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#8033 Da: Lucia <lucia_teatro@...>
Data: Sab 31 Dic 2005 4:25 pm
Oggetto: BUON ANNO
lucia_teatro@...
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BUON ANNO.....
   CHE SI AVVERI TUTTO CIO' CHE    VUOI ...







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#8032 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Sab 31 Dic 2005 11:47 am
Oggetto: Ancora un incidente ferroviario
max@...
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Ancora un incidente ferroviario

visto su disinformazione.it

E mentre la Banda Bassotti ruba a norma di legge decine di miliardi di euro
dalle tasche dei contribuenti (noi) per costruire TAV (treni ad alta
velocità) o TAC (treni ad alta capacità) - per guadagnare solamente qualche
minuto - la situazione fatiscente delle ferrovie italiane continua a mietere
vittime tra bambini, operai, lavoratori, pensionati, ecc.


Ancora un incidente ferroviario

21/12/2005 - Coordinamento Nazionale Ministero dell’Economia e delle Finanze

www.rdbtesoro.it


Ancora dolore.
Sono ancora i lavoratori, i pendolari, gli studenti e i bambini a pagare un
prezzo altissimo per una politica irresponsabile e scellerata che individua
nel mercato, nel profitto e nella redditività la sua strategia.
Si piange per colpa di chi ha scelto di liberalizzare il trasporto
ferroviario.
Lo avevamo previsto e denunciato dopo l'incidente di Rometta Marea, di
Crevalcore, di Viserba e, puntualmente, è accaduto.

Perché non è un caso che gli incidenti ferroviari avvengono e sono aumentati
in maniera esponenziale proprio in seguito allo smantellamento della vecchia
Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato, all'avvio del processo di
liberalizzazione, alla fortissima riduzione dei ferrovieri (sempre più
spesso sostituiti con personale precario con contratti part-time, a tempo
determinato, di apprendistato), all'abbassamento dei parametri di sicurezza,
al peggioramento complessivo delle condizioni di vita e di lavoro delle
lavoratrici e dei lavoratori delle ferrovie.
Purtroppo la strategia infrastrutturale attuale, delle grandi opere, messa
in campo a partire dalla legge obiettivo, prevede, per il futuro, oltre ad
un’accentuazione degli squilibri nel sistema del trasporto ferroviario anche
e, soprattutto, un ulteriore taglio alle già esigue risorse per gli
investimenti in sicurezza.

È evidente che le risorse economiche disponibili, saranno completamente
fagocitate da quelle che sono le vere priorità per l'impresa, per il mercato
e, cioè, l'alta velocità e le autostrade.
Continua, quindi, quello squilibrio nel sistema ferroviario che determina
una situazione di estrema drammaticità.
Drammaticità per quello che riguarda la sicurezza; drammaticità per quello
che riguarda l’impatto economico delle opere; drammaticità per quello che
riguarda l’impatto ambientale; drammaticità per quello che riguarda il
Mezzogiorno ancora a corto di infrastrutture decenti.
L'incidente di ieri non è imputabile al caso, ad un semaforo rosso,
all'errore umano.
Trova la sua ragione e fondamento nelle responsabilità politiche di chi ha
considerato la ferrovia non più come un bene pubblico ma come una impresa a
scopo di lucro e, quindi, da privatizzare.

E gli investimenti sulla sicurezza, sul materiale rotabile e sulle
infrastrutture delle linee cosiddette "secondarie" sono costi da
"abbattere".
La lotta delle popolazioni di Val di Susa contro la TAV significa anche
questo.
Ribellarsi ad opere inutili, costose, dannose e dirottare le risorse a
favore di un trasporto pubblico, sociale, sicuro e sostenibile.
Esprimiamo il nostro profondo dolore, la nostra sincera solidarietà ai
feriti, alle famiglie e ai parenti.
Esprimiamo la nostra rabbia nei confronti dei veri responsabili di quanto
sta accadendo alle ferrovie di questo Paese.

Coordinamento Nazionale Ministero dell’Economia e delle Finanze
www.rdbtesoro.it - info@...

#8031 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Sab 31 Dic 2005 11:43 am
Oggetto: LA BIOETICA VAISNAVA
amadeusoft
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LA BIOETICA VAISNAVA
nella scienza e nella religione


di Rupa Vilasa dasa


Sappiamo con certezza che la società attuale si evolve a ritmi vertiginosi;
la nascita di nuove scienze positive (che rifiutano ogni forma di
metafisica — Dio — e pongono i dati scientifici come unico fondamento della
conoscenza filosofica) abbinate a quelle del passato, hanno rivoluzionato il
nostro modo di pensare e di agire. Interventi più o meno leciti
sull'ambiente e sull'uomo da parte dello stesso hanno reso il nostro futuro
più incerto, mettendoci a confronto con problematiche nuove e a volte
difficilmente risolvibili; il ruolo della persona ed il concetto di anima
sono messe in seria discussione, relegando le stesse ad oggetti
sacrificabili sull'altare della globalizzazione e a luoghi di confronto fra
i vari saperi; la sacralità della vita sembra avere lasciato il posto alla
massiccia ondata degli interessi egoistici personali, come a volere indicare
che il denaro, anche in casi estremi, riferito al bene più prezioso che
possediamo, può essere comprato: tutto ha un prezzo.

La cultura vaisnava è consapevole e prende atto che sulla Terra esistono
problemi gravi di vasta portata sociale: l'ingegneria genetica, la
ricombinazione del DNA, la clonazione, l'aborto, il traffico degli organi,
la contraccezione, l'eutanasia, l'uso di psicofarmaci, le droghe, la
massiccia e reiterata uccisione di animali per il proprio uso e consumo come
fonte di piacere, la contaminazione e il degrado della biosfera, i problemi
di giustizia sociale di distribuzione delle risorse sanitarie e quelle
relative al cibo, la dimenticanza di Dio, in virtù di una propria e
personale visione, libera da obblighi religiosi o spirituali; ecc.

Queste aberrazioni riguardano l'umanità intera e la cultura vaisnava è in
grado di indicare la soluzione per uscire da questo tunnel e può essere
seguita solo con l'applicazione pratica dei principi universali in essa
contenute. L'indicazione a seguire questi principi universali è dettata
dall'esigenza, perché mai come in questo momento l'uomo ha conosciuto una
potenza manipolatrice così grande: l'uomo interviene sull'uomo, decide del
suo e dell'altrui destino, non tenendo conto in primis che la vita viene
data e tolta solo da Dio e da nessun altro. Per l'uomo è diventata solo una
questione di potere, in quanto questo potere sulla vita gli viene dato dal
sapere acquisito sulla vita stessa.

Egli demanda alle sue creazioni il risolvimento dei suoi problemi, ben
sapendo che solo lui, in prima persona, può chiarirli. Se l'uomo non
riuscirà a guardare dentro di sé e ad ottenere la pace dentro di sé, ad
essere introspettivo, a capire che la sfrenata gratificazione dei sensi
porta a ricercare fuori di sé quello che ciascuno dovrebbe trovare dentro di
sé, allora il raggiungimento della pace collettiva non resterà nient'altro
che un sogno vano e tutto ciò imprimerà accelerazioni vertiginose alla
società attuale. Il capire che siamo valore, unici e preziosi, proprio come
lo è Dio, ed in relazione a Dio, ci permette di comprendere che anche
l'ambiente, le persone, gli animali, la natura in generale sono valore.

Mai come oggi, assistiamo ad un forte rigoglio nel campo dell'etica, perchè
l'uomo di buon senso, sente la necessità di dotarsi di strumenti adatti a
fare fronte a questa assoluta mancanza di regole [1]. I fatti però, sembrano
dimostrare una realtà diversa e prendere la direzione opposta. Ogni scienza
sembra si sia dotata di una propria linea di condotta etica chiudendosi a
riccio, non esiste collaborazione, coralità di intenti fra le varie scienze,
ponendo sé stesse non come mezzo conoscitivo, ma come fine assoluto. Le
scienze biologiche hanno smarrito la via della verità perché mettono al
primo posto sé stesse invece che la persona.

Esse promuovono una linea di condotta che non tiene minimamente in
considerazione chi, come l'uomo, dovrebbe esserne il beneficiario e
apologeticamente si pubblicizzano come unica verità, rischiando di mettere
in serio pericolo l'esistenza umana invece che aiutarla. I cibi transgenici,
le ricerche neurologiche, il riduzionismo scientista, ecc., hanno alimentato
ulteriore disagio in chi precedentemente credeva che la scienza fosse la
soluzione a tutti i mali. È chiaro che il progresso è diventato un mondo a
parte ed estraneo all'uomo che oggi si sente impotente, schiavo delle sue
stesse manipolazioni, dando persino l'impressione che si stia prendendo cura
di tutto ciò che lo circonda meno che di sé stesso, mentre tratta la sua
persona come cosa estranea a sé, come se fosse votata all'autolesionismo.

Oggi non esiste più concertazione fra il particolarismo e l'universalismo
etico; la singolarità, l'individuo e la folle rincorsa alla gratificazione
dei sensi, al raggiungimento dei propri fini a tutti i costi, a un
impersonalismo imperante, la non coesione con tutto ciò che circonda la
persona e la dicotomia fra pensiero e azione hanno portato l'uomo a gestire
in proprio ed in base alla propria coscienza cosa è bene e cosa è male. Ma
noi sappiamo che oltre la coscienza, qualità eterna ed innata dell'anima,
esiste una coscienza morale che si forma a contatto con la materia e che è
ragione pratica. Essa si forma con l'esperienza della vita, azioni che per
un singolo individuo sembrano giuste in quel determinato tempo, luogo e
circostanza, non possono esserlo per altri.

L'atto morale ha un suo equilibrio, un proprio valore che deve realizzarsi
in un contesto , non solo per la persona congeniale, ma deve servire come
esempio anche per gli altri, l'atto stesso deve potere giustificare la
propria significanza, che è quello di portare il bene alla persona, per
poterla completare nella sua evoluzione spirituale, responsabilizzare;
altrimenti è un atto sprecato. Ed è in base a questo grande spreco, che è
appunto la vita come la intendiamo oggi, che tutto diventa relativo, non
esistono più certezze; le fondamenta, le basi armoniche su cui devono
poggiare le regole etiche fra il particolarismo e l'universalismo, sembrano
sparite nel nulla. L'esigenza dell'uomo è quella di trovare scienze che lo
comprendano, lo valutino per quello che è, lo seguano nel difficile compito
della vita, lo consiglino, lo curino senza pensarlo come ad una cavia da
laboratorio, lo innalzino e lo rispettino come creatura di Dio.

L'uomo è il centro, il fulcro della società e non tenerlo in debita
considerazione aumenta in modo esponenziale il fallimento di chi si produce
in sforzi senza conoscere la sua materia di studio: l'uomo. Così come la
scienza, allo stesso modo la religione, per non rischiare d'incorrere in
manie di onnipotenza, deve mettersi al servizio della persona e con i suoi
enunciati e i suoi principi religiosi scuotere dal torpore l'anima, per
farle comprendere la relazione che la unisce a Dio. La cultura vaisnava
intende con i suoi enunciati (non solo relegabili alla cultura indiana e
alla religione induista e per questo universali) rendere edotte le persone
dei suoi principi e farne dono a tutta l'umanità, per contrastare in modo
massiccio l'avanzare dell'irreligiosità e la perdita dei valori etici,
morali e deontologici.

L'uomo è molto più importante della religione e della scienza messe insieme,
e se esse non volgono il loro proprio sguardo verso Dio diventano nelle loro
esposizioni, fuorvianti, perché mancano il loro obiettivo. Nella cultura
vedica non esiste dicotomia fra scienza e spiritualità, tutte due concorrono
con le loro conoscenze al fine ultimo (conoscere Dio) perché esse sono
realtà, facce diverse della stessa medaglia.


[1] Toudam Damodara Singh, Seven Nobel Laureates on Science and
Spirituality, Bhaktivedanta Institute, Calcutta 2004, pp. 14-15, (tra. It.)
“L'etica è la qualità più buona della vita umana da cui le azioni umane
possono essere giudicate. Gli argomenti morali sono sempre stati
strettamente connessi con le tradizioni religiose. D'altra parte, i valori
etici sono sempre stati seriamente considerati come una parte della scienza.
Fondamentalmente ciò è dovuto all'enfasi sull'obiettività, sul riduzionismo
e sul materialismo nella scienza. Noi tutti siamo consapevoli che sebbene i
recenti avanzamenti nella scienza e nella tecnologia abbiano portato enormi
benefici all'umanità, essi hanno anche fatto sorgere sempre più le
preoccupazioni etiche. I valori etici non sono stati capaci di andare al
passo dello sviluppo esplosivo della scienza e della tecnologia. Questa
tendenza è una minaccia seria per l'umanità. Così c'è un importante bisogno
di generare delle indicazioni etiche nella nostra ricerca scientifica,
specialmente nei campi della bio-ingegneria e della bio-tecnologia. Gli
argomenti etici di oggi sono diventati un punto d'incontro tra la scienza e
la religione. Un'unione della scienza e della religione porterà una
giustizia più universale sugli argomenti etici nelle azioni umane accelerate
dal progresso scientifico. Molti problemi etici sono stati generati nella
scienza medica che implica argomenti legali, sociali e spirituali come i
trapianti di organi, l'eutanasia, l'aborto, i bambini in provetta, la
clonazione, ecc.molte persone preoccupate concordano che in ogni campo
dell'attività umana uno ‘standard' etico è essenziale per una vita piena di
significato. La signora Betty Williams, il professor Richard Ernst e il
professor Charles Townes nei loro articoli descrivono l'importanza degli
argomenti etici, come terreno comune per la scienza e per la religione”.



(Tratto da Movimento ISKCON)

#8030 Da: <amadeusoft@...>
Data: Sab 31 Dic 2005 11:36 am
Oggetto: Video-dipendenza
amadeusoft@...
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Video-dipendenza

redazione ECplanet.net

Gli appassionati di videogiochi lo sanno bene: alcuni titoli provocano
dipendenza, assuefazione. E basta una sessione di Tetris per portarsi dietro
per tutto il resto della giornata fantasie di incastro. Ebbene, alcuni
ricercatori della Charité University Medicine di Berlino hanno iniziato ad
indagare sulla dipendenza patologica dai videogame, e sui suoi effetti
collaterali.

La prima conferma sperimentale è che giocare di continuo provoca anche una
dipendenza fisica. Con le dovute proporzioni, dicono gli scienziati, i
meccanismi ricordano da vicino quelli innestati da numerosi stupefacenti,
dove l'esperienza deviante diventa il primo cardine della successiva
dipendenza chimica. “Abbiamo già numerosi pazienti e famiglie che ci
chiedono aiuto”, ha dichiarato Sabine Grüsser, ricercatrice presso
l'Università tedesca.

Nelle persone che stanno per cadere nella dipendenza è come se scattasse un
meccanismo di associazione fra il reale e il gioco. Oggetti o immagini che
normalmente non provocano alcun tipo di reazione, iniziano a stimolare
sensazioni e pensieri legati al gioco. Un po' come accadrebbe ad un
consumatore di crack, ha spiegato Grüsser, che dà un valore particolare, o
associa una sensazione, al luogo dove abitualmente consuma quella sostanza o
a fatti ed elementi che glielo ricordano. Anche una volta uscito dal
  “tunnel” - afferma la ricercatrice tedesca - il contatto con questi
ambienti sarà sempre in grado di riaccendere il desiderio deviante.

L'obiettivo dello studio, ancora in pieno svolgimento, è proprio quello di
comprendere se nel videogaming si attivi o meno lo stesso interruttore. Uno
degli ultimi test sembrerebbe aver confermato questa teoria. Grüsser e il
suo collega Ralf Thalemann hanno selezionato 15 ventenni che hanno ammesso
di avere una dipendenza da videogioco, ovvero hanno confermato che la loro
passione ha ridimensionato per importanza altri aspetti del quotidiano come
il lavoro e la socializzazione. Poi hanno scelto altri 15 ventenni
appassionati, ma con una vita assolutamente normale.

Mostrando ad entrambi i gruppi delle immagini simboliche e chiedendo quali
fossero le sensazioni conseguenti, i ricercatori hanno riscontrato reazioni
assolutamente nella norma. Con la proiezione di immagini di videogiochi il
primo gruppo ha iniziato a dare segni di desiderio, dichiarando di sentire
il bisogno di giocare, e esprimendo la convinzione che se gli fosse stato
permesso si sarebbero sentiti meglio.

In un altro test, dove sono stati utilizzati dispositivi in grado di
misurare la risposta dei muscoli dell'occhio, si è riscontrato che di fronte
ad immagini di videogiochi il primo gruppo non mostrava mai reazioni
incontrollate. Insomma, i ricercatori hanno potuto confermare che gli
hard-core gamer con assuefazione sono meno impressionabili, o comunque meno
sensibili a visioni inattese. “È come se l'attivazione del sistema che fa
entrare in circolo la dopamina fosse legata solo ad alcuni particolari
stimoli, come avviene in tutte le dipendenze”, ha aggiunto Grüsser.

Maressa Hecht Orzack, fondatrice del servizio assistenza “dipendenze da
computer” del McLean Hospital di Boston, concorda che si tratti di una
assuefazione simile alle altre più comuni. “Il problema è che non ci si può
semplicemente astenere dall'utilizzo dei computer, ormai sono parte
integrante della nostra vita. Bisogna affrontare il problema come i
disordini nell'alimentazione”, ha spiegato Orzaci. Sebbene la convinzione
comune è che i videogiochi non creino dipendenza come le droghe o il gioco
d'azzardo, numerose organizzazioni come Online Gamers Anonymous e EverQuest
Widows hanno iniziato da tempo a porsi il problema, creando forum per almeno
discutere della questione.

Nel settembre scorso in Oriente sono esplosi casi estremi di dipendenza da
videogioco che hanno sconcertato l'opinione pubblica (nella Corea del Sud,
un ragazzo di 28 anni è deceduto per attacco cardiaco dopo aver giocato
incessantemente per 50 ore a StarCraft, un videogioco strategico-spaziale di
grande successo, limitandosi a lasciare la postazione di gioco solo per
qualche sonnellino e il bagno). Tanto da far decidere ai Governi di
Giappone, Corea e Taiwan - e alcune aziende locali - di rispondere con
specifiche iniziative volte al contenimento del fenomeno.

Ma non stupisce gli osservatori che siano i più giovani ad essere
tendenzialmente vittima di una qualche forma di dipendenza videludica. “Il
problema - sostiene un portavoce di Online Gamers Anonymous - è che in
giovane età il controllo di queste passioni può risultare particolarmente
difficile, con spiacevoli effetti collaterali sul quotidiano. Non è
certamente il caso di fare dell'allarmismo, ma certamente esiste il
problema, o forse bisognerebbe dire il rischio, che il piacere di
abbandonarsi ad una lunga sessione di videogioco si possa trasformare in
dipendenza”.

Istituzioni correlate all'articolo:

Charité Universitätsmedizin Berlin

McLean Hospital, a psychiatric hospital

OLG-Anon

#8029 Da: <amadeux@...>
Data: Sab 31 Dic 2005 11:35 am
Oggetto: Precetti per una vita felice 6
amadeux@...
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Precetti per una vita felice 6


di Dugpa Rimpoce



- Precetti per una vita felice - 6a parte (L'infanzia)

Oscar Mondadori (1a edizione Piccola Biblioteca Oscar giugno 1997 - Lire
9.000)



  L'infanzia (31precetti)

1. Non tradire mai l'infanzia. E' come una miniera di oro sotto il cumulo
dei tuoi problemi e delle tue angosce. Un sole che non si spegne mai.

2. Di fronte a tutto quello che ti succede, comportati come il guerriero
lucido che combatte l'ostacolo e come il bambino stupito che scopre il
mondo.

3. Se vuoi lottare contro l'inquietudine e la stanchezza guarda i bambini.
Essi sono la spontaneita', la sincerita', l'innocenza che tu hai perduto.
Lascia il tuo ruolo di adulto, impara a partecipare ai loro giochi, a vivere
le loro emozioni. Vedrai i tuoi occhi illuminarsi e le cose diventare nuove.

4. Pensa allo spirito dell'infanzia - che e' cosa ben diversa
dall'infantilismo - come a un maestro, a una guida acuta, a una fonte
risanatrice. Devi  ritrovare l'infanzia, come un cieco che riacquisti la
vista.

5. In certi giorni consacrati ai bambini, con tutto te stesso. Ritorna
quello che sei stato e la vita ti apparira' come una grande, bella
avventura: con le sue sfide, le sue magie, i suoi colori brillanti. Immpara
di nuovo a  vivere.

6. Quando osservi un bambino, cerca di capire quello che sente dentro di se
', di condividere i suoi sogni e i suoi giochi. Risveglia in te lo spirito
dell'infanzia. Questa esperienza umana procura una grande gioia, un
altissimo senso di liberta'. Ritroverai il coraggio di vivere, il desiderio
di amare, di scoprire.

7. Se vuoi progredire impara a lasciar perdere spesso gli affanni e il
frastuono del mondo. Riavvicinati ai bambini. Torna a essere uno che
passeggia.

  8. Non esitare a giocare con i bambini, inginocchiato sul pavimento di una
stanza, in mezzo ai soldatini schierati a ai bei libri rossi e dorati.
Ritrova il cavallo di fuoco delle leggende, il dragone da combattere, il
paese  delle nevi, le principesse misteriose. Questa felice disposizione del
cuore conserva il miracolo e impedisce l'avvizzirsi, il rinsecchirsi del
corpo,  le malattie dell'adulto.

9. Abbi fiducia nei bambini, ascoltali, impara a condividere la loro vita
interiore. Nelle difficolta' ti daranno ali da gigante.

10. Lo spirito dell'infanzia mette il cielo nelle tue azioni.

11. Lo spirito dell'infanzia e' una continua celebrazione della vita, una
fonte di gioia costante. Ci libera dai pesi, dalle cattive abitudini che ci
rendono tristi e infelici, dalla crudelta' e dalla violenza del mondo. Non
siamo piu' divisi, separati. Lo spirito dell'infanzia ci restituisce l'amore
nella sua pienezza.

12. Non perdere lo sguardo dell'infanzia. Se nostalgie o rimpianti ti
ossessionano nei sogni non cacciarli. I ricordi piu' belli sono come luci
tremolanti, come un raggio di sole che penetra nel sottobosco. Questa
emozione e' fatta del cristallo piu' puro, di luce pura. Nelle prove della
vita cammina con lei. E' lo spirito protettore che ti accompagna.

13. Lo spirito dell'infanzia ci avvicina agli altri liberamente, senza
timori. Anche loro appartengono alla stessa luce splendente. Vengono
dall'infanzia e come noi, soffrono per l'esilio e la separazione.

14. Lo spirito dell'infanzia non si nasconde. In ogni momento, e' una
scommessa sulla vita. Come il fuoco, il suo entusiasmo si propaga: trasforma
il  mondo.

15. Non dimenticare mai la parte d'infanzia che e' in te se vuoi conservare
una luce al di sopra della tua vita.

16. Nelle difficolta' della vita impara a ridere e a sorridere. Ritrova in
te lo spirito della bella estate, il guardiano delle fonti, colui che fa i
miracoli. Lo spirito dell'infanzia addolcisce le tristezze e riporta le luci
della Festa. Libera il mondo e gli restituisce la profondita' del cielo.

17. Lo spirito dell'infanzia ci rende ricchi in eterno.

18. Proteggi il bambino. Sta' vicino a lui come un servitore, un protettore
, un guardiano sacro. Con la sua semplice presenza rendera' piu' nobile la
tua vita.

19. Impara a commuoverti di fronte allo spettacolo del mondo. Contempla le
bellezze della natura, dal filo d'erba alla stella piu' lontana. Libero da
orgoglio e aggressivita', partecipi alla gioia del mondo, alla sua creazione
perenne.

20. Lo spirito dell'infanzia non e' un periodo della tua vita passata che
non tornera' piu', ma un modo di essere, una qualita' del cuore che fa
risplendere il mondo.

21. Le tue emozioni siano sempre nuove. Illuminato dall'infanzia, anche il
piu' breve istante della vita e' un dono meraviglioso, una fonte di gioia
infinita.

22. Coltiva lo spirito dell'infanzia al di la' delle lacrime e delle prove
quotidiane. Fara' fiorire la tua vita e ti rendera' libero.

23. Quando nuvole nere si addensano sulla tua vita, ignorale e ritorna allo=
spirito dell'infanzia Abbandona le resistenze, le paure, le angosce, che si
fondano sull'illusione e sull'agitazione dello spirito. Chiudi gli occhi  e
ritrova in te stesso la calma di un mattino di primavera.

24. Riporta la luce, dissipa l'oscurita': puoi farlo.

25. Nelle prove piu' difficili, di fronte alle aggressioni quotidiane, usa
lo spirito dell'infanzia come uno scudo di cristallo. E' una delle armi del
guerriero spirituale. Questi non risponde alla violenza con l'aggressione.
La sua natura e' ben piu' sottile. Riflette e rimanda indietro la luce.

26. Quando ero monaco a Shigatse, ho visto giocare i bamini della valle
del=lo Tsangpo; poi ho conosciuto i bambini delle grandi citta': di Dehli,
Londra o Dharamsala. I loro giochi, le loro costruzioni non guardano ne' al
passato, ne' al futuro. Hanno un solo scopo, un solo obiettivo: raggiungere
il puro diamante dell'istante.

27. Come il bambino, il saggio e' colui che si stupisce di tutto.

28. Il bambino sta a riva e guarda il tempo che scorre. Quello che e'
successo o quello che gli succedera', poco importa. Non ha che un desiderio:
realizzare i suoi sogni qui e ora.

29. Lo spirito dell'infanzia non conosce l'odio, le frustrazioni, i rancori
. Sta nudo e immenso davanti all'universo. Esige una risposta all'alteza dei
suoi sogni. Chiede un miracolo che si rinnovi ogni giorno.

30. I bambini giocano come le fonti, i riflessi del sole, il vagare delle
nuvole. A te manca questa luce intensa, che libera l'anima e rende leggero
il corpo. Ritrova questo senso di pienezza in tutte le tue azioni, e la tua
vita cambiera'.

