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#484 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 1 Feb 2000 5:07 pm
Oggetto: Dalle =abLettere=bb_di_san_Giovanni_Bosco
sacerdos@...
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---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        31-01-2000 17:17
Received:    1-02-2000 14:47
From:        Don Sergio Simonetti, sergio@...
To:          Sacerdos-owner@onelist.com

Dalle «Lettere» di san Giovanni Bosco

(Epistolario, Torino, 1959, 4, 202. 294-205. 209)

Imitare Gesù e lasciarsi guidare dall`amore

Se vogliamo farci vedere amici del vero bene dei nostri allievi, e
obbligarli a fare il loro dovere, bisogna che voi non dimentichiate mai
che
rappresentate i genitori di questa cara gioventù, che fu sempre tenero
oggetto delle mie occupazioni, dei miei studi, del mio ministero
sacerdotale, e della nostra Congregazione salesiana. Se perciò sarete veri
padri dei vostri allievi, bisogna che voi ne abbiate anche il cuore; e non
veniate mai alla repressione o punizione senza ragione e senza giustizia,
e
solo alla maniera di chi vi si adatta per forza e per compiere un dovere.
Quante volte, miei cari figliuoli, nella mia lunga carriera ho dovuto
persuadermi di questa grande verità! E` certo più facile irritarsi che
pazientare, minacciare un fanciullo che persuaderlo. direi ancora che è
più
comodo alla nostra impazienza ed alla nostra superbia castigare quelli che
resistono, che correggerli col sopportarli con fermezza e con benignità.
La
carità che vi raccomando è quella che adoperava san Paolo verso i fedeli
di
fresco convertiti alla religione del Signore, e che sovente lo facevano
piangere e supplicare quando se li vedeva meno docili e corrispondenti al
suo zelo.
Difficilmente quando si castiga si conserva
quella calma, che è necessaria per allontanare ogni dubbio che si opera
per
far sentire la propria autorità, o sfogare la propria passione.
Riguardiamo come nostri figli quelli sui quali abbiamo da esercitare
qualche
potere. Mettiamoci quasi al loro servizio, come Gesù che venne ad
ubbidire e
non a comandare, vergognandoci di ciò che potesse aver l`aria in noi di
dominatori; e non dominiamoli che per servirli con maggior piacere. Così
faceva Gesù con i suoi apostoli, tollerandoli nella loro ignoranza e
rozzezza, nella loro poco fedeltà, e col trattare i peccatori con una
dimestichezza e familiarità da produrre in alcuni lo stupore, in altri
quasi
lo scandalo, ed in molti la
santa speranza di ottenere il perdono da Dio. Egli ci disse perciò di
imparare da lui ad essere mansueti ed umili di cuore (Mt 11, 29).
Dal momento che sono i nostri figli, allontaniamo ogni collera quando
dobbiamo reprimere i loro falli, o almeno moderiamola in maniera che
sembri
soffocata del tutto. Non agitazione dell`animo, non disprezzo negli occhi,
non ingiuria sul labbro; ma sentiamo la compassione per il momento, la
speranza per l`avvenire, ed allora voi sarete i veri padri e farete una
vera
correzione.
In certi momenti molto gravi, giova più una
raccomandazione a Dio, un atto di umiltà a lui, che una tempesta di
parole,
le quali, se da una parte non producono che male in chi le sente,
dall`altra
parte non arrecano vantaggio a chi le merita.
Ricordatevi che l`educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il
padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne
insegna
l`arte, e non ce ne mette in mano le chiavi.
Studiamoci di farci amare, di insinuare il sentimento del dovere del santo
timore di Dio, e vedremo con mirabile facilità aprirsi le porte di tanti
cuori ed unirsi a noi per cantare le lodi e le benedizioni di colui, che
volle farsi nostro modello, nostra via, nostro esempio in tutto, ma
particolarmente nell`educazione della gioventù.



----------------- End Forwarded Message -----------------

#483 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 31 Gen 2000 12:25 pm
Oggetto: 31 gennaio - Lode a Maria
sacerdos@...
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31 gennaio

La grande Madre che non muore

O Santa Vergine, Madre di Dio, Immacolata Regina del Cielo e Madre nostra
dolcissima, Mediatrice di tutte le grazie, che sei apparsa a Lourdes per
invitarci alla preghiera e alla penitenza e che altre volte hai pianto sui
nostri peccati, ascolta l'umile nostra preghiera mentre imploriamo per noi
misericordia e perdono.
Tu che hai schiacciato il capo al demonio, arresta il diluvio dilagante
del
materialismo e dell'eresia, fomenta nei fedeli l'amore alla purezza di
vita
e la pratica delle virtu' cristiane.
Amen. Ave Maria!

#482 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 31 Gen 2000 12:25 pm
Oggetto: Dalle =abConferenze=bb_di_san_Tommaso_d`Aquino,_sacerdote
sacerdos@...
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---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        28-01-2000 22:22
Received:    31-01-2000 13:11
From:        Don Sergio Simonetti, sergio@...
To:          Sacerdos-owner@onelist.com

Dalle «Conferenze» di san Tommaso d`Aquino, sacerdote

(Conf. 6 sopra il «Credo in Deum»)

Nessun esempio di virtù è assente dalla croce

Fu necessario che il Figlio di Dio soffrisse per noi? Molto, e possiamo
parlare di una duplice necessità:
come rimedio contro il peccato e come esempio nell`agire.
Fu anzitutto un rimedio, perché è nella passione
di Cristo che troviamo rimedio contro tutti i mali in cui possiamo
incorrere
per i nostri peccati.
Ma non minore è l`utilità che ci viene dal suo esempio. La passione di
Cristo infatti è sufficiente per orientare tutta la nostra vita.
Chiunque vuol vivere in perfezione non faccia altro che disprezzare quello
che Cristo disprezzò sulla croce, e desiderare quello che egli desiderò.
Nessun esempio di virtù infatti è assente dalla croce.
Se cerchi un esempio di carità, ricorda: «Nessuno ha un amore più grande
di
questo: dare la vita per i
propri amici» (Gv 15, 13).
Questo ha fatto Cristo sulla croce. E quindi, se egli ha dato la sua vita
per noi, non ci deve essere pesante sostenere qualsiasi male per lui.
Se cerchi un esempio di pazienza, ne trovi uno
quanto mai eccellente sulla croce. La pazienza infatti si giudica grande
in
due circostanze: o quando uno sopporta pazientemente grandi avversità, o
quando si sostengono avversità che si potrebbero evitare, ma non si
evitano.
Ora Cristo ci ha dato sulla croce l`esempio dell`una e dell`altra cosa.
Infatti «quando soffriva non minacciava» (1 Pt 2, 23) e come un agnello fu
condotto alla morte e non apri la sua bocca (cfr. At 8, 32). Grande è
dunque
la pazienza di Cristo sulla croce: «Corriamo con perseveranza nella corsa,
tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.
Egli,
in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce,
disprezzando l`ignominia» (Eb 12, 2).
Se cerchi un esempio di umiltà, guarda il crocifisso: Dio, infatti, volle
essere giudicato sotto Ponzio Pilato e morire.
Se cerchi un esempio di obbedienza, segui colui che si fece obbediente al
Padre fino alla morte: «Come per la disobbedienza di uno solo, cioè di
Adamo, tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l`obbedienza
di
uno solo tutti saranno costituiti giusti» (Rm 5, 19).
Se cerchi un esempio di disprezzo delle cose terrene, segui colui che è il
Re dei re e il Signore dei signori, «nel quale sono nascosti tutti i
tesori
della sapienza e della scienza» (Col 3, 2). Egli è nudo sulla croce,
schernito, sputacchiato, percosso, coronato di spine, abbeverato con
aceto e
fiele.
Non legare dunque il tuo cuore alle vesti ed alle ricchezze, perché «si
sono
divise tra loro le mie vesti» (Gv 19, 24); non gli onori, perché ho
provato
gli oltraggi e le battiture (cfr. Is 53, 4); non alle dignità, perché
intrecciata una corona di spine, la misero sul mio capo (cfr. Mc 15, 17);
non ai piaceri, perché «quando avevo sete, mi han dato da bere aceto» (Sal
68, 22).



----------------- End Forwarded Message -----------------

#481 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 31 Gen 2000 12:25 pm
Oggetto: Direttorio: identita' ecclesiale
sacerdos@...
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---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        29-01-2000 11:17
Received:    31-01-2000 13:11
From:        Fr Caesar Atuire, lc, sacerdos@...
To:          Sacerdos-owner@onelist.com

Adveniat Regnum Tuum

Mentre leggevo il Direttorio, al numero 13, dove si parla della
partecipazione alla dimensione sponsale dei presbiteri nei riguardi della
Chiesa, è venuto in mente una conferenza che ho sentito qualche anno fa:
Il relatore diceva che un sacerdote che non cessa di criticare la Chiesa è
come un marito che dice continuamente che la sua moglie non sa cucinare,
non
è bella, .....
     Mi ha fatto pensare un può.
                     In Cristo, P. Caesar, lc



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#480 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 31 Gen 2000 12:25 pm
Oggetto: P Antonio - un bel libro
sacerdos@...
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---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        29-01-2000 22:50
Received:    31-01-2000 13:11
From:        Antonio Cuomo, cuomoa@...
To:          Amici di Sacerdos, sacerdos@...

