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#8598 Da: Lucia <lucia_teatro@...>
Data: Sab 29 Apr 2006 7:19 pm
Oggetto: LA PIANTA DAL SUCCO MIRACOLOSO.... DI LUCIA
lucia_teatro@...
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accendi le casse...

    29 Apr 2006

   LA PIANTA DAL SUCCO MIRACOLOSO.... DI LUCIA


   Lancar aveva attraversato tutta la foresta amazzonica, lo ha fatto con
coraggio , intuizione, saggezza....
   Ha camminato di notte, di giorno, senza cibo, con ferite...
   Lancar ha vinto !
   Ha vinto se stessa!

   Lancar giovane donna coraggiosa ha attraversato la foresta amazzonica a piedi
nudi,
    lo ha fatto per guarire, per crescere, per vincere...
   Appena arrivata al villaggio tutti erano in festa per Lancar.
   Tutti l'aspettavano gridando di gioia....
   Tutto il villaggio era straordinariamente  felice, non si è mai visto cosi
prima d'ora!!!
   Lancar oltre ad aver attraversato la foresta, ha trovato la pianta magica
dalle quale è riuscita ad estrarne il succo ,  che si racconta sia
miracoloso....


   L'ha trovata di notte...
    Una notte con fulmini ,  tuoni, grandine....
    Lancar coraggiosamente camminava nel fango che la faceva scivolare,  pian
piano con grande tenacia afferrò il tronco maestoso e improvvisamente la
grandine cessò, i tuoni terminarono e Lancar sorridendo ringrazio l'albero   
danzando per lui per ore e ore...

   Poco lontano dall'albero spuntava regale la pianta dal succo miracoloso che
Lancar con amore estrasse ,
    lo depose in una grande foglia che alzò al cielo per ringraziarlo...
   I suoi occhi lacrimavano di una grande gioia...

   Lo bevve tutto in un  fiato!

   Ringraziò a lungo l'universo e riprese la strada verso il villaggio.....

   Lancar dice che il succo può essere bevuto solo se lo hai estratto tu,
lottando...
   Nessuno può attraversare la feresta Amazzonica , trovare la pianta magica ed
estrarne il succo per te....

   Tu devi trovarlo da sola!!!!

   Ti auguro di partire presto , trovare la pianta magica e di bere tutto il
succo in un fiato!!

   Buon Viaggio
   Lucia












Chiacchiera con i tuoi amici in tempo reale!
  http://it.yahoo.com/mail_it/foot/*http://it.messenger.yahoo.com

[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]

#8597 Da: "elisa buratti" <ramata@...>
Data: Sab 29 Apr 2006 7:32 am
Oggetto: Energia Terra a 17.000 - Importante
cresta_di_duna
Offline Offline
Invia email Invia email
 
Ricevo e inoltro..

elisa
www.filosofiadellaquotidianita.it
+39348.5100524
+3901965976

-------Original Message-------

From: Giancarlo Anelli
Date: 04/29/06 09:18:18
To: Undisclosed-Recipient:,

Cari amici, vi invito a leggere un nuovo articolo sull'energia, dal sito 
www.astrologico.net

29-4-2006: LA MISURAZIONE DELL'ENERGIA (supplemento):
(Importanti comunicazioni sul livello energetico raggiunto in questi giorni
sul nostro pianeta e sul nostro continente)

   ----------

#8596 Da: "amec2@gmx" <amec2@...>
Data: Sab 29 Apr 2006 9:12 am
Oggetto: Mel Gibson subliminale; Corriere.it analfabeta; NeoOffice 2.0
amec2@...
Invia email Invia email
 
Mel Gibson subliminale; Corriere.it analfabeta; NeoOffice 2.0


by Paolo Attivissimo


__Mel Gibson subliminale__

Mel Gibson ha nascosto una videochicca "subliminale" nel trailer del
suo film più recente, Apocalypto. Se volete saperne di più, date
un'occhiata qui:

http://tinyurl.com/gkedj


Se siete molto pigri e non vi piacciono le sfide, la soluzione è qui:

http://tinyurl.com/j5amq


__Corriere.it analfabeta__

Ieri notte Corriere.it ha infilato una perla davvero spettacolare nei
suoi titoli: un impagabile "scrutigno". Se non ci credete, guardate qui:

http://tinyurl.com/s7d6s


__Pronto NeoOffice 2.0___

E' disponibile (pagando 20 euro) la versione 2.0 di NeoOffice,
adattamento per Mac di OpenOffice.org, che finalmente si allinea con
le versioni 2.0 per Linux e Windows e consente anche agli utenti Mac
di abbracciare il formato OpenDocument. Le prime impressioni e le
ragioni per le quali questa novità è interessante per tutti gli
utenti Mac sono qui:

http://tinyurl.com/nvwbh


Ciao da Paolo.

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2006 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).

#8595 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Sab 29 Apr 2006 9:09 am
Oggetto: IL BRODO ANCESTRALE DELL'ALFABETO
amadeusoft
Offline Offline
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IL BRODO ANCESTRALE DELL'ALFABETO



La Ricetta Sembrava Buona, Le Scimmie La Adorano,
Ma Può Darsi Che Alcuni Scienziati Debbano Rimangiarsi Tante Parole Bizzarre

Di SADAPUTA DASA



"Trentotto anni fa, quello che sicuramente rimane il più grande mistero per
gli scienziati, l'origine della vita, sembrò virtualmente risolto con un
semplice, singolare esperimento." Così la rivista Scientific American
comincia una rassegna di teorie sull'origine della vita, nell'edizione dello
scorso Febbraio 1991. Il semplice esperimento di cui si è detto, compiuto da
un certo Stanley Miller, studente dell'Università di Chicago, consistette
nel sistemare una mistura di metano, ammoniaca, idrogeno e acqua in un
recipiente di vetro, precedentemente predisposto in maniera tale da essere
isolato dall'atmosfera esterna. Si sottopose il recipiente a scariche
elettriche ed il risultato non fu altro che una specie di "brodo" contenente
alcuni amminoacidi, che sono i componenti fondamentali delle proteine di cui
sono formati gli organismi viventi.
A Miller sembrò di avere ravvicinato questo "brodo ancestrale" di acqua e
biomolecole, al vero primo organismo vivente che sia mai esistito. E da quel
giorno, molti studenti di scienze naturali, nelle varie Università, sono
stati indotti a pensare che la scienza avesse spiegato l'origine della vita.
Non solo, molti di loro sono veramente convinti che la vita stessa fosse
stata effettivamente ricreata in una provetta. Sfortunatamente, come
l'articolo di Scientific American puntualizza, gli scienziati sono ancora
lontani dal comprendere l'origine della vita.



Prima di tutto si è stabilito che le condizioni del nostro pianeta ai suoi
primordi non erano così favorevoli alla formazione di aminoacidi.
L'esperimento di Miller presupponeva un' atmosfera di diametro ridotto,
ricca di gas idrogenati, come metano e ammoniaca. Ma, alcuni sostengono,
l'atmosfera primordiale terrestre consisteva essenzialmente di nitrogeno
(ione dell'azoto. n.d.t.) e di ossido di carbonio, non erano quindi presenti
quelle materie prime componenti gli aminoacidi ed altre biomolecole. Si può
solamente presumere a cosa somigliasse realmente la Terra miliardi di anni
fa, e ciò che si presume può e non può essere in accordo con la teoria di
Miller. Supponiamo, per amor di polemica, che gli aminoacidi si siano
realmente formati sulla Terra primordiale, e supponiamo perfino che essi si
siano anche agglomerati con altre semplici biomolecole senza subire
modificazioni distruttive, o senza che agenti esterni abbiano disperso il
tutto. Sorgerebbe per noi un altro quesito: anche se le leggi chimiche
possono permettere che si formino organismi viventi primitivi, queste stesse
leggi non garantiscono la successiva formazione di forme più evolute di
bio-organizzazione, proprie invece degli organismi viventi di classi
elevate. Si può illustrare questo principio con un semplice esempio. Tutti
noi conosciamo la barzelletta della scimmia che, battendo a casaccio i tasti
di una macchina da scrivere scrive un'opera di Shakespeare.
Se delle scimmie battono a casaccio i tasti di una macchina da scrivere
hanno in realtà pochissime probabilità di scrivere qualcosa in lingua
italiana, se non parole come "il" o "di". Ma possiamo migliorare il
rendimento di queste scimmie introducendo una semplice regola. Ecco come: se
una scimmia ha battuto le lettere "NO" occorre che la lettera successiva sia
adatta a formare una parola italiana che contenga le lettere "NO". Per
esempio, la lettera successiva potrebbe essere "N" e formare i termine
"NON", o potrebbe essere anche "D" dal momento che "NOD" compare nella
parola "NODO". Non si potrebbero usare "Q" o "X" dal momento che "NOQ" e
"NOX" non fanno parte della lingua italiana. Sulla base di questa regola, la
scimmia in questione dovrà scegliere sempre, ovviamente a caso, una lettera
che, possa seguire le ultime due lettere appena battute ed avere un reale
significato in italiano.

Un' altra fase del nostro esperimento è questa: istruiamo una scimmia che
quanto più spesso una lettera appare dopo le prime due che ha appena
battute, tanto piu' spesso la scimmia dovrà usarle; per esempio, "N" seguira
"NO" più spesso di "O" (poiché nella lingua italiana ci sono più parole
composte da "NON" che quelle composte da "NOO) quindi la scimmia ha più
probabilità di scegliere "N" rispetto a "O". Supponiamo di addestrare questa
scimmia, per finire, all'uso di punteggiature e di sintassi assieme alle
lettere dell'alfabeto italiano.
Si può paragonare la precedente regola ad una imitazione dei legami chimici.
Una "N" o una "D" possono legarsi a "NO" e "Q" e "X" no. (Questo per
spiegare che secondo la teorici degli elementi, in Chimica Generale, gli
elementi di carica positiva non possono legarsi agli elementi di carica
negativa e viceversa. n.d.t.) Lasciare che la scimmia digiti sequenze di
lettere, seguendo la precedente regola è paragonabile al processo secondo il
quale alcune molecole si fondono in un brodo primordiale in accordo alle
leggi dei legami chimici.
lo stesso ho compilato una tabella di possibili combinazioni di tre lettere
in lingua italiana (dette "triplette" o "triadi" verbali. n.d.t.), con
l'ausilio di un computer. Successivamente ho programmato il computer a
generare sequenze di lettere, in base alla regola di prima; chiamo queste
sequenze di lettere "sentenze" anche se esse non sono generalmente
correttamente punteggiate; ecco un esempio:
"Ai locali lere cora sadae a tar no ma dove ireler nel cielo altari volumi
sel via lattea" (privo di senso.n.d.t.)

Evoluzionisti, questo sembra essere promettente: il computer-scimmia sembra
generare molte parole italiane e anche alcune di queste parole sembrano
possedere una mera ombra di significato. Qualcuno potrebbe immaginare che
tramite dei passi evolutivi nella programmazione, il computer possa persino
generare dei pensieri profondi in una impeccabile grammatica e sintassi
italiana. Ma sfortunatamente se leggiamo qualche passo di questi sproloqui
non troveremo segni tangibili di un emergente ordine più complesso. Possiamo
trovare parole appartenenti alla lingua italiana peraltro brevi, spesso
correlate all'astronomia, dal momento che è quello l'argomento trattato dal
computer nel suo tentativo di legare tra di loro le lettere del mio
articolo. Ma non c'è alcun segno di alcun ordine più complesso, necessario
per una espressione sufficientemente grammaticale del pensiero.

La Chimica biologica (chimica dei derivati Organici del Carbonio C. n.d.t.)
ci pone di fronte ad un simile problema: attraverso leggi di combinazioni
chimiche, alcuni atomi di idrogeno. ossigeno, carbonio, uniti al nitrogeno
(formula chimica NH+forma ionica dell'azoto N-elemento che non esiste allo
stato naturale ma è bensì frutto di uno stato "allotropico". n.d.t.) tendono
a formare amminoacidi e composti simili in adeguate condizioni; naturalmente
la regola che ho usato per generare sequenze di lettere non tiene in
considerazione la teoria di Darwin basata sulle mutazioni e sulla selezione
naturale. Molti scienziati vedono tale processo come essenziale per lo
sviluppo di un ordine naturale che porti ad una organizzazione (degli esseri
viventi) più complessa. Così, non c'è da sorprenderci, qualcuno può dire che
il nostro semplice giochetto di lettere non è da prendersi in considerazione
come legge naturale. E quindi anche la nostra teoria delle combinazioni
molecolari può essere errata. Ma la formazione di biomolecole tramite la
loro combinazione in un brodo primordiale non coinvolge necessariamente la
teoria darwiniana sull'evoluzione. L'evoluzione di Darwin presuppone un
sistema di autoriproduzione della molecola. Certamente uno dei maggiori
sforzi teorici sull'origine della vita è lo stabilire in che modo il primo
sistema di autoriproduzione sia sorto dal nulla. Negli organismi viventi,
l'autoriproduzione è un procedimento altamente complesso che coinvolge
proteine, acido desossiribonucleico (DNA) e acido ribonucleico (RNA). Se
l'evoluzione Darwiniana non può iniziare prima che un tale complesso sistema
sia operante, gli scienziati sono ad un punto morto dovendo spiegare come
quel sistema complesso sia venuto fuori dal nulla. La loro unica speranza è
stata quella di suppone che il primo sistema autoriproduttivo sia stato
molto più semplice di quello della più elementare delle attuali cellule
viventi.
Se in qualche maniera una singola molecola può riprodurre se stessa in
condizioni favorevoli, allora forse può evolversi, svilupparsi, unirsi in
coesione con altre forme molecolari e finalmente dare adito al tipo di
organismi complessi oggi viventi.

Uno degli scenari più famosi in cui una cellula si potrebbe riprodurre è il
cosiddetto "mondo RNA"; l'idea teorizzata è che una molecola di RNA (acido
ribonucleico) possa essere capace di catalizzare la propria cellula
autoriprodotta, dandole maggiori proprietà di evolvere secondo la teoria
Darwiniana. E' stato dimostrato che molecole di RNA possono agire come
enzimi che interagiscono su altre molecole di RNA. Manfred Eigen,
dell'istituto Max Planck, ha dimostrato che alcune molecole di RNA,
riprodottesi sotto l'influenza di enzimi cellulari recentemente
sintetizzati, possono far iniziare un processo di evoluzione di tipo
Darwiniano. Ma anche i modelli di "mondo RNA" presentano i loro problemi.
Uno è che l'RNA non si sia potuto formare nelle condizioni previta della
Terra primordiale.
Un altro problema è che l'RNA non può riprodursi spontaneamente in
laboratorio, ma solo con grandi sforzi da parte degli sperimentatori (la
autoduplicazione dell'RNA può avvenire in laboratorio, ma non si sa se sia
possibile nel mondo esterno) per mancanza di condizioni di assoluta
stabilità chimica e assenza di forze estranee e di particelle. Ma anche se
fosse vero, anche se una molecola autoriproducente (anche non
necessariamente RNA) fosse comparsa sulla Terra primordiale, in che cosa
possiamo aspettarci che essa si sia evoluta?
Per esperimento ho introdotto l'evoluzionismo (Darwiniano) sul giochetto di
prima fatto al computer.

La teoria Darwiniana resiste sull' argomento della sopravvivenza della
specie più sana, detto anche "selezione naturale".
Così ho definito la salute delle "sentenze" (vedi in precedenza) generate
dal computer in base alla frequenza delle "triplette" della lingua italiana
che si trovano in tali frasi. Se una "sentenza" ha frequenti "triplette"
(come "are" o "ita") ha buona salute, e viceversa. Così, se noi rimpiazziamo
delle "triplette" infrequenti o inesistenti con quelle più comuni (come
"ita") possiamo incrementare lo stato di salute delle "sentenze".
Essenzialmente quanto più una sentenza assomiglia ad una frase reale in
lingua italiana tanto più essa è sana. Io ne ho prese venti, ne ho usata una
come "molecola primaria" e (in breve) modificandole ho cambiato in esse
delle lettere; ogni duecento sentenze ne ho selezionata una e poco per volta
si può vedere che la sentenza primaria si sta evolvendo, ma non verso
qualcosa di significativo, sfortunatamente. Tale processo evolutivo non è
semplicemente in grado di generare la complessità della attuale lingua
italiana. Abbiamo sostituito le triple ler e tar con are e ita ed ecco come
risulta a questo punto la sentenza "in evoluzione" del computer: "Ai locali
aree cora sadae a ita no ma dove ireare nel cielo alitai volumi sel via
lattea."

La mia opinione è questa: supponendo che delle molecole autoriproducentesi
possano essere esistite sulla terra primordiale, come nell'esempio delle
"sentenze", noi non possiamo stabilire la loro evoluzione. Non abbiamo in
mano nulla di significativo. Queste molecole possono anche evolversi e
crescere, ma non c'è ragione di pensare che si trasformino in biomolecole,
vere e proprie cellule viventi. L'evoluzione molecolare deve avere qualcosa
a che fare con quanto forte è il legame che la molecola ha intrinseco e
quanto efficacemente la molecola stessa può catalizzare la propria
riproduzione. Questo può essere realmente l'unico punto di forza della
teoria dell'evoluzione Darwiniana. Ma non c'è alcun motivo valido di
ritenere che qualcosa di nuovo possa essere generato tramite questa
evoluzione biologica: le molecole possono riprodursi solo creando molecole
simili e non c'è quindi alcuna ragione per pensare alla creazione di
meccanismi riproduttivi basati su DNA, RNA, enzimi di nuova sintesi o
qualsivoglia manipolazione del famoso codice genetico. Il mio esempio delle
frequenze di lettere non è tanto per provare che tale meccanismo è
comparabile alla legge chimica dell'origine della vita, quanto piuttosto
illustrare alcuni ostacoli che simili teorie possono incontrare in termini
chimici dal momento che tali discussioni sono puramente tecniche; ecco
ancora i due principali ostacoli di cui abbiamo discusso: 1) Le leggi
(teoriche) naturali permettono, grazie ai legami chimici tra atomi, la
formazione di semplici molecole biologiche, in speciali circostanze (come
l'esperimento di Miller), ma non la creazione di sistemi biologici complessi
in grado di svilupparsi e di riprodursi. 2) Se qualche ipotetica molecola
fosse capace di colpo di cominciare a duplicarsi, si dovrebbe evolvere
secondo la teoria di Darwin e secondo le circostanze esterne; ma nessuno ha
dato una ragione solida per supporre che si sviluppino in altre forme
differenti dalla propria.

E, naturalmente non è stato ancora dimostrato che la duplicazione molecolare
prima della comparsa della vita sulla Terra sia mai accaduta. In questi
trentotto anni dall'esperimento di Miller, gli scienziati hanno escogitato
tante teorie sull'origine della vita, molte delle quali sono complicate, ma
nessuna ha superato i principali ostacoli che vi si sono frapposti. Lo
stesso Miller tende a disapprovare i teoretici e le loro futili
speculazioni. Egli afferma che il campo delle origini della vita necessita
di buoni esperimenti che dimostrino realmente come la vita è cominciata. Ma
questi esperimenti non sono facili da realizzare: "mi vengono dodici idee al
giorno" dice Miller, facendo una pausa di riflessione, e "di solito le
scarto tutte".

#8594 Da: <amadeusoft@...>
Data: Sab 29 Apr 2006 9:10 am
Oggetto: Mari più alti nel 2100
amadeusoft@...
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Mari più alti nel 2100


redazione ECplanet.net


Lo scioglimento della calotta polare antartica e di quella della Groenlandia
potrebbe essere più veloce del previsto e determinerà un aumento del livello
degli oceani fino a 6 metri entro la fine del secolo. La previsione arriva
da due studi che pubblicati sulla rivista “Science” (Vol 311, n. 5768) da
esperti americani dell'Università dell'Arizona di Tucson e di quella del
Colorado di Boulder.

Per la prima volta, gli esperti hanno preso in esame nelle loro simulazioni
al computer le condizioni climatiche della Terra di 130 000 anni fa e le
hanno messe in correlazione con quelle attuali. Le conclusioni sono
drammatiche: se le temperature attuali continuassero a crescere con questi
trend, entro la fine del secolo la temperatura estiva potrebbe essere
aumentata tra i 3 e i 5 gradi centigradi. Si tratterebbe di una situazione
del tutto simile a quella del periodo interglaciale iniziato circa 130 000
anni fa e concluso 116 000 anni fa. All'epoca, a causa di cambiamenti
nell'orbita terrestre gran parte della calotta della Groenlandia si era
sciolta, determinando un aumento del livello del mare tra i due e i tre
metri.

I ricercatori americani, però, si sono spinti più in là e per la prima volta
hanno affermato che oltre ai ghiacci dell'emisfero settentrionale in una
situazione simile si scioglierebbero anche quelli del Polo Sud. Questo
aggiungerebbe altri due-tre metri di altezza al livello del mare, portando
il totale a un massimo di sei metri. Non si tratta di una ipotesi campata in
aria, dal momento che gli studi condotti sui sedimenti e sulle barriere
coralline mostrano che 130 000 anni fa il mare era più alto di circa sei
metri e che anche parte della calotta polare meridionale si era sciolta.
Nello studio vengono anche indicate le zone che sarebbero inondate negli
USA: tutte le coste della Florida, parte di quelle della Carolina
settentrionale, dell'Alabama, della Lousiana e al nord del Massachusetts e
del Rhode Island. New Orleans scomparirebbe definitivamente.

Fonte: Agenzia ZadiG / aprile 2006

Istituzione scientifica citata nell'articolo:

Global land environments during the last 130,000 years

#8593 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Sab 29 Apr 2006 9:10 am
Oggetto: Cellula cancerosa secondo Wilhelm Reich
max@...
Invia email Invia email
 
Cellula cancerosa secondo Wilhelm Reich

Tratto da www.cellulacancerosa.it

Introduzione
Lo scopo di questo sito e' quello di far conoscere la teoria di Wilhelm
Reich sulla organizzazione naturale dei protozoi e sul conseguente
meccanismo di formazione della cellula cancerosa.
Reich ha perfettamente ragione quando afferma che uno dei maggiori ostacoli
alla comprensione del cancro e’ proprio il modo meccanicistico di intendere
la malattia.
Attualmente molti ricercatori ipotizzano cause virali, biochimiche o
genetiche. Altri pensano ad un deperimento dei meccanismi immunitari, molti
credono che presto si troverà un vaccino. Di fatto tutta la oncogenesi
brancola nel buio e molte delle sofferenze del malato di cancro sono dovute
più ai mezzi adoperati per la cura piuttosto che alla malattia in se stessa.
Per la medicina ufficiale il tumore è l’aspetto più visibile della malattia.

Esso è considerato la malattia stessa e la cura consiste nella sua
asportazione o nel tentativo di distruggere con irradiazioni o sostanze
chimiche la cellula cancerosa. In altre parole essa e’ considerata l’unico
bersaglio dell’intervento terapeutico a causa della premessa meccanicista
che la cellula cancerosa insorge ed aggredisce un organismo per altri versi
sano.
Individuare il meccanismo di formazione della cellula cancerosa e’ quindi
una delle tappe fondamentali per la comprensione di questa malattia.
L'obiettivo di questo breve riassunto e’ quello di riuscire a fare un po’ di
luce su questo processo svelando e documentando i passaggi cruciali
scoperti da Reich tramite i quali esso si compie.
Le incredibili immagini qui di seguito riportate non danno una risposta a
tutte le domande ne’ risolvono tutti i dubbi.  Sono piuttosto dei fatti che
interpretati con una nuova chiave di lettura ci porteranno ben oltre i
limiti raggiunti fino ad oggi dalla medicina ufficiale.

