Sono Fabio,
mi occupo di aiutare le persone che chiedono aiuto a trovare la loro strada e vi
propongo
di scrivere di situazioni concrete vissute con i vostri figli o con altri
bambini, in modo da
poter ragionare insieme sulle modalità di intervento educativo che ciascuno di
noi applica
nei casi specifici. Credo sia un buon modo per aiutarci a capire meglio quello
che funziona
e quello che non funziona nell'educazione dei nostri figli, che siano "griffati"
o no.
Comincio io con un esempio: una coppia di amici vicino a Lecco con due figli,
uno dei
quali particolarmente problematico, una sera escono e lasciano i bambini con la
nonna, un
maschio e una femmina di otto e nove anni. Questi amici, che conosco da tempo,
come
genitori hanno avuto i loro bravi problemi, anche perché troppo intellettuali,
nonostante
avessero fatto delle scelte di vita e di percorso personale notevolmente
progredite. Bene,
la nonna prepara la cena e Matteo, che è preso dalla lettura, dice che non viene
a tavola.
La nonna lo lascia fare, finita la cena sparecchia e lava i piatti. Dopo che ha
finito, Matteo
va da lei e reclama la cena. L'abitudine contratta con i genitori - vorrei dire
il vizio - viene
riproposto alla nonna. La nonna, che non è tormentata dal dubbio come i genitori
di oggi,
ma ha quel senso pratico che era proprio dei nostri genitori, gli dice di aprire
il frigo e di
arrangiarsi e lo lascia stupito e senza parole da solo in cucina. Nessuna
discussione,
nessun ragionamento su quello che è bene o male, ma azione! Matteo, abituato a
esasperare i genitori che cercano di ragionare con lui, si trova di fronte alla
sola risposta di
cui ha bisogno e non dice niente, perché non c'è niente da dire.
A voi, se l'idea vi piace!
Cari saluti
Fabio