Nativita` di Maria
2003
Tra le molte celebrazioni in onore della Madre di Dio, che ingemmano
l'anno cristiano, questa della sua nativita` possiede un fascino
particolare: il fascino delle ricorrenze consuete, delle gioie familiari
che in ogni casa rasserenano il percorso abitualmente assillato e
appenato dell'esistenza.
E` in sostanza una festa di compleanno: il compleanno della nostra mamma;
<nostra>, cioe` del Signore Gesu` e di tutti noi che gli siamo fratelli.
La normalita` e la dimestichezza dell'occasione non ci distolgono pero`
dall'alta contemplazione del progetto pensato e voluto prima di tutti i
secoli per la nostra salvezza; progetto di cui l'evento oggi ricordato
pur nella sua usualita` e` elemento saliente.
Al contrario, in questa circostanza sentiamo crescere in noi
l'ammirazione e la gratitudine, proprio perche' abbiamo modo di vedere
una volta di piu` come <il disegno eterno che Dio ha attuato in Cristo
Gesu` nostro Signore> (Ef 3,11) raggiunga con naturalezza la nostra
ferialita`, e riesca ad assumere e ad avvalorare entro le sue finalita`
trascendenti le piccole realta` del nostro vivere.
L'arrivo di questa bambina ha senza dubbio rallegrato i cuori dei suoi
genitori e ha rischiarato di nuova luce l'ombra discreta della loro
dimora. Niente di piu` comune: avviene cosi` a ogni nascita, in ogni casa.
Ma noi adesso siamo in grado di valutare piu` adeguatamente quell'evento
e di renderci conto della sua assoluta eccezionalita`: noi abbiamo la
grazia di comprendere e di apprezzare con entusiasmo quanto in quel
giorno lontano era noto unicamente agli angeli e provocava all'euforia
solo le schiere celesti.
La nostra allegrezza e` percio` meglio motivata della felicita` di quella
buona famiglia di ebrei. Noi conosciamo, oltre la modestia del fatto
umanamente percepibile, la sua verita` piu` profonda e decisiva: venendo
alla luce, quella bimba ha impreziosito l'universo e ha dato il via alla
rivincita del Creatore. Nella vicenda mondana finalmente, dopo tante
delusioni e tanti smarrimenti, e` comparso il segno di una fondata
speranza: un segno di risurrezione e di ripresa, che non poteva esserci
offerto in forma piu` semplice, piu` persuasiva, piu` dolce.
Con la venuta alla vita di questa figlia di Giacobbe - una venuta senza
clamore e senza gloria - e` apparso davvero sulla scena cosmica qualcosa
di nuovo. Nella grigia e a tratti fosca catena di gente comune e tutta
piu` o meno inquinata (di cui la pagina evangelica ci ha riferito i nomi
piu` rappresentativi e piu` noti) viene introdotto, per cosi` dire, un
anello diverso, un anello intatto e candido: a questo anello l'Unigenito
del Padre potra` agganciarsi senza contaminazione e senza ignominia per
inserirsi nella nostra storia meschina e contaminata.
***
Non e` che questa discendente di Eva non appartenga a pieno titolo alla
nostra progenie di peccatori, e dunque a una progenie intrinsecamente
anelante alla salvezza. Non e` che non avesse anche lei necessita` di
essere sottratta all'universale onda malefica, da parte del <Dio suo
Salvatore> (cfr. Lc 1,47): e` stata, casomai, sottratta di piu`,
riscattata piu` radicalmente, perche' in lei la triste eredita` di Adamo
e` stata annullata fin dal primo istante, dall'istante della sua
concezione: <sublimiori modo redempta>, secondo la felice espressione del
beato Pio IX.
Maria e` totalmente assimilata a noi, che abbiamo tutti l'urgenza di
essere come lei tratti a salvezza da un'invincibile energia di bene,
mossa da una insperata misericordia.
Ma e` anche ben diversa da tutti noi, perche' nessuno e` come lei
estraneo e remoto da ogni traccia di colpa. Percio` nessuno puo` misurare
come lei la tristezza del peccato, la sua rovina e la sua sventura.
Appunto perche' ha potuto amare il Signore con tutto l'impeto e la
passione di un cuore innocente, nessuno piu` di lei ha provato sofferenza
per tutte le offese recate al Dio che <ha tanto amato il mondo da dare il
suo Figlio unigenito> (cfr. Gv 3,16).
Non fatichiamo certo a immaginare con quanto struggimento nella sua vita
terrena Maria sentiva trafitto il suo cuore innocente e gonfio d'affetto
per il suo Signore, ogni volta che si imbatteva in quelle trasgressioni e
in quelle infedelta` che tanto frequentemente avviliscono i giorni
dell'uomo.
Cosi` il Dio d'Israele nelle stagioni della sua esistenza nascosta
con queste trafitture l'andava preparando alla sua singolare
partecipazione al mistero della croce e alla redenzione dell'intera
famiglia umana.
* * *
Oltre a essere il primo segno della potenza redentiva di Cristo, Maria e`
anche, come gia` s'e` detto, il segno piu` dolce della speranza umana.
Oserei dire che e` segno di speranza non solo per coloro che si sforzano
di servire e amare Dio con tutto il cuore, ma anche di coloro che in
un'ora di buio interiore sono fuggiti dalla casa paterna e sono andati in
una regione lontana, forse piu` lontana di quella dove il figlio
spendaccione della parabola si era ridotto a fare il custode di porci.
Forse essi non avvertono il coraggio di dire: <Mi alzero` e tornero` dal
Padre>, anche perche' intuiscono che le preghiere a Dio non sono mai
senza impegno, almeno l'impegno di cominciare a cambiare. E non ne hanno
ancora la forza.
A loro e` piu` facile rivolgersi a Maria, che nel piano della Provvidenza
e` stata stabilita come il dono aurorale di un'assoluta e preveniente
misericordia. Anche le implorazioni che la consuetudine cristiana e la
liturgia rivolgono a lei non citano impegni e non pongono condizioni:
sono pure e semplici aspirazioni verso la sua bonta` materna: <Prega per
noi peccatori...A te sospiriamo in questa valle di lacrime...Sotto la tua
protezione cerchiamo rifugio>. La Vergine benedetta non mette condizioni,
non ammonisce: si riserva solo la parte, che e` propria delle madri, di
comprendere, di amare e di aiutare.
Ma appena ha tra le mani l'esile filo della speranza umana, con quel filo
riesce a sollevare tutti dal fango e ad attrarli al cielo.
ottobre 2002 - ottobre 2003 anno del rosario
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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!