6 agosto
Madonna di Lezzeno
"O Vergine Madre, asciuga Tu le lacrime di chi geme nel lutto, nelle
privazioni, nelle sofferenze d'ogni sorta. Consola le madri orbate dei
figli, le vedove derelitte, le fidanzate senza nozze, gli orfanelli
invano avidi del sorriso materno, gli oppressi dal dolore nell'esilio,
nella prigionia, negli ospedali. Riconduci i profughi nelle terre
abbandonate sotto l'imperversare della bufera, quelle care terre, ove
essi nacquero, crebbero, lavorarono, invocarono il tuo dolcissimo Nome,
e da' la forza di ricostituire con coraggiosa e alacre lena le loro case
distrutte, le loro chiese crollate, i loro campi desolati, le loro
officine devastate, la loro domestica felicita' turbata e sconvolta. Per
tutti la tua preghiera. Per tutti la tua materna carezza. E per virtu'
tua, passato il nembo che tutto travolge, e ritornato il mondo a saggi
consigli, splenda finalmente su tutti la giusta pace, una pace immune da
ogni spirito di odio, di violenza e di vendetta, una pace simbolo e
pegno dell'eterna felicita'".
Amen. Ave Maria!
(Pio XII)
Milano citta' di Maria
Concedimi, o Vergine, di morire a tutte le cose di questo mondo, e che
per tuo amore io sia disprezzato e dimenticato. Fa' che io cerchi
unicamente in Te il mio riposo, e mai in alcuna cosa che potessi
desiderare quaggiu'. Che il mio cuore in Te e nel Signore solo trovi il
suo rifugio, perche' Lui solo e' la vera pace: fuori di Lui tutto e'
vile e spregevole per l'anima mia.
Amen. Ave Maria!
La Cina arresta 16 preti della Chiesa cattolica "underground"
PECHINO, 19 luglio, 2001 (ZENIT.org-Fides).- La polizia della regione
dello
Jiangxi nella Cina sudorientale ha arrestato 16 preti della Chiesa
cattolica
clandestina, fedeli al Papa.
In mezzo alla notte del 10 luglio la polizia ha portato via Padre Liao
Haiqing
della Diocesi di Yujiang prelevandolo dalla sua casa e poi ha interrotto
un
incontro di studio di altri 15 preti dello stesso distretto per
arrestarli. La
notizia e` dell'agenzia Fides.
L'agenzia ANSA dice che la tensione nella zona e` alta. Le pressioni sui
membri
della Chiesa sotterranea perche' entrino a far parte della chiesa
cattolica
"patriottica" controllata dal governo sono fortissime.
Padre Liao Haiqing, 71 anni, ha gia` trascorso 17 anni in prigione negli
anni
cinquanta e fra il 1980 e il 1990. La Diocesi dichiarata illegittima
dello
Yujiang ha circa 50,000 cattolici, guidati dal vescovo Thomas Zeng
Jingmu, che
ha trascorso oltre 30 anni in prigione.
ZE01071924
E adesso vediamo che cosa e` il vero apostolo. Un calice pieno di Gesu`
fino all'orlo, che riversa la sua sovrabbondanza sulle anime.
Notate che io ho detto: "pieno di Gesu` fino all'orlo", cio` significa
che non sempre e` apostolo colui che lavora molto, ma che ha una debole
scintilla nel cuore. Questi sara` a rigor di termine un buon operaio, ma
e` ancor molto lontano dall'essere un apostolo. Tutti gli apostoli,
tutti, sono dei magnifici operai, ma al contrario, ahimè! non tutti gli
operai sono degli apostoli.
L'apostolo e` prima di tutto e sopratutto una fiamma divina che lavora
quando e come Dio vuole, e puo` anche consumarsi nel silenzio e con una
sorprendente fecondita`, anche senza lavorare, se il Signore cio`
volesse. Tale e`, fra mille, il caso della cara Stella di Lisieux.
Che cosa sono S. Francesco Saverio e la piccola Santa Teresa? Due fiamme
meravigliose di una forza redentrice, in due vie completamente
differenti, ma tutte due egualmente apostoliche, irraggianti e feconde.
Si legge nella vita di S. Domenico di Guzman che il santo si angustiava
perche' non raccoglieva frutti piu` abbondanti dalle anime che
evangelizzava.
E un giorno la verita` gli colpi` il cuore: "Tu semini ma non irrighi".
Il santo comprese e accrebbe la sua preghiera; l'efficacia apostolica fu
diversa. Non contenti di pregare loro, insistentemente i santi chiedono
abbondanti e continue preghiere anche agli altri, perche' Dio fecondi il
loro apostolato. Quante volte e con quale insistenza S. Paolo in tutte le
sue lettere domanda preghiere ai fedeli perche' Dio fecondi il suo lavoro
! I Santi piu` attivi e che hanno fatto piu` di tutti per Dio e per le
anime non hanno mai fatto economia di orazione. Quanto fu vasto e
profondo l'apostolato di S. Francesco d'Assisi. Ma egli dava tanto tempo
alla preghiera che di lui scrive Tommaso da Celano: "Non era piu` un uomo
che pregava, ma un uomo diventato orazione".
28 luglio
Madonna del Monte Santo
"O santa Madre di Dio, difendimi dalle negligenze commesse, dai pensieri
vani, immondi e perversi; che tutti i Celesti Spiriti e tutte le anime
sante col loro ardente fervore si rivolgano a Te, e ripetano cento e
mille volte in tuo onore il saluto col quale il Padre, il Figlio e lo
Spirito Santo Ti vollero, per mezzo dell'Angelo, prima di ogni altro
onorare!
Intanto innanzi a Te genuflesso e avvampante il cuore di venerazione per
il santo tuo Nome, Ti richiamo al pensiero la gioia che provasti in
quell'ora felice che, dall'Angelo a Te dal Signore spedito nella segreta
tua cella, fu il verginale tuo volto onorato di saluto fino allora
inaudito: Ave".
Amen. Ave Maria!
(T. da Kempis)
24. OBBEDIENZA E` IL NUOVO NOME DELL'AMORE
(23 luglio 1989, Angelus)
"Cuore di Gesu`, obbediente fino alla morte, abbi pieta` di noi". Questa
invocazione delle Litanie del Sacro Cuore ci invita a contemplare il
Cuore di Cristo obbediente. Tutta la vita di Gesu` e` posta sotto il
segno di una perfetta obbedienza alla volonta` del Padre, suprema e
coeterna sorgente del suo essere (cfr. Gv 1, 1-2): una e` la loro potenza
e gloria, una la sapienza, reciproco l'infinito amore. Per questa
comunione di vita e di amore il Figlio aderisce pienamente al progetto
del Padre, che vuole la salvezza dell'uomo mediante l'uomo: nella
"pienezza del tempo" nasce dalla Vergine Maria (cfr. Gal 4,4) con un
cuore obbediente per riparare il danno causato alla stirpe umana dal
cuore disobbediente dei progenitori. Percio`, entrando nel mondo, Cristo
disse: "Ecco io vengo... per fare, o Dio, la tua volontà" (Eb 10,5.7).
"Obbedienza" e` il nome nuovo dell'"amore"!
Nel corso della sua vita, i Vangeli ci mostrano Gesu` sempre intento a
fare la volonta` del Padre. A Maria e Giuseppe, che durante tre giorni,
addolorati, lo avevano cercato, Gesu` dodicenne risponde: "Perche' mi
cercate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?"
(Lc 2,49). Tutta la sua esistenza e` dominata da questo Io devo, che
determina le sue scelte e guida la sua attivita`. Ai discepoli dira` un
giorno: "Mio cibo e` fare la volonta` di colui che mi ha mandato a
compiere la sua opera"; e insegnera` loro a pregare così: "Padre
nostro,... sia fatta la tua volonta` come in cielo cosi` in terra" (Mt 6,
10).
Gesu` obbedisce fino alla morte (cfr. Fil 2, 8), benche' nulla gli sia
tanto radicalmente opposto quanto la morte, giacche' egli e` la sorgente
stessa della vita (cfr. Gv 11, 25 -26). In quelle ore tragiche
sopravvengono inquietanti lo sconforto e l'angoscia (cfr. Mt 26,37), la
paura e il turbamento (cfr. Mc 14,33), il sudore di sangue e le lacrime
(cfr. Lc 22,44). sulla croce poi il dolore strazia il suo corpo trafitto.
L'amarezza - del rifiuto, del tradimento, dell'ingratitudine - ne colma
il Cuore. Ma su tutto domina la pace dell'obbedienza. "Non la mia, ma la
tua volonta` sia fatta" (Lc 22,42). Gesu` raccoglie le forze estreme e,
quasi sintetizzando la sua vita, pronuncia la parola ultima: "Tutto e`
compiuto" (Gv 19,30).