Credo anch'io che il libro di Descalzo sia molto interessante (e non lo
dico perch+AOk- faccio parte della comunit+AOA- delle Edizioni dehoniane
di Roma). Spero che tanti potranno avere la possibilit+AOA- di dargli una
lettura... a me +AOg- piaciuto e anch'io lo utilizzo per catechesi e
omelie... buona lettura e meditazione.
Antonio Cuomo scj


----------------- End Forwarded Message -----------------

#479 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Ven 28 Gen 2000 7:10 pm
Oggetto: Don Alfredo - re don Giuseppe - Descalzo
sacerdos@...
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>Carissimi,
>a proposito di cultura dei preti e di "Vite di Cristo",penso che
>conosciate
>un bel libro uscito nel '98,ottimo sotto tutti i punti di vista delle
>Dhoniane di Roma : "GESU' DI NAZARET -VITA E MISTERO di Josè L.Martin
>Descalzo.
>Purtroppo le riveste cattoliche non hanno fatto la dovuta propaganda.
>   Io lo utilizzo spesso per preparare le omelie e molte persone che lo
>hanno letto hanno trovato un autentico "pasto spirituale e culturale".
>Vorrei suggerirlo ai Sacerdoti;secondo me,è una fonte basilare per
>incontrare un Gesù del Vangelo più vero e più autentico.Se qualcuno lo ha
>già letto ( sono appena 1363 pagine!) me ne darà conferma.Don Giuseppe
>Carta
>sdb.

Carissimo,

grazie per la segnalazione. Purtroppo ho soltanto sentito Descalzo citato
in una conferenza dal P. Gonzalo Miranda L.C. (dal che presumo sia un
buon autore)

Cerchero' di procurarmi il libro, in modo da poterne discutere su
sacerdos.




In Jesu et Maria

Don Alfredo M. Morselli



                  oooooooooo @ oooooooooo @ oooo
         ooo @ (M)                               o
       @          oooooooooo @ oooooooooo @ ooooo
     |
   --+--
     |
     |

Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!

#478 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Ven 28 Gen 2000 7:09 pm
Oggetto: 28 gennaio - Lode a Maria
sacerdos@...
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28 gennaio

Venga il regno di Gesu' per mezzo di Maria

O Vergine benedetta e tutta pura, Tu sei la mia forza, il mio sostegno, il
mio vigore, la consolazione del mio spirito afflitto; ascolta, dunque, o
Madre di Dio, il mio grido e fa' che la mia vita sia esente da ogni
avversita'.
Io sono smarrito, sono caduto, mi sono sperduto nelle aberrazioni della
seduzione: salvami perche' possa celebrare per sempre la tua sublime
potenza.
Amen. Ave Maria!
                  (Liturgia greca)

#477 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Ven 28 Gen 2000 7:07 pm
Oggetto: Don Paul - commento al vangelo
sacerdos@...
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Date:        28-01-2000 11:53
Received:    28-01-2000 20:40
From:        Paul Guy Pierre Devreux, pdevreu@...

4Dom.b.,Mc.1,21-28.

Gesù va in sinagoga a Cafàrnao e si mette ad insegnare.

Marco ci racconta che i presenti rimangono stupiti perché insegnava come
uno che ha autorità e non come gli scribi.

Domandiamoci: come insegnavano gli scribi?

Io penso come cerco di fare io;

Cerco di capire il testo, di spiegarlo, di attualizzarlo e di tirare
qualche conclusione.

Sicuramente facevano del loro meglio.

Cos'altro faceva Gesù?

Per capire, immaginiamo che oggi Gesù si presenti qui, in carne e ossa:
io mi farei subito da parte per lasciare il posto a lui e anche voi me lo
chiedereste. Questo succederebbe, sicuramente perché Gesù sa parlare e
dice cose interessanti, ma soprattutto per il suo modo unico di impostare
le relazioni, per la sua attenzione ai bisogni dell'uomo.

Gesù è un uomo che sa amare e che ti fa sentire che sei importante per
lui.

Se io ascolto una persona è perché le sue proposte sono buone, ma sopra
tutto perché penso che posso fidarmi, che mi vuole bene; solo allora le
do autorità sulla mia vita.

Un amore cosi può darmi fastidio, perché non riesco ad imitarlo, perché
penso che dovrò contraccambiarlo, perché mi fa sentire bisognoso e
vulnerabile, per tanti motivi. Io non voglio dipendere da nessuno. Un po'
come quell'uomo che si ribella in Sinagoga.

Chi era?

Era uno di noi, uno che frequentava tutti i sabati, una brava persona.
Tra l'altro pensa di interpretare il pensiero di tutti, e forse è
parzialmente vero. Per di più ha il merito di dire ciò che penso, segno
d'onestà e di libertà.

In effetti, quante cose faccio, nella mia giornata, pur di non fermarmi
ad ascoltare Gesù.

Quant'agitazione, quanto chiasso, pur di no contemplare l'amore di Dio.

Signore ti chiedo di pregare anche per me, come tu pregasti quel giorno a
Cafàrnao, affinché tu possa vincere in me la paura che tu sia venuto per
rovinarmi anzi che per aiutarmi ed amarmi.



----------------- End Forwarded Message -----------------

#476 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Gio 27 Gen 2000 10:24 am
Oggetto: P. Antonio l.c. - Omelia 30/1/2000
sacerdos@...
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Quarta Domenica del TEMPO ORDINARIO 30 gennaio dell'anno 2000

Prima: Deut 18, 15-20; seconda: 1Cor 7, 32-35 Vangelo: Mc 1, 21-28

NESSO LOGICO TRA LE LETTURE

"Insegnare", "insegnamento" sono parole frequenti nei testi del Nuovo
Testamento. Appaiono anche varie volte nella liturgia di questa quarta
domenica ordinaria. Gesu` e` presentato da san Marco come il maestro "che
insegna con autorità", "un insegnamento nuovo" (Vangelo). Non e` un
insegnamento qualsiasi, ma quello di un profeta allo stile di Mose`,
prototipo del profetismo nella mente degli israeliti, maestro e
forgiatore del suo popolo (prima lettura). San Paolo, come profeta del
Nuovo Testamento, impartisce ai corinzi il suo insegnamento sul
matrimonio e il celibato, due stati e due cammini per vivere la dedizione
e il dono di se' all'apostolato nella Comunita` ecclesiale (seconda
lettura). Questo insegnamento profetico, nuovo e dato con autorita`, si
rivolge all'uomo perche' lo accolga e sia ricettore attivo della sua
efficacia.

MESSAGGIO DOTTRINALE

GESU`, IL MAESTRO. L'uomo, nascendo, non e` un essere gia` formato;
possiede soltanto la capacita` di essere educato. Necessita, pertanto, di
maestri. Nella storia dell'umanita` sono esistiti diversi ambiti in cui
il bambino e il giovane ricevono l'insegnamento dagli adulti: la
famiglia, la scuola o l'universita`, la sinagoga o la chiesa, l'agora` o
il foro, l'accademia o il club di dibattiti, il giornale o la
televisione. Tutti gli insegnamenti che si ricevono sono ­ o almeno
possono essere ­ utili ed arricchenti nell'opera dell'educazione di una
persona. Gesu` non e` un concorrente di tali insegnamenti, ma un Maestro
che col suo insegnamento infonde un'anima a tutti gli altri. Poiche' il
suo insegnamento incide nella storia, ma guarda altresi` al mondo del
futuro, al di la` della storia. Gesu` non si presenta nemmeno, ne' appare
nei vangeli come un competitore dei maestri religiosi del popolo giudaico
­ e potremmo aggiungere dei popoli pagani ­ ma come il Maestro che porta
a pienezza tutto l'insegnamento religioso del passato e soprattutto gode
del potere di Dio per renderlo efficace nella vita degli uomini e al
servizio del loro bene integrale. Ecco come Gesu`, di fronte
all'insegnamento degli scribi, povero di forza divina e fatto di formule
cristallizzate nella tradizione degli antenati, si mostra nel vangelo con
il Maestro per eccellenza, che possiede autorita` propria in virtu` del
potere di Dio che agisce in lui, e che fa pensare gli uditori ad un
insegnamento nuovo, cioe`, definitivo,  perche' in esso si fondono parola
e azione, significato ed efficacia.

PREFIGURAZIONE  E  PROLUNGAMENTO  DELLA  PAROLA. Gia` nella tradizione
giudaica il profeta della prima lettura era interpretato come
prefigurazione del Messia, che sarebbe dovuto apparire davanti ai suoi
contemporanei come un altro Mose`, cioe` come un profeta e maestro
legislatore e forgiatore del nuovo popolo. Non  e` difficile immaginare
che Gesu` stesso ­ e con lui i primi cristiani ­ si sarebbero appropriati
di questa prefigurazione, essendo Gesu` il Messia atteso ed essendo la
comunita` cristiana il nuovo popolo forgiato dall'insegnamento e
dall'azione di Gesu` Cristo tra gli uomini. Essendo Gesu`  il profeta per
eccellenza, egli e` la pietra di paragone del vero o falso profetismo,
come e` allo stesso modo il punto di riferimento e il giudice di
qualsiasi altra forma di profetismo extra-biblico (ai tempi del
deutoronomista, il profetismo cananeo del dio Baal).
Paolo, da parte sua, (vale lo stesso per qualsiasi altro "maestro" delle
comunita` cristiane) non e` un profeta o un maestro autonomo, ma il suo
insegnamento fa riferimento a Cristo Maestro, o  e` un insegnamento
illuminato dalla presenza di Cristo glorioso sulle labbra o nella penna
di Paolo, sotto l'azione viva e vivificante dello Spirito Santo. Paolo
insegna con autorita`, ma non con la propria, bensi` con la stessa
autorita` di Cristo presente in lui per il potere dello Spirito. Paolo
insegna che ci sono due stati di vita: matrimonio e verginita`, entrambi
dono di Dio, entrambi chiamati alla dedizione e al dono di se'
nell'apostolato. Pero` allo stesso tempo insegna che il celibe si trova
in condizioni di vivere piu` radicalmente questa dedizione e dono di se'
apostolici rispetto a colui che vive nell'impegno matrimoniale.

