Quelli che sono molto attivi e che pensano di abbracciare il mondo con le
loro prediche e con le loro opere esteriori, ricordino che sarebbero di
maggior profitto per la Chiesa e molto piu' accetti a Dio se spendessero
almeno la meta' del tempo nello stare con Lui in orazione. Allora, con
minor fatica, otterrebbero piu' con un opera che con mille.
S. Giovanni della Croce, Cantico Spirituale, 28,3
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date: 1-01-1996 1:40
Received: 22-08-2000 15:57
From: Paul Guy Pierre Devreux, pdevreu@...
To: Undisclosed-Recipient:;
Gv.6,51-58.
Gesù propone la sua carne come pane per la vita
del mondo. I Giudei si domandano come può Gesù
nutrirli. Giusto: Io mi domando come e perché ho
bisogno di nutrirmi di Gesù?
Per rispondere devo prima domandarmi: come nutro
la mia vita? Quali sono i miei bisogni?
Ho bisogno di mangiare, di dormire ma sopra tutto
ho bisogno degli altri. Da solo non sopravivo.
Facilmente riconosco i miei bisogni, tranne che
quelli che mi rendono dipendente dagli altri.
Preferisco passare per benefattore che per povero
e bisognoso. Fatto sta che anche se sono molto
bravo nel riuscire a nutrirmi tramite la vita
degli altri, questo non mi basterà mai. Non solo;
più mi nutro degli altri usandoli in funzione dei
miei bisogni più svariati, più il conto è alto e
temo di non farcela rimanendo poi solo e
angosciato. Questa visione dei rapporti può
sembrare semplicistica e certamente in parte lo è,
ma mi aiuta a capire in che senso ho bisogno di
nutrirmi della vita di Gesù.
Gesù fa la scelta di venire in contro al mio
bisogno invitandomi a nutrirmi di lui. Il modo più
semplice per farlo è pregare stando davanti a Gesù
Crocifisso.
----------------- End Forwarded Message -----------------
XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO 3 settembre 2000
Prima: Dt 4, 1-2. 6-8;
seconda Gc 1, 17-18. 21b-22.27;
Vangelo: Mc 7,1-8a. 14-15.21-23
NESSO TRA LE LETTURE
In che consiste la religione autentica? Qual e` il vero culto? A queste
domande rispondono le letture della domenica ventiduesima del tempo
ordinario. La prima lettura risponde che la religione autentica consiste
nel compiere fedelmente tutti i comandamenti del Decalogo. Gesu` Cristo,
nel vangelo, insegna che la Parola di Dio (Sacra Scrittura) e` al di
sopra delletradizioni e delle leggi umane. Pertanto, la vera religione si
trova nel cuore dell'uomo, che ascolta e mette in pratica la Parola di
Dio. San Giacomo nella lettera ci dira` che la religione pura e
ineccepibile davanti a Dio consiste nell'amore verso il prossimo,
specialmente verso i piu` bisognosi.
Messaggio Dottrinale
ASCOLTARE E FARE LA PAROLA. La lingua ebraica non distingue tra parola e
fatto. Per questo non si puo` separare l'ascoltare dal fare, ne' il fare
dall'ascoltare. Il decalogo e` chiamato "le dieci parole" che si debbono
ascoltare e mettere in pratica. Queste dieci parole, che riassumono tutta
la legislazione mosaica, le "ha pronunciate" Dio per il bene del suo
popolo e, pertanto, possiedono delle caratteristiche propriamente divine.
Mentre gli altri popoli si reggono tramite leggi e precetti sorti dalla
sapienza e dalla volonta` umane, il decalogo gode della sapienza dello
stesso Dio. Quali sono alcune di queste caratteristiche divine?
1) Le dieci parole sono immutabili. Nulla puo` esserne sottratto e nulla
puo` essere aggiunto. Sono parole di Dio "pronunciate" perche' l'uomo
viva; e l'uomo vive quando ha dei punti di riferimento fissi, non
sottomessi ai cambiamenti storici.
2) Nelle dieci parole si compendia la sapienza di cui Dio ha dotato
Israele agli occhi degli altri popoli.
Una sapienza niente affatto teorica, ma che avvolge la vita e la penetra
in tutte le sue espressioni. Codeste dieci parole continuano ad essere
fino ai nostri giorni l'anima del popolo di Israele e l'anima delle
comunita` cristiane. L'autentica religione e il vero culto consistono
nell'ascoltare e fare la Parola.
COMANDAMENTO DI DIO VERSUS TRADIZIONI UMANE. In polemica con i farisei e
gli scribi, Gesu` getta loro in faccia qualcosa di estremamente grave:
"Lasciando il precetto di Dio, voi vi afferrate alla tradizione degli
uomini". Non che Gesu` rifiuti le tradizioni di Israele. Non si tratta di
rifiutarle, ma di metterle nel luogo che loro spetta nel disegno di Dio e
nella
cornice di una religione autentica. Le tradizioni sono buone quando non
allontanano dal Decalogo ne' vi si oppongono, ma nascono come rami nuovi
dal medesimo albero del Decalogo. Se invece nascono da situazioni
meramente circostanziali o da una volonta` umana rigorosa e ristretta, si
dovra` affermare che tali tradizioni sono caduche e periture. Il grande
errore dei farisei e degli scribi e` voler conservare ad ogni costo un
gran cumulo di tradizioni degli antenati, non solo avvelenando la
coscienza del popolo giudeo, ma perfino contraddicendo con quelle
tradizioni i principi immutabili e sapientissimi del Decalogo. La vera
religione e` quella che mette la Parola di Dio al di sopra dei costumi e
degli usi degli uomini.
LA PAROLA DELLA VERITA`. La Parola della verita` e` la rivelazione di Dio
contenuta nella Scrittura e che il Signore ha seminato nel cuore di
ciascuno dei credenti. Il cristiano deve essere docile a questa Parola,
in modo che non soltanto la ascolti, ma la metta in pratica. Qual e` la
parola di verita`? Fondamentalmente l'amore verso Dio e l'amore verso il
prossimo, cuore della vera religione cristiana. Chi compie questa Parola
di verita` otterra` da Dio la salvezza. L'uomo deve essere molto sincero
con se stesso per non restare solamente uditore, ma diventare praticante
di codesta Parola. Si deve giungere a fare la Parola della verita`. In
cio` consiste la vera religione agli occhi di Dio.
Suggerimenti Pastorali
UNA RELIGIONE DEL CUORE. Uomo religioso e` colui che si sente intimamente
legato tramite una relazione dialogale con la divinita`. Se il dialogo e
la relazione umana non possono essere puramente razionali ne' puramente
sentimentali, molto meno lo puo` essere il dialogo con Dio. Per questo,
io difendo una religione del cuore, essendo quest'ultimo il centro
interiore della persona. Il cuore, pertanto, visto non soltanto come
fonte dell'affettivita`, ma altresi` come sede della ragione, dei
sentimenti, della volonta`, della coscienza, della decisione. Nella
religione del cuore e` ogni uomo che entra in comunicazione con Dio: chi
parla e chi ascolta, chi e` interpellato e chi risponde, chi esprime le
sue esperienze intime e chi si sente accolto e compreso. Forse ancora
possono rimanere in alcuni cristiani delle orme di giansenismo, ed e`
necessario farla finita con esse. Il cristianesimo del futuro sta
chiedendo una religione del cuore, che giunga ad essere il cuore della
religione. Nella tua esperienza personale, la religione cattolica, e` una
religione del cuore? e' il culto cristiano un culto del cuore? Nella vita
liturgica e sacramentale della tua parrocchia, si tiene conto di questa
dimensione integrale della religione, che comprende tutta la persona? e'
molto, moltissimo, cio` che si puo` ancora fare perche' la religione
cattolica giunga ad essere, in ogni famiglia, in ogni parrocchia, in ogni
diocesi, in tutta la Chiesa, una religione del cuore.
AUTENTICITA` VERSUS APPARENZA. L'autenticita` dovrebbe essere la carta di
identita` di ogni uomo, particolarmente di ogni cristiano. Ma, che cosa
significa autentico? La risposta dipende dalla concezione dell'uomo che
si abbia. In una concezione cristiana, "autentico" non e` colui che da`
libero corso agli impulsi del proprio istinto, ma colui che e` fedele a
se stesso e all'immagine dell'uomo integrale che la ragione e la fede
disegnano nella sua coscienza. "Autentico" e` l'uomo che nel suo agire si
lascia guidare dalle convinzioni, l'uomo la cui volonta` e` mossa sempre
verso il suo fine come persona umana e come figlio di Dio. In definitiva,
essere autentico si intende come un ideale di essere se stessi e non
altri, non una maschera. In questo senso "autentico" e` chi non vive di
apparenze, ne' riduce alle apparenze il suo valore e la sua ricchezza
umana. Nell'educazione dei bambini e degli adolescenti conviene avere
molto presente questo, perche', a causa della televisione e di altri
mezzi di informazione, e` forte l'attrattiva delle luci della ribalta,
delle passerelle di moda; e` grande la tentazione del successo facile e
abbagliante, della fama effimera ma gratificante. In breve, e` facile e
tentatore il voler vivere di apparenze. Chiedi agli adolescenti, ragazzi
e ragazze, che cosa vogliono essere da grandi e ti renderai conto, dalle
risposte, della forza di seduzione delle apparenze. Che cosa faremo, come
cristiani, per restituire autenticita` alla societa`, all'educazione?
