CAPITOLO III
Come la divozione al S. Cuore di N. S. G. C. sia giusta e ragionevole.
Le ragioni che persuadono ad amare Gesù Cristo superano ogni sentimento: le
anime le gustano secondo il loro stato nella grazia, e pare che il voler
investigare altri motivi che ci spingano ad amare N. Signore, sia un
dimenticarci di quello che siamo o credere d'ignorare chi Egli sia.
Potrebbe dunque apparire cosa inutile riferire qui i motivi che ci devono
spingere alla divozione al S. Cuore di Gesù. Siccome pero non tutti gli
uomini sono sempre nelle stesse disposizioni, e non essendo la grazia sempre
uguale in essi, ci sembrò opportuno di fare alcune riflessioni su i tre
motivi principali che a prima vista ci si presentano, e a cui si arrende
ogni uomo ragionevole. Essi si ricavano da tre cose che con più forza
influiscono sul nostro spirito e sul nostro cuore, cioè dalla ragione,
dall'interesse e dal piacere. Mostreremo in questo capitolo e nei due
seguenti: 1° Quanto la divozione al Sacro Cuore di Gesù è giusta e
ragionevole; 2° Quanto è utile alla nostra salute e perfezione; 3° Quanto
questa divozione contenga di vera dolcezza. E veramente se si considera
l'oggetto sensibile di questa divozione, cioè il S. Cuore di Gesù, o ci si
fermi sull'oggetto principale e spirituale, ch'è l'amore immenso di Gesù per
l'umanità, dì quali sentimenti dì rispetto, dì riconoscenza e d'amore non
dovremo esser pieni!
§ I. Eccellenza del Cuore adorabile di N. S. Gesù Cristo.
Il Cuore di Gesù è santo della santità di Dio stesso; per conseguenza tutti
i moti del suo Cuore, data la dignità della Persona che li compie, sono atti
di prezzo e di valore infinito, essendo azioni d'un Uomo-Dio. È giusto
dunque che si onori il S. Cuore di Gesù con un culto speciale, perchè tale
onore si tributa alla stia Persona divina.
Se la venerazione che tributiamo ai Santi ci rende il loro cuore così
prezioso, se lo consideriamo conte la più preziosa delle loro Reliquie, che
si deve pensare del Cuore adorabile di Gesù? Qual'è mai quel cuore che abbia
avuto disposizioni così meravigliose e così conformi ai nostri veri
interessi? Dove potremo trovarne un altro i cui moti ci siano stati più
vantaggiosi? In questo Cuore divino si formarono tutti i disegni della
nostra salvezza, e per ]`amore che divampa in questo Cuore divino tali
disegni vennero mandati ad effetto.
Il S. Cuore di Gesù, dice un gran servo di Dio, è la sede di ogni virtù, la
sorgente di ogni benedizione, il rifugio di tutte le anime sante. Le virtù
principali che si possono ancora onorare in lui sono: l¹amore ardentissimo
verso Dio suo Padre, unito al rispetto più profondo e alla maggiore umiltà
che mai sia stata; la pazienza infinita nelle pene, il dolore eccessivo per
i peccati che si era addossato, la confidenza d'un Figlio tenerissimo unita
alla confusione d'un grandissimo peccatore, infine la compassione più
sentita per le nostre miserie, l'amore immenso per noi, malgrado le nostre
stesse miserie; e non ostante tuffi questi moti, di cui ciascuno al più alto
grado immaginabile, un¹uguaglianza inalterabile causata da conformità
perfetta alla volontà di Dio, da non poter venir turbata da nessun
avvenimento, per quanto contrario al suo zelo, all¹umiltà, allo stesso amore
e a ogni altra disposizione in cui si trovava.
Questo Cuore adorabile nutre ancora, in quanto, è possibile, gli stessi
sentimenti, ma soprattutto è, sempre ardente d amore verso gli uomini,
sempre aperto per versare su di loro ogni sorta di grazie e di benedizioni,
sempre compassionevole ai nostri mali, sempre stimolato dal desiderio di
comunicarci i suoi tesori e Se stesso, sempre disposto ad accoglierci per
essere nostro asilo, abitazione, paradiso anche in questa vita.
Con tutto ciò Egli non riceve dagli uomini che durezza, oblio, disprezzi,
ingratitudine. Questi motivi non devono dunque indurre i buoni cristiani a
onorare il S. Cuore e a riparare tanti oltraggi con manifestazioni vibranti
d¹amore?