Sta di fatto che, per i non addetti ai lavori, senza conoscere la funzione
biofisica dell’orgasmo come splendidamente spiegata da Reich, non sarà
facile capire il processo nella sua vera essenza ma per rendere
comprensibile in grandi linee, a quante più persone possibile il meccanismo
di formazione della cellula cancerosa, non e’ necessario che tale funzione
sia rispiegata e intimamente compresa ora.
Lasciamo agli scritti di Reich chi vuole approfondire l'argomento.  Come
piccola premessa di quanto sia invece importante l'impostazione caratteriale
di chi fa ricerca in ambito naturale, diciamo subito che se caratterialmente
un organismo  spende la maggior parte della sua energia a soffocare ciò che
in se stesso e’ naturale e vivo, non sarà mai in grado di cogliere ciò che
di vivo e naturale esiste al di fuori di esso.
Soprattutto nella ricerca, questa distorsione influenza negativamente l’
interpretazione dei processi naturali osservati facendo interpretare i fatti
in modi più o meno mistici o meccanicisti. Nell’ambito della ricerca
naturale il concetto di “dogma” che circola su alcuni argomenti di biologia,
rende già l’idea dell’impostazione mistica che la scienza ufficiale ha per
quello specifico argomento. Questo e’ purtroppo vero ed importante. Ne
consegue che la ricerca e la scienza che se ne vuole far derivare, non e’
oggettiva come si vuol far credere, essa passa sempre e comunque attraverso
la valutazione di un organismo che vive e sente e che attraverso le proprie
sensazioni trae le proprie conclusioni rendendola di fatto soggettiva.

Messi in guardia a queste premesse andiamo a vedere come si forma la cellula
cancerosa ed addentriamoci nel suo meccanismo di formazione. Per meglio
comprendere i fatti liberiamo momentaneamente la mente da ciò che abbiamo
imparato a scuola ed osserviamo solo quello che la natura ha da mostrarci.

1)  Abbandoniamo la teoria del germe atmosferico.
2)  Ammettiamo lo sviluppo di materiale vivente da altra sostanza vivente o
non vivente.

La soluzione del problema cancro cominciò con la scoperta dei BIONI.
Essi sono “vescichette energetiche”.
Sono strutture di passaggio tra la materia vivente e non vivente.
Contengono un fluido, sono delimitati da una membrana ed alla periferia
mostrano un campo energetico.
Si formano dalla disintegrazione di sostanze organiche ed inorganiche. Sono
GRAM POSITIVI e rappresentano la premessa per la vita.

I bioni sono l’unità funzionale elementare di tutta la materia vivente ancor
prima della cellula. Hanno la proprietà di attrarsi secondo la legge del
potenziale orgonomico, hanno radiazione orgonica, ad alti ingrandimenti
formano ponti di radiazione luminosa tra due bioni vicini, possono fondersi
e compenetrarsi l'uno con l'altro.
I bioni che perdono la loro carica energetica perdono progressivamente anche
le caratteristiche qui descritte.
Il protoplasma vivente non funziona come una macchina, esso funziona senza
essere strutturato e si conserva grazie alla funzione piuttosto che alla
struttura materiale infatti non appena la funzione cessa, la materia va in
decadimento.

Per comprendere come praticamente si forma la cellula cancerosa bisogna
quindi fare conoscenza con il processo della disintegrazione vescicolare (o
bionica) della materia organica.
Anche con un microscopio giocattolo e’ impossibile non accorgersi di tale
fenomeno. Non cambieremo i fatti, cambieremo la loro interpretazione.
Nel giro di qualche settimana, i fili d’erba messi in infusione si
decompongono in vescicole bioniche, dopo altri pochi giorni ancora possiamo
già vedere al microscopio i primi piccolissimi unicellulari muoversi nel
liquido sotto osservazione.

La disgregazione vescicolare e’ un processo naturale e spontaneo.
Per ottenerlo e’ sufficiente mettere in infusione dei tessuti biologici (per
i nostri esperimenti sono sufficienti delle fibre vegetali come erba, fieno
o muschio) ancora meglio se sterilizzati in autoclave.
Le tecniche di sterilizzazione sono quelle comunemente adoperate nella
normale sterilizzazione batteriologica.
Se a basso ingrandimento osserviamo al microscopio ottico un campione appena
uscito dall’autoclave, possiamo notare subito la disintegrazione vescicolare
che nel frattempo e’ avvenuta. Essa appare come agglomerati vescicolari
attaccati alle fibre vegetali e sono formati da ammassi di vescicole più o
meno luminescenti e verdi-azzurrognole ovvero i BIONI.

Osservando attentamente i bordi di questi ammassi, un occhio esperto e
allenato riuscirà a vedere innumerevoli zone in cui si stanno verificando
incredibili cambiamenti. Con il microscopio che io adopero, la mia tecnica
consiste nell'osservare il campione ad un ingrandimento di 100x. Una volta
individuata una zona interessante, posiziono la telecamera ed uso lo zoom
per ingrandire i dettagli. La maggior parte delle riprese avvengono quindi
ad un ingrandimento di 100x del microscopio moltiplicato per 8x o 9x o 10x
che riesco ad ottenere con lo zoom della telecamera. Ho quindi lavorato
quasi sempre tra gli  800x-1000x.

A volte i veri e propri cambiamenti possono iniziare anche dopo diversi
giorni.
Occorre molta e molta pazienza e molto probabilmente e’ questa lentezza del
processo che ha nascosto il fenomeno agli osservatori meno pazienti o che ha
fatto desistere subito i più scettici.
Per chi può adoperare una camera digitale le cui riprese possono essere più
volte registrate e cancellate, conviene prendere confidenza con gli ammassi
bionici filmando con il temporizzatore delle zone a caso. Rivedendole
accelerate, a volte si possono scoprire delle piccole cose interessanti che
ci permetteranno di prendere confidenza con l'argomento ed allenano
l'occhio.
Sconsiglio un confronto con la medicina ufficiale. Quando dopo diversi
giorni dalla sterilizzazione accade che si ritrovino forme di vita che
nuotano nel fluido sotto esame, la spiegazione della scienza ufficiale e’
che la sterilizzazione non e’ stata fatta bene o il preparato si e’ nel
frattempo inquinato a causa del germe atmosferico. Queste saranno le due
sole, monotone spiegazioni senza possibilità di dialogo.

Poiché e’ impossibile rimanere per giorni e giorni al microscopio ad
osservare i cambiamenti che avvengono, per seguire questi eventi da vicino p
ossiamo servirci di apparecchiature capaci di riprese a bassa velocità
ovvero della possibilità di effettuare riprese con pochi fotogrammi per
unità di tempo in modo da poter rivedere l’evoluzione di tutto il processo
in pochi minuti.
Va quindi anticipato che quasi tutti filmati qui  riportati sono in realtà
il frutto di riprese molto lunghe, a volte ci sono voluti diversi giorni di
riprese temporizzate.
Per ogni campione, sicuramente molte ore dove la telecamera temporizzata e'
stata accesa anche per tutta la notte.
La tecnologia oggi a disposizione ci permette queste riprese con telecamere
digitali acquistabili anche a poco prezzo e con piccoli accorgimenti
possiamo registrare filmati di qualità eccellente.

I problemi che dobbiamo risolvere sono fondamentalmente due:

1) Eseguire riprese temporizzate.
2) Fare in modo che il preparato rimanga umido e sterile per tutto il tempo.

Il primo problema e' possibile risolverlo acquistando due temporizzatori da
montare in serie e collegando la telecamera in modo tale che essa scatti nei
tempi e per la durata da noi programmata. Questo e' un lavoro molto semplice
ed e' stato possibile modificando il comando portatile esterno della
telecamera e facendo in modo che l'impulso che giunge dal temporizzatore
agisca direttamente sullo scatto della telecamera. Qualsiasi tecnico che si
intenda di elettronica e' capace di farlo senza difficoltà.
Il secondo problema e' risolto con una micropompa e con un altro
temporizzatore che permette lo svuotamento di una siringa anche in 24 ore
rilasciando quindi sul vetrino, micro quantità di liquido sterile tarato in
modo tale da non permettere al campione in esame di asciugare.
Per il vetrino si può invece adoperare la vecchia "camera di Burker". Le
grosse scanalature laterali ci fanno da serbatoio e permettono una
buonissima riserva di liquido.

Carichiamo il campione sul vetrino usando una Pasteur,  infiliamo l'ago a
farfalla sterile in una delle scanalature del vetrino e accendiamo  tutti i
temporizzatori tarandoli nel modo appropriato. Tutte le procedure e tutti i
materiali usati devono rimanere sterili. I più pignoli possono anche
adoperare accorgimenti che rendano sterili i dintorni del microscopio
durante tutto il tempo delle riprese.
In questo modo possiamo osservare l’evoluzione del processo che riteniamo in
quel momento interessante e lo possiamo cogliere sin dall’inizio quando
ancora non esiste nessuna formazione preesistente. Possiamo vedere tutta l’
evoluzione dei processi osservati e convincerci  che non esiste il germe
atmosferico che cade proprio sotto il nostro obbiettivo ma una vera e
propria metamorfosi.
Attenzione, quello che vediamo non e’ la cellula cancerosa ma piuttosto il
meccanismo con cui essa si forma.

All’interno dell’organismo la cellula cancerosa si forma con lo stesso
meccanismo. Quando la disintegrazione bionica dei tessuti provoca un aumento
considerevole di bioni  (vescicole), essi agglutinano innescando lo stesso
meccanismo osservato nei filmati.
La cellula cancerosa e’ un organismo unicellulare che nell’organismo si
forma dalla disintegrazione bionica tissulare come amebe e protozoi si
sviluppano dalla disintegrazione bionica di infusioni sterili di tessuti
biologici.
E’ così che si forma la cellula cancerosa.

RIASSUNTO
1. Quando la materia inorganica viene riscaldata ad alte temperature e fatta
gonfiare, o quella organica spontaneamente muore, esse subiscono una
disintegrazione vescicolare.
2. Benché le alte temperature uccidano la vita, esse producono vescicole di
energia (bioni) che agglutinandosi tra loro possono di nuovo svilupparsi in
organismi viventi.
3. Quando questo avviene in un organismo energeticamente scarico, il
processo si verifica spontaneamente senza l’intervento delle alte
temperature come in vitro.
4.   I bioni sono portatori di un quanto di energia e rappresentano uno
stato di transizione dal non vivente al vivente.
5. Questi esperimenti NON CREANO LA VITA.   Essi rivelano soltanto un
processo naturale e spontaneo mediante il quale gli organismi unicellulari e
le cellule cancerose si formano.

La formazione della cellula cancerosa può essere sinteticamente paragonata
alla costituzione di una nuova piccola azienda artigianale da parte di
operai (i nostri bioni) che, dopo essere stati licenziati, decidono di
associarsi e mettersi in proprio organizzandosi un'altra attività.

Dalle osservazioni fatte da Reich vengono spontanee diverse considerazioni:
1)  La cellula cancerosa non e’ la causa del cancro bensì la conseguenza.
2)   La cellula cancerosa per se stessa non e’ una cellula “cattiva o
  malata”. Essa e’ accettata dall'organismo energeticamente debole come il
tentativo naturale e spontaneo dell’organismo stesso di ripristinare un
tessuto che per altre cause sta morendo.
3)  Tutte le terapie che attualmente colpiscono la cellula cancerosa sono
destinate al fallimento.  Esse colpiscono la conseguenza e non la causa.
4) Non esistono vari tipi di cancro, il cancro e' sempre e solo uno.  Il
meccanismo base di formazione della cellula cancerosa e’ lo stesso e vale
per tutti i tipi di tumori solidi.
5)  La formazione della cellula cancerosa ci introduce alla organizzazione
naturale dei protozoi.

La teoria dei bioni ci porta ancora molto più avanti e ci apre la porta ad
altre applicazioni come per esempio alla diagnosi precoce di cancro.
Il modo in cui si verifica la disintegrazione bionica dei tessuti e del
sangue ci informa della carica energetica dell’organismo e quindi della
propensione al cancro del paziente.
Qui di seguito e’ mostrato il risultato di un test per la diagnosi precoce
di cancro con la sua la reazione sana o B e la reazione malata o T.
Nella zona filmati e' disponibile una ripresa in vivo e in tempo reale del
processo di disintegrazione sana dei globuli rossi. Le immagini sono
eccezionali e sconosciute alla medicina ufficiale.


La valutazione della reazione B o T, richiede molta esperienza.
Devono prima essere esaminati molti campioni e devono essere paragonati
l'uno con l'altro prima di avventurarsi in diagnosi impegnative.
Reich spiega come l'aspetto dei bioni all'interno dello stroma dei globuli
rossi e' dovuto al fatto che l'uniforme distribuzione dell'energia e' stata
modificata.
Ciò comporta una sua graduale perdita da non poter mantenere la tensione
caratteristica delle cellule sane.
L'energia si contrae nei bioni che rappresentano un più primitivo livello di
funzionamento vivente.
Sia nel sangue sano che in quello malato il processo e' lo stesso, la sola
differenza e' che in un sangue sano la disintegrazione bionica comincia da
un livello più alto di energia.
E' giusto far risaltare che questo esame e' un test bio-energetico, in
contrasto con gli usuali test della medicina tradizionale che del globulo
rosso, ci informano  per esempio sulla sua quantità di emoglobina piuttosto
che sul suo potere bio-energetico

#8592 Da: <amadeux@...>
Data: Sab 29 Apr 2006 9:09 am
Oggetto: "In realtà, noi stiamo cercando Dio"
amadeux@...
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In realtà, noi stiamo cercando Dio


di Paramahansa Yogananda


Se vivi in modo tale da respingere Dio, tu respingi l'amore stesso da te.

Quale che sia la cosa che stiamo cercando - denaro e piacere dei sensi -
in essa in realtà, noi stiamo cercando Dio.

Siamo dei cercatori di diamanti che invece raccolgono piccoli pezzi di
vetro che luccicano alla luce del sole.

Momentaneamente accecati dalle attrattive di questi, noi dimentichiamo
di mantenerci alla ricerca dei diamanti veri che sono molto più
difficili da trovare.

Benché più  difficili da ottenere, le tue buone abitudini sono i
diamanti che ti daranno piaceri veri e durevoli.

E le cattive abitudini sono i pezzi di vetro che sembrano darti
soddisfazioni in quanto più  facili da trovare; e tuttavia, essendo
illusori, porteranno frustrazione alla fine.

La sazietà ti coglierà in modo tale che niente più  ti darà piacere. Io
non dovrò passare per quelle esperienze; posso veder la fine dei piaceri
umani, e ho trovato in Dio la sola reale e durevole gioia.

#8591 Da: <amadeux@...>
Data: Ven 28 Apr 2006 9:42 am
Oggetto: LA REINCARNAZIONE
amadeux@...
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LA REINCARNAZIONE


autore sconosciuto

da www.isvara.org


La parola reincarnazione è popolare al giorno d'oggi, e per la maggior parte
della gente trasmette un senso di mistico e di esotico. Dagli hippies agli
yogi e swami indiani ai pensatori progressisti. tutti hanno promosso l'idea.
Sebbene il credo della reincarnazione sia rifiutato dalla maggior parte
delle chiese cristiane, recenti indagini mostrano che decine di milioni di
persone accettano l'idea della reincarnazione.

Nonostante la popolarità dell'idea della reincarnazione, essa è rimasta un
concetto vago per la maggior parte della gente, con poco rilievo persino
sulla vita dei credenti. La comune comprensione - che reincarnazione
significhi rinascere ancora come qualcun'altro - manca di chiarezza e si
presta a un certo numero di false comprensioni.
Non è possibile afferrare il vero significato della reincarnazione senza
comprendere la differenza tra materia e spirito. Come sappiamo ogni entità
vivente è un'anima spirituale distinta dal corpo. La relazione tra anima e
corpo è simile alla relazione tra un'autista e la sua macchina. La macchina
è uno strumento che serve ad adempiere una missione determinata
dall'autista. L'autista esiste indipendentemente dalla macchina, ma la
macchina senza l'autista è solo un inerte pezzo di metallo.
Questa conclusione è la prima comprensione della vita spirituale, e, a
partire da questa, possiamo esaminare la reincarnazione. Qui valuteremo
alcune frequenti domande solitamente poste sulla reincarnazione.

Domanda: Io posso essere nato altre volte come un'altra persona?
Risposta: Questo dipende da ciò che tu intendi per "Io". Il vero "lo" è
l'anima. Lei è la vera persona, e non cambia mai. L'anima non cambia corpo,
tuttavia, e poiché l'anima si identifica con questi corpi, diventa, nel
senso materiale, una nuova persona.

Domanda: Come viene determinato quale sarà la mia prossima vita?
Risposta: La determini tu stesso con le tue azioni. Questo è chiaramente
spiegato nella Bhagavad-gita (8.6): "Sono, senza dubbio, i ricordi che si
hanno all'istante di lasciare il corpo che determinano la condizione futura
dell'essere, o figlio di Kunti".
Ciò che ricordi al momento della morte risulta da azioni, pensieri e
desideri di tutta la tua vita. In accordo alla letteratura vedica ci sono
8.400.000 specie di vita,e tu, l'anima spirituale, hai accettato il corpo di
una particolare specie in accordo alle attività e ai desideri della tua
attuale vita.

Domanda: Ma io voglio il corpo di un animale!
Risposta: Perché no'? La reincarnazione non è limitata alle specie umane. La
differenza tra un animale e un essere umano sta solo nel corpo. Non c'è
differenza tra un'anima in un corpo umano e un'anima in cm corpo di cane.
Secondo Darwin, i corpi fisici si sono evoluti fino a che hanno raggiunto la
forma umana. Tuttavia. la letteratura Vedica spiega che tutte le forme di
vita sono sempre esistite. e che l' anima si evolve o trasmigra, dalle forme
più basse, a quelle più alte fino a raggiungere la forma umana.
Così la stessa anima, o la stessa persona, che migliaia di anni fa viveva
nel corpo di un rettile, di un pesce odi un uccello, vive ora nel corpo di
un essere umano - tu o io. Sul piano corporeo c'è una differenza molto
piccola tra animali e esseri umani: l'animale mangia; noi mangiamo. Dorme:
noi dormiamo. Si accoppia; noi ci accoppiamo. Si difende; noi ci difendiamo.
Se qualcuno si comporta come un cane o un maiale. può certamente prendere un
corpo simile nella prossima vita.

Domanda: Cosa fa esattamente l'anima che trasmigra da un corpo all'altro?
Risposta: Ci sono tre livelli eli esistenza: l'anima, il corpo sottile, e il
corpo grossolano. Il corpo sottile è dentro il corpo fisico come una mano
dentro un guanto. All'istante della morte, l'anima, e il corpo sottile.
(composto di mente, intelligenza e falso ego) lasciano il corpo grossolano
(composto di terra, acqua, fuoco aria e etere, o spazio). Gli elementi
fisici che sono stati temporaneamente riuniti in un corpo grossolano allora
si separano. Dopo aver lasciato il corpo, l'anima, portata dal corpo
sottile, entra nel seme di un maschio per mezzo del quale viene collocato
nel grembo della sua prossima madre.

Domanda: Allora, quando inizia effettivamente questa nuova vita? Mi
riferisco in modo particolare alla controversia dell'aborto.
Risposta: In questo caso i Veda spiegano chiaramente che la "nuova" vita o
lo sviluppo della nuova copertura fisica dell'anima, inizia al tempo del
concepimento. E' impossibile uccidere l'anima, ma nel mondo materiale
uccidere si riferisce all'eliminazione fisica. Così l'aborto a qualsiasi
livello è certamente un omicidio.

Domanda: Potrei prendere la mia prossima vita nella stessa combinazione
ambicntale che ho lasciato al momento della morte?
Risposta: Puoi rinascere su qualsiasi pianeta.

Domanda: Ma non c'è vita sugli altri pianeti!
Risposta: Questo lo dici tu, ma considera : tu non puoi vivere nell'acqua ma
un pesce può. Tu non puoi vivere nella terra, ma un verme sì. E tu non puoi
vivere nell'aria, ma un uccello sì.
Dire che non c'è vita sugli altri pianeti perché noi non potremmo vivere là,
è come dire che non c'è vita nell'acqua o dentro la terra perché noi non ci
possiamo vivere.
I Veda spiegano che la vita esiste ovunque, su tutti i pianeti. in tutti gli
universi. Chi vive in un particolare pianeta è ovviamente idoneo alle
condizioni che vi sono là. La natura gli fornisce il corpo appropriato.

Domanda: Così, quante volte mi devo reincarnare?
Risposta: Questo dipende da te. Ti puoi reincarnare in un ciclo senza fine.
se vuoi. Ma la vita umana ti dà l'opportunità di fermare questa penosa
sofferenza.

Domanda: Cosa avviene quando qualcuno diventa di nuovo animale'?
Risposta: L'anima si evolve gradualmente attraverso specie di vita sempre
più alte fino a raggiungere la forma umana. Un animale non è responabile per
le sue attività. Non può degradarsi a una nascita in una specie inferiore.
In altre parole, se una tigre ti uccide, non riceve reazione perché questo è
nella sua natura. Ma non appena l'anima raggiunge la forma umana diventa
responsabile di tutte le sue attività. In altre parole, se tu uccidi quella
tigre senza necessità, riceverai la reazione. Così l'essere umano può
degradarsi attraverso le proprie azioni mentre l'animale no.

Domanda: Ma sembra ingiusto che l'essere umano sia ritenuto responsabile per
tutte le sue azioni. La maggior parte della gente non conosce neanche queste
leggi universali che determinano le reazioni delle loro attività.
Risposta: Per questa ragione una società illuminata ed educata deve
conoscere le leggi di Dio. La conoscenza completa è data alla società umana
nella forma delle Scritture. I Veda sono fatti per guidare l'essere umano in
modo che egli non violi le leggi universali che ci governano.
Sfortunatamente, oggi la società umana sta rifiutando tutta la conoscenza
spirituale ed è inorgoglita del cosiddetto avanzamento scientifico e
tecnologico. Che tipo di avanzamento è quello che degrada la gente a
un'esistenza animale, anche nella vita successiva? Nella società vedica i
leaders erano responsabili dell'educazione spirituale della gente. Ma i
leaders di oggi non sanno neppure che cosa sia l'educazione spirituale.
Perciò il movimento per la coscienza di Krishna, attraverso la pubblicazione
della letteratura vedica, sta promuovendo l'educazione spirituale.

Domanda: Ma se la gente non conosce le leggi che determinano la loro vita
successiva, non è sbagliato che sia comunque colpita dalle conseguenze ?
Risposta: L' ignoranza non è una scusa, proprio come quando un bambino tocca
il fuoco. Il fuoco per ignoranza vuole toccare il fuoco. Se a dispetto del
buon consiglio persiste, i genitori possono permettergli di toccare il fuoco
per una volta. Dopo tale esperienza, il bambino sarà convinto. I genitori
non fanno così perché vogliono vederlo soffrire, ma perché a volte questo é
l'unico mezzo per imparare. Allo stesso modo Krishna è infallibile e le
entità viventi sono fallibili. Perciò alcune anime scelgono questo modo
d'imparare. Per noi sembra lungo il tempo da trascorrere in milioni di
nascite nel mondo materiale, ma da un punto di vista spirituale la nostra
permanenza qui é solo come una nuvola passeggera.
Krishna non ci butta qui affinché soffriamo eternamente. Non esiste una cosa
tipo dannazione eterna. Al contrario, ci sono sempre grandi devoti, profeti,
e figli di Dio che ci guidano, e Krishna stesso appare regolarmente per
cercare di riportarci a Lui.
"Ogni volta che in qualche luogo dell'universo la religione declina e
l'irreligione avanza, o discendente di Bharata, lo vengo in persona.
Discendo di era in era per liberare le persone pie, annientare i miscredenti
e ristabilire i princìpi della religione". (Bhagavad-gita 4.7, 8)
Sebbene Krishna in persona non sia sempre qui, ci lascia le Scritture
Vediche e altre scritture autentiche per guidarci. Lo Srimad-Bhagavatam
(1.3.43) afferma: "Questo Bhagavata Purana è brillante come il sole, ed è
sorto proprio dopo la dipartita di Sri Krishna per la Sua propria dimora,
accompagnato dalla religione, dalla conoscenza, ecc. Le persone che hanno
perso la loro visione a causa della densa oscurità dell'ignoranza nell'era
di Kali otterranno luce da questo Purana ".

