CAPITOLO II
Di quale mezzo Dio si è servito per ispirare questa divozione
Il Beato P. de la Colombière d. C. d. G. fu uno dei primi di cui Dio sì
servì per indurre i fedeli a questa divozione. Questo gran servo di Dio fu
ancor più illustre per la sua gloriosa qualità di Confessore di G. C. in
Inghilterra, che per quella di predicatore di S. A. R. la duchessa di York.
poi regina d'Inghilterra; rinomato a ragione per i suoi libri nei quali ha
saputo così bene unire la sodezza al garbo e questo all'unzione, ma più
stimato ancora per quella virtù sublime a cui s'era obbligato con voto
espresso di tendere senza posa, e a cui giunse in breve tempo, destando
l'ammirazione di tutti quelli che lo conobbero ed anche degli eretici.
Questo gran servo di Dio, dico, concepì subito una sì giusta idea della
sodezza ed importanza di questa divozione, ricevette da Dio dei favori sì
grandi mediante la pratica di questi santi esercizi, da credersi obbligato a
non trascurare nulla per render pubblico un tesoro che appartiene a tutti, e
che tuttavia la maggior parte ignora. Ecco ciò che aveva scritto nel diario
dei suoi Ritiri spirituali, fatti a Londra e pubblicati dopo la sua, morte:
«Terminando, egli dice, questi Esercizi, pieno di fiducia nella misericordia
del mio Dio, mi son fatto un obbligo di promuovere con tutte le forze
possibili l'esecuzione di, ciò che mi fu comandato dal mio adorabile
Maestro, in riguardo al suo prezioso Corpo nel SS. Sacramento
dell'altare,dove lo credo veramente e realmente presente... Ricolmo di
dolcezze che io posso gustare e ricevere dalla misericordia del mio Dio,
senza poterlo spiegare... ho compreso che Dio voleva ch'io lo servissi,
procurando il compimento dei suoi desideri circa la divozione ch'Egli ha
suggerito ad una persona a cui si rivela con grandissima famigliarità, e per
cui mezzo ha voluto servirsi della mia debolezza. L'ho già suggerita a molte
persone in Inghilterra e ne ho scritto anche in Francia, dove ho pregato un
amico a farla entrare nel luogo dov'egli si trova; essa vi sarà molto utile,
e il gran numero d'anime privilegiate che si trovano in quella Comunità mi
fa sperare che la detta pratica in quella santa casa sarà gratissima a Dio.
Oh, perchè non posso, o mio Dio, essere dapertutto per divulgare ciò che voi
attendete dai vostri servi ed amici? Essendosi dunque Iddio manifestato alla
persona che si ha motivo di credere che sia secondo il Cuor suo, per le
grandi grazie che le ha fatte, essa se ne aprì con me ed io le imposi di
scrivere ciò che mi aveva detto e che io stesso ben volentieri ho riportato
nel diario dei miei Esercizi, perchè Dio nell'esecuzione di questo disegno
vuole servirsi delle mie deboli forze.
«Mentre me ne stavo dinanzi al SS. Sacramento un giorno della sua ottava,
così quest'anima santa, io ricevetti dal mio Dio alcune grazie eccessive
dell'amor suo: e mentre io ardevo dal desiderio di contraccambiarlo
rendendogli amore per amore, Egli mi disse: ‹ Tu non puoi darmene un
contraccambio maggiore che facendo ciò che già più volte t¹ho chiesto ‹ e
scoprendo il suo Cuore divino: ‹ Ecco, (disse) quel Cuore che ha tanto amato
gli uomini, che nulla ha tralasciato fino a esaurirsi e consumarsi per
mostrare l'amor suo verso di loro; e per riconoscenza io non ricevo dai più
che ingratitudini con disprezzi, irriverenze, sacrilegi e freddezze, che
hanno per me in questo Sacramento d'amore! Ma ciò ch'è ancor più doloroso,
chi mi tratta così sono proprio dei cuori a me consacrati! Perciò ti chiedo
che il primo venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini sia dedicato a una
festa speciale per onorare il mio Cuore, tributandogli una riparazione
d'onore con un'ammenda onorevole, comunicandosi in tal giorno per riparare
le offese ch'Egli ha ricevuto nel. tempo ch'è stato esposto su gli altari.
Io poi ti prometto che il mio Cuore si dilaterà per diffondere in abbondanza
gli influssi del suo amore divino su quelli che gli renderanno questo onore.
« ‹ Ma Signore, a chi vi rivolgete voi? ‹ gli rispose questa persona ‹ a una
creatura tanto misera e povera peccatrice, che per la sua stessa indegnità
sarebbe anche capace di ostacolare il compimento del vostro disegno? Avete
tante anime generose per eseguirlo! Š
« ‹ E non sai, tu, povera innocente, che io, per confondere i forti mi servo
dei soggetti più deboli? Che di solito proprio sui più piccoli e poveri di
spirito io dimostro la mia potenza, affinchè essi non attribuiscano niente a
se medesimi?
