<<Miei migliorati amici, vedete quel cielo?>>.
Il suo tono aveva un accenno quasi palpabile di sollievo ma la sua voce,
lievemente acuta e forse anche un po' squillante, aveva un tremito poco
evidente all'udito ma che veniva percepito profondamente nell'animo,
come se qualcosa dentro di lei rischiasse di frantumarsi in qualsiasi
momento.
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Areborn alzò per un istante lo sguardo, cercando di esaminare il più possibile
lo strano soffitto.
Poi rrivolse nuovamente l'attenzione verso la donna: "perdonate... ma ho
l'impressione che abbiate bisogno di aiuto..." Areborn disse con tono grave e
continuando
a fissarla. "Il mio nome è Areborn, e questo elfo grigio è Enelies." Ed indicò
con una mano il suo compagno: "posso chiedervi chi siete, e cosa fate qui?...
E cosa dovremmo notare di particolare nel soffitto, a parte che sembra emanare
luce propria?..."
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[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]