosi indizi che
esiste una “nuova” forza. Il campo di energia del punto zero è un altro
termine che indica l'esistenza una forza “misteriosa”; potrebbe essere la
notizia più importante dei nostri tempi. Non solo potrebbe fornirci "energia
libera", gratis in un futuro abbastanza prossimo, ma sta cambiando la nostra
intera cosmologia, la nostra visione del mondo, la nostra comprensione ed
esperienza dell'esistenza stessa.
Altra forza “misteriosa” è l'attrazione tra due superfici metalliche immerse
nel vuoto. La scoprì per primo, più di 50 anni fa, Hendrik Casimir ed è ora
nota come “forza di Casimir”; questa forza influisce su tutto, dai
micro-congegni alle teorie unificate della fisica; è l'effetto meccanico più
famoso derivante dalle fluttuazioni del vuoto. Il vuoto è una sorta di paese
delle meraviglie dai magici effetti, mostra campi di forza che emergono dal
nulla e che possono illuminare tanto l'intero Universo quanto le nostre
case.
Un'altra forza “misteriosa” e “nuova” per gli scienziati è quella che sta
accelerando l'espansione dell'universo; costituisce il 70 per cento
dell'universo stesso ed ha una gravitazione che respinge invece che
attrarre; è stata denominata Energia Oscura. E ancora altra forza “nuova” è
quella che sta provocando il riscaldamento globale della terra ed i profondi
cambiamenti climatici. Siamo quindi di fronte ad una forza che coinvolge le
nostre esistenze nel grande e nel piccolo e che gli scienziati chiamano
“misteriosa”.
“Il mondo è sull'orlo del collasso... Il riscaldamento globale avrà pesanti
conseguenze: un ulteriore aumento del livello dei mari, che gradualmente
inonderanno le zone costiere, cambiamenti nelle modalità delle
precipitazioni, un aumentato rischio di siccità ed inondazioni, minacce alla
bio-diversità, ed un totale di altre potenziali sfide alla salute
pubblica...” . Queste sono le opinioni dei 1300 scienziati più accreditati,
che hanno pubblicato un dettagliato resoconto sullo stato attuale del
pianeta ( www.commondreams.org/headlines05/0330-04.htm ). Hanno preso in
considerazione la “nuova” forza per giungere alle loro conclusioni? No, non
l'hanno fatto, poiché non ne conoscono il significato. I loro modelli si
basano solo sulle forze finora conosciute.
C'è un ulteriore notizia che fa luce sul suo significato . La “nuova” forza,
che sta riscaldando la terra, può essere collegata all' evoluzione genetica
delle specie biologiche. Per la prima volta in assoluto, un ricercatore
dell'Università di Alberta ha scoperto infatti una specie animale che sta
modificandosi geneticamente per far fronte al riscaldamento globale. Sono
gli scoiattoli rossi, che stanno evolvendosi rapidamente in reazione,
appunto, al riscaldamento globale - sono i primi mammiferi, si dice, in cui
un simile cambiamento genetico sia stato osservato.
È una delle tante conferme di quanto detto dai grandi saggi della storia e,
tra questi, Giordano Bruno. La Forza è la Vita che che dà vita e provoca
l'evoluzione delle specie. Lo è in particolare per me che, da decenni, sto
scrivendo che la Forza che non è affatto un mistero, come vogliono credere o
far credere. E gli esseri umani possono evolvere ? È ovvio che sì, tanto più
se consideriamo che finora abbiamo usato solo il 5% delle nostre funzioni
cerebrali. C'è una forza oscura che agisce sugli uomini. È il loro desiderio
di conferme religiose, di prove scientifiche e/o di risorse economiche.
Sempre più individui si stanno rendendo conto di non averne bisogno.
La conoscenza diretta è uno dei segni che anche l'evoluzione genetica del
cervello umano è in atto. Sempre più sentono la forza “misteriosa” come
verità interiore e sanno che la forza è intelligente. Lo è tanto da generare
ed organizzare l'intero mondo biologico e da provocare, ora, la sua
evoluzione genetica. L'evoluzione significa la libertà da una cultura che
pretende di coltivare l'idea del “nemico” ed è fondata su una scienza di
base, la fisica, che usa l'urto tra particelle come mezzo per studiarle... !
Bombardare un “obiettivo” è il metodo abituale della fisica. La vita è
emozione e organizzazione. Che puoi capire di un essere vivente se lo
bombardi e lo frantumi in mille pezzi ? Così facendo uccidi la Forza, la
Vita che dà vita. La Forza si è manifestata da molti decenni in vari modi e
non è affatto un mistero: i fisici la chiamano “forza debole”. Parlare oggi
di forza “nuova” e “misteriosa” dimostra lo stato d'enorme incomprensione
degli scienziati di tutto l'esistente, dall'atomo all'universo intero,
incluso l'uomo. La forza debole può cambiare la qualità della materia
nucleare che compone ogni corpo visibile, compreso quello umano; può
compiere cioè l'alchimia o resurrezione del corpo ed anche attivare la
“fusione fredda”, come spiego nel mio libro.
Considerare la forza “misteriosa” ed ignorare che questa può coincidere con
la forza chiamata “debole”, sapendo che debole non è affatto, ha effetti
sulla nostra vita individuale e sociale: non solo serve a mantenere il
castello di carte della scienza meccanicista, ma anche a conservare intatte
religioni e politica. Le religioni Cristiane coltivano il credo che la
resurrezione del corpo è un miracolo compiuto solo da Gesù Cristo due milla
anni fa. La politica mondiale, d'altro canto, coltiva il credo dei limiti
delle risorse, utile a farci credere che abbiamo bisogno di controlli e di
protezione armata dal “nemico”. Perché le religioni Cristiane non propongono
di porgere l'altra guancia ovvero di disarmarci? Perché dimenticano, non a
caso, le parole che farebbero crollare la congiura del potere. Credere alla
congiura è tuttavia un altro tranello.
La congiura c'è, ma è il riflesso della paura umana, uno dei modi per
ignorare l'opera della Forza, la Vita: la selezione naturale tra chi diviene
protagonista della propria esistenza, usa e rispetta la Forza e chi invece
si inchina all'uno o all'altro credo. Come ho scritto nel mio ultimo libro,
l'inganno è credere. Oggi una nuova specie umana sta sorgendo dalle ceneri
di quella vecchia. Questa sente la verità dentro di sé, si assume le proprie
responsabilità, senza bisogno di salvatori.
Le anomalie delle sonde Pioneer mostrano che l'orbita di Plutone rappresenta
un limite alla validità della legge di gravità di Newton. Il “segreto” è che
il sistema solare, che gli scienziati hanno finora osservato e descritto, è
solo uno dei suoi infiniti livelli. A scuola ci insegnano che l'atomo è come
un piccolo sistema solare ed anche che l'atomo può avere infiniti livelli di
energia e che solo il più basso di tutti è come il sistema solare da noi
osservabile (vedi il livello 1s delle immagini sopra). Se il sistema solare
è un Atomo gigante, tutti i “misteri” smettono di esser tali. La forza
“misteriosa” collega tra loro tutti gli infiniti livelli, infiniti mondi per
noi umani... La forza debole li unisce tutti, come diceva Giordano Bruno.
Aumentando la propria intensità, la forza debole oggi sta svelando se stessa
anche agli scienziati che hanno finora preteso di ignorarla...
Per celebrare il 125mo anniversario di “Science”, i suoi editori hanno
preparato 125 “grandi domande”. Molte di queste domande includono la
genetica. In origine si pensava che l'essere umano avesse circa 100.000
geni, ma la mappatura del genoma umano ha dimostrato che questa stima era di
4 volte troppo alta. I nostri 25.000 geni sono molti meno di quelli di un
pesce-palla o di una piccola pianta Arabidopsis Thaliana. È proprio vero che
i geni umani sono così pochi ? No, se consideriamo la forza “misteriosa” che
“sorprende” gli scienziati. La Forza è la Vita, quella che gli stessi
scienziati chiamano “debole”, oggi sta crescendo e mostrando i suoi effetti
potenti su tutti i corpi visibili. Perciò, noi umani possiamo percepire ed
usare la Forza più facilmente che in passato. Ogni essere umano può
riconquistare tutti i propri 100.000 geni, se usa la Forza, cioè se ascolta
e rispetta la propria verità interiore.
La Forza è Vita, emozione, azione reale e concreta. Voglio aggiungere che la
Forza non è nuova spiritualità, non è meditazione e tanto meno
canalizzazione, come molti vogliono credere. Usare la Forza significa
conoscere se stessi, essere coscienti della propria vera volontà e
trasformarla in realtà. Conoscere se stessi è anche l'unico modo per
conoscere l'esistenza degli infiniti livelli e dei tanti inganni insiti tra
gli stessi. Usare la Forza è agire in modo da divenire protagonisti di un
nuovo mondo, capace di coniugare la libertà individuale e l'armonia
collettiva. La società organica dipende da tutti quelli che sentono la
forza. Non siamo più così pochi e possiamo aiutare anche tutti quelli che
non la sentono e vogliono un mondo sano e giusto.
La Forza oggi dà un nuovo e potente impulso ad un nuovo modo di vivere ed
agire. Con la Sua azione prorompente, la Forza provoca il collasso delle
scienze meccanicistiche e di tutto il castello di carte creato dalle
religioni e dalla politica fondata sul controllo ed il presunto “libero”
mercato.
Non solo possiamo sconfiggere la povertà , ma anche cancellarne la causa: è
l'ignoranza della Forza che non è affatto un mistero, ma l'infinita risorsa
interiore che consente la libertà dal bisogno. La maggioranza fa parte del
gregge dormiente che segue il pastore. La minoranza fa parte di quelli che
lo criticano, ma che non cambiano il sistema. Pochi, pochissimi sentono la
Forza... I pochi possono aiutare tutti se operano al servizio della Vita e
se sono disposti ad evolvere, il che significa anche travolgere molte
visioni spirituali, la dipendenza dalle stelle, da entità, angeli, dei, UFO
e/o teorie varie...
Questo articolo è stato scritto dalla ricercatrice ed autrice di molti
saggi, la dottoressa Giuliana Conforto.
