> I volontari arrivarono in un grosso archivio, simile a una biblioteca ma
> molto più polveroso; dopo aver passato una mezza dozzina di scaffali si
> trovarono di fronte a una piccola radura, o meglio: un piccolo spazio
> privo di libri dove era stato adagiato un tappeto, una scrivania e dove
> erano state accatastate diverse decine di sedie, una sopra l'altra in
> ordinate pile eccetto una, dove mancava una sedia che doveva essere
> quella posizionata dietro la scrivania, dove era seduta una donna dalla
> pelle azzurra dai riflessi quasi a scaglie sugli avambracci e lunghi
> capelli verde scuro; a giudicare dal vestito di seta scollato e dalla
> collana di perle, oltre che dalla sua espressione, probabilmente avrebbe
> preferito essere altrove.
Bastian fino ad allora si era limitato a seguire Lars e ad osservare
distrattamente le stanze e i corridoi che aveva incontrato nel suo
cammino. Quella donna però non poté fare a meno di guardarla: non aveva
mai visto nessuno di simile e non aveva idea di quale razza
rappresentasse. E sì che se ne vedevano di razze strane a Misafora! Dopo
un po' distolse lo sguardo: non voleva darle l'impressione di fissarla. Si
limitò ad aspettare che parlasse.
[sig.a Manuri]
> Sospirò e aprì un cassetto dalla scrivania, estraendo alcuni fogli alla
> rinfusa e sfogliandoli un po', <<Non credo qualcuno di voi, a parte
> forse gli elfi, siano a conoscenza del vecchio gruppo del Teschio
> spezzato, altrimenti mostrereste più segni di età tipici delle vostre
> razze...>>
Teschio spezzato... no, a Bastian queste parole non dicevano nulla.
[sig.a Manuri]
> <<Il vostro scopo é trovarli, stanarli e catturare vivo quello che
> immaginerete sia il loro capo, qualora questo vi risulti possibile.
> Altrimenti basteranno i loro resti, ma cercate di non portarli qui
> ancora gocciolanti>>.
*Perfetto, e da dove cominciamo?*
Bastian stava per chiedere alla signorina Manuri, ma si fermò. Non gli
sembrava opportuno far capire che non aveva esperienza di queste cose,
anche se in effetti era così che stavano le cose.
[sig.a Manuri]
> Si stirò all'indietro per un attimo, poi aggiunse: <<Ah, già, data la
> natura del compito devo avvertirvi che esiste la possibilità che durante
> la sua esecuzione vi succedano degli spiacevoli imprevisti, compresi
> danni alla vostra persona, possibili danni alla vostra anima e questo
> genere di cose, ma credo questo lo sappiate già>>.
<<Questa città rischia molto di più, a quanto ho capito, se quelli restano
in circolazione>> disse con un tono grave. Forse lui non era la persona
giusta per andare a caccia di cadaveri rubati, ma sentiva che doveva dare
il suo contributo, per quanto piccolo. Gli altri erano probabilmente dei
viaggiatori, ma lui viveva a Misafora, gli sembrava che non si potesse
permettere di tirarsi indietro.
[Etien]
> <<sapete consigliarci qualche luogo da dove cominciare
> a cercare? non so, i cadaveri li rubano a caso o in
> una certa area?>>
*Ah, allora era una domanda legittima... e io che avevo paura a chiedere*
Con questo Bastian si fece un po' di coraggio e fece qualche domanda anche
lui.
<<Ci sono altre cose che potete dirci sul Teschio Spezzato e sulla Tibia
Spezzata? Qualsiasi cosa potrà esserci d'aiuto.>>
//OT: in un gioco di ruolo tradizionale avrei aspettato che la signorina
Manuri rispondesse alla domanda di Etien prima di intervenire con una
domanda a mia volta, ma suppongo che in un pbem si possa fare come ho
fatto io//