Blondet: RAZZA PURA «MADE IN USA»
BIOETICA Dietro i sì alla clonazione umana
il vecchio spettro dell'eugenetica
Nel '32 New York ospitò gli studiosi che sostenevano
la selezione delle nascite
In America molti Stati praticavano la sterilizzazione
dei «meno adatti alla vita»
Nell'agosto del 1932 (attenti alla data: un anno prima
che Hitler andasse al potere a Berlino) si tenne a New
York il terzo Congresso internazionale di Eugenetica.
Sede dell'evento il Museo di storia naturale della
metropoli, trasformato per l'occasione in una sfarzosa
esposizione dei "progressi dell'eugenetica". Numerose
vetrine illuminate esibivano per lo più teschi di "razze
inferiori" estinte o viventi, paragonate con l'ampia
nobile scatola cranica dell'Uomo Bianco.
Le relazioni scientifiche che vi furono presentate sono
del più grande interesse anche oggi.
Il presidente del Museo, lo zoologo Henry Fairfield
Osborne, spiegò che la «crisi mondiale in corso» non era
dovuta, come credeva il volgo, al crack di Wall Street
del 1929 e alla selvaggia speculazione finanziaria
degli anni precedenti, bensì alle seguenti cause:
«Sovradistruzione delle risorse naturali;
sovrameccanizzazione dell'industria; eccessiva
produzione di mezzi di trasporto; sovrapproduzione
di cibo e altri beni; e sovrappopolazione, con
conseguente con conseguente disoccupazione dei meno
adatti.
Il solo rimedio permanente - concludeva lo zoologo -
è la selezione delle nascite sostenuta da un umano
controllo delle nascite».
La «sovrapproduzione» era, in realtà, una conseguenza
della deflazione seguita al crack della Borsa: le merci
restavano invendute non perché erano troppe, ma perché
milioni di potenziali consumatori, disoccupati, erano
privi di reddito.
Ma era già completa l'ideologia di quegli ambienti
anglo-americani che anche oggi propugnano la crescita -
zero economica e demografica, confezionandola in allarmi
ecologici.
Dopo l'americano Osborne salì sul podio l'inglese sir
Bernard Mallet, presidente della British Eugenics Society.
Il titolo della sua relazione: «Riduzione della fecondità
dei socialmente inadeguati». Si trattava, spiegò
l'aristocratico scienziato, dei «pazzi, epilettici,
poveri, criminali specie se recidivi, non-impiegabili,
barboni abituali, alcolizzati, prostitute».
Di cui occorreva «limitare la fertilità» attraverso
«la sterilizzazione volontaria» (sic).
Il demografo W. A. Pecker, commissario per le statistiche
vitali in Virginia, riferì su «Lo sforzo dello Stato della
Virginia per preservare la Purezza Razziale».
Pecker elogiò le leggi del suo Stato, e deplorò quelle
vigenti in Germania «dove un negro può sposare senza
ostacoli Tedesche dai capelli chiari e dagli occhi azzurri».
Solo in Usa la legislazione aveva pienamente accettato i
progressi della scienza eugenetica.
Dal 1924 era in vigore la legge federale (Immigration
Restriction Act) che limitava l'immigrazione su basi
razziali.
Molti Stati Usa adottavano la sterilizzazione dei «meno
adatti alla vita». Nel 1935, il totale delle sterilizzazioni
eseguite in America giunse a 21.539, di cui la metà in
California, come ha scoperto l'epistemologo francese Pierre
Thuillier (La Tentation de l'eugénisme, su La Recherche,
maggio 1984).
Un anno dopo il Congresso di New York, il professor Pecker
non aveva più motivi di deplorazione: la Germania s'era
dotata della sua legge sulla sterilizzazione.
In lieve ritardo.
Ma Eugenics News, la rivista degli eugenetisti americani,
pubblicò nel settembre del '33 il testo della legge
tedesca additandola a modello per gli Stati della Federazione.
Un anno prima a New York, Charles Davenport (le cui ricerche
scientifiche erano finanziate dai banchieri Harriman), aveva
aperto il Congresso con una profezia:
«Attraverso gli studi genetici, possiamo aprire la strada al
superuomo e al superstato».
Ora la profezia si stava avviando a Berlino. Non senza il
sostegno di precisi ambienti americani.
Davenport, presidente uscente della Società Eugenetica,
presentò a New York con lodi adeguate il professor Ernst
Ruedin, suo successore. Psichiatra svizzero, Ruedin
dirigeva allora l'Istituto Kaiser Wilhelm per
l'Antropologia, l'Eugenetica e l'Eredità Umana di Monaco
di Baviera.
Generalmente si crede che questo centro sia stato il
propulsore culturale della "scienza razziale" nazista.
La nozione va integrata. In realtà, questo istituto
tedesco stentò ad operare (con il nome di Istituto
Kreapelin) fino al 1925, quando le sue ricerche ebbero
nuovo impulso dalla munificenza di un finanziatore di
vasti mezzi.
Quell'anno la Fondazione Rockefeller fece all'Istituto
di Monaco una donazione di 2,5 milioni di dollari.
Nel 1928 sborsò altri 325 mila dollari per la costruzione
di una nuova sede. L'impulso era dato.
Ernst Ruedin, succeduto a Davenport alla testa della
Federazione Eugenetica Mondiale, sarà in seguito nominato
presidente della Società per l'Igiene Razziale voluta dal
Reich, e magna pars del «gruppo di studio sull'eredità»
presieduto da Himmler, che elaborò i testi di legge nazisti
sulla sterilizzazione.
Ruedin contava su due promettenti collaboratori. Uno, Franz
Kallmann, si illustrò durante il Congresso di Scienze della
Popolazione tenutosi a Berlino nel '35 nella sede del
Ministero dell'Interno (Gestapo) perché propugnò la
sterilizzazione non solo degli schizofrenici, ma anche
dei loro familiari.
Purtroppo, identificato come mezzo-ebreo, Kallmann dovette
privare del suo apporto scientifico il terzo Reich: nel
'36 trovò lavoro (come dubitarne?) in Usa.
L'altro collaboratore di Rubin, Otto Verschuer, diventò
nel '43 il direttore dell'Istituto di Monaco. Esiste una
sua lettera alle autorità naziste in cui segnala «il mio
collaboratore, antropologo e medico Joseph Mengele»,
per agevolare le ricerche che costui stava conducendo
«sui gruppi razziali concentrati ad Auschwitz».
Mengele è braccato da decenni dai cacciatori di nazisti.
Verschuer, suo superiore, nel 1946 sarà accolto dal Bureau
of Human Heredity di Londra, dove ha potuto continuare
gli "importanti studi scientifici" iniziati sotto il Reich.
Poco dopo si stabiliva in Danimarca, dove il Bureau trasferì
la sua nuova sede grazie a una donazione della Fondazione
Rockefeller.
Insomma: il sì britannico e americano alla clonazione di
embrioni umani per scopi scientifici ha profonde radici
storiche.
Non naziste, sia chiaro; perfettamente anglosassoni,
ossia liberali e mercantili.
Nel '32, all'entrata del Museo di New York dove si teneva
il cruciale Congresso, furono posti i busti marmorei di
Charles Darwin e di suo cugino Francis Galton, inventore
del termine "eugenetica".
Darwin aveva scritto: "Mentre tra i selvaggi i deboli di
corpo sono prontamente eliminati, noi civilizzati facciamo
ogni sforzo per arrestare il processo di eliminazione:
costruiamo ospedali per gli idioti e gli infermi, emaniamo
leggi per soccorrere i poveri".
Galton (1822-1911), scienziato di poco talento, è passato
alla storia soprattutto come un metrologo maniacale: passò
la vita a misurare scatole craniche, e allineare
statistiche sulla criminalità fra le "classi meno dotate"
inglesi. Galton considerò apertamente l'eugenetica una
scienza politica, volta a salvaguardare le "classi più
dotate".
Il darwinismo sociale. La sopravvivenza del più ricco.
Maurizio Blondet
(c) Avvenire
>From : "Zbigniew Suchecki" <suchecki@...>
>Date : Sun, 27 Aug 2000 21:57:05 +0200
>Sarebbe molto utile raggruppare i messaggi mandati lo stesso giorno per
>facilitare la lettura
>
>con distinti saluti
>
> P. Zbigniew Suchecki
Per ricevere i messaggi raggruppati, non hai che da scegliere la
modalita' DIGEST
per fare cio', indirizza, dallo stesso account con cui ti sei iscritto,
un messaggio vuoto a sacerdos-digest@onelist.com.
PS. Hai mica studiato al Russicum una decina di anni fa?
In Jesu et Maria
Don Alfredo M. Morselli
oooooooooo @ oooooooooo @ oooo
ooo @ (M) o
@ oooooooooo @ oooooooooo @ ooooo
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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!
31 agosto
La Madonna, Salute degli infermi
"Ricordati, Vergine dolcissima, che Tu sei la mia Mamma e io sono il tuo
figlio, che Tu sei potente e io sono una povera creatura, vile e debole.
Ti supplico, dolcissima Madre, dirigimi in tutte le mie vie e azioni.
Se Tu non potessi, Ti scuserei, dicendo: e' vero che e' mia Madre e mi
ama come suo figlio, ma la poveretta manca di avere e di potere.
Per l'onore e la gloria del tuo Figlio, accettami come figliol tuo,
senza badare alle mie miserie e ai miei peccati. Libera da ogni male la
mia anima e il mio corpo, e dammi tutte le tue virtu', specie l'umilta'.
Fammi dono di tutti i favori, beni e grazie che piacciono alla
Santissima Trinita', Padre, Figlio e Spirito Santo".