L’Emergenza Cancro: perché l’Italia sta già vivendo nel mondo di Matrix
di Rinaldo Lampis
Se siete anche un occasionale navigatore di internet, siete sicuramente
inciampati nelle numerose notizie riguardanti vari “complotti” mondiali che
hanno come scopo il dominio del pianeta da parte di gruppi o di
multinazionali che vogliono conquistare controllo dell’intera umanità.
Così abbiamo, per esempio,
il signoraggio (la schiavitù bancaria),
gli illuminati (il controllo sociale ottenuta tramite manipolazioni
politiche),
le scie chimiche (la manipolazione mentale ottenuta tramite l’inseminazione
dell’aria con sostanze che modificano il modo di pensare),
la clonazione umana (la creazione di esseri umani obbedienti),
la mente scaricabile nel computer (l’obbligo che arriverà tra breve d’
immagazzinare la propria mente in una banca dati nazionale).
Ho spesso combattuto queste ed altre teorie che, nella mia visione del
mondo, reputo niente di più che interessanti leggende metropolitane.
Al contrario, molti amici “intellettuali” supportano la veridicità di uno o
più di questi complotti.
Perché il disaccordo?
Il mio ragionamento è che ciò che guida una mente a prevalenza materialista
è principalmente l’avidità, quel malsano desiderio di “possedere” molte
cose: proprietà, grandi quantità di denaro o altri oggetti tangibili che
forniscono, ad una mente incapace d’accettare l’esistenza dell’aspetto
invisibile della vita (e quindi dei suoi veri significati), un falso ma
rassicurante senso di successo sociale.
Ma supporre che questi individui si siano aggregati per complottare contro
di noi a livello mondiale, per controllarci completamente mi sembra
estremamente fantasioso, se non paranoico.
Certo, ci sono le mafie, da quelle tradizionali a quelle bancarie,
petrolifere o farmaceutiche che tentano – e spesso ci riescono – di
manipolare economicamente situazioni sociali per il loro esclusivo
vantaggio.
Questa sembra essere la loro natura, verso la quale dobbiamo essere sempre
vigili.
Internazionalmente esiste anche, ad esempio, un certo numero di disgustosi
individui attivi nel traffico d’organi,
che si danno da fare per rifornire i ricchi “mercati” occidentali di parti
umane – vive – prese da malcapitati diseredati del terzo mondo.
Ma anche questa è avidità materiale e non intellettuale, pur della peggiore
specie.
Ciò che rende particolarmente fantascientifiche le teorie dei complotti è il
supposto uso di tecnologie
che non solo non esistono al presente ma che, a mio avviso, non esisteranno
neanche nel futuro.
Esse vanno dalle sostanze chimiche che, inalate, riescono a manipolare la
mente, ai computer in grado di leggerla,
alla capacità di creare organi artificiali, alla duplicazione di esatti
cloni umani e via dicendo.
Credere in simili realizzazioni denota una mancanza di conoscenza delle
complessità della vita e dell’essere umano.
Pensare che una struttura vitale sia riconducibile ai suoi atomi e molecole
(o credere che la mente sia un’emanazione del cervello),
senza mettere in conto gli aspetti vitali (invisibili) che sono i veri
generatori della vita e delle sue forme,
significa fare gli stessi ragionamenti “primitivi” dei materialisti che
spesso critichiamo.
Un esempio per tutti è la credenza che le funzioni del cuore umano possano
essere duplicate dal “cuore artificiale”.
Con grande fanfara, anni fa il nostro Consiglio Nazionale delle Ricerche
aveva lanciato il progetto che avrebbe portato alla produzione
di un cuore artificiale impiantabile funzionante (e portato l’Italia ai
vertici medici e tecnologici mondiali).
Titanio, nailon, leghe speciali... poveretti. E’ superfluo dire che il
progetto fu un totale fallimento.
Nella loro dabbenaggine, gli “scienziati” si erano dimenticati di prendere
in considerazione
il centro energetico che è il vero motore del cuore fisico: il suo chakra.
Anche perché non credono alla sua esistenza: non si vede.
Quindi, quando prendo in considerazione non solo gli aspetti evidenti delle
notizie che mi raggiungono, ma anche quelli invisibili, quali la natura
umana e la complessa costituzione dell’uomo, arrivo alla ferma convinzione
che complotti di scala nazionale o planetaria non possono accadere.
Certo, ci saranno ancora per del tempo dei tentativi locali ma, dall’
assassinio di Giulio Cesare in poi, questi non dovrebbero essere una grande
novità. Inoltre, credere nei complotti contribuisce solo paura al mondo,
e questa è un tipo di energia della quale il pianeta certamente ne potrebbe
fare a meno.
Ma ho scoperto d'essermi sbagliato. Clamorosamente.
In realtà noi italiani stiamo vivendo da ignari protagonisti un grande
complotto a la Matrix,
in un sistema dove la diffusione delle Bugie di Stato è così pervasiva da
sfuggire ai più.
Nella mia ignoranza e sufficienza avevo cercato la gramigna nei giardini dei
vicini. Invece il male è nel nostro campo, nella nostra nazione:
questo è il complotto medico-farmaceutico centrato sul business del cancro.
Il gruppo di patologie che vanno sotto il temuto nome di cancro sono in
realtà malattie in prevalenza trattabili
con terapie naturali e a basso costo (uno dei tanti metodi è quello del
dottor Simoncini a base di bicarbonato di sodio).
Ma le sostanze usate non sono brevettabili, per cui nessuno ci guadagna
eccetto il malato.
Così, per ovviare a questo “inconveniente”, da circa cinquant’anni le case
farmaceutiche sono riuscite ad entrare
nella “stanza dei bottoni” sanitaria italiana con i loro preparati
brevettati.
Corrompendo e comprando i vari protagonisti, e con l’appoggio di un elevato
numero di medici che antepongono lo stipendio sicuro
alla salute del malato, sono riuscite ad imporre la loro terapia chimica
come unica terapia ufficiale sanzionata dallo Stato.
In due sole generazioni, il sistema dei valori sociali e di pensiero
italiano è così passato nelle loro mani.
Molti medici, i media, le televisioni e i conduttori televisivi, i
carabinieri, i giudici, i legislatori, tutto il popolo
sono al presente quasi perfettamente integrati in questo complotto
farmaco-medico, omnipervasivo e dalle sembianze naturali.
Non importa se in queste due generazioni, a causa di un approccio
terapeutico rapace e sbagliato, la percentuale dei morti per cancro sia
aumentata vertiginosamente (negli anni cinquanta una persona su 10 moriva di
tumore, oggi una su tre).
Fedelmente, ogni paio di mesi, i media riportano una “buona notizia” su
nuove scoperte nella battaglia contro il cancro. Speranza che viene
prontamente dimenticata pochi giorni dopo, ma che è necessaria per dare al
popolo la falsa impressione che la battaglia si stia vincendo.
Chi si oppone, chi grida che “il Re è nudo”, chi vuole provare strade
diverse da questa condotta non solo fallimentare ma anche crudele – nessuno
studio al mondo ha mai provato che la chemioterapia sia un metodo utile di
cura – viene velocemente soppresso.
Il Grande Fratello Medico è efficace perché dispone di una rete capillare di
medici delatori. Con la collusione dei giudici, chi si oppone viene
imprigionato con l’accusa di frode, i pochi medici dissenzienti sono radiati
dagli albi, i cittadini che protestano vengono diffidati e i siti web
scomodi sono oscurati. Il silenzio assordante dei media è rotto solo per
linciare moralmente qualcuno che ha osato agire secondo coscienza.
Ma come fa lo Stato a mantenere questa cieca obbedienza nei cittadini?
Tramite la Paura del Male, ottenuta con il metodo più vecchio del mondo:
mantenendo il cittadino nell’ignoranza; facendogli mancare la corretta
informazione.
Al popolo si dà il gioco del calcio, “Striscia la notizia”, il “Grande
Fratello”.
Agli “intellettuali” che disdegnano la televisione si forniscono come pasto
mentale i grandi complotti internazionali,
quelli che ho menzionato sopra, ed anche altri.
Si, credo proprio che lo Stato sia la vera fonte dalla quale originano le
varie leggende che circolano in rete.
In questo modo la persona “impegnata” giustamente s’indigna alla notizia del
complotto globale e si attiva per divulgare
la notizia del pericolo imminente, distogliendo lo sguardo da dov’è il vero
problema: da casa sua.
Si, credo proprio che esista in Italia (ma non solo) una cricca di persone
perverse che prende tutti noi per il naso,
senza che qualcuno se ne renda conto.
Ma purtroppo questo non è un gioco su chi è più furbo o più sveglio.
Non è uno scontro intellettuale su quali possibilità abbiano gli
“illuminati” di prendere controllo del Parlamento di Kuala Lumpur.
C’è invece in atto in Italia una grande, vera, dolorosa tragedia. Ogni
giorno, ogni ora che passa persone che possono essere salvate dal cancro
stanno invece morendo per una cura sbagliata.
Questa è un'emergenza nazionale, dove si proietta che tra breve una persona
su due che si ammalerà di cancro ne morirà.
Probabilmente molti di noi hanno assistito impotenti alla morte di un
parente o di un amico colpito dal male. Ma non c’era niente d’ineluttabile
nel suo risultato. E’ stato il sistema medico-economico, che antepone i
profitti alla scienza, a deciderne la sua conclusione.
Perché la scienza per trattare il cancro esiste già.
A volte mi soffermo col pensiero alle sofferenze, terribili ed inutili, che
migliaia di bambini ricoverati in cliniche come il “rinomato” Istituto per
tumori Regina Elena di Roma devono sottostare.
Da genitore, mi chiedo quanti bambini potrebbero essere sottratti a questi
avvelenatoi istituzionalizzati, se lo Stato permettesse che altri metodi di
cura, più umani, molto meno costosi per le sue casse, e soprattutto molto
più efficaci, fossero praticati nella nazione.
Ma al presente lo Stato antepone i profitto dei privati alla salute del suo
stesso popolo.
Di fronte a questa perversa priorità, la domanda che ci potremmo porre
sarebbe se dobbiamo obbedire ai regolamenti di un tale Stato.
