Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
Sacerdos · Comunita` di sacerdoti che si aiutano fraternamente
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi imposatare la cronologia dei messaggi? Clicca nel link datea. le tue preferenze verranno salvate.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Messaggi 1943 - 1972 di 3675   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Messaggi: Mostra riassunti messaggi   (Raggruppa per argomento) Disponi per data v  
#1972 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 2 Apr 2001 7:59 pm
Oggetto: Pio XII. L'Angelico Pastore, amico e benefattore degli Ebrei
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
"Pio XII. L'Angelico Pastore, amico e benefattore degli Ebrei": questo e'
il titolo di un nuovo sito finalizzato a smantellare - una per una -
tutte le ingiuste ed infamanti accuse contro Pio XII, secondo le quali lo
stesso papa sarebbe stato, con il suo silenzio, complice dell'Olocausto.

Queste assurde accuse, recentemente riesumate, ebbero inizio con l'opera
teatrale scritta da Rolf Hochhuth, rappresentata per la prima volta nel
1963 in Germania con il titolo "Der Stellvertreter" (Hamburg 1963), in
italiano "Il Vicario" (Feltrinelli Milano 1979).

L'U.R.L del sito è il seguente: http://www.totustuus.org/Pio.XII

Puntando il proprio browser su questa pagina, è possibile leggere una
serie di eccezionali testimonianze di Ebrei a favore dell'operato di Pio
XII e, nel contempo, dure critiche dei nazisti contro l'Angelico Pastore.

La pagina prosegue con una serie di links a domande "calde" su Pio XII:
le risposte sono dei maggiori conoscitori dell'argomento: P. P. Blet -
indicato da Giovanni Paolo II come colui che ha definitivamente chiuso la
querelle - e P. P. Gumpel.

Infine e' possibile accedere a un dossier contenente importanti
documenti: in primo luogo la sintesi di un articolo scritto dal Rabbino
David Dalin sulla rivista statunitense «The Weekly Standard». Questi
chiede che Pio XII venga riconosciuto come "Giusto tra le nazioni". La
sintesi e' in italiano ed e' seguita dal testo originale in inglese.

Il dossier contiene poi l'elenco dei conventi dove sono stati nascosti
gli Ebrei a Roma e l' elenco dei "Giusti tra le Nazioni" italiani.
Il titolo di  "Giusto tra le Nazioni" è il più alto riconoscimento che lo
Stato di Israele conferisce ai "gentili". Per essere annoverati tra i
Giusti bisogna soddisfare almeno a tre condizioni: aver salvato uno o più
ebrei dalla perseuzione, averlo fatto rischiando la vita e non aver
ricevuto niente in cambio.
Nell'elenco figurano i nomi di numerosi sacerdoti e religiosi.

I documenti del dossier sono tratti dall'ultimo libro di Antonio Gaspari:
Gli Ebrei Salvati da Pio XII, Roma: Logos 2001.

Il sito contine anche una bibliografia ragionata sull'argomento ed e'
aperto alle domande di tutti i "surfers": alcuni tra i maggiori studiosi
di questo argomento (P. Pierre Blet s.j., P. Peter Gumpel s.j.,
Eduardo Rivero, Antonio Gaspari) risponderanno a chiunque voglia porre
loro domande attinenti al tema.

Si prevede un ampio sviluppo del sito, con altri importanti contributi.



In Jesu et Maria

Don Alfredo M. Morselli



                  oooooooooo @ oooooooooo @ oooo
         ooo @ (M)                               o
       @          oooooooooo @ oooooooooo @ ooooo
     |
   --+--
     |
     |

Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!

#1971 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Sab 31 Mar 2001 11:59 am
Oggetto: J. Ratzinger - Ai catechisti e ai docenti di religione - 4
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
2. Il metodo

Da questa struttura della nuova evangelizzazione deriva anche il metodo
giusto. Certo, dobbiamo usare in modo ragionevole i metodi moderni di
farci ascoltare - o meglio: di rendere accessibile e comprensibile la
voce del Signore... Non cerchiamo ascolto per noi - non vogliamo
aumentare il potere e l'estensione delle nostre istituzioni, ma vogliamo
servire al bene delle persone e dell'umanita` dando spazio a Colui, che
e` la Vita. Questa espropriazione del proprio io offrendolo a Cristo per
la salvezza degli uomini, e` la condizione fondamentale del vero impegno
per il Vangelo.
"Io sono venuto nel nome del Padre mio, e non mi ricevete; se un altro
venisse nel proprio nome, lo ricevereste" dice il Signore (Gv 5, 43). Il
contrassegno dell'Anticristo e` il suo parlare nel proprio nome. Il segno
del Figlio e` la sua comunione col Padre. Il Figlio ci introduce nella
comunione trinitaria, nel circolo dell'eterno amore, le cui persone sono
"relazioni pure", l'atto puro del donarsi e dell'accogliersi. Il disegno
trinitario - visibile nel Figlio, che non parla nel nome suo - mostra la
forma di vita del vero evangelizzatore - anzi, evangelizzare non e`
semplicemente una forma di parlare, ma una forma di vivere: vivere
nell'ascolto e farsi voce del Padre. "Non parlera` da se', ma dira` tutto
cio` che avra` udito" dice il Signore sullo Spirito Santo (Gv 16, 13).
Questa forma cristologica e pneumatologica dell'evangelizzazione e` nello
stesso tempo una forma ecclesiologica: Il Signore e lo Spirito
costruiscono la Chiesa, si comunicano nella Chiesa. L'annuncio di Cristo,
l'annuncio del Regno di Dio suppone l'ascolto della sua voce nella voce
della Chiesa. "Non parlare nel nome proprio" significa: parlare nella
missione della Chiesa...

#1970 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Sab 31 Mar 2001 11:59 am
Oggetto: Dom P. Gu=e9ranger_O.S.B.__-_Mistica_della_Quaresima_-_4
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
La preparazione al Battesimo.

In secondo luogo, ricordandoci che la festa di Pasqua e` per i Catecumeni
il giorno della nuova nascita, riandremo col pensiero a quei primi secoli
del Cristianesimo, quando la Quaresima era l'ultima preparazione dei
candidati al Battesimo. La sacra Liturgia ha conservata la traccia di
quell'antica disciplina, di modo che, mentre ascolteremo le splendide
letture dei due Testamenti, con le quali terminava l'ultima iniziazione,
ringrazieremo Dio, che si degno` di farci nascere in tempi, nei quali il
bambino non deve piu` attendere l'eta` dell'uomo per esperimentare le
divine misericordie. Penseremo pure a quei nuovi Catecumeni che, anche ai
nostri giorni, nei paesi evangelizzati dai nostri moderni apostoli,
aspettano, come nei tempi antichi, la grande solennita` del Salvatore che
vince la morte, per discendere nella sacra piscina ed attingervi un nuovo
essere.

La pubblica penitenza.

Finalmente durante la Quaresima dobbiamo richiamare alla memoria quei
pubblici Penitenti che, espulsi solennemente dall'assemblea dei fedeli il
Mercoledi` delle Ceneri, formavano in tutto il corso della santa
Quarantena un oggetto di materna preoccupazione per la Chiesa, che doveva
ammetterli, se lo meritavano, alla riconciliazione, il Giovedi` Santo.
Una serie ammirabile di letture destinata alla loro istruzione e ad
interessare i fedeli a loro favore, scorrera` sotto ai nostri occhi;
poiche' la Liturgia non ha perduto niente di quelle solide tradizioni. Ci
ricorderemo allora con quale facilita` sono state a noi perdonate le
iniquita`, che forse nei secoli passati non ci sarebbero state rimesse,
se non dopo dure e solenni espiazioni; e, pensando alla giustizia del
Signore, che non muta mai, qualunque siano i cambiamenti che
l'accondiscendenza della Chiesa introdusse nella sacra disciplina, ci
sentiremo tanto piu` portati ad offrire a Dio il sacrificio d'un cuore
veramente contrito e ad animare con un sincero spirito di penitenza, le
piccole soddisfazioni che presenteremo alla sua divina Maesta`.

#1969 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Sab 31 Mar 2001 11:59 am
Oggetto: Veronesi - Esperimenti anche sugli embrioni
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
BIOETICA
Veronesi promette finanziamenti per la ricerca sulle cellule staminali
Assicurate ai ricercatori alcune decine di miliardi.
Ignorato il dissenso nella commissione Dulbecco

Roma. Semaforo verde anche in Italia ai ricercatori che vogliano
studiare le cellule staminali, sia adulte che di embrioni congelati.
A dicembre era arrivato il si` della commissione Dulbecco (composta
con una maggioranza precostituita dal ministro Veronesi), ora arriva
il via libera operativo del governo Amato incurante della contrarieta`
all'«uso» degli embrioni espressa da vasti settori dell'opinione
pubblica, del mondo scientifico e culturale e da una parte significativa
di quella stessa commissione di esperti.
Umberto Veronesi, insomma, tira diritto e annuncia che entro aprile
sara` pronto il progetto strategico sulle staminali, che prevede un
finanziamento di «qualche decina di miliardi».
Fino alla meta` del prossimo mese, dunque, e` aperto il bando per i
ricercatori interessati a presentare progetti.
Il finanziamento non e` ancora stabilito, ma secondo il ministro
dovrebbe aggirarsi sulla media di 20-40 miliardi.

L'annuncio arriva al convegno sulle cellule staminali organizzato
dall'Accademia dei Lincei.
Qualche decina di miliardi, dunque: «Non moltissimi - dice il ministro -
ma sufficienti per cominciare» e anche «per far rientrare qualche
ricercatore oggi all'estero».
Il bando, insiste Veronesi, e` aperto a tutti i ricercatori e a tutti i
tipi di
ricerca, sia quelle che riguardano l'uso di staminali da tessuti adulti
sia quelle embrionali.

La commissione di esperti sulle cellule staminali aveva espresso, il
28 dicembre scorso, un duplice parere.
Si`, con la commissione spaccata, alla sperimentazione sugli embrioni,
ovvero l'inquietante «clonazione terapeutica» indicata dal rapporto
Donaldson voluto governo britannico.
Si` anche a una nuova ipotesi, lanciata proprio dagli esperti italiani,
cioe` quella del trasferimento nucleare, detta Tnsa.
Il nucleo di una cellula somatica adulta viene inserito in una cellula
uovo, enucleata e non fecondata.
Il risultato e` un embrioblasto che produce cellule staminali compatibili
geneticamente con chi avra` bisogno di tessuti o organi da trapiantare,
prodotti dalle cellule staminali.
Senza dare origine, e questa sarebbe la novita`, a un embrione perche'
non c'e` unione di due codici genetici. Se davvero questa ipotesi dovesse
essere suffragata da adeguata sperimentazione - avevano dichiarato
sette membri della commissione tra cui il cardinale Ersilio Tonini -
questa tecnica sarebbe eticamente ammissibile.
A queste condizioni il si` era stato unanime sulla Tnsa.