Domanda: Puoi spiegarmi con maggiore dettaglio il termine di questo ciclo di
reincarnazione?
Risposta: Il corpo umano é l'unica forma di vita che ci permette di porre
fine a questo ciclo. Solo in questa forma la coscienza si sviluppa
abbastanza da comprendere la differenza tra materia e spirito. Gli animali
non possono comprenderlo. Le loro uniche occupazioni sono mangiare, dormire,
accoppiarsi, e difendersi. Loro non possono comprendere quale sia il fine
della vita. Ma se l'essere umano non approfitta di questa opportunità e si
impegna solo in metodi sofisticati di mangiare, dormire, accoppiarsi, e
difendersi, allora non é niente più di un animale sofisticato. L'unico scopo
della vita umana è sviluppare la propria originale coscienza di Dio,
liberarsi dal ciclo di nascita e morte, e tornare a casa, tornare da Dio. Il
processo per ottenere questo risultato si chiama bhakti-yoga, o servizio
devozionale, vale a dire agire in maniera spirituale in accordo alle
ingiunzioni delle Scritture Vediche e del maestro spirituale autentico. Così
facendo, non si è più vincolati dalle leggi della natura materiale, che ci
costringe a trasmigrare nel mondo materiale non pensa: "Oh, questo bambino
non sa che io sono caldo. Non lo brucerò". No, il fuoco brucia - non importa
se tu sia consapevole o no del suo calore. Perciò l'unico modo di evitare la
sofferenza è l'educazione spirituale.

Domanda: Tuttavia, questo meccanismo a me sembra crudele. Per di più, non
vedo nessun senso in questo ciclo senza fine di reincarnazione.
Risposta: No, non é crudele. La sofferenza é un impulso per l'entità vivente
a cercare una soluzione ai problemi. Il mondo materiale é un luogo di
miseria. "Tutti i pianeti del mondo materialeje, dal più alto al più basso
sono luoghi di sofferenza, dove nascita e morte si susseguono. Ma colui che
raggiunge la Mia dimora, o figlio di Kunti, non rinasce più." (Bhagavad-gita
8.16)
Questo verso spiega che il mondo materiale per natura non è un luogo
piacevole. Persino se c'è felicità, questa é temporanea; non durerà. E noi
causiamo la nostra sofferenza. Molta gente per le proprie sofferenze se la
prende con Dio. Ma Dio vuole che noi ritorniamo nel mondo spirituale, dove
non c'è sofferenza.
Questo mondo materiale non é la nostra casa. La nostra situazione é come
quella di un pesce sulla terra. Puoi dare al pesce una televisione, una
Cadillac, una casa fantastica, ma tutto ciò di cui il pesce ha bisogno è
l'acqua. A lui non interessano le comodità della terra. Così nello stesso
modo, la felicità temporanea nel mondo materiale non ci soddisferà mai. La
sofferenza ci da' la motivazione per raggiungere lo scopo della vita:
ritornare da Dio.
Se qualcuno gode della felicità materiale, generalmente non vedrà nessun
motivo di tornare da Dio. Sfortunatamente non sa che il suo godimento non
può durare. Quando i risultati delle sue attività pie si saranno esauriti,
la sofferenza ritornerà di nuovo, sebbene lui non la voglia. La vera
felicità non può essere raggiunta attraverso i sensi materiali. Può essere
raggiunta solo in modo spirituale.

Domanda: Come siamo entrati in questo ciclo di reincarnazioni la prima
volta?
Risposta: Originariamente, tutte le entità viventi abitano nel mondo
spirituale. Ma in quanto parti infinitesimali di Krishna, manifestano
infinitesimalmente l'indipendenza, che è una delle Sue qualità. Così se
decidono di cercare di gioire senza Dio, viene dato loro il mondo materiale
come luogo per provare.

Domanda: Ma se Dio è onnipotente, non potrebbe evitarlo? Perché li lascia
andare e soffrire?
Risposta: La relazione naturale tra Krishna e le entità viventi è amore. E
l'amore non può essere forzato; deve essere spontaneo. Così se Krishna
forzasse le entità viventi ad amarLo, la parola amore non avrebbe
significato.
Prendiamo un altro esempio: i genitori amano il loro bambino. Ma qualche
volta il bambino per ignoranza vuole toccare il fuoco. Se a dispetto del
buon consiglio persiste, i genitori possono permettergli di toccare il fuoco
per una volta. Dopo tale esperienza, il bambino sarà convinto. I genitori
non fanno così perché vogliono vederlo soffrire, ma perché a volte questo é
l'unico mezzo per imparare. Allo stesso modo Krishna è infallibile e le
entità viventi sono fallibili. Perciò alcune anime scelgono questo modo
d'imparare. Per noi sembra lungo il tempo da trascorrere in milioni di
nascite nel mondo materiale, ma da un punto di vista spirituale la nostra
permanenza qui é solo come una nuvola passeggera.
Krishna non ci butta qui affinché soffriamo eternamente. Non esiste una cosa
tipo dannazione eterna. Al contrario, ci sono sempre grandi devoti, profeti,
e figli di Dio che ci guidano, e Krishna stesso appare regolarmente per
cercare di riportarci a Lui.
"Ogni volta che in qualche luogo dell'universo la religione declina e
l'irreligione avanza, o discendente di Bharata, lo vengo in persona.
Discendo di era in era per liberare le persone pie, annientare i miscredenti
e ristabilire i princìpi della religione". (Bhagavad-gita 4.7, 8)
Sebbene Krishna in persona non sia sempre qui, ci lascia le Scritture
Vediche e altre scritture autentiche per guidarci. Lo Srimad-Bhagavatam
(1.3.43) afferma:
"Questo Bhagavata Purana è brillante come il sole, ed è sorto proprio dopo
la dipartita di Sri Krishna per la Sua propria dimora, accompagnato dalla
religione, dalla conoscenza, ecc. Le persone che hanno perso la loro visione
a causa della densa oscurità dell'ignoranza nell'era di Kali otterranno luce
da questo Purana".

Domanda: Puoi spiegarmi con maggiore dettaglio il termine di questo ciclo di
reincarnazione?
Risposta: Il corpo umano é l'unica forma di vita che ci permette di porre
fine a questo ciclo. Solo in questa forma la coscienza si sviluppa
abbastanza da comprendere la differenza tra materia e spirito. Gli animali
non possono comprenderlo. Le loro uniche occupazioni sono mangiare, dormire,
accoppiarsi, e difendersi. Loro non possono comprendere quale sia il fine
della vita. Ma se l'essere umano non approfitta di questa opportunità e si
impegna solo in metodi sofisticati di mangiare, dormire, accoppiarsi, e
difendersi, allora non é niente più di un animale sofisticato. L'unico scopo
della vita umana è sviluppare la propria originale coscienza di Dio,
liberarsi dal ciclo di nascita e morte, e tornare a casa, tornare da Dio. Il
processo per ottenere questo risultato si chiama bhakti-yoga, o servizio
devozionale, vale a dire agire in maniera spirituale in accordo alle
ingiunzioni delle Scritture Vediche e del maestro spirituale autentico. Così
facendo, non si è più vincolati dalle leggi della natura materiale, che ci
costringe a trasmigrare nel mondo materiale.

#8590 Da: "amec2@gmx" <amec2@...>
Data: Ven 28 Apr 2006 8:56 am
Oggetto: Benzina a metà prezzo; RIAA insegue i morti; Air Force One scarabocchiato, lo spiegone; e altro
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Benzina a metà prezzo; RIAA insegue i morti; Air Force One
scarabocchiato, lo spiegone; e altro


by Paolo Attivissimo


__Antibufala: "Come avere la benzina a metà prezzo"___

Ha ripreso a circolare un appello a boicottare Shell e Esso per
indurre un calo del prezzo della benzina, che potrebbe dimezzarsi
grazie a quest'idea definita "geniale".

http://tinyurl.com/kealh



__La RIAA insegue i pirati anche nell'oltretomba___

La potente associazione dei discografici americani fa causa a una
signora, colpevole di aver condiviso brani musicali via Internet. Da
morta.

http://tinyurl.com/gbcbx



__Spiegato il video dell'Air Force One scarabocchiato__

La soluzione è già stata pubblicata da vari giornali, ma è un caso
interessante per qualsiasi aspirante detective antibufala: come si
smaschera una storia del genere?

http://tinyurl.com/jxjhr



__Giulia e Eurobarre offrono ADSL gratis___

Sta circolando un invito abbastanza curioso che promette il recupero
del canone ADSL in cambio della visualizzazione di pubblicità sullo
schermo del computer: lo garantisce una certa Giulia, laureanda in
informatica. Ma gatta ci cova:

http://tinyurl.com/zq9r2


__Antibufala: posti in piedi sugli aerei, figuraccia del Corriere__

Avete presente la notizia dei "sedili verticali" che verranno
installati sugli aerei per stipare meglio i passeggeri? Ne parla il
Corriere, ma lo fa copiando spudoratamente e soprattutto dopo che la
notizia è stata ampiamente smentita. La vantata affidabilità dei
media tradizionali era evidentemente fuori stanza, a fumarsi una
sigaretta.

http://tinyurl.com/oxkrb



__Apparizione mistica a Radio Ventiquattro__

Domani 28 aprile, intorno alle 11, sarò in onda per una chiacchierata
su bugie e bufale. Se vi interessa, sintonizzatevi o collegatevi in
streaming:

http://tinyurl.com/m6etb



Ciao da Paolo.

-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2006 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).

#8589 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Ven 28 Apr 2006 8:54 am
Oggetto: LABORATORIO SUL MASCHILE E FEMMINILE
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LABORATORIO SUL MASCHILE E FEMMINILE


Cari amici e amiche  del Villaggio Globale

siamo lieti di annunciarvi che il Villaggio Globale, in collaborazione con
il Progetto Porto Franco della Regione Toscana, ha organizzato un
laboratorio gratuito dove sperimentare un nuovo approccio alla relazione
maschile-femminile. Questo laboratorio, aperto a tutti, è indicato sia per
chi non ha mai fatto nessun lavoro specifico su questo tema, sia per chi
desidera approfondire l'argomento in modo più globale e psicosomatico.
Il laboratorio sarà condotto da Nitamo Montecucco, medico, autore del libro
"Psicosomatica Olistica", da Roberto Sassone psicoterapeuta esperto in
bioenergetica, e da altri operatori esperti in questo campo.

* * * * *

27/28 Maggio 2006
Villaggio Globale - Villa Demidoff - Bagni di Lucca
LABORATORIO SUL MASCHILE E FEMMINILE

esperienze di sviluppo del potenziale umano nella coppia e nelle relazioni

Un gruppo per tutti!
  La coppia e le relazioni stanno cambiando profondamente:
sei pronto al cambiamento o ti senti bloccato in vecchi modi di pensare e di
comportarti?
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dentro di te.
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Per l'iscrizione vi preghiamo di telefonare allo 0583 86404
(tutti i giorni - escluso il martedì -  dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00
alle 17.30).

Le prime 40 persone che si iscriveranno potranno dormire all'interno, in uno
spazio collettivo,
portandosi il loro sacco a pelo e pagando 10 euro per la notte.
I due pranzi sono obbligatori e il costo è di 24 euro in totale.

www.globalvillage-it.com

#8588 Da: <amadeusoft@...>
Data: Ven 28 Apr 2006 8:50 am
Oggetto: Le simulazioni servono veramente ?
amadeusoft@...
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Le simulazioni servono veramente ?


redazione ECplanet.net


Troppe simulazioni rovinano la scienza ?

Una serie di articoli su “Nature” (Vol. 440 n. 7083) affrontano il problema
del rapporto tra ricerca scientifica e computer, in particolare per quel che
riguarda lo strumento della simulazione sempre più usato dai ricercatori di
tutto il mondo per aggirare le difficoltà (o l'impossibilità) di realizzare
gli esperimenti dal vivo. Si arriva ad affermare l'esistenza del rischio che
“il continuo aumento della velocità e della produzione dei dati si traduca
in una minore comprensibilità” dei risultati.

Esiste infatti un problema quantitativo: un solo singolo esperimento di
biologia produce dati per un gigabyte al giorno: significa che in meno di
due mesi un biologo può esaurire la capacità di memoria del suo computer. Se
poi prendiamo in considerazione i dati che vengono elaborati dagli
astrofisici, allora si arriva a mille gigabyte, equivalenti alla memoria di
circa 200 computer. Ma presto si arriverà a un petabyte, cioè mille
terabyte. L'equivalente, spiegano su “Nature” gli autori della riflessione,
“di mille miliardi di libri”.

D'altronde, proprio questo aumento delle disponibilità di dati e della
potenza delle macchine ha sviluppato la simulazione come strumento
essenziale per la ricerca in settori come la biologia, la fisica
dell'atmosfera, la fisica delle particelle, la chimica.

“Gli interventi su 'Nature' richiamano un problema reale”, commenta Paolo
Carloni, docente di fisica statistica biologica alla Scuola Internazionale
Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, esperto di simulazioni.

Per Carloni nessun modello ha la capacità di simulare con precisione
assoluta “quello che accade in un essere vivente o in un ambiente aperto,
perché intervengono troppe varianti di tipo ambientale. Vi possono essere
ricercatori tentati dal fare ricerche solo attraverso i modelli. Noi la
chiamiamo la tentazione della 'scatola nera'. Metti dentro dei dati in un
server automatico e accetti i risultati che comunque vengono fuori, senza
capire quali sono i limiti logici della simulazione. E quei risultati
probabilmente sono sbagliati e finiranno per screditare anche tutta la
tecnologia, innocente, che c'è dietro”.

Fonte: Agenzia ZadiG / marzo 2006

#8587 Da: <posta@...>
Data: Ven 28 Apr 2006 8:49 am
Oggetto: Esprimi la tua creativita
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Esprimi la tua creativita


LOUISE L. HAY
IL POTERE E' IN TE
AMORE, GIOIA, SERENITA'. SCOPRILI DENTRO DI TE PER VIVERE
IN PERFETTA ARMONIA - ARMENIA EDITORE




CAPITOLO DODICI

*Esprimere la creativita'*

"...Quando la tua vista interiore si acutizza, l'orizzonte si
allarga...."


Il nostro lavoro e' espressione divina . Quando mi viene chiesto quale e'
il mio scopo nella vita, rispondo sempre che e' il mio lavoro. E' triste
sapere che
la maggior parte delle persone odia la propria professione o, peggio, non sa
che cosa fare. Trovare lo scopo della nostra vita, il lavoro che fa per noi,
significa amare noi stessi..

Il lavoro e' un mezzo per esprimere la nostra creativita' e, per tale
motivo, dobbiamo superare la sensazione di non essere all'altezza di farlo o
di non
conoscere abbastanza: lasciamo che l'energia creativa dell' universo fluisca
in noi appagandoci pienamente. Non importa che lavoro facciamo: importa
esserne
soddisfatti..

- Se odiamo l'ambiente in cui lavoriamo o cio' che facciamo, sara' molto
difficile  riceverne gratificazioni, a meno che non si riesca a cambiare
interiormente;  altrimenti avremo sempre lo stesso atteggiamento, anche
cambiando
professione.

Il problema sta in parte nel fatto che spesso chiediamo cio' che vogliamo in
maniera negativa.

Ricordo una paziente che aveva considerevoli difficolta' a
esprimere positivamente quello che desiderava e ripeteva costantemente: "non
voglio fare questo nel mio lavoro"" oppure "non voglio che cio' succeda"
"non voglio alcuna energia negativa". E attraverso queste negazioni non
precisava
certo con chiarezza quanto desiderava!!

A volte puo' essere difficile mettere a fuoco quello che vogliamo: e' molto
piu' semplice dire cio' che non vogliamo. Iniziamo, ad esempio, a elencare
le
caratteristiche del lavoro desiderato affermando: "Il mio lavoro mi soddisfa
pienamente: aiuto gli altri e sono in grado di capire cio' di cui hanno
bisogno.Lavoro con persone che mi vogliono bene e mi sento sempre al
sicuro".

O, in alternativa: "Il mio lavoro mi permette di esprimere la mia
creativita' liberamente e di guadagnare bene facendo cio' che amo" "Quando
lavoro sono
sempre contento. La mia professione mi da' gioia, divertimento e
abbondanza."

Esprimiamoci sempre al presente poiche', in questo modo, otterremo quello
che desideriamo! In caso contrario, significa che rifiutiamo in realta' il
bene.

Proviamo a fare un elenco, specificando le nostre considerazioni in merito
al lavoro e rimarremo sorpresi vedendo quanta negativita' c'e' in noi
al riguardo.

Non avremo mai benessere se non modifichiamo i nostri arteggiamenti
negativi.

Quando svolgiamo un lavoro che non amiamo, impediamo alla nostra energia di
esprimersi; pensiamo allora alle caratteristiche della professione
desiderata specificando chiaramente cio' che vogliamo. Il nostro io
superiore trovera'
un lavoro  piu' adatto a noi; l'importante e' aprirci alla saggezza che e'
in
noi....

********

    La  scienza della mente mi ha aiutato a capire che il mio lavoro era
esprimere la Vita... Ogniqualvolta mi trovavo di fronte a un problema,
sapevo che era un'opportunita' per crescere e che l'energia che mi aveva
creata mi
aveva fornito ogni mezzo per risolverlo. Dopo il panico iniziale, mi
tranquillizzavo e iniziavo l'esplorazione interiore ringraziando di avere
l'opportunita' di esprimere l'energia dell'intelligenza Divina che sta in
me.

Durante una seduta una donna mi disse che desiderava diventare attrice, ma
che i suoi genitori l'avevano convinta ad iscriversi alla facolta' di legge:
tutti coloro che le stavano attorno la opprimevano con l'idea di studiare
legge,
non recitazione. Dopo un mese, smise di frequentare le lezioni e si iscrisse
a
una scuola d'arte drammatica; poiche' era quello che desiderava fare.

Poco dopo, tuttavia, comincio' a pensare che non avrebbe mai fatto nulla
di buono nella vita ,diventando cosi' infelice e depressa; non riusciva a
liberarsi dei suoi dubbi e dentro di se' pensava di aver fatto l'errore
piu'  grande della sua vita e di non poter piu' tornare indietro.

    Le chiesi quale voce stesse ascoltando: mi rispose che era quella di suo
padre e che si ripeteva le stesse parole che gli aveva sentito dire molte
volte..

Il caso di questa donna e', in realta', molto comune: lei desiderava fare
l'attrice, i suoi genitori volevano diventasse avvocato. Questo l'aveva
gettata in uno stato di profonda confusione e incertezza. La donna non
capiva  che l'atteggiamento del padre era un modo per manifestarle il suo
affetto: se  lei fosse diventata avvocato, avrebbe avuto una sistemazione
sicura..

Cio', tuttavia, era quello che il padre - non lei - desiderava.

La  donna doveva fare cio' che riteneva giusto per se', anche contraddicendo
la volonta' paterna.

Le dissi di sedersi di fronte allo specchio guardandosi negli
occhi e di ripetersi: "ti voglio bene e faccio di tutto per aiutarti a
ottenere cio' che vuoi veramente. Faro' tutto il possibile."

Le dissi anche di imparare ad ascoltarsi: doveva infatti entrare in
contatto con la sua saggezza interiore e comprendere che non doveva
compiacere
nessuno, se non lei stessa, che poteva amare suo padre e, nel contempo,
appagare se
stessa: ne aveva tutti i diritti. Poteva, ad esempio, dirgli di volergli
bene,
aggiungendo pero' che desiderava recitare e non studiare legge. Fare cio'
che riteniamo giusto e' una delle sfide che dobbiamo sostenere nella vita,
anche
se coloro che ci circondano hanno idee differenti in proposito: non siamo
qui
per compiacere nessuno.

Quando siamo fortemente convinti di non meritare qualcosa, abbiamo
difficolta' a fare cio' che vogliamo: se gli altri ci dicono che non
possiamo ottenere
quello che desideriamo e, di conseguenza, noi stessi ce lo neghiamo, il
nostro
"bambino interiore" si convince di non meritare nulla di buono. Anche in
questo caso si tratta di imparare ad amarci un po' di piu' ogni giorno.

Iniziamo, dunque, elencando per iscritto tutte le considerazioni in merito
a lavoro, successo e insuccesso e identificando quelle negative, che ci
impediscono di realizzare i nostri desideri. Una volta eseguita questa
operazione, cerchiamo di trasformare gli atteggiamenti negativi in positivi,
plasmando
mentalmente il lavoro che vogliamo avere.


*Il denaro puo' provenire da varie fonti*

    Quanti di noi pensano che, per avere un buon standard di vita, sia
necessario lavorare duramente? L'etica impone che si debba lavorare sodo;
inoltre, gran parte delle persone ritengono che il lavoro sia solo fatica e
tensione.

Mi sono accorta che, se ci dedichiamo a un'attivita' che ci piace, possiamo
anche riuscire a ottenere dei guadagni adeguati; se ripetiamo costantemente
di odiare il nostro lavoro,
non otterremo mai nulla. Qualsiasi sia la nostra professione, dobbiamo
considerarla positivamente; se, sotto certi aspetti, non ci soddisfa,
cerchiamo di analizzare la situazione e capire quali insegnamenti possiamo
trarne.

Una giovane donna mi disse una volta che, grazie al suo atteggiamento
mentale,  riceveva denaro dalle fonti piu' inattese: i suoi amici la
criticavano per  questo insistendo che, per guadagnare, e' necessario
lavorare sodo. Indotta
dalle loro prediche, la donna inizio' a dubitare di meritare tutto cio' che
riceveva dalla vita. Il suo atteggiamento psicologico iniziale era
corretto;  in seguito, invece, quando comincio' ad avere paura e, anziche'
ringraziare
se  stessa, imbocco' la strada sbagliata. Aveva capito come reagire
all'abbondanza  evitando ogni conflitto e ogni problema, e i suoi amici
volevano farla sentire  in colpa per il fatto che, pur lavorando duramente,
non guadagnavano tanto  quanto lei..

Mi capita spesso di tendere la mano agli altri: se sono disposti a
prenderla e a imparare qualcosa di nuovo, e' fantastico! Se, viceversa,
cercano di
deprimermi e denigrarmi, li lascio a loro stessi, preferendo operare con
qualcuno che voglia realmente risolvere i problemi.

Se la nostra vita e' ricca di gioia e amore, non ascoltiamo i consigli di
persone  sole e infelici che pretenderebbero di spiegarci come dobbiamo
vivere.

Spesso,  questo e' l'atteggiamento dei nostri genitori: provengono
da un'esistenza di  difficolta' e di oppressione e vorrebbero insegnarci a
vivere!


********

    Molti si preoccupano dell'economia del loro paese e del mondo in
generale, convinti che, a seconda dell'andamento del mercato, guadagneranno
o
perderanno denaro: il mercato e' in realta', sempre oscillante e non e',
pertanto,
importante quello che accade in un dato momento o quello che alcuni esperti
fanno
per modificare una determinata situazione.

Indipendentemente da cio' che succede nel mondo, quel che conta e' cio' che
pensiamo di noi stessi.

Se temiamo di perdere la casa, chiediamoci: "Per quale motivo mi sento male
con me stesso? Perche' mi sento abbandonato? Che cosa devo fare per trovare
la
pace interiore?" Le esperienze esterne riflettono sempre quelle interiori:
non
dobbiamo mai dimenticarlo.

Io  ripeto  spesso  l'affermazione: "I miei guadagni aumentano sempre,"
oppure "guadagno piu' dei miei genitori". Tutti noi, del resto, abbiamo
diritto di
guadagnare piu' dei nostri genitori. E' quasi una necessita', dal momento
che la vita oggi e' piu' cara di una volta. Alle donne, in particolare,
succede di
avere dei sensi di colpa se guadagnano piu' del loro padre. E' importante
superare
tali sentimenti e accettare l'abbondanza che la  vita  ci
offre, perche' ne abbiamo diritto.

Il lavoro e' una delle tante fonti da cui ottenere il denaro; questo,
tuttavia, non deve essere necessariamente lo scopo del lavoro. La ricchezza
puo'
provenire da diverse fonti e, indipendentemente da quali siano, dobbiamo
accettarla
con gioia in quanto e' un dono dell'Universo.

Una giovane donna si lamento' una volta del fatto che i suoi parenti
comperavano ogni sorta di giochi e di vestiti per il bambino che le era nato
da poco,
mentre lei non poteva fare lo stesso per ragioni finanziarie. Le dissi che
l'universo desiderava che il suo bambino non fosse sprovvisto di nulla e
utilizzava i nonni come tramite per raggiungere tale obiettivo; le suggerii
quindi di essere grata e di apprezzare il modo in cui l'universo si
prendeva cura del bambino.