Diceva il Mahatma Gandhi: “Si aiuta un sistema malvagio obbedendo ai suoi
ordini e decreti. Un sistema malvagio non merita mai una tale lealtà. Un
individuo deve contrastare il sistema malvagio con tutta la sua anima.”
Cosa possiamo fare, noi singoli, per contrastare l’oppressione e
riconquistare il nostro diritto naturale alla libertà di cura?
Dobbiamo fare ciò che il sistema teme di più: divulgare ed informare.
Dobbiamo sensibilizzare i nostri amici e parenti e vicini su come il
complesso medico-farmaceutico si sta comportando nei nostri confronti, e
sull’insensibilità che lo Stato mostra verso la salute dei propri cittadini.
Se lo avete fatto nel passato, non contribuite più finanziariamente alla
ricerca sul cancro. Da oltre cinquant’anni ci stanno promettendo che la cura
è “dietro l’angolo”. In realtà le cure esistono già, ma se fossero accettate
quei laboratori di ricerca dovrebbero chiudere, e questo terrorizza i
ricercatori e chi dipende dal business del cancro.
Ditelo al vostro medico, parlatene con i nonni e con il fruttivendolo. In
altre parole divulgate l’informazione, i fatti, così che il cittadino possa
fare una scelta più ponderata se e quando ce ne sarà la necessità.
Se avete letto queste righe significa che avete un collegamento con
internet.
La rete è uno strumento meravigliosamente potente per ottenere informazione
e restare collegati
con il movimento di resistenza non-violenta che si sta sviluppando.
Attraverso il suo uso e con la collaborazione di tutti, riusciremo tra breve
a riconquistare la signoria sul nostro corpo,
al presente territorio d’interferenza di giudici e azzeccagarbugli vari.
Termino con l’opinione del grande chimico Linus Pauling, l’unico scienziato
ad essere insignito da solo con due premi Nobel,
ed anche uno dei pochi ricercatori ad aver dedicato la propria vita al
benessere dell’umanità:
“ Tutti dovrebbero sapere che “La Guerra al Cancro” è principalmente una
frode.”
Grazie per l’attenzione,
rinaldo lampis
PS Il supporto per i fatti e dati sopra riportati è disponibile
nello stesso articolo pubblicato nel sito:
www.movimentoconsensus.org
Altri recenti articoli:
- La terapia dei delfini per una bambina che muore
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- La medicina ortodossa ancora all'attacco dell'omeopatia.
Attenzione ai falsi appelli e bollettini per Katrina
by Paolo Attivissimo
Stanno circolando numerosi appelli che propongono raccolte di fondi
per il disastro provocato dall'uragano Katrina, ma occorre fare
estrema attenzione.
Molti di questi appelli sono falsi e gestiti da truffatori e
sciacalli, quindi evitate di inviare denaro a chi vi manda un appello
via e-mail, anche se dice di essere o rappresentare qualche ente
benefico. Se volete fare donazioni, fatele direttamente agli enti
benefici, senza cliccare su eventuali link presenti in appelli di cui
è difficile verificare l'autenticità.
Fin qui la raccomandazione di stare attenti può sembrare banale,
soprattutto per chi è già avvezzo alla trappola analoga del phishing.
Il problema è che nel caso degli appelli di Katrina, i vandali della
Rete ne hanno inventata una anche più subdola: falsi messaggi che
sembrano bollettini provenienti dalla zona del disastro e contengono
un link che dice di portare a un approfondimento delle notizie. In
realtà il link conduce a un sito Web che tenta di infettare il
computer del visitatore iniettandogli un "trojan horse", un programma
ostile che consente al vandalo di prendere il controllo del computer
e leggerne i file.
Un esempio di questo tipo di attacco è mostrato dalla società
antivirale Sophos:
http://www.sophos.com/virusinfo/articles/katrina.html
Secondo la documentazione di Websense Security Labs,
http://www.websensesecuritylabs.com/alerts/alert.php?AlertID=272
il sito-trappola (in realtà sono due, uno in Messico e l'altro in
USA) impiega del Javascript per far leva su due falle dell'HTML Help
che Microsoft ha già corretto con questo aggiornamento:
http://www.microsoft.com/technet/security/bulletin/MS05-001.mspx.
Questi e-mail infettano soltanto se cliccate sui link che contengono:
se li leggete e basta, non correte pericolo. Naturalmente valgono le
solite considerazioni di sicurezza generale: aggiornate il vostro
antivirus, diffidate degli allegati, non usate Internet Explorer (una
cui vulnerabilità è sfruttata da questo attacco), eccetera.
__Il Massachusetts sempre più vicino a mollare i formati Microsoft__
Sembra proprio che lo stato del Massachusetts intenda imporre a tutti
i propri dipendenti l'uso di formati aperti per i documenti
elettronici a partire dall'inizio del 2007. L'iniziativa di questo
stato USA potrebbe produrre un effetto domino, inducendo altri stati
a mollare i formati proprietari (tipicamente quelli di Microsoft).
I dettagli e le ragioni per cui ci si preoccupa tanto dei formati
proprietari sono qui:
http://attivissimo.blogspot.com/2005/09/il-massachusetts-sempre-pi-
vicino.html
Link breve: http://tinyurl.com/8tc36
__Mac OS X per Intel funziona anche con AMD?___
Sembra proprio di sì, e ci sono anche le foto che lo confermano: The
Inquirer segnala delle foto, di fonte non meglio precisata, che
mostrano Mac OS X per processori Intel installato (senza arzigogoli
con VMWare, e a quanto pare con tutto funzionante, scheda wireless
compresa) su un laptop Voodoo.
Non è la prima dimostrazione di Mac OS X su macchine non-Apple, ma
quello che la contraddistingue è il fatto che il laptop ha un
processore AMD64, non un Intel.
http://theinquirer.net/?article=25843
__Ricerca istantanea nei documenti OpenOffice.org sul Mac: NeoLight___
Mac OS X Tiger include una velocissima e comodissima funzione di
ricerca istantanea all'interno dei documenti che si chiama Spotlight.
Immaginate di poter usare Google per cercare una parola o una frase
in tutti i documenti presenti nel vostro computer: questo è
esattamente quello che fa Spotlight.
Il problema è che Spotlight gestisce nativamente un buon numero di
formati di documenti (.DOC di Word, PDF, HTML, eccetera), ma non
gestisce il formato XML zippato usato da OpenOffice.org, NeoOffice/J
e altri programmi.
Per chi usa molto OpenOffice.org e consimili (OOo per brevità),
questa è una penalizzazione notevolissima. Ma niente paura: c'è
NeoLight, ossia un plug-in scritto da Edward Peterlin che estende
Spotlight in modo che possa leggere e indicizzare anche il contenuto
dei file in formato OOo (sia il formato 'classico' di OOo, sia quello
OpenDocument della versione 2.0 e successive di OpenOffice.org).
Se la cosa vi interessa, trovate le istruzioni di installazione
nell'apposita paginetta del mio sito Attivissimo.net:
http://www.attivissimo.net/win2mac/neolight/spotlight_ooo.htm
Link breve: http://tinyurl.com/7ths9
Ciao da Paolo.
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2005 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
Curiosita' web: macchina ad aria compressa
Messaggio ricevuto da: dino_brugnolaro@...
INCREDIBILE !!!!!!!!!!
FATE GIRARE QUESTA MAIL.
GRAZIE.
La macchina
ad aria compressa...
finisce in una nuvola di fumo
Il caso Eolo auto di
Marco Pagani
Guy Negre, ingegnere progettista di motori per Formula
1,
che ha lavorato alla Williams per diversi anni, nel
2001 presentava al
Motorshow di Bologna una macchina
rivoluzionaria: la Eolo (questo il
nome originario
dato al modello), era una vettura con motore ad aria
compressa, costruita interamente in alluminio
tubolare, fibra di canapa
e resina, leggerissima ed
ultraresistente. Capace di fare 100 Km con
0,77 euro,
poteva raggiungere una velocità di 110 Km/h e
funzionare per
più di 10 ore consecutive nell'uso
urbano.
Allo scarico usciva solo
aria, ad una temperatura di
circa -20°, che veniva utilizzata d'estate
per
l'impianto di condizionamento.
Collegando Eolo ad una normale presa
di corrente, nel
giro di circa 6 ore il compressore presente
all'interno dell'auto riempiva le bombole di aria
compressa, che veniva
utilizzata poi per il suo
funzionamento.
Non essendoci camera di
scoppio né sollecitazioni
termiche o meccaniche la manutenzione era
praticamente
nulla, paragonabile a quella di una bicicletta.
Il prezzo
al pubblico doveva essere di circa 18
milioni delle
vecchie lire, nel
suo allestimento più semplice.
Qualcuno l'ha mai vista in Tv?
Al
Motorshow fece un grande scalpore, tanto che il
sito www.eoloauto.it
venne subissato di richieste di
prenotazione: chi vi scrive fu uno dei
tanti a
mettersi in lista d'attesa, lo stabilimento era in
costruzione,
la produzione doveva partire all'inizio
del 2002: si trattava di
pazientare ancora pochi mesi
per essere finalmente liberi dalla
schiavitù della
benzina, dai rincari continui, dalla puzza
insopportabile, dalla sporcizia, dai costi di
manutenzione, da tutto un
sistema interamente basato
sull'autodistruzione di tutti per il
profitto di pochi.
Insomma l'attesa era grande, tutto sembrava essere
pronto, eppure stranamente da un certo momento in poi
non si hanno più
notizie.
Il sito scompare, tanto che ancora oggi l'indirizzo
www.
eoloauto.it risulta essere in vendita. Questa
vettura rivoluzionaria,
che senza aspettare 20 anni
per l'idrogeno (che costerà alla fine
quanto la
benzina e ce lo venderanno sempre le stesse compagnie)
avrebbe risolto OGGI un sacco di problemi, scompare
senza lasciare
traccia.
A dire il vero una traccia la lascia, e nemmeno tanto
piccola:
la traccia è nella testa di tutte le persone
che hanno visto, hanno
passato parola, hanno usato
Internet per far circolare informazioni.