Amen. Ave Maria!
(S. Francesco di Sales)
---------- Initial message -----------
From : "Zbigniew Suchecki" <suchecki@...>
Date : Sun, 27 Aug 2000 21:57:05 +0200
Subject : Richiesta
Sarebbe molto utile raggruppare i messaggi mandati lo stesso giorno per
facilitare la lettura
con distinti saluti
P. Zbigniew Suchecki
Piazza Ss. Apostoli, 51
00187 Roma
suchecki@...http://www.linet.it/users/suchecki
---------- Initial message -----------
From : "P. Caesar Atuire, LC" <sacerdos@...>
Date : Sun, 27 Aug 2000 20:04:40 +0200
Subject : R: [Sacerdos] P Adam - Partenza per la Bielorussia
ART!
Conti sulle le nostre preghiere! In Cristo, p. Caesar, lc
---------- Initial message -----------
From : "Don Marco Tesi" <donmarcot@...>
Date : Sun, 27 Aug 2000 19:03:59 +0200
Subject : Mi aiutate
Carissimi confratelli nel presbiterato, sono stato nominato dal mio
Arcivescovo amministratore (parroco) di una piccola parrocchia di
campagna e alla stesso tempo collaboratore (vice parroco) della
parrocchia vicina oltre 6000 anime. Mi è stato affidato, tra le altre
cose, di essere l'assistente di un gruppo giovanile organizzato sulla
linea scout. Qualcuno mi potrebbe consigliare come programmare la
pastorale del gruppo composto da tre sottogruppi suddivisi per età;
fanciulli, adolescenti e ragazzi. Utilizzo il catechismo o vi sono
tracce più specifiche per un gruppo para-scout? Fraternamente vi saluto.
don Marco diacono
ART!
Conti sulle le nostre preghiere! In Cristo, p. Caesar, lc
----- Original Message -----
From: sacerdos <sacerdos@...>
To: Ai confratelli di Sacerdos <Sacerdos@egroups.com>
Sent: Sunday, August 27, 2000 7:57 PM
Subject: [Sacerdos] P Adam - Partenza per la Bielorussia
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date: 27-08-2000 14:18
Received: 27-08-2000 17:30
From: Adam Sikorski, MIC, sikorski@...
Ciao!
Da me ci sono grandi cambiamenti che sono avvenuti gli ultimi giorni.
Non parto più per Brasile ma per Bielorussia perché ho ricevuto la
nomina del moderatore della curia vescovile dal nuovo vescovo della
diocesi di Witebsk monsignore Wladyslaw Blin.
In modo definitivo parto da Roma per Polonia e Bielorussia il 4
settembre.
Spero che continueremò la nostra corrispondenza.
Chiedo le preghiere per la mia nuova missione e per la Chiesa
dell'Est.
Con i più cordiali saluti
p. Adam
P.s. Ecco il mio nuovo indirizzo in Bielorussia (attuale dal 19
settembre):
P. Adam Sikorski, M.I.C.
ul. Czkalowa 52 korp. 1 m. 21
210032 Witebsk, a 133
BIELORUSSIA
tel/fax: 00375/212 210157
tel: 00375/212 2211361
e-mail: brasik@...
----------------- End Forwarded Message -----------------
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| Santifica, o Dio, questa offerta |
| con la potenza della tua benedizione |
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Dottrina sociale della Chiesa e "nuova evangelizzazione"
La dottrina sociale della Chiesa costituisce una delle mie piu' vive
preoccupazioni, giacche' sono profondamente consapevole di quanto
generosa
e qualificata debba essere la sollecitudine di tutta la Chiesa
nell'annunciare all'uomo del nostro tempo il Vangelo della vita, della
giustizia e della solidarieta'.
"Come deve essere proposta nell'attuale situazione storica e culturale la
verita' affidata ai cristiani?". L'urgenza che oggi emerge sempre piu'
nitida ed impellente e' quella di promuovere una "nuova
evangelizzazione",
una "nuova implantatio evangelica", anche con riferimento al sociale. Il
Papa Paolo VI spronava, infatti, a superare la frattura tra Vangelo e
cultura, attraverso un'opera di inculturazione della fede, capace di
raggiungere e trasformare, mediante la forza del Vangelo, i criteri di
giudizio, i valori determinanti, le linee di pensiero propri di ogni
societa'. L'intenzione centrale, particolarmente attuale se consideriamo
la
situazione dell'Europa, era rivolta a mettere in evidenza con rinnovato
slancio la rilevanza della fede cristiana per la storia, la cultura e la
convivenza umana.
A partire da Gesu' Cristo, unica salvezza dell'uomo, e' possibile mettere
in evidenza il valore universale della fede e dell'antropologia cristiana
ed il loro significato per ogni ambito dell'esistenza. In Cristo e'
offerta
all'essere umano una specifica interpretazione personalistica e
solidarista
della sua realta' aperta alla trascendenza.
Proprio a partire da questa antropologia, la dottrina sociale della
Chiesa
puo' proporsi non come ideologia, o "terza via", simile ad altre proposte
politiche e sociali, ma propriamente come un particolare sapere
teologico-morale, che ha la sua origine in Dio che si comunica all'uomo
(cfr. Sollicitudo rei socialis, 41). In
questo mistero essa trova la sorgente inesauribile per interpretare e
orientare le vicende dell'uomo. La nuova evangelizzazione, a cui e'
chiamata tutta la Chiesa, dovra' pertanto integrare in se', a pieno
titolo,
la dottrina sociale della Chiesa (cfr. ibid.), e cosi' mettersi meglio in
grado di raggiungere e di interpellare, nella concretezza dei problemi e
delle situazioni, i popoli europei.
Un'altra prospettiva, dalla quale si comprende l'ampiezza di orizzonti
dell' [...] impegno formativo, imperniato sulla dottrina sociale della
Chiesa, e' quella che riguarda l'etica cristiana.
Nell'odierna cultura dell'Europa contemporanea e' forte la tendenza a
"privatizzare" l'etica e a negare rilevanza pubblica al messaggio morale
cristiano. La dottrina sociale della Chiesa rappresenta, di per se
stessa,
il rifiuto di tale privatizzazione, perche' mette in luce le autentiche e
decisive dimensioni sociali della fede, illustrandone le conseguenze
etiche.
Come in piu' circostanze ho avuto modo di ribadire, nella prospettiva
delineata dalla dottrina sociale della Chiesa non si deve mai rinunciare
a
sottolineare il legame costitutivo dell'umanita' con la verita' ed il
primato dell'etica sulla politica, l'economia e la tecnologia.
Attraverso la sua dottrina sociale, la Chiesa pone cosi' al continente
europeo, che vive una stagione complessa e travagliata a livello di
integrazione politica, economica e di organizzazione sociale, la
questione
della qualita' morale della sua civilta', presupposto ineludibile per
costruire un autentico futuro di pace, di liberta' e di speranza per ogni
popolo e nazione.
Giovanni Paolo II
Discorso ai partecipanti a un convegno europeo di dottrina sociale della
Chiesa promosso dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace,
del
20-6-1997, nn. 1-3, in L'Osservatore Romano, 21-6-1997.
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date: 27-08-2000 14:18
Received: 27-08-2000 17:30
From: Adam Sikorski, MIC, sikorski@...
Ciao!
Da me ci sono grandi cambiamenti che sono avvenuti gli ultimi giorni.
Non parto più per Brasile ma per Bielorussia perché ho ricevuto la
nomina del moderatore della curia vescovile dal nuovo vescovo della
diocesi di Witebsk monsignore Wladyslaw Blin.
In modo definitivo parto da Roma per Polonia e Bielorussia il 4
settembre.
Spero che continueremò la nostra corrispondenza.
Chiedo le preghiere per la mia nuova missione e per la Chiesa
dell'Est.
Con i più cordiali saluti
p. Adam
P.s. Ecco il mio nuovo indirizzo in Bielorussia (attuale dal 19
settembre):
P. Adam Sikorski, M.I.C.
ul. Czkalowa 52 korp. 1 m. 21
210032 Witebsk, a 133
BIELORUSSIA
tel/fax: 00375/212 210157
tel: 00375/212 2211361
e-mail: brasik@...
----------------- End Forwarded Message -----------------
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date: 26-08-2000 16:00
Received: 27-08-2000 17:30
From: Felice Famularo, felicefa@...
To: sacerdos@...
Agosto 1999 - Agosto 2000
Un anno di grazia per il nostro sito http://digilander.iol.it/rinnovamento
Grazie Signore
per i 23.000 visitatori che Tu ci hai donato,
per le 600 persone che hanno chiesto di far parte della nostra lista per
gli aggiornamenti,
per le 900 e-mail di incoraggiamento pervenute,
per quanti hanno voluto regalarci i frutti del proprio lavoro
contribuendo alla realizzazione di canti, catechesi, insegnamenti ed
altro materiale utile,
ma sopratutto grazie Signore
per aver messo nel nostro cuore, un anno fa, il grande desiderio di
realizzare questo sito.
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Oltre 49 Mb di materiale messo a disposizione
Al 6° posto nella classifica di Profeta, motore di ricerca cattolico che
lo ha segnalato tra i siti consigliati del mese.
Evidenziato tra i migliori siti sul Motore di ricerca "Siti cattolici" di
Francesco Diani che ha dedicato un'ampia recenzione.
Presentato ad Assisi il 9 marzo in occasione del Convegno sulla pastorale
e le nuove tecnologie.
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265 Canti in formato midi e testo con accordi.
