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Caino, dov'è tuo fratello?   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #3640 di 3675 |
Eutanasia in Olanda: la storia di ³Caino che decide l¹assassinio del
fratello²
Intervista al Preside della Facoltà di Bioetica dell¹Ateneo Pontificio
Regina Apostolorum
ROMA, venerdì, 3 settembre 2004 (ZENIT.org).- La notizia diffusa il 31
agosto secondo cui la magistratura olandese avrebbe autorizzato la clinica
universitaria della città di Groningen (Azg) a praticare l¹eutanasia su
bambini sotto i 12 anni di età, inclusi i neonati, ha scatenato in Italia un
acceso dibattito.

Il ministro della salute Girolamo Sirchia, la Federazione Nazionale degli
Ordini dei Medici (Fnom) e un gran numero di associazioni tra cui il
Movimento italiano genitori (Moige), l'Osservatorio sui Diritti dei Minori,
l'Associazione nazionale tumori (Ant), il Comitato nazionale di bioetica
(Cnb) il centro di Bioetica dell'Università Cattolica di Roma, hanno
respinto con indignazione la decisione olandese.

Per cercare di chiarire le implicazioni ed i limiti di quella che sembra
un¹ulteriore discesa verso forme di ³pratica eugenetica², ZENIT ha
intervistato padre Gonzalo Miranda, L.C., Preside della Facoltà di Bioetica
dell¹Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma.

³Purtroppo ­ ha affermato da subito padre Miranda ­ tutte le preoccupazioni
sollevate in merito alla legislazione olandese sull¹eutanasia si stanno
tragicamente verificando².

Cosa intende dire?

Padre G. Miranda: Questo provvedimento che permette l¹applicazione
dell¹eutanasia a tutti i nati é una dimostrazione che la famosa teoria del
³pendio scivoloso² era corretta.

Una volta che si stabilisce il principio che puoi uccidere un essere umano
perché soffre, allora logicamente lo estendi a tutti quelli che soffrono. Se
uccidi un essere umano che lo chiede, lo puoi applicare a tutti gli esseri
umani che lo chiedono, anche se non soffrono.

Quando si è cominciato a discutere di eutanasia in Olanda ed in altri Paesi,
molti hanno sollevato il pericolo di scivolare verso il peggio, e i
difensori del provvedimento hanno detto che non sarebbe accaduto, e
invece.... molti hanno poi iniziato nel 1993 con la depenalizzazione
dell¹Eutanasia, ed in seguito è venuta la legge che è stata estesa ai
bambini di 12 anni in su.

Nonostante l¹opposizione dell¹opinione pubblica, ad appena due anni da
quella legge siamo già all¹applicazione a tutti i nati senza nessun tipo di
consenso informato da parte dell¹interessato.

Vorrei sottolineare che si tratta dell¹uccisione volontaria di un essere
umano che non si può pronunciare. Uccisione volontaria di un essere umano
che non può dire che cosa pensa.

Il Pontefice Giovanni Paolo II è intervenuto spesso per mettere in guardia
la comunità internazionale dai pericoli della ³cultura della morte². Che
cosa è questa cultura della morte?

Padre G. Miranda: Non si tratta di dire che la nostra società è assetata di
sangue e di morte, non è questo, piuttosto è una cultura dove la morte è
vista come la soluzione, per problemi che non sappiamo gestire altrimenti.

Problemi che non sappiamo gestire perché abbiamo perso la generosità, la
capacità di accompagnare chi soffre.

In questo caso è evidente: si dà la morte come soluzione ai bambini che
soffrono. L¹alternativa sarebbe quella di accompagnare questi bambini,
aiutarli a non soffrire e questo costa sia economicamente che emotivamente.

Ma la sofferenza estrema può portare le persone a chiedere la morte?

Padre G. Miranda: Un conto è dire, in momenti di disperazione, che uno
desidera la morte, e questo è un sentimento umano. Un¹altra cosa è decidere
di ucciderlo.

Chi può decidere che la tua vita non vale la pena di essere vissuta, che la
cosa migliore che si possa fare è che tu muoia? Qui non si tratta di
un¹invocazione della morte, ma dell¹uccisione volontaria dell¹altro.

Il desiderio emotivo, psicologico della morte lo troviamo anche nella Sacra
Scrittura. Anche Geremia e Giobbe, stravolti dalla sofferenza, maledicono il
giorno della propria nascita ³Šperché non mi fece morire nel grembo materno;
mia madre sarebbe stata la mia tomba per sempre. Perché mai sono uscito dal
seno materno, per vedere tormenti e dolore e per finire i miei giorni nella
vergogna?² (Ger 20,14-18).

E ancora: ³Šperché dare la luce a un infelice e la vita a chi ha l¹amarezza
nel cuore, a quelli che aspettano la morte e non viene, che la cercano più
di un tesoro, che godono alla vista di un tumulo, gioiscono se possono
trovare una tomba² (Gb 3,20-22).