ALLA SCUOLA DELLA PAROLA. Ogni parola o insegnamento e` come una chiamata
che attende risposta. L'insegnamento, pertanto ha per sua stessa natura
una struttura dialogica. Si puo` accettare, rifiutare o discutere
l'insegnamento, ma e` obbligatorio dialogare con esso. Quando si tratta
dell'insegnamento evangelico e cristiano, non c'e` altra risposta che
l'accoglienza. Un'accoglienza che e` innanzitutto accettazione
dell'insegnamento ricevuto, perche' e` "insegnamento di Dio".
Un'accoglienza che porta una carica non piccola di stupore, perche' si
tratta di insegnamenti nuovi, che non si ascoltano da "altri maestri" che
quotidianamente si incontrano. Un'accoglienza che comporta forse qualcosa
del timore reverenziale, perche' in definitiva si tratta di accogliere il
"mistero" di Dio nella nostra vita tanto impregnata di materia e di
pensieri terreni. Un'accoglienza che, tuttavia, porta il sigillo della
vittoria sulle cose importanti (il senso della vita e della morte, la
realta` dell'aldila`, l'amore verso Dio e il prossimo come essenza
dell'esistenza). Una accoglienza, infine, che non puo` tacere, ma che
conduce alla diffusione dell'insegnamento appreso, perche' "non possiamo
tacere cio` che abbiamo visto e udito".

SUGGERIMENTI PASTORALI

UNA PAROLA  VIVA. Nel grande mercato della parola, oggi esistente e
spossante, non e` facile trovare una parola viva e vivificante. Quante
parole, quanti "insegnamenti" giungono oggi all'orecchio dell'uomo, del
cristiano? Milioni! Tra tutti questi milioni di parole, dov'e` la parola
che dia vita e alimenti l'anima in questo giorno? Il maestro cristiano
(sacerdote, padre di famiglia catechista...), attualizzando
l'insegnamento di Gesu` Cristo, deve dire parole vive, parole con forza
di eternita`, che non passino, ma che perdurino e diano senso, e servano
da crogiolo a tutti i milioni di altre parole ascoltate. Di  fronte a
questa realta` tanto stupenda, uno sente la tentazione di chiedersi
perche' a volte le lezioni di religione e le omelie domenicali siano
tanto noiose. Che cosa stiamo facendo della Parola Viva? Perche', se e`
viva, non riesce a vivificare il cuore del predicatore cristiano o
dell'uditore?  Qualcosa sta succedendo,  che fa della Parola viva ed
efficace una parola forse sterile e morta, o per lo meno senza grinta ed
impulso vitale e trasformatore. Preghiamo tutti perche' i maestri della
Parola portino sempre sulle loro labbra e nel loro cuore la Parola di
Vita.

ATTEGGIAMENTO DAVANTI AL MAESTRO.  Quando  la parola del maestro non e`
viva ne' vivificante, non possiamo aspettarci altro atteggiamento se non
la noia e il rifiuto. Cio` e` cosi` evidente quasi come un assioma. Ma,
perche', perfino quando la parola e` piena di vita ed infonde vita, non
e` ascoltata ne' accolta? Gia` allora Gesu` dovette affrontare questo
rifiuto della sua Parola, perche' gli uomini trovavano "duri" i suoi
insegnamenti. E Paolo, non dovette forse far fronte a tanti che non
mostravano interesse per il suo vangelo o semplicemente lo rifiutavano?
Non ci deve meravigliare che la Parola Viva sia come uno spartiacque che
divide gli uomini tra coloro che la accolgono e coloro che la rifiutano.
La Parola Viva si ascolta nella liberta` e per fare uomini liberi, ma ci
sono coloro che scelgono di esercitare il proprio libero arbitrio
rifiutando la fonte della liberta`. La Parola Viva e` come un seme che
cade nella terra buona, ma questa terra e` dura, non ha profondita`, e`
piena di erbacce. Chiediamo a Dio che con la sua grazia ripulisca e
coltivi il suo campo, in modo che gli uomini ­ i nostri fedeli, i nostri
alunni, i nostri figli ­ accettino la Parola Viva, affinche' essa dia nel
loro cuore e nelle loro opere frutti  abbondanti.

#475 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Gio 27 Gen 2000 10:20 am
Oggetto: Don Alfredo - Mc 1, 21-28 - Ripassiamo il greco
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
Carissimi confratelli,

vorrei dare un contributo alla lectio divina comunitaria che stiamo
facendo su Sacerdos, insIeme a P. Antonio e a Don Paul , in attesa di
altri...

Cerchero' di fornire alcune note grammaticali sul testo greco di una
delle letture, al fine di ripassare la lingua o di scoprire nuovi aspetti
che il testo italiano non rivela.

Prego, qualora trovaste qualche errore, di correggermi.

[21]Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga,
Gesu` si mise ad insegnare. [22]Ed erano stupiti del suo insegnamento,
perche' insegnava loro come uno che ha autorita` e non come gli scribi.
[23]Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito
immondo, si mise a gridare: [24]"Che c'entri con noi, Gesu` Nazareno? Sei
venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio". [25]E Gesu` lo
sgridò: "Taci! Esci da quell'uomo". [26]E lo spirito immondo,
straziandolo e gridando forte, usci` da lui. [27]Tutti furono presi da
timore, tanto che si chiedevano a vicenda: "Che e` mai questo? Una
dottrina nuova insegnata con autorita`. Comanda persino agli spiriti
immondi e gli obbediscono!". [28]La sua fama si diffuse subito dovunque
nei dintorni della Galilea.

Consideriamo il v 21:

entrato proprio di sabato nella sinagoga:

KAI EUTHUS TOIS SABBASIN EISELTHON EIS THN SYNAGOGEN EDIDASKEN

La nuova versione (CEI 1997) omette l'avverbio EUTHUS "proprio, subito,
immediatamente ecc": "entrato di sabato nella sinagoga": mi pare una
grave omissione; tutte le versioni principali (ad eccezione di NRSV)
traducono l'avverbio, pur in modo leggermente differente e in differente
posizione.

Esistono tre possibilita' di traduzione:

"entrato di sabato, Gesu` si mise ad insegnare" (CEI 97, NRSV)

"entrato proprio (subito, direttamente) di sabato, Gesu` si mise ad
insegnare" (CEI, New Jerusalme Bible, American Standard Version, Darby,
Kin Jeames Version)

"Andarono a Cafarnao e  subito, di sabato, entrato nella sinagoga, Gesu`
si mise ad insegnare"
(Young, Bible de Jerusalem, Delitsch)

La sintassi depone, a mio modesto parere, sulla terza soluzione: nella
frase "entrato nella sinagoga", "entrato" (EISELTHON) e' un participio
circostanziale in una proposizione participiale (Cf. Robertson, 1126);
questi participi, che esprimono di per se' l'azione pura senza alcuna
connotazione spazio temporale, ricevono queste connotazioni da avverbi
loro legati.

La Bibbia di Gerusalemme fornisce quindi la versione preferibile:

Et aussitôt, le jour du sabbat, e'tant entre' dans la synagogue, il
enseignait.

Il "subito" (e quindi l'enfasi) e' riferito all'entrare nella sinagoga
per insegnare e non al giorno di sabato, che e' un'altra circostanza
dell'insegnamento.

Conclusioni esegetiche.

Qual'e' l'azione compiuta con decisione e senza rimandi da parte di
Gesu`? Recarsi nel luogo dove poteva insegnare, svolgere la sua funzione
di maestro.
Tutto il contesto della pericope verte infatti sulla funzione di Gesu`
maestro

[21]...Gesu` si mise ad insegnare. [22]Ed erano stupiti del suo
insegnamento, perche' insegnava loro come uno che ha autorita` e non come
gli scribi. [27]  "Che e` mai questo? Una dottrina nuova insegnata con
autorita`. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!"

Si tratta di un insegnamente che rischiede una risposta di fede e di
amore, che i demoni non possono e non sono autorizzati a dare.

E noi preti? Anche noi "subito" a svolgere l'azione di evangelizzatori,
"subito" a cercare le occasioni piu' importanti per annunciare la buona
novella, "subito" ad accogliere con amore il Vangelo e a proporre una
risposta di amore al gregge affidatoci da Dio.



In Jesu et Maria

Don Alfredo M. Morselli



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         ooo @ (M)                               o
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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!

