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#371 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Sab 1 Gen 2000 10:53 am
Oggetto: Don Franco: I Vernerdi gennaio 2000
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------- Initial message -----------

From    : "franco" <fraver@...>
Date    : Sat, 1 Jan 2000 08:33:04 +0100
Subject : I Vernerdi gennaio 2000

PRIMO VENERDI' - MESE DI GENNAIO 2000


CANTO


G. Oggi E il primo venerdi' del mese e dell'anno 2000. Siamo all'inizio
di un nuovo anno che per noi E di particolare grazia, perché segna un
anno in cui dobbiamo lodare e ringraziare particolarmente il Signore
per il dono del Suo Figlio Gesu', quel Gesu' che noi vogliamo conoscere
sempre piu', per assomigliargli, per avere un cuore ferito dalla ferita
dell'Uomo-Dio.

Oggi vogliamo continuare l'approfondimento della preghiera
dell'Apostolato della preghiera. E in particolare:


VOCI 1: LE GIOIE: Le soddisfazioni che si hanno nella vita spirituale e
religiosa, nella vita temporale, nella famiglia, nella societA', nelle
nostre attivitA'...Accettandone con gratitudine, come dono di Dio e
dello Spirito di Cristo (gal 5,22) ne facciamo materia della nostra
offerta.


VOCE 2: LE SOFFERENZE: cristo Signore "E venuto.per dare la propria
vita in riscatto" per noi uomini (Mc10,45), e i fedeli "con la
spontanea accettazione delle fatiche e delle pene della vita, con cui
si conformano a Cristo sofferente, possono raggiungere tutti gli uomini
e contribuire alla salvezza di tutto il mondo" (AA 16)


VOCE 1: DI QUESTO GIORNO: tutta la giornata dev'essere permeata
dall'intenzione contenuta nell'offerta. La ripetiamo tutti i giorni
affinché cosi' tutta la vita sia animata da questa intenzione
apostolica.


VOCE 2: IN RIPARAZIONE DEI PECCATI: Fondamento della riparazione E la
solidarietA' soprannaturale che in Cristo esiste fra gli uomini, per
cui com il peccato di uno nuoce anche agli altri, cosi' la santitA' di
uno apporta beneficio anche agli altri. Pertanto i fedeli devono
aiutarsi reciprocamente sulla via che conduce al Padre celeste,
mediante la preghiera, lo scambio di beni spirituali e la espiazione
penitenziale dei propri e degli altrui peccati. (Cost.Ap.Sulle
Indulgenze)


VOCE 1: PER LA SALVEZZA DI TUTTI GLI UOMINI: Qui nasce il nostro dovere
d'essere inseriti nel Corpo Mistico di Cristo, mediante i sacramenti e
dal comandamento dell'amore del prossimo.

"In forza del precetto della caritA' verso Dio e il prossimo, ogni
cristiano E sollecitato a procurare la gloria di Dio..e la vita eterna
a tutti gli uomini" (AA3)


VOCE 2: NELLA GRAZIA DELLO SPIRITO SANTO: lo Spirito santo "muove
interiormente tutti ad amare Dio con tutto il cuore..e ad amarsi a
vicenda come Cristo ha amato loro2 (LG 40). Nello grazia dello Spirito
Santo dobbiamo vivere la nostra offerta.


VOCE 1: A GLORIA DEL DIVIN PADRE: la fede ci insegna che il mondo e
l'uomo sono stati creati a gloria di Dio, per mezzo di Cristo Signore,
nella Chiesa, E il fine della nostra vita. L'idea dunque della gloria
di Dio, che pervade tutta l'offerta e tutti i suoi elementi, ha in
questa ultima frase "a gloria del divin Padre" il suo accordo finale,
che riflette la conclusione di ogni Preghiera eucaristica, nella Messa.


VOCE 2: SECONDO LE INTENZIONI DEL SOMMO PONTEFICE: L'offerta include
anche le intenzioni, una generale ed una missionaria, che il Papa
propone all'apostolato della Preghiera mensilmente, e include anche
quelle intenzioni che i Vescovi eventualmente propongono per le loro
rispettive regioni. In questo modo l'offerta quotidiana pone quanti
recitano questa preghiera in continuo contatto col Papa e con i
vescovi, li induce a prendere parte alle sollecitudini del Papa e dei
vescovi per la Chiesa e a mostrare in pratica, nel pensiero, nelle
parole, negli atteggiamenti, riverenza, docilitA', obbedienza.


SALMO: 138 (a cori alterni)



   a.. Anche quando vivo momenti di sofferenza e mi si oscura il senso
della vita,

la tua misericordia che esperimento, la tua parola illumina la mia
angoscia.!



   a.. Il mio stesso corpo E un dono meraviglioso creato dalla tua mano,

cesellato con arte e con gusto fin dal seno di mia madre.

Ti ringrazio, Signore, tutto quello che fai E meraviglioso.



   a.. Tu conoscevi i miei pregi e i miei difetti prima ancora che io li
scoprissi;

conoscevi i miei entusiasmi e le mie paure prima ancora che li
sperimentassi;

tutti gli avvenimenti della mia vita ti erano familiari prima ancora
che li vivessi.



   a.. E mi riempi l'esistenza di doni!

Avrei voglia di mettermi a raccontarli ma sarebbe una storia troppo
lunga:

innumerevoli piccoli segni che sempre mi portano all'unico, vero,
grande dono che sei Tu, Signore!



   a.. Signore, giudica tu la mia coscienza; stammi vicino in questa
angoscia che a volte mi prende.

Fammi capire se le mie scelte sono giuste e conducimi per mano sulla
via che porta alla vita.




INTERCESSIONI




G. Dio misericordioso, compassionevole, potente, temibile, amico degli
uomini, benedetto, vivente, ineffabile, niente E impossibile a te.


(A cori alterni)



   a.. Se vuoi perdonare, lo puoi,

se vuoi guarire, sei medico,

se vuoi dare la vita, sei capace,

se vuoi farci grazia, sei buono.



   a.. Se vuoi rendere la salute, sei la vita;

se vuoi offrirci un dono, sei la pienezza,

se vuoi giustificare, sei giudice,

se vuoi consolare, sei l'unico.



   a.. Se vuoi rinnovare, sei onnipotente;

se vuoi fare miracoli, sei il Signore;

se vuoi creare, tu sei l'artista,

se vuoi risuscitare, sei Dio.



   a.. Se mi vuoi rendere forte, tu sei la roccia,

se vuoi darmi da bere, sei la sorgente,

se vuoi rivelarmi le cose nascoste, sei la luce,

se vuoi farmi conoscere l'utile, sei il bene.



   a.. Se vuoi darmi un rimedio, sei cibo,

se vuoi istruirmi, sei sapiente,

se vuoi accogliermi, sei rifugio.


Padre Nostro


PREGHIAMO: (sacerdote) O cristo, redentore nostro, immagine del Padre,
luce da luce, che hai radunato gli uomini nella nuova Alleanza
stendendo le tue braccia sulla croce, effondi dal tuo fianco trafitto
il dono del tuo Spirito sulla tua Chiesa, affinché in te formata possa
essere segno della tua salvezza.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

......
BUON 2000  A TUTTI
D. Franco
-----------------------------
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#370 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 6:58 pm
Oggetto: Don Franco - VEGLIA - FINE ANNO
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        31-12-1999 21:45
Received:    31-12-1999 20:55
From:        franco, fraver@...
To:          sacerdos@...

UN ANNO DAVANTI A TE SIGNORE.

C'e' un tempo per nascere
E un tempo per morire,
un tempo per piantare
e un tempo per sradicare.
Un tempo per piangere
E un tempo per ridere,
un tempo per gemere
e un tempo per ballare.
Un tempo per amare
Ed un tempo per odiare
Un tempo per tacere
Ed un tempo per parlare.
(dal libro di Qoe'let)

UN ANNO E' TRASCORSO


CANTO DI LODE O DI RINGRAZIAMENTO


G. Io sollevo a te l'anima mia, Signore mio Dio.
T. in te confido, che io non sia confuso.


G. Mostrami, Signore, le tue vie;
T. agli umili egli insegna le sue vie.


G. Le vie del Signore sono grazia e fedelta'
T. Per il tuo nome, Signore, perdona le mie colpe che sono tante.


INVITO


G. Benedetto sia Iddio, e Padre del Signore nostro Gesu', il quale ci ha
benedetti dall'alto dei cieli con ogni grazia di benedizioni spirituali.

T. Amen.


G. Un altro anno e' passato. L'umanita' chiude un altro capitolo della
sua storia: fatta di conquiste, sconfitte, speranze.
Il tempo e' un dono prezioso di Dio all'uomo perché cresca e scopra negli
avvenimenti il segno del passaggio di Dio sulle cui orme e' chiamato a
camminare.
Come ha risposto l'Uomo? Ripercorriamo insieme il cammino di quest'anno.