All'aurora, nel meriggio e al tramonto della vita di Gesu` pulsa nel suo
Cuore un solo desiderio: fare la volonta` del Padre. Contemplando questa
vita, unificata dall'obbedienza filiale al Padre, comprendiamo la parola
dell'Apostolo: "Per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti
giusti" (Rm 5, 19), e l'altra, misteriosa e profonda, della Lettera agli
Ebrei: "Pur essendo Figlio, imparo` l'obbedienza dalle cose che pati` e
reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che
obbediscono" (Eb 5,8-9). Ci aiuti Maria Santissima, la Vergine del "Fiat"
trepido e generoso, ad "imparare", questa fondamentale lezione.
DOMENICA DICIASSETTESIMA DEL TEMPO ORDINARIO.
CICLO C
29 luglio 2001
LETTURE
Prima: Gen 18, 20-21.23-32; seconda: Col 2, 12-14
Vangelo: Lc 11, 1-13
NESSO TRA LE LETTURE
I testi liturgici di questa domenica ci insegnano diversi modi di
pregare. Abramo appare nella prima lettura come modello di preghiera e di
intercessione per gli abitanti di Sodoma. Nel vangelo Gesu` Cristo ci
insegna con il Padrenostro due modi di pregare: la preghiera di
desiderio, nella prima parte, e la preghiera di supplica nella seconda.
Il testo della lettera ai colossesi non tratta direttamente della
preghiera, ma potremmo dire che offre il fondamento di ogni orazione
cristiana, soprattutto di quella liturgica, che e` il mistero della morte
e resurrezione di Gesu` Cristo. O forse si potrebbe parlare della
preghiera che si fa vita, dono di se' per amore.
MESSAGGIO DOTTRINALE
1. La preghiera di intercessione. Intercedere e` unirsi a Gesu` Cristo,
unico mediatore tra Dio e gli uomini, e partecipare in qualche modo alla
sua mediazione salvifica. Nell'intercessione, in effetti, l'orante non
cerca il proprio interesse, ma quello degli altri; intercede perfino per
coloro che gli fanno del male. Normalmente si intercede per qualcuno che
e` in necessita`, in pericolo o in difficolta`. Cosi` fa Abramo di fronte
alla situazione di Sodoma e Gomorra, sul punto di essere distrutte per la
loro malvagita`. Quella di Abramo e` un'intercessione piena di coraggio e
di audacia verso Dio, ma allo stesso tempo di grandissima umilta`. AVedi
come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenereY Forse
ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai
tutta la citta`?". La preghiera di intercessione compiace Dio, perche' e`
quella propria di un cuore conforme alla misericordia dello stesso Dio.
Pero` l'efficacia divina, ottenuta dall'intercessore, puo` trovare
accoglienza o rifiuto nella persona per cui si intercede. Davanti
all'intercessione di Abramo, Dio intercede e salva Lot e le sue figlie,
ma Sodoma e Gomorra sono rase al suolo dal fuoco.
2. L'orazione di desiderio. Cio` che e` proprio dell'amore e` pensare
innanzitutto a Colui che amiamo. Per questo, nel Padrenostro che Gesu`
Cristo ci ha insegnato, il cuore del credente eleva fino a Dio il
desiderio ardente, l'ansia del figlio per la gloria del Padre, seguendo
le orme di Gesu`. Che cosa e` cio` che il cristiano puo` desiderare di
piu` in questo mondo? Il vangelo ci risponde: Che sia santificato il nome
di Dio, che venga il suo Regno. Il cristiano desidera ardentemente che
Dio sia riconosciuto come santo, come totalmente differente dal mondo,
come il totalmente Altro, come il Trascendente che sostiene la nostra
liberta` e incoraggia la nostra fame di trascendenza. Il cristiano anela
fortemente a che si stabilisca il regno e la sovranita` di Dio sulla
terra, il regno del Messia che apre le porte a tutti i popoli e a tutte
le nazioni. Sono questi tutti i desideri dei cristiani? Ne sono un
compendio; pertanto, tutti gli altri buoni desideri cristiani, perche'
siano tali, dovranno dire relazione ad uno di questi due. Un'orazione di
desiderio, al margine di Dio e del suo regno, non puo` essere cristiana.
3. L>orazione di supplica o petizione. Nella seconda parte del
Padrenostro, supplichiamo Dio per le necessita` fondamentali
dell'esistenza umana. Supplichiamo non individualmente, ma
comunitariamente. E` la chiesa che e` in me e con me quella che chiede a
Dio il pane quotidiano, il perdono dei peccati, la forza davanti alla
tentazione per tutti cristiani, per tutti gli uomini. Sono petizioni che
si fanno a Dio come Padre, e per questo con totale fiducia e sicurezza di
essere ascoltati; ma sono anche petizioni audaci, perche' chiediamo cose
niente affatto facili, soprattutto se teniamo conto del mistero della
liberta` di Dio e della liberta` dell'uomo. Sono petizioni che
Ariguardano la nostra vita per nutrirla e guarirla dal peccato, e si
ricollegano al nostro combattimento per la vittoria del Bene sul Male"
(CCC 2857).
3. La preghiera della vita donata per amore. La nostra preghiera e`
paradossalmente anche una risposta, ci dice molto bene il catechismo. Una
risposta al lamento del Dio vivo: AEssi hanno abbandonato me, sorgente
d'acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne screpolate; risposta di
fede alla promessa gratuita della salvezza, risposta d'amore alla sete
del Figlio unigenito" (CCC 2561). E` la preghiera della vita, delle opere
della fede e dell'amore, opere quotidiane unite misteriosamente al grande
orante con la vita, che e` Gesu` Cristo. In noi, data la nostra miseria,
debolezza e limitazione umane, non poche volte la preghiera va da una
parte e la vita dall'altra. In Gesu` la preghiera e` vita e la vita e`
preghiera. Ecco come pote' cancellare il debito che gravava su di noi e
inchiodarlo alla croce, perdonandoci tutti i nostri peccati. Gesu` Cristo
ha pregato ed e` morto per i nostri peccati, e, con la sua preghiera e
morte, ci ha ottenuto la vita.
SUGGERIMENTI PASTORALI
1. Dimmi come preghi e ti diro` chi sei. Ci sono quelli che pensano che
il valore dell'uomo e la sua identita` si misurino dal suo conto in
banca, dal suo rango sociale, dal suo potere sugli altri, dal suo sapere,
dalla sua fama, eccY Piuttosto si dovra` dire che l'uomo e` cio` che
prega, vale cio` che prega. Preghi? Preghi veramente, con tutta l'anima?
Preghi molto, spesso? Preghi con orazione di desiderio, cercando
sinceramente Dio nella tua preghiera? Preghi disinteressatamente, per
coloro che hanno necessita` di Dio, della sua misericordia e del suo
amore? Preghi con fiducia, con abbandono al potere e alla sapienza de Dio
che conosce cio` che e` meglio per gli uomini? Preghi con un cuore
ecclesiale, aperto a tutti? Preghi, come Gesu` Cristo, con la tua vita
fatta oblazione per la salvezza degli uomini? Se preghi, e preghi cosi`,
sei cristiano autentico. Se non preghi, o se la tua preghiera e` priva di
queste qualita`, il tuo documento di identita` cristiana e` molto
malconcio e sfigurato. Per tutto cio`, conviene ricordare che la
famiglia, la scuola, la parrocchia debbono essere anche e B perche' no?-
principalmente, scuole di preghiera. Non ci succede, forse, che
insegniamo molte cose ai bambini, e ci dimentichiamo di insegnare loro a
pregare?
2. Il "piacere" di pregare. La preghiera indubbiamente non deve essere un
capriccio, qualcosa che dipende dall'averne voglia o no. Ma
evidentemente non deve neppure essere un tormento, qualcosa che faccio
malvolentieri, perche' c'e` una legge della Chiesa o un'abitudine di
famiglia. Pregare deve essere qualcosa che mi piaccia, come ci piacciono
le cose buone. Ci piace parlare con gli amici, c'e` un amico migliore di
Dio? Ci piace imparare delle cose, c'e` migliore maestro che non lo
stesso Dio? Ci piace sentirci amati e benvoluti, c'e` qualcuno che ci ami
e ci voglia bene piu` di Dio Nostro Signore? Questo piacere, siccome
molte volte non e` sensibile, ci risulta un poco piu` difficile. Siccome
e` un piacere spirituale, e` un piacere che solo lo Spirito Santo ci puo`
regalare. Pertanto, piu` che sforzarsi di gustare la preghiera, dovremo
sforzarci di chiedere allo Spirito il gusto di pregare. Egli, che conosce
l'intimo di ogni uomo, e` colui che infonde nell'interiorita` di ciascuno
questo gusto per la preghiera. Ti "piace" la preghiera nel recinto
segreto del tuo cuore, da solo con Dio? Ti "piace" la preghiera
comunitaria, per esempio, il rosario in famiglia o in Chiesa, e,
soprattutto, la santa messa, preghiera suprema della Chiesa al Padre per
mezzo di Gesu` Cristo? Se ancora non ce l'hai, scopri il piacere della
preghiera, e chiedi al Signore che lo conceda a tutti noi cristiani. Il
piacere di pregare e` una ricchezza per ogni cristiano e per tutta la
Chiesa.