34 Canti in formato karaoke
24 Canti in formato Real..
51 Catechesi
5 Commenti sui ministeri nei gruppi con quesiti specifici
11 Rassegne stampa
28 Interventi sulla magia e nuova religiosità
34 Testimonianze
38 Preghiere
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3. S. Ignazio conchiude le sue regole intorno la fede con una
osservazione sul modo onde suole la Chiesa insegnare e difendere la fede
cattolica (Reg. 11). Due sono i metodi del suo insegnamento: il
cosiddetto positivo e lo scolastico. Il primo, il positivo e` usato
particolarmente dai Padri e dottori ecclesiastici dei primi secoli. Esso
non tanto si occupa sistematicamente nel consolidare e difendere la fede,
si` piuttosto nell'applicarla alla vita pratica del cristiano, a lode ed
onore di Dio e ad edificazione dei fedeli, studiandosi di mettere in
rilievo la praticita`, la bellezza, l'elevatezza e la consolazione della
nostra religione.
Il secondo metodo, lo scolastico, usato piu` tardi dai dottori e
scrittori ecclesiastici, consiste nel precisare e definire il concetto ed
il senso dei dogmi, nel dichiararli e nell'accostarli il meglio che torni
possibile all'intelligenza umana per mezzo di una illustrazione
razionale; come pure nel ridurre i risultati ottenuti ad un sistema
logico insieme e compatto. Il nobile fine della scolastica e` di
accostare insieme i due ordini della natura e della grazia, della fede e
della scienza, e di dimostrare come non solo non si contraddicono mai
l'un l'altro, ma per contrario si illustrano e si compiono a vicenda,
innalzando la dottrina cattolica ad un grandioso, solenne e sistematico
concetto della dottrina rivelata. In altri termini, la scolastica vuol
far cristiano l'uomo fin dal suo primo fondamento che e` la natura. Se
vogliamo pensare e giudicare cattolicamente, dobbiamo con la Chiesa
approvare ambedue questi metodi e ritenerli per buoni ed acconci al loro
intento. Il metodo positivo non incontra cosi` grandi difficolta`, come
lo scolastico. Or riguardo a questo secondo metodo dice S. Ignazio, che
non si puo` ammettere, che lo Spirito Santo, il quale sempre assiste alla
Chiesa e la regge, le venga mai meno; ma anzi e` da tener per fermo che
la guidi col suo lume e la provveda di sempre nuovi mezzi a seconda dei
bisogni dei tempi ed in aiuto di quel progresso, che le ha promesso. Ed
in vero la Chiesa deve in particolare ai dottori scolastici quel
grandioso edificio delle verita`, che ora ci sta innanzi. Essi hanno a
loro disposizione, non solo la S. Scrittura e le opere dei SS. Padri, ma
anche le decisioni dei Concilii e del diritto canonico e la ricca
esperienza, che la Chiesa ando` facendo nel corso dei secoli,
particolarmente nella lotta contro le eresie, a fine di definire con
sempre maggiore chiarezza e precisione le verita` della fede, mostrarne
maggiormente la convenienza con la ragione e difenderle con forza
maggiore contro gli assalti. E questa e` pure la ragione, per la quale
specialmente gli eretici ed i nemici della Chiesa hanno sempre
manifestato un odio istintivo contro questo metodo d'insegnamento.
Innanzi la scolastica non reggono ne le incertezze, ne le esagerazioni,
ne i sistemi personali; ne lo sragionare senza costrutto e senza logica;
neppure vi regge la sola erudizione. Tutti gli eretici si studiarono di
provare le loro opinioni coi soli testi dei Padri e della S. Scrittura,
perche' cosi` piu` facilmente stimavano di potersi trarre d'impaccio.
Per tale motivo Leone XIII dichiaro` S. Tommaso patrono della filosofia
ecclesiastica e della teologia, sanzionando con questo il metodo
scolastico. E gia` prima di Leone, era stata condannata la sentenza, che
il metodo ed i principii degli scolastici non fossero piu` appropriati ai
bisogni dei tempi ed al progresso della scienza. Eppure nessun altro
metodo quanto lo scolastico risponde ai bisogni dell'uomo, dimostrando la
fede come naturalmente possibile e conforme alla ragione ed alla scienza
ed offrendo ad ognuno il mezzo di formarsi col proprio ragionamento un
tal concetto del mondo, che sia fondato ad un tempo e sulla natura e
sulla fede. Come il metodo scolastico risponda allo spirito umano ed
entri spontaneo nella sua natura, ne e` prova che il mondo vi ritorna
sempre. Gia` due volte questo ritorno alla scolastica ha fatto
indietreggiare il mondo scientifico dai suoi errori, nel secolo XVI ed ai
nostri giorni. Non giova punto il gridare che la scolastica e`
un'eredita` del monachismo del medio evo. Anche essa non ha dubbio, come
tutte le cose quaggiu`, ebbe i suoi giorni oscuri ed usci` fuori di
strada. Ma questa e` cosa secondaria. Si tratta soltanto del sistema e
del metodo. Un metodo che si fa innanzi con principii solidi ed
accertati, con disciplina di studio gia` da lungo provata, col debito
conto di cio` che e` antico e tradizionale, che tutti i rami della
scienza mantiene subordinati fra loro e subordinati alla prima verita`,
e` da considerare come un beneficio speciale del cielo in un tempo,
quando sono in voga i metodi d'insegnamento piu` corruttori e si
rigettano tutti i principii direttivi fondamentali, quando si sta paghi
della semplice affermazione del fatto, senza vagliarlo e provarlo alla
stregua della filosofia, quando senza alcun principio direttivo e di
proprio capriccio si determina in antecedenza la conclusione, si proclama
la liberta` assoluta della coscienza, l'autonomia della ragione, la piena
liberta` delle dottrine da insegnare e da imparare e si lascia aperto il
campo a tutti i seminatori del dubbio. Di fronte a questa triste
condizione di cose non vi ha altro di meglio, se non affidarsi all'antico
e provato metodo d'insegnamento ed adoperarsi in ogni miglior modo,
perche' esso sia conservato e rimesso in onore.
Cosi`, secondo S. Ignazio, deve pensare e giudicare il cattolico in cose
di fede. Come si vede, il Santo abbraccia la questione in modo fermo,
profondo e pratico. Egli considera il cristianesimo nella Chiesa
cattolica e la Chiesa cattolica nel Papa. Egli chiama la Chiesa col suo
termine prediletto la Chiesa gerarchica, cioe` la Chiesa organata da Dio,
che si svolge con potenza divina e che monta su fino alla vetta sua
propria. Questa vetta e` il capo della Chiesa il Pontefice romano.
Dobbiamo a lui quella stessa prontezza ed alacrita` di volere in cose di
fede, onde siamo obbligati verso la Chiesa. Con questo S. Ignazio
condanna tutto cio` che e` setta ed ogni soggettivismo. La nostra
condotta rispetto alla fede e` esattamente la condotta nostra rispetto al
Papa. L'attaccamento pieno ed intero al Papa in cose di fede e` la pietra
di paragone della sincerita` della nostra fede e del nostro sentire
cristiano. I molti bei discorsi intorno al cristianesimo e alla Chiesa,
perfino le piu` splendide dissertazioni intorno a Nostro Signore Gesu`
Cristo a nulla approdano. Tutto si riduce al Papa. Il Papa e` il governo
visibile della Chiesa; il Papa e` il Vicario di Cristo qui sulla terra.
Niuno in cose di fede ha contatto quaggiu` immediato con Dio, e noi
intanto siamo credenti, cristiani e cattolici, in quanto in cose di fede
pensiamo e parliamo col Papa.
29 agosto
Madonna della Guardia
Te voglio, o santa Madonna: Te chiamo, Te seguo, Te amo.
Fuoco, dammi fuoco, fuoco di amore santo di Dio, dei fratelli: fuoco di
divina carita' che accenda le fiaccole spente, che risusciti tutte le
anime!
Se sorretto dal tuo braccio, tutti io portero' a Te, o beata Madre del
Signore! Madre tenerissima di tutti noi peccatori, di tutti gli
afflitti.
Amen. Ave Maria!
28 agosto
Madonna della Cintura
O Signore Gesu', che hai voluto nascere miracolosamente da una Madre
Vergine, concedi, Te ne preghiamo, che noi, i quali veneriamo il suo
sacro cingolo, meritiamo di venir chiamati alle nozze celesti, rivestiti
della veste nuziale e guarniti col cingolo della purezza.
Amen. Ave Maria!
27 agosto
Guardare a Maria
"Vergine Madre, figlia del tuo Figlio
umile e alta piu' che creatura
termine fisso d'eterno consiglio,
Tu sei colei che l'umana natura
nobilitasti si', che 'l suo Fattore
non disdegno' di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si riaccese l'amore
per lo cui caldo ne l'eterna pace
cosi' e' germinato questo fiore..."
Amen. Ave Maria!
(Dante Alighieri)
Blair usa gli uomini come Matrix: parla Sgreccia
L'embrione e' una persona.
"Il fine non giustifica i mezzi: la clonazione degli embrioni umani per
fini terapeutici non e' meno illecita di quella per fini procreativi.
Anzi, per certi versi, e' peggiore... ".
Il vescovo Elio Sgreccia, direttore dell'Istituto di bioetica
dell'Universita' Cattolica e vicepresidente della Pontificia Accademia
per la Vita, boccia senza appello la decisione del governo inglese che ha
concesso il semaforo verde alla clonazione umana.
- Monsignore, la decisione di Blair la sorprende?