T. Riflettiamo sugli avvenimenti che piu' hanno toccato la nostra vita o
quella dell'umanita' durante il 1999 e poi condividiamone alcuni a voce
alta.


INNO DI RINGRAZIAMENTO (a cori alterni) dal salmo 33

Benediro' il Signore in ogni tempo
sempre avro' sul mio labbro la sua lode.
Magnificate il Signore con me
E insieme esaltiamo il suo nome.

Al Signore mi volsi e mi esaudi
E mi fu d'aiuto in mezzo alle difficolta'.
provate e gustate la bonta' del Signore;
felice l'uomo che a lui ricorre.

Chi e' colui che ama la vita
E desidera lunghi giorni felici?
Sta' lontano dal male
E cerca con perseveranza la pace.



   1.. Gloria.


INVITO
Anche per noi e' corso il tempo: la nostra comunita' si e' inserita
vivamente nella storia dell'umanita'. Forse con alterne vicende di bene e
di negligenze, dove ha giocato la nostra comune responsabilita'. La
nostra e' stata una risposta concreta all'invito di Dio che ci ha
chiamati a collaborare. Abbiamo gioie di cui ringraziare Dio che e' Padre
e colpe da farci perdonare.


(silenzio: lettura dei momenti comunitari piu' significativi)


INNO DI RINGRAZIAMENTO (sempre a cori alterni)



   1.. A te conviene ogni lode, o Dio;
   tu sazi di beni la tua casa.


   2.. Con bonta' stupenda ci ascolti;
   tu sei la nostra salvezza.


   1.. Tu la speranza di tutte le genti;
   tu coroni l'anno con la tua clemenza.


   2.. Il mondo e' pieno dei tuoi beni,
   e rimbalza di valle in valle la tua lode.
   (dal salmo 44)
PREGHIERA.


G. Il tempo cancella pene, gioie, i progetti piu' grandiosi. Sovente noi
vorremmo ritrovarlo e farlo nostro,per fare cio' che non abbiamo fatto o
per rifare cio' che abbiamo fatto male.

Perché Dio, che e' bonta' infinita, accolga il grazie per il bene che ci
ha permesso di compiere e ci perdoni la nostra pigrizia.



   a.. Noi ti preghiamo, ascoltaci o Signore.


G. Il tempo non e' senza fine: esso e' lo spazio entro cui viviamo la
nostra esperienza umana. Un dono di Dio. Perché sappiamo scorgere in esso
la presenza di Dio che ci ama e rispondere alla sua chiamata che ci
impegna,


T. noi ti preghiamo, ascoltaci o Signore.

G. Il tempo che passa misura la nostra fedelta' a Dio e ai fratelli
Perché Dio ricolmi di beni quelli che ci hanno amato, sostenga e conforti
quelli che abbiamo trascurato,


T. noi ti preghiamo ascoltaci o signore.


(continuano preghiere di ringraziamento spontanee)


G. Preghiamo:


T. Grazie, o Dio, Padre di misericordia, fonte di ogni bene, di averci
permesso di chiudere con te questo anno che sta per finire.
Grazie per averci ricordato che ogni bene viene da te.
Grazie per il perdono che ci concedi delle nostre colpe
Grazie per il tempo che ancora ci doni: fa che in esso ritroviamo
l'occasione per lodarti, la forza di esserti fedeli, la gioia di amarti
nei fratelli che vivono il nostro tempo. Amen.



(spegnere la candela e intonare un canto sottovoce)


ACCENDERE LE CANDELE ED INTONARE UN CANTO VIVACE DI GIOIA


ACCLAMAZIONI


G. O Dio tu sei il Signore della vita
T. Gloria a te!


G. O Dio tuoi sono i cieli e la terra
T. Gloria a te!


G. O Dio, tue sono le stagioni, tuoi gli anni
T. Gloria a te!


G. O Dio tuoi siamo noi, per lodarti e amarti nel tempo e nell'eternita'
T. Gloria a Te!


PREGHIERA


G. Dio e' nostro Padre, con Gesu' Cristo, presente fra di noi,
preghiamolo per tutti coloro che, come noi, salutano l'alba del nuovo
anno:

T. Padre nostro..


Sacerdote: invita a scambiarsi la pace e poi benedice


CANTO FINALE

--------------------
AUGURI  A TUTTI PER IL NUOVO ANNO
D. Franco
-----------------------------
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#369 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 6:58 pm
Oggetto: Nicolo` - TANTI AUGURI
sacerdos@xxxxxx.xxx
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        31-12-1999 16:23
Received:    31-12-1999 20:34
From:        Ciotta Nicolò, niciotta@...
To:          sacerdos, sacerdos@...

Nel giorno festoso e gioioso, in cui celebriamo la festa della Nostra Cara
Madre,
il Signore conceda per intercessione di Maria SS. a tutti noi le grazie
spirituali di cui abbiamo tanto bisogno per essere davvero figli
autentici.

Tanti auguri a tutti.

Vostro Nicolò



----------------- End Forwarded Message -----------------

#368 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 6:58 pm
Oggetto: Dai =abDiscorsi=bb_di_san_Leone_Magno,_papa
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        31-12-1999 16:09
Received:    31-12-1999 20:34
From:        Don Sergio Simonetti, sergio@...
To:          Sacerdos-owner@onelist.com

Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa

(Disc. 6 per il Natale 2-3, 5; PL 54, 213-216)

Il Natale del Signore è il natale della pace

L`infanzia, che il Figlio di Dio non ha ritenuto indegna della sua maestà,
si sviluppò con il
crescere dell`età nella piena maturità dell`uomo. Certo, compiutosi il
trionfo della passione e della risurrezione, appartiene al passato tutto
l`abbassamento da lui accettato per noi: tuttavia la festa d`oggi rinnova
per noi i sacri inizi di Gesù, nato dalla Vergine Maria. E mentre
celebriamo
in adorazione la nascita del nostro Salvatore, ci troviamo a celebrare il
nostro inizio: la nascita di Cristo segna l`inizio del popolo cristiano;
il
natale del Capo è il natale del Corpo.
Sebbene tutti i figli della Chiesa ricevano la chiamata ciascuno nel suo
momento e siano distribuiti nel corso del tempo, pure tutti insieme, nati
dal fonte battesimale, sono generati con Cristo in questa natività, così
come con Cristo sono stati
crocifissi nella passione, risuscitati nella risurrezione, collocati alla
destra del Padre
nell`ascensione.
Ogni credente, che in qualsiasi parte del mondo viene rigenerato in
Cristo,
rompe i legami con la colpa d`origine e diventa uomo nuovo con una seconda
nascita. Ormai non appartiene più alla discendenza del padre secondo la
carne, ma alla
generazione del Salvatore che si è fatto figlio dell`uomo perché noi
potessimo divenire figli di Dio. Se egli non scendesse a noi in questo
abbassamento della nascita, nessuno
con i propri meriti potrebbe salire a lui.
La grandezza stessa del dono ricevuto esige da noi una stima degna del suo
splendore. Il beato Apostolo ce l`insegna: Non abbiamo ricevuto lo spirito
del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio per conoscere tutto ciò che Dio
ci
ha donato (cfr. 1 Cor 2, 12). La sola maniera di onorarlo degnamente è di
offrirgli il dono stesso ricevuto da lui.
Ora, per onorare la presente festa, che cosa possiamo trovare di più
confacente, fra tutti i doni di Dio, se non la pace, quella pace che fu
annunziata la prima volta dal canto degli angeli alla nascita del Signore?
La pace genera i figli di Dio, nutre l`amore, crea l`unione; essa è riposo
dei beati, dimora dell`eternità. Suo proprio compito e suo beneficio
particolare è di unire a Dio coloro che separa dal mondo del male.
Quelli dunque che non da sangue né da volere di carne né da volere d`uomo,
ma da Dio sono nati (cfr. Gv 1, 13), offrano al Padre i loro cuori di
figli
uniti nella pace. Tutti i membri della famiglia adottiva di Dio si
incontrino in Cristo, primogenito della nuova creazione, il quale venne a
compiere non la sua volontà, ma quella di chi l`aveva inviato.
Il Padre infatti nella sua bontà gratuita adottò come suoi eredi non
quelli
che si sentivano divisi da discordie e incompatibilità vicendevoli, bensì
quelli che sinceramente vivevano ed amavano la loro mutua fraterna unione.
Infatti quanti sono stati plasmati secondo un unico modello, devono
possedere una comune omogeneità di spirito. Il Natale del Signore è il
natale della pace. Lo dice l`Apostolo: Egli è la nostra pace, egli che di
due popoli ne ha fatto uno solo (cfr. Ef 2, 14), perché, sia giudei sia
pagani, «per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre in un solo
Spirito»
(Ef 2, 18).