Veronesi conferma anche che il 5 aprile rendera` noto il censimento degli
embrioni congelati.
«L'obiettivo - dice il ministro - e` non avere piu` embrioni in
sovrannumero»
perche', sostiene, «tutto quello che e` in piu` e` un prodotto secondario
non
voluto».
Parole che suscitano l'amara reazione di Olimpia Tarzia (Ccd):
«Sono l'indice di una cultura che considera l'essere umano una parte di
un processo industriale».
L'esponente cristiano democratica critica severamente anche la volonta`
di
utilizzare embrioni congelati per la ricerca.
Un concetto ripreso da Riccardo Pedrizzi di An: «Sappiamo che e` una
linea sostenuta con forza da Veronesi, ma sarebbe disumano e
mostruoso uccidere un essere umano per curarne un altro».

Applausi al ministro arrivano invece dalla verde Annamaria Procacci che
bacchetta Veronesi solo per il suo possibilismo sulle sperimentazioni
biotecnologiche in campo agricolo-alimentare.

Giorgio D'Aquino

#1968 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Sab 31 Mar 2001 11:59 am
Oggetto: P. G. Perego O.C.D - La teologia del tempo - 12
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
LA TEOLOGIA DEL TEMPO

P. Gaetano Perego O.C.D.

2) Nel vivere il proprio tempo e le proprie circostanze... non si evade
dall'eternita`, dalla vita divina ed eterna, la si vive nel proprio tempo
e circostanze, e cosi` si rende eterno e divino il proprio tempo!
Sembra, questa, una pura affermazione e un imperativo categorico troppo
teorico e campato per aria!... ed invece ha due norme pratiche
semplicissime:

a) In ogni attimo si innesta la Grazia:
Tutto ( - ogni atto pensiero istante - ogni ritmo naturale fisiologico e
spirituale lo si subordina al ritmo della grazia...!
b) Ogni istante di tempo, con tutte le sue circostanze volute o permesse
da Dio, lo si accetta con fede - speranza - carita`:

- con fede ravvisando ogni istante con tutte le sue circostanze, comprese
le difficolta`, come un disegno di Provvidenza e come una trama di grazie
Si sente talvolta: "Voglio farmi santo nonostante tutte le difficoltà!"
Ma se tutto e` disegno e gesto di paterna provvidenza divina e offerta di
Grazie, e` meglio dire: "voglio farmi santo per mezzo delle difficoltà!"
- Accettare con speranza ogni attimo di miseria... ravvisandolo come un
richiamo alla sua misericordia e a un nostro gesto di umilta` e di
abbandono fiducioso in Dio! Sara` questo un gesto onnipotente che ci
buttera` nelle mani di Dio e attirera` la Sua invasione per soccorrere la
nostra miseria, plasmarci forse meglio, rendendoci piu` duttili alla Sua
prodigiosa attivita`.
- Accettare ogni attimo con amore, cosi` come lo si deve ravvisare un
gesto di amore da parte di Dio.

... E offrendo ogni attimo nel calice della Messa quotidiana, affinche'
venga prodigiosamente e spiritualmente "transustanziato" nella vita di
Gesù: e` la mirabile trasformazione che subisce ogni umile e timida
goccia che noi, per privilegio della nostra solidarieta` con Cristo,
osiamo aggiungere al vino-Gesù!

#1967 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Sab 31 Mar 2001 11:59 am
Oggetto: 1 aprile - Lode a Maria
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
1 aprile

Madonna di Carfin

Onoriamo la Madonna come i figli debbono onorare la migliore delle mamme:
onoriamola soprattutto col fuggire il peccato e meritiamoci cosi' le tue
grazie e i suoi favori.
O nostra Signora della Chiesa, ai piedi della Croce, tra Gesu' Redentore e
Giovanni che rappresenta l'umanita' riscattata, Madre del Verbo fatto
figlio
dell'uomo, Madre del discepolo fatto figlio di Dio, grazie alla tua
mediazione si rinnova, si conferma, si suggella, nell'unita' della fede e
della disciplina, l'integrita' del corpo mistico di Cristo; alla dolcezza
della tua voce, le pecorelle smarrite s'avviano all'unico ovile sotto il
vincastro dell'angelico Pastore, il "dolce Cristo in terra".
Amen. Ave Maria!

#1966 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Ven 30 Mar 2001 9:13 am
Oggetto: Dom P. Gu=e9ranger_O.S.B.__-_Mistica_della_Quaresima_-_3
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
La pedagogia della Chiesa.

Ma la Chiesa non si limita a darci una semplice parola d'ordine contro le
sorprese del nemico; per occupare tutta la nostra mente ci mette davanti
tre grandi spettacoli, che si svolgeranno giorno per giorno fino alla
festa di Pasqua, e ciascuno dei quali ci procurera` delle pie emozioni
insieme alla piu` solida istruzione.

Gesu` Cristo perseguitato e mandato a morte.

Prima assisteremo alla fine della congiura dei Giudei contro il
Redentore: congiura che si inizia ora per esplodere il Venerdi` Santo,
quando vedremo il Figlio di Dio inchiodato sull'albero della Croce. Le
passioni che si agitano in seno alla Sinagoga si manifesteranno di
settimana in settimana, e noi le potremo seguire in tutto il loro
svolgersi. La dignita`, la sapienza e la mansuetudine dell'augusta
vittima ci appariranno sempre piu` sublimi e piu` degne di un Dio. Il
dramma divino che vedemmo aprirsi nella grotta di Betlem continuera` fino
al Calvario; e per seguirlo, non abbiamo che da meditare le letture del
Vangelo che la Chiesa ci presentera` giorno per giorno.

#1965 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Ven 30 Mar 2001 9:13 am
Oggetto: Ruini: La posizione della Chiesa nell'attuale contesto politico italiano
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
Ruini: La posizione della Chiesa nell'attuale contesto politico italiano

Conferenza Episcopale Italiana - consiglio Episcopale Permanente
Roma, 26-29 marzo
Apertura. Prolusione del Presidente signor Cardinale Camillo Ruini.
[sintesi]

Venerati e cari Confratelli,
[...]

	 4. La vita politica del nostro Paese e` ormai tutta
concentrata sull'appuntamento elettorale, fissato per il
prossimo 13 maggio.
A fronte delle molte critiche e perplessita` che - non senza
fondamenti - da piu` parti vengono avanzate riguardo ai
metodi e ai contenuti dell'azione politica, e ora in
particolare della campagna elettorale, riterrei opportuno e
doveroso richiamare anzitutto l'importanza permanente, il
valore e la non sostituibilita` della politica nella vita di
una nazione.
Ci siamo fortunatamente liberati dall'idea fuorviante, e
fino a non molti anni fa ampiamente diffusa, che la politica
sia in qualche modo il tutto e possa fornire la soluzione
per ogni problema.
Non e` il caso ora di cedere ad un atteggiamento opposto, di
disprezzo o di presunta irrilevanza dell'attivita` politica,
che rimane fondamentale per il perseguimento del bene comune
e che richiede l'attenzione e la convinta partecipazione di
ogni cittadino, compreso l'esercizio del voto.
Sono necessari a tal fine anzitutto l'impegno e la qualita`
dei comportamenti dei protagonisti della vita politica, ma
anche dei responsabili dell'informazione, e piu` in generale
una presa di coscienza ponderata e non troppo emotiva da
parte dei singoli cittadini.

In rapporto allo svolgimento della campagna
elettorale occorre rinnovare l'appello ad un dibattito serio
e anche serrato sui contenuti, che eviti le polemiche fine a
se stesse e le reciproche delegittimazioni, per misurarsi
invece con le questioni di maggior rilievo istituzionale,
sociale ed economico, ma anche culturale, morale ed
educativo, che spesso incidono assai fortemente sulla vita
delle persone e delle famiglie, oltre a condizionare le
possibilita` e la direzione dello sviluppo del Paese.
Non va inoltre dimenticato che, dopo il passaggio elettorale,
queste questioni richiederanno, pur nella diversita` delle
opinioni e dei ruoli, l'impegno comune di tutte le forze
vive della nostra nazione.

	 La posizione della Chiesa nell'attuale contesto
politico italiano e le indicazioni che essa propone ai
cattolici e ad ogni persona sollecita del bene comune sono
ormai chiare da tempo e sono state espresse ripetutamente,
dopo essere state maturate soprattutto in occasione del
Convegno ecclesiale di Palermo del novembre 1995 e
confermate dall'autorevole intervento del Santo Padre in
quella sede.
La Chiesa cioe`, e quindi il clero e le varie realta` ed
espressioni ecclesiali, non devono e non intendono
coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o
di partito.
Cio` non legittima d'altronde una "diaspora" culturale dei
cattolici, un ritenere cioe` ogni idea o visione della vita
compatibile con la fede, e nemmeno una facile adesione a
forze politiche e sociali che si oppongano o non prestino
sufficiente attenzione ai principi e contenuti qualificanti
della dottrina sociale della Chiesa (cfr il discorso del
Papa al Convegno di Palermo del 23 novembre 1995, n.10).

	 Riguardo a questi contenuti, il riferimento e`
anzitutto al primato e alla centralita` della persona, da
articolare nel concreto dei rapporti sociali ed a fronte
delle nuove problematiche che derivano dall'evolversi del
costume e dallo sviluppo delle scienze e delle tecnologie,
procedendo alla luce dei principi di solidarieta` e
sussidiarieta`.
Rimane essenziale pertanto la tutela della vita umana in
ogni istante della sua esistenza, mentre acquistano nuovo
rilievo le tematiche della bioetica, come la fecondazione
medicalmente assistita, il rispetto integrale degli
embrioni umani e il rifiuto della clonazione, oltre che
dell'eutanasia.
Altro punto della piu` grande importanza e` quello della
famiglia, dove vanno mantenuti con chiara fermezza il valore
e l'indole propria della famiglia stessa, come societa`
naturale fondata sul matrimonio e non assimilabile ad altre
forme di convivenza, e va concretamente promossa una
legislazione organica che ne riconosca la funzione e la
soggettivita` sociale, sotto i vari profili giuridici, fiscali,
educativi ed assistenziali.
Proprio l'educazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani
domanda a sua volta anche al mondo politico specifica
attenzione, da rivolgere in modo particolare - ma non
esclusivo - alla scuola e all'Universita`: in questo contesto
la piena e concreta realizzazione della parita` scolastica
rimane un traguardo di primaria importanza e urgenza per
tutta la scuola italiana; appare inoltre indispensabile per
il nostro futuro un piu` convinto sostegno della ricerca
scientifica.

#1964 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Ven 30 Mar 2001 9:13 am
Oggetto: Pierre Devreux - commento al vangelo, 5=b0dom._di_quar._anno_c._Gv.8,1- 11.
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        29-03-2001 11:31
Received:    29-03-2001 16:02
From:        Paul Guy Pierre Devreux, pdevreu@...
To:          Undisclosed-Recipient:;

Gv.8,1-11.

Oggi vediamo i scribi e i farisei uniti per
mettere Gesù alla prova: vedere se il suo
insegnamento regge alla prova dei fatti. Pensano
di metterlo in difficoltà perché se Gesù afferma
che va condannata, contraddice il suo insegnamento
sul perdono e si mette in urto con l'autorità dei
romani; se afferma che va perdonata va contro la
legge di Mosè.

L'istituto della lapidazione ebraica prevedeva che
i testimoni buttassero la prima pietra,
assumendosi la responsabilità della condanna. Con
la sua frase: "Chi è senza peccato scagli la prima
pietra, "Gesù non dice: "Come fai a giudicare l'
altro tu che sei peccatore, chi ti credi di
essere!" Se questo fosse il significato della sua
frase, delegittimerebbe tutti i tribunali. Questi
non si basano sulla purezza dei giudici, ma sulla
legge.