31. L'infanzia e' quella parte di etenita' perduta che ci tormenta.

#8028 Da: <fioripel@...>
Data: Ven 30 Dic 2005 10:43 pm
Oggetto: Felice anno nuovo
fiorindopell...
Offline Offline
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Innanzi tutto felice Anno Nuovo .
Adesso arriva la parte più interessante ma come mio solito piena di domande e
dubbi,Allorché voi direte ma come facciamo a sopportare questo iscritto ?
come possiamo eliminarlo fisicamente ? :-)
ok scherzi a parte,sto leggendo un libro Titolo:La Nuova Visione Del Mondo
Autore:Eaco Cogliani & altri
Editore: Alba Magica
non potendo trattare un intero manoscritto in una mail sarò
conciso quanto più mi è possibile.
L'argomento trattato è quello che generalmente viene denominato : la New Age ,
osservata
da varie angolazioni, si parla quindi di Fisica Quantistica,Reiki,Psicologia
Junghiana
Meditazione e altro.
E' chiaro nell'intenzione dell'autore evidenziare come l'intera umanità
si trovi di fronte ad una svolta epocale ,senza entrare in dettagli i vecchi
sistemi
economici,politici,religiosi,scientifici sopratutto dell'occidente non sono
in grado di soddisfare i bisogni Sia materiali,eccessivo sfruttamento delle
risorse naturali,Sia sociali , qualità della vita sempre meno appetibile e
competizione ai massimi livelli per arrivare dove?
Sia di comprensione, la "realtà" ci insegna che siamo tutti interconnessi
noi uomini,la natura vivente e non con  l'intero Cosmo.
Sia spirituali, oggi giorno l'essere umano cerca un contatto con il Divino che
le
Religioni "tradizionali" o forse meglio dire
"Cristallizzate in Dogmi" non riescono a fornire come invece
Meditazione Yoga e altre discipline
con sapere antico ma rinnovato nel contesto del tempo storico in cui viviamo
possono  farci percepire il
divino che c'è in noi o forse
L'umano che c'è in Dio.
Tratto dal libro stesso:

E'la a vita che,a poco a poco,caso per caso ci permette di notare come
quello che è maggiormente importante per il nostro cuore
o per il nostro spirito non sia
insegnato dal ragionamento ma da altri poteri.
E allora l'intelligenza stessa
rendendosi conto della superiorità di questi,abdica ragionatamente
di fronte a loro
e accetta di diventare collaboratrice e serva.
E' la fede sperimentale
Marcel Proust


Bene senza dilungarmi troppo
sembra che questa svolta abbia bisogno di due condizioni:
La prima è che si raggiunga una certa "Massa Critica" di persone
con una consapevolezza migliore per avviare un processo d'inversione e
purificazione dell'intera umanità.
Non è chiaro all'autore quante debbano essere e quale sia il livello minimo
di consapevolezza o illuminazione da possedere.
La seconda e che i gruppi che utilizzano ciò che il testo definisce
Drammi di Controllo ossia una  "recita" che riproduce in ognuno di  noi
i comportamenti acquisiti dall'ambiente familiare,sociale si perpetua
a livello macroscopico in lotte di potere , guerre , Multinazionali
per cui il profitto va a scapito dell'etica e del valore umano insomma il
Mondo cosi come oggi continua ad essere, invece delle clave usiamo armi
termonucleari,
cerchiamo di intervenire sulla natura in modo irriverente con l'ingegneria
genetica e per semplificare al massimo come sono solito dire"la Tecnologia
asservisce l'uomo è il braccio armato dell'Economia ( intesa come massimo
profitto qualsiasi sia il prezzo da pagare
anche fosse il sacrificio di vite umane se necessario )ed essa è la Religione di
Satana "
Bene giusto per non rovinare il nuovo anno mi sembra che la prima condizione
si sia o stia avverando,grazie anche al gruppo SUBLIMEN per citare un esempio ,
ma non la seconda,metto per inciso che nemmeno io sono libero dai Drammi di
Controllo, come molti, sono per metà Demone per metà Angelo
Grazie ai gruppi come il vostro cerco di potenziare la parte angelica
,divina,Cosmica
ma sono stanco,stanco delle guerre dei soliti mali che affligono il Mondo
inquinano il Cosmo
smembrano lo spirito sono stanco dell'Inferno.... e basta!
Sia per me che per il Pianeta Terra o Gaia almeno
cosa posso fare come posso iniziare a dare il mio contributo?
Accetto critiche, suggerimenti,e tutto per salvarmi e salvare tutti visto
che in fondo siamo un unico immenso organismo Noi gli Animali i Vegetali i
Minerali gli Atomi e le Galassie.
Mi auguro che il 2006 d.c sia l'inizio della nuova era,visto che il libro è
stato pubblicato nel 2000 , sempre d.c.


vi rinnovo gli auguri Di BUON ANNO NUOVO ma NUOVO non facciamo scherzi. :-)
Fiorindo
fioripel@...







[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#8027 Da: <amadeus@...>
Data: Ven 30 Dic 2005 10:33 am
Oggetto: Aree cerebrali della lucentezza
amadeus@...
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Aree cerebrali della lucentezza

redazione ECplanet.net

I ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele hanno individuato
quali aree del cervello si attivano per valutare la brillantezza di un
oggetto grazie allo studio del meccanismo di un’illusione ottica e alla
risonanza magnetica funzionale

È capitato a tutti di essere colpiti dalla luminosità della luna piena, solo
ora, però, grazie a una ricerca dell’Università Vita-Salute San Raffaele,
sono state scoperte quali aree del cervello ci permettano di capire se e
quanto un oggetto sia luminoso e, quindi, di renderci conto di quanto sia
brillante la luna nel cielo notturno. Si tratta di un importante passo
avanti nel tentativo di disegnare una “mappa” del cervello che potrebbe
permetterci di capire l’origine di problemi di alcune funzioni cerebrali. Lo
studio, condotto dai ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele in
collaborazione la Scuola Superiore Normale, l’Istituto Stella Maris e il CNR
di Pisa, verrà pubblicato domani sul numero di settembre di Neuron, una
delle più importanti riviste di neuroscienze.

Grazie a uno scanner per la risonanza magnetica funzionale i ricercatori
hanno potuto osservare quali aree del cervello dei soggetti si attivassero
quando venivano presentate loro immagini con un particolare tipo di
illusione ottica – un'illusione nota da tempo che spinge l'occhio umano a
vedere un’immagine più brillante dello sfondo su cui si trova pur avendo la
stessa identica luminosità - e quali entrassero in funzione quando veniva
sottoposta loro la stessa immagine priva, però, di questa illusione.

Il meccanismo dell'illusione ottica è molto semplice: immaginiamo di avere
una rappresentazione stilizzata della luna, rappresentata come una semplice
circonferenza. L'immagine ha lo stesso colore, la stessa luminosità e lo
stesso contrasto dello sfondo su cui si trova. Il contorno della luna è
rappresentato solo attraverso una zona di colore più chiara all'interno e
una zona più scura all'esterno. Qui l'inganno per il nostro cervello:
l'immagine della luna, proprio a causa di questo bordo, viene percepita più
luminosa rispetto allo sfondo che pure è esattamente dello stesso colore.
L'illusione può essere addirittura invertita: se il bordo chiaro viene posto
all'esterno e quello scuro all'interno la figura sembrerà meno brillante
rispetto allo sfondo, quasi una luna “nera”. Se poi i due bordi, quello più
chiaro e quello più scuro, vengono sostituiti, per esempio, da una semplice
linea l'illusione scompare facendo apparire la luna per come è, cioè dello
stesso colore dello sfondo.

I ricercatori dell'Università Vita-Salute San Raffaele hanno presentato nel
corso dell'esperimento due versioni della stessa immagini ai soggetti,
alternando quella dove l'illusione ottica era presente a quella dove invece
era assente. Le immagini dell'attività cerebrale ricavate dalla risonanza
magnetica hanno mostrato che le aree del cervello attivate dalle due
versioni dell'immagine erano le stesse, fatta eccezione, però, per due aree
della corteccia che entravano in gioco solo quando era presente l'illusione
ottica. Questa la novità dello studio: se l'illusione ottica falsa la nostra
capacità di valutare il chiaro-scuro, allora va attribuita a queste aree
cerebrali questa specifica funzione. Si tratta inoltre di un’interessante
conferma della teoria che immagina il nostro cervello organizzato in moduli,
dotati ognuno di una specifica funzione.

“Il mondo visivo, così come viene elaborato dal nostro cervello” -
sottolinea Maria Concetta Morrone, docente di psicologia fisiologica
avanzata presso la facoltà di Psicologia dell'Università Vita-Salute San
Raffaele e uno degli autori della ricerca – “è molto diverso da quello
fisico. Una consapevolezza che non è nuova: quest'illusione ottica era
infatti già nota agli artisti cinesi sin dal XIII secolo la utilizzavano con
efficacia per dare maggiore risalto alle figure rappresentate sulle
ceramiche. Solo oggi, però, siamo riusciti a capire grazie alla risonanza
magnetica funzionale dove sia il ‘trucco’ e quali aree del cervello vengano
‘ingannate’.”

Lo studio è stato possibile grazie a finanziamenti del Miur (Ministero dell’
Educazione, Università e Ricerca).

Fonte: Università Vita-Salute San Raffaele

Studio pubblicato su Neuron, settembre 2005

Neuronal mechanisms for illusory brightness perception in humans

Andrea Perna (1, 2), Michela Tosetti (3), Domenico Montanaro (4), Maria
Concetta Morrone (2,5)

(1) Scuola Normale Superiore, piazza dei Cavalieri 7, 56100 Pisa
(2) Istituto di Neuroscienze CNR, via Moruzzi 1, 56127 Pisa
(3) Istituto Scientifico Stella Maris, Calambrone, 56100 Pisa
(4) Istituto di Fisiologia Clinica CNR-CREAS, via Moruzzi 1, 56127 Pisa
(5) Università Vita-Salute San Raffaele, via Olgettina 58, 20132 Milano

#8026 Da: <amadeusoft@...>
Data: Ven 30 Dic 2005 10:34 am
Oggetto: Progesterex, la pillola che ti sterilizza!
amadeusoft@...
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Progesterex, la pillola che ti sterilizza!

by Paolo Attivissimo

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di
"trepertre", "max.piemonts" e "cino63".

Dopo le prime sporadiche segnalazioni nei giorni scorsi, sta
prendendo a circolare freneticamente questo nuovo allarme per una
presunta pillola in grado di sterilizzare una persona e usata, stando
all'appello che gira via e-mail, dagli stupratori, che la
metterebbero di nascosto nelle bibite delle loro vittime.

Il testo dell'appello è pubblicato nel mio blog per i soliti problemi
coi filtri antispam:

http://attivissimo.blogspot.com/2005/12/progesterex-la-pillola-che-
ti.html

Link breve: http://tinyurl.com/bskdr

L'appello descrive un rapimento e stupro ad opera di cinque uomini
che sarebbe avvenuto "sabato 10 settembre" e che avrebbe un dettaglio
particolarmente raccapricciante: alla donna violentata sarebbe stato
somministrato Rohypnol accompagnato da Progesterex, che secondo
l'appello "è una piccola pillola utilizzata essenzialmente per la
sterilizzazione. Questo tipo di droga é utilizzata attualmente dagli
autori degli stupri in pub, discoteche, etc., per violentare e
sterilizzare le loro vittime. Il Progesterex é utilizzato dai
veterinari per sterilizzare animali di grossa taglia." Questo
causerebbe la sterilizzazione permanente della vittima.

Il farmaco sterilizzante verrebbe somministrato sciogliendolo nelle
bevande offerte alla vittima e avrebbe lo scopo di impedire "che la
vittima rimanga incinta in seguito allo stupro; in questo modo,
l'autore dello stupro non si deve preoccupare del fatto che un
eventuale test di paternità possa identificarlo come padre del
bambino, e quindi autore dello stupro stesso."

L'appello è una bufala, e anche piuttosto vecchiotta: l'impagabile
Snopes.com la rintraccia addirittura nel 1999:

http://www.snopes.com/toxins/progest.htm

Non esiste alcun farmaco di nome Progesterex e non esiste alcun
prodotto veterinario che abbia l'effetto descritto di sterilizzazione
immediata e permanente. Tuttavia il consiglio di non lasciare
incustodite le bevande è valido: non per via dell'inesistente
Progesterex, ma per via del Rohypnol, che viene effettivamente usato
dagli stupratori per drogare le proprie prede offrendo loro bevande
contenenti questo farmaco.

Analizzando il messaggio emergono subito i classici ingredienti
dell'appello-bufala: una notizia drammatica, data però senza
precisarne datazione, luogo o fonti (in che anno e in quale città
sarebbe avvenuto il rapimento? Da dove proviene la notizia?), e
l'appello accorato a inoltrare l'allarme a tutti i propri conoscenti.

La drammaticità dell'allarme può far mettere in disparte il buon
senso e quindi non far notare l'ingrediente-bufala decisivo: la tesi
proposta (sterilizzare la vittima per impedire il riconoscimento
dello stupratore tramite il DNA dell'eventuale bambino) non ha senso:
infatti per identificare l'autore di uno stupro non è affatto
indispensabile ricorrere al DNA del bambino concepito e quindi una
sterilizzazione temporanea o permanente sarebbe inutile in questo
senso. Per l'identificazione sono sufficienti le tracce di fluidi
corporei (scusate il giro di parole, ma i filtri antispam sono sempre
in agguato) lasciate dall'aggressore e prelevabili subito dopo la
violenza, anche se lo stupro non conduce a un concepimento.

L'indicazione del pericolo (reale) costituito dal Rohypnol e da altri
farmaci dissolvibili nelle bevande potrebbe far ritenere comunque
utile quest'appello, ma è sempre molto pericoloso far viaggiare
un'informazione vera a cavallo di una falsa: c'è il rischio che chi
scopre quella falsa non creda neppure a quella vera. E' molto meglio
dare un ammonimento fondato, preciso e circostanziato, piuttosto che
condirlo di bugie basate sulla diceria di terza mano.

E' insomma saggio raccomandare a tutti di non perdere d'occhio le
bibite che vengono servite nei locali pubblici, perché i
malintenzionati possono introdurvi droghe, ma senza accompagnare la
raccomandazione con l'allarme-bufala del Progesterex. Chi lo fa
rischia di perdere credibilità e rendere vana la raccomandazione.

Ciao da Paolo.

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2005 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).

#8025 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Ven 30 Dic 2005 10:33 am
Oggetto: IOR, una lunga storia
max@...
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IOR, una lunga storia


di Ferrucci Pinotti dal libro “Poteri Forti”


I legami tra Vaticano e mondo bancario sono un nodo importante dell’intera
vicenda. E per capire le logiche che dominano tutti questi complessi
rapporti non si può prescindere dalle origini dello Ior.
Lo Ior ha come antenato la Commissione Ad pias causas, istituita nel 1887 da
Leone XIII al fine di convertire le offerte dei fedeli in un fondo
facilmente smobilizzabile. La prima riforma delle finanze vaticane risale al
1908, quando su iniziativa di papa Pio X l'istituto assume il nome di
Commissione amministratrice delle Opere di Religione. Ma è solo con Benito
Mussolini che decollano le fortune economiche del Vaticano, in particolare
quando il duce risolve la cosiddetta «questione romana», ossia la decisione
di annettere gran parte delle proprietà pontificie presa nel 1870 dal Regno
d'Italia. Da allora lo Stato garantiva al Vaticano una sovranità limitata e
un sussidio di 3.250.000 lire annue. Ma all'indomani dei Patti Lateranensi
del 1929 l 'Italia, oltre a riconoscere al nuovo Stato denominato «Città del
Vaticano» l'esenzione dalle tasse e dai dazi sulle merci importate,
predispose un risarcimento per i danni finanziari subiti dallo Stato
pontificio in seguito alla fine del potere temporale. L’art. 1 lo
quantificava nella «somma di 750 milioni di lire e di ulteriori azioni di
Stato consolidate al 5 per cento al portatore, per un valore nominale di un
miliardo di lire»[1]

Per gestire questo ingente patrimonio, subito dopo la firma dei Patti
Lateranensi papa Pio XI istituisce l'Amministrazione speciale per le Opere
di Religione, che affida a un laico esperto, l'ingegner Bernardino Nogara,
un abile banchiere proveniente dalla Comit, membro della delegazione che,
dopo la prima guerra mondiale, negoziò il trattato di pace e,
successivamente, delegato alla Banca Commerciale di Istanbul. Grazie alla
sua abilità, Nogara trasforma l'Amministrazione in un impero edilizio,
industriale e finanziario. Le condizioni che il banchiere pose a Pio XI per
accettare l'incarico di gestire il patrimonio del Vaticano erano due: «1.
Qualsiasi investimento che scelgo di fare deve essere completamente libero
da qualsiasi considerazione religiosa o dottrinale; 2. devo essere libero di
investire i fondi del Vaticano in ogni parte del mondo»[2]
Il Papa accettò e si aprì così la strada alle speculazioni monetarie e ad
altre operazioni di mercato nella Borsa valori, compreso l'acquisto di
azioni di società che svolgevano attività in netto contrasto con
l'insegnamento cattolico. «Prodotti come bombe, carri armati, pistole e
contraccettivi potevano essere condannati dal pulpito, ma le azioni che
Nogara comprava aiutarono a riempire le casseforti di San Pietro» commenta
Yallop.[3]

Nogara rilevò l'Italgas, fornitore unico in molte città italiane, e fece
entrare nel consiglio di amministrazione, come rappresentante del Vaticano
nella società, l'avvocato Francesco Pacelli, fratello del cardinale Eugenio
che poco dopo sarà eletto Papa e assumerà il nome di Pio XII. Grazie alla
gestione di Nogara, il Banco di Roma, il Banco di Santo Spirito e la Cassa
di Risparmio di Roma entrarono ben presto nell'ambito dell'influenza del
Vaticano.
Quando acquisiva quote di una società, raramente Nogara entrava nel
consiglio di amministrazione: preferiva affidare quest'incarico a uno dei
suoi uomini di fiducia, tutti appartenenti all’elite vaticana che si
occupava della gestione degli interessi della Chiesa. I tre nipoti di Pio
XII, i principi Carlo, Marcantonio e Giulio Pacelli, ne facevano parte, i
loro nomi cominciarono ad apparire tra quelli degli amministratori di un
elenco sempre più lungo di società. Gli uomini di fiducia della Chiesa erano
presenti dappertutto: industrie tessili, comunicazioni telefoniche,
ferrovie, cemento, elettricità, acqua. Bernardino Nogara sorvegliava ogni
settore che promettesse margini di remunerazione.

Nel 1935, quando Mussolini ebbe bisogno di anni per la campagna d'Etiopia,
una considerevole quantità fu fornita da una fabbrica di munizioni che
Nogara aveva acquisito per il Vaticano. E rendendosi conto, prima di molti
altri, dell'inevitabilità della seconda guerra mondiale, sempre Nogara
cambiò in oro parte del patrimonio Vaticano da lui gestito. Le sue
speculazioni sul mercato dell'oro continuarono per tutto il periodo in cui
fu alla guida dell'amministrazione dei beni del Vaticano.
Il 27 giugno 1942 Pio XII decide di cambiare nome all'Amministrazione
speciale per le Opere di Religione che diventa Istituto per le Opere di
Religione. Nasce così un ente bancario dotato di un'autonoma personalità
giuridica e che si dedicherà non soltanto al compito di raccogliere beni per
la Santa Sede , ma anche a quello di amministrare il denaro e le proprietà
ceduti o affidati all'istituto stesso da persone fisiche o giuridiche per
opere religiose e di carità cristiana.
Il 31 dicembre 1942 il ministro delle Finanze del governo italiano Paolo
Thaon di Revel emise una circolare in cui si affermava che la Santa Sede era
esonerata dal pagare le imposte sui dividendi azionari.

Nogara continuò a lavorare per accrescere le risorse del Vaticano. Furono
rafforzati i legami con diverse banche. Già dai primi del Novecento i
Rothschild di Londra e di Parigi trattavano con il Vaticano, ma con la
gestione Nogara gli affari e i partner bancari aumentarono vertiginosamente:
Credit Suisse, Hambros Bank, Morgan Guarantee Trust, The Bankers Trust di
New York (di cui Nogara si serviva quando voleva comprare e vendere titoli a
Wall Street), Chase Manhattan, Continental Illinois National Bank. E Nogara
assicurò al Vaticano partecipazioni in società che operavano nei settori più
diversi: alimentare, assicurativo, acciaio, meccanica, cemento e beni
immobili. Un susseguirsi di successi finanziari senza precedenti per la
Chiesa cattolica.
Nel 1954 Bernardino Nogara decide di ritirarsi senza tuttavia interrompere
l'attività di consulente finanziario del Vaticano, che continuò fino alla
morte, avvenuta nel 1958. La stampa dedicò poco spazio alla sua scomparsa,
ma il cardinale Francis Spellmann di New York pronunciò per lui un
memorabile epitaffio: «Dopo Gesù Cristo la cosa più grande che è capitata
alla Chiesa cattolica è Bernardino Nogara».[4]
Al geniale banchiere, nel corso della sua lunga attività, venne affiancato
il principe Massimo Spada. Anche lui mostrò lungimiranza e spregiudicatezza
nella gestione degli interessi del Vaticano e si lanciò in varie operazioni,
la maggior parte delle quali - come si è visto - in collaborazione con
Michele Sindona.

Lo Ior, in quanto istituto che opera con modalità proprie, non è mai stato
tenuto a nessun tipo di informativa - né verso i propri clienti, né verso
terzi - né tanto meno a pubblicare un bilancio o un consuntivo sulle proprie
attività. All'epoca del caso Calvi-Ambrosiano, l'istituto doveva rispondere,
in via puramente teorica, a una commissione esterna di cinque cardinali, ma
di fatto gli amministratori si muovevano senza alcun vincolo.
A favore di chi, allora, operava lo Ior? Marcinkus dichiarò che i profitti
erano realizzati «a favore di opere di religione» e che «qualsiasi guadagno
dello Ior è a disposizione del Papa». Ma come osserva Bellavite Pellegrini:
«Con le sue caratteristiche, lo Ior veniva veramente ad assomigliare a un
intermediario che agisce su una piazza off shore»[5]


[1] David Yallop, “In nome di Dio”, Pironti, Napoli, pp.98-100
[2] Ibidem
[3] Ibidem
[4] Ibidem, p.103
[5] Carlo Bellavite Pellegrini, Storia del Banco Ambrosiano, Laterza,
Roma-Bari 2001, p.177

#8024 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Ven 30 Dic 2005 10:32 am
Oggetto: 10 tecniche per imparare a volersi bene
amadeusoft
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10 tecniche per imparare a volersi bene


Tratto da:
LOUISE L. HAY
IL POTERE E' IN TE
AMORE, GIOIA, SERENITA'. SCOPRILI DENTRO DI TE PER VIVERE
IN PERFETTA ARMONIA - ARMENIA EDITORE

------------------

CAPITOLO OTTO

*Tecniche per imparare a volersi bene*

"Quando perdoni e ti liberi della negativita', non solo ti scrolli
di dosso un enorme peso, ma apri anche la porta all'amore.

.................

In questo capitolo illustrero' alcune tecniche per imparare
ad amare se stessi nella speranza di aiutare sia coloro che hanno
  gia' iniziato a farlo, sia coloro che vi si accingono solo ora.

In proposito ho elaborato e divulgato a migliaia di persone il metodo delle
  Dieci fasi.

Amare se stessi e' un'avventura meravigliosa: e' come imparare a volare.
Non perdiamo tempo: impariamo subito!

  Molti di noi, per un motivo o un altro, si disistimano. Dopotutto, amarsi
  non e' semplice: abbiamo tanti di quei cosiddetti "difetti che riteniamo
impossibile  volerci bene. Siamo sempre pronti a subordinare tali sentimenti
a qualcosa,
atteggiamenti questi che estendiamo anche all'amore per il partner.

Eppure non e' possibile amare un'altra persona se non amiamo noi stessi;
per tale motivo, visto che siamo riusciti ad identificare la barriera
che ci siamo costruiti, vediamo di procedere oltre cercando di abbatterle.

*Dieci modi per volersi bene*

Il primo passo e, probabilmente, il piu' importante, e' cessare di
criticarci.

Come gia' considerato nel Capitolo 5, se ci ripetiamo di essere persone
piacevoli indipendentemente da quanto succede nella vita, possiamo
effettuare tutti i cambiamenti necessari per migliorare; solo quando ci
disprezziamo, abbiamo molte difficolta' a realizzare tale obiettivo.

Tutti cambiano: ogni giorno e' un nuovo giorno e le cose che facciamo oggi
sono sempre lievemente diverse da quelle di ieri; la capacita' di
adattamento ai processi della vita e' l'energia che ci permette di
progredire.

Molti, cresciuti in famiglie dominate dalla tensione e dall'ansia, sono
diventate iperresponsabili e ipercritici nei confronti di loro stessi.

Non a caso i messaggi ricevuti nell'infanzia sottolineavano sempre che
c'era qualcosa che non andava in loro. Pensiamo un istante alle parole
che utilizziamo per autorimproverarci:

"..stupido, crudele, incapace, sbadato,
imbecille, antipatico, indegno, disordinato, disonesto.."

  sono le piu' comuni.

Non e' forse vero?

In realta' abbiamo un bisogno disperato di stimarci e
considerarci; quando non ci riusciamo perche' non ci riteniamo all'altezza
siamo abilissimi nel renderci la vita infelice creando malattie e
sofferenze,
rimandando le scelte che ci potrebbero aiutare, maltrattando il nostro corpo
con alcool cibi e droga. Siamo tutti in certo qual modo insicuri perche'
siamo esseri umani e per questo non dobbiamo certo aspirare ad essere
perfetti: se lo facciamo ci sottoponiamo ad una tensione terribile che ci
impedisce di eliminare quanto di negativo esiste in noi e nella nostra vita.

