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S.Pietro Giuliano Eymard - LA DEVOZIONE A MARIA REGINA DEL CENACOLO   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #3665 di 3675 |
LA DEVOZIONE A MARIA REGINA DEL CENACOLO
di S.Pietro Giuliano Eymard


La devozione alla Santissima ed Immacolata Vergine Maria è una conseguenza
rigorosa della fede in Gesù Salvatore. Il culto di Maria segue l'amore di
Gesù suo divin Figlio.
Infatti come adorare Gesù Cristo senza onorare Colei che ce l'ha dato? Come
amare Gesù senza amare Maria sua divina e tenera madre, che Egli stesso ha
tanto amato?
La devozione a Maria è dunque il dovere filiale d'ogni cristiano.
Il suo culto è grande, universale nella Chiesa. Ciascuno dei misteri della
sua vita ha una famiglia che l'onora, ciascuna delle sue virtù ha dei
discepoli, che ne fanno la regola e la felicità della loro vita.
Ma, fra i misteri della vita di Maria, ve ne ha uno che li riassume tutti
nella loro santità e nei loro insegnamenti: è la vita di Maria nel Cenacolo,
che onora la vita eucaristica di Gesù.
Maria rimase sulla terra ancora più di venti anni dopo l'Ascensione di Gesù.
La sua dimora fu il Cenacolo, dove Gesù aveva istituito la divina
Eucaristia, dove Egli aveva posto il suo primo tabernacolo.
L'occupazione abituale di Maria era di adorarvi il suo divin Figlio sotto i
veli eucaristici, e dedicarsi alla sua gloria in una missione continua di
preghiera.
Gli adoratori devono dunque onorare con un culto tutto speciale la vita
d'adorazione di Maria e propagarlo nel mondo pio.
Essi hanno bisogno d'un modello e d'una Madre nell'esercizio della loro
sublime vocazione.
La Santissima Vergine Maria, ecco il loro modello perfetto. Ella fu sulla
terra la prima e la più perfetta adoratrice di Gesù, e gli rese con le sue
adorazioni più onore e più gloria che non gli renderanno mai gli angeli ed i
santi.
La divina Madre di Gesù, ecco la loro madre: Gesù in croce loro ha ceduto il
suo posto ed isuoi diritti sopra il di Lei Cuore sì buono. La missione di
Maria è d'allevare i figli del Calvario, di formarli su Gesù loro Salvatore,
di renderli degni del suo amore, e di farne dei perfetti adoratori della sua
adorabile persona nel SS. Sacramento dell'altare.
Gli adoratori studino dunque la vita di Maria nel Cenacolo, onorino e
servano Gesù in unione con Maria, e saranno ben presto perfetti adoratori.
Nel Cenacolo Maria è di continuo occupata ad adorare la SS. Eucaristia; Ella
vive della vita eucaristica di Gesù; si consacra alla gloria di Gesù Cristo
ed al suo regno eucaristico. Studiamo questi tre aspetti della vita di Maria
nostra Madre ai piedi del SS. Sacramento.


CAPITOLO I
MARIA ADORATRICE

Maria fu sempre la prima adoratrice di Gesù in tutti i suoi misteri.
Conveniva infatti che questo Cuore sì puro e sì infiammato d'amore avesse in
tutto l'onore di offrire il primo omaggio, e che ne ricevesse la prima
grazia per comunicarcela. Così Maria per la prima adorò il Verbo incarnato
nel suo seno verginale, e, alla sua nascita, Ella gli offrì il primo dono
dell'amore, la prima confessione della fede. Maria alle nozze di Cana adorò
per prima la potenza di Gesù e la sciolse in favore degli uomini. E per
prima ancora adorò Gesù in croce e si unì al suo sacrificio.
Ma ove l'adorazione di Maria è in tutto il suo primato, nella sua
incomparabile eccellenza, è ai piedi del Tabernacolo.

I

1. - Là Ella adora Gesù nel suo stato permanente, e non nei suoi stati di
passaggio. E il Re sul trono perpetuo del suo amore, legato quaggiù sino
alla fine del mondo, in un mistero che compendia e contiene tutti gli altri.
E Maria passa i giorni e le notti ai piedi della divina Eucaristia. E la
dimora sua prediletta; làv ive il suo amato Gesù, là regna: quale dolce e
amabile comunione fra il Figlio e la Madre!Senza l'Eucaristia, Maria non
avrebbe potuto vivere quaggiù: con essa, la vita le è amabile:Ella possiede
Gesù, è la sua adoratrice per stato e per missione. E gli anni che Maria
passerà nel Cenacolo tutti saranno impiegati, come le ventiquattro ore del
giorno, nell'esercizio abituale dell'adorazione.

