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P. De Ravignan S.J. - essere sempre contento - 2 (fine)   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #3543 di 3675 |
Desideriamo ardentemente questo tesoro, domandiamolo con insistenza,
ricerchiamolo con tutte le forze dell'anima nostra. Si`, e` un vero
tesoro, che non puo` aver altro principio se non la grazia: poiche' se
c'e` qualcosa di soprannaturale al mondo, e` proprio la gioia dello
spirito nella sofferenza.
Nostro Signore ha voluto darcela, con il Suo Spirito. Chiediamogliela,
cerchiamola momento per momento: che ogni mattina una delle nostre prime
preghiere domandi questo dono del cielo. O mio Dio, dammi di esser sempre
contento di Te!
Sì; sorelle, se al primo momento della giornata - quando, per cosi` dire,
si riprende vita - un'anima religiosa facesse a Dio questa preghiera,
insieme con il Laudate Dominum per benedire il Signore di tutto quello
che succedera` durante il giorno, nell'abbandono alla Sua provvidenza,
quali progressi non farebbe! Quest'anima avanzerebbe rapidamente nella
perfezione, acquisterebbe ben presto quella gioia spirituale che e` la
sorgente della calma, della pace, della felicita`, dell'unione col
Signore. Bisogna quindi esser contenti di tutto. Senza dubbio non e`
facile, e qualche volta sembra impossibile. Non e` piacevole, lo so,
stare in un letto di dolore un mese, due mesi: si e` li` impotenti,
incapaci, prostrati in un abbattimento fisico e talvolta spirituale. Non
importa, tutto questo e` buono, molto buono, e bisogna esser contenti
nonostante tutto, nonostante se stessi.
Questa gioia e` la migliore mortificazione, il miglior rinnegamento di
se', perche' si e` portati ad esser contenti di se' e per se', mentre per
questa gioia divina ci si mette da parte, per gioire in Dio e per Dio.
Ma per ottenere la gioia dello spirito, bisogna cooperare con la grazia;
non si tratta semplicemente di attenderla dal cielo come uno dei suoi
raggi di luce e di consolazione che di tanto in tanto discendono nella
nostra anima; si tratta di una vera virtu`, per acquistare la quale
occorre la cooperazione della nostra volonta`. E` necessario, giorno per
giorno, essere determinati a rallegrarsi, nonostante tutto. Questa
volonta` consistera` soprattutto in un atto di fede. Si`, Signore, credo
nella Tua bonta`, credo nella Tua misericordia, voglio crederci
nonostante la ripugnanza, la resistenza, la ribellione della mia natura:
credo, voglio credere. Si prega con o senza gioia, ma si prega: poi ci si
leva, e ci si abbandona a questa gioia dello spirito, qualsiasi amarezza
vi si possa trovare.
Chiediamo dunque al Signore questa grazia sovraeminente della gioia dello
spirito. Chiediamola senza stancarci: tutta la nostra vita deve essere
una domanda di tale grazia. E poi, abbiamo la costante volonta` di
ottenerla, di credere sempre che siamo nello stato migliore, poiche' Dio
ci ha posti in esso.
Quanto ai particolari dell'attuazione di tutto cio`, il Signore stesso ce
li insegnera`; ci si puo` tuttavia aiutare con le esortazioni e gli
esempi dei Santi.
Una delle cose piu` importanti nella vita religiosa, nella vita
interiore, e` di prendere la propria via e, dimenticando quello che e`
indietro, slanciarsi in avanti come il corridore nella corsa. "Correte al
combattimento, ci dice San Paolo, con la pazienza". Ma, e` chiaro, per
correre, occorre fare un movimento, occorre gettarsi in avanti,
slanciarsi.
E` la stessa cosa nella vita interiore. Dunque, con la lotta per la
sofferenza correte, si`, lanciatevi in avanti, affrontate il
combattimento per mezzo della pazienza. Perche'? Perche' Dio lo vuole,
perche' Dio vi chiama,vi sostiene, vi aspetta. Andate, andate avanti,
coraggio! Esitate forse, resistete, guardate indietro? Attenti, voi
indietreggiate, voi vi date al demonio.
Ma quali sono gli ostacoli alla gioia dello spirito e al nostro procedere
spirituale? Uno dei piu` pericolosi e` la facilita` e la molteplicita`
dei nostri ragionamenti e dei nostri ritorni su noi stessi: abitudine
detestabile, da cui non puo` venir che male. Il risultato costante di
queste moltiplicate riflessioni su noi stessi e` una piu` grande
debolezza.
Se, invece, si lascian da parte tutte le ricerche dell'amor proprio; se
si getta il proprio cuore, per quanto sia desolato, nella preghiera,
contro ogni sfiducia e ogni abbattimento e si riposa cosi` nel Signore,
ecco che si ritrova in Lui la gioia dello spirito: tutto il resto non
puo` che turbarla.
Gettiamoci in avanti, siamo folli per esser saggi. Un folle non ragiona.
"Meno sarete ragionatori, diceva Fe'ne'lon, piu` sarete ragionevoli". Per
arrivare a vivere di preghiera - vita che deve esser lo scopo dei nostri
sforzi costanti - e` necessario piegare la propria anima verso questa
gioia.
E` impossibile non pensare, non aver desideri: ma quando ci si accorge
che ci si sta abbandonando sia a dei ritorni su se stessi, sia a dei
pensieri che a dei desideri inutili, bisogna - con la maggior
immediatezza e continuita` possibile - cambiare in preghiera i movimenti
dell'anima.
Una carmelitana deve, per cosi` dire, trasformarsi in preghiera, essere
una preghiera. Si`, essa deve levarsi senza interruzione come il fumo
dell'incenso che sale sempre a Dio, come gli Angeli della scala
misteriosa, che salivano e scendevano senza sosta. Questo non e`
d'impedimento a nessuna occupazione necessaria, ma solo all'abuso del
proprio spirito. Questo portera` alla gioia dell'anima.
Ebbene, volgiamoci dunque verso Dio, verso la croce del Salvatore e
diciamo: tutto e` bene. Noi non siamo piu` di questo mondo, noi siamo
morti, e non possiamo riprender vita, la vera vita, che attraverso la
gioia dello spirito.

P. DE RAVIGNAN S.J. (Ý 1858)

(Traduzione di Lina Nicoletti)

* Questo discorso, pieno di sapienza e di esperienza, fu tenuto nel 1857
dal celebre predicatore di Nótre-Dame alle Carmelitane di Parigi, quando
ammalato e vecchio stava preparandosi alla morte. Il testo e` stato
ricavato dalle note prese dalle diligenti ascoltatrici e fu pubblicato
insieme con la "Dernière Retraite du P. De Ravignan". La nostra
traduzione e` stata fatta sulla settima edizione pubblicata a Parigi da
Te'qui nel 1933.

** Testo tratto da: La gioia cristiana, numero speciale della Rivista di
Ascetica e Mistica, Firenze 1957, pp. 104-108.

ottobre 2002 - ottobre 2003 anno del rosario


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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!




Lun 22 Set 2003 9:12 am

sacerdos58
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Inoltra Messaggio #3543 di 3675 |
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