#474 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Gio 27 Gen 2000 10:19 am
Oggetto: Ritiro spirituale per Sacerdoti
sacerdos@...
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VI RITIRO NAZIONALE PER SACERDOTI


28 febbraio - 3 marzo 2000, presso Ancelle di Cristo Re - Via Monte
Cucco, 25


"Alla maniera di Melchisedek" (sulla lettera agli ebrei)

Guidato dal biblista P. Antonio Izquierdo, con l'intervento del Cardinale
Ersilio Tonini


Programma


Lunedí 28 febbraio

"In questi ultimi tempi ha parlato a noi per mezzo del Figlio..." (Eb.1,2)

17:00 Arrivo e registrazione

19:00 Cena

20:00 Conferenza introduttiva

"In questi ultimi tempi, ha parlato a noi per mezzo del Figlio..."



Martedí 29 febbraio

"Preso fra gli uomini"

"Ogni sommo sacerdote, preso fra gli uomini, viene costituito per il bene
degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici
per i peccati. In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione
per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo anch'egli
rivestito di debolezza; proprio a causa di questa anche per se stesso
deve offrire sacrifici per i peccati, come lo fa per il popolo".(Eb.
5,1-3)



7:30 Canto del Veni Creator/Meditazione/Lodi

8:15 Colazione

9:30 Prima Conferenza

"Preso fra gli uomini"

10:30 Tempo di assimilazione personale

11:00 Concelebrazione eucaristica

omelia

12:30 Litanie/pranzo

16:00 Seconda Conferenza

"Per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio"

17:00 Esposizione del Santissimo

Adorazione

18:30 Vespri

19:30 Cena

(E' chiesto il grande silenzio)

Mercoledì 1 marzo

"Alla maniera di Melchisedek"

"Nessuno può attribuire a se stesso questo onore, se non chi è chiamato
da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria
di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse:

Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato. Come in un altro passo dice: Tu
sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchìsedek". (Eb. 5, 4-6)


7:00 Canto del Veni Creator/Meditazione/Lodi

7.45 Colazione

     1.. Partenza per la partecipazione
All'Udienza con il Santo Padre

12.30 Rientro

13.00 Litanie/pranzo

16:00 PrimaConferenza

"Alla maniera di Melchisedek"

17:00 Concelebrazione eucaristica

omelia

18:30 Vespri

19:30 Cena

(E' chiesto il grande silenzio durante la seconda parte della giornata)



Giovedì 2 marzo

"Imparò l'obbedienza dalle cose che patì"

"Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì
preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva
liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio,
imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto,
divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono,
essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di
Melchìsedek". (Eb. 5,7-8)



7:30 Canto del Veni Creator/Meditazione/Lodi

8:15 Colazione

9:30 Prima Conferenza

"Imparò l'obbedienza dalle cose che patì"

10:30 Tempo di assimilazione personale

11:00 Celebrazione della Penitenza

Riflessioni sul Vangelo

Tempo per le confessioni individuali

omelia

12:30 Litanie/pranzo



16:00 Seconda Conferenza

"Divenne causa di salvezza"

17:30 Vespri

Concelebrazione Eucaristica

19:30 Cena

(E' chiesto il grande silenzio)



Venerdi 3 marzo

"I testimoni della fede"

"La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non
si vedono. Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona
testimonianza.

Per fede noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sì
che da cose non visibili ha preso origine quello che si vede.

Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in
base ad essa fu dichiarato giusto, attestando Dio stesso di gradire i
suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora". (Eb. 11,1-4)


7:30 Canto del Veni Creator/Meditazione/Lodi

8:15 Colazione

9:30 Conferenza

"I testimoni della fede"

10:30 Tempo di assimilazione personale

11:00 Concelebrazione eucaristica

omelia

12:30 Conclusioni

13:00 Pranzo

Partenza

15:00 Visita alle Basiliche di Roma (Facoltativa)

Informazioni utili

CHI ORGANIZZA

La rivista Internazionale SACERDOS

Con sede in Roma, Corso Vittorio Emanuele, 305

00186 ROMA

Tel: 0668134021; Fax: 0668195885

e-mail: informations@...


DIRETTORE: P. Caesar Atuire, LC

COORDINATRICE: Isabella Monacchi




COME PARTECIPARE


Inviare, per posta o per fax, il modulo di iscrizione accluso,

compilato in ogni sua parte.




QUANDO


Inviare il modulo di iscrizione entro e non oltre il 20 febbraio 2000.




QUANTO COSTA


Il costo totale è di Lit. 500.000, comprensivo di vitto, alloggio e quota
di partecipazione.

Tale somma può essere corrisposta nei seguenti modi:



   a.. in contanti o in assegno direttamente nei giorni del ritiro


   b.. tramite bollettino postale sul c/c postale n: 94948007, intestato a
"LEGIONARI DI CRISTO - CENTRO SACERDOTALE", indicando la causale "Ritiro
spirituale febbraio"




COME RAGGIUNGERE IL POSTO


Casa per ritiri Ancelle di Cristo Re

Via Monte Cucco, 25 - 00148 ROMA




MANCA LA DESCRIZIONE DI COME RAGGIUNGERE IL POSTO


VI RITIRO NAZIONALE PER SACERDOTI


"Alla maniera di Melchisedek"

28 febbraio - 3 marzo 2000






MODULO DI ISCRIZIONE






NOME................................

COGNOME.............................

PARROCCHIA /ISTITUTO.......................

....................................

INDIRIZZO.............................

CITTA'...............CAP..............

NAZIONALITA'...........................

TEL..................................

FAX................

E-MAIL...............







----------------- End Forwarded Message -----------------

#473 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Gio 27 Gen 2000 10:18 am
Oggetto: 27 gennaio - Lode a Maria
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
27 gennaio

Spiritualita' delle congregazioni mariane

A Te, o Maria, Immacolata Vergine, Madre di Dio e nostra, che di Gesu' hai
raccolto, in adorazione e amore ineffabile, il primo vagito e poi l'ultimo
respiro, la', ai piedi della Croce, dove ci fosti data da Cristo stesso
solennemente per Madre: a Te, o Maria, diamo tutta la nostra piu' grande
venerazione, e l'amore piu' dolce di figlioli amantissimi.
Primi vogliamo essere, in prima fila, a nessuno secondi nell'amarti, o
Vergine benedetta e Madre del Signore, celeste Fondatrice della nostra
Congregazione, Madre di Dio, Madre e Regina nostra! O tutta Santa e
Immacolata Madre!
Amen. Ave Maria!

#472 Da: "Sacerdos" <Sacerdos@...>
Data: Gio 27 Gen 2000 6:48 am
Oggetto: Don Sergio: Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
Sacerdos@...
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-----Messaggio Originale-----
Da: Don Sergio Simonetti <sergio@...>
A: <Sacerdos-owner@onelist.com>
Data invio: mercoledì 26 gennaio 2000 21.35
Oggetto: Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo


Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo

  (Om. 2, Panegirico di san Paolo; PG 50, 480-484)

  Ho combattuto la buona battaglia

  Paolo se ne stava nel carcere come se stesse in cielo e riceveva percosse e
  ferite più volentieri di coloro che ricevono il palio nelle gare: amava i
  dolori non meno dei premi, perché stimava gli stessi dolori come fossero
  ricompense; perciò li chiamava anche una grazia divina. Ma stà bene attento
  in qual senso lo diceva: Certo era un premio essere sciolto dal corpo ed
  essere con Cristo (cfr. Fil 1, 23), mentre restava nel corpo era una lotta
  continua; tuttavia per amore di Cristo rimandava il premio per poter
  combattere: cosa che giudicava ancor più necessaria.
L`essere separato da Cristo costituiva per lui lotta e dolore, anzi assai
  più che lotta e dolore. Essere con Cristo era l`unico premio al di sopra di
  ogni cosa. Paolo per amore di Cristo preferì la prima cosa alla seconda.
Certamente qui qualcuno potrebbe obiettare che Paolo riteneva tutte queste
  realtà soavi per amore di Cristo. Certo, anch`io ammetto questo, perché
  quelle cose che per noi sono fonti di tristezza, per lui erano invece fonte
  di grandissimo piacere. Ma perché io ricordo i pericoli e i travagli?
Poiché
  egli si trovava in grandissima afflizione e per questo diceva: «Chi è
  debole, che anch`io non lo sia? Chi riceve scandalo che io non ne frema?»
(2
  Cor 11, 29).
Ora, vi prego, non ammiriamo soltanto, ma anche imitiamo questo esempio così
  magnifico di virtù. Solo così infatti potremo essere partecipi dei suoi
  trionfi.
Se qualcuno si meraviglia perché abbiamo parlato così, cioè che chiunque
  avrà i meriti di Paolo avrà anche i medesimi premi, può ascoltare lo stesso
  Apostolo che dice: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia
  corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che
  il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno, e non solo a me,
  ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione» (2
Tm
  4, 7-8). Puoi vedere chiaramente come chiama tutti alla partecipazione
della
  medesima gloria.
Ora, poiché viene presentata a tutti la medesima corona di gloria, cerchiamo
  tutti di diventare degni di quei beni che sono stati promessi.
  Non dobbiamo inoltre considerare in lui solamente la grandezza e la
  sublimità delle virtù e la tempra forte e decisa del suo animo, per la
quale
  ha meritato di arrivare ad una gloria così grande, ma anche la comunanza di
  natura, per cui egli è come noi in tutto. Così anche le cose assai
difficili
  ci sembreranno facili e leggere e, affaticandoti in questo tempo così
breve,
  porteremo quella corona incorruttibile ed immortale, per grazia e
  misericordia del Signore nostro Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e
la
  potenza ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

#471 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 25 Gen 2000 8:26 am
Oggetto: 25 gennaio - Lode a Maria
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
25 gennaio

Maria, Aurora del mondo pagano

O Regina del mondo, salva tutte le nazioni!
O Regina della Pace, o Madre di misericordia, impetra per noi e per tutto
il mondo quelle grazie che sole possono convertire i cuori umani.
Ai popoli separati per l'errore o per discordia, e segnatamente a coloro
che professano per Te singolare devozione, da' la pace e riconducili
all'unico ovile di Cristo sotto l'unico e vero Pastore. Ottieni pace e
liberta' completa alla Chiesa santa di Dio; arresta il diluvio dilagante
di
neopaganesimo, tutto materia; fomenta nei fedeli l'amore alla purezza, la
pratica della vita cristiana. Converti i poveri infedeli e fa' di tutti
gli
uomini una sola famiglia nella Chiesa del tuo Gesu'.
Amen. Ave Maria!