Tant'è che anche oggi, se scrivete su Google la parola
"Eolo", nella
prima pagina dei risultati trovate
diversi riferimenti a questa strana
storia.
Come stanno oggi le cose, previsioni ed
approfondimenti:
Il
progettista di questo motore rivoluzionario ha
stranamente la bocca
cucita, quando gli si chiede il
perché di questi ritardi continui. I 90
dipendenti
assunti in Italia dallo stabilimento produttivo sono
attualmente in cassa integrazione senza aver mai
costruito neanche
un'auto.
I dirigenti di Eolo auto Italia rimandano l'inizio
della
produzione a data da destinarsi, di anno in
anno. Oggi si parla, forse
della prima metà del
2006...
Quali considerazioni si possono fare su
questa
deprimente vicenda?
Certamente viene da pensare che le
gigantesche
corporazioni del petrolio non vogliano un mezzo che
renda
gli uomini indipendenti. La benzina oggi,
l'idrogeno domani, sono
comunque entrambi guinzagli
molto ben progettati.
Una macchina che non
abbia quasi bisogno di tagliandi
né di cambi olio, che sia semplice e
fatta per durare
e che consumi soltanto energia elettrica, non fa
guadagnare abbastanza.
Quindi deve essere eliminata, nascosta insieme a
chissà cos'altro in quei cassetti di cui parlava Beppe
Grillo tanti
anni fa, nelle scrivanie di qualche
ragioniere della Fiat o della Esso,
dove non possa far
danno ed intaccare la grossa torta che fa grufolare
di
gioia le grandi compagnie del petrolio e le case
costruttrici, senza
che l'"informazione" ufficiale
dica mai nulla, presa com'è a
scodinzolare mentre
divora le briciole sotto al tavolo...
... fatele
girare certe informazioni!!! La gente deve
SAPERE!!!!!!!
IL KARMA
di Ergos
Ti domanderai quale valore possano avere i tuoi desideri in questa immensa
rete di forze che ti circondano e quale impulso possa esplicare la tua
volontà nella prigione di quel potere supremo che detiene le redini del
cosmo.
Certamente una forza grande, misteriosa, imponderabile, pesa con i suoi
imprevisti su tutte le cose animate ed inanimate, e l'uomo, che ne subisce
le conseguenze e gli effetti, la chiama Karma.
Ma che cos'è in realtà questa potenza , potenza sempre in atto, presente
ovunque con tutte le sue leggi cui nessuno può sottrarsi ? Chi regola questo
moto Karmico che va dal destino degli uomini a quello degli universi ? Il
Karma rappresenta il succedersi nel tempo e nello spazio degli eventi, sia
singoli che collettivi, dei cicli che vanno dal finito all'infinito,
dall'atomo alla stella, dall'uomo all'universo.
L'immensa catena di destini pervadendo il creato con le sue leggi ferree ed
armoniche intreccia nella sua rete di cause e di effetti il Karma
dell'uomo, della famiglia , della collettività planetaria ed universale.
Ogni essere umano durante l'esistenza crea con le sue opere motivi karmici;
egli diviene perciò il principale artefice di quel futuro destino che sarà
il risultato, l''effetto ed il complesso di tutti gli atti e di tutti i
pensieri da lui compiuti. Perchè non esistono castighi o premi, ma soltanto
le conseguenze delle azioni, e questa verità è la regola che dovrebbe
spiegare il concetto di karma.
Infatti, nel succedersi delle vite l'io divino (lo spirito) chiede volta
per volta le prove da superare, le esperienze purificatrici che lo
riscattino definitivamente dai desideri, dalle passioni, da tutti quegli
attaccamenti che lo legano alla carne.
Se superbia, vanità , orgoglio, brama,concupiscenza, ira, accidia, egoismo,
sono stati i motivi determinanti del suo permanere ancora nella materia,
è chiaro che egli dovrà vincerli con una pratica contraria ed efficiente di
umiltà, modestia, semplicità, disinteresse, purezza, amore,operosità,
altruismo. Ma l'io divino non potrà superare questa pratica subendola come
meccanica contrapposizione di termini limitati, imposti o in contrasto alle
sue tendenze, ma dovrà essere un desiderio della sua ascesa, una vittoria
cosciente e piena riportata in tutti i campi e sopra tutti i sentimenti.
La vanità, ad esempio, non potrà mai dirsi superata da un uomo soltanto
perchè, nato in umili condizioni, provando un senso di ribellione contro il
suo misero stato, non abbia sentito durante quell'esistenza il desiderio di
raggiungere un più alto tenore di vita, ma sarà vinta nella condizione di
principe e di magistrato, di uomo comune e di studioso, di artista e di
soldato,di ricco e di povero, di attore e di sacerdote e cioè per tutti gli
innumerevoli aspetti della personalità umana che lo tengono legato con i
loro tormentosi ancoraggi alla materia.
Ho parlato della vanità, quanti sono i suoi derivati ? Infiniti ! Ed i
suoi effetti ? Anche essi infiniti. E se per vincere la vanità non può
bastare una sola esistenza,come potrebbe l'uomo superare in un'unica vita
tutto il resto dei vizi e delle manchevolezze che sono in lui ?
Sorge dunque l'assoluta necessità della REINCARNAZIONE, l'unico mezzo che
possa darti la possibilità di risalire la scala, che per la terra, come
tutto il creato, è stato necessario il superamento delle prove che l'anno
tormentata. Caldi spaventosi e freddi intensi, sommovimenti tellurici ed
esplosioni di vulcani, apparizioni di mostruose forme di vita e di tremendi
cataclismi l'anno martoriata facendone ingentilire a poco a poco le forme
e gli aspetti.
Deve ricercare altrimenti la ragione di questo continuo trasformismo che va
dalle cose inanimate alle prime rudimentali forme di vita ? La verità
trascendentale di questo dogma assoluto aprirà uno spiraglio di luce nella
tua coscienza e sentirai sicuramente nell'intimo la verità profonda
dell'immortalità del tuo spirito.
Comprenderai che non sei nato una sola volta e che la morte rappresenta una
stasi fisica dell'evoluzione iniziatica da un numero infinito d'anni verso
la meta unica, divina, che t'attende alla fine delle tue prove.
Il karma dunque è la pratica purificatrice della reincarnazione determinata
dalla volontà catartica dell'io divino, per azioni compiute nelle vite
passate. Spoglio, per opera del fenomeno della morte, della transiente veste
della personalità umana , dopo un periodo oltre tomba prima e astrale poi,
l'io divino perviene di nuovo nel ciclo dell'esistenza, Egli , cosciente
come spirito, ha l'esatta percezione del tuo passato, rivede i tuoi errori,
le tue colpe, i tuoi vizi, e in base a tutto ciò vuole che il tuo futuro
destino passi attraverso le prove che ancora ha da superare e da riscattare
soffrendo quelle stesse sofferenze che hai causato o inflitto ad altri.
Ecco l'espressione della Divina Legge che tutto dà e nulla chiede, che non
interviene ad aggravare una pena , ma offre il modo di espiarla, perchè
Essa vuole la tua salvezza e non la tua perdizione.. Sei tu stesso in base
all'adulterio compiuto nella vita precedente, chiedi di essere tradito,
perchè hai ferito vuoi essere ferito, perchè hai fatto soffrire vuoi
soffrire.
Tu stesso segni il tuo destino, descrivi il tuo avvenire, prefissi le tue
malattie, quelle disgrazie, quelle pene, quella morte che poi, quando sei
sulla terra, dimentico della tua origine celeste, ti fanno tanto
ingiustamente dire : Dio, perchè mi punisci così ? Che cosa ho fatto ? Dio,
sappilo, non ha punito mai nessuno, ma sei tu, svegliato sempre dal Suo
amoroso richiamo, che cerchi di purificarti anelando di tornare a Lui.
L'equilibrio Divino non pone mai sulle tue spalle pesi superiori al
desiderio di espiazione: Ricorda sopratutto che tu sei quello che hai fatto,
come sarai quello che fai, perchè sono le tue azioni che segnano le rotaie
della tua vita futura.. Questo è il karma e, anche se esso t'impone un umano
destino, una luce splende in ogni amarezza, sappila seguire :
1) Al di là della pace c'è la beatitudine
2) Per trovare la beatitudine, meditate,
3) Sorridete nell'amore di Dio,
4) Non fate domande a Dio, amatelo,
5) Dio è l'amante dietro l'amore.
Ciò che non è reale non è esistente , Ciò che è reale non può essere non
esistente.
Antidepressivo suicida
redazione ECplanet.net
Nuove preoccupazione per i possibili effetti collaterali del comune farmaco
antidepressivo paroxetina (Seroxat), prodotto da GlaxoSmithKline. Secondo
uno studio dell’università di Oslo, il medicinale favorirebbe gli istinti
suicidi. In particolare - emerge dalla ricerca norvegese, pubblicata su BMC
Medicine e ripresa dal Times - tra i pazienti trattati con paroxetina i
tentativi di togliersi la vita sarebbero sette volte più numerosi che tra i
pazienti sotto placebo, mentre i pensieri suicidi triplicherebbero. Il
gruppo farmaceutico GSK e l’ente regolatore britannico MHRA assicurano
invece che i benefici della terapia superano di gran lunga i possibili
rischi. Nel 2004, il medicinale sarebbe stato prescritto 2,4 milioni di
volte.
L’impiego del farmaco è già vietato negli adolescenti, proprio perchè
potrebbe moltiplicare le idee suicidarie. Ma per gli studiosi dell’ateneo di
Oslo la minaccia riguarda anche i pazienti adulti. Gli scienziati hanno
esaminato i risultati di 16 studi sul farmaco (per un totale di quasi 1.500
pazienti, 916 trattati con paroxetina e 550 con placebo), presentati alle
autorità regolatorie nel 1989 e cioè prima dell’ingresso del medicinale sul
mercato (1990). Ebbene: tra le persone che hanno assunto paroxetina si sono
registrati sette tentativi di suidicio - calcola la metanalisi - contro un
tentativo soltanto nel gruppo controllo.