L'esempio del Divin Maestro e dei santi
Mai nessun santo incominciando dal Divin Redentore e dai Santi Apostoli
da Lui formati nell'apostolato, sostitui` la preghiera coi lavoro, e
trasse pretesto dalle molte occupazioni per diminuire l'orazione, ancor
meno per lasciarla.
Il Vangelo di S. Luca (6,12) dice: "Passava la notte pregando Dio". Gli
apostoli insegnano che la preghiera deve sempre procedere, in ordine sia
di tempo che di importanza, ogni altra attivita`, perfino la predicazione
e l'amministrazione dei Sacramenti.
L'esempio del Divin Maestro e dei santi
Mai nessun santo incominciando dal Divin Redentore e dai Santi Apostoli
da Lui formati nell'apostolato, sostitui` la preghiera coi lavoro, e
trasse pretesto dalle molte occupazioni per diminuire l'orazione, ancor
meno per lasciarla.
Il Vangelo di S. Luca (6,12) dice: "Passava la notte pregando Dio". Gli
apostoli insegnano che la preghiera deve sempre procedere, in ordine sia
di tempo che di importanza, ogni altra attivita`, perfino la predicazione
e l'amministrazione dei Sacramenti.
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date: 1-01-1996 2:12 AM
Received: 27-07-2001 12:09 AM
From: Paul Guy Pierre Devreux, pdevreu@...
To: Undisclosed-Recipient:;
Lc.11,1-13.
Se vedo ridere una persona, cerco di capire perché
ride, giacché desidero ridere anch'io.
Se vedo uno che trova giovamento nel pregare,
desidero sapere come prega, per provarci anch'io.
Questo è ciò che è successo ai discepoli che
contemplavano il loro maestro, mentre pregava.
Questo devo fare, se desidero veramente invogliare
gli altri a pregare. Non serve a nulla predicare
che bisogna mangiare la frutta, occorre fare
alberi con frutti belli.
Gesù risponde insegnando loro il "Padre nostro",
perché si rende conto che risponde al nostro
bisogno.
Dai genitori ho ricevuto tutto, ma la cosa
principale è la loro presenza. Questo è un bisogno
che non finisce mai, ma che è destinato ad essere
frustrato dalla morte dei genitori.
Di Dio sappiamo poco, se non quello che ci ha
rivelato. Penso che se mi si rivela come Padre,
Madre o genitore, cioè colui che mi genera alla
vita attimo per attimo, è perché di questo ho
bisogno. Scoprendo d'essere figlio di Dio, mi si
apre un futuro capace di superare anche la morte.
Per vivere ho avuto bisogno dei genitori, ma per
sopravvivere mi ci vuole un Padre Eterno; o in
altre parole, di un genitore che rimane tale per
sempre, e che non mi abbandonerà mai. Gesù ha
cercato di rivelarci proprio questo: un Dio Padre,
capace di amarci di un amore gratuito e
incondizionato. Un Genitore sul quale posso fare
affidamento, non perché me lo merito, ma perché
lui ha deciso di esser fedele alla mia vita per
sempre, e sa esserlo.
Questa presa di coscienza o esperienza ha diversi
risvolti. Uno di questi è lo scoprirmi perdonato.
La preghiera che Gesù ci ha lasciato per l'appunto
dice: "Perdonaci i nostri peccati, perché anche
noi perdoniamo". Quel "perché" sta per "affinché".
Nel senso che, ciò che mi permette di perdonare, è
proprio lo scoprire che io sono perdonato in
continuazione, da un Padre premuroso per la mia
vita, e che io ricordo solo nei momenti di
bisogno. Un Padre che mi da tanti consigli, e che
ho anche il coraggio di accusare, quando le cose
mi vanno male per l'aver fatto di testa mia. Etc.
Signore grazie per quando mi fai il dono di vedere
il mio peccato, affinché possa nutrirmi del tuo
perdono, e il mio cuore si apra alla misericordia.
Vedo che quando mi sento giusto giudico, e non
riesco a perdonare, mentre quando vedo ciò che
sono, come per incantesimo, il mio cuore si apre
alla comprensione delle ragioni dell'altro.
Signore grazie perché la tua paterna bontà, mi dà
la forza necessaria e indispensabile per stare in
piedi, e provare ad amare.
----------------- End Forwarded Message -----------------
Madonna di Borgo Santa Caterina
Tu, o Beata Vergine Maria, hai amato Dio come comanda la Scrittura. Lo
hai amato con tutto il tuo Cuore; il tuo Cuore fu immensamente piu'
incline all'amor di Dio che a qualsiasi altro amore. O Vergine Maria, Tu
amasti naturalmente il tuo unigenito Figlio, Dio e vero uomo. Tu amasti
il tuo Figlio unigenito nella sua carne, con amore santo, perche'
fomentasti e nutristi la carne di Cristo con tanta cura e devozione, che
fosti distaccata dall'amore della tua carne per amare la sua carne e
consacrare a Lui tutti gli affetti del tuo sacro Cuore.
Tu, o gloriosa Madre Vergine, amasti il tuo unigenito Figlio
spiritualmente, cioe' con tutta la tua anima. Con dilezione piena, o
Beatissima Vergine, osservasti il precetto divino dell'amore del cuore,
perche' con i fatti amasti il prossimo come Te stessa, cioe' per servire
Dio e vedere Dio e possedere la vita eterna.
Amen. Ave Maria!
23. IL CUORE DI GESU` FIN DALL'INCARNAZIONE E` STATO E SARA` SEMPRE UNITO
ALLA PERSONA DEL VERBO DI DIO
(9 luglio 1989, Angelus)
"Cuore di Gesu`, unito alla persona del Verbo di Dio, abbi pieta` di
noi". L'espressione "Cuore di Gesù" richiama subito alla mente l'umanita`
di Cristo, e ne sottolinea la ricchezza dei sentimenti, la compassione
verso gli infermi; la predilezione per i poveri; la misericordia verso i
peccatori; la tenerezza verso i bambini; la fortezza nella denuncia
dell'ipocrisia, dell'orgoglio, della violenza; la mansuetudine di fronte
agli oppositori; lo zelo per la gloria del Padre e il giubilo per i suoi
disegni di grazia, misteriosi e provvidenti.
In riferimento ai fatti della passione, l'espressione "Cuore di Gesù"
richiama poi la tristezza di Cristo per il tradimento di Giuda, lo
sconforto per la solitudine, l'angoscia dinanzi alla morte, l'abbandono
filiale e ubbidiente nelle mani del Padre. E dice soprattutto l'amore che
sgorga inarrestabile dal suo intimo: amore infinito verso il Padre e
amore senza limiti verso l'uomo.
Ora, questo Cuore umanamente cosi` ricco, "e` unito - l'invocazione ce lo
ricorda - alla Persona del Verbo di Dio". Gesu` e` il Verbo di Dio
incarnato: in lui vi e` una sola Persona - quella eterna del verbo, -
sussistente in due nature, la divina e l'umana. Gesu` e` uno, nella
realta` indivisibile del suo essere, ed e`, nel contempo, perfetto nella
sua divinita`, perfetto nella nostra umanita`; e` uguale al Padre, per
quanto concerne la natura divina, uguale a noi, per quanto riguarda la
natura umana; vero Figlio di Dio e vero Figlio dell'uomo.
Il Cuore di Gesu` quindi, fin dal momento dell'incarnazione, e` stato e
sara` sempre unito alla Persona del Verbo di Dio.
Per l'unione del Cuore di Gesu` alla Persona del Verbo di Dio possiamo
dire: in Gesu`, Dio ama umanamente, soffre umanamente, gioisce
umanamente. E viceversa: in Gesu`, l'amore umano, la sofferenza umana, la
gloria umana acquistano intensita` e potenza divine.