----------------- End Forwarded Message -----------------

#367 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 6:58 pm
Oggetto: Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, apostolo 2, 4-15
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        31-12-1999 16:05
Received:    31-12-1999 20:34
From:        Don Sergio Simonetti, sergio@...
To:          Sacerdos-owner@onelist.com

Dalla lettera ai Colossesi di san Paolo, apostolo 2, 4-15

La nostra fede in Cristo

Fratelli, nessuno vi inganni con argomenti seducenti, perché, anche se
sono
lontano con il corpo, sono tra voi con lo spirito e gioisco al vedere la
vostra condotta ordinata e la saldezza della vostra fede in Cristo.
Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l'avete ricevuto, ben
radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato,
abbondando nell'azione di grazie. Badate che nessuno vi inganni con la sua
filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli
elementi del mondo e non secondo Cristo.
E` in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e
voi
avete in lui parte alla sua pienezza, di lui cioè che è il capo di ogni
Principato e di ogni Potestà. In lui voi siete stati anche circoncisi, di
una circoncisione però non fatta da mano di uomo, mediante la spogliazione
del nostro corpo di carne, ma della vera circoncisione di Cristo. Con lui
infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete
stati
insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha
risuscitato
dai morti. Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i
vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne, perdonandoci
tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui
condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo
alla croce; avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne
ha
fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo.


----------------- End Forwarded Message -----------------

#366 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 9:52 am
Oggetto: Ruini: non riconosciamo i nostri errori del passato per omologarci
sacerdos@xxxxxx.xxx
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Ruini: non riconosciamo i nostri errori del passato
per omologarci e adeguarci alla secolarizzazione

[sintesi]

Tra tanti messaggi risalta la severita` del "mea culpa" proposto da papa
Wojtyla
alla Chiesa per "le colpe storiche commesse dai suoi figli e in un certo
senso
in nome suo". E' il tema centrale del Giubileo?
"Centrale resta sempre l'evento di Gesu`, ma diciamo pure che lei cita un
aspetto essenziale di questo Giubileo. [...] Ma occorre fare una
precisazione
sul modo in cui vengono fatalmente interpretate, nel dibattito, le parole
del
Santo Padre. Spesso il riconoscimento delle colpe storiche diviene lo
spunto -
magari implicito - per proporre non una piu` autentica fedelta` al
messaggio
cristiano, bensi` la sua omologazione a un sentire diffuso che non e`
quello
cristiano".

Forse per paura di questa omologazione, nella Chiesa c'e` chi resiste
all'idea
del "mea culpa" pubblico.
"Riflessi di autodifesa ne scatteranno sempre, e` inevitabile. Lo stesso
pontefice ci mette in guardia dall'autoflagellazione, ne` possiamo
scordare che
l'esperienza della Chiesa va valorizzata come fondamentalmente positiva.
Ci
sara` chi resiste al "mea culpa", ma il pericolo vero resta l'altro. Lo
ripeto:
noi chiediamo perdono per realizzare una maggiore fedelta` a Cristo, non
per
adeguarci alla secolarizzazione".

[...]
Di recente il cardinale Ratzinger, alla Sorbona, ha parlato di "crisi
profonda
del cristianesimo proprio nel territorio della sua espansione originaria,
l'Europa". E lei stesso, cardinal Ruini, definisce "molto incerto"
l'esito
della trasmissione del cristianesimo alle generazioni future. La Chiesa
europea
corre il rischio di una sconfitta epocale?
"L'attacco radicale al cristianesimo dispiegato nel pensiero filosofico
tedesco
del diciannovesimo secolo, da tempo si e` esteso dalle Èlites alla
societa`
europea nel suo complesso. E' difficile prevederne gli esiti, ne' abbiamo
garanzie teologiche cui aggrapparci, come dimostra l'esperienza
nordafricana.
Per questo io credo che la Chiesa debba concentrare il suo massimo sforzo
nel
misurarsi con le sfide culturali in Europa e nell'America del Nord, cioe`
nelle
societa` che pesano di piu` sul futuro dell'intero pianeta. Se accadesse
di
perdere qui non per motivi politici - che so, a seguito dell'avvento manu
militari di un'altra religione, o per causa dell'instaurarsi di sistemi
totalitari come quello comunista - ma per la dispersione dei riferimenti
cristiani, ebbene, si porrebbe un problema drammatico".

Cosa significa perdere, per la Chiesa? Restare in pochi?
"Al di la` del restare in pochi significa soprattutto non essere in grado
di
dare risposte plausibili. Soeren Kierkegaard, di fronte alle nuove sfide
della
filosofia moderna, ebbe a definire la fede come un salto, un puro
rischio.
Ecco, a me puro rischio pare troppo. Non possiamo chiedere alle singole
persone
e alla Chiesa di diventare schizofreniche, vivendo la fede come fatto
parziale,
avulso dagli interrogativi e dai problemi del proprio tempo. Ci si impone
dunque un compito arduo ma stimolante: riproporre la fede in un contesto
culturale che fu gia` modellato dal cristianesimo ma che ora e` in rapido
e
profondo cambiamento".

[...]
Cardinale Ruini, a suo parere i cattolici contano troppo poco oggi in
Italia
nella politica e nelle scelte pubbliche?
"Diciamo piuttosto che contano in modo diverso rispetto a sette, otto
anni fa.
Vedo una riconosciuta vitalita` del cristianesimo sul terreno della
carita`. Vedo
tuttora una rilevante presenza nella politica, sia pure non piu` in forma
organizzata. Ma non siamo mai riusciti ad avere un'equivalente rilevanza
culturale. Per questo da tempo insistiamo sul progetto culturale della
Chiesa
italiana".

Il vostro progetto culturale si traduce sempre piu` spesso in interventi
diretti della Chiesa sulla politica.
"E' inevitabile investire anche la sfera pubblica e politica. Non abbiamo
inventato noi il nesso oggi crescente tra riflessione etica e scelte
pubbliche.
La novita` rispetto al passato e` che non facciamo piu` leva su un
soggetto
politico di riferimento, ma sui contenuti. Questo puo` apparire
velleitario,
perche' la politica e` fatta dai partiti. Pero` noi facciamo una
scommessa: sempre
piu` la politica dovra` misurarsi con i problemi dell'etica pubblica. La
stessa
fortuna maggiore o minore dei diversi protagonisti della politica sara`
alla
fine proporzionale alla capacita` di rapportarsi a determinati problemi;
giudicati magari periferici rispetto alla distribuzione delle ricchezze,
ma che
invece pesano moltissimo nella vita delle persone e delle famiglie".

I temi della famiglia e della bioetica peseranno piu` di quelli economici?
"Le diro` che il maggior problema economico che l'Italia ha davanti a se'
e` la
sua crisi demografica. La vitalita` di un popolo, le sue prospettive di
futuro,
si misurano in gran parte su questo piano. E i demografi ci ammoniscono
su
quanto difficile sia tornare indietro, quando si e` consolidata una
simile
tendenza negativa".

Che conseguenza ne trae?
"Questo e` il tipico caso in cui dobbiamo avere, certo, pieno rispetto
della
liberta` personale, pero` combinandolo con l'interesse comune per il
futuro della
societa` in cui viviamo".

[...]
Il 30 ottobre scorso, sulla parita` scolastica, abbiamo assistito in San
Pietro
a una vera e propria manifestazione di forza della Chiesa italiana, con
molti
politici venuti a rendere trepidante omaggio. E' la vostra nuova
strategia?
"Io auspicherei che anche su altre grandi questioni, cosi` come sulla
scuola
libera, torni a esprimersi una capacita`, una strategia di presenza
significativa. Mi ha fatto molto piacere la rilevanza pubblica di quella
manifestazione che toccava un nervo scoperto della realta` italiana. Per
la
verita` non l' avevamo concepita come una prova di forza della Chiesa,
semmai va
alle scuole cattoliche e al quotidiano "Avvenire "il merito della
mobilitazione
imponente. E resto convinto che le scuole cattoliche in Italia potrebbero
stare
al livello delle scuole statali con costi molto, molto minori".

E la presenza dei politici?
"All'estero e` considerato del tutto normale che la Chiesa ponga le
proprie
rivendicazioni in forma pubblica. Noi non abbiamo puntato specialmente
sulla
presenza dei politici in San Pietro, ma non mi sembra un male che siano
venuti,
ragionando anche in base ai loro interessi".

All'estero pero` e` normale anche che la Chiesa venga invitata a non
intromettersi...
"Non tema, qualche volta capita pure a me di venir tacitato bruscamente.
Certo
in Italia la Chiesa conserva una grande rilevanza, ma non si puo` parlare
di un
rispetto tale per cui nessuno osa contraddirla. Anzi, a volte veniamo
criticati
in termini talmente pesanti che se noi uomini di Chiesa replicassimo con
lo
stesso linguaggio cio` desterebbe sconcerto".