Dobbiamo invece scoprire la nostra creativita', la nostra individualita',
apprezzando le qualita' che ci distinguono dagli altri. Ognuno di noi e'
infatti unico sulla terra e criticandosi non fa altro che svilire la
propria peculiarita'.

2. E' inoltre opportuno smettere di spaventarci: quante volte invece ci
terrorizziamo con i nostri pensieri, rendendo le situazioni peggiori di
quelle che effettivamente sono. Da una mosca creiamo un elefante e con
quest'ottica ci roviniamo l'esistenza aspettandoci sempre il peggio.

Quanti di noi vanno a dormire la sera immaginando i lati piu' turpi della
situazione problematica che stanno vivendo? E' lo stesso atteggiamento
mentale dei bambini che, figurandosi esistano mostri spaventosi sotto il
letto, s'impauriscono e chiamano la mamma e il papa'. Noi siamo adulti e per
tranquillizzarci possiamo agire autonomamente.

Le persone malate si comportano frequentemente in questo modo: vivono
aspettandosi sempre il peggio e arrivando talora anche a organizzare il
proprio
funerale. In realta' non fanno altro che cedere la loro energia
ai media e considerarsi dati statistici.


Spesso adottiamo tale atteggiamento
anche nella vita sociale o affettiva: se qualcuno non ci chiama ,decidiamo
immediatamente che siamo persone abbiette e che non riusciremo a instaurare
altri rapporti sentendoci derelitti e abbandonati.

Altrettanto spesso agiamo cosi' in campo lavorativo: qualcuno ci fa
un'osservazione e iniziamo subito a pensare che verremo licenziati, dando
corso nella nostra mente a pensieri che ci paralizzano. Tali schemi
mentali sono totalmente negativi. Se ci accorgiamo di continuare a
riciclare gli stessi pensieri negativi dobbiamo cercare di trovare
qualcosa di positivo e piacevole con cui sostituirli: l'immagine di un
tramonto, ad esempio; di un fiore, del nostro sport preferito.

Ogniqualvolta ci spaventiamo cambiamo pensiero facendo appello a tali
immagini dicendoci: "No non devi pensarci piu'. Pensero' invece ai
tramonti alle rose, a Parigi, ai ghiacciai, alle cascate..."

Perseverando in questa condotta riusciremo a cancellare ogni
negativita'.

Anche in questo caso tuttavia e' necessario un po' di tempo.

3. Un'altra tecnica efficace e' essere gentili dolci e pazienti con noi
stessi. Oren Arnold scrisse spiritosamente:

"mio Dio prego perche', io
possa diventare paziente. Ma subito!"

La pazienza e' uno strumento
straordinario. Molti di noi tuttavia soffrono se non vedono
immediatamente soddisfatta la propria aspettativa. Non sapendo pazientare
si irritano. Ad esempio, se devono fare la fila, o se restano imbottigliati
nel traffico esigono tutte le risposte e tutti i "contentini"
immediatamente. Troppo spesso tuttavia rendiamo la vita impossibile
agli altri con la nostra impazienza, che, tra l'altro ci impedisce di
apprendere: pretendiamo in sostanza la risposta ai nostri interrogativi
senza voler imparare o fare i passi necessari per raggiungere la meta....

Proviamo a considerare la nostra mente come un giardino. Inizialmente
e' tutto in disordine, pieno di terriccio di rovi e di sassi, di vecchi
alberi da potare; esattamente come noi siamo pieni di odio nei confronti
di noi stessi; di disperazione, rabbia, preoccupazione e paura.

Una volta rimosso tutto quanto risulta deturpante e concimato il terreno
possiamo piantare i semi che porteranno prosperita' e benessere; il sole
e l'acqua che somministriamo li aiuteranno a crescere con amore....
All'inizio non sembra avvengano cambiamenti considerevoli: l'importante
comunque  e' non fermarsi e continuare a curare il  giardino.

Se saremo pazienti, alla fine le piante cresceranno e fioriranno; lo stesso
avviene con la nostra mente. Selezionate i pensieri da "coltivare" dobbiamo
alimentarli con pazienza ,creando in tal modo le esperienze che desideriamo.

  *Tutti commettiamo errori*

E' normale commettere errori quando si impara;
come gia' rilevato, molti di noi sono maniaci del perfezionismo: in questo
modo, tuttavia, non riescono ad apprendere nulla di nuovo perche', se
falliscono nel fare subito bene qualcosa, si avviliscono, non ritenendosi
all'altezza. E' necessario molto tempo per apprendere qualsiasi cosa e
le prime volte che proviamo ad agire non sempre risulta facile. Per
chiarire meglio il concetto vorrei citare un esempio anche se banale:
proviamo a battere le mani. Non c'e' un modo corretto, ne' uno scorretto
per farlo.

Proviamo ed osserviamo quale dei due pollici si trova
sovrapposto all'altro. Battiamole ancora sovrapponendo, pero', questa volta,
l'altro pollice.

  All'inizio potra' sembrare strano o persino sbagliato.

Ripetiamo piu' volte il gesto, alternando i pollici .

Che sensazione abbiamo ora?

Non piu' cosi' strana vero? Ci stiamo abituando alla novita' e, forse,
potremmo imparare a battere le mani in entrambi i modi...

Lo stesso si verifica quando proviamo a fare altra cose in maniera
diversa dal solito: inizialmente ci sembra strano; a mano a mano che
acquisiamo pratica, tuttavia, il nostro modo di agire ci apparira'
normale e spontaneo. Non dobbiamo pretendere di riuscire a volerci
bene profondamente in un solo giorno; ma, possiamo farlo, gradatamente,
giorno dopo giorno. In tale processo gli errori che commettiamo ci
aiutano ad apprendere e a progredire: pertanto, quando sbagliamo,
non dobbiamo punirci, ma considerare l'accaduto come un ulteriore
passo verso il miglioramento.

In molti casi, dopo aver operato a lungo per cambiare, vediamo
affiorare ancora i vecchi problemi, rimanendo stupiti e perplessi di
fronte a cio'. E' importante allora corroborare le nostre convinzioni
evitando di alzare le braccia al cielo, esclamando:"che scopo ha tutto
questo?"

Nella fase di apprendimento dobbiamo essere gentili e dolci
con noi stessi: quando un pensiero negativo si fa strada, va rimosso
come un'erbaccia da un giardino coltivato.


4. E' bene  imparare a essere gentili con la nostra mente: non dobbiamo
odiarci perche' facciamo pensieri negativi. Questi vanno considerati
come un'opportunita' per crescere, piuttosto che un sistema punitivo.

Non dobbiamo nemmeno incolparci per le esperienze negativa vissute;
anch'esse ci aiutano a imparare; essere gentili con noi stessi significa
cessare di punirci, denigrarci e tormentarci.

Il rilassamento puo' essere estremamente utile   tal fine.

Grazie ad esso, infatti, e'  possibile
entrare   contatto con l'Energia Interiore. Quando siamo tesi e
spaventati, viceversa, interrompiamo tale contatto. Per rilassare
mente e corpo sono sufficienti alcuni minuti al giorno,

Respirando profondamente, chiudiamo gli occhi e liberiamo ogni tensione
accumulata.

Espirando e' importante concentrarsi e ripetersi: "Ti voglio bene.
Tutto va bene". In questo modo ci tranquillizzeremo, inviandoci
messaggi che ci aiuteranno a non essere sempre tesi e impauriti nella
vita.

*La  meditazione  quotidiana*

E' a mio avviso essenziale quietare la mente e affidarsi alla saggezza
interiore. La societa' in cui viviamo ha trasformato la meditazione -  una
delle tecniche piu' antiche ed efficaci per conoscere e migliorare se'
stessi -
in qualcosa di strano e di difficilmente realizzabile. Per meditare,
in realta', non dobbiamo fare altro che rilassarci ,ripetendo interiormente
parole -  quali: amore e pace - oppure altri termini ed espressioni
significative
per noi stessi; ad esempio: "Mi voglio bene, mi perdono, sono perdonato" -
rimanendo in ascolto per un po'.

Alcuni  ritengono che per meditare sia necessario smettere di pensare.
Non possiamo, in effetti, arrestare la mente; ma, siamo in grado di
rallentare
il flusso dei pensieri, liberando quelli negativi; in molti casi puo' essere
utile, a   tal fine, annotare questi ultimi su un foglio di carta. Se
riusciamo a
osservare il flusso dei pensieri di paura di rabbia ,di amore,
di rovina, di abbandono, di gioia, senza dar loro importanza, significa
che ci accingiamo a usare saggiamente la nostra energia interiore.

Possiamo meditare in qualsiasi posto e far si' che cio' diventi
un'abitudine.

Meditare significa concentrarci sulla nostra Energia Superiore; creare un
contatto con noi stessi e la nostra saggezza interiore.

Possiamo farlo in vari modi: correndo e passeggiando; per esempio io medito
in giardino, dedicandomi al mantenimento e alla pulizia di quest'ultimo.

*Visualizzare risultati positivi*
.
La visualizzazione e' anch'essa molto importante e puo' essere
effettuata secondo tecniche differenti. Nel suo libro - "Getting Well Again"
(Recuperare la salute) - il dr. Carl Simonton raccomanda numerose
tecniche di visualizzazione, utilizzabili con successo, in particolare
dai malati affetti da cancro. La visualizzazione aiuta a creare
immagini chiare e positive che corroborano le nostre affermazioni;
a questo scopo e' importante che tali immagini siano sempre compatibili
con noi stessi ,altrimenti non hanno alcun effetto.

Una  mia  paziente, ad esempio, visualizzava le cellule killer buone
mentre attaccavano e distruggevano il tumore e, ultimato il processo,
si chiedeva se aveva operato correttamente o meno, dubitando comunque
della sua efficacia. Le domandai se si sentisse lei stessa un killer :
Non sono infatti convinta che sia bene creare conflitti nel nostro corpo.

Le suggerii, pertanto, di cambiare l'immagine, scegliendo, ad esempio,
quella dei raggi solari che sciolgono le cellule malate; o quella di
un mago che, con la bacchetta magica, le trasforma in cellule sane.

Quando ero malata di cancro ero solita visualizzare una corrente
di acqua chiara e fresca che trascinava via dal mio corpo le cellule
tumorali. Non e' mai bene scegliere immagini forti, capaci di turbare
il nostro inconscio.

Se in famiglia qualcuno e' malato non lo aiutiamo certo continuando
a considerarlo tale: proviamo invece a immaginarlo sano, inviandogli
cosi' vibrazioni positive, senza mai dimenticare tuttavia che la
guarigione resta sempre compito suo. Se la persona malata e' aperta e
disponibile e' possibile consigliarle di ascoltare appositi nastri
che aiutano la visualizzazione e la meditazione; in caso contrario
e' bene inviarle semplicemente il nostro amore. La visualizzazione
e' una tecnica che tutti siamo in grado di utilizzare, anche se
scegliamo immagini differenti.

5. La fase successiva' implica imparare a lodare se stessi: le
critiche deprimono il nostro spirito, le lodi lo risollevano.

E' importante riconoscere la nostra Energia la Superiorita' del nostro
Io: siamo tutti espressione dell'Intelligenza Infinita.

Quando ci denigriamo sminuiamo anche l'Energia che ci ha creati.

Dobbiamo ripeterci sempre che siamo persone meravigliose: se lo
facciamo una volta e basta la tecnica non funziona; e' necessario
continuare a farlo anche se solo per un minuto alla volta. Cio' e'
particolarmente efficace quando impariamo qualcosa di nuovo o di diverso e
non ci sentiamo sicuri.

La prima volta che parlai alla Chiesa della Scienza Religiosa
a New York - ricordo  con estrema precisione - ero molto
agitata: era venerdi' e la riunione si teneva a mezzogiorno; i
partecipanti scrivevano le domande a cui avrei dovuto rispondere
su foglietti di carta, che piegavano e raccoglievano in un
cesto.

Presi quindi il cesto portandolo sul palco ed iniziai a
rispondere a tutti gli interrogativi ,effettuando brevi terapie;
quando finii, mi allontanai dal palco dicendomi: "Louise, sei
stata fantastica considerando che e' la prima volta. Tempo
cinque o sei riunioni e sarai una professionista!".

  Non mi denigrai
mai ripetendomi che mi ero dimenticata di dire questo o quello,
poiche' non volevo che la seconda volta diventasse una
esperienza terrificante e angosciante.

Se mi abbatto la prima volta, lo faccio anche la seconda;
finisce cosi' che ho molta paura. Trascorse un paio d'ore dalla
fine della riunione, mi chiesi che cosa potevo migliorare senza,
tuttavia, mai criticarmi. Continuai sempre a lodarmi e a
congratularmi con me stessa e, dopo cinque o sei riunioni,
diventai effettivamente una professionista. Tale metodo puo' essere
applicato in tutti i campi; io continuai ad adottarlo per
prepararmi alle riunioni ottenendo ottimi risultati.

E' importante imparare ad accettare il bene, anche se pensiamo
di non meritarlo. Come descritto in precedenza, il fatto di
credere di non meritare qualcosa di positivo nasce dalla
nostra scarsa disponibilita' ad accettare il bene, atteggiamento
che ci impedisce di ottenere cio' che desideriamo. Come
possiamo considerarci positivamente, se riteniamo di non
meritare nulla di buono?

Pensiamo un istante alle leggi del merito, adottate nella
nostra famiglia: ci sentiamo sufficientemente buoni,
intelligenti, alti, belli o che altro? E per che cosa dobbiamo
vivere? Sappiamo tutti che siamo qui per uno scopo, non certo
per comperare un automobile nuova ogni tre o quattro anni. Che
cosa siamo disposti a fare per realizzare i nostri obiettivi? Siamo
disposti a fare affermazioni e visualizzazioni positive e a
seguire apposite terapie? A perdonare? A meditare? Quanti
sforzi siamo disposti a fare mentalmente per cambiare e migliorare
la nostra esistenza?

6. Volerci bene significa aiutarci. E' sempre bene chiedere
l'aiuto di amici, lasciando che essi ci sostengano: chiedendo
soccorso in caso di necessita' diventiamo infatti piu' forti. Molti
di noi, invece, sono talmente autosufficienti e autarchici che,
psicologicamente, non riescono a chiedere aiuto: invece di
cercare di fare tutto da soli e, poi, arrabbiarci perche' non ne
siamo capaci, rivolgiamoci a chi ci vuole bene.

In molte citta' esistono inoltre associazioni e organizzazioni
che aiutano a risolvere vari problemi: puo' esser utile ricercare
il loro sostegno e, se non si trova cio' che si desidera, e' sempre
possibile fondarne una nuova! Non e' terribile come pensiamo:
basta riunire un paio di amici che hanno lo stesso problema e,
con loro, stabilire alcune direttive: se agiamo con il cuore,
il nostro piccolo gruppo crescera' e la gente ne verra' attratta
come da una calamita. Non e' il caso di preoccuparsi se,
aumentando i partecipanti, lo spazio diminuisce: l'Universo
provvedera' a eliminare anche questa difficolta'. Se non sapete
che cosa fare, scrivetemi e io vi forniro' le istruzioni e i consigli
necessari per aiutarvi l'un l'altro.

Iniziai l'operazione Hay a Los Angeles nel 1985, insieme a
sei malati di aids: all'inizio non sapevamo come agire, come
fronteggiare il problema. In ogni caso dissi loro immediatamente
che non ci saremmo incontrati per dirci l'un l'altro che
tale malattia e' una cosa terribile: questo lo sapevamo gia'.

Cercammo di fare il possibile per sostenerci in maniera positiva;
oggi ci riuniamo ancora, il mercoledi' sera, a West Hollywood
Park e siamo in 200.

E' un gruppo straordinario per i malati di aids, dove ognuno
e' il benvenuto: ci sono persone che vengono da tutte le parti
del mondo per vedere come e' organizzato e che, trovando un
sostegno, ritornano.

Ed e' il gruppo che lo fornisce, non io: tutti i membri danno
un loro contributo, utilizzando le tecniche di visualizzazione e
meditazione, scambiando informazioni su terapie alternative
e sugli ultimi ritrovati della scienza medica.

In fondo alla stanza di riunione vi sono dei tavoli energetici,
dove alcuni partecipanti possono distendersi mentre altri
trasmettono loro energia imponendo le mani o pregando per loro.

Alle riunioni partecipano anche i membri della Scienza della
Mentale, a cui ognuno puo' rivolgersi per consigli e aiuto. Prima
di lasciarci cantiamo e ci abbracciamo: vogliamo che tutti
vadano a casa sentendosi meglio rispetto a quando erano arrivati
e molti, in effetti, ne traggono beneficio per parecchi giorni.

Questo tipo di gruppi e di associazioni rappresenta una
nuova entita' sociale capace di fornire, in un'epoca difficile e
complessa come la nostra, un aiuto prezioso a chi soffre o ha
problemi.

Negli Stati Uniti esistono numerose chiese del
"Nuovo Pensiero" che organizzano riunioni ogni settimana,
molte delle quali vengono indicate nei principali giornali e
riviste. E' in ogni caso importante operare congiuntamente con
gli altri: in questo modo, infatti, riceviamo stimoli ad agire e
ad andare avanti. Le persone che hanno le stesse idee
dovrebbero, a mio avviso, trascorrere regolarmente un po'
di tempo assieme.

Quando lavoriamo congiuntamente, per il medesimo scopo,
utilizziamo il dolore, la confusione, la rabbia non per autocommiserarci,
ma per cercare una soluzione comune ai nostri problemi, per
superare ogni ostacolo e, in certo qual modo, crescere.

Se, da soli, agiamo con dedizione e disciplina, seguendo il
nostro spirito, possiamo ottenere buoni risultati: se pero' operiamo
con la stessa finalita' insieme ad altri, faremo passi da gigante
dal momento che si impara molto da coloro che ci circondano.

Ogni membro del gruppo e' infatti un insegnante; per tali
motivi consiglierei a tutti di unirsi a un gruppo per analizzare e risolvere
i vari problemi.

7. Amare la propria negativita'. La negativita' e' una nostra
creatura, esattamente come noi siamo creature di Dio.

L'intelligenza che ci ha creati non ci odia perche' commettiamo
errori o ci arrabbiamo con i nostri figli: sa, infatti, che facciamo
sempre del nostro meglio e ama tutte le Sue creature, come noi
amiamo le nostre. Tutti facciamo scelte sbagliate: se, tuttavia,
continuiamo ad autopunirci per cio', instauriamo un'abitudine
negativa molto difficile da sradicare.

Continuando a ripetere: "Odio il mio lavoro, la mia casa, la
mia malattia, il mio partner...", potremo avere ben poco di
buono dalla vita.

Indipendentemente dal tipo di situazione negativa in cui ci
ritroviamo dobbiamo renderci conto che esiste una ragione
per cio'.

Il dr. John Harrison, autore del testo "Love Your Disease"
(Ama la tua malattia), sostiene la necessita' di non condannare
un malato perche' deve essere sottoposto a piu' interventi
chirurgici o perche' e' affetto da piu' malattie. Tali malati possono
in realta' congratularsi con loro stessi per aver trovato un
modo di soddisfare i loro bisogni: qualsiasi problema abbiamo,
siamo stati noi a crearlo, nel tentativo di gestire una determinata
situazione. Una volta compreso questo, siamo in grado di
cercare un modo per far fronte alle nostre esigenze.

Talora i malati affetti da cancro o da altre malattie terminali
trovano cosi' difficile dire "no" a una figura dispotica che domina
la loro vita che, per riuscirci, delegano inconsciamente
tale compito a un'entita' chiamata: malattia. Una mia paziente,
avendo compreso che la malattia da lei creata era dovuta al
fatto di non sapere rispondere di no al padre, decise di iniziare
finalmente a vivere per se stessa: inizio' a rispondere "no" e,
superate le difficolta' iniziali, continuo' su questa strada osservando
che, a mano a mano, recuperava la salute.

Qualsiasi siano gli schemi negativi, possiamo imparare a soddisfare
le nostre esigenze in maniera positiva; per tale motivo e'
importante chiederci sempre che cosa ricaviamo da un'esperienza
e se quello che riceviamo e' positivo. Non e' facile rispondere
a dette domande: tuttavia, se vogliamo, veramente guardarci
dentro, ed essere onesti con noi stessi, riusciremo a farlo.

Una volta trovate le risposte, potremo cercare modi migliori
per ottenere lo stesso scopo.

Un altro strumento efficace a nostra disposizione e' lo
humor, capace di aiutarci a liberare la negativita' e di
corroborarci in situazioni problematiche. Nel corso delle riunioni
indotte dall'operazione Hay riserviamo sempre un po' di tempo
per le battute e le barzellette e, talora, invitiamo la "signora sorriso",
un'oratrice che ha una risata contagiosa e che rallegra in tal
modo l'intero pubblico.

Non possiamo prenderci sempre seriamente: il ridere puo'
essere, a volte, di estremo aiuto. Per questo motivo raccomando
di vedere, nei momenti di depressione e di tristezza, le vecchie
comiche, come quelle di Stan Laurel e Oliver Hardi.

Quando lavoravo privatamente cercavo di fare il possibile
per indurre i pazienti a ridere dei loro problemi: se, infatti,
riusciamo a considerare la nostra vita come una "soap opera",
fatta di momenti drammatici, ma anche di momenti allegri,
riusciremo a vedere tutto in un'ottica migliore e a stimolare
il processo di guarigione. Lo humour ci aiuta a distaccarci
dalle esperienze e a valutarle piu' obiettivamente.

8. Curare il nostro corpo. Proviamo a considerare il nostro
corpo come una bellissima casa in cui viviamo per un certo
periodo di tempo e che, per tale motivo, desideriamo
conservare nel miglior stato possibile. E' dunque importante fare
attenzione a cio' che assumiamo: il consumo di droga e alcool  e'
molto diffuso perche' dette sostanze rappresentano il mezzo
piu' comune di evasione. Se le assumiamo, non significa che
siamo persone spregevoli, ma che non abbiamo trovato un
modo positivo per soddisfare i nostri desideri.

La droga in particolare, ci alletta promettendoci gioia e
serenita': ed S vero, in quanto puo' farci sentire meravigliosamente.

Essa tuttavia altera considerevolmente la realta', chiedendoci,
alla fine, un prezzo elevatissimo per quello che ci ha dato:
assumendo droga per un determinato periodo di tempo,
la nostra salute viene seriamente compromessa, al punto che
stiamo quasi sempre male. La droga altera il sistema immunitario,
fatto questo che puo' determinare malattie gravi; inoltre,
dopo un consumo prolungato, induce dipendenza: e' solo in
questa fase che ci chiediamo perche' abbiamo iniziato ad
assumerla. In molti casi la causa della prima volta va ricercata
nell'insistenza di coetanei; ma la dipendenza ha tutt'altre
motivazioni.

Non ho ancora incontrato una persona che, volendosi bene
veramente, sia tossicodipendente. Consumiamo alcool e droga
per evadere dalle frustrazioni generate nell'infanzia, ma
quando il loro effetto svanisce, stiamo peggio di prima e ci
sentiamo profondamente in colpa.

Dobbiamo, invece, renderci conto che e' bene accettare
i nostri sentimenti che, tra l'altro, sono sempre
passeggeri.

Abboffarci di cibo e' un altro modo per nascondere il nostro
amore: se e' vero che esso rappresenta la fonte di vita e di
energia del nostro corpo, lo e' anche il fatto che, molto spesso,
lo utilizziamo per autopunirci diventando obesi.

Viviamo in una societa' di cibo-dipendenti: negli Stati Uniti,
in particolare, la gente, influenzata dalle industrie alimentari
e dalla pubblicita', ha modificato le proprie abitudini ,cibandosi
di prodotti eccessivamente elaborati e seguendo quella che io
definisco "La grande dieta americana". Agli studenti di medicina
non viene nemmeno insegnata la scienza della nutrizione, a
meno che non seguano volontariamente corsi facoltativi: la
medicina scientifica si basa infatti in gran parte su principi
farmacologici e tecniche chirurgiche. Se desideriamo
approfondire lo studio della nutrizione, dobbiamo darci da fare
autonomamente. Essere consapevoli di quello che assumiamo e
degli effetti che il cibo produce nel nostro corpo e' in realta' un
atto di amore nei nostri confronti.

Se, un'ora dopo il pranzo, ci sentiamo assonnati, chiediamocene
il perche': e' infatti possibile che abbiamo assunto alimenti
inadatti per il nostro corpo in quel particolare momento.

Iniziamo a osservare i cibi che ci danno energia e quelli che
  la tolgono, da soli, per tentativi, oppure con l'aiuto di un
esperto in scienza della nutrizione.

A questo proposito e' bene ricordare che cio' che fa bene a
una persona non fa necessariamente bene a un'altra: i nostri
corpi sono infatti differenti. Per tale motivo e' importante
scegliere individualmente il metodo migliore da seguire: una
dieta macrobiotica o quella di Harvey e Marylin Diamond
conosciuta come Fit for Life.

Cerchiamo inoltre di fare un po' di movimento fisico,
scegliendo il tipo di sport che piu' ci piace e ci diverte: molto
spesso ci auto-impediamo di fare cio', poiche' assimiliamo schemi
negativi altrui.

Anche in questo caso dobbiamo perdonarci, cessando di
accumulare rabbia e risentimento in noi stessi: solo cosi'
potremo attuare cambiamenti effettivi. Per eliminare
gli schemi negativi relativi al corpo o alla linea, e' di estrema
utilita' combinare l'esercizio fisico alla ripetizione di
affermazioni positive.

Viviamo in un'epoca in cui vengono elaborate tecnologie
sempre nuove al servizio della scienza medica e della salute e
in cui tecniche terapeutiche antiche, come quelle ayurvediche,
vengono combinate con quelle moderne, come la sonografia.

Le onde sonore possono stimolare quelle cerebrali, accelerando
i processi di apprendimento e di guarigione; sono inoltre in
corso studi che dimostrano la possibilita' di trattare le malattie
modificando mentalmente la struttura del DNA. Personalmente,
credo che, per la fine del secolo, vi saranno sempre maggiori
possibilita' da studiare e da esplorare a fini terapeutici.