«I pazienti e i medici - afferma il coordinatore dell’indagine, Ivor
Aursenes - dovrebbero essere avvertiti che il rischio di suicidio osservato
in bimbi e adolescenti curati con certi prodotti antidepressivi riguarda
anche gli adulti». Pronta la replica di GSK: «Prendiamo in seria
considerazione la sicurezza di tutti i nostri farmaci - dichiara un
portavoce dell’azienda, come riporta la BBC on line - e per questo
esamineremo attentamente anche questo studio. Ma al momento - aggiunge - non
è ancora chiaro quale metodo e quali studi i ricercatori abbiano utilizzato
per arrivare a tali numeri».
Sinestesia e musica
redazione ECplanet.net
I musicisti professionisti sentono la musica con le orecchie, gli occhi e
anche con la lingua. Secondo il neuroscienziato Lutz Jäncke dell'Università
di Zurigo, autore di un articolo pubblicato sulla rivista “Nature”, certi
musicisti nel corso delle loro performance sono infatti capaci di sfruttare
la sinestesia, cioè la possibilità da parte del cervello di mescolare le
sensazioni che provengono da due o più organi di senso diversi. Addirittura,
i musicisti potrebbero essere in grado di identificare un intervallo di
terza maggiore utilizzando il suo sapore.
La cavia di Jäncke si chiama Elizabeth Sulston ed è una pianista molto
particolare. Sin da quando era bambina, Elizabeth era capace di vedere dei
colori mentre sentiva la musica. Poi ha cominciato a studiare e si è accorta
che, sentendo alcuni intervalli precisi, era in grado di avvertire dei
sapori ben distinti nella sua bocca. Per esempio, una terza minore per lei è
salata, mentre una sesta minore sa di crema. E ha cominciato a impiegare
questa sua abilità nel suonare.
Per provare questa sua abilità, Jäncke ha fatto un esperimento. Le ha fatto
sentire diversi intervalli musicali e, contemporaneamente, le ha fatto
assaggiare dei sapori diversi, che potevano coincidere o meno con quelli che
lei riferiva essere associati agli intervalli. Il neuroscienziato si è cosí
accorto che Elizabeth non mente: quando suono e sapore sono accoppiati, è
veramente capace di distinguere l'intervallo rapidamente e senza sbagliarsi.
Mentre se il sapore veniva scelto apposta per ingannarla “era anche più
lenta degli altri musicisti a individuare gli intervalli, mentre normalmente
è straordinariamente veloce”, racconta Jäncke. Quindi, prosegue, “la
sinestesia è un modo per incrementare le sue prestazioni”, accelerando i
tempi di reazione.
Che cosa cambierà nel mondo delle neuroscienze dopo questa scoperta? “È una
domanda da un milione di dollari !”, risponde Jäncke. Però “possiamo
immaginare che esistano analoghi per l'apprendimento: le nostre abilità
potrebbero essere aumentate se associamo più attività”. Per Elizabeth,
invece, la questione è diversa: “immagino che chi non ha la sinestesia non
possa provare le sensazioni intense che provo io quando ascolto la musica”.
Questa notizia è stata diffusa dall'agenzia “ZadiG”.
Pagina Web del promotore della ricerca:
Prof. Dr. rer. nat. Lutz Jäncke
Articolo correlato di un'altra Istituzione scientifica:
Neuroscience for Kids - Synesthesia
Yoga e cibo
Preparare quello che cuciniamo con amore
diventa yoga, unione con Dio.
(da Movimento Iskcon di Maggio-Giugno 2004)
Parlando del bhakti-yoga (o yoga della devozione), il Signore Supremo dice:
“Tutto ciò che fai, tutto ciò che mangi, tutto ciò che offri e dai agli
altri, come ogni tuo atto di penitenza, dev’essere fatto come offerta a Me.”
Così, offrire è parte integrante del bhakti-yoga.
Krishna descrive anche le forme di offerta che accetterà. “Se qualcuno Mi
offre con amore e devozione una foglia, un fiore, un frutto o dell’acqua, Io
accetterò la sua offerta.” Krishna non include in questa lista nè carne, nè
pesce, nè uova, perciò il devoto non Gliene offre; offrirà solo, oltre all’
amore, i cibi più puri: non certo vecchi pezzi di cadaveri animali, nè il
potenziale embrione di pollo.
In molte religioni la gente chiede a Dio il nutrimento (“Dacci oggi il
nostro pane quotidiano”), ma nella coscienza di Krishna il devoto offre il
cibo a Dio come espressione di amore. Del resto, anche nella vita di ogni
giorno si prepara il cibo come segno di affetto, che verrà apprezzato quanto
il cibo stesso. Così, offrendo del cibo a Dio, si vuole aumentare il proprio
amore verso di Lui. Certo è difficile amare qualcuno che non si è mai visto,
ma le Scritture vediche descrivono molto chiaramente le sembianze personali
di Dio. La concezione di Dio non è vaga. Nelle altre religioni le Scritture
accennano brevemente a Dio come Supremo Padre, ma danno ben poche
informazioni sulla Sua personalità. Cristo dice di essere il figlio di Dio e
Maometto era il profeta di Dio… ma Dio appare solo indirettamente, come una
voce dal cielo, un cespuglio in fiamme e così via.
Comunque, visto che Dio ci ha creati, non abbiamo motivo di negare che Egli
abbia tutti gli attributi di una persona, con forma e sembianza e tutte le
facoltà dei vari organi sensoriali.
Sarebbe illogico pensare che una creatura superi colui che l’ha creata, e
dato che noi abbiamo forma e personalità individuale, saremmo, in questo
senso, superiori a Dio, se Egli non le possedesse. Così come noi siamo
persone, allo stesso modo Dio è una persona, la Persona Suprema, con una
forma spirituale infinitamente potente, ciò nondimeno una persona. Si dice
infatti che noi siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio. Gli
artisti occidentali hanno immaginato e dipinto Dio come un grande vecchio
con la barba, ma solo le Scritture vediche dell’India ci descrivono la
persona di Dio: innanzitutto Egli è eternamente giovane e possiede
meravigliose qualità spirituali che affascinano la mente delle anime
liberate; Egli è il supremo artista, il supremo musicista; parla in modo
meraviglioso e possiede intelligenza, humor e genio infiniti.
Egli si intra iene con chi è legato eternamente a Lui in divertimenti
spirituali di incomparabile bellezza. Non c’è fine alle descrizioni delle
affascinanti sembianze della Persona di Dio nei Veda; ed è per questo che
Egli viene chiamato Krishna, cioè “pieno di fascino”. Se comprendiamo l’
identità personale di Dio, ci risulterà più facile meditare su di Lui,
specialmente quando Gli offriamo il cibo. Poichè Krishna è infinitamente
potente e assolutamente spirituale, anche tu o ciò che viene in contatto con
Lui diventa puro e spirituale. Anche nel mondo fisico alcuni elementi
possono purificare varie sostanze:
il sole, con i suoi potenti raggi, può distillare acqua fresca e pura da un
lago inquinato, per esempio; e se il sole può fare questo, possiamo
immaginare quale potere purificatore abbia Dio, la Persona Suprema, che ha
creato senza alcuno sforzo milioni di soli. (Srila Prabhupada)
Dal libro
Piatti vegetariani veloci
di Kurma dasa
Melanzane e panir
in salsa di pomodoro
per 6 persone
Ghee per friggere
1 e 1/2 cucchiaini di semi di mostarda nera
2 cucchiaini di zenzero grattugiato
1/2 cucchiaino di peperoncino verde tritato
1/2 cucchiaino di asafetida
500 gr. di concentrato di pomodoro
1/4 di cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di semi di coriandolo macinato
formaggio panir da 2.5 litri di latte, tagliato a cubetti di
circa 1.5 cm
1 grossa melanzana tagliata in cubetti di circa 1.5 cm
1 cucchiaino di garam masala
2 cucchiaini di zucchero di canna
1 e 1/2 cucchiaini di sale
Riscaldate un cucchiaio di ghee in una grossa padella a fuoco medio. Quando
il ghee è caldo, unite i semi di mostarda e friggeteli finchè scoppiettano.
Aggiungete lo zenzero macinato e il peperoncino e soffriggete per un paio di
minuti. Unite l’asafetida, soffriggete per un momento e aggiungete il
concentrato di pomodoro, la curcuma e il coriandolo macinato.
Cuocete la salsa per 10 minuti mescolando ogni tanto finché la salsa si è
raddensata.
Scaldate il ghee in una padella o in un wok a fuoco medio. Friggete il panir
finché diventa di colore dorato.
Togliete il panir e fatelo scolare.
Friggete i cubetti di melanzana nel ghee finché diventano di colore bruno
dorato e sono tenere e fatele scolare.
Unite il garam masala, lo zucchero, il sale, il panir fritto e le melanzane
alla salsa di pomodoro.
Il cliente ha sempre torto
Un rapporto della Electronic Frontier Foundation segnala la triste offerta
dei music store più famosi, bombardati dalle protezioni digitali.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 05-09-2005]
Parole pesanti contro i music store onlineIl music store online, che doveva
essere la rivoluzione internettiana del mercato della musica, si sta
trasformando in una gigantesca fregatura. Restrizioni digitali complicate e
castranti rendono la vita difficile a chi rispetta le regole imposte
dall'alto, pagando senza fiatare. Mentre, fuori da questi circuiti, la
pirateria organizzata impazza.
La Electronic Frontier Foundation (EFF) ha pubblicato un rapporto in cui ha
affrontato le limitazioni alla fruizione nel settore della musica online.
L'articolo, dal titolo "Il cliente ha sempre torto", mette sotto analisi i
diversi sistemi di limitazione dei diritti digitali di Apple, Microsoft,
Napster e Real, che, secondo l'EFF, hanno tutti messo in crisi i loro
clienti con eccessivi meccanismi di protezione, restringendo le possibilità
di usufruire di prodotti regolarmente pagati.
Solo per fare un esempio, il gigante di Redmond, promette, con la sua
campagna pubblicitaria, la compatibilità tra i propri servizi ed i
dispositivi che portano l'adesivo di Microsoft Play for Sure. La
comunicazione di Zio Bill è piuttosto chiara: chi si appoggia alla sua DRM
sa che cosa può fare, ma anche cosa non è permesso, per esempio usare un
iPod.