#8586 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Ven 28 Apr 2006 8:49 am
Oggetto: Bottiglie di plastica? Cancro prostatico
max@...
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Bottiglie di plastica? Cancro prostatico

Maurizio Blondet - 05/04/2006

Tratto da www.effedieffe.com

Il bisfenolo A è una sostanza ampiamente usata per le bottiglie in plastica,
il sottile film interno alle scatolette di cibi conservati, le tettarelle
per lattanti e le confezioni alimentati.
Se ne producono annualmente 2,8 milioni di tonnellate.
A quanto pare, già si sapeva che questa sostanza contaminava gli alimenti
con cui veniva a contatto, ed era sospettata di alterare gli ormoni sessuali
umani.
Ma ora uno studio ha scoperto che è collegata col cancro alla prostata.
In particolare, l'assunzione nella dieta umana di quantità piccole ma
costanti di bisfenolo è particolarmente pericoloso nelle donne in
gravidanza, alterando in modo cruciale, ma invisibile, lo sviluppo dei
neonati.

La sostanza provoca infatti alterazioni microscopiche nella prostata del
feto, che non sono riscontrabili alla nascita.
Gli effetti si fanno sentire con gli anni, nella terza età, con ipertrofia
delle prostata e tumore.
Le alterazioni possono causare anche malformazioni dell'uretra.
In Italia si registrano ogni anno 11 mila nuovi casi di cancro prostatico, e
6.300 morti per questa patologia: è la seconda causa di morte per cancro
negli uomini, dopo il cancro al polmone.
Il 60% dei casi è concentrato nel nord del Paese, evidentemente più
«avanzato» e quindi più esposto al bisfenolo.

Nell'ancor più «avanzata» Gran Bretagna, che ha una popolazione pari a
quella italiana, i casi nuovi di cancro alla prostata sono 27 mila all'anno.
Il fatto è che il bisfenolo è un estrogeno-simile, che «mima» l'ormone
femminile.
Piccolissime quantità di questa plastica bastano dunque, nella vita fetale,
a scombinare il sistema genitale dei maschi.
La scoperta è dovuta all'equipe del professor Frederick vom Saal, che lavora
all'Università del Missouri.
Il gruppo ha somministrato a topine gravide piccolissime quantità di
bisfenolo-A, mentre ad altre cavie è stato somministrato in pari quantità
dell'estradiolo, l'ormone usato nella pillola contraccettiva.

Il test mirava a verificare se certi danni alla prostata del neonato
avvenivano quando la madre, prendendo la pillola, restava accidentalmente
incinta. Invece la prova ha dimostrato che entrambe le sostanze alteravano
la prostata: e in quantità minime, molto minori di quelle che gli esseri
umani ingeriscono bevendo dalle bottiglie di plastica.
E gli italiani sono i massimi consumatori mondiali di acqua cosiddetta
minerale: 184 litri a testa, per una spesa di circa 500 euro all'anno a
famiglia (i tedeschi non arrivano a 145 litri ). Spesso quest'acqua
proclamata «minerale» viene dall'acquedotto comunale; ed è di sicuro
peggiore, perché contenuta in bottiglie quasi sempre di plastica.

Maurizio Blondet

Note
Jonathan Leake, «Food wrap linked to prostate cancer», Times on line, 1
maggio 2005

#8585 Da: <amadeux@...>
Data: Ven 28 Apr 2006 8:48 am
Oggetto: "Quando intrapresi questo sentiero"
amadeux@...
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Quando intrapresi questo sentiero


di Paramahansa Yogananda


Quando intrapresi questo sentiero, tutti pensarono che fossi impazzito.
Cantavo i miei canti di devozione a Dio, e alcuni dei miei familiari
pensavano che avessi preso una brutta strada. Quando cantavo, essi
piangevano di nascosto rattristandosi per me.

Ma con il passare del tempo riuscii a convincerli che si sbagliavano, e
cominciarono anche loro a cantare i miei canti d'amore a Dio e a tentare
di meditare; divennero miei discepoli, proprio a casa mia!

Questa è una cosa insolita perché si sa che 'nessuno è profeta in
patria!'. L'amore di Dio, l'amore dello Spirito, consuma ogni altra cosa.

Quando lo conoscerete, vi condurrà sempre più avanti nei regni
dell'eternità. Questo amore non vi verrà mai tolto dal cuore, dove
continuerà ad ardere per sempre, e nel suo fuoco troverete il grande
magnetismo dello Spirito che attrae verso di voi gli altri e tutto ciò
che vi occorre o che desiderate.

In verità vi dico che tutte le mie domande hanno avuto risposta, non
dagli uomini ma da Dio. Egli esiste. Egli esiste. E' il suo Spirito che
vi parla per mezzo mio. E' del suo amore che vi parlo. Palpito dopo
palpito, come uno zefiro leggero, il suo amore accarezza l'anima. Giorno
dopo giorno, settimana dopo settimana, anno dopo anno, continuerà ad
aumentare e non riuscirete a intravederne la fine. Ed è questo amore che
ciascuno di voi sta cercando.

Credete di desiderare l'amore umano e la prosperità, ma dietro queste
cose c'è il Padre che vi chiama. Se comprenderete che Dio è più grande
di tutti i suoi doni, lo troverete.

#8584 Da: "amec2@gmx" <amec2@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 11:04 am
Oggetto: daily 270406
amec2@...
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"Ogni nostro pensiero è un fiore nel giardino della vita, non il possesso
permanente di qualcuno. Che i nostri pensieri, perciò, siano belli e
fragranti, non rancidi e brutti; che la memoria che lasciamo dietro a noi
sia una benedizione per la terra."

(Paramahansa Yogananda)




VIVI IL MOMENTO
Sviluppa un nuovo focus, concentrati sul momento che stai vivendo prendendo
tutte le esperienze ed emozioni che ti offre. Uno dei motivi per cui non
siamo felici è perché siamo più concentrati su ciò che è successo o su
quello che succederà piuttosto che su quello che stiamo vivendo.
Roberto Re



"La richiesta per una risposta del Signore dovrebbe essere forte; una
preghiera a mezzo credo non è sufficiente. Se vi ponete in mente: "Egli
starà per parlarmi"; se vi rifiutate di pensare differentemente, senza
riguardo ai molti anni che Egli non vi ha risposto; se continuate ad aver
fiducia in lui, un giorno Egli vi risponderà."

(Paramahansa Yogananda)



“Il ‘fallimento’ è solo l’opportunità di cominciare di nuovo con più
consapevolezza.”
Henry Ford



"Possa io non intensificare l'ignoranza di coloro che errano, con la mia
intolleranza, o vendetta. Ispirami ad aiutarli col mio perdono, le
preghiere, e le lacrime di gentile amore."

(Paramamahansa Yogananda)



“Il successo è avere ciò che vuoi. La felicità è quando ami ciò che hai.”
Michael S. Clouse



RICOMPENSE
Non smetterò mai di stupirmi di quanto siamo duri con noi stessi quando non
portiamo a termine qualcosa o non facciamo qualcosa. Ogni volta che
raggiungi un obiettivo, fissalo nella tua mente, regalandoti un viaggio o
comprandoti un libro, facendo qualsiasi cosa sia importante per farti
sentire bene.
Roberto Re


"La tua luce divina si nasconde persino nel più vizioso e funereo uomo, in
attesa di splendere sotto condizioni propizie: il mantenimento della buona
compagnia, e i desideri ardenti per il miglioramento dell'io. Noi ti
ringraziamo perché nessun peccato è imperdonabile, nessun male insuperabile;
perché il mondo della relatività non contiene assoluti. Dirigimi, o Padre
Celeste, perché io possa destare i tuoi perplessi uni alla consapevolezza
della loro innata purezza, immortalità, e celestiale discendenza."

(Paramahansa Yogananda)



<IL TAO DELLA COPPIA>
- Non esigere niente, dare tutto -
-----------

Il Tao non esige niente
dal vostro amore,
eppure agisce in ogni bacio,
ogni contatto
e ogni abbraccio.

Subisce ogni insulto,
sanguina in ogni ferita
e scorre in ogni lagrima,
eppure non si offende mai.

Potete sempre affidarvi al Tao,
perche' non ha niente da dimostrare.

Non ha bisogno di niente,
eppure da' tutto.

La fiducia e la generosita' del Tao
sono difficili da capire e da accettare.

Il Tao non e' possessivo, ne' esigente; non da'
giudizi, ne' fa pressioni.

Eppure e' ricolmo di creativita'
e di potenza.

Ricordate che questa
e' la vostra vera natura.

E' come siete veramente,
sotto le cicatrici e dietro le maschere.

Diventate voi stessi e diventerete come il
Tao.




-------------------------------

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2001 ed e' moderata per evitare spamming e pubblicita' indesiderata. La
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#8583 Da: <amadeus@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 9:34 am
Oggetto: Scienziati divisi sull'insonnia
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Scienziati divisi sull'insonnia


redazione ECplanet.net


In un'era in cui l'opinione dominante è che dormiamo tutti troppo poco, e
perciò lavoriamo male e viviamo peggio, dal cuore della capitale finanziaria
d'Europa giunge un diverso parere: non sarà, invece, che ci sentiamo male
perché dormiamo troppo ? A porre la questione è il “Financial Times” con un
titolo a tutta pagina: «I pericoli di una notte di buon sonno».

L'autorevole quotidiano finanziario comincia elencando gli innumerevoli
studi secondo cui l'uomo moderno dorme sempre meno e secondo cui la
«privazione del sonno» ha elevatissimi costi sulla salute e sulla
produttività. Ma poi, citando recenti ricerche, il giornale della City si
domanda se non sia vero il contrario: e se fosse invece il troppo dormire a
danneggiare la salute e la produttività ? Dubbio dal quale consegue un
altro, più inquietante interrogativo: chi diffonde l'idea che oggi dormiamo
poco e male, e che dovremmo dormire meglio e più a lungo ? Non saranno, per
caso, le industrie farmaceutiche, che guadagnano miliardi vendendo sonniferi
e cure contro l'insonnia ?

Il Financial Times si limita a porre la domanda, senza fornire una risposta
definitiva: «La discussione sul sonno continuerà per un pezzo», si conclude
l'articolo. Tra gli studi secondo cui un'esistenza sempre più nevrotica,
rapida e stressata riduce il minimo necessario di ore di sonno, il
quotidiano londinese ne ricorda uno apparso sulla rivista scientifica
“Nature”: «Oggi dormiamo il 20 per cento in meno di un secolo fa, una
privazione del sonno che causa una significativa proporzione degli incidenti
stradali, ferroviari e d'altro tipo».

(Un altro, dello Us National Institute of Health, afferma che la «privazione
del sonno» costa all'America 50 miliardi di dollari in produttività perduta
all'anno. Sul fronte opposto, il professor Jim Horne, direttore del Centro
Ricerche sul Sonno della Loughborough University, dichiara che il problema è
dormire troppo, non troppo poco; che l'idea che dormiamo meno dei nostri
antenati è basata su statistiche confuse; che al contrario dormiamo più
comodi e più tranquilli di una volta; e che in assoluto è meglio dormire
sette ore a notte che otto. Daniel Kripke, un ricercatore della University
of California a San Diego, va oltre: «Credo che tutta questa storia che non
dormiamo abbastanza sia un'operazione di pierre gestita da gente che ci
guadagna con i sonniferi».

in proposito, il Financial Times pubblica un trafiletto ripreso dal British
Medical Journal: «La fretta e l'eccitazione della vita moderna sono
responsabili di una sempre più diffusa insonnia. Sui giornali non si fanno
che leggere articoli che consigliano di rallentare il ritmo e diminuire le
preoccupazioni. Buoni consigli che, purtroppo, la maggior parte della
popolazione non segue, continuando a condurre un'esistenza ad alta
tensione». Data del trafiletto ? 1894. Per dimostrare che il dibattito sul
logorio della vita moderna non è nato oggi né ieri, ma nell'arcadia
presumibilmente sonnolenta dei nostri bisnonni.

Autore: Enrico Franceschini
Fonte: La Repubblica del 31 marzo 2006 n.75

#8582 Da: <amadeusoft@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 9:34 am
Oggetto: Parabole Sufi - "Pane e gioielli "
amadeusoft@...
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Parabole Sufi


"Pane e gioielli"


In un impeto di disinteressata generosità, un re decise un giorno di
regalare parte delle sue ricchezze. Al tempo stesso, tuttavia, voleva sapere
che ne sarebbe stato dei suoi doni. Pertanto, fece chiamare un fornaio nel
quale aveva totale fiducia, e gli disse di cuocere due pagnotte: nella prima
doveva mettervi dei gioielli, mentre la seconda avrebbe contenuto solo acqua
e farina.
Poi gli chiese di dare le pagnotte all'uomo più devoto e a quello meno
devoto che potesse trovare. Il giorno dopo, due uomini entrarono nel
negozio. Uno era vestito da derviscio e sembrava molto devoto, pur essendo
in realtà solo un simulatore. L'altro rimase in silenzio e somigliava in
tutto e per tutto a un uomo per il quale il fornaio provava una grande
avversione.

Allora il fornaio diede la pagnotta con i gioielli all'uomo che indossava il
mantello derviscio e la pagnotta ordinaria all'altro. Non appena l'ebbe in
mano, il falso derviscio la tastò e la soppesò: la forma dei gioielli che le
sue dita sfioravano gli fece pensare che fossero grumi. Soppesò di nuovo il
pane; lo trovò veramente troppo pesante. Allora lanciò un'occhiata furtiva
al fornaio, ma vedendo che non era tipo col quale poter scherzare, si voltò
verso l'altro:
"Non ti andrebbe di scambiare il tuo pane con il mio? Sembri piuttosto
affamato; questo è molto più pesante".

Il secondo uomo, disposto ad accettare qualsiasi cosa, acconsentì volentieri
allo scambio. Il re che osservava la scena da una fessura della porta, fu
sorpreso, ma non percepì le rispettive qualità dei due uomini.
Il falso derviscio ebbe quindi il pane ordinario e il re ne concluse che il
destino era intervenuto per preservare il derviscio dall'opulenza. L'uomo
buono trovò i gioielli e seppe fame buon uso, ma il re non fu in grado di
interpretare l'accaduto.
"Ho fatto ciò che mi era stato detto di fare", disse il fornaio.
"Non si può cambiare il corso del destino", disse il re. "Sono stato
furbo!", disse il falso derviscio.

* * *

Questa storia viene raccontata a Gazargah, santuario situato
nell'Afghanistan Occidentale, dove il grande maestro sufi Abdullah Ansari fu
sepolto nel 1089. Il 'primo livello' dell'insegnamento di questa storia è
che l'uomo può ricevere cose di grande valore per la sua vita futura, senza
trarne necessariamente beneficio.

#8581 Da: "piccozzo" <posta@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 9:33 am
Oggetto: Allarme sui contenitori per pizze da asporto
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Allarme sui contenitori per pizze da asporto

Tratto da www.prontoconsumatore.it/detail.asp?idn=4508

I cartoni da asporto delle pizze conterrebbero sostanze non autorizzate e
quindi potenzialmente pericolose per la salute. L’annuncio viene dalla Lega
Consumatori Acli Toscana che ha scovato su Internet i risultati di uno
studio...

I cartoni da asporto delle pizze conterrebbero sostanze non autorizzate e
quindi potenzialmente pericolose per la salute. L’annuncio viene dalla Lega
Consumatori Acli Toscana che ha scovato su Internet i risultati di uno
studio - condotto dai Laboratori di Ricerche Analitiche (Alimenti ed
Ambiente) dell’Università degli Studi di Milano - volto all’identificazione
di ftalati in alcuni materiali destinati al contatto con alimenti. I
ricercatori di Milano, analizzando diversi contenitori di materiale
cellulosico destinati al trasporto di pizza comunemente utilizzati su tutto
il territorio nazionale, avrebbero identificato la presenta di una sostanza
(il di-isobutilftalato) “in quantità altamente preponderante rispetto a
tutti gli altri componenti della frazione volatile evidenziabile (…) già
alla temperatura di 60°C (…) simulante la condizione meno drastica di
stoccaggio della pizza in fase di ‘home delivery’.”

Un fatto molto grave: la direttiva 2004/14/CE, infatti, non contempla questa
sostanza tra quelle ammesse per la fabbricazione di contenitori di cartone
destinati a venire a contatto con gli alimenti. “Il sospetto - spiegano alla
Lega Consumatori Toscana Acli Toscana - è che i cartoni analizzati dai
ricercatori di Milano siano stati fabbricati con cellulosa riciclata: una
pratica illegale, in quanto la normativa italiana vieta categoricamente l’
utilizzo di carta di recupero per i prodotti ‘umidi’ ed impone ai
fabbricanti di utilizzare, almeno nello strato di carta che deve venire a
contatto con l’alimento, l’uso di pasta di carta vergine.”

Il senso di questi divieti è chiaro: impedire la migrazione di composti,
potenzialmente pericolosi per la salute umana, dai contenitori di cartone
riciclato agli alimenti. Di certo non giova pensare che una pizza fumante,
appena uscita dal forno, venga chiusa in una scatola di cartone riciclato
per poi finire sulle nostre tavole. Non solo. Ad aggravare le cose c’è anche
l’abitudine di consumare la pizza direttamente nel cartone, previo ulteriore
riscaldamento nel forno di casa, dopo aver asportato il coperchio della
scatola. Prosegue Lega Consumatori Acli Toscana: “Il rito della pizza a
domicilio è un’abitudine orami consueta per moltissime famiglie italiane: si
calcola infatti che siano circa 1.300.000 le pizze da asporto che ogni
giorno finiscono sulle nostre tavole. Tavole alle quali siedono anche
numerosi bambini. Il problema è quindi valutare con urgenza l’entità del
fenomeno sul territorio ed il grado di pericolosità del di-isobutilftalato,
nonché di altre sostanze che potrebbero essere presenti in modo analogo nei
cartoni da asporto delle pizze confezionati con materiale riciclato.”

Le brutte sorprese, infatti, non finiscono qui. I risultati di un’inchiesta
condotta dal settimanale ‘Il Salvagente’ oggi in edicola, mette in luce
conferme inquietanti: un laboratorio di Pavia, incaricato di svolgere dei
controlli sui cartoni destinati al trasporto di pizza, avrebbe infatti
rilevato la presenza di altri pericolosi composti: fenoli, naftaleni e
addirittura benzeni. “Quello che più ci sconcerta – conclude Lega
Consumatori Acli Toscana – è che l’indagine dei ricercatori di Milano è
online dal 22 febbraio 2006. Possibile che in tutto questo tempo nessuno si
sia preso la briga di fare dei controlli o di avvisare i consumatori?
Evidentemente la vicenda della contaminazione dei cartoni di latte
artificiale con l’ITX non ci ha insegnato nulla. Ad ogni modo, lo scorso
lunedì abbiamo inviato un fax urgente al Ministero della Salute, allo scopo
di chiedere delucidazioni sui controlli. Ancora attendiamo la sua risposta.”

Dal cartone alla pizza passa un carico di veleni
Tratto da “Il Salvagente”
www.ilsalvagente.it/modules.php?name=News&file=article&sid=67

Un milione e trecentomila pizze al giorno escono dal forno, entrano in un
astuccio di cartone, pronte per essere portate a casa. Vi restano per molti
minuti, il tempo di essere trasportate a destinazione, e, una volta giunte,
di essere mangiate nello stesso contenitore. Sempre che non finiscano nei
forni di casa per essere riscaldate, sempre negli stessi cartoni, prima di
finire in tavola. Un rito, un piacere collettivo per molte famiglie italiane
ma, secondo quanto ha scoperto Il Salvagente, anche una fonte di pericolo
alimentare non sottovalutabile.
Il rischio, in questo caso, è legato proprio alle scatole non a norma che
circolano nel nostro paese e rilasciano una quantità enorme di sostanze che
non dovrebbero esserci, che alterano innanzitutto l’odore e il sapore dell’
alimento. Un elenco di molecole i cui nomi fanno rabbrividire ed evocano
timori fortissimi per la salute dei consumatori: benzene, ftalati, fenoli,
naftalene. Solo il nome di queste sostanze dovrebbe essere sufficiente per
allertare le autorità sanitarie e spingerle ad approfondire la questione.
Tanto più che si tratta di composti non ammessi nella carta destinata a
venire a contatto con i cibi.

Il primo segnale
Che molti di questi contenitori siano fuori legge lo dimostra un test di
laboratorio di cui siamo entrati in possesso, effettuato qualche mese fa dal
laboratorio LabAnalysis di Pavia su campioni prelevati da cartone per pizza,
provenienti da quattro fabbriche diverse, una delle quali è tra le leader di
mercato del settore. Scopo di queste analisi, compiute seguendo le procedure
standard europee, era individuare le cause di quelle che vengono chiamate in
linguaggio tecnico “molestia olfattiva” e “molestia gustativa”. Il
laboratorio, in parole povere, cercava di stabilire le cause del pungente
odore che a volte si avverte aprendo una scatola di pizza, e lo sgradevole,
benché leggero, retrogusto che a volte accompagna la degustazione. Gli
analisti hanno dunque testato i ritagli dei contenitori nella loro parte
interna, quella che viene a contatto con l’alimento, non è stampata e deve
essere per legge, almeno nello strato che viene a contatto con l’alimento,
di pura cellulosa vergine. I campioni sono stati sottoposti a una corrente
di vapore, simulando le condizioni in cui si trova la scatola quando viene a
contatto con la pizza appena sfornata, dopo di ché hanno realizzato le prove
di migrazione.

E i risultati sono stati sorprendenti. Sottoposti alla gascromatografia
(ossia a una macchina in grado di leggere i diversi componenti “rilasciati”
all’alimento), tutti i cartoni hanno mostrato chiaramente di essere in grado
di contaminare il cibo con composti fenolici (almeno sei tipi diversi),
individuati nei test di migrazione sia olfattiva che gustativa. A questi si
aggiungono diversi benzeni e naftaleni, tutte sostanze il cui utilizzo nell’
industria è regolamentato da rigide regole, e che non devono assolutamente
venire a contatto con gli alimenti. Le sorprese non sono però finite. Il
cromatogramma evidenzia anche la presenza di dietilesilftalato, una sostanza
che l’Unione europea ha bandito da tutti gli oggetti di largo consumo,
ultimi i cosmetici, per la sua possibile tossicità. Pure se le analisi non
riportano in quale quantità questa molecola è passata all’alimento, e dunque
non è possibile valutare l’importanza della sua presenza, il solo fatto di
trovarla nella pizza è un chiaro segnale di allarme. Tanto più che è proprio
il laboratorio a concludere come esistano tutte le evidenze per dichiarare
che gli imballaggi analizzati non sono conformi alla normativa vigente.

La conferma
Passano i mesi e altri esperti arrivano a una conclusione simile,
altrettanto sconcertante. Questa volta a fare la preoccupante scoperta sono
gli uomini del laboratorio di Ricerche analitiche alimenti e ambiente dell’
Università di Milano diretto dal professor Fernando Tateo. Nella ricerca di
ftalati nei contenitori per alimenti l’équipe finisce per analizzare 8
cartoni per la pizza comunemente utilizzati su tutto il territorio
nazionale. E trova il di-isobutilftalato “in quantità altamente
preponderante rispetto a tutti gli altri componenti della frazione volatile
(...) già alla temperatura di 60°”. Così scrivono nella relazione che
pubblicano sul sito dell’università il 22 febbraio scorso. Lo ftalato,
scrivono i ricercatori, non rientra tra le sostanze autorizzate per la
fabbricazione di pellicole di cellulosa. Dunque, ancora una volta, siamo di
fronte a contenitori fuori legge.

Il laboratorio milanese, interpellato dal Salvagente, non ha voluto rivelare
ulteriori particolari sugli esiti delle proprie analisi, ma i risultati
confermano l’allarme lanciato diversi mesi prima dalle analisi condotte a
Pavia. Ma da dove vengono questi contaminanti? Alcuni tra quelli individuati
derivano presumibilmente dalla carta riciclata, usata contrariamente a
quanto prevede la legge italiana. Si tratta di collantie sbiancanti (questi
ultimi utilizzati per dare al materiale riciclato le caratteristiche della
carta vergine) perfettamente in grado di migrare sull’alimento alterandone
odore e sapore. Per verificare se la sola presenza di queste sostanze possa
essere potenzialmente dannosa per la salute umana, bisogna studiare
attentamente le quantità rintracciate, e confrontarle con i limiti fissati
dall’Unione europea. Ma nessuno, nonostante almeno una delle due ricerche
(quella del laboratorio milanese) sia di dominio pubblico, ha ritenuto
opportuno verificare l’innocuità dei contenitori.