9. Per identificare la causa di un problema che ci impedisce
di volerci bene, consiglio di operare sempre di fronte allo
specchio. E' possibile farlo in modi diversi: io ho l'abitudine di
guardarmi allo specchio appena alzata dicendomi: "Ti voglio
bene. Che cosa posso fare per te oggi? Come posso renderti
felice?" Ascolto quindi la mia voce interiore: la risposta arriva
sempre, anche se non necessariamente subito. A volte siamo cosi'
abituati a rimproverarci che non sappiamo come rispondere con
un messaggio di gentilezza e di amore.

Se, durante la giornata, accade qualcosa di spiacevole,
mettiamoci di fronte a uno specchio dicendoci: "Ti voglio bene
comunque". I fatti vanno e vengono, mentre l'amore che proviamo
per noi stessi e' costante. Se succede qualcosa di meraviglioso,
mettiamoci ugualmente di fronte allo specchio esclamando:
"Grazie" e riconoscendo quindi l'efficacia del nostro operato
che ci ha consentito di vivere una bella esperienza.

Guardandoci allo specchio possiamo inoltre perdonare, sia
noi sia gli altri, nonche' parlare agli altri, soprattutto quando
siamo terrorizzati all'idea di farlo a quattr'occhi: in tal modo
eliminiamo vecchi problemi con i genitori, il capo, il medico, i
bambini, il partner, dicendo tutto cio' che altrimenti non oseremmo
dire. L'importante e' tuttavia concludere il discorso chiedendo
il loro amore e la loro approvazione poiche' sono proprio
questi che desideriamo.

Le persone che non riescono a volersi bene sono raramente
disposte a perdonare: i due fenomeni sono infatti correlati.

Quando perdoniamo, liberandoci della negativita' che e' in noi,
non solo ci scrolliamo di dosso un grande peso, ma apriamo
anche la porta all'amore. Ed e' quindi naturale che, fatto cio',
molti esclamino: "Che liberazione!". Il Dr. John Harrison afferma
che, perdonando se stessi e i propri genitori e liberandosi dei
vecchi problemi, si ottengono effetti terapeutici maggiori
che somministrando antibiotici.

Ci vuole molto tempo perche' un bambino cessi di amare i
propri genitori, ma, quando lo fa, ce ne vuole ancor di piu'
perche' riesca a perdonarli. Se non perdoniamo, non ci liberiamo
dei problemi legandoci in tal modo al passato e impedendoci
di vivere nel presente. E se non viviamo nel presente, come
possiamo crearci un futuro radioso? Il ciarpame accumulato
nel passato non fa altro che produrre ciarpame per il futuro.

Fare affermazioni di fronte allo specchio e' utile poiche' ci
consente di capire la verita' della nostra esistenza: se, fatta
un'affermazione, riceviamo subito una risposta negativa come:
"Chi stai prendendo in giro? Non e' vero. Non te lo meriti",
abbiamo un dono prezioso da usare. Non possiamo infatti
effettuare i cambiamenti desiderati finche' non siamo disposti
a valutare cio' che ci lega al passato. Le risposte negative che ci
vengono inviate sono la chiave della liberta': cerchiamo dunque
di trasformarle positivamente dicendoci che ci meritiamo
il bene e che faremo in modo che esperienze positive riempiano
la nostra vita e ripetendo le nuove affermazioni, finche' non
diventino parte integrante della nostra vita.

Ho visto famiglie intere cambiare profondamente anche
quando un suo solo membro ricorreva alla tecnica delle
affermazioni. Numerosi aderenti all'operazione Hay accusano
problemi con i familiari e non hanno assolutamente dialogo con
i genitori: per risolvere tale problema, consiglio loro di ripetere
affermazioni quali: "Ho un dialogo aperto, cordiale e meraviglioso
con ogni membro della mia famiglia, compresa mia madre (padre,
fratello ecc.)".

Inoltre, ogni volta che viene loro in mente la persona o la
famiglia, raccomando di porsi di fronte a uno specchio ripetendo
l'affermazione all'infinito. E' sorprendente vedere come, dopo
tre, sei o nove mesi, i familiari vengano alle riunioni del gruppo.

10. Volersi bene subito, senza aspettare di saperlo fare bene:
l'osservazione che proviamo per noi stessi e' uno schema
abituale. Se, viceversa, riusciamo a essere soddisfatti subito,
ad amarci e ad approvarci, quando arrivera' il bene saremo
gia' pronti ad accettarlo e riviverlo. E, una volta imparato ad
amare noi stessi, potremo iniziare ad amare ed accettare
gli altri.

Non possiamo cambiare gli altri, per cui lasciamoli stare:
noi, invece, sprechiamo molte energie nel tentativo di fare
cio'. Se le usassimo per noi stessi, potremmo cambiare, e se
noi cambiano, anche gli altri si adegueranno.

Non possiamo nemmeno imparare a conoscere la vita per
un altro: ognuno deve agire da se'. Tutto quello che possiamo
fare e' cercare di apprendere per noi stessi e, prima di tutto,
di amare noi stessi: in questo modo impediremo agli altri di
affliggerci e deprimerci con il loro comportamento distruttivo.
Se ci troviamo a contatto con una persona effettivamente
negativa che non desidera cambiare, dobbiamo avere
abbastanza amore da staccarcene.

A una conferenza una donna mi disse che suo marito era
una persona molto negativa e che voleva impedire che la sua
influenza ricadesse sui bambini; le suggerii di iniziare ad
affermare che suo marito era un uomo meraviglioso, che
cercava di cambiare e di fare del suo meglio, ripetendo tali
concetti ogniqualvolta si dimostrava negativo. Aggiunsi anche,
tuttavia, che se il loro rapporto continuava a essere negativo
indipendentemente dalle affermazioni, la risposta al problema
poteva essere un'altra, ovvero che il matrimonio non
funzionava.

Dato l'elevato tasso di divorzi negli Stati Uniti, come anche
in altri paesi, credo che, prima di avere figli, molte donne
dovrebbero chiedersi se siano o meno disposte a crescerli ed
educarli da sole. E' ormai comune che un solo genitore si occupi
del figlio o dei figli e, quasi sempre, si tratta della donna.

Un tempo i matrimoni duravano per tutta la vita, ma ora le cose
sono cambiate ed e' pertanto opportuno considerare tale
problema.

Troppo spesso non abbiamo il coraggio di troncare rapporti
controproducenti, facendoci cosi' umiliare e convincendoci
del fatto che: "Non meritiamo amore, per cui dobbiamo rimanere
qui e accettare giustamente il comportamento del partner" e
che "Nessun altro ci vorrebbe".

So che puo' sembrare banale ripetere sempre le stesse
espressioni: ritengo pero' che il metodo piu' rapido per
risolvere un problema sia amarci cosi' come siamo. E' in
effetti sorprendente vedere come le vibrazioni d'amore che
emaniamo attraggano verso di noi persone piene d'amore.

L'amore incondizionato e' lo scopo che, credo, dobbiamo
raggiungere: il primo passo da compiere in tale direzione e'
imparare ad accettare e amare noi stessi.

Non siamo qui per compiacere gli altri o per vivere la
nostra vita a modo loro: ognuno di noi deve vivere la sua vita
percorrendo il suo cammino. Siamo qui per realizzarci come
persone e per irradiare amore profondo, per imparare a
crescere, per ricevere e dare pieta' e comprensione. Quando
lasciamo la terra, non portiamo certo con noi il partner,
l'automobile, il conto corrente o il lavoro: l'unica cosa che
abbiamo e' la capacita' di amare!

#8023 Da: "PsycoService" <psycoservice@...>
Data: Gio 29 Dic 2005 6:43 pm
Oggetto: Re: <> riflessione
psycoservice
Offline Offline
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Ciao cara, il mio nome è....Adele!!
spero tu condivida con me il piacere di portare questo nome.
Lavoro come psicologa e mi occupo in maniera privilegiata della malattia come
linguaggio dell'anima.
Sono convintissima che il nostro corpo sia fedele a noi ed esprima in maniera
congrua le emozioni e sensazioni che ci siamo negati per dei nostri percorsi
conflittuali.
Quindi credo nella fedeltà del nostro corpo.....
Ciaoooo e Auguri per il nuovo Anno a tutti!!!
Adele

----- Original Message -----
   From: Elda
   To: SUBLIMEN@yahoogroups.com
   Sent: Tuesday, December 27, 2005 8:46 PM
   Subject: <[SUBLIMEN]> riflessione


   Salve mi chiamo Adele seguo con molto interesse questo gruppo di discussione
   e vorrei confrontarmi con voi su una tematica a me cara e che rappresenta il
   percorso critco di una mostra d'arte contemporanea che stò curando.....il
   nodo della mia rifessione parte dalla domanda :
   "Quanto il nostro corpo ci è fedele .....e quanto ci è infedele ?"

   Con questo cerco di esplorare le sitazioni, modalità, percezioni, e
   possibili soluzioni, in cui l'essere umano spesso si trova nel fare i conti
   con sè stesso e le componenti di sè....sarei davvero
   grata di poter ricevere riflessioni in merito e di discuterne con voi, nell
   attesa vi auguro delle serene festività

   a presto Adele
   ologramma@...

#8022 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Gio 29 Dic 2005 11:50 am
Oggetto: Duri e Puri: aprite gli occhi
max@...
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Duri e Puri: aprite gli occhi

di Eugenio Benetazzo - autore di "Duri e Puri: aspettando un nuovo 1929"

Potete ormai fidarvi del sistema bancario ?
Potete credere nelle promesse ed aspettative che vi trasmettono ?
Chi vi assicura che quello che vi consigliano agli sportelli faccia
veramente i vostri interessi ?

Il sistema capitalistico italiano, ormai un capitalismo senza capitali, un
fragile castello di carte  tenuto in piedi da prestiti obbligazionari e
debiti con il mercato è strettamente collegato e contiguo al sistema
bancario italiano, un intreccio di banche private che ha dimostrato e sta
dimostrando a tutto il mondo la sua marcia consistenza.
Il Titanic Italia ormai ha da tempo iniziato ad imbarcare acqua, le sue
stive ormai si stanno riempiendo, vana sarà la ricerca per quegli illusi che
attendono  una scialuppa di salvataggio per se e per la propria vita.
Il nostro paese, un debole organismo ormai morente colpito da una emorragia
senza precedenti di posti di lavoro, ha al suo interno un grande cancro
purtroppo terminale: il suo stesso sistema bancario, la bomba con la miccia
accesa che deve ancora scoppiare, ma che sta facendo vedere solo qualche
scintilla.
I titoli dei giornali di ieri non lasciano ormai più nulla alla fantasia:
«Fiorani arrestato», «Italia bocciata dalla UE», «Produzione in calo del 0,9
per cento», «Irap: nuova udienza a Bruxelles», «Divario tassi ormai
insostenibile».

A chi pensa che questo momento sia solo passeggero, ahimé non mi resta che
dargli l'estrema unzione.
Duri e puri si diventa e non si nasce. A tutti quelli che in queste
settimane mi hanno chiesto come posizionarsi sul mercato o come
ristrutturare i propri risparmi sulla minaccia (ormai sempre più concreta)
di un nuovo 1929 mi permetto di elencare qui sotto alcuni dei punti chiave
per sperare di uscirne indenni:

-  fuga dal dollaro: scappate dagli assets quotati in USD;
- via dai BOT o qualsiasi altro prodotto emesso dal Ministero del Tesoro;
- uscite dai mercati azionari italiani e non (anche se potrebbe esserci
ancora qualche mese di rialzo);
- fuga dall'immobile: la bolla è già scoppiata (tranne che per il tetto che
avete sulla testa);
- scappate dai corporate bond (specialmente quelli emessi dalle Telecom,
Enel, Fiat & Company);
- puntate in prodotti a capitale protetto e rendimento garantito;
- frammentate le vostre disponibilità in più istituti di credito (ma solo
quelli di piccole dimensioni);
- liquidità in CHF (franchi svizzeri) e chi se lo può permettere sull'oro
fisico;
- state alla larga dalle majors (Capitalia, Unicredito, San Paolo, Intesa) e
dai loro promotori;
- non fidatevi dei mass media e delle istituzioni: la festa è finita, e
adesso qualcuno dovrà pagare il conto;
- basta con i debiti, cominciate a risparmiare e ad accantonare qualcosa
ogni mese;
- prendete in considerazione anche le banche on-line degli altri paesi
comunitari;
- chi ha terreni se li tenga stretti: chi se lo può premettere li comperi,
specie se agricoli;
- mutui: fatevi erogare solo quelli a tasso fisso per durate superiori a 20
anni;

Termino con questa frase: a vostro modo di vedere, è preferibile spendere
qualche centinaio di euro per ristrutturare il proprio patrimonio per
renderlo immune il più possibile da eventuali (e molto possibili) scenari
monetari e borsistici ribassisti oppure è più conveniente non fare nulla,
aspettare che cosa succederà e poi agire di conseguenza ? Prevenire è meglio
che curare: il problema è che questa volta potrebbe non esserci né il tempo
e né i modi per curare (vedasi la serrata bancaria in Argentina).
A voi, ora, le sorti del vostro destino (finanziario ma non solo): e cercate
per una volta tanto di essere simili un po’ ai giapponesi ovvero cercate di
trasformare una crisi in un'opportunità. Buoni investimenti e buona sorte a
tutti.

EugenioBenetazzo.com
Trader Professionista
Duri e Puri: aspettando un nuovo 1929

#8021 Da: <amadeusoft@...>
Data: Gio 29 Dic 2005 11:53 am
Oggetto: Sicurezza: guarda un'immagine sul Web e t'infetti
amadeusoft@...
Invia email Invia email
 
Sicurezza: guarda un'immagine sul Web e t'infetti

by Paolo Attivissimo

Se i link contenuti in questo articolo non funzionano o sono
spezzati, leggete la versione Web cliccabile nel mio blog:

http://tinyurl.com/dzrho

F-Secure ha annunciato ieri (28 dicembre 2005) una falla estremamente
grave in Windows, che consente di infettare un computer Windows
semplicemente visitando un sito Web appositamente confezionato e
contenente un'immagine nel formato WMF:

http://www.f-secure.com/weblog/archives/archive-122005.html#00000753

Al momento in cui scrivo, Microsoft non ha ancora distribuito un
aggiornamento (patch) che corregga la falla, che colpisce Windows XP
anche se dotato di tutti gli aggiornamenti di sicurezza finora
rilasciati. L'avviso ufficiale di Microsoft è disponibile presso
Microsoft Technet (in inglese):

http://www.microsoft.com/technet/security/advisory/912840.mspx

Numerosi siti (alcuni sono indicati nella pagina di F-Secure),
specialmente quelli porno e dedicati ai programmi pirata, stanno già
usando questa tecnica di attacco per infettare i computer Windows con
ogni sorta di spyware e altro software ostile, compresi programmi per
controllare da remoto i computer delle vittime e programmi che
fingono di essere antispyware e chiedono soldi (tramite carta di
credito) per eliminare l'infezione trovata nel computer:

http://www.f-secure.com/v-descs/avgold_d.shtml

Il sito di sicurezza Websense ha delle schermate e un filmato che
mostrano il comportamento di un Windows infettato tramite questa falla:

http://www.websensesecuritylabs.com/alerts/alert.php?AlertID=385

http://www.websensesecuritylabs.com/images/alerts/wmf-movie.wmv

La falla è particolarmente grave e interessante perché colpisce anche
gli utenti Windows che usano browser alternativi come Firefox o
Opera. L'unica differenza, piuttosto importante, è che mentre chi usa
Internet Explorer viene infettato direttamente appena visita il sito-
trappola, chi usa i browser alternativi viene avvisato da un
messaggio di allerta e s'infetta solo se risponde affermativamente al
messaggio. Anche la semplice visualizzazione di una cartella
contenente un file WMF infetto tramite Esplora Risorse o il Fax
Viewer di Windows è sufficiente a infettare.

A quanto mi risulta finora, gli utenti di altri sistemi operativi non
sono colpiti da questa falla.

Un altro aspetto di particolare interesse della falla è che chi ha
Google Desktop è ancora più vulnerabile. Per infettarsi, in questo
caso, è sufficiente scaricare l'immagine WMF infetta. Google Desktop,
infatti, indicizza e legge subito il file scaricato e ne passa il
contenuto infettante a Windows, che lo esegue automaticamente.
Secondo F-Secure, l'infezione ha luogo persino se si scarica il file
usando una finestra DOS (tramite per esempio Wget) e anche se il file
infetto non ha l'estensione WMF nel nome ma è comunque scritto nel
formato WMF.

Il problema nasce dalla natura particolare del formato WMF, che fu
introdotto da Microsoft in Windows 3.0: invece di rappresentare i
singoli punti di un'immagine, contiene una serie di istruzioni di
disegno che spetta al sistema operativo interpretare (grafica
vettoriale, insomma). Purtroppo le istruzioni possono essere
confezionate in modo maligno e Windows non è capace di bloccare
queste istruzioni ostili.
Per il momento, in attesa che Microsoft rilasci un aggiornamento che
corregga la falla, è opportuno bloccare l'interpretazione delle
immagini WMF.

Sunbelt, per esempio, consiglia di disabilitare il componente fallato
di Windows (SHIMGVW.DLL): al prompt dei comandi (Start > Esegui),
digitate REGSVR32 /U SHIMGVW.DLL e riavviate Windows:

http://sunbeltblog.blogspot.com/2005/12/workaround-for-wmf-exploit.html

La disabilitazione è permanente fino a quando date il comando di
riabilitazione, che è REGSVR32 SHIMGVW.DLL. Sunbelt avvisa che questo
rimedio interferisce con la visualizzazione di tutti i tipi di
immagine nel visualizzatore fax e immagini di Windows, quando viene
invocato da Internet Explorer: in altre parole, può risultare
piuttosto scomodo (ma sempre meno scomodo che trovarsi infetti).

Sans suggerisce inoltre di applicare la funzione DEP del Service Pack
2 a tutti i programmi. Se non avete idea di cosa sia DEP, chiedete a
un esperto di farlo per voi:

http://isc.sans.org/diary.php?storyid=975

Mi raccomando, prudenza!

Ciao da Paolo.

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2005 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).

#8020 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Gio 29 Dic 2005 11:51 am
Oggetto: Dipendenza da telefonino
amadeusoft
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Dipendenza da telefonino

redazione ECplanet.net

In bagno, sul cuscino, tra i banchi di scuola: il cellulare, in Corea del
Sud, è diventato un compagno inseparabile per milioni di persone. La
telefonia mobile si è talmente insinuata nelle dinamiche sociali della
repubblica coreana che il governo ha dovuto commissionare un'indagine
scientifica per capire gli effetti psicologici di questa insolita e
dilagante invasione tecnologica.

I risultati sono impressionanti: un terzo degli adolescenti compresi tra i
14 ed i 19 anni, equivalente al 20% del mercato telefonico, si sente a
disagio quando non ha un terminale tra le mani. Quattro ragazzi su dieci
spediscono fino a mille SMS al mese, mentre la media nazionale si aggira sui
45 messaggi al giorno procapite. Il 40% dei giovani usa quotidianamente il
telefono per giocare, arrivando a passare interi pomeriggi di fronte al
piccolo schermo di un cellulare.

Choi Byeong-mok, scienziato della Far East University di Chungcheong e
direttore di questa ricerca, non ha dubbi riguardo i risultati dello studio:
è convinto che la Corea del Sud abbia raggiunto un livello di saturazione
tecnologica particolarmente rischioso, capace di sconquassare l'equilibrio
psicosociale della popolazione. “Gli adolescenti usano il proprio cellulare
secondo regimi serratissimi e spesso non riescono a staccare gli occhi dalle
tastiere”, dichiara Choi in un'intervista al Joong Ang Daily. “Alcuni di
loro spediscono fino a 400 messaggi al giorno, la maggior parte dei quali,
specie agli occhi degli adulti, possono sembrare senza senso”.

L'ubiquo strumento di comunicazione dell'era digitale è diventato uno
specchio dell'anima ? “Usare il cellulare per mandare messaggi è diventato
un modo per dimostrare la propria presenza, il proprio affetto, anche se
mittente e destinatario sono distanti”, conclude il ricercatore. Un'arma a
doppio taglio: i dati raccolti da Choi hanno permesso di registrare
l'esistenza di vari strati della popolazione afflitti da patologie
psichiatriche imputabili alla diffusione incontrollabile dei cellulari,
assurti da semplici status symbol a fondamento dell'identità psicologica
individuale.

Tra i disturbi causati dall'abuso dei telefonini vi sono: disagio mentale,
ansia e persino allucinazioni. La casistica sudcoreana contiene episodi
allarmanti, come quello di una giovane ragazza di 15 anni che, pur avendo
spento il telefono, continua a sentirne costantemente la suoneria. Altri,
come suggerisce lo psichiatra Chung Chan-ho, direttore di una clinica
specializzata nella cura degli adolescenti, “soffrono di vere e proprie
dipendenze da tecnologia”.

Lo studio condotto dal governo parla chiaro: il 30% dei giovani è colpito da
stati confusionali e depressione transitoria ogni volta che non può
utilizzare un cellulare. “La dipendenza riesce ad influenzare negativamente
il rendimento scolastico”, visto che il ricorso al telefonino sembra essere
un diversivo assai popolare per combattere il tedio dei banchi di scuola.


Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Far East University

#8019 Da: <posta@...>
Data: Gio 29 Dic 2005 11:49 am
Oggetto: La Verità è sempre giovane e vigorosa, come Gesù
posta@...
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La Verità è sempre giovane e vigorosa, come Gesù


La Parola di Sri Sathya Sai Baba



Il Natale viene celebrato innanzitutto dai Cristiani, ma non fate
l'errore di credere che si tratti di una festività solo cristiana.  È
un occasione santa e gioiosa che dovrebbe essere celebrata da tutta
l'umanità.
Gesù sacrificò la propria vita e versò il proprio sangue per
instillare Amore e Compassione nel cuore degli uomini, affinché essi
diventassero capaci di gioire della felicità degli altri e di provare
tristezza alla vista della tristezza altrui. Non dovreste celebrare
il Natale con feste e divertimenti. Celebratelo piuttosto assolvendo
e mettendo in pratica almeno uno degli ideali che Egli proclamò,
sforzandovi di conseguire almeno una delle mete da Lui poste davanti
agli esseri umani.

Il Divino si manifesta in molte forme. I gioielli sono diversi, ma
l'oro da cui vengono forgiati è sempre lo stesso; le religioni sono
molte, ma la loro Verità spirituale di base è la stessa. Il dovere
primario degli esseri umani consiste nel riconoscere che i sentieri
indicati dalle diverse religioni hanno una meta comune. L'Amore, il
sacrificio, la compassione, la moralità, l'integrità e qualità
similari sono comuni a tutti gli insegnamenti fondamentali di tutte
le religioni.

Sono pochi coloro che cercano di comprendere l' importanza occulta
delle religioni.  Il sentimento meschino che induce a credere che la
propria religione sia migliore rispetto a quella altrui fa sì che i
membri delle diverse religioni  sviluppino odio verso chi segue un
altro credo, agendo così alla stregua di demoni.

La massima esigenza al giorno d'oggi è che tutti realizzino che Dio è
Uno. Questo è ciò che proclamò Gesù.  Gesù Cristo proclamò la
Paternità di Dio e la fratellanza fra gli uomini.

Dio viene adorato in molte forme per la gioia che deriva dalla Sua
adorazione. Nell'antica Roma, come in India,  venivano adorati molti
dei. Nella Grecia antica Platone, discepolo di Socrate, fu il primo a
indicare l'immanenza di Dio in tutti ed in tutto nell' universo.  La
Verità è Una, a prescindere dalla nazione o dalla religione di
appartenenza.  Solo la Divinità conosce il vero scopo della
Creazione. Se guardate il mondo con la visione materiale, percepirete
la varietà.  Ma se lo guardate avendo compreso la Divinità, tutto vi
apparirà come la forma di Dio, o Allah, Gesù. Zoroastro etc.  - tutti
questi infatti sono diversi nomi della stessa Divinità.
    Oggi qui possiamo essere testimoni di una completa unità di tutte
le religioni. Ciò che si sta verificando è che i cristiani di
sessantaquattro nazioni sono qui riuniti per celebrare il  Natale.
Il Natale non è una celebrazione solo cristiana, bensì un'occasione
sacra per tutta l'umanità.

Tutti voi dovete lasciar cadere tutte le differenze e non lasciar
spazio a  meschine appartenenze parrocchiali o nazionali.
Consideratevi tutti figli dell' unico Dio.   L'osservanza di giorni
sacri, come quelli natalizi, è un'occasione per realizzare
l'importanza dell'Amore e dell'Armonia fra gli esseri umani. Chi non
ha il principio dell'Amore nel cuore non è né un indù né un cristiano
né un musulmano né un sikh! Una tale persona non è migliore di un
demone.

Ciò a cui dobbiamo anelare oggi non è una nuova religione o una nuova
società, od un nuovo codice morale. Queste sono cose che esistono
già, fra tutte le razze ed in tutte le nazioni.  Abbiamo bisogno di
persone che abbiano raggiunto la purezza di cuore in tutti i livelli
di coscienza, che sappiano riconoscere la fratellanza e l'identità
fra gli esseri umani e fra una società ed un'altra.  Essi devono
saper andare al di là dei limiti dell'ego e svincolarsi dalla
schiavitù dei sensi. Devono salire al di sopra delle battaglie che
avvengono nella fortezza chiamata 'corpo' ed entrare
entusiasticamente nel vasto mondo che si trova al di là di tutto
questo.

Quando una goccia d'acqua cade nell'oceano perde la propria ristretta
individualità, perde il proprio nome e la propria forma per assumere
la forma, il nome ed il gusto dell'oceano stesso. Se essa cerca di
vivere separatamente come 'goccia', in breve tempo evapora e si
riduce a 'non- esistenza'.  Ognuno deve diventare consapevole di
essere una parte dell' unica Verità che tutto comprende
nell'universo. L' Amore indossa il cappotto della Verità.  Chi è
unito alla Verità è sempre giovane e vigoroso. Le Upanishad hanno
dichiarato che chi si è votato alla Verità non conosce la vecchiaia.
La Bibbia dichiara che  il corpo esce fortificato dall'aderenza alla
verità. La Verità non dovrebbe essere limitata alla parola - dovrebbe
venir espressa tramite l'azione. Anche il buddismo insegna che tutti,
senza distinzione di sesso o di nazionalità, devono vivere nella
Verità.