Inoltre, qualunque upgrade verso un lettore non compatibile comporterà
semplicemente il dover ricomprare la propria collezione musicale.
Analogamente, chi volesse cambiare music store, potrebbe essere costretto a
cambiare hardware. Oppure rivolgersi all'amico smanettone. Anche in questo
caso, DRM (gestione dei diritti digitali) significa dover infrangere la
legge per far valere i propri diritti.
Ancora, tutti i concorrenti presi in esame vendono tracce musicali che
permettono al venditore di cambiare i diritti degli acquirenti in qualunque
momento. Per esempio, tempo fa Apple permetteva, usando ovviamente solo
software proprietario, di copiare le tracce acquisite su dieci computer
diversi. Poi, di punto in bianco ha deciso di abbassare a sette, e poi a
cinque, questo numero, anche per gli acquisti passati.
Se Montezemolo cercasse di entrare nel vostro garage per sostituire il
cambio a cinque marce della vostra Punto con un cambio a quattro rapporti,
probabilmente lo caccereste fuori a pedate. Invece Apple e compagnia,
pressati dalle major con cui hanno firmato stringenti contratti, si tengono
ben stretti questo diritto. E di tanto in tanto lo esercitano.
Non si sottrae alla bordata di critiche neppure l'imborghesita Napster, oggi
music store a tutti gli effetti. La versione 2.0 si divide in tre servizi ai
clienti, aventi un unico punto in comune: una pesante, complicata,
restrittiva gestione dei diritti digitali.
Michele Bottari - Quelli di Zeus
Rallenta il ritmo della mia vita, Signore
di Anonimo
Calma il battito del mio cuore, acquietando la mia mente.
Rallenta il mio passo frettoloso con una visione delle eterne distese del
Tempo.
Dammi, in mezzo alla diuturna confusione, la calma stabilità delle montagne
millenarie.
Spezza la tensione dei miei nervi e dei miei muscoli con la serena musica
del canto dei ruscelli, vivente nella mia memoria.
Aiutami a conoscere il magico potere ristoratore del sonno.
Insegnami l'arte di prendermi brevi momenti di sosta, di rallentare il mio
ritmo per osservare un fiore, per fare due chiacchiere con un amico,
carezzare un cane, leggere qualche riga di un buon libro.
Ricordami ogni giorno la favola della lepre e della tartaruga, sì che io
possa imparare che nella corsa non sempre vince chi va più veloce , e che
nella vita si può fare qualcosa di meglio che aumentare la propria velocità.
Fa che io levi lo sguardo alla quercia torreggiante , e sappia che essa è
divenuta grande e forte perché è cresciuta lentamente e bene.
Rallenta il ritmo della mia vita, Signore, e ispirami ad affondare le mie
radici nel suolo dei valori durevoli affinché io possa innalzarmi verso le
stelle del mio più grande destino.
Di cosa parla la tragedia di New Orleans? – una visione spirituale
di Fausto Carotenuto
per Disinformazione.it
Giorni di apocalisse nel Sud degli States… I giornali, dopo aver riportato
notizie e dati sulla catastrofe, descrivono una serie di situazioni
allucinanti, di umanità disperata e violenta… Di odi e di prepotenze in
mezzo ad una enorme palude di acqua putrida, agli incendi, al fumo, al caldo
soffocante, al puzzo della morte fisica… Uno scenario dantesco…
Non sembra realtà, ma una di quelle vicende immaginarie dei film o dei
libri di fantascienza, che descrivono situazioni tipiche di comunità umane
rese barbare dal crollo della civiltà… Magari dopo una guerra nucleare…
Ognuno ha letto sui mass media di decine di episodi di grande violenza:
bande di disperati armati fino ai denti che rapidamente si sono organizzati
su vasta scala per azioni di sciacallaggio, assalti ad ospedali, a pullmans
di anziani malati. Folle di disperati che assaltano auto che fuggono… Gente
che spara su un elicottero che sta evacuando bambini…Saccheggi
generalizzati… Convogli di soccorsi che vengono attaccati con le armi… E
chissà quante altre situazioni alienanti…di paura, di bestialità…
E poi le vittime sono in gran parte poveri, per lo più neri, che non avevano
nemmeno i soldi per fuggire, pur avendo saputo con giorni di anticipo quello
che sarebbe successo…
Tanta gente esprime una grande sorpresa: “Ma come è possibile che tutto
ciò avvenga nel paese più civile del mondo? Nel Paese più ricco e potente…
Nel modello indiscusso delle libertà civili e democratiche…?”
Mi viene di rispondere di getto: “ E’ possibile perché non è il paese
più civile del mondo, perché la potenza e la ricchezza sono nelle mani di
pochissimi, e perché le libertà civili e democratiche sono una finzione…”
Ma cerchiamo di procedere in modo più ordinato e meno impulsivo…
Con il nostro modo “normale” di interpretare gli eventi si possono già
rilevare molte cose… Si può dire che questa è la dimostrazione del fatto che
gli Stati Uniti sono un Paese in cui i ricchi detengono il potere e si
dimenticano dei poveri, e per giunta li sfruttano per i loro fini. Ancora di
più se sono neri. Si può affermare che se tante armi non fossero facilmente
a disposizione in America, non ci sarebbero così rapidamente gruppi
spontanei di persone armate… Che se Washington fosse stata negli anni
passati più sensibile al tema dell’effetto serra, forse il clima non sarebbe
arrivato a sviluppare forze distruttive tanto spaventose… Che se i
petrolieri non avessero condizionato il governo ad inviare in Iraq la
Guardia Nazionale del territorio colpito, questa sarebbe stata pronta ad
intervenire per i soccorsi e per l’ordine pubblico… Che se gli interessi
economici non avessero gravemente alterato il territorio di New Orleans,
questo avrebbe potuto reggere meglio l’impatto dell’uragano. Si può anche
dire che l’amministrazione Bush non è adatta, che è incapace…, o occupata in
ben altre cose, “più grasse”, che la interessano molto di più.
Tutto ciò è giusto, viene fuori con grande evidenza… Ma forse non spiega in
modo sufficiente cosa è veramente avvenuto… La sua portata effettiva: quella
che ha a che fare con tutte le dimensioni dell’uomo, da quelle materiali a
quelle spirituali.
Probabilmente per capire meglio serve una prospettiva più ampia, che
tenga conto dei fattori, delle energie e degli esseri che muovono le cose
del mondo. E che cercano in ogni modo di guidare l’umanità nella sua
crescita, nella sua evoluzione… Soprattutto interiore.
Proviamo a capire utilizzando gli strumenti di una interpretazione di tipo
spirituale, e vediamo se questo ci fa capire qualcosa di più.
Si potrebbero scrivere libri sui molteplici aspetti di un evento così
complesso come quello di New Orleans. Ma cercheremo di farlo in poche righe.
Perché una catastrofe così grande, e perché proprio a New Orleans, e perchè
in questo momento?
Naturalmente ogni visione di tipo spirituale parte dal presupposto che nulla
avvenga per caso, o fortuitamente, sia nella nostra vita individuale che in
quella della Terra e degli esseri che la abitano.
Ed in genere, se qualcosa di spiacevole accade, è proprio perché ognuno si
domandi perché è avvenuta, per trarne le lezioni necessarie.
Il mondo spirituale, che ci guida nella nostra evoluzione, è praticamente
costretto ad intervenire ogni volta che blocchiamo o limitiamo per egoismo
il flusso di amore che dovrebbe attraversarci. Perché, senza il fluire
libero di questa energia creativa attraverso di noi - con l’aggiunta delle
nostre intenzioni e della nostra personalità - non andiamo da nessuna parte:
non cresciamo in meglio. E allora certe volte, se proprio siamo diventati
sordi ad ogni sollecitazione positiva, le nostre guide devono intervenire
per il nostro bene, anche con le maniere forti.
Quando ci comportiamo in modo egoistico, il flusso d’amore che ci attraversa
si blocca, diventa un liquido velenoso, l’egoismo, che ci cambia in
peggio…In questa situazione bloccata il mondo spirituale non se ne sta con
le mani in mano e ci manda una serie di stimoli, sotto forma di eventi, di
sogni, di pensieri, di incontri, di letture, di fatti, che ci indicano la
strada giusta… Ma, se proprio restiamo sordi, serve uno stimolo più forte, e
allora ci capita qualcosa: un evento spiacevole, o una malattia… A
costringerci a riflettere su quello che stiamo facendo… sui vicoli ciechi
nei quali ci siamo infilati in modo incosciente…
Questo avviene per ogni individuo, per gruppi di uomini e per l’umanità nel
suo insieme.
Da questo punto di vista, si può dire che la catastrofe di New Orleans
interviene a cercare di sbloccare una grande contrazione egoistica, un
grande intasamento collettivo del fluire creativo dell’amore…
E’ uno stimolo diretto agli uomini delle zone in cui l’evento è capitato, ed
anche a tutti gli altri uomini che fanno da spettatori…
In genere, maggiore è la forza negativa, e l’effetto di dolore, maggiore è
il lavoro che gli uomini sono chiamati a fare per uscire dalle paludi del
non amore.
Nel fare questo non è che il mondo spirituale si metta a creare forze
negative, “fulmini e saette” da scagliare sugli uomini… No… non fa altro che
diminuire per un attimo in determinati luoghi la propria attività di
protezione, la propria enorme, complessa e silenziosa attività di
riequilibrio di tutto quello che gli uomini stessi producono.