#470 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 25 Gen 2000 8:26 am
Oggetto: Don Alfredo - re Don Maurizio - Chi e' Antonio Gaspari?
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
>Grazie a Don Alfredo per gli interventi di Antonio Gaspari sui Martiri
>Spagnoli.
>Ho trasmesso ad alcuni amici laici il loro interessante contenuto, ma alla
>domanda sull'attività di Antonio Gaspari non ho saputo rispondere
>(confesso la mia ignoranza)
>Don Alfredo saresti così gentile da darci qualche notizia sul tuo amico
>giornalista.
>Ti ringrazio
>Don Maurizio

Carissimo,

Antonio Gaspari e' un giovane giornalista che collabora con l'agezia
Zenit, con la rivista Inside Vatican, Avvenire etc. e che ha scritto
importanti libri su temi "hot"

Segnalo in particolare:

*** in difesa delle false accuse contro Pio XII

- ANTONIO GASPARI, Nascosti in convento. Incredibili storie di ebrei
salvati dalla deportazione, Milano: Ancora, 1999

*** in risposta al dominante neomaltusianesimo

- MARIA CRISTINA FIOCCHI - ANTONIO GASPARI, ONU e S.Sede. Le ragioni del
confronto (Siamo veramente in troppi sulla terra?), Milano: XXI Secolo,
1997.

*** risposte ai falsi slogan dell'ecologismo panteista e naturalista

- ANTONIO GASPARI, Profeti di sventura. No grazie. Manifesto per una
ecologia scientifica e ottimista, Milano: XXI Secolo, 1997.

- ANTONIO GASPARI - ROBERTO IRSUTI, Troppo caldo o troppo freddo, la
favola del risanamento del pianeta, Milano: XXI Secolo, 1999.




In Jesu et Maria

Don Alfredo M. Morselli



                  oooooooooo @ oooooooooo @ oooo
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Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!

#469 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 25 Gen 2000 8:26 am
Oggetto: P. Caesar: bibliografia "on line" sul Direttorio
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        24-01-2000 20:09
Received:    25-01-2000 9:37
From:        Fr Caesar Atuire, lc, sacerdos@...
To:          Sacerdos-owner@onelist.com

ART!

Il sito della Congregazione per il Clero, www.clerus.org offre il
documento
ed altri testi molto utili per i presbiteri. Inoltre, mando un elenco
bibliografico per chi volesse approfondire il documento:

BIFFI G., Sacerdozio ministeriale e spiritualità dei presbiteri.
Riflessioni
nate dalla lettura del "Direttorio per il ministero e la vita dei
presbiteri" in Sacrum Ministerium 1 (1995) 7-32.
VAUTHIER E., Le directoire pour le ministère et la vie des prêtres in
Esprit
et Vie 104 (1994) 265-270.
MORGA C., Directorio para el ministerio y vida de los presbíteros in
Scripta
Theologica 27 (1995) 597-607.
COLOMBO D., Identidad misionera del sacerdote. Directorio para el
ministerio
y vida de los presbíteros in Omnis Terra, 244(1994) 391-395.

     Spero che questi siano utili, se conoscete altri, fateci sapere.

                                 In Cristo, p. Caesar, lc



----------------- End Forwarded Message -----------------

#468 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 25 Gen 2000 8:26 am
Oggetto: P. Caesar re fr. Luis M. - La provocazione di 'Vita pastorale'
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        24-01-2000 20:18
Received:    25-01-2000 9:37
From:        Fr Caesar Atuire, lc, sacerdos@...
To:          Sacerdos-owner@onelist.com

ART!

Trovo interessante questa provocazione. Certamente, oggi ci vuole una
formazione più ampia di qualche tempo fà. Tra l'altro ho letto una
informazione che diceva che meno del 30 percento dei sacerdoti trovano
tempo
ogni settimana per dedicarsi allo studio e all'aggiornamento.
E' vero che non si può fare tutto, ma non sarebbe buono che ognuno di noi
avesse un programma/piano personale di aggiornamento e formazione
permanente?

P. Caesar
----------------- End Forwarded Message -----------------

#467 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 25 Gen 2000 8:26 am
Oggetto: don Giuseppe - R fr. Luis M. - La provocazione di 'Vita pastorale'
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        24-01-2000 22:41
Received:    25-01-2000 9:37
From:        don Giuseppe Carta, dbrconf@...
To:          Sacerdos-owner@onelist.com

Carissimi,
a proposito di cultura dei preti e di "Vite di Cristo",penso che
conosciate
un bel libro uscito nel '98,ottimo sotto tutti i punti di vista delle
Dhoniane di Roma : "GESU' DI NAZARET -VITA E MISTERO di Josè L.Martin
Descalzo.
Purtroppo le riveste cattoliche non hanno fatto la dovuta propaganda.
    Io lo utilizzo spesso per preparare le omelie e molte persone che lo
hanno letto hanno trovato un autentico "pasto spirituale e culturale".
Vorrei suggerirlo ai Sacerdoti;secondo me,è una fonte basilare per
incontrare un Gesù del Vangelo più vero e più autentico.Se qualcuno lo ha
già letto ( sono appena 1363 pagine!) me ne darà conferma.Don Giuseppe
Carta
sdb.

----------------- End Forwarded Message -----------------

#466 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 25 Gen 2000 8:26 am
Oggetto: Don Maurizio - richiesta informazioni
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        25-01-2000 0:51
Received:    25-01-2000 9:37
From:        Maurizio Ceriani, inscoll@...
To:          sacerdos@...

Grazie a Don Alfredo per gli interventi di Antonio Gaspari sui Martiri
Spagnoli.
Ho trasmesso ad alcuni amici laici il loro interessante contenuto, ma
alla domanda sull'attività di Antonio Gaspari non ho saputo rispondere
(confesso la mia ignoranza)
Don Alfredo saresti così gentile da darci qualche notizia sul tuo amico
giornalista.
Ti ringrazio
Don Maurizio

----------------- End Forwarded Message -----------------

#465 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Mar 25 Gen 2000 8:26 am
Oggetto: Dalla =abIntroduzione_alla_vita_devota=bb_di_san_Francesco_di_Sales, vescovo
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        25-01-2000 0:03
Received:    25-01-2000 9:37
From:        Don Sergio Simonetti, sergio@...
To:          Sacerdos-owner@onelist.com

Dalla «Introduzione alla vita devota» di san Francesco di Sales, vescovo

(Parte 1, Cap. 3)

La devozione è possibile in ogni vocazione e professione

Nella creazione Dio comandò alle piante di produrre i loro frutti, ognuna
«secondo la propria specie» (Gn 1, 11). Lo stesso comando rivolge ai
cristiani, che sono le piante vive della sua Chiesa, perché producano
frutti
di devozione, ognuno secondo il suo stato e la sua condizione.
La devozione deve essere praticata in modo diverso dal gentiluomo,
dall`artigiano, dal domestico dal principe, dalla vedova, dalla donna non
sposata e da quella coniugata. Ciò non basta; bisogna anche accordare la
pratica della devozione alle forze, agli impegni e ai doveri di ogni
persona.
Dimmi, Filotea, sarebbe conveniente se il vescovo volesse vivere in una
solitudine simile a quella dei certosini? E se le donne sposate non
volessero possedere nulla come i cappuccini? Se l`artigiano passasse tutto
il giorno in chiesa come il religioso e il religioso si esponesse a
qualsiasi incontro per servire il prossimo come è dovere del vescovo?
Questa
devozione non sarebbe ridicola, disordinata e inammissibile? Questo errore
si verifica tuttavia molto spesso. No, Filotea, la devozione non distrugge
nulla quando è sincera con gli impegni di qualcuno, è senza dubbio falsa.
L`ape trae il miele dai fiori senza sciuparli, lasciandoli intatti e
freschi
come li ha trovati. La vera devozione fa ancora meglio, perché non solo
non
reca pregiudizio ad alcun tipo di vocazione o di occupazione, ma al
contrario vi aggiunge bellezza e prestigio.
Tutte le pietre preziose, gettate nel miele, diventano più splendenti,
ognuna secondo il proprio colore, così ogni persona si perfeziona nella
sua
vocazione, se l`unisce alla devozione. La cura della famiglia è resa più
leggera, l`amore fra marito e moglie più sincero, il servizio del principe
più fedele, e tutte le altre occupazioni più soavi e amabili.
E` un errore, anzi un`eresia, voler escludere l`esercizio della devozione
dell`ambiente militare, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei
principi, dalle case dei coniugati. E` vero, Filotea, che la devozione
puramente contemplativa, monastica e religiosa può essere vissuta solo in
questi stati, ma oltre a questi tre tipi di devozione, ve ne sono molti
altri capaci di rendere perfetti coloro che vivono in condizioni secolari.
Perciò dovunque ci troviamo, possiamo e dobbiamo aspirare alla vita
perfetta.