Una volta, mentre Budda stava viaggiando, si trovò davanti una
demonessa con una spada in mano.      "Budda! ", disse, "Oggi il tuo
Amore dovrà sottomettersi alla mia invidia. Oggi la tua vita è giunta
alla fine".Budda le rispose con un sorriso: "Non mi sottometterò
all'invidia o all' odio. Non cadrò preda della lode, del biasimo o
del ridicolo. Amo persino te, che pronunci parole tanto perverse
contro di me." All' udire tali parole, la demonessa si voltò verso
una colomba e sparì.

Il solo scopo di questa incarnazione umana è quelllo di propagare
l'Onnipresenza di Dio, il Suo Potere e la Sua Gloria. Nessuno si è
incarnato solo per consumare grandi quantità di cibo e soddisfare i
propri sensi. La vita umana è troppo preziosa per essere limitata a
questo.   Sebbene fisicamente gli esseri umani sembrino l'uno diverso
dall'altro, per quanto riguarda lo Spirito essi sono Uno.  Questa è
la Verità propagata dalla Cristianità.
Per acquisire la consapevolezza della Divinità non c'è alcuna
necessità di recarsi in nessuna regione e in nessun luogo.   È
sufficiente rivolgere lo sguardo all'interno. Nella Gita la Realtà
interiore, il Sé, viene descritto come 'rifulgente come un miliardo
di soli'. Ma l'uomo non è ancora diventato consapevole della Luce e
del Potere interiore. Le Scritture proclamano che l'uomo è il figlio
dell'immortalità. Dove è nascosta questa qualità?
Quando parliamo di esseri umani, dovremmo intendere un'individuo come
una  combinazione di corpo, mente ed anima.
Essere 'umani' implica tre cose: fare, conoscere ed Essere. È quando
il corpo, la mente e l' Anima sono tutti presenti e uniti che si può
affermare che un essere umano esista. Quando è solo il corpo ad
agire, incurante della mente e dell' Anima, la persona è in uno stato
animale. Quando è la mente ad agire, in associazione col corpo ma
senza considerazione per l'Anima, la condizione è 'demoniaca'. Se l'
Anima agisce secondo la propria natura, senza  interesse per il corpo
e la mente, ci si trova in uno stato 'Divino'.  Non cadete mai preda
dell' illusione che Dio si trovi in un luogo distante. Voi in verità
'siete Dio'. La vostra forma ha una Natura Divina. Non deviate mai
dalla ferma fede nel fatto che voi  'siete  Dio'. Meditate
costantemente su questo: 'Io sono Dio'.


Incarnazioni dell' Amore!

Proteggete il vostro Amore. Non rinunciatevi mai. Non esiste altro
Dio al di fuori  dell'Amore. L'Amore è letteralmente Dio. L' Amore è
il vostro sentiero e la vostra meta. Non deviate mai dal sentiero
dell' Amore.

Riducete i vostri dubbi. I dubbi vi conducono all' illusione.
Stabilizzatevi nella Verità che voi e Dio siete uno. È sbagliato
pensare che la vostra forma 'visualizza' la Divinità, perché voi e
Dio non siete due entità distinte. Dio è immanente in questo corpo.
Dio e L'uomo sono Uno e lo Stesso. Intraprendete la vostra pratica
spirituale al fine di realizzare l'unità fra uomo e Dio. Questo è il
sentiero che conduce alla Divinità. Quando meditate su Dio, non
permettete che la vostra mente vaghi sugli oggetti materiali.
Meditate sulla vostra vera natura, che è la Divinità. Nella Divinità
è contenuto tutto. Se meditate sulla vostra Divinità innata,
realizzerete che siete uno con la Divinità.  L'Unità è Divinità.

Le dichiarazioni vediche enfatizzano l'Unità dell'anima individuale e
dell'Anima Suprema.  Esse esortano l'individuo a realizzare questa
Verità. Dovete sforzarvi di ottenere la stato di Coscienza
dell'Unità. Col tempo progredirete nella pratica spirituale e
raggiungerete la meta. Se volete imparare a pronunciare bene una
parola [in una lingua straniera] dovete ripeterla innumerevoli volte.
Dovete stabilizzarvi sul sentiero della votra pratica spirituale con
lo stesso intendimento. È una pratica spirituale sacra. Se ne
arriverete a conoscere il vero significato riuscirete a realizzare la
Veritá.

(Sathya Sai Baba)

#8018 Da: Lucia <lucia_teatro@...>
Data: Gio 29 Dic 2005 11:19 am
Oggetto: IL PICCOLO ELFO DI NOME SULHATAR..... DI LUCIA
lucia_teatro@...
Invia email Invia email
 
accendi le casse....



     IL PICCOLO ELFO  DI    NOME  SULHATAR
    di




   Tanti anni or sono  in un grande bosco magico  viveva il piccolo elfo di nome
Sulhatar.....
   Si racconta che il piccolo Sulhatar non riuscisse a provare compassione   in
seguito ad un incantesimo....
   Un giorno alla sua porta bussò un vecchio   chiedendogli riparo dalla forte
pioggia.....
   Sulhatar   spinse il vecchio in terra e gli disse di fuggire perché il forte
vento lo avrebbe anche potuto portare lontano   e lui non lo avrebbe fatto
entrare nella sua casa.....
   il vecchio triste lo guardò intensamente, dai suoi occhi uscirono lacrime
d'oro e dalle sua mani   petali di rose...
    Sulhatar lo guardava con stupore....
    All'improvviso il vecchio diventò grande  sempre più grande.....
     e gridando disse:
    " Sulhatar " ma non capisci ??? Sulhatar guardami...
    Sulhatar terrorizzato disse
   " cosa devo capire? cosa devo guardare??
   il vecchio aggiunse :
   " non capisci che tu sei me ed io  te",
   "tu sei la parte ombra della verità ed  io la parte  luce !!

   Sono venuto a ricordarti questo….
   sono venuto a ricordarti che  che non c'è crescita senza amore, senza pace
senza perdono….
   ""Sono venuto per ricordati che non vivrai bene senza compassione...

   Sulhatar guardò il vecchio   per molto tempo negli occhi ..
   Il silenzio  suonava come una strana musica  mai udita. ..
   Sulhatar prese dolcemente la mano del vecchio,  la accarezzò delicatamente e
pianse pieno di compassione.. ..
    Dal   suo cuore usci un grandissimo raggio di luce  che prosegui fino al
cuore del vecchio che tornò normale..
   I  due si guardavano profondamente ...
     D'incanto uno rispecchiava l'altro…

   L'incantesimo si è sciolto!!!


   Ora la   Compassione regna nel cuore di Sulhatar....

   Si racconta che Sulhatar cammini per il mondo a portare Amore, Luce e
compassione a tutte le creature….

   Qualcuno dice che risieda nel cuore degli esseri senzienti….
   Qualcun'altro dice  che si sia trasformato in  un grande fiume dalle Acque
Pure….

   Altri che sia divenuto aquila per fare da ponte tra questo mondo e l'altro
mondo...

   Io penso  solo che possa cambiare aspetto in ogni istante...

          Grazie Sulhatar....




   Fata




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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#8017 Da: Lucia <lucia_teatro@...>
Data: Mer 28 Dic 2005 9:53 pm
Oggetto: SIGNORA ANTONIA (URGENTE)
lucia_teatro@...
Invia email Invia email
 
FATE GIRARE QUESTA MAIL.. SI TRATTA DELLA SIGNORA ANTONIA ENTRATA IN COMA QUESTA
MATTINA....MANDIAMOLE REIKI O QUANT'ALTRO
   GRAZIE
   LUCIA


Grazie di cuore, questa è la foto della mamma, so che farai tutto quello che
puoi.
Paolo



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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#8016 Da: <fioripel@...>
Data: Mer 28 Dic 2005 7:57 pm
Oggetto: R: <> riflessione
fiorindopell...
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Io mi chiamo Fiorindo non sono un Guru ne uno scienziato insomma posso darti
una
   risposta solo riflettendo sulle mie esperienze personali.
   Non mi è ben chiaro cosa intenda tu per "fedele" ma ti posso dire innanzitutto
   è ormai consolidato, persino per la scienza occidentale classica e quindi
   scettica nei confronti di tutto cio che si avvicina anche di poco allo
Spirituale
   che la separazione cartesiana corpo mente è fittizia e fuorviante.
   Se poi per rendere il discorso il più semplice possibile lasciamo stare le
vite
   precedenti,l'ereditarietà genetica , anche i possibili traumi o ricordi della
prima
   infanzia ben installati nel nostro sub-cosciente il nostro CORPO ci è "fedele"
   nella misura stessa di come noi lo ascoltiamo.
   Quante volte ignoriamo un dolore,un impulso fisico o mentale se non diviene
malattia?
   Quante volte a seguito di rituali sociali ci infliggiamo dolore,vedi il Cenone
di
   Natale,tanto cibo quando il nostro organismo non ne necessita?
   E chi mai ringrazia il proprio organismo o mente quando tutto va bene ?
   Io per mia fortuna vedo con entrambi gli occhi mai che la mattina o la sera
   ringrazi il mio corpo di questo dono, lo do per scontato come
camminare,respirare,mangiare
   udire suoni e  gustare sapori, possedere il senso del tatto,in sintesi mi
accorgo che qualcosa viene meno quando la perdo.
   Devo lavorare ancora diecimila anni su questa cosa.
   Di più non posso dirti spero che questa mail ti sia utile.
   Fiorindo
   fioripel@...



----- Original Message -----
   From: Elda
   To: SUBLIMEN@yahoogroups.com
   Sent: Tuesday, December 27, 2005 8:46 PM
   Subject: <[SUBLIMEN]> riflessione




   Salve mi chiamo Adele seguo con molto interesse questo gruppo di discussione
   e vorrei confrontarmi con voi su una tematica a me cara e che rappresenta il
   percorso critco di una mostra d'arte contemporanea che stò curando.....il
   nodo della mia rifessione parte dalla domanda :
   "Quanto il nostro corpo ci è fedele .....e quanto ci è infedele ?"

   Con questo cerco di esplorare le sitazioni, modalità, percezioni, e
   possibili soluzioni, in cui l'essere umano spesso si trova nel fare i conti
   con sè stesso e le componenti di sè....sarei davvero
   grata di poter ricevere riflessioni in merito e di discuterne con voi, nell
   attesa vi auguro delle serene festività

   a presto Adele
   ologramma@...

#8015 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mer 28 Dic 2005 11:14 am
Oggetto: Spam-virus nei video natalizi
amadeusoft@...
Invia email Invia email
 
Spam-virus nei video natalizi

by Paolo Attivissimo

Sta circolando una nuova serie di messaggi che tentano di infettare
chi li riceve, spacciandosi per e-mail di comuni utenti che segnalano
un sito contenente video natalizi divertenti. Ecco alcuni dei testi
di questi messaggi-esca (senza i relativi link per evitare, come al
solito, i filtri antispam):

      a natale si è tutti più imbranati
      [link]
      hehehe ciao tanti a uguri

      a natale dovremmo essere tutti più buoni, invece...
      [link]
      a presto e auguri anche alla famiglia

      scherzetto simpatico...eheheh
      [link]
      a presto, vi auguro buone feste

      in africa non importa che tu sia leone o gazzella, l'importante
è che...
      [link]
      a presto, auguri di buone feste e buon anno!

      l'idiozia non manca mai nelle persone, soprattutto a natale, no
comment
      [link]
      meglio non pensarci
      tanti auguroni, ci sentiamo dopo le feste, a presto

Trovate i link integrali nella versione blog di questo articolo:

http://attivissimo.blogspot.com/2005/12/spam-virus-natalizio.html


Il meccanismo è simile a quello già descritto in un mio articolo
precedente:

http://attivissimo.blogspot.com/2005/12/strano-minispam-virale-
aggiornamento.html


Visitando il sito, parte automaticamente Windows Media Player, che
tenta di visualizzare un videoclip ma produce un messaggio d'errore.

L'utente è così indotto a seguire la raccomandazione del sito, ossia
scaricare e installare quelli che il sito chiama "codec aggiornati"
ma sono in realtà virus: file eseguibili situati presso un altro sito
creato pochissimi giorni fa (il 22 dicembre scorso); il nome è
indicato nel mio blog.

Inviando uno di questi "file codec" al sito della Kaspersky, che li
analizza gratis in tempo reale, salta fuori che il file contiene il
virus Trojan-Clicker.Win32.Bomka.a:

http://www.kaspersky.com/scanforvirus

A giudicare dalla diffusione dei messaggi-esca, il meccanismo di
azione di questo virus è il seguente: un utente riceve il messaggio-
esca, che sembra provenire da un conoscente. Incuriosito e
rassicurato dalla fonte della raccomandazione, visita il sito dei
filmati. Cerca di vederli e non ci riesce, e così segue il consiglio
del sito: va all'altro sito, quello che ospita i "codec", e li
scarica e installa, credendo che siano innocue aggiunte a Windows
Media Player, mentre sono in realtà virus che infettano il suo PC
(soltanto se usa Windows) e lo trasformano in disseminatore di
ulteriori messaggi-esca. Non è noto se il virus abbia anche altri
effetti.

La raccomandazione è la solita: mai installare programmi o altri file
eseguibili di origine non certa.

Almeno uno dei siti citati risulta essere situato in Cina ma
intestato apparentemente a un residente in Italia, secondo whois:

      Benutti, Victorio
      victorio_benutti@...
      Via Bonanno Pisano, 111
      Pisa, 56126
      Italy
      050 554 423

Tuttavia è probabile si tratti di dati falsi, visto che il numero di
telefono indicato risulta inesistente.

Ciao da Paolo.

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2005 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).

#8014 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Mer 28 Dic 2005 11:04 am
Oggetto: ADHD: un altro psicofarmaco per l'infanzia ritirato dal commercio
amadeusoft
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ADHD: un altro psicofarmaco per l'infanzia ritirato dal commercio

Tratto da “Giù le mani dai bambini” - www.giulemanidaibambini.org

La Abbott Laboratories ha dichiarato di aver cessato la produzione di un
proprio farmaco stimolante del sistema nervoso centrale - il Cylert
(principio attivo "pemolina") - in quanto gravato da epatotossicità. Questo
farmaco psicoattivo - introdotto in commercio in USA nel 1975 - è
correntemente utilizzato in fascia pediatrica per la cura dell'ADHD, la nota
e contestata "Sindrome da Iperattività e Deficit di Attenzione". La Food and
Drug Administration - organo sanitario di controllo in USA - aveva ricevuto
163 segnalazioni per reazioni avverse, tra le quali decine per insufficienze
epatiche acute a carico di pazienti in trattamento a normale dosaggio
terapeutico: 13 di essi erano morti o erano stati comunque costretti ad
immediato trapianto di fegato per scongiurare la morte.

Il rischio di insufficienza epatica tra le persone sottoposte a terapia a
base di Cylert era infatti da un minimo di 4 ad un massimo di 17 volte
superiore rispetto a quello della popolazione generale. In passato, già la
Gran Bretagna ed il Canada avevano ritirato il farmaco dal commercio a causa
di un non favorevole rapporto rischio-beneficio. Nel settembre 1997 il
Committee on Safety of Medicines inglese espresse il seguente giudizio sul
Cylert: “l’evidenza di efficacia della pemolina nel trattamento della
sindrome ipercinetica è limitata. Poiché c’è un significativo rischio di
grave tossicità epatica, che può risultare anche fatale, il CSM ritiene che
i rischi del trattamento con pemolina superino i benefici”. Anche Public
Citizen, un associazione di consumatori americana, chiese a più riprese il
ritiro dal commercio del farmaco. La multinazionale del farmaco reagì alle
accuse solo ad inizi 2005, dichiarando che "probabilmente sarebbe cessata la
commercializzazione dello psicofarmaco in quanto le vendite non risultano
elevate".

Nel frattempo, le autorità di controllo sanitaria USA e di altri paesi
(inclusa l'Italia), hanno sottovalutato per anni questi rischi. L'AIFA -
l'associazione genitoriale dichiaratasi a favore della somministrazione di
psicofarmaci ai bambini, e con essa il dott. Zuddas (Università di
Cagliari), vero e proprio "sponsor" della soluzione farmacologica - si sono
in più riprese espressi a favore di questo prodotto, citandolo sui
rispettivi siti come utile per la cura dell'ADHD, e dichiarando "... hanno
dimostrato la loro efficacia sia nei bambini e i ragazzi che negli adulti,
il metilfenidato (Ritalin), la destroanfetamina (Dexedrine o Dextrostat) e
la pemolina (Cylert)...". Il Comitato Giù le Mani dai Bambini aveva per
contro già in più occasioni denunciato l'alto profilo di rischio di questo
psicofarmaco. La notizia del grave provvedimento giunge a solo una settimana
di distanza dall'inserimento sul foglio illustrativo di un altro noto
farmaco per l'ADHD (Strattera) dell'avvertimento circa le ideazione
suicidarie (rischio di induzione al suicidio) derivante dalla
somministrazione del prodotto su bambini ed adolescenti.

Luca Poma - Portavoce Nazionale di GiùleManidaiBambini - ha dichiarato:
"siamo molto preoccupati per questo susseguirsi di queste notizie: la
superficialità con la quale da parte di alcuni si sono promozionate
allegramente terapie decisamente pericolose per la salute pubblica, specie
per i bambini, dovrebbe essere ora posta sotto l'attenzione della
magistratura, con grande vigore. Chi si erige a sponsor di prodotti
pericolosi dovrebbe ora essere chiamato a rispondere per i danni che ha
contribuito a creare"

(fonte: FDA, Press Room GiùleManidaiBambini)

#8013 Da: <posta@...>
Data: Mer 28 Dic 2005 11:08 am
Oggetto: La vera natura del tuo desiderio
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La vera natura del tuo desiderio


da
LA SCIENZA DEL BENESSERE SPIRITUALE

di Marcello Bonazzola




IL PRIMO PRINCIPIO E': IL DESIDERIO


Ogni volta che si intende raggiungere una meta, un obiettivo, nell'individuo
vengono messi in moto una serie di meccanismi che porteranno, alla fine, al
conseguimento di un risultato, più o meno soddisfacente.

Uno degli elementi determinanti per il raggiungimento di questo scopo è il
DESIDERIO.

Parleremo pertanto di questa molla potente, che ci consente di realizzare
tutto ciò che la nostra mente ci fa concepire come meta.

Il Desiderio è l'elemento determinante per conseguire il successo, che sarà
più o meno completo a seconda del fatto che quello sia stato più o meno
intenso: un desiderio blando, appena avvertito, evidentemente non produrrà
gli stessi risultati di uno provato fortemente.

Tutte le persone di successo che hanno raggiunto i loro scopi, in qualsiasi
campo, sono arrivati a quei risultati grazie all'intensità dei loro
desideri.

Ecco un esempio: un ragazzo di campagna, nato tra le nebbie della pianura
padana, sembrava destinato a diventare un contadino, ma fin da piccolo però
aveva, spiccata, la passione della musica.

Appena gli era possibile andava nella Chiesa del paese per imparare a
suonare l'organo, sotto la guida del Parroco; ogni momento possibile era
dedicato a questa sua grande passione e, spronato dal desiderio di
dedicarvisi, decise di iscriversi al Conservatorio di Musica.

Sostenne l'esame preliminare, ma gli esaminatori non lo ammisero alla
frequenza, giudicandolo assolutamente privo di qualsiasi talento musicale.

Tuttavia il ragazzo non si diede per vinto, e riprese a studiare musica
sotto la guida di insegnanti occasionali; il desiderio di riuscire era
talmente grande che non gli consentiva di fermarsi davanti a nessun
ostacolo, quindi andò avanti ed iniziò a comporre con sempre crescente
successo, fino a diventare famoso in tutto il mondo: il suo nome era
Giuseppe Verdi.

Molto tempo fa, un grande condottiero si trovò di fronte ad una situazione
che lo costrinse a prendere una decisione che finì per assicurargli il
successo sul campo di battaglia.

Stava per mandare le sue truppe contro un nemico molto potente, malgrado ciò
non poteva accettare una sconfitta perché voleva dire la fine del suo impero
e di tutta una civiltà.

Con estremo coraggio e determinazione imbarcò i suoi soldati sulle navi ed
insieme salparono verso la nazione nemica.

Sbarcò soldati ed equipaggiamento quindi diede l'ordine di bruciare le navi
che li avevano trasportati fin lì, e parlando ai suoi soldati, prima della
battaglia, disse: "vedete che le navi stanno bruciando, il che significa che
non possiamo lasciare queste terre vivi, a meno di vincere. Non abbiamo
scelta: vincere o morire." Vinsero.

Ogni persona che si appresta ad intraprendere una qualunque impresa deve
esser disposta a bruciare le proprie navi, tagliandosi così ogni possibilità
di ritirata.

Solo in questo modo si può esser sicuri di mantenere quello stato mentale
conosciuto come "desiderio bruciante" di vincere, essenziale per il
successo.

Desiderare non porta al successo, ma desiderare il benessere con uno stato
mentale che diventa nel tempo un'ossessione, e quindi programmare delle vie
specifiche e dei mezzi particolari per ottenerlo, e sostenere ancora quei
piani con una costanza che non conosce il fallimento, questo porterà al
benessere.

LA POTENZA DEI GRANDI SOGNI

Noi che viviamo in questo tempo di corsa al benessere, dovremmo essere
incoraggiati nell'apprendere che questo mondo nuovo richiede sempre nuove
idee, nuovi metodi di fare le cose, nuovi Capi, nuove invenzioni, nuovi
metodi di insegnamento, nuovi metodi di marketing, nuovi libri, nuova
letteratura, nuovi programmi per la televisione, nuove idee per il cinema.

A monte di tutta questa domanda di cose nuove e migliori c'è una qualità che
uno deve possedere per vincere, e questa qualità è il saper definire
esattamente il proprio intento, conoscere ciò che si vuole ed avere un
desiderio bruciante di arrivare a possederlo.

Colui che desidera raggiungere le mete dovrebbe ricordare che i veri
condottieri, nella storia, sono sempre stati uomini che hanno dominato ed
usato le forze dell'opportunità, ed hanno convertito queste forze (o impulsi
di pensiero) in ponti, grattacieli, città, fabbriche, automobili aeroplani,
astronavi, ed in qualsiasi altra forma di comodità che rende la vita più
piacevole.

Nel programmare la conquista della vostra fetta di realizzazione, non
lasciatevi influenzare da nessuno.

Per vincere la grande posta di questo mondo nuovo, dovrete comprendere lo
spirito dei grandi pionieri del passato, i sogni dei quali hanno dato alla
civilizzazione tutto ciò che ha di valore: lo spirito che serve come linfa
vitale della nostra nazione, la vostra e la mia libertà di sviluppare e
scambiare i nostri talenti.

Se la cosa che desiderate fare è giusta, e voi ci credete, avanti, fatela !.

Mettete in atto i vostri sogni e non preoccupatevi mai di quello che gli
altri diranno se doveste subire una temporanea disfatta, perché loro, forse,
non sanno che ogni sconfitta porta con sé il seme di una equivalente
vittoria.

Thomas Edison aveva sognato una lampada che avrebbe potuto funzionare con
l'elettricità: iniziò subito a mettere in atto il suo sogno e, nonostante
più di diecimila insuccessi, seppe perseverare fino a ché questo sogno
divenne una realtà fisica.
I sognatori pratici non smettono mai !

I fratelli Wright sognarono una macchina che avrebbe potuto volare: oggi
ognuno di noi, e in tutto il mondo, può constatare la loro riuscita, perché
avevano sognato coscientemente.

Marconi sognò un sistema per imbrigliare le invisibili forze dell'etere.

La prova che non aveva sognato invano si trova in ogni apparecchio radio ed
in ogni televisore di tutto il mondo, potrebbe interessarvi sapere che gli
amici di Marconi l'avevano fatto visitare in un ospedale psichiatrico,
quando annunciò che aveva scoperto un principio grazie al quale avrebbe
potuto spedire messaggi attraverso l'aria, senza l'aiuto di fili o di altri
mezzi fisici di comunicazione.

I sognatori di oggi hanno la vita più facile, il mondo è pieno di
opportunità che i sognatori del passato non hanno mai conosciuto.

COME FAR PARTIRE I SOGNI DALLA BASE DI LANCIO

Il desiderio bruciante di essere e di fare è il punto di partenza dal quale
il sognatore deve partire.

I sogni non nascono dall'indifferenza, dalla pigrizia, dalla mancanza di
ambizione.

Ricordate che tutti coloro che hanno successo nella vita partono nel modo
sbagliato e passano attraverso molti sforzi deludenti prima di arrivare.

Il cambiamento di rotta, nella vita di coloro che hanno successo, di solito
avviene al momento di qualche crisi, quando vengono a conoscenza del loro
vero Io.

C'è molta differenza tra il desiderare una cosa e l'esser pronti a
riceverla: nessuno è pronto a ricevere una cosa fino a ché non crede di
poterla ottenere.

Lo stato mentale deve essere "credere", non semplicemente sperare o
desiderare, l'apertura mentale è essenziale per poter credere, mentalità
chiuse non ispirano fiducia, coraggio e fede.

Ricordate: non è necessario uno sforzo maggiore per mirare in alto nella
vita, e domandare abbondanza e prosperità, di quanto sia richiesto per
accettare miseria e povertà.

Un grande poeta ha spiegato tale verità con questi versi:

Ho barattato la mia vita per un centesimo,
e la vita non ha voluto pagarmi di più;

quantunque io pregassi alla sera
contando le mie scarse riserve.

Perché la vita è un datore di lavoro giusto,
ti dà quello che tu chiedi;
ma, una volta fissata la paga,
già... ne devi sopportare il peso.