2. - Maria adora Gesù Sacramentato con la fede più viva e più perfetta. Ella
adorava, come noi,ciò che non vedeva; è l'essenza e la perfezione della
fede. Dietro quel velo oscuro, sotto quelle apparenze inerti Ella
riconosceva Gesù suo Figlio e Dio con una certezza più grande che quella dei
sensi; Ella confessava la realtà della sua presenza e della sua vita;
l'onorava in tutte le sue qualità e in tutte le sue grandezze. Adorava Gesù
velato, nascosto sotto una forma estranea; ma ilsuo amore passava attraverso
la nube e andava fino ai sacri piedi di Gesù, ch'Ella venerava con il più
tenero rispetto; fino alle mani sante e venerabili che avevano portato il
Pane di vita;Ella benediva il sacro labbro che aveva pronunciato quelle
parole adorabili: «Questo è il mio Corpo; questo è il mio Sangue». Ella
adorava quel cuore tutto infiammato d'amore, donde era venuta la santa
Eucaristia.
Maria avrebbe voluto inabissarsi, come annientarsi davanti a quella divina
Maestà annientata nel Sacramento, per renderle tutto l'onore e tutti gli
omaggi che le sono dovuti.
Quindi onorava la presenza del suo divin Figlio con il rispetto esteriore
più devoto e più profondo: stava in ginocchio con le mani giunte od
incrociate sul petto o stese, quando era sola, verso quel Dio prigioniero
d'amore. Tutto in Lei mostrava il raccoglimento: i suoi sensi erano composti
in una modestia perfetta. La vista sola di Maria, mentre adorava Gesù,
risvegliava la fede,ispirava la devozione ed infiammava il fervore dei
fedeli.

3. - All'omaggio della sua fede umile e devota Maria aggiungeva quello
dell'amore di riconoscenza. Dopo essersi inabissata nel sentimento della
grandezza e della maestà divina, Ella alzava la fronte verso quel Tabor
d'amore, per contemplarne la bellezza e assaporarne la bontà ineffabile
nell'atto sovrano dell'Eucaristia. Ella sapeva i combattimenti e i sacrifici
che questo dono era costato al suo divin Figlio.
Oh! Quanto fu felice Maria, quando, prima della Cena, Gesù le rivelò che
l'ora del trionfo del suo amore era suonata; che Egli stava per istituire il
suo adorabile Sacramento per mezzo del quale avrebbe perpetuata la sua
presenza,sopravvivendo in mezzo a noi, e ogni fedele avrebbe potuto
condividere la felicità della Madre di Dio: riceverlo nel proprio corpo;
vederlo in qualche modo, e godere nel suo stato sacramentale, di tutte le
grazie e di tutte le virtù dei misteri della sua vita passata. Dopo questo
dono dell'Eucaristia, Dio non avrebbe più altro da dare all'uomo che il
Paradiso.
Al felice annunzio, Maria si era prostrata ai piedi di Gesù, benedicendolo
con effusione di tanto amore per gli uomini e per Lei, sua indegna ancella;
si era offerta per servirlo nel suo adorabile Sacramento; aveva consentito
di vedersi ritardare l'ora della sua ricompensa, per poter restare
adoratrice sulla terra, a custodirlo, amarlo e infine morire ai piedi del
suo divin Tabernacolo.
Maria, nelle sue adorazioni al Cenacolo, ravvivava ogni giorno questi
medesimi sentimenti. Alla vista di quel Dio annientato per Lei fino
all'apparenza del pane, Ella prorompeva in trasporti di riconoscenza. Lodava
con tutta l'anima quella bontà superiore ad ogni lode; benediceva e
glorificava quel Sacro Cuore che aveva inventato e attuato la meraviglia
dell'amore divino. Ella rendeva perpetui ringraziamenti per queldono
superiore ad ogni dono, per quella grazia sorgente d'ogni grazia. Era tutta
ardente dinanzi all'Ostia Santa; lacrime di tenerezza e di gioia scorrevano
dai suoi occhi. Il suo cuore non poteva contenere l'ardore dei suoi
sentimenti per il suo Gesù; avrebbe voluto morire e consumarsi d'amore ai
suoi piedi.