Contempliamo con Maria il Cuore di Cristo. La Vergine visse nella fede,
giorno dopo giorno, accanto al suo Figlio Gesù: sapeva che la carne di
suo Figlio era fiorita dalla sua carne verginale; ma intuiva che egli,
perche' "Figlio dell'Altissimo" (Lc 1, 32), la trascendeva infinitamente:
il Cuore del suo Figlio era, appunto, "unito alla Persona del Verbo". Per
questo Ella lo amava come Figlio suo e, al tempo stesso, lo adorava come
suo Signore e suo Dio. Che Ella conceda anche a noi di amare e adorare il
Cristo, Dio e Uomo, sopra ogni cosa, "con tutto il cuore, con tutta
l'anima e con tutta la mente" (cfr. Mt 22, 37). In tal modo, seguendo il
suo esempio, saremo oggetto delle predilezioni divine e umane del Cuore
del suo Figlio
Solo apparentemente le "interpretazioni" della psicologia del profondo
appaiono piu` serie. Qui gli avvenimenti narrati dalla Bibbia sono
ricondotti ad immagini primordiali mitiche che sarebbero sorte dalle
profondita` dell'anima in forme mutevoli, attraverso tutta la storia
delle religioni, e che dovrebbero indicarci la via per il cammino
redentore verso le profondita` salvatrici della nostra anima (7). Anche
qui la Scrittura si legge contro la sua intenzione: non sarebbe piu`
invito a rifiutare gli idoli, ma il modo in cui si presenta in Occidente
il mito eterno della redenzione. L'avidita` con la quale tali forme di
"interpretazione" sono oggi spesso ritenute, anche dalla teologia, una
valida alternativa, e` forse il segno piu` drammatico dello stato
d'emergenza nel quale sono cadute l'esegesi e la teologia.
(7) Il rappresentante principale di questa esegesi, che si fa strada ogni
giorno di piu`, e` E. Drewermann. Cf. G. LOHFINK-R. PESCH,
Tiefenpsychologie und keine Exegese, Stuttgart 1987; cf. anche AA. VV.,
Tiefenpsychologische Deutung des Glaubens? Anfrangen an Eugen Drewermann
(Quaestiones disputatae, 113), Freiburg 1988.
Questa dottrina d'amore, divenuta uno zelo divorante, e` tanto piu`
solida, perche' il primo comandamento si completa e si perfeziona sempre
con il secondo. Quando si ama Dio, e perche' lo si ama, e unicamente
nella misura in cui veramente lo si ama..., si ama altresi` il prossimo,
non solamente come se stessi, ma al di la` di se stessi fino a donare per
lui tempo, salute, tranquillita` e vita. Ed e` il vostro caso! Voi siete,
dunque, la conferma vivente della definizione che Guglielmo di Parigi
dava dallo zelo: "Flamma ferventissima de ipsa fornace Spiritus Sancti".
Uno scienziato cristiano: globalizzazione e anti-globalizzazione
Intervista al prof. E. Malinvaud, Presidente della Pontificia Accademia
delle Scienze Sociali
Parigi (Fides) - Il Prof. Edmond Malinvaud, 78 anni, ha una lunga
carriera come economista e statistico. Ha anche lavorato su ricerche
economiche a livello internazionale. Presidente della Pontificia
Accademia delle Scienze Sociali fin dalla sua creazione (1994), e` stato
riconfermato per altri 5 anni. A lui Fides ha rivolto alcune domande.
Professore, a causa del G8 si parla molto di globalizzazione. Lo scorso
aprile la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali ha focalizzato la
sua Sessione Plenaria su questo tema. Qual e` il programma, anche per il
futuro?
Il nostro programma cerca di dare uno sguardo scientifico su fenomeni e
problemi a quanti trattano della Dottrina Sociale della Chiesa. »
un'attivita` a lungo termine, piu` che un rispondere alle sollecitazioni
della cronaca. Negli anni scorsi abbiamo studiato il lavoro, la
disoccupazione, la democrazia. Adesso abbiamo cominciato ad affrontare la
globalizzazione, con diversi contributi scientifici. La nostra prima
riunione e` stata un grande giro di orizzonte su tutti i problemi della
globalizzazione, da un punto di vista etico, dello sviluppo dei paesi
poveri, ecc. Stiamo preparando un'altra sessione fra due anni. In un
seminario preliminare affronteremo le nuove forme di diseguaglianza nel
mondo, se queste sono o no effetto della globalizzazione.
C'e` un legame diretto fra poverta` e globalizzazione?
Quando si parla di poverta` non e` detto che essa sia associata alla
globalizzazione. Vi sono anche altre cause come le strutture politiche e
sociali di questi paesi, le condizioni climatiche e naturali, la mancanza
di pace. Anche gli elementi culturali hanno la loro importanza.
La globalizzazione mette in luce il divario fra ricchi e poveri, il
debito estero, l'ecologia, l'economia come unica dimensione dell'uomo.
Come siete interpellati da questi problemi?
Ne sono interpellato anzitutto personalmente, come cristiano e anche come
ricercatore economico. In quanto studiosi non pensiamo affatto che
l'economia sia la totalita` della vita umana. Del resto, nell'Accademia
Pontificia non vi sono soltanto 6 economisti, ma anche 26 esperti di
altre discipline. Una grave deviazione della nostra etica collettiva e`
proprio l'assolutizzazione dell'economia. Noi non siamo soddisfatti che
in tante discussioni sull'avvenire dell'umanita` l'economia primeggi su
ogni altra considerazione. Tutto questo e` contrario alla dottrina
sociale della Chiesa, ma e` anche contrario alla percezione degli
studiosi seri.
Come vede personalmente gli eventi di questi giorni legati al G8 e alle
manifestazioni anti-G8?
» molto triste che nella nostra societa` non si sappia fare di meglio. I
problemi della globalizzazione sono problemi importanti per l'avvenire:
non possono essere trattati in questo modo! Che siano usati come fenomeni
mediatici e` davvero l'antitesi di quello che uno scienziato vorrebbe.
E sul G8 in sE`?
Il G8 e` un'organizzazione fra stati; non ci si puo` lamentare che
esistano organizzazioni fra gli stati. Si tratta soltanto di conoscere
quello che fanno. Forse non sono informato a sufficienza sui dettagli di
questo incontro, ma non vedo nulla di criticabile sul fatto che dei paesi
si incontrino a diversi livelli per armonizzare le loro politiche. Non vi
e` nulla di scandaloso: e [il G8] non e` per nulla un "covo di mafiosi"!
Siamo ragionevoli!
Ma non trova che i paesi ricchi mostrino un grande egoismo?
Si`, i nostri paesi ricchi fanno prova di troppo egoismo in questi tempi.
Per esempio, che gli americani non vogliano ridurre le emissioni di gas
legate all'effetto serra, che potrebbe essere pericoloso per l'avvenire
del pianeta, e` un segno rivelatore. Potrei anche fare un esempio legato
alla FranciaÖ Non c'e` da essere soddisfatti della situazione attuale.
Quando dico "americani" intendo il governo americano, che e` pero`
sostenuto dal popolo americano. In questo senso in causa non sono
anzitutto le riunioni fra governi, ma qualcosa di piu` profondo.
Prendiamo l'aiuto diretto allo sviluppo: la tendenza a ridurlo sempre
piu` e` indicativa. Si puo` anche gridare, manifestare, ma se si propone
di aumentare le tasse per aumentare questi aiuti, gli elettori non
appoggiano queste scelteÖ
» possibile convertirsi dall'egoismo e tradurre la conversione in scelte
precise?
Questa e` la missione di tutti i cristiani. Ma e` sempre difficile. Fra
l'intenzione e l'azione vi e` un periodo molto delicato. Io sono sicuro
che molti uomini pensano che la situazione presente non e` soddisfacente
dal punto di vista etico, ma sono in pena perche' non sanno cosa fare o
se lo sanno, non sono pronti ad accettarlo.
(C) Fides 20/7/2001
22. COME IL CUORE DI GESU` DOCILI ALLO SPIRITO SANTO E ALLA VOCE DELLA
MADRE
(2 luglio 1989, Angelus)
Una delle invocazioni piu` profonde delle Litanie del Sacro Cuore suona
così: "Cuore di Gesu`, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine
Madre, abbi pieta` di noi". Troviamo qui l'eco di un articolo centrale
del Credo, in cui professiamo la nostra fede in "Gesu` Cristo, unigenito
Figlio di Dio", il quale "discese dal cielo e per opera dello Spirito
Santo si e` incarnato nel seno della Vergine Maria e si e` fatto uomo".
La santa umanita` di Cristo, dunque, e` opera dello Spirito divino e
della Vergine di Nazareth.
E` opera dello Spirito. Cio` afferma esplicitamente l'evangelista Matteo,
riferendo le parole dell'angelo a Giuseppe: "Quel che e` generato in Lei
(Maria), viene dallo Spirito Santo" (Mt 1, 20); e lo afferma pure
l'evangelista Luca, riportando le parole di Gabriele a Maria: "Lo Spirito
Santo scendera` su di te, su di te stendera` la sua ombra la potenza
dell'Altissimo" (Lc 1, 35).
