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La resurrezione di Gesù secondo Gibson   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #3620 di 3675 |
La resurrezione di Gesù secondo Gibson


Dopo la lunga contemplazione della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo ‹
non si può altro che chiamare così il film di Gibson ‹ il regista cattolico
offre allo spettatore anche l'interpretazione della resurrezione di Gesù. Si
tratta di pochi, intensi e significativi fotogrammi.
La sceneggiatura della resurrezione è sempre rischiosissima, perché nessuno
era presente il mattino di Pasqua dentro il santo sepolcro e quindi non è
possibile ricostruire con esattezza ciò che è avvenuto.
Tuttavia, come ha detto Giovanni Paolo II qualche anno fa, "non si può
interpretare la Resurrezione di Gesù astraendo dall'ordine fisico" (Udienza
generale del 25 gennaio 1989). La resurrezione non è solo un'affermazione di
fede, ma è anche un evento storico, che ha il suo "terminus a quo" ben
radicato nella storia: il corpo inanimato di Gesù ‹ unito alla divinità ‹
che giaceva, avvolto nei lini funebri, in una tomba. A questo corpo, in un
certo istante del tempo proprio della storia umana, si è riunita l'anima: ci
troviamo anche ­ sebbene non solo ­ nell'ordine fisico, quindi in qualcosa
di rappresentabile, qualcosa che si può cercare di rappresentare con
verosimiglianza storica e non solo simbolicamente.
Ma come rappresentare ciò che nessuno ha mai visto? Gibson ci offre una
scena in cui le bende si afflosciano su se stesse e un uomo cammina con ben
visibili ancora il segno delle ferite della passione. Per quanto riguarda
quest'ultimo aspetto si tratta di vangelo puro: "Perché siete turbati, e
perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi:
sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come
vedete che io ho" (Lc 24,38-39) "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani;
stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma
credente!" (Gv 20,27)
Per quanto riguarda invece le bende che si afflosciano, Gibson segue una
traduzione di Gv 20, 6-8 meno nota ma grammaticalmente ben fondata.
Confrontiamo il testo della CEI, a cui siamo abituati, con un'altra
possibilità di traduzione:

Bibbia CEI: " Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel
sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto
sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora
entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide
e credette.

Altra possibilità: "... e osservò i pannilini giacenti (appiattiti) e il
sudario, che era stato posto sul capo di Lui, non afflosciato
indistintamente insieme ai pannilini (oppure: giacente, non un tutt'uno coi
pannilini, ma per conto suo), rimasto riavvolto nella stessa ubicazione (in
cui era stato avvolto). Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto
per primo al sepolcro, e vide e credette".

Vediamo la differenza tra le due traduzioni. Sul capo di Gesù era stato
messo un sudario (infatti il volto di Gesù era molto sfigurato); secondo la
prima e più comune traduzione Giovanni e Pietro vedono il sudario ripiegato
in un luogo a parte rispetto alla sindone; invece, secondo l'altra ipotesi,
i due apostoli vedono i panni riavvolti su se stessi e, all'interno della
sindone, nella stessa ubicazione in cui era stato avvolto (cioè in
corrispondenza del capo di Gesù), il sudario.
Questo rinvenimento esclude l'ipotesi del furto del cadavere di Gesù, già
sospettato da Maria Maddalena (Gv 20,2: "Hanno portato via il Signore dal
sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!"); infatti sarebbe stato
impossibile ricomporre artificialmente i lini in maniera tale da lasciare
ripiegato il sudario all'interno della sindone, e per giunta in
corrispondenza del volto.
Il ritrovamento dei lini ripiegati su se stessi in questo modo ‹ proprio
perché cosa impossibile a ricostruirsi artificialmente ‹, fece sì che Pietre
e Giovanni credessero alla resurrezione ed escludessero l'ipotesi di furto,
avanzata molto ragionevolmente da Maria Maddalena e temuta dai discepoli:
che cosa ci sarebbe stato di meglio per il Sinedrio che far rubare il Corpo
di Gesù e ‹ una volta che gli apostoli avessero ritrovato il sepolcro vuoto
e avessero detto "È risorto" ‹ mostrare il cadavere dicendo "Eccolo qui il
vostro risorto!"
Da un punto di vista puramente grammaticale, forse non ci sono prove
decisive per scegliere la seconda traduzione rispetto alla più consueta
(sono entrambe possibili). Ma la coerenza interna del racconto (il timore
del furto che viene escluso e il fatto di credere dopo aver visto i lini
ripiegati) propende nettamente a favore di questa seconda ipotesi: solo
questa infatti dà ragione del fatto che, storicamente ‹ tutto d'un tratto ‹,
svanisce dal cuore degli apostoli la paura del ragionevolmente temuto furto
del cadavere; e ciò coincide con l'impossibilità da parte del sinedrio di
produrre il corpo di Gesù.
E mentre le menti dei primi compagni del Signore sono liberate dal timore
del furto del corpo del loro Maestro, il sinedrio spiazzato è costretto a
"montare" quella "diceria" che "si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi"
(Mt 28,16), ovvero il furto del cadavere da parte dei discepoli.
Non e pensabile a un furto con destrezza (una guardia armata romana non può
non accorgersi della manomissione del sepolcro: ci sarebbe voluta
l'anestesia totale dei soldati): non c'è traccia poi di colluttazione o di
furto con violenza (ogni minimo indizio in questo senso sarebbe stato un
argomento a favore del sinedrio).
Il sinedrio spiazzato si è trovato costretto a formulare la ridicola accusa
del furto: ai soldati della guardia non conveniva raccontare della
resurrezione o di fatti misteriosi, rischiando così la pena di morte
(sarebbe stato facile accusare i soldati: "Eravate ubriachi e così vi siete
inventati la storia della resurrezione...". Conveniva loro piuttosto
accettare la di essere corrotti, perché, se fossero stati processati,
avrebbero rischiato la condanna a morte: era meno rischioso tacere e non
essere processati. Anche al Sinedrio non conveniva far processare i soldati,
per evitare che al processo questi parlassero di resurrezione, con gran
clamore tra il popolo. Se era stato facile far condannare Gesù perché era
ebreo, sarebbe stato difficile far condannare dei soldati romani. I
responsabili morali dell'uccisione di Gesù furono dunque costretti a
scegliere la soluzione meno clamorosa, il silenzio accompagnato dalla
calunnia.
Le bende funebri di Gesù, perfettamente intatte e ripiegate, confortano la
nostra fede e smentiscono ogni falsità sulla resurrezione del nostro
Salvatore: Mel Gibson non è solo dunque il regista della Passione di Cristo,
ma anche della Sua credibilissima Resurrezione.



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Mar 27 Apr 2004 8:50 pm

sacerdos58
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Inoltra Messaggio #3620 di 3675 |
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Sacerdos
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27 Apr 2004
8:51 pm
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