[Raphaelo Sideris]
#si guarda attorno lentamente, osservando l'architettura del tempio con
sguardo dolce negli occhi nerissimi e respira a fondo, cercando di calmare i
battiti impazziti del proprio cuore. E' la prima volta che entra in un luogo
sacro al suo Dio, Ilmater. Cerca di scacciare la sensazione di freddo che
prova alla vista dell'edificio, e di relegare ai margini della coscienza la
perplessità per quella strana città. Non sa nulla delle grandi città, in
fondo.
Si guarda attorno cercando un luogo dove legare il suo cavallo prima di
entrare, e magari qualcuno a cui dare qualche moneta per ritrovarlo
all'uscita.
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>Messaggio: 1
> Data: Mon, 07 Mar 2005 17:12:41 +0100
> Da: Mokuren <ang.serr@...>
> Oggetto: In cerca del tempio
>
>Era ancora primo pomeriggio, probabilmente il motivo per cui entrare in
>città era diventato particolarmente agevole. Beh, c'era anche l'inverno
>alle porte, motivo aggiuntivo per cui molti mercanti non volevano
>restare bloccati in un posto sperduto come quello.
>
>Eppure, Misafora si proponeva come una città dalle mura imponenti ma
>soprattutto enorme, grande quanto Waterdeep, o quanto Neverwinter, o
>forse di più, difficile a dirsi dal solo esterno.
>
>La maggior parte delle persone aveva finito di mangiare, molti erano già
>tornati sulle strade o al lavoro, alcuni non si erano nemmeno fermati,
>altri lo stavano facendo adesso. La moltitudine di razze era quasi
>impressionante, sembrava di essere a Silverymoon... Una Silverymoon
>distorta e male organizzata.
>
>Passato oltre una pattuglia della guardia cittadina, di cui alcuni
>elementi sembravano essere dei goblin grossi come nani e con un corno in
>fronte, Raphaelo giunse di fronte a un tempio. C'era voluto un po' per
>arrivarci e l'individuo che gli aveva dato le indicazioni aveva un
>nonsoché di bizzarro nello sguardo, tanto che sembrava quasi gli avesse
>dato di proposito informazioni fasulle, e invece eccolo lì.
>
>L'architettura era molto semplice ma solida, l'edificio era di pietra e
>sembrava quasi una scatola grigia; la porta d'ingresso era in legno
>massiccio e sopra di essa, in rilievo sulla pietra, stavano due mani
>giunte legate da un nastro rosso.
>
>Aveva un'aria un po' fredda ma se non altro le indicazioni erano giuste.
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