Forse intende dire: "Chi, in coscienza, è convinto
che con la lapidazione si elimina il male dalla
società, e da noi stessi, cominci."

Con quale tono e stato d'animo Gesù pronuncia
questa frase? Sappiamo che Gesù non divide l'
umanità tra buoni e cattivi; non è complice dell'
adultera, non la difende colpevolizzando gli
altri. Desidera accogliere anche i scribi e
farisei, non solo perché accoglie tutti, ma perché
guarda con simpatia a coloro che hanno il coraggio
di affrontare il problema della giustizia. Sa che
lapidare non è divertente per nessuno.

Le parole di Gesù sono dette con amore. Gesù si
china prima e dopo aver parlato per assumere un
atteggiamento disarmato, che permetta ai presenti
di ragionare serenamente. Un atteggiamento
altezzoso avrebbe alimentato quella rivalità che
acceca le coscienze.

I più anziani sono i primi a partire, non perché
sanno d'essere peccatori, quanto perché sanno che
queste esecuzioni capitali non danno pace, e non
hanno mai cambiato nulla, tant'è vero che questa
adultera non è la prima. Il primo a partire ha
avuto coraggio e anche noi dobbiamo guardare a lui
con simpatia.

Per capire meglio, pensiamo al diluvio universale:
Dio elimina i cattivi, e poi promette di non farlo
mai più, perché vede che non serve a nulla. Il
cuore dell'uomo non cambia. Affronterà il problema
diversamente, mandando suo figlio. Ed è questo è
il punto importante di questa storia:

Come affronta Gesù il problema della giustizia?

Gesù lo affronta prendendo su di se il peccato del
mondo; come? Dicendo: "Signora, sono disposto a
pagare io per lei. Se c'è bisogno che muoia
qualcuno per ristabilire l'ordine sociale,
preferisco morire io affinché lei possa avere la
possibilità di ricominciare. Ho fiducia in lei e
nella mia capacita di amarla. Penso che se lei
contemplerà il mio morire per lei, si sentirà
talmente amata e accolta, da non sentire più il
bisogno di commettere adulterio, perché diventerò
io la sorgente necessaria e sufficiente per la sua
vita. Ora vada, ma se trova difficoltà a tornare a
casa, non si disperi, sappi che la mia comunità è
sempre disposta ad accoglierla."

Signore grazie, per come, con la tua Passione, tu
fai giustizia concretamente, affrontando i
problemi di base. Fa che anche io possa
contemplate la tua disponibilità a morire per me,
affinché il mio cuore si sazi di te e non sia più
schiavo dell'avidità che mi porta a fare del male.



----------------- End Forwarded Message -----------------

#1963 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Ven 30 Mar 2001 9:13 am
Oggetto: P. A. Izquierdo L.C. - V dom. di Quaresima
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
Quinta domenica di quaresima. Ciclo C

1 aprile dell'anno 2001

  LETTURE

Prima: Is 43, 16-21; seconda: Fil 3, 8-14

Vangelo; Gv 8, 1-11


NESSO TRA LE LETTURE

Ecco, faccio una cosa nuova (Is 43,19). La novita` e` senza dubbio uno
dei punti salienti dei testi liturgici di oggi. In linguaggio poetico,
pieno di immagini sorprendenti ed audaci, il profeta evoca un nuovo esodo
e una nuova liberazione (prima lettura). La donna adultera, della quale
tratta il vangelo, scopre nell'atteggiamento di Gesu` una novita` mai
vista, che la libera e la trasforma. Paolo di Tarso si confronta con
l'assoluta novita` del mistero di Cristo, e per questo tutto ritiene come
spazzatura, pur di ottenere Cristo e vivere unito a lui (seconda lettura).


MESSAGGIO DOTTRINALE

1. La vecchia novita` di Dio. Qualcosa di nuovo puo` farlo chi ha in se'
la fonte della novita`. Un poeta ha in se' la fonte della poesia, e per
questo puo` in qualsiasi momento essere poeticamente creativo. Un genio
politico puo` sorprenderci con la sua creativita` in qualsiasi momento
della sua vita. Un uomo carismatico dello spirito puo` porre in gioco il
suo carisma, perfino quando meno si potrebbe aspettarselo. Questo, che
accade con uomini straordinariamente dotati, affonda le sue radici in Dio
stesso, la novita` per eccellenza e fonte di ogni novita`. Nella storia
di Israele la novita` divina non si e` esaurita nel grande avvenimento
dell'Esodo. Sette secoli dopo l'Esodo egizio, Dio muove i fili della
storia per creare una nuova situazione e far tornare a Gerusalemme gli
esuli di Babilonia (prima lettura). Per la povera donna sorpresa in
adulterio e condannata alla lapidazione, dovette essere una gioiosa
novita` l'atteggiamento di Gesu` nei suoi confronti: «Nessuno ti ha
condannato?...Nemmeno io ti condanno». Non meno ricco di novita` dovette
essere per gli accusatori dell'adultera il comportamento di Gesù: «Chi di
voi e` senza peccato, scagli per primo la pietra...Udito cio`, se ne
andarono uno per uno, cominciando dai piu` anziani...» (Vangelo). Chi e`
costui che osa porsi al di sopra della legge di Mose`? Ai nostri orecchi,
infine, suona abbastanza conosciuta questa espressione della «novita`
cristiana». Paolo, che l'ha esperimentata fino in fondo, la riassume
così: conoscere Cristo (conoscenza che e` frutto dell'esperienza della
fede), esperimentare il potere della sua resurrezione, condividere i suoi
patimenti e morire la sua morte, ottenere cosi` la resurrezione di tra i
morti (seconda lettura). Si puo` dire che la storia della salvezza si
riassume nella storia dei nuovi interventi di Dio, sempre in vista della
salvezza degli uomini.



2. La novita` divina non parte da zero. In verita`, nessuna novita`
religiosa, politica, sociale o economica parte da zero. Il nuovo affonda
le sue radici nell'antico, senza distruggerlo, ma assumendolo in modo
creativo. Una novita` senza radici si secca e sparisce in poco tempo. Il
nuovo, perche' sia fecondo, ha la sua paternita` nella storia. Nemmeno
Dio, nelle nuove meraviglie che va realizzando con il correre degli anni
e dei secoli, agisce a partire da zero. Se cosi` fosse, non potremo
parlare di una storia della salvezza, ma di azioni puntuali di Dio,
slegate l'una dall'altra, interventi di un Dio franco tiratore, che
agisce ad impulsi, al margine di ogni piano. Per questo, Isaia vede nel
nuovo intervento di Dio in favore degli esuli di Israele in Babilonia non
una novita` assoluta, ma un nuovo esodo, stabilendo cosi` una passerella
tra il passato e il presente. Gesu` con il suo comportamento non liquida
senz'altro la legge mosaica, ma si situa al di sopra di essa, e la
interpreta nel suo vero senso: «Va', e non peccare più». Le azioni nuove
di Dio nella marcia della storia dei popoli e nella vita di ogni persona
non prescindono mai da cio` che gia` si e` costruito. L'uomo di Dio, il
cristiano, e` colui che sa leggere la storia e la vita degli uomini in
una continuita` costante, senza rotture, anche se non senza sorprese. Per
questo, nella visione cristiana della storia, il presente non e` se non
l'unione di due rive, quella del passato, in cui e` radicato, e quella
del futuro, verso il quale si proietta.


SUGGERIMENTI PASTORALI

1. Senza paura della novita` di Dio. Il cristianesimo, fin dalle sue
stesse origini, ha esperimentato una sana tensione tra il passato e il
futuro, tra il nuovo e il vecchio, tra la tradizione e il progresso.
Quelle forme di vita cristiana che riescano a mantenere entrambi i poli
della tensione saranno autentiche. Quelle altre, che accentuino in tal
modo uno dei poli si` da perdere l'equilibrio, camminano per un sentiero
errato. Non abbiamo paura in nessun modo della tradizione, ma nemmeno del
progresso, della novita` che Dio va creando in ogni periodo della storia.
La novita`, se e` di Dio, porta con se' sempre un superamento di cio` che
gia` esiste. La tradizione, se e` autentica, da` peso e solidita` ai
nuovi apporti. Il cristiano e` «come un padrone di casa che estrae dal
suo tesoro cose nuove e cose antiche» (Mt 13,52). Due esempi di novita`
nel nostro tempo: l'inculturazione, i movimenti ecclesiali. Sono, in
effetti, fenomeni nuovi, ma che «vengono da lontano». San Paolo e`, in
certa maniera, il primo campione dell'inculturazione del Vangelo in
categorie e mentalita` ellenistiche. Non c'e` dubbio che ogni epoca
storica abbia dovuto realizzare questo medesimo lavoro, fino ai nostri
giorni. Una maggiore coscienza del pluralismo culturale, oggi vigente, e
la sfida di illuminare con il Vangelo culture ancestrali estranee al
cristianesimo, infondono al processo attuale di inculturazione un nuovo
volto. D'altra parte, i movimenti si radicano allo stesso modo nelle
origini del cristianesimo. Gli studi sociologici del Nuovo Testamento
hanno mostrato che, sia Gesu` di Nazaret, sia i primi cristiani furono in
gran parte predicatori itineranti, allo stile dei filosofi popolari
contemporanei. Nella spiritualita` di molti movimenti ecclesiali, si
trova l'intenzione di «tornare alle fonti», «tornare alle origini del
cristianesimo». Si`, sociologicamente e canonicamente i movimenti
ecclesiali sono qualcosa di nuovo nella Chiesa, ma la loro ascendenza non
e` di ieri. Nelle viscere stesse del cristianesimo e` presente l'audacia
di innestare i talli nuovi sul vecchio tronco.



2. La novita` sempre nuova. Le novita` umane, come tutte le cose di
questo mondo, hanno il proprio ciclo vitale dalla nascita alla morte.
Sono novita`, e cesseranno di esserlo, per via di estinzione o di
logoramento o di decadenza. La moda e` come la vetrina in cui si presenta
la fugacita` delle novita` umane. Ma c'e` una persona, Gesu` Cristo, che
porta la novita` dentro di se', che e` novita` sempre presente senza
scomparire nel passato e senza perdere il futuro. Gesu` Cristo, la
novita` assoluta, «ieri, oggi e sempre». Vive, eternamente giovane, con
la vita di chi ha sconfitto definitivamente la morte. Vive, infondendo
una pressante forza di novita`, in coloro che gli aprono il cuore ed
assimilano il suo stile di vita. Veramente Cristo e` in ogni momento
della storia l'Uomo Nuovo, che ha lo stesso messaggio eterno di Dio, ma
sempre nuovo e rinnovatore dell'uomo. Perche' a volte noi cristiani siamo
vecchi, o ci crediamo tali? Sii sempre nuovo, seguendo i passi dell'Uomo
Nuovo.

