pienamente d'accordo!
Luce!
Paola
tchoupi_foufou <tchoupi_foufou@...> ha scritto:
carissimi amici di stazione celeste,
vorrei spendere qualche parola in tema di bambini indaco e al gran
proliferare di idee, teorie filosofiche in materia.
se ne fa un gran parlare in questi ultimi anni e la letteratura in
merito è poca e ridondante, nella misura in cui, più o meno tutti
gli autori, scopiazzano dal testo di lee carroll, forse l'unico
valido in circolazione.
la mia vuole essere una riflessione fuori dal coro ma che penso
possa essere utile per ridimensionare un po' le cose.
il mio pensiero nasce da una reale esperienza di vita.
sono mamma di un bambino di 3 anni che ha dato segni di
chiaroveggenza sin da molto piccolo. mio figlio vede angeli (che
comincia a descrivermi sempre più accuratamente) ma anche entità
oscure di vario genere.
capita sempre più frequentemente che, vedendo una persona, anche
sconosciuta, sappia fare una precisa diagnosi del problema di salute
(spesso non manifesto) che riguarda tale persona segnalandomi la
zona del corpo che lui vede non essere in armonia.
non starò qua a raccontare che, molto spesso, le sue diagnosi si
sono verificate veritiere e talvolta, molto accurate. né io né suo
padre siamo medici e in casa non si parla abitualmente di problemi
di salute.
ha inoltre dimostrato di essere in grado di vedere alcune forme
pensiero evidenti.
vivere con un bambino di questo genere è un'esperienza unica ma può
essere anche, in certe circostanze, molto provante. lo è stato
talvolta per me e, sicuramente, lo sarà anche in futuro.
perché mio figlio riesce anche ad anticipare degli eventi, spesso
non belli e questo, quando si è continuamente messi di fronte a
determinate situazioni, può essere foriero di sgomento e
preoccupazione.
pur essendo anch'io medianica, non ho assolutamente lo stesso
livello di evoluzione spirituale di mio figlio e la mia apertura
verso i piani sottili è decisamente minima rispetto ai grandi doni
del mio bimbo.
è per questo che, per poter affrontare serenamente il mio compito di
mamma di una creatura così particolare, ho chiesto aiuto a
diversi "canali" anche molto noti nell'ambito della medianità.
è così che ho conosciuto il fenomeno indaco ed è così che ho letto
tutte le pubblicazioni in merito.
non vi nascondo che di fronte all'elencazione di tutte le
problematicità degli indaco, ho cominciato nutrire pensieri ricolmi
di ansia e a prospettare uno scenario presente e futuro quanto meno
catastrofico. ho così cominciato a convincermi sempre più che mio
figlio era un indaco a tutti gli effetti. qualsiasi tipo di
comportamento avesse, rientrava perfettamente nella casistica di
quelli indaco!
sono andata avanti per lungo tempo a maturare e fomentare questo
tipo di riflessioni fino a che, un giorno, mi si è accesa una
lampadina in testa.
senza rendermene conto, avevo inevitabilmente associato la
sensitività e la grande maturità spirituale al fenomeno indaco. ma
questo mio modus pensandi in realtà era stato indotto dai channels
che avevo utilizzato per comprendere maggiormente il mio bambino.
mi ero accorta che, comunemente, si tendeva ad associare la capacità
di vedere oltre all'essere indaco. quindi, anche io ero un indaco
eppure, tornando con il pensiero alla mia infanzia, avevo ben poco
in comune a livello caratteriale! eppure, stando ad alcune teorie,
gli indaco avevano cominciato ad apparire negli anni settanta, il
decennio in cui sono nata io…
è proprio partendo da tutte queste riflessioni che mi sono detta che
anche il fenomeno dei bimbi indaco ha , forse, da essere un attimino
rivisto.
un bambino indaco non è necessariamente una creatura capace di
accedere ai piani sottili e non è necessariamente un indaco un
bambino iperattivo, che non è in grado di mantenere stabile e
duratura la soglia di attenzione, che soffre di ipercinesi… insomma,
secondo le classiche elencazioni della letteratura circolante.
La maggior parte dei bambini di oggi (soprattutto di sesso maschile)
possiede tutte queste caratteristiche che vengono attribuite agli
indaco ma pochi, pochissimi fra loro sono degli indaco.
I bambini di oggi sono, in maniera evidente, diversi dai bambini di
30 anni fa, x tutta una serie di ragioni sociologiche ma,
attenzione, non confondiamo delle peculiarità caratteriali con
l'essere indaco!
Il rischio che si corre è davvero grande: se abbiamo dei figli
iperattivi, con problemi comportamentali manifesti, ma li
assecondiamo perché convinti che siano creature superiori, bisognose
di liberare il proprio io, rischiamo davvero di crescere dei piccoli
mostri.
la verità sta sempre nel mezzo e ci vuole molto discernimento, a
meno che non sia un'evidenza a tutti gli effetti, per comprendere da
che parte posizionarsi rispetto al fenomeno indaco.
E ancora… per quanto mio figlio sia decisamente, a tutti gli
effetti, un bambino diverso (e qui non voglio appiccicargli nessuna
etichetta), la mia verità, in quanto madre, sta nel saper ascoltare,
non una sola voce, ma due. La voce del bimbo di 3 anni, con i suoi
capricci, le sue assurdità e la voce del maestro, che mi dice che
dobbiamo aiutare una neonata che ha un evidente difetto alla gamba
ma sua mamma non lo sa…
Per chi ha figli come il mio, sa che mantenersi in equilibrio fra
questi due modi di essere che talvolta fanno a botte, non è sempre
facile. Ma necessario.
In quando madre di un bimbo sensitivo non dimentico mai che sempre
di un bimbo si tratta e, nel suo essere bimbo, lo tratto come tale
perché possa crescere pienamente equilibrato.
Il fatto che possa essere, forse, un indaco, non mi mette
assolutamente nella posizione di lasciarlo fare tutto ciò vuole
poiché è una creatura con maggiori esigenze degli altri.
c'è anche un'altra considerazione da fare. questa è un po' una
prerogativa dell'essere umano in quanto tale: ognuno di noi si crede
unico. e se da parte questa è una verità vera, dall'altro non sempre
quelle che crediamo essere delle peculiarità tutte nostre, lo sono
realmente.
e così che spesso pensiamo dei nostri figli: quello che dicono e
fanno è sovente unico e irripetibile. sono loro lo fanno e lo
dicono… pertanto, sono eccezionali, nel senso che non tutti
farebbero o direbbero quanto dimostrano i nostri bimbi. eppure basta
soffermarsi ad osservare altri bambini, coetanei dei nostri, per
demolire almeno parte delle nostre credenze.
intendo dire che un sano confronto è sempre molto salutare per
ridimensionare alcune idee magari eccessive che noi ci siamo fatti
delle nostre creature.
perdonatemi se mi sono permessa di cantare fuori dal coro ma, come
spesso può accadere, se in un gruppo tutti la pensano quasi sempre
allo stesso modo, il rischio di perdere il senso della realtà è
forte.
ciononostante, riconosco il fenomeno indaco come un momento di
transizione molto importante per tutti noi che merita la massima
attenzione. per il momento, ma questa resta solo una mia opinione,
sono felice che il mondo indaco non stia prendendo una piega
mediatica così forte.
chi come me, ha bambini veramente dotati di un patrimonio psichico
superiore, sa bene quanto sia importante preservare i nostri figli
da curiosità morbose che, inevitabilmente, creature del genere
suscitano.
barbara
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