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B. Giovanni XXIII - Inde a primis   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #3625 di 3675 |
Carissimi, comincia il mese del Preziosissimo Sangue
Spero farvi cosa gradita inviandovi questa bella lettera del beato Giovanni
XXIII - Don Alfredo

lettera apostolica "Inde a primis"

Venerabili Fratelli, Salute e Apostolica Benedizione!
Piu` volte ci e` accaduto fin dai primi mesi del Nostro servizio
pontificale, e la parola fu sovente precorritrice ansiosa ed
innocente del Nostro stesso sentimento, di invitare i fedeli in materia di
devozione viva e quotidiana a volgersi con ardente
fervore verso l'espressione divina della misericordia del Signore sulle
singole anime, sulla sua Chiesa e sul mondo intero, di cui
Gesu` resta il redentore ed il Salvatore. Vogliamo dire la devozione al
Preziosissimo Sangue.
Questa devozione ci fu istillata nello stesso ambiente domestico in cui
fiori` la nostra fanciullezza, e tuttora ricordiamo con viva
emozione la recita delle Litanie del Preziosissimo Sangue che i nostri
vecchi facevano nel mese di luglio.
Memori della salutare esortazione dell'Apostolo: "Badate a voi; badate al
gregge in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha
costituito vescovi per pascere la Chiesa di Dio, acquistata da lui col
proprio sangue", crediamo, o Venerabili Fratelli, che tra le
sollecitudini del Nostro universale ministero pastorale, dopo la vigilanza
sulla sana dottrina, debba avere un posto di privilegio
quella che riguarda il retto svolgimento e l 'incremento della pieta`
religiosa, nelle manifestazioni del culto liturgico e privato. Ci
sembra pertanto particolarmente opportuno richiamare l'attenzione dei nostri
diletti figli sul nesso indissolubile che deve unire le
due devozioni, gia` tanto diffuse in seno al popolo cristiano, cioe` al Nome
Santissimo di Gesu` e al suo Cuore Sacratissimo, quella
che intende onorare il Sangue preziosissimo del Verbo incarnato, "sparso per
molti in remissione dei peccati".
Se, infatti, e` di somma importanza che tra il Credo cattolico e l'azione
liturgica della Chiesa regni una salutare armonia, poiche'
"Lex credendi legem statuat supplicandi", e non siano mai consentite forme
di culto che non scaturiscano dalle sorgenti purissime
della vera fede, e` giusto altresi` che fiorisca una simile armonia tra le
varie devozioni, in modo che non vi sia contrasto o
dissociazione tra quelle che sono stimate come fondamentali e piu`
santificanti, ed in pari tempo sulle devozioni personali e
secondarie abbiano il primato nella stima e nella pratica quelle che meglio
attuano l'economia dell'universale salvezza operata
dal "solo Mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesu` uomo, colui che diede
se stesso prezzo di riscatto per tutti". Movendosi in
questa atmosfera di retta fede e di sana pieta`, i credenti sono sicuri di
"sentire cum Ecclesia", ossia di vivere in comunione di
preghiera e di carita` con Gesu` Cristo, fondatore e Sommo Sacerdote di
quella sublime religione, che da lui trae, col nome, ogni
sua dignita` e valore. Se diamo ora un rapido sguardo ai mirabili
progressi che la Chiesa Cattolica ha operato nel campo della
pieta` liturgica, in salutare consonanza con lo sviluppo della sua fede
nella penetrazione delle verita` divine, e` indubbiamente
consolante il costatare che nei secoli a noi piu` vicini non sono mancati da
parte di questa Apostolica Sede chiari e ripetuti
attestati di consenso e di incoraggiamento, per tutte e tre le devozioni
sopra menzionate: devozioni che furono praticate fin dal
medioevo da molte anime pie e furono poi diffuse in varie Diocesi, Ordini e
Congregazioni religiose, ma che attendevano dalla
Cattedra di Pietro il suggello dell'ortodossia e dell'approvazione per la
Chiesa universale.
Ci basti ricordare che i Nostri Predecessori fin dal secolo XVI hanno
arricchito di spirituali favori la devozione al Nome Santissimo
di Gesu`, di cui si era fatto nel secolo precedente apostolo infaticabile,
in Italia, San Bernardino da Siena. In onore di questo
Santissimo Nome furono anzitutto approvati l'Ufficio, la Messa, ed in
seguito le Litanie. Ne' meno insigni furono i privilegi
concessi dai Romani Pontefici al culto verso il Cuore Sacratissimo di Gesu`,
nella cui ammirabile propagazione tanta parte hanno
avuto le rivelazioni fatte dal Sacro Cuore a Santa Margherita Maria
Alacoque.
E cosi` alta e unanime e` stata la stima dei Sommi Pontefici verso questa
devozione, che essi si compiacquero di illustrarne la
natura, difenderne la legittimita`, inculcarne la pratica con molti atti
ufficiali, cui hanno posto coronamento tre importanti
Encicliche su questo argomento.
Ma anche la devozione al Sangue Preziosissimo, di cui e` stato propagatore
ammirabile nel secolo scorso il sacerdote romano San
Gaspare del Bufalo, ebbe il meritato consenso e il favore di questa Sede
Apostolica. Giova infatti ricordare che per ordine di
Benedetto XlV furono composti la Messa e l'Ufficio in onore del Sangue
adorabile del Salvatore divino; e che Pio IX, a
soddisfazione di un voto fatto a Gaeta, ne volle estesa la festa liturgica
alla Chiesa universale. Fu infine Pio Xl, di felice
memoria, che a ricordo del XlX Centenario della Redenzione, elevo` la
suddetta festa a rito doppio di prima classe, affinche' dalla
accresciuta solennita` liturgica piu` intensa si facesse la devozione stessa
e piu` copiosi si riversassero sugli uomini i frutti del
Sangue redentivo.
Seguendo pertanto l'esempio dei Nostri Predecessori, allo scopo di favorire
ulteriormente il culto verso il Sangue prezioso
dell'Agnello immacolato Cristo Gesu`, ne abbiamo approvate le Litanie,
secondo l'ordine compilato dalla Sacra Congregazione dei
Riti, incoraggiandone altresi` la recita in tutto il mondo cattolico; sia in
privato che in pubblico, con l'elargizione di speciali
indulgenze.
Possa questo nuovo atto della "cura di tutte le Chiese", propria del Supremo
Pontificato, in tempi di piu` gravi ed urgenti bisogni
spirituali, risvegliare nell'animo dei credenti la convinzione del valore
perenne, universale, sommamente pratico delle tre
devozioni sopra elogiate.
Nell'approssimarsi percio` della festa e del mese dedicati al culto del
Sangue di Cristo, prezzo del nostro riscatto, pegno di
salvezza e di vita eterna, ne facciano i fedeli l 'oggetto di piu` devote
meditazioni e di piu` frequenti comunioni sacramentali.
Riflettano essi, illuminati dai salutari insegnamenti che promanano dai
Libri Sacri e dalla dottrina dei Padri e Dottori della Chiesa,
al valore sovrabbondante, infinito, di questo Sangue veramente
preziosissimo, "cuius una stilla salvum facere totum mundum
quit ab omni scelere", come canta la Chiesa con l'Angelico Dottore, e come
ha sapientemente confermato il Nostro Predecessore
Clemente Vl. Che', se infinito e` il valore del Sangue dell'Uomo-Dio ed
infinita e` stata la carita` che lo spinse ad effonderlo fin dal

