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P. Croiset S.J. - La devozione al S. Cuore di N. S. Ges ù Cristo -   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #3644 di 3675 |
§ IV. Somma ingratitudine umana verso Gesù Cristo.


Per quanto appaia incredibile l'amore del Figlio di Dio, mostratoci
nell'adorabile Eucaristia, pure c'è un fatto che stupisce ancora di più; ed
è l'ingratitudine con cui ripaghiamo un amore sì grande. Certo è cosa
sorprendente che Gesù voglia amare l'uomo, ma è più strano 1 ancora che
l'uomo non voglia amare Gesù, e che nessun motivo, beneficio ed eccesso
possa destargli il minimo sentimento di gratitudine. In Gesù ci potrà essere
qualche motivo d'amare gli uomini; essendo essi opera sua ama in loro i suoi
doni, e amando loro ama se stesso: ma che ragioni possiamo aver noi di non
amare Gesù, di non amarlo se non mediocremente, d'amar qualche cosa con Lui?
Parlate, o uomini ingrati, insensibili: c'è forse in Lui qualche cosa di
repellente? Forse Egli non ha fatto abbastanza per aver diritto al vostro
amore? Che ne pensate? Avremmo noi ardito di desiderare, anzi ci saremmo mai
immaginato quanto Egli ha fatto per conquistarsi il nostro cuore in questo
Mistero adorabile? E tutto ciò non ha potuto ancora obbligare gli uomini ad
amare Gesù Cristo!
Che vantaggio recava a Gesù un abbassamento cosi prodigioso? Si potrebbe
dire in certo modo che gli altri Misteri, tutti conseguenza dell'amor suo,
vennero accompagnati da tali circostanze gloriose e da prodigi sì
strepitosi, che facilmente si scorgeva come Egli, pure curando i nostri
interessi, non trascurava però la sua gloria: ma in questo amabile
Sacramento sembra che Gesù si sia dimenticato dei suoi vantaggi e che solo
l'amore ve l¹occupi interamente. Dopo ciò chi non direbbe che un eccesso
d'amore così prodigioso dovesse eccitare almeno la premura, il desiderio e
l'amore illimitato di tutti gli uomini? Ahimè, è tutto il contrario! Se Gesù
ci avesse amato di meno, forse l'avremmo amato di Più.

Mio Dio, io fremo d'orrore solo al pensiero delle indegnità e degli oltraggi
che l'empietà dei cattivi cristiani o il furore degli eretici Ti hanno
recato in questo Sacramento augusto! Con quali sacrilegi orribili sono stati
profanati i nostri altari e le nostre Chiese! Con quanti obbrobri, empietà
ed infamie venne trattato cento volte il Corpo di Gesù! Come può un
cristiano pensare a tali scelleratezze senza accendersi di desiderio di
risarcire con tutte le forze oltraggi sì crudeli? Oh, se almeno Gesù, così
maltrattato dagli eretici, fosse assiduamente onorato e ardentemente amato
dai fedeli, e potesse in certo modo consolarsi degli oltraggi di quelli con
l'amore e gli omaggi sinceri di questi! Ma ahimè! Dov'è quella folla di
adoratori solleciti e assidui intorno a Gesù nelle nostre chiese? 0
piuttosto dove non si trovano chiese deserte e vuote di fedeli adoratori?
Può esserci davvero freddezza e indifferenza maggiore di quella che si ha
per Gesù nel SS. Sacramento? E il numero esiguo di persone che si trova
nelle chiese nella maggior parte del giorno, non è anch'essa una prova
palpabile della dimenticanza e del poco amore verso Gesù di quasi tutti i
cristiani? Quelli che s'accostano più spesso agli Altari s'assuefanno ai
nostri più formidabili Misteri, e sì può dire che ci sono dei sacerdoti i
quali si rendono così famigliari con Gesù da giungere sino all'indifferenza
e al disprezzo. Quanti ce ne sono che offrendo ogni giorno questa Vittima
accesa d'amore per se stessi, lo amino dì più? Quanti celebrando i Misteri
divini dimostrano di crederci? Si pensa forse che Gesù sia insensibile a
così cattivi trattamenti? E anche noi possiamo pensarci ed essere sì
insensibili da non studiarci con tutte le forze di ripararli?
Chi riflette a queste verità e non vorrà non dedicarsi tutto all¹amore
dell'Uomo Dio, che per tante ragioni deve possedere il cuore degli uomini?

Per non amarlo bisogna non conoscerlo o esser peggio di quell'infelice
demonio, di citi si parla nella vita di S. Caterina da Genova: questi non si
lagnava delle fiamme che lo bruciavano, nè d'altre pene che soffriva, ma
solo di essere senza amore, cioè senza quell'amore che tante anime ignorano
o rifiutano per loro eterna disgrazia. Ricordiamoci che nel SS. Sacramento
il Sacro Cuore di Gesù è ancora, quanto può esserlo, di quegli stessi
sentimenti che ha sempre avuto, cioè sempre sensibilmente commosso ai nostri
mali, sempre stimolato dal desiderio di parteciparci i suoi tesori e di
darci se stesso, sempre vigilante per noi, sempre disposto ad accoglierci e
a servirci d'asilo e di Paradiso in vita, e sopratutto di rifugio in punto
di morte. E per tutto ciò quale corrispondenza riconoscente Egli trova nel
cuore degli uomini, quali premure, quale affetto? Ama e non è riamato;
l'amore suo non è nemmeno conosciuto perchè non ci si degna di accettare i
doni coi quali vuole testimoniarlo, nè di ascoltare le affettuose e segrete
dichiarazioni ch'Egli vorrebbe fare al nostro cuore.
Non è questo un motivo assai stringente per commuovere il cuore di chi per
poco rifletta e senta anche un pochino di tenerezza per Gesù Cristo?
Ben prevedeva il nostro amabile Salvatore l'ingratitudine umana quando
istituiva il Sacramento dell'Amore, e ne sentiva in. anticipo nel cuore
tutta l'afflizione; eppure essa non potè trattenerlo, nè impedirgli di
mostrare l¹eccesso dell¹amor suo con l¹istituire questo Mistero.
Non è forse giusto che fra tanta incredulità, freddezze, profanazioni e
oltraggi Egli abbia almeno degli amici del Suo S. Cuore, ai quali rincresca
la pochezza dell¹amore che si ha per Lui, e sentano le offese che gli si
fanno, gli siano fedeli e assidui nell'onorarlo nell¹adorabile Eucaristia, e
nulla trascurino per riparare, col loro amore con le adorazioni e con gli
omaggi d'ogni sorta, le ingiurie a cui l'amore suo l¹espone ogni ora
nell'augusto Sacramento?
Ecco il fine a cui si mira con questa divozione, onorando il S. Cuore, che
deve esserci infinitamente più caro del nostro. La riparazione d'onore, gli
atti d'offerta, le visite regolate del SS. Sacramento, le preghiere, le
Comunioni e tutte le altre pratiche che si troveranno nella 3ª parte di
questo libro, tendono appunto a renderci più riconoscenti e più fedeli,
facendoci amare ardentemente Gesù. Ma se non si può trovare divozione più
giusta e ragionevole, non se ne troverà altresì altra più utile alla nostra
salvezza e perfezione.





Mar 7 Set 2004 9:45 pm

sacerdos58
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Inoltra Messaggio #3644 di 3675 |
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Sacerdos
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7 Set 2004
9:45 pm
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