Nessuna risposta
Il ministero della Salute, interpellato da “Il Salvagente”, non ha ancora
fornito una risposta in merito. E ne è preoccupata Linda Grilli, della
Legaconsumatori Acli Toscana, che ha segnalato il caso della ricerca dell’
Università di Milano sia a Il Salvagente che al ministero: “Stupisce che
nessuno si sia ancora preoccupato di approfondidere questa vicenda. I
risultati della ricerca milanese sono sul sito del laboratorio da più di un
mese, ed evidenziano che i contenitori sono quantomeno fuori legge”, dice la
Grilli , che continua: “Non vorrei che, come per il caso Itx, si scopra che
le autorità sanitarie, nonostante le allerte, non si siano preoccupate di
tutelare la salute del consumatore”. Come fa notare la Grilli , infatti, il
timore è che i contenitori contaminati siano molti, visto che i campioni
presi in esame dai due laboratori sono piuttosto rappresentativi. Prende
atto dell’allarme, invece, Giorgio Bianchini, presidente del Gruppo italiano
fabbricanti cartone ondulato. “È evidente che se nei contenitori analizzati
è stata rintracciata questa enorme quantità di sostanze”, dice, “questi
prodotti sono fabbricati con materiale di riciclo e non sono conformi.

La legislazione italiana è, da questo punto di vista, molto rigida. Il
nostro è l’unico paese, assieme alla Finlandia, ad avere in questo settore
una legislazione molto vincolante. È possibile che qualcuna delle scatole
analizzate fosse destinata al mercato estero, dove non ci sono vincoli di
questo tipo. Va ricordato, infatti, che l’Italia è uno dei massimi
esportatori di cartoni per pizza”. “Mi meraviglierebbe comunque sapere che
molte aziende fabbricano contenitori non a norma, perché l’Italia, già
diversi anni fa, affrontò un problema del genere, e in seguito agli
accertamenti dell’Istituto superiore di sanità, furono chiuse almeno due
grandi aziende. Possibile che oggi altre industrie corrano questo stesso
rischio?”. Al momento l’unica cosa chiara è che a correre il rischio sono
certamente gli amanti della “pizza da asporto”, poco tutelati da una
legislazione che sarà pure all’avanguardia ma che, come si scopre in questa
inchiesta, non prevede controlli.

Inchiesta completa nel numero 14/2006 de "Il Salvagente" in edicola dal 6 al
13 aprile

#8580 Da: <posta@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 9:32 am
Oggetto: "Dio è la gioia sempre nuova" di Paramahansa Yogananda
posta@...
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Dio è la gioia sempre nuova


di Paramahansa Yogananda


Sri Yukteswar m'insegnò come richiamare a volontà la felice esperienza e
anche come trasmetterla ad altri (1), se le loro vie intuitive sono
sviluppate. Per mesi interi vissi in quell'estatica unione e compresi
perché le Upanishad dicono che Dio è rasa: "il più squisito''. Ma un
giorno sottoposi al Maestro un problema:

"Desidererei sapere, Maestro, quando troverò Dio?".

"Lo hai trovato".

"Oh! no, signore, non credo!".

Il mio Guru sorrideva: "Sono certo che tu non ti aspetti di vedere un
venerabile Personaggio assiso su un trono in qualche asettico angolo del
cosmo! Vedo, invece, che tu credi che il possesso di poteri miracolosi
equivalga a conoscere Dio. No. Si potrebbe avere l'intero universo e non
trovare ancora Dio! Il progresso spirituale non si misura dai poteri
esteriori, ma solo dalla profondità della beatitudine che si prova nella
meditazione.

"Dio è la gioia sempre nuova. Egli è inesauribile; mentre continuerai a
meditare attraverso gli anni, Egli ti sedurrà con ingegnosità infinita.
I devoti che come te hanno trovato la strada di Dio, non sognano neppure
di cambiarLo con nessun'altra gioia al mondo; Egli è seducente al di là
d'ogni possibilità di confronto!

"Come ci stanchiamo presto dei piaceri terreni! La brama di cose
materiali non ha mai fine; l'uomo non è mai completamente soddisfatto e
insegue una meta dopo l'altra. Quel 'qualcos'altro' ch'egli cerca è il
Signore, che solo può garantire una gioia eterna.

"Le brame esteriori ci scacciano dall'Eden interiore, offrono falsi
piaceri che sono soltanto simboli della felicità dell'anima. Il Paradiso
Perduto viene prontamente riconquistato attraverso la divina
meditazíone. Poiché Dio è Imprevedibile e Sempre nuovo, noi non ce ne
stanchiamo mai. Come potremmo mai saziarci di una felicità
deliziosamente variata attraverso l'eternità?".

"Comprendo adesso, Maestro, perché i santi chiamano Dio l'Insondabile.
Anche una vita eterna non potrebbe bastare per valutarLo".

«E' vero. Ma Egli è anche vicino e caro. Dopo che lo spirito umano,
mediante il Kriya Yoga, s'è liberato degli ostacoli forniti dai sensi,
la meditazione offre una duplice testimonianza di Dio: la sempre nuova
gioia dà un'evidenza della Sua esistenza, convincente fino in ogni
nostro atomo; inoltre, nella meditazione si trova la Sua guida
immediata, la Sua giusta risposta a ogni difficoltà".

"Comprendo, Guruji; avete risolto il mio problema". Sorrisi, grato. "So
adesso di avere trovato Dio, poiché ogni volta che la gioia della
meditazione ritornava inconsciamente in me durante i periodi di
attività, fui misteriosamente diretto a scegliere la condotta giusta in
ogni cosa, perfino nei minimi particolari".

"La vita umana è piena di dolore fin quando non impariamo a armonizzarla
con il Divino Volere, il cui 'giusto corso' spesso rende perplessa
l'intelligenza egoistica" disse il Maestro. "Dio solo può dare un
consiglio infallibile; chi, se non Lui, porta il peso del cosmo?".
____________

Nota (1) - Ho trasmesso la Visione Cosmica a vari Kriya Yoghi sia in
Oriente che in Occidente.

#8579 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 9:32 am
Oggetto: I Sette Specchi - Gli Esseni
max@...
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I Sette Specchi. Gli Esseni, i rapporti umani e la compassione


di Cristina Bacciotti



CHI SONO GLI ESSENI?

Chiamati anche nazareni - Nazareth era un loro presidio molto importante - è
il popolo da cui discende Gesù Cristo e che si presume vivesse vicino a
Masada. Gli esseni erano contadini, frutticoltori e profondi conoscitori
delle proprietà delle erbe, dei cristalli e del colore con i quali curavano
tutti coloro che richiedevano il loro aiuto.

Detenevano quindi un'antica conoscenza, tramandata da Atlantide, portata in
Palestina da Mosè e dal suo popolo (gli esseni) e divulgata successivamente
in Europa dagli egizi. Medici e guaritori, con leggi e tradizioni ortodosse,
imponevano a chi desiderava entrare nella loro comunità delle iniziazioni
che duravano fino a sette anni.

La loro era una stirpe reale, proveniente da una razza e cultura diversa da
quella dei rabbini e farisei del Tempio di Gerusalemme. Convinti
vegetariani, non facevano sacrifici a Dio e dedicavano molto del proprio
tempo a ringraziarlo, attraverso le preghiere che rivolgevano agli Angeli, a
cui erano particolarmente devoti.

Si dice che si alzassero all'alba e andassero nei boschi a chiamare le
energie angeliche, con le quali si intrattenevano in modo molto naturale.
Abbandonate le vanità del mondo, si erano ritirati ad una vita semplice che
consentiva di avvicinarsi allo spirito per viverlo nella materia come
successivamente Gesù il Cristo (cristhos = "sapere") ci ha ampiamente
raccomandato.

Si dice che il loro nome abbia una radice ebraica hasidim ("Pii"); altri
sostengono che esseni derivi dall'aramaico asya ("medico"). Ciò che di
"ufficiale" si sa di loro ci viene tramandato dagli scritti di Plinio il
Vecchio, Flavio Giuseppe, Filone Alessandrino e dai Rotoli di Qumran
ritrovati a Qumran, vicino al mar Morto, intorno al 1947. Questi antichi
rotoli, decodificati dall'ebraico antico e dall'aramaico, sono stati solo
parzialmente divulgati. Perché non lo sono stati interamente? Cosa
contenevano di così pericoloso?


LA SPIRITUALITÀ ESSENA

Molti dei loro insegnanti spirituali sono presenti in numerose religioni. In
particolare, l'aspetto esoterico dell'insegnamento esseno era rappresentato
dall'albero della vita e dalle comunioni essene con gli angeli di cui
troviamo traccia nel libro Il Vangelo Esseno della Pace dove gli angeli
vengono chiamati energie elettromagnetiche della luce, dell'aria, della
terra, dell'acqua e del sé.

L'esperienza essena si ritrova nello Zend Avesta di Zarathustra, negli
insegnamenti dei Veda e nel buddismo, dove il "sacro albero
dell'illuminazione"
non è altro che l'albero della vita. In Occidente contribuirono alla ricerca
spirituale dello gnosticismo, della Cabala e del Cristianesimo.

Uno tra i principali argomenti di studio della comunità essena riguardava il
tema della resurrezione del corpo che trovava il suo fondamento nella
convinzione che ci sarebbe stato un tempo (il nostro) in cui il corpo
sarebbe risorto a nuova vita; un tempo in cui l'uomo avrebbe sconfitto la
morte e i "figli della luce" (come gli esseni si definivano) avrebbero
vissuto nella Luce.

Il pensiero esseno sosteneva anche che l'essere umano, in accordo con il
proprio Dio interiore, custodisce un "progetto dell'anima" e che, aiutato
dai propri angeli custodi, dalle guide e dai maestri, arriva sulla Terra per
imparare ciò che si è prefisso, acquisendo integrità ed esperienza per
crescere nella consapevolezza di essere di luce.

L'uomo ha quindi il suo destino di predestinazione e poco può fare per
cambiarlo; può agevolarlo o ritardarlo, ma è solo una questione di tempo.
Concetti quali "la vita dell'anima" e "la coscienza dopo la morte fisica"
erano ampiamente insegnati nelle loro scuole di saggezza e nello studio dei
simboli come l'albero della vita.

Per meglio conoscere la grande esperienza spirituale tramandata dagli
esseni, occorre risalire al tempo del faraone egizio Amhenotep IV o
Akhenaton della XVIII dinastia, che impose il culto monoteistico del disco
solare Aton. Venuto sulla Terra con il preciso compito di divulgare alcune
conoscenze sull'unico dio Aton, Akenathon si dedicò alla preparazione di un
popolo che successivamente avrebbe per primo prodotto un cambiamento nella
coscienza, iscritto nel DNA delle generazioni successive e che si sarebbe
risvegliato a tempo debito. Il popolo in questione erano gli esseni, portati
successivamente in Palestina da Mosè, che alcuni sostengono essere stato
Akenaton stesso.


L'EREDITA' SPIRITUALE DEGLI ESSENI

Un bellissimo colloquio fra Carlos Castaneda e Don Juan suo maestro dice:

"Un improvviso colpo di vento mi colpì, facendomi bruciare gli occhi."
Guardai il punto in questione e vidi che tutto era normale.

"Non riesco a vedere niente" dissi. "L'hai appena sentito" - rispose lui -
"Cosa? Il vento?". "Non solo il vento", disse lui, "Ti può sembrare il
vento, perché il vento è la sola cosa che conosci".

Gregg Braden, famoso geologo e spiritualista americano, dice che noi siamo
coloro che "camminano tra i mondi", i pionieri, ovvero coloro che hanno un
piede nella vecchia concezione del mondo e un altro nel nuovo risveglio che
conduce a ricordare chi siamo veramente. Si sta ristabilendo il contatto con
gli angeli, con quelle energie elettromagnetiche che sono perfettamente
consapevoli e vive intorno a noi.

Riflettete: che cosa sta succedendo? Quante sono le cose che non conosciamo?
Le nostre convinzioni tradizionali e i nostri condizionamenti si stanno
sgretolando per lasciar spazio a nuovi modi di essere e di pensare, ad
emozioni capaci di risvegliare in noi quelle parti addormentate da molto
tempo.

A questo proposito gli esseni ci hanno tramandato una "tecnologia" che ci
permette di velocizzare questo processo di trasformazione, rendendolo al
tempo stesso più armonioso e gentile. Si tratta di una "tecnologia
interiore", arrivata a noi grazie al prezioso lavoro di Gregg Braden, nota
come I Sette Specchi Esseni dei rapporti umani e della compassione.

Applicare questa tecnologia alla propria vita implica un cambiamento nelle
emozioni e il raggiungimento della serenità e della quiete; tutto il mondo
intorno a noi cambierà, perché ciò che noi siamo nel presente cambierà.
L'uomo crea infatti la propria realtà attraverso i pensieri e le emozioni;
intervenire su pensieri ed emozioni può quindi cambiare il mondo intero.

Alcuni potrebbero obiettare che si tratta di un concetto semplicistico e
incapace di modificare realtà devastanti, quali la fame nel mondo e le
guerre in atto in vari Paesi. Ma tutto inizia dal primo mattone; se il primo
passo è un atto di pace e di comprensione di ciò che si è nel presente,
tutti i rapporti umani ne avranno un beneficio e chi sta di fronte cesserà
di essere il nemico.

Di seguito riportiamo la "tecnologia" relativa ai Sette Specchi e alcuni
passaggi tratti dalla videoconferenza Camminare tra i Mondi di Gregg Braden.


I SETTE SPECCHI ESSENI

Gli antichi esseni identificarono, forse meglio di chiunque altro, il ruolo
dei rapporti umani definendoli in sette categorie: sette misteri
corrispondenti ai vari tipi di rapporto che ciascun essere umano avrebbe
sperimentato nel corso della propria vita di relazione. Gli esseni hanno
definito queste categorie "specchi", ricordandoci che, in ogni momento della
vita, la nostra realtà interiore ci viene rispecchiata dalle azioni, dalle
scelte e dal linguaggio di coloro che ci circondano.

Il primo Specchio Esseno riguarda la nostra presenza nel momento presente.
Il mistero è incentrato su cosa noi inviamo, nel presente, alle persone che
ci stanno accanto. Quando ci troviamo circondati da individui e modelli di
comportamento in cui dominano la rabbia o la paura, lo specchio funziona in
entrambi i sensi. Potrebbe invece trattarsi di gioia, estasi e felicità
perché ciò che vediamo nel primo specchio è l'immagine di quello che noi
siamo nel presente. Chi ci è vicino ce lo rimanda, rispecchiandoci.

Il secondo Specchio Esseno ha una qualità simile alla precedente, ma è un
po'
più sottile, anziché riflettere ciò che siamo, ci rimanda ciò che noi
giudichiamo nel presente. Se siete circondati  da persone, i cui modelli di
comportamento vi provocano frustrazione o scatenano la vostra rabbia e se
percepite che quei modelli non sono vostri in quel momento, allora
chiedetevi: "Mi stanno mostrando me stesso nel presente?".

Se potete onestamente rispondervi con un no, c'è una buona probabilità che
vi stiano invece mostrando ciò che voi giudicate nel momento presente.  La
rabbia, l'astio o la gioia che voi state giudicando.

Il terzo Specchio Esseno è uno degli specchi più facili da riconoscere,
perché è percepibile ogni volta che ci troviamo alla presenza di  un'altra
persona, quando la guardiamo negli occhi e, in quel momento, sentiamo che
accade qualcosa di magico. Alla presenza di questa persona, che forse non
conosciamo nemmeno, sentiamo come una scossa elettrica, la pelle d'oca sulla
nuca o sulle braccia. Che cosa è successo in quell'attimo?

Attraverso la saggezza del terzo specchio ci viene chiesto di ammettere la
possibilità che, nella nostra innocenza, rinunciamo a delle grosse parti di
noi stessi per poter sopravvivere alle esperienze della vita. Queste "parti
di noi" possono venir perse più o meno consapevolmente, o portate via da
coloro che esercitano un potere su di noi.

Se vi trovate in presenza di  qualcuno e, per qualche motivo inspiegabile,
sentite l'esigenza di passare del tempo con lui, ponetevi una domanda: che
cos'ha questa persona che io ho perduto, ho ceduto, o mi è stato portato
via? La risposta potrebbe sorprendervi molto, perché in realtà riconoscerete
questa "sensazione di familiarità" quasi verso chiunque incontriate. Vedrete
cioè delle parti di voi stessi in tutti. Questo è il terzo mistero dei
rapporti umani.

Il quarto Specchio Esseno è una qualità un po' diversa. Spesso nel corso
degli anni ci accade di  adottare dei modelli di comportamento che poi
diventano tanto importanti da farci riorganizzare il resto della nostra vita
per accoglierli. Sovente tali comportamenti sono compulsivi e creano
dipendenza. Il quarto mistero dei rapporti umani ci permette di osservare
noi stessi in uno stato di dipendenza e compulsione. Attraverso esse
rinunciamo lentamente proprio alle cose cui  teniamo di più, le cediamo, le
lasciamo.

Ad esempio, quando parliamo di dipendenza e compulsione, molte persone
pensano all'alcol e alla nicotina. Ma ci sono altri modelli di comportamento
più sottili; si pensi all'esercizio di controllo in ambito aziendale e  in
famiglia, alla dipendenza dal sesso e dal possedere o generare denaro e
abbondanza. Quando una persona incarna un simile modello di comportamento,
può star certa che il modello, che pur è bello di per sé, si è creato
lentamente nel tempo.

Se riorganizziamo le nostre vite per far posto al modello dell'alcolismo o
all'abuso di sostanze, forse stiamo rinunciando a porzioni della nostra vita
rappresentate dalle persone che amiamo, dalla famiglia, dal lavoro, dalla
nostra stessa sopravvivenza. Il tratto positivo di questo modello è che può
essere riconosciuto ad ogni stadio, senza dover arrivare agli estremi e
perdendo tutto. Possiamo riconoscerlo, guarirlo e ritrovare la nostra
interezza ad ogni step.

Il quinto Specchio Esseno è forse il più potente in assoluto, perché ci
permette di vedere meglio, e con maggiore profondità degli altri, la ragione
per cui abbiamo vissuto la nostra vita in un dato modo. Esso rappresenta lo
specchio che ci mostra i nostri genitori e l'interazione che intratteniamo
con loro.

Attraverso esso ci viene chiesto di ammettere la possibilità che le azioni
dei nostri genitori verso di noi riflettano le credenze e le aspettative che
nutriamo nei confronti del rapporto più sacro che ci sia dato di conoscere
sulla Terra: il rapporto che intercorre fra noi, la nostra Madre e il nostro
Padre Celeste, vale a dire con l'aspetto maschile e femminile del nostro
creatore, in qualunque modo lo concepiamo.

La relazione con i nostri genitori può quindi svelarci il nostro rapporto
con il divino. Per esempio, se  ci sentiamo continuamente giudicati o se
viviamo in una condizione per cui "non è mai abbastanza", è altamente
probabile che il rapporto con i nostri genitori rifletta la seguente verità:
siamo noi che, grazie alla percezione che abbiamo della nostra persona e del
Creatore, crediamo di non essere all'altezza e che forse non abbiamo
realizzato quello che da noi ci si aspettava.

Il sesto Specchio Esseno ha un nome abbastanza infausto; gli antichi lo
chiamarono infatti l'oscura notte dell'anima. Ma attenzione, lo specchio in
sé non è necessariamente sinistro come il nome che porta. Attraverso
un'oscura
notte dell'anima ci viene infatti ricordato che la vita e la natura tendono
verso l'equilibrio e che ci vuole un essere magistrale per bilanciare
quell'equilibrio.

Nel momento in cui affrontiamo le più grandi sfide della vita, possiamo star
certi che esse divengono possibili solo dopo aver accumulato gli strumenti
necessari per superarle con grazia e facilità; perché è quello il solo modo
per superarle. Fino a che non abbiamo fatto nostri quegli strumenti, non ci
troveremo mai nelle situazioni che ci richiedono di dimostrare determinati
livelli di abilità.

Quindi, da questa prospettiva, le sfide più alte della vita, quelle che ci
vengono imposte dai rapporti umani e forse dalla nostra stessa
sopravvivenza, possono essere concepite come delle grandi opportunità, che
ci consentono di saggiare la nostra abilità, anziché come dei test da
superare o fallire.

E' proprio attraverso lo specchio della notte oscura dell'anima che vediamo
noi stessi nudi, forse per la prima volta, senza l'emozione, il sentimento
ed il pensiero, senza tutte le architetture che ci siamo creati intorno per
proteggerci. Attraverso questo specchio possiamo anche provare a noi stessi
che il processo vitale è degno di fiducia e che tale fiducia può essere
accordata anche a noi, mentre stiamo vivendo la vita.

La notte oscura dell'anima rappresenta l'opportunità di perdere tutto ciò
che ci è sempre stato caro nella vita. Confrontandoci con la nudità di quel
niente, mentre ci arrampichiamo fuori dall'abisso di ciò che abbiamo perso e
percepiamo noi stessi in una nuova luce, possiamo però esprimere i nostri
più alti livelli di maestria.

Il settimo Specchio Esseno dalla prospettiva degli antichi era il più
sottile e, per alcuni versi, anche il più difficile. E' quello che ci chiede
di ammettere la possibilità  che ciascuna esperienza di vita, a prescindere
dai suoi risultati, è di per sé perfetta e naturale.

A parte il fatto che si riesca o meno a raggiungere gli alti traguardi che
sono stati stabiliti per noi da altri, siamo  invitati a guardare i nostri
successi nella vita senza paragonarli a niente. Senza usare riferimenti
esterni di nessun genere. Il solo modo in cui riusciamo a vederci sotto la
luce del successo o del fallimento è quando misuriamo i nostri risultati
facendo uso di un  metro esterno. Ma a quel punto sorge la seguente
domanda:"A quale modello ci stiamo rifacendo per misurare i nostri
risultati? Quale metro usiamo?"

Nella prospettiva di questo specchio ci viene chiesto di ammettere la
possibilità che ogni aspetto della nostra vita personale - qualsiasi
aspetto - sia perfetto così com'è. Dalla  forma e peso del nostro corpo, ai
risultati personali in ambito accademico, aziendale o sportivo.

Ci renderemo conto insieme che, in effetti, questo è vero e che un risultato
può essere sottoposto a giudizio solo quando viene paragonato ad un
riferimento esterno. Il settimo specchio ci invita quindi a permetterci di
essere il solo punto di riferimento per i risultati che raggiungiamo.

#8578 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 9:31 am
Oggetto: R: <> Chiarimenti sul Buddhismo
amadeusoft
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Salve e benvenuto,
le questioni che sollevi sono molte e complesse per cui non riteniamo sia
questa la sede giusta per discuterle visto che questa lista ha un carattere
piu' di newsletters che di discussione. Sicuramente se si vanno a leggere i
messaggi postati in passato da oltre 4 anni si possono trovare le varie
risposte ( http://it.groups.yahoo.com/group/SUBLIMEN/messages e
http://www.marcostefanelli.com/forum/forum.asp?FORUM_ID=5 ) ma comunque, se
qualcuno volesse rispondere, diamo una minima possibilita' di discussione
anche su questa lista, per una discussione piu' approfondita si consiglia il
forum in sintonia di ScienzeAntiche >>
http://www.scienzeantiche.it/forum2005 .

Saluti
alan
un moderatore


> -----Messaggio originale-----
> Da: SUBLIMEN@yahoogroups.com [mailto:SUBLIMEN@yahoogroups.com]Per conto
> di europe_ivan
> Inviato: giovedì 27 aprile 2006 9.11
> A: SUBLIMEN@yahoogroups.com
> Oggetto: <[SUBLIMEN]> Chiarimenti sul Buddhismo
>
>
> Salve
>
> sono Ivan.
>
> Vorrei sapere se il Buddhismo possa essere definito una religione
> atea e prometeista,  in quanto non crede in una vita nell'aldilà e
> si basa sull'idea che l'uomo possa aspirare alla divinità attraverso
> l'illuminazione, che da come ho capito, dovrebbe essere un vero e
> proprio stato di trasformazione cellulare, se non addirittura della
> concatenazione del DNA...