----------------- End Forwarded Message -----------------

#464 Da: "Sacerdos" <Sacerdos@...>
Data: Mar 25 Gen 2000 7:06 am
Oggetto: Don Maurizio: martiri spagnoli
Sacerdos@...
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-----Messaggio Originale-----
Da: Maurizio Ceriani <inscoll@...>
Data invio: lunedì 24 gennaio 2000 23.51


Grazie a Don Alfredo per gli interventi di Antonio Gaspari sui Martiri
Spagnoli.
Ho trasmesso ad alcuni amici laici il loro interessante contenuto, ma alla
domanda sull'attività di Antonio Gaspari non ho saputo rispondere (confesso
la mia ignoranza)
Don Alfredo saresti così gentile da darci qualche notizia sul tuo amico
giornalista.
Ti ringrazio
Don Maurizio

#463 Da: "Sacerdos" <Sacerdos@...>
Data: Mar 25 Gen 2000 7:05 am
Oggetto: Don Giuseppe - La provocazione di 'Vita pastorale'
Sacerdos@...
Invia email Invia email
 
Da: don Giuseppe Carta <dbrconf@...>
Data invio: lunedì 24 gennaio 2000 21.41
Oggetto: R: [Sacerdos] fr. Luis M. - La provocazione di 'Vita pastorale'


  Carissimi,
  a proposito di cultura dei preti e di "Vite di Cristo",penso che conosciate
  un bel libro uscito nel '98,ottimo sotto tutti i punti di vista delle
  Dhoniane di Roma : "GESU' DI NAZARET -VITA E MISTERO di Josè L.Martin
  Descalzo.
  Purtroppo le riveste cattoliche non hanno fatto la dovuta propaganda.
     Io lo utilizzo spesso per preparare le omelie e molte persone che lo
  hanno letto hanno trovato un autentico "pasto spirituale e culturale".
  Vorrei suggerirlo ai Sacerdoti;secondo me,è una fonte basilare per
  incontrare un Gesù del Vangelo più vero e più autentico.Se qualcuno lo ha
  già letto ( sono appena 1363 pagine!) me ne darà conferma.Don Giuseppe
Carta
  sdb.

#462 Da: "Sacerdos" <Sacerdos@...>
Data: Lun 24 Gen 2000 7:47 pm
Oggetto: P. Caesar: Direttorio per la vita e ministero dei presbiteri
Sacerdos@...
Invia email Invia email
 
-----Messaggio Originale-----
Da: Fr Caesar Atuire, lc <sacerdos@...>
Data invio: lunedì 24 gennaio 2000 19.09
Oggetto: R: [Sacerdos] P. Caesar: Direttorio per la vita e ministero dei
presbiteri


  ART!

  Il sito della Congregazione per il Clero, www.clerus.org offre il documento
  ed altri testi molto utili per i presbiteri. Inoltre, mando un elenco
  bibliografico per chi volesse approfondire il documento:

  BIFFI G., Sacerdozio ministeriale e spiritualità dei presbiteri.
Riflessioni
  nate dalla lettura del "Direttorio per il ministero e la vita dei
  presbiteri" in Sacrum Ministerium 1 (1995) 7-32.
VAUTHIER E., Le directoire pour le ministère et la vie des prêtres in Esprit
  et Vie 104 (1994) 265-270.
MORGA C., Directorio para el ministerio y vida de los presbíteros in Scripta
  Theologica 27 (1995) 597-607.
COLOMBO D., Identidad misionera del sacerdote. Directorio para el ministerio
  y vida de los presbíteros in Omnis Terra, 244(1994) 391-395.

  Spero che questi siano utili, se conoscete altri, fateci sapere.

                                  In Cristo, p. Caesar, l.c.

#461 Da: "Sacerdos" <Sacerdos@...>
Data: Lun 24 Gen 2000 7:46 pm
Oggetto: P. Caesar - La provocazione di 'Vita pastorale'
Sacerdos@...
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-----Messaggio Originale-----
Da: Fr Caesar Atuire, lc <sacerdos@...>
Data invio: lunedì 24 gennaio 2000 19.18
Oggetto: R: [Sacerdos] fr. Luis M. - La provocazione di 'Vita pastorale'


  ART!

  Trovo interessante questa provocazione. Certamente, oggi ci vuole una
  formazione più ampia di qualche tempo fà. Tra l'altro ho letto una
  informazione che diceva che meno del 30 percento dei sacerdoti trovano
tempo
  ogni settimana per dedicarsi allo studio e all'aggiornamento.
  È vero che non si può fare tutto, ma non sarebbe buono che ognuno di noi
  avesse un programma/piano personale di aggiornamento e formazione
  permanente?

#460 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 24 Gen 2000 10:34 am
Oggetto: Antonio Gaspari - Martiri spagnoli
sacerdos@...
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Trasmetto su Sacerdos alcuni scritti inviatimi dall'amico giornalista
Antonio Gaspari

Don Alfredo

Martiri a Madrid

Grande scalpore ha suscitato l'intervento di Don José' Francisco Guijarro
al simposio "Persecuzione religiosa in Spagna (1931-1939)" organizzato il
20 gennaio,dall'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
Don José' Francisco Guijarro, postulatore della Diocesi di Madrid ha
raccontato che «Da tre anni circa, il mio lavoro pastorale è stato quello
di preparare la presentazione degli eventuali processi de canonizzazione
per martirio di quanti possano essere considerati giuridicamente e
specificamente martiri nella diocesi di Madrid.
Dalla mia indagine previa è scaturito un elenco nominativo di mille
duecento cinquanta assassinati per motivi religiosi, tra i quali ci sono
sacerdoti, religiosi, religiose, laici impegnati in movimenti apostolici,
e
familiari laici di sacerdoti, sacrificati insieme a loro.
Il primo morto per motivi religiosi che ho riscontrato a Madrid, è il
figlio del sagrestano della parrocchia di San Ramon Nonnato, nel quartiere
popolare di Ponte di Vallecas, fucilato dai miliziani all'interno del
tempio durante una perquisizione lo stesso 18 luglio 1936, alle nove del
mattino: aveva sette anni. E il 20 luglio vennero fucilate due suore poi
beatificate del Santo Padre il 10 maggio 1998. nello stesso giorno venne
assaltato l'ospedale per sacerdoti di Calle San Bernardo; altri ricoverati
erano riusciti a scappare prima, e, rifugiati nel vicino ospedale de la
Princesa, sono stati progressivamente scoperti e assassinati: non ne è
rimasto nessuno in vita. Ma tre sacerdoti, che non si potevano neanche
alzare, sono stati fucilati sul letto dell'ospedale: Don Bernardo Artigas,
Don Bernardo Casal, e Don Felipe Sanchez, venuti tutti i tre a Madrid per
sottoporsi a interventi chirurgici, effettuati qualche giorno prima».
Ma qual è la logica che sta dietro a questi fatti così cruenti? Che
pericolo potevano costituire per il Governo del Fronte Popolare, un
bambino
di sette anni, tre ricoverati in un reparto di chirurgia, purché preti,
una
suora cieca ottantenne e un'altra suora, infermiere ed accompagnatrice
dell'anziana?
A queste domande don José' Francisco Guijarro ha risposto spiegando che:
«questa rivoluzione aveva come scopo principale la soppressione della
Chiesa Cattolica. Di questa rivoluzione embrionaria e nonnata, perché
tempestivamente bloccata, parla nelle sue relazioni al Segretario di
Stato,
Cardinale Pacelli, l' Arcivescovo di Toledo, Cardinale Gom·, relazioni che
sono state pubblicate in un volume a carico del Consiglio Superiore delle
Ricerche Scientifiche nel 1981.
E se si ammette la preparazione di questa rivoluzione di stile marxista e
sovietica, non c'è da che stupirsi perché non si trattava soltanto di
uccidere le persone, ma, anzitutto, di mettere paura -una paura di morte-
in tutti quanto avessero il minimo rapporto con la Chiesa.
Con la stessa logica folle è continuata la persecuzione. In un controllo
realizzato per strada, da un comando del popolo, a due ragazzi viene
trovata nel portafoglio la ricevuta dell'Azione Cattolica del centro della
vicina chiesa dei Claretiani, e questo basta perché entrambi vengano
abbattuti con un colpo di pistola. Con lo stesso criterio vennero
identificati e uccisi tutti i membri dei gruppi di preghiera. In una
totale
ed assoluta impunità, i gruppi armati cercano, trovano ed ammazzano
soltanto perché è prete, frate o monaca, ma anche perché appartiene
all'Adorazione Notturna, all'Azione Cattolica, all'Associazione di
Genitori
Cattolici, o a qualsiasi associazione confessionale cattolica....».
Don Francisco Guijarro ha concluso il suo intervento parafrasando
l'Allocuzione ai partecipanti al Congresso Internazionale su Jan Husle del
Santo Padre Giovanni Paolo II. «Lo scrivere di storia è talvolta
ostacolato
da pressioni ideologiche, politiche o economiche, con la conseguenza che
la
verità viene oscurata, e la storia stessa finisce per trovarsi prigioniera
dei potenti. Lo studio genuinamente scientifico è la nostra migliore
difesa
contro simili pressioni, e contro le distorsioni che esse possono
generare.
É vero che è molto difficile raggiungere un'analisi della storia
assolutamente obiettiva, dato che le convinzioni, i valori e le esperienze
personali ne influenzano inevitabilmente lo studio e l'esposizione. Questo
non significa, tuttavia, che non si possa arrivare ad una rievocazione
degli eventi storici che sia realmente imparziale, e, come tale, vera e
liberante. La verità che ci rende liberi dall'errore è anche la verità che
ci fa liberi per amare»

