L'Osservatore: Alla ricerca di voti lacerando la famiglia
Le recenti dichiarazioni del leader dell'Unione sulle coppie dl fatto
ROMA, 12. Dai convegni, dagli incontri, dai confronti tenuti in
questo scorcio di fine estate, si è assistito a dichiarazioni di
numerosi leader politici su temi diversi.
Alcuni di questi pronunciamenti sono, occorre credere, frutto di
riflessioni articolate e complesse che hanno costituito la base per
preparare quella che si preannuncia come una campagna elettorale
orientata al procacciamento di tutti i voti rastrellabili sul
territorio.
L'ultima dichiarazione in ordine di tempo è quella a fatta dal leader
dell'Unione Romano Prodi, il quale ha di suo pugno scritto una
lettera al leader dell'Arcigay Franco Grillini, il quale ne ha dato
lettura in occasione della riunione della Consulta dei Gay DS.
«Carissimo Franco - ha scritto Prodi – apprendo di aver provocato
delusione tra quanti, nell'Arcigay, si attendevano uno specifico
riferimento ai Pacs già nel breve testo che riassume solo linee
generali del mio programma per le primarie. Voglio perciò rassicurare
te e quanti, eventualmente, avessero condiviso un sentimento di tal
genere. Da parte mia, come tu stesso ricordi, il problema non è stato
affatto cestinato. Ma, al contrario, troverà certamente soluzione nel
programma finale dell'Unione».
«Come ho detto più volte nei mesi scorsi, e come sai - ha aggiunto -
condivido con gli altri leader dei partiti dell'Unione l'ipotesi di
una proposta universalistica che affronti, regolamenti e risolva il
tema dei diritti delle coppie di fatto basate su un vincolo diverso
da quello del matrimonio. Una proposta avanzata già in Parlamento da
61 parlamentari dell'Unione e che trova la mia condivisione».
E' una dichiarazione che chiama direttamente in causa nella
competizione politica la famiglia, la realtà naturale alla quale sono
naturalmente inclini l'uomo e la donna.
Una realtà fondata, come la stessa Costituzione italiana ammonisce,
sul matrimonio.
Un tentativo, dunque, di relativizzare e ideologizzare la realtà
della famiglia.
Una lacerazione inaccettabile.
© L'OSSERVATORE ROMANO, 13/09/2005