Si tratta di un sentimento umano che può venire in mente a chiunque. Mentre
qui è Caino che decide l¹assassinio del fratello.

Adesso il medico insieme ai genitori potrà decidere di eliminare i bambini,
che secondo loro non devono vivere.

Diversi articoli pubblicati dalla stampa hanno riportato le dichiarazioni di
un medico olandese il quale sostiene che si tratta di una procedura che sarà
svolta con molto rigore. Qual è il suo giudizio?

Padre G. Miranda: La cosa è molto pericolosa, perché si parla di un rigore
tecnico, non di un rigore morale. Significa applicare procedure tecniche
rigorose. Anche i nazisti procedevano a praticare l¹eutanasia con estremo
rigore.

Nei primi anni Novanta fui invitato ad una riunione mondiale di
neurochirurghi per discutere su cosa fare quando nasce un bambino con una
malattia che si chiama mielomelingocele. Una malattia neurologica molto
grave.

Dal dibattito emersero due posizioni contrapposte. Da una parte un medico
israeliano che interveniva chirurgicamente sui bambini con risultati
eccellenti. I pazienti dovevano essere seguiti nel tempo ma conducevano una
vita piuttosto normale.

Dall¹altra parte un medico olandese che ha spiegato come nella clinica dove
lavorava i bambini affetti da questa malattia venivano eliminati con la
somministrazione di una sostanza letale.

Solo dopo aver ascoltato una relazione su che cosa è la persona umana,
quest¹ultimo medico confessò che forse bisognava mettere in discussione tale
pratica.

Di fronte alla stessa malattia, alcuni medici intervenivano e guarivano ed
altri invece decidevano per l¹uccisione, che ora è anche legale.

L'aspetto più raccapricciante di questa storia è vedere con quale
superficialità e banalità si decida di uccidere dei bambini.

Da un punto di vista civile e morale come si può valutare questa decisione
presa dalla magistratura olandese?

Padre G. Miranda: Si stanno comportando come si faceva a Sparta, uccidono i
bambini con criteri selettivi. Le battaglie fatte per secoli sulla
rivendicazione dei diritti umani sembrano cancellate di fronte a queste
decisioni.

Siamo di fronte alla negazione del pensiero giudaico-cristiano. Nella
tradizione del pensiero occidentale una persona ha un valore intrinseco per
il semplice fatto di essere un essere umano.

La dichiarazione dei Diritti dell¹Uomo sostiene all¹articolo 2 che i diritti
vengono applicati a tutti senza nessuna distinzione e condizione di sorta;
qui invece l¹essere umano ³vale² a secondo delle sue condizioni fisiche e
psichiche.

Nel momento in cui si considera che per le sue condizioni ³non vale², allora
viene eliminato, insomma, qualcuno decide di ucciderlo.

In molti hanno sollevato l¹accusa di un riemergere della mentalità
eugenetica

Padre G. Miranda: Questa mentalità eugenetica è già applicata con la pratica
dell¹aborto. Se ci fosse stata una diagnosi che avesse scoperto la malattia
durante la gravidanza, probabilmente il bambino non sarebbe mai nato.

Siccome è sfuggito a quel controllo allora si fa l¹eutanasia dopo la
nascita. Si tratta di una pratica con cui vengono eliminati gli esseri umani
considerati ³non validi². Esattamente una pratica eugenetica di eliminazione
di quello che alcuni valutano come ³difettoso².

Il quotidiano romano ³La Repubblica² (31 agosto 2004) sostiene che quella
olandese ³sarebbe una situazione ben diversa dall¹eugenetica nazista² perché
³i medici hitleriani sopprimevano a forza con iniezioni letali bimbi sani
perché ebrei o zingari²Š

Padre G. Miranda: Purtroppo l¹articolo pubblicato da ³La Repubblica² riporta
informazioni errate. Anche in Olanda si sopprimono bambini con iniezioni
letali. Inoltre l¹autore dell¹articolo forse non sa che il programma di
eutanasia di Hitler era rigorosamente riservato ai tedeschi, e solo più
tardi venne esteso alle altre etnie.

Il programma nazista era finalizzato ai bambini nati con malattie che,
secondo il loro punto di vista, ne minacciavano l¹integrità fisica.

Il primo caso di eutanasia fu praticato su un bambino che aveva il labbro
leporino. Avvenne su richiesta dei genitori, i quali, temendo che avrebbe
avuto una vita infelice, chiesero aiuto ai dottori del regime hitleriano,
che consigliarono l¹Eutanasia.




Dom 5 Set 2004 4:57 pm

sacerdos58
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Eutanasia in Olanda: la storia di ³Caino che decide l¹assassinio del fratello² Intervista al Preside della Facoltà di Bioetica dell¹Ateneo Pontificio ...
Sacerdos
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5 Set 2004
4:57 pm
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