I fedeli laici martiri della persecuzione di Spagna

Nel corso del convegno organizzato dall'Ateneo Pontificio Regina
Apostolorum sul tema della «Persecuzione religiosa in Spagna (1931-1939)»,
SILVIA CORREALE, postulatrice della Diocesi di Valencia ha spiegato il
ruolo svolto dai laici organizzati sotto le insegne dell'Azione Cattolica.
La Correale ha spiegato che «Il pontificato di Pio XI e la sua dottrina
sulla regalità di Cristo trova nella espressione ecclesiale dell'Azione
Cattolica lo strumento pastorale adatto per "cristificare" le realtà
temporali che dall'illuminismo si erano allontanata dai principi
cristiani.
L'Azione Cattolica sostenuta fortemente dal Pontefice cresce a dismisura
in
tutto il mondo fino alla Cina. Questo vivace movimento dei laici dovette
affrontare le diverse sfide storiche del XX secolo: i progressi
scientifici, le scoperte tecnologiche, lo sviluppo industriale e delle
comunicazioni, la promozione umane che ciò implica richiamando la Chiesa
come madre e maestra a chiedersi sulla sua identità e quale è il suo
messaggio di salvezza.
Nello stesso momento però questo movimento dei laici dovette affrontare
un'altra sfida storica: i totalitarismi  - il fascismo (Italia), il
nazismo
(Germania) il comunismo (Russia) -  e la persecuzione religiosa che
provocarono. Una situazione particolare si creò nella Spagna degli anni '
30».
La postulatrice della Diocesi di Siviglia ha raccontato come: «Nel 1931 la
gioventù dell'Azione Cattolica Spagnola (ACE),  contava 200 centri e
10.000
soci, adottò il lemma pietà - studio - azione e il metodo dei circoli di
studio. Ogni centro parrocchiale elaborava il programma annuale
illustrando
diversi temi parte della formazione integrale dei suoi membri, e cioè:
fede, liturgia,  morale e dottrina sociale. In quei tempi era una novità
la
catechesi giovanile integrata con la liturgia parrocchiale, gli esercizi
spirituali e la conoscenza del nuovo testamento e lo studio delle
encicliche sociali, la assistenza ai quartieri di periferia e la
promozione
di Atti pubblici di affermazione e propaganda cattolica.
A causa di questa attività i giovani dell'Azione cattolica divennero
subito
oggetto della persecuzione
In una relazione scritta al Cardinale arcivescovo di Tarragona, il Sig. F.
Ruiz Hèbrard, che aveva assunto la responsabilità della Federazione
Giovanile della Catalogna racconta che: «i membri della Federazione si
dedicavano all'apostolato aiutando i giovani a frequentare i sacramenti.
Cercavano di riorganizzarsi in circoli di studio, ma senza superare il
numero di tre per non far sorgere dei sospetti. Il tema primo di studio
era
la carità giacche le circostanze storiche avevano creato un fuoco ardente
di odio che minacciava di perdurare dopo la conclusione della rivoluzione,
fuoco che unicamente poteva essere estinto con una forte carica di carità
cristiana.
Le comunità cristiane perseguitate reagivano con diverse attività: visita
e
sostegno morale e spirituali dei carcerati per la fede, collette per
aiutare economicamente i sacerdoti perseguitati e più bisognosi, aiuto per
la fuga delle persone a rischio di una nuova carcerazione e in queste
attività i giovani dell'Azione Cattolica erano la colonna portante.
Il Sig. Ruiz Hèbrard ha allegato alla sua Relazione le copie delle tre
lettere che il Servo di Dio, Francisco Castelló et Aleu, ucciso in Llerida
il 29 settembre 1936, all'età di 22 anni, aveva scritto poco prima di dare
la vita per Cristo. In una lettera indirizzata alla fidanzata egli
scrisse:
"Cara Mariona, le nostre vite s'erano unite e Dio ha voluto separarle. A
Lui offro con tutta la sincerità possibile l'amore che ho per te, il mio
amore intenso e puro. Mi accade una cosa strana, intensa, intima, forte
che
mi invade tutto. Vorrei scriverti una lettera triste, di coraggio, ma non
posso. Sono tutto avvolto di idee liete come un presentimento di gloria.
Vorrei parlarti di quanto avevo amato e delle tenerezze che ti riservavo,
quanto saremmo stati felici! Ma per me tutto questo è secondario: devo
dare
un grande passo".
Il Card. Vidal y Barraquer, arcivescovo di Tarragona, dal suo forzato
esilio, inviò al Santo Padre Pio XI una copia di queste lettere. Il Card.
Pacelli, futuro Pio XII, allora Segretario di Stato, confidava al
Cardinale
Vidal i Barraquer che il Santo Padre aveva concluso la lettura di dette
lettere con lacrime negli occhi e aveva voluto conservar le copie perchè
"le lettere di un tale figlio le deve conservare il Padre.  Sua Santità
aveva anche aggiunto che questo giovane sarebbe stato uno dei primi
martiri
della Spagna e il modello dei Giovani dell'Azione Cattolica del  mondo".
Silvia Correale ha concluso il suo intervento raccontando in sintesi
alcune
delle commoventi storie delle 19 donne e dei 18 uomini dell'Azione
Cattolica candidati alla beatificazione per martirio.

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#459 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 24 Gen 2000 10:34 am
Oggetto: Antonio Gaspari - Persecuzione religiosa in Spagna
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Un altra interessante intervista di Antonio Gaspari - Don Alfredo

I Martiri del Ventesimo Secolo: Persecuzione religiosa in Spagna
(1931-1939).

Si è tenuto oggi pomeriggio a Roma, presso l'Ateneo Pontificio Regina
Apostolorum il convegno "Persecuzione religiosa in Spagna (1931-1939)",
primo di un ciclo di incontri dedicati ai Martiri del Ventesimo Secolo, in
occasione del Giubileo.
Secondo i recenti studi di S.E. Antonio Montero, vescovo di
Merida-Badajoz, tra 18 luglio 1936 e i 1 aprile 1939, hanno subito il
martirio 6.832 persone di cui 4.184 appartenenti al clero diocesano, 12
vescovi, 1 amministratore apostolico 2.365 religiosi e 238 tra suore e
seminaristi. Di questi 238 martiri sono stati beatificati: 219 religiosi,
4
Vescovi, 3 sacerdoti diocesani, due laici e una persona consacrata.
Ma come sempre accade quando si parla di Martiri si solleva una certa
polemica.
La Chiesa ricorda e onora i suoi Martiri come esempi fulgenti di eroismo e
passione per la Fede.  Ma non tutti gradiscono queste beatificazioni,
perché sono ancora tanti i gruppi che per ragioni politiche o ideologiche
sono ancora legati a quelle forze che attuarono e permisero le
persecuzioni
religiose.
Avviene così che mentre la Chiesa porta alla luce storie inedite,
commoventi e gloriose, una certa pubblicistica cerca di confondere le
ragioni del martirio  attribuendolo al mero conflitto tra i diversi
schieramenti politici.
Per approfondire la conoscenza di quanto accadde in quegli anni Zenit ha
intervistato mons. Vicente Cárcel Ortí, storico di fama, uno dei massimi
esperti della storia spagnola degli anni Trenta.
«A differenza di quanto si tende a pensare la persecuzione in Spagna
iniziò
già nel 1931 e non già nel 1936. - afferma mons. Cárcel Ortí - La
Costituzione Repubblicana venne approvata il 9 dicembre 1931 e già il 16
gennaio 1932 tutti i gli insegnati elementari della Spagna ricevettero una
circolare che li obbligava a ritirare dalle scuole ogni segno religioso,
così vennero soppressi i crocefissi. Il 24 gennaio venne sciolta la
Compagnia di Gesù. Il 2 febbraio fu approvata la legge sul divorzio ed il
6
dello stesso mese vennero secolarizzati tutti i cimiteri.  A partire
dall'11 marzo venne soppressa in tutti gli istituti scolastici la
Religione
come materia di insegnamento.
Molti repubblicani cattolici e non erano pochi  si sentirono ingannati, ma
avvenne subito il peggio perché iniziò la persecuzione il cui obiettivo
era
quello di cancellare la Chiesa.
Si trattò di una persecuzione religiosa senza precedenti, tutto ciò che
aveva attinenza con al Chiesa fu distrutto, incendiato, saccheggiato:
chiese, seminari, canoniche palazzi vescovili, conventi, sedi di
associazioni cattoliche. Alcune chiese vennero rase al suolo, arredi e
tesori artistici distrutti e rubati. Le perdite del patrimonio storico
artistico furono immense ed irreparabili.
Le persone giovani e meno giovani venivano uccise unicamente perché
credenti. Le esecuzioni sommarie.
In molti casi i persecutori istigarono al tradimento all'abiura
all'abbandono della fede. Molti sacerdoti vennero uccisi perché non
vollero
bestemmiare e la stesa cosa accadde a parecchi laici. Altri furono
incitati
a violare il loro segreto sacramentale, a calpestare il crocifisso e le
immagini sacre e vennero anche istigati a compiere azioni disoneste.
I persecutori compirono atti sacrilegi, svuotarono i tabernacoli,
spararono
contro il santissimo sacramento, e contro le Statue di Maria,  mangiarono
tutto ciò che contenevano le pissidi bevvero con i calici usati per il
culto, spargendo per le strade le ostie consacrate calpestandole,
trasformarono le chiese in stalle e gli altari in mangiatoie, distrussero
con speciale sollecitudine le pietre sacre dell'altare perché uno dei capi
dei miliziani aveva detto «Rompete quella pietra dell'altare, poiché senza
di quella non si può  dir messa».  Tutto ciò che aveva carattere sacro
venne distrutto. tesori storici ed artistici divennero preda delle fiamme»
D. Perché tanto odio contro la Chiesa?
R «Responsabile prima è la Massoneria che esercitò un notevole influsso
sulla legislazione anticattolica della Repubblica, con campagne
diffamatorie contro al Chiesa. Insieme alla Massoneria le forze di
sinistra
che volevano indebolire le tradizioni religiose del popolo spagnolo e poi
dal 1936 al 1939 i comunisti diretti da Mosca. Non è un segreto che Stalin
aspirava a fare della Spagna una "democrazia sovietica".
L'indisciplina, la corruzione e la volgarità delle truppe che combattevano
per i comunisti fu denunciato anche dal socialista George Orwell che nel
suo libro "Omaggio alla Catalogna un testimone della rivoluzione spagnola"
scrisse: «Riconosco che a prima vista, lo stato di cose al fronte mi
lasciò
inorridito. Come diavolo si poteva vincere una guerra con un esercito
simile».
I comunisti hanno accusato Franco di aver commesso altrettanti crimini...
«La vittoria del Caudillo nella guerra civile del 1939 ebbe il merito di
mettere fina al conflitto. Si calcola che furono 270.0000 le vittime
della
guerra civile.  Dopo una prima fase di spietato autoritarismo Franco
instaurò in Spagna un governo quarantennale personale, via via più
moderato, che promosse la riconciliazione nazionale, evitò al Pese gli
orrori della Seconda guerra mondiale strinse un patto con gli Stati Uniti
subito dopo l'inizio della guerra fredda. Franco utilizzò forze di destra
ma non fu mai un fascista. Il suo era un potere personale».
D.La Chiesa è stata accusata di collaborazionismo
R.«I Vescovi sono stati l'unica voce critica del regime di Franco e benché
mostrassero gratitudine al Caudillo che aveva liberato la Spagna dalla
persecuzione mantennero nei suoi confronti una certa indipendenza»