"No. C'erano gia' state delle avvisaglie e la decisione e' in linea con
certi ambienti culturali inglesi."
- A che cosa si riferisce?
"Al fatto che da tempo si sta cercando di far l'idea che l'embrione non
e' una persona. La clonazione a fini terapeutici ne e' una diretta
conseguenza".
- Perche' la Chiesa condanna la clonazione a fini terapeutici?
"La distinzione sui fini e' artificiosa. Qui si tratta di produrre un
individuo umano per poi usarlo come deposito di cellule. L'embrione umano
viene ridotto a materiale da esperimento. Le coscienze di tutto il mondo
civile dovrebbero sussultare..."
- Perche' la clonazione a fini terapeutici sarebbe piu' grave di quella a
fini procreativi?
"Perche' in quest'ultima si avvia illecitamente un individuo alla vita,
mentre nella clonazione a fini terapeutici si avvia un individuo
all'immolazione. E questo lo vietano tutti i codici etici internazionali".
- La decisione inglese apre nuovi scenari sulla sperimentazione in Europa?
"Io non posso fare altro che osservare che il via libera dato dal Governo
Blair e' in contraddizione con l'art. 8 della Convenzione Europea di
Bioetica, che vieta la produzione di embrioni umani per scopi
sperimentali.
- Resta il fatto che lo scopo delle sperimentazioni e' quello di curare
alcune gravi malattie.
"Il fine, lo ripeto, non giustifica i mezzi. Non si possono produrre e
poi sacrificare degli embrioni umani. Le ricerche scientifiche dimostrano
che esistono anche altre vie per rigenerare tessuti e organi, attraverso
l'utilizzo delle cellule staminali adulte.
- Questa via alternativa e' accettata dalla Chiesa?
"Si, non da' problemi etici e rappresenterebbe un grande avanzamento dal
punto di vista scientifico. L'Accademia Pontificia per la Vita ha messo a
punto un documento proprio su questo argomento e sara' reso noto in
autunno".
a cura di Andrea Tornielli
(c) Il Giornale
2. Hanno relazione con la fede anche quelle regole, nelle quali S.
Ignazio raccomanda in via ordinaria di non parlare senza riflessione e
prudenza della predestinazione alla vita eterna e della potenza della
fede e della grazia in modo da indurre questo pericolo, che cioe` ne
soffra la persuasione della realta` e necessita` del libero arbitrio e
della cooperazione alla grazia e s'indebolisca lo zelo per le opere
buone, a Dio gradite (Reg. 14-18).
Si tratta evidentemente di avvisi, assai opportuni nei tempi andati
contro le dottrine di Lutero, di Calvino e poi di Giansenio. Certo e` che
la determinazione e la preparazione della volonta` alla grazia non sono
argomenti da trattarsi innanzi ad ogni sorta di uditori, a per il
pericolo di equivocare e di recar danno allo spirito.
Del resto tali questioni hanno oggi perduto in parte la loro viva
attualita`. I tempi nostri, troppo leggeri di solito, non si rompono il
capo per le cose eterne e per la predeterminazione alla salvezza.
Per quel che riguarda l'esagerazione intempestiva in cose di fede, quasi
la fede bastasse da sola alla salute, che, com'e` noto era uno dei
principii fondamentali del vecchio luteranesimo, i protestanti hanno del
tutto cambiato posizione. Oggi essi affermano: Poco importa la fede,
purche' si conduca vita onesta; su per giu` quello stesso che in altri
tempi si rinfacciava ai cattolici. Essi non vogliono piu` professioni di
fede: e se oramai e` caduta la stupida dottrina che la sola fede basta
per la salute, senza le opere, chi la mettera` di nuovo in onore?
Ed il medesimo si dica delle dottrine esagerate intorno la grazia stessa.
Come la fede non puo` stare senza le opere, cosi` la grazia non esclude
punto la libera cooperazione della volonta` umana. La grazia ci e`
necessaria ad ogni opera buona, appunto perche' siam noi messi in grado
di determinarvici. Un istrumento cieco e privo di volonta` non ha davvero
bisogno di grazia alcuna.
Certo e` per ultimo che nessuno si salva, se non e` predestinato da Dio;
ma non e` meno certo, che nessuno e` predestinato da Dio, senza la sua
cooperazione alla salute, in quella misura che gli e` possibile.
Con tutto questo S. Ignazio ci vuol mettere innanzi una massima
fondamentale per la vita pratica cattolica: ed e` che in tutte le
circostanze nostre, siano personali o private o pubbliche, non ci
restringiamo a gemere, a lamentarci, a fantasticare, aspettando miracoli
dal cielo e rimanendoci nel frattempo con le mani in mano. L'uomo ha
attivita` sua propria. E' da confidare in Dio, come se tutto dipendesse
da lui; ma insieme e` da lavorare cosi`, come se tutto dipendesse da noi
soli. Confidenza in Dio, alacrita`, energia e costanza ‹ ecco l'uomo
cattolico!
26 agosto
Madonna di Oropa
Ti saluto, o Maria, ostensorio di Cristo Signore.
Tu sei la colonna di fuoco che ci addita il cammino nelle tenebre.
Tu sei la terra promessa in cui scorre l'abbondanza della grazia e
dell'amore.
Tu sei Colei che ci dai vittoria.
Ave, Tu che riempi le reti dei pescatori.
Amen. Ave Maria!
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date: 25-08-2000 19:38
Received: 26-08-2000 11:20
From: lambano, lambano@...
To: Sacerdos-owner@egroups.com
Fratres dilectissimi,
In merito alla recente straordinaria GMG, Scalfari, sulle pagine di
"Repubblica" del 20 agosto, nell'articolo "I FIGLI DEI FIORI TRENTA ANNI
DOPO", ha asserito:
(......)
Il danaro serve anche a loro.
Danaro per opere di bene, opere che creino denaro che servira' a
finanziare
altre opere; non e' stato addirittura il Papa a ringraziare alcuni
sponsor
di queste benefiche iniziative regalandogli uno spot pubblicitario senza
prezzo? Non e' Comunione e Liberazione la punta di diamante di questa
prassi? Non e' la Compagnia delle Opere lo strumento di eccellenza che
attua la suddetta filosofia? E vorrei aggiungere: non e' Roberto Formigoni
il portabandiera, il tedoforo di quelle Opere? E non e' l'Opus Dei,
l'altra
e parallela confraternita che incarna la visione delle opere e la visione
del potere che ne deriva?
I ragazzi di Tor Vergata non sono le milizie di Cl o dell' Opus Dei,
vengono dai loro paesi d'Italia e di tutto il mondo, il potere non e' nei
loro pensieri, i loro punti di riferimento sono san Giovanni Bosco, san
Francesco di Sales, il Poverello di Assisi. Ma Cl e Opus Dei sono dei
corpi
scelti di quest'ondata, la sua ossatura portante, le teste pensanti e le
strutture organizzative che la sostengono e la consolidano.
Non voglio affatto affermare che queste "cappellanie" e altre consimili
siano condannabili, censurabili, sospettabili, ma dico pero' che il gioco
del potere e' il loro gioco, dico che nella societa' ecclesiastica esso e'
da anni in pieno sviluppo e che da anni esso e' diffuso largamente anche
nella societa' civile e laica, ha occupato buona parte del potere
bancario,
ha creato reti di interessi solidissime, clientele elettorali formidabili.
Infine e' su questo crinale che si combattera' la scelta del conclave
quando l'ora arrivera'.
Se i ragazzi di Tor Vergata e tutti quelli che a essi somigliano
diventeranno morbida cera nelle mani della varie Cl , Opus Dei o dei vari
monsignor Ruini, avra' vinto alla fine il Papa conservatore; se questo non
avverra' la Chiesa sara' scossa da una sua propria rivoluzione di portata
radicale e , appunto piu' ecumenica.
Il giorno dopo, Doninelli, dalle pagine del "Giornale" di Milano, ha
replicato, affermando che CL e l'Opus Dei siano entità diversissime fra
loro.
Io, da povero frate Cappuccino, avevo sempre ritenuto fossero invece
realtà
ontologicamente e teleologicamente analoghe, ancorché differenti sotto il
profilo fenotipico e canonico (prelatura l'una, movimento l'altro;
dipendenza dalla Congregazione dei Vescovi l'una, dal Pontificio consiglio
per i laici l'altro).
Sarebbe troppo sperare che qualche cortese e di buon cuore iscritto alla
ML
possa spiegarne le effettive differenze?
Grazie infinite!
Pax et Bonum!
Prof. P. Filippo Silvio, OFMCap
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Pedofili: conseguenza d'una sessualita' sempre piu' estrema
INTERVISTA Lo psichiatra Andreoli non ha dubbi: i bambini sono
l'anello debole di questa deriva e la societa` non li protegge
«E' la conseguenza di una sessualita` sempre piu` estrema»
Roma. «Non si dica che questa societa` ama i bambini,
perche' non e` vero! Perche' se il bambino e` rispettato
dalla sua intera comunita`, intesa per esempio come
il suo condominio o il suo quartiere o il
suo paese, ed e` davvero protetto da ognuno e da tutti, allora si
riesce a capire se qualcosa non va se, magari, qualcuno guarda in
modo strano un piccolo...».
Pesano come macigni le parole dello psichiatra Vittorino Andreoli.
Le soppesa, una per una.
E sono parte di un ragionamento complessivo che lascia fuori le
responsabilita` di nessuno o quasi.
- La sessualita`, professor Andreoli, e` ostentata sui giornali
e in tivù: magari alla fine c'entra qualcosa con la pedofilia?
