Cari confratelli,
proprio in questi giorni mi e' capitato un caso di morale, sul quale ho
qualche dubbio; qualcuno di voi potrebbe aiutarmi?
Un papa' ha un figlio tossicodipendente maggiorenne da poco entrato in
una comunita' di recupero. Questo stesso papa', volendo aiutare il
proprio figliolo, e' riuscito a trovare le passwords per leggere la sua
posta elettronica e ha letto alcuni messaggi. Mi ha chiesto poi se ha
fatto peccato facendo questo e come deve comportarsi per il futuro.
Gli ho risposto che , in analogia (ripeto, solo in analogia) con il
segreto proprio del sacramento della confessione, non deve fare uso dei
dati acquisiti al di fuori del problema droga.
Invece, considerando che il figlio ha accettato di entrare in una
comunita' terapeutica e quindi ha liberamente accettato di rinunciare,
per guarire, ad alcuni diritti delle persone comuni, si potrebbe
presumere anche il permesso di essere aiutato anche leggendo la posta, al
fine di essere isolato dal giro degli spacciatori. Tuttavia mi sono
riservato di studiare piu' a fondo la questione, chiedendo consiglio.
Mi potete dare un suggerimento?
In Jesu et Maria
Don Alfredo M. Morselli
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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!