#1962 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Ven 30 Mar 2001 9:13 am
Oggetto: 30 marzo - Lode a Maria
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
30 marzo

Maria, eterna Primavera di perfezione

O Maria, che fra le belle prerogative che formano corona al tuo capo, Ti
glori d'esser Madre dei peccatori, noi Ti preghiamo per tutti coloro che,
conosciuta la luce della verita', camminano fra le tenebre del peccato. Ma
specialmente chiediamo grazia per tutti gli infedeli, che non sanno ancora
come Gesu', tuo Figliolo, e' morto per essi, e non hanno il dono della
fede.
O Maria, Madre del Divin Pastore, che volesti essere invocata Regina delle
Missioni, noi Ti supplichiamo col nome piu' dolce di Pastora delle anime,
affinche' esse, radunate sotto il tuo manto, formino un solo e unico
ovile.
Amen. Ave Maria!

#1961 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Gio 29 Mar 2001 2:02 pm
Oggetto: P. G. Perego O.C.D - La teologia del tempo - 11
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
LA TEOLOGIA DEL TEMPO

P. Gaetano Perego O.C.D.

Bisogna ancorarsi a questi pratici principi

1) Per vivere la vita eterna nel tempo, e, adempiere i disegni di Dio su
di noi, non si evade dal tempo proprio e assegnato a ognuno di noi, ne'
dalle cose o circostanze temporali proprie di ognuno... perche' ogni
istante (con tutte le sue circostanze prove difficolta` crucci doveri,
che Dio vuole o permette, che nella sua successione intesse la nostra
vita quotidiana... e che percio` e` proprio di ognuno) pur sotto
l'aspetto delle piu` comuni cose... anche talvolta sotto l'aspetto
sconcertante della miseria che Dio permette,
- nasconde i disegni particolari che Dio ha per ognuno di noi
- segna il tempo e l'ora voluta da Dio, anche nelle sue permissioni, per
la nostra santificazione e salvezza: l'ora della Sua bonta`
misericordiosa e della Sua tenerezza, l'ora dell'offerta della Sua
grazia...!
E` questo uno dei paradossi dei Cristianesimo "che ci si deve santificare
e vivere la vita divina al proprio posto, nelle proprie circostanze, nel
proprio tempo...! ".
Cercare altrove o miracolisticamente, fuori dei proprio tempo e
circostanze, l'espressione e manifestazione della volonta` di Dio, dei
Suo disegno e modo per la nostra salvezza, e` essere sfasati
cristianamente, e` vagare nelle nuvole...

#1960 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Gio 29 Mar 2001 2:02 pm
Oggetto: J. Ratzinger - E "don Gius" rivoluziono` il '68"
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
Da Avvenire - 11.03.2001
E "don Gius" rivoluziono` il '68"
Joseph Ratzinger

"La vita umana va presa a piene mani!... Dovunque la rigiri e`
interessante", cosi` dice Goethe nel Prologo del Faust, parlando al
poeta che faticosamente si lambicca per trovare al suo dramma un
contenuto e una forma.
Una vita presa a piene mani e` cio` che ci mostra monsignor Camisasca
in questa prima parte della sua storia di "Comunione e Liberazione",
dedicata in larga misura alla biografia di don Giussani; ne risulta
percio` un libro interessante fin dal primo istante.
Anzi, noi assistiamo qui a ben piu` di una vita umana: nell'itinerario
del fondatore di "Comunione e Liberazione" troviamo l'intero dramma
del secolo appena trascorso: la lotta tra fede e irreligiosita`, in
cui lo stesso Goethe ha indicato il tema reale di tutta la storia del
mondo, da` forma a questa vita.
Un uomo, che ci lascia coinvolgere radicalmente in questa lotta,
entra in contatto con tutte le forze del suo tempo e ci pone di
fronte alle domande piu` profonde del nostro stesso essere.

Gia` al liceo, e ancor piu` alla scuola di teologia del seminario di
Venegono, Giussani incontra grandi maestri e sviluppa le sue doti di
amicizia.
A quattordici anni nasce in lui una passione per le poesie di Giacomo
Leopardi. Nella poesia Alla sua donna lo commuove il desiderio di una
felicita` infinita. La lama del bello, per cosi` dire, lo colpisce fino
ad aprire in lui una ferita metafisica.
In una cultura dichiaratamente antimetafisica, la nostalgia
dell'infinito si fa sensibile: li` si affaccia, celato, Cristo: con
piu` emozione, con piu` realismo che nei trattati teologici o nei libri
di pieta`. La bellezza come splendore della verita` si fa strada nel
pensiero e nella sensibilita` del giovane uomo fino a diventare uno
dei fattori centrali del suo itinerario di fede. Chi puo` evitare qui
di pensare a suo padre per il quale "piu` del pane era importante la
musica"? Nella sua poesia Alla sua donna, inaspettatamente, gli era
diventata visibile la figura di Cristo, il quale, d'altro canto,
aveva subito gettato di nascosto il suo amo - l'amo della nostalgia
per la felicita` infinita - nel cuore del giovane lettore.

Con cio` abbiamo raggiunto il vero e proprio centro intimo della vita
di Giussani: l'incontro con la persona di Cristo.
Una serie di circostanze fortuite volle che Giussani non divenisse -
come era stato previsto - uno degli insegnanti di teologia di
Venegono, ma entrasse invece come professore di religione a trentadue
anni in una scuola laica, il liceo classico G. Berchet di Milano,
dove egli insegno` dal 1954 al 1965.
Don Gius - come lo chiamano i suoi amici - si trovo` trasportato in un
ambiente massonico, repubblicano e percio` antireligioso per
impostazione.
Da quel momento divenne per lui un principio irrinunciabile quello di
non operare nel chiuso degli ambienti cattolici, ma di muovere
apertamente verso l'ambito della cultura moderna, per rendere in esso
presente il Vangelo.
A questo scopo occorrevano senza dubbio una nuova lingua e nuove
modalita` di comunicazione. E' avvincente seguire il modo con cui
Giussani, posto di fronte a questa sfida, dipano` il proprio metodo di
annuncio, attraverso il quale si sviluppo` la sua "Gioventu`
studentesca" (Gs) e da cui sarebbe a sua volta nata "Comunione e
Liberazione".

Particolarmente interessante e illuminante trovo` infine la possibilita`
di seguire la traccia degli avvenimenti che portarono al sovvertimento
dell'anno 1968, con le decisioni e le scissioni che lo segnarono.
Le provocazioni di quel momento di svolta resero evidente quali siano
le fondamenta su cui si puo` costruire e quali invece siano destinate a
crollare; risulto` chiaro che cosa e` in grado di sostenere la fede e di
farla resistere anche nei momenti bui e che invece e` insufficiente,
quando si tratta dell'ultima scelta tra il si` e il no.

Qui sta il significato permanente di quel momento; come un lampo
abbagliante esso illumina le radici dell'esistenza cristiana,
dividendo l'essenziale da cio` che non lo e`.
Guardando oggi indietro, si possono individuare gia` molto presto
diversi punti di divaricazione.

Gia` nei primi anni Cinquanta emerge il contrasto con il programma che
Gedda persegue in seno all'Azione Cattolica e che Camisasca illumina
in pieno con questa frase: "La fede si difende con l'organizzazione".
A questa fede nell'organizzazione Giussani elabora in questo primo
periodo.
Per Bobbio e Calogero la verita` e` il frutto di una dialettica di
posizioni; l'identita` nasce dal dialogo: una concezione che rimanda
all'idea della societa` aperta di Popper, in cui il consenso si
sviluppa senza un fondamento che venga prima, attraverso un gioco di
congetture e confutazioni.
Per Giussani al contrario l'identita` non e` prodotto del dialogo, ma
ne e` il presupposto e cosi` la verita` non e` prodotto della
discussione, ma la precede e in essa non deve essere creata, bensi`
trovata.
Nella stessa direzione va anche la presa di distanza di Giussani dal
metodo dell'Azione cattolica ispirato all'idea maritainiana
dell'umanesimo integrale.

Certo, la decisione di fondo che era stata in questo modo preparata
dovette essere ripresa su basi nuove nel momento della crisi.
Nel 1960 Giussani aveva arrischiato il salto al di la` dell'oceano,
inviando dei ragazzi in Brasile, perche` vissero il Vangelo nel cuore
della poverta` e del dramma sociale di quelle terre.
Sotto la pressione di quelle provocazioni , tuttavia, i punti di
riferimanto si sfocarono; il passaggio ad un'azione puramente
politica e sociale, simile a quello predicato dalla teologia della
liberazione, sembro` a molti l'unica risposta possibile.
Cio` che si verifica nel laboratorio Brasile si propaga poi
inevitabilmente in Italia.
La teologia viene sostituita dalla politica, solo nell'azione
politica sembra essere una risposta efficace ai bisogni dell'uomo.

Lo spartiacque corre tra una concezione del cristianesimo come
impegno morale e sociale, tra un cristianesimo compreso
essenzialmente come un morale, e un cristianesimo in cui Cristo - e
in lui Dio - e` il centro. Giussani ci mette in mano due criteri
fondamentali.
Il primo: la speranza si rivolge o solo all'azione e
all'organizzazione, o a qualcosa di "gratuito", al dono libero che
viene da Dio; o si crede solo a cio` che e` in proprio potere, o si
crede in Dio, si potrebbe dire.
Il secondo: se si riduce il cristianesimo a morale o d azione, va
perduta l'"ontologia stessa del fatto cristiano"; abbracciando una
simile concezione, dimentichiamo le basi su cui poggiamo e confidiamo
solo su cio` che noi siamo in grado di fare. Io trovo sorprendente e
grande che la parola "ontologia" emerga qui come segno di separazione
e che cio` accada proprio in Giussani, un uomo che aveva rinunciato
alla metafisica astratta per mettere al suo posto l'avvenimento.

Qui appare che questo avvenimento non significa affatto qualcosa di
estrinseco, di puramente fattuale, me che in esso - come ingresso di
Dio nella nostra storia - si incontra il fondamento stesso di ogni
essere e di ogni vita: la storia ci apre una via all'essere, che noi
senza di essa - come Kant ha mostrato - non possiamo trovare. Qui sono
restituiti all'ontologia i suoi diritti, ma cio` accade in modo
assolutamente nuovo grazie al nesso stabilito con l'avvenimento; si
arriva a far breccia cioe` in modo genuinamente cristiano verso
l'Essere, verso il fondamento che ci sostiene.

#1959 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Gio 29 Mar 2001 2:02 pm
Oggetto: Dom P. Gu=e9ranger_O.S.B.__-_Mistica_della_Quaresima_-_2
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
L'esercito di Dio.

Dopo queste considerazioni relative alla durata del tempo che dobbiamo
passare, apprendiamo ora dalla Chiesa sotto quale simbolo essa considera
i suoi figli durante la santa Quarantena. La Chiesa vede in essi un
immenso esercito, che combatte giorno e notte contro il nemico di Dio.
Per questa ragione il Mercoledi` delle Ceneri essa ha chiamato la
Quaresima la carriera della milizia cristiana. Per ottenere infatti
quella rigenerazione che ci fara` degni di ritrovare le sante allegrezze
dell'Alleluia, noi dobbiamo aver trionfato dei nostri tre nemici: il
demonio, la carne e il mondo. Insieme al Redentore che lotta sulla
montagna contro la triplice tentazione e lo stesso Satana, dobbiamo
essere armati e vegliare senza stancarci. Per sostenerci con la speranza
della vittoria ed animarci a confidare nel divino soccorso, la Chiesa ci
presenta il Salmo 90, che colloca fra le preghiere della Messa nella
prima Domenica di Quaresima, e del quale attinge quotidianamente molti
versetti per le diverse Ore dell'Ufficio. Con la meditazione di quel
Salmo vuole che contiamo sulla protezione che Dio stende sopra di noi
come uno scudo; che attendiamo all'ombra delle sue ali; che abbiamo
fiducia in lui, perche' egli ci strappera` dal laccio del cacciatore
infernale, che ci aveva rapita la santa liberta` dei figli di Dio; che
siamo assicurati del soccorso dei santi Angeli, nostri fratelli, ai quali
il Signore ha dato ordine di custodirci in tutte le nostre vie, e che,
testimoni riverenti della lotta sostenuta dal Salvatore contro Satana,
s'avvicinarono a lui dopo la vittoria per servirlo e rendere i loro
omaggi. Entriamo nei sentimenti che la santa Chiesa ci vuole ispirare, e
durante questi giorni che dovremo lottare ricorriamo spesso al bel canto
che essa ci indica come l'espressione piu` completa dei sentimenti che
devono animare, in questa santa campagna, i soldati della milizia
cristiana.