Lo Spirito ha plasmato la santa umanita` di Cristo: il suo corpo e la sua
anima con tutta l'intelligenza, la volonta`, la capacita` di amare. In
una parola, ha plasmato il suo Cuore. La vita di Cristo e` stata posta
tutta sotto il segno dello Spirito. E` dallo Spirito che viene a lui la
sapienza che riempie di stupore i dottori della Legge e i suoi
concittadini, l'amore che accoglie e perdona i peccatori, la misericordia
che si china sulla miseria dell'uomo, la tenerezza che benedice a
abbraccia i bambini, la comprensione che lenisce il dolore degli
afflitti. E` lo Spirito che dirige i passi di Gesu`, lo sostiene nelle
prove, soprattutto lo guida nel suo cammino verso Gerusalemme, dove egli
offrira` il sacrificio della Nuova Alleanza, grazie al quale divampera`
il fuoco da lui portato sulla terra (cfr. Lc 12, 49).
D'altra parte, l'umanita` di Cristo e` anche opera della Vergine. Lo
Spirito ha plasmato il Cuore di Gesu` nel grembo di Maria, che ha
collaborato attivamente con lui come madre e come educatrice:
- come madre, ella ha aderito consapevolmente e liberamente al progetto
salvifico di Dio Padre, seguendo trepida, in adorante silenzio, il
mistero della Vita che in lei era germogliata e si sviluppava;
- come educatrice, ella ha plasmato il Cuore del proprio Figlio,
introducendo, insieme con san Giuseppe, nelle tradizioni del Popolo
eletto, ispirandogli l'amore alla Legge del Signore, comunicandogli la
spiritualita` dei "poveri del Signore". Ella l'ha aiutato a sviluppare la
sua intelligenza e ha esercitato un sicuro influsso nella formazione del
suo temperamento. Pur sapendo che il suo Bambino la trascendeva, perche'
"Figlio dell'Altissimo" (cfr. ibid, 1, 32), non per questo la Vergine fu
meno sollecita della sua educazione umana (cfr. ibid., 2,51).
Possiamo pertanto affermare con verita`: nel Cuore di Cristo risplende
l'opera mirabile dello Spirito Santo; in esso vi sono pure i riflessi del
Cuore della Madre. Sia il cuore di ogni cristiano come il Cuore di Gesù:
docile all'azione dello Spirito, docile alla voce della Madre.
25 luglio
Madonna delle Conversioni
O Gesu', vivente in Maria, vieni e vivi nei tuoi servi, nello spirito
della tua santita', nella pienezza della tua potenza, nella perfezione
delle tue vie, nella verita' delle tue virtu', nella comunione dei tuoi
misteri. Domina ogni potere nemico, a gloria del Padre.
Vergine Maria, Madre di Gesu', fammi santo.
Amen. Ave Maria!
Ma oggi si manifestano alcune forme di esegesi che non si possono
spiegare se non come sintomi della decomposizione dell'interpretazione e
dell'ermeneutica. Le esegesi materialiste e femministe non possono
pretendere di essere un'interpretazione del testo e delle sue intenzioni.
Tutt'al più possono esprimere la convinzione che il senso proprio della
Bibbia sia o completamente inconoscibile o privo di significato per la
realtà della vita presente. Quindi non si interrogano più sulla verità,
ma invece soltanto su ciò che può servire ad una prassi scelta da loro.
La combinazione di tale prassi con elementi della tradizione biblica, si
giustifica allora per il fatto che questo apporto di elementi religiosi
rafforza lo slancio dell'azione. In questo modo, il metodo storico può
anche servire come copertura ad una tale manovra, nella misura in cui
divide la Bibbia in unità discontinue, che si prestano quindi a una nuova
utilizzazione e che possono, con un senso differente, essere ricomposte
attraverso un nuovo montaggio (6).
(6) Le nuove forme d'interpretazione materialista e femminista della
Bibbia ne sono un esemplo significativo. Cf. per es. K. FÜSSEL,
Materialistische Lekture der Bibel, in Theologische Berichte. 13.
Methoden der Evangelien-Exegese, Einsiedeln 1985, pp. 123-163.
"Chi abbandona l'orazione e` abbandonato da Dio" diceva S. Vincenzo de
Paoli.
In una lettera dei 1650 scriveva: "La grazia della fedelta` alla
vocazione dipende dalla preghiera, e la grazia della preghiera da quello
della fedelta` all'ora della levata mattutina" - S. Clemente Maria
Hofbauer (redentorista) affermava: "Gli apostoli che non pregano, pur
passando la loro vita in mezzo a cose sante, come le prediche,
l'amministrazione dei Sacramenti, i catechismi ecc., invece di convertire
gli altri, diventano demoni essi stessi e si dannano".
Quindi non fa meraviglia quanto afferma autoritativamente il P.
Baldassarre Alvarez, direttore di S. Teresa d'Avila: "L'apostolo tanto
vale quanto prega".
21. GESU` MEDIANTE IL PROPRIO SANGUE ENTRA NEL TABERNACOLO ETERNO
(31agosto 1986, Angelus)
"Cuore di Gesu`, spezzato a causa dei nostri peccati".
Gesu` di Nazaret, che durante l'ultima cena ha detto: "questo e` il mio
corpo offerto in sacrificio per voi... " questo e` il calice del mio
sangue versato per voi.
Gesù: sacerdote fedele, che mediante il proprio sangue entra nel
tabernacolo eterno;
Gesù: sacerdote, che secondo l'Ordine di Melchisedech ci lascia il suo
sacrificio: fate questo!... : Gesu` - Cuore di Gesù!
Cuore di Gesu` al Getsemani, che "si rattrista fino alla morte", che
sente il "peso" terribile. Quando dice: "Tutto e` possibile a te,
allontana da me questo calice! " (Mc 14, 3 6) egli sa, in pari tempo,
qual e` la volonta` del Padre, e non desidera piu` altro che adempirla:
versare il calice fino in fondo.
Cuore di Gesu` - spezzato con l'eterna sentenza: Dio infatti ha tanto
amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito...
Tanti secoli prima lo aveva detto Isaia: "Egli si e` caricato delle
nostre sofferenze, / si e` addossato i nostri dolori / e noi lo
giudicavamo castigato, / percosso da Dio e umiliato" (Is 53, 4).
Egli si e` immolato per i nostri delitti; e tuttavia, non dicevano sul
Golgota: "se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!"? (Mt 27,40).
Cosi` dicevano: E tuttavia il profeta sapeva. E tuttavia Isaia diceva,...
tanti secoli prima: "Egli e` stato trafitto per i nostri delitti, /
schiacciato per le nostre iniquita`... 1 Noi tutti eravamo sperduti come
un gregge, / ognuno di noi seguiva la sua strada; / il Signore fece
ricadere su di'lui / l'iniquita` di noi
tutti... / Si`, fu eliminato dalla terra dei viventi, / per l'iniquita`
del mio popolo fu percosso a morte" (Is 53,5-8).
Spezzato a causa dei nostri peccati ! Cuore di Gesu` - spezzato per i
peccati...
Le sofferenze dell'agonia abbracciano gradatamente tutto il corpo del
Crocifisso. Lentamente la morte giunge al cuore.
Gesu` dice: "Tutto e` compiuto!" "Padre, nelle tue mani consegno il mio
spirito" (Lc 23,46).
Quanto diversamente dovevano adempiersi le scritture?
Quanto diversamente dovevano compiersi le parole del Profeta che dice: "E
giusto mio servo giustifichera` molti... / si compira` per mezzo suo la
volonta` del Signore" (cfr. Is 53,11.40).
La volonta` del Padre! Non la mia, ma la tua volontà!
Siamo uniti nella preghiera con Te, Madre di Cristo: con Te, che hai
partecipato alle sue sofferenze ("condoluit"... Tu ci conduci al Cuore
del Tuo Figlio agonizzante sulla Croce: quando nella sua spogliazione si
rivela fino in fondo come Amore.
O tu, che hai partecipato alle sue sofferenze, permettici di perseverare
sempre nell'abbraccio, di questo mistero.
Madre del Redentore!
Avvicinaci al Cuore del Tuo Figlio!
24 luglio
Maria Madre della Misericordia
"O Madre di misericordia, apri dunque la porta del Cuore benignissimo
alle dolenti suppliche dei figli di Adamo. Tu non aborrisci ne'
disprezzi il peccatore piu' corrotto, se sospira a Te e sollecita il tuo
intervento con cuore penitente. Non fa meraviglia, o Signora, che la
consolazione sia stata sparsa con l'olio copiosissimo della misericordia
del tuo Cuore, perche' l'opera inestimabile di misericordia, che Dio
predestino' fin dall'eternita' per la redenzione umana, fu prima
realizzata in Te dall'Artefice del mondo".
