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Rispondi | Inoltra Messaggio #246 di 867 |


Carissimi amici della Stazione celeste,

voglio farvi partecipi delle notizie che ho ricevuto riguardanti la denuncia di
pedofilia ed indagini giudiziarie in corso, che hanno interessato il Centro
Studi Acquariani di Torino (che è stato chiuso d'autorità ed il sito internet è
stato oscurato).



Tra i suoi fondatori (denunciato per pedofilia) c'è Massimo Bianchi (max)-
musicista, terapeuta, artista, traduttore, scrittore, gli ultimi libri
pubblicati sono:

LA RAGAZZA INDACO

LA SACERDOTESSA (sottotitolato "L'iniziazione di una ragazza indaco alla
sensualità")

Di seguito potete leggere la lettera di Elisa, una delle minorenni dalla cui
famiglia è partita la denuncia di pedofilia.

Elisa ha autorizzato la diffusione della sua lettera affinché atti del genere
non si ripetano né da parte del diretto interessato né da parte di altri.



Lettera di Elisa - Novembre 2006

Arrivai al CSA una sera d'ottobre (2004); avevo 15 anni e, avvolta in un grande
maglione, nascondevo il mio viso che piano piano perdeva le fattezze
dell'infanzia ma ancora lasciava trasparire la purezza di una bambina che
muoveva i suoi primì passi alla ricerca di risposte.

Quale luogo migliore per una bambina sognatrice? Alla percezione visiva solo
abbracci, carezze, parole d'amore... anzi, sembrava che vivesse solo l'amore in
quel luogo, tra quelle persone. Continuai ad andare alle riunioni; era bello
cullarsi in ideali universali, davano certezze e risposte. Così crescevo e senza
accorgermene mettevo da parte la purezza di quella bambina ma non la sua
ingenuità.

La prima volta che vidi Massimo lui venne subito da me, chiedendomi un incontro
durante il quale stabilì che ero una ragazza indaco. Lo trovai un temine
bizzarro, a cui spesso cercavo di attribuire un significato. Forse voleva dire
essere un po' speciali... ma perché c'era bisogno di avere un nome? Che cosa
faceva una ragazza indaco? Perché era diversa dalle altre? Ai miei occhi ogni
essere era un po' speciale, ciascuno a modo suo, e comunque vedevo sempre la
luce in ognuno Massimo radunò tutti coloro che considerava ragazzi indaco in una
riunione a Ghiggerì (estate 2005). Era così emozionante trovarsi tra tanti
sguardi nuovi, non importava sapere lo scopo di quell'incontro: avevamo fede.

Cominciammo a trovare nel nome "ragazzi indaco" rifugio dai nostri piccoli
ostacoli quotidiani, come il sentirsi incompresi od esclusi, la difficoltà nel
comunicare, giustificandoli con il fatto che noi eravamo speciali e la società
non era in grado di comprendere. Così volevamo portare un messaggio nuovo al
mondo vivendo fuori dal mondo. Senza che ce ne accorgessimo lo sguardo limpido
che ci aveva uniti nei primi istanti del nostro incontro andò sporcandosi con il
trascorrere del tempo, poiché si creò uno standard secondo il quale comportarsi,
uno standard anche nel guardarsi.

Dovevamo lasciar trasparire solo amore perché noi eravamo l'amore. Intanto ci
dimenticavano che l'amore vero non è una costruzione che si esprime attraverso
schemi ed esempi. Un Anno dopo all'età di 16 anni ebbi il mio primo rapporto
sessuale con il ragazzo di cui ero innamorata. Sentivo di avere compiuto un
grande passo verso la femminilità, verso il diventare donna. Massimo se ne
accorse istantaneamente e da quel momento anche il mio corpo fu violato. Che
cosa doveva diventare una ragazza indaco? Una sacerdotessa Che cosa è una
sacerdotessa? Colei che usa la sua sensualità come strumento di guarigione.
Attraverso quale mezzo? Il suo corpo. Il corpo doveva essere donato per portare
alla guarigione e risvegliare l'anima degli uomini.

Massimo mi avrebbe iniziata a questo compito, avrebbe affrontato insieme a me i
miei problemi sessuali, che diceva di vedere chiaramente, mi avrebbe guidata
verso l'amore incondizionato. Ma tutto questo presupponeva il contatto diretto
con il mio corpo.