#8577 Da: <amadeux@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 9:07 am
Oggetto: LE UPANISHAD
amadeux@...
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LE UPANISHAD


di Manonath Dasa, 1995

su www.manonatha.com


Le Upanishad sono testi di filosofia generalmente porzioni conclusive delle
Brahmana e delle Aranyaka (1) dei quattro Veda. Un certo numero di Upanishad
sono esistenti tutt’oggi, con i commenti delle varie scuole Vedanta (2).

Le Upanishad non formano un libro uniforme, in quanto strettamente connesse
al Veda di cui fanno parte e quegli insegnamenti spesso si riferiscono a
quel particolare inno o rituali di cui la sezione si sta occupando. Nelle
tradizioni Vedanta, le Upanishad vengono spesso chiamate sruti prasthana,
cioè Scrittura rivelata, da cui la conoscenza del Brahman è ottenuta.

Essendo dirette sezioni dei Veda ed essendo il Brahma-sutra la spiegazione
naturale dei Veda, il Vedanta-sutra contiene numerosi riferimenti alle
Upanishad. Il Brahma-sutra ha la funzione di armonizzare e di dare il
siddhanta (3) vedico conclusivo.

Quei filosofi che volevano esporre la loro teoria spesso per fondare una
nuova scuola vedanta, lo facevano scrivendo un bhashya (4) ai Brahma-sutra.
Di solito i commentatori appartenenti alle differenti scuole si trovano d’
accordo sulle sorgenti upanishadiche a cui dovrebbe riferirsi ciascun
vedanta-sutra. Una buona parte di questi si riferiscono
La maggior che ciascun sutra è tradizionalmente supporto di riferirsi. La
maggior parte dei sutra si riferiscono a passi del Brihad-aranyaka e della
Chandogya Upanishad. Queste due, insieme a qualcun altra Upanishad delle
quali esistono commenti di maestri, hanno col tempo acquisito maggiore
importanza di altre. Queste sono:

Aitareya (dal Rig-veda),
Brihad-aranyaka (dallo Sukla Yajur-veda),
Isa (dallo Sukla Yajur-veda),
Taittiriya (dal Krishna Yajur-veda),
Katha (dal Krishna Yajur-veda),
Chandogya (dal Sama-veda),
Kena (dal Sama-veda),
Mundaka (dall’Atharva-veda),
Mandukya (dall’Atharva-veda),
Prashna (dall’Atharva-veda).

Anche se queste dieci sono ritenute le più importanti, ne esistono altre dai
contenuti filosofici di grande pregio.

Il problema delle datazioni
Le tradizioni indiane riguardano le Upanishad come sruti (5), per cui la
questione di stabilire la data della composizione delle stesse ha scarsa
importanza. Gli studiosi moderni, in particolar modo occidentali,
ciononostante cercano di stabilire le datazioni, con metodi che spesso
raggiungono il risibile.

Classificazione delle Upanishad
Generalmente le Upanishad vengono classificate in termini dell’argomento che
ricoprono. Si hanno un grande numero di Upanishad che trattano di argomenti
generali del Vedanta, altre che insegnano yoga (6), altre che delineano le
regole del sannyasa (7) e via dicendo.
Le Upanishad tendono a concentrarsi su una delle Grandi Divinità della
tradizione vedica. Da qui nasce un’altra possibile classificazione, che è:

Vaishnava (di Vishnu), Shaiva (di Shiva), e Shakta (delle Shakti).

Una lista delle 108 Upanishad principali, corredate del Veda di provenienza
dalla classificazione secondo tipologia di Divinità è disponibile presso la
nostra Accademia.

note:

(1) Le Brahmana e le Aranyaka sono sezioni dei Veda

(2) Il Vedanta è la base filosofica di tutte le scuole di tradizione vedica.
Generalmente quando si dice Vedanta, si intende il libro scritto da Sri
Vyasadeva chiamato Vedanta-sutra (o anche Brahma-sutra)

(3) La corretta conclusione

(4) Un commento

(5) Apprese attraverso l’ascolto

(6) Discipline psico-fisiche che consentono l’elevazione a piani superiori

(7) L’ordine di rinuncia, il monachesimo indiano



di Manonath Dasa, 1995Le Upanishad sono testi di filosofia generalmente
porzioni conclusive delle Brahmana e delle Aranyaka (1) dei quattro Veda. Un
certo numero di Upanishad sono esistenti tutt’oggi, con i commenti delle
varie scuole Vedanta (2).

Le Upanishad non formano un libro uniforme, in quanto strettamente connesse
al Veda di cui fanno parte e quegli insegnamenti spesso si riferiscono a
quel particolare inno o rituali di cui la sezione si sta occupando. Nelle
tradizioni Vedanta, le Upanishad vengono spesso chiamate sruti prasthana,
cioè Scrittura rivelata, da cui la conoscenza del Brahman è ottenuta.

Essendo dirette sezioni dei Veda ed essendo il Brahma-sutra la spiegazione
naturale dei Veda, il Vedanta-sutra contiene numerosi riferimenti alle
Upanishad. Il Brahma-sutra ha la funzione di armonizzare e di dare il
siddhanta (3) vedico conclusivo.

Quei filosofi che volevano esporre la loro teoria spesso per fondare una
nuova scuola vedanta, lo facevano scrivendo un bhashya (4) ai Brahma-sutra.
Di solito i commentatori appartenenti alle differenti scuole si trovano d’
accordo sulle sorgenti upanishadiche a cui dovrebbe riferirsi ciascun
vedanta-sutra. Una buona parte di questi si riferiscono
La maggior che ciascun sutra è tradizionalmente supporto di riferirsi. La
maggior parte dei sutra si riferiscono a passi del Brihad-aranyaka e della
Chandogya Upanishad. Queste due, insieme a qualcun altra Upanishad delle
quali esistono commenti di maestri, hanno col tempo acquisito maggiore
importanza di altre. Queste sono:

Aitareya (dal Rig-veda),
Brihad-aranyaka (dallo Sukla Yajur-veda),
Isa (dallo Sukla Yajur-veda),
Taittiriya (dal Krishna Yajur-veda),
Katha (dal Krishna Yajur-veda),
Chandogya (dal Sama-veda),
Kena (dal Sama-veda),
Mundaka (dall’Atharva-veda),
Mandukya (dall’Atharva-veda),
Prashna (dall’Atharva-veda).

Anche se queste dieci sono ritenute le più importanti, ne esistono altre dai
contenuti filosofici di grande pregio.

Il problema delle datazioni
Le tradizioni indiane riguardano le Upanishad come sruti (5), per cui la
questione di stabilire la data della composizione delle stesse ha scarsa
importanza. Gli studiosi moderni, in particolar modo occidentali,
ciononostante cercano di stabilire le datazioni, con metodi che spesso
raggiungono il risibile.

Classificazione delle Upanishad
Generalmente le Upanishad vengono classificate in termini dell’argomento che
ricoprono. Si hanno un grande numero di Upanishad che trattano di argomenti
generali del Vedanta, altre che insegnano yoga (6), altre che delineano le
regole del sannyasa (7) e via dicendo.
Le Upanishad tendono a concentrarsi su una delle Grandi Divinità della
tradizione vedica. Da qui nasce un’altra possibile classificazione, che è:

Vaishnava (di Vishnu), Shaiva (di Shiva), e Shakta (delle Shakti).

Una lista delle 108 Upanishad principali, corredate del Veda di provenienza
dalla classificazione secondo tipologia di Divinità è disponibile presso la
nostra Accademia.

note:

(1) Le Brahmana e le Aranyaka sono sezioni dei Veda

(2) Il Vedanta è la base filosofica di tutte le scuole di tradizione vedica.
Generalmente quando si dice Vedanta, si intende il libro scritto da Sri
Vyasadeva chiamato Vedanta-sutra (o anche Brahma-sutra)

(3) La corretta conclusione

(4) Un commento

(5) Apprese attraverso l’ascolto

(6) Discipline psico-fisiche che consentono l’elevazione a piani superiori

(7) L’ordine di rinuncia, il monachesimo indiano



di Manonath Dasa, 1995

#8576 Da: "europe_ivan" <europe_ivan@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 7:11 am
Oggetto: Chiarimenti sul Buddhismo
europe_ivan
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Salve

sono Ivan.

Vorrei sapere se il Buddhismo possa essere definito una religione
atea e prometeista,  in quanto non crede in una vita nell'aldilà e
si basa sull'idea che l'uomo possa aspirare alla divinità attraverso
l'illuminazione, che da come ho capito, dovrebbe essere un vero e
proprio stato di trasformazione cellulare, se non addirittura della
concatenazione del DNA. Mi chiedo, inoltre se la visione buddhista
possa essere affiancata a quella di campo morfico, ossia di
evoluzione collettiva necessaria affinchè anche il singolo si possa
realizzare, visto che il Buddha non accede al Nirvana in quanto è
necessario che tutta l'umanità segua il suo cammino.
Da alcune letture, ho appreso che civiltà considerate
misteriosamente scomparse come i Maya, i Vallindi, gli Egiziani,
caratterizzate da un alto livello di spiritualità, in realtà,
attraverso un lavoro collettivo, siano riuscite ad accedere ad una
dimensione superiore, basata su una diversa frequenza
elettromagnetica ( cosa succederebbe se tutta l'umanità riuscisse ad
entrare davvero in sintonia con la natura portando le proprie onde
alla frequenza Teta, ossia quelle prodotte dalla Terra?) So ad
esempio che in India è stata fondata nel 1968 Auroville, una città
il cui scopo è di raggiungere i 50000 abitanti in modo tale da
permettere un salto quantico all'umanità. Secondo Darwin, la vita ha
avuto origine da organismi monocellulari che, aggregandosi, hanno
dato luogo a delle forme sempre più evolute ( pesci, rettili,
lemuridi, fino all'uomo, ossia dall'acqua, al contatto pieno con la
terra, fino alla posizione eretta, che è uno degli aspetti che
differenzia l'essere umano dagli animali ); questa teoria trova
riscontro con il Buddhismo e in che misura? Secondo le religioni
monoteiste, vi è una divinità superiore e tutta una serie di spiriti
organizzati in modo gerarchico, che ha il pieno controllo di ogni
aspetto della realtà; questa visione può essere paragonata a quella
della meccanica newtoniana. Secondo il Buddhismo, invece, il mondo
non è fatto di singoli elementi, atomi, ma di un tutto
interconnesso, un tessuto ( tantra ) per cui nulla può avere il
controllo degli accadimenti? Analogamente alla fisica quantistica?
Le divinità buddhiste, analogamente a quelle induiste ( pratico
yoga ) possono rappresentare degli aspetti insiti in potenza nella
natura umana ( in quanto frattale del divino ) sui quali meditare,
pregare, eseguire riti, in modo tale da poterli destare? ( come la
forza Kundalini ).
Mi scuso per l'enorme mole di domande, che spero siano chiaro, ma
vorrei dare un pò di ordine alla confusione che ho dentro, e credo
che siate i più idonei ad aiutarmi.

Mail: malara.santa@...

#8575 Da: "Dott. Alessandro Gambugiati" <aledequipe@...>
Data: Gio 27 Apr 2006 8:17 am
Oggetto: articolo su Freud
aledequipe
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Il padre della psicoanalisi nel ricordo dell'ultima paziente ancora viva
Margarethe Walter, 89 anni: "Fu l'unica persona che volle ascoltarmi"
"Così Sigmund Freud riuscì a salvarmi la vita" di PETER ROSS

link:
http://www.repubblica.it/2006/04/sezioni/spettacoli_e_cultura/freud-ultima-pazie\
nte/freud-ultima-paziente/freud-ultima-paziente.html

"Così Sigmund Freud riuscì a salvarmi la vita" Sigmund Freud

MI HA salvato la vita!", esclama Margarethe Walter davanti al famosissimo numero
19 della
Berggasse a Vienna. Sono passati settant'anni dall'ultima volta che è stata qui,
nella primavera
del 1936, poche settimane prima dell'esame di maturità. Qui la signora, oggi
ottantottenne, visse
i 45 minuti che le cambiarono "totalmente" la vita, nell'ambulatorio del dottor
Sigmund Freud.

"Gretl, classe 1918" è l'ultima paziente vivente di Freud. Ovviamente "non
sapeva nulla" quando,
graziosa studentessa diciottenne della Scuola superiore per il commercio, per la
prima volta
arrivò da lui. Per ordine del padre quella visita andava fatta e lei salì sulla
vettura di
famiglia condotta dallo chauffeur. Anche il suo signor padre, proprietario di
una fabbrica di
feltrini per munizioni da caccia non sapeva a quale luminare si sarebbe trovato
di fronte. Portava
con sé una lettera del medico di famiglia per quel dottor Freud, "molto bravo,
ma ancor più
costoso".

Le signorie loro vennero fatte accomodare immediatamente in sala visita.
Margarethe era
sbalordita: "Non era un ambulatorio normale! Non c'erano pazienti in sala
d'attesa! Non si sentiva
odore di canfora e non si vedevano infermiere vestite di bianco!". Inoltre al
centro della stanza
c'era un divano, come a casa, in salotto, "coperto stranamente da un tappeto,
con tantissime
frange". Ad un'estremità, in strana posizione, la poltrona. Strani anche i molti
vasi sugli
scaffali zeppi di libri" e ovunque innumerevoli statuette, reperti archeologici:
"mi piacque
moltissimo!".

Il padre era irritato. Aveva già dovuto aspettare dieci minuti perché il dottore
leggesse la
lettera inviatagli dal collega, e lui ad aspettare non era abituato, né in
fabbrica con i suoi 18
dipendenti né in famiglia "con le donne".

Perché la ragazza era lì? Il medico di famiglia aveva diagnosticato una banale
bronchite e
inoltre, ma questo lei non doveva saperlo, "un malessere interiore". Da qui il
consiglio di
rivolgersi al dottor Freud, un luminare in questo campo, come si diceva a
Vienna.

Un'altra cosa che Margarethe non doveva sapere era che a Gratzel la
consideravano "strana". Il
pettegolezzo diffuso dal carbonaio che abitava di fronte, che la figlia del
proprietario della
fabbrica era "matta completa", fu decisivo per la visita a Freud.
Matta? Margarethe aveva interpretato in finestra Isotta che aspetta Tristano, e
il carbonaio e i
suoi figli, che la osservavano, fungevano a meraviglia da comparse. Li salutò
benevola, con il
capo velato e con indosso gli abiti Biedermeier della nonna ottantenne che la
controllava giorno e
notte.

"Ero la ragazza più sola di Vienna!", ricorda Margarethe. "Sola, servita e
riverita, chiusa in
casa e con quasi assoluta certezza non amata. Nessuno mi ha mai tenuto in
grembo, né preso per
mano, non si davano baci!". La madre era morta di parto, la matrigna era fredda
e avida, la nonna
anziana e molto apprensiva, persino il suo unico compagno di giochi, il cane di
casa, era
vecchissimo e sempre stanco.

Naturalmente il padre era inavvicinabile. Chiaramente non si parlava e
soprattutto non con lei.
Non si ricevevano ospiti, neppure il fine settimana nella villa in campagna. "E
tutto quello che
mi riguardava veniva stabilito alle mie spalle e dall'alto!".

Sigmund Freud fa il suo ingresso. La sua presenza discreta, ma decisa, riempie
la stanza. Ha 80
anni. "Piccolo, barba bianca, abito grigio, un po' curvo". Margarethe Walter
sistema una sedia
nello studio di Freud, oggi trasformato in museo, esattamente nel punto in cui
era seduta 70 anni
fa. L'arredamento dell'epoca è documentato da fotografie. Sistemiamo la sedia su
cui era seduto il
padre di fronte a lei. Davanti al famoso divano bisogna immaginare un tavolino
basso. "Il dottor
Freud si sedette esattamente in mezzo a noi".

Siamo gli unici visitatori della piccola mostra. C'è silenzio e all'improvviso
Margarethe chiude
gli occhi e lascia che le appaia come in sogno il personaggio che ancora oggi la
ammalia: "Era un
uomo vecchissimo che mi ha guardato con occhi attenti". Esita, ride., Era
fisicamente molto
fragile ma pieno di energia!" "Mi chiede come mi chiamo, ma risponde mio padre
per me. Mi chiede
della scuola ed è mio padre a rispondere. Che cosa faccio nel tempo libero:
risponde mio padre.
Anche la risposta alla domanda su che lavoro mi piacerebbe fare non esce dalla
mia bocca. Proprio
come a casa!", dice oggi la paziente riferendosi ad allora: "Stavo lì come un
pacchetto!".

Freud tace. E ad un tratto dice al padre di Margarethe in tono cordiale, come se
fosse la cosa più
naturale: "La prego, vada nella stanza accanto. Vorrei parlare con sua figlia da
solo". Gira la
sedia verso di lei, le si avvicina e le si rivolge apertamente. "Adesso siamo
soli", dice e
immediatamente la tensione si allenta. "La soggezione iniziale, sparita
d'incanto".

E lei parla, parla: "Lui ha esaudito per la prima volta il mio perenne desiderio
di aprirmi a
qualcuno: Sigmund Freud è stata la prima persona che abbia davvero mostrato
interesse nei miei
confronti, che volesse sapere qualcosa di me, l'unico che realmente è stato ad
ascoltarmi".

Margarethe lascia libero sfogo "all'odio per la matrigna, per la scuola, per le
passeggiate
domenicali", dice che non può avere amiche, che deve indossare abiti e scarpe
che non sono di suo
gusto. Che non si può immaginare quanto è sola e quindi recita brani di teatro o
veste con la
carta crespa le figure degli scacchi del padre fingendo di essere nel medioevo.

"Non distoglie lo sguardo da me, mi osserva, e la sua partecipazione mi avvolge
come un
abbraccio". Così gli confessa che dopo vari tentativi ha scoperto che la chiave
del pendolo è
"identica a quella della libreria" così che finalmente ha potuto scoprirne i
segreti. "La notte,
accanto alla nonna che russa, divoro i libri piccanti riposti dietro quelli di
Grillparzer e di
Goethe".

Freud volle a quanto pare sapere tutto di lei, anche i dettagli riguardanti la
nonna Maria, la
nonna classe 1856, con cui Margarethe doveva condividere la stanza, nonché i
particolari dei suoi
vestiti che aveva conservato dalla rivoluzione del '48. Freud ascoltava, e
"quando prendevo fiato
mi incoraggiava con un "e poi?"".

Margarethe doveva andare al cinema col padre, e più di ogni altra cosa
desiderava una volta
"vedere fino in fondo una scena d'amore". Freud è sbalordito. Sì, ogni volta che
sullo schermo
iniziava qualcosa tra un uomo e una donna, il padre decideva che "non erano cose
per lei", si
alzava di scatto e lei doveva seguirlo immediatamente fuori dal cinema. Se
protestava? Neanche a
pensarci!

Di nuovo Freud rivolge "i suoi occhi, buoni, incredibilmente attenti" alla
giovane donna. "Il suo
era un interesse così totale che mi aprì qualcosa dentro che nessuno aveva mai
voluto aprire".

Settanta anni dopo la donna avverte ancora il fascino vibrante e la gioia di
avere fiducia. "Tutto
ad un tratto ero contenta", una sensazione fino ad allora sconosciuta. Si sentì
"a suo agio",
"come se dopo un, pasto particolarmente buono, qualcuno da sopra avesse aperto
una finestra e
avesse detto: Non guardare sempre per terra! Guarda avanti! Tutto è possibile!".
(traduzione di Emilia Benghi - copyright Die Zeit - la Repubblica)


(27 aprile 2006)

Dott. Alessandro Gambugiati, Psicologo
Iscr. Ord. Psi. Toscana n. 3808 del 27/10/2005
Sito: www.virtual-mente.it
Cell.: 328-5390990

Chiacchiera con i tuoi amici in tempo reale!
  http://it.yahoo.com/mail_it/foot/*http://it.messenger.yahoo.com

#8574 Da: <amadeusoft@...>
Data: Mer 26 Apr 2006 10:00 am
Oggetto: Seminario di VISUALIZZAZIONE MEDITATIVA
amadeusoft@...
Invia email Invia email
 
Seminario di VISUALIZZAZIONE MEDITATIVA

presso la Sede della Fondazione Studi Bhaktivedanta
Via Gramsci 64, Ponsacco

Domenica 30 Aprile 2006

Orario: 9.30 - 12.30  /  15.00 - 18.30


     La Visualizzazione Meditativa (VM) è un'esperienza adatta a chi desidera
intraprendere un percorso di approfondimento pratico dei princìpi della
visualizzazione e della meditazione, per sperimentare durevoli benefici
bio-psico-spirituali.

    L’esperienza VM serve ad imparare a “vedere” la mente, comprendere le
dinamiche psichiche, riorientare la propria percezione e gradualmente
accedere alle vette luminose della consapevolezza.
L’approdo di questo viaggio introspettivo sarà il raggiungimento di una
coscienza più chiara delle proprie qualità e risorse interiori, una più sana
ed efficace gestione di emozioni, pensieri e tendenze ed un approccio più
consapevole e spiritualmente elevato nei confronti della vita.

    Il valore di tale esperienza sarà pienamente accessibile al soggetto che
saprà contestualizzarla acquisendo i fondamenti teorici che ne sono alla
base. La visualizzazione (darshana) e la meditazione (dhyana) rappresentano
uno dei più antichi metodi di trasformazione dei contenuti psichici per
riattivare e rafforzare il processo di auto-guarigione su tutti i piani dell
’essere. Al loro livello più alto esse insegnano a cogliere l’intima
relazione di ogni parte col Tutto e a scorgere ovunque la comune radice
spirituale, fondamento e sostegno degli esseri e di tutto ciò che esiste. In
questo contesto il soggetto diventa in grado di attivare un flusso di
transfert energetico in cui le emozioni negative vanno progressivamente a
destrutturarsi in virtù della conoscenza teorica e delle pratica costante:
la prima corregge il processo cognitivo razionale, la seconda agisce
direttamente a livello inconscio, dove giacciono contenuti psichici
costituiti da ricordi latenti nocivi, carichi emotivamente (samskara),
laddove si strutturano quelle tendenze che costituiscono le basi inconsce
dei disturbi della personalità.

    Il lavoro svolto nelle sessioni di Visualizzazione Meditativa consiste
principalmente nell’estrarre dai samskara i loro contenuti e ri-trasformarli
in vritti, permettendo alla coscienza di accedere alla memoria di tali
contenuti. Il che significa far riaffiorare sul piano cosciente eventi del
passato, di materiale simbolico significativo come i sogni e, attraverso l’
interpretazione illuminata dalla guida interiore (paramatma), rielaborarli
alla luce di una consapevolezza superiore che permetta la trasformazione
delle tendenze negative inconsce e il superamento di conflitti e crisi,
illuminando e sanando le zone oscure della psiche.

    La Visualizzazione Meditativa, in cui ognuno è al tempo stesso soggetto
protagonista e testimone, rappresenta uno strumento fondamentale per il
recupero e la purificazione di tutta l’energetica del desiderio, nelle sue
innumerevoli sfumature e componenti, perché è proprio il recupero di questa
energia-desiderio che permette una rapida elevazione e la riscoperta delle
vie dell’interiorità verso il metaspazio del cuore, dove l'anima s'incontra
con Dio, l'Infinito, con la propria Guida interiore, con la riserva
inesauribile di Amore e Conoscenza (Bhakti-Vedanta).

    Attraverso l’esperienza di Visualizzazione si fa esperienza concreta di
condivisione profonda, s’impara a pensare e a vedersi in modo nuovo, più
libero e creativo, fondato su alti princìpi etici di valenza universale. Si
scopre la natura degli individui non come entità isolate, ma come sistemi
aperti e in costante sinergia e interrelazione.


Lo staff del Centro Studi rimane a Vostra disposizione per ogni ulteriore
informazione.

Essendo i posti limitati, le iscrizioni verranno accolte in base alla data
di arrivo della prenotazione.