[...]
Lei ha rivendicato il diritto di esprimere senza ipocrisia, di volta in
volta,
consonanze e dissonanze della Chiesa rispetto agli schieramenti politici.
Ce le
puo` illustrare?
"E' molto meglio che la gente le percepisca da se`, altrimenti si finisce
per
travisare la nostra intenzione che non e` mai quella di sponsorizzare una
o
l'altra forza politica. Mi pare che parliamo abbastanza chiaro su temi
come la
famiglia, la bioetica, il diritto alla vita, la scuola, il lavoro. Ma non
vogliamo piu` essere coinvolti in alcun schieramento di partito come
avveniva
nel passato. Quello che veramente ci preme e` il presente e il futuro
della fede
in Italia e in Europa"..

di GAD LERNER
(©) La Repubblica


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#365 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 9:31 am
Oggetto: CARMELO.S.ANNA: auguri...
sacerdos@xxxxxx.xxx
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Spedisco questo mail eccezionalmente, perche' si tratta di un "tocco di
grazia"
Don Alfredo


---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        31-12-1999 11:33
Received:    31-12-1999 11:14
From:        Noemi, CARMELO.S.ANNA@...
To:          carmelo.s.anna@...

                 Buona fine d'anno 1999
       Buon principio 2000

Amici carissimi del Carmelo Sant'Anna - "piantato" e "fiorito" in questa
porzione di Chiesa di Carpineto R.no, paese natio di Leone XIII al
quale Santa Teresa di Gesù Bambino chiese la grazia di poter entrare al
Carmelo a 15 anni - vogliamo raggiungere tutti per dirvi:
unitevi alla nostra preghiera di ringraziamento al buon Dio che ha operato
per noi e per voi meraviglie d'amore e di misericordia e che a tutti, e a
ciascuno in
particolare, ha elargito doni senza numero.
     All'alba dell'Anno Giubilare 2000 vorremmo anche invitarvi a
chiederGli
insieme a noi scusa per non aver usato bene i doni ricevuti. Quest'Anno
Giubilare sia un'eccellente ripresa spirituale per cantare con la vita il
nostro amore al Signore e proclamare con la gioia costante e perenne
l' "assoluto" di Lui sulla nostra vita: perché altri credano con speranza
in Lui e Lo incontrino per la gioia e per la pace della loro stessa vita.
     Auguri nuovamente...e in comunione nei "Tre" e in Maria "Madre e
Bellezza"del Carmelo.

I nostri orari di preghiera - per oggi - sono questi:
- Ore 17.30: Vespro con Adorazione;
- Ore 22.00: Ufficio delle Letture, Te Deum...prosegue la Veglia in attesa
del Nuovo Millennio.

      Suor Maria Elvira del SS.mo Sacramento - Priora -
e...

sr M.Noemi, sr M.Paola, sr M.Grazia, sr M.Emanuela, sr M.Agnese,
sr M.Aurora, sr M.Eliana, sr M.Cristiana, sr M.Edvige, sr M.Francesca
Romana, sr M.Lucia, sr M.Giuliana, sr Ritamary, Giovanna e Carla...

e le nostre sorelle in "servizio di carità" al Carmelo di Sutri:
sr Teresa, sr M.Martina, sr Annaluisa, sr M.Rosa...e l'ultima "superstite"
di Sutri, sr M.Francesca.



CARMELO S. ANNA
Monache Carmelitane
Via B.P. Caldarozzi, 32
00032  CARPINETO ROMANO (RM)
tel. 06 97.18.90.49; tel. e fax 06 97.19.458
ccp 79066007

email: carmelo.s.anna@...
www.rtmol.it/users/carmelo.s.anna           *** "Dominus est!" Gv 21, 7***


----------------- End Forwarded Message -----------------

#364 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 9:31 am
Oggetto: Don Luigi - Auguri di buon ingresso nel 2000
sacerdos@xxxxxx.xxx
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        31-12-1999 1:37
Received:    31-12-1999 11:14
From:        Settembre Luigi, settembr@...
To:          sacerdos@...

Auguro a tutti un felice ingresso nel 2000
e vi chiedo una preghiera per il nuovo minstero. Giorno 2/1/2000 prendero
possesso canonico nella Parrocchia di San Biagio in Viscalori - Viagrande
(CT)
In attesa di ricollegarmi, non appena mi avranno allacciato il tel nella
nuova abitazione, vi chiedo di continuare a spedire i messaggi. Grazie
per questa iniziativa                        p. luigi settembre


----------------- End Forwarded Message -----------------

#363 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 9:31 am
Oggetto: Don Alfredo - "Cosa avete detto? Per chi e' nato?"
sacerdos@xxxxxx.xxx
Invia email Invia email
 
Mio Figlio, mio Dio,
Mio caro tesoro,
Tu dormi, ed io moro
Per tanta belta`.

Cosi` S. Alfonso immagina le prime parole di Maria al divin Figlio: la
Madre che dice "Figlio mio e Dio mio!" E possiamo immaginare S. Giuseppe
vicino, che pronuncia parole analoghe.

Dopo qualche ora arrivano i pastori e "riferirono cio` che del bambino
era stato detto loro" (Lc 2,17):

- Gli angeli ci hanno detto che "ci e` nato nella citta` di Davide un
salvatore" e che avremmo trovato come segno "un bambino avvolto in fasce,
che giace in una mangiatoia" (cf Lc 2,10)

I pastori non conoscevano tutta la stroria di Maria e Giuseppe e Maria e
Giuseppe non sapevano dell'esperienza mistica dei pastori: nelle prime
ore dopo la nascita il loro rapporto con Gesu` era del tutto personale
"Mio Figlio, mio Dio": ora sentono dirsi "*ci* e` nato nella citta` di
Davide un salvatore": quel Bimbo divino non e` soltanto loro: una nuova
tappa nella peregrinazione della fede di Maria e Giuseppe.

Immagino che cosa potra` aver pensato la Madonna mentre sentiva queste
cose e offriva il Bimbo ai quei devoti pastori:

"Cosa avete detto? Per *chi* e` nato?"

La Madonna compie per la prima volta il gesto che e` il SUO gesto:
offrire Cristo agli uomini: il primo distacco dal petto di Maria di
Gesu`: l` ultimo sara` sotto la croce, quando con tanta pieta` Giuseppe
d'Arimatea, Nicodemo, S. Giovanni riceveranno da Maria il Corpo di Gesu`
morto per trasportarlo al sepolcro. Il mattino di Pasqua un nuovo
abbraccio, un abbraccio a cui non seguira` piu` alcun distacco (se non il
tempo fino all'Assunzione, tempo ben diverso dal tempo intercorso dal
primo distacco la mattina di Natale fino all'ultimo del Venerdi` santo)

Non solo dunque il fatto che Maria abbia cooperato alla formazione della
natura umana di Gesu` fa si che il suo Figlio e il suo Dio sia il nostro
Dio, ma l'offerta di Maria nella fede del proprio Figlio, il suo Bimbo
avvolto in fasce, giacente in una mangiatoia... fino al Figlio
nell'Eucarestia, giacente in un ciborio...

In Jesu et Maria

Don Alfredo

#362 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 9:31 am
Oggetto: 31 dicembre - Lode a Maria
sacerdos@xxxxxx.xxx
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31 dicembre

A Maria la nostra vita

O misericordiosa Regina del cielo e della terra, Madre di Dio e nostra,
degnati di gettare uno sguardo della tua tenerezza sopra l'abisso della
nostra miseria e dei nostri peccati.

Vergine pura, liberaci dal male presente, passato, futuro; dacci il dono
delle lacrime per espiare i nostri peccati e riparare i delitti di tutto
il mondo.

Amen. Ave Maria!

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#361 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 9:31 am
Oggetto: 30 dicembre - Lode a Maria
sacerdos@xxxxxx.xxx
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30 dicembre

Madonna di San Celso

O dolcissima Madre mia Maria, fa' che io creda con maggior fermezza,
speri con piu' viva fiducia, Ti ami con piu' ardente affetto, mi penta
con piu' perfetta contrizione.

Dirigimi con la tua sapienza, frenami con la tua santita', consolami con
la tua bonta', proteggimi con la tua potenza. O Vergine, siano tuoi i
miei pensieri, tue le mie parole, secondo la legge di Dio le mie azioni,
tue le mie sofferenze.

Voglio cio' che Tu vuoi, come lo vuoi, quando lo vuoi. Illumina, Ti
prego, il mio intelletto, infiamma la mia volonta', purifica il mio
corpo, santifica l'anima mia.

Amen. Ave Maria!



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#360 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 9:31 am
Oggetto: 29 dicembre - Lode a Maria
sacerdos@xxxxxx.xxx
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29 dicembre

Madonna dei Fiori

Tu sei l'asilo di tutte le anime pure e di quanti a te fanno ricorso,
perche' l'Autore del cielo e della terra ti plasmo' senza macchia, cosi'
che in Te si compiacque d'abitare, affinche' noi Ti salutassimo come
colonna di verginita', porta della salvezza, dispensatrice della divina
bonta', vincitrice del tentatore delle anime.

Amen. Ave Maria!