Ho lavorato per un stipendio servile
per poi capire, sgomento,
che qualunque prezzo avessi chiesto alla vita,
la vita mi avrebbe volentieri pagato.


Ecco il punto di partenza per qualsiasi realizzazione, il primo passo verso
la ricchezza; ma è proprio qui che assai spesso cozziamo contro uno scoglio.

Qualcuno dirà: "so quello che desidero, ma riuscirò mai ad averlo?".

La questione del dubbio sarà approfondita più avanti, ma una volta per tutte
dobbiamo chiarire "se si riesca o no a realizzare ciò che si desidera con
tutto il cuore".

Penso che questo concetto sia stato espresso molto bene da Emerson.Egli
disse: "Non c'è nulla di capriccioso nella natura, e la presenza del
desiderio indica che la sua realizzazione è già insita nella costituzione
della creatura che lo prova". In altri termini, voi non sentireste un
bruciante desiderio se non foste in grado di realizzarlo.

Ciascuno di noi ha un Servomeccanismo incorporato per cui i nostri desideri
vengono modificati in base alle nostre capacità ed attitudini.

Dovete capire una volta per tutte che qualunque cosa voi desideriate con
tutto il cuore essa può e deve essere vostra.

IL DESIDERIO E' INDISPENSABILE

Nel suo libro "Pensare e diventare ricchi !", Napoleon Hill cita esempi su
esempi per dimostrare che il vostro desiderio bruciante non è altro che il
ritratto preciso di quello che sarete un giorno.

Perciò fissate fin d'ora, e definitivamente, nella vostra mente ciò che
desiderate più di ogni altra cosa al mondo poiché, come ha detto Helvetius:

"Annientando i desideri voi annientate la mente,
L'uomo senza passioni non ha in sé alcun principio d'azione né un motivo per
agire".

Un buon metodo per stabilire se avete veramente un desiderio bruciante è
quello di analizzare il modo con cui lo coltivate.

Se andate in cerca di ciò che ritenete di desiderare, a tentoni,
timidamente, evitando rischi e pericoli, potete esser certi di non aver
affatto un desiderio bruciante.

Non potete arrivare alla base n. 2 se tenete ancora i piedi nella base n. 1,
ma se desiderate bruciare i ponti rimasti dietro di voi, e direte una volta
per sempre "ecco quanto farò, e non mi ritirerò, non tornerò mai più
indietro", allora sì che avrete quella specie di desiderio che non potrà che
culminare in un successo.

Occorre quel genere di determinazione che vi permetterà di riprendervi da
ogni eventuale caduta.

Le uniche persone che non commettono errori sono quelle che non tentano mai
nulla, i timidi frequentatori della laguna che non si avventurano mai nel
mare vasto e profondo che sta oltre.

Questi Principi funzioneranno per qualunque cosa desideriate, come una vita
domestica più armoniosa, una carriera più brillante, l'avere una maggiore
quantità di denaro per consentire una maggior agiatezza alla vostra famiglia
e provvedere agli anni futuri.

Perché possiate poi raggiungere la parte di prosperità che vi sta innanzi,
dovrete seguire con precisione le Sei Mosse Vitali:

1. Fissate nella vostra mente, in modo chiaro ed esatto, la meta che
desiderate raggiungere. Non bastano idee vaghe e confuse, siate precisi per
quanto riguarda la vostra meta.

2. Stabilite esattamente quello che intendete dare per il raggiungimento del
vostro fine. Ricordate che nella realtà non esiste "QUALCOSA PER NIENTE".

3. Stabilite una data ben precisa per il raggiungimento della vostra meta e
......

4. Fate un piano ben preciso per l'attuazione del vostro desiderio, e
mettete subito in atto questo piano, anche se non siete pronti.

5. Fate una dichiarazione scritta (chiara, precisa e breve) della vostra
meta, indicate il limite di tempo per il suo raggiungimento, specificate
quello che volete dare in cambio e descrivete dettagliatamente il piano di
lavoro per la sua realizzazione.

6. Leggete questa dichiarazione ad alta voce almeno due volte al giorno, una
prima di andare a letto la sera, una appena vi svegliate al mattino, e poi
quando potete durante il giorno. Mentre leggete, VEDETEVI, SENTITEVI E
RITENETE di aver già raggiunto il vostro obiettivo.

E' molto importante che seguiate queste istruzioni alla lettera.

Rileggete molte volte questa parte, finché non l'avrete assimilata
soddisfacentemente, poiché questo Principio è di gran lunga il più
importante di tutti e tredici, tenendo anche presente che: "per qualche
strano e potente principio di chimica mentale che non è mai stato spiegato,
la natura cela nell'impulso di un forte desiderio quel qualcosa che non
conosce l'esistenza della parola "Impossibile", e che non accetta una realtà
come il fallimento".

#8012 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Mer 28 Dic 2005 11:07 am
Oggetto: Lato Oscuro del Nuovo Ordine Mond.
max@...
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Lato Oscuro del Nuovo Ordine Mond.

redazione ECplanet.net

libro
Il Lato Oscuro del Nuovo Ordine Mondiale
Autore: Marcello Pamio

Banche che creano denaro dal nulla, i Rotschild, l'assassinio di Kennedy e
di Tesla, l'11 settembre, il fondo monetario internazionale, il ministero
del commercio internazionale, gli organismi geneticamente modificati,
pedofilia, sette sataniche, medicina, mass media, giustizia... tutti
strumenti per l'oppressione e la disinformazione.

Prendendo spunto dall’analisi dei maggiori organismi di politica ed economia
internazionali (il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, l’ONU,
l’Organizzazione per il Commercio, ecc.) e di quelli che sono, in realtà, i
compiti da questi svolti, Marcello Pamio ci introduce in un mondo di
corruzione e cospirazione, di massoneria e sette segrete, di personaggi che
lavorano dietro le quinte per mantenere il potere nelle mani di poche
famiglie, “i burattinai”.

Osservando come operano e da chi sono gestite le grosse multinazionali, le
banche e le organizzazioni internazionali, l'autore porta alla luce una rete
di collegamenti tra uomini politici di tutto il mondo e un piccolo gruppo di
famiglie, per lo più di banchieri, il cui obiettivo è di mantenere il
controllo totale sul mondo e sugli individui, anche attraverso la
manipolazione della salute e la diffusione delle malattie.

Un libro completo e chiaro, che fa nomi e cognomi dei personaggi implicati.
Un testo di controinformazione che tutti dovrebbero leggere prima di fare la
spesa, ascoltare un telegiornale o dare il proprio voto! Ma Marcello Pamio
non si ferma a questa semplice analisi del mondo in cui viviamo: egli spiega
che “il lato oscuro” è la famosa ombra straordinariamente descritta dal
grande psicanalista Carl Gustav Jung e presente in ognuno di noi. In
particolari ed estreme condizioni essa arriva a controllare e manipolare la
persona stessa e di conseguenza le masse. L’Ordine Mondiale altro non è che
un’unica grande ombra, unione di tante ombre… È molto importante sapere non
solo che ognuno di noi ha al suo interno un lato divino (luce) e un lato
demoniaco (ombra, oscurità) ma che quest’ultimo, se lasciato andare e
nutrito, è in grado di controllare le nostre vite.

#8011 Da: "Elda" <eldamarchi@...>
Data: Mar 27 Dic 2005 7:46 pm
Oggetto: riflessione
eldamarchi@...
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Salve mi chiamo Adele seguo con molto interesse questo gruppo di discussione
e vorrei confrontarmi con voi su una tematica a me cara e che rappresenta il
  percorso critco di una mostra d'arte contemporanea che stò curando.....il
nodo della mia rifessione parte dalla domanda :
"Quanto il nostro corpo ci è fedele .....e quanto ci è infedele ?"

Con questo cerco di esplorare le sitazioni, modalità, percezioni, e
possibili soluzioni, in cui l'essere umano spesso si trova nel fare i conti
con sè stesso e le componenti di sè....sarei davvero
grata di poter ricevere riflessioni in merito e di discuterne con voi, nell
attesa vi auguro delle serene festività

a presto Adele
ologramma@...


[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#8010 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mar 27 Dic 2005 11:20 am
Oggetto: Inaugurata la nuova sede della Fondazione Studi Bhaktivedanta
amadeusoft@...
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Inaugurata la nuova sede della Fondazione Studi Bhaktivedanta


Mercoledì 23 novembre è stata ufficialmente inaugurata, alla presenza delle
autorità locali, la nuova sede della Fondazione Studi Bhaktivedanta, in Via
Gramsci a Ponsacco.

http://www.c-s-b.org


Il sindaco di Ponsacco, Dr. Alessandro Cicarelli, l’assessore alla cultura
Barbara Guerrazzi, il Presidente del CSB, prof. Marco Ferrini e gli ospiti
convenuti, si sono riuniti nell’Aula Magna della neo-struttura per aprire la
serata inaugurale con i loro interventi.

Il sindaco ha dichiarato di non essere intervenuto soltanto per onorare un
impegno di carattere istituzionale, ma anche per la volontà di poter meglio
contribuire al Progetto ed ha auspicato possibilità di collaborazione con il
Comune di Ponsacco. “Il Centro Studi Bhaktivedanta - ha detto il Dr.
Cicarelli - opera sulla base del dialogo e del confronto tra Oriente e
Occidente, portando avanti un lavoro sul piano formativo, di cui lo sviluppo
delle risorse umane è un punto forte. Il CSB è un elemento che qualifica
Ponsacco come città aperta al mondo. In qualità di primo cittadino sono
orgoglioso - ha proseguito il sindaco - di avere un punto di riferimento
così importante sul territorio, uno stimolo che la nostra cittadina può
offrire per un confronto di culture e di pensieri”.
Il Prof. Marco Ferrini, Presidente e Fondatore del Centro Studi, ha preso la
parola ringraziando tutti gli intervenuti e in primo luogo il sindaco, l’
assessore alla cultura e altre autorità presenti.

“E’ mio piacere e mio desiderio capire in che modo, in un autentico spirito
di offerta, il CSB possa aiutare la città e la gente - ha detto. L’essere
umano ha bisogno di amicizia, di affetto, di valori, ha necessità di
credere, di dare un senso, uno scopo alla propria vita. Ritengo che i tempi
siano maturi per far cadere inutili barriere ideologiche, religiose, fedi
settarie e culture separatiste. Credo e spero che la globalizzazione possa
riguardare anche gli ideali, i sentimenti più nobili e più elevati come la
solidarietà e l’Amore, princìpi universali che possono essere espressi in
qualsiasi cultura e lingua, in qualsiasi forma: artistica, letteraria,
scientifica e religiosa.
Il CSB - ha proseguito il Prof. Ferrini - ha carattere olistico e privilegia
perciò l’approccio interdisciplinare. Non abbiamo difficoltà ad apprezzare
la specializzazione, a patto però che non precluda la visione d’insieme. Il
secolo scorso è stato campione di analisi ma pessimo maestro di sintesi. Il
nostro Centro Studi offre punti di vista sperimentati di grandi tradizioni
vissute al fine di integrare il già vasto e ricco orizzonte culturale d’
Occidente con quello non meno prezioso d’Oriente. Il lavoro che stiamo
portando avanti è di natura prevalentemente didattica - ha sottolineato
Ferrini - e si occupa di tutto ciò che ha respiro universale nella
tradizione antico indiana.

Il CSB ha rapporti con Istituti Universitari e Centri religiosi; la sua
anima è collocata all’interno dell’antica tradizione della Bhakti, e dialoga
con qualsiasi cultura autenticamente spirituale e con varie branche della
ricerca scientifica.
Lo spirito di ricerca è una delle più grandi risorse dell’essere umano e
deve essere visto come una via potenziale verso una prosperità sostenibile.
Ma in nome della ricerca scientifica non ci si può attribuire qualsiasi
libertà; anche la scienza ha bisogno di un’etica, altrimenti rischia di
produrre mostruosità. E tuttavia necessitiamo di un’etica che non sia
dogmatica o dottrinaria, bensì umana, sperimentale e di valenza universale.
La scienza offre informazione, ma non può fornire valori, i quali
appartengono alla dimensione spirituale.

L’uomo necessita entrambe le componenti di natura e cultura, di praticità
contingente e aneliti ideali, e il CSB include tutte queste prospettive,
poiché nostra ambizione è creare una sintesi tra religione e scienza, tra
contemplazione e vita operosa nel mondo.
Noi siamo qui, sul territorio - ha concluso il Presidente del Centro Studi -
per offrire una visione integrata della vita e dell’uomo che riteniamo oggi
più che mai indispensabile, mettendo a disposizione come cornice teorica
quella dell’antica civiltà dei Veda, prendendo parte alla formazione della
società nella misura in cui donne e uomini vorranno interfacciarsi con la
nostra realtà”.


La serata ha proseguito con la proiezione di un video sul Centro Studi e le
sue molteplici attività in campo accademico e scientifico e si è conclusa
con un delizioso rinfresco vegetariano che ha ben suggellato la
soddisfazione degli invitati.
L’auspicio dell’Amministrazione comunale, condiviso dallo staff del Centro
Studi, è quello di entrare in collaborazione per programmi che possano
offrire stimoli e risposte non solo ai cittadini di Ponsacco, ma a ciascun
individuo di buona volontà, motivato da un genuino spirito di ricerca, una
ricerca che deve partire dal nostro mondo interiore per potersi espandere
all’esterno a beneficio del singolo, della collettività e dell’ambiente.


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Segreteria CSB

tel. 0587-733730
fax: 0587-739898
secretary@...

http://www.c-s-b.org/it/modules.php?name=News&file=article&sid=167

#8009 Da: "piccozzo" <posta@...>
Data: Mar 27 Dic 2005 11:01 am
Oggetto: Sciopero della fame degli artisti campani: NO alla privatizzazione dell'acqua!
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Sciopero della fame degli artisti campani: NO alla privatizzazione
dell'acqua!


L'acqua: un bene dell'umanita'


Gli artisti campani Marcella Boccia e Alessandro Sommella scioperano per
dire "No alla privatizzazione dell'acqua!"

    Il Comitato italiano per il Contratto Mondiale per l'acqua ed una Rete di
associazioni ed i Movimenti che sono impegnati da diversi anni a difendere
in Italia la gestione pubblica dell'acqua si fanno portavoci dei seguenti
principi: l'acqua è un "bene comune dell'umanità" che appartiene, cioè, a
tutti gli organismi viventi perché elemento indispensabile per garantire il
diritto alla vita e conseguentemente che l'accesso all'acqua è un diritto
umano e sociale, individuale e collettivo; il finanziamento del costo
necessario per garantire questo diritto ad ogni essere umano nelle quantità
e qualità sufficienti per vivere, debba essere una responsabilità e
competenza dei pubblici poteri, politici ed amministrativi; gli enti locali
hanno il dovere di garantire a tutti i cittadini l'accesso all'acqua come
"bene comune pubblico", attraverso uno statuto di condivisione, gestione e
protezione della risorsa e garantendo il "diritto di accesso" a tutte le
popolazioni e alle generazioni future definendone gli usi, le pratiche e le
regole per favorirne l'uso e la condivisione, in linea anche con i principi
generali introdotti dall'art. 1 della Legge 5 gennaio 1994, n. 36.

L’acqua non è una merce!!! E' oggetto in tutto il mondo di un processo di
privatizzazione senza precedenti. Come qualsiasi merce, l'acqua è posta sul
mercato, venduta a società multinazionali che ne fanno oggetto di profitto.
Sta accadendo anche in Italia e in Campania. Per 136 comuni delle province
di Napoli e Caserta la mercificazione del diritto all’acqua è stata sancita
dalla delibera approvata il 23 novembre 2004 dall’Assemblea dell’ATO 2
(Ambito Territoriale Ottimale Napoli e Caserta) ed il prossimo 31 gennaio,
con la chiusura della gara, l’ingresso dei privati nella gestione del
servizio idrico sarà definitivo.
    La poetessa e scrittrice Marcella Boccia (www.marcellaboccia.it), nata in
uno dei Comuni dell'alto casertano interessati, Baia e Latina, dice "No alla
privatizzazione dell'acqua", protestando con uno sciopero della fame nei
giorni 1, 2 e 3 gennaio 2006.
Il musicista napoletano Alessandro Sommella (Planet Funk)
(www.sandrosommella.com) protesterà, allo stesso modo, con uno sciopero
della fame il giorno di capodanno. I due artisti saranno a Napoli a partire
dal capodanno fino al giorno 3 e risponderanno ad eventuali interviste
all'indirizzo e-mail peace@....

L'acqua è un bene dell'umanità.


*  *  *
"Esiste una sola razza: l'Umanità" (Gandhi)
   (¯`·.¸(¯`·.¸P.E.A.C.E.¸.·´¯)¸.·´¯)
Associazione per la pace e i diritti umani
      website - www.sfairos.it/peace.htm

#8008 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Mar 27 Dic 2005 10:59 am
Oggetto: La legge dei miracoli - di Yoganandaji
amadeusoft
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La legge dei miracoli - di Yoganandaji


CAPITOLO XXX della:

Autobiografia di uno Yoghi

- di Paramahansa Yogananda -

visto su lista Sadhana >> it.groups.yahoo.com/group/lista_sadhana




LA LEGGE DEI MIRACOLI

Il grande scrittore Leone Tolstoi  scrisse una deliziosa
leggenda: i Tre Eremiti, che il suo amico Nicola Roerich riassume
come segue: "In un'isola vivevano tre vecchi eremiti. Erano tanto
semplici che l'unica preghiera che dicevano era questa: - Siamo
tre; Tu sei Tre; abbi pietà di noi. - Durante questa ingenua preghiera
avvenivano grandi miracoli.

«Il vescovo del luogo seppe dei tre eremiti e della loro
inammissibile preghiera, e decise di andare a visitarli per
insegnare loro
le invocazioni canoniche. Giunse all'isola, disse agli eremiti
che la loro supplica al cielo non era dignitosa, e fece loro
imparare
molte delle solite preghiere; poi il vescovo se ne andò.
Imbarcatosi su un battello, si accorse che esso era seguito da
una luce
radiosa. Mentre la luce si avvícinava sempre più, distinse i tre
eremiti che tenendosi per mano, correvano sulle onde sforzandosi
di raggiungere il battello:

"- Abbiamo dimenticato le preghiere che ci hai insegnato, - essi
gridarono appena ebbero raggiunto il vescovo, - e ti siamo corsi
dietro perché tu ce le ripeta. - Il vescovo, pieno di profonda
reverenza, scosse il capo:

  - Miei cari, - rispose umilmente, - continuate con la vostra
vecchia preghiera».

Come mai i tre Santi potevano camminare sull'acqua?

Come poté il Cristo risuscitare il proprio corpo crocifisso?

Come potevano Lahiri Mahasaya e Sri Yukteswar compiere i loro
miracoli?

La scienza moderna non ha ancora trovato la risposta a tali
domande, sebbene con l'avvento della bomba atomica e le
meraviglie dei
radar il campo intellettuale dell'umanità si sia bruscamente
allargato. La parola "impossibile" occupa un posto sempre più
ristretto nel linguaggio dell'uomo.

Le antiche Scritture Veda dichiarano che il mondo fisico sottosta
a un'unica legge fondamentale: quella di maya, il principio della
relatività e della dualità. Dio, l'Unica Vita, è Unità Assoluta.

Egli non può apparire come manifestazioni separate e multiple
della Sua creazione, se non coprendosi di un velo ingannevole e
irreale. Questo velo dualistico, illusorio è la maya.

Molte grandi scoperte scientifiche dei tempi moderni sono valse a confermare
questa semplice affermazione dei rishi antichi.
La legge del moto di Newton è una legge della maya: "Ad ogni
azione corrisponde una equivalente reazione contraria; le azioni
in mutuo rapporto di due corpi qualsiasi sono sempre equivalenti e
seguono direzioni opposte". Perciò l'azione e la reazione si
bilanciano esattamente. "Trovare una forza singola è impossibile;
vi deve essere, e sempre vi è, una coppia di forze equivalenti e
contrarie".

Le fondamentali attività naturali tradiscono, tutte, la loro
origine maya. L'elettricità, ad esempio, è un fenomeno di
repulsione e di attrazione; i suoi elettroni e protoni sono opposti
elettrici.
Un altro esempio: l'atomo, o particella "ultima" della materia è,
come la terra stessa, un magnete con i due poli: positivo e
negativo. Tutto il mondo fenomenico è sotto l'inesorabile dominio
della polarità; nessuna legge fisica o chimica e nessun'altra legge
naturale è stata mai esente da principi opposti o contrastanti.

La scienza fisica, dunque, non può formulare leggi al di fuori
della maya, che è il materiale e la struttura stessa della
creazione.

La natura stessa è maya; la scienza naturale deve per forza
occuparsi della sua ineluttabile essenza. Nel proprio campo essa
è eterna e inesauribile; gli scienziati dell'avvenire non potranno
fare altro che esaminare un aspetto dopo l'altro della sua
varietà infinita. La scienza, perciò, rimane in un perpetuo fluttuare,
incapace di raggiungere l'ultima conoscenza; è atta a formulare
le leggi di un cosmo già esistente e funzionante, ma incapace di
svelare il Compilatore delle leggi e Unico Operatore. Le
grandiose manifestazioni della legge di gravità e dell'elettricità sono
note, ma che cosa siano la gravitazione e l'elettricità nessun
mortale conosce .

Superare la maya era il compito assegnato al genere umano dai
profeti di millenni. Sollevarsi al di sopra della dualità della
creazione e percepire l'unità del Creatore è considerato il più
alto compito che sia stato assegnato all'uomo. Coloro che si
afferrano all'illusione cosmica debbono accettare la sua legge
essenziale della polarità: flusso e riflusso, salita e discesa,
giorno e notte, piacere e dolore, bene e male nascita e morte.

Questo schema cíclico assume una certa angosciosa monotonia dopo
che l'uomo è passato attraverso qualche migliaio di nascite umane;
egli incomincia a guardare speranzoso oltre le coercizioni di
maya.

Strappare il velo di maya è penetrare il segreto della creazione.
Colui che in tal modo svela l'universo è l'unico vero monoteista.
Tutti gli altri venerano immagini idolatriche. Fin quando l'uomo
sarà schiavo del dualistico inganno della natura, la sua dea è
maya dal volto di Giano, ed egli non può conoscere l'unico, vero Dio.

Mentre opera nella mente dell'uomo, l'illusione del mondo, maya,
è chiamata avidya e cioè letteralmente: non-conoscenza,
ignoranza,
inganno. Maya o avidya non si distrugge mai attraverso una
convinzione intellettuale o un'analisi, ma solo raggiungendo lo
stato interiore del nirbikalpa samadhi. I profeti dell'Antico
Testamento, i veggenti di tutti i paesi e di tutte le età
parlarono da questo stato di coscienza. Dice Ezechiele (43, 1-2): 'Poi egli
mi
condusse alla porta che guardava verso l'Oriente. Ed ecco la
gloria dell'Iddio d'Israele che veniva dall'Oriente; e la sua
voce era simile al suono di grandi acque; e la terra risplendeva
della sua gloria'.

Attraverso l'occhio divino sulla fronte (oriente) lo yoghi pilota
la propria coscienza verso l'onnipresenza udendo la
Parola, Om, suono divino di molte "acque": vibrazioni di luce che
costituiscono l'unica realtà della creazione.
Fra gli infiniti misteri del cosmo, il più straordinario è la
luce. A differenza delle onde sonore, la cui trasmissione
richiede 'aria o altro elemento vettore, le ondeluce passano liberamente
attraverso il vuoto dello spazio interstellare.

Perfino l'ipotetico
etere, considerato come un medium interplanetario di luce nella
teoria ondulatoria, può essere scartato basandosi sulla teoria di
Einstein, la quale afferma che le proprietà geometriche dello
spazio rendono inutile il concetto dell'etere. In ambedue le
ipotesi, l luce rimane la manifestazione naturale più sottile e la più
libera dalle dipendenze materiali.

Nelle titaniche concezioni di Einstein, la velocità della luce -
186.300 miglia al secondo - domina l'intera teoria della
Relatività. Egli fornisce la prova matematica che la velocità
della luce è - per quanto riguarda la mente finita dell'uomo -
l'unica tante in un universo instabile e fluttuante. Sull'unico
'assoluto' della velocità della luce si basano tutti i criteri
umani di empo e spazio. Non astrattamente eterni, come venivano
considerati una volta, tempo e spazio sono fattori relativi e
finiti, la cui isura risulta valida solo in rapporto a quella della
velocità-luce.

Ponendosi al lato allo spazio come relatività dimensionale, il
tempo ha rinunciato alla sua secolare pretesa a un valore
immutabile.

Il tempo è ormai ridotto alla sua vera natura: una semplice
essenza di ambiguità! Con pochi temi di equazioni tracciati con
la penna, Einstein bandì dal cosmo qualsiasi realtà fissa, fuorché
quella della luce.

Sviluppando ulteriormente i suoi studi con la teoria del campo
unificato, il grande fisico sintetizza in un'unica formula
matematica le leggi di gravità ed elettromagnetiche. Riducendo la struttura
cosmica a delle semplici varianti di un'unica Legge, Einstein si
unisce, attraverso i secoli, ai rishi, i quali affermarono che la
creazione ha una struttura unica: quella della maya proteiforme.
Dalla famosa teoria della relatività sono sorte le possibilità
matematiche di esplorare l'atomo ultimo. Grandi scienziati
affermano ora arditamente non solo che l'atomo è energia e non materia, ma
che l'energia atomica è essenzialmente di natura mentale.

"La franca ammissione che la scienza fisica è in rapporto con un
mondo di ombre, è uno dei progressi più significativi" scrive Sir
Arthur Stanley Eddington in The Nature of Physical World. "Nel
mondo della fisica noi osserviamo, proiettato in un gioco
d'ombre, il dramma della vita d'ogni giorno. Il mio gomito-ombra riposa sul
tavoloombra, come l'inchiostro-ombra fluisce sulla carta-ombra.
Tutto è simbolico, e i fisici lasciano che rimanga simbolo. Poi
viene la Mente alchimista che trasforma i simboli... Per dirla in
parole povere, la stoffa di cui è fatto il mondo è di natura
mentale ......