- Guardiamo al comportamento nella sessualità: oggi e` proposto
in modo sempre piu` spinto, sempre piu` fuori dall'ordinario.
C'e` cioe` la tendenza a usare la sessualita` in modo che sia
estrema, fino alla perversione. E fino alla ricerca di
espressioni altre, legate poi, nel passaggio dalla "fantasia"
alla cronaca, che esprimono comportamenti anche molto pervertiti.
- Perche'?
- Questo e` un fenomeno che possiamo legare strettamente a un
evento verificatosi in questi anni: la sessualita` ha perduto
un destino per cosi` dire "generazionale", diventando puro gioco,
piacere, ma anche esercizio estremo.
E cio` e` facilmente dimostrabile anche tenendo conto che
la stessa pornografia attuale e` estrema o pervertita,
assai diversa da quella degli anni precedenti.
C'e` sempre stata, la pornografia, ma era altra da quella attuale.
- Esistono pero` i limiti. Quelli religiosi, ma anche quelli morali
o soltanto posti dalla civile convivenza. Esistono o almeno
dovrebbero esistere...
- Non c'e` pero` dubbio che nel migliore dei casi si sia confuso
e, nella maggior parte delle situazioni addirittura perduto, il
senso del limite, che vuol dire anche la definizione della norma
civile ancora prima di quella dei principii etici.
- Conseguenze?
- Al principio secondo cui certe cose non si devono mai fare e
certe altre devono invece farsi sempre, che e` principio fondante
di qualsiasi morale, si e` andato sostituendo una sorta di
"principio della circostanza" secondo cui e` invece possibile
fare tutto, dipende da quando e come.
- Uno sconvolgimento...
-...E`, sul piano dei principii, un vero e proprio terremoto.
In pratica non esiste piu` limite tra mondo dei desideri e del
concreto: io desidero questo e questo faccio. La nostra e` una
societa` che ha rinunciato da tempo ai principii morali.
- E i bambini ne sono spesso l'anello debole.
- Gia`. E non si dica che questa societa` ama i bambini,
perche' non e` vero! Perche' se il bambino e` rispettato
dalla sua comunita`, intesa
per esempio come il suo condominio o il suo paesino, ed e` protetto
da ognuno e da tutti, allora si riesce a capire subito se c'e`
qualcosa che non va, se magari qualcuno guarda in modo strano un
piccolo... Ma e` necessario che chiunque consideri proprio figlio
anche il figlio degli altri.
- A proposito: non e` possibile, anche qui, che lo sfruttamento
pubblicitario, televisivo e cinematografico dei piu` piccoli possa
fungere per certi versi da "motore" in alcuni soggetti?
- Si`, senza dubbio. Occorre tenere presente, e in questo caso
servono evidentemente le virgolette, che il bambino e` un "oggetto
bello": pulito, simpatico, tenero. Quindi o c'e` una vera
educazione di rispetto e difesa da parte di tutti, oppure
in una societa` senza limiti, senza regole, lo stesso bambino
finisce per diventare oggetto anche sessuale.
- Un'ultima domanda, professore, legata alle sue constatazioni
professionali: la pedofilia e` davvero in aumento o semplicemente
se ne parla di piu`?
- E' in aumento: in notevole aumento. E questo accade per
tutto cio` di cui abbiamo discusso fin qui.
Una cultura necrofila
Giovanni Paolo II, Udienza generale del 15-12-1999
[sintesi]
1. "I cristiani, ricordando le parole del Signore 'da questo tutti
sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri'
(Gv 13,35), niente possono desiderare piu` ardentemente che servire con
maggiore generosita` ed efficacia gli uomini del mondo contemporaneo"
(Gaudium et spes, 93).
Questo compito che il Concilio Vaticano II ci ha consegnato in chiusura
della Costituzione pastorale su 'La Chiesa nel mondo contemporaneo',
risponde alla sfida affascinante di costruire un mondo animato dalla
legge dell'amore, una civilta` dell'amore, "fondata sui valori universali
di pace, solidarieta`, giustizia e liberta`, che trovano in Cristo la
loro piena attuazione" (Tertio millennio adveniente, 52).
...
Abbiamo assistito al declino di ideologie che hanno svuotato di
riferimenti spirituali tanti nostri fratelli, ma i frutti nefasti di un
secolarismo che ingenera indifferenza religiosa continuano a persistere,
soprattutto nelle regioni piu` sviluppate.
A questa situazione non e` sicuramente una risposta valida il ritorno ad
una religiosita` vaga, motivata da fragili istanze compensative e dalla
ricerca di un equilibrio psico-cosmico, quale si rivela in molti nuovi
paradigmi religiosi che proclamano una religiosita` senza riferimento a
un Dio trascendente e personale.
Occorre invece analizzare con attenzione le cause della perdita del senso
di Dio e riproporre coraggiosamente l'annunzio del volto del Padre,
rivelato da Gesu` Cristo nella luce dello Spirito.
...
2. La perdita del senso di Dio ha coinciso, negli ultimi decenni, con
l'avanzare di una cultura nichilistica che impoverisce il senso
dell'esistenza umana e relativizza in campo etico perfino i valori
fondamentali della famiglia e del rispetto della vita.
Tutto questo spesso si realizza non in modo vistoso, bensi` con la
sottile metodologia dell'indifferenza che fa passare per normali tutti i
comportamenti, di modo che non emerga piu` nessun problema morale.
Si esige paradossalmente che lo Stato riconosca quali 'diritti' molti
comportamenti che attentano alla vita umana, soprattutto a quella piu`
debole e indifesa.
Per non parlare delle immani difficolta` di accettazione dell'altro
perche' diverso, incomodo, straniero, malato, handicappato.
Proprio il rifiuto sempre piu` forte dell'altro in quanto altro interroga
la nostra coscienza di credenti.
Come dicevo nell'Enciclica Evangelium vitae: "Siamo di fronte ad una
realta` piu` vasta, che si puo` considerare come una vera e propria
struttura di peccato, caratterizzata dall'imporsi di una cultura
anti-solidaristica, che si configura in molti casi come vera 'cultura di
morte'" (n. 12).
3. Di fronte a questa cultura necrofila la nostra responsabilita` di
cristiani si esprime nell'impegno della "nuova evangelizzazione", tra i
cui frutti piu` importanti va annoverata la civilta` dell'amore.
...
Infatti proprio dalla riflessione sul mistero del Dio trinitario e sulla
persona del Verbo fatto carne e` gradatamente scaturita la dottrina
antropologica della persona umana come essere relazionale.
Questa preziosa acquisizione ha fatto maturare la concezione di una
societa` che stabilisce nella persona il suo punto di partenza e
l'obiettivo da raggiungere.
La dottrina sociale della Chiesa, che lo spirito del Giubileo invita a
rimeditare, ha contribuito a fondare sul diritto della persona le stesse
leggi del convivere sociale.
La visione cristiana dell'essere umano come immagine di Dio implica
infatti che i diritti della persona si impongano per loro natura al
rispetto della societa`, che non li crea, ma semplicemente li riconosce
(cfr Gaudium et spes, 26).
5. La Chiesa e` consapevole che questa dottrina puo` restare lettera
morta se la vita sociale non e` animata dal soffio di un'autentica
esperienza religiosa e in particolare dalla testimonianza cristiana
continuamente alimentata dall'azione creatrice e risanatrice dello
Spirito Santo.
Essa e` cosciente infatti che la crisi della societa` e dell'uomo
contemporaneo e` motivata in gran parte dalla riduzione della dimensione
spirituale specifica della persona umana.
Il cristianesimo offre il suo contributo alla costruzione di una societa`
a misura d'uomo, proprio assicurando ad essa un'anima e proclamando le
esigenze della legge di Dio, a cui ogni organizzazione e legislazione
della societa` deve ancorarsi, se intendono garantire la promozione
umana, la liberazione da ogni tipo di schiavitu`, l'autentico progresso.
Questo contributo della Chiesa passa soprattutto attraverso la
testimonianza offerta dai cristiani, e in particolare dai laici, nella
loro vita quotidiana.
L'uomo contemporaneo infatti accoglie il messaggio dell'amore dai
testimoni piu` che dai maestri, o da questi ultimi quando si presentano
come autentici testimoni (cfr EN, 41). e' questa la sfida da raccogliere,
perche' si aprano nuovi scenari per il futuro del cristianesimo e della
stessa umanita`.
Domenica XXI del TEMPO ORDINARIO 27 agosto dell'anno 2000
Prima: Gs 24, 1-2. 15-17; seconda: Ef 5, 21-32; Vangelo: Gv 6, 60-69
Nesso logico tra le Letture
Nel decidersi sta la chiave dei diversi testi liturgici. Le tribu`
riunite da Giosue` a Sichen debbono decidersi se servire Jahve' o altri
dei. Esse decidono per Jahve' (prima lettura). I discepoli di Gesu`,
scandalizzati dalle sue parole (mangiare la mia carne e bere il mio
sangue) sono situati da Gesu` davanti a una decisione: "Anche voi volete
andar via?". Pietro, in nome degli altri discepoli, si decide per
Cristo: "Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna"
(vangelo). Infine, nella seconda lettura, la decisione irrevocabile di
Cristo per la sua Chiesa serve da esempio alla decisione mutua degli
sposi nell'amore.
Messaggio Dottrinale
Un decidere responsabile. Essere uomo con uso di ragione significa
essere obbligato a decidere nelle piccole e nelle grandi cose della
vita. In altri termini, vivere e` dover decidere. Questo e` gia` qualcosa
di molto importante, poiche' ci differenzia da tutte le altre creature
dell'universo. Ciononostante, e` incompleto, perche' si puo` decidere
bene, ma si puo` anche decidere male. Piu` importante che non il solo
decidere, e` il decidere bene. Che cosa implica una buona decisione?