Amen. Ave Maria!
(San Bernardo)
Cari amici di TotusTuus,
vi segnaliamo gli aggiornamenti di questa settimana:
1) In primo piano: Aiuto alla Chiesa che Soffre: Rapporto 2001 sulla
libertà religiosa nel mondo.
2) Sono stati inseriti 50 nuovi siti, per un totale di 944 siti inseriti
e 214 rifiutati.
3) Le nuove pagine cattoliche della settimana sono:
(Preghiera)
Il Santo Rosario meditato da d. Giussani.
Nel proporvi di vivere il Rosario con una riscossa particolare della
coscienza, sono guidato dall'impressione, forte, che ho avuto nel viaggio
in Terra Santa.
(Chiesa)
Riflessioni su una concezione sconcertante. Ci sono sette nella Chiesa?
Da tempo nei media si parla di «sette intraecclesiali» o di «sette
intracattoliche» per colpire una serie di movimenti e comunita' nati
negli ultimi decenni.
(Santi)
Santa Teresa di Gesu' Bambino. LETTERA APOSTOLICA «DIVINI AMORIS SCIENTIA»
Il testo italiano della Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II per la
proclamazione di S. Teresa di Gesu' Bambino a Dottore della Chiesa
universale.
(Santi)
Beato Giuseppe Tovini. 1841-1897
Avvocato. Fu uno strenuo difensore e sostenitore della scuola libera e di
una sempre piu' profonda ed incisiva presenza della Chiesa nel mondo del
lavoro.
4) Tracce di Omelie: E' stata inserita Omelia Omelia del 29 luglio.
5) Nella rubrica "Un sacerdote risponde" si affronta il tema: Il
significato dei titoli cristologici nei quattro Vangeli
6) La rubrica di bioetica si occupa dell'argomento: Bioetica e G8
7) Nella rubrica "nuova religiosità" si parla di: Notizie su Scientology
8) "Tutte le generazioni mi chiameranno beata", l'immagine della
settimana e': Annunciazione (di Andrea della Robbia) Faenza (Ra)
9) "In libreria" troviamo la doppia classifica del mese di giugno!
10) Nella rubrica "Al cinema" possiamo leggere la recensione del cartone
animato di Walt Disney: La bella e la Bestia.
11) Il banner exchange ha 109 siti aderenti, con 440.774 hits e 15.654
clicks. Vi segnaliamo il sito "Legenda nera" www.kattoliko.it/legendanera
12) Questa settimana il Portale del network Totus Tuus si trova al
26esimo posto della CLASSIFICA mondiale di HitBox per la categoria
"Society-culture/Religion" con una media di 549 visitatori per giorno.
13) Gli iscritti a questa lista sono 737.
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Portale di cattolici: http://www.totustuus.org/
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Di conseguenza, occorrerebbe indagare sulle condizioni del comprendere
stesso cosi da giungere ad una attualizzazione del testo che vada oltre
una "anatomia del defunto" puramente storica (4). Il progetto e` corretto
perche' si e` ancora lontani dalla comprensione di una cosa quando se ne
sa spiegare il processo di formazione.
Ma come mi e` possibile giungere ad una comprensione che non sia fondata
sull'arbitrio dei miei presupposti, una comprensione che mi permetta
veramente d'intendere il messaggio del testo, restituendomi qualcosa che
non viene da me stesso? Una volta che la metodologia, attraverso la sua
anatomia, ha ucciso la storia, chi potra` ancora risuscitarla, in modo
che ancora possa parlarmi veramente, come una realta` vivente? In altri
termini, se l'"ermeneutica" deve diventare convincente, occorre
innanzitutto che scopra un'armonia tra l'analisi storica e la sintesi
ermeneutica.
Senza dubbio nel dibattito ermeneutico sono stati compiuti seri progressi
in questa direzione; ma, a dire il vero, io non vedo ancora una risposta
convincente (5). Quando Bultmann utilizzava la filosofia di Heidegger
come uno strumento per l'attualizzazione della parola biblica, questo era
in consonanza con la sua ricostruzione di cio` che e` proprio del
messaggio di Gesu`. Ma questa ricostruzione non era un prodotto di quella
filosofia? Quale poteva essere la sua credibilita` da un punto di vista
storico? Alla fine e` Gesu` o Heidegger che noi ascoltiamo in un tale
tentativo di comprensione? Eppure, difficilmente si potra` negare a
Bultmann di essersi confrontato col problema di come accedere al
messaggio biblico.
(4) Cosi` KÄSTNER, Die Stundentrommel, cit. (n. 1), p. 121, riflessioni
simili si trovano in L. KOLAKOWSKI, Die Gegenwärtigkeit des Mythos,
München 1973. pp. 95 sg.
(5) Vorrei rinviare particolarmente ai lavori di P. RICOEUR p. es. Le
conflit des interpre'tations. Essai d'herme'neutique, Paris 1969 (tr. it.
Il conflitto delie interpretazioni, Milano 1982) e in particolare: I.
Ermeneutica e strutturalismo e II. Ermeneutica e psicanalisi. Per situare
lo stato attuale della questione, e` utile consultare P. STUHLMACHER, Vom
Verstehen des Neuen Testaments. Eine Hermeneutik, Göttingen 1986. Inoltre
vi sono osservazioni importanti in P. TOINET, Pour une the'ologie de
l'exe'gèse (con prefazione di I. de la Potterie), Paris 1983 si veda
anche R. LAURENTIN, Comment re'concilier l'exe'gèse et la foi, Paris 1984
(tr. it. Come riconciliare l'esegesi con la fede, Brescia 1986), P.
GRECH, Ermeneutica e teologia biblica, Roma 1986; P. GRELOT, Evangiles et
histoire, Paris 1985; ID., L'origine dei Vangeli, Citta` del Vaticano
1990. La rivista "Theologische Quartalschrift" di Tubinga nel 1979 ha
dedicato un intero fascicolo (pp. 1-71) alla discussione di questo
argomento, nella forma di un dibattito attorno a un articolo di J. BLANK,
Exegese als theologische Basiswissenschaft (pp. 2-23). Sfortunatamente,
questo articolo e` poco utile: per l'autore infatti i problemi che
sorgono a proposito dell'esegesi sembrano doversi ricondurre
esclusivamente a quello di un dogmatismo non ancora giunto all'altezza
del pensiero storico.
Voi avete capito, nevvero? Quando il fuoco vi divora dentro, voi avete
bisogno di alleviarvi gettandolo fuori e spargendolo attorno a voi.
Amore e zelo sono, percio`, in fondo la stessa cosa. Dite amore quando
parlate di fiamma interiore, e dite zelo quando parlate di fiamma che
irradia dal cuore ardente e che tende a comunicarsi ovunque.
Ascoltate una frase di S. Francesco Saverio che manifesta bene questo,
stato d'animo, frase che al santo esce proprio dalla ferita del cuore:
"Perche' non posso, o mio Dio, moltiplicare la mia persona e il mio
lavoro... perche' non posso donare mille vite e soffrire mille morti per
farvi conoscere da tutte le creature?..."
20. CUORE DI GESU` RICOPERTO DI OBBROBRI
(24 agosto 1986, Angelus)
Le parole delle Litan'e del Sacro Cuore ci aiutano a rileggere il Vangelo
della Passione di Cristo.
Ripassiamo con gli occhi dell'anima attraverso quei momenti e avvenimenti:
- dalla cattura nel Getsemani al giudizio di Anna e di Caifa,
all'incarnazione notturna, alla sentenza mattutina del Sinedrio, al
tribunale del governatore romano, al tribunale di Erode galileo, alla
flagellazione, all'incoronazione di spine, alla sentenza di
crocifissione, alla via crucis fino al luogo del Golgota, e, attraverso
l'agonia sull'albero dell'ignominia, fino all'ultimo "Tutto e` compiuto".
Cuore di Gesu`, ricoperto di obbrobri.
Cuore di Gesu` - il cuore umano del Figlio di Dio - quanto consapevole
della dignita` di ogni uomo - quanto consapevole della dignita` di
Dio-Uomo.
Cuore del Figlio, che e` Primogenito di ogni creatura:
- quanto consapevole della peculiare dignita` dell'anima e del corpo
dell'uomo;
- quanto sensibile per tutto cio` che offende questa dignita`: "ricoperto
di obbrobri".
Ecco le parole di Isaia profeta:
"Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto in cui mi compiaccio...
egli portera` il diritto alle nazioni. Non gridera`
ne' alzera` il tono... non spezzera` una canna incrinata, non spegnera`
uno stoppino dalla fiamma smorta... " (Is 42,1-3).