« ‹ Datemi dunque il modo, gli dissi, di fare ciò che mi comandate.
«Allora Egli soggiunge: ‹ Rivolgiti al mio servo N. N. (il. P. de la
Colombière) e digli a nome mio che faccia il possibile per diffondere questa
divozione e di appagare il Mio Cuore divino. Non si scoraggi punto per le
difficoltà alle quali andrà incontro, chè non gli mancheranno; ma sappia che
è onnipotente chi, diffidando pienamente di sè. confida soltanto in me ».
Il P. de la Colombière, che aveva un discernimento finissimo, non era uomo
da credere con facilità a qualsiasi cosa, ma aveva delle prove troppo
evidenti dell'alta e soda virtù della persona che gli parlava, per temere in
lei la minima illusione; perciò si diede subito al ministero che Dio gli
aveva affidato; ma per adempirlo con ogni sodezza e perfezione volle
cominciar da se stesso, e prima fece la sua consacrazione intera al S. Cuore
di Gesù, offrendogli tutto quello che stimò essere in sè capace d'onorarlo e
di fargli piacere; e le grazie straordinarie che ricevette da questa pratica
lo confermarono ben presto nell'idea-che s'era fatta dell'importanza e della
solidità di tale divozione. Così non appena egli ebbe considerato i
sentimenti tenerissimi di Gesù verso di noi nel santo Sacramento, dove il
Suo Sacro Cuore arde perennemente d'amore per gli uomini, e sta sempre
aperto per diffondere su loro ogni sorta di grazie e di benedizioni, non
potè rappresentarsi, senza gemere, gli oltraggi orribili che Gesù vi riceve
da sì lungo tempo dalla malizia degli eretici e dallo strano disprezzo, che
la maggior parte dei Cattolici ha per Gesù in questo augusto Sacramento.
Questo oblio, questo disprezzo e questi oltraggi toccarono la sua
sensibilità e lo spinsero a consacrarsi di nuovo al S. Cuore con quella
bella preghiera, ch'egli chiama l'Offerta al S. Cuore di Gesù, e si trova in
fine di questo libro.
Il viaggio in Inghilterra del Servo di Dio; la prigionia e il poco tempo che
sopravvisse al suo ritorno in Francia, gl'impedirono di istruirne
maggiormente il pubblico. Ma Dio non ha lasciato imperfetta l'opera di lui.
Egli medesimo ha ispirato questa divozione, che aveva fatto conoscere a S.
Geltrude (Vita: l. 4, c. 4) come riservata a questi ultimi tempi, per
scuotere con tal mezzo la tiepidezza e l'accidia dei fedeli; e per mezzo
d'un libretto scritto quasi a caso, senza studio, senza arte e senza
disegno, ha destato questa divozione anche in quelle persone che non
l'avevano mai gustata, anzi prima, senza quasi conoscerla l'avevano per così
dire screditata. E Dio s'è servito anche di queste per diffonderla quasi
dapertutto (1).
Così in meno d'un anno si è vista questa divozione felicemente diffusa. I
Direttori più sapienti, i dottori e i prelati ne han fatto personalmente
l'elogio, i predicatori l'hanno predicata con buona riuscita; sono state
erette cappelle in onore del S. Cuore di Gesù, scolpita e dipinta la sua
Immagine e consacrati altari in suo onore; mentre le Religiose della
Visitazione che, animate dallo spirito del loro Fondatore, ne furono le più
zelanti o almeno le prime, ebbero la gioia di sentir cantare solennemente a
Digione, nella cappella fatta costruire da loro al S. Cuore di Gesù, la
Messa composta in suo onore. Il loro esempio è già stato imitato con frutto
grandissimo da parecchie altre Religiose. Questa solida divozione s'è
diffusa e stabilita con meraviglioso successo in quasi tutta la Francia, è
passata nelle altre nazioni, ed ha perfino varcato gli oceani, stabilendosi
a Quebec e a Malta, e si ha motivo di credere che per mezzo dei missionari
si sia propagata in Siria, nelle Indie e fino in Cina.
In conclusione, l'approvazione generale avuta da questa divozione e la stima
che ne hanno fatta le persone d'un merito e d'una virtù universalmente
conosciuta, fanno sperare che Gesù Cristo sarà ormai meno dimenticato,
meglio servito e assai più amato.
NOTE
(1) Il P. Croiset allude all'opuscolo di Suor Joly, di cui poco appresso
pubblicò un'edizione con note.