giorno ottavo della sua nascita e poi con sovrabbondanza nell'agonia
dell'orto, nella flagellazione e coronazione di spine, nella
salita al Calvario e nella Crocifissione, e infine dalla ampia ferita del
costato, a simbolo di quello stesso Sangue divino che scorre
in tutti i Sacramenti della Chiesa, e` non solo conveniente ma sommamente
doveroso che ad esso siano tributati omaggi di
adorazione e di amorosa riconoscenza da parte di tutti i rigenerati nelle
sue onde salutari.
E al culto di latria, da rendersi al Calice del Sangue del Nuovo Testamento,
soprattutto nel momento della sua elevazione nel
sacrificio della Messa, e` quanto mai decoroso e salutare che tenga dietro
la Comunione con quel medesimo Sangue,
indissolubilmente unito al Corpo del Salvatore nostro nel sacramento
dell'Eucaristia. In unione allora col Sacerdote celebrante, i
fedeli potranno con piena verita` ripetere mentalmente le parole che egli
pronuncia nel momento della Comunione: "Calicem
salutaris accipiam et nomen Domini invocabo... Sanguis Domini Nostri Jesu
Christi custodiat animam meam in vitam aeternam.
Amen" In tal modo i fedeli, che vi si accosteranno degnamente, percepiranno
piu` abbondanti i frutti di redenzione, di risurrezione
e di vita eterna, che il Sangue sparso da Cristo "per impulso dello Spirito
Santo" ha meritato al mondo intero. E nutriti del Corpo
e del Sangue di Cristo, resi partecipi della sua vita divina che ha fatto
sorgere legioni di martiri, essi andranno incontro alle lotte
quotidiane, ai sacrifici, sino al martirio, se occorre, in difesa della
virtu` e del regno di Dio, sentendo in se medesimi quell'ardore
di carita`, che faceva esclamare a san Giovanni Crisostomo: "Partiamo da
quella Mensa come leoni spiranti fiamme, divenuti
terribili al demonio, pensando chi sia il nostro Capo, e quanto amore abbia
avuto per noi... Questo Sangue, se degnamente
ricevuto, allontana i demoni, chiama presso di noi gli angeli, e lo stesso
Signore degli angeli... Questo Sangue, versato, purifica