#458 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 24 Gen 2000 10:33 am
Oggetto: Don Alfredo - re Giuliano, diacono - La S. Volonta' di Dio
sacerdos@...
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> Caro Don Alfredo, sono pienamente d'accordo con te per quanto riguarda
> l'importanza del discernimento degli spiriti riguardo alla vita cristiana
>in
> generale per scoprire la volonta' di Dio, che in ultima analisi e' l'unica
> cosa importante e necessaria.
> Mi domando come mai, siamo poco abituati a "discernere" nelle nostre
> comunita' parrocchiali, mi sembra, che siamo spesso, ancora troppo
> improntati ad una pastorale che guarda al numero, alle cose da fare, ecc.


Eh si', abbiamo i "nostri" progetti, ma forse ci chiediamo poco che cosa
il Signore voglia da noi ogni giorno. Siamo come Israele nel deserto e
dovremmo muoverci seguendo la colonna di nube e di fuoco della SS.
volonta' di Dio.

> Maria, donna del discernimento e della luce, aiutaci nel nostro cammino di
>viatori ad incontrare "presto" lo Spirito.

Nei giorni scorsi un amico mi faceva notare come S.Ignazio di Loyola
concludeva le sue lettere:

Piaccia a (Dio) dare a tutti noi la sua grazia perfetta perche' sentiamo
sempre la sua santissima volonta' e la compiamo interamente (a Carlo V -
3/3/1554)

Prego Dio nostro Signore che dia a tutti grazia di sentire e compiere
perfettamente la sua santissima volonta' (a Giovanni Nunes Barreto -
25/7/1554)

La ascolti la divina e somma bonta', cui piaccia dare a tutti noi la sua
grazia perfetta per sentire sempre la sua santissima volonta' e compierla
interamente (a Pietro Camps - 29/8/1555)

Piaccia all'eterna sua sapienza dargli intelligenza per sentire e
volonta' efficace per attenersi a quello in cui puo' piacere di piu' a
sua divina maesta', che questo solo e' il nostro scopo... (a un
ecclesiatico sconosciuto - Roma 1551)

Piaccia all'eterna sapienza di dare a tutti di sentire sempre la sua
santissima volonta', di trovare in essa pace e contentezza di compierla
interamente (a Girolama Oluja e T. Rejadell - 5/4/1549)

tutto questo ...per Maria!

> Giuliano, diacono (asteriur@...)
>Parr. S. Maria del Soccorso di Prato




In Jesu et Maria

Don Alfredo M. Morselli



                  oooooooooo @ oooooooooo @ oooo
         ooo @ (M)                               o
       @          oooooooooo @ oooooooooo @ ooooo
     |
   --+--
     |
     |

Regina SS. Rosarii, ora pro nobis!

#457 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 24 Gen 2000 10:33 am
Oggetto: Don Goffredo a Don Mercurio - Sacerdoti anziani
sacerdos@...
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---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        23-01-2000 10:15
Received:    24-01-2000 11:25
From:        Goffredo Sciubba, goffredo@...
To:          sacerdos@...

Dalla tua cortese risposta mi pare di capire che il ruolo predominante
svolto in Italia per il Sostentamento del Clero dalla Conferenza
Episcopale, non compare negli Stati Uniti, dove ha molta più importanza la
Diocesi.
Credo che in Italia, dove le realà diocesane non di rado sono esigue e non
in grado di progettare e sostenere inziative valide per i sacerdoti
anziani, il problema dovrebbe essere affrontato a livello nazionale, per
suggerire soluzioni e sostenere collaborazioni interdiocesane e aiutare a
finanziare i progetti (edilizi e pastorali) che rispondano a certi
criteri.


d. Goffredo Sciubba

----------------- End Forwarded Message -----------------

#456 Da: sacerdos <sacerdos@...>
Data: Lun 24 Gen 2000 10:33 am
Oggetto: fr. Luis M. - La provocazione di 'Vita pastorale'
sacerdos@...
Invia email Invia email
 
---------------- Begin Forwarded Message ----------------
Date:        24-01-2000 10:35
Received:    24-01-2000 11:25
From:        fr. Luis M., mc_eowyn@...
To:          sacerdos@...

Dallo Avvenire: La provocazione di «Vita pastorale»:
cari sacerdoti, dovete studiare di più.

D'accordo, le «vite di Gesù» continuano a essere
best-seller. Ma quanti sacerdoti ci sono tra i
lettori? E, più che altro, i preti di oggi sono
abbastanza preparati sul piano culturale per svolgere
in modo consapevole il loro compito? È la provocazione
lanciata nell'ultimo numero del mensile «Vita
pastorale» dal teologo don Pino Scabini che,
intervenendo sul tema dell'«affanno pastorale», si
domanda se alle radici del problema non ci sia
anzitutto un problema di cultura. «Un prete (anche)
acculturato, dunque? - scrive don Scabini - Sì nel
giusto modo; combattere i mulini a vento, ossia essere
all'oscuro di quali siano le vere sfide culturali,
lottando contro presunti eretici, è la condizione per
affogare nell'affanno». Da qui il richiamo da una
parte al Progetto culturale della Chiesa italiana, e
dall'altra alle parole-chiave del dibattito
contemporaneo. Che, secondo don Scabini, sono almeno
tre: complessità, autenticità e leggerezza. Da
discutere, ma più che altro da conoscere. (R.A.)


=====
"Laudare, benedicere, praedicare"

fr. L. Mc Eowyn

http://www.op.org/opitalia/
http://utenti.tripod.it/armeria/
__________________________________________________
Do You Yahoo!?
Talk to your friends online with Yahoo! Messenger.
http://im.yahoo.com

----------------- End Forwarded Message -----------------

#455 Da: "Sacerdos" <Sacerdos@...>
Data: Lun 24 Gen 2000 7:04 am
Oggetto: Don Goffredo: Sacerdoti anziani
Sacerdos@...
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Da: Goffredo Sciubba <goffredo@...>
Data invio: domenica 23 gennaio 2000 9.15
Oggetto: R: [Sacerdos] Don Mercurio a Don Goffredo: Sacerdoti anziani


Dalla tua cortese risposta mi pare di capire che il ruolo predominante
svolto in Italia per il Sostentamento del Clero dalla Conferenza
Episcopale, non compare negli Stati Uniti, dove ha molta più importanza la
Diocesi.
Credo che in Italia, dove le realà diocesane non di rado sono esigue e non
in grado di progettare e sostenere inziative valide per i sacerdoti
anziani, il problema dovrebbe essere affrontato a livello nazionale, per
suggerire soluzioni e sostenere collaborazioni interdiocesane e aiutare a
finanziare i progetti (edilizi e pastorali) che rispondano a certi criteri.


d. Goffredo Sciubba

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