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#359 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Ven 31 Dic 1999 9:31 am
Oggetto: 28 dicembre - Lode a Maria
sacerdos@xxxxxx.xxx
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28 dicembre

La Vergine dell'Aiuto nel Duomo di Milano

Ti saluto, o candido giglio della SS. Trinita', o beatissima Vergine
Maria.

Tu che sei la liberta' degli schiavi, fammi libero e diritto nel
carattere e nella personalita', illumina le mie tenebre col sole
sfolgorante della fede e della carita', agita il mio coraggio, cosi' che
possa tendere tutta la mia volonta' nella ricerca di Gesu', il Figlio tuo
divino che vive e regna col Padre e con lo Spirito Santo nei secoli
eterni.

Amen. Ave Maria!


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#358 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Gio 30 Dic 1999 8:17 am
Oggetto: Don Goffredo: Biblioteca cattolica online.
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------- Initial message -----------

From    : Goffredo Sciubba <goffredo@...>
Date    : Wed, 29 Dec 1999 15:53:53 +0100
Subject : Biblioteca cattolica online.

Cari amici e confratelli,
vorrei segnalarvi il sito, che curo già da alcuni anni, perchè penso e
spero che possa tornare interessante - e perfino utile - a qualcuno di
voi.
Si intitola 'I Classici del Cristianesimo'.
L'URL è la seguente:
http://www-oslo.op.org/classici/.
Si tratta di una biblioteca virtuale, messa insieme grazie alla
collaborazione di tanti 'amici di rete', che raccoglie le opere dei
Padri
della Chiesa e alcuni 'classici' della spiritualità cristiana. Dalla
lettura dei libri dei Padri ho tratto sempre tanto beneficio
spirituale, in
termini personali, e voglio augurarmi che anche voi possiate sfruttare a
fondo questa miniera tanto ricca. Provate a dare un'occhiata..
Un vivissimo augurio a tutti di un nuovo anno 2000 carico della novità
di
Cristo e del Giubileo.


d. Goffredo Sciubba

#357 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Mer 29 Dic 1999 7:54 am
Oggetto: Don Sergio: Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------- Initial message -----------
From    : "Don Sergio Simonetti" <sergio@...>
Date    : Tue, 28 Dec 1999 23:57:12 +0100
Subject : Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate

(Disc. 1 per l`Epifania, 1-2; PL 133, 141-143)

Nella pienezza dei tempi
è venuta anche la pienezza della divinità

Si sono manifestate la bontà e l`umanità di Dio Salvatore nostro (cfr.
Tt 2,
11). Ringraziamo Dio che ci fa godere di una consolazione così grande in
questo nostro pellegrinaggio di esuli, in questa nostra miseria. Prima
che
apparisse l`umanità, la bontà era nascosta: eppure c`era anche prima,
perché
la misericordia di Dio è dall`eternità. Ma come si poteva sapere che è
così
grande? Era promessa, ma non si faceva sentire, e quindi da molti non
era
creduta.
Molte volte e in diversi modi il Signore parlava nei profeti (cfr. Eb
1, 1).
Io - diceva - nutro pensieri di pace, non di afflizione (cfr. Ger 29,
11).
Ma che cosa rispondeva l`uomo, sentendo l`afflizione e non conoscendo la
pace? Per questo gli annunziatori di pace piangevano amaramente (cfr.
Is 33,
7) dicendo: Signore, chi ha creduto al nostro annunzio? (cfr. Is 53, 1).
Ma ora almeno gli uomini credono dopo che hanno visto, perché la
testimonianza di Dio è diventata pienamente credibile (cfr. Sal 92, 5).
Per
non restare nascosto neppure all`occhio torbido, Egli ha posto nel sole
il
suo tabernacolo (cfr. Sal 18, 6).
Ecco la pace: non promessa, ma inviata; non differita, ma donata; non
profetata, ma presente. Dio Padre ha inviato sulla terra un sacco, per
così
dire, pieno della sua misericordia; un sacco che fu strappato a pezzi
durante la passione perché ne uscisse il prezzo che chiudeva in sé il
nostro
riscatto; un sacco certo piccolo, ma pieno, se ci è stato dato un
Piccolo
(cfr. Is 9, 5) in cui però «abita corporalmente tutta la pienezza della
divinità» (Col 2, 9).
Quando venne la pienezza dei tempi, venne anche la pienezza della
divinità.
Venne Dio nella carne per rivelarsi anche agli uomini che sono di
carne, e
perché fosse riconosciuta la sua bontà manifestandoti nell`umanità.
Manifestandosi Dio nell`uomo, non può più esserne nascosta la bontà.
Quale
prova migliore della sua bontà poteva dare se non assumendo la mia
carne?
Proprio la mia, non la carne che Adamo ebbe prima della colpa.
Nulla mostra maggiormente la sua misericordia che l`aver egli assunto la
nostra stessa miseria. Signore, che è quest`uomo perché ti curi di lui
e a
lui rivolga la tua attenzione? (cfr. Sal 8, 5; Eb 2, 6).
Da questo sappia l`uomo quanto Dio si curi di lui, e conosca che cosa
pensi
e senta nei suoi riguardi. Non domandare, uomo, che cosa soffri tu, ma
che
cosa ha sofferto lui. Da quello a cui egli giunse per te, riconosci
quanto
tu valga per lui, e capirai la sua bontà attraverso la sua umanità.
Come si
è fatto piccolo incarnandosi, così si è mostrato grande nella bontà; e
mi è
tanto più caro quanto più per me si è abbassato. Si sono manifestate -
dice
l`Apostolo - la bontà e l`umanità di Dio nostro Salvatore (cfr. Tt 3,
4).
Grande certo è la bontà di Dio e certo una grande prova di bontà egli ha
dato congiungendo la divinità con l`umanità.

#356 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Mer 29 Dic 1999 7:53 am
Oggetto: Don Sergio: Dalle «Lettere» di san Tommaso Becket, vescovo
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------- Initial message -----------
From    : "Don Sergio Simonetti" <sergio@...>
Date    : Tue, 28 Dec 1999 23:56:07 +0100
Subject : Dalle «Lettere» di san Tommaso Becket, vescovo

Dalle «Lettere» di san Tommaso Becket, vescovo

(Lett. 74; PL 190, 533-536)

Non sarà coronato se non colui
che avrà combattuto secondo le regole

Se ci preoccupiamo di essere quello che si dice di noi e vogliamo
conoscere,
noi che siamo chiamati
vescovi e pontefici, il significato del nostro appellativo, è
necessario che
con ininterrotta sollecitudine consideriamo e imitiamo l`esempio di
colui
che, costituito da Dio pontefice in eterno, offrì se stesso per noi al
Padre
sull`altare della croce e che, dall`altissimo osservatorio dei cieli,
continuamente scruta gli atti e le intenzioni di tutti gli uomini, per
dare
a ciascuno, alla fine, secondo le sue opere. Infatti noi, succedendo
agli
apostoli e agli uomini apostolici nel più alto grado delle chiese,
abbiamo
assunto sulla terra le sue veci, ne abbiamo ricevuto la gloria del nome,
l`onore della dignità e ne possediamo nel tempo i frutti delle fatiche
spirituali, affinché per mezzo del nostro ministero venga distrutto
l`impero
del peccato e della morte, e l`edificio di Cristo, ben compaginato nella
fede e nel progresso delle virtù, cresca nel Signore come tempio santo.
E in verità grande è il numero dei vescovi. Noi, nella consacrazione,
abbiamo promesso una sollecitudine e una attenzione più diligente
nell`insegnare e nel governare, e ogni giorno ne facciamo la
professione con
le parole, ma volesse il cielo che la fedeltà alla promessa fosse
avvalorata
dalla testimonianza delle opere! La messe è certamente abbondante e per
raccoglierla e adunarla nel granaio del Signore non basterebbe uno, né
pochi.
Chi tuttavia dubita che la chiesa di Roma sia a capo di tutte le chiese
e
fonte della dottrina cattolica? Chi ignora che le chiavi del regno dei
cieli
sono state date a Pietro? La struttura di tutta la Chiesa non si innalza
forse nella fede e sull`insegnamento di Pietro, finché tutti andiamo
incontro a Cristo come uomo perfetto, nell`unità della fede e nella
conoscenza del Figlio di Dio?
E` necessario che siano molti quelli che piantano, molti quelli che
irrigano: l`espansione della parola e
l`incremento dei popoli lo esigono; già l`antico popolo, cui bastava un
solo
altare, aveva per necessità molti maestri; tanto più ora per la venuta e
l`affluenza di popoli, per i quali non basterebbe il Libano per il
fuoco dei
sacrifici e non sarebbero sufficienti per l`olocausto gli animali non
solo
del Libano, ma neppure di tutta la Giudea.
Ma chiunque sia che irriga e pianta, Dio non dà incremento se non a
colui
che ha piantato nella fede di Pietro e aderisce alla sua dottrina.
E veramente a lui ci si riferisce per le massime cause del popolo che
devono
essere esaminate dal Sommo Pontefice, e i giudici della Chiesa sono
posti
sotto di lui, perché sono chiamati a parte della sollecitudine per
esercitare la potestà loro affidata.
Ricordatevi infine come sono stati salvati i nostri padri, in che modo
e in
mezzo a quante difficoltà la Chiesa è cresciuta e si è dilatata; quali
tempeste abbia superato la nave di Pietro, che ha Cristo come capitano;
come
alla corona siano giunti coloro la cui fede brilla più chiaramente nelle
tribolazioni.
Così è andata innanzi la schiera di tutti i santi, perché sia vero per
sempre che non sarà coronato se non colui che avrà combattuto secondo le
regole (cfr. 2 Tm 2, 5).