Un grande evento naturale negativo è sempre l’espressione di un accumulo di
energie oscure - pensieri e sentimenti di non amore - che provengono dalle
anime di moltitudini di uomini… e che magari si condensano nel sottosuolo,
nel mare o nell’atmosfera… Ed è il frutto, ormai sempre di più, di nostre
attività specifiche anche materiali, come l’inquinamento o il
surriscaldamento prodotti dai processi industriali…
La Terra e la Natura non sono entità “stupide e prive di coscienza”, come in
modo superstizioso e superficiale crede la nostra cultura scientifica
materialista. Ma sono un insieme di esseri intelligenti del mondo
spirituale che tengono in piedi tutto il meraviglioso mondo nel quale
viviamo e che normalmente passano buona parte del loro tempo a compensare
tutti i danni che facciamo. Per mantenere un certo equilibrio: quello
indispensabile per consentirci di continuare ad usare la Terra come ambiente
per la nostra evoluzione spirituale. Quando serve, in determinate situazioni
accuratamente pianificate, non fanno altro che lasciare che le forze
negative che noi abbiamo costruito ci tornino addosso. Lasciano che noi
prendiamo una lezione da quello che noi stessi abbiamo fatto, dalle stesse
energie negative che noi abbiamo prodotto. Contando sul fatto che poi un
certo numero di uomini “capisca la lezione” e si decida a cambiare strada, o
a correggere il proprio percorso in una direzione più giusta.
Quali potrebbero essere gli stimoli positivi e le opportunità per noi da una
tragedia come quella di New Orleans?
Molteplici e su tanti piani differenti. Proviamo a riportare in modo molto
sintetico alcuni elementi messi in grande evidenza dalla tragedia:
Quella del Paese “più civile e più avanzato del mondo” è una finzione, è
ormai solo una falsa idea che deriva da un’abile manipolazione delle masse.
L’esplosione di violenza brutale, immediata e generalizzata ci parla invece
di una sottocultura priva di ideali, di masse abbrutite dall’alcool, dalla
droga, dalla povertà, dal totale deserto di ideali spirituali della moderna
società americana. Attenta quasi esclusivamente ai beni materiali. Che sono
per giunta pochi, frutto di processi industriali velenosi e spesso di
cattivo gusto... Ci mostra chiaramente che non è una cultura di valori da
diffondere ed imitare, ma un mondo di miraggi, di allucinazioni…
E’ sempre più evidente che una élite politico-finanziaria domina
incontrastata sugli Stati Uniti, e per farlo addormenta le masse con stimoli
culturali ridotti, con un consumismo selvaggio, con farmaci-droga, con una
alimentazione devitalizzante che offusca i processi di pensiero e di
coscienza. Con un sistema di democrazia astutamente manipolata che dà una
illusione di libertà del tutto dannosa, ma che poi non regge al confronto
dei fatti, degli eventi… e la gente ne rimane del tutto disorientata. Con i
propri mass media coltiva miti di sopraffazione, di violenza, di
competizione per accaparrarsi beni del tutto materiali… Mitizza l’uso libero
delle armi… Il culto della violenza fisica… Della sopraffazione del più
forte…del più furbo…
Sì, la tragedia dimostra che l’America sempre di meno è un esempio di
civiltà, e sempre di più è una fabbrica di povere creature alienate, che si
agitano disperate in veri e propri deserti dell’anima. E allora succede che
non appena un qualcosa di imprevisto rompe la routine del sistema,
interrompe i rifornimenti minimi di cibo alterato, di gadgets ed altri
piccoli prodotti consumistici, le coscienze addormentate si ribellano,
girano armate per le strade, aggrediscono tutto e tutti.
Il confronto con il modo di comportarsi delle povere popolazioni asiatiche
vittime dello Tsunami è illuminante. In quei Paesi i deserti dell’anima
esportati dalle multinazionali, dalla cultura materialista americana e dagli
eserciti a stelle e strisce ancora non sono riusciti a permeare il tessuto
sociale. Il mostro distruttore di valori umani, creatore ed esportatore di
deserti dell’anima, ancora non ha avuto la meglio nell’interiorità di quelle
società. E allora gli episodi di violenza sono stati tutto sommato
limitati, e la solidarietà, l’amore hanno avuto una grande opportunità di
manifestarsi nell’aiuto reciproco.
Le bugie, le falsità del potere vengono alla luce. I volti dei cosiddetti
“potenti” esprimono sempre di più la loro realtà di “maschere”, di burattini
di disegni antiumani. Un disastro del genere rende più chiaro come le loro
politiche siano soprattutto il frutto di un accumulo di egoismi elitari: non
a caso la guardia nazionale locale era a combattere per “portare la libertà
e la civiltà” in Iraq; non a caso New Orleans è vittima della dissennata ed
egoistica politica della èlite americana sull’effetto serra e sullo
sfruttamento della Terra; non a caso si spara con le armi diffuse dalle
potenti lobbies dei produttori di armamenti; non a caso l’esplosione di
egoismo violento viene nel Paese dove più di tutti il potere impone deserti
dell’anima.
E diventa chiaro che la nostra civiltà la deve smettere di considerare bello
quello che è brutto, buono quello che è male, perché vuole fermarsi alla
superficie e non considerare le realtà più profonde… quelle reali. Cosa ne
sapeva il mondo di New Orleans? Una città per turisti, la città del jazz,
del carnevale, della gioia… La tragedia di questi giorni porta con evidenza
alla luce la verità: il jazz, il carnevale e la gioia erano solo “una mano
di bianco” sullo sporco, sul dramma giornaliero di periferie urbane enormi e
deteriorate, sulla violenza, la droga e l’alienazione diffusa… E pensare
che ci sono perfino dei politici, anche da noi, che hanno ancora la faccia
tosta di proporci a modello la democrazia americana… E che pensano che i
problemi si risolvano con quattro spettacoli musicali… Con una vita dello
spirito finta e superficiale… Con una caricatura di valori…
Gli Stati Uniti sono punteggiati di fortissime luci spirituali, di gruppi e
di individui, ancora grandemente minoritari, che avranno un forte impulso
alla crescita ed alla diffusione della loro luce nei deserti che li
circondano… Perché l’interiorità degli americani, dopo una tale tragedia, si
trova di fronte a tante domande prive di risposte… e vorrà capire, vorrà
trovare “luce”. Questo darà migliori possibilità alle forze positive di
farsi strada nel difficilissimo terreno del materialismo americano.
Nell’anima di chi ha vissuto questa tragedia, sia come protagonista, che
come spettatore, si accavallano i dubbi, la delusione per come vanno le
cose, l’evidenza dei grandi errori di percorso, individuali e collettivi… E
su questa base si fa strada la voglia di capire, di sapere se c’è una
speranza vera… La voglia di verità, di cose positive, di amore…
Sì la tragedia è una grande opportunità di capire…
La catastrofe di New Orleans ha strappato un velo di menzogna, ed è una
opportunità di crescita, per le coscienze di tutto il mondo e per quelle
degli americani in particolare.
Secondo alcuni importanti veggenti e scienziati dello spirito, nel
continente e nelle popolazioni nordamericane ci sono delle forze, delle
energie enormi dell’umanità, che il mondo spirituale ha predisposto perché
vengano messe a disposizione del mondo. Nel passato hanno avuto parzialmente
questo effetto positivo, ancora in embrione. Ma le forze oscure che si
muovono sulla Terra, e che non vogliono l’evoluzione delle coscienze umane,
sono riuscite da alcuni decenni a prendere il controllo pressoché totale del
sistema politico-economico americano, e cercano di usare quelle grandi
energie per ostacolare la crescita dell’umanità.
Una catastrofe come quella di New Orleans è una scossa ad ogni uomo perché
si renda conto di queste realtà, perché si svegli… Perché capisca le trame
delle forze oscure e le renda inefficaci illuminandole con la forza della
verità e con azioni d’amore.
Perché le considerazioni che ognuno fa prendano coraggio, perché vengano
diffuse, scambiate con più persone possibile. E perché cominciamo a lavorare
nella nostra vita quotidiana per diminuire gli accumuli di forze negative
materiali (i processi industriali insensati) e soprasensibili (i pensieri ed
i sentimenti egoistici) che creano le grandi energie di distruzione nella
Natura.
Cosa fare?
Cercare la verità con passione e scambiare i risultati della nostra ricerca…
Amare con passione ed intelligenza nella vita quotidiana… tutto e tutti
quelli che ci circondano. Anche le povere creature che inconsapevolmente,
per le loro debolezze, si fanno strumento delle strategie del Male.
Un’ultima considerazione: questa tragedia ci fa vedere come le grandi masse
diseredate americane siano delle povere vittime del sistema. E sono sempre
loro che forniscono inconsapevoli la gran parte della mano d’opera militare
usata nel mondo dai poteri oscuri che li schiavizzano. Il popolo americano è
una delle vittime principali dei disegni delle forze del Male, proprio
perché potenzialmente portatore di grandi energie positive.
L’uragano ci parla chiaramente, e ci dice di non odiare, ma di amare con
grande compassione questi nostri fratelli americani, manipolati con un
sistema di finta democrazia, grossolanamente alimentati con abili forme di
sottocultura, nutriti con cibi annebbianti, riforniti di medicine deviate,
brutalmente trasformati in un popolo da odiare…
Amarli sinceramente, per aiutarli a ritrovare se stessi e la loro missione…
Carissimi,
non è mio solito occuparmi di attualità, ma credo sia opportuno passarvi
questo messaggio per portare attenzione a come opera Saturno (vedi Manuale
di Saturno in Leone) quando sono presenti illusioni che non vogliono
morire. Questo esempio è lampante. Troverete miei commenti tra virgolette i
modo da poter ben comprendere dove Saturno opera: Spero vi sia utile per
allenare la vostra mente all'analisi.
AIUTO È STATO RIFIUTATO DAL GOVERNO AMERICANO
tratto dal sito originale:
<http://www.whatdoesitmean.com/index813.htm>http://www.whatdoesitmean.com/index8\
13.htm
31Agosto, 2005
“Discesa nell’inferno” 50.000 vite portano un apocalittico avviso a tutti
i cittadini d’America.
Il mondo grida “ Voi non siete soli”, essi non possono sentire.
Da: Sorcha Faal e come riportato ai suoi abbonati russi
Rapporti provenienti dalle notizie russe < LO SPECCHIO> hanno affermato
questa mattina che la grave situazione sviluppatasi nella città americana
di New Orleans può venire descritta solo come una discesa nell’inferno
poiché in questo momento più di 50.000 esseri umani di questa che fu una
grande città americana, sono rimasti intrappolati dalle crescenti
inondazioni, senza mezzi forniti dal loro governo per evacuarli tutti.
