Era ancora primo pomeriggio, probabilmente il motivo per cui entrare in
città era diventato particolarmente agevole. Beh, c'era anche l'inverno
alle porte, motivo aggiuntivo per cui molti mercanti non volevano
restare bloccati in un posto sperduto come quello.
Eppure, Misafora si proponeva come una città dalle mura imponenti ma
soprattutto enorme, grande quanto Waterdeep, o quanto Neverwinter, o
forse di più, difficile a dirsi dal solo esterno.
La maggior parte delle persone aveva finito di mangiare, molti erano già
tornati sulle strade o al lavoro, alcuni non si erano nemmeno fermati,
altri lo stavano facendo adesso. La moltitudine di razze era quasi
impressionante, sembrava di essere a Silverymoon... Una Silverymoon
distorta e male organizzata.
Passato oltre una pattuglia della guardia cittadina, di cui alcuni
elementi sembravano essere dei goblin grossi come nani e con un corno in
fronte, Raphaelo giunse di fronte a un tempio. C'era voluto un po' per
arrivarci e l'individuo che gli aveva dato le indicazioni aveva un
nonsoché di bizzarro nello sguardo, tanto che sembrava quasi gli avesse
dato di proposito informazioni fasulle, e invece eccolo lì.
L'architettura era molto semplice ma solida, l'edificio era di pietra e
sembrava quasi una scatola grigia; la porta d'ingresso era in legno
massiccio e sopra di essa, in rilievo sulla pietra, stavano due mani
giunte legate da un nastro rosso.
Aveva un'aria un po' fredda ma se non altro le indicazioni erano giuste.