Ecco alcuni aspetti significativi. 1) Decidere bene implica lasciare.
Lasciare innanzitutto cio` che impedisce o almeno rende difficile la
buona decisione. Le tribu` di Israele debbono lasciare, rinunciare agli
de`i dei loro padri e agli de`i degli amorrei (prima lettura). I
discepoli debbono prescindere dai propri pregiudizi culturali e
religiosi davanti allo scandalo dell'Eucarestia (vangelo). I coniugi
debbono rinunciare a qualsiasi altro amore sponsale che non sia quello
del proprio coniuge (seconda lettura). 2) Decidere bene e` preferire.
Certamente, preferire il bene al male, ma in molte occasioni sara`
preferire il meglio al buono. Si preferisce il bene o il meglio, in
conformita` con la vocazione e missione che ciascuno ha ricevuto nella
vita. Tutto cio` che si opponga alla vocazione cristiana si deve
lasciare, e tutto cio` che la favorisca si deve preferire. Cio` che
contribuisca maggiormente a vivere la mia vita cristiana e` quello che
debbo preferire ad altre cose, per quanto buone esse siano. Questa e` la
strada per prendere una decisione responsabile.
Un decidere credente. Perche' una decisione sia responsabile, si deve
fondare su basi solide. Queste non sono ne' i sentimenti, ne' i gusti o i
capricci, ne' le convenienze personali, ne' la fredda e pura ragione, ne'
il volontarismo a oltranza. Si deve decidere a partire dalla fede,
dalla fiducia totale nella fedelta` e nel potere di Dio. Gli israeliti
si sentivano attratti dagli de`i dei popoli vicini, ma avevano
l'esperienza che Jahve' e` l'unico Dio fedele, ricco di misericordia e di
pieta`. Pietro e i discepoli hanno sperimentato, nella convivenza con
Gesu`, che soltanto lui "ha parole di vita eterna", per quanto possano
suonare scandalose agli orecchi. Quando un uomo e una donna si danno un
si` per sempre, lo fanno "nel Signore", cioe` fiduciosi nel potere di Dio
che li aiutera` a mantenere la loro decisione. » la fede, una fede
limpida, ferma, certa, irrevocabile quella che spinge e mette in azione
la capacita` umana di prendere una decisione. Quando le decisioni,
invece di basarsi sulla fede o sulla ragione illuminata dalla fede, si
fondano su qualsiasi altra cosa, si corre un grandissimo rischio: che
la decisione traballi e soccomba con il passare degli anni, con il
cambiamento delle situazioni, con il logori`o della convivenza
quotidiana. La fede fonda le nostre decisioni sulla verita` e sul bene,
che sono colonne inamovibili e che sopportano tutti gli urti e tutte le
tempeste.
Suggerimenti Pastorali
Non decidere alla leggera. Nella nostra societa` non poche volte si
prendono decisioni alla leggera. » vero che ci sono molte piccole
decisioni di ogni giorno che nemmeno si pensano e che, del resto, non
hanno importanza ne' conseguenze manifeste. Per esempio, l'ora di uscire
a far spese, in quale ristorante cenare o quale menu` scegliere per il
pranzo domenicale. Anche se sarebbe meglio pensare anche prima di
queste piccole decisioni, al fine di formare la capacita` e l'abitudine
di prendere sempre decisioni mature, ci sono, tuttavia, decisioni che
riguardano non soltanto un momento o un aspetto, ma tutta la nostra
vita. Per esempio, sposarsi o no, con chi sposarsi, cambiare religione,
abortire o non abortire, essere o no praticante, collaborare o non
collaborare con la parrocchia, scegliere l'uno o l'altro lavoro
professionale, ecc. Queste decisioni non si debbono mai prendere alla
leggera. In tal modo, si fa a se stessi un gravissimo danno, e
oltretutto, si pregiudica notevolmente la societa` in generale e
specialmente la societa` familiare. Ci si domanda come sia possibile che
in cose di tanta trascendenza, si possa decidere in modo tanto
superficiale. La risposta che do oggi a me stesso e` che la gente,
soprattutto i piu` giovani, non sono stati formati per decidere in
conformita` con la verita` e con il bene. Sono figli del presente
effimero, sono figli della cultura usa e getta, sono figli delle
soddisfazioni immediate. Come avranno la capacita` per prendere
decisioni di tutta la vita?
La decisione si forma. Si sa che ci sono persone che per temperamento
sono capaci di decisione, ed altre che sono meno decise o indecise.
Indipendentemente dal temperamento che si abbia, si deve formare l'uomo
per la decisione, in modo che quest'ultima sia ferma, responsabile e
matura. Il temperamento molto deciso dovra` uniformare la decisione con
la prudenza, per non rischiare in eccesso. Il temperamento indeciso
dovra` sviluppare la sua intrepidezza e il suo coraggio, al fine di fare
opportunamente il passo verso la decisione. Sia l'uno che l'altro
prenderanno le decisioni con piena coscienza e liberta`, per decidere in
modo degno dell'uomo. Una decisione sotto la spinta dell'occasione, sia
quest'ultima psicologica, fisica o morale, non sara` mai buona, cosi`
come non permettera` nemmeno la crescita dell'uomo in dignita` e in
umanesimo. Perche' l'essere umano possa portare a compimento decisioni
giuste e che lo arricchiscano, si richiede di uniformare le decisioni
col il loro proprio oggetto, cioe`, con la conoscenza del bene e della
verita`. Una decisione buona matura al calore della riflessione e della
ponderazione, che sono aliene da una parte da qualsiasi precipitazione
o leggerezza e, dall'altra, da ogni abbandono, pigrizia mentale o
permanente stato di perplessita`. E i genitori, stanno formando i figli
perche' possano prendere decisioni mature? Diamo noi adulti esempio ai
giovani di buone decisioni, ferme e responsabili? Siamo convinti che
formare la capacita` di decisione sia piu` importante per il futuro di un
uomo che non il sapere molta informatica o l'avere un titolo
universitario?
25 agosto
Madonna di Czestochowa
Dio di Jagelloni, Dio di Sobieski, Dio di Kosciusko, abbi pieta' della
nostra Polonia, abbi pieta' di noi!
Concedici di poter ancora pregarti un giorno, come Ti pregavano i nostri
padri sul campo di battaglia, le armi in pugno, dinanzi ad un altare di
tamburi e di cannoni e sotto il baldacchino di aquile bianche e delle
bandiere fiammanti.
Permetti alle nostre famiglie di pregarti nelle chiese delle nostre
citta' e dei nostri villaggi; permetti ai nostri figli di pregarti sulle
nostre tombe. E tuttavia, che la tua volonta', e non la nostra, sia
fatta in cielo come in terra.
Amen. Ave Maria!
15 agosto
"O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini, noi crediamo
con tutto il fervore della nostra fede nella tua assunzione trionfale in
anima e corpo al cielo, ove sei acclamata Regina da tutti i cori degli
Angeli e da tutte le schiere dei Santi; e noi ad essi ci uniamo per
lodare e benedire il Signore, che Ti ha esaltata sopra tutte le
creature, e per offrirti l'anelito della nostra devozione e del nostro
amore.
Noi sappiamo che il tuo sguardo, che maternamente accarezzava l'Umanita'
umile e sofferente di Gesu' in terra, si sazia in cielo alla vista
dell'umanita' gloriosa della Sapienza Increata, e che la letizia
dell'anima tua nel contemplare faccia a faccia l'adorabile Trinita' fa
sussultare il tuo Cuore di beatificante tenerezza; e noi, poveri
peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell'anima, Ti
supplichiamo di purificare i sensi, affinche' apprendiamo, fin da
quaggiu', a gustare Iddio, Iddio solo, nell'incanto delle creature.
Noi confidiamo che le tue pupille misericordiose si abbassino sulle
nostre miserie e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre
debolezze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre
vittorie; che Tu senta la voce di Gesu' dirti di ognuno di noi, come
gia' del suo discepolo amato: Ecco il tuo figlio; e noi che Ti
invochiamo nostra Madre, noi Ti prendiamo, come Giovanni, per guida,
forza e consolazione della nostra vita mortale.
Noi abbiamo la vivificante certezza che i tuoi occhi, i quali hanno
pianto sulla terra irrigata dal Sangue di Gesu', si volgono ancora verso
questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, all'oppressione
dei giusti e dei deboli; e noi, fra le tenebre di questa valle di
lacrime, attendiamo dal tuo celeste lume e dalla tua dolce pieta'
sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della
nostra patria.
Noi crediamo infine che nella gloria, ove Tu regni, vestita di sole e
coronata di stelle, Tu sei, dopo Gesu', la gioia e la letizia di tutti
gli Angeli e di tutti i Santi; e noi, da questa terra, ove passiamo
pellegrini, confortati dalla fede nella futura resurrezione, guardiamo
verso di Te, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speranza; attraici con
la soavita' della tua voce, per mostrarci un giorno, dopo il nostro
esilio, Gesu', il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o
dolce Vergine Maria".
Amen. Ave Maria!
(Pio XII)
14 agosto
Per il regno divino
"Dammi, o Vergine santa, amore e venerazione al 'dolce Cristo in terra',
amore e devozione al vescovo e alla S. Chiesa, amore alla patria; amore
purissimo ai fanciulli, orfani e derelitti: amore al prossimo,
particolarmente ai fratelli piu' poveri e doloranti.