<SATURNO mette difficoltà affinchè possa venire alla luce la verità>
Con nessuna risorsa disponibile di cibo, acqua, riparo o evacuazione, la
folla di queste persone è diventata una delle più grandi ribelli masse
della storia moderna e con nessuna forza di polizia o militare capace di
contenerle, stanno al momento imperversando in tutto ciò che rimane di
questa città creando quello che questi rapporti descrivono come “convulsi
atti per la sopravvivenza”. < la verità preme sulle illusioni ed esplode
per farsi vedere>
Numerose sparatorie tra porzioni di queste masse e forze di polizia hanno
causato l’abbandono totale da parte delle autorità militari di questa città
dichiarando lo stato di legge marziale. Rapporti dell’ FSB dichiarano che
molte di queste battaglie, sono il risultato di drogati che hanno fatto
irruzione in un grosso stabilimento farmaceutico a causa del loro bisogno
di droga per non soffrire d’astinenza. < restare addormentati crea una
forza negativa ENORME che rompe qualunque argine>
L’FSB riporta inoltre che questa città è completamente crollata in uno
stato di “governo di massa” con molti civili innocenti uccisi e numerosi
corpi morti giacenti sulla strada. <ritorno al caos per ristabilire un
ordine successivo - vita/morte/vita>
La più grande questione comunque, è che il popolo Americano sta vedendo per
la prima volta, in molte delle sue memorie, quali siano veramente i limiti
di un potere di stato. Solo con l’inganno delle parole, ogni governo e di
qualsiasi tipo, è in grado di esercitare l’autorità tirannica sui suoi
cittadini. Di fronte ad ogni cittadino di New Orleans, specialmente di
fronte ai più poveri, coloro che sono stati lasciati indietro e tagliati
fuori dalle loro normali funzioni quotidiane, la pecca di ogni governo, in
grado di controllare le masse dei suoi cittadini, è messa completamente a
nudo. < IL RE E'
NUDO>
Al popolo Americano sono state anche negate dai governanti militari
americani le innumerevoli offerte di assistenza da parte di nazioni di
tutto il mondo, incluse:
- VENEZUELA ha offerto il suo comando medico aereo per
l’evacuazione di persone intrappolate in queste regioni devastate;
- OLANDA ha offerto le risorse del proprio Ministero dei Lavori
Pubblici ( ovvero sono le persone, a livello mondiale, più esperte per le
procedure di evacuazione in livelli d’acqua sottomarina );
- RUSSIA ha offerto più 100.000 strutture abitabili temporanee
insieme a del personale militare per assistere le loro controparti americane;
- IRAN ha offerto 1 Bilione di dollari americani per l’immediata
assistenza e garantito 5.000.000 di barili di olio a 35 dollari americani
l’uno;
- CINA ha offerto la sua Forza di Soccorso militare ( conosciuta
come una delle migliori al mondo per il soccorso di persone in aree
danneggiate dalle inondazioni ).
Tutte queste offerte e di più, sono state declinate dai leader militari
degli Stati Uniti con il motivo precedentemente affermato :” Il governo
degli Stati Uniti e il suo popolo declinano con rispetto la vostra offerta
di assistenza e vi riporta al nostro precedente comunicato dipartimentale
di stato (NCO:13788) nel quale abbiamo dichiarato che questa rimane una
azione interna.” < Il SOLE non accetta il suo lato oscuro>
Questa mattina resta uno dei momenti più critici nella storia di questo che
fu un grande popolo Americano. Soltanto tramite un cataclisma senza
precedenti come questo e che sta sperimentando in questo momento, questo
popolo è in grado di spezzare le bugie e le distorsioni dei loro capi
militari e degli organi di propaganda dei media per rendersi conto, anche
se solo di sfuggita, delle enormi bugie che questi hanno raccontato al
popolo per tenerlo in uno stato pacifico. < PER OGNUNO DI NOI E'
ESATTAMENTE LA STESSA COSA: se non si usa la coscienza guidata dal cuore
per portare chiarezza del Reale, Saturno c la farà vedere lo stesso in modo
cruento. Dobbiamo uscire dall'egotismo.>
Ma tristemente, e lo dimostrano chiaramente anche gli eventi dell’11
settembre 2001, le masse di questi americani vogliono credere a tutte le
bugie che vengono loro raccontate a prescindere dalla loro assurdità ma
solo fino al punto, in cui possono venire lasciate con l’illusione che le
loro vite, oggi, continueranno nei loro domani. Come è triste per loro
vedere il loro mondo in questi termini, ma questo rimane una verità che, di
fatto, è il solo modo che essi hanno, per affrontare un mondo che si sta
disintegrando intorno a loro. < NOI NON SIAMO DIVERSI DA LORO>
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ABOC
elisa
www.filosofiadellaquotidianita.it
[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
ANTICO RITUALE MAGICO.. DI LUCIA
Nei meandri della memoria cerco il lontano rituale magico..
Nel tempo in cui il mio vero nome risuonava forte.. Fili d'erba si muovevano
appena..
La danza ebbe inizio..
Tamburi sacri suonava al ritmo del vento.. Voli infiniti di grandi animali in
viaggio..
Cerco il tempo del sogno.
Grandi acque divine dalle mille forme. Venite a me adesso.. Venite folletti dai
dorati capelli. Venite fatine dalle ali argentate..
Venite adesso..
Anime danzanti nella notte del sogno..
Vi imploro adesso di essere per me un manto dorato .
Fuoco ardente ti chiamo con la passione del cuore.
Terra Madre dammi la tua saggezza .
Venite adesso nel luogo dove il silenzio pervade tutto..
Dove il dolore viene cancellato alla sola vista del cancello fatato..
Mille arcobaleni vedo adesso..
Nel magico rituale sacro adesso un soave canto..
I nostri cuori esultano per danzare ancora insieme..
Mille voli ..Io adesso...
Mentre i piedi roteano in giganti giri estatici, la mente ruota in un viaggio
lontano e vaga per altri universi, Incontra discese salite torrenti, animali
di tutte le specie..
La danza è adesso la danza è qui..
La danza è passione Venite!!
Venite grandi occhi nel buio..
Venite fiumi .. Torrenti alzatevi e venite ..
Dalla Terra il Canto Primordiale..
Dal vento un gioco celestiale..
Il torrente si alza e forza una miriade di stelle che scoppiando formano
colori non visibili agli occhi umani..
Venite poteri ...
Venite a me adesso..
Vieni memoria d'un tempo...
Vi imploro come la bambina implora per la sete..
Vi amo come si ama l'ardere del Fuoco Sacro..
Adesso venite poteri magici ..
Adesso ...
Per ricordarmi il tempo che fu..
Per ricordare il mio nome...
Adesso Danzo ..Adesso..
Danza Sacra dai mille suoni ...
I tamburi si avvicinano.. Il Fuoco arde con passione..
Le acque danzano insieme a me.. Venite dunque venite..
Adesso!!
IO!!
Adesso Danza Sacra..
Adesso.. Io sono..
Poteri venite adesso per ricongiungermi al Sacro Rituale del Tempo
primordiale...
IO SONO IO LA DANZA SACRA!!!
IO SONO L’ANTICO RITUALE MAGICO!!
AHOO!!!
LUCIA
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
Cervello: dolore da corpo e mente
http://www.studiocelentano.it/newsflash_dett.asp?id=16293
ROMA, 6 SET
Il dolore fisico non e' frutto di un mero stimolo fisico ma dipende anche da
cosa ci aspettiamo di sentire. E' la scoperta del gruppo di scienziati della
Wake Forest University School of Medicine a Winston-Salem.
Gli esperti hanno visto che, quando ci aspettiamo uno stimolo meno doloroso
di quello che in realta' ci attende, possiamo percepire fino al 28% in meno
di dolore, pari alla riduzione che fornirebbe una dose di morfina.
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Training autogeno contro il dolore
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
http://it.health.yahoo.net/c_news.asp?id=12733
07/09/2005 10.19.00
Pensare positivo funziona davvero… non solo come filosofia di vita, ma anche
come antidolorifico. È stato pubblicato su Proceedings of the National
Academy of Sciences, uno studio che mostra che l’aspettativa del dolore
gioca un ruolo fondamentale nella percezione del dolore stesso o meglio che
se ci si aspetta un dolore poco intenso, tale sarà il dolore effettivamente
percepito.
La Ricerca è stata condotta dal Dr Robert Coghill e dai ricercatori della
Wake Forest University (North Carolina, USA) su 10 volontari in perfetta
salute a cui è stato applicato un simulatore di calore alle gambe. Per
mappare l’attività cerebrale conseguente agli stimoli si è utilizzata una
risonanza magnetica funzionale. Prima dello stimolo e della registrazione
delle immagini dal cervello i volontari venivano avvertiti dell’intensità
del dolore che dovevano aspettarsi: alta, moderata o lieve, attraverso
diversi segnali legati ad una determinata intensità.
Tutti e dieci i partecipanti hanno riportato un dolore minore quando si
aspettavano un dolore di lieve intensità. La riduzione della percezione del
dolore è stata circa del 28 per cento, comparabile all’effetto di una dose
di morfina. Contemporaneamente l’attività cerebrale delle aree interessate
alla percezione e all’elaborazione del dolore, cioè la corteccia
somatosensoriale primaria, la corteccia insulare e la corteccia cingolata
anteriore, è diminuita sensibilmente.
Nonostante lo studio sia stato condotto su scala ridotta, questi risultati
potrebbero spiegare l’efficacia delle terapie psicologiche nel contrastare
le patologie caratterizzate da dolori cronici, e fornire gli strumenti per
aiutare le persone a controllare meglio il dolore senza dover ricorrere
continuamente ad analgesici accompagnati da sgradevoli effetti collaterali.
“Il dolore non è solo il risultato di un segnale proveniente da una regione
ferita del corpo e deve essere contrastato con qualcosa di più che con una
pillola. Il cervello può efficacemente regolare il dolore ed è necessario
imparare a sfruttare questo potere”, conclude Robert Coghill.
Fonte: Robert C et al. The subjective experience of pain: where expectations
become reality. PNAS 2005;102 no. 36 doi_10.1073_pnas.0408576102
caterina visco