Con la recente invenzione dei microscopio elettronico abbiamo
avuto la prova definitiva dell'essenza-luce degli atomi e
dell'inevitabile dualità della natura. Il New York Times pubblicò
il seguente resoconto sulla dimostrazione del microscopio
elettronico data nel 1937 davanti a una riunione
dell'Associazíone Americana per il Progresso della Scienza:

"La struttura cristallina del tungsteno, conosciuta prima solo
indirettamente per mezzo dei raggi X, ci stava dinanzi
arditamente delineata su uno schermo fluorescente, che presentava nove atomi
nel loro esatto reticolo spaziale: un cubo con un atomo in ogni
angolo, e uno al centro. Gli atomi nello spazio cristallino del
tungsteno apparivano sullo schermo fluorescente come punti di
luce, disposti in forma geometrica. Contro questo cubo cristallino di
luce le molecole d'aria bombardanti si rivelano come punti
luminosi danzanti, simili a puntini di sole che scintillano sulle acque
mosse...

Il principio del microscopio elettronico fu scoperto per la
prima volta nel 1927 da Clinton J. Davisson e Lester H. Germer
dei Laboratori Telefonici Bell di New York City; essi scoprirono
la duplice personalità dell'elettrone, che possiede le
caratteristiche sia di una particella, sia di un'onda . La
qualità 'onda' dava
all'elettrone la caratteristica della luce. S'iniziò così la
ricerca dei mezzi per mettere a fuoco gli elettroni in modo
simile alla
messa a fuoco della luce, per mezzo di una lente.
"Per la sua scoperta delle qualità "Jekyll-Hide" dell'elettrone,
che corroborò la predizione fatta nel 1924 dal De Broglie (lo
scienziato francese, premio Nobel per la fisica, il quale
dimostrò che l'intero campo della natura fisica ha una doppia
personalità), Davisson ottenne anch'egli il Premio Nobel per la
fisica".

"La corrente del sapere", scrive Sir James jeans in The
Mysterious Universe "tende verso una realtà anti-meccanica;
l'universo
comincia ad assumere l'aspetto, invece che di una grande
macchina, di un grande pensiero".
La scienza del XX secolo fa pensare perciò a una pagina degli
antichi Veda.

Dalla scienza, dunque, se così deve essere, l'uomo apprenda la
verità filosofica che non esiste un universo materiale; il suo
ordito
e la sua trama sono maya, illusione. L'analisi annulla tutti i
suoi miraggi di realtà. Man mano che le rassicuranti prove di un
cosmo materiale s'infrangono l'una dietro l'altra, l'uomo
percepisce oscuramente il carattere idolatrico della sua falsa
sicurezza,
e la sua antica trasgressione al divino comandamento: "Non avrai
altro Dio al di fuori di Me".

Nella sua famosa equazione che esprime l'equivalenza della massa
e dell'energia, Eínstein dimostrò che l'energia in ogni
particella
di materia è uguale alla sua massa, o peso, moltiplicata per il
quadrato della velocità della luce. La liberazione dell'energia
atomica è causata dal dissolvimento delle particelle materiali.
La "morte" della materia fu la "nascita" dell'Era Atomica.

La velocità-luce è una costante matematica non perché 186.300
miglia al secondo siano un valore assoluto, ma perché nessun
corpo materiale, la cui massa aumenta con la velocità, può mai
raggiungere la velocità della luce. Detto in altre parole: la
velocità della luce potrebbe essere eguagliata solo da un corpo la cui
massa fosse infinita.

Questo concetto ci porta alla legge dei miracoli.

I Maestri che sanno materializzare e smaterializzare i loro corpi
o qualsiasi altro oggetto, muoversi con la velocità della luce, e
utilizzare i raggi di luce creativa per portare alla vista
istantaneamente qualsiasi manifestazione fisica, hanno raggiunto
la condizione inderogabile posta da Einstein: la loro massa è
infinita.

La coscienza di uno yoghi giunto alla perfezione s'identifica
senza sforzo non con un corpo limitato, ma con la struttura
universale. La gravítazione - si tratti della 'forza' di Newton o
della 'dimostrazione d'inerzia' di Einstein - è incapace di
costringere un Maestro ad assumere la proprietà del 'peso', che è
la condizione particolare di gravitazione che distingue tutti gli
oggetti materiali. Colui che conosce se stesso come lo Spirito
Onnipresente, non è più soggetto alle costrizioni di un corpo nel
tempo e nello spazio.

Il suo impenetrabile carcere si è arreso ed è svanito dinanzi
all'io sono Lui".

"Fiat Lux". E la Luce fu! (Genesi, 1, 3). Nella creazione
dell'universo, il primo comandamento di Dio diede origine
all'essenza
d'ogni struttura: la luce. E' sui raggi di questo mezzo
immateriale che avvengono tutte le divine manifestazioni. Devoti
di tutti i
tempi resero testimonianza dell'apparizione di Dio quale fiamma e
luce. " ... i suoi occhi (erano) come fiamma di fuoco... e la sua
faccia come il sole (allorchè) splende nella sua potenza - ".

Lo yoghi che per mezzo della meditazione perfetta ha fuso la
propria coscienza col Creatore, percepisce l'essenza cosmica
quale
luce; per lui non v'è differenza tra i raggi di luce che
compongono l'acqua e quelli che compongono la terra. Affrancato
dalla
coscienza della materia, non più legato alle tre dimensioni dello
spazio e alla quarta dimensione del tempo, un Maestro trasferisce
il suo corpo di luce con uguale facilità sopra o attraverso i
raggi di luce della terra, dell'acqua, del fuoco e dell'aria.
"Se perciò il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà pieno
di luce". (Matteo, 6, 22). Una lunga concentrazione sull'occhio
spirituale liberatore rende lo yoghi capace di distruggere ogni
illusione concernente la materia e il suo peso di gravità; da
allora
in poi egli vede l'universo come una massa essenzialmente
indifferenziata di luce.

"Le immagini ottiche", dice il dottor L.T. Troland,
dell'Università di Harvard, "si basano sullo stesso principio
delle comuni
incisioni a mezzatinta, sono fatte cioé di minutissimi puntini o
lineette, troppo piccoli per essere scorti dall'occhio... La
sensibilità della retina è tanto grande che una sensazione visiva
può esser prodotta da un quantitativo relativamente scarso della
giusta qualità di luce".

La legge dei miracoli può esser resa operante da qualsiasi uomo
che abbia raggiunto la consapevolezza che l'essenza della
creazione
è luce. Mediante la divina conoscenza dei fenomeni della luce, un
Maestro può istantaneamente proiettare in manifestazioni
percettibili gli atomi di luce presenti ovunque.
La forma reale di tale proiezione, qualunque essa sia: un albero,
una medicina, un palazzo o un corpo umano, risponde al volere
dello yoghi e ai suoi poteri di volontà e di visualizzazione.

Di notte, l'uomo entra nello stato di coscienza del sogno e evade
dalle false limitazioni egoistiche che ogni giorno lo cingono e
lo
imprigionano. Nel sogno egli riceve una ripetuta dimostrazione
dell'onnipotenza della propria mente. Ecco, nel sogno, gli amici
morti da tempo, i più remoti continenti, le scene risorte della
sua fanciullezza.
Questo stato di coscienza libero e incondizionato che ogni uomo
può conoscere, sia pur brevemente, nelle esperienze di taluni
sogni,
è lo stato permanente della mente di un Maestro in armonia con
Dio. Essendo privo d'ogni movente personale, e impiegando la
volontà
creativa concessagli dal Creatore, lo yoghi riorganizza gli
atomi-luce dell'universo per soddisfare qualunque preghiera
sincera di
un fedele.

A questo fine Dio creò l'uomo e la creazione: affinché egli si
elevasse da padrone sulla maya, conoscendo il proprio dominio sul
cosmo.
"Poi Dio disse: - Facciamo l'uomo a nostra immagine e
somiglianza; ed abbia signoria sopra i pesci dei mare, e sopra
gli uccelli del
cielo e sopra le bestie, e sopra tutta la terra, e sopra ogni
rettile che striscia sopra la terra". (Genesi, 1, 26).

Nel 1915 ero da poco entrato nell'Ordine degli Swami, quando ebbi
una visione piena di violenti contrasti. Per mezzo suo riuscii a
comprendere la relatività della coscienza umana e a percepire con
limpida chiarezza l'unità dell'Eterna Luce dietro la penosa
dualità della maya. Ebbi questa visione una mattina mentre sedevo
nel mio piccolo attico in casa di mio padre, in Gurpar Road. Già
da mesi la prima guerra mondiale infieriva sull'Europa, e io
riflettevo tristemente su quell'immenso tributo richiesto dalla
morte.

Mentre chiudevo gli occhi in meditazione, la mia coscienza si
trasferì a un tratto nel corpo di un capitano che comandava una
nave
da guerra. Il rombo dei cannoni fendeva l'aria mentre le batterie
della costa e i cannoni di bordo sparavano gli uni sugli altri.
Un'enorme scheggia colpì la polveriera della mia nave ed essa
affondò. Saltai nell'acqua con i pochi uomini che erano
sopravvissuti
all'esplosione; col batticuore, giunsi salvo alla riva. Ma ahimè!
Una pallottola sperduta terminò il suo furioso volo penetrando
nel
mio petto. Gemendo, caddi a terra: tutto il mio corpo era
paralizzato, eppure ero cosciente di averlo, come si è consci di
una gamba
addormentata. Pensai: - Alla fine il misterioso passo della morte
mi ha raggiunto. - Con un ultimo respiro stavo per piombare
nell'incoscienza, quand'ecco, mi ritrovai seduto nella posizione
del loto nella mia cameretta di Gurpar Road.

Lacrime isteriche sgorgavano dai miei occhi, mentre pieno di
gioia accarezzavo e pizzicavo il mio ritrovato possesso: un corpo
intatto da qualsiasi foro di proiettile Mi dondolai, aspirando ed
espirando per convincermi di esser vivo. Mentre mi congratulavo
con me stesso, sentii di nuovo che la mia coscienza si trasferiva
nel corpo delcapitano morto sulla riva insanguinata. Fui vinto da
un'enorme confusione mentale.
"Signore", invocaí, "sono morto o vivo?".

Un grande sprazzo di luce illuminò tutto l'orizzonte. Una lieve
mormorante vibrazione si tramutò in parole:
"Che cosa hanno a che fare vita e morte con la Luce? A ímmagine
della mia Luce Io ti ho fatto. La relatività della vita e della
morte appartiene al sogno cosmico. Guarda il tuo essere senza più
sognare! Svegliati figlio Mio, svegliati!".

Quali passi graduali verso il risveglio degli uomini, Dio ispira
agli scienziati di scoprire, a tempo e luogo opportuni, i segreti
della Sua creazione. Molte moderne scoperte aiutano gli uomini a
comprendere il cosmo come espressione infinitamente variata di
un'unica forza, la luce, guidata dall'Intelligenza Divina. Le
meraviglie del cinematografo, della radio, della televisione, del
radar e della cellula fotoelettrica - "l'occhio elettrico" che
tutto vede, - o delle energie atomiche, si basano tutte sul
fenomeno
elettromagnetico della luce.

Il cinematografo può produrre qualsiasi miracolo. Dal punto di
vista dell'impressione visiva, nessuna meraviglia è negata ai
trucchi
cinematografici. Un uomo può essere visto come trasparente corpo
astrale uscente dalla sua solida forma fisica; può camminare
sulle
acque, risuscitare i morti, invertire la naturale sequenza degli
eventi e distruggere tempo e spazio. Raggruppando come gli
aggrada
le immagini fotografiche, l'esperto compie miracoli ottici che un
vero Maestro produce con veri raggi di luce.

Con le sue immagini simili alla vita, il cinematografo illustra
molte verità della creazione. Il Regista Cosmico scrisse le sue
commedie e chiamò sulla scena un immenso numero di attori per lo
spettacolo dei secoli. Dall'oscura cabina dell'eternità, Egli
invia
i Suoi raggi di luce attraverso i film delle successive età, e le
scene si proiettano sullo schermo dello spazio. E come le
immagini
di una pellicola cinematografica sembrano reali, pur non essendo
altro che combinazioni di luce e d'ombra, così la varietà
universale non è che un'ingannevole apparenza. Le sfere
planetarie con le loro innumerevoli forme di vita altro non sono
che figure
di un film cosmico, temporaneamente reali alla percezione dei
cinque sensi; le transitorie scene vengono proiettate dal Suo
Infinito
raggio creativo sullo schermo della coscienza umana.
Gli spettatori in un cinematografo possono constatare, alzando
gli occhi, che le immagini prendono forma sullo schermo per mezzo
di
un unico raggio di luce scevro di figure.

Anche il variopinto dramma universale scaturisce dall'unica
bianca luce di una Fonte
Cosmica. Con inconcepibile genio, Dio pone in scena un
super-spettacolo per i Suoi figli umani, facendoli a un tempo
attori e
spettatori nel Suo teatro planetario.

Un giorno entrai in un cinema per vedere un documentario ripreso
sui campi di battaglia europei. In Occidente si combatteva ancora
la prima guerra mondiale; il documentario riproduceva la
carneficina con tale realismo, che lasciai il cinema col cuore
sconvolto.

"Signore", pregai, "perché permetti simili sofferenze?".
Con mia intensa sorpresa mi giunse un'immediata risposta, sotto
forma di una visione dei reali campi di battaglia europei: il
quadro
di tutti quei morti e morenti superava di gran lunga in orrore e
crudeltà qualsiasi immagine del documentario.
"Guarda intensamente", disse una Voce soave alla mia coscienza
interiore. "Vedrai che queste scene che ora si svolgono in
Francía
non sono altro che un gioco di chiaroscuri. Sono le pellicole
cinematografiche del cosmo, tanto reali e tanto irreali quanto lo
spettacolo cinematografico cui hai assistito: una scena in una
scena".

Ma il mio cuore non trovava ancora conforto. La Voce Divina
continuò: "La creazione è luce e ombra, altrimenti nessun quadro
sarebbe
possibile. Il bene e il male di maya devono alternamente
prevalere l'uno sull'altro. Se la gioia fosse incessante in
questo mondo,
l'uomo ne cercherebbe mai un altro? Senza la sofferenza, l'uomo
non si curerebbe di rammentare che ha abbandonato la sua casa
eterna. Il dolore è un incentivo a ricordare. L'unica via di
scampo è la saggezza! La tragedia della morte è irreale; coloro
che
tremano dinanzi ad essa sono come l'attore ignorante che muore di
paura, sulla scena, quando sparano su di lui con una pistola
caricata a salve.

I Miei figli sono creature di luce;non rimarranno per sempre
assopiti nell'inganno".
Sebbene avessi letto di maya nelle Scritture, pure non ero
riuscito e penetrarne il significato così profondamente come
attraverso
le mie visioni personali e le parole consolanti che le
accompagnavano. Tutti i nostri valori vengono profondamente
mutati quando ci
rendiamo finalmente conto che la creazione è solo una grandiosa
pellicola cinematografica, e che non in essa, ma al di là di essa
si
trova la nostra realtà.

Terminato che ebbi di scrivere questo capitolo, sedetti sul mio
letto nella posizione dei loto.
La mia stanza era fiocamente illuminata da due lampade velate.
Levando lo sguardo, mi accorsi che il soffitto era punteggiato di
piccole luci color senape, che scintillavano e tremavano con un
luccichio fosforescente; miriadí di raggi di luce, simili a
cortine
di pioggia, si radunavano a fasci e scendevano silenziosamente su
di me.

In quell'istante il mio corpo perdette la sua consistenza fisica
e si tramutò in materia astrale. Provai una sensazione fluttuante
quando, toccando appena il letto, il mio corpo senza peso
ondeggiò leggermente e alternamente da sinistra a destra. Mi
guardai
intorno nella stanza: i mobili e le pareti erano come sempre, ma
la piccola massa di luce si era moltiplicata tanto da rendere
invisibile il soffitto.

Fui colpito da meraviglia.
"Questo è il meccanismo del cinema cosmico", disse una Voce, che
sembrava provenire dalla luce stessa. "Spargendo i suoi raggi sul
bianco schermo della coltre del tuo letto, esso produce la figura
del tuo corpo. Guarda! La tua forma non è altro che luce"' .

Guardai le mie braccia, le mossi avanti e indietro, eppure non ne
sentivo il peso. Un'estatica gioia mi travolse. Quel cosmico
stelo
di luce che fioriva nella forma del mio corpo sembrava una copia
divina dei raggi di luce uscenti dalla cabina di proiezione di un
cinematografo, e che si manifestano sullo schermo sotto forma di
immagini.

A lungo osservai quella proiezione del mio corpo nel teatro
fiocamente illuminato della mia camera da letto. Sebbene io abbia
avuto
molte visioni, nessun'altra fu più singolare di questa. Quando
l'illusione di avere un corpo solido si fu completamente
dileguata, e
si fu approfondita in me la coscienza che l'essenza di tutti gli
oggetti è luce, alzai lo sguardo verso il pulsante fiotto di
vitatroni  e supplicai:
"- Luce Divina, assorbi, ti prego, in Te l'umíle figura del mio
corpo, come Elia, che fu tratto in cielo da un turbine di
fiamma!".

Questa preghiera era evidentemente troppo ardita, poiché il
raggio scomparve. E mio corpo riprese il suo peso normale e
ricadde sul
letto; lo stuolo di abbaglianti luci sul soffitto oscillò e
svanì. L'ora in cui mi sarebbe stato concesso di abbandonare
questo
mondo evidentemente non era ancora giunta.
- E per di più, - pensai filosoficamente, - il profeta Elia
potrebbe ben dispiacersi della mia presunzione!

#8007 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Mar 27 Dic 2005 10:58 am
Oggetto: TRAME MASSONICHE E AIUTI UMANITARI
max@...
Invia email Invia email
 
TRAME MASSONICHE E AIUTI UMANITARI

Il Ritorno di Gelli
inchiesta di Rita Pennarola
su La Voce della Campania – dicembre 2005  www.lavocedellacampania.it

Licio Gelli, l’Onu, il Parlamento Mondiale di Palermo, la polizia parallela
di Riccardo Sindoca e l’ambasciata mondiale macedone per i bambini: tutti
insieme, con un manipolo di esponenti partenopei. E tutti in business.
Quella che vi raccontiamo è la storia di un mix esplosivo, che porta alla
luce la trama di nuovi intrecci paralleli per il controllo dell’ordine
mondiale e per la gestione delle risorse, anche e soprattutto quelle
“umanitarie”.

Partiamo dalle celebrazioni svoltesi lo scorso 12 novembre in quel di
Pomigliano d’Arco, popoloso comune vesuviano, per le rituali assegnazioni di
premi ai “poeti dell’anno”. La rassegna, che da oltre un decennio viene
organizzata «dalla vulcanica Tina Piccolo, poetessa di fama internazionale
(come lei stessa ama definirsi nel dettare le sue note biografiche, ndr)»,
si era già “distinta” nel 1996 per aver premiato un poeta illustre come il
venerabile Licio Gelli. Nel 2005 la manifestazione - che si fregia «dell’
alto patronato della Presidenza della Repubblica» e sarebbe realizzata «in
collaborazione con il Comune di Pomigliano d’Arco e con la Regione
Campania » - non si fa mancare l’ombra del gran maestro: assegna infatti,
fra gli altri, un riconoscimento a Maria Rosa Gelli. Le note biografiche
della «poetessa» Gelli sono tratte dall’albo d’oro della Accademia dei
Micenei, di cui fa parte insieme al “cantore” Licio Gelli: «Maria Rosa Gelli
è nata a Pistoia il 22 dicembre 1952. Dal 1967 vive ad Arezzo dove ha
conseguito la maturità e svolto gli studi universitari alla Facoltà di
Lingue e Letterature straniere. Parla il francese, lo spagnolo e l'inglese.
Dal 1993 riveste il grado di Capitano del CO.S.INT. Nel 1994 le è stata
conferita la qualifica di Dama di Gran Croce del Reale Ordine di Cipro». Ma
a parte la comune nascita a Pistoia, la residenza aretina per entrambi e,
ovviamente, l’insopprimibile vocazione lirica, quali sono i veri legami fra
Licio e Maria Grazia Gelli?

Maria Rosa o Maria Grazia?
Sono tanti e sorprendenti. Nel 1991 la signora o signorina fonda ad Arezzo
la srl Vali, 20 mila euro in dote oggi, dedita ad operazioni immobiliari,
finanziarie e di leasing in genere, di cui Maria Rosa è attualmente
amministratore unico. I soci della Vali srl sono solo tre: accanto alla
“poetessa” siedono infatti i due figli maschi del venerabile. Si tratta di
Raffaello Gelli, 58 anni, e di Maurizio Gelli, classe 1959, che possiede la
maggioranza delle quote. Una sinergia perfetta ed un’intesa incomparabile,
dunque, fra i tre Gelli. Va ricordato che il gran maestro, di figli, ne
aveva tre: oltre a Raffaello e Maurizio, anche la bella Maria Grazia,
protagonista del rocambolesco sequestro avvenuto all’aeroporto di Fiumicino
nel luglio 1982, quando la polizia trovò nel doppio fondo della sua valigia,
per la prima volta, il Piano di rinascita nazionale elaborato da suo padre
nel 1976. Che ne era stato, in seguito, di Maria Grazia?

A febbraio 2004 il superpentito di mafia Angelo Siino racconta fra l’altro
al sostituto procuratore della capitale Luca Tescaroli di aver utilizzato
per un certo periodo la Mercedes SL 500 che gli era stata data in uso da
Giuseppe Moccia, «la stessa – viene ricostruito in un articolo apparso su
Repubblica – prima utilizzata da Flavio Carboni e sulla quale, tempo prima,
aveva perso la vita la figlia di Licio Gelli». Su questo lutto familiare si
era soffermato lo stesso Gelli durante l’incontro con i giornalisti della
Voce avvenuto a Villa Wanda nel maggio 1996. In quella occasione ci mostrò
un ritratto giovanile della figlia Maria Grazia, «scomparsa in un incidente
d’auto – ribadì – nel periodo in cui era fortemente provata dal sequestro
dei documenti e dalle successive indagini». La giovane e avvenente donna
ritratta nel quadro che campeggiava alle pareti del salone di Villa Wanda
nel ’96, assomiglia in maniera impressionante all’immagine della poetessa
Maria Rosa Gelli, socia di Raffaello e Maurizio.

E le analogie non sono finite. Come Licio, anche Maria Rosa pubblica
regolarmente articoli e poesie sul periodico locale di area massonica Il
Piave. Spesso le collaborazioni si ritrovano vicine, una accanto all’altra.
E il legame societario sembra ora chiudere il cerchio. Chi è davvero Maria
Rosa Gelli? Intanto, seguendo le sue tracce – e, soprattutto, quelle di
Raffaello Gelli – ci ritroviamo ancora una volta nello “Stato Parallelo”
(vedi la Voce di ottobre 2005) tante volte prefigurato dai magistrati, ma
che solo ora comincia ad assumere contorni più definiti. Raffaello Gelli è
stato infatti – almeno fino al 2001 – membro della commissione per i diritti
umani all’Onu. Nessuna meraviglia, dal momento che suo padre ha intrecciato
rapporti non solo occulti, ma anche ufficiali con alte cariche dello Stato
italiano e di Paesi esteri. Come conferma la foto qui sopra, che ritrae il
venerabile nel corso di una cerimonia ufficiale al Quirinale, insieme all’
allora presidente della repubblica Giovanni Leone.

UN GELLI ALL’ONU
Torniamo a Raffaello Gelli e al suo ruolo alle Nazioni Unite. Era stato lui
stesso a parlarne, dopo il clamore suscitato all’epoca dalle prime notizie
di stampa, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano La Nazione a
maggio 2001. «Io sono solo una persona che ha accesso all'Onu. Che può
partecipare alle riunioni di tutte le commissioni economiche, umanitarie,
dei diritti dell'uomo, a Ginevra, Vienna, New York. Insomma, ho un mio
posto. E ho un documento dell'Onu, un tesserino». Come nasce questa sua
avventura?, gli chiede il giornalista Ennio Mecconi. «Nasce perchè cinque
anni fa ho incontrato Henry Bandier, ora morto, noto avvocato
internazionale, francesce, gaullista, che non era amico di mio padre, ma
forse un suo simpatizzante». «Ho cominciato a seguire questa
organizzazione – spiega – e cioè l' “Agenzia delle città unite per la
cooperazione Nord-Sud” fondata da Bandier». Gelli, in pratica, fa parte di
una Organizzazione non governativa accreditata dalle Nazioni Unite: «Nel '95
Bandier era riuscito ad ottenere uno statuto consultivo, depositato e
approvato presso le Nazioni Unite, diventando una "Ong", una organizzazione
non governativa, il cui scopo è sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale
per mettere in atto una nuova strategia di sviluppo. In questo momento
seguiamo problemi sull'ecologia e per le acque potabili. In Kenia, a
Malindi, c'è un progetto per l'acqua potabile». Il figlio del venerabile si
dichiara poi «presidente dell'"Uta", la United towns agency», nei cui
elenchi «ci sono circa 2000 nomi fra avvocati, medici, ex ambasciatori,
imprenditori. Un po' in tutto il mondo». Un seggio all’ONU nel medesimo
organismo anche per Marta Gelli, consorte del rampante Raffaello, un metro e
novanta di altezza, una indomabile passione per le auto di lusso, un diploma
di ragioniere ed una fitta rete d’affari fra il Principato di Monaco e
numerosi Paesi del mondo, compreso il nostro.

Ad aprile di due anni fa il pm barese Lorenzo Lorario lo iscrive nel
registro degli indagati per contrabbando internazionale di sigarette con il
Montenegro. Un’accusa che si perde poi nel porto delle nebbie. Più
recentemente il nome di Raffaello Gelli rimbalza tra le pagine del libro di
Charles Duchaine, ex giudice istruttore nel Principato di Monaco (poi
dislocato in alta Corsica, a Bastia, perché accusato di “lesa maestà”). Nel
corso di un’inchiesta sul “blanchiment” dei capitali, Duchaine si era
imbattuto in una nota riservata della Procura di Asti nella quale si
spiegava che Daniel Ducruet – all’epoca marito della principessa Stephanie
di Monaco – aveva creato un consorzio denominato Segetra, nel quale era
presente anche Raffaello Gelli. L’inchiesta adombrava l’ipotesi che il
consorzio fosse dedito al riciclaggio di capitali della mafia russa.