tutto il mondo... Questo e` il prezzo dell'universo, con questo Cristo
redime la Chiesa... Tale pensiero deve frenare le nostre
passioni. Fino a quando, infatti, rimarremo attaccati al mondo presente?
Fino a quando rimarremo inerti? Fino a quando
trascureremo di pensare alla nostra salvezza? Riflettiamo sui beni che il
Signore si e` degnato di concederci, siamone grati,
glorifichiamolo non solo con la fede, ma anche con le opere ".
Oh! se i cristiani riflettessero piu` sovente al paterno monito del primo
papa: "Vivete con timore nel tempo del vostro
pellegrinaggio; ben sapendo che non a mezzo di cose corruttibili, quali l
'oro e l 'argento, siete stati riscattati... ma col prezioso
Sangue di Cristo, dell'Agnello immacolato e incontaminato!"; se porgessero
essi piu` sollecito ascolto all'esortazione dell'Apostolo
delle genti: "Siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Iddio,
e portatelo nel vostro corpo!". Quanto piu` degni, piu`
edificanti sarebbero i loro costumi; quanto piu` salutare per l 'umanita`
intera la presenza nel mondo della Chiesa di Cristo! E se
tutti gli uomini assecondassero gli inviti della grazia di Dio, che li vuole
tutti salvi, perche' ha voluto che tutti fossero redenti dal
Sangue del suo Unigenito e tutti chiama a essere membri di un solo mistico
Corpo, di cui Cristo e` il Capo, quanto piu` fraterni
diverrebbero i rapporti tra gli individui, i popoli, le nazioni; quanto piu`
pacifica, piu` degna di Dio e dell'umana natura, creata a
immagine e somiglianza dell'Altissimo, risulterebbe la sociale convivenza.
E` alla contemplazione di questa sublime vocazione
che san Paolo invitava i fedeli provenienti dal popolo eletto, tentati di
pensare con nostalgia e un passato che era stato soltanto
una pallida figura e il preludio della Nuova Alleanza: "Voi vi siete
accostati al monte Sion e alla citta` di Dio vivente, alla
Gerusalemme celeste, e alle miriadi di angeli, adunata assemblea dei
primogeniti iscritti nei cieli, a Dio giudice, e agli spiriti dei
giusti arrivati alla perfezione, e a Gesu` mediatore del Nuovo Patto, e al
Sangue della aspersione, che parla meglio di quello di
Abele ". Pienamente fiduciosi, o Venerabili Fratelli, che queste Nostra
paterne esortazioni, rese note da voi nel modo che
crederete piu` opportuno al Clero e ai fedeli a voi affidati, non solo
volentieri saranno salutarmente attuate, ma altresi` con fervido
zelo, in auspicio delle grazie celesti e in pegno della Nostra particolare
benevolenza, con effusione di cuore impartiamo la
Benedizione Apostolica a ciascuno di voi e a tutti i vostri greggi, e in
modo particolare a coloro che risponderanno generosamente
e piamente al Nostro invito.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 30 giugno 1960,
vigilia della Festa del Preziosissimo Sangue di N.S.G.C.,
anno secondo del Nostro Pontificato.

Papa Giovanni XXIII


In Jesu et Maria

Sac. Alfredo M. Morselli



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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!




Gio 1 Lu 2004 9:37 pm

sacerdos58
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Inoltra Messaggio #3625 di 3675 |
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Carissimi, comincia il mese del Preziosissimo Sangue Spero farvi cosa gradita inviandovi questa bella lettera del beato Giovanni XXIII - Don Alfredo lettera...
Sacerdos
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1 Lu 2004
9:37 pm
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