Un nuovo orientamento per i cattolici no-global
di Piero Gheddo
[...] La contestazione dei "modelli di sviluppo" in cui viviamo e`
sacrosanta: la nostra societa` materialista, egoista e senza gioia, non
piace a nessuno; produce danni morali e sociali nei paesi ricchi e,
esportata in quelli poveri, rende piu` drammatico il ritardo storico di
due miliardi e piu` di uomini! Ma preoccupa il fatto che i No-Global
cristiani (o "New-Global" come ora si definiscono), senza dubbio animati
da buona volonta`, finiscono ancora una volta nel gorgo di un'ideologia
che tanti danni ha gia` prodotto nel Sud e nel Nord del mondo. Non basta
protestare: bisogna proporre un'alternativa credibile, che produca frutti
positivi. L'alternativa non puo` venire che dal Vangelo, non da una
supposta "analisi scientifica" di origine marxista-leninista-maoista.
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1 - Gesu` Cristo, il primo "globalizzatore"
Paolo VI nella Populorum Progressio (nn. 14, 15-16, 20-21, 41-42) e
Giovanni Paolo II nella Redemptoris Missio (n. 59) dicono: "Lo sviluppo
dell'uomo viene da Dio, dal modello di Gesu`
Uomo-Dio, e deve portare a Dio". Il primo "globalizzatore" dell'umanita`
e` stato Gesu` Cristo quando ha detto ai suoi Apostoli: "Andate in tutto
il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura". Si poteva obiettargli:
gli altri popoli hanno gia` le loro religioni e culture, perche' andare a
portargli la nostra verita`?
Quand'ero giovane pensavo che noi missionari portiamo il Vangelo "per
salvare le anime"; poi
mi sono accorto, girando il mondo dei poveri, che il Vangelo da` gli
stimoli giusti per la promozione umana e la purificazione delle culture,
prepara il Regno di Dio gia` su questa terra: Regno di pace, di amore, di
perdono, di giustizia, di solidarieta`.
La prima "globalizzazione" e` quella dei missionari, che non hanno atteso
l'Onu per interessarsi dei popoli poveri e per annunziare Cristo
salvatore e liberatore di tutti gli uomini e di tutti i popoli: questa
esperienza i No-Global la ignorano.
Perche' nel movimento di contestazione alla societa` globalizzata non si
riparte dal Vangelo,
dall'esperienza della Chiesa e dei missionari? Perche' si rimane legati
ad un'ideologia materialista che fa dipendere la promozione dell'uomo dal
denaro? Giovanni Paolo Il scrive nella Redemptoris Missio (n. 58): "Lo
sviluppo di un popolo non deriva primariamente ne' dal denaro, ne' dagli
aiuti materiali, ne' dalle strutture tecniche, bensi` dalla formazione
delle coscienze, dalla maturazione delle mentalita` e dei costumi.
E' l'uomo il protagonista dello sviluppo, non il denaro o la tecnica. La
Chiesa educa le coscienze rivelando ai popoli quel Dio che cercano, ma
non conoscono...". Questo corrisponde all'esperienza dei missionari, che
i No-Global (o New Global) ignorano.
A Genova, nell'analisi della miseria dei paesi poveri i No-Global
commettevano lo stesso errore
degli Otto Grandi che contestavano: analisi e soluzioni di tipo
materialista (capitalista o comunista non importa): aiuti economici,
Tobin Tax, prezzi materie prime, debito estero, medicinali
troppo cari contro l'Aids, commercio ineguale, multinazionali, ecc. Il
denaro ci vuole, ma lo sviluppo non viene "primariamente" dai soldi, come
dice il Papa. Oppure il Papa ha torto?
ottobre 2002 - ottobre 2003 anno del rosario
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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!