#355 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Mer 29 Dic 1999 7:51 am
Oggetto: Don Sergio: Dai «Discorsi» di san Quodvultdeus, vescovo
sacerdos@xxxxxx.xxx
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From    : "Don Sergio Simonetti" <sergio@...>
Date    : Tue, 28 Dec 1999 10:44:25 +0100
Subject : Dai «Discorsi» di san Quodvultdeus, vescovo

Dai «Discorsi» di san Quodvultdeus, vescovo

(Disc. 2 sul Simbolo; PL 40, 655)

Non parliamo ancora e già confessano Cristo

Il grande Re nasce piccolo bambino. I magi vengono da lontano, guidati
dalla
stella e giungono a Betlemme, per adorare colui che giace ancora nel
presepio, ma regna in cielo e sulla terra. Quando i magi annunziano ad
Erode
che è nato il Re, egli si turba e, per non perdere il regno, cerca di
ucciderlo, mentre, credendo in lui, sarebbe stato sicuro in questa vita
e
avrebbe regnato eternamente nell`altra.
Che cosa temi, o Erode, ora che hai sentito che è nato il Re? Cristo
non è
venuto per detronizzarti, ma per vincere il demonio. Tu, questo non lo
comprendi, perciò ti turbi e infierisci; anzi, per togliere di mezzo
quel
solo che cerchi, diventi crudele facendo morire tanti bambini.
Le madri che piangono non ti fanno tornare sui tuoi passi, non ti
commuove
il lamento dei padri per l`uccisione dei loro figli, non ti arresta il
gemito straziante dei bambini. La paura che ti serra il cuore ti spinge
ad
uccidere i bambini e, mentre cerchi di uccidere la Vita stessa, pensi di
poter vivere a lungo, se riuscirai a condurre a termine ciò che brami.
Ma
egli, fonte della grazia, piccolo e grande nello stesso tempo, pur
giacendo
nel presepio, fa tremare il tuo trono; si serve di te che non conosci i
suoi
disegni e libera le anime dalla schiavitù del demonio. Ha accolto i
figli
dei nemici e li ha fatti suoi figli adottivi.
I bambini, senza saperlo, muoiono per Cristo, mentre i genitori
piangono i
martiri che muoiono. Cristo rende suoi testimoni quelli che non parlano
ancora. Colui che era venuto per regnare, regna in questo modo. Il
liberatore incomincia già a liberare e il salvatore concede già la sua
salvezza.
Ma tu, o Erode, che tutto questo non sai, ti turbi e incrudelisci e
mentre
macchini ai danni di questo bambino, senza saperlo, già gli rendi
omaggio.
O meraviglioso dono della grazia! Quali meriti hanno avuto questi
bambini
per vincere in questo modo? Non parlano ancora e già confessano Cristo!
Non
sono ancora capaci di affrontare la lotta, perché non muovono ancora le
membra e tuttavia già portano trionfanti la palma della vittoria.

#354 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Mar 28 Dic 1999 8:12 am
Oggetto: Frey Luis: Ancora su Testimoni de Geova
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------- Initial message -----------
From    : "fr. Luis M." <mc_eowyn@...>
Date    : Mon, 27 Dec 1999 17:49:44
Subject : Ancora su Testimone de Geova

Per fratello Mercurio e per altri, ho trovato questo
in un sito molto ricco.
http://www.augustea.it/dgabriele/italiano/teo_geova0.htm


=====
"Laudare, benedicere, praedicare"

fr. L. Mc Eowyn

http://www.op.org/opitalia/
http://utenti.tripod.it/armeria/

#353 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Mar 28 Dic 1999 8:10 am
Oggetto: Don Matteo Maria: Ass. Il mio Dio canta giovane
sacerdos@xxxxxx.xxx
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Date    : Mon, 27 Dec 1999 19:04:36 +0100
Subject : Ass.Il mio Dio canta giovane

Carissimi,

Scrive Karl Rhaner: oggi la gente sente molta musica, perché si può
attingerla dalla radio come l'acqua dal rubinetto. Basta girare un
bottone.
Ma ben pochi sanno far musica a se stessi. Pochi cantano ed ancora meno
sono capaci di far sgorgare dal proprio cuore una nuova canzone. Sono
pienamente d'accordo col grande teologo tedesco che si tratta di una
canzone di cui - come la recitazione e la danza - difficilmente può
fare a
meno chi vuole essere uomo. E questa canzone, che cantata come propria
porta l'uomo a se stesso, non deve essere necessariamente una "grande
canzone". Come accanto alle grandi opere dei giganti della poesia, delle
arti figurative, della filosofia, della teologia, c'è la parola
semplice,
pronunciata col cuore, in cui l'uomo esprime e ritrova se stesso e
persino
Dio e non la dimentica più, così accanto alla grande musica ci deve
essere
una canzone senza pretese, una canzone da nulla. Con questo voglio dire
che
ciascuno di noi è capace di scrivere una canzone senza pretese, con la
quale esprimere se stesso, in cui rispecchiarsi, ritrovarsi. Ci vuole
questa canzone che ciascuno dopo averla sentita una volta possa
fischiettarla, canticchiarla. E' così che ciascuno di noi riesce a
vincere
la solitudine, la finitudine, evitando così il rischio di chiudersi nel
silenzio soffocante o di essere fagocitato nel fluire delle vicende
umane
senza volto. Una canzone del genere deve essere presente anche là dove
noi
siamo maggiormente uomini ed in noi stessi; dove Dio ci viene incontro e
noi ci facciamo incontro a Dio. In questa luce neanche gli antichi e
sacri
canti della Chiesa possono sostituire la nuova canzone che sgorga dal
cuore, nonostante sia una canzone da nulla. Oggi si compone un
repertorio
di musiche e canti di grande fattura e solennità fruibile solo negli
ambiti
liturgici. Non è spaventoso che ci siano solo ben poche composizioni che
possano essere accolte da ciascun fedele come il canto della nostra
devozione "personale"? Che dicano il nostro affidarci quotidiano,
feriale?
Che possano essere semplicemente fischiettate? lì Verbo non si è fatto
carne per essere ricordato solamente nelle grandi manifestazioni
liturgiche! Cristo ha fatto irruzione nella nostra quotidianità, nella
nostra vita ordinaria: è li che possiamo sfoderare le nostre capacità
artistiche, stonati e non stonati, per poter esternare il nostro "Sì",
il
nostro affidamento, la nostra gioia, la nostra malinconia,
fischiettando la
nostra canzone da nulla. La religione autentica non fa parte solo dei
sentimenti domenicali e del consumo cultuale di alto livello...
Carissimi
fratelli in Cristo, non bollatemi come "sentimentalone". Non dobbiamo
aver
paura del sentimento. In fondo solo chi è poco intelligente è tenuto a
guardarsene. Auguro a tutti di voi la gioia di poter canticchiare la
vostra
canzone da nulla davanti al Presepio, per dire al Bambino che nasce la
nostra gioia di appartenergli e la promessa che non tradiremo il
mandato di
cantare col cuore la vita in tutta la sua maestà.


lì Presidente dell'Associazione
(Don Matteo Maria Zambuto)
E-Mail:mzambut@...


ImC

#352 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Mar 28 Dic 1999 8:08 am
Oggetto: Don Federico a Don Virginio - Auguri
sacerdos@xxxxxx.xxx
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From    : "don Federico" <donfeder@...>
Date    : Mon, 27 Dec 1999 21:06:17 +0100
Subject : R: [Sacerdos] Don Virginio - Auguri

Grazie, ricambio di cuore e lo auguro aanch'io a tutti i confratelli
d. F

#351 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Lun 27 Dic 1999 1:24 pm
Oggetto: Don Virginio - Auguri
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        27-12-1999 13:37
Received:    27-12-1999 15:13
From:        Mons. Fogliazza, vfoglia@...
To:          sacerdos@...

Auguro a tuttii Confratelli impegnati nella pastorale di provare tanta
gioia spirituale  nel condurre la loro Comunuità a varcare la PORTA della
Misericordia divina  con Maria " che ci precede nell'esperienza di Fede "

sac.Virginio Fogliazza


----------------- End Forwarded Message -----------------

#350 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Lun 27 Dic 1999 1:24 pm
Oggetto: S. Alfonso - FERMARONO I CIELI
sacerdos@xxxxxx.xxx
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FERMARONO I CIELI

Fermarono i Cieli
La loro armonia,
Cantando Maria
La nanna a Gesu`.