"Come molti si stupiranno di lui
- tanto era sfigurato per essere d'uomo il suo aspetto e diversa la sua
forma da quella dei figli dell'uomo" (1s52,14).
"... uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale
ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevano alcuna stima... "
(Is 53, 3).
Cuore di Gesu`, ricoperto di obbrobri! Cuore di Gesu` ricoperto di
obbrobri! Segno di contraddizione...
"E anche a te una spada trafiggera` l'anima... " (Lc 2,34-35)
23 luglio
"Ti saluto, o Maria, prescelta Madre di Dio, casa del fuoco divino,
paradiso del legno della vita, tralcio del divin grappolo, fiume pieno
degli amori dello Spirito, terra della spiga divina, rosa bellissima per
la verginita' e spirante la fragranza della grazia. Agnella partoriente
l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, officina della nostra
salvezza, piu' sublime degli Angeli, Serva e Madre".
Amen. Ave Maria!
(S. Giovanni Damasceno)
Zamagni: Viva il global. Parola di povero
Non resta che accelerare la globalizzazione economica mondiale cosi` che
il numero assoluto dei poveri diminuisca sempre piu`.
E farlo in fretta, in modo che la poverta` relativa, che pure nel
frattempo si approfondisce, venga assorbita dal meccanismo di decremento
della poverta` assoluta, indotto appunto.
Conversazione con Stefano Zamagni a cura di Marco Respinti
Qualcuno dice che le facolta` di Economia e Commercio sfornano solo dei
ragioneri (specializzati, ma pur sempre dei ragionieri) e che invece chi
ha studiato Economia politica entra, una volta lasciata l'alma mater
studiorum, in un clan di superaddetti ai lavori assai consultato in
ragione della propria capacita` di osservare con intelligenza i fatti.
Capita cosi`, dunque, che, specialmente in Italia, sulla geopolitica
dell'economia mondiale i membri di questa ristretta schiera di
specialisti stilino valutazioni se non proprio uguali, senz'altro simili
o analoghe.
E in tempi di globalizzazione, il peso specifico delle loro analisi
ovviamente lievita.
BenchE` piuttosto esclusivo per ragioni di fatto (si tratta di una
disciplina piu` citata o' magari anche a sproposito o' che frequentata),
sempre per ragioni di fatto (pochi ma colleghi, versione del detto My
country, right or wrong) il 'circolo' degli economisti politici puo`
dunque ammettere nel proprio novero anche un esponente diciamo cattolico
(di area, ispirazione, ambiente, estrazione: scegliete voi la piu`
confacente fra queste espressioni a` la page).
Cosa non fare
» il caso di Stefano Zamagni, della Facolta` di Economia dell'Universita`
degli Studi di Bologna, fra l'altro autorevole e noto studioso del
'settore no profit' e dell'attualizzazione del finora disatteso principio
di sussidiarieta`.
Zamagni e`, diciamo, di area 'prodianaî: appiccicare etichette e` sempre
antipatico, ma a volte (pur con il rischio della semplificazione
eccessiva) e` utile per intendersi.
Cioe` e` per certi versi al di sopra di ogni sospetto quando afferma che
la contestazione alla globalizzazione e` una cosa da non fare.
A dire il vero, negli ultimi giorni i voltafaccia tardivi di diversi
esponenti della Sinistra internazionale su questo punto quasi si
sprecano.
Eppure un giudizio lucido e analitico sull'intera vicenda e sulla posta
in gioco non si cestina mai.
A Tempi, Zamagni dice: "Non e` vero che nel mondo mancano i soldi. » che
sono distribuiti male`.
Vetero-marxismo di ritorno?
No, e meno male.
´La questione o' aggiunge subito il cattedratico bolognese o' e` che
certi Paesi molto corrotti non devolvono gli aiuti finanziari elargiti
loro dal 'mondo ricco' alla povera gente. L'esempio tipico e` la Nigeria.
Dobbiamo ricordare che gli aiuti ottenuti da questo Stato africano
nell'ambito del progetto di riduzione del debito contratto dai Paesi
poveri verso quelli ricchi sono stati utilizzati dal governo di Lagos per
costruire uno stadio di dimensioni faraoniche, del costo di 350 milioni
di dollari pari a circa 900 miliardi di lire italiane. Uno stadio cosi`
l'Italia non ce l'ha ancora, ma Lagos si`".
La cancellazione dei debiti del Terzo Mondo potrebbe insomma creare piu`
danni che vantaggi ai diretti interessati.
Per Zamagni ci vorrebbe un'organizzazione mondiale, parallela a quella
che si occupa delle transazioni commerciali (tipo Wto, insomma), in grado
di organizzare planetariamente il prelievo fiscale.
Un'altra organizzazione, l'ennesima.
Si puo` non condividere questa richiesta di aggiungere struttura a
struttura senza peraltro scalfire di uno iota la diamantinita` del
ragionamento di Zamagni (e fra l'altro commentare che, finchE` non cambia
il cuore dell'uomo, nulla si puo` sperare; e se cio` ad alcune orecchie
suonasse un poi' troppo 'religiosoî, lo si potrebbe correggere ricordando
che sul punto una versione ad hoc della 'teoria del rasoio' di Guglielmo
di Occam un poi' di verita` forse l'avrebbe).
´La questione o' aggiunge Zamagni o' e` che gli aiuti andrebbero semmai
dati a soggetti sociali portatori di cultura`. Cioe` a dire che
gl'interventi a pioggia non funzionano. Mai.
Realismo vs. ideologia. Come sempre
´La globalizzazione ha ridotto il numero dei poveri`.
L'economista politico lo dice, lo ribadisce e lo scrive.
Anche se e` controcorrente.
´Il povero assoluto e` colui che non riesce ad avere risorse sufficienti
a sfamarsi o' spiega Zamagni o', mentre quello relativo e` un soggetto
povero rispetto a un altro gruppo di riferimento. Ora, il secondo non
necessariamente e` una persona che sta morendo di fame. Negli ultimi 25
anni, la globalizzazione ha ridotto il numero dei poveri assoluti di
circa 700 milioni di unita` perche' il processo che essa sottende ha
consentito ai Paesi sostanzialmente del Sud-Est asiatico e ad alcuni
dell'America Meridionale, oltre che al Sudafrica, di emergere dalla
condizione di poverta` assoluta. Quanto occorre sottolineare oggi,
dunque, non e` che la globalizzazione affama la gente o' giacchE` questo
non affatto vero o', ma che semmai esclude i poveri. Da cui consegue che
dire 'no alla globalizzazione' e` una sciocchezza grande come il sole. Il
problema dei Paesi ancora drammaticamente poveri e` che questi non sono
di fatto ancora potuti entrare nel processo di globalizzazione
dell'economia mondiale. No
n il contrario. Ripeto: l'atteggiamento no global e` una sciocchezza. Chi
condanna la globalizzazione non e` il povero assoluto (che non aspetta
altro) e i mali della globalizzazione si vincono con piu`
globalizzazione. Chi si oppone a questo processo non e` l'affamato, ma
chi difende solo interessi piccolo-borghesi`.
Nel sostenere che la politica deve governare l'economia globalizzata,
evitando che questa da (buona) ancella si trasformi in (cattiva) padrona,
Zamagni sembra del resto avvicinarsi a certe tesi espresse dagli
economisti Carlo Pelanda e Paolo Savona nel volume Sovranita` e ricchezza
(Sperling & Kupfer, Milano 2001, presentato in Tempi, n. 11, del 15
marzo).
E, nello stigmatizzare i pericoli di una globalizzazione solo
economicistica (non la 'globalizzazione dell'economiaî, che e` un dato di
fatto, ma il 'globalismoî, che e` un'ideologia riduttivista di per sE`
non automaticamente legata alla prima), auspica l'avvento di
'poliarchieî.
Ossia il decentramento sussidiario del potere nello scenario globale
della democrazia contemporanea.
Che e` la vera alternativa non alla globalizzazione economica che aiuta i
poveri del mondo, ma allo strapotere dell'ideologia globalista che
eventualmente sfrutta la stessa globalizzazione per fini impropri.
La prova del nove e` il piu` recente libro di Robert Dahl, Politica e
virtu`. La teoria democratica del nuovo secolo (trad. it. a cura di
Sergio Fabbrini, Laterza, Roma-Bari 2001).
Secondo il politologo della Yale University, la trasformazione
poliarchica della democrazia attuale cova dietro l'angolo, ma e` solo una
degenerazione in spirito di fazione. Il che costituisce una curiosa
denuncia del pluralismo sociale e della sua salubrita` da parte di un
liberale evidentemente poco libero.
Marco Respinti
(c) 2001 - Editoriale Tempi duri s.r.l.