#1958 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Gio 29 Mar 2001 2:01 pm
Oggetto: Card. Manning - Una volont=e0_come_quella_dei_martiri
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
Questa nostra non e`un'epoca di martiri (chi sa?), ma un'epoca in cui
ciscuno deve possedere una volonta` robusta come quella dei martiri

#1957 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Gio 29 Mar 2001 2:01 pm
Oggetto: 29 marzo - Lode a Maria
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
29 marzo

Madonna dei laghi

O Immacolata e purissima Vergine Maria, Madre di Dio e Regina del cielo e
della terra, Tu sei l'allegrezza dei santi, Tu la paciera dei peccatori
con
Dio, Tu l'Avvocata degli abbandonati, il porto sicuro dei naufraghi, Tu il
riscatto degli schiavi, la salvezza del mondo, Tu il conforto degli
afflitti, Tu la consolazione dell'universo.
O gran Regina, sotto la tua protezione noi ci rifugiamo e dopo Dio non
abbiamo altra speranza che in Te; siamo tuoi servi e percio' non
permettere
che il nemico ci conduca alla dannazione eterna. Ti salutiamo, o gran
Mediatrice di pace tra gli uomini e Dio! Ti salutiamo, o Madre di Gesu',
dolce amore di tutte le creature! Ti salutiamo, o Madre nostra!
Ti salutiamo, o Maria, a Te sia onore e benedizione!
Amen. Ave Maria!

#1956 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mer 28 Mar 2001 11:15 am
Oggetto: 28 marzo - Lode a Maria
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
28 marzo

Onora Maria il sabato

O Signora del cielo e Regina della terra! O benignissima Madre mia Maria!
Ricevimi cosi' come sono, piccola e povera creatura. Sebbene nessuno sia
degno di lodarti in modo conveniente, pure io mi faccio audace e Ti lodo
con
tutte le mie forze, anche se sono peccatore.
Ti offro la mia mente, il mio cuore, la mia volonta', tutti i miei sensi
e i
miei affetti, tutta la mia anima e il mio corpo.
Accetta con placido volto l'offerta di questi doni e concedi a me, povero
e
infermo, la grazia di servirti e di amare con cuore puro e integro il tuo
divino Figliolo Gesu', cosicche' in ogni tribolazione e angustia possa
trovare nella tua misericordia la grazia della Fede, della Speranza e
dell'Amore, o Madre mia per il tempo e per l'eternità.
Amen. Ave Maria!

#1955 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mer 28 Mar 2001 11:15 am
Oggetto: Il rosario di san Giuseppe
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
O Dio vieni a salvarmiŠ
Gloria al PadreŠ


Sui grani grossi:

O Patriarca immacolato, di Gesù custode amato, casto sposo di Maria, tu
ci assisti in compagnia di Gesù e di Maria,
- nella vita e morte nostra, facci questa grazia se è meglio per l'anima
nostra.


Sui grani piccoli:

Aspettiamo la  provvidenza di Gesù Maria e Giuseppe,
  - S. Giuseppe non ci abbandonare nelle nostre necessità.

#1954 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mer 28 Mar 2001 11:15 am
Oggetto: J. Ratzinger - Ai catechisti e ai docenti di religione - 3
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
Pero` qui si nasconde anche una tentazione - la tentazione
dell'impazienza, la tentazione di cercare subito il grande successo, di
cercare i grandi numeri. E questo non e` il metodo di Dio. Per il regno
di Dio e cosi` per l'evangelizzazione, strumento e veicolo del regno di
Dio, vale sempre la parabola del grano di senape (cfr Mc 4, 31-32). Il
Regno di Dio ricomincia sempre di nuovo sotto questo segno. Nuova
evangelizzazione non puo` voler dire: Attirare subito con nuovi metodi
piu` raffinati le grandi masse allontanatesi dalla Chiesa. No - non e`
questa la promessa della nuova evangelizzazione. Nuova evangelizzazione
vuol dire: Non accontentarsi del fatto, che dal grano di senape e`
cresciuto il grande albero della Chiesa universale, non pensare che basti
il fatto che nei suoi rami diversissimi uccelli possono trovare posto -
ma osare di nuovo con l'umilta` del piccolo granello lasciando a Dio,
quando e come crescera` (Mc 4, 26-29). Le grandi cose cominciano sempre
dal granello piccolo ed i movimenti di massa sono sempre effimeri. Nella
sua visione del processo dell'evoluzione Teilhard de Chardin parla del
"bianco delle origini" (le blanc des origines): L'inizio delle nuove
specie e` invisibile ed introvabile per la ricerca scientifica. Le fonti
sono nascoste - troppo piccole. Con altre parole: Le realta` grandi
cominciano in umilta`. Lasciamo da parte, se e fino a che punto Teilhard
ha ragione con le sue teorie evoluzioniste; la legge delle origini
invisibili dice una verita` - una verita` presente proprio nell'agire di
Dio nella storia: "Non perche' sei grande ti ho eletto, al contrario -
sei il piu` piccolo dei popoli; ti ho eletto, perche' ti amo..." dice Dio
al popolo di Israele nell'Antico Testamento ed esprime cosi` il paradosso
fondamentale della storia della salvezza: Certo, Dio non conta con i
grandi numeri; il potere esteriore non e` il segno della sua presenza.
Gran parte delle parabole di Gesu` indicano questa struttura dell'agire
divino e rispondono cosi` alle preoccupazioni dei discepoli, i quali si
aspettavano ben altri successi e segni dal Messia - successi del tipo
offerto da Satana al Signore: Tutto questo - tutti i regni del mondo - ti
do... (Mt 4, 9). Certo, Paolo alla fine della sua vita ha avuto
l'impressione di aver portato il Vangelo ai confini della terra, ma i
cristiani erano piccole comunita` disperse nel mondo, insignificanti
secondo i criteri secolari. In realta` furono il germe che penetra
dall'interno la pasta e portarono in se' il futuro del mondo (cfr Mt 13,
33). Un vecchio proverbio dice: "Successo non e` un nome di Dio". La
nuova evangelizzazione deve sottomettersi al mistero del grano di senape
e non pretendere di produrre subito il grande albero. Noi o viviamo
troppo nella sicurezza del grande albero gia` esistente o nell'impazienza
di avere un albero piu` grande, piu` vitale - dobbiamo invece accettare
il mistero che la Chiesa e` nello stesso tempo grande albero e
piccolissimo grano. Nella storia della salvezza e` sempre
contemporaneamente Venerdi` Santo e Domenica di Pasqua...

#1953 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mer 28 Mar 2001 11:15 am
Oggetto: P. G. Perego O.C.D - La teologia del tempo - 10
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
LA TEOLOGIA DEL TEMPO

P. Gaetano Perego O.C.D.


NON SI DEVE EVADERE NE' DAL TEMPO E COSE TEMPORALI NE' DALL'ETERNITA`


Questo principio direttivo deriva in parte dal precedente, e`
lapalissiano...
Eppure quanti disincarnati e spiritualisti a buon mercato o a sproposito,
i quali si illudono di vivere un angelismo etereo, un cristianesimo a
loro capriccio, una vita eterna e divina campata nelle nuvole, senza la
concretezza della realta` quotidiana, fuori dei tempo assegnato ad
ognuno...! Eppure quanto e` frequente sentire che.... se si trovasse in
un luogo diverso, avesse un'occupazione diversa, vivesse in un tempo
diverso... si santificherebbe meglio!".
Ve ne accorgete ora che questo mio discorso, a tutta prima etereo
teorico, e` il piu` pratico ed attuale, e` la piu` semplice elementare ma
vera teologia dei tempo nella vita e della vita nel tempo.

#1952 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mer 28 Mar 2001 11:15 am
Oggetto: Dom P. Gu=e9ranger_O.S.B.__-_Mistica_della_Quaresima_-_1
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
MISTICA DELLA QUARESIMA

Non ci si deve meravigliare se un tempo cosi` sacro come quello della
Quaresima sia cosi` pieno di misteri. La Chiesa, che la considera come la
preparazione alla piu` gloriosa delle sue feste, ha voluto che questo
periodo di raccoglimento e di penitenza fosse caratterizzato dalle
circostanze piu` idonee a risvegliare la fede dei cristiani ed a
sostenere la loro costanza nell'opera dell'espiazione annuale.
Nel Tempo della Settuagesima riscontrammo il numero settuagenario, che ci
richiamava i settant'anni della cattivita` in Babilonia, dopo i quali il
popolo di Dio, purificato dalla sua idolatria, doveva rivedere
Gerusalemme e celebrarvi la Pasqua. Ora e` il numero quaranta che la
santa Chiesa presenta alla nostra religiosa attenzione, il numero che, al
dire di S. Girolamo, e` sempre quello della pena e dell'afflizione (Comm.
a Ezechiele, c. 29).

Il numero 40 e il suo significato.

Ricordiamo la pioggia dei quaranta giorni e dei le quaranta notti,
causata dai tesori della collera di Dio, quando si penti` d'aver creato
l'uomo (Gen. 7, 12) e sommerse nei flutti il genere umano, ad eccezione
d'una sola famiglia. Pensiamo al popolo ebreo che erro` quarant'anni nel
deserto, in punizione della sua ingratitudine, prima di poter entrare
nella terra promessa (Num. 14, 33). Ascoltiamo il Signore, che ordina al
profeta Ezechiele (4, 6) di starsene coricato quaranta giorni sul suo
lato destro, per indicare la durata d'un regno al quale doveva seguire la
rovina di Gerusalemme.
Due uomini, nell'Antico Testamento, hanno la missione di raffigurare
nella propria persona le due manifestazioni di Dio: Mose`, che
rappresenta la Legge, ed Elia, nel quale e` simboleggiata la profezia.
L'uno e l'altro s'avvicinano a Dio; il primo sul Sinai (Es 24, 18), il
secondo sull'Oreb (1 Re 19, 8); ma sia l'uno che l'altro non possono
accostarsi alla divinita`, se non dopo essersi purificati con
l'espiazione in un digiuno di quaranta giorni.
Rifacendoci a questi grandi avvenimenti, riusciremo a capire perche' mai
il Figlio di Dio incarnato per la salvezza degli uomini, avendo deciso di
sottoporre la sua divina carne ai rigori del digiuno, volle scegliere il
numero di quaranta giorni per questo atto solenne. L'istituzione della
Quaresima ci apparira` allora in tutta la sua maestosa severita`, e quale
mezzo efficace per placare la collera di Dio e purificare le nostre
anime. Eleviamo dunque i nostri pensieri al di sopra dello stretto
orizzonte che ci circonda, e vedremo lo spettacolo di tutte le nazioni
cristiane del mondo, offrire in questi giorni al Signore sdegnato
quest'immenso quadragenario dell'espiazione; e nutriamo la speranza che,
come al tempo di Giona, egli si degnera` anche quest'anno fare
misericordia al suo popolo.