Con voce divina
La Vergine bella,
Piu` vaga che stella,
Diceva cosi:

Mio Figlio, mio Dio,
Mio caro tesoro,
Tu dormi, ed io moro
Per tanta belta`.

Dormendo, mio Bene,
Tu Madre non miri;
Ma l'aura che spiri,
E` fuoco per me.

Cogli occhi serrati,
Voi pur mi ferite:
Or quando li aprite,
Per me che sara`?

Le guance di rose,
Mi rubano il core;
O Dio, che gia` more
Quest'Alma per te.

Mi sforza a baciarti
Un labbro si raro;
Perdomani, Caro,
Non posso piu`, no.

Si tacque; ed al petto,
Stringendo il Bambino,
Sul volto divino
Un bacio dono`.

Si desta il Diletto,
E tutto amoroso,
Con occhio vezzoso
La Madre guardo`.

Oh Dio! ch'alla Madre
Quegli occhi, quel guardo
Fu strale, fu dardo
Che l'Alma ferì.

E tu non languisci,
O dur'alma mia,
Vedendo Maria
Languir per Gesù?

Che aspetti, che pensi?
Ogni altra bellezza
e' fango, e` bruttezza:
Risolviti su`.

Si, si che trionfa
Amor nel mio seno;
Si`, si`, vengo meno
Per doppia beltà:

Se tardi vi amai
Bellezze Divine,
Ormai senza fine,
Per voi ardero`.

Il Figlio e la Madre,
La Madre col Figlio
La Rosa col Giglio
Quest'alma vorra`.

La Pianta col Frutto
Il Frutto col Fiore,
Saranno il mio amore,
Ne` altro amero`.

Non cerco diletti,
Mercede non bramo;
Mi basta se t'amo:
L'amarti e` merce`.



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#349 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Lun 27 Dic 1999 1:24 pm
Oggetto: Don Alfredo - Domanda su FERMARONO I CIELI
sacerdos@xxxxxx.xxx
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FERMARONO I CIELI

Fermarono i Cieli
La loro armonia,
Cantando Maria
La nanna a Gesu`.

Oso commentare S. Alfonso

Quando la Madonna canto' la prima ninna nanna a Gesu' i cieli smisero di
cantare: pensate! I cherubini e i serafini dissero: "Silenzio,
interompiamo i nostri canti, Maria sta cantando, ascoltiamo!"

Mi sono chiesto se e' solo una licenza poetica o un eccesso di amore di
S. Alfonso: mi pare, teologicamnte che l'atto di fede di Maria nel
cantare la ninna nanna a Gesu' sia oggettivamente superiore alla lode del
Paradiso intero alla SS Trinita'.

In qulla ninna nanna si uniscono infatti:
- un perfetto atto di fede - non adulterato da nessun dubbio - da parte
della piu' perfetta creatura e
- il piu' perfetto amore umano da parte della piu' perfetta creatura nei
confronti di Gesu':
Se Maria e' Regina degli Angeli, era conveniente che il cielo si fermasse
davanti a questo prodigio.

Dei Verbum 5 dice che con la fede "l'uomo si abbandona tutto a Dio"
Senz'altro anche nella visione beatifica angeli e beati si abbandonano
tutti a Dio

Puo' essere l'abbandono di Maria mediante la fede superiore all'abbandono
degli angeli nella visione beatifica?

Voi che ne pensate?

In Jesu et Maria - Don Alfredo


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#348 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Lun 27 Dic 1999 1:24 pm
Oggetto: S. Alfonso - CORONELLA IN ONORE Dl GESU` BAMBINO
sacerdos@xxxxxx.xxx
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CORONELLA IN ONORE Dl GESU` BAMBINO

V) O Dio, vieni a salvarmi

R) Signore vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre.

I. Amabilissimo mio Gesu`, amor mio, Dio del mio cuore, io adoro e
benedico quell'ora nella quale ti facesti uomo nel purissimo seno di
Maria SS., per patire e morire per amor mio.
Ti prego per quei nove mesi che volesti star chiuso in quell'utero
verginale, a perdonarmi tutti i miei peccati, dei quali mi pento con
tutto il cuore, perche' offesa del mio sommo bene.

‹Un Padre nostro, un'Ave e un Gloria al Padre; poi:

	 O dolce Vita mia, Vorrei per te, Signore,
	 Bel Figlio di Maria, Morire ogn'or d'amore,
	 Tu sol mio caro Dio Per te, Bambino mio,
	 Sei tutto il mio tesor: Che m'hai rubato il cor.

(da ripetersi ad ogni invocazione)

II. Amabilissimo mio Gesu`, amor mio, Dio del mio cuore, benedico quella
notte, in cui volesti nascere in una stalla, per fare acquisto dei nostri
cuori e comparire tenero bambinello, fasciato con poveri panni, tremante
di freddo, in mezzo a due animali, riposto in una mangiatoia sopra la
paglia.
Io adoro le tue tenere membra, bacio quella fortunata terra, ti ringrazio
di tanti benefici e ti prego per quei grandi patimenti, per quelle prime
lagrime, per quei sospiri, di darmi la grazia che io viva, a tua maggior
gloria, amando te, bonta` infinita.

III. Amabilissimo mio Gesu`, amor mio, Dio del mio cuore, benedico
quell'ora in cui fosti presentato da Maria SS. nelle braccia di S.
Simeone. Ti ringrazio che volesti addossarti i miei peccati e soddisfarne
la divina giustizia con patire e morire per me. Ti supplico per tanta tua
bonta`, di liberarmi dalle pene dell'inferno; e di far che io odii, sopra
ogni male, il peccato, perche' tuo nemico, perche' odiato infinitamente
da te.

IV. Amabilissimo mio Gesu`, amor mio, Dio del mio cuore, benedico quella
notte nella quale la tua SS. Madre ti condusse in Egitto con tanti
patimenti e incomodi, per liberarti dalle mani di Erode. Adoro la tua
santissima umanita` addolorata, ti ringrazio di aver patito tanto per me;
e ti prego di aprirmi quel paradiso che a costo di tante sofferenze mi
hai guadagnato: perche' venga a goderti in cielo per darti quella gloria,
che meriti, o infinita bonta`.

V. Amabilissimo mio Gesu`, amor mio, Dio del mio cuore, benedico quegli
anni, nei quali volesti vivere nella bottega di Nazareth, in compagnia di
Maria e di Giuseppe, povero e sconosciuto, tra fatiche, stenti e sudori.
Adoro tutte le tue divine azioni; bacio quella terra che calpestasti; ti
ringrazio, mio Signore, che hai tanto patito per amor mio; ti prego di
concedermi, a tua imitazione, amore alla vita nascosta ed alla tua
santissima umanità: sicche' viva e muoia amando te, mio Padre, mio
Redentore, mio Maestro e mio Dio, per amarti in cielo per tutti i secoli.
Amen.

Vergine santissima, grande regina del cielo e della terra, Madre di
Gesu`, Figlio di Dio, e madre mia, benedico e venero il tuo grembo che
porto il Redentore del mondo, le tue braccia che l'accolsero, il tuo seno
che lo allatto, il tuo ardentissimo cuore che tanto l'amo. Ti supplico,
per quanto ami Gesu`, di ottenermi il vero amore di Dio e amore a te,
grande Madre di Dio. Sicche' l'unico oggetto di tutti i miei desideri e
di tutti gli amori miei sia Gesu`, e, dopo Gesu`, sii tu, dolcissima e
amabilissima mia Madre.

Tre Ave e Gloria Patri ai santi Cuori di Gesu`, di Maria, e in onore di
S. Giuseppe.





In Jesu et Maria

Don Alfredo M. Morselli



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         ooo @ (M)                               o
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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!

#347 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Lun 27 Dic 1999 1:24 pm
Oggetto: 27 dicembre - Lode a Maria
sacerdos@xxxxxx.xxx
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27 dicembre

L'evangelista della Vergine

O Vergine, piena di misericordia, o rifugio dei peccatori, o Madre dei
poveri e dei disperati, mi prostro ai tuoi piedi per domandarti pieta'.

La mia preghiera e' un gemito per i miei peccati, e' un'implorazione per
tutte le lacrime e per tutti i dolori, e' una supplica per tutti i poveri
e gli orfani, per i senza tetto e i senza pane, per i senza pace, per i
senza cuore e per i senza Dio.

O Vergine, perdono, misericordia, pieta'.

Dammi la luce per conoscere il mio nulla e la grandezza incommensurabile
di Dio.

Dammi la verita' per camminare nella legge di Dio.

Dammi la carita' per amare tutti i miei fratelli. Per Gesu' tuo Figlio.

Amen. Ave Maria!