Segreteria CSB
Via Gramsci 64, Ponsacco
secretary@...
Tel. 0587 733730
Cell. 347 6654569
www.c-s-b.org

#8573 Da: <amadeus@...>
Data: Mer 26 Apr 2006 9:49 am
Oggetto: NOTIZIE DAL GOVERNO 25 aprile 2006 °°°°°°
amadeus@...
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NOTIZIE DAL GOVERNO 25 aprile 2006 °°°°°°


  La newsletter di http://www.governo.it
  Il sito del Governo italiano con news, dossier,
  banche dati e tutti i link alle Istituzioni




IN QUESTO NUMERO

- Sicurezza nelle gallerie ferroviarie
- Guida all'Istruzione Superiore e alle Professioni 2006
- Nuove regole sulle targhe dei ciclomotori
- "La Via della Prudenza"
- Campagna di informazione contro lo stigma nei confronti delle malattie
mentali
- On Line la Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia

--===ooo0ooo===---


SICUREZZA NELLE GALLERIE FERROVIARIE
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il
Ministro dell'Interno, ha emanato il Decreto 28 ottobre 2005, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 83 dell' 8 aprile 2006 le cui norme hanno lo
scopo di assicurare un livello adeguato di sicurezza anche nelle gallerie
ferroviarie, attraverso l'adozione di specifiche prescrizioni tecniche di
prevenzione e protezione rivolte al Gestore dell'infrastruttura. Il decreto,
emanato in conformità agli indirizzi elaborati dalla Commissione Europea nel
Libro Bianco del 2001 ("La politica europea dei trasporti fino al 2010"),
si propone lo scopo di assicurare un livello adeguato di sicurezza nelle
gallerie ferroviarie, le quali  devono essere progettate, costruite,
sottoposte a manutenzione e tenute in esercizio in maniera tale da
assicurare adeguati livelli di sicurezza tanto agli utenti quanto ai
lavoratori e agli incaricati delle operazioni di soccorso. Il decreto si
applica a tutte le gallerie ferroviarie che abbiano una
lunghezza superiore a 1000 m, siano esse già in esercizio, in fase di
costruzione o allo stato di progettazione. Il Gestore della infrastruttura è
responsabile del rispetto delle norme e delle procedure riguardanti la
sicurezza della galleria, ed ha l'obbligo di effettuare ispezioni periodiche
al fine di garantire che tutte le gallerie considerate nel presente Decreto
siano sempre mantenute conformi alle disposizioni dello stesso.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/gallerie_ferroviarie/index.html


GUIDA ALL'ISTRUZIONE SUPERIORE E ALLE PROFESSIONI 2006
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Rierca (MIUR) ha
realizzato e pubblicato on line la Guida all'Istruzione Superiore e alle
Professioni 2006, che si rivolge a tutti coloro che sono interessati
all'accesso ai corsi di laurea universitari, ai corsi delle istituzioni di
Alta Formazione Artistica e Musicale o ai percorsi di istruzione e
formazione tecnica superiore. La riforma dell'istruzione superiore prevede
un sistema articolato in tre comparti funzionalmente distinti: l'istruzione
universitaria; l'alta formazione artistica e musicale; la formazione tecnica
superiore (i.f.t.s.) e le altre opportunità di istruzione superiore. Il
sistema universitario italiano, costituito da un totale di ottantanove
istituti di istruzione universitaria, è articolato in: sessanta università
statali; diciassette università non statali legalmente riconosciute; sei
istituti superiori a ordinamento speciale. Le 20 Accademie di belle arti
statali e le 26 legalmente riconosciute, l'Accademia
nazionale di arte drammatica, i 4 Istituti superiori per le industrie
artistiche (Isia), i 57 Conservatori di musica, l'Accademia nazionale di
danza e i 22 Istituti musicali pareggiati costituiscono il sistema dell'alta
formazione artistica e musicale (Afam). Tali istituzioni formative sono sedi
primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore
artistico e musicale e svolgono correlate attività di produzione. Sono
dotate di personalità giuridica e godono di autonomia statutaria, didattica,
scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile.
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/istruzione_guida06/index.html


--===ooo0ooo===---

NUOVE REGOLE SULLE TARGHE DEI CICLOMOTORI
Dal 14 luglio 2006 entra in vigore il DPR 6 marzo 2006, n. 153 "Modifiche
agli articoli 248, 249, 250, 251, 252 nonché agli allegati al titolo III del
decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495
(Regolamento di esecuzione e di attuazione del codice della strada)" sulle
targhe dei "cinquantini'' e con essa diventa regolare la possibilità di
andare in due sul motorino, sempre che il conducente sia maggiorenne e che
il mezzo sia omologato per il trasporto di due persone. Il provvedimento
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 89 del 15 aprile 2006 modifica alcuni
articoli del Codice della strada per rendere più certa l'identificazione del
conducente. Anche al fine di prevenire i furti, ogni targa sarà abbinata al
motorino e tale abbinamento risulterà nel certificato di circolazione del
mezzo che conterrà, quindi, anche le generalità del proprietario. A doversi
munire della nuova targa saranno solo i possessori dei ciclomotori che
verranno immessi in circolazione dopo
la prima metà di luglio, e cioè 90 giorni dalla data di pubblicazione in
Gazzetta del DPR. I possessori di vecchi ciclomotori che non intendono
trasportare passeggeri potranno continuare a circolare con la vecchia mini
targa. Le nuove targhe collegate al numero del telaio e al nome del
possessore, saranno rintracciabili sul Ced della motorizzazione, rendendo
più facile l'identificazione dei mezzi rubati e le responsabilità dei
conducenti.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/ciclomotori/index.html


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"LA VIA DELLA PRUDENZA"
È partita lo scorso 12 aprile per concludersi il 12 giugno "La Via della
Prudenza", la nuova campagna per l'educazione stradale rivolta ai più
giovani che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha realizzato
in collaborazione con Walt Disney Television Italia. Il progetto si avvale
di un testimonial particolarmente in sintonia con i ragazzi di età compresa
tra i 7 e gli 11 anni: si tratta infatti di American Dragon, protagonista di
una popolarissima serie animata in onda su Disney Channel, un ragazzino
destinato a diventare il guardiano delle creature magiche di New York che
percorre le strade della metropoli a bordo dell'inseparabile skateboard.
Cliccando su www.disneychannel.it, oppure su www.infrastrutturetrasporti.it,
i giovani navigatori possono ritrovare la simulazione dell'ambiente città o
macchina e acquisire in modo facile e divertente una serie di nozioni su
segnali stradali, semafori, cinture e seggiolini, indispensabili per
conquistare la patente virtuale.Per
finire, i ragazzi che hanno meritato la patente virtuale possono partecipare
a un concorso che mette in palio, per trenta fortunati estratti a sorte, una
serie di gadget Disney legati alla serie animata "American Dragon". La nuova
campagna è supportata da una serie di spot in onda su i canali satellitari
Disney, su Raidue (all'interno del programma Random) e, a partire dal 12
aprile, da quattro uscite sul settimanale "Topolino".

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/via_prudenza/index.html


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CAMPAGNA DI INFORMAZIONE CONTRO LO STIGMA NEI CONFRONTI DELLE MALATTIE
MENTALI
Al fine di contrastare gli effetti negativi della discriminazione e dello
stigma nei confronti di quanti soffrono di malattie mentali, il Ministero
della Salute ha realizzato un Programma di comunicazione e di informazione,
coordinato con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
scientifica, rivolto a tutti i cittadini, ma, in modo particolare, ai
giovani. Lo scopo di tale Programma è quello di: 1) aumentare le conoscenze
e la comprensione relative alla natura delle malattie mentali e alle diverse
possibilità di trattamento; 2) di promuovere iniziative volte a migliorare
l'atteggiamento generale verso le persone affette da disturbi mentali e
verso i loro familiari; 3) di promuovere azioni specifiche per prevenire e
superare la discriminazione ed il pregiudizio in specifici gruppi sociali.
Gli strumenti adottati dal Programma sono i seguenti: 1) l' opuscolo
informativo, distribuito come inserto del quotidiano "La Repubblica" il
20/4/2006; 2) la realizzazione del
sito internet: www.campagnastigma.it; 3) la campagna di comunicazione on
line, a partire dal 20 aprile 2006, attraverso banner pubblicitari collocati
sui siti di maggior interesse per i giovani.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/malattie_mentali/index.html


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ON LINE LA GAZZETTA UFFICIALE DEL REGNO D'ITALIA
D'ora in poi sarà consultabile on line la Gazzetta Ufficiale del Regno
d'Italia, liberando notevoli spazi negli archivi, rendendone più facile la
visione attraverso il web. Il progetto, - chiamato "Au.G.U.Sto" (che non è
altro che acronimo di: "Automazione della Gazzetta Ufficiale Storica"), -
intende digitalizzare i fascicoli pubblicati dal 1861 al 1946 e in
prospettiva fino al 1987.  Di esso ha dato notizia dal prof. Pierluigi
Ridolfi, componente del CNIPA, in occasione del convegno bolognese: "Per una
PA senza carta: dal progetto alla realtà". La Gazzetta Ufficiale del Regno
d'Italia e della Repubblica italiana fino al 1987 sarà poi consultabile
direttamente sul sito del Cnipa. Sul fronte della dematerializzazione dei
documenti, il prof. Ridolfi, citando il recente "Libro Bianco", ha ricordato
che "ormai sono disponibili non solo tutte le tecnologie ma anche le norme,
a partire dal Codice dell'Amministrazione Digitale, per procedere ad un
ampio processo di trasmigrazione dalla carta
al digitale". È senz'altro evidente, anche sul piano della lotta agli
sprechi, che quella della dematerializzazione è una via ritorno: si potrà
avere un notevole risparmio di costi, di spazio e di carta, ma anche (o
soprattutto) un considerevole miglioramento della efficienza dei servizi
offerti dalla Pubblica Amministrazione.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/GURegnoItalia/index.html





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#8572 Da: "amadeux@gmx" <amadeux@...>
Data: Mer 26 Apr 2006 9:39 am
Oggetto: I Veda - Sri Vyasadeva
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I Veda - Sri Vyasadeva


di Manonatha Dasa

14 aprile 1994


L'origine

Non si può parlare di un'origine dei Veda. Quando si costruisce qualsiasi
macchina, le istruzioni per l'uso sono create in modo automatico, esistenti
almeno in modo potenziale. Dio è eterno, per cui anche la conoscenza che
riguarda Lui e la Sua creazione è priva di un qualsiasi inizio. I Veda
(dalla radice "vid", conoscere) sono i libri che contengono tale sapere,
quindi in nessun modo è possibile datarli.

Ma da dove provengono? Sono di origine umana o divina? Le scritture ci
rispondono in modo netto:

asya mahato bhutasya nisvasitam etad yad
rig-vedo yajur-vedah samavedo 'tharvangirasah.

I quattro Veda (Rik, Yajur, Sama, Atharva) sono emanazioni che provengono
dal respiro della Suprema Personalità di Dio. (Brihad- aranyaka Upanishad
4.5.11).

Ancora:

yo brahmanam vidadhati purvam yo vai
vedams ca gapayati sma krsnah.

"Fu Krishna che all'inizio (della creazione) istruì Brahma sulla conoscenza
vedica e la disseminò nel passato." (Atharva Veda, Gopala Tapani Upanishad
1.24)

Qui si dice chiaramente chi è stato l'autore e il diffusore dei Veda, e
viene fatto il nome di Krishna.

I Veda sono di origine divina. Nella Bhagavad-gita (10.22) Shri Krishna dice
"Io sono i Veda." Per questa ragione è impossibile stabilire una data della
loro creazione. I Veda sono eterni.

Studiosi e ricercatori si sono cimentati per secoli nel cercare date
attendibili, ma nei Veda stessi queste sono praticamente inesistenti.
Proprio perchè non hanno inizio nè fine. Le teorie di costoro sono dunque
destinate a rimanere tali.

Ma è vero che non sempre i testi vedici sono a disposizione dell'umanità.
Per ragioni che possono essere le più diverse, talvolta si celano alla vista
degli uomini. Quando tale situazione sfortunata si verifica, il caos più
totale sopraggiunge a rendere la vita degli uomini davvero miserabile. La
conoscenza è sicuramente la cosa più necessaria nella vita; senza non è
possibile distinguere il vero dal falso, ciò che è bene per noi e per gli
altri e ciò che non lo è.

Le scritture stesse ci narrano dei momenti in cui i Veda sono scomparsi
dalla nostra vista. Lo Shrimad-bhagavatam racconta che alla fine del giorno
precedente di Brahma, quando egli sentì il bisogno di dormire, i Veda
emanarono dalla sua bocca e un demone di nome Hayagriva li prese con sè e li
nascose. Quando quella notte mistica cessò e Brahma stava per destarsi,
Vishnu, nell'incarnazione di un Pesce (Matsya), uccise il demone e recuperò
i sacri testi vedici. Eravamo all'inizio dell'epoca di Svayambhuva Manu.
Dunque erano stati persi per quasi l'intera notte di Brahma.

Ma non fu l'unica volta. Di nuovo Vishnu ci salvò, alla fine del Manvantara
precedente al nostro, durante il regno di Cakshusha Manu. Nella Sua seconda
incarnazione di Pesce, li affidò alla cura del santo re Satyavrata, che
sarebbe poi diventato Vaivasvata Manu. Ma di storie di questo tipo se ne
potrebbero raccontare all'infinito.

I saggi e i santi sono chiamati para-duhkha-duhkhi proprio per la
caratteristica che hanno di sentirsi a disagio di fronte alla sofferenza
degli altri. Essi vogliono fortemente vedere tutti felici, e per ultimo
realizzati, liberi da ogni illusione materialistica e dalle pene che ne
scaturiscono. Per questa ragione vengono in questo mondo a predicare la vera
conoscenza nei modi e nella quantità che sono più opportuni al fine di un
risultato positivo, quella di attrarre la gente al messaggio della
Trascendenza.

I Veda sono quindi eterni, ma talvolta sono "allo stato manifestato" e altre
volte no.


I Veda fino a Dvapara-yuga
Di norma, durante Dvapara-yuga, i testi vedici, come ogni genere di
conoscenza, non vengono messi per iscritto, ma comunicati a voce dai guru ai
loro discepoli, che a loro volta li ripeteranno fedelmente. In questo modo i
canoni della sapienza sono tramandati secondo un sistema chiamato parampara,
che significa letteralmente "uno dopo l'altro", oppure sampradaya, che vuol
dire "comunità" o tradizione".

In Kali-yuga la gente in genere non è più in grado di capire i sottili
concetti filosofici, nè tantomeno di memorizzarli. Kali- yuga è un'epoca
terribile dove l'uomo si degrada fino ai livelli più bassi.

"Una volta egli (Vyasa)... notò anomalie (nel periodo storico in cui
viveva)... e grazie alla sua visione trascendentale, prevedette il
deterioramento di ogni cosa... (questo fenomeno era) dovuto all'influenza
dell'epoca (Kali-yuga). Egli capì che la gente avrebbe avuto una vita molto
corta e sarebbe stata tormentata dall'impazienza per mancanza di virtù...
egli pensò che i sacrifici insegnati nel Veda avrebbero potuto purificarla,
e allo scopo di semplificare il suo avanzamento spirituale lo divise in
quattro parti..." (Shrimad-bhagavatam 1.4, versi sparsi)

"L'intelligente Maharaja Yudhisthira denotò la presenza dell'era di Kali
osservando (aumentare) l'avarizia, la falsità, l'imbroglio e la violenza."
(Shrimad-bhagavatam 1.15.37)

Da qui la necessità di mettere tutto per iscritto.

I Vyasa non inventano nulla, ma sono i portavoce e i commentatori di una
conoscenza millenaria adattata ad essere studiata e capita dall'uomo di
quest'era.


I Vyasa
Prima di soffermarci sull'ultimo autore dei Veda, parliamo un momento della
carica che il termine Vyasa denota.

Secondo gli scritti vedici, Vyasa è l'appellativo che si riferisce a una
funzione, e non a una particolare persona. Quei saggi che ricevono
l'incarico di disseminare conoscenza per il beneficio della società umana
mettendola per iscritto e conferendole un ordine perchè possa meglio essere
compresa, vengono chiamati Vyasa.

La radice sanskrita "as" preceduta dal prefisso "vi" indica l'atto del
separare per analizzare. Questo è il compito del commentatore, che divide i
testi per esporne in dettaglio il significato.

Questa funzione è stata ricoperta nel corso dei millenni da diversi
personaggi. I Purana ci spiegano che alla fine di ogni Dvapara-yuga in ogni
Maha-yuga c'è un Vyasa che "ordina", che mette a posto l'intera conoscenza
ingegnata da grandi saggi chiamati Rishi (letteralmente "coloro che vedono
la verità"). Ma spieghiamo meglio questo punto.

Sappiamo che il tempo si divide in quattro Yuga (Satya, Treta, Dvapara e
Kali), e che un ciclo completo di questi Yuga viene chiamato Maha-yuga (pari
a 4 milioni 320 mila anni). Settantuno Maha-yuga costituiscono un Manvantara
(un periodo della vita di Manu), e in un giorno di Brahma ci sono 14 Manu.
Questo periodo (che pressappoco equivale a mille Maha-yuga) è appunto un
giorno della vita di Brahma, il quale vive cento anni di questi giorni. Noi
ora stiamo vivendo nel Manvantara chiamato Vaivasvata (il settimo Manu del
primo giorno del 51.esimo anno della vita di Brahma), e dall'inizio
dell'epoca del nostro Manu sono passati già 27 Yuga completi. Il nostro è il
Kali-yuga del ventottesimo Maha-yuga della vita di Vaivasvata Manu.

Alla fine di ogni Dvapara-yuga, in previsione della degradazione che è in
procinto di devastare l'intero pianeta durante il terribile Kali-yuga,
l'epoca che "distrugge tutte le buone qualità dell'uomo", un Vyasa appare
per ordinare e mettere per iscritto tutta la conoscenza chiamata Veda.

Prima del "nostro" Vyasa ne sono passati altri ventisette. I loro nomi sono
reperibili in diversi Purana:
1. Brahma, 2. Vaiva-svata, 3. Ushana, 4. Brihaspati, 5. Savitri, 6. Yama, 7.
Indra, 8. Vashishtha, 9. Sarasvata, 10. Tridhama, 11. Trivrisha, 12.
Bharadvaja, 13. Antariksha, 14. Vapra, 15. Trayyaruna, 16. Dhananjaya, 17.
Kritanjaya, 18. Rina, 19. Bharadvaja, 20. Gotama, 21. Uttama, 22. Vena, 23.
Trinavindu, 24. Valmiki, 25. Shakti (il padre di Parashara), 26. Parashara,
27. Jaratkaru, e infine il nostro Krishna Dvaipayana, il figlio di
Parashara. I testi succitati ci informano anche del nome del prossimo Vyasa,
il celebre Ashvatthama, il figlio di Dronacarya.


Krishna Dvaipayana Vyasa
La storia completa della nascita di Vyasa è nel Maha-bharata (Adi Parva,
Adivamsavatarana Parva, sez. 63). Qui daremo solo po-chi accenni.

Satyavati, figlia del re Uparicara Vasu e dell'apsara Adrika, fu adottata da
un pescatore. Un giorno il saggio Parashara la vide e le chiese di concepire
un figlio con lui. Affinchè la giovane accettasse, le concesse diverse
benedizioni. Il giorno stesso dell'unione tra i due, nacque un bambino che
fu chiamato Krishna, in quanto scuro di pelle, e Dvaipayana, perchè nato su
un'isola posta in mezzo al fiume Yamuna.

Il Maha-bharata dice: "... E il sapiente Dvaipayana, osservando che la virtù
(che possiede quattro gambe) era destinata a diventare zoppa di una gamba
per ogni Yuga e che la longevità e la forza degli uomini si sarebbero
conformate alle caratteristiche degli Yuga, mosso dal desiderio di ottenere
i favori di Brahman (colui che è in possesso di infinite qualità) e dei
Brahmana, mise a punto i Veda. E per questo fu chiamato Vyasa.

"Questa grande personalità che elargiva profusamente benedizioni, insegnò a
Sumantu, a Jaimini, a Paila, a suo figlio Shuka e a Vaishampayana i Veda,
che hanno il Maha-bharata come loro quinto..."

Vyasa previde, dunque, la degradazione di Kali-yuga e, volendo facilitare lo
studio delle sacre scritture, le mise per iscritto dopo averle divise in
quattro parti. In seguito ne avrebbe affi-dato la diffusione a cinque suoi
discepoli; a Paila avrebbe consegnato il Rig Veda, a Jaimini il Sama Veda, a
Vaishampayana lo Yajur Veda, ad Angira (o Sumantu) l'Atharva Veda e a
Romaharshana le Purana. Alla grande anima liberata Shukadeva Gosvami, che
proveniva direttamente da Goloka Vrindavana, affidò la crema della
conoscenza, il Purana immacolato, lo Shrimad-bhagavatam.

Ora, certuni dubitano che Krishna Dvaipayana Vyasa sia stato il redattore di
tutti i Veda, specialmente dello Shrimad-bhagavatam, che dicono essere sia
un'opera di molto posteriore alle altre. Ma in questo campo non abbiamo
altra autorità che le scritture stesse: chi può infatti affermare o negare
per proprio conto ciò che è accaduto migliaia di anni fa? Lasciamo dunque
parlare lo Shrimad-Bhagavatam stesso:

(E poi)"... emanò dalle labbra di Shukadeva Gosvami (che era il figlio di
Vyasa)..." (Shrimad-bhagavatam 1.1.3)

"... dopodichè nella 17.ma incarnazione Shri Vyasadeva apparve dal ventre di
Satyavati attraverso Parashara Muni, ed egli divise l'unico Veda in diverse
parti e sezioni, vedendo che la gente sarebbe diventata meno
intelligente..." (Shrimad-bhagavatam 1.3.21)

Tuttavia le evidenze scritturali che dichiarano che Vyasa è l'ordinatore di
tutti i Veda e dei suoi corollari (Purana, Upanishad e altri) sono così
numerose che sarebbe inutilmente gravoso enumerarle tutte.

Quest'ultimo verso, poi, ci informa che fra tutti i Vyasa che lo hanno
preceduto, Krishna Dvaipayana era speciale, essendo dotato di particolari
poteri. Infatti nel Bhagavatam (1.1.7) viene chiamato Bhagavan, intendendo
che si tratta di un'avatara di Dio. Addirittura questi compare nella lista
delle incarnazioni principali (precisamente la diciassettesima) di Vishnu.


Sui Quattro Veda
Originalmente esisteva un Veda solo, lo Yajur Veda, che venne poi scisso in
quattro: lo Yajur-veda, l'Atharva-veda, il Rig-veda, il Sama-veda, ognuno
dei quali è diviso a sua volta in due parti: Mantra e Brahmana. La prima
sezioni contiene, appunto, i Mantra, che sono indispensabili sia per la
purificazione che per ottenere risultati di vario genere. La seconda
contiene direzioni circostanziate utili per la esecuzione dei sacrifici,
durante i quali i Mantra devono essere recitati. In questa sezione
generalmente vengono riportate le storie che li riguardano.

Vediamo in breve di cosa tratta ciascun Veda.

Lo Yajur-veda tratta delle formule necessarie allo svolgimento dei
sacrifici. Il Rig-veda tratta degli inni di lode ai numerosi deva e
personalità divine "cantati" da diversi saggi. E' così chiamato perchè è
composto di Rica, versi che devono essere recitati a voce alta. Il Sama-veda
ha come argomento le funzioni liturgiche. Sama infatti significa melodia.
L'Atharva-veda entra nel merito degli ulteriori aspetti tecnici che
riguardano i sacrifici e affronta i doveri dei vari sacerdoti che devono
presenziare allo Yajna. Sono i Brahmana (che dirigevano l'intera cerimonia),
gli Hotar (che si occupavano di condurre le offerte), gli Adhvaryu (che
badavano al fuoco sacro) e gli Udgatar (che recitavano i mantra sacri); gli
ultimi tre erano gli assistenti del Brahmana. L'opera tratta anche della
conoscenza dei Mantra per ottenere o conferire benedizioni o anche per
lanciare maledizioni.

Questi quattro vasti volumi contengono lo scibile umano per quanto riguarda
il mondo fenomenico.

La ragione della divisione è di rendere tutto più comprensibile per un'era
in cui la gente è priva delle qualità necessarie allo studio di una scienza
così complessa.