#1951 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 27 Mar 2001 4:56 pm
Oggetto: 27 marzo - Lode a Maria
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
27 marzo

Beata Vergine del Piratello

Santissima Vergine, che gli esuli della patria accompagni per le vie del
mondo in cerca di lavoro e di pane, esperta anche Tu nell'esilio, guarda
pietosa al nostro stato e, benedicendo chi ci ospita, veglia, Ti
preghiamo,
su quanti il bisogno disperde e l'altrui fratellanza accoglie associandoli
ai propri sudori nelle piu' dure fatiche.
Tu, Aiuto dei Cristiani, Consolatrice degli afflitti, sii madre amorosa a
chi, costretto dalla sorte, lontano dalla sua terra, vive in ansioso
travaglio per se', per i suoi, e sovente non ha vicino chi ne comprenda
appieno le pene, ne ristori le forze, ne sollevi con la voce del sangue lo
spirito abbattuto.
Dalla tua misericordia confortati, dalla tua materna provvidenza soccorsi,
dalla tua preghiera difesi, fa', o maria, che gli uni e gli altri, noi, i
dispersi, le nostre famiglie trepidanti per noi tutti ugualmente sorretti
dalla fede, dalla speranza, dall'amore, camminiamo nel Timor santo di
Dio, e
rassegnati ai Divini Voleri, fedeli a Gesu' Cristo e alla sua Chiesa,
godiamo i frutti della giustizia cristiana e meritiamo per essi la pace
nel
tempo, la perfetta felicita' nei secoli eterni.
Amen. Ave Maria!

#1950 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 27 Mar 2001 4:56 pm
Oggetto: Totus tuus - Aggiornamenti dal 18 al 24/03/01
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
Cari amici,
vi segnaliamo gli aggiornamenti di questa settimana.

1) In primo piano: Lettera apostolica del Santo Padre
in occasione del 1700° anniversario del battesimo del
popolo armeno - 2 febbraio 2001.

2) Sono stati inseriti 19 nuovi siti, per un totale di
625 siti inseriti e 155 rifiutati.

3) Le nuove pagine cattoliche della settimana sono:

(Devozioni)
Le «Litanie del S.Cuore»
Sua Santità Giovanni Paolo II commenta ed
approfondisce le Litanie del S.Cuore

(Vita cattolica)
Il laicismo
Lettera dell'episcopato al clero. In questo documento
la preoccupazione dei Vescovi per un errore in estremo
contrasto con l'Incarnazione e con la vita
soprannaturale che l'Incarnazione ha restaurato nel
mondo. Errore che si ostina ad ignorare o a combattere
Gesù Cristo.

(Tomismo)
Realismo ed immanentismo
Realismo ed immanentismo si oppongono. Dal principio
fondamentale d'immanenza scaturiscono conseguenze e
coincidenze che attingono tutte le dimensioni della
coscienza.

(Filosofia)
Libertà umana e determinismo
La spiritualità dell'anima è la radice della nostra
intelligenza, ma anche della libertà. Siamo esseri
intelligenti e siamo esseri liberi. Il fatto
della libertà è fondamentale per il concetto e la
pratica della vita e per tutto l'ordine morale.

4) In "Un sacerdote risponde" trovate un
"Approfondimento sui peccati contro
lo Spirito Santo".

5) "Tutte le generazioni mi chiameranno beata": la
nuova immagine è dedicata alla Statua dell'Assunta a
Piediluco (Tr)

6) Nella rubrica di bioetica si risponde alla domanda:
"Aborto terapeutico, la Chiesa lo ammette?"

7) Per "Nuova religiosità" il tema della settimana è:
"I cattolici e le tecniche orientali".

8) "Al cinema" è possibile leggere la recensione di
Big Daddy - Un papà speciale con D.Dugan

9) Il banner exchange ha 84 siti aderenti,
con 297.527 hits e 8.739 clicks.
Questa settimana vi segnaliamo un sito dedicato a san
Francesco d'Assisi:
http://www.firponet.com/Francesco/index.htm

10) Questa settimana il Portale del network Totus tuus
si trova al 21esimo posto della CLASSIFICA mondiale di
HitBox per la categoria "Society-Culture/Religion" con
una media di 852 visitatori per giorno.

11) Gli iscritti a questa lista sono 376.

Totus tuus network
Portale di cattolici: http://www.totustuus.org/


                  oooooooooo @ oooooooooo @ oooo
         ooo @ (M)                              o
       @          oooooooooo @ oooooooooo @ ooooo
       |
     --+--
       |
       |



Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!

#1949 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 27 Mar 2001 4:56 pm
Oggetto: J. Ratzinger - Ai catechisti e ai docenti di religione - 2
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
I. Struttura e metodo nella nuova evangelizzazione

1. La struttura

Prima di parlare dei contenuti fondamentali della nuova evangelizzazione
vorrei dire una parola sulla sua struttura e sul metodo adeguato. La
Chiesa evangelizza sempre e non ha mai interrotto il cammino
dell'evangelizzazione. Celebra ogni giorno il mistero eucaristico,
amministra i sacramenti, annuncia la parola della vita - la parola di
Dio, s'impegna per la giustizia e la carita`. E questa evangelizzazione
porta frutto: da` luce e gioia, da` il cammino della vita a tante
persone; molti altri vivono, spesso senza saperlo, della luce e del
calore risplendente da questa evangelizzazione permanente. Tuttavia
osserviamo un processo progressivo di scristianizzazione e di perdita dei
valori umani essenziali che e` preoccupante. Gran parte dell'umanita` di
oggi non trova nell'evangelizzazione permanente della Chiesa il Vangelo,
cioe` la risposta convincente alla domanda: Come vivere?
Percio` cerchiamo, oltre l'evangelizzazione permanente, mai interrotta,
mai da interrompere, una nuova evangelizzazione, capace di farsi sentire
da quel mondo, che non trova accesso all'evangelizzazione "classica".
Tutti hanno bisogno del Vangelo; il Vangelo e` destinato a tutti e non
solo a un cerchio determinato e percio` siamo obbligati a cercare nuove
vie per portare il Vangelo a tutti.

#1948 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 27 Mar 2001 4:56 pm
Oggetto: S.Caterina da Siena - 25 marzo - Lode a Maria
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
25 marzo

Annunciazione e sedicesima apparizione di Lourdes

O Maria, Maria, Tempio della Trinita'. O Maria portatrice del fuoco. Maria
porgitrice di misericordia.
Tu, Maria, sei quella pianta novella dalla quale abbiamo il fiore
odorifero
del Verbo, Unigenito Figliolo di Dio, perche' in Te, terra fruttifera, fu
seminato questo Verbo.
O Maria, carro di fuoco, Tu portasti il fuoco nascosto e velato sotto la
cenere della tua umanita'...
O Maria, dolcissimo amor mio, in Te e' scritto il Verbo, dal quale noi
abbiamo la dottrina della vita.
Tu sei la tavola che ci porgi quella dottrina...
A Te ricorro, a Te offro la petizione mia per la dolce Sposa di Cristo,
dolcissimo tuo Figliolo, e per il Vicario suo in terra...
O Maria, oggi la terra tua ha germinato a noi il Salvatore.
O Maria, benedetta sii Tu, tra tutte le donne, poiche' oggi Tu ci hai dato
della farina tua.
Amen. Ave Maria!

(Preghiera pronunciata da S. Caterina da Siena il 25 marzo 1379, suo
compleanno, in estasi dopo la Comunione, nella chiesa della Minerva in
Roma).

#1947 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 27 Mar 2001 4:56 pm
Oggetto: Dom P. Gu=e9ranger_O.S.B.__-_Storia_della_Quaresima_-_12_=28fine=29
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
Usanza delle Chiese d'Oriente.

Interrompiamo qui l'esposizione storica della disciplina quaresimale, col
dispiacere d'avere appena sfiorata una materia cosi` interessante.
Avremmo voluto fra l'altro dilungarci sulle usanze delle Chiese
d'Oriente, che meglio di noi hanno conservato il rigore dei primi secoli
del cristianesimo; ma ce ne manca assolutamente lo spazio. Ci limiteremo,
percio`, ad alcuni sommari dettagli.
In altra parte della nostra opera il lettore ha potuto osservare, che la
Domenica che noi chiamiamo di Settuagesima, presso i Greci e` chiamata
Prosfonesima, per annunciare imminente l'apertura del digiuno
quaresimale. Il lunedi` appresso viene contato per il primo giorno della
seguente settimana, chiamata Apocreos, dal nome della Domenica con la
quale essa termina e che corrisponde alla nostra di Sessagesima; la
parola Apocreos e` un avvertimento per la Chiesa greca, che fra poco si
dovra` sospendere l'uso della carne. Il lunedi` seguente apre la
settimana chiamata Tirofagia, la quale termina con la Domenica che ha
questo nome, cioe` la nostra Quinquagesima; durante questa intera
settimana sono ancora permessi i latticini. Finalmente, il lunedi` che
segue e` il primo giorno della prima settimana di Quaresima, il cui
digiuno comincia fin da questo lunedi` in tutto il suo rigore, a
differenza dei Latini che lo aprono il mercoledì.
Durante tutto il periodo della Quaresima propriamente detta, i latticini,
le uova e anche il pesce sono proibiti; l'unico nutrimento possibile col
pane sono i legumi, il miele e, per chi abita vicino al mare, le diverse
conchiglie ch'esso fornisce loro. L'uso dei vini, per tanto tempo
proibito nei giorni di digiuno, ha finito per introdursi anche in
Oriente, come pure la dispensa di mangiare il pesce il giorno
dell'Annunciazione e la Domenica delle Palme.
Oltre poi la Quaresima di preparazione alla festa di Pasqua, i Greci ne
celebrano ancora altre tre nel resto dell'anno: quella che chiamano degli
Apostoli che va dall'ottava di Pentecoste fino alla festa dei SS. Pietro
e Paolo; quella detta della Vergine Maria, che comincia col primo agosto
e finisce con la vigilia dell'Assunta; e finalmente la Quaresima di
preparazione al Natale, che dura quaranta giorni interi. Le privazioni
che i Greci osservano durante queste tre Quaresime sono simili a quelle
della grande Quaresima, pero` non cosi` rigorose.
Le altre nazioni cristiane dell'Oriente pure celebrano diverse Quaresime
e con una austerita` anche maggiore di quella osservata dai Greci. Ma
tutti questi particolari ci porterebbero troppo lontani. Percio`
concludiamo qui tutto quello che dovevamo dire della Quaresima dal punto
di vista storico, per passare ad esporre i misteri che questo sacro tempo
contiene.