Dammi, o Maria, un animo grande, un cuore grande e magnanimo che arrivi a
tutti i dolori e a tutte le lacrime. Che tutta la mia vita sia sacra a
dare
Cristo al popolo e il popolo alla Chiesa di Cristo; arda essa e splenda di
Cristo; e in Cristo si consumi, in una luminosa evangelizzazione dei
poveri; la mia vita e la mia morte sia un cantico dolcissimo di carita', e
un olocausto al Signore.
E poi... e poi il Paradiso! - Vicino a Te, Maria: sempre con Gesu', sempre
con Te, seduto ai tuoi piedi, o Madre mia".
(B. Orione)
Amen. Ave Maria!
Domenica XX del TEMPO ORDINARIO 20 agosto dell'anno 2000
Prima: Prov 9, 1-6; seconda: Ef 5, 15-20; Vangelo: Gv 6, 51-58
Nesso logico tra le Letture
Le letture dell'odierna domenica sembrano incentrarsi sul mistero
dell'Eucarestia: che cosa e` o chi e` questo mistero che si nasconde
dietro le specie del pane e del vino? La risposta e` ampia e piena di
sfumature: E' un uomo, Gesu` di Nazareth, uguale a noi, ma che e` disceso
dal cielo (vangelo). » la sapienza di Dio che ci invita a un banchetto
per acquisire intelligenza (prima lettura). » il Figlio del Padre, che
ci vuol fare partecipi della sua vita divina (vangelo). » il Signore
glorioso, cui la comunita` cristiana intona salmi, inni e cantici
spirituali (seconda lettura).
Messaggio Dottrinale
Mysterium carnis. Il mistero dell'Eucarestia e` di un realismo
eccezionale: "Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue...". Niente
simbolismi o astrazioni utopistiche, aliene da ogni concretezza e
realta`! La carne e il sangue dell'uomo che sta loro parlando, di Gesu`
di Nazareth, del Verbo che si e` fatto carne ed ha abitato tra noi! Non
e` soltanto ricordo ne' celebrazione, non e` l'incarnazione di un'idea
bella e generosa, non e` una formula magica o uno scongiuro rituale ed
arcano, e` "la carne del figlio dell'uomo", e` l'umanita` e la divinita`
di
Gesu` di Nazareth quella che ci viene donata nel pane transustanziato.
Che meraviglia, ma anche gioia! Si trema di stupore davanti ad un
alimento tanto sublime che ci viene dato in un modo tanto sorprendente
e rimpiccolito. Si gioisce e si esulta pieni di giubilo davanti a
questa invenzione tanto indicibile e propriamente divina, come e`
l'Eucarestia. Chi, se non Dio, pote' inventare un mistero cosi` grande?
Mysterium fidei. Dopo la consacrazione del pane e del vino, il
sacerdote dice: "Questo e` il sacramento della nostra fede". E
l'assemblea risponde: "Per la tua croce e resurrezione ci hai salvati,
Signore". Mysterium fidei, mysterium salutis. Meraviglioso compendio
dell'Eucarestia! Soltanto attraverso la fede siamo resi capaci di
scoprire nel pane eucaristico la presenza di Cristo, Sapienza di Dio;
come Sapienza di Dio, rende partecipe chi di Lui si alimenta di quella
stessa Sapienza, "che e` al di la` di ogni capacita` umana" e che gli
permette di conoscere i misteri di Dio (prima lettura). Soltanto la
fede ci conduce a far scorrere il velo delle specie per vedere Cristo,
Figlio di Dio, e Signore glorioso del tempo e della storia,
dell'umanita` e della creazione intera (vangelo, seconda lettura).
Soltanto lo sguardo della fede penetra nel mistero della morte e
risurrezione che si verifica quando il sacerdote consacra il pane e il
vino per la remissione dei nostri peccati, e per la redenzione
integrale della nostra povera esistenza.
Mysterium amoris. L'Eucarestia e` l'ultimo e supremo gesto di amore che
Dio si invento` in favore dell'umanita`. Nel vangelo Gesu` ci dice: "Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in lui...
chi mi mangera`, vivra` per mezzo mio". Formule che in altre parole ci
parlano di rimanere nell'Amore, vivere per l'Amore. Nella misura in cui
la creatura umana ha sperimentato un amore che non sia puramente
sensibile ed e` stata elevata ad altre forme dell'amore, sara` meglio
preparata per cogliere piu` facilmente l'amore di Cristo Eucarestia. Un
amore, originariamente spirituale e sensibile, ma che, data la natura
unitaria dell'essere umano, trabocca alla sfera sensibile e a tutta la
realta` psico-somatica della persona. Un Amore, presente nel pane
eucaristico, che l'assemblea cristiana celebra ed adora nella liturgia
domenicale con canti e con inni di lode e azioni di grazie (seconda
lettura). L'Amore merita di esser celebrato pubblicamente perche' si
contagi a tutti e per testimoniarlo agli altri.
Suggerimenti Pastorali
"Il Corpo di Cristo... Amen". L'Eucarestia e` uno dei sacramenti
dell'iniziazione cristiana. » conveniente sottolineare l'importanza
della catechesi preparatoria alla ricezione di questo sacramento.
Catechesi ai bambini che riceveranno per la prima volta la comunione, e
catechesi ai catecumeni adulti che si preparano per questo incontro
meraviglioso con Cristo, Sapienza di Dio, Figlio di Dio, Signore della
storia. Quanto e` necessaria una catechesi integrale! Integrale, perche'
vi prende parte tutta la comunita` parrocchiale: il parroco, il o la
catechista, i genitori, ma in modo speciale la mamma o la nonna, la
maestra o il maestro di religione a scuola, ecc. Integrale soprattutto
perche' si tratta di una catechesi che racchiude in se' l'integrita`
della
persona (sia bambino che adulto). Si richiede indubbiamente la
conoscenza completa -e adattata- della dottrina cattolica
sull'Eucarestia. Ma e` necessario altresi` che la catechesi comprenda la
dimensione cultuale e liturgica dell'Eucarestia, con cio` che essa
significa di adorazione e di ringraziamento. » allo stesso modo
necessario che il catechizzando percepisca e si convinca delle
conseguenze morali che la ricezione dell'Eucarestia comporta. Se Gesu`
Cristo si trasforma nel principio vivificatore della nostra esistenza
mediante l'Eucarestia, sara` possibile vivere in modo diverso ed opposto
a come egli visse tra di noi? Quando il cristiano, ricevendo la
comunione, alle parole del sacerdote: "Il Corpo di Cristo", risponde
con un "Amen", sta dichiarando due cose: 1) Credo che cio` che vedo
sotto le specie di pane e` il Corpo di Cristo, e voglio alimentarmi di
esso; 2) Credo che Cristo viene a me per purificarmi e per rafforzarmi
nelle lotte quotidiane della vita, e perche' io sia cosi` un'immagine sua
tra gli uomini.
Il culto all'Eucarestia. Nella Chiesa cattolica l'Eucarestia si
celebra, ma si conserva anche nel Tabernacolo perche' i fedeli possano
renderle culto fuori della celebrazione della messa. Noi cattolici
dobbiamo insistere sul culto eucaristico, perche' e` forse diminuito tra
i fedeli, e perche' sono molti i benefici che esso apporta. Le forme di
culto sono varie: culto individuale mediante visite a Cristo nella
Eucarestia; culto comunitario, mediante ore eucaristiche, adorazione
durante il giorno, processioni con il Santissimo Sacramento, ed altre
forme di devozione. Le forme possono cambiare, cio` che deve sempre
rimanere e` il desiderio ardente di adorare il nostro Salvatore,
riparare il suo cuore dalle offese che riceve, esprimergli la nostra
riconoscenza e il nostro amore e il vivo desiderio che tutti gli uomini
lo amino e trovino in lui il proprio cammino di salvezza. Come posso io
incoraggiare il culto eucaristico innanzitutto in me stesso, e poi nei
fedeli della mia parrocchia, nella mia comunita` religiosa? Abbiamo come
sicura una cosa: Cristo Eucarestia mette ordine ai costumi, forma il
carattere, alimenta le virtu`, consola gli afflitti, rafforza i deboli,
invita all'imitazione tutti coloro che si avvicinano a Lui.
Carissimi,
mi rechero' con alcuni giovani della mia parrocchia alla GMG!
La comune preghiera supplisca alla diversita' dei luoghi
In Jesu et Maria
Don Alfredo M. Morselli
oooooooooo @ oooooooooo @ oooo
ooo @ (M) o
@ oooooooooo @ oooooooooo @ ooooo
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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!
12 agosto
Madonna del Boschetto
O Maria, dammi l'amore per eccellenza, l'amore della croce, non di quelle
croci eroiche il cui splendore pasce l'amor proprio, ma di quelle croci
comuni che portiamo con tanta ripugnanza: di quelle croci di cui ogni
giorno
e' seminata la nostra vita e che ad ogni ora s'incontrano lungo il
cammino:
la contraddizione, l'insuccesso, l'abbandono, le prevenzioni, le
contrarieta', la freddezza, l'impazienza, i rifiuti, il disprezzo,
l'infermita' del corpo, le tenebre della mente, il silenzio e l'aridita'
del
cuore. Allora soltanto saprai che Ti amo, benche' ne' lo senta ne' lo
sappia
io stesso; questo mi basta. O Vergine santa, che la volonta' del Signore,
sempre e senza eccezioni, si compia perfettamente in me.
Amen. Ave Maria!