LA CORAZZATA MACEDONE
Ma le sorprese sono appena cominciate. Perché nella Commission of Human
Rights - Sub-Commission on Promotion and Protection of Minorities, attiva
presso le Nazioni Unite nel 1999, insieme a Raffaello e Marta Gelli sedevano
altri due personaggi che ci portano dritto dritto in Macedonia, dentro le
fila di una strana sigla umanitaria transnazionale, a sua volta collegata
col Parlamento Mondiale di Palermo. Si tratta di «Mr. Dragi Imijanack» e
«Ms. Loretta Bianchi». La Voce si era già occupata di loro nei mesi scorsi.
Il primo (il cui nome preciso è Dragi Zmijanac) risulta infatti fondatore
della First Embassy of the Children in the World Megjashi con sede a Skopje,
sigla che fino a qualche settimana fa dispensava onorificenze e passaporti
diplomatici a personaggi come Riccardo Sindoca (indagato a Genova insieme a
Riccardo Saya con l’accusa di aver fondato una polizia parallela di
mercenari, attiva anche in territorio iracheno) e Vittorio Busà, a sua volta
fondatore del fantomatico Parlamento Mondiale palermitano (collegato alla
IBSA di Spartaco Bertoletti e Roberto Gobbi, che aveva reclutato uomini come
Fabrizio Quattrocchi).

Cosa è cambiato da qualche settimana a questa parte? Almeno in apparenza,
tutto. A pochi giorni dall’uscita in edicola della Voce di ottobre (e dalla
pubblicazione sul sito dell’inchiesta sullo “Stato Parallelo”, contenente
molti fra i nomi dei destinatari di cariche e passaporti, così come
apparivano fino ad allora nei documenti ufficiali dell’Embassy di Skopje),
la First Embassy of the Children in the World Megjashi invia una prima
comunicazione al nostro giornale. E’ il 27 ottobre. «Ho il piacere – scrive
in inglese Dragi Zmijanac alla Voce – di informarvi più correttamente su di
noi. Spero che questo supplemento di informazioni possa darvi un’immagine
più corretta della nostra Ambasciata». Poi aggiunge: «Desidero anche
informarvi del fatto che numerosi membri dei corpi diplomatici menzionati
nel vostro articolo non fanno più parte dei corpi diplomatici dal 2000».
Dopo l’articolo, in Macedonia hanno deciso repentinamente di fare piazza
pulita. Il sito dell’organizzazione macedone cambia, spariscono decine di
nomi e foto, tutti “imbarazzanti”. Non contenti, scrivono nuovamente alla
Voce. La seconda mail è del 15 novembre: «Dear Rita Pennarola, I would like
to inform you to visit our web site www.childrensembassy.org.mk and to visit
link diplomatic corps and to see official List of the beneficiaries of the
diplomatics passport». Segue una lista di soli 11 beneficiari, contro i 57
del precedente elenco, che comprendeva, fra gli altri, Riccardo Sindoca,
Viktor Busà e Loretta Bianchi, la stessa che nel ’99 sedeva all’Onu insieme
a Raffaello Gelli e Dragi Zmijanac. Un solo nome italiano è rimasto nel
nuovo elenco dei titolari di passaporti diplomatici: è quello di Antonio
Diletto, occhialuto “Ambasciatore onorario a Napoli della First Embassy of
the Children in the World Megjashi”.

UN DILETTO AMBASCIATORE
Al Centro Direzionale, Isola G1, Diletto gestisce un ente formativo fra
quelli che aspirano ad incarichi dalla Regione per i lucrosi corsi di
formazione periodicamente appaltati con fondi europei. Risulta infatti
rappresentante italiano dell’UEEF, Unione enti europei di formazione, benché
sulle pagine bianche preferisca definirsi “consulente del lavoro”. Nell’
estate 2003 l’ambasciatore Diletto rilascia un’intervista ad un periodico
partenopeo. Apprendiamo così che quella di Napoli «è l’unica sede ufficiale
dell’Ambasciata diplomaticamente riconosciuta in Italia dalla Repubblica di
Macedonia», anche se sul territorio nazionale esistono numerosi consolati.
Inoltre l’ “ambasciata” capitanata da Diletto «collabora con istituzioni
locali come la Regione Campania ed il Provveditorato agli studi». Per la
mole di attività collegate all’ardua missione umanitaria, Diletto dichiara
alla giovane intervistatrice di avere appena nominato una serie di
collaboratori, «nel rispetto dei poteri conferitimi». Fra questi troviamo in
primis il signor Ciro Grumetto, altra vecchia conoscenza (vedi la Voce di
ottobre 2005), in quanto beneficiario di passaporto diplomatico rilasciato
dall’organizzazione macedone prima della “epurazione” di novembre scorso.

Altro collaboratore di sua eccellenza Diletto è poi tale «Avv. Salvatore
Mariani», nominato sul campo «consigliere diplomatico alle pubbliche
relazioni e addetto stampa». Delle gesta di Mariani si compiace La Padania
quando, nel 1999, lo troviamo fra i candidati alle Europee sotto i vessilli
della Lega Sud Ausonia insieme al camerata Achille Biele. Più recentemente
eccolo tra i fondatori della fantomatica “Repubblica di Ausonia”, alter ego
della Padania di Bossi, quindi nella sede dell’associazione “Maschio al
  100%”, in prima fila per chiedere a gran voce un candidato di puro sesso
maschile per le elezioni del sindaco di Pescara.
Di maggiore rilevanza la figura del «consigliere diplomatico
economico-giuridico», carica attribuita da Diletto a Giovanni Pascone. Ex
magistrato del Tar Lazio, a lungo rappresentante in giudizio della Siae, la
società degli autori ed editori, Pascone fa parte del cda della Bagnoli
Futura. Ma alla tormentata compagine partenopea non potrà dedicare molto
tempo: Pascone è attualmente in forze a Palazzo Chigi come consigliere
giuridico di Silvio Berlusconi.

STAMPA “DEL CUORE”
Sempre pronta ad intervistare in ginocchio gli artefici di iniziative
“umanitarie”, senza farsi troppe domande sulla loro reale matrice, la stampa
campana ha portato negli ultimi tempi più volte alla ribalta sia Antonio
Diletto che alcuni fra i suoi sodali, tutti intenti a raccogliere fondi per
sanare le piaghe del mondo. Ancora il 15 luglio di quest’anno Daniela De
Crescenzo ricordava sul Mattino la generosità di «Antonio Diletto,
responsabile della prima ambasciata dei bambini nel mondo Medjashi, una ong
riconosciuta dall’Onu», corso in aiuto di un piccolo cardiopatico maranese
con la sua organizzazione macedone. Non meno “pompate” le gesta di Agostino
Conte, sedicente scrittore partenopeo ed organizzatore, sempre per l’
ambasciata macedone, di “partite del cuore” a base di neomelodici.
«Manifestazioni – aggiunge un addetto ai lavori – in cui, per promuovere la
cospicua raccolta di fondi, Conte é riuscito a coinvolgere perfino una star
come Simona Ventura». Il 26 maggio di quest’anno è ancora una volta il
quotidiano diretto da Mario Orfeo a tramandare le magnifiche sorti del
sodalizio macedone Antonio Diletto-Agostino Conte. La coppia era al tavolo
degli ospiti d’onore per la notte del beach golf celebrata l’estate scorsa
all’Arenile di Bagnoli «Tra i tavoli – scrive Marco Lobasso – tanta bella
gente. Furoreggiava l'artista Franco Esposito, che nella vita fa il sosia di
Marco Columbro. Ha firmato decine di autografi e si è divertito a scherzare
con i campioni del golf. Con lui, al tavolo, l'ambasciatore della Prima
Ambasciata Bambini nel Mondo delle Nazioni Unite, Antonio Diletto,
appassionato di golf, e Mario Cirino Pomicino». Non è finita: «Gli
organizzatori del Campionato italiano dell'Arenile hanno ricevuto in dono
dal manager Agostino Conte, la maglia della nazionale di calcio ”Star del
Cuore”, quella con il numero 10 della capitana Simona Ventura». A luglio, in
occasione di una partita della Nazionale del Cuore a Sarno, è sempre il
Mattino, con un articolo di Antonio Orza, a sottolineare le benemerite
intraprese di «Children for peace e la Nazionale star del cuore, che
sostengono "Bambini nel mondo" - Ambasciata Medjashi della Repubblica di
Macedonia” - Organizzazione Nazioni Unite». Non vuole essere da meno il
Corriere del Mezzogiorno, che il 5 maggio scrive: «Sarà Simona Ventura la
capitana della Nazionale “star del cuore”, che si esibirà stamane allo
Stadio comunale di Sarno. Tra i promotori dell’evento, l’associazione
“Children for peace” e la A &B production che sostengono l'associazione per
i bambini del mondo che fa capo all'ambasciata Medjashi della Macedonia».

A Napoli Children for Peace, la creatura “umanitaria” di Agostino Conte, ha
sede in via Filippo Cavolino, presso lo studio del fiscalista Pasquale
Toscano. Il “poeta” Conte, intanto, dedica un sito (childrenforpeace.it) a
propagandare le sorti del suo omonimo libro che – spiega sul sito – è stato
pubblicato da Mondadori. Peccato che alla blasonata casa editrice
berlusconiana nessuno ne sappia nulla. Poco importa: grazie alla sua “favola
umanitaria” Conte – stando ai suoi racconti – sarebbe stato ricevuto
addirittura da Giovanni Paolo II. Merito, probabilmente, di quelle
partitelle “del cuore” in cui, oltre ad uno stuolo di neomelodici, scende in
campo anche la corpulenta “Lady Chioccia” (vedi foto), definita
“responsabile casting”. Non ci scherza, quanto a mole corporea, neppure un
altro esponente diplomatico Mejashi “epurato” dopo l’uscita del nostro
articolo. Si tratta del «Sen. Ciro di Costanzo, General Consul in Italy»,
come pomposamente veniva definito nei vecchi elenchi. Il barbuto Ciro è
titolare di una palestra per arti marziali in quel di Volla, oscuro comune
alle porte di Napoli. E chiudiamo il cerchio partendo dall’inizio: nella
giuria del premio letterario di Pomigliano d’Arco siede infatti il «deputato
Pietro Fratantaro», Esponente del Parlamento Mondiale di Palermo. Leggiamo
qualche passaggio dalla sua autobiografia: «Barone Cav. Pietro Fratantaro:
Il barone Pietro III° Fratantaro, cavaliere dell’unione Cavalleria Cristiana
Internazionale, presidente della Febac (Federazione Europea Beni Artistici
Culturali), presidente del Premio Tindari, è stato eletto Deputato al
Parlamento Mondiale fra gli Stati per la Sicurezza e la Pace , il cui Lord
Presidente Mons. Sen. Viktor Busà, lo ha nominato Consigliere diplomatico
per le Attività Sociali».

Da Skopje a Casal di Principe
Non solo Napoli: anche Milano ha un “cuore” grande così. Lo scorso 13
novembre all’Hotel Novotel del capoluogo lombardo vengono infatti sfornati
alcuni “ambasciatori” nuovi di zecca, tutti pronti a combattere per la
corazzata umanitaria di Skopje. Si tratta di «Silvio Sabba, Mikeal Kenta,
Max Bertolani, la ‘Talpa’ Diego Conte, il naufrago Daniele Interrante, il
musicista Ricky Portera e l’ex bomber rossonero Daniele Massaro. Tra tutti –
scrive la rivista Gossipnews – anche due ‘comuni mortali’: il p.r.
Ferdinando Martone e l’industriale Massimo Manto», nominati anche loro sul
campo «consiglieri diplomatici della Prima Ambasciata dei Bambini del
Mondo – Megjashi – Repubblica di Macedonia, riconosciuta dal 1990 dalle
Nazioni Unite». Una investitura non certo insolita per questo tipo di
compagini a cavallo fra beneficenza & business, sempre con un manipolo di
massoni in cabina di regia. «Vanno alla ricerca – spiegano gli studiosi del
potere occulto – di volti noti che prestino la loro immagine per attirare
nuove sottoscrizioni e distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica».
«Così accadde a Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo – aggiungono –
quando accettò la nomina di ambasciatore del Parlamento Mondiale di Palermo
dalle mani di “Sua Beatitudine” Vittorio Busà». Torniamo ai neo-diplomatici
freschi di incoronazione sotto la Madunina.
Perché proprio quello di Massimo Manto è un nome tutt’altro che nuovo alle
cronache locali “della bontà”. Gestore di sale giochi a Frattamaggiore,
Casoria e Santa Maria Capua Vetere con la sua Partenope Bingo srl, Manto è
stato più volte al fianco di Agostino Conte e Antonio Diletto come sponsor
di iniziative targate Megjashi destinate alla raccolta fondi. Napoletano, 39
anni, studi all’Istituto Denza di Posillipo, residente nello stesso
quartiere, a via Manzoni, Massimo Manto è titolar anche delle srl Emozioni,
New Service, Società di Progettazione e Realizzazione SPR, e Net-Com, ora in
liquidazione. Suo socio nella Partenopea Bingo è il cinquantanovenne
Vincenzo Natale da Casal di Principe, amministratore unico della società. La
vocazione per gli affari è una tradizione di famiglia, in casa Manto: suo
padre Nicola, che produceva apparecchiature telematiche, era fornitore della
Sip. Suo fratello Andrea Manto è stato a capo dei giovani industriali della
Campania fino allo scorso anno.

NEL NOME DI LICIO
Non se ne stanno certo con il compasso appeso al chiodo Maurizio e Raffaello
Gelli, i due rampolli del venerabile. Partiamo dal maggiore, l’ormai
cinquantottenne Raffaello: oltre all’aretina Vali srl, in cui lo troviamo
(vedi articolo principale) come socio di maggioranza insieme al fratello
Maurizio e alla “poetessa” Maria Rosa Gelli, Raffaello risulta titolare di
quote in Omega, srl da 15 mila euro di capitale, con sede sempre ad Arezzo,
e soprattutto in Progest immobiliare. Con cento milioni di vecchie lire in
dote, anche Progest è iscritta in origine al registro imprese aretino, ma
sposta poi la sede prima a Milano in via Borgogna, poi a Putignano, in
provincia di Bari. Socio di minoranza (con il 30 per cento delle quote) di
Raffaello Gelli in Progest è Fabrizio Serrai, classe 1954. La società, che
realizza interi quartieri e strutture alberghiere, risulta molto attiva
anche in Sicilia. Scarne le notizie sul socio Serrai, costruttore col
“vizietto” dell’amianto: poco tempo fa ha patteggiato a Palermo una condanna
per aver interrato una pesante lastra di amianto durante la costruzione di
204 alloggi nel Palermitano. Preferisce le auto il giovane Maurizio Gelli,
46 anni, che troviamo in pista con le aretine Sport Car, 78 mila euro di
capitale, Queimada e Vip Car, tutte srl. Insieme alla moglie Serena Paci,
Maurizio Gelli fu arrestato a Vienna nel 1999, su mandato dell’autorità
giudiziaria austriaca, con l’accusa di riciclaggio.

Le più recenti notizie “ufficiali” su di lui le fornisce Dagospia l’11
ottobre dello scorso anno: «Stamattina alle ore 10 e 50 camminavano
tranquillamente per via Ludovisi, nei pressi dell'hotel Ambasciatori un
individuo che assomigliava moltissimo a Licio Gelli, in arte ex padrone
d'Italia, con un sosia del figlio Maurizio Gelli. Il sosia del primo
lobbysta della storia Italiana si appoggiava su un bastone con manico
d'avorio che raffigura una gorgone». Mentre i figli si dedicano al business,
il venerabile dà libero sfogo alla incontrollabile vena poetica. La stessa
che nel ‘96 mise in fibrillazione le massonerie internazionali, riuscite a
strappare per il gran maestro aretino addirittura una candidatura al Nobel
per la letteratura. Da Stoccolma a Sant’Anastasìa: da qualche mese Licio
Gelli cura una rubrica di poesia su un mensile della zona vesuviana, Il
Cittadino, diretto da Francesco De Rosa. «Nei prossimi numeri – scrive Gelli
nel primo articolo, ad aprile di quest’anno – rifletterò con voi sui versi
delle mie poesie. Ma non solo. Il numero d’esordio lo dedicato (lo
strafalcione è probabilmente della redazione, ndr) ad un libro che ho
pubblicato da poco e il cui titolo è “Ho finito l’inchiostro”».

Poi il venerabile si lascia andare ad alcune considerazioni poetiche sui
«caduti di Nassirya»: «Le parole di pace si fanno foglie sull’acqua quando
il fiume dell’odio trascina l’uomo tra i meandri impalpabili e sconosciuti e
lo trascina tra le rive di una vita ignota». Francesco De Rosa è fra gli
organizzatori del premio letterario partorito in quel di Pomigliano d’Arco
da Tina Piccolo. Nel 2002, quando ad aggiudicarsi il palmarés fu Licio
Gelli, la Piccolo sottolineava che nel comitato d’onore (di cui peraltro
faceva parte lo stesso Gelli) c’era al primo posto «il presidente Carlo
Azeglio Ciampi».

#8006 Da: <amadeus@...>
Data: Mar 27 Dic 2005 10:57 am
Oggetto: Anatomia Sottile - 1° Volume
amadeus@...
Invia email Invia email
 
Anatomia Sottile - 1° Volume


redazione ECplanet.net


libro: Anatomia Sottile - 1° Volume

Autore: Roberto Zamperini


Atlante di Terapia Energo-Vibrazionale

L'Universo è Energia e la materia null'altro che la condensazione
dell'Energia.

Anatomia Sottile è un vero atlante delle energie sottili che percorrono
l'essere umano.

Una mappatura di tutti i chakra esistenti nel nostro corpo, rappresentati
visivamente in splendide tavole a colori. Per ognuno sono illustrate le
correlazioni con i vari organi e centri secondari di energie, che esso
sottende e alimenta.

Anatomia Sottile propone esercizi di apprendimento della percezione sottile
per riconoscere le energie invisibili, gli ingorghi, le congestioni, i
vuoti, le carenze patologiche, lo stato energetico dei vari organi ecc.
Inoltre le relazioni tra energie "dense" (elettrica, magnetica,
elettromagnetica, gravità, luce) e sottili, la sofferenza cellulare
determinata dai campi di energia, come stimolare le risposte di guarigione,
le onde cerebrali e come attivare quelle più profonde e creative, la
consapevolezza dei diversi stati di coscienza.

Un vademecum utilissimo per aspiranti pranoterapeuti e guaritori spirituali
o terapeuti dell'energia, come operatori shiatsu, agopuntori, reflessologi
ecc.

#8005 Da: "Om Sri Sai Ram" <omsrisairam@...>
Data: Lun 26 Dic 2005 6:53 pm
Oggetto: Padre Nostro 2
omsrisairam@...
Invia email Invia email
 
LA SCIENZA DEI SACRAMENTI, C.W. Leadbeater, pp.206-208

"...Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il Nome Tuo". Sì ma Egli
è pure nostro fratello, il Suo cielo non è tanto lontano; la Sua vita brilla
ogni giorno in noi e il Suo nome è santificato, poiché è Lui che gode della
grande vita di Dio, quantunque nella sua coscienza vi sia pure il male e il
dolore di tutti gli uomini.

"Venga il regno Tuo" diciamo, non un regno remoto, ma questo regno che Egli
intende portare a tutti gli uomini, parte del gran piano divino che Egli
instaurerà per tutti gli uomini sulla terra, per la prima volta nella storia
dell'umanità, il vero regno della Giustizia. Quando recitiamo queste parole,
pensiamo a questo Regno che Egli porterà a noi tutti e desideriamo di
collaborare alla riuscita sua.

"Sia fatta la Tua volontà, così interra come in cielo": Chi può comprendere
queste parole altrettanto bene come noi? Perché in quell'invisibile mondo
della sua coscienza, in quel misterioso mondo celeste che è qui e poco
lontano, Egli irradia la Sua ispirazione, là non v'è né miseria né
tribolazione, ma soltanto gioia persistente, ed Egli è là, irradiando quella
gioia sui suoi amatissimi figlioli. E questa gioia è quella che Egli
desidera elargire a tutti gli uomini in terra. V'è sempre la volontà di Dio
là nel mondo celeste; ma accade così di rado che possano sussistere delle
condizioni adatte affinché agli uomini, qui sulla terra, sia dato conoscere
qualcosa di celeste. Egli ha radunato a questo scopo i Suoi figli della
Stella e noi ci prepariamo per quel servizio facendo quaggiù la Sua volontà.

"Dacci oggi il nostro pane quotidiano". Qual è questo pane giornaliero di
cui gli uomini hanno bisogno? Non certo un alimento terreno, ma quel pane di
vita e amore che ogni mattina farà nuovi i noistri cuorie li ridesterà ogni
giorno a una nuova fonte di vita. Perché, tanto dure sono le condizioni di
vita per ciascuno di noi, che è l'Amore quello che ci occorre per rendere
meno gravoso il nostro fardello. Quell'Amore è in ogni dove, ma non possiamo
vederlo. La nostra preghiera voglia dunque significare: "Insegnaci a vedere
dovunque questo Amore, questo pane quotidiano". Poiché esso è alla nostra
portata e non dobbiamo che stendere la mano per ricevere. Per quanto dura
possa essere per tutti noi la vita, pure per i Suoi figli della Stella, ogni
occasione della vita può divenire un'opportunità per amare.

"E perdona le nostre offese come noi le perdoniamo ai nostri offensori".
Difficile cosa, questa: perdonare le offese altrui; comprendere perché essi
hanno offeso, simpatizzare e perdonare; ciò richiede una comprensione quasi
divina, eppure ecco il nostro Fratello, il nostro grande Fratello che ci sta
al fianco per insegnarci come. Cosicché se siamo disposti ad essere istruiti
da Lui, Egli lo farà. Egli è venuto nelle nostre vite e ci ha parlato della
Devozione, della Costanza e dell'Amorevolezza e, se soltanto noi desideriamo
di vivere questi grandi ideali, Egli ci aiuterà.
Vedremo allora che Egli, invero, ci perdona le nostre offese, per cui il
peso di queste sparisce e, pur dovendo pagare il debito alla natura, più non
esiste la colpa, poiché il Grande Istruttore farà Sua la nostra colpa ed
Egli districherà tutto il male, facendo in modo come se non fosse mai
esistito.

"E non indurci in tentazione". Le tentazioni di trasgredire le leggi d'Amore
si presentano in tutte le parti, ma Egli è con noi per mostrarci come
superarle, di questo non dobbiamo mai dubitare. Lavorando noi per Lui e in
Suo nome, la Sua forza è la nostra forza.

"Ma liberaci dal male". E' l'Amore che ci libera da tutto il male e la Sua
dovizia d'amore è nostra per trasmutare in bene ogni maligno potere.

"Perché Tuo è il regno, il potere e la gloria". Sì, in verità, poiché
unicamente cerchiamo il grande regno d'Amore; è il Suo Regno che cerchiamo e
questo è sempre maggiormente nostro quanto più amiamo, la nostra facoltà
d'amore è fatta crescere da Lui quale Mediatore di Dio; la nostra Gloria è
pure la Sua Gloria, perché noi siamo Suoi ed Egli è di Dio.

"Queste sono le vie per trovarlo". Dobbiamo soltanto comprendere la Sua
preghiera nel recitarla, volere che il Suo Regno sia stabilito sulla terra
ed essere risoluti e costanti per la sua attuazione. Vedremo allora che Egli
conosce i nostri cuori e in essi dimora. ("Il messaggio del futuro" di C.
Jinarajadasa M.A. )

#8004 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Lun 26 Dic 2005 11:14 am
Oggetto: Il futuro nel passato
max@...
Invia email Invia email
 
Il futuro nel passato

redazione ECplanet

da Il futuro nel passato

Autrice: Helena Norberg-Hodge

Il futuro nel passato Una lezione di saggezza dal Ladakh: il piccolo Tibet

Il Ladakh, o “Piccolo Tibet”, è un luogo dalle risorse limitate e dal clima
estremo, eppure, per più di mille anni, è stato la culla di una cultura
fiorente. La frugalità e la reciprocità tradizionali, unite a un’intima
conoscenza dell’ambiente, hanno consentito ai Ladaki non solo di
sopravvivere, ma anche di prosperare. è venuta poi la “modernizzazione” che,
presentatasi come veicolo di “progresso” e di prosperità, ha prodotto
inquinamento, prevaricazione e avidità.

L’equilibro ecologico e l’armonia sociale, che hanno regnato per secoli,
sono minacciati dalla pressione del consumismo. Sulla base di questa diretta
esperienza antropologica si muove l’intero pensiero dell’autrice, che indica
i limiti della società occidentale, stutturata sull’interazione fra scienza,
tecnologia e un dominante paradigma economico, che sta portando a una sempre
maggiore centralizzazione e specializzazione.

A partire dalla rivoluzione industriale, la prospettiva esistenziale della
persona si è ridotta drammaticamente a favore di unità economiche e
politiche sempre più tecnocratiche e autoreferenziali. L’alternativa nasce
dalla comparazione del futuro col passato. Senza nostalgie idilliache, solo
allargando il concetto di conoscenza e decentralizzando le strutture
politiche ed economiche si potrà aspirare ad una società più equilibrata,
sobria e responsabile.

In Ladakh, le strutture comunitarie hanno favorito un intimo legame con la
terra e una democrazia partecipativa, garantendo valori condivisi, famiglie
solide e un maggior equilibrio fra uomo e donna; tali strutture, a loro
volta, hanno permesso la sicurezza necessaria per il benessere individuale
e, paradossalmente, per sentirsi più liberi nell’appartenenza e nel
radicamento culturale.

Una lezione di saggezza dell’arcaico Ladakh.

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