#1946 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 27 Mar 2001 4:56 pm
Oggetto: fr. Roberto M. - Lettera del Papa sulla B. Vergine del Carmine
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        26-03-2001 19:02
Received:    26-03-2001 20:04
From:        Karmel, carmel@...
To:          Sacerdos-owner@yahoogroups.com

Cari confratelli di Sacerdos,
come vi dissi tempo fa il nostro Ordine sta celebrando un Anno Mariano in
occasione dei 750 anni della donazione dello Scapolare da parte della
Beata Vergine a S. Simone Stock.
Con gioia porto a vostra conoscenza la Lettera che il Santo Padre ieri,
domenica 25 marzo 2001, ha inviato al nostro Priore Generale, p. Joseph
Chalmers, e al Preposito Generale dei Carmelitani Scalzi, p. Camilo
Maccise.
Sperando di farvi cosa gradito, vi auguro ogni bene nell'odierna
solennita' dell'Annunciazione.
Fraternamente
fr. Roberto M. Russo, O. Carm.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Centro Stampa Carmelitano
viale Monte Oppio, 28
00184 ROMA
tel e fax 06.481.99.81
eMail: carmel@...
web site: http://www.mclink.it/personal/MD2623/carmel.htm


---------------------------------------------------------------------------
-----

  Ai Reverendissimi Padri
JOSEPH CHALMERS

Priore Generale dell'Ordine dei Fratelli

della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (O.Carm.)

e

CAMILO MACCISE

Preposito Generale dell'Ordine dei Fratelli Scalzi

della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (O.C.D.)



1. Il provvidenziale evento di grazia, che e` stato per la Chiesa l'Anno
giubilare, la induce a guardare con fiducia e speranza al cammino appena
intrapreso nel nuovo millennio.  "Il nostro passo, all'inizio di questo
nuovo secolo - ho scritto nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte
- deve farsi piu` spedito... Ci accompagna in questo cammino la Vergine
Santissima, alla quale... ho affidato il terzo millennio" (n. 58).

Con profonda gioia ho pertanto appreso che 1'Ordine del Carmelo, nei suoi
due rami, antico e riformato, intende esprimere il proprio amore filiale
verso la sua Patrona, dedicando l'anno 2001 a Lei, invocata quale Fiore
del Carmelo, Madre e Guida nel cammino della santita`.  Al riguardo, non
posso non sottolineare una felice coincidenza: la celebrazione di
quest'anno mariano per tutto il Carmelo avviene, secondo quanto tramanda
una venerabile tradizione dell'Ordine stesso, nel 750° anniversario della
consegna dello Scapolare.  E' quindi una celebrazione che costituisce per
l'intera Famiglia carmelitana una meravigliosa occasione per approfondire
non solo la sua spiritualita` mariana, ma per viverla sempre piu` alla
luce del posto che la Vergine Madre di Dio e degli uomini occupa nel
mistero di Cristo e della Chiesa e, pertanto, di seguire Lei che e` la
"Stella dell'evangelizzazione" (cfr Novo millennio ineunte, n. 58).

  2. Le varie generazioni del Carmelo, dalle origini fino ad oggi, nel
loro itinerario verso la "santa montagna, Gesu` Cristo nostro Signore"
(Messale Romano, Colletta della Messa in onore della B. V. Maria del
Carmelo, 16 luglio), hanno cercato di plasmare la propria vita sugli
esempi di Maria.

Per questo nel Carmelo, e in ogni anima mossa da tenero affetto verso la
Vergine e Madre Santissima, fiorisce la contemplazione di Lei che, fin
dal principio, seppe essere aperta all'ascolto della Parola di Dio e
obbediente alla sua volonta` (Lc 2,19.51).  Maria, infatti, educata e
plasmata dallo Spirito (cfr Lc 2, 44-50), fu capace di leggere nella fede
la propria storia (cfr Lc 1, 46-55) e, docile al suggerimenti divini,
"avanzo` nella peregrinazione della fede e serbo` fedelmente la sua
unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se
ne stette (cfr Gv 19,25), soffrendo profondamente col suo Unigenito e
associandosi con animo materno al sacrificio di Lui" (Lumen gentium, 58).

3. La contemplazione della Vergine ce la presenta mentre, come Madre
premurosa, vede crescere il suo Figlio a Nazaret (cfr Lc 2,40.52), lo
segue lungo le strade della Palestina, lo assiste alle nozze di Cana (cfr
Gv 2,5) e, ai piedi della Croce, diventa la Madre associata alla sua
offerta e donata a tutti gli uomini nella consegna che lo stesso Gesu` fa
di Lei al suo discepolo prediletto (cfr Gv 19,26).  Quale Madre della
Chiesa, la Vergine Santa e` unita ai discepoli "in continua preghiera"
(At 1, 14) e, quale Donna nuova che anticipa in se cio` che si
realizzera` un giorno per tutti noi nella piena fruizione della vita
trinitaria , e assunta in Cielo, da dove stende il manto di protezione
della sua misericordia sui figli pellegrinanti verso il monte santo della
gloria.

Un simile atteggiamento contemplativo della mente e del cuore porta ad
ammirare l'esperienza di fede e di amore della Vergine, che gia` vive in
se' quanto ogni fedele desidera e spera di realizzare nel mistero di
Cristo e della Chiesa (cfr Sacrosanctum Concilium, 103; Lumen gentium,
53).  Per questo giustamente carmelitani e carmelitane hanno scelto Maria
come propria Patrona e Madre spirituale ed hanno sempre dinanzi agli
occhi del cuore Lei, la Vergine Purissima che guida tutti alla perfetta
conoscenza ed imitazione di Cristo.

Fiorisce cosi` un'intimita` di rapporti spirituali che incrementano
sempre piu` la comunione con Cristo e con Maria.  Per i Membri della
Famiglia carmelitana Maria, la Vergine Madre di Dio e degli uomini, non
e` solo un modello da imitare, ma anche una dolce presenza di Madre e
Sorella in cui confidare.  Giustamente santa Teresa di Gesu` esortava:
"Imitate Maria e considerate quale debba essere la grandezza di questa
Signora e il beneficio di averla per Patrona" (Castello interiore, III,
1,3).

  4. Questa intensa vita mariana, che si esprime in preghiera fiduciosa,
in entusiastica lode e in diligente imitazione, conduce a comprendere
come la forma piu` genuina della devozione alla Vergine Santissima,
espressa dall'umile segno dello Scapolare, sia la consacrazione al suo
Cuore Immacolato (cfr PIO XII, Lettera Neminem profecto latet [11
febbraio 1950: AAS 42, 1950, pp. 390-391]; Cost. dogm. sulla Chiesa Lumen
gentum, 67).  E' cosi` che nel cuore si realizza una crescente comunione
e familiarita` con la Vergine Santa, "quale nuova maniera di vivere per
Dio e di continuare qui in terra l'amore del Figlio Gesu` a sua madre
Maria" (cfr Discorso all'Angelus, in Insegnamenti XI/3, 1988, p. 173).
Ci si pone cosi`, secondo l'espressione del Beato martire carmelitano
Tito Brandsma, in profonda sintonia con Maria la Theotokos, diventando
come Lei trasmettitori della vita divina: "Anche a noi il Signore manda
il suo angelo... anche noi dobbiamo ricevere Dio nei nostri cuori,
portarlo dentro i nostri cuori, nutrirlo e farlo crescere in noi in modo
tale che egli sia nato da noi e viva con noi come il Dio-con-noi,
l'Emmanuele" (Dalla relazione del B. Tito Brandsma al Congresso
Mariologico di Tongerloo, agosto 1936).

Questo ricco patrimonio mariano del Carmelo e` divenuto, nel tempo,
attraverso la diffusione della devozione del Santo Scapolare, un tesoro
per tutta la Chiesa.  Per la sua semplicita`, per il suo valore
antropologico e per il rapporto con il ruolo di Maria nei confronti della
Chiesa e dell'umanita`, questa devozione e` stata profondamente e
ampiamente recepita dal popolo di Dio, tanto da trovare espressione nella
memoria del 16 luglio, presente nel Calendario liturgico della Chiesa
universale.

5. Nel segno dello Scapolare si evidenza una sintesi efficace di
spiritualita` mariana, che alimenta la devozione dei credenti, rendendoli
sensibili alla presenza amorosa della Vergine Madre nella loro vita.  Lo
Scapolare e` essenzialmente un «abito».  Chi lo riceve viene aggregato o
associato in un grado piu` o meno intimo all'Ordine del Carmelo, dedicato
al servizio della Madonna per il bene di tutta la Chiesa (cfr Formula
dell'imposizione dello Scapolare, nel "Rito della Benedizione e
imposizione dello Scapolare", approvato dalla Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 5/1/1996).  Chi riveste lo
Scapolare viene quindi introdotto nella terra del Carmelo, perche' "ne
mangi i frutti e i prodotti" (cfr Ger 2,7), e sperimenta la presenza
dolce e materna di Maria, nell'impegno quotidiano di rivestirsi
interiormente di Gesu` Cristo e di manifestarlo vivente in se' per il
bene della Chiesa e di tutta l'umanita` (cfr Formula dell'imposizione
dello Scapolare, cit.).

Due, quindi, sono le verita` evocate nel segno dello Scapolare: da una
parte, la protezione continua della Vergine Santissima, non solo lungo il
cammino della vita, ma anche nel momento del transito verso la pienezza
della gloria eterna; dall'altra, la consapevolezza che la devozione verso
di Lei non puo` limitarsi a preghiere ed ossequi in suo onore in alcune
circostanze, ma deve costituire un «abito», cioe` un indirizzo permanente
della propria condotta cristiana, intessuta di preghiera e di vita
interiore, mediante la frequente pratica dei Sacramenti ed il concreto
esercizio delle opere di misericordia spirituale e corporale.  In questo
modo lo Scapolare diventa segno di «alleanza» e di comunione reciproca
tra Maria e i fedeli: esso infatti traduce in maniera concreta la
consegna che Gesu`, sulla croce, fece a Giovanni, e in lui a tutti noi,
della Madre sua, e l'affidamento dell'apostolo prediletto e di noi a Lei,
costituita nostra Madre spirituale.

6. Di questa spiritualita` mariana, che plasma interiormente le persone e
le configura a Cristo, primogenito fra molti fratelli, sono uno splendido
esempio le testimonianze di santita` e di sapienza di tanti Santi e Sante
del Carmelo, tutti cresciuti all'ombra e sotto la tutela della Madre.

Anch'io porto sul mio cuore, da tanto tempo, lo Scapolare del Carmine!
Per l'amore che nutro verso la comune Madre celeste, la cui protezione
sperimento continuamente, auguro che quest'anno mariano aiuti tutti i
religiosi e le religiose del Carmelo e i pii fedeli che la venerano
filialmente, a crescere nel suo amore e a irradiare nel mondo la presenza
di questa Donna del silenzio e della preghiera, invocata come Madre della
misericordia, Madre della speranza e della grazia.

Con questi auspici, imparto volentieri la Benedizione Apostolica a tutti
i frati, le monache, le suore, i laici e le laiche della Famiglia
carmelitana, che tanto operano per diffondere tra il popolo di Dio la
vera devozione a Maria, Stella del mare e Fiore del Carmelo!