DOMENICA SEDICESIMA DEL TEMPO ORDINARIO. CICLO C
22 luglio 2001
LETTURE
Prima: Gen 18, 1-10a; seconda: Col 1, 24-28
Vangelo: Lc 10, 38-42
NESSO TRA LE LETTURE
La prima lettura e il vangelo parlano chiaramente dell'ospitalita`. Vi si
parla di Abramo che, in piena canicola, offre una splendida accoglienza a
tre misteriosi personaggi. Vi si parla di Marta di Betania, che accoglie
Gesu` e i suoi discepoli nella propria casa, e di Maria, sua sorella,
che accoglie come discepola attenta la parola di Gesu` nel suo cuore. Il
testo della lettera ai colossesi presenta Paolo che ospita nel suo corpo
e nella sua anima Cristo Crocifisso, per completare le tribolazioni di
Cristo nel suo corpo, che e` la Chiesa.
MESSAGGIO DOTTRINALE
1. Ospitalita` e benedizione. E` risaputo che l'ospitalita` era, tra i
nomadi, la virtu` per eccellenza. In un certo modo, essa godeva di un
certo carattere sacro e inviolabile, degno del massimo rispetto. Il
racconto della prima lettura narra l'ospitalita` di Abramo nei confronti
di tre personaggi un po' misteriosi, ma si tratta si un'ospitalita` che
va accompagnata da una benedizione sorprendente e in contrapposizione
alle leggi naturali. Richiama l'attenzione in questo testo il fatto che
Abramo si rivolga ai tre personaggi al singolare: "Mio Signore, se ho
trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo
servo". Per Abramo, codesti personaggi sono messaggeri (angeli) di Dio,
che vengono ad annunciargli qualcosa da parte di Jahve'. La narrazione
ha, pertanto, sembianza di essere una teofania, in cui Abramo accoglie ed
ospita generosamente e gioiosamente Dio sotto il volto di tre suoi
delegati. Il messaggio di Dio non si fa attendere ed e` di benedizione:
ATornero` da te fra un anno a questa data, e allora Sara, tua moglie,
avra` un figlio". Quale altra benedizione migliore potrebbe aspettarsi
Abramo, se non la discendenza, che fino ad ora gli era stata negata a
causa della sterilita` di sua moglie? Adesso si chiede ad Abramo di
accogliere senza esitazioni, con assoluta fiducia, questa benedizione di
Dio. Ed Abramo accolse di nuovo questa parola di benedizione, e Dio gli
diede un figlio nella sua vecchiaia. Ospitare generosamente il mistero di
Dio, ospitare fiduciosamente la sua parola, e, di conseguenza, avere la
sicurezza che Dio benedira` la nostra esistenza.
2. Due forme di ospitare l'amico. Queste due forme sono rappresentate da
Marta e Maria. Sono due forme altrettanto buone e necessarie, benche' la
seconda sia preferibile alla prima. Marta ospita Gesu` e i suoi discepoli
in casa sua. In questo modo, mostra loro innanzitutto il suo
apprezzamento e la sua amicizia, li protegge inoltre dal caldo ardente
del deserto, che hanno appena attraversato per giungere fino a Betania, e
da` loro da bere e da mangiare per recuperare le forze, spese durante la
lunga e faticosa camminata. Maria ospita Gesu` ascoltando la sua parola,
seduta ai suoi piedi, come una discepola entusiasta che non vuole
perdersi nemmeno una virgola degli insegnamenti del Maestro. Questo
alloggio interiore, spiritualmente attivo, e` stimato da Gesu` di maggior
valore dell'alloggio esterno, incentrato sulla preparazione della tavola
per un pasto di ospitalita`. Per questo Gesu` dice a Marta: AMarta,
Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola e` la cosa
di cui c'e` bisogno". Gesu` non disprezza assolutamente l'ospitalita` di
Marta, la considera di grande valore. Ma, allo stesso tempo, le ricorda
che c'e` un'altra ospitalita` piu` importante, e, indirettamente, invita
Marta a dargliela. E` come se Gesu` dicesse alla sua ospite: AGuarda,
Marta, prepara una cosetta qualsiasi, e poi vai a sederti vicino a Maria,
e ad ascoltare come lei la mia parola". Due forme di ospitare l'amico, di
diverso valore, sebbene entrambe siano necessarie.
3. Paolo, anfitrione del Crocifisso. Maria ha ospitato la parola di
Gesu`. Paolo ospita la croce di Gesu`, o, meglio, un crocifisso.
ACompleto cio` che manca ai patimenti di Cristo". Sebbene l'ospite sia un
crocifisso, Paolo non si spaventa ne' si angoscia, lo accoglie con gioia
perche' sa per esperienza che in Cristo crocifisso risiede la speranza
della gloria per lui e per tutti i cristiani. Per Paolo non e` un ospite
obbligato, molesto, ma la ragione del suo esistere e della sua missione.
Dira`: ASono crocifisso con Cristo. Vivo io, ma non sono piu` io che
vivo, e` Cristo che vive in me". Marta accoglie in casa sua l'amico buono
e sommamente apprezzato, Maria accoglie il Maestro che ha parole di vita,
Paolo ospita il Redentore, che con la sua passione, morte e resurrezione,
redime l'uomo dai suoi peccati, lo salva da se stesso. L'ospitalita` di
Paolo culmina, come nel caso di Abramo, in benedizione, nella benedizione
suprema.
SUGGERIMENTI PASTORALI
1. Ospitalita` verso gli emigranti. Oggi la parola >ospitalità' si puo`
tradurre con >solidarietà'. Il cristianesimo ci insegna che tutti siamo
fratelli, e per questo tutti dobbiamo essere solidali gli uni verso gli
altri. Poiche' non dobbiamo dimenticare che la solidarieta` e` reciproca.
L'anfitrione si mostra solidale accogliendo l'ospite, e quest'ultimo
rendendo evidente la sua solidarieta` accogliendo con gratitudine e
rispetto l'ospitalita` che gli viene offerta. In definitiva, l'anfitrione
accoglie Cristo nell'ospite, e quest'ultimo accoglie Cristo
nell'anfitrione. Tutto cio` risulta di grande attualita` davanti al
problema non piccolo ne' facile degli emigranti, che, come ondate
costanti, giungono soprattutto ai paesi d'Europa e d'America. Essi sono
nostri fratelli in Cristo, o, almeno, in umanita`, e per questo dobbiamo
rispettarli ed accoglierli. Essi, da parte loro, non debbono dimenticare
che noi siamo loro fratelli, a cui debbono rispetto ed accoglienza nel
proprio cuore. Come non pensare che, dietro lo schermo dell'emigrazione,
si nasconde, in qualche occasione, la microcriminalita`, la mafia di
immigrati clandestini, l'importazione illecita di tabacco e di droga, la
mafia disumana dei sequestri di bambini per venderne gli organi o
l'inganno di giovinette che saranno portate in diversi paesi d'Europa e
vendute alla prostituzione? Quando il reciproco rispetto umano viene
meno, non si deve ne' esasperare ne' generalizzare, lasciandosi cadere
nel razzismo o nell'odio verso tutti gli stranieri, ma l'autorita`
pubblica dovra` intervenire, e, quando cio` sia necessario, espellere i
delinquenti. L'ospitalita` ha le sue regole umane e cristiane, e tutti
dobbiamo rispettarle con fedelta`, affinche' la convivenza sua proficua
per tutti.
2. Ospitare Colui che ci ha ospitato. Penso che sia importante che
prendiamo coscienza del fatto che anche noi siamo ospiti. Venendo alla
vita siamo ospitati da Dio, autore della stessa, in questa grande casa
che e` la terra; si`, perche' tutta la terra e` la casa di Dio per ogni
uomo che viene a questo mondo. Siamo stati ospitati con affetto in una
famiglia: i nostri genitori e fratelli, i nostri nonni, i nostri ziiY
Siamo stati ospitati in una societa`, in una nazione, in una cultura, in
una istituzione politica, educativaYE soprattutto siamo stati ospitati da
Dio nella Chiesa, la casa che Dio ha regalato a noi, credenti in Cristo.
La reciprocita` ci obbliga. Dobbiamo ospitare chi ci ha ospitato,
soprattutto l'Ospite per eccellenza, che e` Dio Nostro Signore. Dobbiamo
dare il dovuto rispetto all'Ospite nelle nostre parole. Il bestemmiare,
il giurare invano, il negare Dio rompe le regole del rispetto dovuto.
Dobbiamo dare il dovuto rispetto a Dio nella Chiesa, davanti al
Santissimo Sacramento. Un rispetto che si traduce in coscienza della
presenza di Dio nell'Eucarestia, in adorazione umile e grata, nel
riconoscimento pratico del carattere sacro della Chiesa, ecc.