4. - Infine Maria si offriva interamente al servizio di amore del Dio
dell'Eucaristia, poiché l'amore perfetto non pone nè condizioni, nè riserve;
non pensa più a sè, non vive più per sè; dimentica se stesso e non vuole
vivere che per Dio del suo cuore. Tutto in Maria andava al servizio
eucaristico di Gesù come verso il suo centro e il suo fine. Una corrente di
grazia d'amore si stabiliva fra il Cuore di Gesù Sacramentato e il Cuore di
Maria adoratrice: erano due fiamme che venivano ad unirsi in un centro
comune. Ah!quanto erano dunque perfette le adorazioni di Maria! Come il
Cuore di Gesù vi doveva trovare le sue compiacenze! E quale gloria ne
venivaa Dio!

II

Ad esempio di Maria, l'adoratore si metta inginocchio nel sacro tempio con
il rispetto più profondo; si raccolga come Maria, si metta in ispirito al
suo fianco per adorare; venga davanti a Nostro Signore con quel
raccoglimento interiore ed esteriore, che prepara mirabilmente l¹anima
all'ufficio angelico dell'adorazione.
Sotto i veli eucaristici, adori Gesù con la fede di Maria e della Santa
Chiesa, le due madri che il Salvatore ci ha dato nel suo amore; adori il suo
Dio come se lo vedesse, lo sentisse, poiché la fede viva vede, sente, tocca,
abbraccia con maggior certezza che non facciano gli stessi sensi.
Per apprezzare il dono dell'adorabile Eucaristia, l'adoratore mediti,
sovente, come Maria, i sacrifici che costò all'amore di Nostro Signore. La
vista del combattimento sostenuto dall'amore e la sua vittoria gli diranno
quale riconoscenza egli deve ad un Dio sì buono. Egli loderà, benedirà,
esalterà la grandezza, la bontà, il trionfo dell'amore, che istituisce la
Santissima Eucaristia come il memoriale sempre vivo, come il dono sempre
rinascente di Lui stesso. E allora con Maria, sua Madre divina, egli si
offrirà a Gesù Sacramentato con tutto il cuore per adorarlo,amarlo e
servirlo in ricambio di tanto amore. Si consacrerà ad onorare lo stato
sacramentale del Salvatore, riproducendo nella sua vita le virtù che Gesù vi
continua e vi glorifica in modo ammirabile. Onorerà quell'umiltà sì
profonda, che va fino all'annientamento sotto le sante specie;quella
abnegazione della sua gloria e della sua libertà che lo rende il prigioniero
dell'uomo:quella obbedienza che fa di Lui il servo di tutti.
In tutti questi omaggi prenderà Maria per modello e protettrice; l'onorerà e
l'amerà come la Regina del Cenacolo e la Madre degli adoratori:titoli fra i
più cari al suo cuore e i più gloriosi per Gesù.

NOTA. - Secondo l'opinione che sembra la più probabile, la SS. Vergine, dopo
l'Ascensione di Nostro Signore, restò in Gerusalemme, ove Essa mori dopo un
certo numerodi anni, che non è possibile determinare.
Ammesso e non concesso che al tempo degli Apostoli non vi fosse l'uso di
conservare la SS. Eucaristia all'infuori della S. Messa, le considerazioni
del P. Eymard sulla vita adoratrice di Maria nel Cenacolo, vengono, per
questo, a cadere? Affatto! Esse sono perfettamente a posto e in accordo con
la più rigorosa teologia. Chi può dubitare, infatti, che Maria era animata
da una fede viva e da un¹ardente amore verso la SS. Eucaristia? Questa fede
e questo amore si manifestarono ogni qual volta le circostanze (Messa e
Comunione) la mettevano in relazione col divin Sacramento. Nessuna creatura,
mai, esercitò come Maria la virtù di religione rispetto alla SS. Eucaristia;
nessuno attuò mai un'adorazione così profonda, una gratitudine così ardente,
una contemplazione così elevata, una preghiera così efficace, una unione
così soprannaturale. Si può dire, dunque, ben a ragione, elle la SS. Vergine
ha aperto la via al culto più recente del SS. Sacramento, esercitando ciò
che in questo culto è essenziale: gli omaggi,cioè, interni ed esterni resi
alla presenza reale di Gesù Cristo nell'Eucaristia.
Si può ben affermare, dunque, che Maria è la prima adoratrice, per dignità e
per fervore, di Gesù in Sacramento.

Testo tratto da: San Pietro Giuliano Eymard, L'Eucaristia e la Vita
Cristiana, Torino 1954, pp. 108-116. Nota modificata dalla redazione di
Sacerdos.




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Gio 28 Apr 2005 9:11 pm

sacerdos58
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28 Apr 2005
9:11 pm
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