#346 Da: sacerdos <sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Lun 27 Dic 1999 1:24 pm
Oggetto: 26 dicembre - Lode a Maria (Card. Mindszenty)
sacerdos@xxxxxx.xxx
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26 dicembre
Maria educatrice dei Martiri

A Te i nostri umili ossequi, o Regina beata!

Noi confessiamo quelle colpe che offuscano lo specchio della giustizia,
che pesano sulle nostre coscienze. Noi offriamo tutto quanto abbiamo
dovuto sopportare di miserie nei singoli, nelle famiglie, nelle classi e
nella nazione: le sofferenze siano la nostra espiazione.

Siamo pronti a soffrire, o Madre dolorosa, fin quando tuo Figlio lo
vuole, per il nostro bene.

Ma ti preghiamo oggi come nel passato che tu sia dolce Madre nostra!

Amen. Ave Maria!

                 (Card. Mindszenty)

#345 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 27 Dic 1999 1:24 pm
Oggetto: 25 dicembre - Lode a Maria
sacerdos@...
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25 dicembre

La piu' fulgida gloria di Maria

O Maria Vergine e Madre, che sola fra le donne hai meritato di portare il
Signore nel mondo, e che hai dato alla luce Gesu', perche' potesse
compiersi l'opera della nostra salvezza, guarda in questo mistero
ineffabile la nostra vita.

Madre santa del Signore, concedi la grazia di purificarci dei nostri
peccati, di gustare il dono della pace, di sentire vivo e operoso il
precetto della carita' per poter servire il prossimo nella fedelta' della
preghiera e nella testimonianza delle opere.

Amen. Ave Maria!

#344 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Lun 27 Dic 1999 9:19 am
Oggetto: Don Sergio: Lunedì 27 dicembre: S. Giovanni Apostolo.
sacerdos@xxxxxx.xxx
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Dai «Trattati sulla prima Lettera di Giovanni» di sant`Agostino, vescovo

(Tratt. 1, 1. 3; Pl 35, 1978. 1980)

La Vita si è manifestata nella carne

Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi
abbiamo
veduto con i nostri occhi e ciò che le nostre mani hanno toccato del
Verbo
della vita (cfr. 1 Gv 1, 1). Chi è che tocca con le mani il Verbo, se
non
perché il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi?
(cfr. Gv 1, 14).
Il Verbo che si è fatto carne, per poter essere toccato con mano,
cominciò
ad essere carne dalla Vergine Maria; ma non cominciò allora ad essere
Verbo,
perché è detto: «Ciò che era fin da principio». Vedete se la lettera di
Giovanni non conferma il suo vangelo, dove ora avete udito: «In
principio
era il Verbo, e il Verbo era presso Dio» (Gv 1, 1).
Forse qualcuno prende l`espressione «Verbo della vita» come se fosse
riferita a Cristo, ma non al corpo di Cristo toccato con mano. Ma fate
attenzione a quel che si aggiunge: «La Vita si è fatta visibile» (1 Gv
1,
2). E` Cristo dunque il Verbo della vita.
E come si è fatta visibile? Esisteva fin dal principio, ma non si era
ancora
manifestata agli uomini; si era manifestata agli angeli ed era come loro
cibo.
Ma cosa dice la Scrittura? «L`uomo mangiò il pane degli angeli» (Sal 77,
25).
Dunque la vita stessa si è resa visibile nella carne; si è manifestata
perché la cosa che può essere visibile solo al cuore diventasse visibile
anche agli occhi e risanasse i cuori. Solo con il cuore infatti può
essere
visto il Verbo, la carne invece anche con gli occhi del corpo. Si
verificava
dunque anche la condizione per vedere il Verbo: il Verbo si è fatto
carne,
perché la potessimo vedere e fosse risanato in noi ciò che ci rende
possibile vedere il Verbo.
Disse: «Noi rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che
era
presso il Padre e si è resa visibile» (1 Gv 1, 2), ossia, si è resa
visibile
fra di noi; o meglio, si è manifestata a noi.
«Quello dunque che abbiamo veduto e udito, lo annunziamo anche a voi»
(1 Gv
1, 3). Comprenda bene il vostro amore: «Quello che abbiamo veduto e
udito,
lo annunziamo anche a voi». Essi videro il Signore stesso presente nella
carne e ascoltarono le parole dalla bocca del Signore e lo annunziarono
a
noi. Anche noi perciò abbiamo udito, ma non abbiamo visto.
Siamo dunque meno fortunati di coloro che hanno visto e udito? E come
mai
allora aggiunge: «Perché anche voi siate in comunione con noi»? (1 Gv
1, 3).
Essi hanno visto, noi no eppure siamo in comunione, perché abbiamo una
fede
comune.
La nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo Gesù Cristo.
Queste
cose vi scriviamo, perché la vostra gioia sia perfetta (cfr. 1 Gv. 1, 3-
4).
Afferma la pienezza della gioia nella stessa comunione, nello stesso
amore,
nella stessa unità.

#343 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Lun 27 Dic 1999 9:18 am
Oggetto: Don Sergio: Santo Stefano, protomartire
sacerdos@xxxxxx.xxx
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Dai «Discorsi» di san Fulgenzio di Ruspe, vescovo

(Disc. 3, 1-3. 5-6; CCL 91 A, 905-909)

Le armi della carità

Ieri abbiamo celebrato la nascita nel tempo del nostro Re eterno, oggi
celebriamo la passione trionfale del soldato.
Ieri infatti il nostro Re, rivestito della nostra carne e uscendo dal
seno della Vergine, si è degnato di visitare il mondo; oggi il soldato,
uscendo dalla tenda del corpo, è entrato trionfante nel cielo.
Il nostro Re, l`Altissimo, venne per noi umile, ma non poté venire a
mani vuote; infatti portò un grande dono ai suoi soldati, con cui non
solo li arricchì abbondantemente, ma nello stesso tempo li ha
rinvigoriti perché combattessero con forza invitta. Portò il dono della
carità, che conduce gli uomini alla comunione con Dio.
Quel che ha portato, lo ha distribuito, senza subire menomazioni;
arricchì invece mirabilmente la miseria dei suoi fedeli, ed egli rimase
pieno di tesori inesauribili.
La carità, dunque, che fece scendere Cristo dal cielo sulla terra,
innalzò Stefano dalla terra al cielo. La carità che fu prima nel re,
rifulse poi nel soldato.
Stefano quindi per meritare la corona che il suo nome significa, aveva
per armi la carità e con essa vinceva dovunque. Per mezzo della carità
non cedette ai Giudei che infierivano contro di lui; per la carità
verso il prossimo pregò per quanti lo lapidavano. Con la carità
confutava gli erranti perché si ravvedessero; con la carità pregava per
i lapidatori perché non fossero puniti.
Sostenuto dalla forza della carità vinse Saulo che infieriva
crudelmente, e meritò di avere compagno in cielo colui che ebbe in
terra persecutore.
La stessa carità santa e instancabile desiderava di conquistare con la
preghiera coloro che non poté convertire con le parole.
Ed ecco che ora Paolo è felice con Stefano, con Stefano gode della
gloria di Cristo, con Stefano esulta, con Stefano regna. Dove Stefano,
ucciso dalle pietre di Paolo, lo ha preceduto, là Paolo lo ha seguito
per le preghiere di Stefano.
Quanto è verace quella vita, fratelli, dove Paolo non resta confuso per
l`uccisione di Stefano, ma Stefano si rallegra della compagnia di Paolo,
perché la carità esulta in tutt`e due. Si, la carità di Stefano ha
superato la crudeltà dei Giudei, la carità di Paolo ha coperto la
moltitudine dei peccati, per la carità entrambi hanno meritato di
possedere insieme il regno dei cieli.
La carità dunque è la sorgente e l`origine di tutti i beni, ottima
difesa, via che conduce al cielo. Colui che cammina nella carità non
può errare, né aver timore. Essa guida, essa protegge, essa fa arrivare
al termine.
Perciò, fratelli, poiché Cristo ci ha dato la scala della carità, per
mezzo della quale ogni cristiano può giungere al cielo, conservate
vigorosamente integra la carità, dimostratevela a vicenda e crescete
continuamente in essa.

#342 Da: "sacerdos@libero."<sacerdos@xxxxxx.xxx
Data: Lun 27 Dic 1999 9:16 am
Oggetto: Don Nicolo': Un Augurio a tutti
sacerdos@xxxxxx.xxx
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---------- Initial message -----------

From    : Ciotta Nicolò <niciotta@...>
To      : "sacerdos" <sacerdos@...>
Cc      :
Date    : Sat, 25 Dec 1999 13:24:09 +0100
Subject : Un Augurio a tutti

Un abbraccio e un fraterno Augurio di Buon Natale.
Gesù che nasce nei nostri cuori ci spinga a essere portatori di Cristo a
coloro che non conoscono questa gioia interiore, perchè diventino
anch'essi veicolo di Gioia e di Amore, Irradiazione stessa di questa
Luce.

Vostro Nicolò

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