La strategia di fondo
L'anima in questo mondo materiale è sopraffatta da vari tipi di desideri
materiali, che cerca di soddisfare grazie al grande campo d'azione
(karma-kshetra) messo a disposizione dall'energia illusoria del Signore Shri
Krishna. Tesa com'è alla ricerca della perfetta felicità, compie atti che
comportano risultati di vario tipo.

Ci sono diversi tipi di azioni.

Quelle chiamate Vikarma sono della specie peggiore, perchè sono fatte in
modo autonomo, trascurando i consigli delle scritture, che anzi vanno
intenzionalmente contro di esse; sono quelle che risultano nelle reazioni
peggiori, distruttive per se stessi, per gli altri e per il mondo intero.
Chi le compie non si cura di nulla, se non del proprio illusorio vantaggio.

Quelli chiamati Karma sono gli atti condotti secondo i consigli delle
scritture, le quali specificano minuziosamente come condurre una vita di
regolata gratificazione dei sensi e ottenere il doppio risultato di provare
soddisfazione materiale e nel contempo di elevarsi in direzione dello scopo
finale, che è la spiritualizzazione e per ultimo il servizio d'amore al
Signore Supremo Shri Krishna.

Le attività Yajnartha-karma (o Akarma) conducono alla liberazione, e mai
sono fatte per soddisfazione personale. Ahaituki apratihata yayatma
suprasidati, dice lo Shrimad-bhagavatam: il servizio devozionale deve essere
condotto in modo tale da soddisfare l'Anima suprema (atma suprasidati), cosa
che in ultima analisi risulta d'appagamento anche per colui che lo attua.

I quattro Veda si occupano del secondo tipo di azioni, karma. Attraverso un
regolata gratificazione dei sensi la gente si può purificare. I Veda sono
quindi codici di comportamento. D'altra parte, essendo di origine divina, il
loro Autore originale non poteva voler dare solo un metodo per avere
benessere in questo mondo, ma indicare anche la strada di ritorno per il
mondo trascendentale.

Lo scopo dei Veda non è fine a se stesso. "vedaih ca sarvaih aham eva
vedya", "lo scopo dei Veda è di far sì che Io (Shri Kri-shna) sia
conosciuto". Ciò è così vero che nella stessa Bhagavad- gita (2.42 e 43) i
Veda vengono addirittura criticati. Coloro che sono attaccati ai Veda
vengono chiamati "avipashcitah", possessori di poca conoscenza, in quanto
dichiarano che non esiste nulla di superiore ai pianeti celestiali e alle
loro gioie, possibili da ottenere grazie alla stretta osservanza delle
ingiunzioni vediche.

Per questa ragione, cioè per chiarire bene il messaggio vedico, sono venute
ad essere anche tutte quelle scritture indicate col nome di Vedanta, ovvero
"ciò che è alla fine dei Veda", o il loro vero significato, ciò che
essenzialmente vogliono dire.

Ma delle scritture superiori ai quattro Veda originali, chiamate Vedanta,
parleremo in seguito.

Vogliamo, comunque, ricordare che Vyasa stesso, terminata l'opera, non se ne
sentì affatto appagato (eppure aveva scritto i Veda, il Brahma-sutra, il
Maha-bharata e altre) e non riusciva a capirne le ragioni. Fu Narada a
spiegarglielo:

"Ti senti soddisfatto nel considerare il corpo o la mente (come il tuo sè e
quindi) come oggetti di realizzazione del sè? Non c'è alcun dubbio che le
tue ricerche abbiano un valore notevole, in quanto hai compilato un grande e
fantastico lavoro come il Maha-bharata, che è pieno di sequenze vediche
spiegate nei minimi dettagli. Hai anche chiarito i concetti che riguardano
il Brahman impersonale e ciò che ne deriva... (ma ciò non è stato
sufficiente) la tua insoddisfazione è causata dal non aver narrato le pure e
sublimi glorie della Suprema Personalità di Dio..." (Shrimad- Bhagavatam 1.5
versi sparsi)

Tutte le cerimonie previste nei Veda hanno la loro ragione nella
soddisfazione di Vishnu (yajno vai vishnuh). E come insegnava Shri
Madhavendra Puri, il loro siddhanta è ricordare Krishna ad ogni momento e
sviluppare nel nostro cuore il più profondo sentimento d'amore nei Suoi
confronti e nei confronti dei Suoi devoti.


Manonatha Dasa

#8571 Da: <amadeux@...>
Data: Mer 26 Apr 2006 9:40 am
Oggetto: "L'introspezione:un segreto del progresso" - di P.Yogananda
amadeux@...
Invia email Invia email
 
"L'introspezione:un segreto del progresso"


brano tratto da "Dove splende la luce"

di di P.Yogananda


Come prima cosa dovete praticare l'introspezione.
Valutate attentamente le vostre abitudini e scoprite ciò che vi ostacola.
Spesso è l'inerzia o la mancanza di uno sforzo deciso e di una completa
attenzione. Talvolta alcune abitudini devono essere estirpate dal giardino
della vostra vita, così che la vera felicità possa avere radici più solide.

Un segreto del progresso è l'autoanalisi. L'introspezione è uno specchio in
cui potete vedere i recessi della mente, che altrimenti rimarrebbero ignoti.
Analizzate i vostri insuccessi e individuate le vostre tendenze buone o
cattive. Cercate di scoprire quello che siete, quello che desiderate
diventare e i difetti ve lo impediscono.

Milioni di uomini non si analizzano mai. Mentalmente, sono prodotti
meccanici della fabbrica del loro ambiente, che si preoccupano della
colazione, del pranzo e della cena, che lavorano, che dormono e vanno  a
divertirsi. Non sanno che cosa cercano né perché, e non si spiegano le
ragioni per cui non riescono mai a trovare la felicità completa e la
soddisfazione duratura. Sottraendosi all'autoanalisi, gli uomini continuano
a vivere come robot, condizionati dall'ambiente. La vera autoanalisi è il
modo migliore di progredire.

Tutti dovrebbero imparare ad analizzarsi spassionatamente. Annotate i vostri
pensieri e le vostre aspirazioni giorno per giorno. Scoprire ciò che
realmente siete, non quello che immaginate di essere, perché volete
diventare ciò che dovreste  essere. La maggior parte degli uomini non cambia
perché non vede i propri difetti.

Chi non ha mai tenuto un diario mentale dovrebbe prendere questa utile
abitudine. Se sappiamo quanto e in che modo sbagliamo nelle quotidiane
esperienze della vita, possiamo essere indotti a fare uno sforzo maggiore
per diventare ciò che dovremmo essere.

Grazie a questo diario e al nostro discernimento, ci libereremo di quelle
cattive abitudini che creano pene e sofferenze a noi e agli altri. Ogni sera
dovremmo domandarci: "Per quanto tempo sono stato con Dio oggi?". Dovremmo
anche analizzare quanto sono stati profondi i nostri pensieri, quanti dei
nostri compiti abbiamo portato a termine, che cosa abbiamo fatto per gli
altri e come ci siamo comportati nelle varie circostanze della giornata.

Osservando i grafici della vostra mente, potete vedere se ogni giorno state
progredendo. Non vorrete certo nascondervi a voi stessi.

Dovete sapere chi siete in realtà. Analizzandovi quotidianamente, terrete
sotto controllo le vostre cattive abitudini e potrete distruggerle meglio.

Paramahansa Yogananda

#8570 Da: <posta@...>
Data: Mer 26 Apr 2006 9:42 am
Oggetto: Il mercato del corpo
posta@...
Invia email Invia email
 
Il mercato del corpo


di: Alessio Mannucci - ecplanet.net


Ogni dodici mesi un milione di bambini viene comprato dai mercanti di
minori, disposti a pagare cinquantamila euro per un neonato e trentamila
euro invece per un fegato. Piccoli sani venduti e disabili fatti a pezzi per
gli espianti. Un cuore frutta dai 25 ai 30 milioni, la metà un rene o una
cornea. Nel novembre del 2001 emerse un maxitraffico di organi umani, da
Kabul via Pakistan, che ha prosperato per anni all'ombra dei Taliban, che
hanno addirittura mandato libero un reo confesso che aveva ucciso 60
ragazzini.


“Il mercato clandestino degli organi destinati ai trapianti è un buco nero
che tutto inghiotte. Nelle periferie del pianeta si svolge il turpe mercato,
l'omicidio, la tratta dei nuovi schiavi” (Carlo Bertani, “Ladri di Organi”,
Malatempora, 2005).


Capitalismo globale (anarco-capitalismo) e tecnologia avanzata hanno
trasformato il corpo, e tutti i suoi pezzi, definitivamente in merci. Il
trapianto di organi avviene oggi in un ambiente transnazionale in cui
chirurghi, pazienti, donatori di organi, riceventi e intermediari, spesso
con collegamenti criminali, seguono le nuove vie del capitale anarchico e
dello sviluppo iper-tecnologico dell'economia globale. Si tratta di uno
sconvolgimento inaudito - dichiara la Hughes – in base al quale il corpo
diventa suddivisibile tra parti commerciabili e parti che non lo sono (ve ne
sono ancora ? ndr). Di riflesso, tutto l'universo della medicina come
pratica sociale viene condizionato da questo commercio, il paziente diventa,
cioè, un consumatore, un compratore di organi altrui.


Il quadro che ne emerge è, a dir poco, desolante: un'industria sanitaria che
abbandona le proprie finalità etiche e umanitarie per consegnarsi alla
spietata legge economica della domanda e dell'offerta. Non a caso, le
tecnologie di trapianti si sono subito trasferite all'est (Cina Taiwan,
India) e al sud (Argentina, Cile e Brasile) e questo ha creato una scarsità
globale di organi viventi che ha innescato un movimento dei corpi malati in
una direzione, e degli organi sani (adeguatamente conservati) nella
direzione opposta, creando un circuito dei corpi e delle loro parti. Un
flusso che segue le moderne rotte del capitale, da sud a nord, dal Terzo al
Primo mondo. La vera scarsità – dichiara la Hughes – non è di organi ma di
pazienti con mezzi sufficienti per pagare i trapianti. Sono comparsi così
negli slum di Bombay, Calcutta e Madras dei veri e propri “organ bazar” dove
i donatori sono pagati 2-3000 dollari a organo.


Oggi ci si assuefa in fretta a ciò che poco prima era considerato inaudito e
inaccettabile. In India, questi doni sono diventati lo strumento principale
con cui genitori disperati sono riusciti ad accasare una figlia creandole
una dote con i soldi dell'organo. Ma vi sono altrettanti casi agghiaccianti
che riempiono la cronache dei giornali. In Cina, ad esempio, gli organi
vengono prelevati dai condannati a morte in attesa di esecuzione. In
Sudafrica, esistono gli “scarti riutilizzabili”. La direttrice della più
grande “banca degli occhi” di Città del Capo conferma di conservare nei
frigoriferi occhi di cadaveri “post-datati” che non verrebbero mai
utilizzati in Sudafrica ma che potrebbero servire a soddisfare le richieste
dei paesi confinanti.


L'invenzione della scarsità nasconde una sovrapproduzione di organi in
eccesso che finiscono nei bidoni della spazzatura degli ospedali che non
hanno infrastrutture adatte per i trapianti. La maggior parte degli
specialisti di trapianti intervistati in India, Brasile e Sud Africa, da
Nancy Sheper-Hughes e da Lawrence Cohen, ridevano della scarsità di organi
data l'alta mortalità giovanile (per morti accidentali, incidenti stradali,
omicidi). Sheper-Hughes e Cohen hanno scoperto che molti medici preferiscono
far buttare gli organi piuttosto che darli alla concorrenza. «La vera
scarsità non è di organi ma di pazienti di trapianti con mezzi sufficienti
per pagarli» dichiara la Hughes.


Sito correlato all'articolo:

Organs Watch, Berkeley

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Il nostro futuro postumano II

#8569 Da: "Contemporanea-MR.com" <max@...>
Data: Mer 26 Apr 2006 9:41 am
Oggetto: Breve storia dei servizi segreti italiani
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Breve storia dei servizi segreti italiani

Tratto da www.misteriditalia.com

Non esistono i servizi segreti deviati, ma le deviazioni dei servizi segreti

I servizi segreti dell’Italia democratica nascono ufficialmente il 1
settembre 1949, sulle ceneri - ma mantenendo in pieno uomini e strutture -
del vecchio SIM, il servizio d’informazione militare, nato durante il regime
fascista: il suo nome è SIFAR (Servizio Informazioni Forze Armate).
Già nella costituzione del SIFAR c’è qualcosa di anomalo: nessun dibattito
parlamentare, ma solo una circolare interna, firmata dall’allora ministro
della Difesa Randolfo Pacciardi, repubblicano.
Dalla nascita della Repubblica, l’Italia ha atteso più di tre anni, quindi,
per dar vita all’organismo che dovrebbe tutelarne la sicurezza, il tempo
necessario a "scaricare" le sinistre dal governo e ad aderire al Patto
Atlantico.

Il primo direttore del SIFAR è il generale di brigata Giovanni Carlo Del Re
che opera sotto l’esplicita supervisione dall’emissario della CIA in Italia,
Carmel Offie.
In carica per tre anni, Del Re viene sostituito nel 1951 dal gen. Umberto
Broccoli – l’uomo che – almeno sulla carta - darà l’avvio a Gladio,
sostituito, neppure un anno e mezzo dopo, dal gen. Ettore Musco.
Anche Musco, che nel 1947 aveva formato l’AIL (Armata Italiana per la
Libertà) - una formazione diretta da militari, sostenuta economicamente e
militarmente dai servizi segreti americani, incaricata di vigilare su un’
eventuale insurrezione comunista – fu uomo di stretta osservanza CIA e
proprio sotto il controllo americano portò a termine l’acquisto dei terreni
di Capo Marrargiu, in Sardegna, dove sarebbe sorta la base di Gladio.

GLI ANNI DI DE LORENZO
Ma è con l’avvento ai vertici del Sifar del gen. Giovanni De Lorenzo che i
servizi segreti italiani si trasformano e cominciano a giocare un ruolo
preponderante sulla scena politica italiana. La nomina di De Lorenzo non è
casuale: a caldeggiarla, con insistenza, è l’ambasciatrice degli USA Claire
Booth Luce, ma il generale è uomo molto gradito anche alle sinistre che per
anni equivocheranno sui suoi meriti resistenziali.
De Lorenzo assume le redini del SIFAR nel gennaio del 1956. Resterà in
carica fino all'ottobre del 1962: quasi sette anni filati, fatto mai
accaduto, neppure in seguito, nella storia dei servizi segreti italiani. E’
sotto la gestione De Lorenzo che l’Italia sottoscriverà il piano, redatto
dalla CIA, denominato "Demagnetize" il cui assunto è:

«La limitazione del potere dei comunisti in Italia e in Francia è un
obiettivo prioritario: esso deve essere raggiunto con qualsiasi mezzo».
Gli anni di De Lorenzo al SIFAR sono gli anni delle schedature di massa
degli italiani: verranno raccolti oltre 157 mila fascicoli, molti dei quali
abusivi e falsi, in gran parte del tutto superflui per la sicurezza, ma
utili strumenti di pressione e di ricatto.
Nominato sul finire del 1962 comandante generale dell’Arma dei carabinieri e
quindi costretto a lasciare la guida del servizio segreto, De Lorenzo riuscì
comunque a mantenere il controllo del SIFAR, facendo in modo che al suo
posto venisse nominato un suo fedelissimo, Egidio Viggiani e che i posti
chiave del servizio stesso fossero occupati da suoi uomini di fiducia:
Giovanni Allavena - responsabile, contemporaneamente, dell’ufficio D
(informazioni) e del CCS (controspionaggio) ed in seguito egli stesso ai
vertici del SIFAR– e Luigi Tagliamonte che assumerà il doppio (e
incompatibile) incarico di responsabile dell’amministrazione del SIFAR e
capo dell’ufficio programmazione e bilancio dell’Arma.
E’ con De Lorenzo ai vertici dei carabinieri che si acuisce la tensione in
Alto Adige, una regione attraversata all’epoca da una forte vena
irredentista filo-austriaca e, nel luglio del 1964, si ode il famoso "rumor
di sciabole" di cui parlò l’allora segretario socialista Pietro Nenni,
allorché la formazione del secondo governo di centro-sinistra, guidato da
Aldo Moro, si realizzò sotto la minaccia, più o meno velata, di un colpo di
stato: il Piano Solo.

NASCE IL SID
Anche se lo scandalo delle schedature del Sifar e del Piano Solo verranno
alla luce solo tre anni dopo, nel 1967, grazie ad una campagna di stampa del
settimanale L’Espresso, condotta dai giornalisti Lino Jannuzzi ed Eugenio
Scalfari, già nel 1965 il SIFAR viene sciolto.
E’ uno scioglimento solo di facciata, l’ennesimo: con un decreto del
Presidente della Repubblica, il 18 novembre 1965, nasce il SID (Servizio
Informazioni Difesa) che del vecchio servizio continuerà a mantenere uomini
e strutture.
Il comando del SID viene affidato all’amm. Eugenio Henke, genovese, molto
vicino al ministro dell’Interno dell’epoca Paolo Emilio Taviani,
democristiano.

Sotto la gestione Henke – che resterà in carica fino al 1970 – prenderà l’
avvio la strategia della tensione che avrà come primo, tragico, risultato la
strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969).
Henke lascia il SID il 18 ottobre 1970 per essere sostituito dal gen. Vito
Miceli che già dal 1969 guidava il SIOS (il servizio informazioni) dell’
Esercito. Non trascorrono neppure due mesi dal nuovo cambio della guardia ai
vertici dei servizi segreti italiani, che nella notte tra il 7 e l’8
dicembre 1970 un gruppo di neofascisti, capeggiati dal "principe nero" Junio
Valerio Borghese, ex comandante della X MAS, mette in atto un ancor oggi
misterioso tentativo di colpo di stato, nome in codice "Tora, Tora", passato
alla cronaca come il Golpe Borghese.
E’ noto che il tentativo di colpo di stato fallì, o meglio aveva al suo
interno forze che ne avevano preventivato il fallimento. Di quel golpe che
sapeva molto era proprio il neo capo del SID, il gen. Vito Miceli che nel
sottile gioco delle alleanze politiche era legatissimo ad Aldo Moro e nemico
giurato di una altro potente democristiano: Giulio Andreotti.

Miceli di quel tentativo di golpe tacque: in primis con la magistratura.
Quando nel 1975 l’inchiesta giudiziaria sul Golpe Borghese arriverà alla sua
stretta finale, Miceli avrà già lasciato il servizio, travolto da una serie
di incriminazioni che porteranno al suo arresto per altri fatti ancora oggi
non del tutto chiariti, come la creazione della Rosa dei Venti, un’altra
struttura militare para-golpista e lo scontro durissimo che lo opporrà al
capo dell’ufficio D, un fedelissimo di Andreotti, il gen. Gianadelio
Maletti. Gli anni della gestione Miceli sono gli anni dello stragismo in
Italia: da Peteano, alla strage alla Questura di Milano, da Brescia all’
Italicus.
Come era già accaduto a De Lorenzo, anche Miceli finirà in parlamento:
eletto, anche lui, nelle file del MSI-DN di Giorgio Almirante, così come
anni dopo succederà ad un altro capo dei servizi segreti, il gen. Antonio
Ramponi, nelle file di Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini.

LA RIFORMA DEI SERVIZI SEGRETI
La prima riforma organica dei servizi segreti – ma anche fino ad oggi l’
ultima – risale al 1977. Sempre più vicino all’area di governo, impegnato in
una politica improntata al consociativismo, il PCI partecipa direttamente ed
in prima persona, attraverso la figura del sen. Ugo Pecchioli, alla riforma.
Per la prima volta viene introdotta una figura di responsabile dell’attività
dei servizi segreti di fronte al Parlamento: è il Presidente del Consiglio
che si avvale della collaborazione di un consiglio interministeriale, il
CESIS che ha anche un compito di coordinamento. Inoltre i servizi devono
rispondere di quello che fanno ad un Comitato parlamentare.
Ma un importante novità introdotta dalla riforma dei servizi segreti
riguarda lo sdoppiamento dei servizi stessi: al SISMI (Servizio d’
Informazioni per la Sicurezza Militare) il compito di occuparsi della
sicurezza nei confronti dell’esterno, al SISDE (Servizio d’Informazioni per
la Sicurezza Democratica) quello di vigilare all’interno.

Con in più un’altra differenza: se il SISMI resta completamente affidato a
personale militare, il SISDE diventa una struttura civile, affidata alla
polizia che è diventato un corpo smilitarizzato.
Una riforma, quindi, buona nelle intenzioni, ma che negli anni a seguire
produrrà soltanto risultati disastrosi, anche perché gli uomini che andranno
a far parte del SISMI e del SISDE saranno gli stessi che hanno già fatto
parte del SIFAR e del SID e, per quanto riguarda il servizio civile, del
disciolto – e famigerato – Ufficio Affari Riservati del ministero dell’
Interno.

Retto dal 1974 al 1978 dall’amm. Mario Casardi, il SISMI vedrà l’ascesa,
nello stesso anno, del gen. Giuseppe Santovito, già stretto collaboratore di
De Lorenzo.
Il SISDE, la cui direzione sarebbe dovuta spettare ad Emilio Santillo, già
capo dell’Ispettorato per l’antiterrosimo, pur essendo una struttura non
militare finirà proprio ad un militare, generale dei carabinieri Giulio
Grassini.
Il primo scandalo in cui incappano i servizi riformati è quello della Loggia
P2. I nomi di tutti i vertici dei servizi segreti (SISMI, SISDE ed anche del
CESIS, l’organo di coordinamento) sono compresi nella famosa lista del
maestro venerabile Licio Gelli, scoperta il 17 marzo 1981 dai magistrati
milanesi che indagano su Sindona.

IL RUOLO DEI SERVIZI SEGRETI NEI MISTERI DEGLI ANNI OTTANTA
E’ questa forse una pagina che non è stata ancora scritta del tutto. Di
certo oggi sappiamo che entrambi i servizi segreti sono dentro fino al collo
nel caso Moro, i 55 giorni che trascorsero fra il sequestro del presidente
della DC da parte di un commando delle Brigate rosse e l’uccisione dell’uomo
politico.
Omissioni, inefficienze, tacite connivenze, depistaggi, forse anche qualcosa
di più.
Molto, ma molto di più invece nella strage di Bologna dove per depistaggio,
con sentenza passato in giudicato, sono stati condannati, assieme a Gelli,
alcuni uomini del SISMI, come il gen. Pietro Musumeci e il col. Giuseppe
Belmonte. E con loro anche il faccendiere Francesco Pazienza, in seguito
imputati anche per aver creato una superstruttura occulta (il c.d.
SUPERSISMI) all’interno del servizio segreto militare, sospettato di aver
operato in collegamento con elementi della criminalità organizzata.

C’è da aggiungere che uomini del SISMI sono rimasti implicati anche nell’
inchiesta sulla strage di Ustica.
Nel 1984 arriva al vertice del SISMI colui che passa per un rinnovatore: è l
’amm. Fulvio Martini. Resterà in carica fino al febbraio del 1991 quando,
assieme al suo capo di stato maggiore, il gen. Paolo Inzerilli, finirà
travolto dalla vicenda di Gladio.
Parallelamente al Sisde si succederanno i prefetti Vincenzo Parisi
(1984-1987), che diventerà subito dopo capo della polizia e Riccardo Malpica
(1987-1991), che verrà poi condannato per lo scandalo dei fondi neri del
SISDE.
Il resto è storia recente. Gli uomini che siederanno ai vertici di SISMI e
SISDE nell’ultimo decennio sono, per fortuna del Paese, tutte o quasi figure
di scarso rilievo, ma, almeno all’apparenza, tutte dotate di saldo spirito
democratico.
I servizi segreti italiani sembrano aver scelto la linea del basso profilo:
forse servono a poco o a nulla. Ma almeno non fanno danni.
Anche se – bisogna aggiungere - trattandosi di apparati di sicurezza
(sicurezza di chi?) bisogna sempre stare attenti a non pronunciare mai una
parola definitiva.

(fonte principale: G. De Lutiis – Storia dei servizi segreti in Italia,
Editori riuniti, varie edizioni)

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