Dal Vaticano, 25 marzo 2001

Joannes Paulus II



----------------- End Forwarded Message -----------------

#1945 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Sab 24 Mar 2001 3:12 pm
Oggetto: l'"Inquisizione laicista" in Francia
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
l'"Inquisizione laicista" in Francia

Liberta` religiosa: l'Aiuto alla Chiesa che Soffre denuncia la
persecuzione dei cristiani nel mondo, una lunga intervista

CENTOSESSANTAMILA morti nel 1999, molti di piu` nel 2000.
Ei' un allarme mondiale: la persecuzione nei confronti dei
cristiani sta crescendo, praticamente in ogni area del pianeta,
anche in regioni dove fino a qualche anno fa l'equilibrio religioso
e etnico (vedi l'Indonesia) sembrava un dato acquisito.
L'allarme viene da piu` parti. Nazioni Unite, Organizzazioni dei
diritti umani, la Commissione Giustizia e Pace, la Federazione
protestante di Francia, Cristiani contro la Tortura, Aiuto alla
Chiesa che Soffre (ACS), tutte: in queste settimane presentano
denunce, chiedono interventi, o attenzione, da parte dei media
distratti.
A maggio la sede centrale di ACS, un'organizzazione cattolica
che gestisce aiuti per 70 milioni di dollari annui (circa 150 miliardi
di lire) in 150 paesi, pubblichera` il suo Rapporto 2000 sulla liberta`
religiosa nel mondo.
Gia` ora pero` la ´filiale` olandese dell'ACS ha reso noti i dati
relativi
ai cristiani (non solo i cattolici, ma i cristiani di tutte le
confessioni),
e ha stilato una mappa dei vari livelli di pressione, i tre gradini
dell'intolleranza: discriminazione, discriminazione con accenni di
persecuzione, persecuzione.
Il rapporto cita la proiezione di un professore di statistica
statunitense, David B. Barrett, di Richmond, secondo il quale i
martiri cristiani per la fede sarebbero saliti nel 2000 a 165 mila.

´Specialmente in India, Sudan, Indonesia, Timor Est e Egitto ci
sono molte vittime - afferma Gyula Orban di ACS Olanda -.
Approssimativamente il 10 per cento dei due miliardi di cristiani
nel mondo sono perseguitati. Questo significa che circa 200
milioni di cristiani soffrono a causa della loro religione`.

Non sono i soli, naturalmente.
Gli spazi di liberta` religiosa si sono ristretti in maniera sensibile
in molti paesi, e persino in Francia un progetto di legge,
teoricamente contro le sette, e` fermo in Parlamento dopo le
proteste della Chiesa cattolica, della Comunita` Israelitica e
dell'Unione Evangelica.

´Vengono introdotto criteri sanzionatori nei confronti delle idee,
in mano al Ministero dell'Interno - ci spiega Attilio Tamburrini,
direttore generale dell'Aiuto alla Chiesa che soffre. - Si e` tanto
detto contro l'Inquisizione, e ora la facciamo in chiave laicista`?

L'obiettivo e` quello di creare un Osservatorio permanente dello
stato della liberta` religiosa nel mondo. Generale, si badi bene,
non limitato solo ai cristiani.

´Il Papa ha ripetuto piu` volte che il diritto alla liberta` religiosa
non
e` qualcosa che riguardi questa confessione o quell'altra; e` un
diritto naturale che riguarda tutti gli uomini in quanto tali. E
recentemente l'ha ribadito anche all'ambasciatore iraniano.
Quindi noi diciamo: andiam o a vedere la situazione della liberta`
religiosa in quanto diritto naturale. E non e` un problema di
interesse astratto: se uno Stato ha il diritto di intervenire sul modo
di pensare di chiunque, e se io gli riconosco questo diritto, allora
domani puo` intervenire anche su di me`.

Con Tamburrini compiamo una rapida ricognizione della situazione
nella aree di peggioramento.
C'e` stato un irrigidimento non previsto, a Cuba;
´Forse dipende dall'eta` di Fidel, man mano che si avvicina il
trapasso, la paura del cambiamento provoca dei blocchi`.

L'Africa e` un dramma, ma il problema non e` tanto e non solo la
persecuzione organizzata, quanto l'instabilita` generale.
´In particolare nell'Africa nera, abbiamo un mondo al suicidio`.
Un continuo scontro tribale, finanziato da chi ha interessi in loco,
´dove l'attivita` del missionario, ma anche del missionario laico di
Medecins sans frontie`res e` a rischio ogni giorno. Spesso il
missionario e` visto male dai due contendenti, e` visto come un
possibile testimone dall'uno e dall'altro`.
In Sudan la situazione si complica perche' alcuni gruppi armati
hanno perso connotazione politica, si sono trasformati in bande,
e non rispondono piu` a nessuno:
´Allora non c'e` piu` solo la ribellione contro il Nord, contro
l'islamizzazione forzata`.

Le Molucche e l'Indonesia sono una ferita aperta. Incancrenita
dagli odi tribali:
´Ci sono tribu` cristiane e tribu` di altre religione. Di fatto, siamo al
massacro; noi non siamo la Congregazione per le Cause dei Santi
che deve accertare il martirio "in odium fidei", registriamo che i
cristiani soffrono`.

L'Islam e` un problema anche dal punto di vista della denuncia:
´C'e` il grave handicap che i paesi considerati piu` filo-occidentali,
come l'Arabia Saudita, sono i piu` duri dal punto di vista religioso.
Ei' facile impostare una campagna quando coincide con gli
interessi occidentali. Se c'e` da attaccare l'Iraq, non si hanno
problemi. Ma per esempio con la Cina e` piu` difficile`.
In tutti i paesi islamici le conversioni o sono proibite esplicitamente,
o di fatto rese quasi impossibili dalla pressione sociale.

Problemi anche in Vietnam, ma ovunque si profila una fuga, almeno
parziale.
´Questi regimi hanno un grosso problema di controllo con Internet.
Quando e` stato imposto l'obbligo di registrazione per chi si collega
con la rete, solo a Saigon in un mese ci sono state quarantamila
domande. Non c'e` burocrazia che tenga: Internet rompe un muro
altrimenti invalicabile`.

Infine Tamburrini suggerisce una ´griglia` di valutazione per ogni
cittadino dei paesi sotto esame:
´Ho diritto alla conversione, a manifestare pubblicamente la mia fede,
e ad avere relazioni internazionali con chi condivide la mia fede`.

Marco Tosatti
(c) La Stampa

#1944 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Sab 24 Mar 2001 3:12 pm
Oggetto: Pierre Devreux - commento al vangelo, lc. 15,11-32. 4=b0dom._quar._anno _c.
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        1-01-1996 3:43
Received:    23-03-2001 12:46
From:        Paul Guy Pierre Devreux, pdevreu@...


Lc.15,11-32.
Questa parabola ci rivela il volto del Padre. Un
padre che ha davanti a se un'umanità peccatrice. I
due figli rappresentano due correnti di peccato,
che hanno in comune una cattiva opinione nei
confronti del Padre: lo vivono come padre padrone.

Uno reagisce scappando dal Padre, l'altro cercando
di conquistarselo. Uno è ateo libertino, l'altro è
legalista e servile.

Il più giovane scopre di aver sbagliato scelta e
torna dal padre, preso dalla fame, l'altro si
sente giusto e non si accorge di essere lontano
dal padre pure lui.

Ciò che converte il giovane, è lo scoprire al suo
ritorno che il Padre l'aspettava, e che ha
sofferto con lui e più di lui! Il Padre lo vede
quando è ancora lontano, in tutti i sensi, si
commuove e gli corre in contro, rinunciando ad
ogni dignità! Gli si getta al collo e lo bacia.

A questo punto, veramente il figlio può dire
liberamente e di cuore: "Padre, ho peccato." Prima
l'avrebbe fatto solo per implorare un pezzo di
pane, pagato con l'umiliazione e covando odio.

Scoprire che il Padre già lo sa e neanche l'
ascolta, perché pensa solo a fare festa per il suo
ritorno, nonostante che sa che è tornato solo
perché preso dalla fame, questo è sconvolgente. Lo
incanta.

E facile sentire un po' d'invidia nei confronti di
questo ragazzo. Beato lui. Ma io potrò mai fare
quest'esperienza? Non è giusto che a me che sono
giusto non sia fatta giustizia. Allora conviene
peccare? Questa è la corrente rappresentata dal
figlio maggiore. Ha ragione di essere stizzito; il
Padre sta commettendo un'ingiustizia nei suoi
confronti, riammettendo il fratello a pieno
titolo. Perché devo sempre pagare per gli sbagli
degli altri?

Il maggiore risulta sicuramente meno simpaticoni
di quello ateo, e non suscita invidia, ma forse mi
assomiglia di più. Neanche si accorge di aver
ricevuto, perché è tutto preso dal suo tentativo
di conquistare il Padre. E' un uomo giusto, se non
che questa giustizia la usa per accusare il Padre
d'essere ingiusto e cattivo, e suo fratello di
essere un poco di buono. Il risultato è che chiama
il fratello: "Tuo figlio", e il Padre non lo
chiama proprio. Vede solo il suo servizio, e ciò
che non gli è stato concesso. Ma come fa suo Padre
a dargli il capretto che già è suo? Perché non
capisce?

E' una scelta di comodo, che mi permette di
continuare a recriminare e rivendicar, per il
semplice fatto che io mi sacrifico mentre gli
altri sono pelandroni. Questo mi permette di non
dovere mai vivere da GRAZZIATO.

Eppure il Padre rinuncia alla festa per venirmi a
pregare e per invitarmi a regnare con lui
attraverso la bontà e la misericordia. Signore fa
che lo veda e che anche io possa entrare nel tuo
regno, che posa passare da una religiosità servile
alla libertà dei figli di Dio.

Dio ci ama non perché buoni ho cattivi, ma perché
figli.



----------------- End Forwarded Message -----------------

#1943 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Sab 24 Mar 2001 3:12 pm
Oggetto: 23 marzo - Lode a Maria
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
23 marzo

Maria, Fiore tra le donne

O Vergine gloriosa, e chi mai potrà ringraziarti e lodarti come
converrebbe,
per la salvezza che hai dato al mondo? Deh! quali lodi la povera
fragilita'
umana potra' ridire a Te, per quella via del riscatto che Tu le hai dato
di
ritrovare?
Accetta, per quanto misere siano di fronte al tuo merito, le espressioni
umili del nostro ringraziamento, e, con la tua intercessione, ottienici il
perdono delle colpe.
Accogli le nostre suppliche nel sacrario del tuo Cuore, e ricambiale
coll'antidoto del perdono. Siano accolti con pieta' i voti che per mezzo
tuo
avanziamo, e ci sia concesso d'ottenere quanto con ferma fiducia,
domandiamo.
Ricevi cio' che Ti offriamo, e donaci in cambio cio' che Ti chiediamo:
perdona le nostre esitazioni, Tu, che sei la speranza dei peccatori; per
Te
appunto noi speriamo il perdono dei nostri peccati, e per Te, o
Beatissima,
confidiamo di ricevere il premio.
Santa Maria, soccorri i miseri, aiuta i eboli, conforta gli addolorati,
prega per il popolo, intercedi per il clero, e per il devoto sesso
femminile. Che sperimentino il tuo aiuto tutti quelli che celebrano le tue
glorie!
Amen. Ave Maria!

Messaggi 1943 - 1972 di 3675   Più nuovo  |  < Più recente  |  Meno recente >  |  Più vecchio
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?