Il rifiuto per una sacerdotessa non esisteva, perché amava tutti
incondizionatamente e la sua gioia stava nel donarsi. Non importava che cosa le
trasmettesse la persona con cui faceva l'amore il suo corpo oltre alla sua
bellezza interiore era di tutti e soprattutto di Massimo. Così cominciarono le
richieste di spogliarsi, di lasciarsi toccare nelle parti intime. Quando si
trovava di fronte al mio rifiuto, Massimo mi incoraggiava assicurandomi che mi
avrebbe portata verso la strada della luce, dicendo che non potevo rifiutarmi
che dovevo imparare a donarmi incondizionatamente ed ignorando il mio malessere
che si esprimeva anche fisicamente con una notevole rigidità.

Per assolvere al mio compito non trovai altra via che cancellare ogni tipo di
emozione. Riuscii per un certo periodo a rifiutare l'atto sessuale vero e
proprio, che con lui sentivo "sporco" e mi faceva ribrezzo, adducendo tremolanti
scuse, finché un giorno, vinta dalle continue insistenze, cedetti. Massimo fu
creatore, spettatore e partecipe di incontri intimi ed effusioni erotiche tra
tre ragazze (due delle quali minorenni) me, V. e V, che si volevano bene come
tre amiche, senza desiderio. Invece fummo indotte a questo genere di incontri
perché anche questo faceva parte della nostra lezione.

Insieme al rapporto con la mia intimità scomparvero il mio ciclo mestruale e
kili di peso, ma tanto ero vittima di quella trappola da non interpretate questi
fenomeni come un segnale di grave malessere. Dopo quattro mesi caratterizzati
abbastanza frequentemente da questo tipo di episodi un giorno mi guardai allo
specchio. Il mio viso era pallido e smunto, il mio colore sembrava appassito.

Mi domandai: "Dove è Elisa? Dove sta andando? Quale strada ha imboccato? E le
sue gote colorite, perché sono svanite? Insieme a loro ho lasciato portare via
la mia purezza e la mia naturalezza' ... la purezza di quella bambina sognatrice
era svanita ... Decisi che doveva avere tutto una fine. Così è stato.

Continuai con apparente scioltezza la mia vita, senza avere il coraggio di
domandarmi che cosa tutto ciò avesse comportato in me. Lo nascosi come un
umiliante segreto anche a me stessa, dimenticando. Ricordai e ne parlai solo
nove mesi dopo. Il mio ciclo tornò, ripresi ad alimentarmi normalmente, insomma
smisi di negare e di nascondere il mio essere donna e cominciò la guarigione.

Ho scritto frammenti della mia storia non come accusatrice, non come giudice, ma
semplicemente come messaggero, con l'augurio che queste parole possano essere
strumento anche della vostra guarigione e possano aiutarvi ad individuare e
seguire la VOSTRA strada, la VOSTRA verità. Sto camminando verso un nuovo
orizzonte e dedicando la mia energia a bambini che con semplicità e purezza
cercano e trovano il loro modo di comunicare con i cavalli. Tutto il mio essere
è con loro. Invito ognuno di voi a venirci a trovare e, se vuole, ad apportare
la sua scintilla per contribuire a creare... le porte sono aperte a tutti. Buon
cammino anche a voi. Con tutto il mio cuore.

Elisa



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]




Mer 3 Gen 2007 1:49 pm

maria.brida@...
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #246 di 867 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Carissimi amici della Stazione celeste, voglio farvi partecipi delle notizie che ho ricevuto riguardanti la denuncia di pedofilia ed indagini giudiziarie in...
Brida Maria (NewReal)
maria.brida@...
Invia email
3 Gen 2007
2:02 pm

... From : Stazione_Indaco@yahoogroups.com To : stazione_indaco@yahoogroups.com Cc : Date : Wed, 3 Jan 2007 14:49:05 +0100 Subject...
regmau
aadmt02
Offline Invia email
4 Gen 2007
8:16 pm

In riferimento alla e-mail inoltrata qualche giorno fa in questa lista, da Maria con la testimonianza di Elisa, la ragazza molestata da Massimo Bianchi. E'...
)* Pietro Abbondanza
pietroabb
Offline Invia email
10 Gen 2007
6:54 pm
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